Gideon Levy smaschera l’ottusità e l’ipocrisia di Israele

FRAGOLE O SANGUE?

di Gideon Levy

[Gideon Levy è un giornalista israeliano, che ho avuto la fortuna di ascoltare e conoscere a Milano un anno fa. Scrive per il quotidiano Ha’aretz].

Dopo che abbiamo detto tutto ciò che c’è da dire sul conto di Hamas – che è integralista, che è crudele, che non riconosce Israele, che spara sui civili, che nasconde munizioni dentro le scuole e gli ospedali, che non ha fatto niente per proteggere la popolazione di Gaza – dopo che è stato detto tutto questo, e a ragione, dovremmo fermarci un attimo e ascoltare Hamas. Potrebbe perfino esserci consentito metterci nei suoi panni e forse addirittura apprezzare l’audacia e la capacità di resistenza di questo nostro acerrimo nemico, in circostanze durissime.

Invece Israele preferisce tapparsi le orecchie davanti alle richieste della controparte, anche quando queste richieste sono giuste e corrispondono agli interessi sul lungo periodo di Israele stesso. Israele preferisce colpire Hamas senza pietà e senza alcun altro scopo che la vendetta. Stavolta è particolarmente chiaro: Israele dice di non voler rovesciare Hamas (perfino Israele capisce che se lo fa si ritroverà sulla porta di casa la Somalia, altro che Hamas), ma non è disponibile ad ascoltare le sue richieste. Quelli di Hamas sono tutti “bestie”? Ammettiamo pure che sia vero, ma tanto lì stanno e lì restano, e lo pensa anche Israele. Quindi, perché non ascoltarli?

La settimana scorsa sono state pubblicate, a nome di Hamas e della Jihad islamica, dieci condizioni per un cessate il fuoco che sarebbe durato dieci anni. Possiamo anche dubitare che le richieste arrivassero davvero da quelle due organizzazioni, ma comunque erano una buona base per un accordo. Tra di esse non ce n’era neanche una che fosse priva di fondamento.

Hamas e la Jihad islamica chiedono libertà per Gaza. C’è forse una richiesta più comprensibile e lecita? Senza accettarla non c’è modo di mettere fine all’attuale ciclo di uccisioni e di evitarne un altro nel giro di pochi mesi. Nessuna operazione militare – aerea, terrestre o marittima che sia – fornirà una soluzione. Solo cambiando radicalmente atteggiamento nei confronti di Gaza si potrà garantire ciò che tutti vogliono, cioè la tranquillità.

Leggete l’elenco delle richieste e giudicate onestamente se tra di loro ce ne sia anche una sola ingiusta: ritiro dell’esercito israeliano e autorizzazione dei coltivatori a lavorare le loro terre fino al muro di sicurezza; scarcerazione di tutti i prigionieri rilasciati in cambio della liberazione di Gilad Shalit e poi arrestati; fine dell’assedio e apertura dei valichi; apertura di un porto e di un aeroporto sotto gestione Onu; ampliamento della zona di pesca; supervisione internazionale del valico di Rafah; impegno da parte di Israele a mantenere un cessate il fuoco decennale e chiusura dello spazio aereo di Gaza ai velivoli israeliani; concessione ai residenti di Gaza di permessi per visitare Gerusalemme e pregare nella moschea Al Aqsa; impegno da parte di Israele a non interferire con le decisioni politiche interne dei palestinesi, vedi la creazione di un governo di unità nazionale; infine, apertura della zona industriale di Gaza.

Queste sono condizioni civili, i mezzi per realizzarle sono militari, violenti e criminali. Ma la verità (amara) è che tutti se ne fregano di Gaza quando non spara missili contro Israele. Guardate la sorte toccata a quel dirigente palestinese che ne aveva abbastanza delle violenze, Abu Mazen: Israele ha fatto tutto quanto in suo potere per distruggerlo. E qual è la triste conclusione? “Funziona solo la forza”.

La guerra in atto è una guerra per scelta e la scelta l’abbiamo fatta noi israeliani. È vero, quando Hamas ha cominciato a sparare missili Israele non poteva non reagire. Ma contrariamente a ciò che tenta di spacciare la propaganda israeliana, i missili non sono mica piovuti dal cielo senza motivo. Basta tornare indietro di qualche mese: rottura delle trattative da parte di Israele; guerra contro Hamas in Cisgiordania in seguito all’assassinio dei tre studenti di un seminario rabbinico – è dubbio che lo abbia pianificato Hamas – e arresto di 500 suoi attivisti con false accuse; blocco dei pagamenti degli stipendi ai lavoratori di Hamas a Gaza e opposizione di Israele al governo di unità nazionale, che forse avrebbe potuto ricondurre Hamas entro l’agone politico. Chiunque pensi che Hamas avrebbe potuto incassare senza batter ciglio, probabilmente soffre di arroganza, autocompiacimento e cecità.

A Gaza – e in minor misura anche in Israele – si sta versando una quantità terrificante di sangue. Questo sangue è versato invano. Hamas è martellato da Israele e umiliato dall’Egitto. L’unica possibile soluzione sta nella direzione esattamente opposta a quella dove sta andando Israele. Un porto a Gaza, così che possa esportare le sue ottime fragole? Agli israeliani suona come un’eresia. Qui, ancora una volta, si preferisce il sangue (palestinese) alle fragole (palestinesi).

(Traduzione di Marina Astrologo)

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16 commenti
  1. Cerutti Gino
    Cerutti Gino says:

    Finchè le diplomazie e cancellerie, riferendosi a Israele, useranno la formula farlocca dell “uso eccessivo della forza” invece di dire chiaro e tondo che le mattanze israeliane a Gaza , attraverso Netanyahu, è puro terrorismo alla stregua di chi dicono di voler eliminare, non un solo passo avanti verso una soluzione anche se precaria potrà essere fatto.

    Perchè non lo dicono una volta per tutte?
    Non si può? Per quale motivo non si può?
    C.G.

  2. La Striscia Rossa
    La Striscia Rossa says:

    L’ho detto per decenni e lo ripeto adesso: i palestinesi sono i nostri vicini e lo saranno eternamente, questa è la realtà. Perciò dobbiamo parlare con Hamas. Non ci sono altre vie.

    Abraham Yehoshua scrittore israeliano

  3. La Striscia Rossa
    La Striscia Rossa says:

    «Il mio messaggio a israeliani e palestinesi è lo stesso: mettere fine ai combattimenti, iniziare a parlare e affrontare le radici del conflitto in modo da non tornare alla stessa situazione tra altri sei mesi o un anno». Lo ha dichiarato il segretario generale delle Nazioni unite, Ban Ki-moon, in conferenza stampa congiunta con il premier israeliano Benjamin Netanyahu, a proposito delle ostilità nella Striscia di Gaza.

  4. Pino Nicotri
    Pino Nicotri says:

    x C. G.

    Perché all’Occidente fa comodo che gli israeliani, di fatto occidentali anche se si spacciano per semiti, facciano il lavoro sporco per conto della “superiore civiltà” europea, Usa e getta e occidentale.
    E’ tutto MOLTO CHIARO. Oltre che MOLTO SPORCO. Di SANGUE ALTRUI.
    pino

  5. Anita
    Anita says:

    x Shalom #22

    Egregio Shalom, l’accusata ero io, sempre secondo il distinto Sig, C.G.
    Le volgarita’ le diriga ad un parente piu’ prossimo.

    Anita

  6. Cerutti Gino
    Cerutti Gino says:

    Adesso sono anche “distinto”.
    E pensare che “boccuccia di rosa”, detto per inciso mai volgare, mi dava del ragno se non additittura del verme che striscia lasciando sul pavimento una scia bavosa.

    Dagli zompi alle capriole.
    E vabbè…
    C.G.

  7. Linosse
    Linosse says:

    E continuano
    657 palestinesi ,il 74% civili di cui 157 bambini sono al mometo le vittime di azioni che ,finalmente,la ONU considera come alta possibilità di crimini di guerra.Infatti tutte la azioni israeliane hanno come obbiettivi case civili ed ospedali,come è noto pieni zeppi di terroristi.Tenendo in conto le perdite isreliane ,32 decessi di cui 29 militari caduti in azioni di guerra, viene il sospetto di una rappresaglia sproporzionata e ingiustificata che supera il 10 a 1,siamo già a 16 a 1.Fa pensare anche il modo delle varie testate di diffondere le notizie a volte sfacciatamente di parte(per Israele e sennò!):i soliti mezzi di disiformazione,
    L.

  8. Cerutti Gino
    Cerutti Gino says:

    Distinta signora, si astenga di mettersi a fare capriole, non ha più l’età e può farsi davvero male. Bastano e avanzano i suoi reiterati (nonchè distinti, va da sè) quaglieggi.

    Riposi la lingua e buona giornata.

    C.G.

  9. Cerutti Gino
    Cerutti Gino says:

    x Linosse.
    Lo dico da tempo: i nazisti usando il metodo 1:10 erano – si fa per dire – ..più sobri.

    L’unica democrazia del Medio Oriente invece ci va giù a martello: 1:100.

    Così va il mondo, pensa che sforzo l’ONU… timidamente si è resa conto che sono crimini di guerra. Eventuali.
    Mica si sbilanciano più di tanto perchè sanno che i maestri, in quanto a crimini di guerra come lo Zio Sam, metterà il veto e chi si è visto si è visto…scurdammece ‘o passato, direbbero a Napoli.

    C.G.

    C.G.

  10. Cerutti Gino
    Cerutti Gino says:

    P.S: da notare i vari TG nostrani: dato che non hanno il nerbo professionale di dire che quello che sta facendo l’Amministrazione israeliana sulla terra di Gaza è terrorismo di stato, questi pennivendoli si nascondono dietro un dito usando la parolina che dice tutto e il contrario di tutto.
    Li definiscono “raid”.

    “continuano i raids israeliani su Gaza..”
    “oggi i raids israeliani hanno…. ” eccetera eccetera.

    C.G.

  11. Linosse
    Linosse says:

    X C.G.
    Ormai i”media” si sono ridotti a zuppeta (dis)informativa al soldo di chi compra gli ingredienti per distribuire la orwelliana “falsa verità” (o verità falsa?)
    Niente di nuovo;dopo aver nascosto la testa sotto la sabbia i pennuti beccano, subito dopo, tutto quello che trovano in giro.
    L.

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