Quando ci fa comodo, anche l’attentatore suicida va benissimo. Ho segnalato all’Ordine dei Giornalisti della Lombardia il razzismo dei nostri giornali verso i bambini libici. APPELLO PER FERMARE LA GUERRA

Ma come? Gli attentatori suicidi, detti anche kamikaze, non sono il massimo della schifezza, come sempre si grida giustamente sdegnati quando si fanno esplodere in Israele? E però leggo che un figlio di Gheddafy, il giovane Khamis, pare sia stato ucciso proprio da un kamikaze. E lo sdegno? Nessun accenno, su nessun mass media! L’unico sentimento che traspare, a volte gridato, è la forte speranza che Khamis sia stato davvero ucciso. Il fatto che sia stato un kamikaze, cioè un attentatore suicida, non frega niente a nessuno, non suscita nessun commento di riprovazione. Anzi, semmai è evidente l’approvazione. Se si tendono le orecchie si sentono bene gli applausi…
Il nostro razzismo traspare anche dall’uso delle foto dei bambini libici.  Ritratti mentre impugnano armi giocattolo inneggiando a Gheddafy, il Corriere della Sera ne pubblica le foto in prima pagina senza renderne irriconoscibile il viso, come invece la Carta di Treviso, e quindi la deonotologia professionale, obbliga a fare. La Carta di Treviso è nata infatti per proteggere i minori: senza l’autorizzazione – scritta – dei genitori NON si possono pubblicare foto dei loro figli minorenni. E quelli libici ritratti sul Corsera hanno al massimo 10 anni. Ho informato di tale violazione della Carta il presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia (il Corsera ha la direzione a Milano), collega Letizia Gonzales, perché apra la procedura per i provevdimenti disciplinari. Campa cavallo mio che l’erba cresce? E’ possibile. Forse ormai imitiamo inconsciamente gli israeliani, per i quali i palestinesi, ma solo i palestinesi e non gli israeliani ebrei, divenano maggiorenni a 16 anni: un trucco “legale” per poterli mettere nelle galere “normali” anziché in quelle minorili, almeno teoricamente molto meno severe. Il tutto senza che né Sarkozy né Obama né altri abbiano qualcosa da ridire: la loro sensibilità è a senso unico. As usual.
E a proposito di Sarkozy: come volevasi dimostrare. Abbiamo ventilato per primi che l’intervento militare francese sia stato preparato a tavolino e a “prescindere”, ben prima che andassero in scena le grida e lo sdegno per le “fosse comuni” e gli “interi quartieri bombardati”, il tutto rivelatosi le solite bufale utili a ingannare la nostra opinione pubblica per spingerla ad accettare la guerra. Né più e né meno come la colossale balla delle “bombe atomiche irachene”.

Per tutti questi motivi ho firmato e vi invito a firmare l’appello che vi propongo qui in basso.
Grazie.

A P P E L L O


FERMIAMO LA GUERRA IN LIBIA!
Dopo una vergognosa campagna mediatica, che ha negato fin dal principio qualsiasi ipotesi di soluzione diplomatica, eccoci oggi sprofondati nel tunnel della guerra. Sotto le bombe muoiono così non solo i cittadini di Tripoli ma gli ideali stessi che hanno portato in piazza tanti giovani nei Paesi arabi.
La prima vittima di una guerra è sempre la verità, perché solo con la menzogna e l’inganno è possibile giustificare l’uso della forza contro i popoli al fine di depredarli delle loro risorse. Anche nel caso della Libia i motivi che spingono gli Stati Uniti, la Francia, la Gran Bretagna e anche l’Italia a far rullare i tamburi di guerra riguardano le immense ricchezze del sottosuolo: gas e petrolio.
In Libia oggi è in corso un’autentica guerra civile, con uno scontro politico tribale e tra fazioni, in cui si mescolano anche le giuste aspirazioni dei giovani a liberarsi da ogni forma di oppressione e di ingiustizia sociale. I tratti autoritari e repressivi del regime di Gheddafi e le violenze degli scontri armati di questi giorni non ci faranno cadere nel tranello bellico. Noi ripudiamo la guerra e affermiamo la nostra contrarietà ad ogni tipo di intervento armato in Libia, ivi compresa la no-fly zone.
Non vogliamo assistere in silenzio ad una nuova “guerra umanitaria”.
Chiediamo l’immediato cessate il fuoco. Facciamo appello alla comunità internazionale affinché si ponga fine ad ogni ingerenza straniera e rilanciamo l’ipotesi di una soluzione diplomatica che veda protagonisti i Paesi del sud del mondo ad iniziare da quelli africani e sudamericani.
Nel pieno rispetto dell’art.11 della nostra Costituzione, chiediamo al Parlamento e al governo di fermare la guerra impedendo l’utilizzo delle basi italiane e di sostenere la soluzione negoziale alla crisi.
Facciamo appello ai movimenti, alle associazioni, ai comitati, alle forze politiche e sindacali e a tutte le cittadine e cittadini affinché si adoperino a far crescere le mobilitazioni unitarie contro la guerra, anche con una grande manifestazione nazionale.

Per adesioni:   fermiamolaguerra@gmail.com

PRIME ADESIONI

1.    AMATO FABIO, Responsabile Esteri Prc
2.    AMATO ROSALIA, Centro Gramsci
3.    ANTONINI ENNIO, Centro Gramsci
4.    ARZARELLO FLAVIO, Coordinatore nazionale FGCI
5.    BATTIGLIA ROBERTO, Coordinatore Nuestra America
6.    BELLIGERO ANNA, Portavoce nazionale GC
7.    BELLIGONI MAURIZIO, Psichiatra – Seg. Reg. PRC Marche
8.    BELMONTE ALESSANDRO, Blogger ilbriganterosso.it
9.    BIANCHETTI FILIPPO, Gaza Freedom March
10.    BIEMMI  INES
11.    BONAJUTO EMILIA
12.    BURGIO ALBERTO, Docente Universitario
13.    CAPONI ALESSANDRA, Comitato STOP Agrexco Roma
14.    CAPRI CHIUMARULO ROCCO, Attore
15.    CARARO SERGIO, Direttore Contropiano
16.    CATONE ANDREA, Saggista e storico – Direttore rivista Ernesto
17.    CECCONI PATRIZIA, Associazione Amici Mezza Luna Rossa
18.    CESARIO GIAN PIERO
19.    COSTA RENATO, Segretario Regionale CGIL-Medici, Sicilia
20.    CRESCI FEDERICA, PRC
21.    CUCCIOLLA ARTURO, Architetto
22.    DAHMASH WASIM, Docente Universitario
23.    DAL TOSO MARCO, Coord. FDS Milano, Cpn PRC
24.    DE CECCO MARCO, Cristiani per la pace
25.    DE SANCTIS PIERO, Centro Gramsci
26.    DELFINO PESCE VITTORIO, Docente Universitario
27.    DI DONATO ALESSIA, Redazione Oltre|Media.it
28.    DILIBERTO OLIVIERO, Segretario PdCI
29.    DINUCCI MANLIO, Saggista e collaboratore del Manifesto
30.    DONNO ADA, Presidente AWMR Italia – Donne della regione mediterranea
31.    DORSI ANGELO, Storico
32.    FEDELI STEFANO, PdCI
33.    FRANCESCAGLIA FRANCESCO, Responsabile Esteri PdCI
34.    FRISOLI GIOVANNA, RSU Comune Milano
35.    GEIMONAT MARIO, Docente Universtario Ca’ Foscari Venezia – Presidente Centro Gramsci
36.    GEMMA MAURO, Direttore Ernesto On-line
37.    GENOVALI ANDREA, Presidente PuntoCritico
38.    GIACCHÈ VLADIMIRO, Economista
39.    GIACOMINI RUGGERO, Storico dei movimenti per la pace e della resistenza
40.    GIANNINI FOSCO, Senatore PRC XV legislatura
41.    GIORDANO ENRICO, ARCI Ferrara
42.    GRASSI CLAUDIO, Segreteria nazionale PRC
43.    GRISOLIA MARCO, FGCI Milano
44.    GUARNIERI ANTONELLA, Docente Storia Università Ferrara
45.    HOBEL ALESSANDRO, Storico del movimento operaio
46.    IANNETTI FABRIZIO
47.    IOZZO ALFONSO, Medico di base
48.    JACHETTI IVANA, Servizio cultura Giunta regionale Marche
49.    JEAN GASPARE
50.    LABANCA FEDERICA
51.    LEONELLO ALESSIA, Fotoreporter – Comitato per non dimenticare Sabra e Chatila
52.    LICANDRO ORAZIO, Resp. organizzazione PdCI – FDS
53.    LIMITI STEFANIA, Comitato per non dimenticare Sabra e Chatila
54.    LOCHE ELENA
55.    LOCHE GIULIA
56.    LOREFICE GIORDANO
57.    LOSURDO DOMENICO, Filosofo
58.    LUCHETTI ROBERTO, Rete disarmiamoli
59.    MAGNI GIANPIERO
60.    MANGANI LIDIA, Preside – Cgil nazionale scuola
61.    MANNOCCI LUANA, Medico
62.    MARCELLI FABIO, Ricercatore CNR – Giuristi Democratici
63.    MARINGIÒ FRANCESCO, Associazione Marx XXI
64.    MARINO LUIGI, Associazione Massimo Gorki Napoli
65.    MERLIN VLADIMIRO, Consigliere Comunale Milano – Federazione della Sinistra
66.    MESSINA RICCARDO, Avvocato
67.    MICHELE GIORGIO, Giornalista de Il Manifesto
68.    MIDOLO SEBASTIANO, Movimento contro la base di Sigonella
69.    MILENA FIORE, PdCI
70.    MINGARELLI MARIANO, Attivista pro Palestina
71.    MONTANARI LAURA, Fotoreporter
72.    MURA ROSANGELA
73.    MUSOLINO MAURIZIO, Giornalista – PdCI
74.    MUSSI LORETTA, Presidente Un ponte per…
75.    NESPOLO CARLA, Presidente Istituto Storico Resistenza Alessandria
76.    NICOTRI PINO, Giornalista
77.    NOBILE FABIO, Consigliere regionale Lazio – Federazione della Sinistra
78.    NOCERA MAURIZIO, Scrittore
79.    OGGIONNI SIMONE, Portavoce nazionale GC
80.    PAGANO MANUELE
81.    PALERMI MANUELA, PdCI – Federazione della Sinistra
82.    PALMIERI ENRICA, Insegnante danza Accademia nazionale danza Roma
83.    PAVAN GIANMARIA
84.    PERRONE NICO, Coordinatore Fds Bari
85.    PIAZZA TANO, Movimento “No Ponte”, Messina
86.    RICCI RODOLFO, FILEF Nazionale
87.    RIGOTTI EMILIO
88.    RIZZATI FRANCESCO, Consigliere Comunale Milano PdCI – FDS
89.    RODILOSSO LUCA
90.    SABINO LOREDANA, Cantante
91.    SALEH BASSAM, Corrispondente di ALNAHARNEWS in Italia
92.    SALMAN YOUSEF, Delegato Mezzaluna Rossa in Italia
93.    SANTOPADRE MARCO, Direttore Radio Città Aperta
94.    SELLER LUCIANO
95.    SEVERINI MARINO, Voce e chitarra de “La Gang”
96.    SINISI ANGELA
97.    SORINI FAUSTO, Associazione Marx XXI
98.    SOSSIO SACCHETTI FRANCESCO, Musicista
99.    SQUIZZATO ALESSANDRO
100.    STERI BRUNO, Direttore “Essere Comunisti”
101.    TIBALDI DINO, Senatore PdCI XV legislatura
102.    TOSTO TIZIANA, Attrice teatrale
103.    TROMBONI DELFINA, Storica – Direttrice museo risorgimento e resistenza di Ferrara
104.    URRO GIOVANNI, Assessore Sesto San Giovanni
105.    VASAPOLLO LUCIANO, Docente Universitario
106.    VELCHI ROMINA, Vice Direttore Liberazione
107.    ZANABONI PIETRO

375 commenti
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  1. Popeye
    Popeye says:

    Caro AZ
    Guarda che quella canzone fa veramente schifo. I miei polli già sanno che sono intelligenti ma la canzona non ha “class”.

  2. La striscia rossa
    La striscia rossa says:

    I mafiosi stanno in Parlamento, i mafiosi a volte sono ministri, i mafiosi sono banchieri, i mafiosi sono quelli che in questo momento sono ai vertici della nazione.

    Giuseppe Fava, 28 dicembre 1983.
    Fu ucciso dalla mafia il 5 gennaio 1984

  3. La striscia rossa
    La striscia rossa says:

    Bersani rilancia «Frattocchie»
    Nasce l’«Officina politica»
    Quaranta ragazze e ragazzi under 35 a scuola di politica, a Roma, per un week end al mese.
    La prima «lezione», l’8 aprile, sarà tenuta da Bersani e da Rosy Bindi.

  4. Cerutti Gino
    Cerutti Gino says:

    Non sono stati “accettati”.
    Sono venuti via mare in condizioni spaventose e non si poteva rimandarli indietro. Molti di loro non ce l’hanno fatta e se li sono mangiati i pesci Moltissimi di quei ragazzi vorrebbero proseguire per L’Europa del nord ma non possono. Sono stati ammassati come animali, 11 bagni per 5’000 persone come media giornaliera.
    Ne smistano 500 e ne arrivano 700.
    Vorrei vedere lei, signora Anita, così tanto schizzinosa…. quando… le preme e deve aspettare 500 persone che abbiano finito i propri bisogni.
    Tutta una tecnica da parte del nostro governo, tecnica molto raffinata per alimentare la xenofobia e prendere una barca di voti.

    E sono gli abitanti dell’isola, straordinarie persone che non vogliono cadere in quel tranello dai metodi mafio-legaioli a denunciarlo. Lei non vede in TV Annozero e altri programmi
    non asserviti a Berlusconi e Bossi, altrimenti quaglieggerebbe di meno.

    C.G.

  5. La striscia rossa
    La striscia rossa says:

    Germania, si vota in due Land
    La Cdu di Merkel rischia la disfatta
    Gli elettori del Baden-Wuerttemberg potrebbero mettere fine domani a 58 anni di governo locale della Cdu.
    Cavallo di battaglia di socialisti e verdi, in testa nei sondaggi, è il nucleare.

  6. sylvi
    sylvi says:

    cara Anita,

    qui gira così!!!
    Se li vedi, sono tutti ben nutriti, vestiti alla moda…protestano perchè non hanno l’hotel!
    Protestano perchè è sporco …ed è lo sporco che fanno loro…non si degnano nemmeno di piegare il sacco a pelo dove hanno dormito…aspettano …”la donna del piano”.
    E certa stampa ci marcia, basta parlar male dell’avversario politico.
    Se gli italiani ne evacuano mille e in contemporanea arrivano mille e cinquecento…mi sai dire che fare???
    Qui in Friuli abbiamo un CIE ( centro prima accoglienza) da anni…era dignitoso…i tunisini hanno dato fuoco a tutto quello che era infiammabile e poi protestavano perchè non avevano le sigarette e le ricariche del telefono satellitare…protestavano perchè piatti e bicchieri non erano puliti…lavarli loro? Ma scherziamo???

    Te ne potrei raccontare…poi arriva la stampa di sx…e …dirà… quello che leggerai sul blog!
    La demagogia è una brutta bestia!

    ciao Sylvi

  7. sylvi
    sylvi says:

    caro C.G.

    gli sbarcati dalla Libia vanno accolti, tutti!!!; in Tunisia non c’è la guerra e non rischiano la vita!
    Quando c’era la guerra nei Balcani, li abbiamo accolti tutti, nessuno escluso.
    La mia amica è arrivata da Sarajevo incinta all’ottavo mese…ha trovato medici, ospedali, ospitalità, cure …
    Quando le dicevo che era tutto free, allora non parlava italiano, non ci credeva!!!
    E’ arrivata in Italia con una valigetta. E’ ripartita, sei mesi dopo, con il furgone pieno zeppo…persino la camicina di seta per il neonato, medicine, latte …ecc. ecc.
    Donato da chiunque .

    Ma lei non era un ragazzotto che si fa un giro turistico gratis…con un po’ di adrenalina!

    Nel convento di mia zia c’è la coda ogni giorno…ma molti quando si accorgono che c’è “solo” il panino, un frutto e vestiti…se ne hanno bisogno, niente soldi!, si incazzano e appena fuori buttano panino e frutto in strada!!!
    E le suore rischiano di essere malmenate!!!

    Cominciamo a chiarire le cose!

    Sylvi

  8. Anita
    Anita says:

    x C.G.

    L’Isola di Lampedusa ha solo meno di 5’000 abitanti.
    E’ un isola rocciosa priva di di acqua e di risorse naturali.
    Non ha nemmeno fauna eccetto per conigli e topi casalinghi.
    Non possono installare le fognature, i mezzi sono li’ ma non si possono collegare.
    Sono in arrivo altri 300 Libici e chissa’ quanti altri.

    Dalle foto e videos i rifugiati mi sembrano ben vestiti, puliti, giovani uomini in buona salute.

    Fanno lo sciopero della fame perche’ il sacchetto giornaliero contiene pasta al sugo, due panini ed una mela.
    Ci sono file…ma cosa si aspettano?

    Non ci metta in mezzo me, la smetta con i paragoni.

    Quello che scrive Sylvi capita anche qui, nel mio piccolissimo Stato c’e’ una crescita del 44% di Latinos, una diminuzione di bianchi del -6%, una crescita di asiatici del 28%.

    Zone intere sono diventate uno squallore, sembrano zone del terzo mondo.
    Sul nostro giornale una mappa delinea tre’ zone esclusivamente Latinos e Musulmane. (separate)
    I bianchi sono in pericolo solo a passarci.
    A dire il vero ne sono rimasta sorpresa e sconcertata.

    In pochi anni la nostra demografia e’ cambiata.

    Su un misero milione di abitanti, abbiamo:
    130’000 – Hispanics
    51’560 — Neri
    29’988 — Asiatici

    Quasi tutti giovani ed in eta’ riproduttiva.
    La popolazione bianca e’ la piu’ anziana.

    Non le mando la mappa 3D interattiva di tutti gli Stati perche’ non si sa’ mai che venga assalito da tutti i virus possibili.

    Anita

  9. Peter
    Peter says:

    circa 500.000 persone manifestano a Londra contro i tagli ai servizi pubblici dei tories…he he he

    Peter

  10. Uroburo
    Uroburo says:

    Rodolfo { 26.03.11 alle 11:26 } Per quanto riguarda l´obiezione di coscienza…io ne ho conosciuto parecchi di obiettori ….. Io ero un firmaiuolo…credevo a certi ideali e credevo che se c´era un posto dove si valutava veramente le capacita´ di un uomo era l´Esercito … Fu´ un´amara delusione.
    Quelli che non volevano marciare o non volevano imbracciare un fucile… dopo un colloquio finivano a Gaeta….venivano dopo qualche tempo rispediti ai rispettivi reggimenti , … Al ritorno al Reggimento veniva data loro la mansione per la maggior parte delle volte, di sciacquini….insomma lavapiatti nelle cucine delle caserme….oppure veniva data loro la responsabilita´di pulire i cessi e i gabinetti.
    ————————————————–
    Caro Rodolfo,
    quelli di cui parla lei non erano veri obiettori di coscienza ma solo dei ragazzi molto fragili che non riuscivano ad adeguarsi alla disciplina ed alla fatica del servizio militare. In un paese normale sarebbero stati riformati dopo dieci giorni di CPR o se preferisce 15 giorni di carcere.
    I veri obiettori di coscienza – tutti per ragioni religiose: per lo più testimoni di Geova, qualche valdese e qualche cattolico – non avrebbero mai potuto rimanere al reggimento per la banale ragione che rifiutavano non solo di portate armi ma anche di indossarla divisa. Erano pochi ma erano obiettori veri.
    Naturalmente un paese di puzzoni come questo faceva loro passare anni ed anni in carcere con enormi sprechi economici e sociali. Ma quando mai al nostro esercito sono importati gli sprechi? Noi, sul piano culturale, eravamo esattamente come i russi.
    Ho letto con vero divertimento la sua storia: lei credeva nell’Esercito? Nel nostro? Poverino …. Il nostro è sempre stato l’esercito dei plotoni d’esecuzione. E poi perché mai un paese marcio e di incompetenti incapaci non dovrebbe avere un esercito che ne rispecchi esattamente le caratteristiche?
    Un saluto U.

  11. Uroburo
    Uroburo says:

    Anita { 26.03.11 alle 13:23 } non sono tonta, almeno fino ad ora, non so niente delle leggi Italiane
    ——————————————
    E’ il sospetto che avevo avuto. Adesso sa come stavano le cose.
    Voi avete gli Hamish. Fanno il servizio militare? Non credo.
    Da noi invece i testimoni di Geova andavano in galera.
    Un saluto U.

  12. Uroburo
    Uroburo says:

    Popeye { 26.03.11 alle 13:40 } Sono d’accordo con CG, facciamola finita.
    Ma facciamola finita pure di denigrare quelli che servono e di non fare di tutti questi un fascio basato sempre su qualche mela marcia.
    —————————————————–
    Per quanto mi riguarda sarei d’accordo con la proposta del signor Popeye.
    Solo vorrei sapere come sarebbe possibile criticare l’Useggetta (intendo la politica useggetta) senza che lui ne faccia una questione personale.
    Non è una domanda provocatoria ma una domanda seria. E vale anche per la signora Anita.
    Con la pregevole signora Silvy ci ho rinunciato.
    Un caro saluto a tutti (nessuno escluso, a cominciare da Faust ed AZ) Uroburo

  13. Anita
    Anita says:

    x Uroburo

    Se e’ per questo si domandi perche anche un articolo o solo una notizia viene presa nel personale.

    L’ultimo caso, io riporto un articolo-video dal Corriere e C.G. mi mette in ballo.

    Nel caso degli Usaegetta, la parola stessa non e’ accettabile e lei scrive spesso: siete un popolo di taglia gola, assassini, e’ nel vostro DNA, etc….

    Io NON mi permetterei mai di scrivere cose simili verso l’Italia o altre nazioni.
    Semmai citerei UN caso…

    Bye, Anita

  14. Popeye
    Popeye says:

    x Uroburo
    Perché hai fatto una domanda seria ti devo una risposta seria. Saresti estremamente limitato nei tuoi post perché tu lo fai per regola con tutto che ha che fare con l’Usa o Israele. Per esempio non potrai dire che tutti i soldati americani o i politici americani sono tagliagole ma dovresti in ogni occasione parlare degli incidenti dove tale e tale hanno tagliato la gola a qualcuno. Lo stesso con la tortura, Lo stesso con i squadroni di morte. Lo stesso con le invasioni e occupazione. Insomma saresti ridotto a postare niente. Che e’ il vero motivo della tua domanda, non potere sproloquiare come tu fai normalmente.

  15. Popeye
    Popeye says:

    circa 500.000 persone manifestano a Londra contro i tagli ai servizi pubblici dei tories…he he he
    ———–
    Il professo’ ride (haw … haw …) non pensando che l’alternativa e’ alzare le sue tasse. Poi sentiremo i lamenti ….

  16. Anita
    Anita says:

    x Uroburo

    No, gli Amish non servono nel servizio militare.
    Si devono registrare e presentare le ragioni per cui non possono servire.
    Alcuni hanno servito volontariamente, senza la barba ed i capelli lunghi.

    Non votano.
    Non usano comodita’ moderne.
    Non usano auto.
    Non leggono giornali.
    Non vedono film o TV.
    Non pagano tasse. (devo controllare)

    Sono agricoltori, piu’ che altro barattano per quello che non possono crescere.

    Sono noti per la loro mobilia fatta tutta mano, al 100% di legno

    Non utilizzano l’energia elettrica, i loro strumenti di lavorazione sono alimentati da energia idraulica e pneumatica, che viene eseguita su generatori diesel.

    Anita

  17. E la "rivoluzione" egiziana? Già verso la malora
    E la "rivoluzione" egiziana? Già verso la malora says:

    Un decreto del governo Sharaf se ratificato dal Consiglio Supremo delle Forze Armate, renderà illegali le manifestazioni per la democrazia e gli scioperi dei lavoratori. Sullo sfondo la voglia di «normalizzazione» dei poteri economici più forti

    DI SILVIA MOLLICHI

    Il Cairo, 26 marzo 2011, Nena News – Come nelle passate settimane, anche ieri, venerdì, migliaia di egiziani sono scesi in strada, a Tahrir e di fronte al palazzo della televisione e della radio pubblica. Le ragioni della protesta questa volta erano molteplici: supporto ai lavoratori della televisione egiziana, in sciopero da giorni per chiedere la sostituzione dei vertici aziendali – è bene ricordare che la televisione pubblica ha giocato un ruolo di spicco nel contrastare la rivolta contro il regime Mubarak – e opposizione al nuovo decreto emanato dal Consiglio dei Ministri ad interim di Sharaf. Se ratificato dal Consiglio Supremo delle Forze Armate, il decreto renderebbe illegali manifestazioni e scioperi.

    Mercoledì notte, quando Ahwani Ahmed e Leila Souef – professori dell’Università del Cairo – si sono trovati davanti alla palazzina della Facoltà di Comunicazione all’università, non si aspettavano di trovare l’esercito. La manifestazione pacifica di studenti e professori che chiedeva l’allontanamento del preside di facoltà, Sami Adbelaziz, uno degli uomini del regime Mubarak, è stata dispersa dai militari. I soldati hanno cacciato e aggredito gli studenti con taser elettrici, come hannoriportato i due professori. Quando Ahmed ha ricordato al comandante che lo stava trattenendo che la presenza militare è proibita nei campus universitari, la risposta è stata semplice: “d’ora in avanti anche manifestare lo è”.

    Il comandante in questione faceva riferimento al decreto rilasciato mercoledì pomeriggio dal governo Sharaf e ancora in attesa della ratifica da parte del Consiglio Supremo delle Forze Armate. Già secondo i provvedimenti dello stato di emergenza -ancora in forze e che si prevede rimarrà attivo almeno fino alle elezioni parlamentari- ogni forma di assembramento è proibita. La nuova norma contribuisce a criminalizzare scioperi e proteste. Chi scende in strada e interrompe un’attività lavorativa rischia fino ad un anno di detenzione e una multa da 30.000 (3.500 Euro) a 500.000 (quasi 60.000 Euro) ghinee egiziane. Anche chi organizza o incita la protesta può essere arrestato e sottoposto ad un’ammenda fino a 50.000 ghinee (5.900 Euro).

    Immediata è arrivata la condanna degli attivisti, motore della protesta iniziata il 25 gennaio. Il provvedimento va nella direzione opposta rispetto alle loro domande e rispetto al movimento che ha portato alle dimissioni di Mubarak. “Non abbiamo fatto una rivoluzione per annullare il diritto di protesta”, hanno scritto molti cyber-attivisti, tanto più che richieste fondamentali come la fine dello stato di emergenza non sono ancora state soddisfatte. In una dichiarazione ufficiale, i portavoce della coalizione dei Giovani della Rivoluzione del 25 Aprile hanno definito la nuova legge come “un ostacolo al futuro democratico del paese”.

    Notevoli preoccupazioni le solleva il modo in cui il decreto è formulato. La norma, si legge, intende punire i casi di sabotaggio dei mezzi di produzione, le attività di protesta che influenzino negativamente l’unità nazionale, la pace sociale e il sistema generale o danneggino proprietà mobili o immobili pubbliche e private.

    Il provvedimento, riportato sul sito del gabinetto di governo, non arrivacompletamente nuovo. Da quando è salito in carica, Essam el-Sharaf ha parlato di “ritorno alla normalità” e “bisogno di ricostruire il paese”. Il nuovo primo ministro ha fatto da eco alle parole del generale Tantawi, leader del Consiglio Supremo delle Forze Armate, che chiedeva ai tantissimi lavoratori mobilitati in tutti i settori di tornare al lavoro. Basta con le proteste in piazze e, soprattutto, con l’ondata di scioperi che hanno travolto il paese da metà febbraio in avanti -linea per altro promossa anche da alcuni membri della Fratellanza Musulmana. Un bisogno di normalità di cui si sente spesso parlare anche per strada e che, forse, è possibile leggere nel risultato del referendum costituzionale (dove il “si” ha vinto con il 77% dei voti). “Molti hanno votato a favore degli emendamenti costituzionali anche perché l’alternativa sembrava un lungo periodo di instabilità durante cui scrivere una nuova costituzione”, commenta Dina, professoressa di arabo.

    In realtà, fin dall’11 febbraio, tutto l’Egitto è stato attraversato da una campagna di sensibilizzazione che non ha badato a spese. Le due linee della metro del Cairo e le strade della capitale sono disseminate di cartelloni pubblicitari che recitano “nabna Masr” (costruiamo l’Egitto) e invitano i cittadini a tornare al lavoro e collaborare a costruire il futuro del paese da subito.

    Di tutta altra opinione, invece, le migliaia di lavoratori in sciopero dai primi di febbraio e che, con le loro mobilitazioni hanno contribuito in maniera determinante all’uscita di scena di Hosni Mubarak. Varie categorie, come lavoratori delle ferrovie, dottori, operai, farmacisti, avvocati, giornalisti, pensionati e forze delle polizia hanno fermato le loro attività a più riprese. Le richieste comuni sono: sostituzione di tutti idirigenti legati al precedente regime, innalzamento dei salari e istituzione del salario minimo – come stabilito nel marzo 2010 da una sentenza della Corte Amministrativa del Cairo – e migliori condizioni lavorative. Coloro che si sono mobilitati hanno portato le istanze di Tahrir e la richiesta di ‘adala igtima’iyya (giustizia sociale) di cui si parlava in piazza nei luoghi di produzione. Che ci sia molto fermento ecoscienza politica tra i lavoratori, lo conferma anche la recente formazione di nuovi sindacati indipendenti, praticamente inesistenti sotto il regime di Mubarak. Ieri, presso il sindacato dei giornalisti, si è tenuta la prima conferenza stampa dell’Unione Indipendente dei Lavoratori dei Trasporti Pubblici.

    Tra i giornalisti che hanno parlato della norma, Mustafa Basiouni, corrispondente del giornale Dustur, ha ricordato che i lavoratori hanno scioperato duranti gli ultimi anni nonostante i decreti dello stato di emergenza lo proibissero. Quindi, il nuovo provvedimento non avrebbe grossi effetti. Allo stesso tempo, però, potrebbe diventare un buon deterrente nelle mani del governo, che ha visto la Borsa del Cairo perdere l’8.9% quando ha riaperto, mercoledì, dopo sette settimane di chiusura. Nena News

  18. Nel Barhain per la mattanza di manifestanti armi made in Usa and France
    Nel Barhain per la mattanza di manifestanti armi made in Usa and France says:

    BAHREIN: ARMI AMERICANE E FRANCESI PER REPRIMERE LE PROTESTE
    Mentre nel paese è in vigore la legge marziale, una missione di Amnesty International, rende note le prove dell’uso eccessivo e sistematico della forza da parte di polizia e esercito. Identificate munizioni, lacrimogeni, manganelli, granate, usati per reprimere le proteste: vengono dagli USA e dalla Francia.

    Roma, 26 Marzo 2011, Nena News – E’ uscito in questi giorni un nuovo documento redatto da Amnesty International: l’organizzazione per i diritti umani ha denunciato che a febbraio le forze di sicurezza hanno usato proiettili letali e attaccato con estrema violenza i manifestanti, senza alcun preavviso, per poi aggredire gli operatori sanitari e impedire loro di soccorrere le persone ferite.

    Il rapporto, che si basa su testimonianze di prima mano raccolte da una missione di ricerca di Amnesty International in Bahrein, è stato diffuso mentre nel paese continuano le manifestazioni di protesta da parte degli attivisti pro-democrazia contro la monarchia assoluta di re Hamad al Khalifa, e mentre si fanno sempre più duri i mezzi di repressione delle forze di sicurezza bahrenite e dei soldati inviati dall’Arabia saudita e dagli Emirati.

    Ancora ieri, nella “Giornata della Rabbia”, la polizia ha represso le proteste nella capitale Manama, con un masiccio uso di gas lacrimogeni, mentre sono stati dispiegati in tutta la città posti di blocco, e forze di sicurezza. Un uomo di 71 anni è morto per asfissia dopo che proprio i gas lacrimogeni erano stati lanciati nel villaggio di Mameer. Ma le vittime delle proteste nell’ultimo mese, sono almeno 20.

    ‘E’ allarmante vedere le autorità del Bahrein replicare la stessa tattica usata a febbraio ma in modo molto più intenso’ – ha dichiarato Malcolm Smart, direttore del Programma Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty International. ‘Il governo sembra aver deciso che il modo di affrontare le proteste sia la repressione violenta, una posizione totalmente insostenibile e che da’ un inquietante esempio in una regione dove anche altri governi si trovano di fronte a richieste popolari di cambiamento’.

    ‘Le autorita’ devono esercitare il dovuto controllo sulle forze di sicurezza, difendere e proteggere i diritti alla liberta’ di espressione, associazione e assemblea, compreso il diritto di protestare pacificamente’.

    Hani Mowafi, un medico statunitense che ha preso parte alla missione di ricerca di Amnesty International, ha potuto verificare come le forze di sicurezza durante le violenze di febbraio abbiano usato proiettili letali da corta distanza, mirando alla testa, al petto e all’addome dei manifestanti. Il 18 febbraio, hanno anche usato fucili caricati con proiettili di medio e grande calibro.

    Il peggiore episodio di violenza finora ha avuto luogo la mattina del 17 febbraio, con l’uccisione di cinque persone. Testimoni hanno descritto ad Amnesty International scene, che potrebbero essersi ripetute il 16 marzo, in cui dopo che i carri armati avevano bloccato l’accesso a piazza della Perla, gli agenti di polizia hanno usato fucili, gas lacrimogeni, manganelli, proiettili di gomma per disperdere i manifestanti, molti dei quali erano accampati sul posto.

    Un testimone ha riferito che il 17 febbraio gli agenti antisommossa sparavano da piu’ postazioni, compreso un ponte sopra la piazza, mentre i manifestanti cercavano disperatamente un riparo. Sono state ferite anche persone chiaramente identificabili come operatori sanitari, presi di mira mentre cercavano di prestare le prime cure ai feriti, in piazza della Perla o nelle immediate vicinanze.

    Il 3 marzo, nel corso di una sua visita a Londra, il ministro dello Sviluppo sociale del Bahrein ha comunicato ad Amnesty International che il governo aveva avviato un’indagine sulle uccisioni, le cui conclusioni sarebbero state riferite direttamente al re e che due agenti delle forze di sicurezza erano stati arrestati. L’organizzazione per i diritti umani ha chiesto un’indagine indipendente, approfondita e trasparente.

    ‘Tutte le azioni delle forze di sicurezza contro i manifestanti poste in essere a partire da febbraio devono essere oggetto di indagini complete e indipendenti. Chi ha ordinato e usato la forza contro persone che protestavano pacificamente dev’essere identificato e chiamato a rispondere di cio’ che ha fatto. Non puo’ esservi impunita’ per le uccisioni illegali, le aggressioni e le altre violazioni dei diritti umani commesse contro i manifestanti e gli operatori sanitari’.

    Amnesty International ha identificato alcune delle munizioni rinvenute dopo il raid del 17 febbraio a piazza della Perla, tra cui gas lacrimogeni e manganelli di gomma di 37 cm prodotti negli Usa, cosi’ come granate lacrimogene e granate da ‘dispersione’ di fabbricazione francese, queste ultime progettate per frammentarsi in 18 pezzi che producono un suono assordante.

    L’organizzazione per i diritti umani ha chiesto ai governi che forniscono armi al Bahrein di sospendere immediatamente il trasferimento di armi, munizioni e altro equipaggiamento relativo che potrebbero essere usati per compiere ulteriori violazioni dei diritti umani. Agli stessi governi, Amnesty International ha chiesto anche di riesaminare urgentemente i programmi di addestramento per le forze di sicurezza, la polizia e l’esercito del Bahrein.L’uso eccessivo e senza preavviso della forza da parte delle forze di sicurezza del Bahrein ha spinto il governo del Regno Unito a revocare alcune licenze all’esportazione di armi mentre quello francese ha sospeso l’esportazione di equipaggiamento di sicurezza.Nena News

    Nota bene: La missione di Amnesty International, composta da due ricercatori e da un medico statunitense specializzato in salute pubblica e cure d’emergenza, ha visitato il Bahrein dal 20 al 26 febbraio. Ha intervistato testimoni delle violenze di meta’ febbraio, persone ferite e loro parenti, personale in servizio negli ospedali e negli obitori cosi’ come rappresentanti del governo e attivisti per i diritti umani.

  19. Popeye
    Popeye says:

    Voi avete gli Hamish. Fanno il servizio militare? Non credo.
    ———————
    Gli Amish non sono scusati dal servizio militare. Se non vogliono combattere devono servire in altre maniere come infermieri e assistenti sociali per evitare di andare in galera. Ogni sono l’esercito consiste di volontari e non e’ un problema.

  20. Popeye
    Popeye says:

    BAHREIN: ARMI AMERICANE E FRANCESI PER REPRIMERE LE PROTESTE

    LIBIA: ARMI RUSSE PER REPRIMERE LE PROTESTE
    ————–
    Beh! Che vuol dire? Siete veramente disperati questi giorni!

  21. Anita
    Anita says:

    x Uroburo

    I Jehovah Witness

    Rifiutano le trasfusioni di sangue. (non sempre)
    Non votano e non fanno il servizio militare.
    Non celebrano qualsiasi festivita’ cristiana tradizionale, e non festeggiano i compleanni.

    Credo che possano servire in attivita’ civili invece del servizio militare.

    Anita

    Dovrei saperne di piu’ perche’ i miei aiuti casalinghi sono quasi sempre Jehovah Witness, la signora attuale e’ con me da 13 anni, quella prima di lei per almeno una ventina di anni.

    Anita

  22. Popeye
    Popeye says:

    Il nostro è sempre stato l’esercito dei plotoni d’esecuzione.
    ————–
    No! No! No! Cattivone, no si può fare di tutti un fascio!

  23. controcorrente
    controcorrente says:

    Ringrazio Il Dott Raimondi della gentile risposta.
    Non mancherò di frequentare il Sito da Lei suggerito.
    Grazie ancora

    cc

  24. Uroburo
    Uroburo says:

    Cara Anita,
    rispondo a lei ma la risposta vale anche per il signor Popeye.
    Come ho detto tante volte io non posso proprio accettare la politica (estera) del vostro paese perchè rappresenta una continua minaccia alla pace, all’esistenza degli altri popoli e, visto il livello di sfruttamento delle risorse tipico del vostro sistema (per altro ormai imitato da tutti), alla sopravvivenza dell’intero pianeta.
    Useggetta ha solo questo significato: il vostro sistema economico-sociale è da buttare perché tanto distruttivo da rappresentare un pericolo per questo mondo.
    Critico il vostro sistema non perché tutti i vostri cittadini siano così, ovviamente dappertutto ci sono brave persone rispettose dell’ambiente e degli altri, ma perché il vostro è un sistema che prescinde dalla volontà dei singoli.
    La repressione in America Latina, con i suoi orridi sistemi, non era un’eccezione inventata da qualche funzionario ma la prassi abituale dei vostri consiglieri. Il costante appoggio alle forze reazionarie in tutto il mondo e l’opposizione frontale a qualunque movimento democratico, anche quelli borghesi come quello di Janio Quadros in Brasile, non sono errori ma l’essenza del vostro sistema politico che è strutturalmente repressivo.
    L’obiettivo della vostra politica è quello di impadronirvi delle risorse che vi sono necessarie, con le buone o con le cattive. E siccome sono beni che voi sottopagate dovete necessariamente costringere i paesi a consegnarvele al prezzo ed alle condizioni che volete voi. Altrimenti organizzate un bel colpo di stato o una bella rivolta che poi prontamente appoggiate. L’ha detto chiaro e tondo il pregevole Rummy.
    Quindi, come ho detto a iosa, il problema non è di qualche funzionario che esagera ma di tutto un sistema che funziona in un certo modo, come ho spiegato nel mio messaggio Uroburo { 25.03.11 alle 20:32 } n. 140.
    La mia critica quindi, non è rivolta alle persone ma al vostro sistema politico. Che di democratico ha solo apparenza, come hanno dimostrato a iosa proprio le ultime elezioni presidenziale, nelle quali i banchieri di Wall Street hanno fatto vincere un illustre sconosciuto,verosimilmente poco capace, per metter fuori combattimento la ben più preparata Hillary Clinton.
    Insomma io non ce l’ho personalmente con voi, se non quando dite cose inaccettabili, ma con il vostro sistema.
    Comunque un cordiale saluto U.

  25. Uroburo
    Uroburo says:

    Popeye { 26.03.11 alle 19:49 } No! No! No! Cattivone, no si può fare di tutti un fascio!
    ————————————
    Resta il fatto che nella I GM nessun esercito ha avuto così tanti fucilati dai plotoni d’esecuzione come l’esercito italiano, che per altro ha combattuto senza tirarsi indietro. U.

  26. Anita
    Anita says:

    x Popeye

    Hai ragione sul servizio civile degli Amish.
    Pero’ ci sono diverse congregazioni, piu’ o meno flessibili.

    Tu ne sai piu’ di me con i Pennsylvania Dutch e German Amish.

    Pero’ so che usano solo bottoni, niente zippers sui pantaloni….

    Io li ho visti solo nei documentari e nei film.

    Anita

  27. Popeye
    Popeye says:

    # 225
    Ettepareva! Ma Dio mio come si fa a discutere con questa persona?
    Gli ufficiali matti davano i comandi e lui da colpa ai soldati.
    Beh! Beato lui, contenti noi.

  28. Uroburo
    Uroburo says:

    Popeye { 26.03.11 alle 20:12 } Ettepareva! Ma Dio mio come si fa a discutere con questa persona? Gli ufficiali matti davano i comandi e lui da colpa ai soldati.
    ————————————————
    Signor Popeye,
    mi vorrebbe dire dove e come ho dato la colpa ai soldati?
    Fucilare era lo strumento di dominio delle classi dirigenti, non certo dei soldati (inteso come soldati semplici).
    Ma lei cos’aveva capito? U.

  29. Popeye
    Popeye says:

    Ma caro signore leggiti bene quello che scrivi. Non posso leggere quello che hai nel cervello. Hai detto:
    ….. nessun esercito ha avuto così tanti fucilati dai plotoni d’esecuzione come l’esercito italiano

    No vedo niente che dice ufficiali, comandanti, re, duce, generale, colonnello, capitano lasciando tenenti, sotto ufficiali, e soldati.

  30. Guarda guarda, si chiama Israel lo snocciolatore di panzane anti iraniane de Il Giornale
    Guarda guarda, si chiama Israel lo snocciolatore di panzane anti iraniane de Il Giornale says:

    Giorgio Israel del Giornale: “Non si è udita la voce di Obama … in occasione delle innumerevoli minacce iraniane di distruggere Israele. Neppure egli è intervenuto in modo deciso in occasione della feroce repressione dei moti popolari in Iran.”

    Ora, non c’è mai stata nessuna minaccia iraniana di distruggere Israele. Chi ne dubita, ha Internet a disposizione per trovare i documenti originali. La sola colpa del suo presidente è di avere auspicato un referendum fra tutti gli abitanti della zona per decidere il futuro di Israele e Palestina.

    Quanto alla cosiddetta feroce repressione, ricordiamo che in Iran dopo libere elezioni, la minoranza ha fatto moti di piazza, in cui c’è stato un morto (e c’è chi dice che anche quello è un falso). In Tailandia, dopo libere elezioni, la maggioranza è stata privata del potere con la forza, le camicie rosse hanno fatto moti di piazza e ci sono state centinaia di morti.
    Allora perchè l’Iran, dove chi ha vinto è al governo, sarebbe feroce, e la Tailandia dove chi ha vinto è stato scacciato, sarebbe democratica?
    Roland Delmay

  31. Guarda guarda, ad armare gli "insorti" dello Yemen pare proprio siano gli Usa e Israele
    Guarda guarda, ad armare gli "insorti" dello Yemen pare proprio siano gli Usa e Israele says:

    il solito gruppetto di fanatici dietrologi nell’assistere all’ interpretazione dei disordini libico arabisi è diviso. Una metà giura e spergiura che dietro il carico di armi del valore di 4 milioni di dollari, scoperto dalla polizia di Abu Dabi, indirizzato agli insorti dello Yemen, provenienza Turchia, ci sia la lunga mano dei servizi segreti americani.

    L’altra metà è certissima che si tratti di intelligence israeliana. In ogni caso tutti propendono per una lettura dei movimenti in corso in chiave anti egemonico cinese. I gialli si sono già accaparrati mezza Africa di materie prime strategiche e tutti concordano nel ritenere una fesseria la lettura sessantottina e libertaria dei disordini in atto. Con buona pace della Gruber delle otto e mezzo e del suo corrispondente col ciuccio, da Tripoli o Bengasi che fosse.
    Max

  32. Guarda guarda, per odio a Berlusconi i pacifisti sono spariti
    Guarda guarda, per odio a Berlusconi i pacifisti sono spariti says:

    Qualora ve ne fosse bisogno (ma non ve n’è) , la guerra in Libia ha definitivamente smascherato le falsità di quel partito politico che si chiama pacifismo.

    L’improvvisa scomparsa dei pacifisti dalle piazze mondiali, stranamente muti e latitanti nel condannare l’attacco a Gheddafi da parte delle forze alleate, la dice lunga sulla sincerità e sulle qualità morali degli sbandieratori professionisti. Quando si trattava di insultare il “cattivo guerrafondaio” repubblicano Bush reo di aver attaccato il “buon” Saddam, i pacifisti schiumavano rabbiosi in ogni angolo della terra ovunque una telecamera fosse presente.

    Ora che il democratico Obama e il piccolo Napoleone rivoluzionario Sarkozy, hanno dichiarato guerra al “cattivo” Gheddafi, delle migliaia di civili uccisi dalle bombe “intelligenti”, ai lanciatori di aria fritta non interessa nulla. Il motivo? Incredibile solo a pensarsi, ma è davvero così: far dispetto a Berlusconi! I pacifisti sono rimasti rintanati nei centri sociali e nelle segreterie dei partiti per la certezza che bombardare Gheddafi equivalesse ad un cannoneggiamento politico del suo amico Berlusconi.

  33. Guarda guarda, Nicotri aveva visto giusto e prima di tutti
    Guarda guarda, Nicotri aveva visto giusto e prima di tutti says:

    Ieri Le Canard ha finalmente rivelato quello che già si era capito fin dai primi filmati dalla Libia. Si era visto, infatti, che i rivoltosi con le armi in pugno gridavano Vive la France ed esponevano una bandiera francese, ancora prima che Gheddafi iniziasse a reagire. La Francia, quindi, ha fornito le armi ai rivoltosi per scatenare i disordini e poi è stata la prima a bombardare la Libia, prima ancora che l’Onu si pronunciasse, e pretendendo il comando delle operazioni. La Libia, quindi, è stata aggredita dalla Francia ed il resto del mondo è caduto nel tranello anti Gheddafi.

    Il governo libico ha solo reagito ad un’aggressione prima manovrata e poi palese della Francia esclusivamente per motivi economici e petroliferi. Gli idioti dell’Onu e l’incapace Obama dovrebbero preoccuparsi di quello che sta facendo la Francia di Nanoleone in Bruni, amico di tutti i terroristi, ed erogare le opportune sanzioni. Il gesto criminale di Sarkozy, fra l’altro, danneggia solo l’Italia sia per i rapporti economici che per l’immigrazione che per il terrorismo e Frattini, secondo me, dovrebbe attivarsi al più presto all’Onu per dargli la sveglia.
    M. Savino

  34. Uroburo
    Uroburo says:

    Popeye { 26.03.11 alle 21:41 }Ma caro signore leggiti bene quello che scrivi. Non posso leggere quello che hai nel cervello.
    ——————————–
    Ahhhh beh …. allora va bene.
    I soldati, com’è noto, si fucilano da soli.
    Un saluto U.

  35. alessandro
    alessandro says:

    Per tutti:
    le risposte che ho ricevuto sono state molto interessanti ad un mio post del topic precedente ;
    si e´ capito meglio il concetto di Storia e di destrutturazione dell´uomo e,soprattutto il legame che esiste tra la vita e la rappresentazione di se´ e degli altri.Grazie.

  36. Pino Nicotri
    Pino Nicotri says:

    Bene, direi che ora Sarkozy può bombardare l’Inghilterra. E chiunque (s)ragioni come lui e i tifosi dell’intervento in Libia può mandare i propri bombardieri e missili a dare manforte agli “insorti” londinesi.
    ———————————-
    LA PROTESTA
    Londra, in 300mila contro i tagli
    violenti scontri, città bloccata.

    Imponente corteo contro il governo Cameron. Fra i manifestanti anche il leader laburista Ed Miliband. A ferro e fuoco il centro della capitale: ore di incidenti e assalti che sono proseguiti nella notte. Una trentina di feriti, oltre duecento arresti.

    LONDRA – Un fiume di persone, 300.000 secondo gli organizzatori, ha partecipato a Londra alla manifestazione contro i tagli alla spesa pubblica, decisi dal governo del primo ministro conservatore David Cameron. Secondo gli osservatori è probabilmente la più imponente manifestazione che abbia invaso la capitale. E, a un tratto, sono partiti anche gli incidenti: oltre trenta manifestanti sono rimasti feriti negli scontri innescati da un piccolo gruppo di anarchici e anti-capitalisti che hanno messo a ferro e fuoco il West End, tentando di occupare negozi e filiali di banche. Nel mirino sono finite le filiali di HSBC, Lloyds e Santander, ma anche popolari catene come McDonalds, Topshop e Dorothy Perkins. Fracassate anche le finestre dell’hotel Ritz, a Mayfair, e un negozio Ann Summers a Soho. In particolare preso di mira un
    bastione della Vecchia Inghilterra: Fortnum and Mason, l’esclusivo negozio di tè e specialità gastronomiche fondato nel 1707 su Piccadilly.
    Gli scontri con la polizia si sono poi riaccesi nella tarda serata a Trafalgar Square, nel cuore della capitale britannica tra polizia e dimostranti.

  37. X Rodolfo
    X Rodolfo says:

    Ma il nome dell’associazione è “Bikur Olim” oppure ” Bikur Holim” con la “H” iniziale

    Curioso

    Curioso

  38. Peter
    Peter says:

    x Uroburo

    direi che e’ del tutto inutile, forse controproducente persino, discutere coi fascisti. Discutere coi fascisti , tipo Popeye e Sylvi, in fondo anche Rodolfo anche se con ‘options’, e’ una contraddizione in termini.
    Persino un vecchio prete piu’ o meno fascista anche lui, diceva che il motto era ‘credere, obbedire, combattere…dov’e’ discutere?’. Parole testuali di uno di quei tempi. Ma le cose non cambiano. Un saluto

    Peter

  39. Peter
    Peter says:

    x Pino

    scusa Pino, ma le websites diconotra 400.000 e 500.000 dimostranti oggi sono stati a Londra.
    Tra i quali infermieri, pompieri, insegnanti, lavoratori del sistema sanitario nazionale, e di tutti i servizi pubblici.
    E che questo governo tory di emme, con primo ministro, ministro del tesoro, esteri, etc, tutti miliardari, vada all’inferno.

    Peter

  40. Anita
    Anita says:

    x Popeye

    You…..romantic soul, that was very nice, I enjoyed it.

    La dedica pero’ e’ un tantino strana.

    Anita

  41. Anita
    Anita says:

    x Peter

    Dal Guardian:

    Demonstrators from across the country unfurl their banners to take part in the TUC march in London to protest against spending cuts. Photograph: John Stillwell/PA
    More than a quarter of a million people have marched through central London to deliver a powerful message about the government’s cuts in public spending. The generally good-natured mood was soured by violent and destructive attacks on symbols of wealth including the Ritz, banks and a luxury car dealer, and an occupation of the upmarket food store Fortnum and Mason.

    Trade union organisers said that the turnout had exceeded their expectations, and thousands had travelled by coach and by train from as far as Edinburgh to vent their anger at the government’s cuts by marching through London to a rally in Hyde Park.

    http://www.guardian.co.uk/society/2011/mar/26/anti-cuts-march-police-rioters

    Buonanotte,
    Anita

  42. Anita
    Anita says:

    Half a million protested peacefully in London.

    But it’s the tiny groups of testosterone soaked angry kids that will be all over the newspapers.

    Anita

  43. Popeye
    Popeye says:

    x Peter
    Il fascista sei tu, asshole. Anzi tu forse sei peggio, un perdente comunista. Salutami Vendola e D’Alema alla prossima riunione.

  44. Popeye
    Popeye says:

    LONDRA – Un fiume di persone, 300.000 secondo gli organizzatori ….
    —————–
    Eccome no! Questi sindacalisti i conticini li sanno fare. 2 + 2 = 8.

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