Troppe interferenze in Iran da parte di chi in altre occasioni è cieco, sordo e muto. “Escortopoli” e Berlusconistan: colonna sonora, reality e pochade della nuova estate italiana. Intanto Fiat e Confindutria vogliono ancora in regalo soldi dallo Stato (cioè da noi), ma senza dare in cambio nulla. Soprattutto, come sempre, niente azioni e partecipazione per i lavoratori

Non capisco più bene il comportamento di Moussavi. Mi pare francamente difficile si possa organizzare una truffa elettorale delle dimensioni da lui denunciate, sono cose oggi impossibili anche in una repubblica della banane. L’Iran non è una repubblica della banane, ha un parlamento, una opposizione, molti più laureati dell’Italia e gli iraniani non sono né distratti né menefreghisti e tanto meno cretini in massa. D’altro canto mi pare strano che Ahmadinejad abbia vinto con un margine così grande, quando alla vigilia del voto quasi tutti in Iran erano convinti si arrivasse al ballottaggio, e cioè che Ahmadinejad avrebbe vinto sì, ma non al primo turno elettorale. Così come l’afflusso massiccio alle urne fa pensare sia dovuto più al desiderio di cambiamento che a una riconferma plebiscitaria dell’attuale capo dello Stato, che pur non essendo il tipo che viene descritto dalla stampa occidentale non ha comunque fatto compiere all’Iran passi talmente in avanti da poter suscitare entusiasmi giganteschi e quindi vincere le elezioni con un margine così smaccato. Per giunta la gente, compresa una larga fetta del clero, vuole una politica di sviluppo senza pericoli di guerra o di bombardamenti israeliani, perciò l’entusiasmo oceanico per l’attuale capo dello Stato non mi pare abbia motivi per esserci.

Ma se da una parte l’enorme quantità di voti di Ahmadinejad non mi pare perciò molto credibile, dall’altra mi fanno notare che ha avuto la stessa percentuale di voti, il 62%, delle elezioni precedenti. Come a dire che in pratica è stato solo riconfermato dalla sua base elettorale, che non ha certo motivo di essere scontenta, anzi, del comportamento del suo leader. Se hanno deciso di controllare le schede con un campione del 10% scelto un po’ qui e un po’ là, in grado quindi di far capire come sono andate le cose per davvero, mi pare ci sia il modo di fare delle verifiche serie perché il controllo non potrebbe certo avvenire senza che vi partecipi anche l’opposizione in modo da garantirne così la trasparenza.
Mi pare anche strano che Moussavi si sia reso conto solo nelle ultime ore che, stando a quanto accusa, la truffa elettorale è stata pianificata da mesi. Certo, solo una pianificazione può a mio avviso alterare il risultato con cifre così sbilanciate, ma un’operazione di truffa elettorale preparata per mesi non credo possa rimanere segreta, né più e né meno come non credo che le Twin Tower di New York siano state minate dai servizi segreti americani in modo che potessero crollare quando gli aerei dirottati l’avessero poi colpita. Le operazioni clandestine che impiegano un gran numero di persone è impossibile restino segrete nel Paese in cui vengono compiute.

Poiché non posso pensare né che Moussavi menta, non essendo un burattino come Khalabi o un Karzai, né che sia diventato matto e irresponsabile, l’unica cosa che posso concludere è che qualcuno dall’estero gli abbia passato la “notizia”, vera o falsa che sia, e che gli abbia anche garantito un appoggio massiccio spingendolo così a non demordere dalla protesta di piazza nonostante i morti e la più generale repressione. Teniamo sempre presente che il sistema di spionaggio elettronico messo in piedi dagli Usa e dall’Inghilterra noto come Achelon permette di ascoltare qualunque telefonata e di leggere qualunque sms e fax del pianeta. E teniamo pure presente che certamente le potenze che da lungo tempo si impicciano negli affari non solo di quella zona del mondo, vale a dire Usa e Inghilterra, si saranno in vari modi “impicciate” in anticipo delle elezioni iraniane, così come non è credibile che un nemico dichiarato dell’Iran qual è Israele non abbia svolto la sua parte con largo anticipo.
Non ritengo ammissibile che un Paese civile, e l’Iran lo è, sia governato da una teocrazia, per giunta quella iraniana non viene eletta dal popolo e ha anzi messo in piedi un sistema di potere legale definito giustamente labirintico mi pare dal Guardian. Un sistema che le ha permesso di castrare moltissime delle riforme varate o progettate a suo tempo dal presidente Khatami.

Anche ammesso che alla fine sia Moussavi quello che riesce a insediarsi alla presidenza della Repubblica iraniana nulla potrà realizzare di buono se non glielo permettono il leader spirituale Khamenei e la struttura che gli sta attorno, struttura che elegge la guida spirituale ma non viene a sua volta eletta dal popolo. Sarei perciò felice se le attuali doglie e sommovimenti partorissero un sistema più democratico sbarazzandosi della morsa del clero o riducendone di molto il potere. Dubito però che questo risultato sia possibile senza tragedie. In ogni caso, ogni popolo è libero di darsi la struttura di potere che più gli aggrada e di farsi governare da chi raccoglie la maggioranza non truccata dei voti. Che gli iraniani abbiano anche il diritto di manifestare non c’è bisogno che lo dica presidente degli Stati Uniti, come ha invece fatto Obama provocando ovvie reazioni restrittive da parte delle autorità iraniane: quanto del dramma delle ultime è dovuto alla ovvia e prevedibile rabbia delle autorità che si sentono sfidate ancora una volta dal grasso Occidente su fatti di casa loro? Questa interferenza insistita e sbandierata è della stessa natura dell’ “errore” di Bush quando si inventò l’Asse del Male assicurando così la vittoria elettorale ad Ahmadinejad.

Strano che a Washington e in varie capitali europee si faccia la voce grossa per tifare per il diritto a manifestare degli iraniani quando ci si volta dall’altra parte se a manifestare sono i palestinesi nella loro terra e i militari occupanti ammazzano decine di persone. Dico “strano”, ma so benissimo che non lo è: si tratta solo della politica, che – capovolgendo la nota massima di von Klausewitz – spesso è praticata come prosecuzione della guerra sia pure con altre modalità…. Così come fanno ridere le accuse contro la teocrazia iraniana lanciate da quelli che negli Usa aspirano a una politica basata sul fondamentalismo cristiano – che è stato il piedistallo e lo zoccolo duro degli otto anni di presidenza di Bush figlio – e che in Italia sono i servi del Vaticano. Del quale patrocinano e foraggiano con soldi pubblici le sempre più volgari invadenze nella nostra vita politica e sociale per essere in cambio foraggiati con i voti dei cattolici.

Mi pare anche strano che questi volenterosi strappatori dei propri capelli in nome del diritto di manifestare degli iraniani tacciano di fronte al fatto che non sempre viene rispettato il diritto di dimostrare in Georgia, dove da mesi  la popolazione occupa in massa le strade e chiede le dimissioni del semi-americano Saakashvili, o in Ucraina con Yushenko,  in Estonia, ecc. Senza dimenticare che gli stessi Stati Uniti hanno sparato a zero contro le manifestazioni che portarono alla caduta dello scià, così come avevano fatto reprimere nel sangue le manifestazioni a favore di Mossadeq, democraticamente eletto ma fatto deporre con un colpo di Stato organizzato dalla Cia in combutta col peggio del peggio della feccia di Teheran.

Riassumendo, tanta amorevole attenzione degli Usa non è detto che sia pura generosità e amore per la democrazia anziché, come al solito, per il petrolio e per la “sicurezza” di Israele. D’altra parte, Cia o non Cia, Shin Bet o non Shin Bet, è un fatto che i fermenti in Iran ci sono, e anche molto forti: non è pensabile siano tutti e solo frutto di mestatori stranieri. Così come è un fatto che Lenin fu spedito in Russia dai tedeschi, per maggior sicurezza in un vagone piombato, e se non ricordo male qualche aiutino lo ebbe pure Castro almeno fino allo sbarco col Granma, il che non toglie che né il primo né il secondo erano servi di qualcuno. Il problema in questi casi è sempre uno e sempre quello: chi usa chi? Se Moussavi e i riformatori riescono a usare gli Usa, ben venga. Di solito le masse studentesche, professionali e metropolitane pur partendo in minoranza possono fare da volante per cambiamenti radicali utili a tutti. Non vorrei proprio però che in Iran si innescasse una guerra civile, visto che a quanto pare c’è una spaccatura città-campagne e – stando a quel che si vede a Teheran – a volte anche all’interno delle stesse città.

Tutto il baccano sull’Iran ha comunque il pregio di nascondere che dopo la Camera anche il Senato degli Usa ha approvato all’unanimità, il 18 giugno, l’atto di costrizione e di pentimento per la “peculiare istituzione”, come venne chiamata eufemisticamente la schiavitù dei neri, peraltro nata dopo una apposita bolla papale che  a suo tempo ho messo in rete. Nel 1857, cioè appena 150 anni fa, la Corte suprema degli Stati Uniti aveva riconosciuto nella Costituzione il diritto a possedere come schiavi le “creatura inferiori”. Il senatore Harkin, sponsor della mozione votata il 18 giugno, e la schiera di co-sponsor della maggioranza e dell’opposizione, Kennedy compreso, hanno fatto in modo che sia ben chiaro che le scuse e la “contrizione” ci sono, ma NON il risarcimento. Sono a dir poco 100 miliardi di dollari i soldi che i discendenti degli schiavi potrebbero chiedere alla Corte Suprema come risarcimento per “lavoro non retribuito”, esattamente come tale risarcimento è stato riconosciuto agli ebrei discendenti dei lavoratori usati come schiavi nella industrie tedesche durante la guerra. Molto strana questa giustizia leggermente asimmetrica… O no? Il Canada un paio di anni fa ha deciso di risarcire anche con soldi i “pellerossa” per i loro 40-50 mila bambini variamente martirizzati e fatti sparire dalle scuole cristiane nelle quali erano stati rinchiusi da una legge che voleva “civilizzarli”. Strano che gli Usa non ne abbiano seguito l’esempio. Ironia della sorte, gli Usa che sono stati l’ultima nazione ad abolire, solo nel 1865, la schiavitù e che fino a 50 anni fa ancora praticavano legalmente l’apartheid, cioè il razzismo e annessa segregazione razziale, oggi sono guidati da un presidente nero. Chissà, tra qualche tempo avranno un presidente musulmano, di origine araba o iraniana….

Che ci sia un po’ troppo cinismo nel nostro stile di vita e nella nostra concezione dell’informazione e dei sentimenti lo dimostrano mirabilmente e sinteticamente, tra una miriade di altre cose, link come questi:
http://tv.repubblica.it/dossier/iran/un-altro-uomo-ucciso-dalla-polizia/34144?video . Prima che compaiano le scene di un video a base di repressione e sangue in piazza bisogna sorbirsi 12 minuti di pubblicità di un prodotto, un superfluo prodotto per i privilegi e  i vizi mangerecci della nostra gioventù. Non c’è limite alla nostra inciviltà consumistica, che ci sta consumando anche la coscienze e la dignità. Dubito che se anziché iraniani fossero newyorkesi o se si trattasse dell’agonia di un cardinale o papa o della repressione di cattolici – che so – in Cina o, in ipotesi fantascientifica – a Cuba, si avrebbe la faccia come il culo di mandare in rete una ghiotta pubblicità di accompagnamento. A me qualunque prodotto reclamizzato approfittando del sangue, della sofferenza e della morte altrui farebbe semplicemente orrore e se c’è gente che invece reagisce acquistandolo, e magari mangiandoselo di gusto, allora significa che siamo malmessi: non abbiamo ancora smesso il vizio di mangiare sulla disgrazia altrui, dei più deboli e sfortunati di noi.

Ma veniamo alla situazione italiana. Il fetore è tale da risultare più imbarazzante del solito. La Puttanopoli o, diciamola più elegantemente e modernamente, la Escortopoli in cui sta sprofondando la banda berluscona lascia francamente allibiti. Sorvoliamo pure sull’esercizio del sesso da parte di Berlusconi, che è un suo diritto, ma anche il resto basta e avanza. Il simpatico e pimpante vecchietto di 70 e passa anni inceronato e “mascarato” come un clown regala buste da 10 mila euro a botta alle disinvolte signorine, escort o meteorine o comunque non crocerossine, che gli rallegrano anche solo le cene? Beh, già questo è un comportamento malsano, non da persona totalmente sana di mente, cosa che mi ricorda l’affermazione di sua moglie Veronica Lario che suo marito “non sta bene”. Il dottor cavaliere onorevole e premier Berlusconi può andare in decine di ristoranti e trattorie romane, o milanesi o baresi, a farsi allietare la serata da frotte di persone. Come Lapo Elkan è libero di andare a travestiti e “aspirare” imitando il nonno, così Berlusconi è libero di invitare a cena, o a letto (in “quello grande”, off course…) a casa sua, a Roma o in Sardegna o in Brianza, chi più gli pare e piace, ma proprio per questo suscita disagio apprendere che le donne variamente invitate se le fa procurare da altri uomini, i quali assumono inevitabilmente un’allure non dico da magnaccia, ma un po’ da ruffiani sì.

Prendiamo per esempio l’imprenditore barese Tarantini: nella sua intervista all’Ansa non si vergogna a dichiarare che “siccome Berlusconi mi invitava a cena, per fare bella figura volevo presentarmi con belle donne”, le escort appunto, o squillo di lusso che dir si voglia. Tralasciamo la comica affermazione che lui queste donne non le ha mai pagate, “solo il rimborso delle spese di viaggio e albergo”, comica perché non si vede proprio come mai queste lavoratrici dovessero lavorare gratis per lui. Quello che però non si può tralasciare è che le persone serie – o detto serie, non “per bene” – alle cene impegnative e di un certo livello ci vanno con la moglie e magari con le figlie se le hanno, e Tarantini ne ha due e ci tiene a dirlo. Ovviamente, nel più puro stile italiota del “chiagni e fotti”, le tira fuori con l’Ansa solo per dire che “questa storia le sta distruggendo”. Beh, bastava ci pensasse prima, se davvero ci tiene così tanto che non vengano “distrutte” (?). Questo degrado della sostituzione delle congiunte con le escort a Milano è iniziato quando era sindaco Albertini: lo si vedeva spesso in varie occasioni pubbliche molto ma molto bene accompagnato. Troppo bene accompagnato. E lui non è mai stato il tipo dal fascino irresistibile, anzi era noto come soporifero, piuttosto spento, mediocre e noioso, non particolarmente virilone, pur tralasciando altre faccende a partire dal fatto che cacciato come sindaco è sparito lui e sono sparite le bonazze al suo fianco.

Se questi ingaggiatori e “consumatori finali” di escort - per usare la definizione data da Ghedini di chi con le escort ci va a letto (“quello grande, off course…) –  fanno un po’ pena, devo invece dire che le dirette interessate colpiscono per i modi molto urbani e civili, niente affatto volgari, molto più puliti e signorili dei loro ingaggiatori e “consumatori”, cosa che oltretutto i prevenuti verso i “terroni” non si aspetterebbero mai da chi è di Bari, vale a dire di quella Puglia ridicolizzata dai pugliesi alla Lino Banfi. Il fatto è che oggi per campare le giovani, e i giovani, cercano i lavori che ci sono. E fare la Velina, la Meteorina, la Figurante negli show, la Modella, la Comparsa, la Show Girl, la Cubista, la Spoglierellista, la Preparatrice (la donna che si affana a tenere duro “il coso” dei porno attori prima che inizino le riprese), la Hostess, l’Accompagnatrice, la Letterina, ecc., fino alla Porno Attrice, è visto oggi come fino a ieri era visto fare la commessa o l’infermiera o l’impiegata o anche l’avvocato. Non sono sicuro che sia peggio, comunque è così. Non è colpa dei giovani se l’Italia delle tv private, e annessa affannosa e degradante rincorsa della Rai, l’Italia della moda e della pubblicità, il tutto sempre più a base di culi e tette all’aria, è diventata quello che è diventata. Non dimentichiamo, per cortesia, che “la grande Sofia Loren” ha fatto fortuna mostrando le tette e sposando il suo principale, cioè il suo produttore cinematografico, piuttosto anzianotto rispetto lei. Dubito che la Loren non abbia concesso al suo principale, quale era il produttore, qualche sostanzioso anticipo sulle gioie matrimoniali, perciò non mi entusiasma il moralismo che s’è scatenato contro le “ragazze di palazzo Grazioli”. Coincidenza di valore simbolico, anche Veronica Lario ha conquistato il suo Cavaliere mostrando le tette, recitando al teatro Manzoni di Milano ne “Il grande Calibano”, e non mi pare particolarmente onorevole il suo avere accettato di essere sistemata, assieme alla mamma, in un appartamento della villona del quartier generale di Sua Emittenza in via Rovani a Milano in attesa che divorziasse dalla sua prima moglie.

Vero è che dueste due storie, di Sofia e Veronica, sono poi diventate due lunghe storie anche d’amore. Anche. Ma di sicuro lor signore ne hanno tratto grande giovamento, Sofia anche per la carriera. Ho fatto gli esempi di Sofia e di Veronica non per esprimere giudizi, ma per citare due casi famosi, “nazionali”, non del tutto privi di ombre e che quindi suggeriscono di non fare i sepolcri imbiancati con le ragazze di palazzo Grazioli e villa Certosa. Oggi la morale è cambiata, che ci piaccia o no. Fare sesso, anche in cambio di “regalini” e carriera o, magari solo per un breve periodo, in cambio di quattrini, magari in film porno, non è più visto dalle giovani come cosa sporca, specie tra le belle arrivate dall’Est, dove la morale sessuale è molto meno pelosa e ipocrita che da noi . “Io do una cosa a te, tu dai una cosa a me”, variante del moto latino “Do ut des”, è una regola che non suscita rigetto in nessun campo. E come potrebbe, dopo decenni di politica basa sul “Do ut des” anche per un posto di usciere o di bidella, per non dire dei posti in Rai? Qualche anno fa ho condotto una inchiesta per L’Espresso su come fosse cambiata la prostituzione in Italia, data anche la scomparsa del magnaccia. Beh, ci sono liceali anche di buona famiglia che “la danno” non solo gratis et amore aut simpatia come ai tempi di “Porci con le ali”, ma anche in cambio di quattrini per averne abbastanza da sentirsi autonome rispetto i genitori. A Roma un mio amico mi raccontava di una liceale in classe con suo figlio che per 50 euro faceva ai compagni un gradevole lavoretto di bocca. Ma abbondano anche le donne adulte che ti sparano in faccia frasi come “Perché mai devo farmi il culo in fabbrica o in ufficio otto-dieci ore al giorno e darla al capo reparto o al capo ufficio altrimenti mi rendono la vita lavorativa difficile, il tutto per uno stipendio da fame, quando con qualche marchetta guadagno 10-20 volte di più e nessuno mi rompe i coglioni?”. Di fronte a domande come questa, sbattutemi in faccia a brutto muso o con gentilezza, non ho mai saputo cosa rispondere. E ancor meno lo saprei oggi, epoca in cui il lavoro manca e i giovani arrivano anche verso i 40 anni senza poter uscire dalla casa dei genitori e farsi una vita propria, con moglie e figli, e chi riesce a farlo è poi costretto a vivere una vita da precario. Prenderei a sberle non le Veline o le Meteorine, ma gli uomini che in giacca e cravatta o vestito sportivo, comunque mai con mutande e chiappe in bella evidenza, che in tv fanno carriera pavoneggaindosi nei programmi ocndotti sì da loro, ma con codazzo di bellone molto poco vestite in stile “O mangi questa minestra o salti dalla finestra”.

In ogni caso l’usanza delle escort, ognuna con il proprio sito Internet, con annessa abbondanza di auto pubblicità a base di foto esplicative, di illustrazioni delle proprie “specialità” (con o senza preservativo, con o senza “ingoio”, con o senza sesso di gruppo, con o senza “terzo canale”, ecc.), ha sdoganato il mestiere più antico del mondo. Sul marciapiede ci sono rimaste solo le più disgraziate, vale a dire le extracomunitarie. Solo un Paese ipocrita, chiesastico, mammone e maschilista come l’Italia può ancora accanirsi a non voler legalizzare e regolamentare il mestiere di professionista dell’amore, o del sesso, mestiere a mio avviso più onorevole di molto giornalismo, perché questo spinge anche alle guerre mentendo in modo criminale, quelle invece non fanno male a nessuno, anzi. Mestiere senza dubbio molto più onorevole del produrre e vendere sigarette o del progettare, fabbricare e vendere armi, dalla pistola al bombardiere agli ordigni A, H ed N, e certo non c’è bisogno di spiegare perché sia più onorevole.

Visto che si parla di lavoro, chiudiamo osservando che la Fiat batte ancora una volta cassa allo Stato. Quando era ministro del Lavoro, Roberto Maroni rivelò che dal dopoguerra ad allora la Fiat aveva avuto in regalo dallo Stato italiano l’equivalente di “un milione di miliardi di lire”, come a dire mezzo miliardo di euro. In più, come sappiamo, per favorire l’auto c’è stato lo scasso delle ferrovie, l’inesistenza delle metropolitane e di idrovie, ecc., tant’è che abbiamo il non invidiabile record europeo di morti sulle strade (oltre che su lavoro) e spesso anche di inquinamento da gas di scarico e annesse malattie polmonari. Ciononostante, il Number One della Fiat Sergio Marchionne lancia un appello apparentemente patriottico per di battere cassa di nuovo: “E’ il momento di unire gli sforzi di tutti, solo così il Lingotto vincerà la sfida”. Segue vertice a palazzo Chigi il cui succo, dal sapore ricattatorio, è: “La Fiat non chiuderà in Italia, ma chiede aiuto al governo”. Scusate, ma perché il Lingotto, cioè la Fiat, deve per forza “vincere la sfida”? Non è interesse del lavoratore avere una occupazione certa, con imprenditori e amministratori capaci anche se non italiani? E non è interesse del consumatore avere auto decenti a prezzo decente anche se non italiane? Beh, visto che la Fiat NON ha saputo garantire tutto ciò, perché intestardirsi con una “italianità” che più che altro sa di muffa se non di truffa? Perché ripetere il bis dell’errore di Prodi e Craxi quando regalarono l’Alfa Romeo alla Fiat, che ne ha fatto polpette, anziché venderla agli americani che l’avrebbero anche pagata niente male? Perché foraggiare una famiglia, gli Agnelli&C, o forse ormai gli Elkan&C, che vuole solo sfilarsi dal settore auto e fare invece altro per il semplice motivo che – esattamente come sempre in passato – NON intende investire il proprio quattrino nella Fiat, intesa come automobile?
Certa “italianità” fa solo orrore. Ho già raccontato come una ventina di anni fa ho comprato a Nuova Delhi una mezza dozzina di bei vestiti da donna a sole 7 mila lire l’uno per scoprire che a Milano, in corso Vercelli, gli stessi vestiti, sempre fatti in India, costavano il decuplo, cioè 70 mila lire. Bene. Questa volta ho comprato in Iran degli stampi in legno di disegni per stoffa, fatti a mano, pagandoli 10 euro l’uno. Pochi giorni dopo ho visto che ne vendevano anche a Roma, in via Brescia, sono entrato nel negozio e ho chiesto il prezzo. QUINDICI-VENTI volte di più! Se i negozianti rapinano i soldi dei privati, come del resto si è scoperto che fanno le banche, gli industriali in blocco e non solo la Fiat cercano di papparsi il più possibile del pubblico denaro, e come al solito “a gratis”. La Confindustria lancia infatti segnali del tipo “Previsioni nere sulla crisi, in due anni un milione di posti in meno”, e i giornali fanno titoli come: “Fondi pubblici e pace sindacale, un patto per salvare le fabbriche”. Tradotto in italiano significa la solita cosa periodica: regalateci soldi delle casse dello Stato perché senza non sappiamo fare il nostro mestiere e se non ce li regalate anche ‘stavolta facciamo un bel po’ di licenziamenti”. Il lato grottesco di questa cupidigia da incapaci è che in cambio dei soldi pubblici NON si intende assolutamente dare una partecipazione azionaria al pubblico, magari nella persona dei lavoratori. Se dobbiamo regalare altri miliardi di euro alla Fiat o ad altre industrie, perché non farsi dare in cambio azioni almeno per i loro lavoratori? Perché non coinvolgere il lavoratore anche in un minimo di amministrazione? Perché questo odio non solo verso il comunismo ma anche verso una forma minima di socialdemocrazia, anzi di semplice partecipazione, di semplicissima democrazia, e quindi di semplice presenza dei lavoratori nei consigli di amministrazione? Per l’imprenditore italiano il lavoratore deve essere solo forza lavoro, esattamente come gli extracomunitari. Del resto abbiamo dei governi per i quali il cittadino deve essere sempre più solo spettatore: spettatore delle tv, meglio se del Cavaliere, e spettatore delle imprese sbracate del “bel mondo”, vale a dire della borghesia e del ceto politico sbracatissimi, che a quanto pare sono un po’ troppo allo sbando.
Se l’italianità deve significare, al solito, che ci sono dei ladri che devono continuare a fare i ladri impuniti e dei derubati che devono lasciarsi derubare a mo’ di cornuti e mazziati, se l’italianità significa che la truppa pur di  ingrassare i padroni deve andare al massacro in Urss con la mantellina, gli stivali di cartone e dei camion (Fiat…) adatti più che altro per le scampagnate, beh, allora questa italianità è meglio che affondi. Con annessi Cavalieri in orbace o in “letto grande”.

232 commenti
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  1. Peter
    Peter says:

    sono curioso perche’ lo spagnolo mi piace molto, specie a leggerlo. L’unico paragrafo che non capisco bene e’ il penultimo. Chi mi aiuta?
    O ciudad de los gitanos…

    Peter

  2. sylvi
    sylvi says:

    x Peter

    io invece sarei curiosa di sapere chi è quella signora di assoluto buon senso che parla così e che voi bollerete come beghina cattolica.

    Nemmeno io che sono donna capisco la stupidità dei maschi che forse pensano gli resti poca vita, se devono utilizzare e vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo, e senza pensare a chi li circonda e li ama!
    Gli ingordi della vita “scioppano” prima dell’ora!

    Sylvi

  3. Pino Nicotri
    Pino Nicotri says:

    x Sylvi

    Non ho minimamente detto, e neppure mai pensato, che tutte le ragazze dell’Est sono di facili costumi e al soldo! Ho solo detto che sono meno ipocrite, perché meno danneggiate dall'”educazione” (?) cattolica sul sesso e affini.
    Direi di non scaricare tutte le colpe sulla scuola, perché col culo fuori si esce da casa, dove dovrebbero esserci dei genitori. E a comprare gonne e pantaloni da tutto in mostra sono i genitori, non gli insegnanti.
    Un saluto.
    pino

  4. sylvi
    sylvi says:

    x Pino

    fino a circa 30anni fa in moltissime famiglie, in tutta Italia, gli unici libri che trovava erano quelli delle elementari.
    Lo Stato li regalava, non li imprestava, perchè anche i genitori imparassero con i figli.
    Se ci fossero regole, paletti, minimi, nell’abbigliamento a scuola i genitori sarebbero costretti ad adeguarsi, senza meraviglie o giornalisti che strillano di attacco alla libertà di culo al vento.
    E assieme ai ragazzi si educherebbero anche i genitori.
    Lei sa meglio di me che succede in tutto il mondo!
    Tutti despoti ed oppressori?

    Da qualche parte dovremo pur cominciare a risalire!

    mandi Sylvi

  5. Anita
    Anita says:

    x Peter

    Il problema non è ciò che rende un uomo di età che con il loro denaro, ma la cattiva immagine che dà, io sono una donna che a volte non capisco la stupidità degli uomini …. forse si pensa che la vita è breve …. e deve prendere ogni giorno come se fosse l’ultimo.

    Non pensa alla tua famiglia, i vostri figli? E ‘un brutto vecchio, i capelli tinti, si vanta del suo ritmo sessuale che succhia l’uomo!
    ~~~~~~~~~
    Traduzione Google.

    Ciao, Anita

  6. PER PULIRE QUESTA  SPORCA SOCIETA' CI  VUOLE  IL COMUNISMO
    PER PULIRE QUESTA SPORCA SOCIETA' CI VUOLE IL COMUNISMO says:

    A testa alta, con dignità, se non ci fossero persone che in mille modi “resistono” e si oppongono, il fascismo arriverebbe ancora più velocemente ….. ma siamo già messi molto male.

    La difficoltà di dare valore alla solidarietà, il rifiuto del lavoro, il diritto alla vita degna, i diritti di tutti i viventi, la denuncia delle prepotenze, il razzismo, il classismo, il sessismo, i calcoli elettorali beceri .

    Cambiare in modo radicale questa marcia societa. E cos’ altro dovremmo fare noi proletari, noi lavoratori ancora in possesso del nostro cervello, almeno quelli consapevoli e con un minimo di coscenza della realta che viviamo e della classe politica e dirigenziale di questo paese, tutta.

    Però non e sicuramente con i vecchi schemi e con i vecchi dirigenti autodefinitisi Comunisti che si può cambiare…

  7. PER  57 Anita
    PER 57 Anita says:

    Legga El Pais di oggi ostile e curiosa Signora!!! e voglio essere buono, molto buono.

  8. Anita
    Anita says:

    x Peter e Ber

    Sorry, Al Gore ha inventato l’internet…. ;-)

    Anita

    Sta ancora piovendo, fa freschetto, sembra novembre.
    Il mese di giugno si chiudera’ con non piu’ di 4 giorni privi di pioggia, cosi’ come maggio ed aprile.
    Sto facendo la muffa…

  9. Peter
    Peter says:

    xAnita

    grazie della traduzione.
    L’internet compi’ 15 anni, mi pare, lo scorso settembre. Venne ideato come WWW (world wide web) dagli scienziati del CERN di Geneva (o Ginevra).
    Al Gore is clever, but not to that extent

    ciao, Peter

  10. Pietro
    Pietro says:

    Per la signora ANITA

    Gentile signora, puoi riscrivermi al mio indirizzo di posta elettronica? Non ho più il suo indirizzo ed ho alcune informazioni urgenti da chiederle.

    Grazie e a presto.
    Pietro
    aaa_2005@libero.it

  11. Anita
    Anita says:

    x Peter

    It’s a joke or it became a joke.

    But Al Gore said:
    “During my service in the United States Congress, I took the initiative in creating the Internet”
    Gore said when asked to cite accomplishments that separate him from another Democratic presidential hopeful, former Sen. Bill Bradley of New Jersey, during an interview with Wolf Blitzer on CNN on March 9, 1999.

    Gore supported technological advances related to the advancement of the Internet, but to say that HE took the initiative in creating the Internet is a bit much.

    Anita

  12. sylvi
    sylvi says:

    Grosso pelo nel naso.

    Armando Smircic, di anni nove, è stato promosso alla quarta elementare:
    Questo è il risultato degli scrutini della sua maestra e della controfirma del Preside che risiede a Zara ma lo controlla via Internet.
    E’ successo a Premuda, splendida e ancora incontaminata isola dell’arcipelago settrionale zaratino.
    La scuola primaria, otto anni, rimase aperta fino al ’90/91, quando scoppiò la guerra in Yugoslavia.
    Le famiglie con bambini si dispersero verso luoghi più sicuri e la scuola chiuse.
    Pian piano, in questi ultimi anni, si sviluppò un accenno di turismo che tende ad incrementare sia per fondali splendidi per sub, sia per coste ancora incontaminate dove si passeggia accanto alla capra selvatica che bruca il finocchio e si disseta in mare.
    Armando avrebbe dovuto fare quattro ore di catamarano giornaliero per frequentare la scuola nel capoluogo, Zara.
    Invece è arrivata la maestra tutta per lui e il computer.

    Pare che non resterà a lungo solo perchè altri bambini vivranno stabilmente con i loro genitori sull’isola; e io spero di ritornare presto a sentire il bellissimo canto dell’alfabeto che a settembre esce dalle finestre e si spande tra i profumi della macchia!

    Ps. Caro Uroburo non c’è ancora il posto di bidello, ma la terrò informata.

    Sylvi

  13. Anita
    Anita says:

    x Pietro

    Ho ancora il suo indirizzo, aaa e’ il primo negli indirizzi, eccetto per Marco….

    Le scrivero’ prestissimo, sono appena rientrata.

    Anita

  14. W PUTTANOPOLI! W SILVIO! W IL TROIUME! IL CHIAVICUME!
    W PUTTANOPOLI! W SILVIO! W IL TROIUME! IL CHIAVICUME! says:

    In un’intervista di due ore al giornale britannico
    la donna aggiunge particolari sulle serate a Palazzo Grazioli
    La D’Addario al Sunday Times
    “La mia notte nell’harem”
    “C’erano 20 ragazze, il premier aveva addosso tantissimo
    trucco. Ballammo stretti un lento davanti a tutti”

    ROMA – A Palazzo Grazioli, la sera in cui Patrizia D’Addario partecipò alla prima festa, c’era “un harem”. Una ventina di ragazze venute per cenare e passare la serata con Silvio Berlusconi. In un’intervista di due ore concessa al Sunday Times e pubblicata ieri, la donna che ha rivelato di essere andata nella residenza privata del presidente del consiglio a Roma almeno due volte, dietro compenso, – e di avere registrazioni e foto fatte con il telefonino per provarlo – aggiunge nuovi particolari su quelle serate.

    Al giornale britannico racconta della prima cena a cui partecipa, lo scorso ottobre: una volta entrata in una stanza affrescata all’interno della residenza del presidente del Consiglio, trovatasi davanti 20 ragazze, il suo primo pensiero è: “Ma questo è un harem”. Il compenso che le aveva offerto Giampaolo (Tarantini) per la sua partecipazione alla serata era di 500 euro: “quello che prendono le altre ragazze”, ma lei chiede 2.000 euro e si accordano su quella cifra.

    Dieci minuti dopo l’arrivo alla residenza del premier, accompagnata da Tarantini, Barbara Montereale e un’altra ragazza, appare Berlusconi dicendo “Buona sera a tutte!”. E la D’Addario racconta di essere rimasta stupita dalla quantità di trucco del premier: “Ho lavorato a teatro e me ne intendo. Aveva tantissimo trucco addosso, lo faceva sembrare arancione e quando rideva si vedevano tutte le rughe”.

    A Berlusconi viene presentata con il nome di Alessia. Il presidente del Consiglio le dice: “Ciao, sono Silvio. Sei molto carina”, baciandola sulle guance. Poi si siedono sul divano e lei racconta a Berlusconi del suo desiderio di creare un complesso residenziale su un terreno di famiglia, sul quale però ci sono dei problemi per ottenere i permessi.

    Per oltre un’ora guardano filmati di Berlusconi alla Casa Bianca, in campagna elettorale, al G8. “Fu molto noioso”, racconta al Sunday Times. La proiezione si conclude con la canzone “Meno male che Silvio c’è”, cantata dalle ragazze, che agitano in alto le braccia insieme, come in una coreografia. Alle 11.30 si passa alla cena: tagliatelle con i porcini, hamburger di carne e patate, torta allo yogurt, servita da personale in livrea. Berlusconi intrattiene le sue ospiti, canta, racconta barzellette “molto spinte”, mostra foto delle sue ville.

    Ad un certo punto, racconta D’Addario, si volta verso di lei e dice. “C’è una ragazza che non ha più fiducia negli uomini. Le farò cambiare idea. La farò volare su un jet privato e le mostrerò che gli uomini non sono come lei pensa”. Lei dice di essersi irritata, e di aver risposto: “Ma come, racconta una barzelletta su di me?”
    E Berlusconi risponde: “Sì, so tutto”. Al Times, la donna dice di essere convinta che lui sapesse cose del suo passato.

    Poi, i cadeaux alle signore. Alzatosi da tavola, Berlusconi va in un’altra stanza e ritorna portando ciondoli, anelli, bracciali e collane, quasi tutti a forma di farfalla, che regala a tutte. Dopo, chiede a Patrizia D’Addario di ballare un lento. “Ballammo di fronte a tutti, mi teneva stretta, rimasi colpita dal fatto che lo facesse davanti a tutti”, dice.

    Alla domanda del giornalista, che le chiede se lui le fece altre avances, lei non risponde. “Le chiese di rimanere?” “Non volevo rimanere”, dice D’Addario. “Qualcun’altra rimase?” “Non lo so”, replica. Poi racconta di come ricevette solo 1.000 euro, invece dei 2.000 pattuiti perché non si fermò per la notte.

    Nell’intervista con il giornale britannico, Patrizia D’Addario ricostruisce anche la seconda serata passata a Palazzo Grazioli, quella dell’elezione di Barack Obama, in cui invece si fermò per la notte. Arrivata con Giampaolo alla residenza romana alle 10:30, insieme ad altre due ragazze viene accolta dal premier, che le dice: “Sono contento di rivederti. Ti aspettavo”. La conduce al buffet di dolci e gelati e le dice che avrebbe mandato due persone ad occuparsi del suo problema con i permessi di costruzione a Bari. Poi lo stesso rituale della volta precedente: filmati, canzoni, fotografie e regali per le ragazze. “Rimasi per la notte, la mattina facemmo colazione insieme”. Al giornalista spiega che si sentiva più sicura a registrare tutto: “Berlusconi mi fece una promessa e fu molto dolce con me”.

    La mattina dopo, al ritorno in albergo, l’amica che era andata con lei alla cena le chiede se aveva ricevuto “la busta”, lei risponde di no. Ma neppure la promessa di aiuto per costruire il residence si è materializzata. “Qualche rimpianto?”, le chiede infine il giornalista inglese? “Mi sento fregata. Credevo che visto come Berlusconi si era comportato con me, risolvesse il mio problema. Perché è il primo ministro e perché è stato molto affettuoso”.

  15. marco tempesta
    marco tempesta says:

    Noi abbiamo troppi MarcoT. (scusami!) che giustificano la violazione delle leggi,che giustificano l’amoralità o l’immoralità a tutti i livelli nel nome di una libertà che è solo licenza.
    Mancano i paletti a tutti i livelli!
    ————
    Dicesi ‘morale’, in termini spiccioli, tutto ciò che genera vantaggio senza generare danno.
    E’ l’unico dettame che seguo.

  16. marco tempesta
    marco tempesta says:

    Direi di non scaricare tutte le colpe sulla scuola, perché col culo fuori si esce da casa, dove dovrebbero esserci dei genitori. E a comprare gonne e pantaloni da tutto in mostra sono i genitori, non gli insegnanti.
    —-
    Ah, Pino, questa demonizzazione del corpo…tutta cattolica.

    Anche se prendesse piede l’uso di andare nudi, che male ci sarebbe? In Africa ed in Amazzonia lo fanno e non mi sembra che nessuno (tranne i preti) abbia da ridire nè lo trovi immorale.
    Culi ed ombelichi di fuori sono un’espressione estetica, che io trovo gradevole al di là del significato sessuale. Le ragazze, comunque, non avvertono tale abbigliamento come esplicito richiamo al sesso, ma solo come richiamo estetico al pari di un braccialetto o di una bella borsa. Solo chi ha problemi col sesso trova sgradevoli certi modi di vestire. Io li trovo esteticamente piacevoli.

  17. marco tempesta
    marco tempesta says:

    Cominciando dal basso: a scuola non si va con il culo di fuori perchè è luogo di educazione alla socialità, alla democrazia e al rispetto reciproco.

    Che il parlamento sia attualmente una discarica, siamo perfettamente d’accordo, a parte quei pochissimi validi nomi che conosciamo.
    Attenzione però alla frase di Sylvi che ho riportato, perchè è importantissima per stigmatizzare una certa mentalità.
    L’educazione alla socialità serve a far capire alla gente che culi ed ombelichi non sono nè un valore economico (un prodotto ha tanto più valore economico quanto più è difficile ottenerlo) nè, men che mai un sostituto della personalità di una ragazza. Non so so è chiaro il concetto che voglio esprimere: dando valore a un culo tanto da volerlo nascondere, mortifica il vero valore di una ragazza, che è nel suo cervello ( non nel suo culo).
    Nascondere parti del corpo, rendendo lecito l’accesso unicamente a chi ne acquista il titolo, significa AUTOMATICAMENTE fare di ogni donna una prostituta, qualsiasi sia la natura del pagamento richiesto ( te la dò se mi sposi). So che è un concetto difficile da inghiottire, ma se ci si riflette su, si arriva a dedurre che, se noi consideriamo culo ed ombelico parti del corpo ignobili, tanto da nasconderle, non si vede il motivo per cui in Afghanistan le donne non debbano andare col burka, visto che anche il viso ha una forte attrattiva sessuale, certo più di un culo o di un ombelico.

  18. marco tempesta
    marco tempesta says:

    Per rimettere in piedi la politica bisogna scacciare immediatamente il berlusca, tornare a votare con una nuova legge elettorale e soprattutto non votare la cricca di adesso.
    PS: secondo me il berlusca non saranno gli italiani a cacciarlo, ma probabilmente la chiesa stessa alleata a chi comanda il mondo e il conto alla rovescia sembra già iniziato. (Marta)
    ——–
    La nuova legge elettorale ci vuole chi la faccia. Chi la farà? Non certo questo governo.
    Ammettiamo che Berlusconi, con una scusa qualsiasi, si ritiri dalla politica attiva. Verrà sostituito non da San Francesco, ma da un altro bel tomo pari a lui o peggio di lui. Se poi appartiene alla Chiesa, tipo Formigoni, Dio ci scampi…
    Se si vuole cambiare qualcosa qui in Italia, e a mio avviso si può raflo anche in tempi brevi, è necessario che nasca un nuovo partito che abbia il coraggio di lasciare al Museo tutte le ideologie e sia invece in grado di puntare sull’innovazione, sulle proposte pratiche, sulla serietà innanzitutto. Serietà che non ha niente a che fare col moralismo ( per me potrebbero anche essere un partito di puttanieri), ma che abbia come principale (non unico, sarebbe pretendere troppo) target il mondo del lavoro, con il rispetto sia dei lavoratori che dei datori di lavoro.
    Servono regole nuove, un modello economico nuovo, una visoone d’insieme e lungimirante, senza personalismi infantili.
    Un partito del genere, oggi non esiste nè sembra in procinto di formarsi, che io sappia, nonostante esistano Fondazioni che cercano di valorizzare il genio italico. Il guaio è che il genio italico va all’estero, perchè qui non è aria.
    Ne consegue che per il momento l’unica strada percorribile è quella di cavalcare l’onda dipietrista di contrasto alla delinquenza politica col massimo dell’impegno. Non è granchè, ma di più non vedo.

  19. Pino Nicotri
    Pino Nicotri says:

    x marco tempesta

    Non demonizzo proprio nulla. Ho solo scritto che chi si lamenta per il culo fuori NON deve accusare la scuola, ma i genitori che mandano in giro figli e figlie abbigliati in quel modo. E’ vero che in Africa – come in altre parti del mondo – vanno in giro nudi, peraltro non dappertutto, ma lì non lo fanno per moda lanciata dai soliti furboni e soprattutto non per distinguersi clamorosamente dai “vecchi”, come invece da noi dove pur di vendere si cerca di vendere (anche) ai giovani di tutto, e quasi tutta roba inutile, in particolare merci per stimolarli a smarcarsi dai “matusa” in modo fin troppo eccessivo e non direi costruttivo. Andare in giro in città a culo nudo è solo un modo abbastanza prepotente di voler essere provocatori e NON voler rispettare il prossimo, né più e né meno come andare in giro con la maxi radio sulla spalla a tutto volume o sgasando con auto e moto smarmittate. Così come NON trovo niente affatto liberatorio ma solo mercificatorio l’uso del nudo femminile ormai per vendere anche sturacessi e magari pure “tavùti”. Bekam con le palle al vento per reclamizzare mutande è solo uno spettacolo penoso. Che la dice lunga come per quattrini si prostituisca anche chi non ne ha bisogno. Strana (sub)cultura quella di un popolo che mette le mutande ai nudi d’arte, o li apparta, ma mostra il culo e il pelo pubico anche in piazza Duomo e allaga la tv di poveracce costrette a esibirsi in tanga a filo interdentale in una marea di programmi condotti da maschi in giacca e cravatta, caricatura postmoderna del magnaccia. La suburra di palazzo Grazioli e della Certosa è solo una delle conseguenze di questo strambo andazzo. Certo, è sempre meglio delle camice nere, dei figli della lupa, dei chierichetti spediti poi a frotte a fare il prete e delle figlie scomode mandate in convento, però non c’è misura. E quando non c’è misura, si può finire nel burrone.
    Un abbraccio.
    pino

  20. sylvi
    sylvi says:

    Marco,
    possiamo fare filosofia fin che vogliamo ma, qui e adesso, andare nudi in giro è considerato “oltraggio al pudore”, se lo si fa in Afghanistan…lasciamo perdere!
    Non è compito della scuola cambiare leggi e costumi, molto più modestamente è conoscerli, rispettarli e discuterne eventualmente per creare le condizioni per cambiarli.
    La scuola dovrebbe inoltre indurre a comportamenti sociali che sottendono regole per il rispetto dell’altro.
    La mia libertà finisce dove comincia la tua…ricordi?

    Quali sono le parti del corpo con più o meno attrattiva sessuale non lo stabilisci tu, nè io, ma le consuetudini legate a una storia che non è solo proibizionismo ecclesiastico, ma molto altro!

    Quanto al burka in parte è la stessa cosa!
    Parte dalla necessità di riconoscere la propria discendenza e va avanti…va avanti…di restrizione violenta in restrizione…

    Io credo che se nella nostra società c’è necessità di riconoscere chi vive accanto a noi…di identificarlo…mi spiace ma le signore si scoprono il viso se vogliono restare.
    A casa loro c’è soltanto il problema se è una scelta delle donne o un’imposizione, cioè la negazione della libertà di una persona!

    Quanto al te la do se mi sposi…tu sei sulla nuvola…
    Il contratto matrimoniale lo hai ridotto a una puttanata, scusa, e vorrei ricordarti che fin dagli albori della società è sempre stato altro.
    Ma qui non spreco battiture!

    Sylvi

  21. Anita
    Anita says:

    Ricevo:

    Bari: Tarantini, mai pagato ragazze
    Mi scuso con premier per averlo involontariamente danneggiato.

    (ANSA) – BARI, 2O GIU – ‘Non ho mai corrisposto soldi a chi mi accompagnava se non per rifondere le spese di viaggio e soggiorno’,cosi’ Giampaolo Tarantini all’ANSA.’Avendo ricevuto inviti’ da Silvio Berlusconi ‘ho ritenuto di farmi accompagnare da alcune mie amiche per fare bella figura’, dice l’imprenditore riguardo all’inchiesta barese su un giro di donne che egli avrebbe condotto, a pagamento, a feste e cene a P.Grazioli e Villa Certosa.
    E conclude: ‘Chiedo scusa al premier per averlo involontariamente danneggiato’.
    ~~~~~~~~~
    C’e’ anche una foto di Tarantini, un uomo abbastanza giovane, viso ovale, fronte molto alta, capelli recessi.

  22. Peter
    Peter says:

    xAnita

    grazie del link, ma non aggiunge molto.
    Anche qui tempo umido, ma non piovoso. Migliore che dalle tue parti, senz’altro. Ma che estate avete?!

    ciao, Peter

  23. Peter
    Peter says:

    xSylvi

    che la spagnola fosse una beghina cattolica non ci avevo pensato fino a che non lo ha detto lei!
    Invece sono d’accordo col tono generale di condanna della sua lettera, solo che se la prende con ‘gli uomini’ a quanto vedo. Il che e’ piuttosto patetico, non crede? Che dire della personalita’ delle 20 ‘veline’ di turno felicissime di essere ridotte ad ‘harem’ per 500 euro ed una cena?! E non ci scordiamo i gioielli….e tutte a cantare ‘meno male che Silvio c’e” se e’ vero quello che dichiarano ai giornali…Sono racconti da basso impero, che illustrano benissimo il livello civile dell’Italia d’oggi. Non mi pronuncio sulla personalita’ del ‘primiaa’ che canta e balla davanti ad un piccolo pubblico pagato, mostra i suoi video alla casa bianca, regala poi goielli e fa la caricatura di un Nerone da operetta…Se ne e’ detto a sufficienza.
    Persino la chiesa ha capito che la nave del primiaa affonda, ed e’ tempo di correre ai ripari. Per me va benissimo, it can only get better…

    un saluto

    Peter

  24. sylvi
    sylvi says:

    x Peter

    Berlusconi è un insicuro aggressivo, che ha bisogno di mostrare ville, potenti con cui si intrattiene per dimostrare prima di tutto a se stesso che vale.
    Ha capito a quale pubblico rivolgersi; mamme e anche padri e quindi figlie che ritengono che la fortuna arrivi con lotterie e cartomanti.
    Quando se ne andrà, però. lascerà dietro a sè persone degne di lui se non peggio.
    Questo è l’autentito dramma.

    Io sarò fissata, ma la cultura l’ha mangiata il gatto….ahinoi che abbiamo ancora il passaporto italiano!

    mandi Sylvi

  25. Faust
    Faust says:

    Uroburo { 22.06.09 alle 15:41 }

    Faustus!!!!
    E dove ti eri cacciato? Mandami tue notizie. Un caro saluto U.

    …sun cciappaa, atte ccè cchi ti fa venire il llatte alle ginocchia e ti spari una settimanina a massaggi esole, in un Paradiso dei Poveri Diavoli ( mica Montecallo..) x recuperare… e tse turná bbelfresch… bbel brunzát, mentre amme è toccato un periodo asseguire il blog del Pino, proprio nel momento di un forte attacco di menopausa del marco tempesta, si proprio menopausa acuta, al femminile… ecchè continua… altro cche llatte dalle ginocchia, ammemmi ffa uscire il Chianti dai …ginocci… cosicche x non ubriacarmi di acquatiepida, seguo poco il blog, ( seguo i sempre interessanti post di Pino) ma ho poco tempo davvero, devo studiare e non stancarmi troppo nell abbuffarmi di non far nulla, scoppio di salute come un pesciolino in un acquario e dormo senza vergogna… ho 30 anni di sonno arretrato e me la sto godendo, senza telefoni in calore, impegni, compromessi, appuntamenti… libero da qualsiasi rapporto umano, solo con la mia scuola di inglese e informatica avanzata e fra un anno… vvvia di nuovo… Maracaibo y la Revolucion, mi aspettano… ma non è escluso altre isole, sempre ai Caraibi… Ti daro mie notizie…
    abbacchi e bbacci, dal mio solito Inferno dei Poveri Diavoli!!!
    Faust

  26. Controcorrente
    Controcorrente says:

    Chi è Augusto Minzolini

    ROMA – Augusto Minzolini, notista politico della Stampa nom, è nato a Roma nel 1958. Inizia la carriera giornalistica molto presto, subito dopo la maturità classica, nel 1977, all’agenzia di stampa Asca. Dal 1985 collaboratore di Panorama, viene assunto due anni dopo. Nel 1990 Ezio Mauro lo chiama alla Stampa, nel 1992 Paolo Mieli lo fa inviato, nel 1997 Carlo Rossella lo promuove editorialista. Negli anni ’70 partecipa a due film di Nanni Moretti, Io sono un autarchico ed Ecce bombo. A lui viene attribuita l’invenzione del minzolinismo, neologismo nato a metà degli anni ’90, inteso come «forma di giornalismo che si basa sulla raccolta di dichiarazioni anche informali di uomini politici, senza alcuna verifica delle informazioni raccolte» (Annali del lessico contemporaneo, edizioni Esedra.

    Io minzolino.
    tu minzolini
    egli minzolina
    ect,ect

    C’entra qualcosa con Minchiolini del Tg1
    o io ho capito male il nome ???
    Per favore Pino, tu che sei del mestiere, mi puoi togliere questo atroce dubbio, non riesco a dormire..se non mi tolgo il peso di “siffatto atroce dubbio?

    cc

  27. Anita
    Anita says:

    x Peter

    Non trapela molto, ci sono videos ma sono in TV.
    Sentiamo da scolari Iraniani che si azzardano a parlare….

    Ma che estate abbiamo?
    Non ti saprei dire, non l’abbiamo ancora vista, neppure la primavera.
    Peccato, i fiori perenni fioriscono ed il giorno dopo sono a terra inzuppati d’acqua.
    Piu’ a sud di noi si lamentano per il caldo, ma con pioggia.
    Io non mi ricordo di un anno cosi’ freddo e sballato.
    Sono una buona giudice perche’ attendo al giardino, a fine maggio tutto era piantato, figurati che non abbiamo neanche messa su’ la rete del campo di tennis.
    Il golf course, dal mio lato, e’ deserto e proibiscono the golf carts, rovinano i prati che sembrano un velluto.
    Quando arrivera’ il caldo si affloscera’ tutto.
    Basta che ci sia la salute………

    Buona notte,
    Anita

  28. AZ Cecina Li
    AZ Cecina Li says:

    Ho letto solo il titolo e gli ultimi commenti, torno ora da una trasferta a Gilching (Germania) si festeggiava il ventesimo anniversario del gemellaggio con Cecina e riporto un fatto ,purtroppo, in tema.
    Nella cerimonia ufficiale il preside di una scuola locale, nell’esaltare la bontà dell’attività di gemellaggio ha detto tra l’altro che i contatti diretti tra i cittadini, le amicizie che si sono create negli anni, hanno permesso a loro di valutare che molti italiani non assomigliano affatto al loro primo ministro di cui ha poi elencato quello che per brevità la traduttrice ha sintetizzato con “ i vari episodi che noi ben conosciamo” …. (Applausi!!!!)
    Mi sono vergognato come un ladro per la commiserazione con cui viene visto questo popolo che continua masochisticamente a permettere una strabordante gestione del potere ad un individuo palesemente “disturbato”.

    Dopo nove ore di macchina vado a nanna, buona notte.

    Antonio - – – antonio.zaimbri@tiscali.it

  29. Vox
    Vox says:

    VIDEO – intervista su Moneta Unica, Europa e “Federal” Reserve

    La creazione della moneta unica (e il primo passo e’ stata la creazione dell’Euro) e’ per un piu’ facile controllo non solo dell’economia mondiale da parte delle grandi banche, ma anche e soprattutto per il controllo politico.
    Non sono solo io a vedere le cose in questa prospettiva.

    http://www.youtube.com/watch?v=4FL4bBJSnSQ&feature=email

  30. Vox
    Vox says:

    C’e’ un solo paese che in questo momento non solo non e’ stato colpito dalla crisi, ma che ha un surplus di PIL dell’ 11% e un livello di vita riconosciuto ufficialmente come il piu’ alto del mondo.

    Ha tasse abbastanza elevate (non piu’ delle nostre) ma un sistema sociale egualitario, un welfare molto articolato e solido, assistenza medica gratuita, studio gratuito, e altre forme di facilitazione di inserimento nel lavoro, sostegno ai giovani, alle famiglie, ai bambini e ai pensionati.

    Questo paese e’ in Europa, fa parte dell’area commerciale europea, ma NON fa parte (e non vuole far parte) della EU e NON usa l’Euro. Inoltre, pur essendo ufficialmente una monarchia costituzionale, il re e’ solo una rappresentanza senza potere decisionale.

    Da decine di anni questo paese ha a capo il partito Labourista e una STRUTTURA SOCIALISTA-DEMOCRATICA e, per la sua dislocazione, ha la fortuna di non subire ingerenze e pressioni, diciamo cosi’, esterne .

    Questo paese e’ la NORVEGIA.

    E’ vero che ha pochi abitanti e che i discendenti dei vichinghi sembrano essere un popolo particolarmente civile, razionale e ben organizzato. Tuttavia, la cosa dovrebbe far riflettere.

  31. Vox
    Vox says:

    Mentre auspichiamo tutti (come buoi agli asini, secondo me) un’altra rivoluzione in Iran, la rivoluzione dovremmo invece proprio farla qui. Invece siamo bolliti, sappiamo solo fare bla-bla, ciritcare e dare consigli agli altri, ma non sappiamo metterli in pratica noi stessi. Ed e’ questo che mi fa vergognare veramente.
    Good night & good luck, Blabilonia.

  32. Peter
    Peter says:

    x87-88

    posso commentare anch’io come cittadino di Babilonia?
    Ho sentito you tube con Jim Corr (che non conoscevo), e ho solo apprezzato il suo gradevolissimo accento irlandese, senza ironia. La Wikipaedia dice che e’ un suonatore di ‘rock celtico’. Immagino che sia bravo. Tutti possono dire la loro, ma apprezzerei di piu’ qualcuno dalla ‘Dublin school of economics’, faccio per dire. E mi fermo qui.
    Norvegia e Svizzera non sono paesi UE, e’ vero, e sono sempre state bene. Gli vengono pero’ consentiti dei rapporti commerciali e giuridici privilegiati con l’UE, per cui hanno ‘the best of both worlds’. E poi sono paesi piccoli, e la norvegia e’ ricca di risorse. Il punto e’ che molti paesi europei stanno decisamente meglio (di prima) da quando sono entrati nell’unione. Senza contare che sono diventati paesi con leggi piu’ civili, maggiore trasparenza, molte piu’ garanzie legali per i comuni cittadini. Persino l’Italia lo e’. Un regime berlusconiano farebbe molti piu’ danni al di fuori dell’UE. Non oso pensarci.
    Anche UK, Svezia, Danimarca hanno le loro valute nazionali, e la crisi (purtroppo) si fa sentire anche la’, come nel resto del mondo…Che la crisi sia stata premeditata ed orchestrata a tavolino dai soliti ignoti e’ un’illazione che si puo’ dire, ma certo non provare in alcun modo. Una valuta mondiale? non credo che ne’ io ne’ lei la vedremo mai. Perche’ mai dovrebbero gli USA suicidarsi e rinunciare al dollaro, visto che i debiti si pagano in dollari?!
    Una nota sui vichinghi, sulla cui ascendenza non capisco bene il riferimento. Erano certo degli ottimi marinai, di tutto rispetto. Non mi pare che abbiano mai eccelso nella gestione ed organizzazione dello stato, visto che erano un duro popolo tribale e di mare. Ed anche predone a quell’epoca, o no? Anche noi italiani, volendo, discendiamo o siamo gli eredi piu’ diretti dei romani, che quanto a organizzazione e pianificazione diedero dei punti a tutti i popoli dell’antichita’, eppure…
    Infine, una monarchia costituzionale e’ appunto una in cui il monarca ha una funzione puramente rappresentativa. Tra le due cose non c’e’ nessuna contraddizione (e’ cosi anche il caso di Olanda, UK, Belgio, Danimarca, Svezia, Spagna…).

    un saluto

    Peter

  33. La striscia rossa
    La striscia rossa says:

    Ogni giorno in redazione non sappiamo se ci sarà un domani.

    er noi è un desiderio irraggiungibile invecchiare facendo i giornalisti.

    Magari potessimo invecchiare. Magari potessimo morire nella nostra redazione Mohammad Gouchani, direttore di «Etemad», arrestato il 20 giugno a Teheran

  34. Damocle
    Damocle says:

    Perù, confermata la scomparsa
    di 60 indigeni

    LIMA – La situazione dei circa 60 indigeni scoparsi dopo i tragici fatti dell’Amazzonia peruviana è uno dei principali temi affrontati durante una visita al paese di Yeims Lenuar Anaya, relatore dell’ONU per i Diritti Umani dei Popoli Indigeni.

    In un incontro con le autorità della città di Bagua, scenario dei fatti, il funzionario ha potuto apprezzare che i nativi potrebbero essere nascosti per evitare rappresaglie della polizia o è possibile anche che siano stati uccisi il 5 giugno scorso.

    Intanto, il leader oppositore del Partito Nazionalista, Ollanda Humala, ha ribadito la necessità di piena chiarezza sui fatti di quella giornata, nella quale sono morte 34 persone tra poliziotti e civili.

    Il governo del presidente Alan Garcia è ancora pressato dagli scioperi realizzati in due città per chiedere giustizia per i fatti occorsi agli indigeni dell’Amazzonia.

    “La nostra richiesta è che venga lo stesso premier (Yehu Simon) con tutti i ministri… a dare soluzioni concrete, non a dialogare. C’è stato dialogo molte volte e non è stato rispettato”, ha detto Eugenio Alcca, presidente del Fronte di Difesa degli Interessi delle Comunità Contadine.

    Anche la popolazione della città di Sicuani, nella regione del Cusco, ha avviato un blocco stradale e chiede al governo di risolvere varie richieste, che vanno dalla derogazione di una normativa sull’acqua fino all’annullamento delle concessioni estrattive.

    Simon ha detto che in settimana andrà personalmente a Andahuaylas e a Sicuani per dialogare con le autorità e cercare una soluzione alla protesta.

  35. Pino Nicotri
    Pino Nicotri says:

    x Damocle

    Sono stati gli iraniani! Così come sono stati i cinesi e i cubani a torturare e ammazzare le decine di migliaia di desaparecidos del Sud America. I torturatori e i massacratori venivano addestrati a Pechino e Teheran, a Cuba e a Mosca.
    Non lo sapeva?
    Un saluto da Padre Pio.
    pino nicotri

  36. democratico
    democratico says:

    Urne chiuse per i ballottaggi delle amministrative e del referendum. Ha votato il 62% degli aventi diritto per le comunali e il 44% per le provinciali.

    I candidati di centrosinistra vincono a Bari, Bologna, Firenze, Padova, Torino, e perdono per pochi voti a Milano, dove il PDL era sicuro di stravincere, e a Venezia.

    E’ “un segnale importantissimo,vinciamo nelle grandi città -è il primo commento sul voto del segretario del PD, Dario Franceschini al TG1 – anche al sud con un risultato straordinario a Bari. Si riconfermano le grandi città del centro e segnali importantissimi arrivano dal Nord con le vittorie di Torino e Padova ed il testa a testa a Milano e Venezia. Comincia il declino della destra, per noi è una base di partenza, con un risultato positivo e inaspettato”.

  37. sylvi
    sylvi says:

    caro Peter, e Vox,

    forse la domanda da porsi sarebbe: se l’Italia fin dalla nascita e anche l’Irlanda molto più tardi non fossero parte della UE dove sarebbero ora?
    Dell’Irlanda posso immaginare, dell’Italia sono sicura: non ci sarebbe Italia.
    Perchè è impensabile immaginare Milano e Torino, tanto più Trieste o Trento a vagolare per il mediterraneo cercando affari nei suk del medio oriente o dell’Africa del nord.
    Io credo che si dovrebbe scindere chiaramente i desiderata politici personali dalla realtà politica e sociale di vari popoli che abitano l’Italia.
    Che al di là di tutte le pie bugie e le pie illusioni sono popoli molto diversi che per traversie politiche o per incapacità di governanti non si sono mai amalgamati.
    La Ue è l’ultima speranza che abbiamo per continuare una parvenza di unità nazionale. E per tentare una unione extranazionale che al sud è ancor più difficile per motivi prettamente geografici!

    In questo blog spesso si parla delle vicende nostrane come se fossimo un’isola staccata dal resto d’Europa, come non esistessero il web, gli aerei e i telefoni.
    Soltanto sprovveduti possono non tener conto di tutto ciò.
    La piccola Slovenia da staterello balcanico sta facendo passi da gigante; il suo tenore di vita e le garanzie sociali saranno ben presto molto superiori a quelle italiane, più vicine a quelle norvegesi, con tasse che sono la metà. E’ una repubblica democratica senza socialista, (loro ne sanno qualcosa!).
    E questo grazie all’entrata nella EU.
    E sanno anche questo!

    Buonagiornata
    Sylvi

  38. Peter
    Peter says:

    xSylvi

    a chi si rivolge, esattamente, per i desiderata politici ‘personali’? me o Vox? o nessuno dei due?
    Che i ‘popoli italiani’ (espressione, mi consenta, molto cara ai leghisti) siano diversi tra loro lo sappiamo tutti. Quanto alle difficolta’ d’integrazione per motivi ‘geografici’ (un’altra…), che dovrebbero dire posti come Cipro (che di europeo non ha un granche’), la Grecia e le sue isole, la Bulgaria, l’Islanda, e molti altri? Se si prende la diversita’ come valore in se’, allora arrivederci addio. Neanche il cammino dell’Europa unita sarebbe mai iniziato in primis.
    Lo diceva Montesquieu quasi tre secoli fa, cio’ che unisce un popolo o una nazione (o un’unione multinazionale) non e’ l’omogeneita’ linguistica, culturale, etnica e nemmeno religiosa. E’ solo la volonta’ di realizzare cose grandi

    Peter

  39. sylvi
    sylvi says:

    x Peter,

    E’ Vox che ha espresso opinioni drastiche sul trattato di Lisbona che ha sempre evidenziato il fastidio per l’EU.

    Geograficamente intendevo la distanza, che è anche psicologica, che c’è al sud rispetto ai popoli del nord.
    Avrei dovuto aggiungere anche un provincialismo culturale e linguistico che ha impedito ” di respirare la stessa aria” dei popoli vicini e di realizzare “cose grandi” come diceva Montesquieu.
    Caro Peter mi sono fatta adagino tutta la costa meridionale della Sicilia da est a ovest, cimiteri compresi.
    Per me è un altro mondo, un mondo chiuso a riccio nella sua storia e nelle sue consuetudini.
    Non discutiamo della civiltà o dell’ospitalità che ho trovato eccelse, si discute della capacità e della volontà di “aprirsi”, tutelando la propria diversità.
    E soprattutto di accogliere un altro sentire.
    E se glielo dico io con le mie “paturnie” veneto-friulane come dice lei…e qualcun altro!
    Eppure lei dovrebbe comprendere il mio “sentire”…vive bene a in GB senza ripudiare la Puglia e anche questa povera Italia.

    Fra le Nazioni da lei citate, un paragone può essere fatto solo con la Grecia anche se fra l’Epiro e Creta non ho trovato la diversità che obiettivamente c’è fra il nostro sud e il nord.

    Citare dati obiettivi e criticare costruttivamente significa costruire, non distruggere!
    Spero di essermi spiegata!!

    Sylvi

  40. arial
    arial says:

    1 in questo momento io sto con l’Onda verde , con questi giovani fieri e coraggiosi: temo in una ricomposizione interna del potere a scapito delle forze vive e laiche iraniane: quest’onda imbarazza tutti, compresa l’opposizione

    2 Disprezzo la destra neocon e israeliana che cinicamente sta attaccando Obama e auspica altri interventi democratici in Iran per cinici giochi di potere

    3 L’Onda verde , fa comodo all’area sunnita, ma fino a un certo punto: creare difficoltà agli sciiti , va bene ma il contagio democratico potrebbe estendersi anche da loro (Arabia sauditaa tanto per fare un nome) interessa anche meno ai paesi occidentali: vanno bene i movimenti democratica, ma all’interno di un protettorato

    4 Per questo sono preoccupata per l’onda repressiva che lambisce la fierezza di questi ragazzi, per questo metterò qualcosa di verde nel blog, per questo diffondo questa lettera: io sto con loro e il resto si vedrà
    http://it.peacereporter.net/articolo/16299/Lettera+dall%27Iran

  41. ber
    ber says:

    Cari amici,
    1)-la Norvegia e’ ricca di petrolio,come dice giustamente Anita e la
    vizzera campa bene con la finanza altrui…
    L’Italia,l’Irlanda,la Spagna ,…cioe’ i piccoli paesi non ricchi di risose,per fare un progresso economico devono offrire buoni servizi e prodotti avanzati.
    Se vediamo che il ns export e’ diminuito del 40%,…c’e’ da preoccuparsi e di parecchio,…perche’ non mandiamo in giro i ns piccoli industriali dato che i grossi campano con i soldi dello stato?

    2)-La deriva berluschina sembra si sia fermata,…il lavoro duro di
    persuasione della gente indecisa viene adesso,quindi lasciamo da parte le teorie di sx e dx e diamoci da fare nel collaborare,…con il terzo mondo,e se possiamo offrire dei buoni servizi a livello di industria , facciamolo e non mandiamoc i i Formigoni,mandiamoc i i
    piccoli industriali in,Angola,Congo,…Zimbabwe, sono paesi ricchi da costruire di sana pianta e questo prima che i cinesi si impossessano di tutto.
    Un saluto a tutti,Ber

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