Festa della donna e pensione a 65 anni. Con la medicina predittiva che farà vivere tutti 100 anni e in buona salute

Le nozze con i fichi secchi devono essere una specialità nostrana. Non vorrei guastare (anche) la Festa della Donna dell’8 marzo, ma c’è qualcosa che non torna nelle polemiche di questi giorni contro la (timida) idea del ministro Brunetta di elevare entro il 2018 l’età pensionabile anche delle donne a 65 anni, così come è avvenuto per gli uomini. Da notare che il provvedimento riguarderebbe le sole donne impiegate dello Stato, non quelle delle aziende private. In Inghilterra il traguardo della pensione a 65 anni anche per le donne sarà raggiunto nel 2020, cioè due anni dopo l’Italia, ma riguarderà tutte le lavoratrici, non solo quelle del settore pubblico. Il problema comunque è molto semplice. Anno più, anno meno,  le donne italiane vivono in media 84 anni, 6 più degli uomini. Il fatto che le donne vadano in pensione 5 anni prima degli uomini, cioè a 60 anni, significa che sul sistema pensionistico “pesano” 11 anni più degli uomini. Infatti i 6 anni di maggiore longevità sommati ai 5 di andata in pensione prima dei maschi dà per totale 11. Una donna vive quindi per ben 24 anni a “spese” del sistema pensionistico, vale a dire quasi il 29% dell’intera sua vita. Per carità, saremmo tutti felici se ci fossero i soldi (e il lavoro per gli uomini) sufficienti per mandarle in pensione magari anche prima dei 60 o dei 50 o dei 40 anni. Il problema è che i quattrini non ci sono più….. A furia di scialare siamo alla frutta. E con il debito pubblico che aumenta di nuovo…. La Germania si è stufata di pagare per tutti, Italia compresa, ed è quindi stufa anche del fatto che le sue donne sono già sul traguardo della pesnione a 65 anni, come gli uomini: pari diritti, pari doveri. In tema di diritti e doveri la disparità significa necessariamente il privilegio per qualcuno e la penalizzazione per gli altri. La Germania (e la Francia) non vede l’ora di cacciarci dall’Europa assieme alla Grecia, più disastrata di noi. E se ci cacciano dall’Europa è la fine non solo per l’unità d’Italia.
Prima di guardare cosa fanno nel resto d’Europa in tema di età pensionabile anche femminile, aggiungiamo solo che un trattamento così di favore si potrebbe capire – e giustificare – se le donne facessero ancora un mucchio di figli, come accadeva fino a qualche decennio fa. Far figli, dalla gestazione al parto all’allattamento, è faticoso, e per certi versi è anche un lavoro di pubblica utilità, di utilità sociale. La società infatti, come le sue aziende e la sua ricchezza, NON esisterebbe senza nascite. E a partorire sono le donne. Solo le donne. Per concepire bisogna essere in due, ma la gestazione, il parto e l’allattamento sono solo a carico del gentil sesso ex “sesso debole”. Da qualche tempo però le mamme italiane fanno poco più di un figlio a testa, con una media di 1,18. Se nel lontano 1964 ne misero al mondo un milione, negli ultimi anni la media è scesa a poco sopra la metà. E ormai anche l’uomo può usufruire di congedo per maternità. Pardòn: per paternità.
Se in Danimarca si va in pensione tutti, uomini e donne indistintamente, a 67 anni, e mai prima dei 65, in Spagna il governo sta pensando di elevare l’età pensionabile a 70 anni, e a quanto pare per tutti. Il traguardo dei 65 per tutti è ormai nella tabella di marcia di tutti i Paesi europei, che però già stanno pensando di arrivare a quota 67, mentre la Spagna come abbiamo visto ho masso gli occhi addirittura su quota 70.
Oltre a non ammazzarsi più di lavoro per i figli, e neppure per il lavoro domestico (colf ed  elettrodomestici alleviano non poco) le italiane, e gli italiani, non si affanno più di tanto neppure per i propri genitori, nonni, ecc. Ormai ci sono le badanti, o lo “sfasciacarrozze” sotto le sembianze finto allegre di gerontocomi, “baggine” varie, “Case di Riposo”, ecc. Non si può sostenere che le donne è bene vadano in pensione prima perché in casa si ammazzano di lavoro. Non lo fanno più né per i figli né per i genitori, così come i padri latitano soprattutto per quanto riguarda l’educazione dei figli: meglio piazzarli davanti al televisore. Gli anziani e i vecchi nel nostro Belpaese sono ormai roba da rottamare o da tenere comunque “fuori dalle palle”, i vecchi non vanno più bene per il Grande Fratello né per le Veline né per “Amici” e cose di questo genere, al massimo per qualche comparsata patetica da Raffella Carrà, che peraltro molto giovane non è più neanche lei…. Insomma, l’Italia ha perso la memoria e anche quella incorporata negli anziani, perché impegnati come siamo a raccontarci balle dipingendoci sempre come “brava gente” e nascondendo le immondizie sotto il tappeto, della memoria non sappiamo più che farcene, anzi: ricordare cosa abbiamo fatto o come eravamo dà solo fastidio. Meglio una bella Memoria, monumentale, trombonica, a senso unico. Per il resto, tutti “ggiovani”, tutti “bbelli”, tutte “bbone” o “fiche spaziali”, tutti “fichissimi”, tutti berluschini o tutti “politicamente corretti”. I vecchi? Che vadano a farsi fottere, loro e la memoria, molto meglio la mutanda a filetto o il pantalone a vita bassa con mutanda maschile in bella vista, molto meglio esibire il culo in pubblico e tenere nascosto il “matusa”. La memoria? E che è? “Robba che se magna?”. Che bisogno c’è di ricordare se la tv ci regala la realtà che meglio ci aggrada e Internet addirittura ci regala quella virtuale?

Polemiche a parte, credo che dovrebbe essere ripensato l’intero sistema pensionistico, che ha sperequazioni pazzesche. Ne fanno le spese le donne e i giovani, che non so se la pensione potranno mai averla. Credo anche che si dovrebbe ritirar fuori e in qualche modo adottare il “salario al lavoro domestico”, idea lanciata dalle femministe più dure e sensate negli anni ’70. In ogni caso, la vita media è destinata ad allungarsi, e non di poco, nel giro di pochi decenni: tutti più o meno centenari e in buona salute fino a tardi. Così stando le cose, ammesso che ci sia lavoro a sufficienza per tutti, compresi i giovani trattati ormai come sottoccupati cronici, che senso ha andare in pensione a 60 anni? O anche prima dei 70-75? Che la vita media sia destinata ad allungarsi, e non di poco, sempre se con una bella guerra nucleare le cose non vengano invece drasticamente “rimesse a posto”, l’ho capito bene nell’estate del 2007 curando la riscrittura del bel libro edito da Sperling&Kupfer “Il manifesto della lunga vita”: quasi 400 pagine di decine di studiosi che dimostravano come la rivoluzione della medicina predittiva allungherà di molto la vita e gli anni in buona salute. La medicina predittiva è quel nuovo tipo di medicina che con opportune analisi mostra di quali mali ci possiamo ammalare nei prossimi anni permettendo così di intervenire in tempo per eliminare i pericoli, con medicine, diete, staminali, ecc.

Il professor Gianluca Pazzaglia, di Perugia, per quanto molto giovane è uno dei migliori specialisti italiani di Medicina preventiva, argomento sul quale organizza periodicamente corsi di aggiornamento per personale medico. Gli abbiamo rivolto alcune domande riguardo il tema dell’ulteriore allungamento delle aspettative di vita, e in buona salute, che pare ormai certo già a partire dalle generazioni attualmente più giovani.

E’ vero che il progresso medico ci allungherà ulteriormente la vita
permettendoci di diventare tutti centenari nel giro di pochi decenni? O si
tratta di una riedizione moderna del sogno dell’elisir di lunga vita?

“Tutti vogliono vivere più a lungo, ma nessuno vuole diventare vecchio”. Così osservava uno scrittore inglese del Settecento, Jonathan Swift, e le sue parole riflettono un desiderio sempre attuale e condivisibile. Soprattutto oggi che ci siamo assicurati di vivere più a lungo: ogni anno l’attesa di vita aumenta di tre mesi e una buona metà di coloro che sono nati nel 2000 arriverà probabilmente a cento anni. Un prodigioso balzo attribuito ai progressi in campo medico, dai vaccini agli antibiotici, e più di recente alla prevenzione e ai passi avanti nelle terapie di malattie cardiovascolari e cancro. Tuttavia i miglioramenti sociali e sanitari sono stati i maggiori promotori di longevità: condizioni di igiene, acqua potabile, sistema fognario, conservazione dei cibi, maggiore istruzione.
Se per esempio  prendiamo un animale selvaggio e lo mettiamo in cattività gli raddoppiamo la vita   perché si trova in un ambiente confortevole con pochi rischi di ammalarsi, con cibo sufficiente e soprattutto con la possibilità di evitare le aggressioni da parte dei predatori. Disponendo ormai di un cospicuo numero di centenari da studiare, gli scienziati negli ultimi anni hanno cercato di sondare i meccanismi biologici della longevità. E di svelarne i segreti.

Ma sarà una vecchiaia ancor più piena di malanni di quanto lo sia già
oggi?

Tutto dipenderà dalle scelte di vita che verranno effettuate e  dai metodi preventivi  che si vorranno applicare. Se invece  si continueranno a trattare solo  le malattie  quando sono  conclamate si finirà con il creare  dei malati cronici che allungheranno  la propria vita grazie alle terapie salva vita  a  prezzo di grandi sofferenze. Senza tenere conto dell’’impatto negativo che  questo tipo di  terapie ha sulla bilancia economica di una nazione. E’ stato addirittura preconizzato da alcuni ricercatori il collasso di alcuni stati  a seguito dell’impennata delle spese sostenute  per la cura di questo tipo di   malati. Se invece si investe  sulla prevenzione migliorando lo  stile di vita è molto più probabile avere  degli anziani in forma.
Questo perché l’invecchiamento dell’uomo,  è modulato da una serie di avvenimenti e comportamenti che non possono essere pianificati solo dai geni. Non vi sono dubbi che un ruolo essenziale lo gioca l’ambiente (conta per il 70 per cento contro il 30 del patrimonio genetico) ma  il «successful aging», come lo chiamano gli inglesi, lo creiamo noi. E dipende dallo stile di vita, da come pensiamo, ci nutriamo, gestiamo lo stress, affrontiamo il lavoro, investiamo nella vita affettiva di coppia o nella famiglia, nell’amicizia, nella spiritualità, nella creatività, nell’universo mentale. Insomma, esiste una variabilità soggettiva nel modo d’invecchiare, su cui possiamo influire. Ciò che facciamo e faremo di noi stessi è determinante per gli anni a venire. In altri termini, siamo un po’ tutti artefici del nostro destino.

Cosa c’è in concreto di nuovo nella medicina che ci permetterà di vivere
più a lungo e più in buona salute?

Anzitutto la  considerazione che il termine “medicina” si sta estendendo a tutte  quelle pratiche che hanno a che  vedere con lo stile di vita e quindi con la vera prevenzione,  in maniera tale da non prendere più in considerazione solo  le malattie ma l’uomo nella sua interezza  per mantenerne la salute il  più a lungo possibile. La salute come la legge non ammette ignoranza e quindi occorrerà la presa di coscienza da parte della popolazione che il termine salute non significa assenza di malattia ma prendersi cura di sé, nello stesso modo in cui curiamo i nostri animali,  le nostre abitazioni o le nostre automobili. Anche il nostro organismo ha  necessità di una manutenzione giornaliera. Entro certi limiti il corpo si rinnova e  noi dobbiamo fare in modo che questa forza rigenerante possa essere attiva giorno dopo giorno aiutandola con scelte salutari.  Non si diventa vecchi il giorno del proprio compleanno, invecchiare è un processo progressivo, biologico e psicologico, e dipende da numerosi fattori, legati anche al vissuto personale e agli stereotipi sociali. E per preservare il proprio capitale di benessere ci sono una serie di comportamenti, in termini di igiene di vita, di controlli e di piccole regole da seguire. A condizione però che le si osservi tutta la vita e non solo di tanto in tanto. Uno stile di vita sano fin dalla giovane età è il mezzo di prevenzione più potente contro le malattie.
Più avanti, quando i guai sono già fatti, è ancora possibile fare della prevenzione correggendo i comportamenti sbagliati, ma più tardi lo si fa, meno efficace sarà.

Può spiegare cosa si intende per medicina predittiva e in cosa si
distingue dall’attuale medicina preventiva?

La medicina predittiva deriva dall’interazione tra tecniche di laboratorio, analisi statistica, calcolo delle probabilità, identificazione dei fattori di rischio genetici ed ambientali di malattia, al fine di pronosticare la probabile storia clinica del singolo individuo in qualsiasi momento o di rallentarne lo sviluppo, suggerendo stili di vita e/o terapie personalizzate.
La medicina predittiva permette di determinare il profilo di rischio, di predisposizione alla malattia di ciascuno, di monitorizzarne l’evoluzione e realizzare interventi preventivi (medicina preventiva) appropriati che agiscano sugli stili di vita e sul tipo di dieta, che utilizzino vaccini o identifichino il lavoro maggiormente conforme alle proprie attitudini fisiche. La medicina predittiva inoltre permette di selezionare la terapia, la dose, il tempo di trattamento più appropriati per il singolo individuo. La medicina predittiva quindi si pone come medicina dell’individualità.

Oggi la salute dei bilanci statali è gravemente minacciata dalle spese per
l’assistenza sanitaria di massa. Le statistiche dicono che i costi degli
ultimi due anni di vita per esempio di un cittadino degli Stati Uniti sono
molto alti, pari a qualche centinaia di migliaia di euro, cifra con la quale
si potrebbe salvare la vita a molti bambini del Terzo Mondo. Con
l’allungamento della vita media non c’è il rischio che i bilanci statali
esplodano?
Il rischio sociale dell’invecchiamento è  dimostrato dal più alto livello di povertà delle famiglie con anziani al proprio interno rispetto alle altre: il 45% delle famiglie considerate “povere” ha un componente con più di 65 anni. Anche il welfare, che si è fatto carico  di questo fenomeno, è un ottimo indice della sua consistenza sociale.
Infatti, lo stato sociale ha finora fatto quasi esclusivamente uso dei trasferimenti monetari per sostenere le famiglie con anziani e persone disabili, provocando la crescita progressiva ed inarrestabile di questa spesa sociale, nonché grandi difficoltà per il reperimento delle risorse, senza mostrare particolare reattività alla sfida che la trasformazione anagrafica in atto nella società ha lanciato al sistema della protezione sociale ed alle politiche fondate solamente sui benefici economici alle famiglie.
La prova di ciò è la circostanza che i trasferimenti pubblici costituiscono in media, per i nuclei familiari che li percepiscono (a titolo di pensione, disoccupazione, indennità varie, etc…), la parte più cospicua del loro reddito.
Davanti a questa necessità gli interventi dovranno essere di ampio respiro e riguardare tutte le politiche sociali che toccano gli interessi di una popolazione costituita in maggior parte da anziani. A cominciare dal sistema sanitario, che, in una prospettiva di medio-lungo termine, dovrà sviluppare un’offerta di servizi adeguata e facilmente fruibile da tale tipologia di utenza.

In Italia spesso la Chiesa si oppone al progresso medico, da ultimo per
esempio è contro la ricerca e l’utilizzo delle staminali. Qual è la
posizione della Chiesa rispetto la medicina antiaging?

La speranza di vita è ampiamente cresciuta nelle società occidentali, ma lo studio dei meccanismi dell’invecchiamento consentirà di ottenere risultati ancora superiori. Per valutare queste ricerche occorre considerarne non solo la sicurezza medico-scientifica, ma anche l’impatto sugli equilibri demografici e sui sistemi sanitari. Voglio precisare   che la scienza non si interessa all’immortalità.
L’obiettivo non è allungare la durata della vita, ma la durata della sua qualità, cioè intervenire non sul tempo dell’esistenza, ma sul tempo senza malattia.
Nonostante studi sempre più frequenti mirino  a ridurre il peso delle malattie degenerative come il cancro, l’Alzheimer e il Parkinson, nessuna nega che morire è biologicamente necessario: è parte del programma di ogni cellula ed è “dovere biologico”, per lasciare posto a nuove generazioni, sempre più forti, che possono contribuire all’evoluzione.
Tuttavia, non vedo perché “eticamente” la Chiesa dovrebbe opporsi  a un prolungamento della vita, in condizioni di lucidità di pensiero e autonomia fisica.
Oggi abbiamo moltissime informazioni sull’invecchiamento e la biologia molecolare ci permette di ipotizzare che il controllo sulla vecchiaia, intesa come fenomeno cellulare, sia un traguardo raggiungibile. Se una persona è messa in grado di godere della propria esistenza, non c’è ragione di temere un mondo più longevo.

Si può  parlare di medicina anti-aging o si deve parlare di medicine
anti-aging, al plurale?
Sicuramente al plurale perché gli approcci sono molti e devono essere integrati fra di loro. Il termine anti-aging  in realtà non è adeguato,  sembra quasi un invito ad  andare contro al processo naturale dell’invecchiamento. La logica è quella di instaurare una serie di comportamenti  e terapie che hanno lo scopo di mantenerci in salute il più a lungo possibile rallentando l’invecchiamento non impedendolo,  facendoci stare il meglio possibile rimanendo efficienti sia dal punto di vista fisico sia dal punto di vista mentale.

Mentre in Occidente e negli altri Paesi sviluppati la vita media si
allungherà, cosa succederà nei Paesi del Terzo Mondo? Noi sempre più longevi
e in buona salute e loro sempre più vittime di fame, malattie ed epidemie?

Purtroppo alcuni atteggiamenti o stili di vita richiedono l’utilizzo di risorse che non sono largamente disponibili come ad esempio l’utilizzo di proteine. L’aumento della vita media non è uniforme su tutta la terra. La durata media della vita nei paesi più ricchi  infatti supera di oltre trent’anni quella nei paesi più poveri e il gap tra le due condizioni aumenta anziché ridursi. Nei paesi occidentali e nelle nuove economie toccate dalla globalizzazione, in Estremo Oriente così come in America Latina, la gente vive sempre più a lungo; in Africa e nelle nazioni dell’ex-Unione Sovietica la durata della vita media diminuisce o è rimasta praticamente invariata rispetto alla prima metà degli anni Settanta. Una conferma che non siamo tutti uguali, a questo mondo, e che bisogna ancora fare molto per vincere le ineguaglianze e le ingiustizie.

Come influisce l’inquinamento ambientale sull’invecchiamento?

L’ambiente in cui viviamo ha le sue responsabilità, sia quello esterno (per esempio i campi elettromagnetici, prati trattati con pesticidi, o traffico stradale) sia quello interno (come legni trattati con sostanze tossiche, tappeti e pavimenti sintetici, condizionatori d’aria).
Per esempio alcune delle sostanze chimiche sintetiche possono simulare attraverso  vari meccanismi l’azione degli ormoni normalmente prodotti dall’organismo umano interferendo con importanti processi e diventando un rischio per la salute dell’uomo.

Ci sono inquinanti anche nei nostri cibi e nelle nostre bevande? Inoltre:
ci sono cibi e bevande o altro, come il fumo e le droghe, che di fatto sono
degli inquinanti per il nostro corpo e quindi per la nostra salute?

Il paradosso che ci troviamo di fronte al giorno d’oggi consiste nel fatto  che siamo sovranutriti ma allo stesso tempo malnutriti in quanto il cibo a causa di tutte le trasformazioni subite non è più naturale ma spesso privato di nutrienti fondamentali quando non contaminato da sostanze nocive.
Senza poi dimenticare che molto spesso la nostra nostra alimentazione è troppo ricca in  rapporto ai nostri bisogni energetici .L’Italia è  il paese dove l’Agricoltura Biologica è cresciuta più in fretta, ma è anche quello in cui si utilizzano tuttora più pesticidi. Circa 175 mila tonnellate l’anno, tre chili a testa tra erbicidi, fungicidi e insetticidi. Secondo l’ultima indagine svolta da Legambiente relativa ai dati raccolti dalle aziende sanitarie locali sui prodotti ortofrutticoli nel 2001, il 30% dei prodotti risulta contaminato da residui di pesticidi, l’8% con residui di più di un principio attivo, un campione su cento addirittura fuorilegge. Scegliere primizie o prodotti fuori stagione vuol dire assicurarsi una buona dose di veleni: pomodori a dicembre e uva a febbraio o sono stati trattati in serra con enormi quantitativi di pesticidi oppure sono stati raccolti prematuramente e mantenuti con metodi tutt’altro che naturali. Al contrario, abituare i nostri figli a consumare cibi variegati e “puliti”, vuol dire metterli al riparo da futuri malanni e patologie legate all’alimentazione”. Anche il fumo è molto dannoso. E’ stata pubblicata recentemente su The Lancet una ricerca che  dimostra che iniziare a fumare prima dei 15 anni produce un rischio doppio di mutazioni genetiche rispetto a chi fuma dopo i 20 anni in quanto nei teenager i danni provocati dalle sigarette vengono riparati  con minore facilità dall’organismo. Ciò comporta anche la possibilità che le persone che smettono di fumare possano lo stesso sviluppare un tumore al polmone. La temperatura della combustione nella sigaretta o nel sigaro è di circa 800 gradi; a quelle temperature si formano circa 20 (SOLO?)sostanze altamente tossiche che vanno ad inquinare il soggetto e l’aria attorno a lui; quindi nei luoghi chiusi ove vi sono fumatori che fumano, queste sostanze vengono respirate da tutti coloro che sono presenti e che magari non fumano, ma che comunque sono intossicati quasi come il fumatore stesso.

Cosa c’è di vero nella credenza che gli abitanti di Okinawa siano i più
longevi del mondo? Perché lo sono? E fin quando saranno, visto che ormai
non sono più pressoché isolati dal mondo?
La loro longevità non è dovuta solo all’eredità genetica, ma anche allo stile di vita e ad un’alimentazione povera di grassi e calorie. La dieta di Okinawa è una dieta semi-vegetariana con poche materie grasse (meno del 25 % delle calorie totali).
Uno degli obiettivi di questa dieta è la restrizione calorica, ma senza dover contare le calorie, al fine di raggiungere il peso forma ed invecchiare meglio. I centenari di Okinawa vivono con circa 1.100 calorie al giorno, quindi meno degli apporti calorici raccomandati a quell’età. Un dato interessante è quello che i centenari di Okinawa hanno livelli ormonali paragonabili a quelli di statunitensi di trenta anni più giovani. Ciò significa che hanno nel tempo logorato meno il proprio sistema endocrino e siccome attualmente un’ipotesi molto accreditata del perché invecchiamo è che col tempo e con stili di vita errati il nostro organismo comincia a produrre sempre meno ormoni se ne può dedurre che tale popolazione è estremamente longeva probabilmente proprio per questa ragione.

174 commenti
« Commenti più vecchiCommenti più recenti »
  1. Pino Nicotri
    Pino Nicotri says:

    x Peter

    Morto no, anzi i lettori aumentano. Solo che sono in viaggio animatori come Uroburo e Vox. Mi spiace comunque che si faccia sentire poco C.G. e che Rita sia spa-rita.
    Forse la gente è molto presa da problemi concreti, vista la situazione generale.
    Un saluto.
    pino
    P.S. Non mi ha poi detto come è andata a Berlino. Che voto, tra zero e dieci?

  2. Anita
    Anita says:

    x Sylvi

    Cara Sylvi,
    solo una banalita’, mi hai ricordato delle canocchie, mia mamma essendo di Ravenna era amante di pesce e di frutti di mare…….
    Mio papa’, pescatore di acqua dolce, non mangiava alcun pesce, io nemmeno.
    Mia mamma era pazza per le canocchie, lei e la cameriera facevano festa.
    Qui non ci sono le canocchie, anche altri frutti di mare sono diversi.

    Ciao, Anita

  3. Pino Nicotri
    Pino Nicotri says:

    x Anita e Sylvi

    Le “canocchie” sono squisite! Gli spaghetti con le “canocchie” sono di una bontà…. hummmm, mi sta venendo l’acquolina in bocca.
    Ah, che bontà.
    pino

  4. marco tempesta
    marco tempesta says:

    Oggi al ristorante hanno arrostito dei gamberoni nigeriani costosissimi, che pare siano il massimo in quanto a sapore. Sono anche difficili da trovarsi.

  5. x Marco Tempesta
    x Marco Tempesta says:

    Se lo viene a sapere Berluska è capacissimo di dire che sono i gamberoni che mangia Obama….
    Shalom

  6. sylvi
    sylvi says:

    Cara Anita,

    peccato tu non ami il pesce.
    Peter potrebbe spiegarti i benefici di una dieta di pesce, anche per vivacizzare il blog con “argomenti frivoli”.
    Sicuramente il pesce atlantico ha un sapore diverso rispetto al mediterraneo.
    A me pare più insipido e poi le “taglie” sono sicuramente più grosse.
    Io sono d’accordo con Petrini dello Slow food:
    semplicità e freschezza, e il prodotto “più viaggia” più arriva “stanco”.
    I gamberoni di Marco o sono surgelati o costano uno sproposito per il trasporto!
    Quasi quasi sarebbe meglio andare in Nigeria a mangiarli.

    ciao
    Sylvi

  7. sylvi
    sylvi says:

    caro CC,

    forse il pesce di cui parli è il pangasio che viene dal delta del Mekong, uno dei più inquinati al mondo. Ma costa poco!
    Lo danno nelle mense, anche scolastiche!!!!!!!!!!!!!!
    O pensavi lo portassero da Michele ad Arcore e Macherio?

    Buonanotte a tutti
    Sylvi

  8. AZ Cecina Li
    AZ Cecina Li says:

    Caro CC anche a me quello che mi spaventa è questo clima da guerra tra poveri, mi viene spesso da pensare ai manzoniani capponi di Renzo, a volte un fatto di cronaca clamoroso ti fa conoscere una realtà che non ti immagini, uno dei due rumeni accusati di stupro, quello detto con la faccia da pugile, campava pulendo i piazzali dei campi Rom, anche ai livelli più bassi c’è sempre qualcuno più in basso e da “tenere sotto”.

    A proposito, … nel caso dei due rumeni, i soliti mostri sbattuti in prima pagina, sento un gran puzzo di brucicaticcio, ma chissà se riusciremo mai a sapere qualche scampolo di verità sul come è stata veramente gestita tutta la vicenda, sui reconditi motivi invece non ho dubbi.

    X Sylvi … credo che le canocchie siano quei crostacei che da noi chiamiamo cicale, buone ma un po’ “dolciacchere” nel genere preferisco il gusto più deciso dei granchi, per assonanza, altra pasta eccezionale è quella con i cannolicchi, preparazione semplice semplice aperti sgusciati aglio , peperoncino un po’ di pomodoro, manciata di prezzemolo da saltare con la pasta, secondo solo agli spaghetti con le patelle, ma quelle non le trovi in commercio, per una spaghettata devi spaccarti gli stinchi tra gli scogli, ma ne vale la pena.

    Antonio - – – antonio.zaimbri@tiscali.it

  9. Peter
    Peter says:

    xNicotri

    caro Pino, il voto per Berlino e’ 4. Come dicevo, la gente e’ gentile ed educata, ma sorride molto di rado. Il clima era molto piu’ freddo che nella pallida Albione (che tanto brumosa non e’, a proposito) ed il sole non si vedeva quasi mai. Mi aspettavo una citta’ molto piu’ cosmopolita. A differenza dei britannici, i tedeschi dimostrano poi scarso interesse per gli stranieri ed i posti da cui provengono, il che rende la conversazione piuttosto fredda. Se non si parla tedesco, poi…Infatti ho conosciuto una brasiliana che parlava italiano benissimo (e non era una di quelle, a scanso di equivoci), un simpatico studente sud-coreano del conservatorio che parlava pochissimo inglese, pero’ sapeva dire allegro, andante, adagio, etc, una signora italiana (credo friulana dall’accento) che si impappinava di continuo a stazioni ed aeroporti anche se parlava tedesco bene, ed un uomo d’affari delle mie parti (Salento) che come me non parlava un’acca di tedesco. Insomma: forse per mutua antipatia, io ed i tedeschi ci siamo scansati a vicenda. Qualcuno mi ha chiesto se fossi spagnolo, no sono cileno, ho detto io. Visto? allora sei spagnolo, rispondevano loro, con l’aria di saperla lunga….
    Gli edifici storici sono quasi inesistenti, il che rende la citta’ piuttosto anonima, quasi ‘americana’, direi. Ed il cielo sopra Berlino e’ quasi sempre grigio. Del Muro e ‘Checkpoint Charlie’ ho gia’ detto…retaggi o vestigi della Guerra Fredda. Molti inglesi ci tengono a vederli…mah. Alexanderplatz e’ grande e moderna, ma potrebbe essere ovunque.
    La cucina non e’ male, solo che io non sono un patito della tavola. Invece do un 10 ai massaggiatori, che fanno un lavoro superlativo nei centri termali di cui ho gia’ parlato.
    Forse avrei fatto una puntatina a Potsdam se il tempo fosse stato meno inclemente

    un saluto

    Peter

  10. Peter
    Peter says:

    dimenticavo: un vecchio lupo di mare inglese, mio amico, mi diceva: ma che ci vai a fare a Berlino? quando arrivi, chiedigli di farti vedere i campi di concentramento, e se la rideva.
    Ironicamente, un giro dei campi di concentramento era offerto come parte di un tour per turisti! ho declinato cortesemente

    Peter

  11. Peter
    Peter says:

    x Antonio Babbeo

    Pino ha ragione, la Corea sarebbe rimasta unita se non fosse stato per gli USA. Opinione largamente condivisa dai coreani, credo.
    Nella wikipaedia, si legge che la Corea del Sud e’ una democrazia compiuta, e la seconda democrazia in Asia (dopo il Giappone, suppongo) secondo il rapporto della Zia. Senti da che pulpito viene la predica…

  12. Il Passator  Cortese
    Il Passator Cortese says:

    Riemergono le pulsioni autoritarie e fasciste del presidente Berlusconi, quello che ci sta sgovernando.

    L’idea di sopprimere il Parlamento con una riforma regolamentare, delegando a pochi eletti la funzione legislativa, esprime in modo plateale l’assenza di cultura costituzionale e democratica del presidente, il suo grande e smisurato fastidio per le regole della democrazia e la sua manifesta visione proprietaria delle istituzioni, nonostante la sua enorme maggioranza numerica di cui il suo partito gode nelle due camere.

    Questa indecente proposta è solo un tentativo per distogliere ancora una volta l’attenzione dei media dalla crisi economica e nascondere il vuoto di iniziative per arginare le enormi difficoltà del Paese.

    L’industria italiana sta vivendo il peggior periodo della sua storia dalla fine della guerra ad oggi e lui non riesce ad iniettare nel tessuto sociale italiano proposte valide per attenuare, per cercar di lenire questi enormi dolori economici che il popolo lavoratore, gli imprenditori, gli artigiani, i commercianti italiani stanno vivendo.

    A molti sta sorgendo il dubbio, altri lo danno come certezza che il presidente non sia in grado di governare questa crisi, che non abbia le capacità tecnico politiche di portare l’economia nazionale fuori dalle sabbie mobili in cui è cascata, altri sostengono che sia un’autentico incapace e che sia molto abile a mascherare le sue vistose incapacità con i suoi mezzi di comunicazione.

    Non è al sistema democratico francese che guarda Berlusconi, ma a quello della Cina Popolare, dove il Parlamento è chiamato anno per anno solo a ratificare quanto deciso dal governo, lui sta eseguendo alla lettera gli ordini di Gelli con la sua P2.

  13. Pino Nicotri
    Pino Nicotri says:

    x Peter

    Mi spiace per Berlino. L’ho cosnigliata male! Riguardo “Antonio il Babbeo”, lasci perdere, l’ho cancellato. Sulla Corea non è che ho ragione io, ma i fatti storici. E i coreani del Sud ne hanno in buona partte le palle piene della presenza militare americana e della divisione del Paese imposta dalla Casa Bianca. Oltretutto, loro sono gialli….
    Un saluto.
    pino

  14. Peter
    Peter says:

    xNicotri

    non si preoccupi, Berlino era una delle citta’ che volevo vedere almeno una volta.
    Credo che ad Aprile faro’ un salto a Praga, che non ho mai visto. E chissa’, quest’anno potrei fare una puntatina nel cosiddetto ‘Estremo Oriente’…vorrei vedere Taipei, o Seoul, o Bangkok…i rimedi omeopatici dovrebbero aiutarmi a sopportare il tedio dei lunghi viaggi in aereo.
    Una nota sulla Germania. Ci sono stato diverse volte, e la visibilita’ o meglio presenza della gente di colore (asiatici, neri) nei servizi pubblici mi e’ sempre parsa praticamente nulla. Persino negli uffici degli aeroporti, stazioni, polizia, ma anche alberghi, agenzie varie…E’ una mia impressione? eppure e’ un paese ormai molto cosmopolita. Non saprei come si inseriscono i turchi (forse si mimetizzano molto bene…). Forse neanche loro possono, dato che la maggioranza, mi pare, non ha cittadinanza tedesca.
    In sostanza, direi che i paesi anglosassoni, ed anche la Francia, sono meno xenofobi ed intolleranti dei tedeschi, checche’ ne dicano altri bloggers come Uroburo.
    Mi compiaccio invece di vedere a Milano persone di colore in diversi servizi (ma non abbastanza, direi. Nella polizia nisba)

    Peter

  15. sylvi
    sylvi says:

    caro Peter,

    lei mi incuriosisce con il suo “accento friulano”!
    Da cosa l’ha dedotto?
    Infatti il friulano scolarizzato, come del resto anche il triestino, non hanno praticamente accento, se non un periodare più asciutto e secco rispetto al meridionale.
    Anche il friulano non scolarizzato o parla friulano o parla italiano.
    Devo confessare invece che in TV, quando parlano i meridionali, avrei bisogno dei sottotitoli.

    Per quel che riguarda i tedeschi, anche là c’è un nord e un sud, come lingua, costumi e carattere.
    Infatti sono Land confederali!
    Il Sud è il più ricco, l’Est, e Berlino sono considerati ancora “palle al piede”!
    Ma hanno il senso dell’Unità ritrovata e …pagano, pagano.

    Scusi se mi permetto ma per capire l’anima di un popolo, conoscendo l’inglese,(lo parlano tutti- anche il francese lo conoscono in molti) bisognerebbe avvicinarsi con l’animo sgombro di pregiudizi.
    Aggiungo però, come già detto altre volte, che la Capitale non è lo specchio di una nazione. E lei non era d’accordo!

    Ps.Bella giornata. Ho i giardinieri che vestono a festa il giardino!

    Sylvi

  16. sylvi
    sylvi says:

    x Peter

    I turchi sono molto ben inseriti,hanno diritti e doveri dei tedeschi; ottengono la cittadinanza facilmente e con un test della lingua e delle fasi più importanti della storia tedesca.
    Nei locali pubblici, bar, gelaterie, pizzerie sono praticamente solo italiani.
    In Germania NON ci si può mimetizzare “molto bene”, non è l’Italia.

    In Germania, infine, NON esistono i CLANDESTINI!
    Quanto alla xenofobia, lei l’ha sparata veramente grossa.
    AHHH i pregiudizi!

    Sylvi

  17. Damocle
    Damocle says:

    Bolivia, diplomatico yankee dichiarato persona non gradita

    Il presidente della Bolivia, Evo Morales, ha dichiarato “persona non gradita” il diplomatico dell’ambasciata degli Stati Uniti a La Paz, Francisco Martínez, accusandolo di cospirare con gli oppositori, che – secondo il Governo – hanno legami con la CIA.

    Morales ha spiegato che questo funzionario statunitense d’origine messicana “era il contatto permanente con i gruppi dell’opposizione durante tutta la fase della cospirazione”, in chiara allusione “al colpo di Stato civico-prefettizio”, tentato dall’opposizione lo scorso anno.

    “Era la persona dell’ambasciata degli USA in contatto con alcuni ex poliziotti che operavano nel Centro Operazioni Speciali (della Polizia boliviana)”, ha detto il presidente durante un discorso al Palazzo di Governo de La Paz.

    Il mese scorso, alcuni funzionari di Washington avevano negato le prime accuse mosse a suo tempo dal Capo di Stato contro Martínez, accreditato come secondo segretario dell’ambasciata statunitense.

    Nel settembre del 2008, anche l’ambasciatore di Washington a La Paz, Philip Goldberg, era stato dichiarato “persona non gradita”, per le sue attività contro il Governo di Evo Morales.

  18. ZORRO
    ZORRO says:

    Zorro di Marco Travaglio

    Nell’ultimo anno il cavalier Benito Berlusconi ha comunicato che:

    1) la sua Augusta Persona non può più essere sottoposta a processo penale, qualunque reato commetta;

    2) se una sentenza della Cassazione non gli garba, lui la cambia per decreto;

    3) se il capo dello Stato non firma il decreto, è un ostacolo alla governabilità;

    4) se la Costituzione gli impedisce di decretare su quel che gli pare, bisogna cambiarla anche a colpi di maggioranza, anche sciogliendo le Camere e «tornando al popolo».

    Ora ribadisce che;

    5) il Parlamento gli fa perder tempo, con tutti quei deputati e senatori (peraltro in gran maggioranza nominati da lui con finte elezioni) che non si sa mai come voteranno e propone

    6) di far votare solo i capigruppo per evitare «sorprese». Ci sarebbe pure la Costituzione, che prevede il voto del singolo parlamentare «senza vincolo di mandato», ma che sarà mai.

    Intanto 7) i giudici che indagano o arrestano o scarcerano chi non vuole il governo vengono immantinente visitati dagli ispettori di Al Fano.

    E 8) le strade sono pattugliate da militari e ronde di partito, embrione della nuova Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale.

    E 9) le banche finiscono sotto controllo dei prefetti, cioè del Ministero dell’Interno.

    E, per chi protesta, è alle viste 10) una forte riduzione del diritto di sciopero.

    E 11) il governo prepara norme-bavaglio per la stampa e per i blog.

    E 12) pretende di scegliersi anche il presidente della Rai, che spetta all’opposizione.

    Domanda ai fini dicitori che invitano sempre a non demonizzare: ci dite, gentilmente, come si chiama questa roba qua?

  19. Controcorrente
    Controcorrente says:

    Cara Sylvi,

    già,già..il Delta del Mekong…Perbacco fiume più inquinato del mondo..non sapevo…

    Già ,già ..il Delta del Mekong..ti ricordi quelle immagini in bianco e nero della tivi,…quelle immagini di quella famosa “offensiva” via fiume,che doveva spazzar via una volta per tutte i Vietcong…le immagini sconsolate di barche affondate , che lentamente ridiscendavano il fiume…che avevano risalito ..con tracotante sicurezza…

    Già, già anche quelle immagini, dovrebbero far parte della memoria collettiva..almeno la nostra..

    cc

  20. Peter
    Peter says:

    cara Sylvi

    da poliglotta quale modestamente sono, le assicuro che tutti abbiamo un accento, persino voi friulani (contro i quali non ho assolutamente nulla, le assicuro, ne ho conosciuti alcuni). Gli accenti si riconoscono e basta, come si fa a descriverli esattamente? mica sono un glottologo. Saprebbe descrivere l’accento romano, o milanese, o toscano, se non in termini vaghi e soggettivi lei?
    Sulla non-xenofobia dei tedeschi l’ha sparata grossa lei. Come al solito lei vede solo cio’ che vuole vedere. Vi sono grandi differenze tra UK, Francia e Germania (ed ovviamente Italia) per quanto riguarda la presenza di ‘stranieri’ nei servizi pubblici, e lei non puo’ assolutamente negarlo se e’ in buona fede. ‘Mimetizzarsi’ per me significava non farsi notare per colore ed accento (molti turchi sono ‘bianchi’). Peraltro, molti turchi vogliono conservare la loro cittadinanza di origine, e la doppia cittadinanza in Germania non e’ ammessa (o almeno non lo era fino a qualche anno fa).

  21. sylvi
    sylvi says:

    caro Peter,

    in UK e Francia gli stranieri “colorati” sono quelli delle ex colonie e dell’ex Impero.
    Come poteva la Francia non accogliere africani del Magreb, o senegalesi? E tutti gli altri?
    Come l’UK non accogliere i sudditi di S.M.B.?

    In Germania i turchi sfiorano il 10% in media.
    Poi ci sono gli italiani, da Belluno (gelatai) a Capo Passero!

    Sono d’accordo, molti vogliono la doppia cittadinanza, cioè la “botte piena e la moglie ubriaca”! Meglio degli autoctoni.
    Ma se decidono di restare turchi i diritti , salvo votare, li hanno come i tedeschi. Per essere assunti nei pubblici servizi bisogna essere cittadini!
    Nelle aziende private basta essere competenti!
    Magari fosse così in Italia!

    La storia della Germania non è colonialista, se vuole è altro…e ci sarebbe molto da dire sulle infamità del più forte sul più debole!…
    Conosco bene la Francia e la sua grandeur!
    Non conosco L’UK se non superficialmente.
    Ho un ricordo: 1973 prima volta che andavo a Londra.
    Aeroporto di Heathrow. L’addetto ai passaporti che prende il mio, vede la nazionalità , fa una smorfia schifata e me lo restituisce tra il pollice e l’indice, come ci avessi mangiato gli spaghetti sopra!!
    Mi fumano ancora le orecchie, anche se nel frattempo ho conosciuto inglesi e gallesi deliziosi!

    Nonostante ciò mi manca la Cattedrale di York!
    Non aspetterò molto!
    Lei conosca meglio i bavaresi e gli svevi o il Palatinato, sono molto simpatici e anche autoironici. Spesso sembrano italiani!

    Sylvi

  22. Peter
    Peter says:

    xSylvi

    vedo che non ci capiamo. Di stranieri di colore in Germania ce ne sono molti (come in Italia). Dico solo che non si vedono nei servizi pubblici: niente ‘quote etniche’, insomma. Quanto ai turchi, non saprei perche’ molti di loro sono europoidi, quindi si possono ‘mimetizzare’. In altre parole, forse vi erano poliziotti, aeroportuali, vigili, e paramedici turchi (ne dubito, a lume di naso), ma non li ho notati. E’ piu’ chiaro adesso?
    Si faccia un giro a Londra, Parigi, Birmingham e poi mi sapra’ dire. Ed anche Amsterdam, gia’ che ci siamo. E che dire dei paesi scandinavi?
    Nel Palatinato ci andai tanti anni fa per un mese come studente (non per lavoro), pensi un po’. Ne conservo una buona impressione. Un mio lontano parente vive li’ con una tedesca, i figli sono rigorosamente bilingui, come e’ giusto. La prossima volta visitero’ Monaco, tanto per tenerla contenta (lei, non la tedesca…). Lei vada pure a rivedere il Minster di York, ottima idea.
    Quanto ai passaporti….anche questa volta lunghe ed imbarazzanti attese davanti alla ‘Polizei’, al bruttissimo aeroporto di Schonefeld (tanto per cambiare). Tutto per il passaporto italiano. Meglio che per gli extracomunitari pero’, le loro attese erano molto piu’ lunghe, devo dire.
    A quelli con passaporto o ID tedesca, un bel sorriso (!) e chuss.

    Peter

  23. marco tempesta
    marco tempesta says:

    A proposito di accenti,poco fa son venuti al ristorante tre persone che parlano in francese. Ho riconosciuto subito l’accento della Suisse Romande. Sono svizzeri, infatti.

  24. Controcorrente
    Controcorrente says:

    Cara Sylvi,
    vedo trasparir una punta di anglofobia…o sbaglio..
    Per il sottoscritto..orrore,,York,Colonia,Milano…tutta voglia di sfidare il cielo..”blasfemia” direi…

    A Colonia era il 68, sinceramente ..farfugliando un poco di Inglese..ci si capiva benissimo con le tedeshe…ricordo che inseguendo un cascata di capelli biondi…finii in una grande piazza..dove chiesi alla “cascata”,non sapendo più che dire dove fosse La Cattedrale ….un immenso sorriso tra due occhi azzurri mi rispose che era alle mie spalle…si,in effetti era così…

    Banalità..la “cascata” disse che tutti gli anni veniva in Italy…a Suzzara Mantova….mai stato…a parte che se ben ricordo ai tempi qualcuno prese un “sacco di Legnate “..cosa c’è di bello a Suzzara da vedere?

    cc

  25. Anita
    Anita says:

    Un video sul pesce Pangasius (pesce gatto)

    GLOBAL 3000 | A Fish Named Pangasius

    http://www.youtube.com/watch?v=bXGAgYw4JZk

    Qui nel New England e’ quasi assente dai supermercati, non l’ho mai visto sui menu’ nei ristoranti.
    E’ considerato un pesce “scavanger”, pesce di fondo.

    In Florida e’ abbondantissimo vicino alla riva, sotto i moli e nei canali, la gente si diverte a cibarli…

    Il filmato e’ interessante.

    Anita

  26. Controcorrente
    Controcorrente says:

    Beh, mi sono informato su Suzzara ,è chiusa tra due grandi Viali..direi Viale Lenin a Nord, e viale Marx a Sud..direi..viale Marx ..poi prosegue in viale della pace..

    cc

  27. marco tempesta
    marco tempesta says:

    Le président bolivien Evo Morales a mâché une feuille de coca devant les ministres des 53 pays membres de la Commission des stupéfiants de l’ONU, réunis à Vienne mercredi, pour appuyer sa demande de retrait de la liste des substances interdites depuis 1961.
    “La feuille de coca n’est pas de la cocaïne, elle n’est pas nocive pour la santé, elle n’engendre pas de perturbations psychiques ni de dépendance”, a-t-il plaidé en séance plénière de la 52e réunion de cette Commission au siège viennois des Nations unies, mercredi et jeudi. ( Le Matin)
    ———
    Evo Morales ha masticato una foglia di cola per sostenere la liceità della vendita della coca, e quindi depennarla dalle sostanze vietate. Dice che non è nociva per la salute, non ingenera nè perturbazioni psichiche nè dipendenza e non è assimilabile all cocaina.

  28. sylvi
    sylvi says:

    x Anita

    bello il filmato!
    Ma per mangiare quel pesce dovrei sapere esattamente che cosa c’è nei sacchi che rovesciavano nel fiume!!
    Gli asiatici hanno certi gusti alimentari strani…
    E poi…pesce gatto o cane?

    Da noi ci sono le volpine,pesce di laguna, sanno di fango e nessuno le vuole!
    Mio figlio, poverino, ne ha mangiato parecchio in mensa a Stoccarda.
    Diceva che era meglio degli spaghetti!

    Sylvi

  29. Peter
    Peter says:

    xCC

    a parte l’anglofobia, anche la solita meridionalfobia o come si dice. La nostra asciutta e secca friuliana ha bisogno dei sottotitoli quando sente i meridionali parlare in TV…

  30. sylvi
    sylvi says:

    x Peter e x CC

    York non l’ho mai vista, e fa parte delle cattedrali gotiche che non posso mancare di vedere.
    Poi se avessi una seconda vita…me ne resterebbero sempre troppe.
    Gli uomini che le hanno progettate e costruite, con i mezzi di allora… beh si, credo volessero sfidare il cielo!

    Sapevate che per la Cattedrale di Vienna, alla “fabbrica ” ciclicamente mancavano soldi, e pare che per la costruzione di “steffi”, l’elegante campanile, abbiano “lavorato” alacremente tutte le “signorine” di Vienna del tempo, versando “il ricavato” alla fabbrica.
    Non so se i preti abbiano esclamato: pecunia non olet!
    Per il gemello previsto non ci furono offerte…e restò un’incompiuta.

    La sensazione più forte? Seduti all’aperto, davanti alla Cattedrale di Reims con una flute di champagne in mano e piacevole compagnia!!

    Non sono anglofoba perchè in quella stessa visita conobbi un meraviglioso vecchio inglese che parlava italiano per leggere Dante e Leopardi, e studiava latino per poter leggere Virgilio.

    Sylvi

  31. sylvi
    sylvi says:

    caro Peter,

    non c’è Uroburo e se ci fosse non mi leggerebbe, perciò non potrebbe prendere le mie parti.
    Sia comprensivo; se parlano veloci non li capisco, come gli spagnoli!
    Diciamo, sempre in architettura, che noi siamo romanici, e i meridionali un po’ gotici e rococo!

    Sylvi

  32. marco tempesta
    marco tempesta says:

    La nostra asciutta e secca friuliana ha bisogno dei sottotitoli quando sente i meridionali parlare in TV…
    ——–
    Senza andare troppo lontano, il film “La capa gira”, tutto in dialetto barese, relativamente comprensibilòe rispeto ai dialetti del Nord barese, da noi è ovviamente uscito senza sottotitoli, poichè tutti capiamo il barese. Sono andato a vederlo col mio amore romano, che non ci capiva un accidente e ho dovuto fare il traduttore simultaneo per tutto il film….

  33. marco tempesta
    marco tempesta says:

    In musica, il gotico è la “Toccata con fuga in re minore” di Bach.
    Il romanico lo equiparerei a Josquin Desprez o a Monteverdi. Non agli Scarlatti, però, che equiparerei invece al Barocco.
    Qualcuno ha un’idea migliore?

  34. Anita
    Anita says:

    Dialetti….

    Io capisco poco i dialetti. Indovino parole qui e la’.
    Non solo meridionali, anche lombardi.
    Ho un amica pavese, quando mi dice qualche frase in pavese non la capisco.
    Parlo di dialetti stretti, non di accenti.

    Anita

  35. marco tempesta
    marco tempesta says:

    Io ho imparato a capire abbastanza bene il Piemontese, in tre anni di permanenza a Torino. Capisco i dialetti campani e laziali, oltre che pugliesi. Tra i dialetti del Nord barse ce ne sono alcuni “ostrogoti”, come il barlettano e l’andriese che, se parlati stretti, sono di difficile comprensione anche per noi che abitiamo a 20 km di distanza. Il biscegliese è assolutamente incomprnsibile fuori della provincia di Bari, poichè ha uno scarsissimo uso di vocali e variazioni di quarti di tono che cambiano il significato della parola. Prendiamo ad esempio il termine italiano “lì”, indicazione di luogo; in biscegliese si dice “dò”, dove la pronuncia più o meno larga della “o” determina la distanza del luogo indicato, rispetto all’indicante.

  36. Peter
    Peter says:

    qui ce la giriamo coi dialetti…
    intanto l’astuta montanara carnica non parlava di dialetti, ma di meridionali in genere che parlano (in italiano) in TV. Ovviamente, i friulani quando parlano in italiano non hanno nessun accento. Sono insomma il ‘golden standard’ della lingua italiana, come il Queen’s English per l’inglese, scherziamo.
    Il dialetto barese, tutto sommato, lo capisco appena anch’io, anche se ho vissuto a Bari per parecchi anni. Invece capisco piuttosto bene il napoletano, che e’ molto piu’ simile all’italiano standard. Chi aveva bisogno di sottotitoli per i films di Troisi?

    Quanto agli immigrati, Sylvi ha detto diverse cose scorrette. Anche l’Italia e’ stata un paese colonizzatore (o italiani tutti angioletti) , ma non ha mai ‘accolto’ nessuno. I suoi immigrati vengono trattati peggio che nella maggior parte dei paesi europei (anche i suoi cittadini direbbe qualcuno, ma e’ un altro discorso). Comunque quello del colonialismo e’ un discorso irrilevante. Osservavo che da molti decenni vi e’ una notevole popolazione di colore in tutti i paesi europei (tranne che all’Est), ma il loro inserimento varia molto da paese a paese. Non esito a dire che lo loro integrazione in paesi come Germania ed Italia e’ minima. Sarebbe interessante avere dei dati, ma come trovarli?
    In questi paesi non ho mai visto poliziotti di colore , per esempio, ed ho gia’ elencato gli altri servizi

    Peter

  37. Peter
    Peter says:

    se ben ricordo, Pino tempo fa parlava delle 7.000 ‘lucciole nere’ a Torino: cittadine o no, non era quello ‘l’inserimento’ cui cercavo di riferirmi.

  38. sylvi
    sylvi says:

    caro Peter,

    io non ho mai capito Troisi? Devo vergognarmi?
    Mi irrita il romanesco ” a sproposito” quando non è inserito in un contesto ambientale e sociale.
    Pasolini si esprimeva indifferentemente in friulano, italiano…e anche romanesco, con grande efficacia.
    Non sono l’unica a considerare i giornalisti italiani provinciali e ignoranti perchè maltrattano i congiuntivi nostrani e infarciscono le loro dotte baggianate con tante parole inglesi. (Pino scusi!)

    L’italiano dei friulani non è armonico e nemmeno musicale ma è corretto.
    E’ molto diverso dall’italiano, non c’è confusione, anche se è stato molto annacquato dall’immigrazione, meridionale naturalmente.
    Ricordo una maestra calabrese che in una 1° elem. aveva insegnato il calabrese anzichè l’italiano!
    Era rimasta senza alunni!!!

    Sentire un toscano è musica!
    Sentire Benigni fa sognare!

    Se gli immigrati sono trattati male, (ma quelli che conosco io hanno i miei stessi problemi , non di più) è perchè in Italia non ci sono cittadini , nè italiani nè extra!

    Proprio oggi chiaccheravo con i giardinieri, uno moldavo e uno albanese; mi dicevano che ringraziano l’Italia per avere l’opportunità di lavorare, di essere in regola e di poter mandare a casa di che vivere alla famiglia.
    Non gli interessa la cittadinanza nè diritti civili, torneranno ai loro Paesi quando gli sarà possibile, perchè là ci sono i figli già adulti!
    Nelle altre nazioni non era possibile entrare!!!

    I” miei montanari” hanno fatto così per secoli!

    In Germania ho visitato qualche azienda: vi lavoravano più turchi che italiani.
    Ma la dirigenza era tutta tedesca.
    Posso informarmi meglio per la Baviera e il Baden W.

    Perchè astuta?
    Non c’è goccia di sangue montanaro carnico nelle mie vene, ma li rispetto e anche li ammiro!

    Sylvi

  39. Anita
    Anita says:

    x Peter

    Se ho capito bene vorresti avere statistiche di stranieri residenti nelle varie Nazioni Europee.
    Io ci ho provato, ma credo che dovrai trovare le statistiche per ogni nazione individualmente, e non in Italiano ma con la lingua della Nazione che ricerchi.

    Stranieri residenti, sono il 4,5% della popolazione italiana. Indagine

    http://www.asgi.it/index.php?page=rss.home&idint=cn06110906&mode=detail&imm=

    Ci provero’ piu’ tardi in inglese, puoi provare anche tu.

    Ciao, Anita

  40. sylvi
    sylvi says:

    cara Anita,

    il 4.5% era nel 2005.
    Ora è attorno al 7%, ufficialmente, perchè non sono conteggiati i clandestini.
    Al Nord sono quasi il doppio che al Sud, qui da noi sono attorno al 10%, sempre regolari.
    Le nostre statistiche non valgono niente, perchè non c’è contrasto alla clandestinità e se ne lamentano gli stessi extrac. regolari.
    Questa nazione è un colabrodo in nome di una pelosa pietà che danneggia tutti.
    In Germania se non ti presenti in Comune non trovi posto dove stare, men che meno sulla strada.
    Ma loro non sono buoni, sono solo seri.

    ciao Sylvi

  41. nik cometa
    nik cometa says:

    … ciao carini/e… Sempre piacevole leggere i post di Peter… sono messo di testa nel pc… eppoi mia madre mi riempie la gg a full ma sta meglio… domani dopo i nuovi esami, sapro di ppiu… cosicche …come disen a milan,,,, sun cciappa e seguo poco il blog… Simpatiche le viaggiate fra Silvy e cc… tutto aggratis… scusa Peter ccè qualche droga omeopatica x la logorrea embrionale?^? … da apprendista sciamano, ai Ns.,, consiglierei delle sane foglie di coca da masticare con la bocca chiusa… e ppoi possono provare con la telefatica-telepatica organica, se non fa interferenza spiristica, il marco da Bis-ceglie, da Asti alla Carnia, si dovrebbe ricevere bene il segnale… come immagine mi viene,, quella dell Intervallo Tv… con le pecore… non le conto…e salto i post-pecora o se le conta è x dormire.. come faro fra qualche momento… la mattina la sveglia è alle 5,30… puttanaeva!!
    http://www.vvuaddurmi.now …. NC

  42. nik cometa x marco tempesta
    nik cometa x marco tempesta says:

    x marco

    …appropoooo…!!!
    x marcolino-sempreinppiedi-bbelffresccc…
    … foglie di coca,,, marco eNon cola…

    Evo Morales ha masticato una foglia di cola per sostenere la liceità della vendita della coca, e quindi depennarla dalle sostanze vietate. Dice che non è nociva per la salute, non ingenera nè perturbazioni psichiche nè dipendenza e non è assimilabile all cocaina.
    ————————————————————————-
    … effettivamente è una lunga battaglia x la legalita non riconosciuta delle foglie di coca… cche non è, e non ha gli effetti del cloridato di cocaina… la foglia non fa danni personali e sociali, masticata è come il caffe napoletano da noi… tuttoqqqui!!
    … eccome se proibissero il caffe… i cafficoltori e molti paesi gia poveri sprofonderebbero nella miseria. Nei paesi che proibiscono limportazione di foglie di coca, considerata e punita alla pari di una potente droga,come la pasta di cocaina, il cloridato di coca. I paesi andini produttori di coca, NON POSSONO ESPORTARE LE FOGLIE DI COCA… legalmente xcche è considerata droga e la sradicazione delle piantagioni, mette in pericolo il consumo interno di foglia di coca che oltre ai mancati introiti delle foglie x uso farmaceutico, sara il fallimento dei cocaleros… ripeto è come criminalizzare.. il caffe e il the….
    ….
    Abbacchi e bbacci, salutami Gianni e Giulia, chiamami prima di partire…
    NC

  43. ségolene
    ségolene says:

    x sylvi

    cara sylvi, scusa se rispondo solo ora al tuo post n.81

    francamente, io ogni giorno “ringrazio dio di essere atea”.
    Ma se un giorno dovessi avere un’illuminazione, cadere da cavallo sulla via damasco e ricevere il dono della fede, sono convinta che rimarrei comunque una mangiapreti! Ovvero, cercherei comunque una chiesa più seria, sobria e votata alla spiritualità della ns cara SRC Vaticana, dedita soprattutto, come aveva già capito lutero secoli fa, alla ricerca spasmodica di potere e denaro.
    Non so di preciso, ma credo che mi orienterei verso il protestantesimo o, per andare sull’esotico, verso il buddismo.. insomma verso culti privi di processioni e pagliacciate varie (in questo sono molto poco napoletana)

    In conclusione, in un modo o nell’altro l’attuale pastore tedesco non riuscirà a ricondurre questa pecorella smarrita all’ovile!

  44. AZ Cecina Li
    AZ Cecina Li says:

    I prime vasche per allevamenti di pesce gatto nel Vietnam le ha fornite e gratuitamente l’aviazione USA, erano i crateri delle bombe nel periodo della guerra.
    I pesci di allevamento freschi (o quasi) o surgelati non hanno certo il sapore di quelli liberi, è come per i polli da quelli allevati in batteria a quelli ruspanti nell’aia c’è un abisso.
    A proposito di lingue dialetti ed accenti mi capita una cosa strana, quando vado in Germania, nonostante io non conosca più di 10 parole di tedesco, riesco a distinguere abbastanza bene i tedeschi del nord dai bavaresi, come dice Peter non so come, è solo una sensazione fonica, … musicale … .
    Che un dialetto cambi molto, fino ad essere quasi incomprensibile a pochi chilometri di distanza, pensavo fosse prerogativa delle zone di montagna dove da vallata a vallata c’è scarsa comunicazione e non, come ci dice Marco, anche in zone pianeggianti e costiere dove si pensa che i contatti siano estesi e frequenti.
    X Sylvi , conosco diversi friulani dipendenti della fabbrica Splvay di Monfalcone trasferiti a quella di Rosignano, ed è vero che tutti, o quasi, parlano un buon italiano ma l’accento si sente héé se si sente anche dopo decine di anni “che risciacquano i panni in Arno”, quando poi bestemmiano ( e lo fanno anche più dei toscani) l’accentatura aumenta. A proposito di italiano credo che il contrario di “regolare” sia “irregolare” e non “clandestino”, ma forse mi sbaglio io, sai ho fatto solo il professionale tanta officina ma niente di semantica.

    Antonio - – – antonio.zaimbri@tiscali.it

  45. Anita
    Anita says:

    BAZAR

    Crisi. Gli americani temono di “diventare come gli europei”. Gli europei non temono di diventare come gli americani. Il peggio l’hanno già copiato.

    Gianni Pardo

  46. Uroburo
    Uroburo says:

    Cari tutti,
    questa è una fase nella quale ho pochissimo tempo a disposizione e quello che ho non lo passo al PC. Vi leggo di rado e faccio fatica a trovare la possibilità di scrivere. Nonostante questo, un caro saluto a tutti e particolarmente affettuoso ai vecchi amici.

    Ho letto il bell’intervento di Peter sulla medicina predittiva. Sono in linea di massima d’accordo con quello che ha scritto. A me non piacerebbe che mi si dicesse che morirò di infarto a 75 anni, tanto per fare un esempio. Prescindendo dall’uso perverso e minaccioso che si potrebbe fare di questi dati ….
    E comunque io non credo che nel mondo occidentale l’età media potrà aumentare ancora, anzi credo che ne inizierà l’accorciamento: mangiamo troppe schifezze e viviamo in un mondo troppo inquinato di sostanze incompatibili con la vita.
    E questo prescindendo dal fatto che stiamo sfruttando le risorse di questo pianeta, che non è nostro, in maniera superiore alle capacità di ricrearle e che quindi stiamo sfruttando il tutto in deficit di risorse.
    Forse il sistema capitalistico si sta avviando alla fine della sua organizzazione attuale. Il futuro è del socialismo, ma sarà il socialismo dei banchieri. Con polizia dappertutto, un controllo asfissiante sui qualunque cosa soprattutto sulle idee “pericolose” per il sistema, un perenne lavaggio del cervello, una reale perdita di libertà e di diritti. Un mondo irregimentato e totalmente controllato, com’è poi nell’ideale ultimo del sistema capitalistico, e ridotto ad un grande generale mercato. Insomma Fahrenheith 451*…..
    Però le case delle Anite e le fabbrichette delle Silvy saranno salve; potranno vivere nelle loro proprietà come in una fortezza assediata. Come si vede, abbiamo un grande avvenire dietro le spalle.
    Un caro saluto a tutti U.

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