Mussolini era prezzolato dai servizi segreti inglesi per sostenere l’interventismo militare. E ha fatto scuola

Giuliano Ferrara negli anni del governo di Bettino Craxi era al servizio dei servizi segreti americani, la famosa e famigerata Cia, ma ha avuto un illustre e insospettabile predecessore: Benito Mussolini. Negli archivi londinesi sono state trovate le prove che quanto meno nel ‘1917-’18 il futuro Duce degli Italiani, all’epoca giornalista, è stato prezzolato dai servizi segreti di Sua Maestà britannica, cioè della “pallida Albione”, come lui chiamerà l’Inghilterra, la sua ex finanziatrice, negli anni della seconda guerra mondiale. Il futuro Fondatore dell’Impero, Duce degli Italiani, Caporale d’Onore della Milizia e Uomo della Provvidenza intascava da mister Samuel Hoare, capo dei servizi segreti inglesi a Roma, 100 sterline la settimana, equivalenti oggi alla bella cifra di 25 mila euro al mese.
E’ sciocco pensare che Mussolini facesse “la spia” per gli inglesi, è invece più realistico pensare che si facesse pagare per propagandare più efficacemente l’idea che la prima guerra mondiale fosse “giusta” e per combattere il pacifismo che – allora come oggi – si opponeva all’interventismo in guerra. L’Italia era stata trascinata nella gigantesca carneficina del ’14-’18, ma molti volevano prima evitare e poi comunque uscire dalla mattanza. Già allora, e come sempre nei suoi 150 anni di storia unitaria, lo Strapaese era considerato l’alleato meno affidabile in guerra. Se l’Italia si fosse ritirata dal conflitto il fronte orientale, cioè russo, non avrebbe retto: l’Inghilterra si sarebbe così trovata in grave difficoltà. E forse la Storia sarebbe stata poi ben diversa da come invece la abbiamo conosciuta. Sta di fatto che il mitico MI5, nome dei servizi segreti inglesi, arruolò tra i propagandisti bellicisti anche Mussolini, all’epoca direttore del quotidiano il Popolo d’Italia. In precedenza, durante la direzione del quotidiano socialista Avanti, assunta nel 1912, Mussolini era stato invece anti interventista. Poi però – adeguatamente pasturato dai padroni dell’industria pesante italiana – cambiò man mano idea, tanto che fece nascere il Popolo d’Italia per incitare alla guerra e finire con l’essere espulso dal partito socialista.

Le sterline inglesi del periodo quanto meno del ’17-’18 venivano pagate al futuro duce non solo perché era un giornalista guerrafondaio, ma anche perché già usava modi spicci: mandava infatti spesso e volentieri squadracce di fanatici contro pacifisti e operai in sciopero, cosa che certamente non dispiaceva a Hoare perché il governo di Londra non voleva venisse a cessare o che rallentasse troppo la produzione soprattutto delle industrie milanesi, utile alla guerra. Come i quattrini inglesi avevano in qualche modo aiutato Garibaldi nella spedizione dei Mille, e quindi aiutato di fatto l’unità d’Italia, così i quattrini inglesi dati a Mussolini hanno in qualche modo facilitato nel ’19 la fondazione dei Fasci di Combattimento, trasformati dopo soli due anni nel partito fascista.

Il fatto che Londra avesse avuto il duce nel suo libro paga getta a mio giudizio un’ombra ancor più inquietante sul delitto Matteotti, avvenuto probabilmente non per far fuori una “testa calda socialista” quanto invece per evitare che l’onorevole Matteotti divulgasse le prove riguardanti la partecipazione azionaria del re d’Italia nella società petrolifera inglese Sinclair. Il re d’Italia era cioè azionista di una importante industria della “perfida Albione nemica della nostra amata patria Italia”. Anche Hoare o chi per lui dell’MI5 può avere avuto interesse che Matteotti – socialista e perciò malvisto anche dagli inglesi – non aprisse bocca.

I problemi però sono altri. Oggi come allora in Italia abbondano e fanno carriera soprattutto i giornalisti “interventisti”, della famosa serie italiota “armiamoci e partite”. Ferrara, già informatore della Cia, è il campione di questo interventismo fin da quando ha esordito in tv – long time ago –  trasformandosi da filo palestinese di ferro in filo sionista d’acciaio. Ma lo seguono a ruota in molti. Il pacifismo non è ben visto da molti mass media, comprese le televisioni di Stato e di Berlusconi. Ogni tanto si scopre un giornalista che serve i servizi segreti italiani e ne ottiene lauti “rimborsi spese” o è comunque con essi in ottimi rapporti. Oppure c’è un Carlo Rossella che, in qualità di direttore di Panorama,  avvalora la bufala dell'”uranio del Niger per le atomiche di Saddam”, in modo da favorire l’assalto di George W. Bush contro l’Iraq. Assecondato in questo dal nostro capo di governo anche di allora, Silvio Berlusconi, che guarda caso essendo il padrone di Panorama era il datore di lavoro proprio di Rossella.
Che brutti intrecci. Altro che Noemi!
L’imperatore Vespasiano ci ha insegnato che “pecunia non olet”, il denaro cioè non puzza. Forse è vero. Ma certo ha un colore. Che spesso è quello del sangue.

105 commenti
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  1. Anita
    Anita says:

    x Peter

    Caro Peter,
    le parole scritte hanno piu’ peso di quelle parlate.
    Io avevo solo fatto caso al tuo commento, per questo ho ricercato il post di VOX.

    In colloquio e’ facile usare la parola “normale”, sempre non essendo in presenza di coppie e persone di un altro orientamento sessuale.

    Non mi passa neanche per la mente che sia stato scritto in modo derogatorio, solo una parola non accuratamente ragionata.

    Per esempio a me non va la parola “Gay”, ma sembra un termine ben accettato ed ampiamente usato.

    Ciao, Anita

  2. Anita
    Anita says:

    x #96

    “Vi parlo del mio paese: Rupert Murdoch controlla il 70 per cento della stampa, e il restante 30 per cento è in mano a gente come lui. Murdoch è il Berlusconi dei media, mentre Berlusconi è il Berlusconi dei media, immagino. ”
    _________________________________________________

    Non vedo il paragone tra’ Rupert Murdoch e Berlusconi.

    Murdoch e’ un umo d’affari, non di partito.

    Ecco il regno di Rupert Murdoch:

    List of assets owned by News Corporation – Wikipedia, the free encyclopedia

    http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_assets_owned_by_News_Corporation

    Da vedere fino in fondo, semplicemente incredibile……..

    Anita

  3. chase online banking
    chase online banking says:

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