Critica delle verità ufficiali. Contro l’ipocrisia e l’uso di due pesi e due misure da parte del potere
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In attesa di sapere se davvero Olmert attaccherà anche l’Iran ecco i racconti di una brava inviata in Israele

Non so se l’Israele bombarderà davvero l’Iran il giorno 20, schiaffeggiando così pubblicamente e clamorosamente anche Obama nel giorno del suo insediamento alla Casa Bianca. Il governo israeliano è ormai fuori controllo, condotto da omuncoli come Olmert capaci di lucrare perfino sugli orfani gonfiando le note spese dei viaggi sta spingendo il suo Paese in un tunnel sempre più buio, ma sa che può contare su gran parte dell’opinione pubblica occidentale grazie all’ignoranza in cui è tenuta dalla propaganda dei mass media, che quando si tratta di Israele di informazione ne fanno meno che mai. Tant’è che tutti si bevono la balla dei civili usati come scudi umani dagli stessi palestinesi, balla inventata per tentare di giustificare l’ignobile mattanza e pulizia etnica in corso nella Striscia di Gaza. Che sia una balla lo dimostra sia la mancanza di ribellione dei civili contro Hamas – e anzi anche Al Fatah, cioè gli uomini di Abu Mazen,  ora combatte affianco ad Hamas! – e sia il fatto che si tratta di affermazioni dell’ufficio stama (e propaganda) delle forze armate israeliane, cioè di uno dei due contendenti. Che per giunta – guarda caso – non vuole la presenza di giornalisti, così come da sempre non vuole l’Onu tra i piedi. Ora forse si capisce meglio cosa successe in realtà a Jenin, quando anche nostre balde giornaliste di parte si bevvero, e propinarono, la bella versione scodellata loro a botta calda da un ben preciso ufficiale portavoce dell’esercito. Ora non ne ricordo il nome, ma quanto prima tornerò su quella vergognosa vicenda.
In attesa dei giorno 20, giorno comunque fatidico se non altro perché si insedia Obama e in troppi sperano da lui l’impossibile, vi propongo dei reportage di una collega da Israele. Vi propongo i post della collega Barbara Schiavulli, de L’espresso, scritti per il suo blog. Barbara ha lavorato a lungo anche in Iraq per vari giornali dopo l’invasione angloamericana, quando i giornali preferivano non mandare i loro inviati per paura dei continui attentati e del pericolo di rapimenti.  Barbara è quindi una collega brava e coraggiosa, oltre che sempre molto informata specie per il Medio Oriente. Dopo l’invasione di Gaza è stata mandata in Israele, dove anche a lei è stato impedito di mettere piede nella disgraziata Striscia di Gaza. Ho deciso di dedicare una puntata alle sue annotazioni in Israele riguardo le cose che ha visto e vissuto.

BENVENUTA IN ISRAELE

1 gennaio 2009 – Non c’è niente da fare. Ci sono cose che non cambiano mai. Nemmeno le mie reazioni riescono ad essere più evolute di dieci, o cinque o due anni fa. Nemmeno di tre mesi fa. Arrivo all’aeroporto di Tel Aviv, con un volo Alitalia, come sempre in ritardo. Scendo, sono con un collega. Il sole filtra attraverso le grandi vetrate, c’è sempre un po’ di emozione a tornare in Israele. D’altra parte tutto è cominciato qui anche per me. Questo posto è stato lavoro, casa, amici, ho scritto i miei primi pezzi, ho raccontato le prime storie, ho visto persone morire, persone fuggire, persone scomparire. Ho conosciuto il dolore in questo posto. La rabbia. La rassegnazione. Mi sono imbattuta nella forza delle persone che affrontano la sofferenza, le loro vite fatte a pezzi. Quando vivevo a Gerusalemme, ho vissuto la sottile paura che ti accompagna quando sali su un autobus o ti fermi a fare uno spuntino in un bar. Ho imparato ad abituarmici come fa la gente che vive in situazioni estreme. Da una parte o dall’altra. Sono trascorsi anni e faccio a fatica a distinguere il dolore dei palestinesi da quello degli israeliani. Non riesco a essere di parte. Ricordo una ragazza di 19 anni che doveva sposarsi e invece è morta con il padre il giorno prima delle nozze, spazzata via da un kamikaze. Credo di non aver mai pianto tanto ad un funerale circondata dai parenti della ragazza che erano venuti per il matrimonio. “Tu sarai sempre la mia sposa”, disse il suo fidanzato mettendole l’anello sul panno di velluto che copriva il suo corpo devastato. Poche ore prima invece avevo visto morire un bambinetto palestinese colpito da un pezzo di cemento schizzato da una casa. Un carro armato israeliano stava sparando contro l’edificio per far uscire quattro militanti. Il bimbo che indossava una magliettina rossa è stato colpito in piena faccia. E’ rimasto un buco nero.
Insomma torno a oggi. Era solo per dire che questo è un posto che ho dentro. Con tutte le sue contraddizioni, con i suoi problemi, i suoi torti e le sue ragioni. Arrivo all’aeroporto, la ragazza del controllo passaporti guarda schifata il mio passaporto quasi nuovo. Ho solo tre timbri: Emirati Arabi Uniti, Afghanistan e Pakistan. Un attimo prima le ho chiesto con gentile fermezza di non mettermi il timbro israeliano. Altrimenti al mio ritorno dovrei rifare il passaporto, perché molti paesi arabi non ti lasciano entrare se hai un visto israeliano. Giusto o sbagliato che sia, questo è quanto. La ragazza, una ricciolina che vedrei meglio su un cubo in discoteca, che immersa nella sua divisa troppo stretta, chiama la sicurezza. Vorrei già cominciare a urlare.
Arriva un poliziotto, mi accompagna in una stanzetta e si dimentica di me. Accanto ho un ragazzetto svizzero che ha la mamma israeliana e la sorella che l’aspetta fuori, più in là c’è una ragazza bionda, probabilmente russa e uno con una giacca rossa firmata Ferrari dai tratti somatici che sembrano arabi. “E tu che ci fai qui? Perché sei pericoloso?”, dico al ragazzo, che andrebbe punito solo per la bruttezza delle scarpe. “Ho il timbro del marocco, ci sono andato in vacanza un paio di mesi fa”. Annuisco. Cavoli, un israeliano che va in vacanza in marocco. Molto pericoloso. “E tu?” mi chiede lui. “Sono una giornalista, capita spesso, soprattutto perché ho tanti visti di paesi arabi”. “Eh già – dice lui – questa è la democrazia israeliana, ma bisogna anche capire”. Capisco sul momento, ma dopo due ore non capisco più. “Mi scusi?”, mi affaccio e chiamo una poliziotta. “Stia seduta e aspetti il suo turno non vede che sto parlando con qualcun altro?”. Comincio a pensare che invece di arrabbiarmi forse dovrei chiamare l’ambasciata. Poi penso, cavoli e il primo dell’anno, non possono tirarla tanto per le lunghe. Neanche quella poliziotta può essere maleducata e prepotente come quasi sempre accade. Ovviamente sono solo ottimista. Scalpito. Sbuffo. Fumo. (non una sigaretta, dalle orecchie). Una piccola tv manda le immagini di Gaza. Dovrei essere già essere in albergo e pensare al da farsi. Invece sto qui. Tiro fuori un libro, mi metto a leggere. Piano piano tutti se ne vanno, arrivano altri.
“Venga”, mi dice una della sicurezza che mi porta in uno stanzino. “Dobbiamo farle qualche domanda”. “Ok”. “Vedo che è stata tante volte qua”. “Seguo questa zona”. “Ah si?”. “Già”. “E conosce persone suppongo”. “Qualcuna, sa faccio la giornalista”. “E per chi lavora? E da quando? E quanto resta, e dove andrà?, ha un tesserino? Non ne ho mai visto uno così”. Lo so, il tesserino dell’ordine dei giornalisti è un po’ ridicolo, ma è quello che passa il convento, per il resto, rispondo come posso, nel modo più vago possibile. “In quali paesi arabi è stata?”. “Tutti”. “Tutti quali?”. Sciorino un elenco, non mi ricordo neanche cosa ho mangiato ieri, figuriamoci dove sono stata catapultata negli ultimi anni. “Conosce qualcuno in quelle zone?”. “No parlo con le piante”.
“Intendo se ha amici”. “Non ho amici. Sono antipatica e asociale”. Mi chiede dove abito, il mio numero di telefono. “Sono qui solo per raccontare questa storia”. Quale storia? “Quello che sta succedendo a Gaza”. “Ah – dice lei – e ha intenzione di entrare?”. Quando apriranno entrerò con tutti i colleghi del resto del mondo. “Non lo sa che è zona militare e non si può entrare?”. Lo so, ma prima o poi apriranno. “Non credo”. Strabuzzo gli occhi. Ammetto di essere esausta. Ho fame. Le vetrate non filtrano più il sole, è buio. “Va bene può andare”. Mi alzo e aspetto la poliziotta maleducata che mi deve riportare il passaporto. “Va bene la lasciamo andare”, mi dice venendomi incontro. “naturalmente”, le rispondo io. “Naturalmente? Possiamo anche rispedirla indietro se vogliamo”. Fatelo. Rispeditemi.
Invece mi volto e vado verso l’uscita. Prendo un taxi, chiamo i miei amici israeliani per salutarli, chiamo i miei amici palestinesi per salutarli. Non voglio parlare di politica, voglio solo sapere come stanno. Arrivo a Gerusalemme, il tassista non è molto pratico, fa un giro lungo, non gli dico niente, mi godo la vista, mi lascio avvolgere dalla bellezza della Città Vecchia. Le guglie delle mura nascondono un tesoro di viuzze. Mi piace anche la parte ovest quella israeliana, da qualche parte c’è la mia vecchia casa. Arrivo in albergo. Non ho ancora cominciato a lavorare e già sto dando di matto. Meno male che Gerusalemme mi calma. Amo questa città. I visi conosciuti di quelli dell’albergo mi accolgono come una vecchia amica. “Appena abbiamo visto il casino, sapevamo che saresti arrivata, ma ci verrai mai qui una volta che non succede niente?”. Chissà se non succederà mai niente in questo posto. Chissà se si potrà morire di noia, di vecchiaia e di gentilezza? Da una parte e dall’altra.
TELEFONI E TRAMONTI

5 gennaio 2009 – Saluto un mio amico. Gli telefono, mi racconta che si e trasferito in a Tel Aviv, l’aria di Gerusalemme non trattiene i giovani. Troppe tensioni, troppi radicalismi, troppi problemi. La gente ha voglia di serate spensierate e di non pensare sempre alla politica che pende sulle loro teste. Non parliamo della situazione a Gaza, perché entrambi ci conosciamo da abbastanza tempo da sapere che non andiamo d’accordo. Ma si puo essere amici lo stesso. O per lo meno un tipo di amici. Decidiamo di vederci per un caffe quando scendo a tel aviv per delle interviste, ma mentre parliamo, arriva una telefonata. Anche se non capisco quasi niente, tranne che “si” e “si”, so che qualcosa sta accadendo. Torna con la voce un po’ mesta. “Niente caffe, sono stato appena richiamato in servizio, magari, invece, ti vedo a Gaza. Ma stai attenta, questa volta si fa sul serio”. In un attimo un ragazzo normale si trasforma in un soldato. Che si facesse sul serio non c’erano dubbi. Anche il fatto che i giornalisti siano tenuti fuori da quello che accade è significativo. Non era mai accaduto che il mondo restasse fuori. I tempi cambiano e quasi mai in meglio. Chiudo la telefonata, chiamo un altro amico, questa volta a Gaza. La sua voce è spezzata. Dice che vista la situazione sta bene, ma è molto preoccupato per i bambini, vogliono uscire a giocare e non riescono a capire che non si può. Ormai da giorni stanno tappati in casa e tremano quando sentono le esplosioni. Scherziamo sulle vacanze, mentre in sottofondo sento dei tonfi. Parliamo di tutto, tranne di quello che accade. Mi chiede dell’Italia, del Natale, di quello che ho fatto nell’ultimo viaggio in Pakistan, mi rendo conto di essere i suoi cinque minuti di evasioni. Per un attimo lo trascino fuori da Gaza, gli racconto dei regali di Natale, del pranzo, della mia famiglia, alcune cose le invento per renderle ancora piu belle e dall’altra parte del cellulare lo sento sorridere. Ci salutiamo, gli prometto di chiamarlo ancora, gli dico di salutarmi i bambini e di fare tanta attenzione. Chiudo. Ho la pelle d’oca. E’ uno dei pochi posti dove non sembrano esserci spiragli, da una parte un paese che fa credere ai suoi cittadini di volerli proteggere, e anche se credessi alle buone intenzioni, non credo sia tutto lì, soprattutto quando le guerre scoppiano sotto elezioni. Dall’altra un paese che indossa l’abito da vittima sempre e che lo giustifica per qualunque cosa. Se per una volta provassero a non guardare sempre indietro. Non so che dire, ogni volta che si da ragione ad uno, sembra si voglia dare torto all’altro. Ma qui non e cosi semplice. Non lo è affatto. Vado a vedere il tramonto sulla citta vecchia, l’unica cosa che gli uni e gli altri non si possono portare via.

SENZA TITOLO

5 Gennaio 2009 – Per noi giornalisti la guerra si vede da una collinetta di Sderot. Si lascia di poco la cittadina, si segue una strada deserta, poi si sale un piccolo mucchio di terra, quattro scalini e si raggiunge l’ombra di un albero. Ci sono due corde che reggono una tavola di legno che faceva da altalena. Doveva essere un bel posto per dondolarsi e perdersi in quell’orizzonte che sconfina nel mare calmo. Solo che tra il mare e noi c’è Gaza e colonne di fumo che si alzano verso il cielo.
Intorno decine di telecamere accese che puntano sull’unica cosa che possono vedere. Non si entra a Gaza, e gli israeliani, te lo dicono senza tanti problemi, non vogliono giornalisti dentro che si muovano senza controllo. Obiettivi tirati al massimo dunque, che sobbalzano al suono dell’artiglieria israeliana. Non arrivano le grida di dolore di Gaza, a pochi chilometri, ma qualche razzo non manca di atterrare nei campi aperti. La gente si butta nei rifugi, molti tremano di paura. Una donna piange e un’altra le accarezza il viso e cerca di rassicurarla.
Sono due mondi inconciliabili, sono le loro paure e le loro similitudini a dividerli. Mi chiedo perché io riesca a sentire l’orrore delle famiglie di Gaza e quello di Sderot, e loro non riescono a vedere quello dell’altro. Sanno solo rinfacciarsi accuse, torti, forse anche ragioni, ma non riescono a capire quanto il loro dolore sia simile alle loro paure. Nessuno come un residente di Sderot sa cosa significa vivere con un missile che vola sulla testa, nessuno come uno di Gaza sa cosa significa vivere un razzo che vola sulla testa. Ognuno chiede all’altro di fare il primo passo, ma in realtà nessuno si muove, si lasciano martoriare al cospetto della cattiva politica di entrambi i popoli, al cospetto dell’odio.
Ieri un palestinese mi ha detto “vogliono ucciderci tutti, per questo resistiamo”. Oggi un israeliano mi ha detto: “vogliono ucciderci tutti per questo ci difendiamo”. Stamattina a colazione un’israeliana mi ha detto: “un morto israeliano vale cento arabi, d’altra parte a loro non interessa morire, non soffrono, vogliono tutti diventare martiri, lo vediamo, lo dicono in continuazione”. Poco dopo un palestinese mi diceva che “non esistono israeliani innocenti perché sono tutti soldati pronti ad imbracciare un fucile per uccidere i palestinesi”. Fanno gli stessi discorsi. Sono tutti pronti a morire per questa terra maledetta, nessuno per dividerla pur di viverla.
LACCA E POLVERE DA SPARO
7 gennaio 2009 – Salgo su un taxi. L’autista con la kippa incollata alla testa guarda nello specchietto retrovisore e dopo aver capito che non parlo ebraico mi chiede di dove sono. Italiana. “Giornalista allora. Tutti gli stranieri in questo momento sono giornalisti”. E’ vero, almeno 500 stranieri scalpitano per entrare a Gaza. Ma la guerra sembra finita. O meglio dopo il colpo alla scuola delle Nazioni Unite e dopo l’annuncio che in questi dodici giorni sarebbero morti almeno 100 bambini e degli altri molti sarebbero ragazzini, qualcosa si è spezzato. Anche gli israeliani che hanno silenziosamente appoggiato questa invasione, alle parole “bambini morti”, storcono il naso.
Va bene difendersi, va bene fare piazza pulita, ma i bambini sono ancora bambini. Non per il mio tassista, almeno non all’inizio. “Quei terroristi usano i bambini come scudo. Noi dobbiamo difenderci e quei maledetti usano i bambini”. E’ vero, è orribile. Disumano. Ma sapere che un terrorista si nasconde dietro un bambino e uccidere lo stesso per far fuori il terrorista, mi suona alquanto difficile da digerire. Non riesco a vedere chi ha più pelo sullo stomaco tra chi mette un bambino in pericolo per proteggersi e chi spara sapendo che ci sono dei bambini, anche se le intenzioni sono di salvarne altri. E’ un po’ come per uccidere dei terroristi che hanno in mano degli ostaggi, si decidesse di fare fuori anche loro, così si è risolto il problema. Molti palestinesi sono ostaggio di Hamas. Sono in quella pentola a pressione che si chiama Gaza, una terra dove non si può fuggire, dove non si può pensare, dove non puoi prendere la macchina e trovare un’aiuola dove far giocare i tuoi bambini. E’ sabbia, polvere, macerie.
“Abbiamo lasciato le colonie di Gaza, potevano costruire case e lavorare. Potevano trasformare Gaza in un resort. Ma non hanno voluto”, dice il tassista e l’israeliano medio. E come si costruisce una Gaza felice dove un palestinese non può uscire neanche per farsi un esame medico? Frontiere chiuse. “Certo perché loro ci lanciano i razzi”. Non tutti lanciano i razzi, ma tutti vengono puniti e trattati come bambini cattivi. “Allora non c’è soluzione”. No, fino a che vi chiederete chi ha iniziato prima e chi deve smettere prima. E’ nato prima l’uovo o la gallina? Hanno sparato prima gli israeliani o i palestinesi?
Entro dal parrucchiere. Il solito degli ultimi 11 anni quando sono in Israele. Il parrucchiere non è mai un posto qualsiasi. E’ dove donne di ogni età e ceto si incontrano, si rilassano, scambiano due chiacchiere fra sconosciuti tra una spazzolata e il suono sordo del phon. Non è certo una sala universitaria traboccante di persone con un’opinione, ma è il posto dove ci si lascia trasportare dall’umore delle donne. Non tira una bell’aria. Ci sono tre signore, una di origine greca, un’altra polacca e un’altra russa. Due di loro hanno una certa età, l’altra è più giovane. I parrucchieri, rigorosamente uomini, ci portano tè e caffè, anche loro quando capiscono che non parlo ebraico, passano subito all’inglese, un po’ sdentato. Due signore hanno i figli al fronte e sono preoccupate, una si emoziona mentre lo dice e con delicatezza il parrucchiere le solleva la testa. “Ha solo 19 anni, il mio bambino”. Il bambino stringe tra le mani un m16 e probabilmente negli occhi conserverà l’orrore di quello che ha visto in questi giorni. Perché per quel poco che ho conosciuto i militari, non è vero che tutto scivola addosso, così come non è vero che “ai palestinesi non importa niente dei figli”. Non so quante volte ho sentito questa frase.
L’altra signora dice che suo figlio ha appena finito di studiare all’università, che entrerà a lavorare nello studio legale del padre. Mi dice che i suoi genitori sono arrivati qui dopo la seconda guerra mondiale, che della loro famiglia non era rimasto nessuno, erano stati tutti sterminati. “E’ un dolore che ti porti dentro anche se non lo hai vissuto, ti viene trasmesso, non so spiegare”. Ho una botta di cinismo e mi chiedo quando potrebbe guadagnare un analista in questa terra. E i bambini palestinesi morti? Le signore non rispondono come il tassista. “E’ una cosa orribile, se penso a quelle madri mi si stringe il cuore”, dice una, l’altra va oltre, “se penso che uno dei nostri figli tornerà con il peso di aver ucciso qualcuno, anche fosse solo un terrorista, sento già una parte di me morire”. L’altra annuisce. “Questa terra ci ha trasformato in carnefici, tutti quanti, che lo si faccia per difendersi o per resistere, non conta. Uccidere è uccidere”. Annuiscono ancora. “Dovremmo essere migliori, ma siamo intrappolati dal nostro volere e dal desiderio di sopravvivere e questo non può essere sbagliato, ma da qualche parte c’è un intoppo”. Scuotono le teste asciutte mentre una nuvola di lacca profumata addolcisce l’aria.
“Andiamo a casa ora, la televisione è sempre accesa, speriamo che tutto finisca presto, quando squilla il telefono, tremo per paura che mi dicano qualcosa di brutto”, dice una. “Lo so, sono venuta qui solo costringermi ad uscire di casa, stavo diventando matta”.
Domani forse si entra a Gaza. Era giugno l’ultima volta che ci sono stata. La jihad islamica lanciava i razzi, mai avrebbero pensato ad un risposta tanto dura. Immagino che le persone che intervistai non ci sono più, come la metà di quelle che ho tentato di rintracciare in questi giorni.
SENZA TITOLO
10 gennaio 2009 -  Stamattina leggevo i giornali a colazione in albergo. Un raggio di sole filtrava dai vetri annunciando che sarebbe stata una bella giornata. Tanto sto per partire. Un articolo mi ha colpito molto di un collega israeliano. Chiedeva che gli israeliani la smettessero con l’ipocrisia che hanno tentato di vendere al mondo in questi giorni. “Chiunque giustifica questa guerra giustifica tutti i suoi crimini. Chiunque la vede come una guerra difensiva, deve sopportare la responsabilità morale delle sue conseguenze. Tutti quelli che vogliono questa guerra e giustificano l’omicidio di massa che questa infligge, non ha alcun diritto di parlare di moralità e umanità” e ancora: “gli spariamo e poi piangiamo, li uccidiamo e poi ci lamentiamo, abbattiamo donne e bambini e poi cerchiamo di preservare la nostro dignità. Non funziona così, non si può uccidere e poi far entrare gli aiuti umanitari”.
Per il nostro collega israeliano è solo ipocrisia. La cosa che mi colpisce è quanto sia difficile in questo posto essere liberi di avere un’opinione. Se quello che è accaduto ora a Gaza fosse accaduto in Kashmir, o in Afghanistan o in Iraq, nessuno avrebbe protestato sulle nostre cronache. Qui invece ogni riga viene analizzata. Siamo stati messi sul confine a guardare questa guerra, su una collinetta con il binocolo, dove è vero non abbiamo potuto vedere i funerali dei bimbi morti, non abbiamo potuto vedere le donne fatti a pezzi, i ragazzi arrestati, legati, bendati e trascinati via dai soldati.
Non abbiamo potuto raccontare le mamme di Gaza che stringono i loro figli e li costringono a dormire in corridoio per paura di qualche proiettile vagante. Non abbiamo raccontato degli ospedali straripanti, della mancanza di sangue, di quelli che dovevano andare a fare la chemioterapia. Non abbiamo raccontato dei fratellini uccisi mentre giocavano. Delle case bombardate con la gente dentro. Non abbiamo raccontato delle urla di dolore, delle ossa che si sgretolano sotto il peso di un soffitto che crolla. Non abbiamo raccontato dei bambini che hanno visto morire i genitori, di quelli che hanno perso un braccio o una gamba. Non abbiamo raccontato il buio delle notti senza elettricità, la mancanza di cibo e di speranza. Neanche il terrore degli animali che tremavano sotto i bombardamenti. Quasi 900 morti. Quasi novecento storie.  Che non saranno mai raccontate, perché anche il giorno che entreremo, sarà troppo tardi.
Qualcosa è arrivato tramite le telecamere di Al Jazeera che era presente a Gaza al momento dell’attacco, ma quanti hanno abbandonato i canali locali per spostarsi di qualche pulsante per inorridire davanti alle loro immagini? Una collega ieri sera aveva gli occhi gonfi di lacrime mentre guardava le immagini che a spizzichi e bocconi arrivavano, ma che non vengono trasmesse, perché troppo crude, troppo scomode più per noi che per loro.
D’altra parte gli israeliani per giustificare una guerra possono anche avere le loro ragioni, ma noi per sostenerla o semplicemente per non dire nulla? Nessuna. Ho sempre pensato che se qualcuno di noi sapesse di qualcosa di orrendo che sta succedendo farebbe il diavolo a quattro per impedirlo, lo griderebbe con tutta la voce, fino a quando non fosse ascoltato. Poi penso al Rwanda, alla Somalia, al Sudafrica, al mio Iraq, abbandonato da quasi tutti i media italiani. La maggior parte della gente guarda e lascia che il tempo passi, un giorno chi avrà salvato qualcuno, diventerà un eroe, sarà uno dei “giusti” come accadde cinquant’anni fa in Europa quando nessuno voleva o riusciva a vedere.
La Torah, il libro sacro degli ebrei, dice che chi salva una vita, salva il mondo intero. Noi non riusciamo neanche a raccontare quello che succede a Gaza. Crediamo di essere migliori oggi, ma non riusciamo ancora a dire le cose come stanno. Noi giornalisti per primi, quelli che hanno il dovere di raccontare quello che accade. Chiudo con il nostro collega israeliano: “Chiunque sostiene la guerra, sostiene anche il terrore”. Qualsiasi siano le ragioni,

460 commenti

1 alex { 14.01.09 alle 16:12 }

Gaza: Hamas avrebbe accettato tregua 14 gen 15:17 Esteri

IL CAIRO – Secondo quanto riferito alle agenzie di stampa da fonti egiziane il movimento fondamentalista palestinese Hamas avrebbe accettato la proposta egiziana per un cessate il fuoco con Israele nella Striscia di Gaza.

2 Anita { 14.01.09 alle 16:13 }

x Peter

Just for a giggle….

http://johntreed.com/DailyMail.html

Anita

x Pino,
scusi non mi ero accorta che aveva cambiato l’articolo.
A.

3 Faust ... la follia assassina di un dio criminale... { 14.01.09 alle 16:24 }

“Chiunque sostiene la guerra, sostiene anche il terrore”. Qualsiasi siano le ragioni,

Tutti quelli che vogliono questa guerra e giustificano l’omicidio di massa che questa infligge, non ha alcun diritto di parlare di moralità e umanità” e ancora: “gli spariamo e poi piangiamo, li uccidiamo e poi ci lamentiamo, abbattiamo donne e bambini e poi cerchiamo di preservare la nostro dignità. Non funziona così, non si può uccidere e poi far entrare gli aiuti umanitari”.

… La follia in mano acchi ha venduto o perso ai dadi la Coscenza!!

Dio Non esiste!!! Esistono i criminali israeliani genocidi.
Faust

4 Faust ... la follia assassina di un dio criminale... { 14.01.09 alle 16:31 }

x Pino

In attesa di sapere se davvero Olmert attaccherà anche l’Iran

… prima di farlo, il mossad organizzera un tremendo attentato, non so di che natura e forma… daranno la colpa all Iran e in attese delle investigazioni x cercare il colpevole, bombarderanno quelle centrali nucleari iraniane… eppoi… eppoi eppoi…. ciao Pino, mi sono iscritto questa mattina al corso di informatica, due gg alla settimana x 3 mesi… comincia lunedi 19
Faust

5 Vox { 14.01.09 alle 16:43 }

Allarme SPAM filo-israeliano

di Richard Silverstein

Il ministro degli Esteri israeliano sta organizzando dei volotari per inondare i siti informative con commenti e propaganda pro-israele.
guardian.co.uk

La brigata Hasbara colpisce ancora! Abbiamo sempre sentito parlare dei tentativi di Israele di manipolare i media[...] Ora veniamo a sapere che il ministro degli Esteri di Israele in persona sta orchestrando uno sforzo propagandistico atto a inondare i website con argomentazioni e informazione pro-israele.

Un lettore del mio blog ha ricevuto un email che documenta sia il progetto che l’agenzia che lo ha originato. La sollecitazione a diventare un “volontario per i media” pro-israele include anche una lista dei media che il ministero [israeliano] vorrebbe venissero attaccati con commenti pro-israele:

Ecco l’e-mail in questione:

“Cari amici,

Noi deteniamo la supremazia militare, eppure non riusciamo a vincere la battaglia sui media internazionali. Abbiamo bisogno di guadagnare tempo affinche’ questa battaglia abbia successo e il meno che possiamo fare e’ dedicare qualche minuto in piu’ all’internet. Il ministro degli Esteri [di Israele] sta facendo grandi sforzi per bilanciare i media, ma sappiamo tutti che e’ una battaglia di numeri. Piu’ post mandiamo su blog, forums, ecc., piu’ e’ probabile che ci guadagnamo sentimenti positivi.
Il ministero degli esteri mi ha pregato di creare una network di volontari che siano disposti a contribuire a questo sforzo. Se aderisci, riceverai un messaggio quotidiano con un pacchetto di media e di bersagli [a cui indirizzarti]. Se desideri partecipare, per favore rispondi a questa e-mail”.

***

L’amico che aveva ricevuto questo messaggio, ha risposto e ha ricevuto questo comunicato ufficiale dal ministero con indicazioni sull’operazione Piombo Fuso che il volontario dovra’ usare nella sua propaganda.
Ecco i siti-bersaglio identificati: the Times, the Guardian, Sky News, BBC, Yahoo!News, Huffington Post, the Dutch Telegraaf, assieme ad altri siti in olandese, spagnolo, tedesco e francese, considerati troppo critici sull’invasione.

Qui a Siettle 500 attivisti per la pace hanno organizzato una protesta. Il giorno dopo, il comunicato quotidiano del ministero [di Israele] ha fatto in modo che i volontari commentassero [negativamente] la protesta sul Seattle Post Intelligencer. La traccia per i commenti e’ piena di tematiche tipiche dello spam “Hasbara” che distorce l’equilibrio e il tono della discussione coi suoi argomenti programmati.

Ecco come un coordinatore del ministero degli esteri [di Israele] descrive un incontro a livello governativo:

“Salve a tutti,

Oggi ho partecipato a una riunione al ministero degli Esteri e sono stato molto lieto di sentire che i sondaggi mostrano che la posizione di Israele su internet sta migliorando di giorno in giorno. Vuol dire che tutti voi state facendo un buon lavoro! Siamo preocupati per le opinioni pubbliche prevenute in Europe, percio’ concentratevi sui media europei.
Cosa potete fare per aiutarci?
– Identificate I “campi di battaglia” su internet nelle diverse lingue e fatemelo sapere;
– Commentate/postate sui link della lista e su altri; potete usare il materiale indicato qui sotto;
– Scrivete agli autori e agli editori. Identificatevi come residenti locali;
– Coinvolgete gli amici in questa attivita’.”

***

Quest’altro messaggio serve da incoraggiamento agli attivisti pro-isrele nel loro lavoro:

“I governi del mondo portano ancora pazienza con l’operazione giustificata [sic!] di Israele contro Gaza. L’opinione pubblica, d’altro canto, e’ quanto meno impaziente. Si chiudera’ questo distacco? Lo fa sempre.
E’ nostro compito spostare l’opinione pubblica che si riversa su internet, evitando o almeno minimizzando le sanzioni dei leader mondiali. Abbiamo bisogno di guadagnare tempo affinche’ l’operazione abbia successo”.

***

Oltre alle argomentazioni da usare, i volontari pro-israele ricevono dal ministero materiali da linkare ai loro commenti, come ad esempio i seguenti siti filo-israeliani:
Bicom.org.uk/
Aish HaTorah’s What Really Happened in the Middle East
YouTube video: Amid Gaza violence, Israeli and Palestinian doctors save baby’s life -
CNN’s Amanpour interviews Tzipi Livni
Military incursion should be seen as part of War on Terror
Blog from Southern Israel, Morit Rozen

***

Ricordate quando il dipartimento della Difesa pagava le compagnie di Pubbliche Relazioni e I giornali dell’Iraq per “spiegare” la posizione di israele ai media mondiali? Queste compagnie PR hanno anche cercato di infiltrare notizie favorevoli ai militari USA nei giornali americani. Ci fu una sollevazione generale contro questa manipolazione dei media. Vediamo se succede lo stesso in questo caso.

Il ministero degli Esteri non dovrebbe passarla liscia su questo. Puo’ darsi che veda questo spam come un tentativo di “spiegare” la posizione di Israele ai media internazionali, ma io lo vedo come un cinico modo di inondare il web con spazzatura favorevole, nel vano tentativo di capovolgere l’opinione pubblica verso Israele. Non solo tutto questo rende un cattivo servigio a Israele, ma macchia ogni altro tentativo legittimo di spiegarsi, poiche’ nessuno credera’ mai a una sola parola[...]

http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2009/jan/09/israel-foreign-ministry-media

6 marco tempesta { 14.01.09 alle 16:47 }

…da una parte un paese che fa credere ai suoi cittadini di volerli proteggere, e anche se credessi alle buone intenzioni, non credo sia tutto lì, soprattutto quando le guerre scoppiano sotto elezioni. Dall’altra un paese che indossa l’abito da vittima sempre e che lo giustifica per qualunque cosa. Se per una volta provassero a non guardare sempre indietro. Non so che dire, ogni volta che si da ragione ad uno, sembra si voglia dare torto all’altro. Ma qui non e cosi semplice. Non lo è affatto.
————-
No comment, specie per la prima frase, ma anche per l’ultima.

7 Vox { 14.01.09 alle 16:48 }

Il sistema di organizzare reti di volontari che facciano da troll su quanti piu’ siti e blog possibile, come descritto nel post 5 [disturbando le discussioni, deviandole, disinformando e controinformando], non e’ un’invenzione solo israeliana, ma e’ da decenni applicato largamente anche dagli Usa.

Quando su un blog, forum o quant’altro appaiono commenti che battono sempre sugli stessi tasti, senza alcuna ragionevolezza, oppure insulti ai forumisti, o altro, si puo’ dire con ragionevole certezza di essere in presenza di un volontario filo-qualcosa, o come si chiama in gergo informatico, un TROLL.

8 marco tempesta { 14.01.09 alle 16:52 }

…Piu’ post mandiamo su blog, forums, ecc., piu’ e’ probabile che ci guadagnamo sentimenti positivi.
—-
L’ho detto io, che questi si son bevuti il cervello!
Sentimenti positivi… e quando mai hanno contato qualcosa, per chi comanda? Stavolta sono andati oltre il ‘punto di catastrofe’ dell’omonima curva, tant’è che persino Fatah, avversaria, si sta accorpando ad Hamas. Ammenocchè gli israeliani non stiano cercando qualcosa o qualcuno in particolare.

9 marco tempesta { 14.01.09 alle 16:58 }

x Vox:
chi pensa di poter influenzare gli eventi semplicemente entrando a dar fastidio in un blog, è uno che non ha capito niente, per il semplice fatto:
1 – Chi ha preso decisioni di belligeranza le ha prese a (sua) ragion veduta, ovvero con uno scopo preciso e quindi non si lascia influenzare.
2 – L’opinione pubblica può dire e pensare quello che vuole, ma quando i rapporti di forza sono esuberanti da parte dell’avversario, non ha alcuna influenza sulle decisioni, vedi la faccenda Tibet e Birmania, come anche negli anni ’70 Cile ed Argentina.
Per cui, l’opinione pubblica può contare se agisce all’interno della nazione, ma non se viene dall’esterno. Ne deriva che per il Troll è tutta fatica sprecata.

10 Vox { 14.01.09 alle 16:58 }

BASTA. E’ ORA DI BOICOTTARE

di Naomi Klein

Parte I

The Guardian

Il modo migliore di far cessare la sanguinosa occupazione è di colpire Israele con lo stesso tipo di movimento che mise fine all’apartheid in Sudafrica

È giunto il momento. Era giunto già da un bel po’. La migliore strategia per far cessare la sempre più sanguinosa occupazione israeliana di Gaza è quella di rendere Israele il bersaglio di quel tipo di movimento mondiale che mise fine all’apartheid in Sudafrica…

«Il boicottaggio del Sudafrica riuscì, ma Israele oggi è trattato coi guanti bianchi. […] Questo sostegno internazionale a Israele deve cessare».

Ogni giorno che passa i bombardamenti di Gaza convincono sempre più persone a dedicarsi alla causa del BDS, anche fra gli Ebrei israeliani. Tanto che, ad aggressione ormai iniziata, 500 Israeliani, tra i quali anche decine di noti artisti e studiosi, hanno mandato una lettera agli ambasciatori stranieri in Israele, nella quale invocano «l’adozione di immediate misure e sanzioni restrittive», richiamandosi esplicitamente alla lotta contro l’apartheid…

Le sanzioni economiche sono lo strumento più efficace dell’arsenale non violento: rinunciarvi è quasi come rendersi complici. Espongo ora le quattro principali obiezioni alla strategia BDS, corredate di controargomentazioni. (continua)

11 Vox { 14.01.09 alle 17:01 }

BASTA. E’ ORA DI BOICOTTARE
di Naomi Klein

Parte II

Il mondo ha già usato ciò che si suole chiamare «impegno costruttivo». Che è miseramente fallito. Fin dal 2006 Israele ha costantemente inasprito le sue azioni criminali, allargando gli insediamenti coloniali, lanciando una scandalosa guerra contro il Libano, e imponendo una punizione collettiva a Gaza con un brutale embargo. Malgrado questo inasprimento, Israele non ha subìto alcuna misura punitiva, anzi è accaduto il contrario. Le armi e i tre miliardi di dollari di aiuti all’anno che gli Stati Uniti mandano a Israele sono soltanto la punta dell’iceberg. Durante questo periodo cruciale, Israele ha decisamente migliorato le proprie relazioni diplomatiche, culturali e commerciali con parecchi altri alleati. Per esempio, nel 2007 Israele divenne il primo paese al di fuori dell’America Latina a stipulare accordi di libero scambio con il blocco del Mercosur. Nei primi nove mesi del 2008, le esportazioni verso il Canada sono aumentate del 45 percento. C’è poi un nuovo accordo con l’Ue finalizzato a raddoppiare le esportazioni israeliane di alimenti confezionati. E a dicembre i ministri europei hanno «aggiornato» l’accordo di associazione Ue-Israele, che Gerusalemme desiderava da tempo.

È in questo contesto che i leader israeliani hanno dato inizio all’ultima guerra: sapevano di non dover sostenere alcun prezzo. È interessante infine notare come dopo più di sette giorni dall’inizio della guerra, il principale indice azionario della Borsa di Tel Aviv sia salito del 10,7 percento. Quando la carota non funziona, è il momento di usare il bastone.

Israele non è il Sudafrica

Certo che no. Ma il modello sudafricano è rilevante perché prova che la tattica del BDS può dare risultati quando falliscono le misure più blande, come le proteste, le petizioni, le azioni di lobbying. E in più ci sono rimandi profondamente angoscianti all’apartheid nei territori occupati: le carte d’identità e permessi di viaggio classificati secondo il colore della pelle, le case spianate dalle ruspe e gli sgomberi forzati, le strade accessibili ai soli coloni. Ronnie Kasrils, eminente politico sudafricano, disse che la segregazione che aveva visto in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza era «infinitamente peggiore dell’apartheid». Questo nel 2007, prima che Israele cominciasse la sua guerra totale contro quel carcere a cielo aperto che è Gaza.

Perché isolare proprio Israele, quando gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e altri paesi occidentali fanno la stessa cosa in Iraq e Afghanistan?

Il boicottaggio non è un dogma: è una tattica. Il motivo per cui si dovrebbe provare questa strategia è pratico: con un paese così piccolo, che fa affidamento sul commercio, potrebbe funzionare davvero. (continua)

12 marco tempesta { 14.01.09 alle 17:02 }

IL CAIRO – Il movimento integralista di Hamas ha accettato la proposta egiziana per un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. Lo ha detto all’ANSA una fonte egiziana informata.

Hamas ha accettato la proposta egiziana dopo tre giorni di consultazioni al Cairo tra Hamas e il capo dei servizi segreti egiziani, Omar Suleiman. L’Egitto – ha detto la fonte egiziana – domani informerà Israele della decisione di Hamas. In mattinata due componenti della delegazione di Hamas, provenienti da Damasco, erano partiti per la capitale siriana, mentre altri tre dello stesso movimento, arrivati da Gaza, erano rimasti al Cairo.

13 Vox { 14.01.09 alle 17:04 }

BASTA. E’ ORA DI BOICOTTARE
di Naomi Klein

Parte III

[...]non appena si dà il via a una strategia di boicottaggio, il dialogo si intensifica enormemente. L’argomento secondo cui i boicottaggi ci separano l’uno dall’altro è particolarmente ingannevole visto l’assortimento di tecnologia informatica a basso costo che abbiamo a portata di mano…

E adesso molti fieri sionisti potrebbero ribattere: non è forse vero che molti di questi giocattoli tecnologici provengono dai laboratori di ricerca israeliani, leader mondiali nella tecnologia dell’informazione? Certamente, non tutti però. Alcuni giorni dopo che era cominciata l’aggressione di Israele a Gaza, Richard Ramsey, direttore generale di un’azienda britannica di telecomunicazioni specializzata in servizi di voice-over-internet, ha inviato un’email alla MobileMax, ditta israeliana che opera nel campo della tecnologia, che diceva: «In seguito alla recente azione del governo israeliano, non desideriamo più porre in essere relazioni d’affari con Voi o con altre imprese israeliane».

Ramsey dice che la sua decisione non è politica: è solo che non voleva perdere clienti. «Non ci possiamo permettere di perdere nessuno dei nostri clienti», spiega, «si tratta soltanto di una difesa commerciale». Fu questo tipo di freddo calcolo affaristico che spinse molte aziende a ritirarsi dal Sudafrica vent’anni fa. Ed è questo tipo di calcolo che ci dà una plausibile speranza di rendere finalmente giustizia alla Palestina.

Naomi Klein
http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2009/jan/10/naomi-klein-boycott-israel

14 Vox { 14.01.09 alle 17:08 }

VATTIMO: “NON ACQUISTIAMO PRODOTTI IMPORTATI DA ISRAELE”

di GIOVANNA CAVALLI
Corriere.it

Gianni Vattimo, filosofo.
Che pensa della proposta di boicottare i negozi dei commercianti ebrei?

«Messa così non va bene. Io non ce l’ ho con gli ebrei, ma con Israele tutto. Perciò avrebbe più senso bloccare le importazioni da lì».

Non a Roma o in Italia, quindi, ma direttamente all’ origine. «Certo. Poiché c’ è differenza tra razzismo e antisionismo, anche se il nostro presidente della Repubblica lo ignora. Tra l’ altro il mondo è pieno di ebrei antisionisti. Ma torniamo al punto».

Che farebbe lei?
«Un’ associazione mi ha mandato per email un elenco di aziende che importano certe merci da Israele. Con accluso un modulo da consegnare ai supermercati in cui si spiega perché ci si rifiuta di comprare certi prodotti. Ecco, questo lo farei di corsa, mi sembra una delle iniziative più pacifiche e civili che si possano prendere».

E perché non lo fa?
«Perché non faccio io la spesa. Oppure bisognerebbe procurarsi missili più efficaci dei Qassam e portarli laggiù, ma mi pare più complesso. In queste settimane peraltro mi sono convinto ancor di più di una cosa».

Dica.
«Che non ho nessuna ragione al mondo per sostenere lo Stato di Israele. Se non che esiste e per ciò stesso non va distrutto. Sebbene sia dal 1948 che ignora le indicazioni dell’ Onu. Per quanto pure molti ebrei starebbero meglio senza».

ink: http://archiviostorico.corriere.it/2009/gennaio

15 marco tempesta { 14.01.09 alle 17:09 }

Caro Vox, ecco che si ritorna al mio tanto vituperato boicottaggio, come arma efficace. Lo dico io, motivandolo, e mi si dice che sono fesserie inapplicabili; lo dice Naomi Klein ed è Vangelo.
L’importante è che si cominci a far ricorso in maniera più sistematica a questo tipo di protesta.

16 marco tempesta { 14.01.09 alle 17:17 }

dice sempre la giornalista:
…Poi penso al Rwanda, alla Somalia, al Sudafrica, al mio Iraq, abbandonato da quasi tutti i media italiani.
————–
Già…

17 Vox { 14.01.09 alle 17:17 }

PALESTINA, TRA BOICOTAGGIO E SOCIALISMO

di GIANLUCA BIFOLCHI

Sono pienamente convinto dell’opportunità e persino dell’obbligo morale di attuare il boicottaggio contro Israele in tutte le forme consentite alla società civile, il che, per lo più, riguarda la libertà di scelta del consumatore e il suo impegno a non acquistare merci israeliane. Ma il boicottaggio del Sudafrica ebbe successo quando le iniziative della società civile si videro affiancate dalle sanzioni commerciali attuate dai governi in ottemperanza a chiare indicazioni delle Nazioni Unite. E ciò accadde quando la realtà abietta dell’apartheid non poté più essere negata. Con il conflitto israelo-palestinese, invece, dopo sessanta anni di flagranti violazioni dei diritti nazionali dei palestinesi e crimini contro l’umanità da parte di Israele, non siamo ancora riusciti ad andare oltre la circolazione privata delle informazioni riguardanti i codici a barre delle merci di provenienza israeliana….

Quando vedo la felicità del ministro degli esteri ombra italiano, Piero Fassino, nel partecipare al giorno dello “zionist pride”, in pieno massacro di palestinesi in corso, e vedo il suo impegno a strappare applausi alla platea con gli stessi argomenti di un politico statunitense invitato a parlare da un podio di AIPAC, mi chiedo se non dovremmo riconoscere come nella sfera pubblica, semmai, in questi anni abbiamo assistito ad una forte perdita di terreno…

Se volessimo dare un terreno più solido al tentativo di aiutare i palestinesi, anche rimanendo convinti della necessità del boicottaggio, io inviterei a riflettere a quale sarebbe la situazione oggi se dieci o quindici nazioni di una certa importanza, anche se non necessariamente del G8, agissero come il Venezuela di Hugo Chavez, operando attivamente per isolare internazionalmente Israele. Le sanzioni a quel punto, se fossero ancora necessarie, non sarebbero che il logico corollario di una politica basata su principi di decenza, che non permetterebbe a Israele di farsi passare per vittima, come incredibilmente sta facendo ora con un certo successo.

Se questo è vero, allora ci dobbiamo chiedere se non vi sia qualche ragione per cui il governo che ha avuto il comportamento più decente in questa crisi è un governo socialista e rivoluzionario; e se non sia ora di uscire dalla logica dell’umanitarismo piagnone per chiederci perché l’occidente non è in grado di accettare l’idea che i palestinesi siano impegnati in una lotta di liberazione nazionale in un contesto di ritardata decolonizzazione.

Se gli imperativi di dominazione che sono alla base della complicità occidentale con Israele non vengono messi in discussione sul piano politico, ideologico e culturale (in una parola, sul piano di una nuova sfida socialista) continueremo a rimanere prigionieri delle logiche di pensiero magico per cui ci affidiamo all’”efficacia” del boicottaggio senza avere idea di come metterlo in pratica…

Link: http://achtungbanditen.splinder.com/post/19550868/Palestina%2C+tra+boicottaggio+e+

18 Vox { 14.01.09 alle 17:24 }

@ Caro Marco,
e quando mai io ti avrei detto che sono fesserie inapplicabili?
Pero’, come l’autore dell’articolo che ho postato al N.17, Gianluca Bifolchi, penso che tutto questo debba anche necessariamente accompagnarsi a politiche nuove e alla cessazione della sudditanza a Israele per un mal interpretato senso di solidarieta’ per quanto avvenuto nell’ormai lontano 1939-45.

Continuare a coprirsi con la foglia di fico del “ah, noi siamo stati perseguitati!” non scagiona chi si fa persecutore oggi, applicando gli stessi sistemi odiosi delle SS, ne’ chi semplicemente fa buon viso a cattivo gioco. Bisogna piantarla con questa storia, non se ne puo’ proprio piu’. Anzi, piu’ si tenta di tirare la coperta da quel lato li’, piu’ molti si dirigono dalla parte opposta. Israele non si e’ fatta un buon servizio, come del resto anche gli Usa, coi quali fa da fratello siamese.

19 AZ Cecina Li { 14.01.09 alle 17:34 }

Quando leggo queste cose, quando vedo quelle foto mi dispiace di essere ateo e non avere un dio, non per pregare, ma per bestemmiare che almeno sarebbe uno sfogo

X Nicotri
Complimenti alla brava Barbara Schiavulli, giornalisti, e forse di più giornaliste, così fanno ben sperare per il futuro della categoria.

Sui troll penso che noi abbiamo una certa esperienza, anche sulle varie tipologie, gli iper aggressivi, i categorici, ed i più subdoli, i falsi amici, i suadenti, i finti tonti…. Se è una strategia ne arriveranno di nuovi sicuramente o magari gli stessi sotto mentite spognie/nick.

Per il boicottaggio dei prodotti israeliani (non certo dei commercianti ebrei che a Livorno saranno il 50% e non credo che trattino in prevalenza merce prodotta in Israele)
Non ho trovato il link con la lista delle marche e prodotti, se qualcuno la mette me ne stampo un po’ di copie e le attacco nelle vicinanza di Coop e supermercati vari.
GRAZIE.

Antonio - – - antonio.zaimbri@tiscali.i

20 Anita { 14.01.09 alle 17:50 }

Bin Laden invoca il Jihad per Gaza
e intanto sbarca su “Facebook”

http://www.loccidentale.it/articolo/le+7+brigate+di+al+qaeda+sbarcano+su+%E2%80%9Cfacebook%E2%80%9D.0064444

Anita

21 Vox { 14.01.09 alle 17:52 }

BOICOTTA ISRAELE: LISTA PRODOTTI ISRAELIANI
e di compagnie che versano soldi a Israele:

vedi lista su:
http://www.inminds.co.uk/boycott-brands.html

in Italia il codice a barre e’ 729

Ecco alcuni tra i nomi piu’ noti:

INTEL: microprocessori e periferiche
JAFFA: agrumi
CATERPILLAR abbigliamento/calzature
CALVIN KLEIN: vestiario
LANCOME: cosmetici e decoloranti
GARNIER: cosmetici, shampoo e decoloranti
HUGO BOSS: abbigliamento, profumeria
DONNA KARAN: abbigliamento
BANANA REPUBLIC: abbigliamento
BIOTHERM: cosmetici
CLINIQUE: cosmetici
BUITONI
CARREFOUR
DISNEY
GAP: abbigliamento
HELENA RUBINSTEIN: cosmetici
PERRIER: acque
NESTLE’
DANONE
GIORGIO ARMANI: abbigliamento, cosmetici
JOHNOSON & JOHNSON: profumeria
AMBI PUR: profumambiente
Tutti i cosmetici del mar Morto
MOTOROLA: prodotti di irrigazione e fertilizzanti
MUL-T-LOCK Ltd: porte blindate, serrature di sicurezza, cilindri e attrezzature
CARMEL: agrumi e frutta, prodotti d’esportazione come avocados ,fiori recisi e
succhi di frutta
EPILADY/MEPRO: epilatori
ALBATROSS: fax e sistemi di posta elettronica
PRETZELS: snack salati della Beigel
SALI DEL MAR MORTO: prodotti cosmetici
Cipolle delle compagnie Beit Hashita, Carmit, Sunfrost
Olive della Beit Hashita, H&S Private Label, Shan Olives Ltd.
Prodotti surgelati ZIO ELIO
vini del GOLAN
AMCOR: purificatori e condizionatori d’aria, insetticidi
NECA: saponi
ecc.

E’ vero che sembrano tanti, ma ancora di piu’ sono i prodotti nostrani, magari meno conosciuti, ma basta leggere l’etichetta.

Del resto, basta andare su Google e si trova tutto.

22 Anita { 14.01.09 alle 17:57 }

x Antonio

boicotta-i-prodotti-israeliani-codice-a-barre-729

http://www.senzasoste.it/internazionale/boicotta-i-prodotti-israeliani-codice-a-barre-729.html

Negli US non credo ci siamo molti prodotti fatti in Israele.
Ho visto gioielleria d’argento con o senza pietre semi preziose, ma non tanto in voga.

Anita

23 e la chiamano estate { 14.01.09 alle 17:59 }

A prescindere che in una guerra ogni morto è un morto in più.
Non voglio usare la parola imbecilli, potrei , ma non lo farò.
Si sà che la suscettibilità di certi( inquesto blog) è molto forte per se stessa, psicologicamente lo capisco, sanno che lo sono e si incazzano.
Io per esempio so chi sono,e tutte le più grandi offese non scalfiscono minimamente il mio io.

Quante volte è stato scritto “genocidio” in questo blog?
Io penso almeno un centinaio di volte, se non più.

Fù genocidio quello perpretato agli Ebrei per mano nazista?
Chi potrebbe dire di no.
Quale fù la percentuale degli Ebrei uccisi?
Almeno il 95%.

Quello, dei Palestinesi di Gaza, terroristi Hamas e civili uccisi , beninteso, uccisi perchè gli Hamas se ne sono fatti scudo, si può chiamare genocidio?
Se gli Israeliani non avessero preso tutte le precauzioni possibili e inimmaginabili, quanti morti ci sarebbero stati?
Non è stata forse da parte degli Israeliani la prova, che hanno voluto uccidere il meno possibile di civili?
C’è qualcuno in questo blog che potrebbe mettere in forse questo fatto? Probabilmente si, ma quelli per me valgono meno della cicca di sigaretta che in questo momento sto gettando.
Vogliamo parlare di percentuali?
Sono stati uccisi, nell’insieme tra terroristi Hamas e civili 1000
persone, su una popolazione di 1.500.000 persone, qual’è la percentuale? La percentuale è dello 0, 06 %.
E’ questo un genocidio?
Non ne muoiono forse di più, di esseri umani in Italia , in incidenti sul lavoro o sulle strade?
La speranza è, che abbiano finalmente capito la lezione.
Se non capiscono, ne avranno un’altra, sempre, fino alla fine dei tempi, che a voi piaccia o no, che a loro piaccia o no.
Nel sud di Israele deve esserci tranquillità, se no, per loro saranno sempre dolori.
Ed ora ci manca solo quel beduino, che vuole calcolare la percentuale degli Israeliani morti, morti beninteso per una buona causa, non come idioti. Rodolfo

24 Faust x link boicottaggio gli israelitici... { 14.01.09 alle 18:09 }

… x i troll, abbiamo una certa esperienza, noi del blog di Giorgio Bocca e … da noi qqui non passano… vedi Il virus ebreofilo hvg, raccatrippa tetesco è un poveretto che lo fa aggratis…. e non lo mollo affar i caxxi suoi con lintelligenza umana… non ci capisce un cazzo della vita… e vuol insegnarcelo annoi (altrimenti siamo di razza inferiore..) ma quasi tutti i troll passati, sono caduti, sputtanati e da me martellati addovere… certo che contro dei genocidi… mi trovo impreparato e scorato,reagiro boicottando i PRODOTTI INSANGUINATI degli usRAELITICI… mi associo ad AZ, x diffonere la lista che stampero ed affiggero ovunque mi sia possibbile… se qualcuno volesse postarla o inviarla ai email di AZ e Faust, grazie!!!

25 Faust x link boicottaggio gli israelitici... { 14.01.09 alle 18:15 }

… il COMPLICE DI ASSASSINI GENOCIDI … il bbibbiofago felice… SE LA CANTA… morirai anche tu e non ti auguro in quel momento di veder passare nei tuoi occhi le immagini di bambini fosforati, come un flascback… prima di perdere la Coscenza…
…. sinceramente
Faust

26 Faust x questo RAGIONIERE DELLA MORTE... si vergogni... se le cacche sapessero come vergognarsi, sapendo cchi sono... { 14.01.09 alle 18:25 }

… questo è un pazzo criminale!!

Sono stati uccisi, nell’insieme tra terroristi Hamas e civili 1000
persone, su una popolazione di 1.500.000 persone, qual’è la percentuale? La percentuale è dello 0, 06 %.
E’ questo un genocidio?
Non ne muoiono forse di più, di esseri umani in Italia , in incidenti sul lavoro o sulle strade?

… e ttu, quando ci lasci.?¿? ricordati il mio augurio… il flasback prima di chiudere gli occhi… sei un inutile complici di GENOCIDI.. vergognati!!!!
Faust

27 marco tempesta { 14.01.09 alle 18:36 }

xVox:
perfettamente d’accordo col post 18: Israele sta sempre a piangersi addosso per l’Olocausto. Il problema di Israele e dei suoi vicini di casa sta nel ‘peccato originale’ della religione, che impone regole incompatibili col vivere civile ed umano nel pieno senso del termine. Come dice la giornalista, sia gli uni che gli altri giocano a fare le vittime, chi in una maniera chi nell’altra.
Non si rendono conto, entrambi, che la gente ormai è assuefatta a come vanno le cose in Palestina; ne deriva che, nel momento stesso in cui i due smettono di spararsi addosso (tra l’altro sempre col solito risultato), la gente sa benissimo che tra breve ricominceranno e che quindi non è il caso di star lì a badarci più di tanto. Assuefazione, è la risposta alla domanda “perchè per il Tibet tanto casino e per la Palestina no?”. A parte che anche il casino per il Tibet non ha portato risultati, comunque 1000 morti in Tibet sono visti come evento eccezionale, mentre altrettanti morti in Palestina sono visti come evento ricorrente.
La guerriglia palestinese è vissuta dai più come se fossero zanzare che, a forza di pungere, vengono poi ‘scramazzate a colpi di picchietto’. Il chè è altamente ingiusto, poichè non di zanzare ma di persone si tratta.
Non so come andrà a finire la storia, fino all’ultimo. In Medioriente i casini sono la normalità, non l’eccezione.
Comunque, credo che la vera battaglia che tutto il mondo ‘civile’ deve compiere è il distaccarsi il più possibile dalle dipendenze energetiche. Mi si dirà che è il mio solito vaneggiamento, tanto ormai ci sono abituato, ma credo sia l’unica vera spinta che si possa dare alla realizzazione di una parvenza di pace nel mondo. La gente dovrebbe nmanifestare per ‘pompare’ la realizzazione di fonti alternative di energia e di investimenti massicci di ogni Stato per la loro realizzazione capillare. Automobili elettriche o a idrogeno, ridimensionamento drastico del petrolio sia per autotrazione che per alimentare le centrali elettriche. Ridimensionamento del gas a favore dell’elettrico, per riscaldamento e per la cucina in Svizzera non esiste il gas da cucina, che io sappia: va tutto elettrico).

28 Vox { 14.01.09 alle 18:38 }

Ne deriva che per il Troll è tutta fatica sprecata.
@ Marco T.

Perche’ allora si darebbero tanta pena?
Evidentemente dei risultati li ottengono.
Non tutti i forum sono cosi’ ostici come il nostro, credo.
Sembrerebbe che addirittura Rodolfo abbia rinunciato
a convertirci (a meno che non sia ssente dal blog per
altri motivi).

29 Vox { 14.01.09 alle 18:45 }

Non si rendono conto, entrambi, che la gente ormai è assuefatta a come vanno le cose in Palestina; ne deriva che, nel momento stesso in cui i due smettono di spararsi addosso (tra l’altro sempre col solito risultato), la gente sa benissimo che tra breve ricominceranno e che quindi non è il caso di star lì a badarci più di tanto.
@ Marco

Non sono d’acordo. Dove la vedi l’assuefazione? Come non mai un numero esorbitante di persone in tutto il mondo si sta dando da fare per cambiare finalmente le cose. Sono anni che gli attivisti si stanno dando da fare, anche se la massa di solito se ne infischia.

Solo che adesso ci troviamo in una congiuntura storica in cui l’accumulo di tragedie e’ diventato insopportabile: anni di ingiuste guerre di profitto e occupazione come quelle dell’Iraq e dell’Afghanistan, anni di sradicamento dei palestinesi dalle loro terre e case, la guerra criminale contro il Libano nel 2006, poi questa crisi economica tremenda che ci sta colpendo tutti, piu’ i problemi locali dei vari paesi… Sullo sfondo di tutto questo, l’ennesima carneficina di palestinesi viene forse sentita con particolare sensibilita’ dal mondo.

30 Vox { 14.01.09 alle 18:48 }

la domanda “perchè per il Tibet tanto casino e per la Palestina no?”
@ Marco

Anche questo e’ stato detto e ridetto in precedenza.
Il casino mediatico per il Tibet e’ stato organizzato dagli stessi che oggi tentano di minimizzare quanto sta avvenendo a Gaza. Col Tibet si stava tentando di dar fastidio a Russia e Cina, i bersagli favoriti di USraele e dei loro sostenitori, molti dei quali, non ce lo dimentichiamo, possiedono la grande stampa nel senso letterale del termine.

31 marco tempesta { 14.01.09 alle 18:57 }

x Vox: perchè si diano tanta pena non lo capisco neanch’io.
Rodolfo non è un troll, lui difende un punto di vista personale, che potrà essere giusto o sbagliato per noi, ma per lui è giusto, dato che ha comunque un’appartenenza religiosa e ci tiene a difenderla. Ha anche un senso di appartenenza etnica e ci tiene a difenderla. In questo, non sono per niente d’accordo con Faust quando lo attacca nella sua maniera dirompente.
Anch’io ho punti di vista non coincidenti del tutto con quelli generali di questo blog, ma non vedo perchè dovrei obbligatoriamente uniformarmi o sentirmi estraneo solo perchè la vedo in maniera diversa. Non vado dietro nessuna bandiera nè ho slogan da recitare, comandatimi da altri. Non sono un gregario per cui non mi aggrego se non sono intimamente convinto. Se ho dubbi li esprimo e mi sembra che sulla questione attuale le mie non siano state asserzioni ma solo dubbi derivati da deduzioni a loro volta derivate dal materiale che mi capita sottomano, con le imprecisioni che ciò comporta.
Sono convinto che la tattica israeliana sia andata oltre la massima efficacia e, per chi conosce la cosiddetta ‘curva della catastrofe’, sa cosa intendo dire. Però può darsi che sotto la decisione israeliana di colpire a quella maniera, ci siano motivi che noi interpretiamo dal NOSTRO punto di vista e di giudizio, mentre magari sotto c’è qualche altra cosa più importante che possiamo al limite ipotizzare, ma i nostri restano numeri al lotto.
La pressocchè assenza di vittime israeliane dà da pensare: avrebbero dovuto avere anche loro centinaia di morti, ma o li nascondono o le cose vanno in tutt’altra maniera di quanto ci è dato vedere e sapere. La politica ha sempre substrati che restano fuori della portata degli osservatori esterni e ciò inficia il giudizio o lo devia verso ciò che appare. I morti sono morti e da parte palestinese ce ne sono in numero eccezionalmente alto. Perchè? Sarà una verità che col tempo verrà a galla. Brutta. Non può essere altrimenti.

32 Anita { 14.01.09 alle 19:44 }

Leggendo…….

In Gaza ci sono piu’ di 25’000 combattenti di Hamas.

Anita

33 e la chiamano estate { 14.01.09 alle 20:29 }

x28
rinunciato a convertirvi , ho già da tempo.
Non si può convertire chi è impregnato di pregiudizi.
Non per questo rinuncio a postare i miei argomenti, come per esempio l’ultimo,23, di cui io non ho ricevuto esaurienti risposte, se non le solite menate del cazzo.
Bisognerebbe trovare nuove menzogne ed io sono sicuro che uno o l’altro le troverà.
Il cervello tarlato, pronto al turpiliquio a pensare ed a elaborare le solite vigliaccate tipo 24-25-26-e 28, quello non vi manca, ma è troppo poco.
Mancare dal blog uno o due giorni è già una anormalità.
Stai li, dalla mattina alla sera a pigiare sui tasti, ma non ti fanno male i polpastrelli? Ma già, con il tuo cervello in tilt, non provi più sensazioni.
Io lavoro….. ancora,e spero di lavorare ancora per molto, anche dopo la pensione e mi godo la vita. Tu continua a pigiare tasti ed ha cambiare poltrona ogni mese.
Ripeto:-”La speranza è, che abbiano finalmente capito la lezione.
Se non capiscono, ne avranno un’altra, sempre, fino alla fine dei tempi, che a voi piaccia o no, che a loro piaccia o no.
Nel sud di Israele deve esserci tranquillità, se no, per loro saranno sempre dolori”. Tutto il resto è fuffa. Rodolfo

34 e la chiamano estate { 14.01.09 alle 20:42 }

turpiloquio

35 Vox { 14.01.09 alle 20:59 }

@ Rodolfo
La “fuffa” qui e’ solo la sua.
Si dovrebbe vergognare, ma non ha il meccanismo della vergogna.
Il suo silenzio sembrava un’ apprezzabile fiammata di coscienza sotto il peso dei fatti. Ma era solo una pia illusione, a quanto sembra. Se lei non e’ un troll informatico, e’ quantomeno un simpatizzante di assassini. E questo e’ il mio ultimo post indirizzato a lei, si rallegri.

36 Faust x la cacca non sa che puzza... come il pesce tossico... { 14.01.09 alle 21:05 }

…oltre affare i cazzi miei e melagodo alla facciazza ttua, pensa che ho scritto in grande il tuo nome su un foglio che ho attaccato al muro… oltre a consumare la poltrona, quando vedo le foto di bambini fosforati da assassini CON LA TUA FACCIA e il massacro genocida, fatto dai malati mentali come tte, cche tu voglia o che tu non voglia… gli sputo in faccia… VERGOGNATI!!! RICORDATI DI VERGOGNARTI ogni volta che guardi un bambino… sei malato di materia e odio terrestre… e non ti accorgi che siamo sulla terra e non sei nel tuo paradiso di assassini genocidi come il ttuo ddio… lo vedo nelle mie pallemaggiche… SEI un inumano… complice di assassini genocidi… NON dimenticare… MAI !!!
Faust

37 e la chiamano estate { 14.01.09 alle 21:10 }

xAnita { 14.01.09 alle 19:44 }

Leggendo…….

In Gaza ci sono piu’ di 25′000 combattenti di Hamas.

Anita

Se è cosi, l’Italia in proporzione dovrebbe avere un esercito di
1.000.000 di uomini.
Ma non è cosi, sono solo circa 100.000. Rodolfo

38 Controcorrente { 14.01.09 alle 21:12 }

Rabbi,maestro sei veramente tu…?
Non so se hai visto il” roveto ardente”….ma questa volta ci sei andato vicino..
Geova direttamente parla attraverso di te su questo Blog

….Ripeto:-”La speranza è, che abbiano finalmente capito la lezione.
Se non capiscono, ne avranno un’altra, sempre, fino alla fine dei tempi, che a voi piaccia o no, che a loro piaccia o no.
Nel sud di Israele deve esserci tranquillità, se no, per loro saranno sempre dolori”. Tutto il resto è fuffa. Rodolfo

cc

39 e la chiamano estate { 14.01.09 alle 21:26 }

xC-c
cheffà non ti sbilanci?

40 Controcorrente { 14.01.09 alle 21:33 }

rabbi , no, ho letto un salmo, prima della nanna

69 1 Al maestro del coro. Su «I gigli». Di Davide.
2 Salvami, o Dio: l’acqua mi giunge alla gola.
3 Affondo nel fango e non ho sostegno; sono caduto in acque profonde e l’onda mi travolge.
4 Sono sfinito dal gridare, riarse sono le mie fauci; i miei occhi si consumano nell’attesa del mio Dio.
5 Più numerosi dei capelli del mio capo sono coloro che mi odiano senza ragione. Sono potenti i nemici che mi calunniano: quanto non ho rubato, lo dovrei restituire?
6 Dio, tu conosci la mia stoltezza e le mie colpe non ti sono nascoste.
7 Chi spera in te, a causa mia non sia confuso, Signore, Dio degli eserciti; per me non si vergogni chi ti cerca, Dio d’Israele.
8 Per te io sopporto l’insulto e la vergogna mi copre la faccia;
9 sono un estraneo per i miei fratelli, un forestiero per i figli di mia madre.
10 Poiché mi divora lo zelo per la tua casa, ricadono su di me gli oltraggi di chi ti insulta.
11 Mi sono estenuato nel digiuno ed è stata per me un’infamia.
12 Ho indossato come vestito un sacco e sono diventato il loro scherno.
13 Sparlavano di me quanti sedevano alla porta, gli ubriachi mi dileggiavano.
14 Ma io innalzo a te la mia preghiera, Signore, nel tempo della benevolenza; per la grandezza della tua bontà, rispondimi, per la fedeltà della tua salvezza, o Dio.
15 Salvami dal fango, che io non affondi, liberami dai miei nemici e dalle acque profonde.
16 Non mi sommergano i flutti delle acquee il vortice non mi travolga, l’abisso non chiuda su di me la sua bocca.
17 Rispondimi, Signore, benefica è la tua grazia; volgiti a me nella tua grande tenerezza.
18 Non nascondere il volto al tuo servo, sono in pericolo: presto, rispondimi.
19 Avvicinati a me, riscattami, salvami dai miei nemici.
20 Tu conosci la mia infamia, la mia vergogna e il mio disonore; davanti a te sono tutti i miei nemici.
21 L’insulto ha spezzato il mio cuore e vengo meno. Ho atteso compassione, ma invano, consolatori, ma non ne ho trovati.
22 Hanno messo nel mio cibo veleno e quando avevo sete mi hanno dato aceto.
23 La loro tavola sia per essi un laccio, una insidia i loro banchetti.
24 Si offuschino i loro occhi, non vedano; sfibra per sempre i loro fianchi.
25 Riversa su di loro il tuo sdegno, li raggiunga la tua ira ardente.
26 La loro casa sia desolata, senza abitanti la loro tenda;
27 perché inseguono colui che hai percosso, aggiungono dolore a chi tu hai ferito.
28 Imputa loro colpa su colpa e non ottengano la tua giustizia.
29 Siano cancellati dal libro dei viventi e tra i giusti non siano iscritti.
30 Io sono infelice e sofferente; la tua salvezza, Dio, mi ponga al sicuro.
31 Loderò il nome di Dio con il canto, lo esalterò con azioni di grazie,
32 che il Signore gradirà più dei tori, più dei giovenchi con corna e unghie.
33 Vedano gli umili e si rallegrino; si ravvivi il cuore di chi cerca Dio,
34 poiché il Signore ascolta i poveri e non disprezza i suoi che sono prigionieri.
35 A lui acclamino i cieli e la terra, i mari e quanto in essi si muove.
36 Perché Dio salverà Sion, ricostruirà le città di Giuda: vi abiteranno e ne avranno il possesso.
37 La stirpe dei suoi servi ne sarà erede, e chi ama il suo nome vi porrà dimora.

Tanti auguri , neh!

cc

41 e la chiamano estate { 14.01.09 alle 21:33 }

x36
se questo è il tuo modo di goderti la vita, bè allora buon divertimento, ahahahahahahahahahahah

42 Controcorrente { 14.01.09 alle 21:36 }

caro, ognuno fa quello che può ,tu lo “stronzetto “come al solito !

43 Faust x la cacca non sa di esserlo... è in buona fede... eppoi crede in ddio... { 14.01.09 alle 21:51 }

… la cacca non sa che puzza… e non crede che è una cacca, anche se glielo dici… e pretende convincerci ad assere una cacca come Ella, la cacca si schiaccia senza volere… in buona fede, !!!

… cosi divertendomi come cazzo mi pare amme… volevo scrivere una poesia sulla merda… mi è venuto solo un pensiero…
…daltronde non si ppuo sempre parlare di assassini genocidi… e raccatrippe bbibbliche… la bbibbia lo dice daltronde… insulta e sarai insultato… a bbibbia… bbibbiaemmezzo… e VERGOGNATI!!
Faust

44 ségolene { 14.01.09 alle 21:53 }

salve a tutti, bentrovati!
vedo che non siete stati in ozio, in questi 4 giorni.. Ora vado un po’ a rileegermi i vecchi post, poi magari ritorno

45 Uroburo { 14.01.09 alle 23:28 }

Caro marco tempesta,
non la si può lasciare solo per un paio d’ore che subito ricomincia con le abituali caxxate.
I suoi messaggi n. 8 e 9, in particolare il secondo, sono chiari esempi di contraddizioni logiche.
Se fosse “tutta fatica sprecata” non si capisce proprio per quale ragione ci dovrebbe essere tanto sforzo e tanto spreco di energie. Per di più messe in atto da un’organizzazione statale che ha dimostrato di saper difendere più che bene i propri interessi (o almeno i propri interessi istituzionali).
Prenda appunti caro, che adesso le spiego.
In realtà l’esistenza dello stato di ISSraele per noi europei è una vera fregatura perché radicalizza le masse arabe rendendole sempre meno governabili e sempre meno disposte ad una evoluzione democratica e moderna delle loro società che sarebbe per noi fondamentale (mentre non lo è affatto per l’Useggetta). Si tratta di una cosa talmente palese che solo un frescone come lei può non notarla. Pensare che non l’abbiano capito le cancellerie europee vorrebbe dire che siamo governati da una combriccola di allegri compari del Bar Sport, vagamente ubriachi.
Se l’hanno capito benissimo vuol solo dire che gli europei non sono in grado di opporre una diversa politica alle richieste dell’Usaegetta. Richiesta che ha due motivazioni: da una parte tenere diviso il mondo arabo fomentandone le divisioni e le lotte interne in modo da impedire anche solo la tendenza ad una politica di comune difesa dei propri interessi; dall’altra parte mantenere una base militare super armata in una regione strategica, Questo vuol dire avere rapporti con gli arabi di tipo esclusivamente di dominio (sostanzialmente militare) rinunciando a priori ad una politica di intesa sulla base della difesa dei reciproci interessi, che sarebbe molto meglio per noi europei (tra parentesi, lo stesso tipo di situazione si ha anche con la Russia).
Quindi per l’Usaegetta, per lo stato d’ISSraele e per la dirigenza europea asservita all’Usaegetta è di vitale importanza manipolare l’opinione pubblica alla propria visione. Perché, con buona pace dei fresconi come lei, in Occidente è molto difficile fare politiche contrarie ai desideri della propria opinione pubblica.
Così dovrebbe essere più chiaro, in caso contrario io le consiglierei di continuare a stazionare nella figa, attività decisamente più consona ai suoi potenziali. Un saluto U.

46 Uroburo { 14.01.09 alle 23:32 }

Ripeto:-”La speranza è, che abbiano finalmente capito la lezione.
Se non capiscono, ne avranno un’altra, sempre, fino alla fine dei tempi, che a voi piaccia o no, che a loro piaccia o no.
Nel sud di Israele deve esserci tranquillità, se no, per loro saranno sempre dolori”. Tutto il resto è fuffa. Rodolfo
——————————————————–
Questo programma è il programma di un nazista.
Già in passato lo stato di Issraele pensava dio essere il più fortte del mondo ma è stato ripetutamente disilluso. Speriamo che prima o poi accada ancora.
Nessuno riesce ad essere il più forte per l’eternità. U.

47 AZ Cecina Li { 15.01.09 alle 3:42 }

Sul piano tattico è sicuramente velleitario per Hamas opporsi allo strapotere militare israeliano, ma su quello strategico è altrettanto e più velleitario per gli israeliani credere di poter vivere in pace facendo guerra 10 milioni di palestinesi ma è ancora più sciocco non rendersi conto che con il loro comportamento radicalizzeranno su posizioni estremiste una massa di 400 milioni di arabi, è magari 1,2 miliardi di mussulmani, no non è questa la strada, così la pace non la avranno mai.

Antonio - – - antonio.zaimbri@tiscali.i

48 Faust x genocidio israelitico e USraele { 15.01.09 alle 8:54 }

… Bolivia espulsa i diplomatici israelitici e il Presidente Evo Morales si unisce ad altri Paesi come la Rep. Bolivariana de Venezuela, Giordania e fra poco Nicaragua e Guatemala x boicottare i prodotti israelitici e denunciare i crimini nazisti degli israelitici.
Faust

49 Uroburo { 15.01.09 alle 9:20 }

Caro AZ,
tieni presente che per gli arabi la propaganda ha caratteristiche diverse che per noi e che la maggioranza delle dichiarazioni ufficiali devono essere interpretate e non prese alla lettera.
Pensare che Hamas voglia buttare a mare gli israeliani, come sta scritto nelle loro dichiarazioni ufficiali, lo può fare o una gallina dalle ambizioni d’aquila come il nostro marco tempesta oppure una reazionaria come l’Anita o una canaglia come il defunto signor Pantegana. Ovviamente Rodolfo, come anche lo huato van ghetz, non possono neppure essere presi in considerazione ….
Io credo che il massimo raggiungibile da Hamas, esattamente come da Hezbollah nella guerra del Libano, è solo quello di non essere spazzato via. Si vedrà se gli israeliani sono riusciti o meno nei loro intenti genocidi. U.

50 Uroburo { 15.01.09 alle 9:31 }

Il signor Rodolfo non conosce i termini della definizione internazionale di genocidio.
Se li conoscesse penserebbe anche lui, come noi, che la guerra di Gaza è un genocidio.
Oppure, più probabilmente, continuerebbe ad essere un tranquillo genocida come i sionisti in genere. Anche i nazisti si ritenevano buoni cittadini …. Hanna Arendt ha scritto un interessante libro intitolato La banalità del male [la Arendt ricaverà l'idea che il male perpetrato da Eichmann - come dalla maggior parte dei tedeschi che si resero corresponsabili della Shoah - fosse dovuto non ad un'indole maligna, ben radicata nell'anima ... quanto piuttosto ad una completa inconsapevolezza di cosa significassero le proprie azioni. (da Wikipedia)] …
I sionisti sono dei banali genocidi convinti di aver sempre ragione. Un caso primariamente psichiatrico. U.

51 Sylvi { 15.01.09 alle 10:43 }

Buongiorno a tutti.

Nella lista di prodotti israeliani da boicottare leggo anche una marca di cosmetici che ha sede e laboratori dalle mie parti.
Impiega qualche centinaio di dipendenti, soprattutto donne, anche extracomunitare.
E’ la certezza per molte famiglie.

E’ un’azienda moderna, rivolta al futuro.
Aveva programmi di sviluppo molto interessanti che naturalmente si riverbererebbero anche nell’indotto.
Per ora, a causa della crisi, pesante, ha bloccato qualsiasi programma di espansione, ma tutti pensiamo che passerà e si potrà ripartire!

Che dovremmo fare? Tagliarci i……per far rabbia alla moglie?

saluti a tutti sylvi

52 Controcorrente { 15.01.09 alle 10:48 }

Caro uroburo,

quindi una forma di “Lupus nephritis”del cervello!
Si può far qualcosa?
E pensare che ai bambini ,basta toglierli “lo scatolone dei soldatini”.
Frignano un pò ma poi si adeguano!

cc

53 Controcorrente { 15.01.09 alle 10:52 }

cara Sylvi,

mi sa che se tra un pò i “c” cominciano a girare alle migliaia di cassa integrati e ai molti altri che si aggiungeranno,si potranno aprire programmi di sviluppo “molto interessanti”.

cc

54 Sylvi { 15.01.09 alle 11:07 }

caro cc,

se ogni imprenditore vedesse nero come te” i programmi di sviluppo” da te auspicati sarebbero già una realtà da molto!!!

Vorrei solo dire che siamo in Europa, e io ringrazio Dio, e una nazione non può svegliarsi una mattina e fare la rivoluzione!
E’ un pochino più complicato!

Comunque le donne possono sempre comprare la crema Nivea, tedesca, dare sviluppo alle aziende tedesche e i nostri maschietti,se vogliono mangiare, riprendere “le vie delle Germanie” come si dice qui!
C’è qui una tradizione che si perde nella notte dei tempi!

Mi raccontava mio nonno che i bambini, in maggioranza, nascevano sotto le Feste.
Frutto degli ultimi amplessi affettuosi di inizio Primavera, prima di valicare le Alpi.
A Natale gli uomini, al loro ritorno, conoscevano il nuovo arrivato!
Quasi mai avevano dubbi sulla paternità!!!!

sylvi

55 marco tempesta { 15.01.09 alle 11:33 }

Si tratta di una cosa talmente palese che solo un frescone come lei può non notarla. Pensare che non l’abbiano capito le cancellerie europee vorrebbe dire che siamo governati da una combriccola di allegri compari del Bar Sport, vagamente ubriachi.
————–
caro U., come tutti i fondamentalisti, lei è quello che ha capito tutto e gli altri sono quelli che non hanno capito niente. Tipico.
L’opinione pubblica è condizionabile in funzione di un’azione elettorale interna alla nazione stessa. Cosa è successo per le due guerre del Golfo? Tutta l’opinione pubblica contraria e le guerre le hanno fatte lo stesso. Cosa è successo per la Cecenia, dove i russi hanno fatto ben peggio degli israeliani? Quando abbiamo provato a sgridare Putin, lui ci ha risposto di impicciarci dei fatti nostri, come infatti siamo stati costretti a fare, noi come tutti gli altri. Idem per il Tibet: la Cina se ne è strafottuta dell’opinione pubblica, delle magliette rosse e delle lenzuola alla finestra. Non vedo, alla luce di questi accadimenti, perchè mai proprio Israele dovrebbe impipparsene ndell’opinione pubblica, tant’è che, infatti, non glie ne importa una mazza e continuano a fare gli sporchi fatti loro.
Per quel che riguarda i popoli arabi, non so quanta frequentazione di arabi lei abbia ma, per quel che li conosco io, sono già TUTTI contro Israele, A PRESCINDERE: se si è arabi, si deve essere per forza contro Israele. Non ho mai conosciuto un arabo (ho conosciuto gente di tutte le nazioni nordafricane, palestinesi compresi) che non fosse contro Israele.
I popoli arabi, come tutti i popoli non democratici (noi compresi, beninteso), hanno un potere decisionale uguale a zero: chi comanda, decide per tutti. La maggior parte dei popoli arabi campano non solo di petrolio, ma di investimenti nelle economie non arabe; ciò comporta una loro assoluta inerzia morale.

56 e la chiamano estate { 15.01.09 alle 11:37 }

Ah Repubblica ……Repubblica
peccato, un falso video, se ne accorgerebbe anche un bambino.R.

57 e la chiamano estate { 15.01.09 alle 11:37 }
58 Controcorrente { 15.01.09 alle 11:41 }

Cara Sylvi,
io non auspico proprio nulla di quello che tu” pensi che io pensi”.
Ti dico soltanto che personalmento “vedo nero” in tutti le direzioni in volgo il mio sguardo.
Dai problemi “internazionali” a quelli nazionali!
Gli effetti della “crisi” internazionale e non lo dico “io”devono ancora arrivare ,pertanto le famiglie cominciano ad intaccare le “scorte”,poichè se sei stata attenta ai dati,risulta che Gli italiani hanno speso di più per mangiare meno.
Dico soltanto che di rivoluzioni nel senso in cui tu parli sono materialmente impossibili per il momento.
Semmai può solo maturare una cupa rassegnazione che porta ad un cupo risentimento.(foriero solo di svolte autoritarie o semi -autoritarie).
Gli imprentidori pessimisti od ottimisti ,non possono far altro che fare quello che fanno (non li critico assolutamente poichè fanno solo il loro mestiere).
Il guaio è che però decisamente non possono fare di più che “il loro mestiere”.
Quello che voglio ricordare è solo che anche imprenditori coscienziosi ,nonchè ottimisti, sono solo una parte di un tutto e pertanto chi nutre fiducia che una società che si nutra dell’illusione che il sistema impreditoriale sia il tutto e che risolva il problema delle “crisi” ,proprio le “crisi”sono lì puntualmente a ricordargli che non è affatto così,a meno di adottare quel “metodo” che di fronte ad un mal di testa ci dice che il mal di testa possa passare pensando di non averlo.
Già può funzionare,a patto che il mal di testa dia il tempo di pensare.

cc

59 e la chiamano estate { 15.01.09 alle 11:47 }

Scrive Marco:-”A PRESCINDERE: se si è arabi, si deve essere per forza contro Israele”.
Hai ragione.
-
-
“A PRESCINDERE “se si è Israeliani, non si è sempre e totalmente con gli Israeliani, o si è daccordo di quello che fà o non fà il governo.
Questo è pluralismo, questa è libertà, questa è democrazia.
Questa è la differenza.

60 marco tempesta { 15.01.09 alle 11:49 }

Richiesta che ha due motivazioni: da una parte tenere diviso il mondo arabo fomentandone le divisioni e le lotte interne in modo da impedire anche solo la tendenza ad una politica di comune difesa dei propri interessi; dall’altra parte mantenere una base militare super armata in una regione strategica… U.
————-
Il mondo arabo i propri interessi se li sa curare benissimo, se per mondo arabo intendiamo i paesi produttori di petrolio. Però… Prendiamo gli Emirati e paragoniamoli all’Iran: un tenore di vita delle popolazioni assolutamente non paragonabile, eppure islamici sono gli uni e islamici sono gli altri, pieni di petrolio gli uni ed ancor più pieni gli altri. Prendiamo la Tunisia e paragoniamola alla Libia, all’Algeria: sono mondi diversi, eppure sono nazioni confinanti, dove Libia ed Algeria sono più ricche della Tunisia, paese quest’ultimo molto più moderno dei confinanti. Si sta sviluppando anche il Marocco, molto più di quanto appaia ad un osservatore disattento. Non c’è niente da dividere, ognuno corre per conto suo già da adesso.
Per quel che riguarda la base americana nel Mediterraneo, agli USA converrebbe molto di più arricchire i palestinesi, piuttosto che affamarli e scacciarli, per il semplicissimo motivo che, proprio perchè sono arabi, ‘chiamano papà chi dà loro da mangiare’. Una Israele ricca e un popolo palestinese, islamico, ricco, sarebbero una garanzia assoluta di stabilità in quell’area, per il semplicissimo fatto che per nulla al mondo i palestinesi baratterebbero il loro status privilegiato, per un’arabitudine che non dà loro nessun vantaggio. Gli arabi che ho conosciuto io, tranne rarissime eccezioni, non hanno i nostri schemi mentali, per cui costruire dei ragionamenti su di loro basandoci sui nostri schemi, è un errore assoluto.

61 e la chiamano estate { 15.01.09 alle 11:55 }

Desidero aggiungere che i simpatizzanti di Al Fatah, nella striscia di Gaza vengono uccisi senza pietà.
Di questo ne sentiremo parlare molto più diffusamente.R.

62 Controcorrente { 15.01.09 alle 11:57 }

Ci risiamo, il “lupus nephritis” del cervello colpisce ancora duramente ,questa volta arrestando lo sviluppo alla culla.

Pluralismo,libertà, democrazia…ahhahahhaahahahah!!

cc

Sulla base del”import -export di quei valori i conti non tornano…!!

63 AZ Cecina Li { 15.01.09 alle 12:04 }

Caro CC
Alla TV gli economisti affermano previsioni, tutte diverse, ma sono tutti d’accordo che la crisi peggiorerà, ci sarà recessione fino al 2010, o al 2011. Visto che sono gli stessi che fino a poco tempo fa prevedevano sviluppo costante e crescite infinite, c’è da augurarsi che si sbaglino e che la recessione duri un po’ di più perché temo che alla fine della recessione ci aspetti solo la CATASTROFE.
Girano i “C”, hee!!! se girano, ai cassaintegrati , e gireranno ancor di più a quelli che non hanno neppure la cassa integrazione, ai commercianti che chiuderanno bottega, agli artigiani che si stancheranno di ciondolare per il laboratorio dove si labora molto a rilento ….. I “C” girano ma rischiano di girare solo su se stessi ed in folle.
Non vedo neppure sviluppi “molto interessanti” la fame e la disperazione spesso generano rivolte anche violente, ma raramente sfociano in vere e positive rivoluzioni, se non c’è un’organizzazione in grado di guidarle ed indirizzarle. Guardando all’Italia non vedo all’orizzonte chi potrebbe trasformarle in qualcosa di positivo, i DS avvitati su se stessi, ma figuriamoci, ce li vedi Rutelli e Veltroni sulle barricate?? I partitini della ex sinistra ormai in doppia cifra come numero di sigle e con valori da 0,x come consenso, dividerebbero ogni corteo in dieci tronconi e nel migliore dei casi si bisticcierebbero per prenderne la testa, la situazione la vedo dura molto dura ed anche pericolosa.

Antonio - – - antonio.zaimbri@tiscali.i

64 AZ Cecina Li { 15.01.09 alle 12:06 }

bisticc(i)erebbero per bisticcerebbero

65 Controcorrente { 15.01.09 alle 12:10 }

Il papocchio impressionate di Bisceglie, ovvero come ti riesco a mescolare cose “ragionevoli” e cose assurde in un a miscellanea impressionante che porta a nessuna conclusione..!!

Dice il buon marcot,

…Per quel che riguarda la base americana nel Mediterraneo, agli USA converrebbe molto di più arricchire i palestinesi, piuttosto che affamarli e scacciarli, per il semplicissimo motivo che, proprio perchè sono arabi, ‘chiamano papà chi dà loro da mangiare’. Una Israele ricca e un popolo palestinese, islamico, ricco, sarebbero una garanzia assoluta di stabilità in quell’area, per il semplicissimo fatto che per nulla al mondo i palestinesi baratterebbero il loro status privilegiato, per un’arabitudine che non dà loro nessun vantaggio. Gli arabi che ho conosciuto io, tranne rarissime eccezioni, non hanno i nostri schemi mentali, per cui costruire dei ragionamenti su di loro basandoci sui nostri schemi, è un errore assoluto.
———————————————————

Ovvero l’ennesima 2scoperta dell’acqua calda in salsa “buonista”.
Ovvero la filosofia di Catalano del tipo ..E? meglio essere tutti ricchi che tutti poveri..

Tutto questo porta ad una logica conclusione Gli USA sono dei coglioni ovvero sono degli Idealisti che sbaglaino,al posto di arricchire i palestinesti difendono israele ,ma lo fanno perchè essendo loro dei buoni,si sono resi conto che per il momento …
Senz’altro la Bisceglitudine potrebbe rappresentare una speranza per le relazioni internazionali!

cc

66 e la chiamano .... ma sono solo stronzate { 15.01.09 alle 12:15 }

Haaaa!!!!Haaaa!!!!Haaaa!!!!Haaaa!!!!

67 AZ Cecina Li { 15.01.09 alle 12:19 }

X CC
non avevo letto il tuo post (58) altrimenti semplicemente sottoscrivevo.

Antonio - – - antonio.zaimbri@tiscali.i

68 Controcorrente { 15.01.09 alle 12:20 }

Caro Az,
se hai letto il mio 58 dovremo essere d’accordo!

69 marco tempesta { 15.01.09 alle 12:20 }

Leggetevi questi due modi di dare la stessa notizia e notatene la sottile ma importante differenza:
Reuters- Israeli army shells Gaza as ceasefire talks progress – 1 hr ago
Washington Post- Israeli army shells Gaza despite ceasefire progress – 1 hr ago
——
“As ceasefire talks progress” ha un inconscio effetto emotivo diverso da “despite ceasefire progress”.
Chi legge non ci fa caso, ma è oggetto di messaggio subliminale che, nel secondo caso, colpevolizza Israele decisamente più che nel primo. Così funzionano i messaggi subliminali.

70 e la chiamano estate { 15.01.09 alle 12:25 }

x Cc 62
come sarebbe a dire :” Ahahahahahhhahahaha”
Se giornalisti possono scrivere quel che vogliono, o se la gente può manifestare liberamente a Tel Aviv contro la guerra, questa come la chiami?
E se in un paese vivono senza discriminazioni , gente di diverse nazionalità e confessioni ,questa come la chiami?
In quale modo sei diventato Rabbi? Dove hai fatto gli esami?
-
Tutto è nelle mani dei palestinesi.
Nessuno ha fatto caso ad un mio post dove scrivevo come Perez scongiurava Arafat di finirla con i macelli negli autobus a Gerusalemme, se no avrebbe perso le elezioni. Ebbene i macelli continuarono e Perez perse le elezioni. Quale è stata la conseguenza?
Come sarebbe andata se Arafat avesse ascoltato Perez?
Queste sono le domande a cui si deve dare una risposta.
Dai Rabbi, fai uno sforzo, però senza sporcarti, mi raccomando.R

71 Uroburo { 15.01.09 alle 12:26 }

Mio caro,
mettere sullo stesso piano Palestina, Cecenia e Tibet è un’operazione rischiosa che può fare solo un gegnale superficialone come lei. Suvvia marcolino usi l’organo pensante in modo proprio, almeno ogni tanto, tra una scopata e l’altra!

Adesso le spiego, lei prenda pure appunti.
La Russia è un corpus unico da secoli e secoli ed è una grande potenza con ben precise sfere di influenza. Approfittando di un momento di grave crisi politica e di un presidente etilista e venduto, gli occidentali hanno potuto smembrarla, ma il corpo più costitutivo dell’URSS, la Federazione Russa, è rimasto intatto e rimane comunque una grande potenza. Adesso l’Useggetta sta cercando di smembrare anche quella in tanti piccoli stati facilmente controllabili. I russi avrebbero qualche opbiezione. E gli europei,se fossero furbi, anche.

PS. Guardi ceh definire integralista un socialdemocratico moderato come me dàuna pessima impressione del funzionamento dei suoi neuroni. La mette sullo stesso piano di altri rilevanto gegni di q

72 marco tempesta { 15.01.09 alle 12:31 }

Senz’altro la Bisceglitudine potrebbe rappresentare una speranza per le relazioni internazionali!
—-
Infatti, mentre nessun capo di stato, in un certo periodo, poteva avvicinare Arafat, il nostro sindaco lo incontrava tutte le volte che voleva. Piglia, pesa e porta a casa!
Non commento il resto del post, perchè non ne vale la pena.

73 marco tempesta { 15.01.09 alle 12:37 }

caro U, lei si crede socialdemocratico ma ragiona come un integralista. No problem, sono abituato agli schemi mentali dei religiosi, che sono identici ai suoi.
Beh, dopo averla così pesantemente offesa, bilanciando così tutti i ” testa di caxxo” che lei ha molto generosamente rifilato a me, non vedo quale reale interesse possano avere gli USA a smembrare ulteriormente ciò che rimane dell’URSS. Al contrario, una Russia ricca sarebbe un mercato molto ricettivo per l’economia americana in grave crisi. Qui a Bisceglie ci sono industrie tessili che con i russi stanno facendo fortuna e li ritengono clienti eccellenti ed affidabilissimi. Ci sono anche industrie che stanno tentando il mercato giapponese, ma lì c’è il problema delle taglie, che non corrispondono alle misure standard nostre: pare che i giapponesi abbiano una corporatura strutturalmente diversa.

74 Uroburo { 15.01.09 alle 13:02 }

Mio caro marco tempesta,
mettere sullo stesso piano Palestina, Cecenia e Tibet è un’operazione rischiosa che può fare solo un gegnale superficialone come lei. Suvvia marcolino usi l’organo pensante in modo proprio, almeno ogni tanto, tra una figa magica e l’altra!

Adesso le spiego, lei prenda pure appunti.
La Russia è un corpus unico da secoli e secoli ed è una grande potenza con ben precise sfere di influenza. Approfittando di un momento di grave crisi politica e di un presidente etilista e venduto, gli occidentali hanno potuto smembrarla, ma il corpo più costitutivo dell’URSS, la Federazione Russa, è rimasto intatto e rimane comunque una grande potenza. Adesso l’Useggetta sta cercando di smembrare anche quella in tanti piccoli stati facilmente controllabili. I russi avrebbero qualche obiezione. E gli europei, se fossero furbi, anche perché è nostro primario interesse avere a che fare con una Russia sufficientemente forte e tranquilla sulla sua sicurezza per poterci commerciare senza intoppi e senza problemi. Putin non ha affatto detto Fatevi i fatti vostri, ha detto altro. Ha detto che un allargamento della NATO all’interno dell’area di influenza russa è un’aggressione. Difficile non essere d’accordo.
Il discorso sul Tibet ha una sostanza analoga: il controllo sul Tibet è vitale per la Cina per semplici ragioni geostrategiche, quindi a prescindere dalla miniere d’oro di recente scoperta. Se l’Useggetta avesse tramato di meno i tibetani sarebbero una tranquilla provincia autonoma con un buon grado di autonomia. Così ci sarà solo un progressivo indurimento del regime di occupazione militare. Ed anche qui, come per la Russia, chi attacca siamo noi occidentali non certo loro,

Comunque, l’opinione pubblica in Russia e Cina conta poco (ed anche questo fino ad un certo punto), come sapeva bene perfino Stalin. Ma in occidente conta tanto e noi stiamo appunto parlando di quel che accade in occidente e degli sforzi che tutti i governi ed in particolar modo l’USraele fanno per mantenere l’opinione pubblica dalla loro parte.
Anche un cretino capirebbe che tanti sforzi sono evidentemente indispensabili, altrimenti non verrebbero fatti; lei, naturalmente, no….
Quanto all’opinione pubblica araba, dato per scontato che siano filo-palestinesi, si tratta di lavorare perché sostengano i governi fantoccio come quello di Mubarak in modo che non stiano con i Fratelli Musulmani. Ebbene, neppure un dittatore come Mubarak può fare a meno di avere dalla sua l’opinione pubblica egiziana.
Comunque mio caro, non si preoccupi: se anche lei non capisce il mondo va avanti lo stesso. U.
PS. Guardi che definire integralista un socialdemocratico moderato come me dà una pessima impressione del funzionamento dei suoi neuroni. La mette sullo stesso piano di qualche altro rilevante gegno di questo blog….

75 Uroburo { 15.01.09 alle 13:07 }

non vedo quale reale interesse possano avere gli USA a smembrare ulteriormente ciò che rimane dell’URSS. Al contrario, una Russia ricca sarebbe un mercato molto ricettivo per l’economia americana in grave crisi. mt
———————————————-
Mio pregevole marco tempesta.
lo sa che lei ha appena buttato nel cesso nientepopodimenoche 64 (sessantaquattro! Dal 1945 ad oggi) anni di politica usaegetta?
Vede, caaaaaaro, questo non è un problema di mercato ma di dominio, di supremazia, di potere. Premessa indispensabile per avere, DOPO, un mercato.
Tu capire buon marco tempesta o io dovere spiegare a te in termini più semplici? U.

76 Uroburo { 15.01.09 alle 13:12 }

Una Israele ricca e un popolo palestinese, islamico, ricco, sarebbero una garanzia assoluta di stabilità in quell’area… mt
——————————
Ecco, bravo marco tempesta. Ma non deve dirlo a me deve dirlo alle amministrazioni (rigidamente bipartisan) useggetta ed issraeliane…
Caro, provi un po’ a sprecare un piccolo ragionamento su queste affermazioni (del tutto esatte) che ogni tanto le scappano fuori.
A dispetto di tutto alcuni suoi neuroni continuano a funzionare adeguatamente …. pare. U.

77 Faust x democrazia genocida { 15.01.09 alle 13:20 }

Questo è pluralismo, questa è libertà, questa è democrazia.
..democrazia……….. Armata e vestita…..
……………. …. da assassino genocida NAZISTA DEMOCRATICO

QUESTA è LA DEMOCRAZIA IN MANO AD ASSASSINI NAZISTI..
Vergognatevi, ( da notare che tutti e tre plagiati, si coprono il cervelletto con pezzi di stoffa… ¿¿¿ hanno paura cche gli si vedano le vergogne allocate nella loro testa, hanno paura che qualcuno gli possa vedere la malattia irreversibile, che si muove nella melma liquida che lubrifica il teschio…la malattia cche si portano appresso appestando laria…
Faust

78 Sylvi { 15.01.09 alle 13:23 }

caro cc, e anche AZ,

Per una nuova ridistribuzione della ricchezza bisogna che la ricchezza ci sia!!!
Come produrla?
- L’imprenditore ” fa il suo mestiere”.
- Il Sindacato fa il suo.
- Il lavoratore pure.
Per ora, se casca il primo, cascano anche gli altri.
Lo Stato padrone di tutto? Già dato, grazie! I risultati li stiamo ancora pagando, ( debito pubblico, e ora Alitalia) E pagheremo per l’eternità:

Purtroppo ai tre attori sopra citati,è mancato il quarto, lo Stato,
che doveva dirigere il” traffico” e invece si è messo al volante tamponando chiunque gli veniva a tiro! Tutto qua!!!

Ora: l’imprenditore non produce, perciò non paga tasse.
L’operaio, (i più fortunati) è in cassa integrazione e non paga tasse.
Il sindacalista non ha nessuno da difendere, nè la confindustria.

Da dove verrà la ricchezza da redistribuire?
Andiamo all’assalto dei forni? Quali forni?
Quelli che si sono arricchiti con i “giochini finanziari” hanno già messo al sicuro il loro “gruzzolo” e, come i mafiosi, li troveremo tutti nullatenenti.
Avrei altre idee a proposito di chi vive a sbafo, ma sono idee poco ideologiche e molto “massaiesche”!
Indegne di questo blog!

Ps: Per pluridecennale esperienza, qui da noi, quando è ferma la Germania bisogna mettersi “alla cappa” marinaresca.
Quando ripartono i crucchi noi alziamo la tormentina!!!

Ciao, vado al funerale di una simpatica vecchina, quasi centenaria; quelle dei parti a Natale!

Sylvi

79 Linosse { 15.01.09 alle 13:38 }

x M.T.
Un indovinello che trova soluzione senza sfera di cristallo
Qual’è l’ ottica politica di uno $tato che “investe”tutte le sue risorse economiche in armamenti?
Per quale motivo in tutto il mondo(incluso le zone degli “alleati”) i focolai, che sono la premessa di guerre sanguinose,invece di perdere alimento suscitano l’interesse di “pompieri” pronti con idranti a buttare benzina ed altri materiali infiammabili,tutti i liquidi escluso acqua?
LA STORIA DOVREBBE INSEGNARE ,O NO!
L.

80 Faust x democrazia genocida http://www.ilmanifesto.it/archivi/fuoripagina/anno/2009/mese/01/articolo/240/?tx_ttnews[backPid]=16&cHash=f54002c6bc { 15.01.09 alle 13:58 }

Forwarded message ———-
From: antonio lupo
Date: 2009/1/14
Subject: [contrattoacqualiguria] guerra per l’acqua in Palestina
To: contrattoacqualiguria

Ricevo da frei gilvander (minas gerais-brasile) e invio (tradotto)
antonio lupo

L’acqua (che nessuno vede) nella guerra di Ana Echevenguá1 traduzione
di Antonio Lupo – Comitato Italiano Amig@s Sem terra

“Oltre le notizie sul conflitto in MedioOriente, c’è una battaglia per
il controllo delle limitate risorse idriche nella regione. Sebbene la
disputa tra Israele e i suoi vicini si concentri nel modello terra per
pace, ”c’è una realtà storica di guerre per l’acqua”: le tensioni
sulle fonti del Fiume Giordano, localizzate nelle colline del Golan,
hanno preceduto la Guerra dei Sei giorni”. Raymond Dwek – The
Guardian, [24/NOV/2002]

La nostra sopravvivenza sulla Terra è minacciata. Senza mangiare
l’essere umano resiste fino a 40 giorni; senza acqua muore in 3
giorni. Siamo acqua! Ma, mentre la popolazione mondiale si moltiplica
e l’inquinamento aumenta, le fonti di acqua scompaiono.

Nell’attuale guerra di Israele a Gaza -, perchè i media
sensazionalisti non parlano dell’acqua, una delle cause più importanti
dei conflitti in Medio Oriente?

Medio Oriente… uma regione dove l’acqua vale più del petrolio… E
sempre ci fanno credere che le guerre si fanno per la conquista delle
riserve del petrolio.

E la conquista delle riserve di acqua? Nel 1997, l’allora
vice-direttore generale dell’UNESCO, Adnan Badran, nel seminario
“Acque transfrontaliere: fonte di pace e guerra” (dove si dibattè
sulle acque del Mar Aral, del Fiume Giordano e del Nilo…) disse che
“l’acqua sostituirà il petrolio come principale fonte dei conflitti
nel mondo”.

Israele ha seri problemi com le risorse idriche, ma detiene il
controllo dell’acqua, sia della sua che di quella della Palestina.
Oltre a limitare l’uso dell’acqua, lotta per espandere il suo
territorio per ottenere il controllo dell’accesso a questa risorsa
naturale . E’ “padrone” delle:

- acque superficiali: bacino del fiume Giordano (compreso l’alto
Giordano e i suoi affluenti), il mare di Galilea, il fiume Yarmuk e il
basso Giordano;

- acque sotterranee: i 2 grandi sistemi di acquiferi: l’acquifero
della Montagna (totalmente sotto il suolo della Cisgiordania, com una
piccola porzione sotto lo Stato di Israele), l’acquífero di Basin e
l’acquifero Costiero che si estende per quasi tutta la fascia
litoranea israeliana fino a Gaza.

Queste acque sono ‘transfrontaliere’, sono risorse naturali condivise.
Secondo una recente mappatura dell’UNESCO, il 96% delle riserve di
acqua dolce mondiale sono in acquiferi sotterranei, condivisi da
almeno due paesi.

Ci sono regole internazionali per l’uso di queste acque, alcune delle
quali obbligano Israele a fornire acqua potabile ai palestinesi

continua il forum e i commenti
http://www.ilmanifesto.it/archivi/fuoripagina/anno/2009/mese/01/articolo/240/?tx_ttnewsbackPid=16&cHash=f54002c6bc

Faust x marco tempesta

81 E la chiamano .... appropriazione indebita !!! { 15.01.09 alle 14:05 }

Se vuoi usare la nostra opera pagaci almeno i diritti d’autore, brutto spilorcio.
Franco, Laura, Bruno

82 Linosse { 15.01.09 alle 14:10 }

Da Disinformazione sito incluso nella lista a destra di questo blog
“I crimini di Israele e la mission del Sionismo
Quello che i vergognosi media occidentali non dicono
Marcello Pamio – 11 gennaio 2009

«Ma se gli israeliani non vogliono essere accusati di essere come i nazisti, devono semplicemente smettere di comportarsi come i nazisti»

[Norman G. Finkelstein, intellettuale ebreo i cui genitori furono vittime dell’Olocausto] ”

————

«Alla fine degli Anni Cinquanta, quel grande pettegolo e storico dilettante che era John F. Kennedy mi disse che nel 1948 Harry Truman, proprio quando si presentò candidato alle elezioni presidenziali, era stato praticamente abbandonato da tutti. Fu allora che un sionista americano andò a trovarlo sul treno elettorale e gli consegnò una valigetta con due milioni di dollari in contanti. Ecco perché gli Stati Uniti riconobbero immediatamente lo Stato d’Israele».

Gore Vidal, prefazione del libro “Storia ebraica e giudaismo: il peso di tre millenni” di Israel Shahak ”
Buona lettura
L.

83 Uroburo { 15.01.09 alle 14:17 }

Carissimo Faust,
hai tirato fuori dei documenti su un tema (quello dell’acqua in Palestina) a cui accenno da tempi immemorabili (credo ancora dal Blog di Bocca).
Io sapevo della cosa ma non conoscevo i precisi particolari.
Aspettiamo che il rilevante marco tempesta ci spieghi come si può vivere senz’acqua in climi aridi e come si potrà esercitare un po’ di onesto comparaggio crepando di sete …..
Un gegno il marco tempesta.
Invece il nazista del blog ci spiegherà come lo si faccia solo per il bene dei palestinesi. Emigrando vivranno più larghi …. U.

84 Anita { 15.01.09 alle 14:26 }

Un mondo proprio volatile.
Barack H. Obama, tanto atteso, ma non ben ricevuto…

http://d.yimg.com/us.yimg.com/p/rids/20090113/i/r1645453159.jpg?

Anita

85 alex { 15.01.09 alle 14:42 }

@ Uroburo (83)
“…Aspettiamo che il rilevante marco tempesta ci spieghi come si può vivere senz’acqua in climi aridi…”
- – - – - – - -
Mbè Uro non mi sembra un grosso problema; basta farsi prestare le tute distillanti che usano i Fremen su Arrakis…

86 e la chiamano estate { 15.01.09 alle 14:48 }

Vogliamo parlare di reazioni spropositate? Prego
Alcuni mesi fà, nell’etate del 2008, ci fù una guerra tra la potenza mondiale Russia e la piccola Georgia, che si permise di violare la sovranità territoriale del potente vicino.
Non si trattava che la Georgia per otto anni di seguito lanciasse razzi su territorio Russo, no, non fù quello a fare incazzare i Russi, bensi si trattava di una piccolissima contesa di frontiere, di una a noi fino ad allorra sconosciuta regione della Sud Ossezia.
Bombardieri Russi, senza avviso, rasarono al suolo una dozzina di paesi,
cararmati e artiglieria pesante bombardarono sopratutto obiettivi civili e fabbriche,intervennero poi anche soldati di fanteria ed i paracadutisti. Risultato, centinaia di morti tra i civili e 10.000 profughi.
Cosa volevano far capire i Russi con quella azione militare ?
Volevano far capire in senso figurato , non solo alla Georgia ma anche agli altri vicini e nemici, che non porta a niente cominciare una guerra con la Russia, se non distruzione e morte.
La parola magica è INTIMIDAZIONE. Ai Russi , mi sembra, è riuscito
molto bene.
Ci fossero stati i Russi davanti ad un problema come a Gaza, allora la sarebbe stata sicuramente spropositata. A Gaza dopo una settimana di bombardamenti aerei, non sarebbe rimasta pietra su pietra.
Questo garantito.
CNN e BBC avrebbero riportato notizie di decine di migliaia di morti, cosi come, se vi ricordate in Cecenia.
Non credo che gli Europei o gli Americani si sarebbero comportati in modo diverso. C’è da ricordare, se vi ricordate, il bombardamento
di obiettivi civili nella ex Iugloslavia. Meno di 10 anni fà, fù colpito un aereo pieno di profughi, era il 14 Maggio del 1999, uccidendo più di cento uomini ,donne e bambini innocenti, anche Belgrado fù bombardata,ospedali,case di riposo, scuole ,chiese e ponti.
Ancora oggi muoiono civili in Afghanistan per mezzo di Europei e Americani, che li combattono contro i Taliban, altra bella risma di terroristi. “Collateral Damage” viene chiamato dagli Americani l’uccisione non voluta di civili. Sono cose, da quando le guerre sono esistite che non si possono purtroppo evitare, specialmente quando i terroristi si mischiano tra la popolazione civile, o quando i capi dei Hizbollah Libanesi dichiarono che sono pronti a sacrificare i loro bambini, le loro anime e le cose a loro più care per spazzare via Israele dalla faccia della terra.
Il brutto è, che ci credono davvero, e sacrificano i loro bambini e le cose a loro più care, usandoli come SCUDO contro gli assalti Israeliani.. Gli Hamas, cosi come allora anche gli Hizbollah colpiscono con razzi in modo indiscriminato centri abitati, scuole , moschee e asili in Israele, e solo la tecnica di intercettamento ha evitato di fare morti. Ambulanze vengono usate per il trasporto di terroristi da un punto all’altro della città e gli ospedali vengono trasformati in centrali di comando. Questa è la situazione per chi non lo sà.
I terroristi Hamas si hanno nel frattempo tolto le loro divise militari e si mischiano tra la popolazione ,per potersi proteggere meglio, ben sapendo che gli Israeliani non sparano indiscriminatamente sulla popolazione. I principi della legge internazionale, ma anche le più elementari regole umane, non sono valide per gli Hamas e nemmeno per gli Hizbollah, e già che ci siamo ci si può mettere anche l’ Iran.
Si può perdonare agli Arabi i bambini Israeliani morti, ma non si può perdonare chi costringe i propri bambini a morire ed a uccidersi.
Le parole che un giorno disse Golda Meir, sono più attuali che mai :-”Con gli Arabi si può fare la pace, solo quando un giorno impareranno ad amare i loro bambini ,più di quanto ci odiano”- R

87 e la chiamano estate { 15.01.09 alle 15:00 }
88 Charles Ignatius Allen { 15.01.09 alle 15:15 }

Il cambiamento che è in arrivo potrebbe essere altrettanto veloce, solo che questa volta va contro gli interessi del progetto sionista. Da un lato, stanno diventando meno gli ebrei che fanno aliya [vanno a vivere, da giovani o in età di pensione, in Israele, ndt] o vi emigrano: il 2007 è stato il primo anno, dal 1989, in cui il numero di emigranti ha superato i 20 mila non ebrei. In secondo luogo, la popolazione araba, sia all’interno dei confini di Israele che nella striscia di Gaza e in Cisgiordania, cresce il doppio rispetto a quella ebrea, secondo i dati a disposizione di Sergio Della Pergola, professore presso l’Università Ebraica di Gerusalemme e di tutte le autorità in materia. Gli ebrei hanno una media di 2,7 figli, mentre i palestinesi 4.

Ma come fanno i palestinesi a crescere il doppio se vengono negato tutte le necessita’ per vivere specialmente l’ACQUA e nonostante i massacri che gli israeliani fanno per non annoiarsi?
uroburo ce lo spieghera’ se e’ capace di mettere da parte la sua fissazione con la figa che marco ha in abbondanza.

89 E la chiamano .... appropriazione indebita !!! { 15.01.09 alle 15:22 }

Cara Sylvi
“Per ora, se casca il primo, cascano anche gli altri.”
Vero!! Ma vero anche che, se i secondi muoiono di fame e non comprano i prodotti per i primi non è che sia una manna.
Che ci siano MOLTI gruzzoli VERAMENTE al sicuro dopo le ultime, ed anche penultime, vicende finanziarie non ci scommetterei. Mi raccontava mia madre che nel ’45, in città si faceva la fame a prescindere, noi abitavamo nella vallata del Taro ed in campagna bene o male si mangiava, un tizio da Parma venne dalle nostre parti con una grossa borsa e molti soldi cercando di comprare un po’ di farina, un contadino gli disse i soldi se li tenga, per la borsa le do 10 kg di farina, valeva più il contenitore del contenuto.
Oggi con le carte di credito non prendi nemmeno i 10 kg di farina per il contenitore.
Visto i risultati dei grandi economisti le “idee poco ideologiche e molto “massaiesche”!” nella peggiore delle ipotesi non saanno comunque peggio delle loro.
Un vecchio marinaio di tartane mi diceva, il buon velista ha sempre pronta sia la carbonera che la tormentina, lui me lo diceva come invito alla prudenza, ma vale anche al contrario, teniamo pronta anche la carbonera per sfruttare anche la minima bava di vento.
Mi spiace per la simpatica vecchina, ma se muore uno di 99 anni, vicino a quell’ideale traguardo dei 100, dispiace di più che di uno di 94, chissà perché??

Antonio - – - antonio.zaimbri@tiscali.i

90 controcorrente { 15.01.09 alle 15:25 }

Rabbi,
potenza della fede,ma con chi cacchio credi parlare con Dei filorussi.Infatti per noi l’amico Putin e l’amico Giorgetto fino al 20 “uguagli”sogno.
Amen

91 AZ Cecina Li { 15.01.09 alle 15:26 }

Il messaggio per Sylvi è mio
Avevo inserito per sbaglio un altra intestazione.

Antonio - – - antonio.zaimbri@tiscali.i

92 controcorrente { 15.01.09 alle 15:28 }

X Marcolino ,

..meglio non commentare….

Ecco bravo non commentare se vuoi…
ma di certo io continuerò a commentare te!

cc

93 BELVE e RAZZISTI-1 { 15.01.09 alle 15:40 }

15:28 Patriarca Gerusalemme: “Le vittime sono donne e bambini”
“Tre settimane di morti, con molti bambini e donne che non hanno niente a che fare con Hamas e con Israele. Tre settimane di terrore, di feriti, di distruzioni”. Il patriarca di Gerusalemme descrive così l’offensiva israeliana su Gaza.

94 BELVE e RAZZISTI-2 { 15.01.09 alle 15:41 }

15:15 Brown: attacco all’Onu “indifendibile e inaccettabile”
Il premier britannico, Gordon Brown, ha condannato l’attacco israeliano contro strutture dell’ Onu (L’Unrwa, l’agenzia per i rifugiati palestinesi) a Gaza come “indifendibile” e “inaccettabile”. Episodi che a suo giuddizio rafforzano “L’urgenza del nostro appello per un cessate il fuoco immediato. Il personale dell’Onu lavora per conto della comunità internazionale, e ogni attacco che li prende di mira è inaccettabile, come Israele ha riconosciuto”.

95 BELVE e RAZZISTI-3 { 15.01.09 alle 15:41 }

14:58 Bombe sull’Unrwa, Commissione Ue “scioccata e sgomenta”
La Commissione europea è “scioccata e sgomenta” per i bombardamenti di Israele sulla sede dell’agenzia dell’Onu Unrwa a Gaza. Lo ha affermato in un comunicato il commissario per gli Aiuti umanitari, Louis Michel che ha offerto, a nome di tutta la Commissione Ue, il pieno sostegno alla decisione dell’Unrwa di sospendere le sue operazioni a seguito dell’incidente.

96 BELVE e RAZZISTI-4 { 15.01.09 alle 15:41 }

13:11 Allarme Unicef: “Situazione agghiacciante”
Nel corso della presentazione del Rapporto 2009 sull’infanzia, a Roma, l’Unicef ha lanciato l’allarme Gaza, facendo vedere un video dai Territori: “Sono immagini agghiaccianti”, ha commentato il presidente della sede italiana dell’organizzazionee, Vincenzo Spadafora – il rischio è che anche per questa guerra come per le altre alla fine ci sia assuefazione”. Marilena Viviani, vice direttore Unicef per il Medio Oriente, in un collegamento telefonico ha detto che “la situazione per i bambini e i civili è gravissima. I bambini sono le vittime innocenti per le quali non c’è più un posto sicuro. Vittime di una violenza inaudita e senza precedenti. Sono morti già 300 e 1.500 sono rimasti i feriti”.

97 BELVE e RAZZISTI-5 { 15.01.09 alle 15:42 }

13:19 Francia condanna attacco su sede Onu
Dura condanna della Francia per gli ultimi bombardamenti israeliani su Gaza City. “Condanniamo nel modo più netto il bombardamento di diversi ospedali, dell’edificio che ospita i media e della sede dell’agenzia Onu per i rifugiati”, ha dichiarato il portavoce del Quai d’Orsay, Eric Chevallier.

98 BELVE , RAZZISTI e IPOCRITI (di merda)5 { 15.01.09 alle 15:42 }

12:33 Ministro Difesa si scusa con Ki-Moon per bombe su sede Unrwa
Il ministro israeliano della Difesa, Ehud Barak, ha manifestato al segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, le scuse d’Israele per i colpi di artiglieria caduti oggi sul comprensorio dell’Unrwa a Gaza City. Lo ha riferito lo stesso Ban ai giornalisti, aggiungendo che Barak ha commentato l’accaduto come “un grave errore”. In precedenza il segretario generale aveva protestato per l’episodio (nel quale tre dipendenti locali dell’agenzia dell’Onu sono rimasti feriti), dicendosi

99 BELVE e RAZZISTI e IPOCRITI - 6 { 15.01.09 alle 15:43 }

11:55 Grecia protesta con Israele per blocco nave con aiuti umanitari
Il governo greco ha reso noto oggi di avere presentato una “protesta” a quello israeliano, dopo che la nave di una Ong filo-palestinese che trasportava aiuti umanitari a Gaza è stata respinta ieri dalla marina di Gerusalemme. Lo rende noto un comunicato del ministero degli Esteri, precisando che la protesta è stata presentata dall’ambasciatore greco in Israele. La nave, la Arion, batte bandiera greca e proveniente da Cipro, trasportava rifornimenti umanitari, soprattutto medicinali destinati alla popolazione palestinese.

100 BELVE e RAZZISTI e IPOCRITI - 7 { 15.01.09 alle 15:44 }

11:54 Santa Sede: “A Gaza violati i diritti fondamentali popolazione”
“Negando l’ingresso degli aiuti umanitari a Gaza viene meno il basilare rispetto dei diritti e della dignità delle persone e delle comunità”. Allo stesso tempo va condannato fermamente l’uso dei civili come scudi umani. E’questa la denuncia dell’arcivescovo Celestino Migliore, intervenuto ieri al Consiglio di Sicurezza dell’Onu sul tema della protezione dei civili nei conflitti armati, il cui intervento è stato diffuso oggi dalla Radio Vaticana.

101 BELVE e RAZZISTI e IPOCRITI - 8 { 15.01.09 alle 15:44 }

11:50 Sede Unrwa a Gaza colpita da proiettili al fosforo bianco
Erano proiettili al fosforo bianco quelli sparati contro la sede dell’Unrwa, l’agenzia Onu per i rifugiati, a Gaza. Lo afferma il sito Peacereporter, citando una intervista al portavoce dell’Unrwa Chris Gunness da Gerusalemme. “Tre tiri di artiglieria al fosforo bianco hanno raggiunto l’edificio – ha detto Gunnes – e il deposito è andato in fiamme. Tre i feriti fra il personale. Ancora una volta il lavoro degli umanitari è sotto tiro”.

102 BELVE e RAZZISTI e IPOCRITI - 9 { 15.01.09 alle 15:44 }

11:49 Ban Ki-Moon: “Bilancio delle vittime è insopportabile”
“Il numero di vittime ha raggiunto una cifra insopportabile”. Lo ha detto il segretario generale della nazioni Uniti ban Ki-Moon in visita in queste ore in Israele nell’ambito di un tour dipolomatico per cercare di fermare il massacro di civili a Gaza.

103 BELVE e RAZZISTI - 10 { 15.01.09 alle 15:45 }

11:43 Unrwa costretta a sospendere attività dopo bombe su sede
Un portavoce dell’Unrwa, l’agenzia dell’Onu che si occupa dei profughi palestinesi, ha annunciato la sospensione delle attività dopo il ferimento di tre suo dipendenti da parte dell’artiglieria israeliana.

104 BELVE e RAZZISTI - 11 { 15.01.09 alle 15:45 }

11:29 Divampa incendio in ospedale Gaza bombardato da israeliani
Un’ala dell’ospedale di Gaza City colpito da un bombardamento israeliano è in fiamme. Lo hanno riferito alcuni testimoni.

105 BELVE e RAZZISTI - 12 { 15.01.09 alle 15:46 }

11:28 Segretario Onu Ban ki-Moon “indignato” per bombe su sede Gaza
Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon, si è detto oggi “indignato” per il bombardamento israeliano del quartier generale dell’Unrwa nella città di Gaza, aggiungendo di aver
presentato “una ferma protesta” alle autorità israeliane

106 BELVE e RAZZISTI - 13 { 15.01.09 alle 15:46 }

11:26 Merkel e Brown si dicono “scioccati” da crisi umanitaria a Gaza
La cancelliera tedesca Angela Merkel e il premier britannico Gordon Brown si sono detti oggi “scioccati” dalla tragedia umanitaria nella Striscia di Gaza. Nel corso di una conferenza stampa congiunta tenuta dopo il suo incontro a Berlino con Brown, la Merkel ha sottolineato che “la situazione umanitaria richiede una maggiore pressione” per arrivare a una tregua.
“Anche noi siamo scioccati dalla tragedia umanitaria a Gaza”, ha aggiunto da parte sua il premier britannico.

107 BELVE e RAZZISTI - 14 { 15.01.09 alle 15:46 }

11:09 Colpiti a Gaza ospedale e sede Mezza Luna Rossa
“Colpiti dall’artiglieria israeliana, la sede centrale della Mezza Luna Rossa e il vicino ospedale di Tell Al Hawa”, nel cuore di Gaza City. Lo riferisce la tv satellitare araba Al Jazeera in una notizia dell’ultima ora. Secondo fonti dell’ospedale, all’interno della struttura medica ci sarebbero 500 degenti

108 BELVE e RAZZISTI - 15 { 15.01.09 alle 15:47 }

08:25 Respinta la nave dei pacifisti
E’ stata nuovamente respinta dalle coste di Gaza la nave del Free Gaza Mouvement, carica di aiuti umanitari e con a bordo medici, giornalisti e attivisti, che ieri ha tentato di avvicinarsi al territorio palestinese per forzare il blocco imposto dagli israeliani. La Marina israeliana, dicono i pacifisti che stanno rientrando a Cipro, ha minacciato di sparare sulla nave.

109 Cresce USsraele { 15.01.09 alle 15:48 }

08:26 Usa e Israele, verso un’intesa sulla sicurezza
Stati Uniti e Israele sono vicini alla firma di un memorandum d’intesa sulla sicurezza e sulla cooperazione nel settore dell’intelligence, con l’obiettivo di bloccare il contrabbando di armi nella striscia di Gaza. Lo riferisce il sito web del quotidiano israeliano Haaretz, precisando che il documento potrebbe essere firmato entro domani. Israele vuole dagli Usa una garanzia scritta per un loro maggiore impegno contro il contrabbando di armi nella Striscia.

110 online { 15.01.09 alle 16:31 }

Ma questa è diventata una filiale di Hamas & Co.

111 e la chiamano estate { 15.01.09 alle 16:38 }

la belva razzista dal93 al 109 per la disperazione non sà che fare e posta solo cacca, senza un argomento.
Se sei disperato, prova in modo diverso……….tu mi capisci.
-
-x88
forse fottendo passa la sete, ahah ahaha ahaha R.

112 alex { 15.01.09 alle 16:40 }

@ on line (110)
No, in realta è una succursale del Lohama Psicologhit. Bravi , vero?

113 AZ Cecina Li { 15.01.09 alle 16:50 }

X — BELVE e RAZZISTI e IPOCRITI

A questo punto puoi togliere “e IPOCRITI” non c’è più neppure l’ipocrisia, che sarebbe almeno il sintomo di un minimo di vergogna.

Ormai senza alcun ritegno bardano e sparano a tutto, ospedali e sede ONU comprese, hanno una perfetta e millimetrica conoscenza del territorio, e questi non sono certo errori, ma omicidi volontari e mirati di feriti di donne di bambini decisi ed eseguiti scientemente.
se ci fosse una “GIUSTIZIA” internazionale, i governanti israeliani dovrebbero stare in compagnia dei vari Milosevich, Karadzic e e di tutti gli altri criminali di guerra.

Antonio - – - antonio.zaimbri@tiscali.i

114 Limonata { 15.01.09 alle 17:02 }

“forse fottendo passa la sete, ahah ahaha ahaha R.”
Parli per esperienza o te lo dice il rabbino mentre ti ichiappetta???

ahah ahaha ahaha ahah ahaha ahaha ahah ahaha ahaha!!!!

115 marco tempesta { 15.01.09 alle 17:03 }

…uroburo ce lo spieghera’ se e’ capace di mettere da parte la sua fissazione con la figa che marco ha in abbondanza. (post 88)
————
Aveva…sono tempi duri anche per quella, ormai: tutte che cercano l’uomo fisso!

116 marco tempesta { 15.01.09 alle 17:15 }

Vede, caaaaaaro, questo non è un problema di mercato ma di dominio, di supremazia, di potere. Premessa indispensabile per avere, DOPO, un mercato.
——
caro Uro, su una cosa siamo d’accordo: la politica estera USA è da mentecatti.
Perchè?
Perchè solo a un mentecatto verrebbe in mente di spendere soldi, tempo e forze, per creare casini in vista di un lontanissimo giorno in cui ‘DOPO’ vendere le proprie merci, quando il mercato esiste già bello e pronto. Tant’è che i biscegliesi, forse più lungimiranti degli americani, stanno già vendendo merce che non venderebbero in quest’occidente in crisi. Il dominio, la supremazia, il potere, se non sono finalizzati all’economia non servono a niente. Il mercato già esiste. Quindi, la sua tesi decade.

117 marco tempesta { 15.01.09 alle 17:21 }

“…Aspettiamo che il rilevante marco tempesta ci spieghi come si può vivere senz’acqua in climi aridi…” U.
——-
Più che a me, deve chiederlo agli Emirati, che già lo fanno.

Il controllo dell’acqua funziona come le redini per il carrettiere: non impediscono al cavallo di correre, ma deve andare dove vuole il carrettiere. E’ sbagliata la suddivisione territoriale, tra palestinesi ed israeliani: i palestinesi dovrebbero avere un collegamento molto più ampio con la costa, magari scambiando Gaza con una fascia perpendicolare che unisca la West Bank (o Cisgiordania, termine che è più simpatico ad U.) al mare. Credo che gli israeliani dovrebbero avere più coraggio e lungimiranza, insieme ai loro amici americani, tanto se le cose dovessero andar male, hanno un potere dissuasivo sufficiente per calmare qualsiasi bollente spirito.

118 marco tempesta { 15.01.09 alle 17:25 }

Ecco bravo non commentare se vuoi…
ma di certo io continuerò a commentare te!

nessuno te lo vieta, ci mancherebbe…non aspettarti però che io perda tempo a leggerti. Ti leggeranno gli altri, non c’è problema.

119 marco tempesta { 15.01.09 alle 17:34 }

Stamattina i carabinieri hanno arrestato una serie di persone implicate in un caso di corruzione amministrativa, tra i quali: (da Bisceglielive) ‘i baresi Antonio Angelo Volponi di 52 anni e Nicola Spacciante di 47 anni’.
Come dire: un nome, un destino.

120 e la chiamano estate { 15.01.09 alle 17:36 }

xlimonata
il mio Rabbino è sposato felicemente con una bella gnocca.
Invece io sono preoccupato per te e il prete della tua parrocchia.
Me lo immagino, che solo a te possono venire certe idee…………….
Ahahahahahahahah
ma non ti preoccupare, prima o poi ci proverai gusto. R

121 Uroburo { 15.01.09 alle 18:00 }

Ma come fanno i palestinesi a crescere il doppio se vengono negato tutte le necessita’ per vivere specialmente l’ACQUA e nonostante i massacri Charles Ignatius …
—————————————————
Certo che al mondo c’è della gente ben strana….
Gli israeliani non hanno ancora impiantato i campi di sterminio come Treblinka e bisogna esser loro grati.
Se vengono ammazzati centinaia di bambini (per non parlare delle donne, il che dimostra chiaramente che la guerra è contro la popolazione civile senza alcun riguardo per le perdite (che è un’altra forma di genocidio) la colpa è di Hamas. Ma se dei rapinatori si barricano in un supermercato e la polizia per ammazzare loro ammazza anche centinaia di clienti noi diremmo che è un omicidio (tranne che in Usaegetta dove invece è la prassi dominante).
Gli israeliani non possono ancor permettersi il lusso di arrivare ad un franco genocidio fatto di stermini programmati dei palestinesi, devono usare metodi indiretti come il furto d’acqua.
Ci vuole più tempo ma il risultato, la creazione di un free (di palestinesi) Issrael è identico. U.

122 Uroburo { 15.01.09 alle 18:02 }

i palestinesi dovrebbero avere un collegamento molto più ampio con la costa, magari scambiando Gaza con una fascia perpendicolare che unisca la West Bank mt
——————————————–
Epperfortuna che questo è realistico!!!
Gli faranno un bel ponte sospeso sui cadaveri. U,

123 Uroburo { 15.01.09 alle 18:04 }

Bombardata la sede ONU
A proposito di chi non vuole testimoni ….. U.

124 e la chiamano estate { 15.01.09 alle 18:08 }

Terroristi Hamas alla caccia di PLO simpatizzanti.
Sono già avvenute diverse esecuzioni, tutta la verità verrà fuori molto presto. Collaboratori vengono uccisi dagli Hamas sul posto.
Commando di esecuzione battono in lungo e in largo la striscia di Gaza alla caccia di collaboratori e simpatizzanti di Fatah . Spesso basta solo una fotografia di Arafat per estinguere intere famiglie. R
E la chiamano estate……….

125 e la chiamano estate { 15.01.09 alle 18:13 }

C’è ancora chi ha la sfacciataggine di parlare di genocidio.
0,06 nell’insieme tra terroristi Hamas e civili lo si chiama genocidio.
Ma và…..và , passi lunghi e ben distesi.

126 marco tempesta { 15.01.09 alle 18:16 }

Dando un’occhiata alla situazione meteorologica annuale negli Emirati, mi sono accorto che la descrizione calzava a pennello anche per Bisceglie: 6 mesi senza una goccia d’acqua, temperature stagionali più o meno le stesse.
Tecnologie di recupero dell’acqua pluviale e dissalazione dell’acqua marina, dovebbero costituire la sfida tecnologica di questi anni, insieme ai generatori di energie alternative.
Più che spendere soldi in guerre per il controllo della poca acqua disponibile, molto meglio spenderli per la tecnologia di recupero.

127 e la chiamano estate { 15.01.09 alle 18:22 }

Israele ha parecchi dissalatori, che lo facciano anche loro, che l’acqua la sanno solo sperperare.
Come promotori dell’irrigazione a goccia, dovrebbero imparare dagli Israeliani, invece di essere sfaccendati dalla mattina a sera con il narghilè attaccato al culo costruendo razzi.R

128 e la chiamano estate { 15.01.09 alle 18:23 }

Bah, abbiamo avuto lo stesso pensiero. R

129 marco tempesta { 15.01.09 alle 18:28 }

Dice Giorgio Nebbia, a proposito di acqua scarsa:
“L’acqua dissalata costa troppo? Se i dati in mio possesso sono corretti, la captazione delle sorgenti abruzzesi e il trasporto in Puglia di mezzo milione-un milione di metri cubi di acqua al giorno comporterebbero un investimento di 750 milioni di euro. E’ il costo di produzione di una serie di distillatori della stessa capacità. Nel costo finale dell’acqua dissalata dovrebbero essere aggiunti i costi di gestione che peraltro esistono anche per le grandi condotte.
Senza contare che la fabbricazione di distillatori è molto più rapida della costruzione di grandi opere come condotte sottomarine e che gli impianti potrebbero essere fabbricati con tecniche e lavoro italiani nel Mezzogiorno da quell’industria metalmeccanica che è in crisi.”
I lettori e i governanti curiosi potranno trovare, sulla dissalazione e sui suoi costi, notizie nei siti Internet http://www.ida.bm e http://www.usbr.gov/water/water.html
Proprio in questi giorni, dall’8 al 13 marzo a Bahrein, nel Golfo Persico, si tiene il congresso mondiale sulla dissalazione. Che sia il caso di dare un’occhiata a questa fonte di acqua finora ridicolizzata?
(Articolo pubblicato da La Gazzetta del Mezzogiorno, 30 marzo 2002)
Siamo al 2009….se ci muovessimo? Due piccioni con una fava: lavoro ed acqua potabile.

130 marco tempesta { 15.01.09 alle 18:32 }

La prossima occasione di confronto sarà la riunione del Forum mondiale dell’acqua, fissato per il marzo 2009 a Istanbul.
———-
Chissà che non decidano di mettersi finalmente in movimento!
Altro che ponte sullo Stretto!

131 Anita { 15.01.09 alle 18:33 }

x Uroburo

Quote:
“….Ma se dei rapinatori si barricano in un supermercato e la polizia per ammazzare loro ammazza anche centinaia di clienti noi diremmo che è un omicidio (tranne che in Usaegetta dove invece è la prassi dominante).”
____________________________________

Esempi per favore.

Grazie, Anita

132 marco tempesta { 15.01.09 alle 18:49 }

cara Anita, si sa che Uro va per iperboli: l’esempio dei rapinatori non calza. Si mettono dei tiratori scelti alle finestre di fronte al supermercato e si fanno fuori i rapinatori con un solo colpo in testa, quando escono. Già successo, tra l’altro.
Gli israeliani possono essere accusati di andare all’ingrosso: se qualcuno spara da un balcone, loro buttano giù tutto il palazzo, chi c’è c’è.
C’è comunque qualche conto che non mi torna: che razza di guerriglieri sono gli hamas, se la maggior parte dei morti israeliani li hanno ammazzati gli israeliani stessi (fuoco amico)?
Sembra che gli Hamas non sparino per ammazzare il nemico, ma per far sì che il nemico ammazzi la loro gente il più possibile. O cos’altro?

133 e la chiamano estate { 15.01.09 alle 18:51 }

Ma allora non solo i preti, stamo bbene, 16 anni al padre,10 anni allo zio.
Io gli avrei dato l’ergastolo.
Da Repubblica
Como, 18:25
VIOLENZE SESSUALI SU DUE BIMBI: CONDANNATI PADRE E ZIO

134 Vox { 15.01.09 alle 19:18 }

GAZ A GAZA
La motivazione di tutte le guerre, alla fine, e’ sempre la stessa:

di NICOLETTA FORCHERI
Stampa Libera

Ecco che cos’era. Era sicuramente una guerra di conquista di territorio, di risorse, e di espulsione di una popolazione troppo fiera da quella lingua di terra strategica. Un leitmotiv che si ripete in tutte le guerre recenti dove tutto puzza di propaganda e di menzogna. Che ci fosse un problema di accapparramento delle risorse idriche in Palestina, lo sapevo. Ma oggi è saltato fuori il rospo, al largo delle coste di Gaza: giacimenti di gas nelle acque territoriali di Gaza, di diritto appartenenti alla Palestina…

Ecco perché quei volontari occidentali che accompagnavano i pescherecci di Gaza al largo delle acque territoriali, prima dell’invasione, venivano attaccati a sei miglia dalla costa con spari d’acqua e altre aggressioni dall’esercito israeliano…. con continue violazioni dei confini delle loro acque territoriali. Ecco che cosa faceva l’esercito durante la cosiddetta tregua: vigilava sui pozzi di gas, nelle stesse acque territoriali di Gaza, che Israele vuole rubare alla Palestina. Sì, RUBARE, CON LA SCUSA DI UN TERRORISMO strumentale e forse rifocillato…

Chi dice furto dice ladri. Direi che è piuttosto un cartello che ha lavorato insieme: governo israeliano, alcune famiglie libanesi e petrolieri sauditi (CCC e NPCC), British Gas – ah ecco perché l’ex Primo ministro britannico è stato inviato a “pacificare” nell’area e ha lavorato così bene – contro i palestinesi – come leggerete dall’articolo sotto, e poi una misteriosa General Holding Company, sicuramente interessi americani.

Hamas è stata un’occasione presentata su un piatto d’argento per cominciare la crociata al terrorismo e per escludere la Palestina dal contratto di fornitura di gas a Israele che avrebbe risollevato le sorti di Gaza e la Palestina. Le avrebbe spianato la strada per diventare un paese indipendente e prospero…

Anche i talebani, prima sono stati finanziati dagli americani e poi sono diventati terroristi quando hanno rifiutato di firmare un contratto per cedere la servitù di passaggio alla Chevron Texaco per le pipelines e tante rendite di royalties. Da lì la dichiarazione di guerra con l’aiutino dell’11 settembre. Anche Saddam fino a quando non ha voluto fare di testa sua per moneta/petrolio e gli era ritornata la fierezza per il suo popolo….

http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=11680

135 Vox { 15.01.09 alle 19:23 }

Guerra e metano :
Invasione israelina e interessi arabi (famiglia Saoud)

di Michel Chossudovsky

L’invasione militare della Striscia di Gaza da parte delle forze israeliane riguarda direttamente il controllo e la proprietà di giacimenti strategici di gas offshore.
E’ una guerra di conquista. Enormi riserve di gas, scoperte nel 2000, giacciono al largo delle coste di Gaza.
Ai sensi di un accordo firmato con l’Autorità palestinese, nel novembre del 1999, di 25 anni di validità, sono state accordate delle licenze di sfruttamento degli idrocarburi British Gas Group e al suo partner di Atene, Consolidated Contractors International company (CCC) di proprietà delle famiglie libanesi Sabbagh e Koury.
Le quote della licenza sui giacimenti di gas offshore sono rispettivamente del 60% per BG, del 30% per CCC e del 10% per il Fondo d’investimento dell’Autorità palestinese…

British Gas valuta le riserve in oltre 39 miliardi di metri cubi dal valore di circa 4 miliardi di dollari. Sono i dati pubblicati da British Gas, ma le dimensioni delle riserve di gas palestinese potrebbero essere di gran lunga superiori.

Chi è proprietario dei giacimenti di gas.
La questione della sovranità sui giacimenti di gas di Gaza è cruciale. Dal punto di vista giuridico essi appartengono alla Palestina. Ma la morte di Yasser Arafat, le elezioni di Hamas al governo e il crollo dell’Autorità palestinese hanno consentito a Israele di prendere il controllo de facto sulle riserve offshore di Gaza.

E mentre British Gas (BG Group) ha trattato con il governo di Tel Aviv, quello di Hamas è stato boicottato per quel che riguarda le licenze di esplorazione e di produzione dei giacimenti.

La sovranità della Palestina sui giacimenti di gas offshore è stata contestata alla Corte suprema israeliana dove Sharon dichiarò, senza mezzi termini, che « Israele non accetterà mai di acquistare il gas dalla Palestina” lasciando intendere che le riserve di gas al largo di Gaza appartenevano a Israele…

Tutto l’articolo su:
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=5471

136 Faust x democrazia genocida http://www.ilmanifesto.it/archivi/fuoripagina/anno/2009/mese/01/articolo/240/?tx_ttnews[backPid]=16&cHash=f54002c6bc { 15.01.09 alle 19:34 }

ci fù una guerra tra la potenza mondiale Russia e la piccola Georgia, che si permise di violare la sovranità territoriale del potente vicino.

…ti sbagli volutamente, la Georgia ha invaso la Ossezzia del sud, con bombardamenti ed invasione terrestre uccidendo i civili che trovavano sul cammino… Quindi la Russia ha reagito giustamente… Solo un cabron come tte… scrive un post propagandista… ( usando il blog di Pino Nicotri… cche ppagaaa!!! x che un psico criminale sparapazzi sul blog Arruotalibera… il ns. nazista del blog…. ha le capacita di un professionista… altro che in buona fede… daltronde è un incallito giocatore dazzardo… si sa che a questi debosciati, sono sempre accorto di soldi… facendo l agitpro, arrotonda … ma sono convinto cche lo ffa aggratis… ce lha nel DNA… osservare come, in un lungo post ( x imbrogliare i distratti…) parte da un dato vero, ( la reazione giusta dei russi) e mente sulle causanti… mente spudoratamente… gli accadimenti sono stati completamente diversi da quelli dal cialtrone venduti x bbuoni… prende un fatto, lo distorce e lo manipola e ppoi prosegue a scrivere il suo ragionamento apparentemente logico ( conclusioni indotte al lettore..) continua blablablaba.. a scendere nella lettura del suo post… fino a concludere comme ye pare a Ello… (ragionamento con logica guidata e indotta ) il post 86 è da manuale del perfetto agitatore politico… un reazionario… si potrebbe umiliarlo, se ne valesse la pena, se non fosse un complice nazista genocida, e una TdC. inutile!!
Faust

137 Faust x SCUSATE il titolo con il link, era vecchio... { 15.01.09 alle 19:38 }

… F.

138 controcorrente { 15.01.09 alle 20:06 }

Come dilettante in antropologia culturare il Biscegliese è una novita,per cui “continuerò ad interessarmi di te.
Sono carateristiche nuove che forniscono interessanti parametri.
Devi esserne orgoglioso caro marco t.
Per il resto hai ragione non mi leggere |

cc

139 e la chiamano estate { 15.01.09 alle 20:22 }

x137
Si rilegga il post.Io non ho scritto niente, del perchè e del per come, della ragione dell’uno o della ragione dell’altro.Io ho preso quel fatto come esempio di cosa la Russia avrebbe fatto se fosse stata al posto degli Israeliani, oltre ciò parlavo anche di cosa hanno fatto gli Europei nella ex Iugloslavia e gli Americani contro i terroristi telebani.
Quali le consegunze dei civili, in special modo di chi se ne fa scudo come gli Hamas. Impari a leggere ,prima di scrivere le solite cazzate o cazzoni che non trovano culi disposti ad accoglierli.
E poi lei cade anche nelle sciocchezze del “giocatore d’azzardo” dei soldi, del gratis ecc.ecc. Veramente provo compassione per lei.

140 Uroburo { 15.01.09 alle 20:25 }

Carissima Anita,
ma se un cittadino disarmato può prendersi 19 proiettili senza aver fatto niente, figuriamoci per dei rapinatori cosa farebbe la vostra democratica polizia … U.

141 e la chiamano estate { 15.01.09 alle 20:28 }

Provo anche molta compassione per Vox,che per mancanza di argomenti , và alla ricerca spasmodica di articoli per farne copia e incolla a scoppio continuo.
Ci manca solo Herzl e Sharon. R

142 Peter { 15.01.09 alle 20:29 }

xFaust

fai come me: smetti di leggere le caxxate di quel tizio dai molti nomi ed una personalita’ inesistente

Peter

143 Uroburo { 15.01.09 alle 20:31 }

Minchia!!!! Certo che abbiamo a che fare con della bella gente!
Qui succede che un invasore ruba l’acqua ad un popolo intero e qual’è la risposta di questi democratici? Non che è un soprusointolerabile con caratteristiche genocide ma che bisogna costruire dei dissalatori! Che diventeranno il bersaglio della prossima guerra issraeliana.
Le leggi non esistono per costoro, e parlano pure. U.

144 Uroburo { 15.01.09 alle 20:32 }

Veramente qui proviamo tutti molta pena per il nostro nazistino quotidiano. U.

145 Anita { 15.01.09 alle 20:38 }

x Marco

Ecco quel che leggo:
Due degli israeliani che sono morti erano civili uccisi dai razzi domestici palestinesi.

Quasi tutti gli israeliani che vivono nell’Israele del sud sono stati evacuati e le poche migliaia che ci rimangono hanno accesso a bunkers e rifugi sotto le loro case.

La popolazione palestinese di 1.5 milioni, vive in una delle aree piu’ densamente popolate del mondo, non ha ripari e molti sono stati costretti a prendere il rifugio in scuole ed in ospedali con miliziani vestiti da civili, edifici che poi sono stati bombardati dalle forze israeliane da aria e da terra.
Due degli israeliani uccisi erano soldati nella striscia di Gaza.
Un maggiore militare, e’ stato ucciso fuori del suo carro armato.
L’altro, un capitano nei militari, e’ stato sparato dai Palestinesi durante l’invasione a Gaza del Nord.
I quattro altri incidenti israeliani erano un risultato di “fuoco amichevole”, in un sparatoria tra carri armati.

Anita

146 e la chiamano estate { 15.01.09 alle 20:39 }

Ma che cos’è , la regola o l’eccezione , sparare 19 proiettili su qualcuno che “presunibilmente” non aveva fatto niente. Chissà forse si era trovato nel luogo sbagliato in in momento sbagliato.
Oppure si vuole filosoficamente provare che è l’eccezione che conferma la regola?

147 controcorrente { 15.01.09 alle 20:39 }

Rabbi ,maestro,con te invece spero la discussione continui poichè sei l’unico finora ad aver colto un aspetto interessante di quel poco che scrivo,accusandomi di non scendere in campo.
O meglio di non volermi sporcare le mani.
Devo confessarti che in effetti tutta la questione israelo-palestinese non mi ha mai “entusiasmato” più di tanto!

Vado a spiegarti in perchè :

1)In primo luogo trovo onestamente poco producente infilarmi in discussioni su quale Dio sia il più vero il più giusto,il migliore.
Mi sembrano quei giochetti da “ragazzi”su chi c’è la più lungo e più grosso
2)Tra arabi ed israeliani chi ha più diritto o meno mi sembrano altrettante schicchezze dal mio punto di vista.
3)Nonostante tutto non sono così ingenuo da pensare che queste cose e cioè le tradizioni culturali,le religioni non abbiano la loro importanza.
4)In questo senso hanno perfin “ragione” quelli che come il buon marco stigmatizzano certi aspetti deteriori della cultura araba che decisamente non condivido.(e come potrei)
5)Già ho scritto in passato che per me questa è una classica guerra coloniale che come tutte le altre si ammanta di altri valori e come tale va intesa nel panorama internaziole.
6)Da questo punto di vista “massacri nefandezze e quant’altro non si discostano poi molto da quanto avvenuto in passato e tuute le nefandezze hanno lo stesso gusto.
7)Mi dà solo fastidio come a molti che a livello politico vi sia quest’insistenza a voler giustificare a tutti i costi con motivazioni assurde che le nefandezze di una parte trovinogiustificazioni assurde e che mettano in ballo e in gioco a mò di “scudi”questioni come la Schoa che poco c’entrano con i fatti reali.
8) Questa è una sporca guerra come altre nella storia dell’umanità,che dal mio punto di vista non sposta di un millimetro le mie riflessioni sulla natura delle guerre.
9)Da qui il mio scarso interesse per vicende che se ti fanno attanagliare il cuore,non sono certo le uniche.
10)Mi ritengo un partigiano della “pace” epertanto non parteggio in modo particoalare per un gruppo dirigente od un altro.
Solo che mi dà fastidio sentire certe considerazioni che al di là delle rispettive guerre mediatiche accampano giudizi di ordine morale su presunte superiorità di civiltà religiosa e quant’altro per essere compresi nella loro causa.
Dal mio punto di vista più si insiste su certi argomenti e più ai miei occhi si mette in cattiva luce la parte che tu ben conosci.

Tutto qui mio caro Rabbi

cc

148 Anita { 15.01.09 alle 20:41 }

x Uroburo

Lei cita un caso e condanna una Nazione di 320 milioni senza contare 12-15 milioni di illegali.

Anita

149 e la chiamano estate { 15.01.09 alle 20:43 }

xPeter
Non ho ricevuto da lei nessuna risposta al mio ultimo post.
E’ sempre la stessa solfa, quando non si sà più che pesci prendere, si elude. Si limiti a eludere, oppure scriva qualche pensiero logico.
BLABLA BLABLA R

150 Peter { 15.01.09 alle 21:09 }

xbla bla bla

ok, ho letto il suo ultimo post.
Le ho gia’ risposto a suo tempo. Se non le basta, non importa.
Del resto, lei non risponde mai a domande dirette, come molti hanno notato. Crede forse di essere un privilegiato?

Peter

151 Uroburo { 15.01.09 alle 21:36 }

Cara Anitra,
come un caso? Ma se succede ad ogni stormir di fronda! U.

152 Uroburo { 15.01.09 alle 21:37 }

Questa idea di Rodolfo che nessuno risponda alle sue domande è veramente curiosa, soprattutto perchè lui non risponde MAI. U.

153 Anita { 15.01.09 alle 21:48 }

x 152

Caro Uroburo,

fornisca dati, non parole.

Se io sono un Anitra lei e’ un….:

http://www.clever-store.com/t_images/1062_32-a.jpg ;-)

Anita

154 e la chiamano estate { 15.01.09 alle 21:54 }

x Cc 148
Ne prendo atto, e non posso che comprenderti,parecchi la pensano a modo tuo. Noi siamo qui , discutiamo e litighiamo, in effetti siamo quattro gatti. Quelli come te ,che ci fanno qualche pensierino, e quelli come noi, che in special modo per l’argomento in corso, ci accapigliamo, nell’insieme non penso che si sia, ad essere ottimista, più del 10% della popolazione Italiana. Tutti gli altri se ne fregono altamente di tutto e di tutti, pensano solo a come sbarcare il lunario.
Intendo solo puntualizzare, che Israele non è uno stato teocratico.
Israele, non ne fà una questione di:-”il mio Dio è più forte del tuo”
Oppure la mia civiltà è migliore della tua, perciò tu devi soccombere.
Qui per Israele, si tratta di sopravvivere.
La maggior parte degli Ebrei, in special modo quelli che si sono salvati dall’olocausto, sono atei. Moltissimi hanno abbandonato la religione perchè non credevano più ad un Dio che ha permesso la carneficina dell’olocausto. La maggioranza degli ‘Ebrei segue certe feste , come il Cattolico festeggia il Natale senza seguirne tutti i più profondi significati. Il tuo post Nr 40, c naturalmente lo conosco, è bello e mi emoziona.
Ma se dovessi vivere, seguendo quei pensieri, morirei di fame, e gli Israeliani sarebbero già stati da tempo buttati a mare.
Gli Israeliani sono un popolo che vogliono fare, costruire, inventare , vivere, divertirsi ecc. che non pensano certamente che il Dio della Bibbia venga a loro in aiuto, o che in cielo stiano aspettando sette vergini, per niente. La massima dell’ Ebreo é:-”aiutati”
Si potrebbe parlare invece in modo molto diverso degli integralisti Islamici. Si informi, su quello che pensano veramente gli Arabi.
Gli Israelini vogliono solo vivere in pace in quella striscia di terra.Gli altri li vogliono buttare a mare, e nella profondità del loro cuore e del loro credo, dominare il mondo intero.
Se la vogliamo mettere cosi, è veramente una guerra di civiltà.
Non il petrolio o le riserve naturali, quello è relativo.
Ci pensi. Sopratutto, come afferma lo scrittore Amir di cui ho scritto qualche giorno fà, prima di parlare alla Uroburo o altri, bisognerebbe di più capire la mentalità Araba , studiandone i costumi e la religione e molto di più. Solo allora si può parlare con cognizione di causa. Poi c’è uno che mi viene fuori con i territori rubati, gli ulivi estirpati, Sharon , nazisti ecc. ecc.
Fuffa, solo aria fritta, il voler dare la sensazione di saperne di più, di sapere persino come finisce ecc.,. Mah
Questa notte è decisiva per il conflitto, speriamo bene. R

155 Sylvi { 15.01.09 alle 22:14 }

caro AZ,

la “mia” vecchina”, una “crosta” lucida fino alla fine, con la morte mi ha privato oltre che di una presenza affettiva, anche di un prezioso testimone di storie passate.
E di una saggezza che, troppo spesso, spegnamo lasciandoli o davanti alla TV, preludio della demenza senile, o peggio relegati in qualche casa di riposo, a volte pur dignitosa!
Siamo sicuri di non essere, a volte, assassini affettivi?
Mentre siamo impegnati a “risolvere” i problemi del mondo?

Potrei continuare con i bambini che si autoeducano, con le coppie che scoppiano alla prima bavisela….
Forse non abbiamo solo problemi economici…

cc, nel suo 58 parla di “una cupa rassegnazione che porta ad un cupo risentimento”…
La vecchina avrebbe avuto molto da ridire…data la sua vita per quasi un secolo!
Avrebbe detto: indispensabile il cellulare a 7 anni? Indispensabile corredo scolastico da vip?
Indispensabile riempire le tasche di euro agli adolescenti?
Indispensabile congegni elettronici la cui mancanza non esclude il computer, questo si indispensabile e da considerare una “rivoltella carica” in mano a giovanissimi?

Non elenco le cose che non ritengo indispensabili per gli adulti!
cc dice che la gente non mangia! Io ora sono una massaia e so che se una donna lavora spende di più a fare la spesa.
Ma se non lavora può essere oculata e mettersi un po’ di più ai fornelli. Si può fare credimi. Non è ancora tempo di guerra!

A scuola, a tutti i livelli, da anni si scoraggiano gite scol., e scambi culturali, visite a musei perchè non si vuol spendere ( lo Stato) perchè si pretende tutto gratis (le famiglie)!
Le cose veramente indispensabili!!!

Ritornare all’essenziale! Questa si sarebbe una rivoluzione.
Le fabbriche? Dovrebbero reinventarsi la produzione.
Sempre meglio che chiudere!
Ma …ci dovrebbe essere il “vigile” a dirigere il traffico, ed è quello più occupato a coprirsi di superfluo!
Mi farebbe veramente andare in bestia se i nostri “vigili” fossero gli ultimi a soccombere. Un botto lo sparerei anch’io!!!

Forse, forse …dovremmo o dovremo ricominciare ” dal basso”.
Dai nonni che ci rammentino i loro calvari, ma…sempre più arriviamo io e te…in prima fila!!!

Crepi la malinconia.
Ho raccomandato a mio marito di tener il genova leggero a portata di mano, accanto alla tormentina.
A Grado per il Perdon fanno sempre una regata di bragozzi e tartane. Arrivano anche da Venezia e da Chioggia.
E’ uno spettacolo di vele con colori e disegni i più originali e incantevoli.
Ma alla barra c’è quasi sempre una testa grigia….

Prendila come l’ho messa, d’istinto.

sylvi

156 Vox { 15.01.09 alle 22:31 }

A me piacerebbe che quando sguinzagliano sui blog questi volontari-troll, per lo meno li scegliessero un tantino intelligenti e, anche se difendere l’indifendibile e’ impossibile, che fossero individui in grado di fare qualche discorso serio, approfondito e logico. Invece mandano gente impreparata, se non proprio ignorante, rozza nel pensiero e spesso anche nel linguaggio, che alle argomentazioni puo’ solo rispondere con frasi pietose, senza contenuto, o con insulti. Di altro non sono capaci.

Non fanno fare una bella figura ai loro padroni, no davvero.
Come sempre, la qualita’ conta molto piu’ della quantita’. I committenti dovrebbero stare piu’ attenti a chi si scelgono per fare propaganda, altrimenti ottengono solo l’effetto contrario.

157 Pino Nicotri { 15.01.09 alle 23:08 }

x “e la chiamano estate”

1) – Vox con i suoi copincolla di articoli – e spesso traduzioni – di altri siti fornisce a questo blog dà un notevole contributo di informazioni, cosa di cui dovrebbe essere grato anche lei anziché fare del sarcasmo fuori luogo, usato per coprire la mancanza di argomenti.
2) – Riguardo la sua espressioni che “i palestinesi hanno avuto una lezione” – e che “altre ne avranno” – mi limito a far notare che è tipisco dei fascisti e dei prepotenti in genere “dare lezioni” usando la violenza. Quando poi il “dare una lezione” è lordo di sangue in maniera addirittura paranoica – come nel caso attuale – allora non avrei argomenti per ribattere a chi dicesse che siamo nel campo del razzismo più rivoltante e della criminalità pura. Anche a voler ammettere per ipotesi che Israele avesse inizialmente ragione, lo strame che ha fatto di vite umane, di ospedali, di sedi dell’Onu e di molto altro, la pone irrimediabilmente dalla parte del torto.
3) – Non si lamenti se le sue domande a volte non hanno risposta. Lei stesso ha teorizzato l’inutilità di rispondere per esempio alle domande che le rivolgo io, e che a suo dire sono troppe.

Avrei molto da ridire su certe sue affermazioni, di cui credo lei non si renda bene conto. Diciamo che se io mi sorprendessi a pensare o dire certe cose le ascriverei di diritto all’umana efferatezza. Ma ciò che ho da dire preferisco dirlo con nuovi argomenti per nuove puntate anziché continuare a dialogare col muro. Un Muro oltretutto molto sgradevole, con troppi manifesti di propaganda. Perfino propaganda militare.
pino nicotri

158 ségolene { 15.01.09 alle 23:48 }

x pino e x tutti

non so se qualcun altro già l’ha fatto (non ho ancora letto tutto quello che avete scrittoda sabato a mercoledì), comunque vi segnalo il sito
http://guerrillaradio.iobloggo.com/

Ci sono delle foto sconvolgenti, che fanno più che mai riflettere. A prescindere dalla propria collocazione politica, non è possibile restare indifferenti davanti alla morte di piccoli innocenti

Consiglio a pino di inserire questo sito nella colonna “blogroll” a destra

159 alex { 16.01.09 alle 0:13 }

@ Pino (158)
Mai meravigliarsi dei “ragionamenti” dei propagandisti militari…è l’unica cosa che gli viene naturale fare, visto quante ne sparano!

160 Faust x Pino { 16.01.09 alle 0:33 }

… sto leggendo su dagospia.it, le vicissitudini nellEspresso, Caracciolo… eredi De Benedetti… Caro Pino, ti dico cche non cciho capito molto… mi piacerebbe raccontassi qualche aneddoto del Principe… o ppiu semplicemente,,,, un ppo di gossip… sulla sagra in scena allEspresso…. se ne hai voglia… ciao caro maratoneta sintetico… mi ha colpito il tuo consiglio ad indossare roba sintetica… sono allerggissississimo a materiali sintetici… eppoi … avrei paura di prendere fuoco alla prima sigaretta… avrei voglia di raccontarti di quella volta nel 1992, che ho filmato larrivo di una delle caravelle di Colombo (perfetta riproduzione 1:1 della Santa Maria..) nelle Celebrazioni del V Centenario della scoperta d America, ero in mezzo ai rappresentanti diplomatici di tutto il mondo e a lato dellAmbasciatore e Sra contornati da molti funzionari giapponesi… uno scambio di bandiere con il comandante della caravella… i giapponesi erano vestiti con degli abiti sintetici… con la camera in spalla, filmando… quando la durata di una inquadratura fissa… diciamo da tripode fisso… es. uno che parla molto… con una mano usavo la camera e laltra… faccio x accendermi una sigaretta… vedendomi con la sigaretta in bocca, pronto ad accenderla… mi si avvicina agitato ma in silenzio e mi fa segno di non accendere… gli dico che siamo allaperto.. cazzo, lasciami fumare noo!!! era Roberto il capo protocollo del presidente Joaquin Balaguer, mio caro amico e lui ridendo con la mano a tapparsi la bocca, mi dice… che visto come erano vestiti i giapanese… se qualcuno mi passava vicino… prendeva fuoco… e mi voleva proibire di fumare… sempre con la camera in spalla, guardato a vista dai servizi di sicurezza… a due metri dal presidente… mi conoscevano e mi lasciavano avvicinare al pres. … proibito ad altri cameramen… bello il ocumentario che ne ho realizzato… era il 1992… pputtanaeva… ora che mi ricordo mi sono ripromesso di mettere alcuni dei miei video… i ppiu importanti, in youtube…. caro ti saluto… wwwvvuaddurmi.now
…ciao blog, buonanotte!!! F.

161 Anita { 16.01.09 alle 1:51 }

x VOX 157

Vox { 15.01.09 alle 22:31 }

“A me piacerebbe che quando sguinzagliano sui blog questi volontari-troll, per lo meno li scegliessero un tantino intelligenti ….”

“Invece mandano gente impreparata, se non proprio ignorante, rozza nel pensiero….”

“Non fanno fare una bella figura ai loro padroni, no davvero.”
~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~

Su questo forum ci sono ben pochi che non sono in sintonia…
Io sono una dei pochi.
Le assicuro che non sono un troll e non sono al soldo di nessuno.

Semmai e’ lei che fa incessante propaganda.

In tutto ci vuole un po’ di moderazione e non parlo dei recenti avvenimenti.

Anita

162 AZ Cecina Li { 16.01.09 alle 3:51 }

X Anita
Ma tu che c’entri!?!? VOX ha scritto “Invece mandano gente impreparata, se non proprio ignorante, rozza nel pensiero e spesso anche nel linguaggio…..,”
La frase non mi pare prorio sia rivolta anche indirettamente a te, a meno che tu non voglia avvalorare proverbio di mia nonna “la prima gallina che canta è quella che ha fatto l’uovo”

Sempre a proposito dei proverbi di mia nonna, chissà se alle frequenti immissioni di “ahah ahaha ahaha ahah ahaha ahaha” a sproposito è applicabile quello che recita: “il riso abbonda sulla bocca degli stolti”.
Antonio - – - antonio.zaimbri@tiscali.i

163 Anita { 16.01.09 alle 4:27 }

Chavez

Ugo Chavez sta corteggiando le compagnie petrolifere che ha cacciato via nel 2007.
Chevron, Shell, la Total e la Francia sono state tranquillamente contattate per gli investimenti.

Dal New York Times.

Non solo i miliardi di perdite. E’ anche improbabile che le petrolifere abbiano dimenticato i fuochi d’artificio, le truppe, banner e torcie delle mobs di sequestro Chavista che hanno espropriato il loro dei beni in loro il nome del “popolo”.

http://www.nytimes.com/2009/01/15/world/americas/15venez.html?_r=1&th=&emc=th&pagewanted=all

Anita

164 Anita { 16.01.09 alle 4:31 }

Il NY TIMES non permette di aprire i links.
L’articolo e’ troppo lungo, il sunto l’ho scritto sopra.

Anita

165 Anita { 16.01.09 alle 4:39 }

Ecco, questo si apre:

Hugo Crawls Back

http://www.ibdeditorials.com/IBDArticles.aspx?id=316915138121814

Anita

166 x AZ Cecina Li { 16.01.09 alle 4:46 }

Calmati cervellone! nessuno aveva notato che VOX in un raro momento di lucidità mai visto su questo blog si era descritto(a) come mai nessuno poteva fare, neanche un cervellone come te. tutti i proverbi di tua nonna dovevano insegnarti qualcosa invece … sei capace solo di rigurgitarli come un pappagallo. la prossima volta prova a fare i catzi tuoi e togliti il riso dalla bocca.
ahah ahaha ahaha ahah ahaha ahaha
Che Cavoli – - – che.cavoli@alice.i

167 Anita { 16.01.09 alle 4:47 }

x Antonio

Caro Antonio,
VOX ha parlato in plurale e non sarebbe la prima volta che mi becco accuse di essere al soldo di qualcuno, di sicuro te lo ricordi.
Canto per prima perche’ tutti sono a nanna e per me era prima sera.

In quanto alle risate, diversi le usano, in un modo l’altro. 8)

Buona notte,
Anita

168 Faust x Eroi Umani... un israeliano non contaminato dalla furia genocida ... { 16.01.09 alle 9:53 }

Cosa farebbe se fosse nominato premier?
«A differenza dei guerrafondai, convinti che le armi siano la risposta, io non ne ho una. La situazione è difficile. La pace è difficile. E’ vero che i palestinesi capiscono meglio il linguaggio della violenza, ma anche noi israeliani. Entrambi ci rappresentiamo come mostri, un popolo di terroristi e un popolo di guerrieri assatanati. Non sono ottimista e non ho una soluzione, ma ho una direzione. Se fossi premier appoggerei l’iniziativa araba, spingerei perchè noi ebrei ci integrassimo nella regione, costruirei il confine sulla linea del ’67, senza aggiustamenti».

sottoscrivo
Faust

169 Pagheranno caro, pagheranno tutto { 16.01.09 alle 10:03 }
170 Faust x Anita { 16.01.09 alle 10:15 }

… a conoscerti cara Anita, abbiamo la conferma che siete manipolati mediaticamente… la interpretazione degli accadimenti è sempre distorta e differente dalla realta dei valori, gli usa non hanno capito e non vogliono capire che ci sono altri modi di interpretazione e di pensiero sulla terra… x es. quando rubate le materie prime ai paesi poveri… tutto va bbene, madama la marchesa… quando qualcuno protesta a essere derubato (le comp. petr. in Venezuela e gas in Bolivia, erano padroni delle risorse naturali ed i venezuelani morivano di fame..) caccia i ladri, dandogli soldi x andarsene (non espropriazioni comuniste… le petrolifere non hanno accettato quanto offerto dal governo del Cnte Chavez, qualsiasi cifra offerta da Chavez, lhanno rifiutato x creare il caso di governo espropriatore delle loro proprieta, ma i soldi non li hanno voluti e sono in causa..) giudiziaria) di quello che dice busc, i poveri non si puliscono neanche il culo, grazie al coraggio del Presidente Hugo Chavez Frias, in dieci anni ppiu di 2 milioni di poveri, sono usciti dal loro stato di poverta ed oggi Venezuela è un esempio importante x i fratelli latinoamericani…sta molto meglio di prima… questa è la realta… di quello che pensano i capitalisti usurai e guerrafondai, ai Popoli ex sfruttati e dissanguati, va la solidarieta degli Umani… e i criminali di gringolandia, possono andare a farsi fottere… le bestie vanno tenute in gabbia… con i busc non si poteva x che erano bianchi… adesso che come dicono i criminali busciani, ha vinto le elezioni, una scimmia… e la gabbia gliela stanno cucendo addosso, se il mondo non vedra cambi rivoluzionari nella mentalita egoista dei gringos… xche la gente torni a rispettarli come Umani, ci vogliono cambi radicali ed a Obama non gleli lascieranno fare…
Faust

171 Linosse { 16.01.09 alle 11:01 }

Gli orrorosi non hanno limite.
Da l’Orizzonte degli eventi ,blogroll a destra:
::::::::::::::::::
“Il popolo di Israele non sarà sicuro finché Hamas governa la Striscia di Gaza. Dobbiamo proseguire la guerra fino alla sua distruzione. Dobbiamo fare esattamente ciò che fecero gli Stati Uniti d’America con il Giappone durante la Seconda guerra mondiale, così non ci sarà bisogno di occupare Gaza”. (Avigdor Lieberman, presidente del partito fondamentalista “Israel Beitena”)”
L.

172 Faust x Anitre terroriste sui cieli di Gringolandia { 16.01.09 alle 12:00 }

New York, collisione e avaria poco dopo il decollo dall’aeroporto La Guardia
A bordo 150 passeggeri e 5 membri dell’equipaggio, tutti salvi
Scontro con uno stormo di uccelli
aereo finisce nel fiume Hudson
L’aereo ha cercato di rientrare verso lo scalo ma non ce l’ha fatta
I piloti sono riusciti ad ammarare. Immediati i soccorsi

… il primo attentato terroristico della stagione Obama..
un battaglione di anitre kamikazen, ha attaccato un aereo dell impero guerrafondaio di gringolandia, salvi i passeggeri… da un comunicato delle anitre selvaggie, ( con sede e uffici in NE… negli scantinati di un italoamericana… simpatizzante di busc..) è stata confermata la motivazione delle terroriste apolidi, attacco x protesta contro Obama… lFBI ha ggia indivuduato le anitre, una x una, foto, impronte digitali e vizi particolari delle Anitre in missione suicida… lFBI e la Zia, stanno interrogando gli uccelli che volavano nelle vicinanze… si prevedono altri attacchi di anitre addestrate dagli iraniani… il secondo attacco avverra solo dopo il corso di inglese x le anitre islamiche che andranno in missione suicida… non si prevedono accuse contro l anitra basista del NE, in quanto agente coperto degli stessi gringos..
Faust

173 marco tempesta { 16.01.09 alle 12:05 }

Ma oggi è saltato fuori il rospo, al largo delle coste di Gaza: giacimenti di gas nelle acque territoriali di Gaza, di diritto appartenenti alla Palestina… N. Forcheri
——
A poco a poco gli affari sporchi vengono a galla. Questo potrebbe esserne uno. Aspettiamo gli altri.

174 Controcorrente { 16.01.09 alle 12:07 }

Dizionario Filosofico
Reificazione

Reificazione, dal latino res “cosa”, ovvero, diventare una cosa.
Concetto derivato dalla filosofia marxista con il quale si indica il processo che vede l’uomo astrarsi da se stesso, dal senso della sua umanità, per considerarsi come semplice cosa tra le cose. In questo modo egli sente come se soggiacesse alle stessi leggi di mercato alle quali rispondono gli oggetti che produce con il suo lavoro. Il lavoro diventa quindi esso stesso merce tra le merci, e l’uomo oggetto tra gli oggetti. Con il termine si indica anche, per estensione, quel processo per cui si tende a considerare concreto un concetto astratto, attribuendogli le qualità proprie della materia.

Cara Sylvi ,

il tuo untimo post ,non mi ricordo più il numero ,quello per intenderci indirizzato a AZ, mi ha fatto riflettere e visto che mi pareva di ricordare che c’era un termine per “spiegare” in parte quello da te scritto,ho consultato un “dizionario filosofico”

Detto ciò ,tu potresti essere tranquillamente “irrisa”,non certo dal sottoscritto,da qualcuno altro magari, per una tua ingenuità di fondo ,come di una sostenitrice della “politica del buon selvaggio”tacciata quindi di essere fuori dalla realtà e dal mondo.
Devo dire invece che molte delle tue asserzioni su cosa siamo diventati e su cosa siamo vieppiù destinati a diventare “crisi permettendo” è di fondamentale importanza a mio avviso per spiegare altre cose ,anche le guerre(almeno in parte e soprattutto quelle moderne).

Ovvero a mio avviso non c’è futuro se non si esce anche da questo processo di “reificazione”.
Il come , il quando, e attraverso quali mezzi ,fa parte di un processo appena avviato nella storia dell’umanità e del suo grado di sviluppo.
Qualcuno pochi anni fa aveva pensato che questa discussione fosse del tuuta chiusa una volta per sempre dallo sviluppo illimitato del libero mercato imperante e delle sue leggi impersonali(astratte appunte, non umane per qualcuno o innate per altri)ma seguardi bene non è che in fondo cambi la sostanza ,poichè qualcuno si dimentica sempre di spiegarmi bene cos’è una legge innata che dura per sempre).

Detto ciò termino affermando che almeno di una cosa sono sicuro: ” che per un processo di questo tipo e cioè di un percorso che ci porti fuori dalle cose che tu denunci sono decisamente insufficienti percorsi individuali di autocoscienza.
Purtroppo però come ben sai a volte l’uomo è portato a riconoscere determinati aspetti solo quando si scotta, fino ad allora dice che l’acqua calda non è stata ancora inventata.
Vedremo…

cc

175 Controcorrente { 16.01.09 alle 12:24 }

ELEZIONI ALL’ORIZZONTE…

GRANDE FUFFA SI ANNUNCIA…

SARDEGNA: LA RUSSA, ALLO STUDIO MINI PIANO MARSHALL

“In Consiglio dei ministri abbiamo parlato di un piccolo piano Marshall per la Sardegna e le isole”. Ignazio La Russa, ministro della Difesa e reggente di An, riferisce che il governo ha allo studio un intervento di aiuti alla Sardegna. “Si sta pensando a un piano in linea con il federalismo fiscale – ha spiegato La Russa – che riguardi la Sardegna e le isole in considerazione della loro particolarita’”. La Russa ha sottolineato che “questo Consiglio dei ministri e’ stato particolarmente importante perche’ tra i promotori di questa ipotesi c’e’ anche, tra gli altri, il ministro della Lega Roberto Calderoli”.

Innegabile in questo marasma politico ci sta anche un Truman impersonificato da La Russa….!!Per la solita serie quando le tragedie si tramutano in farsa…specilità tuuta ittalicca…!!

cc

176 e la chiamano estate { 16.01.09 alle 12:31 }

x Nicotri !58
1) Questo è un blog o un giornale?
Io posso leggere qualcosa e riportarla con le idee che mi son fatto di quell’articolo, che poi possono anche non essere uguali.
Cero può capitare di fare un copia e incolla, ma non a scoppio continuo. . E’ questo un luogo di discussione? Non mi sembra di vedere nessun copia e incolla in altri blog. Qual’è dunque lo scopo? Lei stesso ha scritto che sarebbe meglio solo mettere il sito, se uno è interessato se lo và a leggere, o è solo voler far propaganda,cercando e postando copia e incolla che valorizzino il pensare di qualcuno , se pensare é? Le sembrano oltre ciò giusto i post ( !6 -sedici ed in continuazione ) che cominciano con:-” NAZISTI- IPOCRITI_BELVE e chi più ne ha più ne metta?
Cosa significa tutto questo?
Lei mi vuole spiegare, se certi termini venissero detti di presenza ad un’altra persona, come potrebbe andare a finire la discussione? Sinceramente, mi dica.
E qual’è la differenza se poi io mi comporto nella stessa maniera?
Io si, lui no ? E chi puo all’ultimo decidere chi si comporta da vero nazista e chi no? Come si fà? Mi dica, sinceramente, da uomo di cultura.
-
2)Riguardo al nr.2 , lei la può pensare naturalmente come vuole.
Io resto del mio parere, aggiungendo solo qualcosa che a lei forse sfugge:-” SE LO HANNO VOLUTO”, per quanto possa essere doloroso ,se lo hanno voluto.Marco Tempesta ha riportato numerosi esempi, e pur non essendo di parte, riconosce e intravede cose che i ciechi , ammantati dai loro pregiudizi, molto a monte ,non vedono.
-
3)Quando alle mie domande non si risponde, è solo perchè non c’è una risposta, senza automaticamente entrare in contraddizione.
Se io per esempio domando:-” Le sembra giusto che nella Charta degli Hamas ci sia un articolo che vuole la distruzione di Israele e di tutti gli Ebrei?
Nessuno risponde, ma perchè? Glielo dico io perchè:- Se si risponde di si, si passa per antisemita, ed anche se lo si è , non và di farlo sapere.
Se si risponde di no, la mia domanda seguente sarebbe:-” e tu che fai ti lasci distruggere senza reagire? E li si cominciano ad avere difficoltà, dunque meglio non rispondere.E cosi funziona anche con le tante altre domande che io in questo blog ho postato. e che sono rimasti senza risposta. Non me ne sono mai lamentato eccessivamente. Aggiu firnutu.
-

Speravo molto nei colloqui di ieri notte. Non se ne è fatto niente.
E sà perchè? Dopo le ultime oramai tre settimane, gli Hamas volevano un cessate il fuoco di appena un anno e le frontiere libere.
E’ chiaro che Israele non può accettare.
Non è che hanno detto, noi cancelliamo quell’articolo dal nostro statuto dove si parla della distruzione di Israele, e dove il cespuglio grida:-Dietro me, c’è un Ebreo uccidilo. O magari un cessate il fuoco di almeno 10 anni, no, un solo anno , per avere respiro, per riorganizzarci, per ricominciare tutto da capo.E questi me li chiamano UOMINI, a cui stà a cuore la propria popolazione. Ma và…….Và
-
Oltre ciò, se io non rispondo a certe domande, è perchè hanno a che fare con il passato remoto, ed io me ne infischio del passato. A me interessa solo il presente e il futuro.
I rapporti tra Tedeschi ed Israeliani, non sono mai stati cosi buoni come negli ultimi anni. Non sarebbe cosi se ci rinfacciassimo in continuazione gli errori del passato. A me non importa niente di quello che ha detto Dajan 50 anni fà, a me importa quello che dice la Livni oggi. Un saluto R.

177 e la chiamano estate { 16.01.09 alle 12:47 }

xAZ
Sempre a proposito dei proverbi di mia nonna, chissà se alle frequenti immissioni di “ahah ahaha ahaha ahah ahaha ahaha” a sproposito è applicabile quello che recita: “il riso abbonda sulla bocca degli stolti”.

No, non è cosi. Il riso abbonda sui volti e sulle mentalità sincere.
Io amo la gente che ride e che sa ridere,tutti quelli che sanno ridere , anche di se stessi hanno un animo nobile.
Gli altri , i rabbuiati, i troppo seri, sono poca cosa, e quando qualche volta ridono, è un ridere verde, dovute alla bile, ed ai bruciori di stomaco.Non te la prendere, ridi se puoi e se ce la fai. R

178 Faust x Scuola della terza etaa!! Corsi di reificazione { 16.01.09 alle 12:51 }

… insegnante ducente marco tempesta, bidello ausiliare Uroburo, supplente Cicci, nasolungho…
il ducente tempesta, che ha studiato sulla fica nostrana, sin dai primi vagiti pre-reificava, quelle che sarebbero diventate negli ani, le sue amiche maggiche… ora da corsi x la reificazione assistita… ovvera ad ogni fica insegna che non avra altri al di fuori del ducente e inoltre ha il diritto dovere di reificarsi… quasi tutte scelgono di reincarnarsi o reinficarsi nella fica regina di Madonna la Vergine di Pilo, alcune trasgender si reificano in berluscoglione… lunico ad avere due coglioni destri e due sinistri in testa… e un membro sempre in asta senza bandiera ma con bandana protettiva x i rapporti a rischio Di Pietre sul selciato, ed anche x parare i colpi di culo improvvisi che lo colpiscono dal sud… ultimamente un incontro mafia elettori di sinistra 61 a 0… e lo arricchiscono e lo bagnano con lunto di un Signor vino… il docente e il suo staff (hanno tutti frequentato scuole gesuitiche ed esorciste del vatic- ano) la reificazione ppuo avvenire anche senza protezione antivirale… in quanto Di Pietro non garantisce, anzi impedisce la reificazione assistita in stato imbarazzato…
..costo del corso in poche lezioni, 2 milioni, delle vecchie fiche x le donne e, con sconto militari e ragazzi trasgender 10 euro, con fica ricambiabile e lavabile in lavatrice…

Ps.: questa mi vergogno a firmarla… dato il dubbio sul sesso degli angeli reificati… e lannuenza-assenso al trattamento dei dadi del docente in rappresentanza anche dello staff reale…

179 Faust x il bugiardo del blog... { 16.01.09 alle 13:03 }

che vuole la distruzione di Israele e di tutti gli Ebrei?

.. magari nella tua testa plagiata, ma purtroppo non è cosi… la charta (!?) di Hamas, vuole la distruzione di israele, non di ttutti gli ebrei… cabron de nada e come al solito sei un bugiardo e un provocatore mediatico, oltre ad essere complice di assassini genocidi… Ricordati di VERGOGNARTI… ppiu volte al gg…
Faust
ps.: ringrazio i fraterni consigli di Peter, ma contro questo semplicione nazista… non riesco a non leggerlo… vado affinire di leggere il resto del post del nazista tetesco….

180 Faust x il bugiardo del blog... x finire... { 16.01.09 alle 13:10 }

No, non è cosi. Il riso abbonda sui volti e sulle mentalità sincere.

… appunto degli stolti!!! ha ragione CC, se non ti piace il blog arruotalibbera e come lo conduce il blogmaster Pino Nicotri… vai a rompere i coglioni da una altra parte, magari frequentati da cerebroassassini genocidi come tte…
Faust

181 e la chiamano estate { 16.01.09 alle 13:38 }

http://www.youtube.com/watch?v=Lsvqcp4aWF8
-
Per il caprone di un caprone di un Faust, che non crede, che mente e che di conseguenza non ride mai.
Leggi , caprone quello che c’è scritto sullo statuto di Hamas. Beduino.
-
-
““Ogni Ebreo è un colono, è nostro dovere ucciderlo.
-
E’ scritto nella Carta( 18 Agosto 1988) dell’ organizzazione islamica radicale Hamas:-”Ha rakat al-Muqāwamat al-Islāmiyyah”
-
La Carta propaga come traguardo finale la distruzione dello stato d’ Israele per mezzo della guerra santa islamica , ovvero la “Jihad”
Si legge tra l’altro:-” Israele esiste ed esisterà, fino a che ,l’Islam
non la cancellerà, cosi come ha già cancellato altri paesi.
La Palestina è un Islamico Waqf (propietà santa) fino alla fine dei tempi.
Il giorno del giudizio non verrà, fino a che i Moslem non avranno ucciso l’ultimo Ebreo. Allora gli Ebrei si nasconderanno dietro le pietre e gli alberi, e le pietre e gli alberi grideranno:-:-” Oh Moslem, un Ebreo si nasconde dietro me,vieni e uccidilo.
.
. Se vuoi, caprone jena non ridens di un Faust , guardati il video.– R.

182 Controcorrente { 16.01.09 alle 13:42 }

caro Nicotri,

non pretendo che lei risponda a questo mio “Post”.
Ma mi permetto di annunciarle ufficialmente che da questo momento anche i “giornalisti” ha nno una loro Santa.

SANTA LUCIA (annunziata) d’arco crocifissa in una trasmissione TV!!

Per cui,per il futuro sa dove indiririzzare le sue suppliche!
ZIO bonino quanta ipocrisia!!(e false indignazioni)
(tra colleghi)
La pagnotta ..!

cc

183 e la chiamano estate { 16.01.09 alle 13:44 }

Per il capron.
no, mi dispiace io rompo i coglioni qui, ti và o non ti và.
Ahahahahahhhhahhah, rassegnati, finchè uno di noi due tira le cuoia,ti và? Se non ti và, ti deve andare per forza, cosi come Israele con gli Hamas, ahhahahhahhhah, mi stò sganasciando………R

184 Faust x il bugiardo del blog... cche minaccia e caga in casa daltri... { 16.01.09 alle 14:07 }

Per il capron.
no, mi dispiace io rompo i coglioni qui, ti và o non ti và.

…. x me puoi continuare, tanto vali meno di una scorreggia fritta… non so se il blogmaster, padrone di casa, sara daccordo con tte… e permette tu gli caghi in casa… visto gli escrementi che produci in quella latrina che hai in testa… e VERGOGNATI!!!
Faust

185 e la chiamano estate { 16.01.09 alle 14:09 }

cheffà sei diventato verde?

186 e la chiamano estate { 16.01.09 alle 14:13 }

Forse il blog master non sarà daccordo con me, ma certamente non è daccordo con te, presumo.
Lo hai letto il post Nr. 182? Cosa ne pensi, cabron di un cabron? R

187 Faust x Lo hai letto il post Nr. 182? Cosa ne pensi, cabron di un cabron? R { 16.01.09 alle 14:33 }

… cche Hamas ha vinto e stravinto… e ttu piangerai lacrime bbibbliche… ma sarai felice fra poco… quando i tuoi amici assassini bombarderanno l Iran… forse ultimo e decisivo crimine che suicidera i ladri israelitici HAMAS HA VINTO…. ridiridi… ti sara dato!!! il sionismo si sta suicidando e ha i suoi tempi, ma non manca molto… sono ggia in stato suicidante… e il sionismo sara cancellato dalle mappe degli Umani!!! Sono ASSASSINI GENOCIDI…
Viva lo Stato della Palestina!!! Viva gli Eroi palestinesi!!! israele va schiacciata facendola rientrare nei confini del 67… solo cosi potra salvarsi uno stato genocida… una bella condanna x crimini di guerra contro l umanita e il sionismo finisce ammare!!! cchi vivra vedra…. e atte non manca molto!!!
Faust

188 Sylvi { 16.01.09 alle 14:50 }

caro cc,

si irride ciò che non si capisce; molto spesso sono stati definiti ingenui coloro che “cercavano” qualcosa non ancora disposta a farsi trovare, ma non per questo inesistente.
La reificazione è il prodottto di questa società “evoluta”.

Parecchi anni fa ho vissuto un mese a Parigi, dalle parti di rue Cambronne quello del “merde.”
Prendevo spesso il metrò a Montparnasse, non molto distante, stazione nodale .Mi piaceva il metrò: chi dorme visibilmente stanco, chi legge distratto, chi studia,chi fissa il nulla, chi guarda gli altri in trasparenza. Non li scuoteva nè musica di organetto, nè giocoliere improvvisato, nemmeno lo scossono della vettura che arresta.
La loro vita era la gare d’entrata e quella d’uscita.
Ho anche capito che la metropoli, a parte l’offerta culturale, ma solo per chi può permettersela e di di solito abita in periferia, per i poveri diavoli resta una selva oscura.

Il buon selvaggio. Se c’è stato un pedagogista che ho studiato mal volentieri, (ed era il tempo dello studio del Romanticismo sospirante per noi fanciulle!) è stato proprio Rousseau.
Buono per “discorsi infiammati” con il ragazzo che ti faceva battere il cuore, ma, per me, assolutamente inutile dal punto di vista pratico.
Insomma non capiva niente di didattica e di sociologia, che non era nata.

Io auspico scuole fuori dalle aule, scuole di confronto con la realtà, con il bene e il male della vita ma anche dopo aver letto le fiabe e Topolino!
Il cellulare e il palmare ti offrono una apertura fasulla che non è confronto e arricchimento; è conoscenza superficiale come quella tra me e te che possiamo si scambiarci opinioni utilissime, meno male che ci sono i blog, ma a livello di vera sintesi si fermano.

La sintesi, caro cc, è fatica e sacrificio e te la puoi dare solo da solo, con sofferenza e con il confronto continuo.

Anche questo volevo dire ad AZ. Non tornare ai nonni e ai loro sacrifici, ma cambiare sacrifici adatti all’età che viviamo.
Qualcosa del genere lo ha scritto M.Serra sul Venerdì di oggi. Ingenuo anche lui?

Poi i Don Chisciotte lasciamoli sognare, guai se non ci fossero!

sylvi

189 e la chiamano estate { 16.01.09 alle 14:52 }

Ammazza che deliri, ma che pastiglie usi? Ahaahahhhahhhha
leggendo certe balordaggini, non si può far altro che ridere.
Cabron, ci vuoi provare? Forse ti esce magari un mezzo sorriso amaro…….rileggiti il post Nr. 188. R

190 Anita { 16.01.09 alle 15:01 }

x Faust x Anitre terroriste sui cieli di Gringolandia

Caro Faust,
c’e’ poco da ridere, ogni anno ci sono vittime di aerei che si imbattono con passe di anitre o oche canadesi.
Ci sono circa 200 incidenti l’anno.

Quest’ultimo ha fatto pubblicita’ per la destrezza del pilota che ha salvato i passeggeri con una manovra provetta.

La mia ammirazione va anche ai passeggeri, calma assoluta, niente grida o isteria.

Anita

191 Anita { 16.01.09 alle 15:13 }

x Faust

Su Chavez, sfogati col lui, non con me.
Hanno bisogno di soldi e stanno corteggiando le ditte straniere a ritornare.
Il petrolio li ha fatti ricchi, il petrolio in calo li fa poveri.

Ma tu non dovevi essere in Venezuela?

Anita

192 Anita { 16.01.09 alle 15:47 }

14 foto dell’aereo nel fiume Houston…
Acque e temperatura artica.

http://www.usatoday.com/news/gallery/n090115_hudsonplane/flash.htm?gid=857&csp=DailyBriefing

Anita

193 Anita { 16.01.09 alle 15:50 }

Sorry, Google mi ha corretto Hudson con Houston

Anita

194 e la chiamano estate { 16.01.09 alle 15:52 }

Pochi minuti fà, ho guardato le mie E-Mail, non le guardo quasi mai, solo una volta al mese per controllare diverse bollette da pagare.
Ma questa volta ho avuto una gradita sorpresa.
Mi domandi:-Sorpreso?
Si, sono sorpreso e ti risponderò al più presto, devo solo farmi spiegare da mio figlio come funziona.A presto! R.

195 Vox { 16.01.09 alle 16:02 }

Pro-Israel Rally Attended by Big-Time NY Dems Descends into Obscene Calls for ‘Wiping Out’ Palestinians. Full story here:

[Dimostranti al Rally pro-israele tenutosi a New York arrivano a fare invocazioni oscene per "spazzare via i palestinesi]:

http://www.alternet.org/story/119372

196 Controcorrente { 16.01.09 alle 16:03 }

Aspettavo questa notizia: da oggi sono un sostenitore…nel senso pratico che mi attivo per il contributo..!

Non entro nel merito ,ma la pubblicità e pubblicità o noH?
cari moralisti della Domenica e del libero mercato?
O le IDEE hanno un prezzo a secondo che idee sono,anzi per qualche idea legittima come le altre addirittura non c’è prezzo?
Già dimenticavo offende la morale comune…di chi?
fatemi il favore :::

‘Dio non esiste’, rifiutata la pubblicità
Niente slogan ateo sugli autobus

cc

197 Vox { 16.01.09 alle 16:12 }

@ Anita (162)
Per la verita’, io non mi riferivo affatto a lei (come ha giustamente notato AZ). Il fatto che lei si sia sentita in dovere di rispondere, pero’, da’ da pensare.

198 Controcorrente { 16.01.09 alle 16:17 }

Mentre ovviamente…sempre in riferimento al caso di Genova…

La clinica di Udine dice no a Eluana
“Rischiamo ritorsioni dal ministero”

Direi che ci si stia incamminando verso uno stato Talebano, o no?

cc

199 Controcorrente { 16.01.09 alle 16:24 }

Infatti la Domenuica delle Palme ,sara ufficilizzata la “Prima lapidazione pubblica di liberi pensatori nelle piazze antistanti il Duomo di Milano, liberamente autorizzate dalla Questura dopo che sarà approvato un Decreto legislativo ad HOc..!!
Officia Giuliano Ferrara..!

Il vaticano ovviamente si dice contrario alla pena di morte ed ha annunciato una lettera di biasimo alla Farnesina..
Ovviamente non può entrare in contrasto con gli affari interni di un altro Stato Sovrano…c’è pericolo di ritorsioni contro i “credenti”…

cc

200 e la chiamano estate { 16.01.09 alle 16:24 }

xCc197
Secondo me , caro Rabbi, c’è pubblicità lecita e illecita cioè che offende la morale e la fede delle persone.
Se sei un ateo e non credi in Dio , puoi fare una pubblicità per il club che vuoi fondare e costiture, nessuno lo vieta.CLUB ATEI PIEMONTESI.
Una pubblicità con l’affermazione categorica “Dio non esiste” in bus e tram,con gente anche credente che viaggia, vedersi il mattino, e la sera quando si torna a casa , quella affermazione, non credo sia molto bello.
Insomma un pò di rispetto. R

201 Anita { 16.01.09 alle 16:26 }

x VOX

Lei ha scritto in plurale, se le ho dato da pensare e’ perche’ lo ha sempre pensato.
So bene cosa dico, su questo forum e su quello di Bocca sono stata scorticata viva.
Ero una spia, ero dell’ informazione segreta, una specie di Mata Hari….
I signori sono ancora su questo blog, si sono ravveduti.

Anita

202 Controcorrente { 16.01.09 alle 16:28 }

Rabbi ma ti rendi conto, Geova ha parlato direttamente al tuo cuore e tu doverosamente da buon profeta ci illumini!

cc

Mi offende la faccia di berlusconi e allora che fç., impedisco la pubblicità elettorale, ma veramente rabbi te le vai proprio a cercare su questo Blog..!

203 e la chiamano estate { 16.01.09 alle 16:29 }

xCc
Caro Rabbi
Cosi come , non mi auguro una pubblicità con lo slogan “DIO C’E’ “,
cosi come si vede spesso nelle autostrade del sud. Non so se mi spiego.A ognuno i cazzi suoi.

204 Uroburo { 16.01.09 alle 16:29 }

Cara Anita,
ci creda io meno le posso assicurare che si è trattato SOLO di un errore di battitura che non avevo riletto. U.

205 e la chiamano estate { 16.01.09 alle 16:35 }

xCc
quello di Berlusconi è un esempio del cavolo.
Mah, mi vien voglia di degradarti di nuovo. Ma un’altra chance te la dò. R

206 Vox { 16.01.09 alle 16:39 }

Ero una spia, ero dell’ informazione segreta, una specie di Mata Hari
@ Anita

Non si e’ mai chiesta perche’ tanta gente abbia avuto questa opinione (giusta o sbagliata che sia)?

207 Controcorrente { 16.01.09 alle 16:45 }

Caro rabbi,
personalmente mi da fastido solo per il fatto che imbrattano muri e poi il contribuente paga per ripulirli!(sacrosanto principio contro gli imbrattatori di muri a gratis ,secondo morale corrente a meno che il senso estetico che so di Bisceglie dica il contarrio..)
Diversamente mio caro o contestiamo del tutto la libertà di pubblicità (pagata) e con essa tutto il principio del Mercato ed ammettiamo che ..anche ….oppure ammettiamo che esiste una morale corrente storicamente determinata che chi detiene il potere… ed allora capisci che non c’è via di scampo!!
Rabbi mi sorprendi proprio tu che mi rimproveravi di non volermi sporcare le mani , adessi mi cadi nel si è vero ci sono i principi universali senza tempo , ma poi sai …bisogna capire..ma anche…!

Oppure e questo non lo so ,non mi sono ancora letto i “concordati” risulta che dire DIO non c’è è una bestemmia..allora la la legge è legge dicevano gli antichi “giureconsulti” o solo opportunità del momento?

cc

208 Vox { 16.01.09 alle 16:46 }

@ CC

Se avessero permesso la pubblicita’ atea sui bus in Italia, giuro che avrei rivisto le mie opinioni sul nostro paese. Ma naturalmente una cosa del genere qui non e’ (ancora) possibile.

Il lato positivo e’ che ci abbiano provato. Un tentativo oggi, uno domani, vedi che magari si fa breccia.

Nemmeno il rifiuto della clinica di Udine a Eluana mi sorprende. Mi avrebbe sorpreso il contrario. Tranquilli, siamo in Italia! Tutto sempre come sempre!
Vatikano eSSere organizzazione piu’ forte ke nostra Legge!
Facciamogli un bell’embargo!

209 Controcorrente { 16.01.09 alle 16:49 }

rabbi, culi e tette esposte non offendono la morale corrente ..non più …mercanti e scribi possono fare i cazzi che vogliono all’interno del tempio e il Cristo viene definito un rivoluzionario solo perchè li prende a pedate?

cc
Chissa mai se è stato un episodio vero storicamente , tu che dici rabbi?

210 e la chiamano estate { 16.01.09 alle 16:50 }

xCc
CaroRabbi, ti voglio portare io un esempio.
Ieri o l’altro, ho scritto un post su due bambini che erano stati violentati dal padre e dal fratello, mi sembra a Como.
Mi ero incazzato perchè il giudice aveva dato solo 16 anni al padre e 10 anni al fratello. Per me, sarebbe stato l’ergastolo più equo.
Ora quei due bambini, cominciano a fare una pubblicità con le parole:-” Odiate vostro padre e vostro fratello”, e tu , la mattina quando vai al lavoro e la sera quando ritorni a casa, ti devi assorbire quella frase. Cheffai? Abbassi gli occhi, strappi quel cartello?Te ne fotti? Non so……illuminami, caro Rabbi. R

211 Vox { 16.01.09 alle 16:50 }

@ CC
Se non ci consentono la pubblicita’ sugli autobus, non possono impedircela sulle magliette! Bisogna scrivere all’associazione, magari possono riorientare i fondi dei cartelloni e dell’affitto degli spazi sui bus verso una produzione di T-shirt con lo stesso slogan.

212 e la chiamano estate { 16.01.09 alle 16:56 }

insomma , la libertà si, ma non quella dell’indecenza. R

213 e la chiamano estate { 16.01.09 alle 17:01 }

Si sulle magliette è possibile, si deve però avere anche un bel pò di coraggio. Si potrebbe venir presi a sputazzate in faccia, o magari a randellate. No……no, troppo pericoloso, e poi ci si troverebbe anche a disagio. Le occhiatacce, i sorrisi ironici, le beffe.
Sai che ti dico, caro Vix, vai affantasca. R

214 e la chiamano estate { 16.01.09 alle 17:02 }

Con le tue idee stupide.

215 Controcorrente { 16.01.09 alle 17:03 }

Rabbi, ma sei veramente ispirato da Geova oggi con quel..

insomma , la libertà si, ma non quella dell’indecenza. R

il secondo passaggio pèotrebbe essere : “Avendo Stalin istituito una nuova religione di stato era legittimo secondo la morale corrente del proletariato vietare che sui tram di Mosca si scivesse Dio ti vede ,stalin no!

cc

ma veramente..!!!Qui si rifà la storia della morale…corrente!

216 e la chiamano estate { 16.01.09 alle 17:10 }

xCc
Per quel che ne sò, i Russi, malgrado tutti e tutto, sono stati sempre molto religiosi, o no? R.

217 e la chiamano estate { 16.01.09 alle 17:15 }

Magari il contrario,sarebbe meglio:-
“Stalin ti vede , Dio no”

218 Controcorrente { 16.01.09 alle 17:16 }

rabbi, tempo perso in TV ,si vede di peggio…possibile che coscie aperte e seni sbattuti in faccia non ti offendano..!!
sai come dicono (non io di certo)

Businnes is businnes come i turisti del sesso …e quant’altro,ovvero vieni nei paradisi terrestri con sabbie bianche finissime ,pure raffreddate…ti facciamo avere la 14 enne in camera tutto riservato….senza fastidi di pubbliche indecenze!!!

A casa puoi dire che il pellegrinaggio è riuscito benissimo…!

cc

219 Controcorrente { 16.01.09 alle 17:17 }

Dimenticavo…magari vergine, con ovvio sovrapprezzo…!!

220 e la chiamano estate { 16.01.09 alle 17:19 }

xCc
Appunto, come dicevo, a ognuno i cazzi suoi.

221 Controcorrente { 16.01.09 alle 17:29 }

Figa e buchi del culo a pagamento a GOGO, purchè non si veda e no offenda…la morale pruriginosa dei benpensati…!!
Riapriamo le case chiuse, più igiene,meno pericoli sulle strade,Poi magari “confesstevi” e lavate il peccato più vecchio del mondo!
Picchiate pure le mogli in casa , ma per favore in silenzio e accertatevi che non gridino , poitreste beccarvi una denuncia dal vicino per schiamazzi…!!
Avanti ,avanti c’è posto per tutti..nella casa della liberi…
Pagate o tasse o anche pizzi noi incasseremop lo stesso , sempre tenendo ben fermi i nostri incrollabili concetti di morale …!!

cc

222 Controcorrente { 16.01.09 alle 17:30 }

Rabbi, evidentemente sei uno che se intende!

223 Anita { 16.01.09 alle 17:35 }

x VOX
QUOTE:
“Non si e’ mai chiesta perche’ tanta gente abbia avuto questa opinione (giusta o sbagliata che sia)?”
___________________________________

Veramente NO.
Dopo aver letto i primi blogs, 5 anni fa, non mi meraviglia piu’ niente.
Lei fa propaganda pro palestinese e anti ebraica, io non ho mai pensato che lei sia un terrorista.
Tra l’altro io mi limito a correggere la disinformazione palese sul mio Paese.

Non avevo mai letto un forum, un bel giorno mi arrivarono articoli di un giornale, tra i links trovai L’Espresso forum, ci entrai per curiosita’, il mio italiano scritto era scarso, leggendo le baggianate scritte decisi di mettere un post…
Il giorno dopo mi trovai una valanga di post con insulti fuori dalla mia immaginazione.

Che fare? Lasciar perdere o continuare?
Trovai che non ero sola, c’era il Signor P. allora molto cauto, c’era un chirurgo di sinistra, ma solo il fatto che sono cittadini americani non erano ben visti ed erano insultati a iosa.
Il chirurgo se ne ando’, (siamo ancora in corrispondenza) il Sig. P. resto’ ed inzio’ a rispondere con meno tatto.
Ecco la storia…in breve.

Happy now?

Anita

224 Controcorrente { 16.01.09 alle 17:42 }

Uccidete,razziate,stuprate, perchè vostro sarà il “regno dei Cieli!

Basta solo essere a posto non con la propria coscienza,ma con quella del geova che va di moda!
Se però lo bestemmiate(disconescendolo) non riconoscendolo sarete fin da subito puniti,non avete neanche bisogno di attendere la dannazione eterna ,che ad un “assaggino” provvederemo Noi su questa terra!

cc

225 Sisko { 16.01.09 alle 17:49 }

Noto che la trasmissione di Santoro di ieri sera ha creato un certo subbublio nell’ambiente politico e nell’opinione pubblica. Lungi da me l’idea di fare il “tifo” per una o l’altra parte: i morti sono morti ed io auspicherei che i responsabili dell’una e dell’altra parte potessero essere trascinati davanti ai giudici. Senza ecludere da questi processi quanti procacciano loro le armi. Secondo me il pubblico non era preparato a vedere quel piccolo campione di macelli nonchè di stragi, da qui l’indignazione. Ma che cosa hanno fatto vedere fino ad ora gli organi di disinformazione raiset? Come, “c’era troppo squilibrio”? Ma come si fa ad “equilibrare” i petardi degli imbecilli di Hamas, o le pietre dei ragazzini palestinesi, con una delle più potenti armate della terra? Ma che relazione di equilibrio ci può essere quando da una parte ci sono più di mille morti e dall’altra uno? Per ammettere l’uso da parte di Israele di bombe al fosforo, queste sono prima dovute piovere in testa all’Onu. Mentre tutti i grandi della terra si girano impacciati da un’altra parte. La penso come quella giornalista israeliana presente alla trasmissione: siamo tutti un po’ assassini.

226 e la chiamano estate { 16.01.09 alle 17:52 }

x222xCc
ti capisco, ma son sempre cazzi loro, non TUTTI sono cosi.
-
il 223 te lo potevi risparmiare. Rabbi non sei più ,e questa volta senza ripensamenti e definitivamente.
-
Il problema è solo uno. Non si può offendere nell’intimo la gente con un categorico “Dio mon c’è”. Se per te Dio non c’è ,son cazzi tuoi, non miei.
Ed è per me molto strano , che gente cosi sensibile alla morte di un bambino Palestinese , attenti alla morte e alla mortificazione delle persone cercando di toglierle la fede, che per molti, checchè se ne dica è un sostegno nella vita. R

227 Sylvi { 16.01.09 alle 17:53 }

Su Eluana ha ragione Uroburo che Roma è potente, ma Tondo è un figlio di…Berlusconi!
Sta seduto su due sedie: visita Eluana e il papà, proclama che questa è una questione privata fra Clinica ed Englaro, la Regione non c’entra, ma la clinica “chiede tempo”…..

Vedremo se lo Studio legale con le contropalle cui si è affidato papà Englaro la farà finire così…
Comunque una comunità civile e politica che non rispetta le sue leggi, da …buttare a mare!

Esprimo anche la mia opinione sullo spot ateo di Genova.

Ne farei una questione di ennesima maleducazione e mancanza di rispetto civico, come certi spot dei Gay pride, la preghiera ostentata dei mussulmani davanti alle Chiese.

Se diciamo peste e corna di chi ci governa non per questo è giusto offendere il Parlamento sia come luogo fisico che come simbolo. Dentro ci sta la “nostra libertà costituzionale”.

Decisamente mi sento fuori dal coro!

Sylvi

228 e la chiamano estate { 16.01.09 alle 17:59 }

xSisko
gli imbecilli a lungo andare possono diventare anche molto pericolosi. Ne conviene?

229 e la chiamano estate { 16.01.09 alle 18:02 }

Ah Sylvi…..Sylvi, finalmente, ti aspettavo con ardore.
-
Ma tu oramai, quando pensi a me, pensi al gobbodi Roma. Ciao

230 Controcorrente { 16.01.09 alle 18:03 }

Scuola di profeti N 1 esercitazione N1 Prove tecniche di trasmissione ..!!

Oh com’è bello profetar…!

Ma quando toccherà a Voi ,
non venite a piangere sulle mie spalle.
Tutto quanto avrete voi fatto al prossimo
si riverserà nelle voster case e sui vostri figli..

Non servirà allora dire..
Mah me l’aha detto il il prete ,il rabbino,il talebano..
che ero assolto…

Pietà ,non avevo inteso..
Come disse un antico poeta..
Anche se voi vi credete assolti…
Siete per sempre coinvolti…

Non cercate pietà..
voi che avete sempre fatto dei conti..
I conti si pagano con gli interessi…
Come voi avete sempre detto…

No, non cercate la giustizia e la pietà..
Almeno qui…
Vi aspetto ..!

In fondo è persin facile fare il profeta…!
anche con qualche aiutino,ma questa dovete capire che è solo una scuola primaria..

cc

231 Controcorrente { 16.01.09 alle 18:10 }

Cara Sylvi ,
“fuori dal coro”,
ma di quale “parlamento” parli e di quale costituzione vai cianciando a proposito del dire DIO NON ESISTE.

Sinceramente credo che uno come il sottoscritto mai e poi mai avrebbe finanziato alcunchè ,prima del diniego, poi ti posso personalmente anche dire che coloro che hanno promosso l’iniziativa si aspettavano il divieto..

Come ben sai chi di spada ferisce …

cc

232 e la chiamano estate { 16.01.09 alle 18:13 }

E poi sarebbe interessante sapere, dove credono di andare a parare, quale sarebbe lo scopo ultimo di chi ha interesse ad una vasta pubblicità del “Dio non c’è”.
Sarebbe interessante saperne di più. R

233 e la chiamano estate { 16.01.09 alle 18:19 }

x232
Ora ho capito. A tentoni hanno cercato di vedere fino a qual punto sarebbero potuti arrivare. Interessante.
Un pò come gli Hamas, non credi?
Stupidi gli uni e gli altri.

234 Controcorrente { 16.01.09 alle 18:19 }

Rabbi troppo facile,

ma se per me Dio c’è cosa cacchio vuoi mai che me ne freglhi di leggere su un’autobus che non c’è !
CAZZI di chi ha speso i soldi…
A meno che beh..veramente ci sono fedi traballanti ..se basta un Autobus per offendersi…!

cc

Veramente da un Rabbi non mi sarei mai aspettata una scivolata sul banale…devi riprendere gli studi..!

235 marco tempesta { 16.01.09 alle 18:22 }

E poi sarebbe interessante sapere, dove credono di andare a parare, quale sarebbe lo scopo ultimo di chi ha interesse ad una vasta pubblicità del “Dio non c’è”. R.
———————
Semplice: lo scopo ultimo è salvare l’umanità da chi la spinge a guerre fratricide in nome di un Dio, qualsiasi esso sia.
Il problema è che le masse, condizionate dai soliti profittatori o dai soliti fanatici, agiscono senza capire quello che fanno ed è facile spingerle al sacrificio di sè, quando si mostra loro una ricompensa grandiosa. Altrimenti, col cavolo che andavano a fare i kamikaze o a morire per la religione!

236 e la chiamano estate { 16.01.09 alle 18:26 }

Bè, adesso è ora di andare,sambaaaaaaaaaaaaaaaa e cha cha cha mi aspettano. Mi auguro buon divertimento, fino allo “scopo” finale,
Ahahahahahhhahh, ciao,ciao–..

237 Sylvi { 16.01.09 alle 18:40 }

caro cc,

già che scrivi poesie ” da scuola primaria” ,sulle quali io avrei parecchio da dire…perchè non conta solo la forma e la metrica ma conta “l’emozione” del pensiero che si esprime…ho l’impressione che tu abbia scopiazzato!!

Intendevo paragonare il Parlamento, per chi ci crede, con le Chiese, per chi ci crede.
Le Chiese non sono proprietà del Papa o dei Sacerdoti…che passano,… sono proprietà della Civiltà, sono espressione storica e culturale, sono spesso grandi opere d’arte che onorano i nostri Artisti e la nostra Cultura.
Io credo nel Parlamento, per ciò che significa e nella Chiesa per lo stesso motivo.

PRETENDO rispetto per Entrambi!

Il Bus: perchè c’è necessità di dare dell”imbecille” all’utente credente e pagante?
Suvvia. Hai presente quei bambini sui tre-quattro anni ai quali spieghi che non è elegante dire parolacce e loro, con sorriso sfrontato e l’occhio furbo: merdacazzostronzo, merdacazzostronzo… basta ignorarli, non sono ancora cittadini coscienti…ma diventati adulti dovrebbero smettere!!!

Sylvi

238 marco tempesta { 16.01.09 alle 18:52 }

da una nota ANSA sulle condizioni per il cessate-il-fuoco a Gaza:
“…Hamas vuole una conferenza per la ricostruzione della Striscia di Gaza e spera di recitarvi un ruolo chiave. ”
————-
Vi dice niente?
Non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere.

239 Sylvi { 16.01.09 alle 18:53 }

sempre per cc,

simbolo del Parlamento della Patrie dal Friùl ( 1070-1797) è il noce, cantato anche da Giosuè Carducci.
Là, sotto le fronde di un noce che cresceva nella piazza del Comune, si riunivano i capifuoco (capifamiglia) per amministrare la politica e la giustizia!
Poi vennero i palazzi, ma il noce è ancora l’archetipo della civitas, per i friulani.
I ragazzi rubano le noci, non mettono in discussione il noce!

mandi sylvi

240 Anita { 16.01.09 alle 18:54 }

X VOX

Lei ha postato la riunione pro Israele a NY.

Come mai le e’ scappato questo?

Questa è piazza Montecitorio, la piazza del Parlamento Italiano: si vede il Palazzo in fondo alla piazza e davanti moltissime bandiere israeliane.
Questo è accaduto mercoledì 14 gennaio, dalle 18:30 alle 21:30. Quello che non riuscite vedere in questa foto, invece, è il numero straordinario e la varietà di parlamentari, circa 100 dei vari schieramenti politici……..

http://www.informazionecorretta.com/comuni/php/file_get.php?

Anita

241 Anita { 16.01.09 alle 19:00 }

x VOX

Ecco la foto, non mi ero accorta che e’ un avatar:

http://www.informazionecorretta.com/comuni/php/file_get.php?w=HRW7I659ROEOEBO5369U3QTNHYOJ16DI

Anita

242 Controcorrente { 16.01.09 alle 19:00 }

Cara Sylvi,
e chi mai ha pensato di proporre qualcosa di poeticamente serio…!
Manco l’endecasillabo sciolto…mica faccio il poeta…e poi la metrica oddio…no mia cara sulla mia tomba non mi aspetto certo “poesie” nè di essere sepolto con corone di alloro in testa …..devo ancora decidere tra una lapide in bianco o un’urna cineraria…..(deciderà il costo calcolato con il sistema dell’interesse composito..)
Era una banalissima esercitazione come ben dichiarato in premessa.
Se vuoi da brava prof, puoi aggiustarla ..rispettando il contenuto ,ovviamente…chissà che non ne venga fuori qualcosa di serio…

E chi diavolo vuoi mai che offenda più i Padri della Patria, di chi seduto sullo scranno di un parlamento(pure ministro) ha dichiarato che Lui con il tricolore ci si pulisce il culo…!

Suvvia Sylvi , tanto ardore è sospetto a questo punto…
A meno che tu ti riferisca ad una patria che io non ho avuto modo di conoscere…
In questo caso è un’altro discorso..!!

cc

243 marco tempesta { 16.01.09 alle 19:02 }

Israele e gli Stati Uniti vogliono invece che l’Anp di Abu Mazen assuma la guida della ricostruzione, il cui costo, secondo stime preliminari da parte palestinese, dovrebbe ammontare a più di 1,4 miliardi di dollari.
—————
1,4 miliardi di dollari, a quanti dissalatori equivalgono?
Risolvere la crisi dell’acqua in Palestina con un impianto idrico collegato ai dissalatori, costerebbe forse più che distruggere e ricostruire?
Si spendono soldi per ricostruire ciò che si distrugge, affinchè chi dovrà ricostruire si riempia le tasche di soldi. Copione già visto in Iraq. Come si fa a non sospettare che l’invasione sia stata voluta proprio per causare una distruzione sulla quale lucrare? E’ stata la mia prima ipotesi, che non credo sia l’unica valida, ma avrà certamente un suo grande peso in tutta la questione.
Io sono e resto dell’opinione che, in Medioriente, le peggiori ipotesi abbiano sempre il loro saldo fondamento.

244 Controcorrente { 16.01.09 alle 19:03 }

Dio ,patria e famiglia!

245 marco tempesta { 16.01.09 alle 19:23 }

The advancing troops came under fire from fighters from Hamas and other Palestinian factions positioned on rooftops and balconies, said the BBC’s Rushdi Abualouf.
—————
Questa non l’ho capita.
Sparano dai balconi e dai tetti. Quali speranze hanno di sopravvivere? Inevitabilmente i carri israeliani butteranno giù il palazzo, uccidendoli tutti. Che modo è di fare guerriglia?

246 marco tempesta { 16.01.09 alle 19:31 }

Da Al-Jazeera:
…”Since Israel started its bombardment of Gaza, 1,133 Palestinians have been killed and more than 5,200 wounded, according to Gaza medics.
At least 346 children are among the dead.

Israel says 10 Israeli soldiers and three civilians have been killed in the same period, and an Israeli government spokesman indicated that the end of the three-week-old offensive may be close.
————-
1133 morti palestinesi contro 10 israeliani, di cui solo due o tre ammazzati direttamente dai miliziani di Hamas.
Com’è possibile una roba del genere?

247 Sylvi { 16.01.09 alle 19:31 }

caro cc,

nemmeno io rivolto la frittata come te!

Bossi passa, l’Idea del Parlamento resta.
Mussolini è passato, l’Idea del Parlamento è rimasta, come il ricordo di Matteotti, come il ricordo di Allende, il ricordo di Re JuanCarlos che difende il Parlamento.
E non farmi andare in Grecia o a Roma Antica, o altrove.

Con il post 240 ti ho spiegato da dove viene questa idea di Patria con il significato alto di Cives.

Poi. Dio è sputacchiato ogni giorno, la famiglia è a rotoli, la patria è una parolaccia….che temi, quattro “beghine” ignoranti come me????

Mai mi permetterei di manipolare l’opera poetica di qualcuno che, comunque, esprime il suo sentire, per chi mi hai preso?

…..sacre le reliquie renda
dall’insultar de’ nembi e dal profano piede del vulgo,
e serbi un sasso il nome…. U.F.

Che c’entra l’interesse composito?
Spero che i tuoi figli abbiano più rispetto e amore per il tuo passaggio sulla terra!

Sylvi

248 Uroburo { 16.01.09 alle 19:47 }

E’ ormai cosa notoria che le guerre, e le grandi catastrofi naturali, sono lucrose occasioni per far denaro. Le ricostruzioni costano e c’è sempre qualcuno, ad esempio tutti noi con le tasse, che paga. Ma c’è anche qualcuno che ricostruisce ed incassa valanghe di soldi, per lo più a prezzi gonfiati perchè la fretta abolisce i controlli.
E’ l’economia dei disastri, diventata prassi corrente in Usaegetta da tempo.
Il che dimostra che ormai l’economia capitalistica funziona solo sullo spreco. Forse Marx non aveva torto a dire che questo sistema, così profondamente bacato e patologico, è destinato ad una decadenza che potrebbe non essere più così lunga come si poteva pensare ancora vent’anni fa. Il capitalismo ha enormemente accorciato i tempi perchè per questo sistema produttivo il tempo è denaro; correre diventa quindi un’attività economica.
Ma non si fa una guerra del genere per ricostruire nè per il gas del Mediterraneo. La ragione è diversa ed è la totale supremazia d’Issraele (cioè dell’Occidente) nell’area. Poi verrà l’economia.
Forse Giovanni Vaschi potrà farci sopra qualche riflessione. U.

249 Controcorrente { 16.01.09 alle 20:02 }

Cara Sylvi,

i miei figli, se mai dovranno ,penso che debbano avere il rispetto e l’amore che io mi sono “guadagnato” nei loro confronti in vita e non per il fatto esclusivo di essere il loro padre naturale.
Spero almeno di poter aver dato loro il minimo di cognizioni necessarie per poter esprimere in serenità il loro giudizio.

Dio è sputacchiato , chi lo sputacchia?(anche qui quale Dio , se penso al nostro, meglio sarebbe dire chi sputacchia Cristo?).

La famiglia è sputacchiata …chi sputacchia la famiglia…?

La Patria è una parolaccia? No,per me non è una parolaccia,è un concetto ….!

Mussolini è passato ,(certo) ma Lui il Parlamento nè ha fatto bivacco per i suoi manipoli…

L’interesse composto(non composito) mi è scappato il tasto /anche se esiste pure quello composito….Il debitore, infatti, ricevendo una somma di denaro, si impegna a pagare una somma superiore a quella ricevuta. La differenza costituisce l’interesse, che viene solitamente calcolato in percentuale sulla somma prestata. Tale percentuale costituisce il tasso di interesse. Il tasso d’interesse è variabile anche in funzione della moneta di riferimento, del rischio connesso alla solvibilità del debitore e della lunghezza del periodo di riferimento.

Oltre che dalla percentuale, i tassi d’interesse sono caratterizzati dal cosiddetto regime di capitalizzazione degli interessi, che può essere semplice o composto. Se la durata del prestito è superiore al periodo di tempo per cui l’interesse viene conteggiato, si parla di tasso di interesse composto, perché vengono conteggiati nel calcolo dell’interesse finale anche gli interessi parziali già maturati per ogni periodo…..

Questo è il calcolo che bisogna fare per non caricare i figli di ulteriori pagamenti, nel caso di “funerali particolarmente onerosi”nel caso non si sia provveduto in precedenza…

sai com’è oggi non si può neanche più morire senza aver doverosamente contratto un mutuo…!!

Allende e Matteotti sono morti ovviamente per essere scivolati dalle scale di parlamenti violati da masnade di Eroi al grido di mene frego..!!

Senti facciamo una cosa ,andiamo a spiegare il concetto di Cives a gratis in giro per L’Italia,se tu dici che mi segui ,io vado avanti per primo !
Appuntamento : Roma 30 Gennaio ore 09,00 sede della camera dei Deputati!
Prima passiamo a prendere un cappuccino al bar..dell’angolo , offro io ..!

cc

250 Peter { 16.01.09 alle 20:08 }

xMarco T

ma possibile che non perda mai un’occasione per tacere?

251 marco tempesta { 16.01.09 alle 20:10 }

nel sito IDV, un duro attacco contro la soc. card…
A Gennaio ho avuto la lieta notizia che la pensione mi è stata portata a ben 460 euro, dai 441 del 2008.
Diciamo che mi hanno dato 1/2 soc. card, e con questo mi è andata meglio di chi, avendo casa con garage, si è trovato del tutto escluso dalla soc. card vera e propria.
Della serie: meglio feriti che morti.

252 Peter { 16.01.09 alle 20:12 }

anzi no: volevo dire, possibile che perda TUTTE le occasioni per chiudere il becco?

253 marco tempesta { 16.01.09 alle 20:15 }

x Peter:
perchè, è troppo scomodo ciò che dico? Non è allineato col pensiero corrente? Pone interrogativi che vanno contro ciò che tutti pensano?
Qui ci sono 1133 morti e 5000 feriti che richiedono una spiegazione.
Io cerco di dare la mia, di spiegazione e niente esclude che sia proprio quella giusta.

254 marco tempesta { 16.01.09 alle 20:21 }

sempre per Peter
o per caso le brucia il post sui 250.000 morti annui e 3 milioni di invalidi causati dai medici negli USA, preso dal Jama e non dalla propaganda degli stregoni?

255 Peter { 16.01.09 alle 20:30 }

Ma quale? non l’ho neanche letto. I suoi posts sono white noise. Pero’ io tendo ad avere rispetto per i morti, per cui anche il suo rumore disturba

256 marco tempesta { 16.01.09 alle 20:37 }

The political split between the West Bank and Gaza is well-documented. For many months, Gaza has been run by Hamas, which has done its best to stamp out the influence of Fatah there through arrests and violence.
The West Bank has been run by Fatah, which, in turn, has used force in an attempt to crush Hamas there. (BBC NEWS)
—————
Che peso ha tutto ciò in questa storia?
Non si deve tenerne conto? O non può essere uno dei motivi scatenanti?

257 marco tempesta { 16.01.09 alle 20:39 }

Anch’io ho rispetto per i morti.
Non ho rispetto per chi li provoca, i morti.
E non parlo solo delle guerre e di chi le scatena.

258 Anita { 16.01.09 alle 20:43 }

x Marco

Quote:
“Si spendono soldi per ricostruire ciò che si distrugge, affinchè chi dovrà ricostruire si riempia le tasche di soldi. Copione già visto in Iraq. Come si fa a non sospettare che l’invasione sia stata voluta proprio per causare una distruzione sulla quale lucrare? ”
____________________________________

In Iraq c’e’ molta corruzione…
Il governo Iracheno ha molti milioni che dovrebbe spendere in ricostruzione, ma se li tiene cari.
Purtroppo questo succede quando ci sono troppe mani in the till-money drawer.

Anita

259 Anita { 16.01.09 alle 20:53 }

x Marco e x tutti, in inglese.

Per darti un idea:

Former Iraq minister denies theft of millions (2007)
http://www.timesonline.co.uk/tol/news/world/iraq/article1497038.ece

Leggi fino in fondo, si parla di miliardi, non milioni.

Anita

260 marco tempesta { 16.01.09 alle 21:02 }

Cara Anita, come immaginerai, è interesse dei fabbricanti d’armi creare delle tensioni che giustifichino il possesso e il riammodernamento, nonchè l’uso, degli armamenti.
Così è anche interesse di certi finanzieri e traffichini, che si ceino le condizioni per i loro traffici, ovvero una distruzione che preveda una ricostruzione.
Esiste anche un interesse affinchè le distruzioni siano ricorrenti, così come l’impiego degli armamenti.
Non bisogna mai prescindere da queste considerazioni, quando ci si chiede che senso abbia una guerra, quando non sia determinata da una vera e propria rapina di risorse.
Tutti i soldi spesi in armamenti, i palestinesi avrebbero potuto utilizzarli, chiedendone ancora altri alla comunità internazionale che certo non glie li avrebbe negati, per gli impianti di irrigazione e di produzione di acqua potabile, nonchè di generazione di energia alternativa, il chè avrebbe portato lavoro e benessere. ma non solo: avrebbe tolto ad Israele qualsiasi motivo di belligeranza e di ritorsioni, nonchè avrebbe reso ingiustificabile il blocco israeliano. Invece a cosa mira Hamas? Al contrabbando d’armi con l’Egitto e a chissà cos’altro. A me sembra un comportamento da ricovero manicomio, anche perchè, rubare per rubare, si può anche rubare sulla manodopera e sulla costruzione degli impianti. Evidentemente esiste una sproporzione su quanto si possa rubare in una maniera e quanto nell’altra.
Anche Israele si sta comportando stupidamente: avrebbe dovuto non attaccare Gaza ma premiare i palestinesi della West Bank, creare un disequilibrio economico privilegiando gli uni e tralasciando gli altri. Alla domanda ‘perchè’? posta dagli abitanti di Gaza, avrebbe potuto rispondere ‘perchè Fatah non ci minaccia e Hamas si’. Il resto, sarebbe venuto da solo.
trovo anche stupido, da parte di Israele, cercare di buttar fuori quel che resta dei palestinesi. Veramente molto stupido, a fronte invece di un trattamento privilegiato, sotto le apparenze di un ‘risarcimento danni’, utile a spegnere il risentimento antiebraico ed anzi, a crearsi un ‘vicinato’ arabo amico, eliminando una delle scuse antiisraeliane del mondo arabo intero. In quanto al gas al largo di Gaza, per rubarlo basta far capo al ‘mammellone’ dal lato israeliano. Oppure offrire agli abitanti di Gaza una porzione di territorio più vasta, in cambio della striscia.

261 Uroburo { 16.01.09 alle 21:11 }

Mia cara Anita,
che un singolo ministro abbia rubato per se stesso miliardi di dollari è semplicemente impossibile.
A meno che i miliardi non siano stati rubati per l’Usaegetta e lui non abbia avuto che la sua onesta percentuale (del 5%). Questo invece sarebbe del tutto regolare.
Comunque se un singolo ministro ha potuto rubare miliardi di dollari si immagini lei quanto hanno rubato gli Usaegetta. U.
PS. Non è vero che il petrolio lo pagate. Avete il potere di farne esattamente quello che volete. Sta scritto sui protocolli fatti firmare da quel maiale del vostro plenipotenziario al governo fantoccio irakeno e validi per cinquant’anni, quando non ci sarà più petrolio.
Non siete solo degli assassini tagliagole siete anche dei grassatori. Come gli issraeliani con cui andate tanto d’accordo.

262 Uroburo { 16.01.09 alle 21:17 }

Caro marco tempesta,
l’armamento di Hamas consiste solo in armi individuali, tutte le altre sono state immediatamente sequestrate dagli issraeliani che controllano perfettamente i famosi tunnel (proprio come le famose armi).
Quindi rimetta immediatamente l’organo pensante nella figa che in tal modo dirà sicuramente meno caxxate.
Se usasse i neuroni rimasti, per quanto esausti, ci arriverebbe benissimo anche lei e da solo ….. U.

263 Anita { 16.01.09 alle 22:02 }

x Uroburo

Quote:
” Non è vero che il petrolio lo pagate. Avete il potere di farne esattamente quello che volete.”
_______________________________________

Gli Stati Uniti non importano petrolio dall’ Iraq, se non per una “minimissima” percentuale.
Il contratto piu’ grande fino ad ora e’ andato alla Cina.

Se lei sa diversamente, lo documenti.

Anita

264 Anita { 16.01.09 alle 22:09 }

x Uroburo

Iraq Signs Oil Deal With China Worth Up to $3 Billion

http://www.nytimes.com/2008/08/29/world/middleeast/29iraq.html?_r=1&pagewanted=print

Spero che il link si apra essendo in archivio.
Altrimenti postero’ l’intera pagina in inglese.

Anita

265 Anita { 16.01.09 alle 22:17 }

x Uroburo

New York Times August 29, 2008

Iraq Signs Oil Deal With China Worth Up to $3 Billion
By ERICA GOODE and RIYADH MOHAMMED

BAGHDAD — In the first major oil deal Iraq has made with a foreign country since 2003, the Iraqi government and the China National Petroleum Corporation have signed a contract in Beijing that could be worth up to $3 billion, Iraqi officials said Thursday.

Under the new contract, which must still be approved by Iraq’s cabinet, the Chinese company will provide technical advisers, oil workers and equipment to help develop the Ahdab oil field southeast of Baghdad, according to Assim Jihad, a spokesman for Iraq’s Oil Ministry. If the deal is approved, work could begin on the oil field within a few months, Mr. Jihad said.

He said that Iraq had agreed to provide security for Chinese workers and that the Chinese company would also bring its own security team.

The 22-year contract is a renegotiated version of a 1997 agreement between China and Iraq under Saddam Hussein. The original contract included production-sharing rights, but under the new contract China will be paid for its services but will not share in profits.

The oil produced from the Ahdab field will help Iraq, a nation where electricity is in short supply, fuel a planned power plant that would be one of the largest in the country.

For China, the deal offers a lucrative foothold in one of the most oil-rich countries in the world.

“There are some political profits for China,” said Ibrahim Bahr al-Ulum, a former Iraqi oil minister. “They need access to Iraq, and when they need oil, at least the Iraqi people will feel that China has done something for them.”

Mr. Jihad said that the contract was the first major agreement to be completed because the Chinese company had “wide experience in this field” and because many foreign oil companies were not willing to come to Iraq.

He said that China would be paid in money, not oil, as is the case in some contracts.

Before 2003, Iraq had oil agreements with China, Russia, Indonesia, India and Vietnam, three of them production sharing. Iraqi officials have said that they are reconsidering the terms of these agreements because of the increased price of oil, a new government and other changes since the fall of Mr. Hussein’s government. Iraq says that the contract with the Russian oil giant Lukoil for one of Iraq’s largest oil fields was canceled by Mr. Hussein.

The government is also negotiating service contracts with ExxonMobil, Shell, Total, BP, Chevron and some smaller oil companies. The length of the agreements was reduced to one year from two after Iraq drew wide criticism for not putting the contracts out for competitive bidding.

The Ahdab oil field represents only a modest fraction of Iraq’s oil wealth — the field is expected to produce 90,000 barrels of oil a day. Iraq’s overall oil production is 2.5 million barrels a day, but the government wants to increase that to 4.5 million a day over the next five years. Mr. Ulum said that the size of the renegotiated deal with China — the previous contract was worth just under $700,000 — could influence the financial terms of future contracts.

Ali al-Dabbagh, the spokesman for the Iraqi government, confirmed that the value of the contract could reach $3 billion. The United States Embassy in Baghdad had no
comment on the oil deal.
~~~~~~~~~~~~~~~
L’articolo continua ma non rilevante al soggetto del petrolio.

Anita

266 Sylvi { 16.01.09 alle 22:40 }

caro cc,

andare a fare “evangelizzazione” civica in giro per l’Italia?
Noi due soli? Partendo dalla Camera dei Deputati?

Persino S. Francesco quando andò a Roma per far riconoscere il suo Ordine era accompagnato da due Fratelli.

E parlare a Roma del concetto di “Cives”, fra una coda alla vaccinara, una amatriciana, un fiasco di vino dei Castelli…credi che riusciremmo ad esporre il “concetto”?
Non parlo romanesco, ma il concetto delle risposte mi sarebbe chiaro!!

Prima di andare a Bisceglie per la nostra crociata dovremmo informarci da Marco che aria tira, o appellarci alle conoscenze di Peter;
in Sicilia, volente o nolente, saresti costretto a chiedere lumi a Rodolfo, oppure chiedere ad Anita che ha ricordi molto lucidi.

E su, verso nord, il concetto di Cives sarebbe uguale per AZ, per Uroburo; per il cuoco veneziano, che non si fa vivo, potrei garantire io!
E fra me e te ci sarebbe “comunione” d’intenti?
Il mio noce è della stessa consistenza del tuo?

Si chiamano variabili indipendenti, mi pare!

Vedi, non è questione di fede, o di soldi, (oltrettutto io non bevo cappuccini che sono un ibrido; caffè col caffè, latte con latte, si mescoleranno nello stomaco, non posso impedirglielo!) è che l’impresa presenta delle convergenze parallele con altri bloggers,
delle unità di intenti fra noi due!

Ho esaurito il politichese.
L’unica cosa positiva, in tutta la vicenda, sarebbe l’opportunità di conoscerci di persona e confrontare l’idea con la realtà tangibile che ci siamo fatti l’uno dell’altro; arrivare alla sintesi!

Ps: In altra occasione ti racconterò dell’Azienda degli album di nozze; prime, seconde e terze. L’unica che assume di questi tempi!!!

mandi sylvi

267 Vox { 16.01.09 alle 23:14 }

@ Anita (241)

No , non mi e’ sfuggito nulla, stia tranquilla. Sappiamo bene di che leccastivali siano fatti i nostri politici, molti dei quali ebrei filoisraeliani loro stessi, come Piero Fassino.
Ed e’ proprio gente (?) come questa che ha distrutto pietra dopo pietra la sinistra italiana e, assieme ad essa, la nostra nazione, nel senso piu’ largo del termine.

Il motivo per cui avevo postato la faccenda di New York l’avevo anche indicata: che alcuni dimostranti avevano gridato “spazziamo via i palestinesi!”. Che e’ poi quel che il loro caro governo sta mettendo in pratica, non senza l’aiuto del suo fratello siamese Usa.

Questa gente si sente molto piu’ ebrea che americana, italiana, inglese, francese, ecc, ecc. Se i loro cuori stanno la’, allora farebbero meglio a trasferirsi e noi faremmo meglio a non consentirgli di occupare ruoli istituzionali. Mi sembra evidente che se sono tutti cosi’ leali verso un paese diverso da quello in cui vivono, non possono ricoprire alcuna carica di governo.

268 Vox { 16.01.09 alle 23:28 }

Le Chiese non sono proprietà del Papa o dei Sacerdoti…che passano,… sono proprietà della Civiltà, sono espressione storica e culturale, sono spesso grandi opere d’arte che onorano i nostri Artisti e la nostra Cultura.
@ Cara Sylvi,

Su questo avrei da ridire. La chiesa non e’ stata un propulsore di arte e civilta’, ma un freno per entrambe. Infatti, se non fosse esistita la chiesa (tutte le chiese e tutte le religioni a cui fanno riferimento), in materia di civilta’ staremmo anni luce piu’ avanti. Lo vediamo ogni giorno perfino oggi (tanto per fare l’esempio piu’ recente, lei era sicura che Udine avrebbe accolto Eluana, molti di noi ne dubitvano e come vede avevamo ragione).

Magari, quei luoghi di culto, senza dubbio splendide opere d’arte, che sono le chiese in Italia e altrove, avrebbero potuto essere altro. La cultura in generale, o l’arte e l’architettura in particolare, avrebbero sicuramente trovato sbocco in altre opere, in altri tipi di edifici.

Non si dimentichi che, oltre alle chiese, in Italia abbiamo migliaia di splendidi palazzi di uso non religioso. Anzi, se tanti soldi non fossero finiti nella costruzione di chiese, magari si sarebbero costruiti straordinari luoghi pubblici. E senza il freno del vaticano, senza la sua ingobile ingerenza nella vita politica ed etica, il nostro sarebbe oggi un paese molto piu’ giusto e piu’ vivibile.

269 Uroburo { 16.01.09 alle 23:41 }

Quando eravamo ancora sul forum di Bocca, il signor P. ha scritto una volta che ci sono classi dirigenti che costruiscono chiese ed altari intarsiati d’oro. E ci sono altre classi dirigenti che costruiscono strade, porti, ponti, scuole ed ospedali.
In Italia si erano costruite chiese intarsiate di marmi e d’oro mentre il paese languiva nella più spaventosa miseria ed arretratezza.
Mi capitava di rado di essere d’accordo con il signor P. ma in questo caso ho condiviso totalmente quel che aveva scritto. U.

270 Anita { 16.01.09 alle 23:41 }

x VOX

Da anni leggo “spazziamo via gli USA”, “spazziamo via Israele”.
Da anni ci augurano la morte…non ci faccio piu’ caso.

Israele era gia’ nel mirino di Saddam…secondo i suoi discorsi.
Se Hamas non si fosse preso possesso della striscia di Gaza, forse le cose sarebbero state differenti.
Chi soffrono sono i Palestinesi…per mano di Hamas.

Anita

271 LUISA MORGANTINI Parlamento europeo, Gaza: cessate il fuoco immediato e fine dell'assedio { 16.01.09 alle 23:49 }

LUISA MORGANTINI
Vice Presidente del Parlamento Europeo
Parlamento europeo, Gaza: cessate il fuoco immediato e fine dell’assedio
Strasburgo, 15 gennaio 2009

Dichiarazione della Presidenza

Aprendo il dibattito, il Ministro degli esteri ceco, Karel SCHWARZENBERG, ha descritto la «drammatica situazione in Medio Oriente», soffermandosi sulla crisi umanitaria e sottolineando che «il 4 novembre dello scorso anno al personale delle ONG straniere non è stato garantito l’accesso a Gaza per consegnare e monitorare correttamente l’aiuto umanitario».A suo parere, «si comincia a delineare una soluzione alla crisi». Innanzitutto, ci deve essere «un incondizionato arresto degli attacchi missilistici da parte di Hamas verso Israele e la fine dell’azione militare di Israele per permettere la consegna degli aiuti umanitari, il ripristino dei servizi pubblici e le indispensabili cure mediche».

Ha anche sostenuto che «lo spiegamento di una missione internazionale per monitorare l’attuazione del cessate il fuoco ed agire da tramite per le due parti, potrebbe essere d’aiuto», sottolineando che «l’Unione europea è pronta a far ritornare i suoi osservatori». Il ministro ha anche ribadito che l’Unione è pronta a «aiutare qualsiasi governo palestinese che segua politiche e misure che riflettono i principi del Quartetto», ma «sono necessari ed urgenti sforzi maggiori delle parti per raggiungere una completa pace, basata sulla visione di una regione dove due Stati democratici, Israele e Palestina, vivano in pace, fianco a fianco, entro confini sicuri e riconosciuti».

Dichiarazione della Commissione

Benita FERRERO-WALDNER, commissario per le relazioni esterne, ha rilevato che «il conflitto di Gaza, entrato nella sua terza settimana, peggiora di giorno in giorno», causando immense sofferenze umane sia per colpa dei missili di Hamas sia per l’azione militare israeliana. Oltre a questo impatto immediato, il conflitto «fa slittare le prospettive di pace ancora più lontano» e «produce un impatto negativo sulla stabilità dell’intera regione». E’ quindi imperativo un cessate il fuoco immediato, ha aggiunto, per permettere agli aiuti umanitari di accedere alla Striscia di Gaza, e occorre un «arresto incondizionato» dei lanci di missili da parte di Hamas e dell’azione militare israeliana.

Ricordando che la richiesta di cessate il fuoco rappresenta un elemento chiave della risoluzione 1860 delle Nazioni Unite, la commissaria ha fatto notare che deve essere fermato il contrabbando di armi attraverso i tunnel tra Gaza e Egitto, va pattugliato il corridoio Filadelfia fra il confine fra Gaza e Egitto e devono essere aperte le frontiere per l’aiuto umanitario. L’Autorità palestinese aveva accettato queste richieste, ma Israele e Hamas stavano «ancora studiandole». Forse, ha proseguito, «tra qualche giorno avremo un vero cessate il fuoco». Sia Israele sia Hamas, ha ricordato, hanno respinto la risoluzione 1860 ma si è detta fiduciosa che, con l’aiuto dell’Egitto e della Turchia, una soluzione duratura possa presto essere trovata. Concludendo il suo intervento ha sottolineato la necessità di riprendere il dialogo per un accordo politico non appena terminino le ostilità.

Interventi in nome dei gruppi politici

Per José Ignacio SALAFRANCA SÁNCHEZ-NEYRA (PPE/DE, ES) i «diciassette giorni di combattimento hanno lasciato un deprimente bilancio di distruzione, caos, odio e vendetta», aggiungendo che «si possono vincere tutte le battaglie salvo quella più importante, per la pace».

Ha quindi chiesto un immediato cessate il fuoco, in linea con la risoluzione 1860 del Consiglio delle Nazioni Unite ed anche provvedimenti umanitari per alleviare la misure nella Striscia di Gaza. «Hamas rappresenta sia la causa sia la conseguenza di queste orrende circostanze», ha concluso.

Martin SCHULZ (PSE, DE) ha osservato che dibattiti di questo tipo sono difficili poiché «Israele è un nostro amico», ma con gli amici si deve parlare anche di cose controverse. Ha quindi spiegato che «Israele ha il diritto all’autodifesa contro coloro che vogliono distruggerlo; ma devono essere usati mezzi proporzionati, nel rispetto della legislazione internazionale» e, ha aggiunto, «sarete d’accordo con me che i mezzi utilizzati non sono proporzionati».

Riconoscendo che Hamas non condivide i nostri valori, il leader socialdemocratico ha insistito sulla possibilità di dialogare con essa, e se Israele non è in grado di farlo, dovremmo cercare altre vie attraverso il Quartetto. nell’auspicare una tregua immediata, ha infine ammonito che «né con il terrorismo né con le armi convenzionali si troverà una soluzione; questa deve venire da una mediazione internazionale».

Secondo Annemie NEYTS-UYTTEBROECK (ALDE/ADLE, BE) ci vuole una forza internazionale per porre fine a questo conflitto ed ha invitato l’Unione europea a prendervi parte. «L’Unione ha bisogno di agire e pronunciarsi in modo chiaro», e «anche gli Stati Uniti devono essere coinvolti, come pure la Lega araba ed i suoi membri».

Cristiana MUSCARDINI (UEN, IT), dicendosi sconvolta da questa situazione, ha sottolineato la necessità di «rinunciare a qualunque ipocrisia» spiegando che «il legittimo e sacrosanto diritto dei palestinesi di avere uno Stato libero passa dall’altrettanto sacrosanto diritto di Israele ad essere riconosciuto». In proposito, ha ricordato che Israele «è stato cancellato dalla carta geografica di molti paesi» e che molti Stati dell’UE «non avrebbero accettato di essere considerati come inesistenti». Ha poi sostenuto che «non è stato Israele a dare avvio a questa ennesima guerra e che il terrorismo è ancora uno dei problemi principali».

Perciò, «non possiamo pensare che il dialogo con i terroristi sia giustificato dal fatto che sono morti tanti civili, perché questo crea la scusante per qualunque terrorista nel futuro per utilizzare la violenza, la forza e la morte per ottenere legittimità politica». L’Unione europea, d’altra parte, deve «trovare finalmente una maggiore coesione, la capacità di affrontare anche il nodo dei rapporti economici con i paesi che non riconoscono Israele» e «garantire i percorsi umanitari che consentano ai civili, palestinesi e israeliani, di essere messi in sicurezza». Ha anche affermato la necessità di rivedere la posizione sugli aiuti «che diamo e che non controlliamo».

Daniel COHN-BENDIT (Verdi/ALE, DE) ha dichiarato che la speranza per la pace e la sicurezza «sta evaporando rapidamente», aggiungendo inoltre che la sicurezza deve essere alimentata. Riferendosi alle parole del collega Schulz ha ricordato che si deve proteggere sia Israele da se stesso sia i palestinesi da Hamas. Per il copresidente dei Verdi, infine, il Consiglio dovrebbe smetterla di pensare a migliorare le sue relazioni con Israele, e i palestinesi hanno bisogno di aiuto per ribellarsi a Hamas.

Luisa MORGANTINI (GUE/NGL, IT) ha esordito citando un palestinese incontrato durante la sua recente visita di Gaza: «Hamas dirà che ha vinto quando sarà terminata questa aggressione, Israele dirà che ha vinto, in realtà siamo morti noi civili». A ciò la deputata ha aggiunto «che in realtà lì, con quei bambini e donne morti o che sono all’ospedale senza cure, muore il diritto, muore il sogno di un’Europa che vuole che i diritti umani siano diritti universali». E questo «è una tragedia».

Chiedendo il cessate il fuoco subito, ha poi sostenuto che l’Europa è inefficace e che la guerra «non porta alla salvezza di Israele, ma alla sua fine anche morale».

Ha poi osservato che, oltre all’attività diplomatica, l’Europa deve utilizzare anche altri strumenti di pressione su Israele come ad esempio congelare il potenziamento delle relazioni con Israele. Riguardo alla protezione internazionale che deve essere inviata, la deputata ritiene un errore «pensare soltanto a Gaza e a Rafah bisogna invece pensare anche ai confini di Erez” sostenendo non sono gli Egiziani che bombardano ma gli israeliani. Oltre all’eliminazione del traffico di armi e dei tunnel, ha aggiunto, occorre cessare l’assedio di Gaza e riaprire tutti i valichi per le persone e le merci ed esercitare pressioni su Hamas affinché smetta di cercare di colpire la popolazione israeliana. In conclusione, ricordando che anche la Cisgiordania è occupata militarmente, ha chiesto a Israele di fermare la costruzione insediamenti.

Per Bastiaan BELDER (IND/DEM, NL) la Palestina è inestricabilmente un territorio islamico e non vi è posto per uno stato di Israele in Medio Oriente e la causa di tale totalitarismo è questo sanguinoso conflitto. Il cessate ili fuoco, ha concluso, è semplicemente una pausa per Hamas e non sarà permanente.

Luca ROMAGNOLI (NI, IT), nel condividere gli auspici di pace e le preoccupazioni espressi da molti, ha convenuto con quanto affermato dal Consiglio, sostenendo che la Commissione abbia fin qui seguito un percorso che può essere utile al dialogo, ossia l’apertura dei varchi per scopi umanitari e il cessate il fuoco bilaterale, che «potrebbero essere il prodromo di un successivo impegno per l’organizzazione di una fascia di salvaguardia internazionale». E in proposito, ha sostenuto che tale fascia deve essere estesa a tutti i territori palestinesi.

Paragonando gli auspici e l’attività diplomatica della Commissaria Ferrero Waldner a quanto già fatto dal Santo Padre, ha quindi sostenuto di condividere quest’approccio: «si deve cercare ancora, dopo tanti anni, una soluzione per due popoli e due Stati e per affermare finalmente il diritto internazionale». Ha inoltre ribadito che «non c’è e non si sarà mai una soluzione bellica» e su questo ritiene che l’Unione europea abbia gli strumenti per sostenere ogni sforzo diplomatico utile.

Interventi dei deputati italiani

Per Pasqualina NAPOLETANO (PSE, IT), «di fronte a questa immensa tragedia le nostre parole rischiano di essere inadeguate». A suo parere, inoltre, «un esercito che uccide centinaia di civili, donne e bambini, si pone allo stesso livello del terrorismo che pretende di combattere». Ha poi osservato che, d’altra parte «nessuna operazione militare poteva essere concepita senza mettere in conto un massacro di civili». Si è quindi chiesta se «Israele può dirsi più sicuro dopo aver suscitato tanto odio e disperazione» e «con chi, se non con Hamas, direttamente o indirettamente, si dovrà cercare una via d’uscita alla violenza cieca».

Ricordando che la risoluzione posta in voto giovedì «rafforza la richiesta di cessate il fuoco già espressa dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite», ha quindi invocato le parti a rispettarla e chiesto all’Europa di adoperarsi per renderla possibile. Ha poi concluso paventando il rischio «che questo massacro, lungi dallo sconfiggere Hamas, indebolisca ancora di più proprio l’Autorità palestinese e quelli che nel mondo palestinese hanno puntato tutto sul negoziato con Israele». E in proposito ha sottolineato che costoro non hanno ottenuto nulla.

Roberta ANGELILLI (UEN, IT) ha anzitutto espresso apprezzamento per le parole del Presidente Pöttering «quando ha denunciato senza mezzi termini la grave responsabilità di Hamas nel porre fine alla tregua, ma con altrettanta chiarezza ha giudicato totalmente sproporzionata la reazione israeliana». Ma aldilà delle parole, ha aggiunto, «la crisi rimane e restano migliaia di persone, la popolazione civile e i bambini, che hanno bisogno disperatamente di aiuti umanitari». Ha poi sostenuto che la comunità internazionale «doveva fare di più» e pertanto «dobbiamo sentire tutto il peso delle nostre responsabilità». Non basta distribuire giudizi su Hamas, su Israele, sull’inizio delle responsabilità, di chi ha più colpa, ha aggiunto, «rimane l’inadeguatezza dell’Europa, un’insufficienza grave, un’incapacità di costruire un’autentica, strategica e duratura politica di pace».

Nel chiedere con forza il cessate il fuoco, ha sostenuto che ciò «non basta» e che occorre «porre le nostre condizioni con severità per accompagnare il processo di pace e di sviluppo del Medio Oriente». Ha quindi concluso affermando, come già fatto dal Papa, «che bisogna dare risposte concrete all’aspirazione diffusa che c’è in quei territori a vivere in pace, in sicurezza e in dignità». Anche perché «la violenza, l’odio, la sfiducia sono forme di povertà, forse le più tremende da combattere».

Giulietto CHIESA (PSE, IT) ha esordito ricordando che «un grande antifascista italiano, Piero Gobetti, disse che quando la verità è tutta da una parte, una posizione salomonica è completamente tendenziosa» e «così è per Gaza in questi giorni». Si è quindi augurato che il Parlamento «sappia dire parole adeguate per fermare Israele», anche perché «se non lo farà, si coprirà di vergogna di fronte alla storia, ai palestinesi, all’opinione pubblica europea e a quella araba».

«Israele sta bombardando e decimando un ghetto», ha aggiunto sostenendo che «i figli di coloro che furono sterminati sono diventati sterminatori». E per questo «non c’è scusante e non vale la tesi che Israele ha diritto alla propria sicurezza», anche perché «chiunque, se vuole, è in grado di vedere che nessuno è oggi in grado di minacciare la sicurezza di Israele e la sua esistenza». E ciò è dimostrato dallo «squilibrio delle forze in campo», dal «bilancio dei morti e dei feriti» e dall’appoggio «che l’Occidente continua ad elargire ad Israele». «Questo eccidio – ha concluso – non ha altro scopo che quello di impedire la creazione di uno Stato palestinese; così si uccide la pace e per questo bisogna fermare Israele».

Stefano ZAPPALÀ (PPE/DE, IT), sostenendo che «solo la visione diretta è quella che può dare cognizione esatta di come stanno le cose», ha consigliato di recarsi sul posto a chi vuol esprimere opinioni precise. Su questa vicenda, ha aggiunto, «gli unici perdenti siamo noi del mondo occidentale, perché non abbiamo mai affrontato in maniera seria il problema, non abbiamo mai cercato di risolverlo e continuiamo a vederlo come un fatto tra due parti contrapposte». In realtà, ha spiegato, non sono due, ma tre le parti in causa: i terroristi e lo Stato d’Israele e, «vittima intermedia», il popolo palestinese. Hamas, ha aggiunto «certamente non rappresenta l’intero popolo palestinese». Ha quindi sostenuto che bisogna affrontare la questione «in maniera seria», cioè rafforzando la posizione di Abu Mazen, «che è la figura più debole di tutti».

Risoluzione sulla situazione nella Striscia di Gaza
Procedura: Risoluzione comune
Per informazioni: Luisa Morgantini 0039 348 39 21 465 Ufficio 0039 06 69 95 02 17
luisa.morgantini@europarl.europa.eu;
http://www.luisamorgantini.net

272 Vox { 17.01.09 alle 0:18 }

le mobs di sequestro Chavista che hanno espropriato il loro dei beni in loro il nome del “popolo”.

@ Anita

Questa sua mi era sfuggita. Il fatto che qui POPOLO sia scritto tra virgolette fa pensare al rapporto che ha lo scrivente verso questa entita’. Un rapporto dispregiativo. Il “popolo” non conta nulla. Il popolo, invece, quello senza le virgolette, conta eccome.

Quello venezuelano, nel caso specifico, ha fatto una cosa inaudita, spaventosa e orripilante: ha cacciato a calci in culo le corporations e ha nazionalizzato le proprie risorse naturali. Perche’ la ricchezza deve appartenere a tutta la comunita’, non a una minoranza di parassiti, molti dei quali vivono altrove.

Ma cos’altro potrebbe scrivere il New York Times? Mica e’ un giornale che pensa agli interessi del popolo americano. Mica puo’ lodare Chavez e far venire delle idee anche al proprio popolo (con o senza virgolette).

Un’altra cosa: quelle che lei chiama “mobs di sequestro” sono mafie nate proprio durante i decenni di asservimento del Venezuela agli Usa, a governi corrotti, fatti di gente che si riempiva le tasche a scapito del proprio paese. Chavez se le e’ ritrovate in eredita’ e, come noi italiani ben sappiamo, la criminalita’ organizzata e’ difficilissima da far sparire, soprattutto in periodi di transizione come quello che sta vivendo il Venezuela. Malgrado la criminalita’, le genti venezuelane che sono esistite per generazioni nella miseria, senza un futuro, oggi quel futuro se lo stanno riprendendo.

Sara’ un cammino lungo, perche’ i processi storici non si compiono in un decennio. E sara’ un cammino pieno di difficolta’ anche (e non solo) grazie al vicino americano che non aspetta altro che l’occasione per riprendersi quel che ha perduto.

273 Ma la tregua l'aveva già rotta Israele a novembre uccidendo 6 palestinesi a Gaza { 17.01.09 alle 0:26 }

http://www.guardian.co.uk/world/2008/nov/05/israelandthepalestinians

Forse quel mascalzone schifoso che ride dei troppi morti altrui e infesta vari siti e vari blog dei suoi copincolla al soldo di Olmert potrebbe tradurcelo….
Shalom

A four-month ceasefire between Israel and Palestinian militants in Gaza was in jeopardy today after Israeli troops killed six Hamas gunmen in a raid into the territory.

Hamas responded by firing a wave of rockets into southern Israel, although no one was injured. The violence represented the most serious break in a ceasefire agreed in mid-June, yet both sides suggested they wanted to return to atmosphere of calm.

Israeli troops crossed into the Gaza Strip late last night near the town of Deir al-Balah. The Israeli military said the target of the raid was a tunnel that they said Hamas was planning to use to capture Israeli soldiers positioned on the border fence 250m away. Four Israeli soldiers were injured in the operation, two moderately and two lightly, the military said.

One Hamas gunman was killed and Palestinians launched a volley of mortars at the Israeli military. An Israeli air strike then killed five more Hamas fighters. In response, Hamas launched 35 rockets into southern Israel, one reaching the city of Ashkelon.

“This was a pinpoint operation intended to prevent an immediate threat,” the Israeli military said in a statement. “There is no intention to disrupt the ceasefire, rather the purpose of the operation was to remove an immediate and dangerous threat posted by the Hamas terror organisation.”

In Gaza, a Hamas spokesman, Fawzi Barhoum, said the group had fired rockets out of Gaza as a “response to Israel’s massive breach of the truce”.

“The Israelis began this tension and they must pay an expensive price. They cannot leave us drowning in blood while they sleep soundly in their beds,” he said.

The attack comes shortly before a key meeting this Sunday in Cairo when Hamas and its political rival Fatah will hold talks on reconciling their differences and creating a single, unified government. It will be the first time the two sides have met at this level since fighting a near civil war more than a year ago.

Until now it had appeared both Israel and Hamas, which seized full control of Gaza last summer, had an interest in maintaining the ceasefire. For Israel it has meant an end to the daily barrage of rockets landing in southern towns, particularly Sderot. For Gazans it has meant an end to the regular Israeli military raids that have caused hundreds of casualties, many of them civilian, in the past year. Israel, however, has maintained its economic blockade on the strip, severely limiting imports and preventing all exports from Gaza.

Ehud Barak, the Israeli defence minister, had personally approved the Gaza raid, the Associated Press said. The Israeli military concluded that Hamas was likely to want to continue the ceasefire despite the raid, it said. The ceasefire was due to run for six months and it is still unclear whether it will stretch beyond that limit.

274 Vox { 17.01.09 alle 0:28 }

La storia insegna che tutto cambia, tutto evolve e, anche quando sembra che si stia tornando indietro, e’ un’illusione. Lentissimamente, ma inesorabilmente, il mondo va verso qualcosa di piu’ equilibrato, piu’ giusto per tutti.

Io me lo immagino come un grande organismo che risponda, come ogni specie e come ogni singolo individuo, alle leggi dell’evoluzione e quindi ricerchi la forma e la condizione migliore in cui puo’ continuare se’ stesso.
Se una forma non funziona, esso se ne liberera’, come un serpente si libera della pelle che gli va troppo stretta, affinche’ affiori quella nuova, e cosi’ via.

Quindi, la tendenza generale della storia, come quella della materia vivente, va verso l’equilibrio e la massimizzazione degli aspetti positivi che consentano l’esistenza e lo sviluppo di tutte le sue componenti. Un organismo non potrebbe vivere, se gli funzionasse solo il fegato, a scapito dello stomaco, della milza e del cuore. Il benessere, e dunque la vita, e dunque la continuita’, possono essere assicurate solo da un buon funzionamento di ogni singolo organo di ogni particella.

Riferendo questo modello all’odierna societa’ umana, noi siamo un corpo in cui funzionano solo due o tre organi, mentre tutto il resto arranca o non funziona per niente. Pochissimi hanno tutto e moltissimi hanno dal poco al nulla. E questo porta l’organismo al fallimento. Per poter continuare se’ stesso, dovra’ fare una lunga serie di aggiustamenti, riportando all’ordine quegli scompensi che causano il malessere e rischiano di farlo morire.

Noi umani non siamo perfetti, anzi, siamo ancora molto primitivi, siamo appena agli inizi del nostro processo evolutivo dal punto di vista etico e psicologico. E’ ovvio, quindi, che non siamo ancora in grado di costruire una societa’ perfetta e pretenderlo sarebbe sciocco.
Se quello che costruiamo oggi, domani fallisce, non e’ perche’ l’idea non sia valida, ma perche’ noi non siamo ancora all’altezza di realizzarla.

Questo non vuol dire che si debba gettare la spugna e scoraggiarsi. Bisogna continuare a tentare, a fare esperimenti, a fallire e a ritentare. Ogni nostro passo conta, anche quello che ci sembra non funzioni, perche’ e’ comunque un’esperienza in piu’, un pezzo di strada e di conoscenza in piu’ . Poco per volta cresceremo e si raffinera’ il nostro costruire.

275 Vox { 17.01.09 alle 0:39 }

Se Hamas non si fosse preso possesso della striscia di Gaza, forse le cose sarebbero state differenti.

@Anita

Differenti come? Differenti come quando non c’era Hamas, ma gli israeliani colonizzavano tutto il territorio palestinese palmo a palmo, giorno dopo giorno, finche’ lo ha ridotto a un pezzetto di terra di 360 Km quadrati?

Ma ragioni un momento in modo logico. Hamas e’ stata eletta dai palestinesi solo pochi anni fa, mica nel 1948? Hamas e’ stata creata dal Mossad per dare filo da torcere alla Olp e ad Arafat. Hamas e’ diventata leader dei palestinesi dopo decenni di allargamento di Israele a scapito della Palestina e come risposta all’inesorabile e continuo maltrattamento dei palestinesi e dei loro diritti, come se fossero peggio delle capre,anzi dei topi, da scacciare, da prendere in trappola e bruciare, magari col fosforo bianco.

Quale sarebbe stata dunque la differenza senza hamas? Probabilmente, la fine dei Palestinesi sarebbe arrivata ancora prima e in modo silenzioso, comodo per tutti (tranne che per loro, ovviamente).

276 Gideon Levy { 17.01.09 alle 0:44 }

Premesso che certe jene ridentes fanno schifo, peggio dei nazisti, ecco cosa vedo io, giornalista ebreo israeliano che ha scelto di vivere a Gaza con la mia collega Amira Hass. La sunnominata merda potrebbe tradurlo in italiano…..

http://www.haaretz.com/hasen/spages/1055574.html

Last update – 14:47 15/01/2009
The IDF has no mercy for the children in Gaza nursery schools
By Gideon Levy, Haaretz Correspondent

The fighting in Gaza is “war deluxe.” Compared with previous wars, it is child’s play – pilots bombing unimpeded as if on practice runs, tank and artillery soldiers shelling houses and civilians from their armored vehicles, combat engineering troops destroying entire streets in their ominous protected vehicles without facing serious opposition. A large, broad army is fighting against a helpless population and a weak, ragged organization that has fled the conflict zones and is barely putting up a fight. All this must be said openly, before we begin exulting in our heroism and victory.

This war is also child’s play because of its victims. About a third of those killed in Gaza have been children – 311, according to the Palestinian Health Ministry, 270 according to the B’Tselem human rights group – out of the 1,000 total killed as of Wednesday. Around 1,550 of the 4,500 wounded have also been children according to figures from the UN, which says the number of children killed has tripled since the ground operation began.

This is too large a proportion by any humanitarian or ethical standard. It is enough to look at the pictures coming from Shifa Hospital to see how many burned, bleeding and dying children now lie there. History has seen innumerable brutal wars take countless lives.
But the horrifying proportion of this war, a third of the dead being children, has not been seen in recent memory.
God does not show mercy on the children at Gaza’s nursery schools, and neither does the Israel Defense Forces. That’s how it goes when war is waged in such a densely populated area with a population so blessed with children. About half of Gaza’s residents are under 15.

No pilot or soldier went to war to kill children. Not one among them intended to kill children, but it also seems neither did they intend not to kill them. They went to war after the IDF had already killed 952 Palestinian children and adolescents since May 2000.
The public’s shocking indifference to these figures is incomprehensible. A thousand propagandists and apologists cannot excuse this criminal killing. One can blame Hamas for the death of children, but no reasonable person in the world will buy these ludicrous, flawed propagandistic goods in light of the pictures and statistics coming from Gaza.
One can say Hamas hides among the civilian population, as if the Defense Ministry in Tel Aviv is not located in the heart of a civilian population, as if there are places in Gaza that are not in the heart of a civilian population. One can also claim that Hamas uses children as human shields, as if in the past our own organizations fighting to establish a country did not recruit children.
A significant majority of the children killed in Gaza did not die because they were used as human shields or because they worked for Hamas. They were killed because the IDF bombed, shelled or fired at them, their families or their apartment buildings. That is why the blood of Gaza’s children is on our hands, not on Hamas’ hands, and we will never be able to escape that responsibility.

The children of Gaza who survive this war will remember it. It is enough to watch Nazareth-born Juliano Mer Khamis’ wonderful movie “Arna’s Children” to understand what thrives amid the blood and ruin we are leaving behind. The film shows the children of Jenin – who have seen less horror than those of Gaza – growing up to be fighters and suicide bombers.
A child who has seen his house destroyed, his brother killed and his father humiliated will not forgive.
The last time I was allowed to visit Gaza, in November 2006, I went to the Indira Gandhi nursery school in Beit Lahia. The schoolchildren drew what they had seen the previous day: an IDF missile striking their school bus, killing their teacher, Najwa Halif, in front of their eyes. They were in shock. It is possible some of them have now been killed or wounded themselves.

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# Foreign Ministry hopes to repair Israel’s image on ‘day after’ Gaza op
# U.S., Israel close in on deal to halt arms smuggling into Gaza
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277 Vox { 17.01.09 alle 0:48 }

entro confini sicuri e riconosciuti».
@ Morgantini

Gia’, ma quali confini? Questo mi piacerebbe sapere.
E inoltre, ora che nell’off shore di gaza si e’ scoperto un ricco giacimento di gas, saranno gli israeliani disposti a mollare ogni tentativo di farne bottino? E quel pezzo di territorio che si sono presi di recente, con le risorse idriche dei palestinesi? Lo restituiscono o se lo tengono, perche’ “ormai”, eccetera eccetera?

Tutti questi sono solo alcuni dei dubbi che sorgono davanti alle belle parole e forse anche buone intenzioni ufficiali, alle quali non seguira’ un bel nulla di fatto. Forte della propria impunita’, Israele andra’ avanti come e piu’ di prima (tanto, nessuno le fa un baffo, ne’ ONU ne’ parlamento europeo), almeno fino a quando fara’ il classico passo di troppo.

278 Israele si avvia a stabilire il suo nuovo record di democrazia: 332 bambini ammazzati nella striscia di Gaza e 1500 feriti. I morti palestinesi sono oltre mille, contro 1 (uno!) provocato dai razzetti di Hamas. Per festeggiare questi notevolissimi numeri, { 17.01.09 alle 1:01 }

http://www.alessandrorobecchi.it/index.php/200901/1000-morti-332-bambini-israele-festeggia-il-record-bombardando-lonu/#comment-16455

Sostenuto da tutta la comunità mediatica mondiale, fatte salve piccole eccezioni, Israele si avvia a stabilire il suo nuovo record di democrazia: 332 bambini ammazzati nella striscia di Gaza e 1500 feriti. I morti palestinesi sono oltre mille, contro 1 (uno!) provocato dai razzetti di Hamas. Per festeggiare questi notevolissimi numeri, Israele ha bombardato questa mattina la sede dell’agenzia Onu per i rifugiati: un fuoco artificiale per cui lo stato israeliano riceverà forse qualche buffetto dalla comunità internazionale: ehi, stai più attento! Come sei distratto! Nessuno dirà niente invece per i 15 ospedali e ambulatori distrutti: sparare sui feriti e sui bambini pare essere lo sport preferito di Israele. Così i telegiornali italiani (peraltro tutti collegati da Gerusalemme e nessuno dalle zone di guerra…. state comodi, eh! Un altro martini!) possono continuare a raccontare a distanza din sicurezza della guerra giusta e dell’autodifesa di Israele. Oggi si parla di tregua vicina. Bene. Qualcuno lo spieghi ai 332 bambini palestinesi che non possono più sentire queste buone notizie. Per lo strabiliante record di civili e bambini ammazzati, si sono congratulati con Israele molti personaggi della politica Italiana: Andrea Ronchi (che ha portato il saluto del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi), Piero Fassino, Fabrizio Cicchitto, Fiamma Nirenstein, Maurizio Gasparri, Umberto Ranieri, Gianni Vernetti, Furio Colombo, Ferdinando Adornato, Daniele Capezzone e Ottaviano Del Turco, per l’occasione senza i suoi cestini di mele. L’iniziativa si intitolava: “Con Israele per la pace”, un titolo davvero satirico. “La simpatica riunione doveva chiamarsi – hanno detto gli organizzatori – ma il titolo era troppo lungo”.
Nella foto, un momento dell’autodifesa dello stato di Israele.

279 AZ Cecina Li { 17.01.09 alle 4:09 }

X Sylvi e Controcorrente
Il vecchio principio della fisica “ ad ogni azione corrisponde….” È traslabile anche nei rapporti sociali.
Io sono ateo, passo per le strade e vedo ad ogni angolo simboli esteriori che richiamano all’esistenza di un Dio che io penso sia una pura invenzione. Nei due chilometri che faccio la mattina per andare a prendere i nipoti incrocio nell’ordine: una chiesa cattolica, un tempio buddista, due croci per un incidenti stradali, un tabernacolo con madonnina, la sede dei testimonio di Geova, tutto questo non ha minimamente intaccato il mio granitico ateismo, non mi ha ne disturbato ne offeso, se però qualcuno si inalbera, protesta, , una piccola semplice scritta che ricorda che ci sono persone che in fatto di Dio la pensano diversamente, e la proibisce su un autobus o altrove, allora c’è l’automatica reazione e mi viene una gran voglia di prendere pennello e vernice e quella frase andarla a scrivere sulla chiesa, sul tempio buddista, e sulla porta dei testimoni di Geova.

Buona notte … quasi bongiorno
Antonio - – - antonio.zaimbri@tiscali.i

PS. per la poesia di CC, la maestra ha subito notato che avevi intinto la penna nel calamaio di De Andrè.

280 Uroburo { 17.01.09 alle 9:22 }

Io posso capire che un usaegetta che non ha mai avuto le minima idea di cosa sia la democrazia – a cominciare dai massacri degli indiani fino alle guerre portate in tutto il mondo con le scuse più strane ed inventate (come le famose armi che non ci sono mai state) – abbia certe opinioni. Posso anche capire che un razzista sionista stia con gli israeliani. Posso perfino pensare che ambedue vengano rincoglionizzati da una stampa e propagande mondiale che, a senso unico, appoggia totalmente le scelte genocide dello stato d’Issraele.
Però ci sono certi limiti difficili da superare.
Hamas è stato eletto a stragrande maggioranza dai palestinesi. O la democrazia ha un senso, ed allora Hamas è quello che i palestinesi hanno democraticamente voluto, oppure la democrazia va bene solo se si sceglie quel che vuole l’Usaegetta (e lo stato d’Issraele). In effetti è sempre stato così: l’Usaeggetta non ha mai accettato i legittimi governi del Cile, di Cuba e del Nicaragua, e neppure quelli di Venezuela e Bolivia, ed ha sempre cercato di rovesciarli.
I lanci di razzi di Hamas non sono prodotti dal desiderio di cancellare Issraele (queste caxxate le lasciamo dire ai gegni come il pregevole marco tempesta e la gegnale Anita o al nazista!) ma come piccola e ridicola ritorsione contro il blocco economico decretato ed attuato da Issraele contro la striscia di Gaza ed il suo legittimo governo. Un blocco genocida e criminale in sé, prescindendo dalle volgari cazzate del nazistello del blog sul peso dei palestinesi (scarsissimo, al di là di quel che dice costui). Naturalmente il blocco scompare nella mente di questi due farabuttelli da strapazzo e rimangono solo i razzi. Ognuno ragiona con quello che ha ed il marco tempesta col caxxo.
Questa guerra ha provocato più di 1000 morti (i bombardamenti nazisti su Londra avevano ucciso un numeri simile di persone) di cui un terzo bambini; mi sembra del tutto logico arguire che un altro terzo siano donne. Quindi gli uomini sono un terzo, di cui circa metà sono vecchi, malati, invalidi ecc. Se ne deduce che, se tutti gli uomini uccisi in età di essere atti alle armi (dai16 ai 40 anni) erano combattenti di Hamas, gli israeliani hanno ucciso 170 nemici al piccolo prezzo di 850 civili massacrati. Ancora una volta sono percentuali da III Reich (o da esercito e polizia usaegetta). Facendo un calcolo prudenziale potremmo però arguire che almeno metà degli uomini adulti uccisi erano civili: insomma hanno ammazzato 900 e passa persone per far fuori 85 guerriglieri. I nostri tre amici si fregano gioiosamente le mani perché la pace (dei cimiteri) è più vicina ….
Naturalmente dopo un massacro del genere la nuova classe dirigente palestinese sarà ancora più radicale di quella precedente, perché è noto che l’aumento della repressione o spazza via tutto, e per ora gli issraeliani non possono ancora farlo esplicitamente, oppure aumenta la resistenza. Quindi sul piano politico il risultato di questo massacro imbecille, ed infatti tanto apprezzato da questi tre gegni della politica, sarà una ancora minore disponibilità palestinese. Il nazista, come tutti i suoi pari, queste cose non le può vedere, lui vede solo il sangue (e le donne ridotte a quarti di macelleria). La stampa mondiale è sulle stesse posizioni di questi tre miserabili figuri. Semm propri cunscià maaal. U.

281 Faust x guardate qui il furto degli israelitici { 17.01.09 alle 9:25 }

http://isole.ecn.org/reds/etnica/palestina/palestinamappaoffbarak.html

http://isole.ecn.org/reds/etnica/palestina/palestinamappe.html#

se non ci fosse Hamas a difendere “oggi” purtroppo e non ieri, quando con Fatah, hanno rubato la palestina… Hamas doveva nascere nel 46.
Hamas ha vinto, finanziata dai sionisti criminali!!!
grazie ai criminali sionisti… i Martiri in tutto lIslam sono in aumento… e presto ne vedremo le reazioni, questo era ed è la tattica genocida degli israelitici… Bravo israele, criminale e genocida…
…guardatevi le mappe dal 46 ad oggi e ppoi tirate le somme, di cchi è il ladro massacratore….
Faust

282 marco tempesta { 17.01.09 alle 10:17 }

Ad U. non viene mai il dubbio che a sbagliare valutazioni possa essere lui.
Mi fa ridere quando parla di elezioni democratiche in Palestina. Ma se non sono mai state democratiche nemmeno da noi, figuriamoci da quelle parti, dove la parola ‘democrazia’ non si sa neanche come si pronuncia…
Ma a parte quello, a parte anche l’attribuirmi concetti che non mi appartengono (gli epiteti li dò per scontati) al buon U. non è mai venuto in mente che esistono interessi specifici a che la pace in Israele non si faccia mai? Interessi da parte di chi vende armi, di chi lucra sugli aiuti umanitari, di chi cerca una preminenza politica di tipo dittatoriale…no, macchè, Uro ci vede solo un’espressione democratica malamente calpestata dai cattivoni di Israele, che mettono i blocchi così per passatempo, giusto per indurre diversi milioni di palestinesi a cambiare aria.
Non si è mai chiesto Uro cosa comporterebbe la cacciata dei palestinesi? Non si è mai chiesto come sia invece infinitamente più conveniente una pace da quelle aprti? Non si è mai chiesto come mai nella West Bank i palestinesi di Fatah intervengano pesantemente sui sostenitori di Hamas, come riportato persino dalla Morgantini, che non è certo filoisraeliana e come, viceversa, nella striscia giungano notizie del contrario, ovvero di Hamas che mena (uccide) i sostenitori di Fatah?
No, tutto questo non ha alcuna rilevanza per il buon Uro, perchè dar rilevanza ad indizi del genere significherebbe demolire la sua tesi di pulizia etnica totale. Non si rende conto di cosa possa comportare una pulizia etnica come quella da lui creduta realistica.
Una diaspora palestinese significherebbe dare una scusa perenne a qualsiasi stato arabo per intervenire in qualsiasi momento contro Israele, con la giustificazione della restituzione delle terre ai palestinesi. Una pulizia etnica significherebbe avere perennemente un popolo che in qualsiasi modo tenterà di danneggiare Israele colpendolo alla disperata.
Capisco che gli israeliani vadano anche loro molto a spanne, come si usa da quelle parti, ma che siano così stupidi da non prendere in considerazione certi parametri, lo escludo categoricamente.
Uro, invece, lo dà per scontato.
Io credo che le sue valutazioni pecchino di enorme superficialità. Lui mi accusa della stessa cosa.
Tempo al tempo, vedremo chi ha ragione e chi ha torto, dei due. Anche se la nostra ragione e il nostro torto, alle parti in causa non fa assolutamente nè caldo nè freddo, perchè noi, per loro, non esistiamo e basta.

283 marco tempesta { 17.01.09 alle 10:29 }

Io me lo immagino come un grande organismo che risponda, come ogni specie e come ogni singolo individuo, alle leggi dell’evoluzione e quindi ricerchi la forma e la condizione migliore in cui puo’ continuare se’ stesso.
Se una forma non funziona, esso se ne liberera’, come un serpente si libera della pelle che gli va troppo stretta, affinche’ affiori quella nuova, e cosi’ via.
————-
Caro Vox, attenzione perchè questo è un concetto molto pericoloso: giustificherebbe l’evoluzione della Specie con l’eliminazione delle sue parti più deboli e inefficaci. In parole povere, giustificherebbe i conflitti armati come un sistema di depurazione dell’organismo dalle scorie che impedirebbero l’evoluzione con la loro presenza.
Un concetto molto, molto pericoloso.

284 Controcorrente { 17.01.09 alle 10:34 }

Tempi di “crisi” delle abitazioni…

………la trovata più geniale l’ha avuta però in l’austriaca Traude Daniel. Nessuno rispondeva alle inserzioni per la sua villa da 400mq. affacciata sul lago Woerthersee, in Carinzia. Lei non s’è scoraggiata. Ha organizzato una lotteria via internet, prezzo 99 euro al biglietto con in palio la residenza di famiglia. Un successo clamoroso. Ha venduto 9.999 biglietti, incassando quasi un milione di euro. E il prossimo 20 gennaio, giorno dell’estrazione, il fortunato vincitore si ritroverà con una nuova casa da sogno al prezzo di una cena per due al ristorante……..

Veramente geniale,,,bisognerebbe estendere questo concetto a tutti i servizi ,per cui in tempi di crisi si poterbbero istituire le seguenti lotterie:

A)Lotteria per un posto di lavoro…
B)Lotteria per un posto all’asilo Nido
c)Lotteria per un posto all’università
ed anche chicca

F)Lotteria per un posto in ospedale

Le casse dello stato di guadagnerebbero,,,e senza dubbio un minimo Di DEMOCRAZIA verrebbe applicata…

La DEMOCRAZIA del CULO….

che è sempre meglio di niente…
Ho comprato La SMORFIA, che il Testo sul quale preparerò le mie analisi per il Fututro, ed ho regalato il libro ai miei figli, dicendogli :”studiate ,studiate che poi vi interrogo..!!

cc

285 marco tempesta { 17.01.09 alle 10:37 }

Dice Vox: “Quello venezuelano, nel caso specifico, ha fatto una cosa inaudita, spaventosa e orripilante: ha cacciato a calci in culo le corporations e ha nazionalizzato le proprie risorse naturali. Perche’ la ricchezza deve appartenere a tutta la comunita’, non a una minoranza di parassiti, molti dei quali vivono altrove.” VOX
————
Se le cose stanno così, Chavez ha fatto benissimo.
Speriamo solo che la faccenda non finisca come nella Russia sovietica, dove pochi privilegiati godevano delle ricchezze ‘in nome del popolo’, che ne aveva teoricamente la proprietà ma non l’uso nè il possesso.
Una unione sudamericana forte e ricca sarebbe un buon elemento di stabilizzazione. Il dubbio è sempre il solito: riusciranno i nostri eroi a non fare come nell’Unione Sovietica?

286 marco tempesta { 17.01.09 alle 10:43 }

entro confini sicuri e riconosciuti».
@ Morgantini

Gia’, ma quali confini? Questo mi piacerebbe sapere. VOX
——————–
Credo che la richiesta sia di rientrare nei confini di prima del ’67. Una richiesta minima, direi.
La faccenda del controllo dell’acqua potrebbe essere invertita, anche perchè Israele potrebbe comodamente investire nei dissalatori e comunque avrebbe una forza di deterrenza sufficiente a spegnere qualsiasi tentativo di boicottaggio idrico da parte dei palestinesi.

287 Sylvi { 17.01.09 alle 11:25 }

caro Vox,

in questi giorni mi sono chiesta spesso come sarebbe finito il caso Englaro se Governatore fosse stato Illy, valdese, cosmopolita e a Roma Prodi.

Temo sarebbe finita allo stesso modo, perchè se in Italia nemmeno basta una sentenza della CC…
Viviamo nella terra di pagliaccilandia, dove il legislatore non legifera e il governo impedisce l’applicazione delle sentenze della Corte C.

Per quanto riguarda le Chiese e i Palazzi il suo discorso è molto ipotetico e la Chiesa per molti secoli è stato potere temporale,esattamente come gli Imperi che si sono succeduti.
Basta scorrere la storia del Merdioevo con i suoi Castelli e le sue Cattedrali.

La Chiesa è stata “propulsore d’arte e civiltà” perchè la costruzione di una Cattedrale non prescinde dall’arte e dall’ingegneria.
Lo è stata per i “suoi” fini, che a lei non piacciono, e per molti versi neppure a me.
Affamando e sfruttando i milioni e milioni di miserabili
servi della gleba, ma era esattamente ciò che faceva l’Imperatore di turno e i suoi vassalli, se non peggio!
Aggiungerò con cinico realismo che non c’era bisogno di scuole, ospedali perchè il servo della gleba contava molto meno di un cavallo o di una vacca!

Oggi qualcosa è mutato, e, qui le do ragione, non sempre la Chiesa è stata in prima fila nel cambiamento, anzi è rimasta al traino attenta a mantenere il suo potere.
Combattendo, ed efficacemente,i poteri che volevano distruggerla.

Ma in questo blog si fa una “voluta” confusione fra potere temporale della Chiesa e l’idea trascendentale di Dio; fra religioni monoteiste e un fine spirituale che l’uomo cerca e spera di trovare; fra le malefatte di uomini di chiesa e la dedizione eroica di molti che perseguono un ideale di giustizia diverso dal vostro.
Non credete in Dio? Rispettabilissimo atteggiamento che io mi guardo bene dal confutare!
Credete sia un segno di libertà sbattermelo sui bus e sui muri, gridandolo ad ogni angolo di strada? Io credo di no!

Mandi sylvi

288 marco tempesta { 17.01.09 alle 11:30 }

l’armamento di Hamas consiste solo in armi individuali, tutte le altre sono state immediatamente sequestrate dagli issraeliani che controllano perfettamente i famosi tunnel (proprio come le famose armi). U.
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E con questi parametri, Hamas provoca deliberatamente l’invasione israeliana?
O sono assolutamente pazzi o i motivi di tale comportamento nascondono affari indicibili, sempre sulla pelle del popolo palestinese.

289 marco tempesta { 17.01.09 alle 11:33 }

Non credete in Dio? Rispettabilissimo atteggiamento che io mi guardo bene dal confutare!
Credete sia un segno di libertà sbattermelo sui bus e sui muri, gridandolo ad ogni angolo di strada? Io credo di no! Sylvi.
———-
Perchè, è segno di libertà da parte della Chiesa cattolica, intervenire punto e momento sugli affari dell’Italia laica in nome del ‘loro’ dio?

290 marco tempesta { 17.01.09 alle 11:39 }

Ma in questo blog si fa una “voluta” confusione fra potere temporale della Chiesa e l’idea trascendentale di Dio. Sylvi
—————-
Per niente. I miei interventi sono stati tutti sull’idea trascendentale di Dio, non sul potere temporale della Chiesa, i cui effetti sono talmente evidenti da non avere necessità di discussione.

291 Sylvi { 17.01.09 alle 11:40 }

caro Marco,

due torti non hanno mai fatto una ragione, ma solo, come ben sai, guerre e distruzioni.
E se il Parlamento italiano non sa mettere i paletti costituzionali
vada a casa!
O forse non siamo mai usciti dal Medioevo, mentre il resto d’Europa…

sylvi

292 marco tempesta { 17.01.09 alle 11:52 }

x Sylvi:
O forse non siamo mai usciti dal Medioevo, mentre il resto d’Europa…
—————–
Su questo, non ci piove. Abbiamo sempre la mentalità di guelfi e ghibellini, in tutto.

293 AZ Cecina Li { 17.01.09 alle 12:02 }

Cara Sylvi,
All’ultimo capoverso del tuo post non ti seguo più, secondo quale logica e quale principio di giustizia, un “rispettabilissimo atteggiamento”, l’ateismo, dovrebbe restare accuratamente celato nelle menti degli atei mentre un altrettanto rispettabile atteggiamento, quello religioso, avrebbe ogni diritto di essere esternato. Non con semplici scritte ma con segni ben più ingombranti (e dispendiosi) quali chiese, sinagoghe, moschee, scampanamenti o stridule grida dai minareti, cappelle, edicole, croci e statue di santi e madonne piazzate in ogni dove, dalla cima dei monti agli abissi marini, fino ai simulacri vari esibiti al colo ed ai polsi in ogni situazione comprese le meno consone, come nel caso delle pornodive.
Perché le mille religioni il loro CREDO possono “sbattermelo in faccia” ad ogni cantonata, ed impedirlo sarebbe un grave attentato alla liberà religiosa, mentre affermare il mio NON CREDERE dovrebbe essere sconveniente??

Antonio - – - antonio.zaimbri@tiscali.i

294 marco tempesta { 17.01.09 alle 12:05 }

Condivido totalmente il post 292 di Antonio.

295 Sylvi { 17.01.09 alle 12:22 }

caro AZ,

affermare il tuo non credere non solo non è sconveniente, ma credo che nessuno ti abbia mai impedito di esternarlo, nè di costruire templi di ateismo, nè scrivere, nè educare i tuoi figli all’ateismo.
E’ l’esercizio pacato del tuo ateismo, ma…ho anche parlato di spot durante i Gay pride, di preghiere provocatorie davanti alle Chiese, potrei aggiungere che tu NON hai il diritto di bestemmiare il mio Dio, che ci sia o no!
Ho parlato di rispetto e civismo. E di palesi provocazioni.

Quanto alle chiese, cappelle ecc ecc. se vince la tua maggioranza puoi fare come Stalin, tabula rasa, se non trovi un sacrestano o un architetto, barricati dentro.
Ne ho viste di Chiese in Russia e in Ukraina salvate così!
Sarò fissata, ma io torno al Parlamento!

Ma qui in Friuli non c’erano i guelfi e i ghibellini!

Sylvi

296 Pino Nicotri { 17.01.09 alle 13:15 }

Yehoshua: «Antisemitismo? Reazione a un’ identità ambigua»
di Davide Frattini (Corriere della Sera)

DAL NOSTRO INVIATO GERUSALEMME – « In ogni generazione sorgerà un nemico che vuole distruggerci » . Seduti attorno al tavolo per celebrare la pasqua, stasera gli israeliani ripetono ancora una volta i versi della Haggadah . Le stesse parole che Abraham Yehoshua ha scelto per confrontarsi con l’ antisemitismo in un saggio che è stato attaccato da politici e intellettuali. Lo scrittore – è l’ accusa – in qualche modo imputa agli ebrei l’ odio contro di loro. C’ è qualcosa di « ambiguo » nell’ identità ebraica – sostiene il romanziere, nato a Gerusalemme nel 1936, nell’ articolo pubblicato dalla rivista Alpayim – che genera avversione e furore. « L’ elemento fondamentale dell’ antisemitismo è la paura, non l’ invidia. Una paura irrazionale che nasce dalla combinazione di religione e nazionalismo nell’ ebraismo, una fusione che ha generato catastrofi nell’ Europa cristiana » . Le nostre caratteristiche da camaleonti – continua – spaventano, una personalità in continuo cambiamento è difficile da gestire. Qualità che hanno affinato talenti intellettuali, ma anche scatenato disastri. « E’ vero che queste caratteristiche – ha commentato a Yedioth Ahronoth dopo l’ uscita del saggio, che in Italia era stato pubblicato in anteprima mondiale da Einaudi nel 2004 con il titolo Antisemitismo e sionismo – hanno prodotto dei Nobel, ma restituirei tutti i premi per avere indietro i bambini sterminati nell’ Olocausto » . Il primo a reagire è stato Avi Beker, fino al 2003 segretario generale del Congresso ebraico mon diale, sul quotidiano liberal Haaretz: « Molti intellettuali, compresi quelli che accusano il governo israeliano di essere la causa dell’ odio, trovano difficile spiegare i sintomi della rinascita di un classico antisemitismo, oggi rivolto contro lo Stato ebraico nel suo complesso. Yehoshua si rifiuta di distinguere tra invidia, incitamento e avversione imbevuta di antisemitismo » . Tommy Lapid ha attaccato l’ idea della « doppia identità » : « L’ odio si scagliò – ha detto il presidente del partito Shinui, di origini ungheresi e sopravvissuto al l’ Olocausto – soprattutto contro chi si era assimilato. Famiglie integrate, che sentivano di appartenere completamente all’ Ungheria, per loro la religione non aveva alcun ruolo. Ma avevano avuto più successo dei non ebrei » . « L’ incapacità di guardare den tro se stessi – ha replicato Yehoshua nell’ intervista a Yedioth – è una cosa orribile. Nel mio saggio non accuso nessuno, descrivo la struttura dell’ identità ebraica e cerco di capire perché risvegli rapporti così patologici » . « Non è colpa nostra – gli ha risposto il filosofo Yirmiyahu Yuval – se abbiamo sviluppato un’ identità ambigua. Non credo che siamo stati messi nelle condizioni di scegliere » . Robert Wistrich, professore di Storia dell’ Europa contemporanea all’ università di Gerusalemme, ha riconosciuto al romanziere il coraggio di « avventurarsi sulle sabbie mobili, dove perfino gli angeli hanno paura di camminare » . Yehoshua è convinto che la nascita dello Stato di Israele avesse rappresentato la soluzione, perché aveva collocato gli ebrei fra le altre nazioni. La guerra dei Sei giorni nel 1967 e il controllo sui territori palestinesi – sostiene – sono stati il grande contraccolpo. « I confini si sono confusi e il popolo ebraico ancora una volta ha cominciato a mischiarsi con un altro » .

Abraham Yehoshua è nato a Gerusalemme nel 1936. Professore di letteratura comparata all’ università di Haifa, i suoi libri sono tradotti in Italia da Einaudi. Tra i romanzi ricordiamo « Cinque stagioni » , « Il signor Mani » , « L’ amante »

297 Pino Nicotri { 17.01.09 alle 13:22 }

TENETEVI FORTE E LEGGETE QUESTE CORRISPONDENZE DA GAZA DEL PACIFISTA VITTORIO ARRIGONI, CON ANNESSE FOTO:
Vi posto l’inizio dell’ultimo articolo, seguito dal link sul quale potete leggere tutto il resto. Prima però sedetevi. E fatevi coraggio.
pino nicotri
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Dante non avrebbe saputo immaginare gironi così infernali come le corsie dei dannati negli ospedali di Jabalia. La legge del contrappasso qui è applicata al rovescio. Tanto più innocente è la vittima tanto meno viene risparmiata dal martirio delle bombe. Al Kamal Odwan, all’ Al Auda, le piastrelle in ceramica dei pronti soccorsi sono sempre belle lustre, gli inservienti hanno sempre un gran da fare a ripulirle dal sangue che gronda dall’incessante via vai di barelle cariche di corpi massacrati. Iyad Mutawwaq stava camminando per strada quando una bomba ha aperto uno squarcio in un edificio poco distante. Insieme ad altri passanti si era precipitato per prestare i soccorsi, mentre una secondo ordigno colpiva il palazzo, uccidendo un padre di 9 figli, due fratelli, e un altro passante che al pari di Iyad era corso sul posto per aiutare i feriti. La solita storia ripetuta, dieci, cento volte. La tecnica preferita di ogni terrorismo ricalcata alla perfezione dall’ esercito di Tsahal. Si lancia un bomba, si attendo i soccorsi, si ribombardano feriti e soccorsi. Per Iyad queste sono bombe americane ma portano l’autografo anche di Mubarack, il dittatore egiziano che qui Gaza fa concorrenza ad Olmert in capacità di catalizzare livore. Dietro il letto di Iyad, un anziano con le braccia ingessate sta disteso con gli occhi fissi al soffitto, non proferisce più parola, mi dicono abbia perso tutto, famiglia e casa. Fissa le crepe di un intonaco che cade a pezzi come per cercare una risposta alla disfatta della sua esistenza. Khaled ha lavorato 25 anni in Israele, prima dell’ultima intifada. Come gratifica Tel Aviv non gli ha concesso una pensione, ma una serie di missili aria-terra sulla sua abitazione; presenta ferite su tutto il corpo da schegge di esplosivo.
SEGUE SU
http://guerrillaradio.iobloggo.com/

298 Pietro Falco { 17.01.09 alle 13:25 }

per Gideon Levy, Olmert – dopo il massacro di Gaza – meriterebbe di finire dinanzi ad una corte speciale del L’Aia per crimini di guerra

http://www.facebook.com/ext/share.php?sid=45629681599&h=rDY0_&u=IW4Mn

Things one sees from The Hague

By Gideon Levy

When the cannons eventually fall silent, the time for questions and investigations will be upon us. The mushroom clouds of smoke and dust will dissipate in the pitch-black sky; the fervor, desensitization and en masse jump on the bandwagon will be forever forgotten and perhaps we will view a clear picture of Gaza in all its grimness. Then we will see the scope of the killing and destruction, the crammed cemeteries and overflowing hospitals, the thousands of wounded and physically disabled, the destroyed houses that remain after this war.

The questions that will beg to be asked, as cautiously as possible, are who is guilty and who is responsible. The world’s exaggerated willingness to forgive Israel is liable to crack this time. The pilots and gunners, the tank crewmen and infantry soldiers, the generals and thousands who embarked on this war with their fair share of zeal will learn the extent of the evil and indiscriminate nature of their military strikes. They perhaps will not pay any price. They went to battle, but others sent them.

The public, moral and judicial test will be applied to the three Israeli statesmen who sent the Israel Defense Forces to war against a helpless population, one that did not even have a place to take refuge, in maybe the only war in history against a strip of land enclosed by a fence. Ehud Olmert, Ehud Barak and Tzipi Livni will stand at the forefront of the guilty. Two of them are candidates for prime minister, the third is a candidate for criminal indictment.
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It is inconceivable that they not be held to account for the bloodshed. Olmert is the only Israeli prime minister who sent his army to two wars of choice, all during one of the briefest terms in office. The man who made a number of courageous statements about peace late in his tenure has orchestrated no fewer than two wars. Talking peace and making war, the “moderate” and “enlightened” prime minister has been revealed as one of our greatest fomenters of war. That is how history will remember him. The “cash envelopes” crimes and “Rishon Tours” transgressions will make him look as pure as snow by comparison.

Barak, the leader of the party of the left, will bear the cost of the IDF’s misdeeds under his tutelage. His account will be burdened by the bombing and shelling of population centers, the hundreds of dead and wounded women and children, the numerous targetings of medical crews, the firing of phosphorus shells at civilian areas, the shelling of a UN-run school that served as a shelter for residents who bled to death over days as the IDF prevented their evacuation by shooting and shelling. Even our siege of Gaza for a year and a half, whose ramifications are frighteningly coming into focus in this war, will accrue to him. Blow after blow, all of these count in the world of war crimes.

Livni, the foreign minister and leader of the centrist party, will be remembered as the one who pushed for, legitimized and sat silent through all these events. The woman who promised “a different kind of politics” was a full partner. This must not be forgotten.

In contrast to the claims being made otherwise, we are permitted to believe that these three leaders did not embark on war for electoral considerations. Anytime is good for war in Israel. We set out for the previous war three months after the elections, not two months before. Will Israel judge them harshly in light of the images emanating from Gaza? Highly doubtful. Barak and Livni are actually rising in the polls instead of dipping. The test awaiting these individuals will not be a local test. It is true that some international statesmen cynically applauded the blows Israel dealt. It is true America kept silent, Europe stuttered and Egypt supported, but other voices will rise out of the crackle of combat.

The first echoes can already be heard. This past weekend, the UN and the Human Rights Commission in Geneva have demanded an investigation into war crimes allegedly perpetrated by Israel. In a world in which Bosnian leaders and their counterparts from Rwanda have already been put on trial, a similar demand is likely to arise for the fomenters of this war. Israeli basketball players will not be the only ones who have to shamefully take cover in sports arenas, and senior officers who conducted this war will not be the only ones forced to hide in El Al planes lest they be arrested. This time, our most senior statesmen, the members of the war kitchen cabinet, are liable to pay a personal and national price.

I don’t write these words with joy, but with sorrow and deep shame. Despite all the slack the world has cut us since as long as we can remember, despite the leniency shown toward Israel, the world might say otherwise this time. If we continue like this, maybe one day a new, special court will be established in The Hague.

299 Pietro Falco { 17.01.09 alle 13:29 }

Se pensate che i tg nazionali – ed in particolare il tg1 e il tg5 – vi stianao propalando solo le veline dell’Idf, disinformandovi su quello che sta realmente accadendo a Gaza, non temete di essere diventati improvvisamente antisemiti: lo pensa anche il buon Gideon che ha scritto su haaretz che lui ormai, per sapere quello che davero accade, guarda Al Jazeera english…

E poi dicono che Santoro è fazioso…

http://www.facebook.com/ext/share.php?sid=57360089456&h=9gaHo&u=REZVo

Gideon Levy / My hero of the Gaza war

By Gideon Levy

My war hero likes to eat at Acre’s famed Uri Burri restaurant. He thinks it’s the best fish restaurant in the world, and told me as much yesterday from the porch of the central Gaza City office building from which he has broadcast every day for the past two weeks, noon and night, almost without rest.

My war hero is Ayman Mohyeldin, the young correspondent for Al Jazeera English and the only foreign correspondent broadcasting during these awful days in a Gaza Strip closed off to the media. Al Jazeera English is not what you might think. It offers balanced, professional reporting from correspondents both in Sderot and Gaza. And Mohyeldin is the cherry on top of this journalistic cream. I wouldn’t have needed him or his broadcasts if not for the Israeli stations’ blackout of the fighting. Since discovering this wunderkind from America (his mother is from the West Bank city of Tul Karm and his father from Egypt), I have stopped frantically changing TV stations.

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Whoever recoils from the grotesque coverage by Channel 2′s Roni Daniel is invited to tune in to this wise and considered broadcaster. Whoever recoils from our heroic tales, bias, whitewashed words, Rorschach images of bombing, IDF Spokesman-distributed photographs, propagandists’ excuses, self-satisfied generals and half-truths is invited to tune in. Whoever wants to know what is really happening, not only of a postponed wedding in Sderot and a cat forgotten in Ashkelon. Watching is sometimes hard, bloodcurdlingly hard, but reality is no less hard right now.

I have followed him throughout the war. Sporting a helmet and protective vest, and sometimes a Lacoste jacket, he stands on the roof, broadcasting in the most restrained tones, never getting excited or using flowery adjectives to describe what we’re inflicting on Gaza, even when planes fly over him and bomb a house in the distance. Sometimes he crouches during a blast, his eyes perpetually glazed from fatigue, his face sometimes betraying helplessness.

At age 29, he has already seen one war, in Iraq, but he says this war is more intense. He is frustrated that his broadcasts are carried virtually everywhere in the world except the United States, his own country, the place he thinks it is most important that these images from Gaza be seen.

“At the end of the day, if there is one country that can have influence, it’s the United States. It’s frustrating to know you’re not reaching the viewers you would like to,” he told me this week from the roof. On Friday he finally came down, for safety’s sake, after the Israel Defense Forces bombed a neighboring media center.

Is he afraid? “I’d be lying if I said I don’t feel fear, but my obligation is greater than the fear,” he says.

Nor does he have a single bad word to say about Israel. He says he would gladly return to visit – after all, he’s got friends here. We even set a dinner date at his favorite restaurant, for 6 P.M. after the war.

300 Pino Nicotri { 17.01.09 alle 13:33 }

Ormai l’impazzimento dilaga: questa è la gente che non vuole giornalistimo e informazione perché è gente che non ha e non vuole sentimenti umani. Purtroppo, come ci è ben noto, hanno supporters, tifosi e complici anche in Italia.
pino nicotri
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Messaggi minatori, insulti e un annuncio a pagamento contro i reporter israeliani considerati «poco patriottici»
«Oscurate Yonit», la conduttrice tv «filo-palestinese»
Petizione con 32mila firme per cacciare il volto delle news: «Troppa pietà per il nemico, a casa» In difesa «Yonit parla con voce equilibrata. Cosa c’ è di patriottico in un bambino ucciso dalle bombe?»

GERUSALEMME – È rimasta pallida e fredda come la neve (la chiamano Iceberg), anche quando la petizione che la vorrebbe far cacciare ha raggiunto trentaduemila firme, in Israele bastano per eleggere un deputato alla Knesset. Non ha allargato o rimpicciolito i sorrisi (pochi), neppure adesso che i forum su Internet la invitano ad andarsene a Gaza con il fidanzato («i terroristi vi aspettano»). Yonit Levy presenta ogni sera il telegiornale più seguito del Paese. In questi giorni di guerra, è circondata da generali e analisti militari, politici e soldati della riserva. È accusata di mostrare troppa compassione per le vittime palestinesi e troppo poca per i connazionali bersagliati dai Qassam. «Perché nessuno le tappa la bocca – attacca il manifesto che circola online -, quando si domanda in diretta com’ è possibile che noi abbiamo un solo morto e loro trecento? È inaccettabile che una giornalista televisiva esprima un eccesso di pietà per il nemico e sostenga le sue idee estremiste davanti a tutti. Boicottatela, non guardate il Canale 2». Levy, 32 anni, è criticata anche da parte della sua redazione. Qualche giorno fa sarebbe scoppiata a piangere dopo la diretta, per una discussione con i produttori. «È il simbolo delle news in Israele – la difende Guy Soderi -. Fa le domande che vanno fatte». «La gente le crede, ha fiducia in lei», commenta Ilana Dayan, una delle più famose giornaliste investigative. «Sta pagando il prezzo di essere una donna che parla con voce gentile. È equilibrata, in uno studio dove niente sembra abbastanza nazionalistico», scrive Yehuda Nuriel, critico televisivo del quotidiano Yedioth Ahronoth. Nuriel denuncia la «caccia alle streghe». Che ha colpito anche il poeta Yonatan Geffen. Maariv, il giornale per cui scrive da quarant’ anni, ha accettato di pubblicare un annuncio a pagamento per dirgli «siamo stufi di te» e invitarlo «ad andare a farsi…». Firmato e pagato da Oded Tirah, fino al 2005 presidente della Confindustria israeliana. «Prima di essere sionista, e lo sono, io sono un umanista – replica Geffen, che ha ricevuto minacce di morte -. È giusto partecipare al dramma della popolazione israeliana colpita dai razzi palestinesi, non possiamo certo dimenticare i cadaveri delle vittime civili a Gaza». Il Paese (e i suoi media) avvolti nella bandiera preoccupano un veterano delle guerre e del giornalismo come Nahum Barnea, prima firma di Yedioth. «L’ armonia nazionalista è ammissibile nella gente, non nella stampa, la televisione o i politici. Amira Haas, giornalista di Haaretz, ha detto di essere contenta che i suoi genitori siano morti, perché così non devono assistere ai crimini israeliani nella Striscia. A differenza di lei, io sono dispiaciuto che i miei non ci siano più e a differenza di lei, non credo che Tsahal sia un esercito di criminali di guerra. Ma le immagini da Gaza sono inquietanti. Non c’ è niente di patriottico in un bambino ucciso dall’ artiglieria o in una famiglia seppellita sotto le macerie. Hamas non si preoccupa per loro, noi dovremmo». Gideon Levy, giornalista di Haaretz come Amira Haas, in passato è stato accusato dal ministero degli Esteri di danneggiare l’ immagine di Israele. Nell’ email riceve messaggi come questo: «Va istituito l’ esilio interno, alla russa. Ti devono spedire a Sderot, senza passaporto». Scrive Levy: «Uno spirito malvagio è calato sulla nazione. Un editorialista, cosiddetto illuminato, descrive il fumo nero che si alza da Gaza come uno spettacolo. Questo non è il mio patriottismo. Il mio patriottismo è criticare, fare le domande fondamentali. Questo non è solo il momento dell’ uniforme e della fanfara, ma dell’ umanità e della compassione». Davide Frattini

301 Pino Nicotri { 17.01.09 alle 14:03 }

NOBEL PER LA PACE AL GIORNALISTA ISRAELIANO GIDEON LEVY. UN GRUPPO DI COLLEGHI ITALIANI HANNO LANCIATO LA PROPOSTA SU FACEBOOK, E IO LA RILANCIO SUL NOSTRO BLOG.
pino nicotri
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http://www.facebook.com/group.php?gid=48731427521&ref=nf

Pietro Falco:
“E’ il giornalista israeliano di Haaretz che da anni incarna l’anima più illuminata del suo popolo. Una vera colomba della pace che con le sue lucide analisi e i suoi coraggiosi commenti ha finito per diventare una spina nel fianco dei falchi che si sono succeduti al governo.

La sua voce rappresenta la vera coscienza – non solo quella critica – di una nazione che ha subito inique persecuzioni ed atroci sofferenze, ma che oggi rischia di trasformarsi nel carnefice di un popolo con il quale è destinato invece ineluttabilmente a convivere.

Anche stavolta, in occasione della guerra ad Hamas, di fronte al terribile massacro degli inermi abitanti della Striscia di Gaza, la voce di Gideon Levy sembra essere l’ultimo baluardo della ragione contro il cieco furore dei suoi governanti. In poco più di 15 giorni sono rimasti sul campo mille palestinesi, di cui la maggior parte civili: donne, anziani e bambini (più di 300). Uno spargimento di sangue caratterizzato da veri e propri episodi criminali (come quello di Zeitun, con i 110 civili ammassati in un edificio poi bombardato; o la scuola con le insegne Onu presa a cannonate, provocando 40 morti, tutti civili) che rischia solo di alimentare vendette: altro odio, altra violenza, altri morti. Rafforzando, invece di indebolire, il terrorismo.

Gideon Levy non ha esitato a puntare il dito contro i responsabili – Ehud Olmert, Tzipi Livni ed Ehud Barak (“due di loro candidati a primo ministro; il terzo al un processo per crimini di guerra”) – con parole pesanti come pietre che nessun giornalista occidentale (e tanto meno italiano) avrebbe mai osato pronunciare: “Se continueremo così – ha scritto sulle colonne di Haaretz – prima o poi a L’Aia (sede del Tribunale internazionale per i crimini di guerra, ndr) sarà creata una nuova corte speciale”.

Tutto ciò gli sta ovviamente procurando minacce ed insulti da parte dei più fanatici. Ma lui non sembra curarsene: “Uno spirito malvagio è calato sulla nazione. Questo non è il mio patriottismo. Il mio patriottismo è criticare, fare domande le fondamentali. Questo non è solo il momento dell’uniforme e della fanfare, ma dell’umanità e della compassione”.
La voce di Gideon Levy è la voce del cuore e della ragione, la voce della coscienza”.

302 Pino Nicotri { 17.01.09 alle 14:40 }

Finalmente qualcuno che lo dice ad alta voce.
p. n.
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12:44 Bertinotti: “Senza soluzione anche Europa rischia guerra”

“Anche l’Europa rischia una guerra di religione, senza una soluzione” per il conflitto israelo-palestinese. Lo afferma Fausto Bertinotti nel suo intervento alla manifestazione di Assisi per la pace.

303 Vox { 17.01.09 alle 14:44 }

PERCHE’ ISRAELE E’ UNO STATO NAZISTA

di ELIAS AKLEH
Desertpeace

[...]Paragonando l’attuale Israele con la Germania nazista si scopre che la maggior parte delle politiche israeliane sono la copia esatta delle politiche naziste. La Germania nazista aveva invaso i suoi vicini europei dall’Inghilterra alla Russia. Anche Israele ha invaso tutti i suoi paesi confinanti: Egitto, Giordania, Siria e Libano. E’ anche coinvolto pesantemente nell’invasione dell’Iraq e dell’Afganistan. I suoi tentacoli hanno anche raggiunto paesi africani come Sudafrica, Somalia, Sudan, Angola e Sierra Leone.

Le macchine da guerra naziste erano solite invadere le città che resistevano, allineare gli uomini al centro della città e ucciderli a sangue freddo, distruggere poi l’intera città come esempio deterrente per qualunque altra possibile città disposta a resistere. Peggio dei nazisti le forze israeliane hanno invaso pacifiche città palestinesi, ucciso uomini, donne e bambini a sangue freddo ovunque e in qualunque posto li incontrassero, hanno fatto esplodere le loro case con i residenti dentro e infine hanno demolito intere città per fare spazio a nuove colonie israeliane. In tutto il 1948-1949 gli israeliani hanno commesso 70 orribili massacri contro villaggi palestinesi, distrutto totalmente 675 città e villaggi palestinesi comprese chiese e moschee. Tali massacri e demolizioni hanno seguito un disegno prestabilito, sono stati ripetuti in un villaggio dopo l’altro indicando un piano genocida premeditato…

Richard Falk, il professore di diritto internazionale della Princeton University e inviato speciale Onu nei territori palestinesi, ha accusato Israele di violare la legge internazionale, le leggi umanitarie internazionali e la convenzione di Ginevra. Egli ha descritto le politiche di Israele contro i palestinesi e l’assedio di Gaza come ” crimini di guerra”, “tendenze genocide”, ” risvolti da Olocausto”, e ” Olocausto in corso”. Egli ha esortato il Tribunale Criminale Internazionale ad indagare la possibilità di incriminare i leader israeliani per crimini di guerra.

… la scorsa domenica 14 dicembre 2008… Gli israeliani hanno detenuto il professor Falk all’aeroporto, lo hanno trattato come criminale e come una minaccia per lo Stato, lo hanno umiliato e deportato il giorno dopo a Ginevra.

Nonostante le forti dichiarazioni di Israele sul fatto che ogni ebreo al mondo ha la garanzia di ricevere automaticamente la piena cittadinanza israeliana con tutte le protezioni che questa implica, e nonostante sia un ebreo egli stesso, al professor Falk non sono state risparmiate le umiliazioni e la crudeltà cui Israele tratta i propri nemici.

Rafforzata dalla cecità e dal cieco supporto dell’America, lo spavaldo Israele voleva additare pubblicamente Falk e le Nazioni Unite che egli rappresenta, dichiarandosi al di sopra delle leggi internazionali e al di sopra di qualunque critica sui crimini e le sue violazioni di diritti umani, persino se tali critiche provengono da un ebreo…Molti personaggi politici coscienziosi, così come normali cittadini, di tutto il mondo, hanno descritto le politiche di Israele nella Palestina occupata in particolare, e in Medioriente in generale, come crimini di guerra e una minaccia alla pace mondiale.

Tutto l’articolo (che vale davvero la pena di leggere) su
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=5479

304 Pietro Falco { 17.01.09 alle 14:53 }

Oggi un nuovo bombardamento di una scuola Onu: ma davvero è involontario e casuale…? Anche su questo Gideon aveva puntato il dito….

The IDF has no mercy for the children in Gaza nursery schools

By Gideon Levy, Haaretz Correspondent

The fighting in Gaza is “war deluxe.” Compared with previous wars, it is child’s play – pilots bombing unimpeded as if on practice runs, tank and artillery soldiers shelling houses and civilians from their armored vehicles, combat engineering troops destroying entire streets in their ominous protected vehicles without facing serious opposition. A large, broad army is fighting against a helpless population and a weak, ragged organization that has fled the conflict zones and is barely putting up a fight. All this must be said openly, before we begin exulting in our heroism and victory.

This war is also child’s play because of its victims. About a third of those killed in Gaza have been children – 311, according to the Palestinian Health Ministry, 270 according to the B’Tselem human rights group – out of the 1,000 total killed as of Wednesday. Around 1,550 of the 4,500 wounded have also been children according to figures from the UN, which says the number of children killed has tripled since the ground operation began.

This is too large a proportion by any humanitarian or ethical standard.
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It is enough to look at the pictures coming from Shifa Hospital to see how many burned, bleeding and dying children now lie there. History has seen innumerable brutal wars take countless lives.

But the horrifying proportion of this war, a third of the dead being children, has not been seen in recent memory.

God does not show mercy on the children at Gaza’s nursery schools, and neither does the Israel Defense Forces. That’s how it goes when war is waged in such a densely populated area with a population so blessed with children. About half of Gaza’s residents are under 15.

No pilot or soldier went to war to kill children. Not one among them intended to kill children, but it also seems neither did they intend not to kill them. They went to war after the IDF had already killed 952 Palestinian children and adolescents since May 2000.

The public’s shocking indifference to these figures is incomprehensible. A thousand propagandists and apologists cannot excuse this criminal killing. One can blame Hamas for the death of children, but no reasonable person in the world will buy these ludicrous, flawed propagandistic goods in light of the pictures and statistics coming from Gaza.

One can say Hamas hides among the civilian population, as if the Defense Ministry in Tel Aviv is not located in the heart of a civilian population, as if there are places in Gaza that are not in the heart of a civilian population. One can also claim that Hamas uses children as human shields, as if in the past our own organizations fighting to establish a country did not recruit children.

A significant majority of the children killed in Gaza did not die because they were used as human shields or because they worked for Hamas. They were killed because the IDF bombed, shelled or fired at them, their families or their apartment buildings. That is why the blood of Gaza’s children is on our hands, not on Hamas’ hands, and we will never be able to escape that responsibility.

The children of Gaza who survive this war will remember it. It is enough to watch Nazareth-born Juliano Mer Khamis’ wonderful movie “Arna’s Children” to understand what thrives amid the blood and ruin we are leaving behind. The film shows the children of Jenin – who have seen less horror than those of Gaza – growing up to be fighters and suicide bombers.

A child who has seen his house destroyed, his brother killed and his father humiliated will not forgive.

The last time I was allowed to visit Gaza, in November 2006, I went to the Indira Gandhi nursery school in Beit Lahia. The schoolchildren drew what they had seen the previous day: an IDF missile striking their school bus, killing their teacher, Najwa Halif, in front of their eyes. They were in shock. It is possible some of them have now been killed or wounded themselves.

305 Vox { 17.01.09 alle 14:53 }

PARLAMENTARE EBREO BRITANNICO ACCUSA ISRAELE DI COMPORTARSI COME I NAZISTI

“Israele è nato dal terrorismo ebraico, il padre di Tzipi Livni era un terrorista”. Incredibili affermazioni alla House of Parliament. Sir Gerald Kaufman, un veterano dei parlamentari laburisti, ieri ha paragonato le azioni delle truppe israeliane a Gaza ai nazisti che costrinsero la sua famiglia a scappare dalla Polonia…

Durante un dibattito alla Camera dei Comuni sui combattimenti a Gaza, egli ha esortato il governo a imporre un embargo delle armi a Israele.

…Egli ha detto che l’affermazione che gran parte delle vittime palestinesi fossero militanti “era la replica dei nazisti” e ha aggiunto: “Suppongo che gli ebrei che combattevano per la loro vita nel ghetto di Varsavia sarebbero potuti essere qualificati come militanti”…

Fonte: http://www.uruknet.info

306 Giulietto Chiesa: Palestina, un "Guai ai vinti! che dura da 60 anni. { 17.01.09 alle 15:15 }

Non si può risalire alle cause, alle responsabilità più lontane. non adesso, mentre la gente, i bambini, muoiono a Gaza. Ma io vorrei risalire la corrente della logica, vorrei riportare le parole al loro significato, che invece cambia e si scolora mentre le ripetiamo.
Dal 27 dicembre (in verità da molto più tempo) siamo sommersi da quasi-dogmi sui quali la nostra lingua s’inceppa.

«Israele ha diritto alla sua esistenza», leggiamo ogni giorno, sentiamo da ogni tribuna. Poi guardiamo le tremende immagini della sua potenza militare, i suoi F-16, i cannoni, gli elicotteri, i carri armati. Facciamo il conto della strage che hanno già fatto: oltre 1000 morti, 4000 feriti di cui 400 gravi o gravissimi. Un terzo sono bambini, la maggior parte sono civili. Dall’altra parte, da quelli che rivendicano il loro diritto all’esistenza e che vogliono essere protetti, non più di dieci vittime.
Triste contabilità, ma inevitabile, perché è la trave nell’occhio che mostra il divario tra Davide e Golia. Solo che Davide è il popolo palestinese. Ma allora chi è che ha «il diritto alla sua esistenza»?
Davvero c’è qualcuno che pensa che la gente di Gaza può minacciare la falange possente dei protettori di Israele, il cui principale è niente meno che l’America? Chi può credere, davvero, che l’esistenza di Israele sia minacciata? La lingua diventa di legno, o dovrebbe, a chi ripete queste parole.

Leggo, ad ogni passo, che Hamas “ha rotto la tregua”, e per questo è stata punita. Ma quale tregua? Non c’è mai stata nessuna “tregua”. Chi l’avrebbe negoziata, visto che Israele non ha mai voluto trattare con Hamas e viceversa? La verità è che Hamas aveva interrotto nel luglio, unilateralmente, il lancio dei suoi Kassam, nonostante il fatto che da 18 mesi Gaza fosse sottoposta da un blocco pressoché totale, oltre che illegale.
Poi la parentesi di calma si è interrotta. Chi ha le prove delle responsabilità? Nessuno, ma tutti dicono che è Hamas. Quindi, poiché Hamas sono i cattivi, devono essere puniti. I 300 bambini trucidati sono sufficienti, o ce ne vogliono altri 300? O, come si chiede Thomas Friedman su «International Herald Tribune» (14 gennaio), qual è lo scopo di Israele: «sradicare Hamas o rieducarla?».
A colpi di mille morti a lezione.

Leggo che Tsahal, l’esercito di Israele, ha fatto migliaia di telefonate a Gaza. Dicono: andate via della vostra casa perché la bombarderemo. Grazie per l’avvertimento. Ma dove andare? Gaza si chiama striscia perché è un fazzoletto di terra. E Hamas è il vincitore delle uniche elezioni democratiche di Palestina. Quanti devono essere puniti per avere votato Hamas? Ovvio: la maggioranza. Questa sì che è democrazia! Comunque dove cadono le bombe? Dal numero e dalla qualità dei morti si direbbe che cadono dove si vuole che cadano.
Sessantuno anni fa, nel 1948, quando i “filistei” erano solo la metà di quelli di oggi, sullo stesso territorio, e Al Fatah, e Hamas, erano ancora di là da venire, Ben Gurion diceva allo Stato Maggiore Generale: «Dobbiamo usare il terrore, l’assassinio, l’intimidazione, la confisca dei beni, il taglio di tutti i servizi sociali per liberare la Galilea dalla sua popolazione araba». Non c’erano colpevoli o innocenti da distinguere. E’ accaduto sistematicamente in questi anni, adesso sta accadendo di nuovo, sotto i nostri occhi. Ma noi abbiamo perduto le parole per descriverlo.

Le parole più chiare le disse invece Sharon di fronte al parlamento di Tel Aviv il 4 marzo 2002, ma nessuno sembra ricordarsele: «I palestinesi devono soffrir ancora molto di più, fino a che si rendano conto che non otterranno niente con il terrorismo. Se non si rendono conto di essere stati vinti noi non potremo tornare al tavolo del negoziato».
Qui non si parla di Hamas, si dice “palestinesi”. I “palestinesi” hanno votato Hamas proprio perché Israele ha spiegato loro, in questi sessantuno anni, che per altra via non possono ottenere nulla.

Giulietto Chiesa
Fonte: http://www.megachip.info
Link: http://www.megachip.info/modules.php?name=Sections&op=viewarticle&artid=8557
17.01.2009

307 ELIAS AKLEH: l'ombra del nazismo sul comportamento israeliano { 17.01.09 alle 15:19 }

http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=5479

DI ELIAS AKLEH
Desertpeace

Richard Falk, il professore di diritto internazionale della Princeton University e inviato speciale Onu nei territori palestinesi, ha accusato Israele di violare la legge internazionale, le leggi umanitarie internazionali e la convenzione di Ginevra. Egli ha descritto le politiche di Israele contro i palestinesi e l’assedio di Gaza come ” crimini di guerra”, “tendenze genocide”, ” risvolti da Olocausto”, e ” Olocausto in corso”. Egli ha esortato il Tribunale Criminale Internazionale ad indagare la possibilità di incriminare i leader israeliani per crimini di guerra.

Il professor Falk conosceva già i crimini nazisti di Israele e le sue violazioni di diritti umani quando si è diretto in Israele la scorsa domenica 14 dicembre 2008 per visitare la Cisgiordania occupata e la striscia di Gaza per riferire sul rispetto israeliano degli standard dei diritti umani e della legge umanitaria internazionale. Gli israeliani hanno detenuto il professor Falk all’aeroporto, lo hanno trattato come criminale e come una minaccia per lo Stato, lo hanno umiliato e deportato il giorno dopo a Ginevra.

Nonostante le forti dichiarazioni di Israele sul fatto che ogni ebreo al mondo ha la garanzia di ricevere automaticamente la piena cittadinanza israeliana con tutte le protezioni che questa implica, e nonostante sia un ebreo egli stesso, al professor Falk non sono state risparmiate le umiliazioni e la crudeltà cui Israele tratta i propri nemici.

Rafforzata dalla cecità e dal cieco supporto dell’America, lo spavaldo Israele voleva additare pubblicamente Falk e le Nazioni Unite che egli rappresenta, dichiarandosi al di sopra delle leggi internazionali e al di sopra di qualunque critica sui crimini e le sue violazioni di diritti umani, persino se tali critiche provengono da un ebreo. Una tale sfacciata umiliazione dell’organismo politico mondiale serve ad allontanare l’Onu, e perciò il mondo intero, dall’Olocausto che Israele sta perpetrando contro un milione e mezzo di palestinesi a Gaza e tutti gli attuali crimini di guerra contro il resto di palestinesi in tutta la Palestina.

Le accuse da parte di Falk di crimini da Olocausto nazista non sono differenti da quelle mosse da John Dugard, il suo predecessore, in diversi rapporti sulle condizioni della Palestina occupata. Molti personaggi politici coscienziosi, così come normali cittadini, di tutto il mondo, hanno descritto le politiche di Israele nella Palestina occupata in particolare, e in Medioriente in generale, come crimini di guerra e una minaccia alla pace mondiale.

Paragonando l’attuale Israele con la Germania nazista si scopre che la maggior parte delle politiche israeliane sono la copia esatta delle politiche naziste. La Germania nazista aveva invaso i suoi vicini europei dall’Inghilterra alla Russia. Anche Israele ha invaso tutti i suoi paesi confinanti: Egitto, Giordania, Siria e Libano. E’ anche coinvolto pesantemente nell’invasione dell’Iraq e dell’Afganistan. I suoi tentacoli hanno anche raggiunto paesi africani come Sudafrica, Somalia, Sudan, Angola e Sierra Leone.

Le macchine da guerra naziste erano solite invadere le città che resistevano, allineare gli uomini al centro della città e ucciderli a sangue freddo, distruggere poi l’intera città come esempio deterrente per qualunque altra possibile città disposta a resistere. Peggio dei nazisti le forze israeliane hanno invaso pacifiche città palestinesi, ucciso uomini, donne e bambini a sangue freddo ovunque e in qualunque posto li incontrassero, hanno fatto esplodere le loro case con i residenti dentro e infine hanno demolito intere città per fare spazio a nuove colonie israeliane. In tutto il 1948-1949 gli israeliani hanno commesso 70 orribili massacri contro villaggi palestinesi, distrutto totalmente 675 città e villaggi palestinesi comprese chiese e moschee. Tali massacri e demolizioni hanno seguito un disegno prestabilito, sono stati ripetuti in un villaggio dopo l’altro indicando un piano genocida premeditato.

Come detto dal defunto generale israeliano Moshe Dayan: ” la dichiarazione dello stato di Israele nel 1948 è stata fatta alle spese della pulizia etnica di 513 villaggi palestinesi, creando più di 700.000 rifugiati palestinesi, espropriando le loro terre, case e negozi per il 78% della Palestina… Non c’è un solo posto costruito in questo paese che non avesse una precedente popolazione (palestinese).”

Israele sta, ancora oggi, compiendo questi crimini genocidi da Olocausto nazista soffocando gradualmente un milione e mezzo di palestinesi a Gaza con la fame, la sete, la mancanza di carburante e le malattie. L’esercito israeliano sta demolendo 40 villaggi palestinesi nel deserto del Negev. I bulldozer dell’esercito distruggono quotidianamente le case palestinesi in tutte le maggiori città della Palestina quali Gerusalemme, Betlemme, Hebron, Ramallah, e Nablus.

L’esercito nazista perpetrò molti massacri contro i prigionieri di guerra. Erano soliti giustiziare i prigionieri e gettarli in fosse che precedentemente i prigionieri erano stati ordinati di scavare per se stessi. L’esercito israeliano ha seguito lo stesso metodo di giustiziare i prigionieri di guerra, specialmente durante le guerre tra Israele ed Egitto del 1956 e del 1967. Ciò è stato riferito dal quotidiano israeliano Haaretz il 27 giugno del 2000. Il segretario generale dell’organizzazione egiziana per i diritti umani, Muhammad Munib, ha pubblicato un rapporto che conferma che Israele aveva uccisotra i 7000 e i 15000 prigionieri di guerra egiziani del 1956 e del 1967. Il rapporto identificava anche l’ubicazione di 11 fosse nel Sinai e in Israele in cui erano stati sepolti migliaia di prigionieri egiziani.

Il più grande di questi massacri fu quello di El-Arish, in cui le forze israeliane uccisero almeno 150 prigionieri di guerra egiziani. Alcuni dei prigionieri furono investiti più volte dai carri armati israeliani, un crimine che è ancora praticato dall’esercito israeliano specialmente nella striscia di Gaza. La storia del massacro fu inizialmente riferita da testimoni oculari israeliani sul quotidiano Yediot Ahronot e successivamente dal giornalista Ran Adelist sulla tv israeliana. Fu anche riportato dallo Washington Report di maggio/giugno 1996 alle pagine 27 e 28. Il massacro fu anche registrato dalla nave di pattuglia americana USS Liberty che navigava a 12 miglia dalla costa di Gaza. Questo massacro era un grave crimine di guerra e potrebbe essere stata la principale ragione per l’attacco israeliano contro la Liberty.

Peggio dei nazisti l’esercito israeliano ha adottato la politica di colpire giovani bambini palestinesi nel tentativo di “incoraggiare” le famiglie palestinesi a lasciare il paese per garantire un futuro ai figli e/o per esaurire le loro risorse economiche con le cure e l’assistenza ai loro figli feriti e disabili, vittime dei cecchini israeliani. Dall’inizio della seconda intifada palestinese, settembre 2000, le forze israeliane hanno assassinato 1050 bambini nella striscia di Gaza e in Cisgiordania; vedete anche il Guardian del 21 ottobre 2008 e Al-Jazeera, 22 ottobre 2008. Un documentato rapporto del Palestinian Centre for Human Rights, con testimonianze oculari, riferisce che almeno 68 bambini sono stati uccisi dall’esercito israeliano durante 12 mesi dal giugno 2007 al giugno 2008 prima dell’accordo di tregua. Il numero delle vittime tra i bambini è salito drammaticamente durante i primi sei mesi del 2008 con il massiccio assalto dell’esercito israeliano contro la striscia di Gaza denominato “Operation Winter Heat”. I bambini venivano direttamente presi di mira dai cecchini israeliani mentre camminavano per le strade, mentre stavano di fronte alle loro case e persino mentre stavano nelle aule di scuola, così come sono stati colpiti da missili comandati a distanza mentre giocavano nei cortili. Essi sono anche le vittime indirette del deliberato prendere di mira da parte di Israele di aree residenziali densamente popolate (Gaza è densamente popolata) che comprendono scuole, ospedali e mercati.

L’età media dei bambini colpiti è di 10 anni secondo un documento di 1000 pagine di Save the Children. La maggioranza di questi bambini erano innocenti passanti che non partecipavano ad alcuna attività “ostile” e che non costituivano alcuna minaccia ai soldati israeliani pesantemente armati. Nell’80% dei casi di bambini colpiti, Israele ha impedito che le vittime ricevessero cure mediche. Il rapporto documenta anche che più di 50.000 vittime minorenni hanno avuto bisogno di cure mediche per ferite che comprendono colpi di arma da fuoco, inalazione di gas lacrimogeni e fratture multiple. Un bollettino intitolato ” omicidio deliberato” pubblicato nel 1989 dalla Israeli League for Human and Civil Rights riferiva che soldati e cecchini israeliani, provenienti da unità speciali e che prendevano di mira bambini palestinesi avevano “accuratamente scelto” le vittime, che furono colpiti alla testa o al cuore morendo istantaneamente (Mike Berry & Greg Philo, ‘Israel and Palestine-Competing Histories’, Pluto Press, London, 2006, pp. 86-87).

Secondo la quarta convenzione di Ginevra del 1949, secondo la Convenzione Onu sui Diritti del Bambino del 1989 (firmate da Israele) ai bambini deve essere fornita speciale protezione durante i conflitti armati internazionali. Israele ha violato e continua violare queste leggi internazionali.

Come la Germania nazista, che ha sviluppato e utilizzato ogni tipo di nuova arma compresi i razzi V2 e il gas nervino, Israele ha utilizzato ogni tipo di armi, comprese armi nuove e sperimentali, contro i civili palestinesi. Queste comprendevano i proiettili esplosivi Dumdum, il gas nervino, armi sperimentali chimiche e biologiche, velivoli comandati a distanza e DIME (Dense Inert Metal Explosive, esplosivi a metalli inerti e densi) e le ultime mitragliatrici ad alta potenza e controllo remoto (“seer shots”, vedi filmato sotto n.d.t.) installate sulle alte torri del muro di prigionia (“muro di separazione”) e gestite da soldatesse adolescenti in lontane stanze di controllo come se fossero giochi di guerra al computer. Israele è anche noto per possedere armi nucleari ed è solita suggerire che la userebbe se/quando si sentisse minacciato.

I nazisti tedeschi avevano subito un lavaggio del cervello ed erano guidati da un’ideologia sociale suprematista della superiore Razza Ariana. Essi credevano di essere superiori agli altri popoli e che avrebbero dovuto governare il mondo. In modo simile gli israeliani hanno subito un lavaggio del cervello e sono guidati da un’ideologia religiosa suprematista di un popolo scelto da Dio nella terrà promessa da Dio, e credono che sia loro dovere religioso (mitzvah) ripulire la terra dai gentili e stabilire un governo ebraico in preparazione dell’arrivo del Messia. Un’ideologia estremista simile viene insegnata ai bambini israeliani sin dall’infanzia.

Moshe Feiglin, che ha raggiunto una rispettabile posizione nella lista di candidati del Likud alla Knesset per le prossime elezioni, è un ammiratore di Hitler e della sua ideologia superiore. In un’intervista col quotidiano Ha’aretz nel 1995 e gli ha descritto Hitler come un genio militare e un grande costruttore della nazione. “Hitler era un genio militare senza pari. Il nazismo aveva trasformato la Germania da un basso ad un fantastico status fisico e ideologico. La gioventù stracciona si trasformò in una parte pulita e ordinata della società e la Germania ricevette un regime esemplare, un sistema di giustizia appropriato e un ordine pubblico…. Non era un branco di delinquenti. Essi semplicemente utilizzarono delinquenti e omosessuali”. La sua soluzione da olocausto al problema palestinese, secondo il suo sito Manhigut ha’Yehudit (” leadership ebraica”), è di ordinare “la completa interruzione di acqua, elettricità e comunicazioni” ai 4 milioni di palestinesi in Cisgiordania e a Gaza.

Feiglin esprime i sentimenti profondi di ogni leader politico israeliano ad iniziare dal primo Primo Ministro Ben Gurion sino a Tzipi Livni, l’ultimo primo ministro facente funzione e ministro degli esteri, che hanno chiesto l’uccisione e il trasferimento di palestinesi al di fuori della terra di Israele promessa da Dio (Eretz Israel). Le loro vere politiche diventano ovvie e più evidenti nella loro retorica da campagna elettorale.

Tali tendenze genocide sono nutrite, incoraggiate e richieste dei maggiori rabbini e leader politici israeliani. Rabbi Yousef Obadia, il maggiore leader religioso israeliano, Rabbi Yisrael Rosen, direttore dello Tsomet Institute, Rabbi Mordechai Eliyahu, la maggiore autorità religiosa nella corrente nazionalista religiosa israeliana ed ex capo di “Eastern rabbi for Israel”, Rabbi Dov Lior, presidente del consiglio dei rabbini di Giudea e Samaria (la Cisgiordania), Rabbi Shmuel Eliyahu, il rabbino capo di Safed e candidato al posto di rabbino capo di Israele, Rabbi Eliyahu Kinvinsky, la seconda autorità per anzianità nella corrente religiosa ortodossa, Rabbi Israel Ariel, uno dei più prominenti rabbini nelle colonie della Cisgiordania, e Rabbi Yitzhaq Ginsburg, un importante rabbino israeliano, insieme a molti altri leader religiosi estremisti, chiedono ripetutamente il totale sterminio e il trasferimento dei palestinesi.

Gli israeliani ipnotizzati e fuorviati, specialmente i fondamentalisti religiosi, attaccano regolarmente le città palestinesi, le loro chiese, moschee e cimiteri con slogan come ” morte agli arabi”, ” gasiamo gli arabi” e ” Maometto è un maiale” occupando la terra palestinese dopo avere cacciato con la forza i proprietari, attaccato i contadini, bruciato i raccolti, tagliato i loro alberi da frutto, avvelenato i loro pozzi d’acqua, ucciso i loro animali, distrutto le proprietà, saccheggiato i negozi, terrorizzato civili e bambini e sparato alla gente. Cercate su YouTube “Israeli settlers violence” e vedrete centinaia di video che mostrano il terrorismo dei coloni israeliani.

Una notevole somiglianza tra Israele e i nazisti è data dai loro gruppi terroristici appoggiati dallo Stato. Secondo gli articoli “Eichmann Tells His Own Damning Story” ["Eichmann racconta la sua maledetta storia"], Life Magazine, Volume 49, Numero 22, (28 Novembre 1960) pp. 19-25, 101-112, e “Eichmann’s Own Story: Part II” ["La storia di Eichmann: parte II"], Life Magazine, 6 Dicembre 1960 pp. 146-161, Adolf Eichmann affermò come i leader sionisti fossero idealisti come i leader nazisti, disposti a sacrificare centinaia di migliaia di persone del loro stesso sangue per raggiungere uno scopo politico. Lenni Brenner spiega nel suo libro “Zionism in the Age of Dictators”, [" il sionismo nell'età dei dittatori"], capitolo 25, che Eichmann si riferiva ad un accordo che i nazisti strinsero con i leader sionisti, come l’ungherese Rezso Kastner, per salvare poche migliaia di sionisti appositamente scelti e ricchi ebrei, che sarebbero immigrati in Palestina, in cambio della consegna di 750.000 ebrei ungheresi e di altri milioni di ebrei europei destinati alla morte per rendere gli ebrei le “vittime legittime” in modo che l’Organizzazione Sionista Mondiale avesse poi il “diritto” di andare ” al tavolo delle trattative a cui sarebbero state divise nazioni e terre alla fine della guerra… perché solo con il sangue (ebraico) noi (sionisti) otterremo la terra”.

[Un altro esempio di legame tra sionisti e nazisti: la lettera del 1941 con cui il gruppo armato sionista Lehi, di cui faceva parte il futuro primo ministro israeliano Yitzhak Shamir, offriva collaborazione alla germania nazista. Vedi storia su Wikipedia.]

I nazisti crearono il Police Battalion 101, un gruppo terroristico il cui solo scopo era dare la caccia a cittadini ebrei, ucciderli e saccheggiare e distruggere le loro proprietà. Daniel Jonah Goldhagen afferma nel suo libro “Hitler’s Willing Executioners” ["I volenterosi carnefici di Hitler"] che il Battalion 101 fu responsabile per ” la deportazione e l’orribile massacro di decine di migliaia di uomini, donne e bambini ebrei in Polonia”.

Israele sotto il terrorista Ariel Sharon, che dopo divenne primo ministro d’Israele, ebbe la sua esatta copia del Battalion 101 chiamata Unit 101. Sotto la leadership di Sharon la Unit 101 adottò gli stessi metodi criminali per terrorizzare i palestinesi. Sviluppò anche quelli che divennero noti come “jeep raids”; guidare jeep, con mitragliatrici montate davanti e dietro, dentro le città palestinesi uccidendo abitanti, bombardando case e bruciando campi. Sin dai primi anni 50 la Unit 101 fu responsabile per massacri di palestinesi in città quali il campo profughi di Bureij, Qibya, Idna, Surif, Wadi Fukin, Falameh, Rantis, Gerusalemme, Budrus, Dawayima, Beit Liqya, Khan Younis e Gaza.

Israele ha sempre fatto ricorso ad attacchi terroristici contro gli ebrei in altri paesi, specialmente paesi arabi come paesi nordafricani, Iraq, Libano e Giordania, per incoraggiare i residenti arabi ebrei ad emigrare in Israele. L’affare Lavon è solo un famoso episodio terroristico di questo tipo avvenuto in Egitto.

Il 29 gennaio 1999, in un articolo sul quotidiano Ha’aretz, Gideon Spiro, ex membro del battaglione 890, affermò che la Unit 101 era un prototipo iniziale e primitivo per le più sofisticate unità di liquidazione Duvdevan e Shimshon costituite durante l’intifada. Le loro operazioni erano caratterizzate “dall’uccisione di mucchi di civili e da poco vero combattimento”.

Israele è l’unico paese al mondo con molti primi ministri che sono stati membri di organizzazioni terroristiche o di terrorismo di Stato coinvolte nel massacro di civili. Questi personaggi includono Golda Meir, Yitzhak Rabin, Menachem Begin, Yitzhak Shamir, Ehud Barak, Ariel Sharon, e Shimon Peres.

Arnold Toynbee scrisse che ” è stata una tragedia suprema che la lezione imparata dagli ebrei dall’incontro con la Germania nazista sia stata non di rifuggire ma di imitare alcune delle malvagità che i nazisti avevano commesso contro gli ebrei”.

Gli israeliani e gli ebrei del mondo hanno inseguito senza sosta per decenni i criminali di guerra nazisti per i loro crimini commessi durante la seconda guerra mondiale. Hanno inseguito criminali di guerra nazisti per il resto delle loro vite, anche quando erano vecchi e prossimi alla morte, perché pagassero per i loro crimini. Non ho alcun dubbio che, a loro volta, i criminali di guerra israeliani saranno perseguiti e condannati per i loro crimini di guerra commessi contro gli arabi.
——————————————-

Il Dr. Elias Akleh, redattore di MWC (Media With Coscience), è uno scrittore arabo di origine palestinese nato nella città di Beit Jala. La sua famiglia fu dapprima espulsa da Haifa dopo la “Nakba” del 1948. poi espulsa da Beit Jala dopo la “Nakseh” del 1967. Oggi vive negli USA, e pubblica su internet i suoi articoli sia in arabo che in inglese.

308 Michel Chossudovsky: L’invasione militare della Striscia di Gaza da parte delle forze israeliane riguarda direttamente il controllo e la proprietà di giacimenti strategici di gas offshore. E’ una guerra di conquista. Enormi riserve di gas, scoperte { 17.01.09 alle 15:25 }

Michel Chossudovsky, 8 gennaio 2009
Trad. Nicoletta Forcheri
L’invasione militare della Striscia di Gaza da parte delle forze israeliane riguarda direttamente il controllo e la proprietà di giacimenti strategici di gas offshore.
E’ una guerra di conquista. Enormi riserve di gas, scoperte nel 2000, giacciono al largo delle coste di Gaza.
Ai sensi di un accordo firmato con l’Autorità palestinese, nel novembre del 1999, di 25 anni di validità, sono state accordate delle licenze di sfruttamento degli idrocarburi British Gas Group e al suo partner di Atene, Consolidated Contractors International company (CCC) di proprietà delle famiglie libanesi Sabbagh e Koury.
Le quote della licenza sui giacimenti di gas offshore sono rispettivamente del 60% per BG, del 30% per CCC e del 10% per il Fondo d’investimento dell’Autorità palestinese (cfr. Haaretz, 21 ottobre 2007). L’accordo PA-BG-CCC prevede l’allestimento e la costruzione di un gasdotto (Middle East Economic Digest, 5 gennaio 2001).
SEGUE SU:
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=5471

309 Michel Chossudovsky { 17.01.09 alle 15:39 }

A differenza di certe merde che sporcano certi blog mi documento. Per capire meglio cosa e perché succedee succederà a Gaza e lontano da Gaza leggete anche questo:
http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=23375

310 Pino Nicotri { 17.01.09 alle 15:47 }

Israele: Barak
Egitto: Mu-barak
Usa: Barack

Mah.
pino nicotri

311 Controcorrente { 17.01.09 alle 16:11 }

Cara Sylvi,

ti dedico questo meraviglioso “pezzo” con la speranza che tu abbia visto” Forrest Gump” e abbia compreso fino in fondo “le coclusioni a cui porta….

Ovvero non necessariamente bisogna essere particolarmente “intelligenti” per diventare ricchi, mentre è molto più facile finire come la ragazza…che è poi quello che vogliono e cioè che l’individuo scarichi su di sè l’aggressivita..in questo, per il momento ….”grande vittoria tattica”..temporale..!!

http://www.youtube.com/watch?v=T-qcTZxAeG4

buon pomeriggio

cc

312 Pietro Falco { 17.01.09 alle 16:37 }

intanto anche il New York times si interroga sulla condotta bellica di Israele e si chiede in particolare se a Gaza siano stati commessi crimini di guerra…

http://video.nytimes.com/video/2009/01/17/world/1231545470464/questions-over-israel-s-military-conduct.html

313 Pietro Falco { 17.01.09 alle 16:40 }

per chiunque volesse aderire all’iniziativa per l’assegnazione del Nobel per la pace a Gideon Levy, il link è il seguente:

http://www.facebook.com/inbox/?ref=mb#/group.php?gid=48731427521&ref=nf

314 Controcorrente { 17.01.09 alle 17:14 }

Cara Sylvi, moderno talebanesimo “mascherato…

Cara Sylvi mi era “sfuggito”..

potrei aggiungere che tu NON hai il diritto di bestemmiare il mio Dio, che ci sia o no!

Dunque ,dunque..vediamo un pò …chi mai avrebbe bestemmiato Dio su questo Blog…veramente non ne vedo traccia…ah si comprendo è “lo stesso motivo per cui i Musulamani non vogliono che si “professi una religione o si costruiscano chiese nei loro territori…sono bestemmie al loro DIO..

Già già, la democrazia è solo un fatto “provvisorio”..quando lo decide la Syvi niente diritti…integralismo chiama integralismo…sottile però quello della Syvi non sembra un integralismo religioso “tout court” ,ma un’integralismo del tipo sono Io a decidere sulla bvase delle mie valutazioni quando ..si esagra ..ovvero le leggi costituzionali ..non valgono un cazzo..c’è la Sylvi a decidere …che ha capito dove sta il potere vero ..quello d’eccezione..Bravissima…!!

Dulcis in fondu quando non si sa più cosa dire si tira in ballo Stalin…..tranquilla prof, già dato …più nessuno correrà dietro a Stalin e più nessuno correrà dietro ai “figli dei fiori” questa volta..già dato già dato…

cc

315 Uroburo { 17.01.09 alle 17:17 }

Mio buon marco tempesta,
riprendo il messaggio n. 306:
“Le parole più chiare le disse invece Sharon di fronte al parlamento di Tel Aviv il 4 marzo 2002: «I palestinesi devono soffrir ancora molto di più, fino a che si rendano conto che non otterranno niente con il terrorismo. Se non si rendono conto di essere stati vinti noi non potremo tornare al tavolo del negoziato». Qui non si parla di Hamas, si dice “palestinesi”. I “palestinesi” hanno votato Hamas proprio perché Israele ha spiegato loro, in questi sessantuno anni, che per altra via non possono ottenere nulla”.
Naturalmente le parole fuori dal loro contesto non valgono nulla, quindi i fresconi come lei possono continuare a pensare che sia possibile tornare ai confini del ’67, e per di più con l’acqua.
Poverino! Se gli issraeliani fossero disposti a tornare ai confini del ’67 la pace verrebbe firmata domattina, anche concedendo una parte dell’acqua (che non si meritano!).
Infatti i suoi amici nazisti non hanno mai detto una parola: ci sarà uno stato palestinese…. certo. Un bantustan senza acqua e senza risorse in cui sarà impossiible vivere se non per
i venditori di fumo come lei disposti a vendere il cuxo per un po’ di ossa spolpate.
Lei non è tanto un sognatore mio buon marco tempesta, lei è delirante; e molto più grave ed è una situazione senza rimedio.
Lasci perdere la politica, mio buon, mi dia retta; si occupi di figa e ne avrà molto maggiori ricavi evitando anche di dire solenni caxxate. U.

316 Uroburo { 17.01.09 alle 17:20 }

per il pregevole marco tempesta
Pietro Falco { 17.01.09 alle 13:29 } Se pensate che i tg nazionali – ed in particolare il tg1 e il tg5 – vi stianao propalando solo le veline dell’Idf, disinformandovi su quello che sta realmente accadendo a Gaza.
Le veline di Zahal (per lei) oppure anche le veline del MEMRI. U.

317 marco tempesta { 17.01.09 alle 17:33 }

Caro Uro, se è come dice lei, significa che Israele si è completamente bevuta il cervello; perciò, per quanto mi riguarda, vadano a farsi benedire loro e tutti i loro piagnistei della shoà.
Se invece non è come dice lei, staremo a vedere e giudicheremo da quel che ne verrà fuori.
Più di tanto, non posso concederle.
In ogni caso, finchè si ammazzano tra loro, che facciano pure. Evidentemente sarà come dice VOX, ovvero che l’umanità ha necessità di depurarsi. E’ crudele e disumano ammettere una soluzione del genere, ma forse è proprio Vox, tra tutti, quello che ha ragione.

318 Controcorrente { 17.01.09 alle 17:38 }

Un’interessante sito di cultura generale dove ci si può divertire :

http://www.softairmania.it/forum/archive/index.php/t-35136.html

cc

319 Controcorrente { 17.01.09 alle 17:41 }

Oppure un ricordino da Gaza…

prezzi modici ..e controllati per tutte le tasche..!

http://www.zahal.org/jewelry/p1.htm

320 marco tempesta { 17.01.09 alle 17:50 }

Israele: Barak
Egitto: Mu-barak
Usa: Barack
————
Già. Strana coincidenza.
Dice wikipedia che Barak significa ‘lampo’. Aspettiamo il tuono. Sperando che non sia sulle nostre teste e soprattutto che non sia atomico.

321 Faust x Il fascista fini { 17.01.09 alle 17:50 }

… non capisco la comunita ebraica in Italia e non solo x lappoggio allo sterminio dei palestinesi x liberare il patio di casa (?¿?) loro… (ormai ex Palestina… ma non è finita qui) Non capisco come si possa abbracciare un fascista e regalargli una scuffietta (nera) ad un fascista stragista del MSI, è pazzesco?¿ e non capivo prima… ma ORA capisco, nazisti e isdraelitici: sono uguali…
Bravo isdraele, stai allevando i futuri kamikaze, hamas ha vinto, oggi è piu forte di ieri, grazie israele, in tutto il mondo islamico ed arabo e non solo, hai fatto strike… con il genocidio di Gaza, anche i non fondamentalisti arabi e i moderati ebrei nel mondo ti odiano…Odiano isdraele, non il popolo ebraico.
Avete, dopo lultima guerra nazista, rincorso in tutto il mondo i criminali nazisti x punirli… domani, se non gia da oggi, siete voi isdraeliani i criminali genocidi e giustamente sarete perseguiti e puniti dalle vittime di oggi, che state trasformando in futuri kamikaze chi da sempre era contro i martiri… oggi qualsiasi arabo e molti simpatizzanti delle vittime nel mondo hanno capito chi è il ladro e chi la vittima… e chi è il criminale e chi la vittima..
..Il vs. ddio, se esistesse non avrebbe permesso che dei suoi figli criminali potessero agire e assassinare un popolo, siete dei pazzi criminali e genocidi, finirete nell abisso dell umanita x sempre, non siete degni di far parte della societa degli umani!!
Faust

322 marco tempesta { 17.01.09 alle 17:54 }

Leggo che per il pilota tunisino che ha malamente ammarato nel Mediterraneo ammazzando 16 suoi passeggeri, sono stati richiesti 12 anni di carcere e 6 per il copilota.
Mia grande meraviglia quando ho saputo che aveva ammarato col carrello abbassato e le ali mostravano i flaps a zero. Mah, mi son detto, evidentemente ci sono tecniche di ammaraggio di emergenza che lo prevedono. Invece no, si è trattato d’imperizia.
12 anni di carcere indicano una seria colpevolezza.

323 Uroburo { 17.01.09 alle 18:24 }

l dubbio è sempre il solito: riusciranno i nostri eroi a non fare come nell’Unione Sovietica? marco tempesta
——————————-
In linea di massima non ci riusciranno perchè l’Usaegetta metterà in piedi tante di quelle provocazioni e manovre eversive da costringere i governi a diventare dittatoriali per puro scopo di legittima difesa e di sopravvivenza (come appunto accadde proprio anche in URSS). E’ successo in TUTTO il mondo e con TUTTI i governi che hanno voluto difendere gli interessi nazionali dei loro paesi (anche se erano governi di destra come quello di Mossadeq in Iran) mettendo sotto controllo i comportamenti illegali delle imprese usaegetta, ad esempio chiedendo che pagassero le tasse o che rispettassero i diritti dei lavoratori, abitualmetne tenuti in riga con gli squadroni della morte ed uccidendo CON LA TORTURA coloro che difendevano i loro diritti.
Come Dan Mitrione, un funzionario della CompagniadellaZIa che uccideva sotto la tortura i barboni di Montevideo per fare impratichire i suoi allievi della scuola di polizia…..
Pare che gli issraeliani siano addirittura peggio ….. U.

324 Sylvi { 17.01.09 alle 18:28 }

caro cc,

giornata di pulizie, perchè è aperta la “piazzuola ecologica” per gli ingombranti.
Avrei voluto bestemmiare gli atei…ma poi ho pensato che avrei fatto peccato nei tuoi riguardi e di qualcun altro!
Ho detto solo giaculatorie!

Scherzi a parte, ho l’impressione che tu a volte mi prenda per un Forrest Gump che si può manipolare.
Ma poi Forrest Gump è stato manipolato più degli “intelligenti”?
Siamo sicuri?
Ed è diventato ricco, oppure gli “hanno permesso di diventarlo”?

Bellissimo film, con una coda di interrogativi lunga più di quella di Belzebu.

Tu fai finta di non capire e mi dai della integralista talebana!
Vicino a me è da poco finita una villetta, costruita da muratori friulani doc, cioè bestemmiatori che fanno concorrenza ai toscani doc!
Dall’alba al tramonto intercalavano vilotte friulane con rosari di bestemmie che andavano da Dio e giù giù fino al mondo vegetale e animale con una originalità degna di miglior causa.
Non si accorgevano di quel che dicevano, cattolici praticanti.
Ma bestemmiatori incoscienti.

Pochi giorni fa, in lavanderia, si è presentato un vu cumprà.
Insisteva perchè comprassimo qualcosa. Al nostro pur cortese rifiuto ha “tirato” con convinzione e rabbia una bestemmia nostrana.
In malo modo gli ho risposto che bestemmi il suo Allah!
Stava mettendomi le mani addosso, lo hanno bloccato minacciando di chiamare i Carabinieri.

Ecco prendila come vuoi!
Non ho detto che si bestemmi in questo blog e poi se qualcuno lo facesse, nessuno mi obbliga a restarci, non è un autobus pubblico, nè il piazzale di una Chiesa!

Spero tu abbia “voglia” di capirmi.
Ma forse mi darai anche della razzista perchè permetto ai friulani di bestemmiare e ai mussulmani no!

ciao sylvi

325 Vox { 17.01.09 alle 18:30 }

@ Faust

Ho letto qualche tempo fa (credo all’epoca in cui Fini ando’ in visita Israele) che sua mamma e’ ebrea. Quindi forse quell’abbraccio non e’ poi tanto strano, se la cosa e’ vera.

326 marco tempesta { 17.01.09 alle 18:37 }

Mah, guardando in avanti con l’intento di migliorare le proprie condizioni di vita, credo che la migliore strategia da parte di tutti i governi dovrebbe essere quella di creare importanti blocchi internazionali, di forza equivalente, con un intenso interscambio commerciale. Questo dovrebbe essere l’orizzonte di massima di qualsiasi governo lungimirante.
Sempre guardando in avanti, qualsiasi nazionalismo enfatizzato equivarrebbe ad un autostrangolamento, sia per le risorse impiegate per la difesa-offesa, sia per i mancati ricavi dovuti alla difficoltà di produrre e vendere le proprie merci. Va da sè che più è vasto il mercato, più aumentano le possibilità di bilanciare le eventuali perdite locali o momentanee. Ne deriva che l’ampliamento dei mercati genera stabilità in tutti i sensi.
Perciò, una politica di espansione di tipo coloniale, ormai ha fatto il suo tempo, diventa obsoleta e controproducente, poichè ripeterebbe su scala internazionale l’errore del capitalismo rampante, ovvero l’aumento della ‘forbice’ della ricchezza, che è autostrangolatorio.
Ne deriva che puntare ad una politica di aggressione, a lungo termine diventa controproducente in tutti i sensi. Credo che da questa recessione in poi, qualcosa in più il mondo stia cominciando a capirla. Staremo a vedere.

327 marco tempesta { 17.01.09 alle 18:44 }

Pochi giorni fa, in lavanderia, si è presentato un vu cumprà.
Insisteva perchè comprassimo qualcosa. Al nostro pur cortese rifiuto ha “tirato” con convinzione e rabbia una bestemmia nostrana. Sylvi

Qui da noi i vucumprà arabi sono stati pressocchè sostituiti dai cinesi. Cortesi, sorridenti, più malleabili nel contrattare ( si deve sempre contrattare, fa parte del gioco), cercano di fregarti anche loro, ma almeno sono più simpatici.

328 Vox { 17.01.09 alle 18:53 }

L’umanita’ ha bisogno di depurarsi
@Marco

Mi sembra che lei abbia parecchio travisato le mie parole, oppure io non ho spiegato bene il mio pensiero.

Io ho parlato di evoluzione. Di evoluzione (etico-spirituale) dell’umanita’ sia come specie, sia come societa’. Non ho detto da nessuna parte che pezzi di questa umanita’ debbano essere spazzate via! Io intendevo piuttosto i sistemi con cui noi umani ci governiamo. Intendevo che e’ ridicolo aspettarsi che un essere altamente imperfetto come l’Uomo possa costruire un sistema, una societa’ perfetta. Di conseguenza, dobbiamo evolvere, provare e riprovare dinche’ riusciamo ad avvicinarci al miglior mondo possibile, per il bene della nostra stessa sopravvivenza.

Inoltre, mi riferivo in particolar modo al soc*ialismo. Criticare gli esperimenti fatti fin ora in Urss, a Cuba, in Venezuela ecc. o addirittura enunciare che il socialismo sia sbagliato e perfino morto e’ sciocco. E’ antistorico.
Come se il capitalismo, invece, fosse perfetto e abbia funzionato (infatti, oggi lo vediamo bene).

Con quei primi esperimenti di soc*ialismo si e’ tentato di fare il meglio possibile entro i limiti imposti dalla realta’ storico-politica e dall’imperfezione umana. E sotto molti aspetti quegli esperimenti hanno funzionato per il bene della moltitudine.
Le critiche peggiori sono arrivate dalla minoranza (quella che voleva essere piu’ uguale degli altri) e da coloro che si fanno venire il ballo di San Vito alla sola idea che possa arrivare il soc*ialismo a togliergli le super-ricchezze e il potere accumulati, e impedirgli di ammassarne ancora.

Prima o poi, l’umanita’ trovera’ un sistema equilibrato in cui la stragrande maggioranza possa vivere una vera vita, dando il meglio del proprio potenziale per tutta la comunita’ umana e in condizioni di felicita’.
Secondo me (poi ognuno puo’ pensarla come vuole) quel sistema sara’ una qualche forma di soc*ialismo. Un’idea basata sul bene collettivo, sulla solidarieta’ collettiva, e non sul benessere di pochi ai danni di tutti. Proprio per questo facevo l’esempio dell’organo che si sviluppa ai danni degli altri, uccidendo l’organismo.

Il concetto di profitto e di svilupp dovrannomutare radicalmente. Lo stesso concetto di denaro come unita’ di scambio, potrebbe addirittura sparire. Ed e’ di questa evoluzione che io parlo. Non di “eliminazione” del piu’ inadatto o del piu’ debole. O almeno, non per mano dell’uomo, ma della storia.

329 Ecco perché Israele probabilmente allargherà la guerra { 17.01.09 alle 18:55 }

Un mio amico di solito informato mi dice che:

“negli scenari possibili c’è anche l’evoluzione della attuale azione massacratrice e di pulizia etnica attuata da Israele, che di fronte all’impossibilità di “domare” Hamas potrebbe sfociare nell’attaccare i “santuari” di Hamas, Siria e Iran. L’obiettivo in realtà sarebbe però ripetere lo shock petrolifero del 1973, con l’aumento esplosivo del costo del greggio e quindi il ritorno “in auge” della moneta-veicolo con cui si paga lo stesso, il dollaro del santo protettore Usa, quello che permette a Israele di continuare nelle sue sopraffazioni e minacce”.
Shalom

330 marco tempesta { 17.01.09 alle 19:02 }

Caro Vox, si sa che in natura esiste una maniera un po’ drastica di riequilibrio, quando un territorio è sovrappopolato. Non vedo perchè tale sistema dovrebbe escludere gli uomini, che sono sempre animali, seppure appena più evoluti. Si arriva al punto di prendere iniziative suicide o stragiste, senza rendersene conto più di tanto.
Chiaro che il sistema migliore che si possa immaginare così come stanno le cose oggi, è la socialdemocrazia. Cosa impedisce che ciò si realizzi? Lo impedisce l’avidità umana. Tutti sono sempre armati di buoni propositi, ma quando tocca a loro metterli in pratica ecco che viene sempre fuori il ‘pitecantropo’ che cerca di ottenere il massimo ricavo con la minima spesa. Se poi il ricavo è del tutto a spese altrui, tanto meglio.
Il denaro non è altro che un mezzo validissimo di trasformazione delle proprie competenze e abilità, niente di diverso. E’ diversa invece la ricchezza, che oltre un certo limite diventa immorale.
Ne ho già diffusamente parlato in precedenza.

331 Un indecente caso di informazione giornalistica disonesta { 17.01.09 alle 19:14 }

Mentre a Roma sfila la grande manifestazione contro l’aggressione e il massacro perpetrato da Israele ecco che sulla home page del sito di Republica compare la scritta molto allarmante “FOTO – Corteo pro Gaza, spuntano le svastiche”. Se ci cliccate su compare il link
http://roma.repubblica.it/multimedia/home/4412881/1
nel quale potete vedere 10 foto della manifestazione e le prove del comportamento da farabutti tipico dei filoisraeliani che odiano i palestinesi e gli arabi in generale. Le 10 foto del link hanno infatti per titolo ” Corteo pro Gaza, spuntano stelle di David con svastiche”, titolo che è già diverso da quello allarmistico della home page. Non si tratta infatti di bandiere di nazisti che amano i palestiensi e odiano gli israeliani, ma, al contrario, si tratta di bandiere di chi accusa Israele di comportamenti nazisti, accusa del resto lanciata, pur essendo ebreo, anche dall’inviato dell’Onu Richard Falk e proprio per questo cacciato via da Israele prima dell’offensiva.
Già il titolo delle foto dimostra quindi disonestà, ma è ancora peggio se di guardano una a una tutte le foto. Solo due foto mostrano cartelli, di antinazisti e non di nazisti, con la stella di Davide equiparata alla croce uncinata, mentre le altre otto foto riguardano altri aspetti dell’imponnete corteo. Eppure il titolo rimane sempre lo stesso per tutte e 10 le foto anche nelle otto per le quali non c’entra un cazzo: ” Corteo pro Gaza, spuntano stelle di David con svastiche”.

Insomma se la prendono con Santoro ma moltissimi giornalisti anche “di sinistra” fanno davvero schifo.
Ratzy a Mary

332 L'ebreo inviato dell'Onu accusa Israele { 17.01.09 alle 19:17 }

Circa due settimane fa Richard Falk, relatore speciale per i diritti umani dell’Onu, è stato fermato all’aeroporto di Tel Aviv e rispedito negli Stati Uniti nonostante la missione affidatagli dalle Nazioni Unite di monitorare la situazione umanitaria dei palestinesi nella Striscia di Gaza.

“Mi hanno impedito di denunciare la grave violazione dei diritti umani nei territori occupati. E le conseguenze le paga la popolazione civile palestinese”, spiega l’americano Falk in un’intervista a La Stampa firmata da Francesco Semprini. L’inviato Onu afferma che la risposta militare di Israele ai razzi di Hamas “non è giustificabile” ed è assolutamente sproporzionata, come testimonia il rapporto delle vittime tra le due parti (oltre 400 a Gaza, meno di una decina quelle israeliane). Falk inoltre non attribuisce solo ad Hamas la responsabilità dei razzi lanciati contro Israele e parla di presunte infiltrazioni e di “elementi fuori controllo della Jihad”. “Hamas era pronto a rinnovare il cessate il fuoco”, racconta, ma “Israele ha ignorato questa ipotesi e ha continuato l’opera di taglieggiamento degli aiuti umanitari, provocando una risposta con i lanci di razzi”. Sul suo allontanamento forzato, l’inviato Onu dice che fa parte di una strategia di Israele “per impedire alla comunità internazionale di conoscere cosa sta succedendo a Gaza”, in particolare la violazione dei diritti umani, e teme le ripercussioni mediatiche di eventuali rivelazioni. Infine, Falk non dimostra ottimismo nei confronti della nuova amministrazione di Barack Obama: “Washington è così incondizionatamente a favore di Israele da rendere difficile anche per un governo più liberal come quello di Obama di mettere in discussione la politica di Israele”.

Chissà cosa direbbe oggi Falk visto che le vittime palestiensi sono oltre il triplo delle 400 di quando rilasciava quelle dichiarazioni e che i militari israeliani uccisi sono al massimo uno.

Shalom

333 Faust x marco tempesta { 17.01.09 alle 19:21 }

Caro Marco, sono daccordo con le tue magiche compagne e in amplio disaccordo col caro amico Uroburo, continua a tenere la testa emotiva nellafica e che buon pro ti faccia. Due Teste… non è da tutti farle funzionare, con i loro diversi interessi, seperate-e-insieme e tu lo sai ffarebbene, sei una persona che ha saputo tenere oliata la macchina pensante e laltra usarla allabbisogna (dellaltra mi fa piacere x te!! ma non mi interessa conoscere i dettagli, in questo sono daccordo con Uro, anche se x diversa motivazione) e sei, e sono certo, una piacevole compañia x chi come le tue magiche amiche e cchi ha il piacere di frequentarti, eddiciamolo vva, sei intelligente, Bravoo!! …chapeaux mon amiemarcoo!!!
Faust

334 L' inviato dell' Onu: «A Jenin ho visto l' orrore». E quello fu il massacro con il quale il criminale Sharon spianò la strada ad Hamas. Poi si lamentano! { 17.01.09 alle 19:30 }

L’ inviato dell’ Onu: «A Jenin ho visto l’ orrore»

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE GERUSALEMME – Vagano tra le rovine, fermandosi davanti ai cumuli di terra. Scavano con le mani e con mezzi di fortuna. Su uno spiazzo c’ è una ruspa che sposta i detriti. E resti umani. Nel campo profughi di Jenin i vivi cercano i morti. I soldati israeliani si sono ritirati alla periferia lasciando solo dei cecchini. Così gli abitanti hanno trovato il coraggio di uscire alla ricerca di coloro che sono stati spazzati via da giorni di furiosi combattimenti. L’ esercito israeliano ha usato blindati e bulldozer per spianare la resistenza. Hanno distrutto le case senza badare a chi ci fosse all’ interno. Guerriglieri palestinesi come civili. Nel campo si era sparsa la voce del ritrovamento 5 persone ancora in vita, poi di un ragazzo. Ma la notizia non ha trovato conferma. Ieri tra i fantasmi di Jenin è comparso l’ inviato speciale dell’ Onu, Terje Roed-Larsen. Si è addentrato nei vicoli e ha raggiunto la piazza dove una volta sorgevano decine di case. Era sotto choc. «Sconvolgente, è qualcosa che va oltre l’ immaginazione. Ho visto il corpo di un ragazzo spuntare tra i detriti. Israele ha diritto di difendersi ma questo non è un assegno in bianco per fare ciò che vuole – ha dichiarato il diplomatico -. E’ un momento triste nella storia di Israele». Un commento severo di una personalità colpita dallo scempio che ha visto. «Questo è l’ inferno, non è esagerato parlare di massacro», ha aggiunto Peter Hansen direttore dell’ Unrwa, l’ agenzia delle Nazioni Unite che si occupa dei profughi palestinesi. Il bilancio del massacro è incerto.
…….
L’ organizzazione Human Rights Watch accusa Israele di «crimine di guerra». E in un rapporto racconta di terribili violazioni: hanno usato minorenni per farsi scudo o per controllare oggetti sospetti nei campi profughi. Gerusalemme si difende accusando i palestinesi di fare della «propaganda», ma un alto funzionario ammette che esistono «preoccupazioni umanitarie».
——— La stampa israeliana sottolinea che il premier ha promesso agli americani di «non toccare» Arafat, ma non ha escluso di cacciarlo. Il fallimento della missione Powell ha accresciuto i timori di chi teme una soluzione drammatica per l’ Autorità palestinese. Un altro attentato, è la tesi, e il raìs verrà espulso. Inoltre, l’ esercito ha distrutto in modo sistematico non solo i covi dei gruppi estremisti, ma uffici e strutture civili. L’ autonomia palestinese non sarà più in grado di governare. E viene da chiedersi come farà – ammesso che lo voglia – a controllare le fazioni radicali. Sharon, accusa la stampa liberal, ha voluto cancellare l’ interlocutore, in modo da rendere impossibile qualsiasi forma di negoziato”.
…….
Dopo aver ispezionato il campo profughi di Jenin, l’ inviato dell’ Onu per il Medio Oriente, Terje Roed-Larsen, ha definito la devastazione della cittadina «un capitolo triste e sventurato» della storia di Israele
Olimpio Guido
Pagina 18
(19 aprile 2002) – Corriere della Sera

335 Caro Grasso: facile parlare di "misura" con la panza piena mentre a Gaza il massacro è a senso unico e privo di qualunque misura { 17.01.09 alle 19:39 }

Ma chi fa più schifo tra questi giornalisti “impeggnati” (a fare carriera e a magnare)?
Ratzy a Maryssymy
———————-
SANTORO E LA «RICERCA DEI MERITI»
Faziosità e allusioni
Se il «martire dell’informazione» diventa mago delle allusioni

Una brutta pagina di tv quella consegnataci l’altra sera da Michele Santoro ad «Annozero». Imbarazzante. La sua faziosità è nota, la decisione di rappresentare una sola parte del conflitto che insanguina la Striscia di Gaza va messa in conto, la sua retorica votata a una sempre più spinta demagogia non è condivisa da molti ma fa ormai parte del panorama televisivo italiano; ciò che è inaccettabile sono le parole con cui ha liquidato Lucia Annunziata. Nel momento in cui l’ex presidente della Rai ha deciso di abbandonare la trasmissione, Santoro le si è rivolto così: «Fai la giornalista, non venire qui a criticare come si fa la trasmissione… O cerchi meriti da qualcuno?».

Dire a un altro che dissente per cercare il beneplacito, magari una cambiale a scadenza, di qualcun altro (e chi poi? Israele? Berlusconi? i vertici del Pd? la Trilateral?) è un’insinuazione di basso livello, intollerabile. Ma le allusioni malevole, specie se dette in un momento d’ira, quando saltano i nervi e si perde il controllo di sé, sono spesso rivelatrici di una filosofia di fondo. Speriamo che all’Annunziata, per ritorsione, non venga ora la tentazione di scrivere una biografia professionale di Santoro nelle vesti di «cercatore di meriti».

Parlare in un talk show di guerra è sempre difficile e di fronte a certe immagini che arrivano da Gaza si resta annichiliti. Non l’imparzialità, si chiede, non il senso della misura ma almeno la possibilità di essere minoranza (pensarla in un modo differente). Con Santoro è impossibile, proprio non le sopporta, le minoranze. Potesse le eliminerebbe. In nome della democrazia, sia chiaro. Con il conduttore schierato, con l’inviato Corrado Formigli schieratissimo, con lo spazio eccessivo concesso ai ragazzi della comunità palestinese di Milano, era difficile per Lucia Annunziata, che pure non era avvolta in una bandiera con la stella di David, sostenere il contraddittorio. Se n’è lamentata, ha semplicemente fatto presente che «qui si presentano al 99,9 per cento soltanto le ragioni palestinesi».

Apriti cielo! Santoro l’ha caricata di insulti, l’ha congedata con un odioso «non sprechiamo tempo», se l’è presa persino con Walter Veltroni invitandolo a rendersi utile, ad andare a Gaza e non in Africa. E al Presidente della Camera Gianfranco Fini che ieri ha telefonato a Claudio Petruccioli per denunciare «il livello di decenza» superato in trasmissione, Michele Santoro ha risposto sul suo sito con strafottenza, sotto la rubrica «VAF» (acronimo di Valutazione A Freddo): «In un Paese normale il livello della decenza lo supera un Presidente della Camera che, travalicando i suoi compiti istituzionali, interviene per richiedere una censura nei confronti di un giornalista che sta compiendo il suo dovere di informare l’opinione pubblica».

Censura, naturalmente. Quella del martire dell’informazione è la parte che gli riesce meglio. Nessuno pretende l’equidistanza da Santoro; nessuno si aspetta che, a inizio trasmissione, spieghi che c’è una certa differenza tra chi vuole la cessazione del lancio dei Qassam e chi vuole la cancellazione di Israele; nessuno desidera mettergli la mordacchia del pluralismo, ma deve smetterla di credersi l’unico alfiere della libertà d’espressione e accusare gli altri di essere schiavi sciocchi di qualche potere. Non è la prima volta che il populismo, la faziosità, l’ideologia lo confinano nella disinvoltura intellettuale. Chi è incapace di vincere i suoi mali, non tragga però piacere nell’addossarli ad altri.

Aldo Grasso
17 gennaio 2009

336 Faust x shalom { 17.01.09 alle 19:59 }

Israele, che di fronte all’impossibilità di “domare” Hamas potrebbe sfociare nell’attaccare i “santuari” di Hamas, Siria e Iran.

… sono daccordo con la tua fonte… ma serve una scusa, un motivo, una provocazione…. x attaccare/bombardare Iran e Siria…

… ci pensera il mossad a “crearlo” il motivo e scaricare la responsabilita sui due paesi da colpire…. e avverra molto presto… aspettiamo Obama… almeno due-tremesi… se non domani… ( nel cielo si addensano grandi nuvoloni insanguinati, da qualche parte fra qualche tempo pioveraa…) mentre il mossad “lavora” . Devono sviare e contenere limmagine genocida che sta montando nel mondo… x il massacro genocida di Gaza, che sempre ppiu riempie le prime pagine (anche se non gliene frega molto, ma qualcosa faranno… Sono gia in molti apparlare di Tribunali x crimini di guerra e contro lUmanita…) deve succedere qualcosa di tremendo contro isdraele y/o usa… ( o altro, ma grande, da far dimenticare il massacro di Gaza, come non fosse successo…. intanto riprendono gli insediamenti a ritmo superaccelerato… ( y/o potrebbe x esempio accadere un incidente nucleare o chimico… x es… o altro non so…) e come diceva Don Chisciotte al suo scudiero… “adelante con juicio Sancho” e la guerra grande ha inizio…. Bravo USraele!!!
Faust

337 Faust x shalom { 17.01.09 alle 20:14 }

…il post 336 è del virus nazista genocida hvg, nota arma di distruzione di cassacranica avariata, la sua e falsificatore sociale.
Faust

338 Pietro Falco { 17.01.09 alle 20:46 }

Premetto di parlare in generale: ma ho la sensazione sgradevole che anche questo blog – come la stragrande maggioranza delle sedi di discussione on line sulla guerra di Gaza – cominci ad essere infestato ed inquinato da improbabili “figuri”, il cui intollerabile contegno lascia chiaramente intendere che si tratti di strumenti “al servizio” di qualcuno…

Il livello di intelligenza – a sentire gli argomenti ed il linguaggio utilizzato – sembra peraltro alquanto basso, contrariamente a quello della protervia che appare invece perfettamente in linea con quello della parte “servita”…

Questo clima di maccartismo (o di Ovra) in casa nostra – oltre ad essere decisamente fuori tempo – non è sopportabile e credo non giovi ad alimentare simpatie nei confronti della causa “servita”.

In buona sostanza, se invece di perdere tempo a monitorare (ed appestare) i dibattiti nei blog italiani, si profondessero energie per superare le ragioni di conflitto, si renderebbe un “servizio” non soltanto alla pace, ma anche al Paese che i rozzi ed incolti figuri di cui sopra “servono” (con o senza mercede…)

Alla fine, alienarsi troppe simpatie nell’opinione pubblica internazionale può costare ben più di quanto si immagini…

339 Pietro Falco { 17.01.09 alle 20:47 }

ps

tanto per cominciare, potrebbe essere utile alle discussioni cominciare a firmarsi col proprio nome e cognome

340 Nicola Metta x il blog... { 17.01.09 alle 21:11 }

Cari blogghisti e amici, sul blog del Espressonline di W. Goldkorn, mi sono imbattuto in post firmati dal falsificatore hvg… marco tempesta, marco lacresta etc.. come falsi di altri blogghisti di arruotalibera.it x copia conoscenza (cc… cambia nik…) posto il mio intervento in risposta al calunniatore felice di esserlo… sta cercando di calunniarmi e di minacciarmi… mi frega meno di gniente, ma tenerlo sottocchio, non guasta… non xche sia pericoloso, nonono è brutto vivere come questo esaltato sedicente ebreo, (dice Ello, non ci credo e non ccio mai creduto, un ebreo non puo essere cosi scemo… con la sua faccia non mi ci pulirei neanche il WC) ….
xC.Conoscenza

39 commenti a “Gaza, Israele e islamisti di casa nostra”
Faust x il servo felice di essere un criminale amico di genocidi israelitici ha scritto:
17 Gennaio, 2009 20:52
… vedi idiota di un portinaio che vive in un sottoscala… sappiamo che sei un esaltato che si vuol vendere x agente del mossad… se è vero, sai il mio indirizzo e chi sono, mandami qualcuno dei tuoi pseudo amici (xcche sei un millantatore e un cretino criminale..) a farmi una visita… dai fammi vedere se sei vero o il falso che sappiamo, sei un ciarlatano, un bugiardo e un calunniatore… non sono Pino Nicotri e non mi prendo la briga e il vomito di vederti in faccia in un aula di tribunale, condannato x calunnia, ho altri mezzi… aspetto i tuoi pseudo amici… la strada la sai, quella che conduce accasamia…con affetto, (?¿) ricordati di VERGOGNARTI!!!

Faust, cuggino di CocoLoco

PS.: ai lettori di questo blog ed al suo blogmaster…. se non conoscete bene questo virus hvg, che vorrebbe farsi passare x agente del mossad…, lasciate perdere è solo un cretino calunniatore aggratis, un millantatore e un ciarlatano, mi dispiace x il blogmaster e voi lettori, avere questo stronzo nelle vicinanze… finche non lo si caccia, si sta infastiditi dalla sua frequentazione e impuzzonisce laria da sciacallo in stato avanzato di putrefazione, x tenermi in salute… aspettando il mossad e linterpol sudamericana… ( mavai a cagare ,idiota..,) Saluti ay blogghisti e il blogmaster Wlodek Goldkorn.. a non rivederci, non sopporto la puzza del virus dello sciacallo… e non abbiate paura è un poveretto, con molti problemi psichici… finora non trova un medico che lo assista… mi dispiace x il vs. blog. Scusate il disturbo..

Faust

PS… se qualcuno vuol parlare con l Inferno dei Poveri Diavoli e con me, mi trova sul blog Arruotalibera.it di Pino Nicotri, dove i poverychristy come hvg, non li fanno entrare, è stato espulso x indegnita e denunciato x calunnia alla magistratura… di questo fatto come del mio incontro con il mossad, o con linterpol sudamericana, Vi sapro dire, Vi terro aggiornati.. adios amigos!!! F.

341 X Pietro Falco { 17.01.09 alle 21:14 }

Sei l’ultimo ignorantone a entrare in questo blog credendo di avere la verità’ da parte sua.
Affah Incuro

342 Pietro Falco { 17.01.09 alle 21:15 }

Faust,

ti garantisco che qui nessuno ha paura: l’unico sentimento è l’indignazione ….

343 Pietro Falco { 17.01.09 alle 21:17 }

io non ho verità, solo tanti dubbi e un unica certezza: sei un povero miserabile…

fai pena a tutti e se avessi un minimo di dignità ti toglieresti dai coglioni: tanto nessuno ti dà retta… tutti abbiamo capito quanto vali…

344 Pietro Falco { 17.01.09 alle 21:18 }

ps

la tua ignoranza è contagiosa: mi hai fatto mancare l’apostrofo…

se non l’hai capito sei sgamato: te ne puoi andare

345 Pietro Falco { 17.01.09 alle 21:19 }

tanto coraggioso, il miserabile, da nascondersi dietro uno pseudonimo…

346 Faust x il blog... ucciucci sento odor di troll ucci!! { 17.01.09 alle 21:29 }

Caro Pino, sembra che abbiamo ospiti sgraditi troll… è il solito falsificatore, non ci sarebbe da preoccuparsi se non fosse x la puzza da sciacallo con virus hvg negativo…

Faust, cugino di nicola metta

347 Anita { 17.01.09 alle 21:35 }

x Faust

Il post 336 e’ cliccabile, hai provato?

E’ un website legittimo della Italian Muslim Assembly.
Cosa c’entra “hvg” ???
Clicca e vedi dove entri.

Anita

348 Faust x Pietro Falco { 17.01.09 alle 21:42 }

Caro Pietro, benvenuto sul blog di Pino Nicotri!!
… la paura mi fa 90… sono daccordo con te, stanno arrivando i troll israelitici e ce li gestiremo come al solito, in questo blog, apparte qualche semplicione ebreo (uno) si respira aria buona…
sempre e quando si cacciano i provocatori prezzolati e abbiamo un Ottimo blogmaster, sono stato un attimo sul blog del povero Goldkorn e dico povero in quanto anche se non amico di Nicotri, non dovrebbe lasciare il suo spazio in mano a delinquenti prezzolati o no, x calunniare un suo collega e blogmaster, non lo conosco, mi auguro che sia un professionista con etica, O mi sbaglio?¿? spero di no, daltronde non tutti gli ebrei nel mondo sono daccordo con gli assassini israelitici e spero che W. Goldkorn, lo sia.
Simpaticamente ti saluto!!!
Faust, cuggino di nicola metta

349 Controcorrente { 17.01.09 alle 21:52 }

Cara Sylvi,
riassumo

1) Non sono ateo ma agnostico , l’ho già detto, ma capisco che nella notte in cui tutti i gatti sono neri è ininfluente ,esttamente per chi pensa che tutti i com..i sono stalinisti.
2)Sono diventato “profondamente” laico,capisco che anche questo è ininfluente.
3)contrariamente a quanto tu affermi , penso invece,che ci capiamo benissimo agli occhi di un osservatore imparziale che distingua il gatto nero da quello bianco anche nelle notti senza luna!
4)Forrest Gump,può dare origine a interpretazioni diverse su questo non c’è dubbio, ma di chiaro ha questo :

a) E’ un diversamente abile,con caratteristiche particolari facilmente riscontrabili in” letteratura”
b)Fa benissimo un sacco di cose ,ma sembrerà incredibile la sua “malattia” gli impedisce di subire nessun processo di alienazione!
c)Esattamente come i “bambini”,questo è il suo limite ,ma anche la sua forza.
e)Se visto in questo quadro è evidente che, anche gli “arcani” si spiegano , Forrest corre perchè ha deciso di correre,forrest va a fare il soldato perchè ha deciso di fare il soldato ect,ect non ci sono perchè particolari…
Da questo punto di vista da un lato è il perfetto “prototipo” di quello che “una certa società “vorrebbe di tutti gli invidui (ci siamo capiti non è vero Sylvi), dall’altro il suo comportamento mette in crisi quelli che si fanno dei “perchè”,sia quelli che li hanno accantonati,per diventare quasi simili a ho detto “simili” non uguali ,poichè forrest ama,come un bambino e il suo è un amore come quello dei bambini ,puro e disinteressato.
f)Gli altri quelli che “non c’è la fanno”finiscono per morire o diventare più “pazzi” di lui..anche se non riconosciuti, ovvero ..all’amerikana si direbbero solo perdenti…
g)forrest è intelligente ,certo asuo modo ,come in molte altre cose in cui riesce meglio dei “normali ,l’imprenditore ” per esempio
h)Forrest è manipolato?Certo Sylvi, ma chi non è manipolato ?
forrest però non manipola,…e quando va sulla tomba della ragazza “madre del figlio” dice le stesse cose che direbbero molti di noi..
Infine chi manipola, a volte diventa schiavo di un processo di “automanipolazione”…scambia effetti con cause , idee e tradizioni con dogmi,…
Non è vero Sylvi ..sono convinto che ci siamo capiti benissimo ,come sempre…

cc

350 Pino Nicotri { 17.01.09 alle 22:08 }

x TUTTI: il signor P. falsifica la firma di Faust

Questi i dati postali del singor P che ha inviato due post a Pietro Falco firmandoli in modo fraudolento:

rgName: SoftLayer Technologies Inc.
OrgID: SOFTL
Address: 1950 N Stemmons Freeway
City: Dallas
StateProv: TX
PostalCode: 75207
Country: US

ReferralServer: rwhois://rwhois.softlayer.com:4321

NetRange: 208.43.0.0 – 208.43.255.255
CIDR: 208.43.0.0/16
OriginAS: AS36351
NetName: SOFTLAYER-NETBLOCK-4-6
NetHandle: NET-208-43-0-0-1
Parent: NET-208-0-0-0-0
NetType: Direct Allocation
NameServer: NS1.SOFTLAYER.COM
NameServer: NS2.SOFTLAYER.COM
Comment:
RegDate: 2008-04-22
Updated: 2008-04-22
———————————–
(IP: 192.251.226.205 , anonymizer.blutmagie.de)

351 Pino Nicotri { 17.01.09 alle 22:10 }

x TUTTI

I due post del signor P li ho cancellati. D’ora in poi mi riservo di cancellare tutti i post comunque disonestamente fuorivianti o umanamente rivoltanti come per esempi quelli di chi se la ride sui morti ammazzati altrui.
pino nicotri

352 Israeliani scellerati. Ma è una novità? { 17.01.09 alle 22:24 }

08:23 Colpita scuola Onu, morti due bambini
Sono almeno due le persone rimaste uccise – due fratellini -, nella scuola gestita dall’Onu colpita da una cannonata israeliana a Beit Lahiya, nel nord della Striscia di Gaza. Un primo bilancio, poi corretto, riferiva di sei morti. Lo ha riferito il portavoce dell’Unrwa, l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi. Nella scuola al momento dell’attacco c’erano 1.600 persone che cercavano riparo.

19:43 Ban Ki-Moon condanna bombardamento scuola Unrwa
Il Segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon, ha condannato lo “scellerato” bombardamento israeliano sulla scuola gestita dall’Unrwa, l’agenzia delle Nazioni Unite per i palestinesi, avvenuto a Beit Lahiya. “Un’altra scuola dell’Onu è stata colpita dall’esercito israeliano, ore dopo che un’altra struttura a Beit Lahiya, dove avevano trovato riparo 1.600 persone, era stata colpita

353 Israeliani scellerati e massacratorii. { 17.01.09 alle 22:27 }

12:02 Bilancio vittime: 1200 palestinesi uccisi

Secondo un bilancio aggiornato diffuso dal quotidiano francese Le Figaro, l’offensiva israeliana contro la Striscia di Gaza ha fatto a tutt’oggi 1200 morti palestinesi. Tra questi sono da contare 410 bambini e 100 donne (oltre a 5285 feriti). Secondo il centro palestinese per i diritti dell’uomo di Gaza il 65% delle vittime sono civili.
Da aggiungere le migliaia di mutilati e storpiati più le centinaia di morti in seguito a ferite e malattie che si verificheranno in seguito, ma che non verranno conteggiati nelle statistiche ufficiali

354 Perfino a qualche giornalista Usa il mostro Tzipi Livni fa rivoltare lo stomaco { 17.01.09 alle 22:28 }

11:59 Livni contestata da giornalisti Usa

Il ministro degli esteri israeliano, Tzipi Livni, è rimasta sorpresa ieri notte da alcuni giornalisti che le hanno rivolto pesanti accuse e l’hanno bollata come “terrorista” per l’offensiva militare nella striscia di gaza. Lo scrivono i quotidiani Haaretz e Yediot Ahronot.
Il fuori programma è avvenuto al circolo della stampa di Washington, dove Livni ha sottoscritto un accordo di cooperazione con il segretario di Stato degli Stati Uniti, Condoleezza Rice, finalizzato alla prevenzione del contrabbando di armi dall’Iran ad Hamas. Uno dei giornalisti ha dato della “terrorista” a Livni e si è lamentato perchè lo stato ebraico sta impedendo ai giornalisti di coprire l’offensiva militare a Gaza. “Cos’è, siete come lo Zimbabwe?”, ha detto un’altra donna al ministro degli Esteri israeliano. Ci sono stati attimi di tensione quando la scorta della Livni è sembrata sul punto di intervenire perchè una persona, che non si era presentata, ha iniziato ad accusare Israele per la morte di civili innocenti. Malgrado l’imprevisto, il ministro degli esteri dello stato ebraico ha mantenuto la calma e ha ribadito le tradizionali posizioni del Paese.

355 La pulizia etnica prosegue { 17.01.09 alle 22:29 }

14:47 Oltre 4.000 edifici residenziali distrutti

Si calcolano in oltre 4.000 gli edifici residenziali distrutti o pesantemente danneggiati nella Striscia di Gaza nei 22 giorni trascorsi dall’avvio dell’offensiva militare di Israele contro il territorio controllato da Hamas. Lo riferisce oggi l’Ufficio centrale di statistiche palestinese, dando conto pure dei danni subiti da strutture pubbliche ed economiche e stimando in quasi mezzo miliardo di dollari (476 milioni) i costi economici complessivi di una eventuale ricostruzione e in una cifra analoga quelli per lo sgombero di macerie e gli interventi di prima necessità. Secondo il rapporto, le devastazioni provocate dai raid aerei e dall’artiglieria hanno riguardato anche diverse decine di edifici pubblici, una ventina di moschee, 18 scuole e parte delle infrastrutture per la distribuzione dell’acqua e dell’elettricità nella Striscia.

356 Un altro falso di Repubblica on line: Non si tratta del delinquente israeliano Barak, ma del presidente egiziano Munarak. { 17.01.09 alle 22:31 }

16:35 Leader Ue: “Sostegno a Olmert e Barak”

Silvio Berlusconi, ha inviato oggi una lettera congiunta con il presidente francese Sarkozy, il primo Ministro inglese Brown ed il cancelliere tedesco Merkel al presidente egiziano Mubarak ed al primo ministro israeliano Olmert. Nella lettera – si sostengono gli sforzi dei Governi israeliano ed egiziano per giungere ad un cessate il fuoco duraturo a Gaza e si manifesta la disponibilità ad assumere una serie di misure tese a facilitare il raggiungimento di questo risultato.
————————————-
Non si tratta del delinquente israeliano Barak, ma del presidente egiziano Munarak.

357 AZ Cecina Li { 17.01.09 alle 23:42 }

Cara Sylvi.
Premessa. …. Anche come toscano (trapiantato ma molto ben attecchito)) sono atipico, almeno per le bestemmie, io non bestemmio mai, devo però ammettere che a volte sarei tentato di farlo, non per la bestemmia in se, che ateo sarei se lo facessi, ma per cimentarmi con i miei conterranei che sul tema sfoggiano dei virtuosismi linguistici che raggiungono livelli sublime arte oratoria.
Certo che nessuno mi ha impedito di esternare INDIVIDUALMENTE il mio ateismo, anche perché farlo non sarebbe cosa particolarmente agevole. Che degli atei costruiscano templi ed è assai improbabile, noi dato che Dio non esista in nessun posto lasciamo volentieri a voi la contraddizione di avere la necessità di venerare tra quattro mura un dio che “è in cielo in terra ed in ogni luogo.
Ma tornando a quella che era l’origine della discussione, si parlava del fatto che è stato PROIBITO di esternare pubblicamente su una fiancata di un autobus una convinzione degli atei, ansi la base del loro modo di pensare, la scritta “Dio non esiste”. Dove sta la mancanza di rispetto e soprattutto dové la sempre citata, e spesso a sproposito, reciprocità se, di due modi antitetici di concepire l’universo mondo, uno e libero di esternare la sua visione in mille modi concreti, visivi, sonori (a volte anche grotteschi) e all’altro si nega anche una semplice scritta su bus. Siamo al vecchio adagio … ma qualcuno è più uguale!!!
Poi saltano fuori i “i Gay pride” le preghiere, abusive in piazza Duomo, manco fossero le borse finto Prada e poi l’immancabile Stalin che è come Albano al festival. ….. ma che c’azzeccano????
Tanto per precisare, il tuo attribuirmi l’intenzione di emulare ex seminarista Stalin, il ciacchero con i baffi che, ben prima delle “TUE” chiese aveva chiuso i “MIEI” soviet degli operai e dei contadini, questo si che è letteralmente bestemmiare.
Sono sinceramente dispiaciuto, che l’arguta, espiritosa Sylvi, con cui condivido molte cose come l’amore per le semplici cose della cultura contadino, che su molti temi si dimostra aperta al confronto aperto anche se dialettico, ad un certo punto su alcune cose si chiuda a riccio o svicola zigzagando, sembra di aver a che fare con due persone diverse a volte nello stesso post.

Antonio - – - antonio.zaimbri@tiscali.i

PS. Non intervengo sul massacro di Gaza solo per evitare denunce per apologia di reato e altre noie a Pino.

358 ENNESIMA PROVA CHE SONO SOLO CRIMINALI: sparano senza motivo anche all'inviato del Corriere della Sera! { 17.01.09 alle 23:48 }

Sotto il fuoco dei mitra israeliani nella terra di nessuno della Striscia. Decine di proiettili colpiscono l’automobile e ci sfiorano

NETZARIM (Gaza) — C’è, nel mezzo della striscia di Gaza, un’area larga meno di un chilometro che da un paio di settimane è stata per lo più chiusa dagli israeliani al passaggio dei palestinesi. Corre dal confine con Israele sino al mare per circa 10 chilometri e combacia con i resti della vecchia colonia ebraica di Netzarim, evacuata da Israele assieme a tutti gli altri insediamenti della regione il 10 settembre 2005. Divide Gaza in due. Non ha leggi precise. Talvolta si passa senza problemi e in un altro momento ti sparano contro.

Ieri abbiamo cercato di passare attraverso questa regione. Senza riuscirci. Partiamo verso le quindici, con l’autista e il traduttore palestinesi, da Khan Yunis direzione Gaza city centro. Sono una ventina di chilometri. Sappiamo che i giornalisti qui non sono graditi da Gerusalemme. Ma prima della partenza chiamiamo Daniel Seaman, il direttore dell’Ufficio Stampa, il quale indirizza ad Avital, addetta ai media dell’esercito. E la risposta è abbastanza chiara: «Noi non possiamo garantire la vostra incolumità al cento per cento. E’ regione di guerra. Ma abbiamo avvisato i comandi, che hanno avvertito le unità sul posto. Diteci il percorso, tipo di mezzo e orari». E così avviene. La nostra Mercedes scassata è color amaranto, ci dicono che non servono le insegne della stampa. Il percorso che segnaliamo è quello che segue Salahaddin, la provinciale che passa per l’incrocio di Netzarim sul lato orientale. Pochi minuti percorsi lentamente, dopo i campi profughi di Dir El Balah e Al Bureij. La strada è vuota, attorno la case sono devastate dalle bombe, ogni tanto passa sulla nostra testa un proiettile di tank che finisce verso Gaza. Brucia un bidone dell’acqua in plastica situato sul tetto di un palazzo ridotto a gruviera. In questa zona, sapremo dopo, è appena stata sterminata una famiglia: mamma e 5 bambini dai 7 ai 12 anni.

Improvvisamente davanti alla Mercedes una barricata di terra e sassi sbarra la via. Le prime case di Gaza sono forse a 200 metri. Sulla destra, appostati su un terrapieno distante un’ottantina di metri, si vedono gli elmetti dei soldati israeliani coperti di foglie mimetiche. Sono i primi che incontriamo da quattro giorni a Gaza. Usciamo dall’auto e in ebraico e inglese urliamo: «Itonaiim, itonaiim italkim, press, stampa italiana». E’ un attimo. Loro rispondono a mitragliate alzo zero. Colpi secchi, mirati per uccidere, colpiscono le portiere, i finestrini laterali, che vanno in frantumi assieme al lunotto posteriore. Tre proiettili entrano dal tetto e si conficcano nei sedili, altri passano il baule. Altri ci sfiorano alla testa e al torace per pochi centimetri. Tra le dieci e le quindici pallottole colpiscono la Mercedes. Noi ci buttiamo a terra. Urliamo. E urliamo ancora terrorizzati, sorpresi, sbalorditi. Autista e traduttore, entrambi sui 25 anni, si sentono traditi e gridano: «L’avevamo detto noi che degli israeliani non ci si può fidare». Le mitragliate continuano, si mischiano al rombo delle cannonate sull’intera zona. I tank sparano dalla regione di confine con Israele verso le zone abitate lungo la fascia costiera. Un paio di abitazioni prendono fuoco.

Ogni tanto urliamo da dietro una duna di terriccio verso la postazione israeliana, loro rispondono a mitragliate che si infrangono un paio di metri da noi. La Mercedes resta immobile, vuota in mezzo alla strada, il motore ancora acceso. Poi avviene qualche cosa di strano. Per telefono Avital dice che possiamo andarcene, salire in auto e tornare a Khan Yunis. «L’unità è stata avvisata, non vi spareranno», assicura. Con mossa rapida si fa manovra per tornare indietro. Ma sono trascorsi forse cinque secondi e i colpi riprendono più fitti di prima. L’auto è colpita ancora al tetto, sul cofano. Ci ributtiamo a terra. Ancora chiamiamo Avital. «Non so. Non capisco, occorre che l’ordine arrivi dai comandi superiori alla pattuglia avanzata», dice preoccupata. L’incubo delle burocrazie militari. Ma anche, per una volta, capire le paure palestinesi. Il trovarsi di fronte a fucili che sparano e sparano, anche se pensi di non essere un obbiettivo, che a te non possono fare male perché sei ovviamente un civile. Alla fine, sono le cinque del pomeriggio, comincia a imbrunire, Avital sempre per telefono ci dice di sventolare le nostre giacche. «Loro vi segnaleranno che potete andare ». E così avviene. Via, via di corsa verso Khan Yunis. Avital chiama per sincerarsi che ce l’abbiamo fatta. Nel campo profughi palestinese siamo accolti in trionfo. «Sahafi shahid» (giornalista martire), dicono ridendo. Per una volta anche un occidentale ha provato quello che provano loro, sulla sua pelle.

Lorenzo Cremonesi
17 gennaio 2009

359 Faust x Avviso ai bloghisti di arruotalibera { 17.01.09 alle 23:52 }

… … nel blog dellEspresso di Wlodek Goldkorn, si denigra e calunnia l amico e blogmaster Pino Nicotri ed di alcuni blogghisti, come Marco e Uroburo, oltre ad AZ, Faust e suo cuggino CocoLoco…

SABOTAGGIO?¿? non permettiamo questo sfregio alla cultura e all informazione che ci garantisce il ns. blogmaster

SOSTENIAMO PINO NICOTRI E DIFENDIAMO IL NS. BLOG!!!
Grazie amici!!!
Faust, cuggino di nicola metta

Ps.: x brevita, dora in ppoi, solo Faust. x tacciare la bocca di sciacalli in fuga dal manicomio criminale… ho firmato con le mie generalita… se x caso… sono qqui… non aggiungo mio indirizzo, sarebbe inutile, nel caso qualche simpaticone vuol venire a trovarmi, se sono SSecret Intelligens… non dovrebbe essergli difficile trovarmi… se no cche mossad è?¿? 1200 assassinati e 4000 storpiati e menomati a vita… israele VERGOGNATI!!!
F.

360 Sylvi { 18.01.09 alle 0:21 }

caro cc,

c’è chi non si pone problemi e vive felice (forse).
C’è chi se li pone e fa il Don Chisciotte contro i mulini:
C’è anche chi, impotente, impreca.
C’è chi si agita senza costrutto.
C’è chi sogna la rivoluzione che lavi i mali del mondo.
C’è chi sta nelle disgrazie altrui come il topo nel formaggio.
C’è chi cura il suo noce, conscio che non può curare tutti quelli del mondo.
C’è chi fa della demagogia, scambiandola per democrazia.
C’è chi scrive le regole per poterle aggirare.
C’è chi porta il suo secchiello di sabbia per fare la spiaggia, sperando di trovare molti compagni.
C’è chi si abbatte e non si rialza e altri che,invece, si rialzano prontamente.
C’è chi vede lontano e programma il futuro.
C’è chi non vede e non programma, ma combatte strenuamente .
C’è chi si mimetizza….
Ci sono i bambini…

Poi ci stanno quelli che hanno Potere !!!!

Buonanotte sylvi

361 Anita { 18.01.09 alle 0:35 }
362 Vox { 18.01.09 alle 0:40 }

Il post 336 mi sembra un falso. Difficilmente un musulmano userebbe un linguaggio del genere e sosterrebbe Israele in questo modo smaccato, specialmente in questo frangente.

363 Anita { 18.01.09 alle 0:53 }

Sorry, il Video non si apre su questo forum. (362)
~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~
x VOX
RE: 336
Se clicca sul nome si apre un website:
Assemblea Musulmana
d’Italia
(A.M.d’I.)

Cosa facile da fare….basta inserire il link su: name o su website, appare in blue.
Anita

364 Pino Nicotri { 18.01.09 alle 1:02 }

Ricevo e volentieri posto:

Gli aquiloni di Gaza
di Ettore Masina

Vi sono momenti in cui la storia e il vangelo si incrociano e pare si confermino a vicenda. Il 28 dicembre di ogni anno la Chiesa rilegge la pagina del Nuovo Testamento in cui si racconta della strage di bambini di Betlemme ordinata da Erode. La Chiesa definisce quei piccoli con il nome di Santi Martiri Innocenti. In realtà si tratta di un racconto midrashico, cioè simbolico: nessun testo storico registra un avvenimento del genere nella Palestina di quel tempo. Adesso questo avvenimento e il nome che lo descrive sono diventati realtà: proprio a partire dagli ultimi giorni del dicembre scorso e proprio in Palestina, decine e decine di bambini vengono uccisi, non da sgherri assatanati ma da un esercito fra i più potenti della Terra con generali, bandiere, ferrea disciplina, minuziosi piani di battaglia.
Perché Santi e Martiri quei bambini di Betlemme coetanei del Signore? La liturgia risponde con una formula che a me pare stupenda: martiri e dunque santi perché non loquendo sed moriendo confessi sunt, perché non con parole ma con la morte hanno testimoniato il Cristo. Così, una volta di più, la riflessione evangelica coglie il nesso intimo fra il Salvatore e i più poveri dei poveri: il loro destino, la loro storia ignorata dai libri, persino la storia effimera (di pochi giorni, mesi o anni) dei piccini uccisi dalla violenza degli adulti sono storia sacra, inscritta nel mistero della croce. Qualcuno mi ha detto tempo fa che nelle icone ortodosse dell’Epifania la culla di Gesù bambino ha la forma di una bara. (Ma le notizie che arrivano da Gaza mentre scrivo, il 6 gennaio, dicono che la popolazione non riesce più a seppellire i suoi morti).
Non con le parole ma con la morte testimoniano la realtà tutti i piccoli schiantati dalla nostra follìa o dalla nostra inerzia. Siano i bambini violati dai “turisti del sesso” o quelli schiacciati dalle fatiche di certi lavori “minorili”, le creaturine vietnamite che nascono deformi a causa dei defolianti disseminati dagli americani durante la guerra; o siano i ragazzini-soldati di certe aree africane o quelli uccisi, mutilati o psichicamente straziati dai conflitti, come i piccoli afghani e congolesi e sudanesi, quelli israeliani assassinati dai terroristi o, adesso, quelli massacrati dall’esercito israeliano, le vittime infantili del nostro tempo testimoniano che il male distende le sue ali di tenebra in tutte le epoche e i luoghi, e può insediarsi nel cuore di ogni uomo. I bambini violati e uccisi accompagnano con le loro ombre il nostro cammino e vanificano con i loro lamenti o i loro insanguinati silenzi la nostra pretesa di essere autori di una civiltà sempre più “umana”: giusta, cioè, libera, generosa. E tenera.
Credo fermamente che nessuno di noi possa “chiamarsi fuori” da queste realtà planetarie, che legami più o meno visibili ci saldino ai mali del nostro tempo e che non sia possibile uscire dalla nostra inevitabile condizione di carnefici (o, almeno, di favoreggiatori di carnefici) se non cercando di cogliere in tutta la sua valenza le nostre responsabilità. Credo, cioè, che innanzi tutto il nostro dovere non sia soltanto di piangere le piccole vittime ma di conoscere le condizioni storiche che le hanno crocifisse, per vedere se non sia possibile da parte nostra qualche intervento per un mutamento della realtà.

SEGUE SU:
http://www.ettoremasina.it/testi/Lettere/L138gen09.html

Ma voglio postare anche le ultime parole di questa interessantissima lettera:
” E però noi non possiamo richiedere coraggio soltanto ai governanti. Decine di riservisti israeliani in questo momento si stanno trasformando in refuznik, obiettori di coscienza, che per questo saranno incarcerati. Non vogliamo assomigliargli almeno un poco? Davvero ci terrorizza la probabilità di essere definiti “amici di Hamas”?”.
Ettore Masina

365 Pino Nicotri { 18.01.09 alle 1:08 }

Cancello il post 336 perché postato da un tizio di Roma che ho bannato e non voglio neppure nominare.
pino nicotri

366 AZ Cecina Li { 18.01.09 alle 1:09 }

Il messaggio 236 è la copia di un postato dal lurido ciacchero huato van ghetz, sul blog espresso ” Contaminazioni” di Wlodek Goldkorn.

Si tratta del solito falso del solito falsario che ben conosciamo.

Come già detto spiegandone i motivi sono decisamente contrario, in linea di massima, al boicottaggio dei negozi degli ebrei. Ma si possono sempre fare eccezioni, in un caso specifico di via Costanzo Cloro gestito da un viscido individuo dedito alle falsificazioni

Antonio - – - antonio.zaimbri@tiscali.i

367 Pino Nicotri { 18.01.09 alle 1:16 }

x AZ

Non ammetto si diano indicazioni di indirizzi, che qualche imbecille potrebbe usare pro domo propria. Per fortuna quella via è lunga, perciò è impossibile identificare un esercizio senza specificarne il nome o il numero civico.
Lasciamo certi comportamenti a chi preferisce essere merdoso. E gioisce del sangue altrui innocente.
pino nicotri

368 Faust x ... x capire ¿¿?¿? dal Tg3... { 18.01.09 alle 1:38 }

… dunquedunque: un centro di asilo x visitatori della SINAGOGA di …. il gestore del centro (due serrande con vetrina) il responsabile del negozio, si accorge al mattino (oggi sabato, quindi gli ebrei non lavorano) di una bomboletta di gas e della carta bruciata, nellintercapedine fra la serranda (a maglie..) e la vetrina, se ne torna a casa ed aspetta la sera x denunciare alle autorita di polizia, del ritrovamento del mattino…

mi vengono spontanee alcune addizioni e sottrazioni… Cosa sara veramente successo?¿?
…la faccenda mi incuriosisce…. e il mistero sinfittisce!!

….. forse ddio è in semicoma x overdose di manifestazioni di immenso affetto e amore dei suoi adepti… certo cche è un ddio con i coglioni fumanti… ma xcchi delle tre religioni è ello è il Re… il DDIO x 3 o diviso 3 … ppoi… fossero almeno popoli decenti, Onesti, Pacifici, Solidali, Fratelli…. ma come il lloro ddio, il ddio dei coltelli… e dei sacrifici x la gloria di isdraele…. nevvero?¿? chi mette il coltello non vuole pagare la merce…. saccontenta di un % …. chiaramente dai tre adepti… tanto il copyrigt del marchio, diverso fra i tre… èssuo… diciamo tre contribuenti, cche portano Orii et Odii a ello, il ddio!!!
… mica scemo quello cche ha scritto il copione di questa truffa divinizata…
…come dice Pino, mah!
Faust

369 Faust x AZ e Pino... x capire ¿¿?¿? dal Tg3... { 18.01.09 alle 2:01 }

Oh!! ragazzi ho letto ora i vostri post, come al solito dopo aver inviato il mio…. non sso in cche citta è successo il fatto… dovrebbe essere Roma… ho visto solo la fine del servizio Tv… ddeee!!! ocche vvoi sapete qualcosa?¿? del negozio vicino alla Sinagoga… di ppiu non sso!!! lha detto il Tg3 ed io lho postata immediatamente dopo averla vista in Tv.
Voglio dire vvvabbe che il virus mi sta come mi è sempre stato sui cojoni… ma cche gli facciano del male, mi dispiacerebbe…. magari come a raccamin… gli dispiace dei brandelli di bambini… corpicini fosforati figli dei suoi nemici… lho detto se dio non esiste, ci penseranno i vermi a castigarli, ma se esiste è come i suoi adepti…
Faust

… nientaltro che salutarvi e cechero di sapere di ppiu sul fatto “attentato” ma come?¿? il proprietario, non deve aprire il negozio xcche sabato, ma dichiara di averlo visto (lordigno (sic) una bomboletta da campeggio con una miccia di carta.. cosi mi è sembrato di capire, ed il commentarista diceva che è stata ppiu una provocazione che un attentato, in quanto “lordigno” non avrebbe potuto esplodere ed anche se… non avrebbe fatto danni di rilievo…. dunquedunque… non deve andare a lavorare xcche sabato… ma ci va… vede… e se ne torna accasa…mah!!?¿

370 AZ Cecina Li { 18.01.09 alle 2:01 }

Caro Pino

Tempo fa parlando con un amico mi diceva che a Roma è bella non solo a V. Fori Imperiali, ci sono sono anche strade di media lunghezza come Via Terni e di soli 100 m, come altre. .
Quando la stagione migliora ho proprio voglia portare mia moglie a fare una bella gita a Roma di tre o quattro giorni , ma non nei soliti siti turistici, vorrei girando un po’ per le stradine dove si possono fare scoperte e incontri interessanti.

Domani sveglia prima delle sette trasferta per le campestri perciò, Buona notte a tutti.

Antonio - – - antonio.zaimbri@tiscali.i

371 Contro la barbarie la non violenza { 18.01.09 alle 2:16 }

di Giovanni Sarubbi
Sugli attacchi israeliani alla striscia di Gaza

L’attacco di Israele contro la striscia di Gaza è l’ennesima barbarie di una guerra che dura da 60anni. Sessant’anni sono per qualsiasi uomo un tempo enorme, quasi un’intera vita. Rimanere in guerra per così lungo tempo stravolge completamente la vita, fa perdere qualsiasi umanità, distrugge qualsiasi possibilità di ritornare ad una vita pacifica in tempi ragionevoli. Troppi lutti e dolori ci sono stati per pensare che essi non abbiano strascichi duraturi. Ogni guerra getta le basi per quella successiva, per le vendette e le contro vendette in una spirale senza fine. E’ ora di dire basta, di fermare tutti gli eserciti, di deporre le armi, di cercare l’incontro con l’altro popolo.
Non è umano chi bombarda indiscriminatamente le città. Al momento in cui scriviamo le agenzie parlano di oltre 200 morti e quasi mille feriti gravi. E fra queste vittime innocenti centinaia sono i bambini. Che umanità è quella che distrugge i bambini? Può dirsi civile e democratico un paese che fa strage di bambini?
Ci chiediamo come sia possibile continuare in questo modo. Come sia possibile pensare, con i moderni mezzi di distruzione di massa, di condurre una guerra e vincerla, visto che questi mezzi di distruzione inquinano irrimediabilmente il terreno, l’aria, le acque che vengono colpite.
Le guerre sono tutte assassine, ma distruggere e rendere inutilizzabile per le generazioni future persino quello che potrebbe essere il bottino della guerra non è solo una cosa criminale, ma è anche una grande stupidità. E’ noto, infatti, che Israele ha usato e continua ad usare nuove e sofisticate armi che inquinano e distruggono in modo mai visto finora. Qual è l’obiettivo, quello di desertificare la striscia di Gaza, distruggere i suoi abitanti e renderla inabitabile per i prossimi mille anni? E a che cosa serve una simile mostruosità?
Lo Stato di Israele è nato 60 anni fa per dare una patria agli ebrei perseguitati dall’occidente cristiano. A distanza di 60 anni si può ben dire che quel progetto non solo era una follia per come è stato realizzato e per l’ideologia che lo ha ispirato, ma esso è completamente fallito e la strage odierna ne è l’ennesima conferma. Che Stato è quello che è costretto ad essere perennemente in guerra con i suoi vicini o con una parte consistente dei suoi abitanti? Quale pace e quale sicurezza può garantire un simile stato ai propri cittadini che vengono per di più da una storia bi millenaria di persecuzioni? Nessuna!
Non ci vuole una grande intelligenza per capire che perseguendo su una strada sbagliata non possono esserci che errori su errori. E la strada della violenza e delle guerre preventive non porta da nessuna parte.
Chiediamo quindi a gran voce la cessazione di qualsiasi azione militare, il ritiro di tutte le truppe e il loro disarmo e l’apertura immediata di negoziati di pace. Chiediamo anche che la popolazione della striscia di Gaza venga aiutata ad uscire dalla situazione drammatica nella quale si trova.
Ma un’altra cosa crediamo sia necessario fare. Fino a quando si risponderà alla guerra con la guerra questa non avrà mai fine. C’è bisogno di dare una risposta nonviolenta alla guerra. E la risposta nonviolenta la possono dare solo i popoli in prima persona quando si muovono tutt’insieme per incontrare gli altri popoli con i quali si sta combattendo, per mettere i propri occhi negli occhi del “nemico” che è l’unico modo per scoprire in loro il volto del proprio fratello.
Ma altrettanto importante è una corretta informazione di quanto avviene in quelle terre ben sapendo che ogni falsità conduce solo a nuove violenze e a nuove guerre.
Solo la nonviolenza potrà salvare il Medio Oriente e l’umanità.
Sabato 27 Dicembre,2008 Ore: 23:09

«Il Dialogo – Periodico di Monteforte Irpino»
Prima Pagina/Home Page: http://www.ildialogo.org
Direttore Responsabile: Giovanni Sarubbi
Registrazione Tribunale di Avellino n.337 del 5.3.1996

372 Sheyk Palazzi e la cosiddetta ASSOCIAZIONE MUSULMANI ITALIANI sono da evitare come la peste! { 18.01.09 alle 2:19 }

Dialogo fra le fedi
Stupore
Non può esserci dialogo con i provocatori ed i fomentatori di divisione
di Hamza Picardo,
segretario generale dell’Ucoii (Unione delle comunità ed organizzazioni islamiche in Italia)

Dal dott. Hamza Piccardo, segretario generale dell’Ucoii (Unione delle comunità ed organizzazioni islamiche in Italia, riceviamo la seguente segnalazione che facciamo nostra e su cui invitiamo i nostri lettori a prendere posizione inviando email ai seguenti indirizzi:
web@chiesacattolica.it;
web@progettoculturale.it;
ORNET@OSSROM.VA;
islam@cadr.it;
incroci@diocesi.milano.it;
direttore@avvenire.it.

Cari amici,
siamo oltremodo stupiti che personaggi che si permettono di insultare il Pontefice in modo tanto volgare possano essere invitati a parlare di dialogo e, credeteci, saremmo davvero tristi che un uomo come il cardinal Martini, che stimiamo sinceramente si trovi a fianco ad un noto provocatore.
Con viva cordialità
Hamza Piccardo

Di seguito i motivi di questa presa di posizione dell’UCOII

Tra i relatori spicca il sig. Palazzi, noto millantatore, a capo di una cosiddetta ASSOCIAZIONE MUSULMANI ITALIANI, che non ha neppure una sede fisica e imperversa su Internet giocando sul virtuale.

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373 Pino Nicotri { 18.01.09 alle 9:52 }

Non essendo uno “zingaro” né un “marocchino di merda”, dell’automobilista che ha fatto questa “piccola” strage non si dà il nome in pasto ai giornali. Per ora resta anonimo.
Poi lo chiamano giornalismo…..
p. n.
———————-
Maria Carmela Sgrò e il marito stava aiutando le vittime di un altro incidente
Vani i tentativi dei medici di salvare almeno una delle creature che portava in grembo
Donna incinta di due gemelli
travolta e uccisa nell’Agrigentino
di FABIO RUSSELLO

AGRIGENTO – Tragico incidente stradale questa sera lungo la Strada Statale 115, in contrada Makauda, tra Sciacca e Ribera. La vittima è una donna di 33 anni di Ribera, Maria Carmela Sgrò, incinta al settimo mese di due gemellini, anche loro morti, nonostante il disperato tentativo di salvarli. La donna è stata falciata mentre stava cercando, insieme al marito, Santo Pinella di 40 anni anche lui di Ribera, di soccorrere altri automobilisti che poco prima avevano avuto un incidente.

La coppia è stata travolta da un’altra auto, una Rover, che stava sopraggiungendo. La donna, già morta, è stata trasportata all’ospedale Giovanni Paolo II di Sciacca dove i medici hanno disperatamente cercato fino all’ultimo di salvare le due creature che portava in grembo. Ma tutti gli sforzi del personale sanitario sono stati vani.

Alla guida dell’auto che ha travolto Maria Carmela Sgrò c’era un giovane di 25 anni. E’ in stato di choc ed è a disposizione dei carabinieri di Sciacca che stanno conducendo le indagini per stabilire la dinamica dell’incidente.

374 Giornalismo o analfabetismo? { 18.01.09 alle 10:08 }

Caro Nicotri, leggo nel suo post numero 373 un articolo di tale Fabio Russello nel cui sommario prima del titolo (si dice “occhiello”?) si legge: “Maria Carmela Sgrò e il marito stava aiutando…”.
I soggetti sono due, la signora e il marito, ma il verbo “stava” è al singolare anziché al plurale. Ormai nel Belpaese è andata in vacca anche la lingua italiana.
Dante&Manzoni

375 Sheyk Palazzi e la cosiddetta ASSOCIAZIONE MUSULMANI ITALIANI sono da evitare come la peste! { 18.01.09 alle 10:08 }

x Nicotri 373

Ovviamente l’automobilista pluriassassino è palestinse. Di Hamas! Un kamikaze, che voleva compiere una strage suicida. Ma voi giornalisti non vi vergognate mai?
Woody Allen

376 Pino Nicotri { 18.01.09 alle 11:02 }

http://blog.mondediplo.net/-Nouvelles-d-Orient-

Ho postato qui sopra il link del sito dell’intellettuale francese Alain Gresh, direttore aggiunto della rivista “Monde diplomatique” e specialista del Medio Oriente. Gresh è autore di libri – alcuni pubblicati in Italia da Einaudi – anche sulla Palestina e la politica di Israele, e il suo sito tra l’altro riassume e smonta le balle contro Gaza e i palestinesi a cominciare da quelle a getto continuo del filosofo-fighetto Bernard-Henri-Levy, tanto caro al Corriere della Sera e a invasate come Fiamma Nierenstein, la piccola Oriana Fallaci da kibbutz sempre avvolta nella bandiera israeliana e portata in parlamento – italiano – da Berlusconi. Vi riporto qui l’inizio dell’articolo che fa polpette delle menzogne e idiozie di Levy, il resto lo potete leggere cliccando sul link specifico riportato in basso.
Buona lettura.
pino nicotri
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Libérer les Palestiniens des mensonges de Bernard-Henri Lévy
samedi 10 janvier 2009, par Alain Gresh

Il manquait encore sa voix dans le débat. Il vient enfin de s’exprimer dans un texte exemplaire paru dans Le Point, « Libérer les Palestiniens du Hamas ». Exemplaire ? oui, car, comme celui d’André Glucksmann, il résume tous les mensonges, toute la mauvaise foi de ceux qui pensent que, au-delà de telle ou telle erreur, la politique d’Israël doit être défendue contre ses ennemis, contre les barbares qui menacent de le submerger. Ce bloc-note mérite donc une analyse de texte détaillée (je mets en gras les citations de BHL).
http://blog.mondediplo.net/2009-01-10-Liberer-les-Palestiniens-des-mensonges-de-Bernard

377 Pino Nicotri { 18.01.09 alle 11:27 }

Per disinfettarsi dagli imbecilli e mascalzoni di casa nostra, compresi gli esegeti dello scazzo Lucia Annunziata Santoro, vi propongo quanto segue, che potrete approfondire su http://www.democracynow.org/2009/1/14/leading_israeli_scholar_avi_shlaim_israel . Da notare che Avi Shlaim, professore di relazioni internazionali alla Università di Oxford ha servito nell’esercito israeliano negli anni sessanta ed è considerato uno di maggiori studiosi al mondo del conflitto arabo-israeliano. Altro che le porcherie servite in tavola e in tv dai nostri boss “grandi firme” e i virus immessi in continuazione dagli zelanti “amici” di Israele.
pino nicotri
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Quanto sta accadendo da ventidue giorni a Gaza è indicibile, ma è anche guerra dei media. La filiale locale della Lobby filo israeliana si è scatenata per ventiquattro ore sulle miserie della nostra informazione televisiva. I peones politici italiani si son dati da fare, da par loro, seminando ulteriore indignazione prezzolata e sostenendo le veline di regime. Ma mentre sui nostri monitor impazzano le sintesi storiche da rotocalco, i proclami di esperti avariati e il pollaio mediatico, altrove emittenti di più accurata fattura e ben altro livello – ma anche fonti indipendenti con mezzi assai più esigui – diffondono il pensiero dei maggiori studiosi della questione palestinese. Di esempi, dalla BBC in giù, ce ne sono a bizzeffe. E’ di tutta evidenza che la vergogna non alberga nelle menti, men che meno negli animi, dei molti capintesta istituzionali, dei frequentatori professionisti e dei censori per vocazione che fanno capolino nei nostri media o imbrattano la carta stampata per fornire una versione edulcorata dei crimini di questi giorni.
Sull’episodio mediatico – di una pochezza annunziata – cui si è fatto riferimento, si sono esercitate centinaia di testate in queste ore italiane e si è crogiolata la schiuma politica del bel paese (trascurando con malcelato sollievo la storia, i fatti e la disperazione di quei luoghi). Non merita che il silenzio.
Di seguito trascrivo invece un breve intervento di Avi Shlaim (Professore di relazioni internazionali alla Oxford University), che ha servito nell’esercito israeliano negli anni sessanta ed è considerato uno di maggiori studiosi al mondo del conflitto arabo-israeliano, da una lunga intervista filmata rilasciata a “DemocracyNow!” il 14 gennaio scorso ( http://www.democracynow.org/2009/1/14/leading_israeli_scholar_avi_shlaim_israel ). Una sola frase, perché basta poco per capire. E per cominciare non c’è molto altro da sapere. Il resto è sangue e tutti già possono vederlo.
“In una prospettiva storica di lungo periodo comincerei dalla creazione dello stato di Israele nel 1948. Ho scritto un libro -che hai menzionato nell’introduzione- che si intitola Il Muro di Ferro: Israele e il Mondo Arabo (Avi Shlaim, The Iron Wall: Israel and the Arab World). E’ la storia del conflitto arabo-israeliano dal 1948. E’ un libro molto lungo, ma posso riassumerlo in una frase. Lungo i suoi sessant’anni Israele è stato notevolmente restio nell’intraprendere negoziati significativi con le sue controparti arabe per risolvere la disputa tra di essi e sempre troppo disposto a ricorrere alla forza militare per imporre la sua volontà su di essi. L’attuale orribile massacro israeliano della gente di Gaza è l’apice della vecchia politica israeliana di sfuggire alla diplomazia e basarsi sulla forza bruta militare”.
“Israel must be like a mad dog, too dangerous to bother” (Israele deve essere come un cane pazzo, troppo pericoloso da disturbare), ha detto a suo tempo Moshe Dayan. Ma non tutti si rendono conto che il cane, reso pazzo dalla sofferenza e dal lutto mai elaborati, sembra indirizzato dall’odio che ormai lo accompagna, con il sangue ingiustamente reclamato, verso un percorso suicida.

378 Uroburo { 18.01.09 alle 11:46 }

IMPORTANTE PER TUTTI
Cari tutti,
permettetemi una breve annotazione sui messaggi di stamattina.
Questo blog è anonimo se non per coloro che scrivono in chiaro il loro nome, cognome ed indirizzo.
Questi, e sono veramente pochissimi, hanno fatto un’altra scelta, rispettabilissima naturalmente ma che comunque rimane del tutto personale. Io non lo farei mai perché i frequentatori si questo blog sono molto più numerosi di noi che ci conosciamo e perché nel web gira gente assolutamente non raccomandabile. Francamente mi darebbe fastidio di farmi riempire il PC di schifezze da qualche esaltato mascalzone (come abbiamo avuto anche qui in passato).
Io trovavo veramente insopportabile che certi mascalzoni, come il ***/NN, usassero le loro conoscenze, più o meno dirette, per creare difficoltà e fastidi a Faust, cosa valeva ovviamente per chiunque altro. Trovo che quei sistemi, tra il mafioso ed il ricattatorio, non debbano avere diritto di cittadinanza in questo blog.
Allo stesso modo mi dà veramente fastidio che si possa mettere in atto qualunque tipo di accenno che possa permettere l’identificazione di Tizio piuttosto che Caio. Cosa che vale nei confronti di chiunque, qualunque cosa abbia fatto e qualunque sia la sua posizione politica.
Non è necessario dire che Tizio abita in via Costaggiù n.1 per dire che lo si ritiene complice e sostenitore di una politica genocida. E questa nuova conoscenza non aggiungerebbe assolutamente nulla alle mie idee ed alle mie posizioni politiche.
Io penso che si debba rispettare la forma e le regole basali della civile convivenza nei confronti di chiunque, anche se la pensa in modo opposto al nostro. E che il rispetto per la riservatezza debba essere un punto fermo di questo (e di tutti) i blog.
Un cordiale saluto a tutti Uroburo

379 marco tempesta { 18.01.09 alle 11:52 }

Dietro indicazione di Faust, sono andato a verificare sul blog di Goldkorn.
Esistono post a mio nome.
Tengo a ribadire che io non intervengo MAI nei blog dell’Espresso, nè apro più la pagina dell’Espresso e men che mai lo compro, da quando è andato via Nicotri. E’ la mia protesta, chiamiamolo un ‘boicottaggio’ in piccolo. Ognuno deve portare la sua pietra per costruire la parete, dicono a Bisceglie ( anche se da noi, ‘parete’ è maschile: IL parete).

380 marco tempesta { 18.01.09 alle 11:59 }

Esiste un proverbio arabo che dice: “Allah toglie il senno ai popoli che vuole distruggere”.
Credo che il senno lo abbiano perso in più d’uno,tra i popoli qui sulla Terra.

381 Pino Nicotri { 18.01.09 alle 12:01 }

LA PAROLA AGLI ISRAELIANI DI GUSH SHALOM (Blocco per la Pace), organizzazione fondata dall’ex-parlamentare israeliano Uri Avnery.

Dal sito http://zope.gush-shalom.org l’articolo originale in inglese: The war in Gaza – vicious folly of a bankrupt government

Qui la traduzione estratta dalla pagina http://www.confinionline.it/ShowRassegna.aspx?Prog=11476

“La guerra a Gaza, lo spargimento di sangue, le uccisioni, la distruzione e la sofferenza su entrambi i lati del confine sono la perversa follia di un governo in fallimento. Un governo che si è lasciato trascinare da militari avventurieri e da una rozza demagogia nazionalista in una guerra distruttiva e inutile che non darà soluzione ad alcun problema, né per le comunità del sud di Israele sotto una pioggia di missili né per le terribili povertà e sofferenze di Gaza assediata. Il giorno dopo la guerra, rimarranno gli stessi problemi – con l’aggiunta di molte famiglie in lutto, persone ferite e invalide per tutta la vita e di mucchi di macerie e distruzione”.

“L’escalation verso la guerra poteva e doveva essere evitata” – prosegue la nota di Gush Shalom. “A rompere la tregua è stata Israele con l’incursione compiuta in un tunnel nella notte delle elezioni americane due mesi fa. Da allora è stato l’esercito ad accumulare fiamme di escalation con incursioni e uccisioni mirate, ogni volta che il lancio di missili su Israele diminuiva. Il ciclo del massacro potrebbe e dovrebbe essere rotto. Il cessate- il -fuoco può essere ristabilito immediatamente e su basi più solide. È diritto di Israele chiedere la fine totale del lancio di razzi sul suo territorio e i suoi cittadini, ma deve por fine a tutti i suoi attacchi e alla morte per fame del milione e mezzo di abitanti di Gaza, smettendo anche di interferire con il diritto dei palestinesi di scegliersi i loro capi. La dichiarazione di Ehud Barak secondo cui avrebbe sospeso la campagna elettorale per concentrarsi sull’offensiva di Gaza è una barzelletta. La guerra a Gaza è di per sé la campagna elettorale di Barak, un tentativo cinico di comprare i voti con il sangue e le sofferenze di Netivot e Sderot, Gaza e Beit Hanun”.

Contact: Gush Shalom Spokesperson Adam Keller, adam@gush-shalom.org

382 marco tempesta { 18.01.09 alle 12:17 }

per il post 329:
questa, non l’ho proprio capita. Quando il petrolio è aumentato, nei mesi scorsi, quale beneficio ne ha ricevuto il dollaro?
Aumentare il costo del petrolio genera un avvitamento su se stessa di tutta l’economia mondiale ed è dannoso per tutti, proprio perchè i paesi produttori investono il ricavato nell’economia dei paesi consumatori e, crollando l’economia ci perdono i loro soldi al pari degli altri, tant’è che il prezzo del petrolio è nuovamente riabbassato drasticamente.
Non solo, ma un persistente aumento del petrolio fa diventare sempre più competitive le energie alternative, col risultato che alla fine il valore stesso del petrolio verrebbe talmente ridimensionato che dovrebbero distribuirlo a prezzi di realizzo. Non conviene a nessuno.

383 Faust x Uroburo { 18.01.09 alle 12:17 }

Caro Uro, come sempre sono daccordo con quel che pensi, ti ringrazio x la tua difesa. Voglio rimarcare che questi squallidi come il virus e lingegnere brookkolino, ed anche di questo maiale, che onestamente devo dire che mi ha sempre dimostrato, in una o due mail che mi ha inviato, la sua stima x Faust e apparte le schermaglie sul blog, con insulti incorporati… mentre il virus, mi tocca da vicino, in quanto mi calunnia come anche a Pino su altri blog, i due continuano a calunniare Nicotri e altri di questo blog, incluso te r me. Ora ho voluto attirare lattenzione del blog x mettere sotto gli occhi di tutti cosa continuano affare sti due inutili… mi tocca da vicino, il continuo calunniare di un tipo del quale conosciamo come trovarlo a Roma ed altre cosette mooolto infamanti… del gringo terrone, penso di essere lunico di questa sporca storia che ssa come trovare popey… fatto questo che conferma o la cretineria dei due o lincoscenza idiota dei malati in oggetto… e Faust non ha paura a pubblicare le generalita… ma è una scelta mia e rispondo x me, dopo aver superato a suo tempo gli attacchi delinquenziali e fastidiosi da te ricordati, mi sono premunito e sono tranquillo… ho le generalita dei due in questione e sso chi sono i loro familiari… tanto mi basta x sapere di essere coperto, chi di dovere è stato gia messo al corrente x minaccie e calunnia… decidero allabbisogna quali azioni intraprendere… Ti saluto caro amico… ma stai tranquillo sso cosa faccio, al momento li considero due deficenti con problemi in culla.. comunque sso cazzi loro… basta che mi stiano alla larga…
Faust

384 Pino Nicotri { 18.01.09 alle 12:19 }

Questo è puro fascismo. Dieci foto di puro fascismo. Una vergogna per la comunità romana:
http://roma.repubblica.it/multimedia/home/4415488
E questa la didascalia che accompagna le 10 foto degli indecorosi cartelli.

“Al Ghetto presidio e slogan contro Santoro
Mentre per le strade di Roma sfilava il corteo pro-Palestina al Ghetto trecento rappresentanti della comunità ebraica romana e hanno affisso ai muri di via Portico d’Ottavia le bandiere israeliane e un vessillo italiano con una stella di David. Tanti anche i cartelli contro il conduttore di Anno Zero, Michele Santoro: “Santoro servo di Hamas”, “Santoro ti manca solo di bruciare la bandiera di Israele”, “Santoro la tua pace è unilaterale e senza Israele”, “Santoro sta all’Anno Zero, noi al 5769″ e “Santoro è un razzo contro l’informazione”.

Come si vede, si tratta di cartelli che la polizia – sempre presente nel ghetto – avrebbe dovuto sequestrare perché non si può impunemente offendere ed esporre al pubblico ludibrio una persona. Per molto meno ci sono state condanne per diffamazione e anche per calunnia. Ma in Italia, sia sa, le legge è come l’elastico delle mutande…. Non ci lamentiamo poi se qualcuno comincerà a chiedere se il ghetto è territorio italiano o israeliano.

385 marco tempesta { 18.01.09 alle 12:24 }

Io penso che si debba rispettare la forma e le regole basali della civile convivenza nei confronti di chiunque, anche se la pensa in modo opposto al nostro.
——————–
Toh, la civile convivenza di Uro non lo esime dal chiamare ‘testa di caxxo’ o assimilabili, chiunque non la pensi come lui.
Fate ciò che dico io, non fate ciò che faccio io.
Molto ‘religioso’, come concetto. L’ho sempre detto che in Uro alberga l’animo del ‘predicatore’!

386 Pino Nicotri { 18.01.09 alle 12:34 }

x TUTTI, compreso FAUST

Per cortesia, qui niente indirizzi o cose simili. Se c’è qualche mascalzone che compie porcherie, e sappiamo bene che ci sono, non è il caso di scendere al loro livello, cosa che comunque io non voglio nel mio blog. Non ho mai sopportato non solo i comportamenti da fascisti, ma neppure la semplice goliardia. C’è già una causa giudiziaria in corso, con comparsa davanti al magistrato ad aprile. Evidentemente ne vogliono un’altra, e anche a carattere penale. Contenti loro, contenti tutti.
Un caro saluto e buona domenica.
pino nicotri

387 Ricordiamo cosa ha detto e dimostrato anche il professor Ilan Pappe, ebreo israeliano { 18.01.09 alle 14:01 }

Ilan Pappe: vado via da Israele
“Trattato come un appestato, impossibile lavorare per chi come me è contrario al sionismo”. Il professore dell’Università di Haifa – uno dei più celebri tra i “nuovi storici” – denuncia un clima di ostilità insostenibile e annuncia che lascerà lo stato ebraico per trasferirsi in Gran Bretagna
di Michele Giorgio

Gerusalemme
23 marzo 2007
Rompere gli schemi, sfidare il pensiero dominante, raccontare un’altra verità, più scomoda e compromettente di quella ufficiale. È questo che nella sua lunga attività accademica ha fatto lo storico ebreo israeliano Ilan Pappe, superando ostilità e diffamazioni. Il suo percorso tuttavia si sta complicando, la sua strada è piena, oggi più di prima, di insidie di ogni genere. Così è giunta la decisione temuta dai suoi lettori ed estimatori in giro per il mondo. «Lascio Israele, non riesco più a lavorare con serenità, sono continuamente preso di mira», dice Pappe con tono di profonda amarezza. Poi, accennando un sorriso, aggiunge «Ma dall’estero continuerò la mia battaglia affinché il conflitto israelo-palestinese venga riportato nel suo vero contesto storico, lontano dal mito e dalle false verità che lo hanno segnato in tutti questi decenni». Docente presso il Dipartimento di scienze politiche dell’Università di Haifa e rappresentante dell’Istituto Emil Touma per gli studi palestinesi, Ilan Pappe ha scritto numerosi libri e collabora con riviste locali e internazionali. Tra i suoi saggi sono da segnalare «The Making of the Arab-Israeli Conflict» (London and New York 1992), «The Israel/Palestine Question» (London and New York 1999), «La storia della Palestina moderna» (Einaudi 2004), «The Modern Middle East» (London and New York 2005) e l’ultimo, «The Ethnic Cleansing of Palestine» (2006). Prima di rispondere alle nostre domande, Ilan Pappe ha ricordato la figura e il lavoro della sua collega e amica Tanya Reinhart, morta qualche giorno fa negli Stati Uniti.

Lei ha deciso di lasciare Israele, come è arrivata questa difficile scelta?
Lascio il paese ma spero non per sempre. Per il momento so soltanto che per alcuni anni vivrò in Gran Bretagna dove da giovane ho completato la mia formazione accademica e posso contare su colleghi ed amici che mi stimano e che mi aiuteranno a continuare il mio lavoro. Sento molto forte il bisogno di proseguire le mie ricerche, i miei studi, in un ambiente non ostile, in università dove non ti trattano come un appestato, uno da tenere alla larga. Sono uno storico che ha fatto sempre il suo lavoro con estremo rigore, i miei studenti mi stimano, eppure sono attaccato di continuo perché le conclusioni dei miei studi non sono coerenti con la versione ufficiale sul contesto che portò alla nascita di Israele e pongono interrogativi sulle politiche (dello Stato ebraico, ndr) nei riguardi di palestinesi e arabi. È la mia critica del sionismo, che fa saltare i nervi a coloro che mi attaccano.

Quindi il suo antisionismo è la ragione della ostilità che è costretto ad affrontare in Israele?
Senza dubbio, ci sono altri intellettuali, storici, giornalisti che scrivono e dicono molte delle cose che penso io ma non attaccano il sionismo, quindi non rischiano la raffica di critiche e accuse che subisco io. Da questo punto di vista il quadro interno israeliano è molto peggiorato in questi ultimi anni: un antisionista o un non-sionista deve fare i conti con spazi di espressione sempre più ristretti. Allo stesso tempo il paese va indietro, le discriminazioni e gli abusi contro la minoranza araba si intensificano, certe forze politiche parlano apertamente di espulsione degli arabi israeliani, la politica di occupazione (di Cisgiordania e Gaza, ndr) continua, così come la colonizzazione ebraica delle terre palestinesi. In tutti questi anni penso di aver svolto, accanto al mio lavoro accademico, tante attività finalizzate a realizzare una democrazia vera, uno Stato diverso, per ebrei e arabi su di un piano di piena parità ed uguaglianza. Purtroppo non sono servite a molto e allora credo il mio impegno debba ora continuare all’estero.

Pensa di insistere sul boicottaggio accademico di Haifa, Bar Ilan (Tel Aviv) e le altre università israeliane che svolgono corsi nelle colonie ebraiche nei Territori occupati?
Il boicottaggio è una misura che funzionò con il Sudafrica dell’apartheid e quindi può avere effetti importanti anche con altri paesi, tra cui Israele. Per questo motivo lo sostengo. Due anni fa però non fui io a proporlo, come è stato riferito, perché già dal 2002 il mondo accademico britannico intendeva attuarlo contro Israele in risposta alla distruzione di metà del campo profughi di Jenin e alle discriminazioni alle quali sono soggetti gli studenti dell’Università di Haifa.

Veniamo al suo ultimo libro, sulla pulizia etnica in Palestina, un tema ritornato di attualità in queste ultime settimane dopo il secco «no» ribadito dal governo Olmert al ritorno alle loro case e villaggi dei profughi palestinesi della guerra arabo-israeliana del 1948 nel quadro di un accordo di pace. Il suo lavoro su questo punto cruciale giunge ad una conclusione inequivocabile.
Si è vero. Questo libro è il risultato di ciò che avevo gradualmente tracciato in quelli precedenti, ovvero che in Palestina, prima, durante e dopo il 1948, è stato attuato un piano ben preciso volto a pulire etnicamente il territorio dove è sorto lo Stato di Israele. Documenti e testimonianze, a quasi sessanta anni di distanza da quei giorni, lo dicono con estrema chiarezza. Israele in ogni caso non ammetterà mai le sue responsabilità nella questione dei profughi, il governo attuale e quelli futuri faranno il possibile per lasciare nei campi per rifugiati tutte quelle persone (800mila nel 1948, oggi sono circa 4 milioni, ndr) che reclamano i loro diritti. Non credo però che i Paesi arabi saranno disposti ad accogliere la richiesta di Israele di dimenticare l’esistenza dei profughi e di modificare l’iniziativa di pace araba del 2002.

Lei ha scritto che la pulizia etnica in Palestina non si è fermata 60 anni fa ma continua ancora oggi.
Ci sono alcune aree dove procede una politica di pulizia etnica ad avanzamento lento. Nell’area della «grande Gerusalemme», ad esempio. La costruzione del muro, l’espansione delle colonie, la confisca dei terreni, recinzioni e restrizioni ai movimenti delle persone, stanno costringendo migliaia di palestinesi ad andare via, ad abbandonare le loro case. Lo stesso accade tra Gerusalemme e Ramallah e tra Gerusalemme e Betlemme, e lungo la strada che porta fino a Gerico. Almeno 40mila palestinesi hanno dovuto fare i bagagli e trasferirsi più all’interno in Cisgiordania. Senza parlare della città vecchia di Hebron, dove l’aggressività dei coloni ebrei e dei soldati ha trasformato in un quartiere fantasma la parte più caratteristica di quella città. Vedete, la pulizia etnica si attua in varie forme. Sessanta anni fa si usavano le armi per costringere le persone a scappare, ora, a causa del controllo dei media e delle istituzioni internazionali, si usano altri metodi. Rendere la vita impossibile, restringere le possibilità economiche, ridurre le capacità di sviluppo. Queste nuove strategie stanno funzionando bene in Palestina, anche perché si uniscono alla linea del rifiuto di un negoziato vero con i palestinesi.

Lei descrive un quadro della situazione molto grave, mentre all’orizzonte si addensano nubi che annunciano tempesta. Teme una nuova guerra in Medio Oriente? Sono in molti a prevedere un attacco americano o israeliano contro l’Iran, forse già nei prossimi mesi.
La possibilità certamente esiste. Si tratta di una possibilità molto concreta, ma allo stesso tempo manca poco alla fine del secondo mandato del presidente George W. Bush e non credo che gli Stati Uniti siano in grado, proprio in questo momento, di lanciare un’operazione militare tanto ampia, tenendo presente le enormi difficoltà che hanno in Iraq. Nonostante ciò una nuova guerra in Medio Oriente resta nell’aria, grava su di noi, ci rimarrà per lungo tempo e tutti noi che crediamo in un mondo diverso, in un mondo fondato sulla giustizia, dobbiamo impegnarci per impedirla.

http://www.osservatorioiraq.it/modules.php?name=News&file=article&sid=4302

388 Vox { 18.01.09 alle 14:22 }

LE FALSE COLOMBE DELLA PACE

Il noto scrittore israeliano Yehoshua, ammirato dalle nostre parti assieme ad Omos Oz e Grossman per le sue posizioni di colomba, di apertura ai palestinesi, pacifiste, in polemica con un giornalista di Haaretz, giornale israeliano assai critico con l’aggressione tuttora in corso alla popolazione della striscia di Gaza, si è lasciato scappare questa agghiacciante affermazione: uccidiamo i loro bambini oggi per salvarne tanti domani!…

[Ma] la vita tolta ad un essere umano, ad un bambino, non è merce di scambio, è insostituibile, è quella vita e quando l’hai recisa, hai reciso con essa tutte le vite…

Gli omicidi mirati ieri erano per gli uomini dell’OLP, oggi sono per gli uomini di Hamas e non è detto che si limitino a questi. Israele ha cura di liquidare anche i quadri dirigenti civili dei palestinesi, i tecnici di livello, i professori, gli ingegneri, i medici, gli architetti insomma tutti coloro che potrebbero gestire posti di responsabilità in un futuro Stato della Palestina. E, nello stesso tempo, azzera periodicamente, con varie incursioni, tutte le infrastrutture di una società civile, le scuole, gli ospedali, le caserme.

Yehoshua con Oz e Grossman costituiscono una triade che vende molto nelle librerie italiane essendo stati accreditati da una falsa pubblicità come scrittori ed uomini di pace…

da:
http://www.pane-rose.it/files/index.php?c3:o13977

389 Vox { 18.01.09 alle 14:25 }

LO STERMINIO DEI BAMBINI

Questa è stata l’aggressione più spaventosa arrecata ai bambini. Già era sospetto sin dalle prime notizie di bambini uccisi che loro fossero l’obiettivo principale dell’operazione “piombo fuso”. I politici ed i generali di Israele hanno decretato che non sarebbe bastato uccidere o incarcerare il maggior numero possibile di esponenti e combattenti di Hamas, di eliminare migliaia di civili e diroccare le città della striscia: bisognava infliggere una punizione indimenticabile: ammazzare il maggior numero possibile di bambini. Sono stati presi di mira gli orfanotrofi che in Palestina sono affollati dagli orfani dei tanti uccisi o imprigionati da Israele, le scuole ed i luoghi minuziosamente conosciuti da Israele attraverso le sue modernissiome tecnologie di monitoraggio e lo spionaggio degli uomini del Quisling ansiosi di una qualche ricompensa, magari di un carcere meno duro e con un po’ più di rancio nelle tetre e spaventose prigioni israeliane. Su 1200 morti ad oggi, e certamente non è finita, circa un terzo sono bambini. Una percentuale che non può non sollevare legittimi sospetti ed indurre le autorità internazionali (se ce ne fossero) ad aprire subito un procedimento per crimini contro l’umanità al governo ed all’esercito di Israele.

390 Vox { 18.01.09 alle 14:33 }

@ Pino (384)
Intanto, qualcuno dalle domande e’ passato ai fatti, da quelle parti, a Roma. Poi cominceranno a fare di nuovo le vittime. Amano moltissimo fare le vittime (quelle che sono piu’ vittime di qualunque altra vittima), secondo il ben noto sistema del chiagn’e fotte. Poi si meravigliano se la gente reagisce, salvo poi accusarli di antisemitismo. Un sistema molto comodo.

391 Faust x Anita { 18.01.09 alle 14:39 }

.. scusa Anitina de mi corazon… ho pensato a te leggendo che in non so quale paese, (asiatico?¿) il presidente ha, in occasione del capodanno ha regalato ad ogni cittadino/a una somma pari ad un mensile… Mi son ricordato di quante volte ti ho ripetuto che veniva questo fallimento del libero commercio (drogato) usuraio e speculativo… ecco vedi il capitalismo è arrivatooo… come le fiche del Monopoli, regaleranno soldi x spenderli e comprare… se si ferma il ciclo, cade il sistema… il capitalismo è un gioco, che a differenza delle ruote della roulette, (che non lo sono) il capitalismo è.. è truccato… funziona, si!! ma con i trucchi dellalta finanza speculatori, usurai e guerrafondai… se funzionasse la giustizia il capitalismo, non ppuo vivere… il messaggio è x guadagnare devi rubare x vincere… questa è la cultura capitalista… Il Monopoli va bbene come gioco… ma non x amministrare una societa, un paese… ed inevitabilmente… Ogni bel gioco, dura poco…
ciao cariño, lo so … ti rispondero a breve priveetmont… ciao!!
Faust

392 Controcorrente { 18.01.09 alle 14:51 }

cara Sylvi ,
nella tua garbata risposta , citi Don Chisciotte…

Ebbene ,non temere ,visto che mi ricordavo poco il romanzo prendo a prestito da Wilki queste parole :

Lo scopo di Cervantes è sottolineare l’inadeguatezza degli intellettuali del tempo a fronteggiare i nuovi tempi che correvano in Spagna, un’epoca caratterizzata infatti dal materialismo e dal tramonto degli ideali, e contraddistinta dal sorgere della crisi che dominerà il periodo successivo al secolo d’oro appena conclusosi.

Il primo fine del romanzo, dichiarato esplicitamente nel Prologo dallo stesso Cervantes, è quello di ridicolizzare i libri di cavalleria e di satireggiare il mondo medievale, tramite il “folle” personaggio di Don Chisciotte; in Spagna, la letteratura cavalleresca, importata dalla Francia, aveva avuto nel Cinquecento grande successo, dando luogo al fenomeno dei “lettori impazziti”.

Siamo a cavallo tra 500 e 600 dunque , ma quello che ridicolizza il grande Cervantes con Don Chisciotte, è” l’utopia “del passato tradotta al presente,è il voler vedere nel passato un’epoca d’oro (che non c’è mai stata),
E’ colui che avanza ,con la testa rivolta all’indietro, si questo è il vero” utopista” e giustamente Cervantes lo ridicolizza.

Io guardo verso il futuro, ben conscio che il presente,può piacere o no,si sta ormai “fottendo” con le sue stesse mani…!

Non c’è scampo mia cara….è solo questione di tempo..!
Hai scelto un buon albero…ma la tempesta non lo risparmierà,anche se tutti facciamo in modo che non caschi,è il terreno che non lo sostiene più, anche se devo dire ha ancora buone radici che “disperatamente”cercano nuovo terreno a cui aggrapparsi per stare in piedi.

cc

393 Fini: "Nelle moschee si preghi in italiano". Cretino, e perché non in latino? { 18.01.09 alle 14:59 }

La proposta del presidente della Camera in vivita ad Abu Dhabi
“Il Corano sia letto nella lingua del paese in cui si trova il musulmano”

Fini: “Nelle moschee si preghi in italiano per evitare istigazioni all’odio”

ROMA – La predicazione nelle moschee deve essere fatta in lingua italiana. Più in generale, il Corano deve essere predicato nella lingua del paese in cui il musulmano vive. E’ con questa proposta che il presidente della camera, Gianfranco Fini, riaprire il dibattito, già fonte di polemiche, sui luoghi di culto islamici nel nostro Paese.
——————————————————-

Mistero (non glorioso): ma perché cazzo invece la Chiesa può pregare in latino?
AllàAkkàMa’Ndostà
&
JawèFaceO’Kafè

394 Controcorrente { 18.01.09 alle 15:08 }

Magari con un Corano,tradotto e venduto dalle Edizioni Paoline..sì in effetti potrebbe essere una buona idea!

395 Controcorrente { 18.01.09 alle 15:21 }

caro nicotri,
anti-spam nuovamente in azione , chissà qual’è la nuova parola chiave?

396 Vox { 18.01.09 alle 15:53 }

COMBATTIAMO LA PAURA

[...]Una spiegazione della docilità verso Israele è il “senso di colpa” occidentale nei confronti delle persecuzioni antisemite del passato, in particolare verso gli orrori della Seconda Guerra mondiale. Al riguardo, viene talvolta fatto notare che i Palestinesi non sono per nulla colpevoli di questi orrori e che non devono pagare per i crimini altrui. E’ vero, ma quello che non viene quasi mai detto e che è però evidente, è che la grande maggioranza [degli europei] o dei preti cattolici di oggi sono anch’essi innocenti quanto i Palestinesi di quello che è accaduto durante la guerra…

Il concetto di colpa collettiva era già molto discutibile nel 1945, ma l’idea di trasmettere questa colpa ai discendenti è un’idea quasi religiosa… il ricordo dell’olocausto non giustifica la politica israeliana…Ma questa “colpa” giustifica un’enorme ipocrisia. Si ritiene che ci si senta tutti colpevoli dei crimini del passato, verso i quali, per definizione, non potevamo fare nulla, ma quasi per niente colpevoli dei crimini dei nostri alleati statunitensi e israeliani che si compiono al giorno d’oggi, davanti ai nostri occhi, e dai quali come minimo ci si potrebbe dissociare con chiarezza.

Ma la principale ragione del silenzio non può essere unicamente il senso di colpa, che è artificiale, ma la paura. Paura della maldicenza, della diffamazione, o di processi in cui l’unico capo d’imputazione è sempre lo stesso, l’antisemitismo…Si tace quello che si pensa dello Stato che si definisce “Stato ebraico” per paura di essere trattati da antisemiti.

Di conseguenza, la prima cosa da fare è combattere questa paura…Il solo modo di procedere è creare un clima di “disintimidazione”, sostenendo ogni uomo politico, ogni giornalista, ogni scrittore che osa scrivere una frase, una parola, una virgola, di critica ad Israele. Bisogna farlo a 360°, senza limitarsi a sostenere le persone che hanno una posizione “corretta” su altre questioni (secondo l’asse destra-sinistra), o che hanno posizioni “perfette” sul conflitto.

Riguardo alle iniziative pratiche, si riassumono in tre lettere: BDS (Boicottaggio, Disinvestimenti, Sanzioni):

L’esigenza di sanzioni è rilanciata dalla maggior parte delle organizzazioni pro-palestinesi, ma essendo questo tipo di misure una prerogativa degli Stati, tutti sanno che ciò non si farà a breve termine. Le misure di disinvestimento sono prese sia dalle organizzazioni che hanno denaro da investire (associazioni sindacali, chiese) ed è quindi una decisione che spetta ai loro membri, sia da imprese che collaborano strettamente con Israele e che non cambieranno la loro politica se non in seguito ad azioni di boicottaggio, il che ci porta alla discussione di questa forma di azione, che è rivolta non solo ai prodotti israeliani ma anche alle istituzioni culturali e accademiche di questo Stato.

Notiamo che questa tattica è stata utilizzata contro il Sudafrica e che le due situazioni sono molto simili: il regime dell’apartheid e Israele sono (o erano) dei pilastri del colonialismo europeo che accettano a malincuore (contrariamente alla maggior parte delle nostre opinioni pubbliche) il fatto che questa forma di dominazione sia superata.

Le ideologie razziste sottostanti ai due progetti li rendono insopportabili alla maggioranza dell’umanità e creano odi e conflitti senza fine. Si potrebbe anche dire che Israele non è altro che il Sudafrica più la strumentalizzazione dell’olocausto.

Nel caso del boicottaggio culturale e accademico, viene talvolta obiettato che ci sarebbero vittime innocenti, bene intenzionate, che desiderano la pace, ecc. argomento d’altronde già utilizzato all’epoca dell’Africa del Sud (e lo stesso argomento potrebbe essere sollevato a proposito dei lavoratori delle imprese vittime del boicottaggio economico).

Ma Israele stesso riconosce che ci sono vittime innocenti a Gaza, il che non gli impedisce affatto di ucciderle.

Quanto a noi, non proponiamo di uccidere nessuno. L’azione di boicottaggio è perfettamente civile e non violenta.

Israele non rispetta alcuna risoluzione dell’ONU che lo riguardi, e i nostri governi, lungi dal prendere delle misure per farle applicare, non fanno altro che rinforzare i loro legami con Israele; abbiamo il diritto in quanto cittadini (la cui opinione, anche non udibile, è probabilmente maggioritaria e lo sarebbe senz’altro se potesse avere luogo un dibattito aperto) di dire NO.

La cosa importante nelle sanzioni, particolarmente a livello culturale, è precisamente il loro aspetto simbolico (e non esclusivamente economico).
Ai nostri governi va detto: non accettiamo la vostra politica di collaborazione, e no ad Israele che ha scelto di essere uno Stato al di fuori della legge internazionale.

di Jean Bricmont
Figura di spicco del movimento anti-imperialista, Jean Bricmont è professore di fisica teorica all’Università di Lovanio (Belgio). Ha pubblicato “Imperialisme humanitaire. Droits de l’homme, droit d’ingérence, droit du plus fort?” (Editions Aden, 2005)
Link: http://www.voltairenet.org/article158980.html

397 AZ Cecina Li { 18.01.09 alle 16:01 }

Caro Uroburo
tu dici “…..Non è necessario dire che Tizio abita in via Costaggiù n.1 per dire che lo si ritiene complice e sostenitore di una politica genocida. E questa nuova conoscenza non aggiungerebbe assolutamente nulla alle mie idee ed alle mie posizioni politiche.
Io penso che si debba rispettare la forma e le regole basali della civile convivenza nei confronti di chiunque, anche se la pensa in modo opposto al nostro.”

Concordo con te fin quando, come tu dici, si tratta di persona che “la pensa in modo opposto al nostro.”, posso scontrarmi con altri sul piano delle idee farlo anche in maniera dura e fino a che si resta in questo ambito io cerco di informarmi documentarmi e controbattere se si passa alle offese ho ha mia disposizione lo smisurato serbatoio del vernacolo livornese e tutto finisce li.
Quando però dal confronto/scontro di idee si passa alle minacce e a tentativi di intimidazione o alle falsificazioni, di messaggi e nick o come, nel mio caso, di nome e cognome anagrafico. Allora mi vien una gran voglia di capire chi si cela dietro a certi nick, non sono ne un esperto informatico ne uno Sherlock Holmes, masolo un gran curioso metodico e paziente, mi ricordo che se uno visita al mio sito lascia una traccia, se poi si spulciano un po’ di post su vari blog si raccoglie qualche altro particolare, si visitano un po’ di siti, si curiosa in qua e la su un po’ di eventi, si interpella qualche motore di ricerca, si incrociano dei dati e si finisce per avere un’idea abbastanza precisa di chi potrebbe essere il ciacchero che “tira il sasso e nasconde la mano”, una semplice idea da mettere li su un file del PC a futura memoria.

Quando poi capita che il falsario si rifà vivo con i suoi soliti metodi, non credo ci sia alcunché di male fargli presente, con il metodo che lui ben conosce del “dico e non dico”, che non è cosi anonimo come crede di essere, ovviamente niente nomi e cognomi, ne indirizzi di abitazioni o nomi di esercizi commerciali, e ancor meno numeri di telefono, una semplice informazione, tanto per fargli capire che spesso i furbetti non sono poi così furbi come credono di essere, tutto qui.

Antonio - – - antonio.zaimbri@tiscali.i

398 AZ Cecina Li { 18.01.09 alle 16:11 }

Fini – “Il Corano sia letto nella lingua del paese in cui si trova il musulmano”
Ma è mai possibile che dobbiamo mandare in giro per il mondo gente che fa fare indirettamente a tutto il paese figuracce simili???

Antonio - – - antonio.zaimbri@tiscali.i

399 marco tempesta { 18.01.09 alle 16:29 }

Beaucoup de gens, surtout à gauche, continuent à penser qu’Israël n’est qu’un pion dans une stratégie états-unienne, capitaliste ou impérialiste de contrôle du Moyen-Orient. Rien n’est plus faux. Israël ne sert pratiquement à personne, sauf à ses propres fantasmes de domination. Il n’y a pas de pétrole en Israël ou au Liban.
——————-
L’ho copiato dal link postato da Vox nel 396.
Mi sembra sia in aperto contrasto con quanto si sia detto qui da parte mi sembra di Nicotri e Uroburo. Per cui, o è vero ciò che dice il professore in questione o è vero ciò che dicono N. ed U.
Correggetemi se sbaglio.

400 Nelle moschee voglio che si preghi in padano! O per Odino bonino! { 18.01.09 alle 16:32 }

Fini la lingua italiana può usarla per leccare il culo a Berlsuconi e al papa, ma io e mi figlio, quello trombato di nuovo all’esame di maturità, vogliamo che questi pezzenti di musulmani nelle loro fetentissime moschee (che si chiamano così perchè sono piene di mosche) preghino in padano.
Bruciare la bandiera di Israele è da nazzisti, invece bruciare quella italiana è da padani. Padani brava ggente!
Bossi Pater, Filius et Luisa Korna
(Milàn l’è un gran Milàn. E el cujun el rest’ un cujun!)

401 Pino Nicotri { 18.01.09 alle 16:34 }

x Controcorrente

Non c’è nessun post bloccato dallo spam né dalla moderazione.
pino nicotri

402 Uroburo { 18.01.09 alle 16:40 }

Caro marco tempesta,
non ricordo di averle mai dato esplicitamente della testa……. ma devo ammettere di averlo pensato spesso.
Sa, a volte lei è di una stupidità esasperante.
Quanto poi all’articolo da lei citato, che non ci sia petrolio in Libano o in Issraele lo sanno anche i sassi. Ma il controllo è su tutta l’area e l’operazione di divisione si esercita da sempre.
Comunque mettiamola così: io penso qual che mi pare ed il professore pure. Ed anche lei del resto. Solo che io ci ho dedicato del tempo e li invece parla come un ubriaco del Bar Sport.
Però mi dovete spiegare perchè mai gli inglesi si sono inventati uno stato di cui non c’era traccia nella storia da 2000 anni.
Si vede che Lord Balfour aveva un’amante di origine ebraica ….. U.

403 Controcorrente { 18.01.09 alle 16:44 }

Lo presumevo,però è il solito problema che si è già presentato altre volte…il post sparisce , uno lo salva cambia qualcosa poichè il sistema lo riconosce già postato e non posta un duplicato lo rimando con leggera variazione e sparisce ugualmente..
Finora al sottoscritto era successo con il ben noto termine “soc..o

C’era anche un bereve copia incolla da altro sito..

Se si ripresenta ,segnalo..

grazie
cc

404 marco tempesta { 18.01.09 alle 17:11 }

Caro U., si dia un’occhiata a questi tre paragrafetti: l’uno del professore e l’ultimo di sua mano. Non ci vede una contraddizione? Il professore ritiene che agli USA non interessi avere una base strategica in Israele, mentre lei è dell’idea esattamente contraria (… dall’altra parte mantenere una base militare super armata in una regione strategica.). Il professore ritiene che il petrolio non c’entri. Però c’entra il gas, il chè è lo stesso. Non crede che qui tutti sanno tutto e poi ci si ritrova a fare analisi del tutto contrastanti? Dice la giornalista Barbara Schiavulli, tra l’altro:”…Non so che dire, ogni volta che si da ragione ad uno, sembra si voglia dare torto all’altro. Ma qui non è cosi semplice. Non lo è affatto.”
Cosa dovrei consigliare alla brava giornalista, di venire a farsi spiegare da lei come stanno le cose, visto che per lei invece è tutto semplice, chiaro e lampante?

Beaucoup de gens, surtout à gauche, continuent à penser qu’Israël n’est qu’un pion dans une stratégie états-unienne, capitaliste ou impérialiste de contrôle du Moyen-Orient.

British Gas valuta le riserve in oltre 39 miliardi di metri cubi dal valore di circa 4 miliardi di dollari. Sono i dati pubblicati da British Gas, ma le dimensioni delle riserve di gas palestinese potrebbero essere di gran lunga superiori.

Se l’hanno capito benissimo vuol solo dire che gli europei non sono in grado di opporre una diversa politica alle richieste dell’Usaegetta. Richiesta che ha due motivazioni: da una parte tenere diviso il mondo arabo fomentandone le divisioni e le lotte interne in modo da impedire anche solo la tendenza ad una politica di comune difesa dei propri interessi; dall’altra parte mantenere una base militare super armata in una regione strategica. U.

405 marco tempesta { 18.01.09 alle 17:14 }

Però mi dovete spiegare perchè mai gli inglesi si sono inventati uno stato di cui non c’era traccia nella storia da 2000 anni.
Si vede che Lord Balfour aveva un’amante di origine ebraica ….. U.
—-
Beh, non è che la Giordania sia nata in maniera diversa…sempre terra sottratta ai palestinesi è.

406 marco tempesta { 18.01.09 alle 17:22 }

Da BBC NEWS:

The Palestinian militant group Hamas has announced an immediate ceasefire with Israel in Gaza.
A statement read by a Hamas spokesman said the group would hold fire for a week to give Israel time to withdraw its forces from the Gaza Strip.
The move came hours after a unilateral Israeli ceasefire came into effect.
————-
Quanto durerà?

407 marco tempesta { 18.01.09 alle 17:33 }

Certe volte la BBC non si rende conto di essere grottesca:
“Hamas is still very much control in the town, our correspondent adds. One fighter told the BBC their determination and ability to fight was undiminished.”
Abbiate pazienza: 1300 morti contro 13 morti, di cui solo tre o quattro ammazzati direttamente dai miliziani di Hamas, e l’ability to fight was undiminished?
Ma come ragionano, questi?

408 marco tempesta { 18.01.09 alle 17:41 }

Israeli Prime Minister Ehud Olmert told the nation Hamas had been “badly beaten” and that Israel’s goals “have been more than fully achieved”.
———–
La classica situazione in cui, non sapendo più come uscirsene, si dichara di aver vinto e si esce.
Hamas a sua volta dichiarerà di aver vinto ed aver costretto gli israeliani ad andarsene, con in più qualche decina di razzi sparati in sovrappiù per sottolineare la vittoria.
1300 morti accertati, che saliranno certamente a più di 1500 a conti fatti, oltre 5000 feriti e invalidi nonchè danni psicologici e strutturali di entità stratosferica, per che cosa? Per tornare alle posizioni di partenza.
Chi ci ha perso, lo sappiamo; ora chiediamoci chi ci ha guadagnato!

409 Sylvi { 18.01.09 alle 17:44 }

caro AZ,

ieri sera ero stanca, perciò rispondo ora al tuo357.
Nel mio post avevo volutamente presentato due esempi: il bestemmiatore direi “tradizionale” e il bestemmiatore “aggressivo” e violento.Quello che vuole offendere e sopraffare.

E non attacca con me il fatto che uno sia nostrano e uno immigrato, colorato più o meno.
Le persone le giudico su parametri di socialità, con curiosità culturale, e poi eventualmente su parametri di affettività.
Sono una che “taca boton” con tutti e che cerca sempre di capire ,ma che non accetta di essere aggredita, nè fisicamente nè culturalmente.
Purtroppo questi rapporti aggressivi sono particolarmente diffusi in Italia e quindi anche l’immigrato si sente autorizzato.
Non succede altrove e io giro abbastanza.

Sento, e non solo io, l’aggressione su alcuni aspetti dei gay pride;
all’estero le scritte sui bus avevano un altro tono!
Aggressione e sfregio pregare platealmente davanti al sagrato di una Chiesa di una religione che si vuol distruggere con la jihad, a casa d’altri!

Io vivo da quasi quarant’anni con un agnostico; abbiamo trovato un do ut des che ci ha permesso di arrivare qui!
E neanche tanto male e guarda che mio marito è un finto accondiscendente, quasi sempre mollo io!!!
Quindi ci sono altri metodi che l’aggressione.

Quanto alle Chiese, per me non solo sono luoghi di culto, sono storia e storia dell’arte.
Mia figlia porta il nome di una famosissima scultura che si trova a Lucca e che vidi per la prima volta a diciott’anni!

Infine, io non difendo la Religione, io difendo la mia libertà ad avere certi valori, difendo la mia formazione.
Difendo quello che sono.
Do altrettanti diritti al mio vicino, anzi sono sempre disponibile a confrontarmi con gli altri, con metodi che siano accettabili per entrambi.
E soprattutto che non contrabbandino la loro libertà con la licenza di offendere.

Quanto a chiudermi a riccio, può essere, esce fuori forse la “spinosità” della mia parte friulana!

mandi sylvi

410 Linosse { 18.01.09 alle 17:47 }

X M.T. da 408
“1300 morti accertati, che saliranno certamente a più di 1500 a conti fatti, oltre 5000 feriti e invalidi nonchè danni psicologici e strutturali di entità stratosferica, per che cosa?”
:::::::::::
In questi giorni in cui il “piombo fuso” delle stategie si propone in quello delle rotative mi vengono in mente particolari accostamenti:
Da” Il Diario Di Anna Frank “scritto nel 1942:
« È un gran miracolo che io non abbia rinunciato a tutte le mie speranze perché esse sembrano assurde e inattuabili. Le conservo ancora, nonostante tutto, perché continuo a credere nell’intima bontà dell’uomo. »
Dopo 67 anni
” la cronaca delle bombe al fosforo”scritta in questi giorni:
“Che delusione!”
L.

411 ber { 18.01.09 alle 18:13 }

Cari Pino e Uro,
Vi leggo sempre volentieri e qualche volta intervengo pure,…
“quante le cose diventano troppe macroscopiche,…scrivo”.
Io non ho visto la trasmessione di Santoro,mia moglie si ferma a Travaglio,…e cambia canale,…ma la reazione mi sembra sporporzionata e piuttosto indecende,…”sono stati offesi nei loro sentimenti ?…Quali sentimenti….?,…ma dove siamo caduti?…
Forse si aspettavano un applauso ogni volta che bombardavano
una scuola?…
Il vero schifo non e’ quello che riporta la notizia,…il vero schifo
e’ chi fa la notizia” schifosa”,…e chi,….approffittando sulle sue passate “marachelle fasciste”,…per attattaccamento alla poltrona istituzionale che un paese di imbecilli gli ha regalato,…interviene
a difesa di esseri che non solo non hanno bisogno di essere difesi,
ma di essere condannati e boicottati,…se non processati come
“criminali di guerra”.
…………………………..
Io leggo volentieri Scalfari,….e’ profondo ed equilibrato,…lui scrive che Tremonti e’ “triste e preoccupato”,…perche’ il suo boss ha dissipato i 10 miliardi di euro che gli servivano per i cassintegrati,…perche’ la crisi sara’ lunga e profonda,…
Ma non erano quelli che risolvevano tutti i problemi?….
………………………….
Poi incomincio a notare qui, nella mia citta’ ,figuri come
gasbarrini e C,che sputano veleno solo perche’ non possono mettere le mani subito sulla citta’,il sindaco ha ritirato le dimissioni e il vice fa l’ordinaria amministrazione,…si sentono frustrati,…come,due tefonate anonime non sono bastate a far cadere una giunta?…ma che credono di essere questi buzzurri
che vogliono resistere all’ondata azzurra? …Ma,…pare che
questa volta l’elastico delle mutande ha resistito,…
in attesa di fabbricarci quella di lamiera.
Un caro saluto a tutti,Ber

412 Anita { 18.01.09 alle 18:56 }

Non ve la pigliate con me, riporto il testo di una recente intervista di Benjamin Netanyahu alla CNN.

IT’S OUR LAND: BY BENJAMIN NETANYAHU

CNN Intervista:

Benjamin Netanyahu gave an interview and was asked about Israel’s occupation of Arab lands.

“Crash Course on the Arab Israeli Conflict.”

Here are overlooked facts in the current Middle East situation.

These were compiled by a Christian university professor –

BRIEF FACTS ON THE ISRAELI CONFLICT TODAY…. ( It takes just 1.5 minutes to
read!!!! )

It makes sense and it’s not slanted. Jew and non-Jew — it doesn’t matter.

1. Nationhood and Jerusalem. Israel became a nation in 1312 BCE, Two thousand years before the rise of Islam.

2. Arab refugees in Israel began identifying themselves as part of a Palestinian people in 1967, two decades after the establishment of the modern State of Israel.

3. Since the Jewish conquest in 1272 BCE, the Jews have had dominion over the land for one thousand years with a continuous presence in the land for the past 3,300 years.

4. The only Arab dominion since the conquest in 635 CE lasted no more than 22 years.

5. For over 3,300 years, Jerusalem has been the Jewish capital Jerusalem has never been the capital of any Arab or Muslim entity. Even when the Jordanians occupied Jerusalem, they never sought to make it their capital, and Arab leaders did not come to visit.

6. Jerusalem is mentioned over 700 times in Tanach, the Jewish Holy Scriptures. Jerusalem is not mentioned once in the Koran.

7. King David founded the city of Jerusalem. Mohammed never came to Jerusalem.

8. Jews pray facing Jerusalem. Muslims pray with their backs toward Jerusalem.

9. Arab and Jewish Refugees: in 1948 the Arab refugees were encouraged to leave Israel by Arab leaders promising to purge the land of Jews. Sixty-eight percent left without ever seeing an Israeli soldier.

10. The Jewish refugees were forced to flee from Arab lands due to Arab brutality, persecution and pogroms.

11. The number of Arab refugees who left Israel in 1948 is estimated to be around 630,000. The number of Jewish refugees from Arab lands is estimated to be the same.

12. Arab refugees were INTENTIONALLY not absorbed or integrated into the Arab lands to which they fled, despite the vast Arab territory. Out of the 100,000,000 refugees since World War II, theirs is the only refugee group in the world that has never been absorbed or integrated into their own people’s lands. Jewish refugees were completely absorbed into Israel, a country no larger than the state of New Jersey.

13. The Arab-Israeli Conflict: the Arabs are represented by eight separate nations, not including the Palestinians. There is only one Jewish nation. The Arab nations initiated all five wars and lost. Israel defended itself each time and won.

14. The PLO’s Charter still calls for the destruction of the State of Israel. Israel has given the Palestinians most of the West Bank land, autonomy under the Palestinian Authority, and has supplied them.

15. Under Jordanian rule, Jewish holy sites were desecrated and the Jews were denied access to places of worship. Under Israeli rule, all Muslim and Christian sites have been preserved and made accessible to people of all faiths.

16. The UN Record on Israel and the Arabs: of the 175 Security Council resolutions passed before 1990, 97 were directed against Israel.

17. Of the 690 General Assembly resolutions voted on before 1990, 429 were directed against Israel.

18. The UN was silent while 58 Jerusalem Synagogues were destroyed by the Jordanians.

19. The UN was silent while the Jordanians systematically desecrated the ancient Jewish cemetery on the Mount of Olives.

20. The UN was silent while the Jordanians enforced an apartheid-like a policy of preventing Jews from visiting the Temple Mount and the Western Wall.

These are incredible times. We have to ask what our role should be. What will we tell our grandchildren about we did when there was a turning point in Jewish destiny, an opportunity to make a difference?
~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~

413 Vox { 18.01.09 alle 19:05 }

Netanyahu

Be’, che volevate che dicesse?
E un po’ come dare la parola a Goebels sul perche’
la Germania avesse deciso di fare la guerra.

414 Vox { 18.01.09 alle 19:07 }

Non c’e’ NULLA, assolutamente nulla che gli iSSraeliani possano dire per lavarsi le mani dal sangue che stanno spargendo da 60 anni. Nulla.

415 Vox { 18.01.09 alle 19:08 }

@ Anita

Cosa crede, che non sappiamo benissimo le ragioni dei sionisti?
Ormai le conoscono tutti a memoria.

416 Vox { 18.01.09 alle 19:13 }

Chi ci ha perso, lo sappiamo; ora chiediamoci chi ci ha guadagnato!
@ Marco T.

Basta aspettare il 10 febbraio e vedere chi vincera’ le elezioni in israele.

417 Anita { 18.01.09 alle 19:25 }

x VOX

Come ho scritto, ho riportati il testo di una recente intervista di Benjamin Netanyahu alla CNN.
Non ho fatto commenti.

Anita

418 ber { 18.01.09 alle 19:26 }

Cara Anita,
nessuno se la prende con te,…sono opinioni personali, quelle che
circolano tra di noi….
Niataniau o come si chiama,e’ un’altro politico,pare sia generale,
che ha fatto carriera con la guerra.
Pare che ci sia uno scrittore moderato in Israele,che va a v ivere
in Inghilterra perche’ nel suo paese ha recevuto minacce,..non
ricordo il nome.
I pacifisti vengono fatti fuori,..mica solo da quelle parti,…Rabin,che firmo’ la pace con Sadat,fu fatto fuori anche lui,…pare da un ragazzo esaltato,…come per far fuori un capo di stato bastasse un imbecille qualsiasi.
Comunque anche Sadat fece una brutta fine,…questa volta
l’esaltato era un militare.
Ma in Italia non c’e’ nessun esaltato?…cosi,..giusto per essere all’altezzade i tempi…
Comunque pare che Obama abbia voglia di ricostruire,e’
arrivato a destinazione?
Un caro saluto,Ber

419 marco tempesta { 18.01.09 alle 19:40 }

xVox: questo delle elezioni è uno dei motivi, relativamente valido, ma non credo sia l’unico.
Avrebbero potuto fare solo una dimostrazione di forza con l’aviazione per due o tre giorni e piantarla lì, per ottenere ugualmente l’effetto-vendetta contro i missili.
D’altronde, niente esclude che il lancio ricomincerà magari esattamente a ridosso delle elezioni, per dimostrare la vanità dell’azione israeliana.
In tutte le letture che ho fatto ( Bbc-Al Jazeera principalmente, poi varia stampa estera, trascurando la stampa italiana) tutti focalizzano sui civili morti, ovvero sull’effetto. Dopodicchè ognuno dice la sua sulle cause e non ce n’è uno che sia d’accordo con l’altro. Gli stessi varii capi di Stato focalizzano sul fattore stragista, tenendosi molto abbottonati sulle responsabilità, che attribuiscono parte all’uno parte all’altro.
Dopodicchè, ci sono due correnti: quella che presume un progetto di epurazione etnica totale e quella che ritiene possibile la creazione di due Stati indipendenti, a patto che i palestinesi la smettano col terrorismo.
A questo punto esistono ancora due correnti: quella che giustifica il terrorismo come unica maniera per cercare di far valere i propri diritti e quella che invece identifica nel terrorismo l’unico vero ostacolo ad una normalizzazione della crisi. Poi, bisogna fare i conti con la minoranza ebraica fanatica religiosa e la minoranza palestinese oltranzista. Non bastasse, ora ci si mette anche il mega-giacimento di gas individuato sulla costa di Gaza.
Insomma, sperare in una pace duratura da quelle parti, credo abbia le stesse probabilità che fare 6 al superenalotto.
Possiamo indignarci quanto ci pare, ma temo che avranno di che indignarsi anche i nostri figli, nipoti e pronipoti: non finisce per adesso.

420 marco tempesta { 18.01.09 alle 19:46 }

Ma in Italia non c’e’ nessun esaltato?…cosi,..giusto per essere all’altezzade i tempi… Ber
——-
caro Ber, l’ esaltato serve quando esiste una possibile valida sostituzione, ma di valide sostituzioni io per ora non ne vedo.
Mi sa che avrà perso le speranze anche chi puntava sul politico-salvatore della Patria, quello che è già tra noi. Mah…

421 Pietro Falco { 18.01.09 alle 19:51 }

x Anita

Un quindicina di giorni fa ne lessi una versione italianizzata su Dagospia: venne spacciata come una sorta di “summa” logica – non del “pio” Bibi, ma di una non meglio identificata consulta “saggi” ebreo-americani – sulle questioni più controverse… Vale a dire “non siamo prepotenti nel volerci prendere tutto, ma ci spetta”…

Già allora, invece, tali argomentazioni mi parvero alquanto fragili: una serie di sofismi…

E’ un castello di carta, più che un macigno logico, che cade al primo soffio di vento. E un esempio paradigmatico viene dal primo punto che rivendica orgogliosamente che ” Nationhood and Jerusalem. Israel became a nation in 1312 BCE, Two thousand years before the rise of Islam”.

Trascura, tuttavia, un particolare alquanto significativo: e cioè che a partire dalla diaspora ( e dal cosiddetto “esilio babilonese” del 607 a. C.), progressivamentre di ebrei in quell’area ne erano rimasti davvero pochini…

La storia tramanda due date emblematiche: la distruzione del Tempio di Gerusalemme, sotto Tito, a seguito della soppressione della grande rivolta del 70 d. C. ; e poi la eprsecuzione di Adriano, che dopo aver soffocato la seconda rivolta di Bar Kohba nel 135, cambiò nome alla Provincia Judaea chiamandola Provincia Syria Palaestina, più tardi abbreviato in Palestina.

Orbene, nell’accezione più etimologica del termine, la “patria” è la “terra dei padri”: sapete quanti erano gli ebrei che abitavano nell’oodierno Israele nel 1918? Solo 80 mila… Tutti gli altri erano palestinesi….

Per rispondere al sofisma ci si potrebbe quindi limitare a chiedersi, quindi, se siano più legittimati i palestinesi (che ci hanno vissuto senza soluzione di continuità fino a oggi), o piuttosto gli ebrei (che ci macavano da 2 mila anni) i più titolati a considerare come propria patria, quel lembo di terra…

Ma a mio avviso anche questa rischia di essere non solo una domanda oziosa, alla luce degli eventi, ma anche un ulteriore elemento di divisione.

Occorre un punto fermo per ripartire, e non può essere che il “due popoli, due Stati” che rappresenta l’assunto sancito dalle Nazioni Unite nel novembre del 1947. Un assunto che per più di 60 anni è stato negato, calpestato, così come i diritti sacrosanti del popolo palestinese sono stati fino ad oggi usurpati da Israele.

Ma non basta dire ” due popoli, due Stati” (espressione con la quale tanti, troppi politici si riempiono la bocca senza darvi seguito con i fatti).

Il vero nodo resta è la definizione dei confini: e in tal senso – sia chiaro – non è accettabile che Israele si tenga tutti territori conquistati con le armi, lasciando ai palestinesi – come una sorta di riserva indiana dei giorni nostri – solo la Cisgiordania e la striscia di Gaza. Vale a dire, solo le briciole di quella che è stata loro patria per più di 2mila anni (e fino a 60 anni fa).

Sarebbe un precedente troppo pericoloso, nello scenario internazionale, cnsentire a uno Stato nel XXI secolo di fare conquiste territoriali con la supremazia militare…

422 marco tempesta { 18.01.09 alle 19:58 }

Ma voi lo sapevate che Putin era anche un pittore?
Sentitevi questa, presa dal quotidiano svizzero ‘Le Matin’:

“Un tableau peint par Poutine vendu 860.000 euros

Un tableau peint par l’ex-président devenu Premier ministre, a été vendu aux enchères à Saint-Pétersbourg pour la somme de 37 millions de roubles (860.000 euros) à une propriétaire de galerie locale.
————
Ho visto la foto del quadro. Con tutto il rispetto…no comment.

423 marco tempesta { 18.01.09 alle 20:03 }

x Pietro Falco:
Il vero nodo resta la definizione dei confini: e in tal senso – sia chiaro – non è accettabile che Israele si tenga tutti territori conquistati con le armi, lasciando ai palestinesi – come una sorta di riserva indiana dei giorni nostri – solo la Cisgiordania e la striscia di Gaza. Vale a dire, solo le briciole di quella che è stata loro patria per più di 2mila anni (e fino a 60 anni fa).
——————
E’ il motivo per il quale da quelle parti non la smetteranno per adesso. Facciamocene una ragione.

424 marco tempesta { 18.01.09 alle 20:10 }

Sempre da Le Matin:
Malgré les lourdes pertes palestiniennes, des mosquées du Hamas ont clamé la “victoire”. “Le mouvement islamiste Hamas félicite notre peuple pour sa victoire courageuse”, ont lancé les hauts parleurs de la mosquée al-Kinz, où flottent au vent les drapeaux verts du mouvement islamiste.
————-
Hanno vinto tutti, come volevasi dimostrare.

425 Pietro Falco { 18.01.09 alle 20:15 }

x Marco Tempesta

credo invece che una delle ragioni per la quali gli isrealiani hannos catenato un’offensiva così cruenta sia invece quella di arrivare alle trattative di pace che inevitabilmente Obama ora porterà avanti da una posizione di forza, togliendo ogni potere contrattuale ai palestinesi….

Mi spiego: chi potrà rivendicare ora il ritorno ai confini pre 1967? Nella migliore delle ipotesi – se davvero concederanno lo Stato autonomo – temo che ai palestinesi lasceranno solo la Cisgiodania e la Striscia di Gaza

426 Pietro Falco { 18.01.09 alle 20:20 }

Sì come quando era Saddam a dichiarare vittoria: l’esito, stavolta, non è quello del Libano dove se stavano un altro po’ gli israeliani le prendevano…

427 marco tempesta { 18.01.09 alle 20:24 }

ma vedi, caro Pietro, se si vuole per davvero una pace, specie nella mentalità araba, si deve contrattare non da posizioni rigide ma da una base contrattuale molto elastica.
Io credo che una larga concessione territoriale, tale da smorzare grandemente le rivendicazioni palestinesi, unita ad una politica di privilegio verso i palestinesi stessi, alla lunga sia molto più pagante di una trattativa avara e risicata, considerata in partenza da parte palestinese una sconfitta. Sarebbe decisamente più pagante anche rispetto ad una totale cacciata dei palestinesi; anzi, la cacciata diventerebbe una perenne spada di damocle sulla testa degli israeliani. Bisogna in sede di trattative, compensare un astio antiisraeliano cresciuto e maturato per tanti anni. Però, se hanno fatto pace in brevissimo tempo americani e giapponesi, cinesi e giapponesi, russi, inglesi, francesi e italiani con i tedeschi, dopo i vari macelli compiuti dagli eserciti nelle nazioni invase, può anche essere possibile la pace in Palestina. Naturalmente la contropartita deve essere considerata congrua anche dalla parte avversa. Questo è il vero ostacolo difficilmente sormontabile.

428 Pietro Falco { 18.01.09 alle 20:33 }

Senza dubbio, caro Marco: condivido perfettamente… E non solo per anelito di giustizia, ma perché è oggettivamente l’unica soluzione “ragionevole”…

il problema però è che di ragionevolezza al governo di Israele se ne vede poca: e se abbaimo sperimentato Kadima – che nato per perseguire la pace ha combattito già due guerre criminali in due anni” – pensa un po’ che dovesse accadere se le elezioni dovesse vincerle il Likud (cioè Nethaniau)…

Bisognerebbe fare affidamento sulla capacità persuasiva della nuova amministrazione Obama (che però non dimenticare ha come capo di gabinetto un falco di origini ebraiche come Rham Emmanuel)…

429 marco tempesta { 18.01.09 alle 20:40 }

Ecco perchè io credo che da quelle parti non la finiranno per adesso!

430 Peter { 18.01.09 alle 20:40 }

la ‘pace’ in Israele/Palestina puo’ solo essere imposta, e dall’esterno. Come hanno detto in molti sul blog, sarebbe necessario che gli USA la volessero, e la imponessero ad Israele, sotto forma di un trattato per uno stato binazionale. Le Nazioni Unite, come si e’ visto chiaramente, contano meno del due di briscola, visto che gli israeliani sono persino arrivati a bombardare scuole e centri di osservazione UN.
Il massacro di civili e soprattutto bambini a Gaza e’ un crimine contro l’umanita’, e come tale dovrebbe essere trattato (ma da chi?).
Molti commentatori hanno osservato che al momento Israele non si trova sotto nessuna pressione, cioe’ puo’ fare piu’ o meno quello che vuole.

Peter

431 Controcorrente { 18.01.09 alle 20:46 }

da Torino vd La Stampa

……….Il sindaco Sergio Chiamparino ha poi rassicurato l’arcivescovo Poletto confermando che non ci sono minareti in progetto a Torino. Poletto si è dichiarato favorevole ai luoghi di culto per i musulmani, non altrettanto a edifici che possano configurarsi come minareti per la condivisione della preghiera anche con chi non desideri parteciparvi. «Il problema non esiste – ha commentato Chiamparino – al posto del cardinale non mi preoccuperei e, se mi consente la battuta, ogni giorno ha la sua pena».

Il baldo cardinale così aveva iniziato il “preoccupato discorso”…

….«Se per moschee si intendono sale dove i musulmani possano professare il loro culto senza offendere nessuno, non posso che essere d’accordo; se invece si pensa a minareti, chiedo….

Tutti contenti nel cuore del Nord Ovest,…infatti qui se un folto gruppo di credenti “cristiani” si mette a pregare in piazza, non si offende nessuno…li ricoverano ..sapete dove…!

Caro Chiampa..bravo ..ogni giorno ha la sua pena ..ci mancava anche il cardinale e i minareti ,direi pragmaticamente però , ma se gli arabi finanziazzero decisamente la Fiat mirafiori in senso produttivo , pretendendo solo che al centro di”mirafiori, nacsesse un piccolo minareto…?
Che altri 5000 posti di lavoro in più lo facciamo o no sto minareto ?
Chiampa è un pragmatico,il Card non so , …mgari facciamo decidere alla Sylvi che dal Friuli ci detta la linea…

Caro Chiampa, hai prorio ragione …ogni giorno ha la sua pena..anche quella del Cardinale…,ma bisogna portare apostolica pazienza…alla piemontese..

cc

432 marco tempesta { 18.01.09 alle 20:47 }

Mah, da quello che leggo in giro, noi stiamo solo guardando le marionette che si muovono nel teatrino, apparentemente di loro volontà. Dovremmo invece guardare a chi muove i fili, ai vari burattinai che si tengono ben nascosti ma si mangiano il ‘rosso dell’uovo’. Da entrambe le parti.

433 Controcorrente { 18.01.09 alle 20:58 }

AH, dimenticavo se no non si capisce la “battuta di chiamparino,,Loccasione dell’incontro verteva sui problemi della disoccupazione nel torinese…
Chiamparino , piemontesità pura,,!

cc

434 Uroburo { 18.01.09 alle 20:59 }

Per Giovanni Falco (e marco tempesta)
Il vero nodo resta la definizione dei confini: e in tal senso – sia chiaro – non è accettabile che Israele si tenga tutti territori conquistati con le armi, lasciando ai palestinesi – come una sorta di riserva indiana dei giorni nostri – solo la Cisgiordania e la striscia di Gaza.
———————————————
Vi sentite bene signori? Se lo stato di Issraele mollasse la Cisgiordania e Gaza la pace verrebbe firmata domattina. E credo che i palestinesi concederebbero ancehun po’ della loro acqua……
D’altra parte anche i due nazisti di questo blog hanno sempre detto che il ritorno ai confini del 67 era inattuabile.
L’obiettivo rimane quello solito: eliminazione di qualunque dirigenza politica palestinese autonoma (che è poi il vero scopo di questa guerra), concessione di un bantustan palestinese senza acqua né risorse, dispersione dei palestinesi. U.

435 Miser Abile { 18.01.09 alle 21:04 }

Sì come quando era Saddam a dichiarare vittoria: l’esito, stavolta, non è quello del Libano dove se stavano un altro po’ gli israeliani le prendevano…

haw haw haw Ma non scrivere sciocchezze! Rham Emmanuel è ebreo ma non è un falco. Come fai a sapere che è un falco? Ripeto, non scrivere sciocchezze!

436 Pietro Falco { 18.01.09 alle 21:09 }

non consoci la sua storia miser-moltopoco-abile

437 Pietro Falco { 18.01.09 alle 21:12 }

ma non era stato bannato???

438 Uroburo { 18.01.09 alle 21:13 }

per Giovanni Falco e marco tempesta
Rileggetevi il messaggio 388, che dice cosa note da tempo, dette anche da me. Naturalmente non si tratta di un genocidio, ma và!!! U.
———————————————
“Gli omicidi mirati ieri erano per gli uomini dell’OLP, oggi sono per gli uomini di Hamas e non è detto che si limitino a questi. Israele ha cura di liquidare anche i quadri dirigenti civili dei palestinesi, i tecnici di livello, i professori, gli ingegneri, i medici, gli architetti insomma tutti coloro che potrebbero gestire posti di responsabilità in un futuro Stato della Palestina. E, nello stesso tempo, azzera periodicamente, con varie incursioni, tutte le infrastrutture di una società civile, le scuole, gli ospedali, le caserme”.
Una delle prime preoccupazioni degli israeliani è, regolarmente, quella di distruggere le fognature. Chissà se il Rodolfo ci sa spiegare perché…. U.

439 Pietro Falco { 18.01.09 alle 21:25 }

x Uroburo

è per questo che è nata Al Queida: per questa lunghissima serie di angherie che durano da 60 anni… e in questi nuovi massacri troverà verosimilmente ancora più forza…

440 Controcorrente { 18.01.09 alle 21:27 }

cari amici,

appena sentito tremontik,da fazio.
decisamente il più marxista di tutta la SX.
Solo che mi viene da ridere alla sua idea di mandare in “quarantena ” tutti i derivati ,e i suoi protagonisti in carne ed ossa!
(cosa peraltro sulla quale sono d’accordo).
L’unica cosa che ho da aggiungere è questa :

“Vada avanti Lui per primo che ha responsabiltà di Governo , su questa “strada rivoluzionaria” io lo seguirò certamente!
Secondo me se lo fa , ha probabilisticamente parlando, poche possibilità di sopravvivvenza nel brevissimo periodo.
Per cui ha ragione Lui , i provvedimenti presi dal GRANDE FARDELLO ,stanno preparando una Crisi ancora più grande …sic,sic scientificamente parlando oh,oh

cc

441 Uroburo { 18.01.09 alle 21:45 }

Rispondo in blocco ad alcuni suoi messaggi di oggi pomeriggio.
1) “per lei invece è tutto semplice, chiaro e lampante”?
Io espongo il mio punto di vista come tutti. Non è colpa mia se lei spesso dice caxxate invece di tacere o studiare.
2) “non è che la Giordania sia nata in maniera diversa”
Se non vede la differenza dimostra di essere, appunto, una rilevante testa di …. gegno. Nessuno ha mai buttato fuori gli arabi dalla Giordania.
3) “Ma come ragionano, questi”?
Quando si è ridotti a morire di fame il numero dei morti conta poco. Sarebbe poi interessante sapere quanti sono stati realmente i morti dio Hamas perché gli altri, sul piano militare, contano poco
4) “Chi ci ha perso, lo sappiamo; ora chiediamoci chi ci ha guadagnato”!
Altro errore. Chi ha perso non lo sappiamo proprio per nulla, sappiamo solo quel che han detto i sionisti d’Issraele. Quanti morti ha avuto Hamas? E soprattutto: gli issraeliani sono entrati dentro a Gaza City (ed alle altre città della striscia) oppure si sono fermati alla periferia?
5) “niente esclude che il lancio ricomincerà magari esattamente a ridosso delle elezioni, per dimostrare la vanità dell’azione israeliana”.
E’ quello che penso anch’io. E sarebbe la dimostrazione di una sconfitta politica pari a quella del Libano 2006.
Un saluto U.

442 Uroburo { 18.01.09 alle 21:47 }

Il messaggio precedente è per marco tempesta. U.

443 Uroburo { 18.01.09 alle 21:48 }

Cara Anita,
se lei non è in grado di capire che il suo messaggio n. 412 è un insieme di menzogne propagandistiche, mi chiedo come mai lei riesca talvolta a mandare informazioni non banali. Me lo vorrebbe spiegare? U.

444 Pino Nicotri { 18.01.09 alle 21:50 }

x Faust
Divertiti!
pino
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IL PAZZESCO SODALIZIO TRA IL PRINCIPE ROSSO-SNOB E IL FASCISTONE NERO-COATTO – ER CIARRA SVELA TUTTO SU CARACCIOLO – DALLA MONDADORI ALL’INFARTO DA VIAGRA – ’COMPRATO “LIBERATION” PERCHÉ FOLLE DI SÉGOLÈNE ROYAL”– SCALFARI? “STRONZO”!
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Paolo Madron per il Sole 24 Ore

Giuseppe Ciarrapico, Ciarra per gli amici, senatore da sei mesi («però quando ordinano di votare intruppati e non posso usare la testa mi annoio», dice della sua breve permanenza a Palazzo Madama), una vita industrialmente e giuridicamente assai tumultuosa, è stato uno dei più grandi amici di Carlo Caracciolo.

Accoppiata controversa, discussa, buona soprattutto per alimentare una sorta di commedia alla Guareschi, dove però il rosso principe partigiano e il nero cui neanche la contiguità andreottiana ha scalfito la purezza del primigenio credo fascista non litigavano mai. Anzi, i due si sono frequentati, cercati, aiutati per quasi mezzo secolo, alimentando un legame dove il contrasto politico lasciava il posto al culto di un’amicizia tutta giocata tra il serio e il faceto, e fatta di trame, donne, miliardi e tanta goliardia. E contrassegnata da quello che resta il capolavoro del 75enne ex re delle acque minerali: la mediazione sui destini della Mondadori che alla fine degli anni Ottanta oppose in una guerra senza esclusione di colpi De Benedetti e Berlusconi.

Quando l’ha visto l’ultima volta?
A casa sua il giorno prima che morisse. Stava malissimo ed era in uno stato di torpore perché lo sedavano. Poi improvvisamente si è svegliato e mi ha sussurrato: «Almeno muoio nel mio letto». Negli ultimi tempi si rammaricava che la vita gli stesse scappando via. E per lui vivere era importante.

Segue su: http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/articolo-2777.htm

445 Anita { 18.01.09 alle 21:54 }

x Peter

Quote:
“Come hanno detto in molti sul blog, sarebbe necessario che gli USA la volessero, e la imponessero ad Israele, sotto forma di un trattato per uno stato binazionale.”
~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~

Caro Peter,
fino ad ora i piu’ importanti nel Senato e nel congresso, da Nancy Pelosi, Harry Reid, Charles Schumer, etc….
Vari Governatori, e Sindaci come Bloomberg e Paterson di NY City ed anche il neo Presidente, si sono espressi in favore di Israele, in favore dei Palestinesi ma contro Hamas.

In questi giorni o ormai settimane, l’euforia e’ centrata sulla coronazione del nuovo residente della Casa Bianca.

Si legge, si vedeno i videos sui conflitti, ma i commenti sono scarsi.

Bye, Anita

446 Anita { 18.01.09 alle 22:08 }

x Uroburo

Quello che lei chiama propaganda io la considero sentire e cercare di capire la storia.
Del resto puo’ trovare il testo in Internet.

Ho visto l’intervista, non cosi’ dilungata, ma definitivamente Benjamin Netanyahu ha detto: It’s our land.

Avevo anche due URLs del video, ma li ho cancellati.

Anita

447 Pino Nicotri { 18.01.09 alle 22:11 }

Ricevo e volentieri pubblico:

Lettera aperta a Dio
http://www.oscarb1.blogspot.com

448 Faust x Anita { 18.01.09 alle 22:25 }

… ucciucciucci,

NY City ed anche il neo Presidente, si sono espressi in favore di Israele, in favore dei Palestinesi ma contro Hamas.

… dunquedunque… prima non volevano Al Fatah… Ora “in favore dei Palestinesi” …. questo vuol dire che la Palestina (?¿) … havvintooo!!! adesso uno stato glielodevono dare, senza se e senzabbah!!! Ha vinto la resistenza: hanno ottenuto la vittoria, lo stato della Palestina vvvaaa!!! VITTORIA!! …

Cosa dici Anita!!?¿? … lo vorrei tanto, veramente sono spossato dal dramma di questa maledetta Terra… vorrei andare affarmi una vacanza sulle spiaggie palestine… e guardare i volti felici di questa povera gente terrorizzati da 60anni di stragi criminali dalle due parti,( x diversa motivazione … ma criminale resta e dalle due parti… DEVONO firmare x una pace DEFINITIVA o altrimenti ci sara una grande guerra) Vorrei andare sulle spiaggie dello Stoto di Palestina… vorrei mangiare con loro, conoscere gli anziani e bermi un the alla menta… scusa… stavo sognando…. spero che non sia, solo un sogno… ma ggia dalle scelte del new entry President of USA Barak Obama, dei suoi primi giorni, si capira se ho torto a vedere nero… o mi sono sbagliato… ciao cariño!!
Faust

449 Pietro Falco { 18.01.09 alle 22:26 }

x Uro

Non sono convinto che sia così scontato: la chiave sono gli Usa…

E quando Clinton, al crepuscolo del suo mandato presidenziale, provò a forzare la mano per l’accordo di pace, mi pare che gli israeliani si fossero dichiarati disposti a restituire il 97% dei territori occupati….

450 Anita { 18.01.09 alle 23:04 }

x Faust

Caro Faust,
per me questa guerra e’ un incubo, naturalmente per le vittime civili, ma anche perche’ non vedo luce alla fine de tunnel.
Certo che davanti al mondo Hamas ha vinto…ma vinto che cosa?
Tutt’oggi i razzi ancora piovono su Israele, ci dovrebbe essere un cessa fuoco…almeno per ricuperare i morti e per aiutare i feriti.

Il Presidente eletto avra’ un brutto risveglio, una cosa e’ fare campagna elettorale, un’ altra e’ trovarsi di fronte alle responsabilita’ di Capo di questa Nazione.
Anche oggi, qui e la’ ho sentito i suoi discorsi col teleprompter, tutta retorica, niente di solido.

Il suo primo compito sara’ indirizzato all’ economia, mettere piu’ miliardi in circolazione…c’e’ enorme controversia.

Come ho scritto, per ora le guerre hanno preso solo qualche piccolo spot.
La coronazione, la storia dell’aereo nel fiume Hudson hanno precedenza assoluta.
Non manca la frivolita’, cosa indossera’ Michelle Obama, etc…

Buona notte,
Anita

451 Pino Nicotri { 19.01.09 alle 1:09 }

x TUTTI

E’ IN RETE IL NUOVO ARGOMENTO.
BUONA LETTURA.
pino nicotri

452 Controcorrente { 19.01.09 alle 10:06 }
453 marco tempesta { 19.01.09 alle 11:35 }

Caro Uro, al di là delle divergenze di vedute, mi è evidente principalmente una serie di riflessioni: gli Israeliani in questo momento si sono bevuti il cervello, agiscono come mosche impazzite, hanno perso il bandolo della matassa, si danno in continuazione la zappa sui piedi. Sono cascati in pieno nella rete di Hamas. Sempre stando a ciò che appare.
Mai dimenticare che quel che ci è dato vedere è solo ‘ciò che appare’, non ‘ciò che è’. Le rivelazioni verranno in seguito, molto più in là. Forse.
Esisteranno certamente retroscena che noi non conosciamo, come è successo per la strage di Bologna ( ora è venuto fuori che non di estremisti neri si trattava, ma di un incidente ad una valigia di esplosivi trasportata da un palestinese. Propaganda anche questa?) e come è successo con le rivelazioni-choc di Cossiga.
Sta di fatto che, sia nella stampa in lingua inglese che in lingua francese, nessuno ha posto interrogativi ma si sono tutti limitati a raccontare ciò che stava accadendo. O nessuno in realtà ci sta capendo niente, o tutti si tengono defilati per timore di fare magre figure. Posssibile che siano tutti condizionati da Israele?

454 AlerseBegrendinops { 22.08.09 alle 9:41 }

It was a fantastic party!
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455 MayaLee { 31.07.10 alle 21:22 }

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456 logyleasy { 01.08.10 alle 19:59 }

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460 Ryan Reddix { 27.11.10 alle 0:52 }

Thank you – I liked this post.