11 settembre (2001) e 17 settembre (1982): i due pesi e due misure che stritolano la nostra morale. E la nostra credibilità

La profonda ipocrisia e disonestà, nel senso anche di malafede, dell’Occidente, cioè dell’Europa e degli Usa, appaiono in tutta la loro grave enormità dal confronto tra queste due date e relative rimembranze: 11 settembre 2001 e 17 settembre 1982. La prima data è – come sanno anche i sassi – quella dell’abbattimento delle Twin Tower di New York. Ma la seconda? Chi di noi occidentali se la ricorda? No, non è la presa di Porta Pia, quella è del 19 settembre, se non erro.  Non ricordate, vero? E’ il giorno della strage di Sabra e Chatila. Vale a dire, della terribile mattanza – tra i 3 e i 6 mila civili ammazzati a sangue freddo, le donne e le bambine dopo essere state stuprate, le donne incinta dopo essere state sventrate e massacrate con il feto messo loro in braccio – fatta eseguire a Beirut dai militari israeliani alle milizie collaborazioniste dei falangisti cristiani nei campi profughi palestinesi di Sabra e Chatila. Falangisti cristiani… Questo è dunque il cristianesimo in Libano?
Per i 2.750 morti delle Twin Tower (cifra recente di Repubblica), che l’approssimazione giornalistica anche della Rai fa diventare sempre “oltre 3.000 morti”, è stata immediatamente scatenata l’invasione dell’Afganistan e ogni anno si fanno celebrazioni e ricordi vari non solo nei giorni che cadono l’11 settembre. In più, suoniamo a rotta di collo la grancassa del dolore, esibito in modo fin troppo eccessivo, e delle accuse all’islam intero. Al punto da scatenare una campagna contro “la moschea a Ground Zero”, sorvolando disinvoltamente – as usual – che non si tratta niente affatto di Ground Zero. E’ come urlare contro una moschea in piazza S. Pietro a Roma mentre invece si intende farla in corso Vittorio Emanuele, o a Milano contro una moschea in piazza Duomo mentre invece si tratta di farla in piazza Cavour o in piazzale Augusto. Insomma, il solito nostro barare.

Per il massacro a sangue freddo di Sabra e Chatila, uno dei vari fatti compiere dagli israeliani ai cristiani falangisti o compiuti in prima persona in Libano, non è invece successo nulla. Anzi, il suo responsabile, il generale israeliano Ariel Sharon e vari altri ufficiali dei servizi segreti e dello stato maggiore, è in seguito diventato capo del governo israeliano! Reputo grave che un popolo affidi il proprio governo a un soldataccio con le mani così lorde di sangue, ma questi sono affari del popolo israeliano. Che però a un certo punto su questa orripilante vicenda ha prodotto persone capaci di autocritica e dolore, come il regista Ariel Folman con il bel film Valzer con Bashir. Noi invece navigando in senso opposto abbiamo prodotto i Giuliano Ferrara, Paolo Guzzanti, ecc.

Insomma, il solito due pesi e due misure elevato all’ennesima potenza, che individua, descrive e misura alla perfezione il nostro abisso morale e la vera natura della nostra politica in Medio Oriente. Si noti che il massacro di Sabra e Chatila – durato qualche giorno e non un paio d’ore – è stato reso possibile dal fatto che la Casa Bianca decise di evacuare da Beirut con 15 giorni di anticipo i suoi militari fatti arrivare per proteggere la disgraziata e affamata popolazione civile dei campi profughi dai massacratori falangisti cristiani e dagli stessi militari israeliani, che con un esercito di 30 mila soldati e centinaia di carri armati, appoggiati da un nugolo di aerei ed elicotteri fa guerra, avevano da qualche tempo invaso il Libano. Il loro traguardo era schiacciare la Resistenza palestinese e far fuori anche Arafat. Dopo una serie di trattative questi evacuò dalla città i suoi uomini e le armi imbarcandosi nel porto di Beirut per trasferirsi  a Tunisi, e i campi profughi rimasero privi di protezione militare motivo per cui per proteggerne la popolazione arrivarono le truppe di alcuni Paesi, Stati Uniti soprattutto. Insomma, partendo all’improvviso, con due settimane di anticipo su quanto concordato, gli Usa hanno la grave responsabilità di avere spianato di fatto la strada alle belve. Fermo restando che il tracollo morale dell’Occidente verso il mondo arabo e islamico è iniziato con la spedizione di Napoleone in Egitto ed è proseguito senza sosta fino ad oggi, è esploso con il colonialismo inglese e francese per diventare il cancro che ancora oggi ci consuma con la politica angloamericana in Medio Oriente. Nel passato recente c’è da dire che come Londra ha la responsabilità delle tragedie etniche e territoriali dell’Iraq e dell’India/Pakistan, così Parigi ha la responsabilità del sistema politico confessionale che dilania il Libano da decenni anche con guerre civili: i cosiddetti cristiani, infatti, non vogliono assolutamente perdere il predominio assegnato loro dal colonialismo dei cattolici francesi.

La sporcizia intellettuale, la disonestà politica e l’opportunismo voltagabbanesco di noi occidentali, e italiani in particolare,  è descritta alla perfezione dalla parabola dell’arcitaliano, come lui stesso si pregia definirsi, Giuliano Ferrara. E mi scuso se in un tale contesto nomino un personaggio così imbarazzante. Ferrara è partito prendendo a suo tempo a pugni in diretta tv un direttore di orchestra che rifiutava di dedicare ai martiri di Sabra e Chatila il concerto in esecuzione in piazza a Torino ed è arrivato a organizzare a Roma l’Israele Day, e fin qui passi, ma poi anche l’ossequio ruffiano e conformista, se non anche leccacingoli, a qualunque eccesso e crimine dei dirigenti politici e militari israeliani. Insomma, un paladino tra la Oriana Fallaci e la Giovanna d’Arco dell’ultrasionismo arabofobo duro e puro, che ci spinge alla guerra globale con l’islam. Non è cambiato solo Ferrara, del quale non frega niente a nessuno, ma anche gran parte di noi, sinistra compresa. Marco Travaglio, l’eroe dell’antiberlusconismo duro e puro, ha applaudito anche lui il massacro di Gaza definendo l’invasione israeliana una giusta risposta ad una aggressione. Lo ha cioè definito negli stessi termini in cui di recente l’ha definita Berlusconi e prima di lui il voltagabbana Paolo Guzzanti e la colona ultrasionista arabofoba Fiamma Nirenstein, portata da Berlusconi nel nostro parlamento nonostante risieda in una colonia vicino Betrlemme.

A Beirut e in Libano ho fatto il giro di vari campi profughi e degli annessi luoghi delle varie stragi e massacri di palestinesi compiuti dagli invasori israeliani e annessi fiancheggiatori cristiani. Ne sono uscito abbastanza scosso. Mi venivano in mente spesso le parole di un film: “Ho visto cose che voi umani….”. Umani? Il livello di vita degli ormai oltre 400 mila profughi palestinesi, ammassati nei campi in condizioni semplicemente disastrose, è nella stragrande maggior parte dei casi miserabile. L’aumento demografico ha nel frattempo raddoppiato i palestinesi, che però sono costretti a vivere negli stessi spazi angusti dei campi perché è vietato ampliarli. Anzi, gli spazi sono diminuiti perché ci sono campi non più ricostruiti in tutto o in parte dopo le tragedie dell’82. Solo da poco tempo i palestinesi hanno acquisito il diritto al lavoro, ma solo dietro domanda al ministero del Lavoro e annessa autorizzazione, se concessa. In ogni caso i palestinesi devono lavorare sotto padrone e NON possono svolgere professioni autonome come fare il medico, l’avvocato, l’ingegnere, ecc. Non credevo alle mie orecchie quando mi hanno detto che per comprare un televisore o un frigorifero i palestinesi devono avere l’autorizzazione dei servizi segreti libanesi! Il problema è che per evitare “l’inquinamento” di oltre 400 mila musulmani i cristiani non vogliono assolutamente che i palestinesi abbiano i diritti civili: da ormai 60 anni. Grazie ai cristiani, in Libano i palestinesi sono trattati decisamente peggio che in Giordania e Siria, dove esistono gli altri loro campi profughi. I palestinesi, ammassati in ghetti e sottoposti a mille divieti e al continuo furto della loro terra perfino a casa loro in Palestina, sono diventati di fatto gli ebrei moderni, una diaspora di massa della nostra era: per loro però niente “diritto al ritorno”…. Il lato comico, si fa per dire, è che i palestinesi NON vogliono diventare libanesi, non ci pensano neppure da lontano, vogliono infatti restare palestinesi in attesa del chimerico tornare a casa, cioè in Palestina. Nel frattempo però, ovviamente, vogliono i diritti civili, ma sono trattati dai cristiani libanesi come neppure Umberto Bossi si sognerebbe di fare con gli extracomunitari o i rom in Italia.
Il viaggio è stato organizzato dal comitato “Per non dimenticare Sabra e Chatila”,
che dal 2000 organizza ogni anno una visita pellegrinaggio sui luoghi dei massacri grazie all’impegno del grande giornalista Stefano Chiarini, purtroppo scomparso poco tempo fa, e dal Forum Palestina. Chiarini, amato in LIbano non solo da tutti i palestinesi, con la sua inossidabile volontà è riuscito – tra l’altro – a far diventare un sacrario la discarica di Chatila dove erano stati gettati a mo’ di immondizie ciò che restava dei corpi delle migliaia di palestinesi vittime della “soluzione finale” voluta da Sharon ed eseguita dai miliziaoni cristiani. Dagli incontri cui ho assistito e partecipato tra personalità libanesi ed esponenti del comitato sono venute fuori alcune buone notizie. La prima è che il leader del movimento Almustaqbal, una delle maggiori basi dell’attuale governo di Saad Hariri, figlio del precedente capo del governo Rafic Hariri ucciso in un attentato assieme a sette uomini della sua scorta, si è impegnato a farci trovare per la visita dell’anno prossimo il pieno diritto dei palestinesi al lavoro, segno che l’opera di Chiarini e la credibilità del comitato sono notevoli. Da notare che il leader di Almustaqbal è un Hariri, cugino dell’attuale primo ministro. La seconda buona notizia è che Walid Jumblat, il leader della minoranza drusa, progressista,  s’è impegnato anche lui per la piena conquista dei diritti civili per i profughi palestinesi, per i quali è da sempre all’opera, pur avvertendo che il processo sarà lento. Infine, Talal Salman, direttore ed editore del quotidiano Assafir, il più autorevole del Libano (non ha mai interrotto le pubblicazioni neppure durante la guerra civile), ha spiegato che secondo lui l’attacco all’Iran non ci sarà. Opinione ripetuta giorni dopo da Jumblat.

Sono stato tra l’altro a Kana, il paesino nel quale gli israeliani nel corso dell’ultima invasione del Libano hanno bombardato due palazzi con la scusa che “da lì sparavano contro i nostri soldati”, con il risultato di fare un massacro di decine di civili, soprattutto bambini. Che quella israeliana fosse una scusa lo faceva intuire l’orribile frase di uno dei massimi comandanti militari – “Per ogni nostro caduto uccideremo cento di loro” – inferocito per l’imprevista resistenza opposta dalle milizie di Hetzbollah. In realtà, come è facile appurare andando a Kana, gli israeliani volevano uccidere i due comandanti militari di Hetzbollah che abitavano con le loro famiglie in quegli affollati palazzi, e per uccidere loro hanno massacrato decine di civili innocenti. Ne pubblico parte delle foto. Così come pubblico parte delle foto che mostrano le orrende condizioni di vita nei campi profughi palestinesi e come è ridotto ancora oggi il campo di Chatila. Non c’è bisogno di didascalie. Purtroppo.

Il campo profughi di Sabra non è stato più ricostruito, tanto era stato ridotto a macerie e a montagne di cadaveri. Gli israeliani avevano chiuso in una morsa di acciaio i due campi respingendo indietro, mandandoli così a morte certa, i disgraziati terrorizzati che cercavano scampo fuggendo. Il regista di Valzer con Bashir racconta le telefonate di militari di truppa come lui per avvertire Sharon che  “sta accadendo qualcosa di allarmante” e la gelida risposta di Sharon: “La ringrazio della telefonata”. Della quale peraltro non aveva bisogno: è assodato che con il suo stato maggiore si godeva lo spettacolo del massacro osservandolo con il binocolo dai piani alti di un palazzone immediatamente fuori dal campo. Che a un certo punto gli israeliani di notte hanno illuminato dall’alto con i fari fotoelettrici per permettere allo sciame di pluriassassini di condurre meglio il lavoro loro affidato. C’è chi crede, anche tra gli israeliani, che forse tutto ciò è il motivo per cui Dio ha ridotto da anni Sharon in coma irreversibile e per farlo soffrire il più possibile non si decide a farlo spirare: il “grande condottiero” è da anni solo un misero tronco umano, che di umano ormai non ha neppure il poco che aveva prima, tenuto accanitamente in vita artificiale a mo’ di totem e reperto archeologico nazionale. Riguardo tale convinzione circa l’operato di Dio, no comment.

Per i morti delle Twin Tower è stato invaso l’Afganistan, poi anche l’Iraq. Per quelli della guerra civile in  Kosovo è stato messo in moto e fatto funzionare il Tribunale Internazionale. Per Sharon e i massacratori di Sabra e Chatila non è successo nulla. Stefano Chiarini e altri erano riusciti a fare intervenire la giustizia del Belgio, che per i delitti contro l’umanità può intevenire ovunque, ma tutto è stato messo a tacere: Israele e gli Usa sono troppo potenti: loro non si lasciano processare, quale che sia l’atrocità commessa. Qualcuno dovrebbe ricordare loro che quando la nostra Democrazia Cristiana era sotto scandali vari il suo leader Aldo Moro in parlamento scandì con orgoglio che “la Democrazia Cristiana non si fa processare!”, e che sia Moro che la DC hanno fatto la fine che hanno fatto: meglio sarebbe stato se avessero accettato di essere processati. Anche Silvio Berlusconi, come è ormai evidente da anni, non si lascia processare, ma tralasciamo.

Alcuni dei massacratori sono diventati ministri del Libano mentre altri campano comunque tranquilli. Almeno uno fa il taxista e ancora oggi si vanta di averne “sgozzati un sacco” e che il problema era “se stuprare le donne prima o lavorare subito di coltello o ascia”. Coltello o ascia? “Eh sì, perché gli israeliani ci avevano fornito di quelle armi per evitare che usando le armi da fuoco suscitassimo allarme e capissero anche fuori dal campo che era in corso un massacro. Però alla fine per sbrigarci abbiamo usato anche le armi da fuoco e gli esplosivi per cercare di cancellare la tracce”.
Che però non sono cancellabili. Non negli animi degli esseri umani non accecati dall’odio e dal fanatismo.

Due pesi e due misure: una tenaglia che stritola la nostra morale. E la nostra credibilità.

Non è il caso di volere giustizia? Non vendetta: ma giustizia.

668 commenti
« Commenti più vecchiCommenti più recenti »
  1. Paleonico
    Paleonico says:

    Anita { 22.09.10 alle 19:04 }

    x Rodolfo

    Il problema non e’ questo. (Castro)

    ho inviato un post a Pino… sul tema…
    P.

  2. Paleonico
    Paleonico says:

    che il primo a dare la notizia della svolta economica a Cuba sono stato io.

    … e lhai data come piaceva atte e a quelli comme tte… Ma è una notizia che sin dal mio primo viaggio nella Rep. Bolivariana de Venezuela ho spiegato che cambiava Cuba e NON con i desiderata ttuoi e dell’altro indegno… ” la venezuela che chavez ( sciacquatevi la bocca prima di fare il suo nome…) sta portando come alla cubaccommunista…” Ho raccontato allora cosa avevo capito… ed ho scritto che era al contrario “la cuba si avvicinava e faceva proprie le riforme del C.nte Bolivariano Presidente Hugo Chavez Frias… quindi nei due Paesi si lavora al cambio abbeneficio del Popolo Rivoluzionario Cubano… che si stavano e si stanno preparando al cambio… ( ma nessuno ne parla in occidente…) questo x tappare la bocca agl’ignoranti prevenuti anticcommunisti del blog… Ed aggiungo oggi che Il Pres. Chavez, non so se prima o dopo… il Padre de la Revolucion Cubana… (Larga vida Compañero Fidel y Gracias Siempre!)… Venezuela e Cuba ( ed in futuro anche gli altri Paesi Socialisti Bolivariani di Latinamerica… ) si uniranno politicamente e con un proprio sistema bancario… ( è gia stata fondata El Banco del Sur… fa microcredito ed aiuta cooperative e piccole imprese… Il Sogno del Proceres Simon Bolivar… “Una Latinamerica Unida en el Sueño de Bolivar. Sto parlando della Grande Colombia Bolivariana con confini che vanno da Panama alla Tierra del fuego… Questo e questi sono i cambiementi in corso, altro che cazzatespicciole alla panna allaarancia…
    Cuba Vivra Socialista Bolivariana come la Rep. Bolivariana de Venezuela… Grazie al C.nte Chavez… Se non è un cambio questo…?¿
    Paleonico

  3. Follotitta
    Follotitta says:

    Caro Uro, finalmente ho capito che la storia del bidello era un mito blogghista. Aggiungeva un’aura romantica alla sua persona, ma anche il mistero ha i suoi connotati romantici, per cui alla fine non ci perde niente. Qui voglio aggiungere, a scanso di equivoci, che la categoria dei bidelli, cosi’ come tutte le categorie dei veri lavoratori, e’ degna solo di essere apprezzata e ringraziata per il servizio che svolge, certamente + utile e nobile di altre categorie con macchine blu e soldi a go-go. Saluti. F.

  4. peter
    peter says:

    x Uroburo

    mio caro, mi associo con Pino sul punto che rivangare non fa bene, anche se sono del tutto d’accordo che lei non e’ affatto un bugiardo.
    Riguardo Anita, non sono del tutto sicuro che effettivamente la confondesse con qualcun altro, anche se io mi affido ad una memoria buona sí, ma a volte sorprendentemente fallace, e non conservo i vecchi posts.
    In particolare, ho gia’ detto che io mi sentirei a disagio se fossi italo-americano e mi si dicesse ‘voi usaegetta, voi tagliagole…’.
    Lei poi, mi consenta, ha avuto la tendenza costante a fare ipotesi sulla salute mentale dei bloggers coi quali ha scambi accesi, in un modo un tantino ‘sovietico’, Vox permettendo…Anche se non e’ il solo.

    Invito Popeye ed anche lei, Uroburo, a rientrare nei binari e smettere di insultarvi reciprocamente. In fondo Follotitta ha ragione, siamo ormai ‘amici virtuali’

    un saluto

    Peter

  5. Paleonico
    Paleonico says:

    ‘Abbacchi e braci’. Se le devo una roialty me lo faccia sapere. F.

    … non mi devi niente, con la bellissima correzione… ora possiamo dire che ne siamo cooautori ed associarmi con te è x me e tutti i guggini Poveri Diavoli dell’inferno dei Poveri Diavoli… è Un privilegio che evidenzia il mio apprezzamento nei tuoi confronti… entusiasmante!!
    Abbacchi e bbraci
    Paleonico, cuggino di Faust

  6. Anita
    Anita says:

    x Peter

    Per cociutaggine piu’ che altro ho digitato:
    “Arruotalibera Uroburo Anita la falsaria”, poi ho scelto cache.

    ecco il risultato:

    Anita { 19.08.09 alle 16:57 } x Ber

    Caro Ber,
    ti piacerebbe di essere chiamato bugiardo di continuo?

    Il caro Uroburo si riferiva a me come la bugiardissima, la falsissima, la falsaria………ma non mi ha mai presa “in castagna” con prove.

    Scappo, ho un appuntamento.

    Tu sei sempre conciliatorio.
    Ciao, Anita
    —————————————————–

    U. era presente sul quel blog, indaffarato a dare consigli di pilloline ad una certa oca padovana.

    Bye,
    Anita

  7. Cerutti Gino
    Cerutti Gino says:

    x 542.
    Komare,
    confermo quanto postato, la memoria raramente mi tradisce.
    Peccato non poter più rileggere il blog suddetto.
    Anche per un’altra questione sbattutami in faccia di cui il sottoscritto non era minimamente responsabile.
    Lei, ineffabile signora, sa a che cosa mi riferisco.

    x Poppy.
    Ieri ho mangiato riso ai funghi porcini e un insalatona mista. Due dita di bianco, 1 pesca, 1 caffè
    tjè!
    Una classica cena perdente-kommmmmmmmmmunista, così ti faccio contento e cojonato.
    C.G.

  8. Anita
    Anita says:

    x C.G.

    Oddio adesso fa la parte lesa.

    Cosa le ho buttato in faccia?

    Semmai e’ stato lei a scrivere su mio nipote cose non vere o non capite. (l’auto)

    Anita

  9. Anita
    Anita says:

    PS: x C.G.

    La assicuro che $20’000 ed oltre dalle mie tasche non me le dimenticherei.
    Quando poi avevo gia’ elargita una somma considerevole per la loro educazione universitaria.

    Uno ne ha usofruttuito perche’ era rimasta nelle mie mani.
    Gli altri due sono stati ‘fottuti’ dalla mamma rapace.

    ‘Night, Anita

  10. AZ Cecina Li
    AZ Cecina Li says:

    Cara Sylvi
    Dire cosa è la patria non è facile, il mio Zingarelli datato 1938 (unica cosa che ho di mio padre) riporta “paese comune a tutta la nazione, e che la unisce in un unico affetto di conservarlo e difenderlo, per l’interesse è la dignità propria.” e poi inizia una sfilza di esempi e le varie desinenze da: patri-“arca”, a _”ota”, a _ “ottismo”. Nell’uso (ed abuso) pratico il termine, come dice Follotitta, è sempre stato, nel migliore dei casi, caricato di bolsa retorica, e e nei peggiori a perpetrare e giustificare ammazzamenti vari, quindi la parola non mi piace. L’unico contesto in cui mi suona positiva è in una canzone del mio conterraneo , l’anarchico sindacalista e poeta Pietro Gori che diceva: “Nostra patria è il mondo intero, nostra legge è la libertà ed un pensiero ribelle in cor ci sta.” Le nazioni, le patrie gli stati sono invenzioni di chi non riuscendo a dominare il mondo se ne ritaglia una fetta.

    ________________________

    Una cosa sconvolgente ho una cosa in comune con Popeye, entrambi non conosciamo a fondo il gioco della briscola, anch’io avevo usato qualche volta l’espressione “conta come il due di picche” io però osservo e registro, qualche giorno fa mentre prendevo il caffè al bar guardavo quattro che giocavano, erano a fine partita ed avevano una sola carta in mano, quello che mi dava le spalle aveva il due di picche, uno cala un re, lui il suo due di picche, il terzo butta stizzito sul tavolo un asso di fiori ed il quarto soddisfatto butta sorridendo un tre di cuori, quello che aveva calato il due di picche raccolse le quattro carte e le ha messe nel suo mazzo poi, senza neppure contare, ha detto “abbiamo vinto”. Io non me ne intendo di carte ma dall’osservazione pratica deduco che anche un due di picche se ben giocato puo far vincere la partita.

    Antonio antonio.zaimbri@tiscali.it

  11. Popeye
    Popeye says:

    Caro Antonio,
    Hai ragione non sai niente della briscola! Se ha vinto la mano con un due non era un due di picche ma il due di briscola.

  12. Popeye
    Popeye says:

    Caro Antonio,
    Certamente uno di noi e’ tonto. Quando uno dice vale come il due di picche alla briscola vuol dire due di picche quando picche non e’ briscola. Il caso che tu hai citato non ha niente a che fare con “valere come due di picche a briscola”.

    Valere come il due di picche a briscola normalmente vuol dire:
    http://www.parolata.it/Utili/Dire/Giuoco.htm
    Valere, contare come il due di picche quando briscola è fiori, coppa, o cuore.
    Significa non contare nulla.
    La frase deriva dal gioco della briscola, perché il due del seme non di briscola è la carta che vale meno di tutte le altre. “Contare come il due di picche” è la frase standard, quella che poi ha portato a “prendersi un due di picche”. Però è appunto un’abbreviazione di quella più lunga, che in effetti è presente in una serie di varianti, ad esempio si dice “valere come il due di spade con briscola bastoni”.

  13. Rodolfo
    Rodolfo says:

    563
    Cara Anita,
    Oltre al sole, il mare e la buona cucina….e´quella l´Italia che amo, la musica e la gente .Vedere quei sorrisi, quegli occhi che brillano,quelle
    famiglie, quei ragazzi dai visi schietti e sinceri, non puo´far che bene e non puo´far che sperare in un futuro piu´buono e piu´giusto.
    Buona giornata. Rodolfo

  14. Paleonico
    Paleonico says:

    La chiamano “aid industry”. Sono gli aiuti umanitari delle nazioni ricche a quelle povere, pari a 130 miliardi di euro all’anno. Una montagna di soldi che si dovrebbe tradurre in cibo, ponti, strade, edifici,scuole, ospedali. In principio un’ottima cosa, in pratica un po’ meno, per le promesse di spesa non mantenute, per i risultati, per la mancanza di coordinamento internazionale.
    Se si scorre la classifica dei Paesi che ricevono gli aiuti, il primo è l’Iraq con 9,9 miliardi di dollari all’anno, segue l’Afghanistan con 4,9 miliardi, l’Etiopia con 3,3, la Palestina e il Vietnam con 2,6. Iraq e Afghanistan sono stati distrutti dalle nazioni donatrici guidate dagli Stati Uniti. La Palestina è sotto il tallone di Israele, alleata degli Stati Uniti, il Vietnam fu bombardato in modo così intensivo dagli americani e dai loro alleati che in seguito, per celebrarne il ricordo, fu prodotto il film “Apocalypse now”. I primi due Paesi “donatori” sono, caso del destino, proprio i “bombardatori”: Stati Uniti con 23,9 miliardi di dollari e Gran Bretagna con 7,4. Distruzione e Ricostruzione.
    E’ un meccanismo perfetto in quattro passi. Primo passo: si occupa il territorio e ci si impadronisce delle sue risorse. Secondo passo: si sviluppano così le industrie degli armamenti e si protegge il proprio sistema economico (ad esempio con il petrolio iracheno e con nuove basi militari in zone strategiche). Terzo passo: si aumenta il PIL del proprio Paese con la produzione di beni necessari inviati alla nazione distrutta (gli Stati Uniti vincolano i propri aiuti al fatto che almeno la metà di prodotti e servizi siano americani). Quarto: con gli aiuti si rafforza il nuovo governo “amico” insediato nel Paese a scapito delle opposizioni (di solito definite “organizzazioni terroristiche”). Un modello economico perfetto che crea la domanda attraverso la distruzione del Paese e l’offerta con la sua ricostruzione.
    L’Italia ha fatto promesse su promesse per fondi umanitari, poi disattese. Ha però investito in armamenti, 131 Caccia Bombardieri dagli Usa per 15 miliardi di euro. Va considerato un investimento per il futuro, per il nostro PIL, per la Confindustria, non una spesa. Investire sulla distruzione conviene due volte.

  15. peter
    peter says:

    dalle mie parti la briscola non si gioca con quelle carte, dette ‘carte da poker’. Si usano le carte dette napoletane, che se non erro in Veneto si chiamano anche trevigiane. Mazze, spade, denari, coppe. Per cui il due di picche, a briscola, non esisterebbe. Forse si direbbe due di coppe…

    Peter

  16. ber
    ber says:

    Caro Follotitta,
    io leggo volentieri i tuoi interventi,sono analisi ben fatte delle vicende attuali ed anche equilibrate,..per i tempi che corrono.

    Il forum di Bocca,
    si eniziava la guerra in Iraq,l’europa faceva sfilate contro tutto e tutti e,alcuni personaggi che frequentavano il Blog di Bocca,un giorno si e uno no,lo insultavano per la sua gioventu fascista….”

    Questo giusto per far capire di che umore poteva essere Bocca,…
    un vecchio giornalista tutto di un pezzo della vecchia guardia
    che,…alla fine, fini per chiuderla.
    Io ho vagato per qualche tempo,…poi mi sono incontrato con il blog di Pino e alcuni vecchi amici,…che si,erano trasmigrati, ma le divergenge erano rimaste,…a tutt-oggi.

    L’Italia sta attraversando purtroppo un brutto periodo,…siamo quasi alla deriva fascista e quel 50% di gente onesta ci vuol vedere chiaro…
    Comunque fa piacere averti tra noi,…io purtroppo partecipero saltuariamente per impegni di famiglia,…ma penso che le discussioni,dati gli eventi,…non finiranno tanto presto.
    Buona giornata a tutti,Ber

  17. La striscia rossa
    La striscia rossa says:

    Per Silvy 519

    A me invece fa schifo sia per le sue idee, che per i suoi atteggiamenti di conduttore opportunistico/lecchino/ doppiogiochista, e sia, come estensore di libelli.
    Forse, nel proseguo della sua vita di narratore, troverà un Montag che gli farà fare la fine che si merita.

    Saluti

  18. sylvi
    sylvi says:

    caro AZ

    un vocabolario del 38 può essere un importantissimo reperto storico, come i sussidiari dei miei genitori…interessantissimi…
    ma tanta acqua è passata sotto i ponti…
    Anche Petrarca diceva:
    – Non è questa (l’Italia) la Patria in ch’io mi fido,
    Madre benigna e pia,
    Che copre l’un e l’altro mio parente?-

    Ogni buon vocabolario oggi dice che è il territorio al quale i componenti di un popolo sentono di appartenere per nascita, lingua, cultura, storia, tradizioni.
    Poi…ho visto emigrati da decenni in Francia,naturalizzati e integrati, soffrire le pene dell’inferno quando giocano Francia- Italia.
    Ecco…Delors parlava di Europa delle Nazioni, o delle Patrie aggiungerei io riferendomi al significato sopra citato.
    La Patria non può essere il mondo intero se non riferito al senso di Umanita e di Diritti Fondamentali della stessa.
    Poi si deve scendere nell’organizzazione della Patria, nei rapporti con le altre Patrie, nello spazio e nel tempo, e qui sarebbe bene vigilare!

    Ho l’impressione che alcuni in questo blog siano rimasti ai concetti di Patria del ventennio e che ancora non abbiano superato lo shock o che siano ancora abbarbicati al sogno della “futura Umanità”!!
    Io ho superato da molto il concetto di Patria che traspare dalle lettere di mio padre…non ne ho più paura!

    Buonagiornata
    Sylvi

  19. sylvi
    sylvi says:

    x Peter

    In Veneto: bastoni, coppe, denari, spade!
    Non ho mai capito perchè per dire a uno che non vale niente, gli si dica
    -vali meno del due di coppe-!
    A briscola, tresette e scopone ho imparato a giocare in Caserma…poi…come il tango, ma quello molto più tardi…ho smesso!
    Anche perchè dovevo sempre cercarmi un ballerino…
    mio marito era,è ,una frana!
    Uno dei più bei tanghi della mia vita?
    Con un baritono da m 1.90, io 1.58!
    Mi sbattacchiava di qua e di là come un fuscello, ma andavamo al passo come cherubini!

    Sylvi

  20. La striscia rossa
    La striscia rossa says:

    Leggere le indagini in questi ultimi giorni prende allo stomaco, crea vertigine.
    Per questo tutti devono sapere e chi non reagisce sceglie in qualche modo di essere complice.

    Roberto Saviano

  21. Linosse
    Linosse says:

    E la chiamano sicurezza
    quella che
    è intorno a te….
    Invece:
    Da Giornalettismo
    “La paura è il più antico strumento di potere. Se hai paura di quello che accade intorno a te, non controlli quello che fa chi sta sopra di te

    Fox Mulder, Blood, X-files: stagione 2, episodio ”
    L.

  22. LA LUNGA DELINQUENZA FINANZIARIA DEL LUPANARE VATICANO
    LA LUNGA DELINQUENZA FINANZIARIA DEL LUPANARE VATICANO says:

    Marco Tosatti per “La Stampa”

    E’ l’organismo del Vaticano che ha sempre creato il maggior numero di problemi a quella che è stata definita una multinazionale dello spirito; proprio perché di spirituale sembra abbia ben poco. La sua nascita risale all’11 febbraio 1887, quando papa Pecci, Leone XIII, costituì la Commissione delle Opere Pie. Roma è capitale d’Italia da neanche vent’anni, le cicatrici della Breccia sono ancora aperte, la Santa Sede non si fida di amministrazioni finanziarie esterne… Pio X nel 1908 confermò bisogno ed esistenza della gestione autonoma dei soldi vaticani, sotto un nuovo nome: Commissione amministratrice delle Opere di Religione.

    E’ l’epoca del «prigioniero del Vaticano»; il Pontefice non varca le Mura Leonine, e l’attività della Santa Sede è limitata. Ci vogliono i Patti Lateranensi firmati un altro 11 febbraio – 1929 – per riconoscere la Santa Sede come Stato indipendente. L’accordo riconobbe l’extraterritorialità del minuscolo stato e dei suoi organismi; e per rifondere la Chiesa di una serie di espropri iniziati in era napoleonica e terminati con la presa di Roma le versava 750 milioni di lire; inoltre la Santa Sede riceveva titoli di debito pubblico per un miliardo. Con questa «dote» ha inizio la storia moderna della finanza di Oltretevere.

    Il banchiere laico Bernardino Nogara fu scelto da papa Ratti, Pio XI, come capo della neo-costituita Amministrazione speciale per le Opere di Religione, l’antenato più recente dello Ior. Nogara accettò, a due condizioni: gli investimenti dovevano essere slegati da considerazioni religiose o dottrinali e doveva poter operare in ogni parte del mondo. Nel periodo – poco più di dieci anni – che separò l’accordo Stato-Chiesa dall’inizio della Seconda Guerra mondiale Nogara investì i capitali vaticani nell’economia italiana: energia elettrica, comunicazioni telefoniche, credito bancario, ferrovie locali, produzione di macchine agricole, cemento, acqua e fibre tessili sintetiche.

    Il 27 giugno 1942 un documento autografo di papa Pio XII segna la nascita dell’Istituto per le Opere di Religione; una banca vera e propria con lo scopo di far fruttare i capitali a disposizione. Siamo giunti al periodo di tormentato e discusso della Banca vaticana. Se la sua esistenza trova una giustificazione – almeno agli occhi del mondo ecclesiale – nella necessità di porre al riparo da speculazioni, partecipazioni finanziarie problematiche da un punto di vista etico e indiscrezioni sempre temute, d’altro canto la gestione dello Ior negli ultimi sessanta anni è stata marcata da scandali e infortuni clamorosi.

    Il primo grande scandalo risale agli anni ’60. Nel 1962 lo Ior deteneva il 24,5% della Banca privata finanziaria di Michele Sindona, al quale, nel 1969, papa Paolo VI affidò una consulenza per la modernizzazione dello Ior. A Sindona fu venduta la Società Generale Immobiliare, della quale lo Ior mantenne una quota del 3%. Successivamente, furono numerosissime le partecipazioni comuni, comprese le movimentazioni di capitali in paradisi fiscali, fra Ior e Sindona. Le disavventure giudiziarie del finanziere siciliano, e la sua morte per avvelenamento gettarono un’ombra pesante anche sulla banca vaticana.

    Ma il peggio doveva ancora venire. Nel 1971 l’arcivescovo statunitense Paul Marcinkus, che si era guadagnata la fiducia di papa Montini, Paolo VI, per l’energia e l’efficienza con cui organizzava i viaggi papali, fu nominato presidente dello Ior, dopo un breve corso di formazione bancaria negli Usa, il suo unico (e scarso) bagaglio professionale.
    Nel 1972 lo Ior possedeva circa il 51% della Banca Cattolica del Veneto. Per volontà di Marcinkus, il 37% delle azioni vennero cedute al Banco Ambrosiano di Roberto Calvi, provocando la reazione dei vescovi veneti e dell’allora vescovo Albino Luciani (futuro papa Giovanni Paolo I) che, non essendone stati informati, chiusero per protesta i loro conti presso la Cattolica del Veneto.

    Dieci anni più tardi, nel giugno del 1982 esplose il caso del Banco Ambrosiano. Il crac della banca di Roberto Calvi vide il coinvolgimento diretto dei vertici dello Ior, che si salvarono dall’arresto solo grazie all’extraterritorialità della Città del Vaticano. Lo Ior fu, tra il 1946 e il 1971, il maggior azionista del Banco Ambrosiano; ma i problemi diventarono gravissimi con l’arrivo di Calvi. Marcinkus firmò lettere di «patronage» – una sostanziale copertura – per le operazioni eseguite all’estero, su società fittizie o di comodo. Tutte società fantasma con sede in paradisi fiscali, la cui funzione era fare da schermo alla scomparsa di circa duemila miliardi di lire dalle casse dell’Ambrosiano.

    Beniamino Andreatta, allora ministro del Tesoro, impose la liquidazione dell’Ambrosiano. Marcinkus fu indagato in Italia nel 1987 per concorso in bancarotta fraudolenta. La Banca Vaticana non ammise alcuna responsabilità per il fallimento del Banco Ambrosiano, una commissione mista (Agostino Gambino, Pellegrino Capaldo e Renato Dardozzi per il Vaticano, Filippo Chiomenti, Mario Cattaneo e Alberto Santa Maria per lo Stato Italiano) giunse – non all’unanimità – ad ammettere una responsabilità morale dello Ior nel crac. Il 25 maggio 1984, a Ginevra, lo Ior siglò un accordo con le banche creditrici dell’Ambrosiano, versando 406 milioni di dollari a titolo di «contributo volontario». E gli affari ricominciarono…

  23. x Rodolfo
    x Rodolfo says:

    Le sue elucubrazioni sul mio essere o no ebreo mi interessano meno del buco del culo di una mosca. Piu’ interessante del blaterare sul mio ebraismo si o no è notare che lei alle questioni poste dal blogmaster latita, si rifugia nel liquame propagandizio. Se questo significa essere ebreo…
    Shalom

  24. Linosse
    Linosse says:

    X 579
    Certo che la chiesa è inarrestabile ed in continua evoluzione,almeno economica
    Dal “soldino nella cassetta” allo IOR e chissà cos’altro la strada è lunga ma Paperone insegna che mettendo da parte il “cent” si possono fare fortune.
    Eh… la fede,tutto puote
    L.

  25. Rodolfo
    Rodolfo says:

    Il mio non e´un blaterare sul suo essere o voler parere un Ebreo,
    e´una certezza. Ed e´ una certezza che ha dato lei stesso. Punto.
    Seguo piu´io gli argomenti del blogmaster che non lei, dovrebbe controllare di piu´ ed accertarsene.
    Il buco del culo di una mosca puo´all´occorenza creare una gran casino , una grande tragedia, ci pensi.
    Cosi come il due di coppe, anche se non e´una briscola , puo´nell´ultima mano contribuire a vincere una partita.
    Lei partendo dunque da presupposti sbagliati non potra´mai sapere cosa significhi essere Ebrei: Ratapunto
    Rodolfo

  26. Rodolfo
    Rodolfo says:

    xLinosse
    Dipende dalla concezione del tempo.
    Un centesimo al giorno son ben Euro 3,60 all´anno. Mettiamo questi soldi in banca al 5% per 1000 anni. Ed ecco che ne viene fuori una piccola fortuna. Rodolfo

  27. Linosse
    Linosse says:

    X 584
    Il 5% ,l’n% nessuno lo sa .
    Che percentuale di interessi abbia la fede nessuno lo sa.
    Più fede c’è piu alta è la percentuale
    Uomo di poca fede,bisogna avere fede!.
    Guarda come è utile l’emilio e che percentuali!
    L.

  28. sylvi
    sylvi says:

    caro Linosse 539,

    Che cosa succede a Berlino, e alla Simens in particolare , non lo so.
    So che i “potenti” sindacati metalmeccanici lo sono perchè sanno fare il loro lavoro.
    In questi due anni, parlo della Svevia, ma le regole sono nazionali, i sindacati hanno accettato tagli alle ore, al salario, alle ferie, flessibilità massima, purchè nessun lavoratore venisse licenziato.
    Hanno peredisposto regole per i rappresentati dei lavoratori e le partecipazioni quando l’Azienda tornasse a produrre e a guadagnare.
    Però alle spalle c’è uno Stato, non una barzelletta !!!
    Perciò, ti sarà chiaro, la Germania trotta e i lavoratori con lei!!!

    Noi dobbiamo ancora decidere se c’è la lotta di classe e se c’è la classe.
    Con calma!

    Sylvi

  29. sylvi
    sylvi says:

    Ps x Linosse

    Penso che la Germania nord-occidentale sia la Bassa Sassonia, con Amburgo e Brema e i loro porti.
    Lì il problema è diverso…
    I due Porti hanno bisogno di ristrutturazioni epocali, perchè fino adesso si spendeva soprattutto per l’ex DDR.
    Così mi ha detto la mia amica!

    Già la DDR…in ventanni che cosa hanno fatto i tedeschi?
    E noi per il Meridione?

    Sylvi

  30. sylvi
    sylvi says:

    Ancora per Linosse,

    E se i ragazzi invece di studiare preferiscono andare al mare?
    E se i genitori giustificano sempre e comunque i loro pargoli e le loro “marachelle” perchè – poverino, tutto colpa di quello str. del prof che ce l’ha con lui?-
    E se si rivolge al TAR perchè il suo pargolo è stato bocciato?

    Comunque, BALLE che se uno vuol studiare non possa farlo.
    Per il resto, sul reclutamento dei prof non parlo più!!!!!

    Sylvi

  31. Linosse
    Linosse says:

    Cara Sylvi 587
    “Già la DDR…in ventanni che cosa hanno fatto i tedeschi?
    E noi per il Meridione?”
    Sono un ignorantone su situazioni tetesche per cui se non ho informazioni non mi pronuncio.Posso solo formulare una ipotesi:
    la mancanza di teteschi personaggi celoduristi che mostrano il dito medio ,un’osso articolato.Che sia il duro in questione?
    Inoltre,da quello che so, le loro scuole stanno in piedi senza il supporto di soli-verdi puntello a pronto uso.
    Da non trascurare che loro avanzano noi siamo fermi al “nuovo che avanza” e spero basti,come tutte le cose che avanzano cominciano pure a emanare odore di putrefatto.
    L.

  32. Linosse
    Linosse says:

    Cara Sylvi 588
    Siamo individui per cui i casi individuali sono possibili e correnti.
    Direi che sono estranei al “fattore scuola” come la conosciamo.
    Ti ricordo che Einstein non era un frequentatore di scuole ed aveva il mare a molti km.
    Attenta a tuo nipote ,che non segua le mode correnti di genitori sempre in corsa.Ma dove credono di andare?
    L.

  33. sylvi
    sylvi says:

    Caro Linosse,
    Einstein era UNO…
    Dev’essere parecchio che non frequenti da vicino le “squole ” italiane.
    Come l’uovo o la gallina…non so se è arrivato prima il prof incompetente o la permissività …ohhh a casa prima, e poi a scuola…in nome della libertà!!!
    Quale? Quella dei genitori di farsi i cavoli loro o quella dei figli purchè non rompessero?
    O quella dei prof , quelli competenti abbandonati a se stessi e gli incompetenti tutelati dal “diritto ad avere un posto di lavoro” purchè FISSO”!
    Mio nipote? E’ figlio di suo padre che ha capito ben presto che se
    il corso di studi dura cinque anni, cinque devono essere…con minimi aggiustamenti!

    Con molta tristezza registro che chi soffre di più a scuola sono i figli delle classi più basse, non tutelati , non sostenuti e seguiti, nè a casa nè a scuola.
    E’ come se Don Milani fosse vissuto invano.

    Sylvi

  34. Uroburo
    Uroburo says:

    Caro Follotitta,
    lei deve perdonare le espressioni sconvenienti di Rodolfo (una gentilezza vomitevole). Egli, da buon figlio del poppppolo eletto (ahimè sono troppo spesso fatti proprio così), pensa che Dio, il loro naturalmente, è con loro, QUINDI, come direbbe il pregevole Marco, loro hanno comunque ragione ed al massimo sono gli altri che non hanno capito. In numerosissimi messaggio il buon Rodolfo si lamenta perchè non lo capiamo. Non gli viene mai il sospetto che magari è lui che si spiega da schifo.
    E’ come il signor Popeye, ma questi è più delinquenziale mentre il Rodolfo rimane un sionista, quindi un razzista, ma fondamentalmente di buon cuore.
    Un saluto U.

  35. Anita
    Anita says:

    x Uroburo

    Caro Uroburo,

    non e’ cosi’ che si da il benvenuto ad un nuovo utente.
    A buon intenditore poche parole.

    Saluti, Anita

  36. La striscia rossa
    La striscia rossa says:

    Per tornare a crescere, l’Europa chiede all’Italia di raggiungere due obiettivi entro il 2020:
    1. dimezzare il tasso di dispersione scolastica;
    2. triplicare il numero di laureati.
    Per questo l’Italia ha bisogno di una scuola che non lasci nessuno indietro.

  37. Uroburo
    Uroburo says:

    O quella dei prof , quelli competenti abbandonati a se stessi e gli incompetenti tutelati dal “diritto ad avere un posto di lavoro” purchè FISSO”!
    ———————————————————-
    Cara Silvy
    il mio messaggio 515 era naturalmente dedicato a lei,soprattutto le parti in grassetto. Naturalmente lei non l’ha letto e comunque non ci a riflettuto sopra, posto che una personalità altissimamente impulsiva come lei possa riflettere su qualcosa.
    Ha fatto male, c’era una riga fatta apposta per lei; gliela riporto qui sotto:
    “… nel ’90 si avvia una riforma, che ha passato … un rodaggio faticoso, per regalarci una posizione di eccellenza nelle classifiche internazionali (TIMMS 2007 per la matematica e PIRLS 2006 per la lingua). Con buona pace di chi sostiene che servì solo al sindacato per moltiplicare i posti.
    Ce n’era anche un’altra, molto importante:
    A parità di maestri incompetenti e lavativi, che non mancano mai (la Gelmini parla di premi al merito, ma nessuna misura è stata varata), il sistema offre più risorse e garanzie”.

    Vedo che lei invece è rimasta sempre lì ad inveire belluinamente e come sempre con la bava alla bocca contro i sindacati. La caccia al posto fisso, un vero e proprio sport nazionale, è colpa dei sindacati, e naturalmente dei kommmunisti, oouuyeaaahhhhh!!! Ha ragione cara, don Milani è proprio vissuto invano. Sono stati i kommmunisti a boicottarlo. E se questi poveri genitori non sanno più educare i loro figli è naturalmente colpa del permissivismo sindakal-kommunista!!!
    Vede come è facile mia pregevole signora: anche lei, come quel miserabile del signor Popeye, avete trovato il facile rimedio ai mali del mondo. O no? U.

  38. Uroburo
    Uroburo says:

    sylvi { 23.09.10 alle 11:41 } E se i ragazzi invece di studiare preferiscono andare al mare? E se i genitori giustificano sempre e comunque i loro pargoli e le loro “marachelle” perchè – poverino, tutto colpa di quello str. del prof che ce l’ha con lui? E se si rivolge al TAR perchè il suo pargolo è stato bocciato?
    ——————————————-
    Ma è semplice mia cara:
    1) i sindakati ed i kommunisti devono essere aboliti perchè la colpa è loro e solo loro
    2) si mettono i ragazzi traviati dai suddetti in riformatorio
    3) si mettono i genitori in galera
    4) si abolisce il TAR
    5) si dà delega al governo di studiare misure adeguate che entreranno in vigore il giorno dopo la loro approvazione da parte del Banana
    6) si abolisce l’autonomia della magistratura kommunista e si dà delega al governo, al Banana, di stabilire gli orientamenti della giustizia.

    Coraggio, che ormai vi manca poco alla realizzazione del progetto. U.

  39. sylvi
    sylvi says:

    x Uroburo

    NON L’avevo letto, semplicemente perchè ieri notte non avevo
    accesso a Internet, e di giorno faccio toccate e fughe!
    Contento?

    —-Nel 1985 erano stati varati nuovi programmi che insistevano sulla didattica. Era il punto di forza dell’educazione pubblica italiana: ma ora anche l’istruzione primaria è al collasso—–

    E le pare che 1985 io non fossi in servizio…e non solo nelle classi….
    E le pare che , senza contestare Di Girolamo, del quale non ho letto il libro e vedrò se lo leggerò, che io non sappia come sia stata, almeno qui, ma avevo riferimenti anche in Lombardia,allora messa in pratica la Riforma?

    Sa che allora insegnavo matematica e scienze e che ho cominciato i primi corsi di aggiornamento regionale nel 1969????? E ho sempre continuato?
    Sa che nella Riforma ci si ritrovava in classe, in compresenza :
    due insegnanti di modulo, l’insegnante di sostegno, e la mediatrice culturale?CONTEMPORANEAMENTE per 15/20 allievi!
    Sa che con la suddivisione delle lezioni in ore, la elementare si è mediatizzata (!!!) e che c’era un via vai di insegnanti …e chi se ne fregava dei ritmi di apprendimento e di organizzazione mentale del bambino?
    Quante erano in Italia, percentualmente, le scuole, con o senza soli, attrezzate a questa riforma?
    Altro che tempo pieno!!!

    E potrei continuare a lungo….
    le chiedo soltanto…perchè in Europa NESSUNO ci ha copiato questa bella pensata?
    Abbiamo fatto le nozze con i fichi secchi e i risultati sono qua.
    E lei, invece di tirar fuori bave ( sono le sue?) , già che fa il bidello
    non legga solo un libro di una certa tendenza…si guardi in giro nel posto di lavoro e anche fuori, sul marciapiede.

    Saluti e baci
    Sylvi

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