Come ancora oggi si falsa la Storia: la mostra a Milano su Costantino ne tace totalmente le responsabilità nella nascita del disprezzo cristiano verso gli ebrei

Riporto da italialaica.it il post del 17 novembre di Elio Rindone  intitolato “Costantino: a Milano una mostra che mistifica”.

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La manipolazione della storia non implica la necessità di dire il falso, perché basta evidenziare un dato e tacerne un altro.

È quanto accade, mi pare, con l’operazione in corso a Milano con la Mostra che celebra il diciassettesimo centenario della emanazione nel 313 d.C. dell’Editto di Milano da parte dell’imperatore romano d’Occidente Costantino e del suo omologo d’Oriente, Licinio.

La mostra, ideata dal Museo Diocesano di Milano, realizzata con la collaborazione dell’Arcidiocesi e dell’Università degli Studi della stessa città, intende esaltare l’imperatore Costantino quale iniziatore di un periodo di libertà religiosa per il rescritto del 313, di cui si riporta l’affermazione centrale: “Noi, dunque Costantino Augusto e Licinio Augusto abbiamo risolto di accordare ai Cristiani e a tutti gli altri la libertà di seguire la religione che ciascuno crede, affinché la divinità che sta in cielo, qualunque essa sia, a noi e a tutti i nostri sudditi dia pace e prosperità”.

Leggendo queste parole, molti saranno d’accordo con quanto dice Paolo Biscottini, curatore della mostra e direttore del Museo diocesano: “Ogni individuo non può fare a meno del senso religioso e l’editto di Milano segna l’inizio di una cultura occidentale fondata su una tolleranza intesa come rispetto del senso religioso”. Tesi ribadita in un’intervista alla Radio Vaticana dall’altra curatrice, Gemma Sena Chiesa: “l’Editto di Costantino è per noi un testo fondamentale, perché proclama la libertà del cristianesimo e la libertà di tutte le religioni. Una testimonianza, quindi, estremamente moderna, di un sentimento moderno che oggi noi riteniamo fondamentale: la disponibilità all’incontro con gli altri, con il ‘diverso’, e la tolleranza verso tutti. In mostra abbiamo riportato proprio il pezzo dell’Editto di Costantino che, con parole solenni ed importanti, dà a tutti la libertà di professare liberamente quello in cui credono”.

Peccato, però, che Costantino non si sia limitato ad emanare questo celebre editto ma abbia anche detto e fatto altro, che è necessario ricordare per una valutazione complessiva della sua figura.

Pur conservando il titolo di pontefice massimo, e quindi di suprema autorità dei vari culti dell’impero, egli è convinto, data la crisi del paganesimo pur ancora maggioritario, che solo la religione cristiana sia in grado di svolgere la funzione di collante tra i diversi popoli soggetti al suo potere. Ovviamente preoccupato per le divisioni che sorgono all’interno della grande chiesa, Costantino decide perciò di favorire il superamento delle discordie convocando nel 325 d. C. il concilio di Nicea, che si concluderà con l’approvazione del Credo ancora oggi in uso.

Per facilitare l’approvazione di un testo che garantisca l’unità dottrinale, l’imperatore non esita ad allontanare dall’assemblea conciliare i vescovi dissenzienti e alla fine condanna all’esilio Ario e i due vescovi che, nonostante le pressioni ricevute, rifiutano di sottoscrivere la formula che ormai definisce i confini della fede che per i cattolici è quella ortodossa.

Chiusi i lavori del concilio, Costantino si affretta a comunicare ai suoi sudditi che le tesi sostenute da Ario sono erronee e che, poiché per la salvezza dell’uomo non c’è pericolo maggiore dell’eresia, lo stato deve intervenire con le sue leggi per reprimerla e impedirne la diffusione. Un decreto imperiale stabilisce infatti che “avendo Ario seguito l’esempio di uomini empi e malvagi, merita di subire la stessa pena degli altri. […] E se qualcuno avesse nascosto un libro scritto da Ario, invece di prenderlo e gettarlo alle fiamme, sia condannato alla pena di morte” (Socrate Scolastico, Storia ecclesiastica, I, 9).

Ma dato che non avrebbe senso combattere l’arianesimo e lasciare libertà agli altri movimenti condannati dalla grande chiesa, Costantino interverrà ben presto con un nuovo decreto con cui – chiestosi retoricamente “perché dunque dovremmo tollerare oltre tali nefandezze? Una trascuratezza prolungata fa sì che anche i sani siano contagiati da un morbo letale. Dunque per quale motivo non recidiamo al più presto le radici, per così dire, di una tale sciagura con misure di pubblica sicurezza?” (Eusebio, Vita di Costantino, III, 54, 4) – proibirà a Novaziani, Valentiniani e Marcioniti di riunirsi, ordinando di consegnare i loro edifici di culto ai vescovi cattolici.

La definizione conciliare della consustanzialità del Padre e del Figlio induce, inoltre Costantino a lanciare, contro gli ebrei che hanno crocifisso Gesù, l’accusa di deicidio. Nel 325 scrive, infatti, ai cristiani: “Vi esorto a non serbare nulla in comune con l’odiosissima turba giudaica […]. Ma quale verità potranno mai concepire costoro, i quali, forsennati, dopo avere assassinato il nostro Signore e Padre, vengono ora sospinti, non certo dalla ragione ma da un impeto irrefrenabile, là dove li conduce la loro innata follia?” (Eusebio, Vita di Costantino, III, 17, 30).

Del resto, già qualche anno prima Costantino aveva dimostrato, per usare un eufemismo, la sua scarsa simpatia nei confronti degli ebrei. Nel 321, infatti, aveva emanato un editto, Codex Judaeis, che definiva l’ebraismo “setta abominevole, mortifera”, contrapponendo alla supertistio hebraica la venerabilis religio cristiana.

Se questi sono i fatti, mi pare che si possa affermare che la libertà promessa dall’editto di Milano non sia stata estesa proprio a tutte le confessioni religiose e che i curatori della mostra abbiano un po’ lavorato di fantasia parlando di ‘inizio di una cultura occidentale fondata su una tolleranza intesa come rispetto del senso religioso’ (Biscottini) e della libertà data a tutti ‘di professare liberamente quello in cui credono’ (Sena Chiesa).

La mostra milanese sarà certamente un grande successo e ben pochi visitatori avranno la possibilità di rendersi conto della grave mistificazione in atto. Ma quest’iniziativa, anche se posta sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e della Segreteria di Stato vaticana, ha uno sgradevole sapore ideologico e non ha nulla a che fare col rispetto della verità storica. E, se ciò accade oggi, perché non ipotizzare che tra 17 secoli potere politico e religioso, se ci sarà ancora il Vaticano, organizzeranno una mostra che celebri Hitler quale autore di un benemerito concordato con la Chiesa cattolica, lasciando nell’oblio il piccolo dettaglio dello sterminio degli ebrei?

128 commenti
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  1. Shalom: L'Unione Uropea s'è finalmente rotta i coglioni dei coloni
    Shalom: L'Unione Uropea s'è finalmente rotta i coglioni dei coloni says:

    Proposta shock: i coloni israeliani fuori dall’Ue

    L’Ue è allarmata per la crescente violenza dei coloni ebraici nei Territori palestinesi. Tanto che c’è chi pensa anche a una lista nera per evitare l’ingresso di coloni violenti in Europa. Il problema principale è la costante espansione degli insediamenti a Gerusalemme Est. E il Cosp ha presentato un documento duro.

    http://www.linkiesta.it/europa-israele-palestina

  2. La Striscia Rossa
    La Striscia Rossa says:

    Per la Sig.ra Sylvi.

    Mia cara Signora; è uno scenario possibile, vista la recitazione dell’attore e quella delle sue comparse, del resto il nostro teatro politico ne ha viste di ben peggiori.

    Cordialità.

  3. sylvi
    sylvi says:

    caro Uro,

    lasciamo perdere quelli come me che , anche tu lo hai affermato, non fanno parte della famigliola dura e pura di sinistra, ma che, abituata ai confini, si aggira di qua e di là del filo spinato!
    Mica come i confini fra Lombardia e Svizzera!!!
    Noi abbiamo imparato a non capire bene le differenze fra ideologie, ci dovevamo, caso mai, difendere dalle stesse per sopravvivere.
    Ma, tanto per essere chiari:
    – IO NON ho mai votato Berlusconi o i suoi accoliti…ribadisco MAI!
    -IO ho votato PD, anche qualche altra emanazione del PCI!!!
    PCI MAI!
    Forse avrei avuto diritto alla giustificazione: io firmo il vostro manifesto d’intenti, ma non intendo finire schedata .

    Voglio raccontarti invece un’altra storia.
    Ho parlato sul blog del mio carissimo plurislavo Marko; nato in Italia; dalla prima elementare fino all’attuale V liceo scientifico: Un combattente per sentirsi “normale”, con un cognome con poche vocali e troppe consonanti ,nei vari gradi di scuola.
    E’ stato sicuramente fortunato, rispetto ai suoi molti compagni esodati di sventura, perchè aveva noi col moschetto puntato contro burocrazia e velato, ma non sempre, razzismo!

    Stamattina gli chiedo:- perchè hai deciso di non andare a votare per le primarie del PD?
    ( E’ un ragazzo molto informato della politica, un ragazzo attento sia ai suoi doveri che hai suoi diritti…ma è soprattutto un mezzo serbo orgoglioso che non vuole la carità di nessuno.)
    Mi risponde: a Scuola non ne hanno assolutamente parlato…siamo impegnati nella Maturità.
    -I miei amici me ne hanno parlato ma io ho pensato di ” non avere diritti perchè sono extracomunitario”. testuale.
    Prima di tutto mi sono arrabbiata con noi che non lo avevamo istruito a dovere sui suoi diritti…la Scuola lasciamo perdere!

    Bersani ha più volte ribadito che uno dei primi atti di Governo sarà ” chi è nato in Italia e ha frequentato le Scuole italiane E’ cittadino italiano”.
    Ho consigliato a Marko di presentarsi al seggio domani, con la sua carta d’identità, il suo permesso di soggiorno e di dire:
    – Secondo il sign. Bersani io sono un cittadino italiano…è solo che io non lo credevo possibile!
    – OSA!!!- gli ho imposto.
    Certamente quel club di intellettuali che è la sx lo respingerà!
    In nome del fatto che alle Primarie del PD non debbano votare cani e porci! Appunto!
    Vedremo se Bersani è il solito che chiacchera bene e razzola male.

    Ps: ti ringrazio per il callifugo… anzi, appena ci rivedremo ti chiederò se c’è una marca particolarmente efficace… come bidello dovresti avere la cassetta del PS sempre efficiente,…perchè intendo comunque andare a guardare in faccia S.Giacomo…e questi sono affari personali!!!

    Sylvi

  4. Shalom: ma Israele fa parte dell'Europa?
    Shalom: ma Israele fa parte dell'Europa? says:

    Hanno inviato una lettera all’Uefa per protestare contro la decisione di assegnare a Israele l’organizzazione dei campionati europei under 21 nel 2013

    Roma, 2 novembre 2012, Nena News – Una sessantina di calciatori, tra cui Didier Drogba e Frédéric Kanouté, con Eden Hazard (del Chelsea), Abou Diaby (dell’Arsenal) e Jeremy Menez (del Paris Saint-Germain), hanno inviato una lettera all’Uefa per protestare contro la decisione di assegnare a Israele l’organizzazione dei campionati europei under 21 nel 2013.

    I firmatari scrivono che l’Uefa ha chiuso gli occhi di fronte alla recente offensiva israeliana contro la Striscia di Gaza, ed esprimono la loro «solidarietà al popolo di Gaza che vive da molto tempo in stato di assedio, a cui sono negati i diritti umani fondamentali: la dignità e la libertà». «Gli ultimi bombardamenti israeliani su Gaza, che hanno provocato la morte di un centinaio di civili, sono stati una nuova offesa alla coscienza del mondo», scrivono nella lettera pubblicata su internet.
    Nena News

  5. Uroburo
    Uroburo says:

    per CC
    Fatto! E adesso aspettiamo.
    Pare che l’affluenza, almeno qui, sia invariata, che sarebbe già questa una vittoria.
    Ti confermo che i renziani sono gente di un altro pianeta.
    Ad esempio: “Dovremmo far votare chiunque, così potremmo tirare dalla nostra parte molti elettori delusi del Banana e del Bassi”. Una visione esclusivamente elettorale, di potere che se ne infischia dei problemi del paese. L’importante è vincere. Ma anche Prodi aveva vinto e poi gli hanno fatto le scarpe proprio i suoi.
    Questa è la trista evoluzione di cotesto mondo.
    Domanda provocatoria: viste le caxxate che gl’Ittagliani son stati capaci di combinare in men di un secolo, ha ancora un senso il diritto di voto in un paese come questo? Me lo pongo come domanda ma NON VOGLIO neppur pensare ad eventuali risposte.
    Un saluto U.
    PS. Tu sai che io conosco la storia. Quando, ai tempi della Destra Storica, votavano 250.000 persone su 25 milioni di abitanti le cose non andavano meglio. Anche se la Destra Storica è stata sicuramente meglio della Sinistra Storica di Depretis con il suo velenoso trasformismo.

  6. controcorrente
    controcorrente says:

    Caro Uroburo,

    in settimana, vado a procurarti Il “coccio” con le dimensioni giuste.
    Per il resto,e cioè il risultato del voto, non mi preoccupa più di tanto,tanto so già che tutte le volte che si può apprezzare “qualcuno” ,magari pure non “geniale”, ma che paventi la possibilità di fare il minimo indispensabile in fatto di giustizia sociale, (ho detto il minimo ) e che dia un briciolo di garanzie di serietà (ho detto il minimo),i Digerenti italioti fanno di tutto per eliminarlo , anche a costo di mangiar merda!
    La difesa dei propri ed esclusivi profitti la fa da padrona,e un popolo di individualisti “furbacchioni” va dietro..belanti capre zoticoni !!
    Nessuno più di loro,nella storia è stato in grado di mangiare gli escerementi della merda mangiata dai loro padroni !

    cc

  7. controcorrente
    controcorrente says:

    ps-x uro

    Questione di tempo…”non soggettivo “, ma di tempo inesorabile, che magari noi non vedremo, ma a consolazione (eh,eh,eh) di qualcuno..lo vedranno di sicuro i loro eredi,purtroppo anche i nostri..!!

    cc

  8. Shalom: Netanyahu deve essere davvero impazzito e lo schifo è al massimo
    Shalom: Netanyahu deve essere davvero impazzito e lo schifo è al massimo says:

    http://www.repubblica.it/esteri/2012/12/02/news/israele_respinge_decisione_onu_su_palestina-47899262/?ref=HREC1-3

    Israele “trattiene” le tasse dei palestinesi.
    Ue a Netanyahu: “Stop a nuovi insediamenti”
    La ritorsione del governo di Tel Aviv che respinge la decisione dell’Onu sul riconoscimento dello stato palestinese. I fondi dovevano essere girati all’Anp in base agli accordi di Parigi. Il premier insiste: “Continueremo a costruire ovunque ci siano nostri interessi strategici in ballo”. Mazen: “Nei prossimi giorni verranno fatti dei passi per la riunificazione di tutte le altre fazioni fazioni palestinesi”

    GERUSALEMME – Il governo israeliano all’unanimità ha respinto la risoluzione approvata dall’Onu che accredita la Palestina come Stato-non membro dell’organizzazione. In una nota ufficiale, il governo – che si è riunito oggi a Gerusalemme – sostiene che “il popolo ebraico ha un naturale, storico e legale diritto nei confronti della sua terra natale e di Gerusalemme come sua capitale. La risoluzione non servirà come base per futuri negoziati né fornisce una via per una soluzione pacifica”.

    La rappresaglia. Non è l’unica decisione destinata a pesare sulla tregua e in generale sui rapporti fra Israele e il governo palestinese. Per rappresaglia rispetto alla decisione dell’Assemblea generale dell’Onu, Tel Aviv infatti ha annunciato il blocco del trasferimento delle tasse raccolte da Israele per l’Autorità nazionale palestinese. Si tratta di 460 milioni di shekels (circa 92 milioni di euro), che dovevano essere trasferiti questo mese all’Anp. La risoluzione è stata approvata dalla riunione domenicale del governo israeliano, che ha inoltre precisato che non avvierà nessun negoziato sulla base del riconoscimento dei territori di Cisgiordania, Gerusalemme Est e Striscia di Gaza in un unico stato palestinese.

    Ogni mese, sulla base dei Protocolli stabiliti a Parigi nel 1994, Israele trasferisce decine di milioni di euro derivanti dalle tasse destinate ai mercati palestinesi e fatte passare dai porti israeliani. Il ministro delle finanze israeliano, Yuval Steinitz, ha spiegato invece che il governo utilizzerà gli introiti della nuova tassa per pagare il debito degli stessi palestinesi con Israel Electric Corp., per le forniture di energia, ed altri organismi israeliani.

    Si tratta del secondo atto di rappresaglia, dopo l’annuncio della costruzione di tremila nuove case negli insediamenti dei coloni. Su questo punto è tornato oggi il premier Benyamin Netanyahu, rincarando la dose: “Israele continuerà a costruire a Gerusalemme – ha detto il premier – e in ogni luogo della mappa degli interessi strategici dello stato di Israele”. Secondo l’agenzia Ynet, Netanyahu ha anche sottolineato che “la mossa unilaterale dell’Autorità palestinese all’Onu è un’impudente violazione degli accordi firmati”: “Uno stato palestinese – afferma il capo del governo – non sarà stabilito senza un connesso accordo sulla sicurezza dei cittadini israeliani e prima che l’Autorità palestinese riconosca Israele come stato del popolo ebraico e dichiari la fine del conflitto”.

    Mazen: “Riconciliare le fazioni palestinesi”. In un clima sempre più teso, Abu Mazen ricorda quanto sia necessaria una riconciliazione nazionale. “La riconciliazione nazionale è necessaria per raggiungere la liberazione dell’occupazione israeliana”, ha detto Mazen nel suo discorso alla folla davanti la Muqata. “Nei prossimi giorni – ha aggiunto – verranno fatti dei passi per la riunificazione di tutte le altre fazioni fazioni palestinesi”.

    Intanto l’annuncio dei nuovi insediamenti nei Territori ha provocato reazioni preoccupate da parte della comunità internazionale. Il capo della diplomazia europea, Catherine Ashton, ha esortato Israele a retrocedere dai suoi piani per la costruzione di 3.000 nuovi alloggi a Gerusalemme Est e in Cisgiordania, in quanto rappresentano un “ostacolo alla pace”. “L’Ue ha ripetutamente affermato che l’espansione degli insediamenti è illegale secondo il diritto internazionale”, ha detto Ashton che ha chiesto al governo israeliano di “mostrare il suo impegno per una ripresa dei negoziati di pace non perseguendo questo progetto”.

    L’annuncio dei nuovi alloggi negli insediamenti è “uno schiaffo in faccia” al presidente americano Barack Obama. Lo ha detto l’ex primo ministro israeliano Ehud Olmert, parlando a Washington al Saban Forum, un centro di dibattito sul Medio Oriente. Olmert ha affermato che il governo americano ha dato prova di amicizia a Israele votando contro il riconoscimento della Palestina. E Israele ha mostrato la sua “gratitudine” a Obama con lo “schiaffo” dei nuovi insediamenti.

  9. Ratzy a Mary: Ratzinger dice di non sapere quando tornerà Gesù..... Ridere o piangere?
    Ratzy a Mary: Ratzinger dice di non sapere quando tornerà Gesù..... Ridere o piangere? says:

    Papa: “Non sappiamo tempi ritorno Gesù,
    ma bisogna sconfiggere tutti suoi nemici”
    Nella prima domenica dell’Avvento, Benedetto XVI invita i cristiani a prepararsi ad accogliere Dio in mezzo a “indifferenza e materialismo”, e a darne testimonianza “con un diverso modo di vivere”

    CITTA’ DEL VATICANO – Nessuno sa quando arriverà la “seconda venuta di Gesù Cristo”, dopo la incarnazione, cosa che segnerà il suo “ritorno glorioso alla fine dei tempi”, ma, ha detto Papa Benedetto XVI durante l’Angelus recitato dalla finestra del suo studio su piazza San Pietro davanti ad alcune migliaia di fedeli, la fine dei tempi non potrà avvenire prima che siano sconfitti tutti i nemici di Gesù.

    Incarnazione e fine dei tempi, ha spiegato papa Ratzinger, sono due momenti “cronologicamente distanti – e non ci è dato sapere quanto, ma in profondità si toccano, perché con la sua morte e resurrezione Gesù ha già realizzato quella trasformazione dell’uomo e del cosmo che è la meta finale della creazione”. “Ma prima della fine – ha sottolineato il Papa – bisogna che tutti i suoi nemici siano posti sotto i suoi piedi”. Si tratta del “disegno di salvezza di Dio, che è sempre in atto” e che “richiede continuamente la libera adesione e collaborazione dell’uomo”. La Chiesa vive “protesa nella attesa del ritorno del Signore”, una “attesa fatta di speranza vigilante e operosa”.

    Benedetto XVI ha sottolineato poi, che “la liturgia della prima domenica di Avvento ci ricorda l’annuncio della seconda venuta di Cristo. Ci invita alla vigilanza e alla preghiera, affinché siamo pronti al gioioso incontro con il Signore. In questo spirito viviamo il tempo di attesa”.

    Domani il primo tweet. Intanto cresce l’attesa per la presentazione domani alla stampa dell’account di Benedetto XVI su Twitter. Per l’evento si sono mobilitati il capo del dicastero per le comunicazioni sociali, arcivescovo Claudio Maria Celli, il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, della Radio Vaticana e del Centro Televisivo, padre Federico Lombardi, quello dell’Osservatore Romano, professor Giovanni Maria Vian, e l’advisor della Segreteria di Stato, Greg Burke. Ma il primo tweet di Benedetto XVI in realtà – ricorda il giornalista Francesco Antonio Grana nel suo nuovo libro ‘Il tweet del Papa’, edito da L’Orientale Editrice – è datato 28 giugno 2011, quando il Papa cliccando su un iPad, ha dato l’avvio al nuovo portale della Santa Sede che comprende tutti i media vaticani (www.news.va).

    Ratzy a Mary

  10. Marta
    Marta says:

    per ora dico solo…..bravo Bersani sono veramente felice per lui….. orca boia e ci macava!!!! Un buon discorso, ma lo doveva fare. Non ho capito il viaggio in Libia, vuol già sostituire Monti?

    ps: unica nota stonata titoli e commenti della stampa “nemica”
    buona giornata a tutti

  11. peter
    peter says:

    x Uroburo

    una breve nota per una cosa che lei continua a ripetere da anni, e che e’ priva di fondamento.
    I media e quindi la TV NON possono cambiare o plasmare l’inconscio collettivo, che non e’ acquisito nel corso della vita, ma largamente innato. In realta’, Jung sosteneva che fosse del tutto innato, il che e’ possibile. Si tratta di archetipi davvero elementari, hanno a che vedere con nascita, morte, potere, madre, padre, direi anche medicina.
    Per Jung l’origine della mitologia e’ li’, ma credo ci ricamasse molto su, da qui i possibili equivoci come il suo. Per esempio, il mito di Edipo si collega con l’inconscio individuale, secondo me, perche’ tutti acquisiamo il complesso di Edipo in una fase precoce dello sviluppo psico-sessuale. Pertanto non puo’ essere innato e collettivo in quel senso.
    Non si tratta quindi di immagini o messaggi pubblicitari, ma di qualcosa di molto piu’ primordiale e filogenetico

    un saluto

    Peter

  12. La striscia rossa
    La striscia rossa says:

    La democrazia non è uno sport da spettatori. Se tutti stanno a guardare e nessuno partecipa, non funziona più.

    Michael Moore

  13. controcorrente
    controcorrente says:

    Caro peter,
    temo fortemente che tu sia stato vittima di un abbaglio nei confronti di Uroburo.

    preso in prestito da Wiki

    L’inconscio collettivo, secondo Jung, rappresenta un contenitore psichico universale, vale a dire quella parte dell’inconscio umano che è comune a quello di tutti gli altri esseri umani. Esso contiene gli archetipi, cioè le forme o i simboli che si manifestano in tutti i popoli di tutte le culture. Gli archetipi esisterebbero prima dell’esperienza e in questo senso sarebbero istintivi. I critici hanno però affermato che questa è una visione etnocentrica, che universalizza gli archetipi culturali europei in archetipi di tutta l’umanità.

    Ti invito a riflettere sull’ultima frase

    Ora che esista nella realtà un inconscio collettivo è possibile nel senso che nella trasmissione dei geni nel corso dei millenni è possile che si siano formate determinate connessioni che determinano certi tipi di comportamento ovvero anche un cretino come me, saprebbe distinguere (al di la del colore della pelle ) un Laureato di Oxford da un Bantù,ma finisce tutto lì !
    Oggi come oggi,(e come sempre d’altro canto)è la situazione oggettiva a determinare poi i comportamenti e quando parlo di situazione oggettiva è la condizione reale economica e sociale e gli interessi a determinare il comportamento e questa percezione è ampiamente condizionabile dai media e dalla TV,poichè si basa sull’attuale.
    Poi che ad un bantù freghi poco di prendere il Thè , mentre ad un Oxfordiano sì,resta da capire come nel mondo globalizzato ,di fronte per esempio ad un impoverimento glogale delle risorse,(crisi)vi siano delle risposte diverse …
    Mi sembra che la situazione attuale comporti qualche problema per gli archetipi oxfordiani, e mi sembra anche che per esempio che negli “affari” ad un oxfordiano freghi poco ,ovvero si adatti benissimo a mangiare un coniglio arrosto con un bantù nella savana, se sotto lo spiedo c’è un pozzo di petriolo da sfruttare insieme al bantù..
    Come disse il profeta al diavolo gli archetipi , quando c’è da trar profitto !
    Amen

    cc

  14. peter
    peter says:

    x CC

    mi spiace ma l’abbaglio, oltre al facile sarcasmo dei polli arrosto, l’hai preso solo tu.
    La Wikipaedia da te riportata dice bene sulla definizione.
    Jung e’ stato criticato, ma che esistessero archetipi inconsci innati, o anteriori ai rapporti verbali coi genitori, culturali, etc, era una tesi condivisa a grandi linee anche da Freud. Jung ci ricamo’ molto, troppo, sopra, tirando in ballo anche le religioni, etc. Tuttavia era molto ‘etnico’, prese in considerazione le credenze ed i miti di vari popoli ‘primitivi’ dell’epoca, per quello che mi ricordo.
    In sostanza, gli archetipi inconsci innati si esprimono attraverso simboli che a loro volta esprimono pulsioni inconsce. Gli aspetti pulsionali, quindi precordiali, primordiali, irrazionali, ed innati, degli archetipi sono molto piu’ importanti dei simboli e messaggi che li trasportano, per cosi’ dire.

    salutamme

    Peter

  15. Uroburo
    Uroburo says:

    Caro Peter,
    io però non ho detto che i media cambiano l’inconscio collettivo ma che cambiano l’inconscio individuale.
    Se tutti i bambini desiderano la casettina del Mulino Bianco si creerà (si sta già creando) un modo di desiderare e di pensare analogo, di massa, quindi appiattito. E’ quello che già si vede alle elementari.
    Il che ovviamente non vuol dire che allora tutti i bambini sono uguali, tesi per assurdo ribattuta dal MarcoTempesta.
    Vuol dire che la tesi di un’arte sempre e comunque all’opposizione del sistema potrebbe anche non essere più vera.
    Un saluto U

  16. Uroburo
    Uroburo says:

    PS. Per Peter
    Secondo alcuni psicoanalisti post-lacaniani (ad esempio Massimo Recalcati, curioso personaggio con atteggiamenti da guru ma con intuizioni veramente acute) il complesso di Edipo se ne sta andando nel dimenticatoio.
    Oggi si ha tutto, compreso la madre, e non si rinuncia più a nulla. Non esiste più la rinuncia, l’esame di realtà e l’accettazione di questa ma il soddisfacimento del piacere come unica regola di comportamento.
    Un saluto U.

  17. Uroburo
    Uroburo says:

    Da L’Unitaonline
    Intervista D’Alema: «Ora Bersani
    unirà tutti e vincerà elezioni»
    —————————————
    ABBIAMO PERSO!!!!! Peccato. U.

  18. sylvi
    sylvi says:

    Ma NOOOOO, caro Uroburo,

    innanzi tutto io sono felice di poter fare il Camino di Compostela in macchina, in carrozza…a piedi sicuramente no,
    perchè
    Renzi torna a fare il Sindaco e Bersani ha pronta la squadra, in deroga…della deroga della regola…

    D’Alema primo ministro con vice Bersani.
    Amato alle Finanze così dà un aumento ai poveri onorevoli…
    Bindi all’Interno…e manderà tutti a vaffa
    Berlinguer Luigi alla Istruzione
    Veltroni agli Esteri
    Vendola alla Difesa
    Fioroni agli scout
    Livia Turco alla bellezza!
    Camusso all’Industria
    Landini alle pari opportunità con gli industriali
    …………………………………..
    Prosit!!!

    Sylvi

  19. Uroburo
    Uroburo says:

    Per Silvy
    C’è poco da sfottere, il Baffetto non ne ha MAI azzeccata una!
    Abbiamo perso ancora prima di cominciare.
    Ehhbeh ….. ogni paese ha i baffetti che si dà ed ogni baffetto ha il governo che si merita.
    Come diceva il buon vecchio Zanardelli. U.

  20. Stefano
    Stefano says:

    Per quanto riguarda il discorso su Costantino voglio permettermi di fare qualche piccolo appunto (mi spiace per molti scrittori di cui sopra, ma ho letto una marea di stupidaggini)!
    Intanto è inutile pensare di dare un giudizio a chi ha vissuto su questa nostra terra piu’ o meno 1700 anni fa, è una faciloneria inaccettabile… Noi non sappaimo nulla ma proprio nulla, al limite abbiamo solo alcune testimonianze sparse, sulla morale, sul pensiero sulla volontà, su cosa cercavano e dove pensavano di andare gli antichi… Come posso permettermi di giudicare se nell’antica Roma la pena di morte fosse umana o meno se non so nulla della mente di un romano dell’impero…
    Secondo, il mondo così come lo conosciamo dell’europa Nostra è nato con costantino e la chiesa di Roma, tutto quello che è il nostro sentire (ebbene si, anche quei Diritti Umani che tanti atei sbandierano come una grande conquista) deriva da un naturale svolgimento dei Vangeli.
    Infine per tornare a chiacchiere di Bassa Leva (di cui i commenti sopra)saremmo tutti mussulmani e le nostre donne girerebbero con il burca se non si fosse introdotta la religione cristiana in europa, chi ha fermato i mussulmani nei loro tentativi di invasione? Ricordo solo i 2 principali: Poitiers (circa 711 dc) e Assedio di Vienna spezzato solo dalle armate cristiane del principe Lecktzazinki (forse non si scrive così, ma non ho assolutamente voglia di andare a vedere).

  21. Pino Nicotri
    Pino Nicotri says:

    x Stefano

    Nessuno ha espresso giudizi personali su Costantino, che comunque era un assetato di potere e pronto al delitto, compresa l’uccisione di un suo figlio e della propria moglie Fausta. Il fatto che la civiltà europea derivi dall’opera di Costantino e dai vangeli è una banale cazzata da propagandisti molto ignoranti.
    Tre pater, ave e gloria.

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