La tragedia di Haiti è anche il nostro ignorare l’enorme debito morale, politico e civile che l’intero Occidente ha nei suoi confronti

La tragedia di Haiti è tale da lasciare senza parole. E da rendere ancor più piccine e petulanti se non tragicamente ridicole quelle che affollano la scena politica italiana. Sto leggendo un bel libro, che consiglio a tutti, “I giacobini neri”: narra la storia della rivoluzione degli schiavi di Haiti, allora ricchissima e invidiatissima colonia della Francia, in contemporanea con la Rivoluzione Francese. Quella di Haiti è l’unico esempio nella Storia del genere umano di rivoluzione vittoriosa di schiavi contro i padroni schiavisti. Tralascio le efferatezze compiute di routine e per un paio di secoli – con la benedizione del clero – dalla “superiore” civiltà europea contro qualche milione di poveri disgraziati sradicati dall’Africa e trasformati in schiavi dall’altra parte del mondo e spesso anche nella stessa Europa. Basti pensare a un particolare abominio creato dai cattolicissimi coloni: la suddivisione dei mulatti in ben 168 tipi, sottotipi e sottosottotipi a seconda delle frazioni – da una a 167 – di sangue da avi bianchi che potevano vantare: la quantità e il tipo dei diritti loro concessi variavano in base a quelle frazioni di sangue, fermo restando che comunque erano pur sempre angariati e discriminati anche quando avevano 167 parti di sangue “bianco” e una sola di sangue “nero”, per quanto assurdi siano questi termini.
E tralascio il fatto, molto poco noto, che lo stesso Robespierre aborriva sì la definizione di schiavo, ma non la sostanza della situazione, del resto lo stesso Voltaire lucrava con quote di possesso di navi addette alla tratta degli schiavi, le famigerate navi negriere, e che il grande Napoleone e la borghesia francese post rivoluzione francese hanno voluto con testardaggine riesumare lo schiavismo. Se non ci sono riusciti se non per breve periodo, lo dobbiamo agli haitiani, agli schiavi haitiani che si sono ribellati e hanno vinto guadagnandosi anche l’indipendenza di Haiti. E con l’indipendenza ci fu la prima abolizione definitiva dello schiavismo in uno Stato, dopo quella proclamata nel 539 a. C., cioè quasi 2.000 anni prima, da Ciro il Grande, creatore del concetto, e della pratica, dei Diritti mani, abolizione, concetto e pratica caduti però purtroppo in disuso con i suoi successori. Gli Stati Uniti infatti, considerati con la Rivoluzione francese i primi abolizionisti, in realtà lo schiavismo lo hanno abolito sull’intero territorio nazionale solo il 6 dicembre 1895, quando venne finalmente completato l’iter dell’approvazione del XIII emendamento della Costituzione. Ovvero, un secolo dopo Haiti!

Se l’Inghilterra dopo la Rivoluzione francese divenne abolizionista – contribuendo così in modo decisivo all’abolizione dello schiavismo nel mondo – lo dobbiamo alla rivolta degli schiavi di quella parte dell’isola di S. Domingo chiamata Haiti, cioè la parte occidentale, quella di fronte a Cuba. La parte orientale, diventata in seguito lo Stato che ancora oggi ha per capitale una città che si chiama S. Domingo,  era invece sotto dominazione spagnola e non diede grattacapi ai suoi coloni piovuti dalla Spagna. La Haiti di allora era di fatto l’unica colonia della Francia nonché la sua principale fonte di ricchezza, possedimento invidiato e bramato da tutto il resto dell’Europa. L’Inghilterra non vedeva l’ora di vendicarsi dell’aiuto militare dato dalla sempre odiata Francia  alla ribellione della sua colonia americana diventata in seguito gli Stati Uniti.

L’occasione si presentò quando il governo di William Pitt, discepolo di Adam Smith, si accorse di tre cose. La prima: che senza Haiti l’economia francese sarebbe crollata. La seconda: che il 50% degli schiavi razziati dall’Inghilterra in Africa venivano finivano acquistati dai coloni francesi di Haiti, e che quindi era la stessa Inghilterra a ingrassare l’odiata Francia dandosi così la zappa sui piedi. La terza: mentre la Francia aveva come unica colonia la floridissima Haiti, l’Inghilterra aveva invece altre grandi colonie, come per esempio in India, dove avrebbe potuto far produrre lo zucchero, il cotone e l’indaco, cioè le grandi ricchezze commerciali dell’epoca, ai disgraziati indigeni pagandoli appena un misero penny al giorno senza il peso del doverseli mantenere in toto come schiavi. Il maestro di Pitt, cioè Adam Smith, aveva condannato con Arthur Young la produzione con manodopera schiava perché risultava il tipo di produzione più costoso al mondo. Ecco perché il governo di Londra diventò di colpo abolizionista e in Inghilterra nacque la Società abolizionista. Non per motivi umanitari o convinzioni civili, ma solo perché si voleva soffiare sul fuoco della rivolta degli schiavi di Haiti per mettere in ginocchio l’eterna rivale sul continente europeo. La porcaggine inglese era infatti arrivata al punto che il capitano di una nave trasporta schiavi trovava il tempo di arricchire la religione britannica componendo l’inno “Come è dolce il nome di Gesù”. No comment.

Le mire di Londra sarebbero rimaste prive di efficacia se a Parigi non fosse nato il club degli Amici dei Negri, con rivoluzionari del calibro di Brissot, Mirabeau, Condorcet e l’Abbé Gregoire. Brissot era un giornalista che anziché sproloquiare o leccare il culo dei potenti come si usa oggi aveva visto con i suoi occhi cosa fosse la schiavitù negli Stati Uniti e ne era rimasto shoccato. Senza i soldi e l’appoggio inglese, interessati a togliere Haiti alla Francia, e senza l’esplosione della Rivoluzione francese, gli Amici dei Negri sarebbero rimasti dei romantici filantropi privi di reali capacità.

Per capire meglio l’importanza di Haiti nella nostra storia riporto due passi del libro cho ho citato:
1) Dal prologo, a pagina 28:
“Cristoforo Colombo sbarcò per primo nel Nuovo Mondo sull’isola di S. Salvador e, dopo aver innalzato lodi al Signore, si mise in fretta alla ricerca dell’oro. I nativi, i pellerossa, erano pacifici e cordiali e lo indirizzarono ad Haiti, una vasta isola (grande quasi come l’Irlanda) che dicevano essere ricca del prezioso metallo. Colombo salpò dunque per Haiti. Allorché una delle sue navi andò a incagliarsi in un fondale, gli indiani haitiani lo aiutarono tanto volenterosamente che ben poco andò perduto e di tutto il materiale portato al sicuro sulla spiaggia non fu rubato nemmeno uno spillo.
Gli spagnoli, gli europei più progrediti dell’epoca, si annetterono l’isola, la chiamarono Hispaniola e presero sotto la loro protezione gli arretrati isolani. Introdussero il cristianesimo, i lavori forzati nelle miniere, l’assassinio, lo stupro, gli sbirri, varie malattie sconosciute, la carestia artificiale (distruggendo le coltivazioni per ridurre alla fame i ribelli). Queste e altre caratteristiche della “civiltà superiore” ridussero la popolazione indigena da mezzo milione, forse un milione d’anime, a circa 60.000 nello spazio di 15 anni”.

2) – Dalla prefazione alla prima edizione, pagina 22:
“Nell’anno 1989 la colonia francese di Santo Domingo nelle Indie Occidentali copriva i due terzi del commercio internazionale della Francia e rappresentava il più vasto mercato della tratta europea degli schiavi. Era parte integrante della vita economica dell’epoca, la massima colonia del mondo, l’orgoglio della Francia, l’invidia di ogni altra nazione imperialista”.

Come si vede, Haiti con i suoi 500 mila schiavi esistenti nel 1789 e protagonisti di una rivolta durata 12 anni, ha avuto un ruolo centrale non solo nei destini economici di tre continenti, America, Europa e Africa, ma anche sullo sviluppo di quella che con un eurocentrismo tanto maniacale quanto immotivato chiamiamo Civiltà europea e occidentale, nella quale oggi viviamo. Se siamo liberi, lo dobbiamo in buona misura anche a quei martiri di Haiti, che conquistata l’indipendenza hanno anche saputo respingere ben tre eserciti invasori, spediti dalla Francia, Dalla Spagna e dalla rapace Inghilterra. Tanto rapace, che a un certo punto un ebreo di nome Karl e cognome Marx ha sentito il dovere di mettersi all’opera…

A parte tutto ciò, leggere i nomi di una serie di località e i fatti storici, eccezionali o quotidiani, che vi si sono dipanati, seguire le cronache e imparare a conoscere i personaggi di allora fino a sentirsi proiettati nell’Haiti di 2-3 secoli fa, e apprendere all’improvviso dai giornali che quella di oggi è ridotta a un mare di macerie e di morti, è una ben strana sensazione. Come una vivere una inspiegabile sovrapposizione del Passato con il Presente, un innestarsi della Storia con la Cronaca di una tragedia di Oggi. Bisogna però riaversi in fretta dalla stupefazione, e chiederci, ognuno nel suo piccolo, cosa possiamo fare per aiutare chi è rimasto di quei poveri disgraziati. Lasciando al ludibrio della Storia gli sciacalli che su quotidiani italiani sparano a titoli cubitali in prima pagina l’accusa di “tragedia del rifiuto del capitalismo”. Come se tragedie simili non possano presentarsi ovunque, compresi gli Usa degli uragani e dei vari terremoti di S. Francisco, e gli Usa sono la patria del capitalismo moderno.

E come se tragedie simili non si fossero mai presentate, a volte in dimensioni simili, vedi lo tsunami di Sumatra del 17 luglio 2006, e a volte in dimensioni per fortuna più piccole, in Paesi che il capitalismo lo hanno adottato eccome – spesso anche quello di rapina – come la stessa Italia, il cui territorio è un tremolio continuo che ogni tanto sfocia in tragedia tellurica dalla Sicilia al Friuli, passando per la Calabria, l’Irpinia e l’Abruzzo. Solo gli ignoranti in mala fede possono far finta di non sapere che non esistano le grandi responsabilità degli Usa, cioè della patria del capitalismo, nel disastro economico di Haiti, e di gran parte del centro e sud America, dove la Casa Bianca si è sempre alleata con la peggiore feccia al potere per poter rapinare le ricchezze del “cortile di casa”, come ha ricordato con un documentato commento il nostro forumista che si firma Vox.

Avrei voluto occuparmi anche di ciò che bolle nella pentola del Bel Paese, dove i berluscones cianciano di riabilitazione di Bettino Craxi quando sono i primi ad averne tradito soprattutto la politica estera accodandosi per esempio sempre più passivamente anche ai peggiori governi israeliani. E dove il papa si trova sempre più alle prese con contraddizioni e antagonismi non tutti positivi, anzi alcuni con pericolosità che non è affatto il caso di sottovalutare o tacere per evitarsi le solite lapidazioni oggi di moda. Ma di fronte alla enormità della tragedia haitiana le attuali nostre miserie è bene cedano il passo almeno per qualche giorno.

343 commenti
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  1. Controcorrente
    Controcorrente says:

    caro Az,
    ho letto che Silvio lamenta per Haiti,una mancanza di coordinamento.
    Potremmo vederlo magari con berreto da Ammiraglio, sul ponte di comando della Cavour ,insomma un altro trucco per rinviare la comparsa davanti ai giudici e sfuggire alla visita di controllo.
    Ho pure letto che ci sono dei danni al sorriso ,per il nostro..rischia di non sorridere più come un tempo..per il leader dell’ammore .

    Preghiamo che alla Cavour , nulla succeda del tipo …..quando il portellone non si abbassò e i bersaglieri dovettero rimandare lo sbarco in Libano..con tuuyti i giornalisti in attesa..!!

    cc

  2. Peter
    Peter says:

    xAnita

    bene, mi ‘compiaccio’. Non lo sapevo (o meglio, pensavo che la Garibaldi fosse una portaelicotteri, della Cavour non sapevo niente). Vedo anche che tutti i bloggers si ringalluzziscono al pensiero che anche l’Italietta sia munita di ‘carriers’.
    Invece il post che hai riportato e’ molto interessante, e sensato. Molto meglio sarebbe stato mandare una nave cargo, container, cisterna, petroliera (senza petrolio)…A meno che italiani ed americani non intendano ‘conquistare’ Haiti…
    Ricordo di aver letto che una volta fecero osservare a Mussolini che l’Italia non aveva portaerei (e molte altre cose che nessuno osava dire…), alche’ egli rispose che tutta l’Italia era una portaerei. Al posto dei critici, io avrei poi notato ‘caro duce, c’e’ anche severa carenza di bagni pubblici…’

    Peter

  3. Peter
    Peter says:

    xAnita

    nota come la Marina Italiana sia rimasta monarchica, lo si vede bene nel tuo link. Regia Marina con lo stemma dei Savoia, accanto M. I. col tricolore ‘vuoto’, come se mancasse qualcosa.
    So che fino a qualche tempo fa l’arruolamento in marina era precluso di fatto ai giovani di famiglie ‘sospette’ di aver votato Repubblica nel 1946…ora non saprei

    ciao, Peter

  4. Anita
    Anita says:

    x CC

    E si’, purtroppo la situazione non e’ facile.

    Per effettuare il lanci di vettoviglie e necessita’ dagli elicotteri, devono mandare sul luogo i Marines per far si che non vengano saccheggiati dai looters-saccheggiatori armati.

    Non ti dimenticare che i Tonton Macoute sono ancora in giro…e qualche migliaio di prigionieri circolano liberi.

    Vedo camions pieni di merce, ma la vendono…i poveri affamati con soldi in mano vengono calpestati e derubati…

    Ho appena letto che in alcuni casi impediscono le operazioni di scavo per quelli seppelliti sotto le macerie.
    I soccorritori scappano e quando ritornano…e’ troppo tardi.

    Hanno dovuto abbandonare una ragazza ancora sotto le macerie mentre la stavano intubando, al ritorno l’hanno trovata con gli occhi sbarrati. (parole testuali)

    In altri luoghi sono sereni e ben organizzati, nelle chiese ci sono rifugiati e sono autonomi.
    Qui e’ la’ creano comunita’ all’aperto e cercano di convivere in armonia malgrado tutto.

    Anita

  5. Anita
    Anita says:

    x Peter

    Sono in via d’uscita, percio’ breve.

    E’ nell’interesse degli USA il NON avere una Nazione totalmente destabilizzata come vicina…

    Ci sono pro e con per la Cavour. Gli elicotteri possono trasportare gli aiuti.

    Le portaerei stanno a distanza per il timore di essere assalite da rifugiati.

    Anita

  6. Pasquino
    Pasquino says:

    CARNEVALE

    E’ carnevale.
    Graziose maschere per le contrade
    per le piazze e nelle sale.
    Son tesori di damine
    in merletti e sete fine,
    mascherati i visetti,
    con parrucche veneziane,
    dame, damigelle, cortigiane,
    che si scambiano gli inchini:
    Colombina, i miei rispetti!
    Un saluto ad Arlecchino!
    Ciao Brighella a Balanzone
    Gianduia dispensa gianduiotti
    Mi regali una caramella?
    alcuni bevon a garganella
    Ora fanno un girotondo
    festoso e vagabondo
    per le strade, per le sale,
    per sfilare con il costumino
    del festoso carnevale.
    Alla sera stanche, stralunate,
    dei saltelli e dei balletti,
    tutte a tavola mascherine,
    a saziarsi di gustose paste e salsine
    di dolcetti e tortine.

  7. Peter
    Peter says:

    era molto meglio il carnevale veneziano di qualche secoletto fa. Maschere si’, ma costumi no…o meglio, se li toglievano facilmente e si andava ‘au naturel’, maschi e femmine, con liberi incontri intimi per le strade…sia gli aristocratici che il popolo, mi pare. Dov’e’ che l’ho letto?

    Peter

  8. Follotitta
    Follotitta says:

    Per Pino. Ho appena spedito un commento che non e’ apparso. Se puoi fare qualcosa, perche’ a riscriverlo se ne parla domani.
    Grazie.

  9. marco tempesta
    marco tempesta says:

    As the philosopher David Hume (echoing Epicurus) put it in 1776: “Is God willing to prevent evil, but not able? Then he is impotent. Is he able, but not willing? Then he is malevolent. Is he both able and willing? Whence then is evil?” (Bbc news)
    ————
    Questa è una bella questione!
    Dio vuole prevenire il male ma non ne è capace? Allora è impotente.
    Ne è capace ma non vuole? Allora è malevolente.
    Lo vuole e ne è capace? Allara perchè c’è il male?

    Beh, lo spiritismo una spiegazione la dà. E pure molto plausibile.

  10. Peter
    Peter says:

    xMarco

    ho una grande diffidenza verso coloro che credono negli spiriti. Conoscevo una tale che credeva agli spiriti e molte altre cosette, non so come si conciliasse con la sua fede di testimone di Geova. Finche’ non venne internata per due mesi e poi dimessa con una bella curetta a base di antipsicotici. Da allora non parla piu’ di spiriti, e tra l’altro non parla piu’ al ritmo di 60 parole al minuto.
    Pero’ l’altro giorno ho incontrato un tale molto razionale che crede negli spiriti… pero’ nell’omeopatia no, perche’ irrazionale. Mah…

    Peter

  11. Ma chi se ne frega delle convinzioni private di monsignor Angelini
    Ma chi se ne frega delle convinzioni private di monsignor Angelini says:

    PIO XII: CARD. ANGELINI, PER ME E’ GIA’ SANTO
    “Pio XII ha davvero meritato l’appellativo di ‘Pastor Angelicus': piu’ di tutti si e’ prodigato, in maniera discreta per evitare ulteriori persecuzioni alle vittime del nazismo, per salvare il maggior numero possibile di ebrei, ordinando alle strutture religiose di dare loro copertura e ospitalita'”. Lo afferma il card. Fiorenzo Angelini, 96 anni, suo ultimo collaboratore vivente. “Considero Pio XII – spiega in un’intervista – santo sin da quando era in vita e come tale lo venero dal giorno del suo ritorno al Cielo”. E, aggiunge Angelini commentando la notizia del miracolo pubblicata da Petrus, “ero certo che prima o poi sarebbe arrivato; speriamo che questo sia quello giusto”
    Shalom

  12. Rodolfo
    Rodolfo says:

    Pino Nicotri { 19.01.10 alle 16:34 }
    x Rodolfo
    Ma non mi aveva promesso delle risposte?

    E´vero ,ma non so cosa risponderle.

    Forse certe sottigliezze possono essere capite solo da chi ha una cultura politica di un certo rilievo. A me questo purtroppo manca.
    Se lei ha antenne particolari, ed ha tratto ,dal discorso del Papa significati particolari, sarebbe bello se lei potesse chiarire.

    Lei concludeva il post Nr.118 Cosi:-
    “P. S. Ha capito il senso del discorso di “apertura” del papa nell’incontro col rabbinato romano, parte del quale non se l’è sentita – giustamente – di essere d’accordo? Ha capito verso dove ci stanno portando?


    Per me e´solo cosi.
    Al di la´delle frasi di cortesia e delle parabole, del desiderio di fratellanza, di comprensione etc , etc , il problema (dissenso) era , ed e´girato solo attorno al comportamento di Pio XII.

    Mentre Pacifici si auspicava l´apertura degli archivi del Vaticano, suppongo per chiarire dei fatti riguardo l´Ebraismo in generale ed a quello Romano in particolare, durante il pontificato di Pio XII,
    Di Segni ha parlato del silenzio di Dio riguardo le guerre e le tragedie che sono un mistero imprescutabile.
    (Lo stesso pensiero e´stato espresso da me in questo blog qualche giorno fa´, in relazione alla tragedia di Haiti).
    Al contrario( ha continuato) per l´uomo il silenzio e´incomprensibile.
    Si riferiva naturalmente al silenzio di Pio XII.

    Il Papa, non si e´composto piu´di tanto, accennando solo ai Cristiani che mettendo in gioco la propria vita hanno aiutato gli Ebrei a nascondersi. Senza chiedere nulla in cambio. Se non ricordo male , (e´passato qualche anno) lei accenno´, che suo padre fece anche qualcosa del genere. Il Papa ha continuato dicendo che anche la Sede Apostolica salvo´ e nascose Ebrei, “in modo discreto”.

    Troppo poco. Bisogna avere pazienza.
    Benedetto XVI ha cercato di far capire che il suo predecessore Pio XII aveva salvato molte vite Ebree.

    Non sarebbe stato gentile se qualcuno si fosse alzato e avesse domandato al Papa, quanti esattamente di Ebrei sono stati salvati? Se in Vaticano o nella sua residenza estiva, se , se ne conoscono i nomi, e sopratutto perche´,nessuno dei sopravissuti ne ha mai parlato?
    E perche´non ne ha mai parlato lo stesso Pio XII o qualcuno dei suoi collaboratori?
    Il 16 Ottobre del 1943 erano stati rastrellati ben 2091 Ebrei da deportare ad Auschwitz. Fino a quel momento gli Ebrei Romani si sentivano relativamente sicuri, perche´all´ombra del Vaticano.
    Prima di partire, il treno pieno di deportati e´rimasto fermo alla stazione un intero giorno. Pio XII, avrebbe avuto il tempo di intervenire,ma non lo ha fatto. Forse, anche se lo avesse fatto ,quel treno sarebbe partito lo stesso, non l´ho sapremo mai , ma sarebbe stato un segnale molto importante per gli Ebrei stessi.Tra l´altro anche per i Cristiani, forse ancora di piu´.
    Oltre cio´, e´interessante che, anche se il Vaticano ha riconosciuto lo Stato di Israele, nel suo discorso non lo ha nominato una sola volta.
    Ha parlato sempre di Terra Santa.
    Ciononostante la visita del Papa al Tempio Maggiore , e´sempre un grande avvenimento. Tutto il resto verra´con il tempo, secondo me , i presupposti ci sono. Un saluto ed una buona serata. Rodolfo


    Pe quanto riguarda la demonizazzione di Craxi, erano tutti della stessa pasta, i socialisti, i comunisti ed i democristiani. Ha pagato solo lui, ed io lo trovo ingiusto.

  13. Mario Lettieri e Paolo Raimondi: I rischi dell'"inflazione controllata"
    Mario Lettieri e Paolo Raimondi: I rischi dell'"inflazione controllata" says:

    I rischi dell’”inflazione controllata”

    Mario Lettieri, sottosegretario all’Economia nel governo Prodi
    Paolo Raimondi, economista

    Per salvare le banche con i soldi pubblici, gli stati, a cominciare dagli Stati Uniti e dagli altri paesi più profondamente coinvolti nella crisi finanziaria globale, hanno drammaticamente aumentato il loro debito.

    Un recente studio della Bank of England ha quantificato il costo di questi salvataggi e delle varie forme di intervento pubblico in circa 14.000 miliardi di dollari.

    Il debito pubblico americano ha raggiunto il 90% del Pil. Per gli Usa è diventato insostenibile in quanto si somma ad un gigantesco debito privato. Per fortuna in molti altri paesi industriali questo è stato finora relativamente contenuto.

    L’Italia pur avendo un debito pubblico del 120% del Pil, può contare ancora su un notevole risparmio delle famiglie.

    Nei prossimi mesi il mondo sarà inondato da obbligazioni e da altri titoli emessi proprio per coprire i disavanzi e l’aumento dei debiti pubblici. Il sistema economico e finanziario è impegnato a conquistare i compratori che la crisi ha reso meno disponibili e più poveri.

    Già si parla di rischio di “bancarotta argentina”per alcuni stati come la Grecia o l’Ungheria. Invece negli USA, in Inghilterra e altrove si sta facendo strada la pericolosa soluzione di una “inflazione controllata”.

    Questa è vista come un “abbassamento del debito” per lo Stato a spese della maggioranza della popolazione e dei detentori stranieri dei titoli di debito. Si ricordi che il debito americano è per il 44% in mani straniere.

    L’inflazione vuol dire “svalutazione” del debito pari al tasso di aumento generale dei prezzi.

    Recentemente negli Usa è partita una vera e propria campagna mediatica a sostegno della “controlled inflation”. Due noti economisti come Kenneth Rogoff e Paul Krugman, ne sono diventati i paladini.

    E’ stato già preparato uno studio intitolato “Using inflation to erode the U.S. public debt” (Usare l’inflazione per ridurre il debito pubblico) che sta provocando un intenso dibattito nei circoli finanziari e sulla stampa economica.

    Nello studio in questione si sottolinea che “con una moderata inflazione del 6 %, in USA si potrebbe ridurre il tasso debito/Pil del 20% in 4 anni”.

    Si fa un paragone con il periodo che va dal 1946 al 1955 quando l’inflazione ridusse di circa il 40% il rapporto debito/Pil che era del 108,6%. Ma allora vi era un’economia reale in robusta crescita, oggi avremmo invece una “stagflazione” sconfinante nella recessione economica.

    L’“inflazione controllata” è vista in più come la exit strategy per altre situazioni presentate come insostenibili quali il crescente costo delle pensioni e del welfare.

    L’impoverimento delle famiglie e dei settori più deboli della società, combinato con le perdite sul risparmio provocate dall’inflazione, sarebbe la miccia di una vasta e forse incontrollabile esplosione sociale. Se la crisi fino ad oggi ha prodotto meno reddito e più disoccupazione, l’inflazione renderebbe pandemica l’insicurezza sociale che negli USA neanche il carismatico Obama riuscirebbe a bloccare.

    L’inflazione è una “bestia” molto pericolosa e difficilmente manovrabile. Quando si lascia libera non è detto che poi si può fermare.

    E’ infatti da tempo ripartita anche la speculazione sulle “commondities”, che gonfia i prezzi delle materie prime e di altri beni di largo consumo, come alcuni hanno denunciato. Tra questi anche il ministro Giulio Tremonti alla riunione del G7 di Lecce dello scorso giugno.

    L’Europa e l’Italia hanno una triste esperienza con l’inflazione. Perciò non si può giocare con il fuoco. L’unica soluzione vera alla crisi sta nella ripresa dell’economia reale.

    Certe scappatoie potrebbero essere devastanti.

  14. Uroburo
    Uroburo says:

    In effetti quello dell’esistenza del male è un problema irrisolvibile per tutte le religioni (monoteiste) basate sull’esitenza di un Dio creatore.
    Perchè se Dio è il creatore onnipotente ed onniscente che ci tramandano allora, in qualunque modo la si voglia mettere, è responsabile del male del mondo.
    Se invece non è onnipotente ed onniscente allora non è quel Dio che ci hanno tramandato.
    Gli Dei dell’antica religione, tanto più simpaticamente umani, non erano onnipotenti, anch’essi infatti sottostavano alla Moira, al Destino. U.

  15. Pino Nicotri
    Pino Nicotri says:

    A PROPOSITO DI DIO

    Un giorno chiesero a Confucio de Dio esiste ed è buono. Confucio rispose così:

    “Se esiste e non può eliminare il male allora non è Dio. Se esiste e non vuole eliminare il male allora non è buono”.
    Risposta impeccabile. Sotto ogni profilo.
    pino nicotri

  16. Peter
    Peter says:

    si potrebbe arguire che il male nel mondo e’ relativo, mentre Dio e’ assoluto. La sofferenza e’ male per i singoli umani, cosi’ le prevaricazioni, le guerre, carestie, catastrofi naturali con vittime umane…ma dal punto di vista divino sono bazzecole, o meglio cosette molto relative nell’ordine globale, e per noi umani imperscrutabile, delle cose…
    Mi rendo conto che sono tutte ‘bollocks’, ma hanno una loro logica interna. Questo per dire che non e’ mai possibile liberarsi dagli effetti a lungo termine di una educazione religiosa avuta da piccoli.
    Qui in GB una insegnante e’ stata sospesa per aver cercato di influenzare i bambini con le sue credenze religiose

    Peter

  17. Uroburo
    Uroburo says:

    Caro Pino,
    non conoscevo di questa frase di Confucio, però ho ascoltato anni fa un lama tibetano, quindi buddista, fare una critica al Dio creatore della tradizione monoteista che diceva sostanzialmente la stessa cosa.
    Se il male esiste e Dio è onnipotente ed onnisciente ne è in qualche modo responsabile. Non foss’altro che per omissione.
    Se poi il male debba esistere oppure no, questo con il problema dell’esistenza di un Dio creatore ed onnipotente non c’entra nulla.
    Un saluto, U.
    PS. Un saluto anche a Rodolfo il cui ritorno ni fa molto piacere ed a cui do il bentornato.

  18. Uroburo
    Uroburo says:

    per Peter
    Ehhhh no! Dio ha stabilito che cos’è il bene ed il male, l’ha stabilito con i dieci comandamenti che quindi definiscono il bene ed il male per tutti, lui compreso. Stiamo mica a giocare con le parole. U.

  19. marco tempesta
    marco tempesta says:

    Mah, Peter, io con lo spiritismo ci ho lavorato, ed anch un bel po’. Non si tratta di credere o non credere: io facevo domande ed ottenevo risposte. Le risposte si rivelavano esatte. Che poi provenissero dagli spiriti o da chissachi, proprio non sono in grado di dirlo. Si parla di spiriti perchè non abbiamo un altro nome da usare. Certo che predire il futuro con la precisione con cui è stato predetto svariate volte a me, e far succedere fenomeni che mi son capitati personalmente, non è in potere di nessun essere umano cosiddetto ‘normale’. Io stesso predico il futuro con le carte, a volte in maniera vaga, ma a volte con una tale quantità di dettagli e, specialmente, contro le mie aspettative, che quando poi le previsioni si verificano esattamente, il primo a meravigliarsene sono proprio io. Quando poi certi fenomeni, seppur non costanti sono però sistematici, un po’ di domande me le pongo.

  20. marco tempesta
    marco tempesta says:

    Caro Uro, belli i dieci comandamenti: sono gli stessi che avrebbe studiato per sè il classico Raìs mediorientale. Saddam non avrebbe saputo inventare di meglio. Bello anche quel riferirsi alla “donna d’altri”. Di chi sarebbe la donna? Non di se stessa, per caso?

  21. Controcorrente
    Controcorrente says:

    caro peter,

    che la Marina italiana sia rimasta monarchica , può darsi, ma lo stemma al centro del Tricolore ,non è quallo dei savoia.
    Più semplicemente raggruppa gli stemmi delle 4 repubbliche marinare.
    Repubbliche ..ironia della sorte..!!
    Che sventola anche sulla barca della Sylvi!
    Io credo poi che nessuno si sia ringalluzzito troppo per il fatto di “anche noi ” la portaerei, basta vedere quanto ci è costata.
    Ma se funziona è un buon viatico, per Otomelara e band e per la cantieristica italica.
    Come già dicevo in passato Livorno e zone, hanno parecchie commesse da parte di Cina ed India.
    Poi sai è più che evidente che per noi il periodo delle cannoniere è finito da tempo, per altri si aprono invece,godiamoci gli ultimi frutti in termini di commesse.

    cc

  22. Peter
    Peter says:

    xUroburo

    i dieci comandamenti (se vogliamo attenerci al Dio monoteista ebraico e cristiano) definiscono solo i rapporti tra l’uomo e Dio, e tra gli uomini. Non e’ detto che quello sia necessariamente il bene o male per esso stesso. Comunque, potrebbe ancora lavarsene le mani perche’ il male sarebbe provocato dall’uomo per il fatto di non rispettarli (es. non uccidere, non rubare, etc…). Se Dio lo impedisse, l’uomo verrebbe privato della capacita’ di scegliere…
    Quanto alle catastrofi naturali, quelle sono ‘acts of God’, come dicono gli anglosassoni. Cioe’ sono fatti suoi…

    Peter

  23. Peter
    Peter says:

    xCC

    scherzavo sul ringalluzzirsi. Comunque non sapevo, anzi non avevo guardato neanche, che quelo fosse lo stemma delle quattro repubbliche marinare. Sic stantibus rebus, per me potevano anche tenerselo…

    un saluto

    Peter

  24. Controcorrente
    Controcorrente says:

    Oltre cio´, e´interessante che, anche se il Vaticano ha riconosciuto lo Stato di Is..aele, nel suo discorso non lo ha nominato una sola volta

    ——
    Mica ti riferivi alla Pal..stina per caso , in questo caso essendo terra di più religioni , mi spieghi cosa cacchio c’entra lo stato di Is..ele.
    Dierei un atteggiamento “laico” da parte di B16
    ……..

    Pe quanto riguarda la demonizazzione di Cr.xi, erano tutti della stessa pasta, i so..listi, i comunisti ed i democristiani. Ha pagato solo lui, ed io lo trovo ingiusta.

    ………….
    Ma allora se si è trattato di” martirio” promuoviamo tutti insieme” ecumenicamente parlando” una causa di beatificazione.

    cc

  25. Controcorrente
    Controcorrente says:

    X Rolfo e per tutti…
    Strano a te la parola soc..sti, passa per intero , a me no.
    Due pesi e due misure ??

  26. Controcorrente
    Controcorrente says:

    X peter

    Direi, che si è fatto bene a tenerlo!(il simbolo)

    Con le 4 Repubbliche più Firenze ed altri, nel Rinascimento, con le cannoniere nel Mediterraneo avevamo il Pil più alto del mondo!
    E anche quello pro-capite.
    Che bei tempi…ma non tornano più ..cucù!

    cc

  27. Controcorrente
    Controcorrente says:

    caro marco,
    quello che mi riesce difficile capire degli spiriti (a tuo dire) e se esistono quelli buoni e quelli malvagi.
    O se sono spiriti e basta.
    E’ una domanda seria!

    cc

  28. Controcorrente
    Controcorrente says:

    X Pino
    Confucio,confucio..grande e primo filosofo “borghese”,tutto sommato.

    cc

  29. Pino Nicotri
    Pino Nicotri says:

    A PROPOSITO DEI DIECI COMANDAMENTI

    Ma erano davvero dieci o di più? In ogni caso sono stati ritoccati. Per esempio, il comandamento “Onora il padre e la madre” proseguiva aggiungendo “se ne vuoi ereditare la terra”. E quello del “Non desiderare la dona d’altri” proseguiva ordinando di non desiderare neppure “l’asino e gli schiavi” degli altri. Più maschilisti di così si muore. Il comandamento che intima “Io sono il Signore Dio tuo e non avrai altro Dio all’infuori di me” è stato opportunamente limato e comunque proseguiva avvertendo minacciosamente “sono un Dio geloso”: il che rende evidente che anche gli ebrei erano politeisti, almeno fino a una certa epoca, come del resto attesta in modo inequivocabile quel plurale “Elohim” usato all’inizio della Genesi per dire “Elohim creò il mondo” anziché al singolare “Eloha creò il mondo”.
    Comunque, i dieci comandamenti, soprattutto i primi tre, sono calcati dal tipico contratto di sottomissione ai re dei re persiani da parte dei singoli re e potenti locali.
    E una delle cose più importanti che si evita accuratamente di dire – oltre a quella dimostrata dagli archeologi israelieni ed ebrei Israel Filkenstein e Neil Silberman che non è esistito nessun Abramo emigrato da Ur e nessun Mosè cone annessa schiavitù in Egitto (non è esistite neppure quella a Babilonia, ma tralasciamo) – è che gli abitanti di Canaan fino a una certa epoca parlavano una lingua fenicia per il semplice motivo che erano fenici! Come del resto dimostra il fatto che la parola Canaan deriva da una parola accadica che significa “rosso” né più e né meno come “fenicio” e che il Dio di Israele si chiamava El esattamente come il dio fenicio El.

    L’ho detto varie volte e lo ripeto: i libri “sacri” sono interessanti opere letterarie. Il dramma è che una massa di fissati li vuole imporre come verità storiche e quindi fonte di leggi morali, oltre che spesso come fonte di diritti a spese altrui. I “Padri Pellegrini” che sbarcarono in America con il tre alberi preso in affitto Mayflower non s’erano forse portati appresso vari “figli e figlie di Sion” per poter chiamare il “Nuovo Mondo” la “nuova Sion”? Il sionismo a sbafo altrui è quindi una vecchia storia.
    Tre pater, ave e gloria.
    pino

  30. Controcorrente
    Controcorrente says:

    cara Anita,
    personalmente per il momento non sento grandi polemiche sull’uso della Cavour.
    Diciamo che se tutto fila liscio, è anche un’ottima operazione “di immagine ” promozionale.
    Non dimenticare mai che siamo governati dal re dell’immagine (noi) ,che di certo non si lascia sfuggire nessuna occasione.
    abruzzo docet!

    cc

  31. Anita
    Anita says:

    x CC

    Veramente non ho vista l’immagine dei Reali.
    Non su la Cavour.

    Mi posso sbagliare, ma in quel link c’erano diverse foto e non tutte della Cavour.
    La prima, si’, definitivamente, ma non mi sembrava di una portaerei moderna.

    Scusami, non ho letto altro.

    Mi ero dimenticata di spegnere il PC e sono stata fuori piu’ del previsto.

    Sai noi americani sciuponi dobbiamo coprire alcune miglia per un filone di pane o un francobollo. ;-)

    Non mi lamento, anni fa’ prima del highway 95, dovevo andare a Providence per qualsiasi fabbisogno.

    Il mio Stato e’ piccolo, figurati se vivessi in uno Stato grande….

    Buona notte,
    Anita

  32. Anita
    Anita says:

    Adesso capisco, oggi e’ il decennale della morte di Bettino Craxi.

    L’ho conosciuto durante una visita nel RI alla Brown University, abbiamo avuta una piacevole conversazione, niente di politico.
    Gli chiesi da dove derivava il suo cognome, non milanese e non Italiano.
    Non ricordo bene la sua risposta, ma se la memoria mi aiuta credo che mi disse che era di famiglia siciliana, nato a Milano.

    Le sicurezza era al massimo, lo venni a sapere dopo.

    Ricordo che era molto alto, almeno vicino a me e ai miei 155cm di allora.
    Un gentiluomo raffinato.

    Dovetti servire da traduttrice, il mio italiano-inglese era il migliore che potevano trovare, confesso che ero imbarazzata.

    Penso che fosse durante la presidenza di Reagan.

    Mi dispiace che sia morto in esilio, io l’ho conosciuto solo per una mezzoretta…e mi ha lasciata una buona impressione.

    Anita

  33. Anita
    Anita says:

    Ansiosamente aspettando i risultati delle elezioni senatoriali del Massachusetts.

    Qualsiasi siano i risultati e’ un grandissimo segnale di malcontento alla Casa Bianca.

    Scott Brown (R) era uno sconosciuto fino ad un mese fa’.

    Adesso e’ un tossup con Martha Coakley (D) molto conosciuta e con molti $$$$$ da spendere per la sua campagna elettorale.

    Il Massachusetts e’ uno Stato molto blue, democratico, il posto in ballo e’ quello di Ted Kennedy.

    Anita

  34. Faust
    Faust says:

    Faust … questo del moderatore è un giochino che mi ha stancato…. niente me ne vado… cosi non è possibile… invece di un piacere diventa una fatica… grazie attutti… { 20.01.10 alle 3:14 }

    …. notte!!
    Faust

    Il tuo commento è in attesa di moderazione.

  35. Faust
    Faust says:

    Faust { 20.01.10 alle 3:16 }

    Faust … questo del moderatore è un giochino che mi ha stancato…. niente me ne vado… cosi non è possibile… invece di un piacere diventa una fatica… grazie attutti… { 20.01.10 alle 3:14 }

    …. notte!!
    Faust

    Il tuo commento è in attesa di moderazione.

  36. Anita
    Anita says:

    x Faust

    In un certo modo succede anche a me.
    Quando clicco Submit, nella linea di sotto appare un breve messaggio, non lo posso copiare.

    Ma se NON vedo quel messaggio, e vedo “done=fatto” il post non passa.

    Questo website funziona stranamente, io mi devo registrare ogni volta che entro.
    Il mio nome e indirizzo e-mail.

    Pensa che ho scritto un solo commento in altri websites anche a distanza di anni e riconoscono i miei dati appena apro.

    A volte mi confondo perche’ uso altri nick e dato che non frequento spesso o molto di rado, mi riconosco solo dall’indirizzo.

    Anita

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