Il capitano Schettino è indifendibile, ma il suo linciaggio è vergognoso. La criminale diffusione della telefonata De Falco-Schettino ci cola a picco tutti. Per il salvataggio solo un elicottero, per le guerre invece….

Ho voluto tardare a bella posta a intervenire sul naufragio della Costa Concordia perché ero preso da un tale sdegno contro il comandante Francesco Schettino da ritrovarmi sorprendentemente nel coro degli urlatori di professione e forcaioli d’animo. Compagnia che mi imbarazza talmente da avermi consigliato prudenza. Anche perché l’esperienza ha dimostrato a suo tempo sulla mia pelle che le verità lanciate con grande clamore e immediatamente a ridosso dei fatti sono troppo spesso verità per modo di dire, se non baccano suscitato ad arte per nascondere la verità o sue importanti parti. Tant’è che avevo preparato un pezzo certo non a favore di Schettino, ma neppure di accettazione del “colpevole unico”, classico capro espiatorio per salvare il sedere di molti altri. Poi ho ascoltato – disgraziatamente – la telefonata tra Gregorio De Falco e Schettino. E m’è crollato il mondo addosso. Quella telefonata mostra l’intero vertice di comando della Costa Crociere talmente vile e ignominioso che non ci posso credere, mi rifiuto, la fuga di un comandante, per giunta assieme al suo secondo e terzo ufficiale, è un abominio inimmaginabile, roba che neppure in un film o in un pessimo sceneggiato da trash tv. Se le cose stessero davvero come sembra da quella telefonata, a dover fare hara hiri non è solo Schettino, ma qualunque italiano che ha pudore, perché quella telefonata, se fosse tutto come sembra, ci condanna come Italia intera, come popolo di ignavi, cialtroni, mascalzoni e irresponsabili. Neppure popolo “solo” da bunga bunga ed elettori entusiasti di gente come Bossi, Berlusconi, Calderoli…., ma addirittura di cialtroni da corte marziale e – infamia suprema – fucilazione alla schiena e con gli occhi bendati. Chiunque abbia passato così a razzo alla stampa la registrazione di quella telefonata, e, come vedremo meglio in seguito, si direbbe che pare possa essere stato solo De Falco, ha fatto una grande mignottata che ci ha accoltellato tutti alla schiena.

Cerchiamo quindi di ragionare. Schettino ha sbagliato ed è indifendibile. E’ stato lui stesso ad avere ammesso col magistrato una serie di circostanze che lo inchiodano:

- ha ordinato lui di uscire fuori rotta per avvicinarsi al Giglio;

- ha deciso lui di abbandonare il pilota automatico e di mettersi a timonare lui, personalmente e manualmente;

- l’accosto al Giglio lo ha deciso per un “inchino” al collega in pensione Mario Palombo, “inchino” preannunziato allo stesso Palombo con una apposita telefonata;

- ha ordinato la virata troppo tardi;

- il ritardo nell’ordinarla è dovuto al fatto che “ero perso nei miei pensieri”.

Anche se non di “pensieri” si trattava, ma – a quanto pare – della vicinanza di una bella bionda, ce n’è abbastanza per prendere a pedate Schettino fino a consumargli tutto il sedere.

In aggiunta, è innegabile che Schettino ha perso oltre un’ora da perfetto cretino, quando invece durante quell’ora la nave era ancora in assetto, cioè non sbandata, e potava sbarcare tutte le persone in perfetto ordine e senza che nessuno finisse affogato intrappolato nelle cabine o in sala pranzo. Ma quell’ora e un quarto l’ha persa da cretino perché è cretino lui o perché l’armatore gli ha ordinato di non lanciare subito l’SOS e di non chiedere neppure ispezioni e verifiche in mare perché “il tempo è danaro” e le crociere, come si dice degli spettacoli, “must go on”? Non so se sia vero che Schettino durante quell’ora molto abbondante abbia, tra l’altro, cercato anche di fare sparire la “scatola nera” onde evitare si potessero appurare le sue responsabilità per la rotta temeraria e l’errore da peracottari. E’ inoltre grave, anzi inaudito, che abbia abbandonato la nave. E che lo abbia fatto con i suoi due vice è talmente inaudito da essere impensabile. Così come è patetica, ridicola, lestofantesca, la scusa di essere “caduto in una scialuppa di salvataggio”, per giunta di esserci caduto con i due vice, eventualità statisticamente impossibile se non in un film di topo Gigio.

Tutto ciò detto, nulla dimostra che Schettino stesse scappando, che avesse cioè abbandonato la nave per svignarsela. Forse lui è un vile, ma credere che lo siano anche i suoi due vice mi pare surreale. Non voglio neppure prendere in considerazione quello che, stando ai giornali, avrebbe dichiarato il parroco dell’isola, e cioè che Schettino era sbarcato tranquillo e beato anche col computer. Il parroco pensi a vergognarsi per NON avere mai reclamato neppure lui per l’usanza degli “inchini” a pochi metri dalla terraferma da parte di un bestione come Costa Concordia e non solo.

Insomma, NON si può che Schettino stesse scappando. E’ sceso dalla nave, certo, e NON doveva farlo, ma NON per scappare. Probabilmente voleva rendersi conto di persona della falla, dall’esterno visto che dall’interno era impossibile, o forse anche cercare di rendersi utile cercando di mettere ordine tra i natanti nelle vicinanze, anche se questa ipotesi non mi convince perché i natanti con i passeggeri erano – a quanto pare – dall’altra parte della nave, quella che guarda la terraferma a pochi metri da essa. sull’altro lato della nave. Se è sceso, per giunta, ripeto, con gli altri due ufficiali, uno dei quali era una donna, probabilmente è stato perché a sua valutazione i soccorsi sulla nave procedevano, anche se non ho capito sotto la direzione di chi. La presenza di un ufficiale donna nella scialuppa con Schettino mi fa credere ancor più difficile una fuga o un pensare comunque solo a se stessi: una donna, per giunta ufficiale di marina, abbandona vecchi e bambini e altre donne al loro destino? Difficile da credere. Ritengo umanamente e professionalmente più probabile che il comandante, pur con deplorevolissimo ritardo, abbia aiutato passeggeri a mettersi in salvo e sia sceso in ispezione in mare solo quando gli è parso di poterlo fare perché non c’era più ressa nel salvataggio.

La voce impallata di Schettino nel rispondere a De Falco, mi ha fatto arrossire per quel pesante accento campano da “guapp’e cartone” dei film, da decenni “prova provata” dell’infingardaggine e cialtroneria dei “terroni”. Né Totò né Massimo Troisi avrebbero potuto immaginate tanto… Accento campano a parte, la voce di Schettino m’è parsa stranamente impastata, come anche le sue risposte a De Falco spesso sconnesse. Troppo alcol? Una “sniffata” di troppo e già a fine effetto? Lo appureranno i magistrati.

Insomma, Schettino è spacciato. Come capitano è spacciato. Come marinaio è spacciato. Come uomo, se la vedrà con se stesso, con i non pochi morti dovuti all’aver perso più di un’ora senza muovere un dito, anche se forse per ordine dell’armatore e non per decisione propria. Ma impiccarlo adesso sulla pubblica piazza a furor di popolo, no. Fucilarlo alla schiena sulla base dei soli elementi d’accusa, senza neppure vagliarli, contestualizzarli e verificarli, assolutamente no. Il giornalismo scoopista a tutti i costi ha già fatto una serie di danni storici, dal “ballerino anarchico” Pietro Valpreda fino al “rapimento” di Emanuela Orlandi ha già preso una quantità di granchi colossali. Meglio andarci più cauti.

Andiamoci cauti anche nel voler vedere in De Falco il cavaliere bianco, l’eroe salvatore di quei frangenti terribili. Il suo ordinare a Schettino di risalire a bordo salendo per la biscaglina, che è una scala di corde con gradini di legno,  “in senso inverso a quello dei passeggeri” che si stavano faticosamente mettendo in salvo, lo trovo un ordine assurdo.  La biscaglina, detta anche biscaggina, è una scala fatta di corde e con gradini di legno o di plastica in modo da poterla arrotolare e srotolare a piacere. La biscaglina inoltre è stretta, la si scende stando rivolti verso la nave e tenendosi con le mani al cordame laterale mentre si poggiano i piedi su uno scalino alla volta, stando bene attenti a non scivolare.  Non è certo larga a sufficienza da permettere il transito nei due sensi, per giunta in una situazione di emergenza drammatica. Sarebbe stato più logico issare a bordo Schettino, e gli altri due ufficiali, con una fune calata da un elicottero. E qui che casca l’asino, un altro asino! Come mai da Livorno non hanno mandato più elicotteri? A Livorno c’è una imponente base Nato, più un aeroporto italiano. Si fosse trattato di andare a bombardare la Libia o qualche nave di “terroristi” gli elicotteri ci sarebbero stati, sarebbero stati fatti arrivare da ovunque. I giganteschi elicotteri militari in grado di issare anche mezzi corazzati. La capitaneria di porto di Livorno ha un solo elicottero? E di chi è la colpa? Di Schettino?

Certo, Schettino ha sbagliato fin dall’inizio, fin da quando cioè ha deciso la bravata dell’avvicinarsi troppo all’isola del Giglio per dare “un salutino” al “mitico” commodoro e far vedere ai turisti direttamente sotto il loro naso la suggestiva cartolina notturna dell’isola del Giglio illuminata. Regalando nel contempo – due piccioni con una fava – agli isolani la suggestiva cartolina dell’enorme città galleggiante da crociera che a mo’ di maxi balena addomesticata si avvicina fin sotto casa, saluta educatamente a mo’ di serenata con i suoi maestosi fischi ad alto volume e tonalità a bassa e se ne va.

Però, però, c’è un però: visto che l’incredibile “salutino” a distanza ravvicinata era una consuetudine, o comunque una cosa niente affatto rara, dov’erano la capitaneria di porto, i carabinieri, la polizia, il sindaco, il parroco e gli abitanti del Giglio quando la balena da crociera arrivava fin quasi sotto le finestre? Todos caballeros? Un bestione come Costa Concordia o simili NON è un gommone o una barchetta che passa inosservata, e male, malissimo hanno fatto, dalla capitaneria all’ultimo dei pescatori o marinai della domenica, a non reclamare mai, a non avvertire mai nessuno della sbalorditiva usanza. Gentile e bella quanto si vuole, ma usanza pericolosa anche agli occhi di un cieco.  A Genova, al quartier generale della Costa Crociere, nessuno mai si è accorto di nulla? I TIR  hanno la scheda registratrice nel tachimetro, con la quale la polizia stradale – se vuole – può controllare a che velocità ha marciato l’autista durante tutto il viaggio del TIR. Ovvio che le navi, e le grandi navi, non siano prive di controlli anche più sofisticati. Sia a bordo che dalle capitanerie, oltre ai satelliti.

Strumenti di controllo a parte, non è solo al Giglio che si avvicinano pericolosamente le enormi città galleggianti e divertimentifici marini. Lo sanno anche i sassi che ci si fa pubblicità anche così: chiunque abbia visto sfilare di sera nella laguna di Venezia o nel golfo di Napoli o nel porto di Genova un transatlantico o una grande nave da crociera con tutte le luci accesi sa bene di cosa parlo. Ma in un Paese dove se si hanno soldi si può diventare capo del governo e farsi fare anche le leggi ad  personam, su misura, ogni volta un “inchino” del parlamento al Cavaliere, non sorprende che un Comandante di nave si faccia un pezzo di rotta ad personam, su misura per un “inchino a chi vuoi tu”, come dice la filastrocca.

Torniamo infine alla telefonata tra De Falco e Schettino. Chi se non lo stesso De Falco può avere dato quella registrazione ai giornalisti, visto che è lui stesso a dire a Schettino che sta registrando la telefonata? I magistrati? In questo caso non possono avere avuto il tempo di ricevere la registrazione, ascoltarla, valutarla e passarla a qualche cronista.  Alla stampa quel dialogo sputtana-Italia è stato consegnato prima che arrivasse ai magistrati.
Insomma, anche quella della diffusione della  telefonata è una storiaccia, sotto troppi punti di vista.

Sembra un brutto presagio: se quello di Federico Fellini si intitola “E la nave va”, il film della Costa Concordia si intitola invece “E la nave non va”, anzi, fa naufragio. Naufragio che capita per giunta nel momento più sbagliato, nel bel mezzo della tempestosa navigazione della nave Italia tra le secche, gli scogli e le intemperie  dell’euro, della recessione, del debito sovrano, dello spread, del rating…. Per il Times il disastro della Costa Concordia è infatti la metafora dell’Italia che affonda. Per il Wall Street Journal è addirittura la metafora dell’ormai a suo dire inevitabile naufragio dell’euro e dell’intera Comunità Europea. Non vorremmo Angela Merkel o chi per essa replicanti di Schettino. Ma neanche di De Falco. Mandino a salvare l’euro, l’Europa e gli europei più di un elicottero. E non calino solo una biscaglina…….

449 commenti
« Commenti più vecchi
  1. sylvi
    sylvi says:

    caro Uroburo,

    naturalmente la sua risposta alla mia domanda sulla diatriba Scalfari-Camusso, ha avuto, da parte sua una risposta pronta, esauriente e soprattutto coerente alla domanda.
    Ne sono ammirata!!!

    Lei ce l’ha con la PMI, e anche il suo sodale cc. E’ il cancro della Nazione.
    Non La GI che, quando non si accontenta dei sussidi statali, strozza l’indotto con pagamenti kilometrici e si finanzia alle spalle della PMI;
    non le partecipate statali che in questi decenni hanno solo allargato e riformato lo spazio caffè dove si lavora di più in assoluto!!!
    non certe categorie di forniture di servizi che dichiarano meno del pensionato al minimo, quando lo fa;
    No, ce l’avete proprio con quelle PMI che vivvaiddio qualcosa producono… più della messinpiega della parrucchiera.
    Non so se una PMI possa comprare senza IVA, se possa imbrogliare sulle fatture che di solito vanno a un’altra impresa, e di mille altri modi per frodare lo Stato.
    Noi abbiamo altre abitudini, anche se sempre più spesso ci chiediamo chi ce lo fa fare!
    L’art. !8, l’ho già detto, è un caso uico in Europa, è un mito, un idolo della Fiom; è la bandiera rossa che sventolerà sbrindellata anche quando i metameccanici si saranno del tutto estinti!
    Io le dico: chi se ne frega! Reintegrare forzatamente un lavoratore che viene licenziato, anzichè liquidarlo in maniera soddisfacente, è , ai giorni nostri una sciocchezza grandiosa ma soprattutto, in un gruppo di venti trenta lavoratori è soltanto motivo di conflitto che non giova a nessuno, tanto meno al reintegrato!
    il lavoro e i lavoratori hanno ben altri problemi che non siano quelli dei fin troppo tutelati.

    Quanto ai poveri operai schiavizzati, da quel che so, le situazioni sono molto a macchia di leopardo, e molto spesso sono più schiavizzati quelli che lavorano di più!
    Basterebbero controlli, seri, continuativi, ma questi non sono mai stati fatti nemmeno quando governò la sx!

    Ho già avuto modo di affermare che i milioni di votanti berlusconi non sono sicuramente gli imprenditori!!!
    Ma mi pare che un radical chic come lei vorrebbe che , come dicevate una volta,
    IL SALARIO COME VARIABILE INDIPENDENTE!
    Sono 40anni che lo predicate…e i risultati sono qua!
    Vi dimenticate però sempre, che strano!!!, di dire che la disoccupazione galloppa perchè le PMI CHIUDONO!!!

    E se chiudono, gli operai vanno a casa…direbbe La Palisse!

    buonanotte
    Sylvi

  2. sylvi
    sylvi says:

    caro cc,

    la tua zuppa rurale è molto piaciuta, anche a mia nuora che mi ha chiesto la ricetta.
    Devo calibrare ancora un pochino gli ingredienti, poi sarà perfetta.
    Mi ha chiesto mio marito se stai spalando neve… noi, che NON siamo in Italia del Nord, come dicono giornali e tv,abbiamo bora chiara gagliarda che sta virando a bora scura!
    Ma per ora niente neve. Risparmio sugli spalatori in nero!

    notte
    Sylvi

  3. Anita
    Anita says:

    Si sono chiusi i polls in Florida

    I risultati sono gia’ in rete.

    Mitt Romney dara’ il discorso di vittoria fra pochi minuti.

    4 stati giu’….ne abbiamo altri 46….alcuni contano poco, il numero dei delegati e’ minimo.

    Anita

  4. Anita
    Anita says:

    PS:

    Le notizie possono sempre cambiare…secondo chi e’ l’ announcer.

    Ma non credo.

  5. rodolfo
    rodolfo says:

    xCarlino 398
    si parlava un po´d´altro….ma ai due da te accennati io ne aggiungerei persino qualche altro….cio´ non significa pero´che questa e´la regola……tuttaltro…sono solo eccezioni. Il centrocampista di punta e´generalmente piccolo…se e´alto.. .. riesce solo ad essere goffo. Io non so´quanti anni hai e se ti ricordi di un certo Müller fatto solo da due cosce enormi …non correva mai ma aveva l´intuizione di un cane da tartufi ed era sempre al posto giusto…per cui gli bastava fare qualche finta ed era gol…spesso pero´anche di”prima”.
    Messi “la pulce” e´riuscito (ma questo lo si deve anche all´evoluzione del calcio ed a allenamenti diversi che nel passato) ad essere anche molto veloce….per cui quando e´in azione piegando un po´il corpo e le gambe diventa un giocatore nano…lui e il terreno quasi una cosa sola…fantastico.
    Un saluto
    Rodolfo

  6. rodolfo
    rodolfo says:

    Qui nell´Assia splende il sole….nessuna nuvola in vista … il vento e il freddo e´micidiale…per cui non c´e´di piu´bello che restarsene tra le prorie quattro mura.
    Rodolfo

  7. peter
    peter says:

    qui sulla Manica splende il sole anche se fa freddino, ma meno freddo di ieri o l’altro ieri…
    Invece nel Nord se la passano molto peggio, gelo, neve, ghiaccio, etc

    Peter

  8. Uroburo
    Uroburo says:

    Cara Silvy,
    certo si può rispondere in tanti modi alla mia lettera di ieri sera [Uroburo { 31.01.12 alle 21:04 } n.393]. Lei ha risposto facendomi, come al solito, dire cose che non ho detto, ed alcune che addirittura non ho mai pensato. Contenta lei!…

    Vede cara, io non ce l’ho affatto con la sua famosa PiccolaMedIndustria, perché dovrei? E’ una realtà economica da cui non si può prescindere in un paese come questo. Solo ne vedo anche i limiti, che lei invece ignora. La PMI ha dei gravi limiti organizzativi (quando le PMI cercano di crescere spesso falliscono, proprio per incapacità gestionali), culturali (spessissimo la loro produzione è tecnicamente arretrata e basata su uno sfruttamento feroce della manodopera), relazionali (spesso i padroncini sono degli individualisti del tutto incapaci di collaborazione con chiunque altro), finanziari (raramente sanno/possono fare calcoli a lungo termine), politici (sono sempre stati di estrema destra, con tutto quel che segue). Ha però anche dei meriti: occupa milioni di persone senza molti aiuti da parte del sistema.
    Sistema però del quale voi fate parte e da cui è vostro compito farvi ascoltare. Se non ci siete riusciti la colpa non è del destino cinico e baro, e men che meno dei sindacati e della sinistra, ma vostra: imparate a lavorare meglio.
    Lei invece è bravissima a dare la colpa dei vostri limiti agli altri. I sindacati non hanno mai difeso la PMI semplicemente perchè non ci sono dentro, e credo che neppure la conoscano bene. Dovevate farvi conoscere; dovevate avere altre posizioni politiche. E’ un po’ difficile aver voglia di collaborare con un personaggio come lei che pensa al sindacato come alla summa dei mali del paese! E comunque nella Confindustria ci state voi, non certo la sinistra: fatevi sentire|
    E la base del Banana, accanto a tanti poveri imbecilli che si sono illusi, è stato il popppppolo delle partite IVA, voi, quelli che pagano le tasse fino all’ultimo centesimo..

    Credo di aver criticato in mille modi sprechi e corruzione di stato. Tuttavia questi sono fenomeni presenti nel pubblico in modo assolutamente uguale a quanto si trova nel privato. Le capacità e le conoscenze degli ittagliani solo limitate ma sperare nel privato come panacea di tutti i mali è solo un’illusione. Lo è perfino in Useggetta, figuriamoci da noi.

    Non ho mai, sottolineo MAI, pensato al salario come ad una variabile indipendente dalla produzione e dall’andamento generale dell’economia.
    Come sempre lei si costruisce uno schema mentale e parte all’assalto come un toro infuriato. In modo del tutto cieco.

    Francamente parlare con lei mi sembra un’inutile perdita di tempo: lei non risponde MAI, continua a ripetere sempre le stesse cose come un disco rotto.
    Un saluto U.

  9. Shalom: in questi due Paesi di merda medioevale però la democrazia ci guardiamo bene dall'esportarla, ne' a cannonate ne' a a suppliche, petizioni e raccolta firme
    Shalom: in questi due Paesi di merda medioevale però la democrazia ci guardiamo bene dall'esportarla, ne' a cannonate ne' a a suppliche, petizioni e raccolta firme says:

    QATAR E ARABIA SAUDITA REGIMI ORRIBILI: ARABIA SAUDITA E QATAR FULGIDI “ESEMPI” DI DEMOCRAZIA: http://nena-news.globalist.it/?p=16762
    I regnanti a Riyadh e Doha negano diritti e liberta’ fondamentali ai loro sudditi. Le loro violazioni abbondano nei rapporti delle organizzazioni per i diritti umani ma si affannano in ogni sede per “portare la democrazia” ai siriani.
    MICHELE GIORGIO
    oma, 01 febbraio 2012, Nena News (nella foto da sinistra lo sceicco qatariota al Thani e il re  saudita Abdallah) – Che in Siria vengano violati diritti umani e libertà fondamentali non è un una novità. Tristemente note sono le prigioni del regime, dove non pochi detenuti politici sono spariti senza lasciare traccia. Per repressione e violenza Riyadh e Doha non sono lontane da Damasco, eppure guidano  il lungo elenco di paesi che chiedono «democrazia e diritti per i siriani».
    Da decenni il mondo chiude gli occhi davanti a ciò che accade in Arabia saudita, ricca di petrolio e alleata strategica degli Stati uniti. Eppure è sufficiente leggere i rapporti di Amnesty international per rendersi conto che il regno dei Saud non ha titoli per invocare la democrazia a casa degli altri.
    Amnesty riferisce che Riyadh ha inasprito la repressione con l’intento di ridurre al silenzio le richieste di cambiamento e mette in rilievo come la monarchia Saud tenga in carcere migliaia di persone, molte delle quali senza accusa né processo. La tortura e i maltrattamenti durante la detenzione continuano a essere ricorrenti. La repressione si accanisce in particolare contro i sauditi sciiti che a Qatif, al-Ahsa e Awwamiya, nell’est del paese, manifestano pacificamente contro la monarchia. Senza dimenticare che la scorsa primavera i Saud hanno inviato truppe a reprimere le proteste per la democrazia e le riforme nel Bahrain dell’alleato re Hamad al Khalifa. Nel 2009 le forze armate saudite erano entrate nel nord Yemen per colpire i ribelli Huthi (sciiti), causando morti e feriti anche tra i civili.
    In Arabia saudita è vietato fondare un partito politico, la società civile è sistematicamente colpita, le donne non godono di diritti fondamentali e non possono guidare l’auto. Lo scorso novembre 16 sauditi, tra cui nove noti riformatori, sono stati condannati a pene varianti dai cinque ai 30 anni di carcere. Le fustigazioni sono la regola. A Jubail una ragazza di 13 anni è stata condannata a 90 frustate e 2 mesi di reclusione per essersi ribellata ad un’insegnante. Cinque anni di carcere e 500 frustrate invece per un uomo condannato perché omosessuale. In Arabia saudita il boia è sempre molto impegnato e tra coloro che si trovano nel braccio della morte ci sono anche condannati per apostasia e stregoneria. Questo regno «esempio» di democrazia e tolleranza, sceso in campo per portare la libertà alla Siria, inoltre ospita lo sceicco siriano Adnan al Arour. Una delle voci della protesta contro Assad, al Arour è noto per aver incitato – dai microfoni di Wisal Tv e Safa Tv – i sunniti siriani a «fare a pezzi, a tritare e a dare in pasto ai cani» coloro che appaiono come sostenitori del regime, tra cui i cristiani. (http://www.youtube.com/watch?v=h3lhyT3602Y&feature=related). Eppure la televisione satellitare saudita al Arabiya, in prima linea contro Assad, lo descrive come un «sunnita moderato», una «figura simbolica» per gli attivisti anti-Assad, un uomo che lancia inviti «pacifici e non violenti» all’insurrezione.
    Anche il Qatar occupa spazio nei rapporti delle organizzazioni per la tutela dei diritti umani. Amnesty denuncia che nel regno dello sceicco Hamad bin Khalifa al-Thani, promotore l’anno scorso dell’intervento internazionale armato contro il regime di Gheddafi e ora schierato contro Assad, le donne continuano a subire discriminazioni e violenze, i lavoratori migranti vengono sfruttati e abusati e almeno 21 persone sono state condannate alla fustigazione per aver avuto «rapporti sessuali illeciti» o per consumo di alcol.
    Vicende singolarmente ignorate dalla notissima tv qatariota al Jazeera.

  10. sylvi
    sylvi says:

    Ha però anche dei meriti: occupa milioni di persone senza molti aiuti da parte del sistema.
    Sistema però del quale voi fate parte e da cui è vostro compito farvi ascoltare. Se non ci siete riusciti la colpa non è del destino cinico e baro, e men che meno dei sindacati e della sinistra, ma vostra: imparate a lavorare meglio.Uroburo

    Eh NO, caro Uroburo,

    NON CI STO! Avrebbe detto il presidente Scalfaro, appena sotterrato!
    E non ci sto perchè lei non dovrebbe usare il VOI facendo di ogni erba un fascio!
    Premetto che se il mio è un disco rotto, il suo non sta meglio!
    Ho sempre affermato che non ho la visione globale del sistema…ma mi pare che nemmeno lei ce l’abbia.
    Perciò parliamo di ciò che sappiamo, non di ciò che leggiamo!!!
    Mi rifaccio al suo post 410.

    – limiti organizzativi e anche culturali:
    qui da noi le piccole imprese raffazonate e chiuse alla innovazione sono già fallite …da mo’!
    sono rimaste quelle che vogliono innovare, vogliono crescere in una visione europea del lavoro.
    Ma qui entrano i limiti finanziari:
    carenza di disciplina sui pagamenti…lo Stato è il primo debitore inadempiente.
    una burocrazia che strozza ogni iniziativa.
    una pressione fiscale micidiale che , qui da noi si scontra con imprese austriache e slovene che concorrono pagando la metà di tasse!
    Condurre una azienda con legalità sia fiscale che sindacale secondo le leggi diventa impresa impossibile.

    Posso con cognizione di causa, parlare di piani per il cambio generazionale in azienda ( da padre in figlio).
    In Europa gli Stati accompagnano con varie provvidenze il passaggio…in Italia il padre si svena per investire in formazione e predisposizione di spazi e strumenti e poi…si ritrova esposto e debole ad affrontare una crisi che non ha sicuramente determinato.
    Si informi! E che avremmo dovuto fare NOI, come dice lei?
    Andare a Roma coi forconi? Perchè Roma è ANCHE la sede di Confindustria e Sindacati, ma è soprattutto la sede di una dissennata politica fiscale e del lavoro che è stata creata e voluta da TUTTE le forze politiche!!! Leggerà anche lei i giornali!
    Lei dice che la colpa è NOSTRA!! perchè non sappiamo lavorare meglio!
    Come ex dipendente dello Stato…e forse lo è anche lei!!! mi verrebbe voglia di dirle che lei è “fuori di testa” come spesso mi ha omaggiato lei.
    Dal di dentro, so come si lavora nello Stato, e so come si lavora nella PMI!!!!!! ( gli esclamativi li traduca in parolacce!).

    Noi, intendo molte, moltissime PMI, siamo sopravvissuti ( e noti…speriamo di sopravvivere al casino Italia) perchè ci siamo attaccati alla mammella tedesca, come organizzazione, cultura e sostegno.
    Avremmo dovuto avere l’Università a sostenerci culturalmente, la politica a spianarci la strada, le forza territoriali e sindacali a dialogare!!! Queste, in Italia, sono bestemmie!!!!
    A Udine, governatore Illy, (triestino) si organizzò più volte Innovaction, appuntamento fra aziende e università e Europa…
    più di uno sguardo al futuro!!!
    Quel montanaro carnico ( lo dico con il suo stesso disprezzo) di Tondo abolì tutto perchè “troppo costoso”.
    Ma Illy fu scaricato dalla sx e dai sindacati che in Innovaction non vedevano immediati soldini ai lavoratori per andare in vacanza!!!
    Perciò prima di sparare sulla PMI indiscriminatamente…si informi!
    Come vede non tutti sono di dx…forse molti semplicemente vorrebbero…se non avere gli strumenti per crescere, almeno non ricevere la corda politica, sindacale per impiccarsi!!!

    Le dedico due pensieri:

    -Esistono persone, che prendono l’imprenditore per un lupo rognoso, che bisognerebbe abbattere.
    Altri pensano, che l’imprenditore sia una mucca, che si può mungere continuamente.
    Solo pochi lo vedono come un cavallo, che tira il carro.-
    Wiston Churcill ( 1874 -1965)

    – Non ci vogliono grandi capacià manageriali per mettere sulla strada dei validi collaboratori, ce ne vogliono molte di più per creare l’innovazione e le opportunità di vendita necessarie per mantenere la sicurezza dei posti di lavoro.-
    Kurt Stoll – proprietario dell’Azienda Festo- Stoccarda

    saluti
    Sylvi

  11. controcorrente
    controcorrente says:

    Mia povera Sylvi,
    mi verrebbe voglia di darti ragione in quasi tutto quello che hai detto, salvo per esempio ricordarti che a tua difesa esistono “personaggi ” ben più credibili di quell razzista di W. Churcill…!!
    Salvo ricordarti che gli esempi tedeschi da te ricordati fanno capo ad un sistema popolo -nazione-cultura di altro genere , ma che vede anche oggi i suoi limiti mondiali nelle diaspore europee tra gli eredi dell’illumismo borghese francese e quelli di quello tedesco che si sono sempre rognosamente fatti la guerra..oggi parlare dell?UK è infatti da un punto di vista produttivo come parlare del “Morto che parla”….
    In questo quadro godurioso per l’avvenire,l?italietta piccolo borghese fascistoide clerical -cattolica , di stampo evasore,da sempre,si trova come al solito al suo posto naturale….
    Quello che si merita, quello che le sue classi digerenti nel complesso, salvo pochi rari casi che fanno poco testo,hanno meritato nel corso degli ultimi anni..!!
    Limiti culturali e dipendenza , furbisterie ecttect..
    Oggi è la resa dei conti..ma come al solito “noi non si è capito ancora un cazzo…
    Una rondine non ha mai fatto primavera !!!

    cc

    Se la salvezza nazionale deve passare dai Sindacati e dai lavoratori allora è semplice ..dategli il Potere e poi vediamo…mia cara avrai mica paura ancora dei Bolscevichi fuori dall’uscio..ma per favore…sappiamo tutti dalle tue stesse parole che il Comunismo ha prodotto milioni di fedeli..in Cristo !!
    Che so applichiamo la dottrina sociale della Chiesa , con tutti sti fedeli che assaltano le Chiese per pregare !!

  12. controcorrente
    controcorrente says:

    Mia povera Sylvi,
    leggi bene questo articolo..

    http://ilcorsivoquotidiano.net/2012/01/27/italia-norvegia-debito-pubblico/

    Temo ormai che nemmeno questa equa soluzione sia alle porte..
    Ce la siamo giocata con il Socialismo bananiero di Craxo e poi con il ventennio del Banana mica li abbiamo votati IO e d Uro…
    Il mondo viaggia più veloce della Norvegia Oggi..figurati dove siamo piazzati Noi che pensiamo che i Guai dell’Otalia siano ascrivibili all’art 18
    Ma per favore ..sai come recita l’art 18, . ” E’ inutile cercare di sanare un culo rotto !
    Ed è la giusta conclusione dell?Art quinto che recitava : Chi ha i soldi in tasca ha vinto, che ha impreganto la Cultura otalica !

    cc

  13. Anita
    Anita says:

    x Sylvi -411-

    Cara Sylvi,

    hai descritta la china presa dagli US.

    “….che l’imprenditore sia una mucca, che si può mungere continuamente.”

    Io ci aggiungo il governo….la mucca che mangia fino a scoppiare e che ha mammellone come “‘mongolfiere”…..ma un giorno finira’ per scoppiare.

    Ho appena sentito un’altro discorso di Obama…sono depressa.

    Anita

  14. sylvi
    sylvi says:

    mio povero e caro cc,

    e per le tue argomentazioni ti affidi a un Matteo Mainini ( chi era costui), laureato a 28 anni in Scienze della Comunicazione!!!!non in Ingegneria o Medicina…leggiti gli esami che ha sostenuto in quella evanescente Facoltà , fosse pure dell’Insubria e non del Cilento, giusto per dare un tono un po’ razzista e far felice Peter!!!

    Comunque Vox, che E’ intelligente, e che ama appassionatamente la Norvegia, non si sarebbe mai spinto a queste azzardate comparazioni!
    Così come confrontare la Norvegia con l’Italia del dopoguerra “quando tutto era statalizzato”….
    Io non mi meraviglio di un cretino qualsiasi, mi meraviglio di te che lo hai ritenuto degno di attenzione!

    ===Se la salvezza nazionale deve passare dai Sindacati e dai lavoratori allora è semplice ..dategli il Potere e poi vediamo…mia cara === CC

    Scusa, ma quale malefico inghippo impedisce ai lavoratori di farsi una ” fabbrichetta” e prendersi l’agognato potere insieme ai sindacati statalizzati ovsliu…
    Credi che noi avessimo capitali che non fossero la buonauscita di mio marito e un oceano di debiti in banca?

    Qui abbiamo visto e imparato molte cose con il terremoto…l’abbiamo chiamato San Terremoto!
    Durante la ricostruzione hanno risalito lo Stivale una miriade di piccole aziende improvvisate …dalla Sicilia in su! Unite a quelle del Nord c’erano più aziende che mattoni da ricollocare, tubi di ferro da fondere, piastrelle da collocare….
    E’ stata un’ecatombe: prima sono finiti male i furbi…poi gli ingenui, infine gli incompetenti. Una moria…!
    Uccisi anche poverini, dai sindacati, dai quali avevano divorziato diventando “imprenditori”.
    Con la coda fra le gambe sono ritornati a fare gli operai.
    Cioè quello che sapevano far bene!
    Quindi il potere se lo possono prendere quando vogliono…mi pare sia ancora così in Italia.
    Altro che Bolscevichi fuori dall’uscio…

    Comunque continuo a congratularmi con te che con grande abilità mescoli i miei post credo meglio di quanto tu faccia con la tua zuppa!!!

    Sylvi

  15. controcorrente
    controcorrente says:

    Mia cara povera Sylvi,

    mi spiace che una persona come te , si faccia prendere dal panico per così poco !
    In genere ti sei sempre descritta come una forte e coraggiosa montanara veneto -carnica che giammai una semplice tormenta le impedisce di raggiungere l’agognata vetta di una cima Dolomitica.
    Purtuttavia sappiamo che la Dolomite si sta sgretolando e tra un poco riempira le spiagge di Grado !
    L’esempio Norvegese …mah una semplice provocazione..che la tua abilità,gira,in razzismo puro….direbbe il buon Peter.,.infatti è impossibile che un Pirla meridionale laureato in una insulsa Università ,in una scienza casuale,potesse dire qualche cosa a prescindere da quanto detto.
    Mia povera cara Sylvi,ti dirò che non ho nemmeno letto l’articolo…,ma adesso so che “non abbiamo speranza”per certo !
    Infatti anche i Montanari duri e puri veneto-carsici nonostante tutto, non si accorgono della differenza tra piccole slavine e valanghe e ci restano sotto pure loro…ah la forza della natura che si fa beffe delle più consolidate esperienze montanare !!

    cc

  16. controcorrente
    controcorrente says:

    Cara Sylvi,
    pure a me il Mainini sembra un pò scemo ,infatti dice che lavora al Tg4, mi sembra pure un poco leghista nelle sue argomentazioni un tipo un poco confuso che oscilla tra la Rivoluzione ed il Patanismo Norvegese pure …eppure…in fondo alcune cose che vanno di moda le dice …una buona metafora per testare il polso montanaro -carnico ,un buon esperimento di incrocio tra Art 18 e cose serie..

    Beata friula..lo sai perchè in fondo esiste l’art 18 ?Pensa una volta esisteva pure la scala mobile..il Otalia non esiste ancora il salario minimo garantito !ù
    Ma già è troppo social-democratico eppoi mia .quasto accanirsi contro il 18, ma santa pazienza ,dimmi chi ti da fastidio in azienda e vengo io aveder e di farlo fuori e santa pazienza …ma non confondiamo con il resto, sei alle solite tu misuri il Mondo con la Carnia e cadore..ma per favore estendi l’orizzonte o in tedeschia ci vai a farle gite e veder cattedrali..?

    cc

    ps – Non toccare la mia “zuppa dei morti”,rispetto per le sacre tradizioni , sennò sciagure ,sciagure..ci sono le erezioni via Blog , pure le fatture possono viaggiare ..!!

  17. Shalom: haiahiai... "Dalli al negro!", ovvero la merda razzista emerge anche nel popolo eletto reinsediatosi nelle Terra dei Padri....
    Shalom: haiahiai... "Dalli al negro!", ovvero la merda razzista emerge anche nel popolo eletto reinsediatosi nelle Terra dei Padri.... says:

    http://972mag.com/watch-18-arrested-in-protest-against-racism-discrimination-of-ethiopian-jews/34379/

    Wednesday, February 1 2012|Noam Sheizaf
    WATCH: 18 arrested in protest of Ethiopian Jews against racism

    Arrest of protester at a demonstration opposing the discrimination and racism against Ethiopian-Jews in central Tel Aviv, January 31, 2012 (photo: Oren Ziv/ Activestills.org)

    The protest against the racism and discrimination against Ethiopian Jews continues. Yesterday a few dozen people, most of them Ethiopians, gathered for a small protest near the Tel Aviv Museum. No less than 18 were arrested; among them was Ulet Hararo, who marched last month from Tel Aviv to Jerusalem to protest racism and discrimination against his community. According to police, protesters were trying to block a street and the arrests were carried out to maintain public order.

    The Ethiopian protests began last summer, as part of the J14 movement, but it erupted again after it was revealed that homeowners in the city of Kiryat Malachi, where almost 15 percent of the population are Ethiopians Jews, are refusing to rent their apartments to the black Ethiopians, and even signed a public letter demanding others would do the same.

    Below are some photos from the demonstration, followed by a strong video of the protest and the arrests.

  18. controcorrente
    controcorrente says:

    Cara Sylvi,
    chiude il Mercato la Juventus, preso l’ennesimo extra-comunitario, Padoin “furlan”dall’Atalanta.
    l’Internazionale avanza , mia cara !

    cc

  19. controcorrente
    controcorrente says:

    Caro shalom,
    come si dice dalle nostre parti in Patania .in fondo al negher , le sempre un negher..come il bus del cul..!!

    E’ una questione “culturale” secondo le tradizioni !
    Pensa che hanno sbiancato pure il negher del presepe in certe vallate !
    Il magio negher era un refuso storico, secondo l’atropologia dell?università della patania !
    Dieci anni di lavoro investigativo e con prove storiche !

    cc

  20. Peter
    Peter says:

    x Sylvi

    lei E’ razzista, e della cosa non me ne e’ mai fregato nulla, salvo metterla in evidenza dato che lei sostiene spesso di NON esserlo, ma non e’ che mi faccia felice o infelice…
    In Norvegia, poi, il nazismo e’ tuttora florido, la strage della scorsa estate ne fu una conferma.

    Peter

  21. sylvi
    sylvi says:

    caro cc,

    sono uscita stamattina solo per commissioni indispensabili e rientrata velocissimamente.
    Soffia una bora scura che non ricordavo da parecchio, soffia di brutto.
    Alla porta di casa, il tempo di appoggiare la borsa con le spinaci per cercare le chiavi e aprire…la borsa è volata via come un aquilone spandendo i ciuffi di spinaci attorno, danzavano in giardino sul ciliegio, sulle betulle , sui calicanti e le lagestremie
    Ho tentato di rincorrerli e di acciuffarli…ma uno lo prendevo e tre ne perdevo danzanti di qua ; poi mi sono vista come la Vispa Teresa che acchiappa farfalle…insomma ho lasciato perdere.
    Me ne sono rimasti per una minestrina striminzita di spinaci!

    Ma volevo dirti che ho visto in TV che a Parma per la partita con la Juventus rotolavano il tubone a mano. Due ragazzoni muscolosi che davano a manetta.
    Ecco, dì agli Agnelli che potrebbe essere quella la soluzione ai loro problemi!!!
    Peccato per “l’extracomunitario” Padoin “puarin”!
    Gli darete almeno il permesso di soggiorno? Io sono specialista in “garanzie” …

    Sylvi

  22. Peter
    Peter says:

    una certa blogger sembra disprezzare il Cilento (che mi pare stia in Campania) e la sua universita’ (?Salerno).
    A parte il fatto che a Salerno vi fu la prima scuola o facolta’ di medicina in Europa (eh si’…anche se circa un millennio fa…ed ora una certa buontempona dira’ che mi sbaglio e che era Padova….), ho idea che quella certa blogger si intenderebbe perfettamente con le vajasse napoletane, di cui condivide molte doti e caratteristiche, tranne l’intelligenza frutto di una notevole selezione naturale…in Campania, non certo dalle parti sue dove i valligiani si riproducono tra cugini e sono buono…
    Tipico poi che a tirarsela sulle universita’ di qui o di la’ siano quelli che a laurearsi non ce l’hanno mai fatta.
    Che so io, poteva almeno provare a Sigonza, dove si era laureato a pieni voti il curato di Don Chisciotte…

    Peter

  23. sylvi
    sylvi says:

    EEEE te pareva …il caro Peter!

    Il Cilento è la prima cosa che mi è venuta in testa…altrimenti avrei scelto il Salento!!!
    So benissimo che a Salerno vi fu la prima Scuola di Medicina in Europa…se ricordo bene , vennero ammesse anche delle donne!
    Sulle vaiasse ( e che sono? la Mussolini???) e tutto il resto la lascio alle sue farneticazioni!
    Quella che – non ce l’ho fatta a laurearmi,- mi sembra una cattiveria inutile che non mi offende, e una dimostrazione di ignoranza crassa su quelle che erano le situazioni di studio universitario e scolastiche in generale ” ai miei tempi”!
    Che erano i primi anni ’60.
    E soprattutto sulla situazione logistica da queste parti!
    Si informi prima di dire castronate!!!
    Comunque vedo che, molto spesso, me la sono cavata meglio di “certi dottori” !!!

    Come stanno quei poveri lobi???
    Attento stanotte a non cascare dal letto danneggiando irreversibilmente ciò che ne resta!

    Sylvi

  24. sylvi
    sylvi says:

    Ps: x Peter

    Lei dimentica che ho ricevuto le confidenze di moltissimi militari del sud.
    Fossi in lei ci penserei prima di parlare degli incesti nelle vallate alpine!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Sylvi

  25. Anita
    Anita says:

    x Peter e Sylvi

    L’incesto non ha regioni o nazioni…
    Non ha nemmeno classi sociali.

    Buonanotte,
    Anita

  26. peter
    peter says:

    x Anita

    cosa dicevi di Romney?
    Ha appena detto che dei poveri in US non gli interessa niente…

    Peter

  27. Shalom: ecco perche' compaiono certi rompicoglioni, dietro hanno una ben precisa strategia di Israele spiegata molto ben dal suo ambasciatore in Italia
    Shalom: ecco perche' compaiono certi rompicoglioni, dietro hanno una ben precisa strategia di Israele spiegata molto ben dal suo ambasciatore in Italia says:

    In cosa consiste davvero l’ Hasbara
    24 maggio 2004

    Articolo dell’Ambasciatore Gideon Meir, vice Direttore Generale del Ministero degli Esteri israeliano per i Media e gli Affari Pubblici (traduzione in italiano di Amoha Danani per Volti d’Israele, Rete Civica di Milano, http://www.retecivica.milano.it/iidp).

    Molto è stato detto e scritto sull’ “hasbara” di Israele e la sua efficacia nel presentare la causa di Israele al mondo. Ma per parlare di questo importante tema in modo appropriato, è essenziale capire in cosa consista davvero l’ “hasbara”.

    Innanzitutto, la parola “hasbara” in se stessa è un problema. Non esiste una precisa traduzione della parola in inglese o in altra lingua. Non è mera propaganda, non è un tentativo di semplicemente “spiegare” le politiche israeliane e la realtà, e neppure si tratta solo di fornire informazioni. “Hasbara” suona passivo e apologetico, eppure non c’è nulla di passivo in merito a questo e Israele non ha nulla di cui scusarsi. Un termine decisamente migliore potrebbe probabilmente essere “diplomazia pubblica”, poiché cerca di convincere e di funzionare con il pubblico, particolarmente con coloro che prendono le decisioni, forgiano l’opinione pubblica e con importanti settori della società.

    La diplomazia pubblica non è una panacea per tutti i problemi di Israele nell’arena dell’opinione pubblica. Ci sono molti fattori, non solo ciò che diciamo, ad influenzare la percezione di Israele all’estero. Ma la diplomazia pubblica di Israele può dare un contributo e lo dà (se non sempre nell’immediato e breve termine, nel lungo termine).

    Realtà e ostacoli affrontati dalla diplomazia pubblica israeliana

    Ci sono coloro che pensano che l’immagine di Israele all’estero sia prima di tutto il risultato di un “fallimento” o di un “successo” di Israele nel presentare la sua causa. Non è così. Innanzitutto, l’immagine di Israele è ampiamente event-driven [termine informatico per indicare un programma che attende che accada un evento, e che in questo contesto sta ad indicare che in relazione ad Israele la risposta ad un evento è sempre associata ad una descrizione prestabilita, in pratica vi è una manipolazione dell’evento stesso, NdAD], piuttosto che argument-driven [per analogia, l’autore dell’articolo sottolinea che invece di spiegare un evento con un’argomentazione appropriata al contesto, si tende a preferire il ricorso ad una pre-definizione di dati, NdAD]. Ogni volta che abbiamo visto un successo maggiore nel processo di pace, Israele è molto popolare. Ma ogni volta che ci sono interruzioni o crisi, come nel corso dei quattro anni della campagna terroristica dell’intifada [2000-2004, NdAD], Israele è soggetto a molte critiche e in certi casi persino ad ostilità.

    Le immagini in tv hanno un impatto più grande ed importante su ciò che il pubblico all’estero percepisce a proposito di Israele, rispetto agli argomenti che Israele presenta. La giustizia della causa di Israele non ha le sue radici in slogan semplicistici, ma in argomenti molto più complessi basati sulla storia, la logica, e interessi di sicurezza. Purtroppo il pubblico all’estero non è così pronto ad investire tempo ed energia per tentare di capire questo e la memoria del pubblico è spesso corta.

    Come può una persona spiegare il fedele sostegno che Israele ha ricevuto negli anni dagli Stati Uniti d’America, se viene opposto ai problemi che abbiamo con l’Europa in questioni che hanno a che vedere con il conflitto arabo-israeliano ? Certamente ci sono altri fattori che contano in questi Paesi, e non solo l’ “hasbara” israeliana: interessi nazionali e di parte, sistemi di valori, predisposizioni e pregiudizi. Vi sono molti Paesi nel mondo con interessi forti e di primaria importanza connessi ai Paesi arabi e che sono perciò predisposti ad attribuire alla posizione araba il beneficio del dubbio. Un sostegno emotivo automatico per il Terzo Mondo, l’anti-globalismo, l’odio per gli USA e altre agende in favore dei palestinesi, a discapito di Israele. L’antisemitismo ha il suo specifico ruolo in tutto questo, anche se non in tutti i casi. D’altro canto, ci sono coloro che sostengono Israele in modo entusiasta perché ci vedono come coloro che condividono i loro valori e come importanti alleati contro minacce condivise.

    Consideriamo questo: Israele ha se stesso, i suoi confratelli ebrei, i suoi amici negli USA e altrove per presentare la causa di Israele; i palestinesi, d’altra parte, non hanno solo se stessi, ma anche 21 Stati arabi, l’Iran, buona parte del mondo musulmano e molti li appoggiano nel Terzo Mondo, così come gruppi radicali di sinistra e estremisti di destra in Europa e altrove. In termini numerici, di risorse, di rappresentanza nelle istituzioni internazionali e di accesso ai forum di ogni genere, Israele e i suoi sostenitori sono molto meno numerosi. Persino una superpotenza come gli USA, con tutte le risorse e la popolazione di cui dispone, ha delle difficoltà ad ottenere il sostegno dell’opinione pubblica all’estero per alcune delle sue politiche. Possiamo veramente aspettarci che il piccolo Israele possa avere migliori possibilità di successo degli USA ?

    Israele è una democrazia. Di conseguenza non controlliamo i media. Non è il portavoce israeliano che determina le priorità, l’agenda e le opinioni dei media, ma i media stessi. Può essere chiaramente mostrato come in molti casi, negli anni, i media stranieri siano diventati in misura crescente “un terzo attore nel conflitto”, non semplicemente un osservatore obiettivo o un reporter, ma un attivo interprete e partecipante con i suoi pregiudizi, i suoi paletti, e il suo modo di fare le cose. I portavoce israeliani hanno l’opportunità di parlare, ma non necessariamente e non di certo sempre in modo equo e corretto nei confronti di Israele. Difatti ci sono stati casi in cui durante le interviste con i portavoce israeliani sono state diffuse immagini sullo sfondo che danneggiavano Israele. Questo è corretto ?

    Come democrazia, Israele non parla con una voce unica. Generalmente per i palestinesi e per i loro sostenitori nel mondo arabo non è un problema presentare una posizione unita contro Israele. I potenziali dissidenti nel mondo arabo sono arrestati e uccisi. Per contro, il dissenso in Israele è parte della scena democratica e i critici del governo israeliano possono anch’essi presentare la propria causa all’estero. Anch’essi hanno un impatto nell’efficacia dell’ “hasbara”, e non solo il portavoce per il governo israeliano e i suoi sostenitori.

    Risultati della diplomazia pubblica israeliana

    Detto tutto questo, la diplomazia pubblica è importante per Israele e abbiamo ottenuto dei successi. Gli sviluppi sul campo che si sono accompagnati ai persistenti sforzi della diplomazia pubblica hanno condotto nel tempo a cambiamenti positivi nel conseguire comprensione per almeno alcune delle posizioni di Israele. Abbiamo visto come Arafat, che è stato il prediletto di così tanti in Occidente, abbia finito con il perdere sostegno negli USA, in Australia, in alcuni Paesi europei, e anche in altri luoghi, a causa del suo personale coinvolgimento nel terrorismo, della sua corruzione e, sì, anche per i continui sforzi della diplomazia pubblica israeliana nel mettere in evidenza tutto questo.
    In modo simile, la posizione di Israele per cui il movimento del processo di pace dipende dal mettere fine al terrorismo e all’incitamento ha ottenuto un crescente sostegno all’estero.

    Grazie alla sua rete di ambasciate e consolati all’estero e ai suoi estesi contatti nel mondo, il Ministero degli Affari Esteri israeliano è l’istituzione governativa più intensamente coinvolta nella diplomazia pubblica ed è quella meglio attrezzata per adempiere a questo compito. Sebbene manchi di sufficienti risorse, soprattutto finanziarie, necessarie a portare avanti uno sforzo di diplomazia pubblica più efficace, grazie all’ energia, alle capacità e alla professionalità del suo personale diplomatico a Gerusalemme e all’estero, il Ministero degli Esteri ha ottenuto dei successi. Abbiamo imparato delle lezioni dagli errori commessi in passato, e abbiamo costantemente lottato per adattare le attività pubbliche diplomatiche alle realtà che cambiano. Non solo il Ministero degli Esteri forma e addestra con intensità coloro che raggiungono i nostri ranghi come cadetti, ma anche tutto il nostro personale, in special modo coloro che sono assegnati alle nostre missioni diplomatiche oltreoceano. Il personale del Ministero degli Esteri parla diverse lingue in modo fluente e ha la capacità di far fronte al lavoro in patria e all’estero. Sotto la direzione del Ministro degli Esteri Silvan Shalom, il Ministero degli Affari Esteri è pienamente mobilitato a confrontarsi sia con le sfide politiche che Israele incontra all’estero sia a presentare i molti risultati che Israele ha conseguito in diversi ambiti, oltre a molte altre attività diplomatiche per rafforzare le nostre relazioni diplomatiche con Paesi di tutto il mondo.

    Sebbene lavorare con i media e rilasciare interviste sia una parte molto importante delle nostre attività diplomatiche pubbliche, questo è solo un aspetto. Affinché la diplomazia pubblica abbia succeso è richiesto uno sforzo costante e continuo nel tempo in una miriade di aree. Coltivare l’opinione pubblica non è solo un’attività a breve termine, ma una più importante a lungo termine, e richiede di prestare attenzione ai dettagli e progetti di tutti i generi che impegnano il nostro personale quotidianamente.

    Il successo nella diplomazia pubblica richiede la preparazione di materiali stampati di alta qualità e di materiali multimediali che sono distribuiti in grande numero all’estero. Richiede avere un sistema computerizzato che aggiorni sulla situazione dei lavori, incluso un superbo sito web in Internet, che può essere utilizzato in tempo reale per rispondere a tutte le evenienze. Richiede che il nostro staff diplomatico all’estero vada sul campo e che si incontri non solo con i funzionari governativi, i media e le comunità ebraiche all’estero, ma anche con gli studenti e con i professori, con i leaders religiosi ed etnici, così come con persone importanti nel mondo degli affari, nelle arti e nelle scienze. Significa anche invitare delle delegazioni in Israele, ospitare eventi all’estero presso le nostre ambasciate e i nostri consolati così come partecipare a quelli che gli altri organizzano. Questo è tutto quanto fa ogni singolo giorno il Ministero degli Esteri israeliano, in patria e all’estero.

    Il Ministero degli Affari Esteri e le sue missioni diplomatiche all’estero mantengono un dialogo critico con i media stranieri con l’obiettivo di correggere le distorsioni mediatiche e promuovere una descrizione equa degli eventi nel loro appropriato contesto. Negli ultimi due anni, nello sforzo di raggiungere i nostri vicini arabi, abbiamo anche creato un dipartimento che mantiene i contatti con i media del mondo arabo. Piuttosto spesso, ora i portavoce israeliani sono intervistati dalla stampa araba e compaiono alla televisione araba; questo era impensabile in passato.

    Alle volte i nostri risultati nei confronti dell’opinione pubblica sono solo parziali, considerando il fatto che siamo svantaggiati nei media stranieri e nelle organizzazioni internazionali. Ma anche il successo parziale è importante e nel tempo può portare ad un successo più grande, con uno sforzo continuo e determinato da parte nostra. Quando la questione della barriera di sicurezza israeliana è stata portata davanti alla Corte Internazionale all’Aja, era chiaro dall’inizio che là non ci sarebbe stata giustizia, visto il pregiudizio su di essa a causa delle influenze pro-palestinesi e anti-israeliane alle Nazioni Unite. Ma, fuori dalle aule della Corte internazionale, Israele ha condotto una grande campagna diplomatica pubblica, orchestrata dal Ministero degli Esteri israeliano, che assieme ad altre agenzie governative israeliane è riuscito a focalizzare l’attenzione necessaria alle ragioni per la barriera di sicurezza (il terrorismo palestinese e le sue vittime innocenti) e così ottenere comprensione per Israele in vari ambienti nel mondo, come negli Stati Uniti d’America e persino in Europa.

    Una delle principali sfide che Israele affronta all’estero è far sì che le persone si rendano conto che in Israele non c’è solo il conflitto, la tensione, la lotta al terrorismo. Il fatto che gli israeliani vivano in molti modi una vita normale, che siamo una robusta e prospera democrazia e una società pluralistica, che abbiamo avuto successi nelle arti e nelle scienze, viene ignorato nei titoli [dei media]. Il Ministero degli Esteri per anni ha compiuto lo sforzo di catturare l’attenzione su questi altri aspetti importanti di Israele e noi ora siamo impegnati ad intesificare questi sforzi con un’importante campagna per mostrare che c’è un “Israele oltre i titoli” [Israel Beyond the Headlines].

    Così mentre l’ “hasbara” israeliana non ha ancora ottenuto tutto quanto vorremmo e anche se Israele frequentemente prende colpi dalla comunità internazionale, tutto questo non è che una faccia della medaglia. L’altra faccia è il fatto che Israele abbia molti amici e che la diplomazia pubblica israeliana abbia conseguito dei successi nel rafforzare e migliorare i legami di Israele con i Paesi del mondo. I diplomatici israeliani e i portavoce ufficiali sono spesso lodati dai loro colleghi stranieri per la loro iniziativa, energia e per la professionalità nel rappresentare la causa di Israele. Sebbene ci sia sempre spazio per il miglioramento, e stiamo costantemente battendoci a questo scopo, così come la causa d’Israele stessa, lo sforzo della diplomazia pubblica israeliana non ha nulla per cui chiedere scusa.

  28. Anita
    Anita says:

    x Peter

    Caro Peter,

    mi sorprende che tu legga solo la testata degli articoli.
    Bisogna leggere e sentire tutta la frase.

    Romney: “I’m Not Concerned With the Very Poor” – HUMAN EVENTS

    http://www.humanevents.com/article.php?print=yes&id=49235

    C’e’ il video della CNN.

    Purtroppo l’inizio di di questa frase e’ stata ed e’ usata per “political smear”, e sono veramente disgustata di questa campagna ‘lurida’….

    Ne sentirai altre, ma la prossima volta leggi tutto.

    Ciao, Anita

  29. Anita
    Anita says:

    x Chi non legge l’Inglese, la frase di Mitt Romey:

    Romney says,

    “I’m not concerned about the very poor. We have a safety net there. If it needs a repair , I’ll fix it. I’m not concerned about the very rich…. I’m concerned about the very heart of America, the 90-95 percent of Americans who right now are struggling.”

    Traduzione:

    “Non sono preoccupato per i più poveri. Li’ abbiamo una rete di sicurezza. Se ha bisogno di una riparazione, io risolvero’ il problema. Io non sono preoccupato per i ricchissimi …. Sono molto preoccupato per la cuore dell’America, il 90-95 per cento degli americani che al momento stanno lottando “.

    Poi continua a spiegare il suo commento.

    Infatti e’ vero, chi soffre della corrente situazione economica e’ la classe media, i poveri o indigenti vivono o totalmente o parzialmente sui sussidi statali e federali.
    Affitto, (section 8) scuole, riscaldamento, elettricita’, telefono, food stamps, sanita’, etc…tutto pagato.
    Tanto che si scopre che c’e’ un commercio di Food Stamps…

    Anita

  30. Anita
    Anita says:

    sorry la faccina e’ un 8 e la paragrafe chiusa, che risulta in un hot-tag emoticon.

    Anita

  31. Uroburo
    Uroburo says:

    Cara Silvy,
    ancora una volta constato che tra il mio 410 ed il suo 411 non c’è concordanza di temi: io parlo di alcune cose e lei mi risponde parlando di altre.
    Vede cara, quando si parla di fenomeni generali si usa sempre il Voi, inteso come pronome omnicomprensivo. Naturalmente in quel voi ci sono persone e pratiche molto diverse ma quel che si vuole indicare è un modo di essere diffuso e generale, con tutte le eccezioni possibili. Era proprio necessario che lo spiegassi? Lei non avrebbe potuto arrivarci da sola? E faceva la maestra? Ohibò!…
    Credo che nessuno qui dentro abbia mai difeso le inadempienze e le incapacità dello stato ittagliano. Certo non io e nemmeno il mio sodale, come lei lo chiama con la sua solita rara eleganza. O mi sbaglio? Lei accusa i sindacati e la sinistra di ogni nefandezza ma poi le sue lamentele sono rivolte primariamente allo stato. Cosa c’entrano i sindacato e le sinistre con lo stato? Lo stato è roba soprattutto vostra, mia cara, vostra: delle classi diggggerenti ittaliche.
    Arriviamo al capoverso “Lei dice che la colpa è NOSTRA!! perchè non sappiamo lavorare meglio! Come ex dipendente dello Stato…”. Che legame ci sia tra queste due affermazioni lo sa solo lei. Voi fate parte,vi piaccia o meno, delle classi dirigenti del paese. Dovevate darvi da fare, visto che siete sempre stati al potere, per cambiare le prassi di governo. Potevate farlo voi molto più di noi che siamo sempre stati all’opposizione, in galera o al cimitero (mandatici dalla vostra polizia).
    NON è colpa della sinistra se in Ittaglia l’Università è del tutto autoreferenziale. Certo la sinistra avrebbe potuto fare di più ma la destra non ha fatto assolutamente nulla. Insomma, mia cara, avete votato per gente che non ha MAI fatto i vostri interessi. Sarà colpa nostra anche quello?
    E concludo dicendo che io non sparo contro nessuno, al massimo esprimo un parere, giusto o sbagliato chesia. Per lei esprimere un parere è una cosa strana; che mirabile concezione della democrazia …
    Un saluto U.

  32. Uroburo
    Uroburo says:

    Cara Anita,
    i ricchissimi stanno facendo scomparire la classe media. Ed è un fenomeno planetario diffuso dovunque.
    Ringrazi i Chicago boys. U.

  33. Anita
    Anita says:

    x Uroburo

    Sara’, ma non ha niente a che vedere con il commento do Mitt Romney.
    Romney parlava delle sue priorita’, migliorare la situazione dalla classe che consiste la maggioranza.
    Cioe’ la classe media che va scomparendo….

    Obama sta parlando di nuovo….

    My best,
    Anita

  34. sylvi
    sylvi says:

    NON è colpa della sinistra se in Ittaglia l’Università è del tutto autoreferenziale. Uroburo

    caro Uroburo,

    La sx non c’entra con l’Università autoreferenziale?
    Berlinguer e la sua oscena riforma che ha ridotto la laurea breve in un esamino di liceo…chi era costui?
    VOI, si lo uso anch’io , che vi siete vantati di come la cultura liceale e universitari fosse in mano alla sx ed estremamente sindacalizzata… la primaria era in mano alla DC e alla CISL…ricorda???
    VOI che avete strepitato come le oche del Campidoglio,…SI;SI; quando la dx…lasciamo stare la Gelmini che ubbidiva agli ordini,.. tagliava all’Università e scatenavate i giovani in piazza…
    dove eravate?

    E di chi sarebbe la colpa se l’Università è autoreferenziale, se nelle offerte di lavoro si chiede espressamente : laurea vecchio ordinamento???
    Mia , che non sono riuscita, per tare ereditarie da incesto, ad acchiappare nemmeno uno straccio di pergamena…come dice il nostro fine, elegante e laureatissimo Peter???
    Oppure lei che sente il bisogo di spiegarmi le funzioni del pronome personale VOI?

    D’accordo! forse ho delle defaillances…quando torna mia figlia farò presente…intanto sarà bene che mi riposi!!!

    Sylvi

  35. controcorrente
    controcorrente says:

    Signora Lei farnetica, Lei non sa quello che dice..
    Insomma ma come si fa a dialogare con una che dice queste cose

    “VOI, si lo uso anch’io , che vi siete vantati di come la cultura liceale e universitari fosse in mano alla sx ed estremamente sindacalizzata… la primaria era in mano alla DC e alla CISL…ricorda???”

    il sodale
    Ps-
    Si dia una dritta,questa era un’accusa del becerume che accusava essere di Sx qualsiasi cosa che non capisse e che fosse anche solo minimante valido…
    In effetti non capiva …e continua

  36. Anita
    Anita says:

    x Uroburo

    Lei sente la nostalgia di tirare fuori “The Chicago Boys”, cosa c’entrano poi lo sa solo lei.

    Non credo che lei si riferisca a Al Capone e la sua gang, ma ai “Chicago Boys”, il gruppo di giovani economisti cileni addestrati all’Universita’ di Chicago sotto Milton Friedman e Harberger, o l’affiliata del reparto di economia dell”Universita’ Cattolica del Cile.
    Lei pensa ad Augusto Pinochet…ed il free market?

    I ricchissimi negli USA rappresentano circa il 0.25%, poi bisogna vedere il livello di ricchezza.

    Leggo dove attori e sportivi danno dei patrimoni
    alle mogli anche solo di pochi anni, l’ultimo che ho sentito ha dovuto sborsare $600’000’000 e tre’ case, non ricordo chi sia…
    Non vado molto per i giornaletti scandalo.

    Anita

  37. peter
    peter says:

    il ministro dell’energia, libdem, e’ accusato dalla ex-wife di avere indotto la polizia a credere che fosse lei a guidare, 9 anni fa, per evitare punti sulla patente…
    Il suo futuro politico e’ nelle mani del CPS. Se domani il CPS sostiene l’accusa, il ministro si dimettera’. Non perche’, necessariamente, colpevole, ma per l’imbarazzo e la distrazione di andare sotto processo in futuro…

    Ehm, di cosa era o e’ accusato Berlusconi? quante volte ha chiamato i giudici ‘comunisti’? per quanti anni e’ rimasto in carica come PM nonostante accuse ‘leggermente’ piu’ pesanti di aver ostacolato il corso della giustizia per evitare punti sulla patente???

    Peter

  38. peter
    peter says:

    pardon, ex-moglie…di origine greca, quindi incline ad agire prima di pensare. Perche’ ora rischia il processo anche lei…o per complicita’ con l’ex-marito, o per diffamazione…

    peter

  39. Anita
    Anita says:

    Frasi tratte dal discorso pronunciato da Barack Obama al National Prayer Breakfast:

    “E ‘bello stare con tanti amici uniti nella preghiera”

    “Mi sveglio ogni mattina e dico una breve preghiera, e trascorrere un po ‘di tempo nella Scrittura e devozione”

    “Sono caduto in ginocchio con grande regolarità da quel momento – chiedendo a Dio per la guida, non solo nella mia vita personale e il mio cammino cristiano, ma nella vita di questa nazione e nei valori che ci tengono insieme e ci tengono forte. so che Egli ci guiderà. ha sempre, ed egli sarà sempre così. e prego i suoi più ricche benedizioni su ciascuno di voi nei prossimi giorni ”
    —————————————————–

    Va bene per Obama, ma non potevate digerire che G.W.Bush chiedeva guida a Dio.

    Anita

    PS:
    I nostri bravi ed audaci “Occupy Providence” dopo aver ottenuto alloggio dal Vescovo, hanno lanciato quantita’ di condoms (preservativi) sulle ragazze della scuola Cattolica.

  40. sylvi
    sylvi says:

    xcc 438

    sentivo proprio la mancanza di te che mi dai della farneticante!
    Uroburo ha più volte detto che lui conserva tutti isuoi post…
    beh non gli sarà difficile andare indietro, forse di un paio d’anni o più, quando, in risposta a uno mio, affermava quello che ho scritto a proposito di Scuola e Sindacati e sx!!!
    Ricordo che risposi che io sono sempre stata iscritta allo SNALS!
    Perciò i farneticanti siete voi due …e che sia finita qua.

    Ps: Non avrò la laurea, nemmeno uno straccio comprato in meridione… che sia proprio per questo che io non ho bisogno di insultare per affermare le mie ragioni in italiano corretto e forbito?

    Buonagiornata

    Sylvi

  41. peter
    peter says:

    una certa signora
    ‘s’era pututu cattare nu’ stozzu de laurea allu paese sou, ca era spinnutu de menu ed era figuratu listessu’…
    Vediamo se capisce cosa ho scritto in un certo dialettaccio, nonostante il suo italiano corretto e forbito…

    Peter

  42. controcorrente
    controcorrente says:

    x Sylvi

    Signora ,
    non si agiti oltre il dovuto.
    Non mi riferivo a Lei quando parlavo del “becerume” che affermava certe cose,piuttosto parlavo del “becerume” dirigente che aveva portato alla rovina l’Italia con la Seconda guerra Mondiale e che farneticava e farnetica ancora oggi certe teorie di comodo, (da notare sovente assistiti da persone che io ritengo irreprensibili e di cui riesce difficile farsi una ragione del loro “dire”)
    Credo infatti che non sia il caso di agitarsi più di tanto..in Italia soprattutto tra potere e cultura ha sempre prevalso il Potere .
    Piuttosto a proposito di berlinguer Ministro vada a leggersi certe richieste provenienti dal mondo dell’industria a proposito di lauree brevi.

    Cara Sylvi,

    direi che non è il caso di infierire più di tanto sui sindacati,mica esiste solo la CGIL e di sindacalisti imbecilli, cornutazzi,approfittatori,fannulloni né ho conosciuti parecchi,soprattutto poi corporativi,che se fregano della nazione,soprattutto tra i cosiddetti “indipendenti”

    cc

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