Come e perché NON hanno voluto salvare Aldo Moro

Domenica 16 marzo ricorre l’anniversario del rapimento dell’onorevole democristiano Aldo Moro, ex ministro ed ex capo del governo, e del massacro della sua scorta, avvenuti per opera delle Brigate Rosse nel 1978. Moro come è noto è stato ucciso dopo 55 giorni di prigionia, il 9 luglio,  in un angusto “carcere del popolo” ricavato dietro una parete di un appartamento in via Camillo Montalcini n. 8 a Roma.  Desidero raccontare quanto ho appreso casualmente nell’agosto 1993 riguardo la mancata possibilità che lo Stato italiano liberasse Moro. E come è stata sprecata la possibilità di fare piena luce sui perché e per ordine di chi il manipolo di “baschi neri” del ministero dell’Interno venne bloccato pochi minuti prima di assaltare la prigione brigatista. Prima però è bene inquadrare la vicenda nel suo contesto storico non sufficientemente noto. Vado quindi per ordine.

Un primo tentativo di assassinare moralmente Moro è del 1976 e porta già la firma di Kissinger. Negli Usa la commissione Frank Church del senato USA comincia quell’anno le sue indagini sulle attività delle multinazionali tese a organizzare in tutto il mondo scandali contro le frazioni pro-sviluppo dei propri Paesi e scopre, tra l’altro, che la potente industria aeronautica militare Lockheed usava corrompere con ricche bustarelle i politici di più parti del globo per convincerli ad acquistare i propri aerei. A prendere le mazzette in Italia era un misterioso personaggio soprannominato in codice Antelope Cobbler. Per farne naufragare la politica di apertura ai comunisti e ai palestinesi, è un assistente del Dipartimento di Stato, cioè di Kissinger, tale Loewenstein, filosionista e antiarabo come il suo famoso principale, a proporre di dare in pasto alla stampa Moro indicandolo come l’Antelope Cobbler. La proposta è resa operativa da Luca Dainelli, ambasciatore italiano negli Usa e membro dell’International Institute for Strategic Studies.

Il complotto contro Moro però non riuscì. Pur messo sotto accusa, la corte Costituzionale ne archiviò la posizione il 3 marzo 1978. Vale a dire, 13 giorni prima dell’agguato di Via Fani. Ad agguato avvenuto, la Segreteria di Stato Usa invia in Italia il suo funzionario Steve Pieczenik a dirigere «l’unità di crisi» che, avallata dal primo ministro dell’epoca Giulio Andreotti e comprendente l’allora ministro dell’Interno Francesco Cossiga, decideva la linea da tenere nei confronti delle Brigate Rosse e delle condizioni da loro poste per liberare l’ostaggio. Uno dei compiti, anch’esso riuscito in pieno, ammesso dall’americano era far credere ai giornali e all’opinione pubblica che le molte lettere scritte da Moro durante la prigionia, ricche di accuse ai politici, non erano spontanee, bensì frutto di un «lavaggio del cervello», e che quindi non se ne doveva tenere conto. Tutti i giornali fecero infatti a gara a delegittimare il contenuto delle molte lettere di Moro recapitate dai brigatisti a familiari e collaboratori del rapito nonché ad alcune redazioni.

La strategia impostata dall’esperto «amerikano» ricalcava fedelmente quanto previsto dal Field Manual redatto nel 1970 dalla Cia per definire il comportamento Usa verso i propri alleati in caso di loro gravi crisi. Si tratta di una strategia che definisce il terrorismo «fattore interno stabilizzante», secondo il principio «destabilizzare al fine di stabilizzare». E che non si fa scrupolo di prevedere la strumentalizzazione di eventuali gruppi eversivi dei Paesi alleati se essa può risultare positiva per gli interessi americani. Leggiamo ora cosa ha detto Pieczenik in una intervista all’«Italy Daily» del 16 marzo 2001 riguardo il suo compito durante il sequestro Moro: “Stabilizzare l’Italia, in modo che la Democrazia Cristiana non cedesse… e assicurare che il sequestro non avrebbe condotto alla presa del governo da parte dei comunisti… Il mantenimento delle posizioni della DC: quello era il cuore della mia missione. Nonostante tutte le crisi di governo, l’Italia era stato un Paese molto stabile, saldamente in mano alla DC. Ma in quei giorni il Partito comunista di Berlinguer era molto vicino a ottenere la maggioranza, e questo non volevamo che accadesse… Io ritengo di avere portato a compimento tale incarico. Una spiacevole conseguenza di ciò fu che Moro dovette morire… Nelle sue lettere Moro mostrò segni di cedimento. A quel punto venne presa la decisione di non trattare. Politicamente non c’era altra scelta. Questo però significava che sarebbe stato giustiziato… Il fatto è che lui, Moro, non era indispensabile ai fini della stabilità dell’Italia”.

Più chiari e cinici di così!

Intervistato per il quotidiano «l’Unità» del 9 maggio 2007 dal giornalista Marco Dolcetta, ecco cosa ha detto «l’amerikano » inviato dalla Segreteria di Stato ripetendolo inoltre nel suo libro dal titolo quanto mai esplicito “Noi abbiamo ucciso Aldo Moro”, edito in Francia da Patrick Robin:

” Il primo punto della mia strategia consisteva nel guadagnare del tempo, mantenere in vita Moro e al tempo stesso il mio  compito era di impedire l’ascesa dei comunisti di Berlinguer al potere, ridurre la capacità degli infiltrati nei Servizi e immobilizzare la famiglia Moro nelle trattative. Cossiga non gestiva interamente la strategia che volevo sviluppare.[…] Fra gli altri, i simpatizzanti di estrema sinistra comprendevano anche i figli di Bettino Craxi e una delle figlie di Moro […].

Lessi le molte lettere di Moro e i comunicati dei terroristi. Vidi che Moro era angosciato e stava facendo rivelazioni che potevano essere lesive per l’Alleanza Atlantica. Decisi allora che doveva prevalere la Ragione di Stato anche a scapito della sua vita. Mi resi conto così che bisognava cambiare le carte in tavola e tendere una trappola alle Br. Finsi di trattare.

Decidemmo quindi, d’accordo con Cossiga, che era il momento di mettere in pratica una operazione psicologica e facemmo uscire così il falso comunicato della morte di Aldo Moro con la possibilità di ritrovamento del suo corpo nel lago della Duchessa. Fu per loro un colpo mortale perché non capirono più nulla e furono spinti così all’autodistruzione. Uccidendo Moro persero la battaglia. Se lo avessero liberato avrebbero vinto. Cossiga ha approvato la quasi totalità delle mie scelte e delle mie proposte e faceva il tramite con Andreotti

[…]. Sono stato io a decidere che il prezzo da pagare era la vita di Moro. […] Cossiga era sempre informato sulla mia strategia e non poteva fare altro che accettare. Le Br invece potevano fermarsi in un attimo ma non hanno saputo farlo o voluto”.

Insomma, mettere nel sacco Le Br ed eliminare Moro: due piccioni con una fava.

Riguardo le responsabilità quanto meno morali di Cossiga nella volontà politica di fare uccidere Moro, mi sono casualmente imbattuto in due testimoni di eccezione: un gesuita confessore della chiesa del Gesù in piazza del Gesù e l’ex confessore di Cossiga ai tempi del sequestro Moro. Cominciamo dal gesuita.

«Lo stesso attentato a Moro, no? La prigione di Moro».

«Sì?»

«Erano arrivati alla casa vicina a dove stava lui. Hanno avuto l’ordine di fermarsi. Lo so perché un mio alunno faceva parte di queste cose qui. Me lo ha detto lui: “Noi abbiamo avuto l’ordine di fermarci e tornare indietro”. Erano arrivati a pochi… A venti metri erano arrivati. Quindi lo sapevano benissimo. Cioè, lo sapevano. Setacciando casa per casa, alla fine lo dovevano trovare».

«Via Montalcini?»

«Adesso non so perché io non sono addentro alle segrete cose. Però questo me lo ha detto un mio alunno che stava lì, insomma, ecco, faceva parte di quelli lì. Hanno dovuto rimettere, capito? Ma non parliamo male che non è questa né la sede né il luogo né il caso».

Questa è una parte del mio dialogo al cardiopalma con un gesuita confessore della Chiesa del Gesù in uno dei primi giorni dell’agosto 1993. Stavo scrivendo il libro Tangenti in confessionale, spacciandomi nei confessionali delle chiese più rappresentative d’Italia – dal duomo di Torino alla basilica di S. Pietro in Vaticano fino a S. Gennaro a Napoli – per un politico che accettava le mazzette dagli industriali e a volte, al contrario, per un industriale che le pagava ai politici. Dalle risposte dei preti confessori volevo capire e documentare il comportamento e l’influenza della Chiesa nei confronti di un fenomeno come quello della corruzione e delle tangenti, troppo diffuso per esserle ignoto. E infatti…

Mi «confessavo» con un mini registratore avvolto in un giornale tenuto in mano perché stesse il più vicino possibile alla bocca dei religiosi. La tarda mattinata di un giorno tra il 2 e il 4 agosto sono andato nella chiesa del Gesù, in piazza del Gesù. Una scelta dovuta al fatto che in quella piazza c’era la sede della direzione nazionale della Democrazia Cristiana e al fatto che in quella chiesa Andreotti andava a messa quasi ogni mattina, dove presumevo si confessasse anche. Inoltre proprio a pochi metri di distanza, nella adiacente via Caetani, era stato lasciato a suo tempo il cadavere di Moro trasportato da via Montalcini con una Renault rossa. Più simbolismi di così!

Entrato in chiesa, mi sono diretto verso il primo confessionale a destra, dove c’era un religioso in attesa di penitenti. Non avrei immaginato neppure da lontano che il discorso sarebbe piombato nel caso Moro, e in modo così tranchant: io parlavo di tangenti e il confessore per dirmi che era un andazzo molto noto e tollerato mi stava dicendo che era noto tanto quanto a suo tempo il luogo della prigione di Moro! Il cuore m’è schizzato in gola e ho cominciato a sudare non solo per il caldo. La storia che mi ha raccontato quel gesuita è la seguente: «Un mio ex alunno si era arruolato nella polizia ed era entrato nel corpo delle “teste di cuoio”. Un giorno è venuto a chiedermi l’autorizzazione morale per infiltrasi nelle Brigate Rosse, voleva cioè sapere da me se l’infiltrarsi era morale o immorale. Gli dissi che era morale. Passato del tempo, quel mio ex alunno è tornato da me schifato. Mi ha raccontato che mentre stavano andando a liberare Moro ed erano arrivati a una ventina di metri dalla sua prigione, all’improvviso ricevettero l’ordine di tornare indietro. Il mio ex alunno rimase talmente schifato che si è dimesso dalla polizia. Ora lavora nella falegnameria del padre». Chiaro quindi che si trattava della prigione di via Montalcini, altrimenti non si spiegherebbero lo schifo e lo scappar via dalla polizia.

Ero sconvolto. Ma uno o due giorni dopo sarei rimasto ancora più sconvolto. Sono andato infatti a confessarmi anche nella chiesa di S. Lorenzo in Lucina, nella omonima piazza, scelta perché in quella piazza aveva il suo storico ufficio privato l’ancor più storico Andreotti. Mi si è presentato un parroco con i capelli a spazzola e l’accento pugliese. Anziché nel confessionale, mi ha sorpreso facendomi accomodare in sagrestia, seduti uno di fronte all’altro su banali sedie e separati da nulla. Ero teso perché temevo si capisse che il giornale che stringevo nervosamente in mano nascondeva quello che nascondeva. Ma a un certo punto ho rischiato di cadere dalla sedia: quel parroco – anche lui per consolarmi dicendo che il fenomeno delle mazzette era noto e tollerato quanto certi «misteri» del caso Moro – mi stava dicendo che era stato il confessore di Cossiga all’epoca del sequestro Moro!

«Quando, durante l’affare Moro, Cossiga era ministro degli Interni e lo confessavo io, in quel frangente dicevo: “Professore, io la posso solo assolvere dei suoi peccati. Ma la situazione sua se la deve andare a sbrigare da qualche altro”. Allora c’era Ferretto, c’era Dossetti [compagni d’Università di Moro che dopo avere fatto politica hanno infine scelto la vita in convento, ndr]. Dicevo: “Vada a sentire loro. Perché, anche, loro sono quelli che, avendo fatto carriera con lei, con Moro e col partito, a un certo punto hanno fatto un’altra scelta, possono aiutarla adesso”. A questo tipo di sollecitazione lui diceva: “Lascio perdere tutto”».

Il suo ex confessore mi stava dicendo che Cossiga aveva un enorme peso sulla coscienza per le scelte fatte. Lo straordinario racconto del parroco di S. Lorenzo in Lucina confermava in pieno non solo quanto più volte più o meno chiaramente trapelato e in parte ambiguamente ammesso dallo stesso Cossiga, ma anche quanto raccontato dall’«amerikano» Pieczenik, all’epoca assai poco noto in Italia e a me del tutto ignoto.

Le due confessioni hanno avuto un seguito ciascuna. Il primo è che ho scritto a Cossiga chiedendo lumi sulle pesanti parole del suo ex confessore e ne ho ricevuto la seguente risposta: «Caro Nicotri, si tratta di una faccenda troppo importante per lasciarla trattare a un prete». Il secondo è che dopo la pubblicazione del mio libro, il pubblico ministero Franco Jonta mi ha convocato per interrogarmi e chiedermi chi fosse esattamente quel confessore. Nonostante il tono perentorio del magistrato, con velata minaccia di guai giudiziari, ho opposto il segreto professionale, specificando però che ero disponibile a rispondere, ma solo dopo che l’Ordine dei giornalisti mi avesse sciolto, su mia richiesta, dall’obbligo del segreto. Tornato a Milano, ho chiesto per iscritto di esserne sollevato data l’importanza dell’argomento e della mia testimonianza. Ottenuto il permesso, sono stato riconvocato a Roma da Jonta, e questa volta gli ho portato una copia del nastro con il dialogo nel confessionale. Man mano che ascoltava il nastro il magistrato si incupiva sempre di più. E ogni tanto continuava a ripetermi: «Ma non le sembra strano?» Ho cominciato a sentirmi a disagio, e a un certo punto ho temuto che magari venissi accusato di avere falsificato il nastro. All’ennesimo «Ma non le sembra strano?» mi sono stufato e ho ribattuto: «A me sembra strano, anzi stranissimo, però la sua è una domanda che dovrebbe rivolgere non a me, ma al confessore».

Silenzio di gelo.

Finito il nastro Jonta guardandomi in modo che mi è parso ostile mi ha chiesto: «E chi sarebbe questo confessore?»

«Credo lei volesse dire “chi è” e non “chi sarebbe”. Comunque la risposta è semplice: quello che riceve nel primo confessionale a destra entrando in chiesa», ho risposto specificandone anche il cognome: «C’è affissa una targhetta in ottone con scritto come si chiama il confessore e gli orari durante i quali è presente».

«E che lo interrogo a fare? È chiaro che mi opporrà il segreto del confessionale».

«Be’, ma scusi, dottor Jonta, per arrivare a questa conclusione non c’era bisogno di farmi sciogliere dall’obbligo del segreto e farmi tornare a Roma. Ma se non intende interrogarlo,

qual è il motivo per cui ne vuole sapere il nome? Qualcuno vuole forse chiedere anche a lui di tacere?»

«Ma come si permette!»

«Guardi che quel confessore non può assolutamente accampare il segreto perché ha detto chiaro e tondo, come lei ha sentito ascoltando il nastro, che il suo ex alunno in realtà non è andato a confessarsi, a parlare cioè dei propri peccati, ma solo a chiedergli un consiglio. Lei perciò può e anzi deve interrogarlo. E se non risponde lo può anche arrestare o comunque mandare sotto processo. Proprio come ha minacciato di fare con me. O devo pensare che secondo lei io ho meno diritti del gesuita?»

«Nicotri, guardi che qui cosa fare lo decido io. Lei non può certo starmi a dire cosa devo o non devo fare».

«Con la sua coscienza se le vede lei. Comunque guardi che questa è l’unica occasione di chiarire finalmente la bruttissima faccenda della mancata liberazione di Moro. E in ogni caso, confessore o non confessore, è sicuro che non ce ne sono tante di ex teste di cuoio figli di falegnami infiltrate nelle Brigate Rosse e scappate dalla polizia dopo la faccenda Moro per andare a fare il falegname dal papà. Se questo ex poliziotto lo cercate, lo trovate di sicuro. Se lo volete trovare, naturalmente».

«Ah, ma allora lei non vuole capire! Qui comando io, e lei non deve assolutamente dirmi cosa cavolo devo fare!»

Conclusione? La prima è che sono uscito dal palazzo di Giustizia vergognandomi. Vergognandomi della mia disponibilità con il magistrato. E vergognandomi d’essermi fatto sciogliere dall’obbligo del segreto. Mi sentivo molto a disagio, in imbarazzo con me stesso. La seconda conclusione: è chiaro come il sole che NON si è voluto chiarire il «mistero» della prigione di Moro. Esattamente come a suo tempo non si voleva che la si trovasse. I «consigli» di Pieczenik parlano chiaro. I pesi sulla coscienza e le ammissioni di Cossiga anche. Il cadavere di Moro pure.

135 commenti
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  1. Uroburo
    Uroburo says:

    Caro Gino,
    però Rodolfo queste accuse le ha fatte esplicitamente anche qui: non puoi accusarlo di scorrettezza.
    E’ il suo parere ed è esattamente quello che dicevano anche Ignazio, Huato e non solo loro: anche Anita e Popeye ci hanno fatto le stesse accuse.
    O ricordo male? A me pare che non perdoniamo a Rodolfo quello che invece perdoniamo ad altri.
    Un saluto e tanti auguri U.
    PS. per la Silvy
    Non è che tu ed il tuo simpatico marito vorreste fare una gitarella ed ovest? Abbiamo la luce elettrica e l’acqua calda e mangiamo i bambini solo se ben cotti.

  2. Peter
    Peter says:

    x Uroburo

    Beh, ma anche quelle di una certa blogger per me sono sono gli occhi di tutti…per esempio.

    Peter

  3. Peter
    Peter says:

    L’idea di un incontro in un paese ‘neutrale’ presso CG ha un certo fascino, chissa’. Solo che a settembre avrei in programma un viaggio in Italia con dei vecchi babbioni di queste parti che sono anni che ne parlano.
    Ma spesso non si decidono… Vedremo. Sia chiaro che nel caso ‘non darei fastidio’ e andrei in albergo.

    Peter

  4. Peter
    Peter says:

    A quanto vedo e’ pero’ nel cuore della Svizzera tedesca, il che depone male…

    Peter

  5. Caino
    Caino says:

    Egr sig Anita,
    scusi ,ma io parlavo di quel tal Alberto C.,tipo e modo di scrivere alquanto curiosi.
    Frasi semplici, nessuna maiuscola,considerazioni sparse,sembra un codice,ma con un messaggio finale leggibilissimo.
    Non ci faccia caso ,io sono un appassionato di Le Carrè e consimili,per cui vedo complotti dappertutto.
    E’ un modo per tenersi allegri e su con il morale.
    Per contro il suo italiano a me va benissimo,Lei è chiarissima, talmente chiara nell’esposizione dei suoi messaggi da essere un libro aperto,per fino oltre alle sue reali intenzioni,presumo .

    Caino

  6. Cerutti Gino
    Cerutti Gino says:

    x Peter.
    Guarda che Solothurn (Soletta in italiano) è una cittadina stupenda.
    Non solo i miei parenti, ma anche vecchi amici venuti dall’ Italia se ne sono subito innamorati.
    Fa da ponte tra la Svizzera tedesca e quella romanda di lingua francese e la chiamano la cittadina più “mediterranea” della Svizzera.
    Nonostante le modeste dimensioni è una cittadina piena di vita e culturalmente se si esce la sera non si ha che l’imbarazzo della scelta.
    Sul lungofiume, in centro, ci sono decine di bar e baretti pieni di gente giovane e meno giovane. Ci sono serate d’estate che si fa fatica a camminare per quanta gente c’è.
    Davvero.
    C.G.

  7. Cerutti Gino
    Cerutti Gino says:

    x U.
    Che lo abbia detto anche qui, poco male. Ha sempre avuto pane e cicoria da masticare.
    Trovo invece non soltanto scorretto ma anche vigliacco, il fatto di denigrare gente per bene su un’altro blog.

    In quel blog insultai una partecipante come fascista e il gestore mi riprese, fece bene e chiesi scusa perchè fu uno scivolone imperdonabile da parte mia.
    Ecco, pretendo la stessa cosa, senza se e senza ma.
    Anche a nome di voi tutti, se me lo concedete.

    C.G.

  8. Peter
    Peter says:

    http://www.nytimes.com/

    Non sembra proprio che la crisi ucraina sia vicina ad una soluzione, amici cari.
    La parola sanzioni, ed anche guerra, viene pronunciata troppo spesso.

    Putin vuole il referendum in Crimea domenica, Kerry ha gia’ detto che. US non lo riconoscera’.

    Peter

  9. Peter
    Peter says:

    L’ articolo del momento e’ il ‘no common vision’ dopo l’incontro a Londra tra Kerry ed il ministro russo, che non ha alcun potere reale.

    Peter

  10. Anita
    Anita says:

    x Caino

    Caro Caino,
    e’ mia intenzione di essere chiara al piu’ possibile, i messaggi virtuali spesso vengono malintesi, sono parole in bianco e nero, di presenza ed anche per via telefonica si intuisce dal tono di voce e dall’espressione visiva…cosa che manca in particolare su un forum.
    Di solito cerco di essere breve e sul punto.

    Enjoy your weekend,
    Anita

  11. Anita
    Anita says:

    x Popeye

    Caro P.
    ho trovate tutte le lettere di Carlo.
    Non mi do pace fino a che trovo quel che cerco…

    ‘Night,
    Anita

  12. Caino
    Caino says:

    Egr sig Peter ,
    Ohh,ooohhh ohhh , ma allora
    venti di guerra all’orizzonte, meno male che non dobbiamo fare più l’unità nazionale,non vorrei più vedere i bersaglieri in Crimea.
    Vedremo la carica della Balaklava con gli eroici cavalleggeri di sua maestà,lanciati contro l’artiglieria russa, gli assalti al bastione Malakov,sulla Cernaia ,questa volta ci vadano i marines.
    Io ho fatto scorta di legno per due anni e rimesso a nuovo il camino,lei potrebbe arruolarsi nella Croce Rossa e correre in Crimea per lenire le ferite dei Gurka, democratici difensori dei diritti dei popoli oppressi.
    Chissene frega del referendum di autodeterminazione,c’è zio Sam con suo cugino Camerone che decide !
    Kosovo e Crimea come dice Sylvi, due pesi ,due misure.

    Caino

  13. Peter
    Peter says:

    X CC

    Curioso che a Torino alloggiai proprio di fronte alla casema Cernaia…

    Lei scherzi pure, ma l’Europa resistera’ due mesi se la Russia chiude il gas.

    Comunque, c’é il rischio di escalation se Putin non cede.
    Ma i dittatori di solito non cedono.

    Grazie ma non ho la vocazione della crocerossina, e perche’ io, poi?!

    Peter

  14. Peter
    Peter says:

    Un altro dettaglio.

    L’Ucraina diede il suo arsenale nucleare alla Russia.

    Alcuni dubitano che tutti i missili vennero realmente consegnati.

    Peter

  15. Peter
    Peter says:

    E se qualche pazzo in Ucraina facesse ‘muoia Sansone con tutti i filistei?!´…

    Basta che un solo missile colpisca la Russia e sarebbe il finimondo.

    E sembra che la Cina abbia gia’ detto che appoggera’ la Russia in caso di conflitto est-ovest.

    Insomma, siamo sopravvissuti ad una guerra fredda con l’ Unione Sovietica.
    Ci sara’ la terza GM con la Russia neozarista?!

    Oremus

    Peter

  16. Caino
    Caino says:

    Grazie ma non ho la vocazione della Crocerossina, e perché’ io, poi?

    Mah, mi sembrava il tipo adatto,non dico per fare la crocerossina, ma viste le sue “idee democratiche” correre in aiuto della Democrazia, in una guerra “democratica”, appoggiare una Santa Alleanza,potrebbe fare il pronto soccorso in un ospedale da campo,sa,dove riattaccano gambe , braccia ,arti in genere,fegati ,polmoni reni ed altro, tipo M.A.S.H, nel tempo libero potrebbe andare pure a pesca con barchetta, seguendo i venti del Mar d’Azov da lupo di mare, come lei ,se non sbaglio, si” peritava “di essere.

    Caino

    Che la Cina abbia detto quello, non mi stupisce, non certo perché i Cinesi amano i Russi,ma solo perché, se lascia passare, è certo che vorranno portare la “democrazia” pure da lei, insieme all’Oppio delle Indie.
    Ma perbacco, come cambia il mondo e sotto certi aspetti in fondo resti uguale.

  17. Peter
    Peter says:

    x CC

    La smetta di dire stronxate, e preghi anche lei.

    Ricordiamo le parole di S.Paolo…

    Peter

  18. alberto C.
    alberto C. says:

    x caino e uroburo
    sono italiano e non ho fonti, al massimo conosco persone che mi mostrano come funziona tecnicamente, dall’interno, la classe diggerente, come si ha un finanziamento o un favore, anche piccolo (gratis non si dà neanche una briciola di pane), in un ministero, in un ente ecc., da entrambi i lati del tevere. su questo ho effettivamente una prospettiva “interna”.
    Invece di servizi non so nulla, ma è chiaro che erano e sono parte del sistema (di potere), e difendono il sistema (perché, credete forse che l’inquisizione si occupasse del “pericolo” degli eretici? difendeva il sistema [papale] anche quando il nemico era risibile o già sconfitto, ma serviva; l’inquisizione medievale è nata quando il catarismo era già sconfitto).
    I servizi potevano insieme essere ben pronti per la difesa del sistema, cui partecipavano (anche semplicemente “magnando”) e scarsamente attrezzati (perché poco interessati?) contro le br, al contrario di servizi stranieri che difendono il sistema, ma a livello globale, e paiono (paiono, non ne so nulla) più efficienti: sarà appunto che la posta è globale e non interna. E poi non sottovalutiamo l’elemento cialtroneria, forse non determinante ma presente. nel caso moro come nella 1a guerra mondiale che qui si cita.
    poi se gossiga dice il vero affermando che eravamo certamente impreparati lo sa solo lui ed è morto. Forse non lo erano servizi alleati, ma si vede che non erano interessati a liberare moro..

  19. Popeye
    Popeye says:

    Il 10 giugno 1981 Romano Prodi viene chiamato a testimoniare davanti alla Commissione Moro per rispondere degli avvenimenti che sarebbero occorsi durante la seduta spiritica.
    Il caso viene riaperto nel 1998 dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sul terrorismo e le stragi, al fine di chiarire le motivazioni che avrebbero portato su un’altra pista le ricerche della prigione di Moro ed escludere che l’utilizzo del nome “Gradoli” fosse stato un modo per informare le stesse Brigate Rosse dell’avvicinamento delle forze di polizia all’omonima via, sita nei pressi della via Cassia di Roma. Il professor Prodi non si rende disponibile per essere ascoltato dalla Commissione parlamentare, contrariamente a Mario Baldassarri e Alberto Clò (ministro dell’Industria nel governo Dini e proprietario della casa di campagna nella quale si svolsero i fatti), entrambi presenti alla seduta spiritica.

    Il 5 aprile 2004 Romano Prodi viene ascoltato come testimone dalla “Commissione parlamentare d’inchiesta concernente il dossier Mitrokhin e l’attività d’intelligence italiana”. Secondo il presidente della commissione, Paolo Guzzanti, Prodi “non ha avuto il coraggio di pronunciare le parole seduta spiritica, piattino o tazzina”. Nel corso della seduta, l’On. Fragalà ha ricordato all’ex presidente dell’Iri un articolo del settimanale “Avvenimenti“, secondo il quale Giuliana Conforto, figlia di Giorgio Conforto, agente del Kgb con nome in codice Dario, aveva ospitato Valerio Morucci e Adriana Faranda, brigatisti contrari al sequestro di Moro. Un’amica di Conforto, Luciana Bozzi, aveva affittato la casa di via Gradoli al commando delle Br. Secondo questa tesi, non commentata da Prodi, fu il Kgb a far sapere del covo di via Gradoli e la messinscena della seduta spiritica fu organizzata per coprire la vera fonte.
    Una seconda tesi, supportata tra l’altro dal senatore Francesco Cossiga – che riguardo al caso Moro ha sempre rilasciato dichiarazioni quantomeno ambigue -, identifica l’informatore in “qualcuno appartenente all’area dell’eversione tra Autonomia Operaia e Potere Operaio. Dicono fosse un professore universitario”.
    http://www.macchianera.net/2006/02/01/il-caso-moro-romano-prodi-via-gradoli-e-la-seduta-spiritica/

  20. sylvi
    sylvi says:

    caro Caino,

    al dilà dei desiderata di Peter, credo che non ci sarà l’assedio di Sebastopoli come nel 1854/55, Nè la ribattaglia di Balaklava.
    Intanto Peter dovrebbe capire che i suoi giornali inglesi o americani ripetono quello che dicono a Kiev.
    Kiev ha anche detto che non manda l’esercito in Crimea per non provocare le truppe russe ammassate entro i confini russi.
    Non dice che la popolazione delle Province meridionali dell’Ucraina si solleverebbe in massa se Kiev dovesse intervenire.

    Ma di grazia, quali armamenti atomici si è tenuta l’Ucraina?
    Cernobil?
    L’Ucraina non ha di che mangiare e dovrebbe fare la guerra?
    Se invece intervenissero i Gendarmi dell’Ovest…ma che fanno? Bombardano la Russia come fecero con la Serbia?

    Se l’Ucraina, senza aiuti Nato, attaccasse la Russia, in un baleno Putin si papperebbe anche le province del sud, oltre la Crimea.
    Mezza Ukraina!
    Se Obama e Cameron hanno velleità guerresche…no, non credo che siano così cretini e incoscienti!
    Putin rispetterà le buone maniera; non accoglierà immediatamente la Crimea…aspetterà che le acque si calmino…
    non muoverà la sua flotta da Sebastopoli, nè i suoi missili.
    E stavolta l’America strillerà… ma chi semina vento in Kosovo, raccoglie tempesta in Crimea!

    Peter non capisce che America e GB andrebbero a stuzzicare l’orso nella sua tana… nella sua tana, non in giro per il globo.
    Anche i russi neonati combatterebbero per la difesa della Patria!
    Possibile che sia così difficile capire???

    Sylvi

  21. sylvi
    sylvi says:

    caro Uroburo,

    noi siamo disponibili a muoverci.
    Dove? Pino ha fatto due proposte a Verona e Padova; io so di un agriturismo fra Verona e il Lago di Garda. Molto carino e le stanze a prezzi modici.
    La Svizzera di C.G. per ora non è disponibile.

    Parliamone dunque e…vediamo chi c’è!

    un saluto da Mino

    Sylvi

  22. Popeye
    Popeye says:

    Cara Sylvi,
    Le faccio notare che qui negli Stati Canali non oscuriamo canali di comunicazione come fa il suo signor Putin. Gli Stati Uniti non ha nessun calale di comunicazione come lo ha il suo signor Putin. Anzi il canale del suo signor Putin e’ accessibile qui gratis. Russia Today trasmette le bugie di Putin dalla mattina alla sera senza nessuna censura o blocco. Puoi dire lo stesso per il tuo signor Putin? Credo di no. Punto.
    Non solo, facciamola finita con il Kosovo. Melosevic e la Serbia hanno raccolto quello che hanno seminato.

  23. Cerutti Gino
    Cerutti Gino says:

    x Popeye..
    Però spiate. Anche i vostri alleati.
    Per informazioni dettagliate rivolgiti alla NSA yuessei.

    Una dritta: Programma: Turbine, indirizzo: Fort Meade, Maryland.

    Diventerai pallido, se non addirittura rosso come un pomodoro.

    C.G.

  24. sylvi
    sylvi says:

    caro Popeye,

    internet e i turisti occidentali sono una garanzia di comunicazione anche in Russia.
    Ci sono solo in Russia, senza contare l’Ukraina, un centinaio di navi che solcano i grandi fiumi russi.
    Queste navi sono per cinque mesi sempre al completo di turisti.
    Noi italiani eravamo una minoranza, rispetto a tedeschi, svedesi, norvegesi, francesi ecc….
    Io ricordo anche di aver visto nelle edicole di Mosca e S.Pietroburgo i titoli dei maggiori giornali tedeschi, inglesi e americani! C’era persino il Corriere della Sera e la Gazzetta dello Sport.
    Non ho trovato molta differenza fra i giovani moscoviti e quelli delle maggiori città europee!

    Poi, a dire la verità, non credo che una Nazione, come gli USA, che fra i suoi Stati federati tollera ancora la pena di morte, abbia molto da insegnare ad altri.
    Io non amo il signor Putin; dico soltanto che il suo popolo lo ha votato e che è più amato che temuto in Patria.
    Aggiungo che un enorme territorio, con etnie, lingue e religioni innumerevoli, che ha subito una disgregazione sociale, economica terribile come quella dell’URSS…non può in ventanni
    rimettersi in piedi.
    Noti che io non sto in questo momento esprimendo opinioni sull’URSS di un tempo e la Russia di oggi.
    Voglio solo raccontare fatti.
    Quel che pensavo e penso del socialismo sovietico l’ho detto più volte.
    A proposito di fatti: ha sentito parlare, al tempo della guerra del Kosovo, di un oleodotto, tutto americano, che dal Mar Caspio, attraverso la Georgia, il Mar Nero- Bulgaria, Kosovo- Valona dovrebbe portare il petrolio nella vostra Costa Orientale?
    Doveva essere completato entro il 2011, ma non si sa che fine abbia fatto perchè c’è stata la crisi fra Russia e Georgia,ora c’è la crisi con l’Ukraina.
    Ora: se la Crimea va con la Russia, niente oleodotto americano, e il Kosovo per ora non serve.
    Forse la guerra umanitaria non era solo umanitaria!
    Così come ora …un territorio immenso come l’Ukraina con terre fertilissime, miniere e molte possibilità di sviluppo, a ridosso dei confini della tanto odiata Russia, così da poterla sempre tenere sotto ricatto….che sia solo desiderio di esportare democrazia???

    Infine: non so che cosa ci sia di onorevole da parte della NATO, dico NATO non ONU, ad aggredire la popolazione di una piccola nazione come la Serbia, che usciva fiaccata da una guerra spaventosa dove, lo ribadisco, i cattivi non stavano da una parte sola!.
    Io non so come ragionano le madri e le nonne americane; so solo che la democrazia non si esporta con bombardieri e tutte le armi che ci sono in giro.
    E se da Aviano partissero ancora bombardieri, andrei con striscioni e fischietti a fare il pandemonio lungo il recinto della Base!!!
    Ho tre bellissimi nipotini da proteggere!

    Sylvi

  25. sylvi
    sylvi says:

    x Peter

    Se l’Ucraina ha missili atomici, cosa che potrebbe essere probabile, spero che non siano stati custoditi come Cernobyl!
    Ma l’Ucraina, senza il benestare delle Potenze occidentali, non si muoverà. Non ne ha le forze.
    Non guardiamo il dito, guardiamo la luna, cioè l’America.

    Ps: qui da noi c’è una associazione che ogni anno ospita, nelle case degli associati e non, bambini ukraini che, dopo 27anni dal disastro, vengono dalle zone contaminate di Cernobyl. Li portano al mare, o in montagna, per un paio di mesi respirano aria non radioattiva.
    Quelle zone a ridosso della Centrale maledetta, terreni ancora contaminati e avvelenati, vanno ripopolandosi di migrati altrove con il silenzio-assenso delle autorità di Kiev…le quali sono in tutt’altre faccende affaccendate che preoccuparsi della salute di quei bambini!
    Ma non sono problemi dell’Occidente. Vero?

    Sylvi

  26. Popeye
    Popeye says:

    X CG
    Siamo democratici. Che ti aspettavi! Credi che voi signori non fate altrettanto .

  27. Popeye
    Popeye says:

    Cara Sylvi,
    Dire che il popolo ha votato Putin è come dire che i tedeschi hanno Hitler, i russi Stalin, iracheni Saddam ecc. Noto anche che quest’ultimi prendevano più di 99% dei voti. Poi la soppressione degli oppositori di Putin è ben nota.
    Cosa c’entra la pena di morte non lo so. Ma almeno ai nostri gli diamo un processo. Ammetto che in russia sotto Putin sono più efficienti basta mandare i suoi amici e l’opposizione sparisce.
    L’oleodotto e gasdotto proposto ai tempi di Bush passava tramite Turchia, Bulgaria, Kosovo, ecc. e arrivava in Italia. Non era per noi ma per l’Europa così non poteva essere ricattata dalla Russia come ha fatto nel passato e oggi. Non è stato fatto grazie al nostro Obama che ha una visione più corta del suo naso.
    Non vi preoccupate che la Russia non si sconfigge con le armi ma con l’isolamento e sanzioni. Tutti le atomiche dell’Ucraina sono state smontate dall’Usa nostre spese dopo che la Russia ha firmato il patto con l’Ucraina che include l’accordo sulla Crimea.
    Per i bambini Ucraini gente del mio paese ha fatto lo stesso.

  28. Anita
    Anita says:

    oooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo

    Arrivano le cicogne cinesi…altro che turismo…

    Voglio un bebè americano! Le donne cinesi affollano gli Stati Uniti per partorire.

    Allettati dalla cittadinanza statunitense per i loro figli, migliaia di donne cinesi partoriscono ogni anno negli Stati Uniti, sostenendo un’industria nascita del turismo fiorente

    Con Hannah Beech novembre 27 2013

    http://world.time.com/2013/11/27/chinese-women-are-flocking-to-the-u-s-to-have-babies/print/

    Se il link non funziona, ne spediro’ uno piu’ lungo.

    Anita

  29. Cerutti Gino
    Cerutti Gino says:

    x Sylvi.
    “(…)E se da Aviano partissero ancora bombardieri, andrei con striscioni e fischietti a fare il pandemonio lungo il recinto della Base!!!
    Ho tre bellissimi nipotini da proteggere! ”

    Il sottoscritto usa un’altro metodo di protesta: nei pressi di una base yuessei, quando passa da lì, ci fa pipì. Da anni.
    Non ti puoi immaginare quanto gratifichi.
    Non solo alla vescica.

    C.G.

  30. Cerutti Gino
    Cerutti Gino says:

    L’accompagnatrice del berluska pescata con 24 chili di cocaina all’aereoporto di Fiumicino:

    ” mi hanno fregata, credevo fosse la forfora di Mubarak”

    C.G.

  31. Anita
    Anita says:

    x C.G. #83

    Sempre col permesso della “mogliera”…. (ref. Sigonella)

    Povero C.G. la mogliera fa i piani per una lunga vacanza in Oriente e lei accondiscende senza fiatare.
    Se lo sapessero quelli del Giambellino…
    Oy Vey, perderebbe la sua reputazione di “macho man”.
    ( Manly to the core ,in every sense of the word )

    Buonanotte, spero…
    Anita

  32. Caino
    Caino says:

    Egr sig Sylvi,

    lo so anch’io che non vi sarà nessuna Balaklava, ma era per stemperare le ansie di Peter.
    Mi creda,una bozza di accordo forse era già stata trovata, da Francia , Germania e Polonia(al guinzaglio e con la museruola).
    Poi le cose sono precipitate ,visto che gli europei non sono riusciti a tenere a bada i Nazi ucraini ed allora Putin ha messo quello che si dice la pistola sul tavolo e adesso aspetta.
    Tra l’altro qualche buontenpone si ricorda del perchè la Timoskenko è finita in galera, forse, mica che per caso prendesse le mazzette dalla Gazprom?
    E allora ..semmai si può parlare di dirigenze corrotte da una parte e dall’altra.
    Poi, vabbè ,c’è il povero Popeye che starnazza di elezioni,ma non si capisce bene quale sia il suo concetto di democrazia e come al solito conclude che in Kosovo, andava bene agli iuessei e quindi doveva andar bene a tutti, cosa giusta e santa.In Crimea no, e allora….e allora Putin è un dittatore ! Punto e facciamola finita.
    In realtà io prego da tempo come dice il sig Popeye,ma per lui !

    Caino

  33. Popeye
    Popeye says:

    “Poi, vabbè ,c’è il povero Popeye che starnazza di elezioni,…”
    =================================
    Mai parlato di elezioni.
    Forse e’ l’età. O troppo tempo a ragionare con le asinelle.

  34. alberto C.
    alberto C. says:

    ognuno si è già preso la sua parte. gli ucraini filoccidentali (che non sono un blocco unico, anzi.. e senza neanche entrare nei rancori tra uniati e ortodossi, i primi perseguitati a favore dai secondi al tempo dell’URSS; tarnopoli e leopoli erano austria-ungheria fino al 1918; leopoli dopo la 1a guerra mondiale è diventata polacca, poi con stalin russa; tra gli ucraini ci sono veramente anche milizie semifasciste e antisemite, che nella 2a guerra hanno combattuto sia contro i tedeschi, sia contro i russi, poi dal ’44 contro i russi, ecc. ecc..) l’ucraina; i russi la crimea dove hanno la flotta nel mar nero e da dove faranno passare un gasdotto: i polacchi hanno convinto la nato a stringere i tempi per integrarli.
    gli usa e la germania (e l’europa, ma non conta) hanno acquisito che la crimea è russa.
    nessuno a occidente muoverà mezzo dito: se un americano toccasse un capello a un russo sarebbe un casino e viceversa; ma anche le sanzioni saranno leggere: il gas i russi hanno interesse a venderlo all’europa (germania, austria, italia) e questa a comprarlo.
    i pericoli sono 2:
    – che si esageri a portare in fretta la nato al confine vero con la russia, a cui darebbe un certo fastidio;
    – (più pericoloso nell’immediato) che nelle regoni orientali miste o a prevalenza russa comincino a spararsi tra ucraini russofoni e ucrainofoni (?): si rischia l’inizio di una guerra civile in stile jugoslavo, e che i russi passino il confine per “mantenere l’ordine” e difendere i russi (cioè i russofoni). Questo sarebbe il vero casino, perché i russi non temono confronti militari, ma la guerra civile è un’altra cosa.
    Se invece i russi si accontentano della crimea, in cambio assicurano il non intervento nelle provincie orientali e lasciano che gli ucraini reprimano le manifestazioni filorusse, con le cattive, non succederà altro. Figuriamoci: non è successo praticamente niente con la SIRIA!
    La trattativa ufficilamente sarà sulla crimea, ma i punti veri sono i due sopra.

  35. Cerutti Gino
    Cerutti Gino says:

    x Anita.
    A parte il fatto che il sottoscritto non ha più “mogliera” perchè il fato ha voluto così, ma una compagna, le aggiungo che non è stato e non si è sentito mai un cosidetto macho, anche per principio seguendo l’educazione ricevuta dai suoi genitori.

    Ne deduco, anche se non c’è niente da dedurre data la sua (di lei) tendenza al chiacchiericcio, che lei vaneggi.
    Come al solito.

    Buona giornata.
    C.G.

  36. Caino
    Caino says:

    Non vedo asinelle, ma solo un asino che bruca dalla mia particolare vista sulla campagna , in questo momento !Mi sembra molto intelligente,al che deduco che non abbia nulla a che fare con lei !

    Caino

  37. sylvi
    sylvi says:

    La Russia aveva stanziato 15ml di dollari a favore dell’Ucraina, e lo sconto sostanzioso sulle forniture di gas. Ora sospese.
    L’Ucraina ha a lungo flirtato con la Ue e gli USA, chiedendo 30ml di dollari di aiuti. A cui gli Occidentali avevano risposto con un NI.
    Kiev, prima con la Timochenko (incarcerata per motivi finanziari di mazzette, non certo per motivi politici), poi con l’attuale governo ucraino insediato dalla Piazza Maidan , cioè anche da rivoltosi neonazisti, chiede all’Occidente, fin troppo disponibile, “l’associazione alla UE” .
    E Putin come un pirla dovrebbe stare zitto e mosche?
    Londra intanto, la solita figlia di buona donna, si preoccupa di diventare sede del G7, cioè senza la Russia.
    Riesce sempre a stupirmi e a commuovermi la visione disinteressata della politica inglese, così attenta ai diritti umanitari, cioè di scarsela (tasca) SUOI non degli altri!!!
    Putin con la Crimea si rafforza nella zona strategica del Mar Nero, qualora l’Ucraina si avvicini alla Ue.
    Ma temo come Alberto C. che le Province del Sud si sollevino contro Kiev e Leopoli, che odiano!
    Solo il buon senso e l’intelligenza dei governanti occidentali può scongiurare tragedie.
    La Crimea è persa, ma non era nemmeno mai stata Ucraina!

    Ps: speravo, ma la speranza non è morta, di tornare a Sebastopoli ad ascoltare il Coro della Marina Russa. Un coro indimenticabile, che commuoveva fino ai brividi.

    Sylvi

  38. Popeye
    Popeye says:

    Putin con la Crimea si rafforza nella zona strategica del Mar Nero, qualora l’Ucraina si avvicini alla Ue.
    —————
    In che modo? Ha quello che aveva prima. Anzi avrà di meno se l’Ucraina decide di tagliare acqua elettricità alla Crimea.

  39. Anita
    Anita says:

    x C.G.

    Caro C.G.,

    io mi riferivo al suo #47, niente altro.

    Quando si parla di dolce meta’ si parla sempre della moglie che e’ anche compagna.

    Lei scrive:
    “La mia dolce metà (dolce un corno! mi mette sempre sotto stress con le sue manie di piccione viaggiatore..) ha deciso di prendersi insieme al sottoscritto una sabbatica in giro per l’estremo Oriente proprio in quel periodo. Un mese e mezzo o forse due.

    Dalle informazioni trapelate, lei non sarebbe la dolce meta’… ma forse “un quarto della meta’ “, perche’ come dalle sue informazioni mi sembra che lei della sua “dolce meta’ “(sic) ne sia succube, cioe’ assogettato o sottomesso alla volonta’ della…. sua “dolce meta’ “.
    Cosi’ direi che e’ lei a tendere al ‘chiacchericcio’ e ad alimentarlo.

    Su questo forum e dal suo nick, Cerutti Gino del Giambellino…si dava l’aria di un “macho man”.

    Saluti domenicali,
    Anita

  40. Anita
    Anita says:

    x Popeye #92

    E si’, questa e’ una grave considerazione

    L’ancora di salvezza della Crimea attraversa l’Ucraina…
    elettricita’, acqua, gas, cibo: la Crimea e’ fornita principalmente attraverso il continente ucraino.
    Il che potrebbe cambiare – in peggio – a seguito del referendum della penisola contestato questa Domenica per unirsi Russia.

    Buona Domenica,
    Anita

  41. Caino
    Caino says:

    Consolatevi dandovi ragione, da esperti di politica internazionale !
    Bah !!Finchè dura ! fate bene, ma come diceva Calindri, Non dura non può durare, dura minga !

  42. Cerutti Gino
    Cerutti Gino says:

    x Anita.
    Mi scusi ma devo dirglielo: lei scrive un sacco di stronzate.
    Trovi pace, suvvia!
    C.G.

  43. sylvi
    sylvi says:

    cari Popeye e Anita 92 e 94

    a parte il fatto che la Crimea confina a est con il Territorio di Krasnodar, Russia meridionale.
    Ma volevo notare se: ritenete possibile che la Russia, che è da centinaia d’anni in Crimea; dove, da sessantanni, ha aeroporti, ferrovie… e a Sebastopoli praticamente tutta la sua flotta militare verso il Mediterraneo, possa essersi trovata impreparata con le forniture di acqua, energia e gas???
    Che possa dipendere dall’Ucraina …soprattutto in questi ultimi anni, quando l’Ucraina del nord aspirava e aspira a unirsi alla Ue con l’aiuto degli USA?
    Avete un’immagine della Russia come se fosse la Romania o la Bulgaria, dove la US Navy sta facendo “esercitazioni” fra i confini.
    Questa volta l’America si dia una calmata!
    Ho sempre avuto rispetto e anche riconoscenza per il contributo che l’America ha dato nel combattere le dittature più feroci.
    Ma ora sta esagerando.
    L’America non risolverà tutti i problemi del mondo, e soprattutto non può imporre le sue regole al mondo.
    Se veramente è la democrazia che la preoccupa, e non gli interessi economici, dialoghi con Putin, dialoghi , dialoghi, dialoghi…
    In Russia non ci sono più i gulag.
    In Crimea c’erano gli osservatori internazionali che controllavano la correttezza del referendum.
    Tanto dovrebbe bastare.

    Sylvi

  44. Anita
    Anita says:

    x Sylvi

    Cara Sylvi,

    io/noi non viviamo sulla zona, ci basiamo da quello che si legge e si vede in TV.

    Crimea’s lifeline runs through Ukraine | Europe | DW.DE | 14.03.2014

    http://www.dw.de/crimeas-lifeline-runs-through-ukraine/a-17496242

    Non credo di aver fatto commenti sulla situazione…potrei fare commenti, ma vengono da amici intimi che provengono sia dalla Russia che dall’Ucraina…ma i commenti personali usualmente derivano da esperienze personali e percio’…parziali.

    Per me, contenti loro, contenti tutti.

    Buonanotte,
    Anita

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