ATTIVITA’ ILLEGALI: MEGLIO CONTABILIZZARLE CHE COMBATTERLE!

Attività illecite? Meglio contabilizzarle che combatterle.

Quando un avverbio, indipendentemente, cambia l’economia e la società

Mario Lettieri* Paolo Raimondi**

*Sottosegretario all’Economia del governo Prodi **Economista

Nel 2014 gli Stati membri dell’Unione Europea apporteranno cambiamenti importanti nei metodi di contabilità nazionale per la definizione del Prodotto interno lordo (Pil) e del Reddito nazionale lordo. Non si tratta di un’opzione ma dell’attuazione di una direttiva dell’Onu. Gli Usa l’hanno adottata nel 2013. Adesso tocca all’Europa. Di conseguenza i parametri di Maastricht saranno profondamente modificati, anzitutto i rapporti decifit/Pil e debito/Pil utilizzati, come è noto, per definire la situazione della finanza pubblica dei singoli Paesi. I mercati ovviamente ne tengono conto per decidere i loro comportamenti finanziari. Ad esempio, lo spread naturalmente riflette anche il livello di tali rapporti. Le organizzazioni internazionali e sovranazionali di controllo oggi li valutano per imporre politiche restrittive o commisurare sanzioni nei confronti di chi li viola.

In Europa il Reddito nazionale lordo è utilizzato per determinare il contributo di ciascun Paese al bilancio dell’Unione. E’ da decenni che si parla della necessità di migliorare il sistema di contabilità nazionale in quanto i metodi utilizzati sono notoriamente insoddisfacenti. Il parametro del Pil infatti fu “inventato” nel lontano 1934 e è stato un utile riferimento anche se ritenuto  altamente impreciso finanche dai suoi promotori. Il problema della riforma oggi è l’introduzione di proposte intelligenti e necessarie e di altre purtroppo davvero improponibili anche sul piano etico.

Ad esempio, le spese in Ricerca e Sviluppo, fino ad oggi considerate come costi intermedi, verranno conteggiate come spese di investimento perché contribuiscono, come capitale intangibile, alla crescita della capacità produttiva. Ciò comporterà un impatto positivo sulla domanda aggregata e quindi sul Pil. Però anche le spese per gli armamenti saranno contabilizzate come spese di investimento!

E qui incomincia la “perversione” del nuovo metodo contabile. Con il Pil si misura non solo la forza economica di un Paese ma anche la sua serietà e la sua affidabilità.  Ne consegue che le dittature militari, che preparano una guerra di aggressione, diventano, con i numeri delle loro economie, degli esempi virtuosi da imitare! La nuova riforma perciò supera tutti i limiti della decenza laddove introduce nel nuovo calcolo del Prodotto interno lordo anche le attività illegali. Di fatto la nuova direttiva indica esplicitamente che “le attività illegali di cui tutti i paesi inseriranno una stima nei conti (e quindi nel Pil) sono: il traffico di sostanze stupefacenti, la prostituzione ed il contrabbando”. Sarà addirittura l’Eurostat a stabilire le linee guida della metodologia di stima.

Tutto ciò è giustificato “in ottemperanza al principio secondo il quale le stime devono essere esaustive, cioè comprendere tutte le attività che producono reddito, indipendentemente dal loro status giuridico”.  E’ proprio l’avverbio, “indipendentemente”, che contiene il virus più distruttivo per la società ed il benessere dei suoi cittadini. Allora anche la rapina diventa un’attività economica, “indipendentemente” dal fatto che distrugge l’ordine sociale e uccide. Anche una guerra di aggressione diventa un evento economico di grande profitto, “indipendentemente” dal fatto che comporta distruzioni, genocidi e fame. E’ una vera e propria aberrazione.

Anche se vi fosse l’esigenza di conoscere l’ammontare delle singole e di tutte  le transazioni finanziarie, non sarebbe comunque giustificato il vulnus allo status giuridico. Ma che le attività illegali entrino di diritto a far parte del Pil che poi determina alcuni parametri che influiscono sulla vita dei Paesi e di intere popolazioni è inaccettabile.

E’ in atto una enorme campagna mediatica per dimostrare la bontà delle nuove regole. Si sottolinea in particolare che tutti i governi europei ne beneficeranno in quanto i parametri di Maastricht verrebbero ridefiniti a loro favore. Se il Pil aumenta allora si guadagnano dei margini sul famoso 3% relativo al rapporto deficit/Pil. Anche il rapporto Pil/debito pubblico migliorerebbe.

105 commenti
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  1. Peter
    Peter says:

    x CG

    Finalmente una domanda seria!
    Probabilmente sara’ modificata, togliendo la croce di S.Andrea. Del resto, oggi viene usata di rado, es. Olimpiadi, mentre nel calcio ogni stato usa la sua bandiera nazionale.
    Non e’ del tutto chiaro quali saranno gli effetti della separazione per loro scozzesi. Credo che tutto rivolva intorno al petrolio che si e’ ormai quasi esaurito. Quindi tanto peggio per loro.
    Patetico che Cameron gli abbia detto ‘potrete perdere la valuta comune ed il passaporto’, come se fosse solo una possibilita!!!
    Credo che il processo sia andato troppo oltre per riparare anche in caso di vittoria del no. Queste genti sono molto piu’ calme e pacate di noi latini, ma una frattura simile restera’ indelebile in ogni caso.
    Per quello che vale, spero davvero che se ne vadano.

    Un saluto

    Peter

  2. Peter
    Peter says:

    x CG

    Tieni conto che persino in Irlanda molti istituti conservano il titolo di ‘royal’! Ed e’ indipendente dal 1922…
    Gli irlandesi hanno da sempre libero accesso, ed il loro passaporto e’ riconosciuto come britannico a tutti gli effetti.
    Gli scozzesi ebbero gia’ un referendum nel 1979, e vinse il no.

    Peter

  3. Cerutti Gino
    Cerutti Gino says:

    Sono tutt’altro che un nazionalista.
    Per spiegarmi: lo sventolio di bandiere con annessi inni nazionali mi fanno venire l’orticaria.
    Sono poco informato sulla problematica Scozia vs Inghilterra ma per quel poco che so, mi sembrano, quella degli scozzesi, gli stessi argomenti farlocchi dei legaioli nostrani.
    Credo però che l’autodeterminazione, se autentica , non sia un male.
    Prendiamo l’ esempio (edificante) sulla frammentazione della allora Cecoslovacchia. Io di quà, tu di là, ma sempre figli della stessa madre.
    E quello meno edificante della ex Jugoslavia: non appena morto Tito, me lo diceva sempre mio padre, cominciò la mattanza.

    C.G.

  4. Peter
    Peter says:

    x CG

    Le differenze sono che storicamente, la Scozia venne annessa, ed e’ sempre stata un paese povero. Il norditalia poi leghista annesse il resto della penisola illo tempore, ed e’ da secoli la parte piu’ opulenta del paese.
    Un’altra differenza e’ che il petrolio in Italia non lo ha mai avuto nessuno.
    Gli argomenti scozzesi per la separazione sono invero meno rozzi ed imbarazzanti dei leghisti italici di una volta, molto di meno.
    Cio’ che rompe di loro e’ che hanno da sempre avuto benefici enormi dall’unione, per esempio dirigenti e persino ministri scozzesi sono sempre stati MOLTO piu’ che proporzionali alla loro esigua popolazione, ed avere a che fare con ‘clerks’ scozzesi in Inghilterra spesso non e’ un’esperienza piacevole, meno che meno la loro polizia se si ha la sfortuna di viaggiare in Scozia. Atteggiamenti molto alla tedesca.
    Spero di essere stato chiaro.

    Peter

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