Critica delle verità ufficiali. Contro l’ipocrisia e l’uso di due pesi e due misure da parte del potere
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Ci sono belve, ci sono uomini coraggiosi, ci sono vili assassini, ci sono ancora morti e distruzioni

La foto è quella di un ragazzino di 15 anni, Nayef Qarmout, che dopo poco è stato ucciso dagli israeliani che bombardavano per l’ennesima volta Gaza forse per la rabbia di non poter attaccare l’Iran o forse come preparazione all’aggressione all’Iran dopo avere “neutralizzato” Gaza. In ogni caso questa nuova aggressione contro l’enorme campo di concentramento chiamato Gaza avviene chiaramente con il permesso di Obama. La storia di Nayef la troverete in fondo. Prima però riporto qualche commento da Facebook che non ha bisogno di aggettivi perché sono lampanti, e qualche commento sempre da Facebook del professore Ariel Toaff, figlio dell’ex rabbino capo di Roma e romano andato a vivere in Israele, dove è docente universitario di Storia medioevale. Ariel Toaff è l’autore del libro “Pasque di sangue” violentemente attaccato dal parlamento israeliano benché fosse edito in Italia. Tanto violentemente, che Toaff dovette scusarsi ed epurare dal suo libro i passi sgraditi al governo israeliano! A Toaff hanno anche tentato di incendiargli la casa, oltre che creato molti fastidi in campo universitario.

Buona lettura.

———————

G

Io spero che Israele reagisca finalmente alla continua aggressione di missili qassam dalla striscia di Gaza dando inizio alla operazione “Piombo Fuso 2″.

Io spero che questa volta ne ammazziamo di più dei 1300 della operazione “Piombo Fuso 1″.

http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-4201983,00.html

Quelle puttane degli scrittori israeliani di sinistra (Grossman, Yeoshua, Oz) sempre pronti a prodigarsi in ruffianate buoniste e pacifiste molto politicamente corrette per compiacere il loro pubblico di lettori europei radical chic hanno veramente rotto il cazzo!
L’attacco ai laboratori nucleari iraniani è doveroso e necessario!

http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=4&sez=120&id=43738

Ariel Toaff

L’uso e l’abuso della Shoah. Netanyahu a New York e alla televisione di Israele: “Ahmadinejad minaccia il popolo ebraico e lo Stato di Israele di una nuova Shoah. Israele, insieme agli USA o da sola, deve impedire che si perpetri un nuovo Olocausto”. Perche’ terrorizzare con lo spauracchio della Shoah? Menachem Begin l’aveva gia’ fatto in occasione dell’intervento israeliano in Libano. Nahum Goldman, presidente del Congresso Mondiale Ebraico, l’aveva allora duramente censurato per questo. Vogliamo lasciare una buona volta in pace la Shoah? La Shah non e’ una carta di credito o tanto meno l’orco delle favole!

Ariel Toaff

La radio dei coloni celebra l’eroismo del deputato dell’estrema destra israeliana che, protetto dalla polizia, si e’ recato a Nazareth per caldeggiare la proposta di transfert nei confronti degli arabi israeliani. Qualche settimana fa a Ben Ari e’ stato negato il visto d’ingresso negli Stati Uniti per la sua adesione al movimento terrorista del rabbino Kahane, messo fuori legge negli USA.

Ben-Ari in Lone Protest in Nazareth

www.israelnationalnews.com

Ariel Toaff

Jerusalem Post: I religiosi nazionalisti dell’estrema destra israeliana, nonostante il divieto della polizia, entrano a Nazareth per manifestare contro i deputati arabi alla Kenesset, chiedendo la loro espulsione da Israele. Nessun provvedimento e’ stato preso nei confronti dei fascisti israeliani e delle loro provocazioni.

Far-right MK defies police and enters Nazareth

www.jpost.com

Ariel Toaff

I missili di Grossman e quelli di Volli (che se ne compiace da lontano).
David Grossman su Repubblica: Sarebbe un grave errore da parte di Israele attaccare l’Iran.
Il commento saccente di Informazione Corretta: Grossman dovrebbe andare a leggersi i libri di storia.

www.informazionecorretta.com

Riportiamo da REPUBBLICA di oggi, 12/03/2012, a pag. 1-27, l’articolo di David Grossman dal titolo ” Israele, non colpire Teheran ” preceduto dal nostro commento, a pag. 29, l’intervista di Fareed Zakaria a Henry Kissinger dal titolo “Kissinger: Per negoziare bisogna dare legittimità al regime degli…

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Israele li chiama effetti collaterali, ma il suo nome è Nayef Qarmout, 15 anni, ucciso mentre giocava
di Massimo Ragnedda
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Una trentina di persone uccise in pochi giorni: è il tristissimo, e ancora parziale, bilancio dell’ennesimo attacco israeliano dentro la Striscia di Gaza. Venerdì 9 marzo gli aerei da guerra di Tel Aviv hanno iniziato a bombardare la Striscia di Gaza, massacrando militanti dei gruppi di resistenza palestinesi, ma anche donne e bambini. Gli israeliani li chiamano, con un eufemismo che fa meno male e che risulta essere più telegenico e digeribile per i fini palati occidentali, omicidi mirati, mentre le donne e i bambini uccisi, effetti collaterali.
Chiamateli come volete, ma sotto le bombe israeliane, per l’ennesima volta, sono rimasti i corpi senza vita di 26 persone (bilancio provvisorio). Ed è di una di queste tante vittime collaterali che voglio parlare, poiché ha un nome e un cognome, aveva un volto e un sorriso, aveva voglia di giocare e vivere, aveva sogni e speranze rubate dalle bombe sganciate in uno dei 37 attacchi aerei che Israele ha compiuto in 3 giorni.
Si chiamava Nayef Qarmout di appena 15 anni, colpevole di vivere nella Striscia di Gaza che, secondo le parole del Cardinale Martino, “assomiglia sempre più ad un campo di concentramento” dove gli israeliani portano avanti quello che l’ex ambasciatore francese ed esperto di Medio Oriente, Eric Rouleau, definisce un “genocidio al rallentatore”, dietro il silenzio assordante della comunità internazionale. A Gaza si muore ogni giorno sotto le bombe; si muore per le condizioni disumane imposte da Israele; si muore per l’embargo asfissiante che dal 2007 limita l’ingresso di beni di prima necessità. Il professore di origine ebraiche, William. I. Robinson, docente di sociologia della prestigiosa University of California, Santa Barbara, ha definito Gaza come il ghetto di Varsavia. Un’immagine forte e provocatoria ma che non si discosta di molto dalla verità.
In quel ghetto, Nayef giocava con i suoi compagni di classe, all’uscita della scuola, mentre le bombe israeliane cadevano come pioggia dal cielo, uccidendo indiscriminatamente chiunque si trovasse nei paraggi. E lui, con i suoi compagni di scuola, si trovava proprio lì scalzo a dare due calci ad uno straccio arrotolato, mentre una selva di bombe costosissime e letali, gli rubavano per sempre il sorriso e la vita.
Storie di ordinario massacro in Palestina che da oltre sessanta anni aspetta di vedersi riconosciuta come uno Stato indipendente e che vive ogni giorno sotto il ricatto di uno stato occupante. Se vogliamo capire la violenza in Medio Oriente, non si dovrebbe mai dimenticare che la Palestina non è uno stato libero, ma è occupata militarmente dagli israeliani che, nonostante le varie risoluzioni dell’ONU, agiscono indisturbati violando i più elementari diritti umani.
Pensate per un attimo a cosa sarebbe successo se un missile artigianale dei gruppi di resistenza palestinese (in questi giorni, per ritorsione, ne sono stati sparati centinaia) avessero ucciso un ragazzo di 15 anni israeliano: i media occidentali ne avrebbero parlato per giorni. Si sarebbe trattato di una vittima innocente, frutto del terrorismo e della violenza, e messaggi di cordoglio sarebbero giunti da tutto il mondo. Ma è morto un ragazzino palestinese e la vita di Nayef non vale l’inchiostro di un articolo di giornale (tranne l’articolo di Michele Giorgio su il Manifesto). È stato massacrato, assieme ad altre 25 persone, il quindicenne Nayef Qarmout e la sua vita non vale una riga di giornale o un messaggio di cordoglio nel mondo occidentale.
È evidente che questo massacro alimenterà l’odio e le vendette, in quella spirale di violenza e ritorsioni che allontana la pace. È evidente che questo ennesimo massacro butterà benzina sul fuoco e sarà terreno fertile per il terrorismo e i fondamentalismi. È impensabile credere che si arriverà alla pace se Israele continua la sua occupazione militare e continua a bombardare indiscriminatamente. Israele ha il diritto non solo ad uno Stato, ma a vivere in pace e sicurezza, ma non ha il diritto di massacrare civili innocenti come l’adolescente Nayef Qarmout. Israele, come ogni stato, non ha solo diritti, ma ha anche doveri e non solo verso la Palestina ma verso tutta la comunità internazionale. È ora di dire basta e di fermare il genocidio al rallentatore di Gaza. Restiamo umani avrebbe detto Vittorio Arrigoni: la comunità internazionali blocchi questa violenza.

Israele li chiama effetti collaterali, ma il suo nome è Nayef Qarmout, 15 anni, ucciso mentre giocava
di Massimo RagneddaCommentaUna trentina di persone uccise in pochi giorni: è il tristissimo, e ancora parziale, bilancio dell’ennesimo attacco israeliano dentro la Striscia di Gaza. Venerdì 9 marzo gli aerei da guerra di Tel Aviv hanno iniziato a bombardare la Striscia di Gaza, massacrando militanti dei gruppi di resistenza palestinesi, ma anche donne e bambini. Gli israeliani li chiamano, con un eufemismo che fa meno male e che risulta essere più telegenico e digeribile per i fini palati occidentali, omicidi mirati, mentre le donne e i bambini uccisi, effetti collaterali.
Chiamateli come volete, ma sotto le bombe israeliane, per l’ennesima volta, sono rimasti i corpi senza vita di 26 persone (bilancio provvisorio). Ed è di una di queste tante vittime collaterali che voglio parlare, poiché ha un nome e un cognome, aveva un volto e un sorriso, aveva voglia di giocare e vivere, aveva sogni e speranze rubate dalle bombe sganciate in uno dei 37 attacchi aerei che Israele ha compiuto in 3 giorni.
Si chiamava Nayef Qarmout di appena 15 anni, colpevole di vivere nella Striscia di Gaza che, secondo le parole del Cardinale Martino, “assomiglia sempre più ad un campo di concentramento” dove gli israeliani portano avanti quello che l’ex ambasciatore francese ed esperto di Medio Oriente, Eric Rouleau, definisce un “genocidio al rallentatore”, dietro il silenzio assordante della comunità internazionale. A Gaza si muore ogni giorno sotto le bombe; si muore per le condizioni disumane imposte da Israele; si muore per l’embargo asfissiante che dal 2007 limita l’ingresso di beni di prima necessità. Il professore di origine ebraiche, William. I. Robinson, docente di sociologia della prestigiosa University of California, Santa Barbara, ha definito Gaza come il ghetto di Varsavia. Un’immagine forte e provocatoria ma che non si discosta di molto dalla verità.
In quel ghetto, Nayef giocava con i suoi compagni di classe, all’uscita della scuola, mentre le bombe israeliane cadevano come pioggia dal cielo, uccidendo indiscriminatamente chiunque si trovasse nei paraggi. E lui, con i suoi compagni di scuola, si trovava proprio lì scalzo a dare due calci ad uno straccio arrotolato, mentre una selva di bombe costosissime e letali, gli rubavano per sempre il sorriso e la vita.
Storie di ordinario massacro in Palestina che da oltre sessanta anni aspetta di vedersi riconosciuta come uno Stato indipendente e che vive ogni giorno sotto il ricatto di uno stato occupante. Se vogliamo capire la violenza in Medio Oriente, non si dovrebbe mai dimenticare che la Palestina non è uno stato libero, ma è occupata militarmente dagli israeliani che, nonostante le varie risoluzioni dell’ONU, agiscono indisturbati violando i più elementari diritti umani.
Pensate per un attimo a cosa sarebbe successo se un missile artigianale dei gruppi di resistenza palestinese (in questi giorni, per ritorsione, ne sono stati sparati centinaia) avessero ucciso un ragazzo di 15 anni israeliano: i media occidentali ne avrebbero parlato per giorni. Si sarebbe trattato di una vittima innocente, frutto del terrorismo e della violenza, e messaggi di cordoglio sarebbero giunti da tutto il mondo. Ma è morto un ragazzino palestinese e la vita di Nayef non vale l’inchiostro di un articolo di giornale (tranne l’articolo di Michele Giorgio su il Manifesto). È stato massacrato, assieme ad altre 25 persone, il quindicenne Nayef Qarmout e la sua vita non vale una riga di giornale o un messaggio di cordoglio nel mondo occidentale.
È evidente che questo massacro alimenterà l’odio e le vendette, in quella spirale di violenza e ritorsioni che allontana la pace. È evidente che questo ennesimo massacro butterà benzina sul fuoco e sarà terreno fertile per il terrorismo e i fondamentalismi. È impensabile credere che si arriverà alla pace se Israele continua la sua occupazione militare e continua a bombardare indiscriminatamente. Israele ha il diritto non solo ad uno Stato, ma a vivere in pace e sicurezza, ma non ha il diritto di massacrare civili innocenti come l’adolescente Nayef Qarmout. Israele, come ogni stato, non ha solo diritti, ma ha anche doveri e non solo verso la Palestina ma verso tutta la comunità internazionale. È ora di dire basta e di fermare il genocidio al rallentatore di Gaza. Restiamo umani avrebbe detto Vittorio Arrigoni: la comunità internazionali blocchi questa violenza.

263 commenti

1 Anita { 14.03.12 alle 0:01 }

x C.G. -363-

Ho scritto:

“Dove abito io e’ proibito “sollecitare” ….cioe’ importunare gli abitanti. Suonare il campanello senza invito.”

—————————

Dove abito io, nella mia zona, sulla punta della penisola.

Non immischi i cittadini con conflitti e guerre.

Lei e’ incorreggibile.

Il cittadino medio Americano e’ generoso, laborioso, civicamente orientato, consapevole, di animo buono, e non vorrebbe altro che vivere in santa pace, molto preoccupato per il futuro della sua famiglia e il futuro della sua Nazione.

Anita

2 Cerutti Gino { 14.03.12 alle 7:24 }

Vale per tutti, sciùra, è l’aspirazione di tutti, non solo per il popolo degli US.
Ecco, se le vostre Amministrazioni cominciassero a pensarlo anche nei confronti degli altri, ovvero il rispetto reciproco tra le genti, credo fermamente che, come minimo, un paio di conflitti si potrebbero evitare, si sarebbero potuti evitare.
Però, mani sulla coscienza, i problemi sorgono quando si persevera nel maledetto viziaccio nel fare gli sceriffi che ha sempre significato una cosa sola: doppiopesismo delinquenziale.
Mi corregga pure se sbaglio.

Buona giornaaata.

C.G.

3 Peter { 14.03.12 alle 8:10 }

x Anita

so che ora riposi, leggerai dopo.
Le classi medie si somigliano dappertutto. Il ritratto che fai dell’americano medio e’ verosimile, ne ho conosciuti diversi.
Esclusi gli italo-americani, direi pero’ che il loro senso d’ospitalita’ e’ piuttosto diverso dal nostro…ma forse i tempi sono cambiati da come era una volta

Peter

4 Uroburo { 14.03.12 alle 8:58 }

Caro Peter,
si spieghi meglio che sono curioso. U.

5 peter { 14.03.12 alle 10:08 }

x Uroburo

non posso poi generalizzare, ma e’ un’impressione condivisa da altri italiani che gli americani ‘mainstream’ sono piuttosto gelosi del loro ambiente privato domestico, anche se accettano volentieri l’ospitalita’ altrui specie all’estero. Gli inglesi invece non accettano se non sono disposti a fare lo stesso all’occorrenza, e sono anche molto piu’ consci delle differenze di classe…
La mia famiglia (non io) ebbe pero’ esperienze molto positive in Florida una trentina di anni fa

Peter

6 Shalom: attenzione alle foto fasulle. E alla misoginia di troppi israeliani... { 14.03.12 alle 10:56 }

Ariel Toaff
La guerra delle immagini. Su Facebook e Twitter compaiono in questi giorni fotografie di bambini palestinesi uccisi dai bombardamenti israeliani dell’ultima settimana su Gaza e dall’altra parte citta’ di Israele, scuole e giardini d’infanzia devastati dalle esplosioni dei missili Grad e dai colpi di mortaio palestinesi. Ma attenzione. Si tratta di materiale d’archivio, che nulla ha a che fare con quel che succede in questi giorni tra Gaza, Beer Sheva, Ashkelon e Ashdod. Abbiamo qui a che fare con materiale di propaganda, sulla cui efficacia non abbiamo dubbi, di volta in volta al servizio dei palestinesi o di Israele.

Fake photos of escalation posted on Twitter
http://www.jpost.com
UN official alleged to have knowingly circulating outdated images; pro-Israel posters also accused of misdeeds.

Ariel Toaff
Un noto ristorante di Gerusalemme, che conta tra i suoi clienti molti studenti delle yeshivot, ha deciso di non impiegare piu’ personale femminile, ne’ come cuoche, ne’ come cameriere.

7 LETTERA APERTA A BERSANI { 14.03.12 alle 11:06 }
8 Shalom: chi di virus informatico colpisce l'Iran, di virus informatico puo' perire { 14.03.12 alle 11:38 }

STUXNET: PER USA BOOMERANG IN VERSIONE CIBERNETICA
Il distruttivo virus creato per sabotare gli impianti nucleari iraniani potrebbe ritorcersi contro i suoi ideatori. Gli Stati Uniti rivelano i loro timori di fronte ad una guerra parallela

ELEONORA VIO

Roma, 14 Marzo 2012, Nena News- Americani tremate: Stuxnet è tornato. Se ricordate quel simpatico virus tanto abile da mandare in tilt centinaia di centrifughe nella base nucleare iraniana di Natanz, non potrete aver scordato che dietro all’articolato progetto risiedevano le menti congiunte – e abili quanto mai nel negare l’evidenza – di Israele e Stati Uniti.

Il tempo di strofinarsi le mani e godere per i malanni altrui sembra essere però volto al termine. Gli Stati Uniti, per bocca dell’ex capo della Commissione dei Servizi Segreti Michael Hayden, fanno trapelare le loro insicurezze. “Soffriremo un catastrofico attacco cibernetico,” Hayden afferma durante una puntata di ’60 Minutes’ andata in onda su CBS News. “L’orologio sta scoccando gli ultimi rintocchi.”

La paranoia è di casa tra statunitensi e israeliani. Entrambi sono quanto mai abili nel calarsi nei panni delle impaurite vittime di fantasiose teorie cospiratorie e il mondo è lì pronto ad ascoltarli in docile silenzio.

A conferma dello stato confusionale in cui gravita l’orbita statunitense, Hayden afferma che, “Questa (di Stuxnet) è stata una buona idea, ok? Ma devo ammettere che è stata anche una grande idea. Il resto del mondo ci osserva e pensa, ‘Chiaramente qualcuno ha legittimato questo tipo di attività come accettabile a livello internazionale.’ L’intero mondo è lì che ci guarda.”

Se è impossibile stabilire la veridicità di certi proclami, come quello già citato di Hayden o quello pronunciato dal Segretario della Difesa Leon Panetta che si spinge fino a ipotizzare una novella Pearl Harbour in versione cibernetica, un fondo di verità potrebbe celarsi dietro il timore che la macchina innescata si ritorca contro gli stessi artefici. Non è da escludere infatti la possibilità che l’attacco alle centrifughe iraniane dia legittimità ad una nuova forma di guerra industriale con gli Stati Uniti come primo bersaglio.

Facciamo un passo indietro e ripercorriamo velocemente i momenti salienti dell’intricata e avvincente storia del virus di nome Stuxnet.

Correva il giugno 2010, quando una piccola compagnia informatica bielorussa fu informata del malfunzionamento di un suo software da un partner iraniano e procedette ad isolare e studiare il problema. Di lì a un mese un campione di Stuxnet fu analizzato da un gruppo di brillanti menti informatiche e attirò l’attenzione di Liam O Murchu, il manager della più grande compagnia di antivirus al mondo, Symantec.

O Murchu portò alla luce un dato fondamentale per comprendere il funzionamento di questo virus. Stuxnet opera correttamente, e distruttivamente, solo in presenza di una speciale configurazione di sistemi informatici situata nelle sole piante centrifughe nucleari. Tale singolare intuizione è stata alla base di una seconda allarmante scoperta: i responsabili dell’attacco avevano un obiettivo ben preciso – distruggere le centrali nucleari iraniane – e miravano a quello e a null’altro.

Quando alla fine del 2009 gli ispettori internazionali si recarono a Natanz, Iran, per valutare la regolarità delle centrali iraniane, appuntarono la mancanza di 984 macchinari tra quelli operanti l’estate precedente. A dimostrazione dell’esattezza della tesi di O Murchu, 984 era il numero esatto di bersagli da colpire secondo il piano che si legge in una piccola sezione del codice Stuxnet preso in esame.

Chi avrebbe i mezzi e gli interessi per indebolire, destabilizzare o annientare la crescente potenza nucleare iraniana senza dover addurre prova del suo operato e della reale pericolosità dell’avversario?

Anni prima che il verme si insinuasse nelle basi nucleari iraniane e da lì si spostasse verso i lidi asiatici, nei centri direzionali di Washington DC le alte sfere di potere erano allarmate al pensiero della vulnerabilità intrinseca a un sistema, quello statunitense, interamente gestito da milioni e milioni di marchingegni elettronici. In Medio Oriente, per contro, l’isolato alleato israeliano era impaziente di zittire in modo definitivo l’ingombrante e minacciosa presenza iraniana.

Ecco che allora, secondo ciò che è filtrato da alcune fonti statunitensi, di là della spessa cortina di filo spinato di Dimona, nel deserto israeliano del Negev, videro la luce centrifughe nucleari in tutto simili a quelle iraniane. “Il motivo per cui il verme è stato così effettivo,” spiffera un tecnico americano dell’intelligence nucleare a posteriori, “è che gli israeliani hanno avuto modo di testarlo prima.”

Difficile da spiegare allora il perchè, se americani e israeliani possiedono una carta così potente e risolutiva tra le mani, ancora si nascondano dietro la paranoica convinzione che il futuro sia in tutto simile ad una bomba ad orologeria.

A chiarire qualche dubbio è Mc Gurk, l’ex capo del Dipartimento Nazionale di Sicurezza Cibernetica degli Stati Uniti, il quale spiega come Stuxnet non si sarebbe mai dovuto innescare. “Adesso che hanno aperto la scatola e svelato l’immensa capacità, non si può più tornare indietro,” afferma con tono fatalistico.

“Ognuno che guardi attentamente a un virus Stuxnet, può costruirne uno identico,” aggiunge il portavoce della comunità di esperti nucleari Langer. Lui e i suoi svelano la doppia faccia di un verme che, se ampiamente distruttivo, è basato su una sequenza di codici piuttosto semplice anche per un hacker alle prime armi.

Il virus Stuxnet è il primo esempio di come un attacco cibernetico possa causare danni fisici irreversibili a strutture industriali. In virtù delle considerazioni di tipo tecnico menzionate, le autorità statunitensi, sotto l’occhio del mirino per il peso globale che ricoprono e le politiche non sempre irreprensibili che adottano, temono che Stuxnet possa essere manipolato dal ‘nemico esterno’ per colpire le risorge energetiche, acquifere o nucleari nazionali.

Se così fosse, si dovrebbe conferire un certo credito alle altisonanti parole del direttore del FBI Robert Mueller, secondo cui, “nel prossimo futuro la minaccia cibernetica sarà pari, o perfino superiore, alla minaccia rappresentata dal contro-terrorismo.”

Tolta la patina retorica, emerge un fondo di verità. Senza una strategia ben articolata per combatterlo, Stuxnet potrebbe rivelarsi non meno pericoloso dello spauracchio terroristico seguito agli attacchi del tristemente noto 11 settembre con ripercussioni ancora ad oggi. Nena News

9 Shalom: GAZA, solita stampa servile e fotocopia { 14.03.12 alle 11:39 }

GAZA: INTERROGATIVI SULL’INFORMAZIONE
Articoli fotocopia, report frutto di veline. La copertura mediatica dell’ultima escalation tra Israele e Gaza non e’ andata oltre il solito cliche’ dei palestinesi responsabili di tutto.

ANGELO STEFANINI MD, MPH

Centre for International Health Alma Mater Studiorum Università di Bologna

Roma,14 marzo 2012, Nena News – Leggete queste notizie e confrontatele tra loro:

• Corriere della Sera 10 marzo 2012: Tutto è cominciato venerdì quando, dopo il lancio di due colpi di mortaio contro Israele, un raid israeliano ha ucciso il leader dei Comitati di Resistenza Popolare Zuhir al-Qaisi e il genero.

• La Repubblica 10 marzo: La nuova fiammata di violenza è cominciata ieri, quando, dopo il lancio di due colpi di mortaio verso Israele, lo Stato ebraico ha risposto con il raid contro al Qaisi.

• Jerusalem Post, quotidiano israeliano filogovernativo, 10 marzo: Quando l’esercito israeliano decideva di assassinare venerdi pomeriggio il leader dei Popular Resistance Committees nella striscia di Gaza sapeva in che cosa si stava mettendo. Valutazioni preventive della decisione di bombardare l’auto che trasportava Zuhair Qaisi predicevano che circa 100 razzi potevano essere lanciati in Israele in ciascun giorno della spirale di violenza che si attendava esplodesse. Questo era il prezzo che il governo decideva era in grado di pagare.

La prima, ovvia domanda che viene spontanea e’: “Come e’ possibile che i due maggiori quotidiani italiani riportino notizie favorevoli all’immagine di Israele, mentre un giornale israeliano filogovernativo racconti una storia molto diversa e sostanzialmente dannosa alla reputazione di Israele?

Ciascuno di noi, da solo, trovera’ la sua risposta, ne sono sicuro.

Cio’ che e’ comunque chiaro, a prescindere da ‘chi ha cominciato per primo’, e’ che Israele era pronto a portare a termine quella che viene chiamato ‘esecuzione extragiudiziaria’ o ‘assassinio mirato’, un atto condannato dal diritto internazionale come crimine di guerra, ben sapendo che ci sarebbe stata una violenta rappresaglia. Gli omicidi che Israele continua a compiere di palestinesi anche soltanto sospetti di atti di violenza rappresentano, infatti, una grave violazione della legislazione internazionale che ridicolizza l’affermazione di Israele di essere una ‘democrazia occidentale’ come tutte le altre. Perfino la Cina. L’Iran e gli USA, convinti della efficacia della pena di morte che ha indubbiamente ucciso molti innocenti, fanno almeno uso di un processo formale. Questo non avviene in Israele, dove negli ultimi dieci anni centinaia di palestinesi sono stati segretamente condannati a morte e giustiziati nei loro letti, per le strade, alla guida di un’auto o anche se costretti in una sedia a rotelle, assieme a centinaia di passanti. Ma anche queste notizie appaiono ben poco nei nostri organi di informazione.

Pur nella loro penuria di informazioni, i nostri media italiani non tralasciano tuttavia di enfatizzare il fatto che la risposta israeliana e’ avvenuta dopo centinaia di razzi lanciati dai palestinesi in Israele con diversi israeliani feriti. Ma che dire del numero di razzi e bombe lanciate da Israele su Gaza? Se i nostri giornalisti volessero approfondire questo aspetto potrebbero trovare facilmente i dati utili a fare delle interessanti statistiche. Pur non essendo un giornalista mi sono avventurato nel web e guardate cosa ho trovato.

In un rapporto di Human Rights Watch si legge che in 18 mesi, dal settembre 2005 al maggio 2007, durante i quali i gruppi armati palestinesi hanno lanciato 2.700 razzi verso Israele uccidendo quattro persone, Israele ha sparato su Gaza 14.617 bombe di artiglieria pesante uccidendo almeno 17 bambini e 123 donne. Altre centinaia sono state ferite e sono stati provocati estesi danni. Il Rapporto aggiunge: “Human Rights Watch non e’ stato in grado di rintracciare nessun rapporto o rivendicazione che gli uccisi e i feriti dal fuoco dell’artiglieria comprendessero persone ritenute essere dei combattenti e l’IDF [Israeli Defence Force] non ha risposto alla richiesta di HRW di indicare se i palestinesi uccisi o feriti dal fuoco dell’artiglieria fossero combattenti o ritenuti essere combattenti. Gli attacchi di Israele su Gaza nel 2006 hanno anche lasciato nella striscia di Gaza molti ordigni inesplosi che costituiscono un costante pericolo per la vita dei palestinesi.” Questo rapporto risale al 2007. Naturalmente, prima e dopo quella data migliaia di altri palestinesi sono stati uccisi e feriti da attacchi israeliani da decine di migliaia di proiettili e bombe israeliane, compresa la guerra del 2008-2009 Operazione Piombo Fuso, anch’essa lanciata da Israele con il pretesto di doversi difendere dai razzi palestinesi.

Ancora: secondo l’agenzia delle Nazioni Unite OCHA , nel 2011 i proiettili sparati dall’esercito israeliano in Gaza sono stati responsabili della morte di 108 palestinesi, di cui 15 donne o bambini, e del ferimento di 468 palestinesi di cui 143 donne e bambini. In particolare 310 (57%) vittime sono state a causa di razzi lanciati da aerei israeliani, 150 (28%) a causa di proiettili sparati dai militari, 59 (11%) a causa di granate di carri armati e altri 18 (3%) da fuochi di mortaio israeliani.

Qualche esempio di cose che non si leggono sui nostri giornali:

Lunedi 12 marzo alle 22:23 ricevo questa mail da un amico e collega che lavora con l’Organizzazione Mondiale della Sanita a Gaza: “… la situazione a Gaza e’ difficile e simile ai primi giorni della Guerra del 2008-2009. Le incursioni aeree hanno ucciso finora 25 persone tre delle quali sono bambini. Circa 90 persone sono state ferrite tra cui 27 bambini e 13 donne. A seguito dell’assassinio israeliano di due leader attivisti sono stati lanciati razzi da Gaza in Israele. Questa situazione si aggiunge alla difficolta’ esistente dovuta alla carenza di materiale sanitario, carburante e elettricita’. Ti copio sotto un messaggio di un amico:

… dobbiamo fare sapere a tutti che (a) Israele a colpito una abitazione civile a nord di Gaza ference 33 persone e riducendo la casa in macerie; (b) Un bambino di 13 anni e’ stato tagliato in due monconi da una bomba israeliana mentre stave rientrando da scuola e 9 altri studenti sono rimasti feriti.

E’ responsabilita’ di qualsiasi essere umano civile fare il possibile per pore termine a tutto questo o almeno per sostenere il diritto della gente di Gaza a vivere una vita dignitosa e senza pericolo. Ricordiamo a coloro che si riempiono la bocca di leggi e dovere del rispetto che esiste una legislazione umanitaria internazionale e sui diritti umani fatte apposta per fornire protezione alle popolazioni in zone di Guerra… Grazie per tutto quello che state facendo per la Palestina. Teniamo viva lo speranza , aiutiamo la Palestina a sopravvivere.

Sabato 10 marzo mi scrive una collega che lavora a Gaza: qui fanno omicidi mirati, 12 in 2 gg. ed ora 4 feriti israeliani ..aspetto altro. Basta che non trovino la scusa per una altra escalation.

Continua pochi minuti piu’ tardi: …Fatto fuori all’inizio leader comitati resistenza e un altro, poi missili di qui 4 -niente feriti, poi altri 2 e poi altri otto in unos cambio che ammonta a 12 morti qui e a 4 feriti di cui 2 non gravi in uno solo dei lanci credo li quindi …continuerà… as salaam my dear.

E piu’ tardi ancora: ” …Aggiungine altri due appena adesso, forte e sembra vicino al centro di Gaza, le ambulanza corrono… Non smettera’ per un po’ sfortunatamente. Oggi il funerale di sei vittime tutte coperte talmente sbrindellate, soltanto una aveva la faccia scoperta ed era la faccia di una giovane donna”.

Sempre lei, lunedi 12 marzo: “…mi domando, vi chiedo… e spero che dall’Italia si faccia qualcosa di pubblico di diffuso per alzare l’attenzione, per denunciare, per raccontare questi ultimi 5 giorni iniziati con la rottura della calma da parte di Israele e l’omicidio mirato (!) di un resistente, in realtà con il proposito di scatenare però quello che sembra continuare come un massacro indistinto e continuo. Ormai i civili feriti sono certamente la maggioranza, non basta evitare le zone ” a rischio” nella striscia, come pure si fa, cadono dal cielo colpendo donne anziani e bambini e non solo feriscono ma li uccidono.

Vi invito a leggere la cronologia, e vittime (almeno 23 a quest’ora, e le modalità. Sul blog occupied palestine dove trovate l’ora per ora. Vi dico solo che al dipartimento di cura intensiva del maggiore ospedale ieri mi hanno detto… non abbiamo nessun ricoverato, perchè li uccidono o sono feriti non moribondi. Ma come li uccidono? Il direttore del dipartimento di pronto soccorso, dove arrivano le vittime di Gaza city, ha visto più di una vittima decapitata dall’arma usata, come dire non più amputazioni degli arti ma ..hanno regolato ad alto il tiro. O si tratta di un nuovo modello di arma?

Fatto sta che su 6 vittime, al funerale che ho visto passare, solo una aveva il viso scoperto, segno che le altre lo avevano devastato. Lo stesso funerale, sabato, che qualche kilometro più in là hanno attaccato da terra. Che sia o no l’inizio di un nuovo attacco più intenso francamente non fa alcuna differenza: con costanza e al ritmo di 5-10 al giorno i feriti e con il favore dell’effetto della preoccupazione spalmato sul tempo lungo, possono uccidere 150-300 persone al mese cosi nessuno si alerta? e mirare anche male magari ed uccidere bambini e civili? e fare rientrare questo nella “politica” che dal almeno un mese o più consiste in attacchi quotidiani ai palestinesi di West Bank e Israele ai loro mezzi di sostegno, alle loro case…e ora di morti a gaza.

…E magari facciamo sapere anche qui se si riesce a fare emergere questo dramma, e a presentare il quadro completo, non solo abbattimenti di case, ma di persone, non solo espropri di terre e raccolti, ma di vita quotidiana, non solo, non solo…e dovunque mai cosi uniformemente come in questo momento… a ciascun palestinese il suo attacco, prevaricazione, usurpazione, danno permanente….cosi che si senta il sostegno e si lavori per la strada del dialogo anche interno che sembra la scelta ed è forse comunque la necessità?

Se io che non faccio il giornalista riesco a trovare queste notizie, perche’ non ci riescono coloro che lo fanno di mestiere? E se ci riescono, perche’ non le pubblicano? Nena News

10 Shalom: Siria, qualche dubbio e qualche domanda { 14.03.12 alle 11:40 }

SIRIA, VIDEO: QUALCHE DUBBIO, QUALCHE DOMANDA
Le immagini in gran parte poco chiare, il tempismo, gli appelli a inviare armi ai disertori che combattono l’esercito di Assad, suscitano non pochi interrogativi

MARINELLA CORREGGIA

Roma, 14 marzo 2012, Nena News – I video circolati lunedì sulla strage di bambini e donne a Homs mostrano corpi di persone «uccise e mutilate dalle milizie di Assad» e filmate da «attivisti» dell’opposizione. Accusa speculare (ma rifiutata dai media mainstream) da parte del ministero dell’informazione di Damasco: sono corpi di cittadini rapiti e uccisi, poi mutilati e ripresi per incitare ad una presa di posizione internazionale contro la Siria. La tv siriana raccoglie testimonianze di cittadini di Homs che dicono di essere stati per un mese ostaggio di armati che uccidevano, dinamitavano le case, rapivano. E danno i nomi di alcune persone rapite e uccise che avrebbero riconosciuto.
Sulla responsabilità della strage è forse legittimo chiedersi «a chi giova?» L’opposizione armata e il Cns sono usciti indeboliti dalla perdita di Homs e dalla visita di Annan; adesso la «comunità internazionale» chiede di nuovo di fermare subito e in qualsiasi modo Assad. Ma lasciamo stare il cui prodest. Parliamo dei video.
Alcuni sono nitidi, uomini uccisi, con le mani legate, un’intera famiglia morta in una stanza (e sono quelli mostrati dalla tv statale). Altri sono molto confusi. L’«attivista» di Homs Hadi Abdallah autore di uno dei video ha precisato all’Afp che membri dell’ «Esercito libero siriano» hanno trasportato i corpi nel quartiere di Bab Sebaa, più sicuro, e là sono stati filmati (trasportati?). Ma se sono morti da tempo come può esserci il sangue vivo mostrato da una foto? In un altro video uno solo dei cadaveri ha le mani legate. Come mai le immagini sono così sfocate (anche il telefonino più scarso filma meglio), corrono veloci o si soffermano sui corpi a distanza tanto da non far capire granché? Eppure la stessa Avaaz ha sostenuto di aver dotato di sofisticati mezzi tecnologici i suoi 400 attivisti antiregime in Siria… La cosa più chiara è l’appello iniziale di un video: «Vogliamo che l’esercito siriano libero venga armato così potremo difenderci».
Pochi giorni fa, sempre dopo la perdita di Baba Amr, la tv pubblica britannica Channel 4 ha trasmesso in esclusiva un video (http://www.channel4.com/news/exclusive-syrian-doctors-torturing-patients: «Dottori siriani torturano i pazienti») : «vittime civili ferite nelle violenze e torturate dai medici» nell’ospedale militare di Homs, dove «per ordine del governo vengono portati i civili feriti nelle manifestazioni». Unica precauzione dello speaker, la formuletta «non possiamo confermare in modo indipendente».
«Scioccante» (ovvio) e avallato dalla commissaria Onu ai diritti umani Navi Pillay, il video sarebbe stato girato «clandestinamente da un dipendente dell’ospedale». Ma non fornisce alcuna prova. Non mostra torture in atto. Immagini sfocate e rapide mostrano 4 uomini (lo speaker: «civili disarmati feriti nelle manifestazioni») su letti con lenzuola pulite, testa e occhi avvolti in fasce bianche: come se fossero tutti feriti alla testa e agli occhi. Le caviglie strette in «catene arrugginite». Sui comodini, in bella vista, gli «strumenti di tortura» (lo speaker: «un filo elettrico», «un cavo di gomma» che in realtà potrebbe essere uno stetoscopio). L’immagine più cruenta è quella del torace di un uomo striato di segni che potrebbero essere di frusta. Potrebbero…
Il videomaker è poi intervistato a volto oscurato, «in un luogo sicuro», seduto vicino a un mobile da infermeria (sempre l’ospedale militare? Non è pericoloso farsi intervistare lì? E da chi?). Narra di aver visto episodi atroci: medici che danno fuoco alla zona pubica di un ragazzo di 15 anni dopo averlo cosparso di alcol; che amputano senza anestesia per far soffrire. Non è lecito, doveroso qualche dubbio? Nena News

11 Shalom: Israele, la vergogna dei matromoni misti solo all'estero perche' il matrimonio civile non esiste { 14.03.12 alle 11:42 }

ISRAELE: MATRIMONIO SOLO ALL’ ESTERO PER LE COPPIE MISTE
Ogni anno migliaia di coppie israeliane di diversa religione si sposano all’estero perché nel loro paese non esistono le unioni civili. Ne parliamo con la giornalista italo-marocchina Anna Mahjar-Barducci

BARBARA ANTONELLI

Roma, 14 marzo 2012, Nena News – Nel giugno del 2011 la piazza centrale di Larnaca, a Cipro, divenne per un giorno teatro di un vero e proprio matrimonio di massa. 170 coppie arrivate da Israele per dire sì al loro amore. Non un evento eccezionale perché le statistiche parlano chiaro: ogni anno almeno 1000 coppie di futuri sposi israeliani si recano a Cipro perché nello Stato ebraico“formalizzare” il proprio amore é impossibile se i promessi sposi appartengono a due fedi religiose diverse o semplicemente qualora uno dei due non abbia alcun credo. La legislazione attualmente in vigore consente infatti di sposarsi solamente all’interno di una delle dodici comunità religiose riconosciute (ebraica, musulmana, drusa e nove diverse confessioni cristiane). Non essendo contemplato il matrimonio civile (riconosciuto dalla Corte Suprema israeliana se registrato in un paese estero) migliaia di coppie “miste” sono costrette ogni anno a spendere soldi per sposarsi fuori, lontano dalle loro famiglie, e a sottoporsi ad una lunga trafila burocratica perché il loro matrimonio sia poi formalmente riconosciuto dal Ministero degli Interni. Tanto che il matrimonio a Cipro è diventato una delle opzioni offerte dai pacchetti turistici delle agenzie di viaggio israeliane.

Un articolo apparso la scorsa estate sul quotidiano israeliano Haaretz mette in luce come la mancanza di una legislazione sulle nozze civili sia legata alla cosiddetta haredizzazione della società israeliana, vale a dire alla crescente influenza dell’establishment dell’ebraismo ortodosso, che detiene anche la gestione di tematiche della sfera civile, quali il matrimonio e la famiglia. Con l’appoggio palese dei vertici politici. Nel luglio 2011 il parlamento israeliano, la Knesset, ha bocciato la proposta di legge per consentire i matrimoni civili, una sconfitta in termini di libertà che si deve, secondo le parole del deputato Nitzan Horowitz (del partito Meretz, promotore del disegno), alle comunità ultra-ortodosse. A riprova che lo Stato di Israele si “va sempre più trasformando in una fortezza ebraica” citando il giornalista Johnatan Cook. “È un paese che si va sempre più richiudendo in se stesso” dice Anna Mahjar-Barducci, giornalista e scrittrice italo-marocchina autrice di due libri, “Italo-marocchina” edito da Diabasis e “Pakistan Express” uscito per Lindau. La sua storia è l’emblema delle difficoltà che ogni anno le coppie “miste” e i loro figli incontrano in Israele. Cresciuta tra la Versilia, il Marocco, la Tunisia e il Pakistan, anche Anna, che non è ebrea, ha dovuto recarsi a Cipro per sposare quello che è diventato suo marito, un ebreo israeliano. Dopo un anno (durante il quale sulla carta di identità di suo marito è apparsa la scritta “sotto investigazione”) lo Stato di Israele ha finalmente riconosciuto la loro unione. E fino a qui tutto bene. I due coniugi, affinché Anna abbia il suo permesso di soggiorno regolarmente rinnovato, devono sottoporsi a interrogatori separati condotti dal Ministero degli Interni e presentare ogni volta lettere di “raccomandazione” scritte da amici e parenti. Le complicazioni burocratiche, da vero teatro beckettiano, sono nate però quando i due coniugi hanno avuto una bambina, Hili, nell’agosto del 2009. “Non essendo io né israeliana e neppure di fede ebraica, lo Stato di Israele non ha voluto che mia figlia avesse il cognome paterno, nonostante mio marito avesse già riconosciuto la bimba e noi fossimo regolarmente sposati, ci hanno obbligati a sottoporci ad un test del DNA. Il primo certificato di nascita di Hili non riportava né il nome del padre né la nazionalità, ma soltanto il mio cognome. Per otto mesi, Hili è stata apolide e non abbiamo potuto lasciare il paese”. Quando suo marito – che tra l’altro è anche stato consigliere del premier Yitzhak Rabin e ha ricoperto alti ruoli nell’Esercito – si è lamentato con il Ministero degli Interni, si è sentito rispondere dall’impiegata responsabile che era “una vergogna che lui portasse degli stranieri in Israele”. “Il test lo abbiamo dovuto fare a nostre spese – racconta Anna – spendendo 1000 euro, a cui si aggiungono le spese legali di quasi 2000 euro per il Tribunale della Famiglia.

Soltanto dopo otto mesi dalla sua nascita, Hili ha avuto un nuovo certificato di nascita con il cognome paterno e il passaporto”. Ovviamente le voci “religione” e “nazionalità”sul suo documento sono vuote. “Ogni giorno, quando porto al parco mia figlia nel parco a Gerusalemme incontro decine di donne i cui figli sono nella stessa situazione. Questi bimbi sono cittadini israeliani a tutti gli effetti, un giorno saranno uomini e donne, pagheranno i contributi allo Stato e saranno obbligati – così vuole la legge – a fare il servizio militare; eppure non potranno godere del diritto a sposarsi nel loro paese”. Negli anni ’60 il caso di Benjamin Shalit, sposato ad una donna cristiana, fece scalpore. Quando tentò di registrare suo figlio come “senza religione”, ovvero appartenente al popolo ebraico ma non alla religione, fu costretto a rivolgersi alla Corte Suprema, che alla fine gli diede ragione. Una decisione che scatenò polemiche tali da parte degli ortodossi che negli anni ’70 un emendamento approvato dal Parlamento decretò che solo chi si dichiara “religiosamente” ebreo secondo l’halakha (ovvero la tradizione giuridica dell’ebraismo di cui il Gran Rabbinato è l’autorità) può essere anche considerato parte del popolo ebraico. “Anche la legge approvata nel 2010 sulle unioni civili di persone non religiose, non risolve il problema – afferma Anna -.Ancora una volta si ghettizza, trattandosi di una riforma di facciata”. Il matrimonio civile, infatti, è attualmente consentito ma solo nel caso in cui entrambi i coniugi abbiano certificati di nascita sui quali è indicato “senza affiliazione religiosa. La sinistra israeliana non porta avanti alcuna battaglia per i diritti civili. E a destra è ancora peggio. Anche durante l’enorme ondata di protesta sociale che ha interessato il paese la scorsa estate, sono stati dimenticati i diritti civili, come se poi lo sviluppo economico e quello della società fossero due elementi separati. Viene negato un diritto fondamentale, quello di sposare liberamente chi si ama. In questo senso Israele viola apertamente l’articolo 16 della Dichiarazione Universale per i Diritti Umani (ndr secondo cui uomini e donne, senza limitazioni relative a razza, nazionalità o religione, hanno il diritto di sposarsi e formare una famiglia)”. Anna conclude con il racconto amaro di un commento di cui è stata testimone, mentre frequentava il corso di ebraico a Gerusalemme. La sua insegnante israeliana, in jeans attillatissimi, ha candidamente ammesso “non vorrei mai che mio figlio sposasse una ragazza non ebrea”. “Se una madre ‘bianca’ affermasse che non vuole che sua figlia sposi un ‘nero’ – dice Anna – sarebbe accusata di razzismo. Negli Stati Uniti puoi essere denunciato per una frase simile”. Nena News

Articolo pubblicato in origine da Noi Donne

http://www.noidonne.org/articolo.php?ID=03913

12 Shalom - Ecco in azione le truppe dell'"unica democrazia del Medio Oriente" contro le donne { 14.03.12 alle 13:20 }

Centinaia di palestinesi hanno festeggiato la Giornata Internazionale della Donna marciando in solidarietà con Hana Shalabi, in sciopero della fame da 22 giorni.
Shalabi rifiuta il cibo da quando è stata arrestata in un violento raid in tarda notte avvenuto nella sua casa il 16 febbraio.
Diverse centinaia di donne hanno marciato verso il checkpoint di Qalandia fra Gerusalemme e Ramallah, chiedendo a Israele di porre fine alla segregazione e di riconoscere i diritti palestinesi.
Le truppe israeliane hanno cercato di disperderle con “The Screamer”, un dispositivo che emette acute onde sonore che possono diventare assordanti.
Le manifestanti hanno cantato l’inno nazionale palestinese di solidarietà, ma la totale marcia femminile pacifica è stata interrotta dopo che le forze israeliane hanno sparato gas lacrimogeni e acqua sulla folla.
Diana Alzeer, una giornalista in protesta, ha detto che una donna è stata ricoverata a causa degli idranti israeliani.
“Ci siamo incontrate, abbiamo cominciato a cantare e poi a marciare fino al checkpoint di Qalandia. L’esercito israeliano era in jeep e come siamo arrivate ​​vicine è uscito ed è arrivato l’idrante”, ha dichiarato. “Hanno spruzzato contro la protesta e una donna è collassata ed è caduta. Era vicino al canone e la pressione era forte. E’ crollata ed è stata ricoverata in ospedale.”
Halabi è trattenuta da Israele sotto detenzione amministrativa senza accusa né processo. La politica permette a Israele di fermare i palestinesi senza rivelare quali prove ci siano contro di loro per un periodo massimo di sei mesi. Il termine può essere rinnovato, un modo efficace che permette ad Israele di incarcerare i palestinesi senza accusa a tempo indeterminato.
Il Consiglio palestinese delle organizzazioni dei diritti umani ha espresso solidarietà con Shalabi ed ha condannato l’uso continuato di Israele della detenzione amministrativa.
“Sebbene nessun palestinese risulti indenne all’occupazione, è vero che le donne sono, in molti casi, doppiamente colpite dalle pratiche illegali di Israele,” ha dichiarato un gruppo di lettura. “Tuttavia, l’internamento colpisce anche un gran numero di donne palestinesi indirettamente; le mogli, madri, sorelle e figlie di detenuti che si sforzano di mantenere le strutture comunitarie e familiari mentre aspettano a tempo indeterminato che i propri familiari vengano liberati”.
Janan Abdu, un’attivista palestinese femminista, moglie del prigioniero politico Ameer Makhoul, ha detto che la giornata è stata particolarmente importante per le donne palestinesi.
“In Palestina, la Festa della Donna è un giorno di lotta. Nonostante le realizzazioni di alcune cose importanti, che sono state ottenute a causa della lunga lotta, non dovremmo ancora festeggiare, siamo ancora donne palestinesi, sia nella Palestina del 1948, in Cisgiordania e Gaza e viviamo la sofferenza della diaspora causata dal colonialismo, dall’occupazione, dalla discriminazione e dal razzismo”, ha detto in una dichiarazione. “Le nostre donne pagano il prezzo in cattività, della detenzione, delle indagine e degli insulti, e pagano il prezzo della più longeva occupazione israeliana e del colonialismo.”
Israele mantiene l’occupazione militare della Cisgiordania e un assedio sulla Striscia di Gaza.
Lo Stato ebraico ha ampliato gli insediamenti illegali in Cisgiordania a dispetto del diritto internazionale e a scapito dei palestinesi indigeni.
Ancora una volta l’esercito sionista ha dimostrato di non essere in grado di gestire le proteste ed ha quindi utilizzato in maniera scellerata la violenza, perché questo è l’unico strumento che ha per mantenere l’oppressione e l’occupazione sul popolo palestinese.

13 sylvi { 14.03.12 alle 13:24 }

Stamattina ho letto l’interessante articolo di Francesco Merlo su Repubblica ” L’antica Roma assediata dal kitsch”.

Molto interessante e soprattutto, come si conviene alla Capitale, molto “italiano” , di quell’ italiano che piace al Cameron oltremanica.
Legionari e centurioni con lo scopetto in testa, corona adornata di fasulli sesterzi, elmo e draga…ma anche feccia umana romana mafiosa, con fedina penale lunga un rosario; carretti con paninacci e bibite sospette…abusivi degli abusivi che abusiviscono con il placet di vigili urbani e… su,su fino al Sindaco Alemanno.
Il Colosseo, indistruttibile nei secoli, reggerà anche questo?
E soprattutto mi piacerebbe chiedere a Shalom se questo è degno di una metropoli moderna oppure di un suk arabo, o di una Capitale putrescente!

Ecco, caro Uroburo…perchè Cameron ritiene che questi siano italiani-tipo, cioè tutta Italia.
Perciò degni di disprezzo!
Ma lui non è una comare dello Yorkshire; lui DOVREBBE essere uno Statista che sa guardare e informarsi, e che soprattutto conosce le regole diplomatiche che vigono tra Stati.
Ipocrisia o no!
Invece credo che il pagliaccio si sia rifatto per non essere stato presente alla risata, ormai fuori tempo, del duo franco-tedesco e, pure in ritardo di tempi e persone, abbia voluto” far fuori” un cittadino italiano…tanto …forse conta meno di un cagnetto dell’amata Regina!

Se lei non l’ha ancora capito…lo ribadisco…
Moltissimi miei parenti e amici emigrati hanno saputo, con enormi sacrifici, non solo costruirsi un futuro economico agiato, ma soprattutto una rispettabilità e una fierezza delle loro origini di cui sono orgogliosi , nella riconoscenza e amore per la Nazione che li ha accolti e dove vivono naturalizzati.
Li ritengo molto più onorevoli di un Cameron qualsiasi…del quale possono permettersi il lusso di vergognarsi.

Esattamente come io mi vergogno dei “centurioni” romani e del loro Primo cittadino!

Sylvi

14 controcorrente { 14.03.12 alle 13:26 }

Caro peter,

il problema dello Stalinismo è strettamente connesso a quei fatti,a quella biblica aggressione, a mio modesto avviso.
Ma non è questo il punto che riguarda l’oggetto del contendere, infatti quell’aggressione “innegabile” è la stessa cosa , a mio avviso, delle aggressioni “democratiche di oggi “,salvo quella polacca direbbe la Sylvi ,in questo caso solo però, poiché sostenuta dalla Madonna in persona ..ed in questo caso (quando fa comodo), fuori dalla razionalità borghese che dice sempre di possedere,per la legge dei due pesi e trenta misure.
La Sylvi è cattolica -cristiana , però fino ad un certo punto, quello classico che gli fa comodo .
Rimane il fatto che di democratico (si fa per dire) alla vigilia della II GM in e Europa era rimasto ben poco..L’Ungheria era fascista,come la Romania,la Polonia era della Madonna e della classi Militari (idiote per giunta), la Slovacchia era governata da chi sai (pure lui cristianissimo).
L’Austria era già mezza tedesca-nazi..!!(basta ricordare le calorose accoglinze..!!
La Bulgaria non mi ricordo..però si sa, i bulgari contano poco con quelle maggioranze bulgare..!!
Italia e Germania ,erano borghese ferree,la Spagna franchista,il resto beh, sappiamo quanto contasse (tipo Benelux)e vabbè mettiamoci pure lo sterminato paese della Danimarca, forte di due miliardi di persone..(stimate)..
Insomma il Comunismo stalinista del dopo 19 era sconfitto…o ridotto ai minimi termini….
Certo,ci vollero dei colpi di genio impressionanti per farlo rinascere e diventare la seconda potenza mondiale alla fine della II guerra.., ma di sicuro e sono sicuro ,la colpa non fu dei Comunisti, ma delle “lungimiranti”politiche dei democratici borghesi e borghesi fascisti!(contribuirono pure i social-democratici )

cc

15 Peter { 14.03.12 alle 13:27 }

Cameron non e’ neanche una comare del Friuli…che lo Yorkshire, poi, lo conosce solo di nome

Peter

16 controcorrente { 14.03.12 alle 13:36 }

Cara Sylvi,

e mentre, stavo pensando all’incredibile Suk che dovevano essere le strade di Roma Imperiale, con tutta quella gente che arrivava dalle più svariate provincie..arrivavano perfino da Gerusalemme…con tutti quei commercianti e quella babele di lingue..ti immagini..che casino..,ho riflettuto su questo tuo scritto :…

Al massimo minacciavano il primo della fila , a cui erano legati tutti gli altri, perchè si spicciasse a saltare dentro la foiba…ovviamente trascinando dentro quelli che gli stavano dietro!
Era all’incirca un gioco della fune!!!!!!………….

Sono d’accordo con te.., ma almeno devi ammettere che i Titini nel caso in questione fecero le cose ordinatamente ,forse per il fatto che erano pochi..(quanti, poi si sa ?), immaginati il Kaos che fecero i tedeschi nell’eliminare 20 milioni di Russi civili !

cc
Già ma erano slavi, mica imperiali (secondo impero) come i nostri !

cc

17 blogghistimamente { 14.03.12 alle 13:38 }

x 15

Lei “blogghistimamente” per me è morto e sepolto!
Requiescat, insieme a quell’orribile neologismo qui sopra!

la n.13

18 Peter { 14.03.12 alle 13:41 }

x CC

mantengo i miei dubbi che intere armate siano state inviate in Russia al finire della Prima GM…checche’ ne dicano i dati ufficiali o non.
Lo stalinismo non aveva nulla di comunista (concordo con Uroburo su quello) e comincio’ con Stalin. Il quale era autoritario, egocentrico, spietato. Modernizzo’ in parte la Russia, ma chiunque altro avrebbe potuto farlo senza troppi effetti ‘collaterali’.
Sinceramente, non so se la rivoluzione russa fu nell’insieme un buon affare per la Russia oppure no. Avrebbe potuto esserlo, forse, se Lenin fosse campato altri 10 o 15 anni, chissa’.
Portare un paese medievale nel XX secolo sarebbe stata un’impresa piu’ che ragguardevole, lasciando da parte velleita’ rivoluzionarie, comuniste, egualitarie al punto dei gulags e delle purghe staliniane…

Peter

19 Peter { 14.03.12 alle 13:42 }

x Sylvi

lei invece risuscitera’ a Pasqua, oremus…

Peter

20 Peter { 14.03.12 alle 13:50 }

la comare Sylvi vorrebbe precisamente i ministri come comari di paese, sorrisone, buongiorno e buonasera, ossequi, salamelecchi, poi pettegolezzi a tutto spiano alle spalle…

Non si chiede cosa abbia mai fatto il governo passato per le decine di italiani rapiti all’estero, si puo’ trovare la lista sul web…rapiti da anni. Non sa ne’ le interessa la qualita’ dei servizi consolari italiani all’estero, ma io ne so qualcosa, specie per votazioni e referendum…
Non sappiamo cosa faccia l’intelligence italiana, e se gli inglesi avrebbero lontanamente potuto fidarsene.
Se fossero riusciti, avrebbero almeno liberato uno di quelli italiani, e gratis. Proteste anche in quel caso? mah…
Ogni paese ha i governanti che si merita. Se gli italiani sono stati contenti di avere dei buffoni per decenni, buffoni con dei seri guai giudiziari per colpa dei ‘comunisti’ (…), non frignino se gli altri paesi li trattano come un paese di buffoni

Peter

21 Peter { 14.03.12 alle 13:52 }

ora la maestra notera’ quelli per quegli…che cultura queste friulane, con le lin gue straniere ci sanno fare…

Peter

22 Anita { 14.03.12 alle 13:54 }

x Peter

“ma e’ un’impressione condivisa da altri italiani che gli americani ‘mainstream’ sono piuttosto gelosi del loro ambiente privato domestico, anche se accettano volentieri l’ospitalita’ altrui specie all’estero.”

—————————

Si’, in particolare nel Nord Est, nel New England.
Non ti saprei dire all’estero, potrei solo parlare di me stessa, all’estero ho solo accettato una cena in casa, ricambiata al ristorante.

Nella mia zona sono molto riservati….
If you don’t belong to the Country Club you are almost an outcast.

Ciao,
Anita

23 Peter { 14.03.12 alle 14:07 }

x Anita

escludevo gli italo-americani…
Lessi che il critico d’arte F. Zeri si lamento’ dell’ospitalita’ della sua amica Greta Garbo, che pero’ era nata svedese. So di visitatori europei che telefonavano ad ‘amiconi’ di quelle parti, e la risposta era ci vediamo a quel bar della Quinta Strada, come da noi si userebbe tra perfetti estranei…
Le rare volte che visitatori vengono ricevuti in casa, non devono mai assumere che l’ospite cucinera’ per loro, al limite si ordinera’ qualcosa da take-away piu’ vicino…
Pero’ hai ragione, quellla reputazione riguarda essenzialmente il New England

Peter

24 Uroburo { 14.03.12 alle 14:08 }

sylvi { 14.03.12 alle 13:24 }Ecco, caro Uroburo…perchè Cameron ritiene che questi siano italiani-tipo, cioè tutta Italia. … Moltissimi … emigrati hanno saputo … costruirsi un futuro economico agiato, ma soprattutto una rispettabilità e una fierezza delle loro origini di cui sono orgogliosi
———————————————–
Cara Silvy,
credo proprio che lei non abbia minimamente capito perché Cameron non ci ha informato. Certo non per i suk kapitolini.
Il fatto che gli emigranti (quindi fuori d’Italia) abbiano saputo costruirsi una vita agiata se mai andrebbe a lode dei paesi ospitanti. Gli emigranti hanno sgobbato, quelli che l’han fatto e non certo tutti (ad esempio non Al Capone o Lucky Luciano).
Non capisco perché questi emigranti dovrebbero essere fieri delle loro origini. Che ha fatto l’Ittaglia di cui un emigrante dovrebbe essere fiero? E perché si dovrebbe esser fieri di qualcosa che non si è costruito ma si è avuto in eredità?
Trovo che questa rettorica, un male antico per i paesi di pezzenti (mi vengono in mente gli spagnoli del Manzoni), non ci aiuta ad affrontare i nostri problemi. Che rimangono da secoli gravi, sempre più gravi,ed irrisolti.
Onestamente credo che siamo un paese con il culo per terra anche perchè modi di vedere come il suo, che trovo arretratissimo, sono molto diffusi. Ci si identifica in un paese da compiangere come ci si identifica in una squadra di calcio. Rimanevamo un paese arretrato anche quando vincevamo le coppe.
Un saluto U.

25 blogghistimamente { 14.03.12 alle 14:11 }

x CC

Tu chiedi “quanti poi si sa?”!
E tu con questa domanda mi hai fatto ricordare che , ero bambina, e molti” ideologicamente segnati” venivano da mia nonna a dirle che tantissimi alpini avevano trovato “moglie” in Russia e là si erano sistemati!
Per una madre…il danno e la beffa!
Così per le foibe: per decenni le cifre degli scomparsi, cioè mai tornati a casa, si mescolarono e si contraddicevano con le cifre “irrisorie” raccontate da titini e comunisti italiani.
Molte foibe sono state riempite ( misurate con strumenti scientifici) di strati di ossa umane, materiali vari, ossa di animali ecc.
A strati, come si fa con il pasticcio di radicchio trevigiano e salsiccia!!!!

Se consideri che solo alcune delle innumerevoli foibe sono state
esplorate, moltissime sono ancora ” vergini”…non ha più senso parlare di 1000, o 10000 0 50000…
Poi devi considerare gli scomparsi di Fiume, Zara, e di tutta la costa settentrionale dalmata , moltissimi dei quali sono stati “suicidati” in mare con una pietra al collo, o in campi di concentramento serbi e bosniaci.
Comunque stanno ancora contandoli!
Però come in ogni bestialità umana, anche una sola vittima innocente è insopportabile!
Almeno questo avremmo dovuto impararlo! O no???

Sylvi

26 sylvi { 14.03.12 alle 14:12 }

Spero sia ricomparso Sylvi!
S:

27 Peter { 14.03.12 alle 14:20 }

x Uroburo

ma Lucky Luciano ed Al Capone non erano mica friulani!!!

Peter

28 sylvi { 14.03.12 alle 14:35 }

x CC

Ps 25 : Giusto perchè ti faccia un’idea…gli scomparsi nella sola Gorizia furono 1080.

Sylvi

29 sylvi { 14.03.12 alle 15:02 }

caro Uroburo,

poche settimane fa l’Università di Udine ha conferito la laurea magistrale honoris causa al sig. Collavino, friulano migrato in Canadà da 50anni e ora costruttore della Freedom Tower di NY a Manhnattan.
Durante la sua lectio ha detto infine:
- ciò che sono diventato lo devo al Canada che mi ha dato le opportunità, ma lo devo prima di tutto alle basi educative e civiche apprese nella mia terra di origine.-
Un altro scemo, come Marchionne del resto, che sono arretrati e si identificano in una squadra di calcio!!!

Ps: Da mia esperienza…solo i falliti e gli incapaci si sono mimetizzati vergognandosi delle loro origini…che è una cosa contro natura…
infatti TUTTI gli adolescenti adottati , pur in famiglie felici, hanno cercato sempre e disperatamente i loro genitori naturali!

Sylvi

30 controcorrente { 14.03.12 alle 15:33 }

Caro peter,
l’argomento erano le “invasioni democratiche” e non lo Stalinismo che è altra cosa.
Se vogliamo parlare dello stalinismo , magari comincia tu, cause ,effetti e ripercussioni..e poi vediamo di commentare!
Sennò fai come la Sylvi, o l’Anita tu parli di una cosa, loro ti rispondono altro.
Ovvero esempio L’uomo è andato sulla luna,si ma le foibe..ect,ect..
Dialogo duro da portare avanti..si finisce sempre con le “cucine”ed i piatti tipici..regionali!!

cc

31 controcorrente { 14.03.12 alle 15:38 }

ps-x peter.. I dubbi sono sempre legittimi,in mancanza di altro..si conta di tutto…,la stratigrafia,le mummie ,le piramidi ect,ect
Nel caso in “oggetto” sono dati forniti dal Ministro degli esteri francese dell’epoca, che bisognerebbe confutare, almeno con ipotesi serie sul perchè di una palese menzogna!

32 controcorrente { 14.03.12 alle 15:51 }

x sylvi,
a proposito di Suk della Roma imperiale..credo che la tassa sull’occupazione di suolo pubblico, l’abbiano inventata a Roma antica, farò delle ricerche…in merito..
Per la serie “pecunia non olet” L’impero romano era sostanzialmente un Impero Commerciale con un immenso mercato, la cui sede principale per il “libero scambio” era appunto Roma.
Sai che gliene fregava ai Romani del Colosseo deturpato dalle bancarelle..mi posso immaginare..tanto più che i romani da buoni pragmatici penso che nel loro animo sapessero che il Colosseo non lo avevano fatto loro , ma migliaia e migliaia di Extracomunitari dell’epoca.
Come il resto …,meno le Oche del Campidoglio che penso fossero realmente autoctone.
A Roma all’epoca si vendeva di tutto pure Dei e deesse..sic , mica c’era il monopolio…anzi no, diciamo che le bancarelle con i santini e l’acqua santa , se tirassero ancora sarebbero sopportate ancora, magari qualche banco pegni da portarsi l’anima per le indulgenze e garantirsi un posto in paradiso.. e chissene frega del paesaggio del vaticato, del colonnato del bernini..anche quello con manodopera a basso costo..presumo..fai tu delle ricerche in merito questa volta..

cc

33 peter { 14.03.12 alle 16:04 }

x CC

i dati vanno presi con beneficio d’inventario, specie se vecchi di un secolo, e politicamente non corretti…

Peter

34 Anita { 14.03.12 alle 16:10 }

x Peter -23-

Gli Italo Americani di una volta erano differenti….
La prole…se sono ben riusciti sono piu’ stuck up, overly conceited degli altri.
Poi ci sono i nouveau riche…

Anche fra conoscenze o amici per caso…ti dicono, “we’ll do lunch”…e gli anni passano.

Ciao,
Anita

35 sylvi { 14.03.12 alle 16:13 }

caro CC,

chissà se i centurioni arrivati ad Aquileia scavandosi la Julia Augusta con le loro mani, provavano gran simpatia per quegli sfaticati infingardi di romani de Roma intenti a farsi fare aria da schiere di schiavi!!

Stamattina ho incontrato un mio ex scolaro…tutto fuorchè infingardo: due lauree in ingegneria,recordman italiano di cifre decimali del Pi greco recitate a memoria durante la Festa nazionale del Pi greco; suonatore di fisarmonica come puoi vedere qui sotto…
tipico friulano taciturno…fà e tasè …(fare e tacere) fin da quando aveva i calzoncini!

Che te ne pare?

http://www.youtube.com/watch?v=UVvwo3kPaSc

Sylvi

36 sylvi { 14.03.12 alle 16:26 }

ps x cc

Il colonnato del Bernini, ma soprattutto S.Pietro che racchiude , mi pare sia costato a SMC la scissione protestante.
Se ti par poco!!!

Sylvi

37 Anita { 14.03.12 alle 16:27 }

x CC

“Sennò fai come la Sylvi, o l’Anita tu parli di una cosa, loro ti rispondono altro.”
———————————-

Ma ne sei cosi’ sicuro?
O anche tu ascolti/leggi e dai retta alle accuse di altri? (al singolare)

Devo chiudere, ieri sera ho finito la mia preparazione per le tasse annuali, e devo andare dal nuovo CPA Certified Public Accountant…non mi sento sicura che i miei records siano stati strasferiti al suo ufficio.

Anita

38 Shalom - I coglioni fanatici sono tra noi, creatori del nuovo Indice delle Idee e dei Personaggi Proibiti { 14.03.12 alle 16:44 }

Ariel Toaff
DA MICHELANGELO A BENIGNI
Nel 2004 gli oscurantisti censori della giustamente ignorata (almeno fino ad oggi) organizzazione, che va sotto il nome di Gherush92 e propone la messa al bando della Divina Commedia di Dante dalle scuole, aveva gia’ pubblicato una illuminante lista di opere d’arte e di autori da porre fuori legge per il loro incitamento all’antisemitismo. A loro avviso anche la Cappella Sistina di Michelangelo cadeva in questa categoria e andava opportunamente coperta agli occhi del pubblico. La lista degli scrittori, degli artisti, dei religiosi, dei registi e dei politici vietati in maniera assoluta si apriva con papa Ratzinger e la seguivano i nomi di altri noti antisemiti o ebrei “odiatori di se stessi”, come Jimmy Carter, Benigni, Gitai, Avraham Burg, Yossi Beilin, Chomsky, Finkelstein, Shulamit Alloni e Avraham Mitzna (allora leader del partito laburista in Israele).
Nessuno allora oso’ protestare. Possiamo constatare oggi che la fame e gli appetiti dei fondamentalisti crescono mangiando. Abbiamo colpa anche noi, che per paura o prudenza, siamo sempre indulgenti di fronte alle loro aggressive e ignoranti pretese.

39 Anita { 14.03.12 alle 16:54 }

X Peter

Sto ascoltando Cameron-Obama’s news conference.

Anita

40 peter { 14.03.12 alle 16:58 }

mi dicevano che Bernini fosse del Seicento, c’era gia’ una cosa chiamata Controriforma…secolo piu’, secolo meno, cosa sara’ mai per i friulani, mica so’ vecchi como li romani de Roma…

a propos, che Shalom fosse de Roma era una mia illazione…su cui la comare s’e’ buttata a pesce…

Peter

41 controcorrente { 14.03.12 alle 17:00 }

Cara Anita,
come al solito hai ragione ,infatti,”non ne sono sicuro”, ovvero comincio a farmi la strana idea che il “parlar d’altro” sia una strategia,che in genere ha due ragioni:
A ) Non si hanno risposte (e sovente è ciò che accade)
B) In subordine ,quindi strategia efficace,consiglia di parlar d’altro
C) quindi depistare , confondere, intrallazzare..ect,ect,ectIl tutto va a vostro onore , poiché comporta una notevole dose di intelligenza,che quando non è troppo “pacchiana e dozzinale” come in certi conclamati casi..può risultare perfino efficace per lettori “casual”del Blog, che di certo in questo caso, se non se accorgessero,non sarebbero di certo “astuti montanari carnici”.

cc

42 controcorrente { 14.03.12 alle 17:02 }

X peter

Anche quelli dell’Olocausto , quindi..?

cc

43 peter { 14.03.12 alle 17:07 }

x CC

ma certo, e’ possibile…anche se non sarebbero dati di una sola nazione, e sono un po’ piu’ recenti…

Peter

44 controcorrente { 14.03.12 alle 17:09 }

X Sylvi 36

Noi sappiamo quello che ci è costata la Controriforma…che a occhio e croce, mi pare sia quella che ci ha fregati…eppure come sai le tradizioni, i santini, le acque santiere , le madonne Pellegrine,gli imbonitori da Mercato come padre Lombardi, le stimmate,i nanetti nei giardini, le ballerine,i saltimbanchi da circo,le nipoti di Mubarak,sono continuati fino ad oggi…con la sola differenza che negli ultimi tempi, sono pure stati votati…
Com’è che dice Uroburo a proposito ..?

cc

45 controcorrente { 14.03.12 alle 17:14 }

Caro peter,
attento alle denunce…e al negazionismo che è pure reato, mi sembra !
Dunque si resta nell’opinabile, uno , nessuno ,centomila, quindi a prevalere restano i giudizi politici ?
Ho forse dunque ragione a sostenere che la Morale (corrente) è la più grande Troia della Storia ?

cc

46 controcorrente { 14.03.12 alle 17:21 }

x peter

Devo forse presumere che i dati propinati per la Siria siano in realtà attendibili per il solo fatto di essere più recenti ?
Non sapevo che ci fosse una attendibilità temporale e sganciata dalle fonti di provenienza ..ma se lo dici tu ..in Siria , i morti potrebbero essere solo dei banali delinquenti armati da potenze straniere, oppure che so , rivendicazioni terroristiche di etnie diverse con interessi commerciali ect,ect
Si siamo in un mondo che all’evenienza dice per legge che l’olocausto degli armeni non è mai esistito (Francia), e che Ruby sia stata la nipote di Mubarak..
Che mondo democratico strano! mah !

cc

47 peter { 14.03.12 alle 17:33 }

x CC

il min degli esteri francese di un secolo fa poteva parlare accuratamente della Francia, forse meno accuratamente di altri 13 stati…non disputo a priori, ma i dati mi paiono assai strani…tutto qui

Peter

48 controcorrente { 14.03.12 alle 17:34 }

x Sylvi..

chissà se i centurioni arrivati ad Aquileia scavandosi la Julia Augusta con le loro mani, provavano gran simpatia per quegli sfaticati infingardi di romani de Roma intenti a farsi fare aria da schiere di schiavi!!….

Non so chi fossero gli astuti centurioni romani, che scavarono le loro mani la Julia Augusta..(cosa di cui c’è da dubitare che i legionari facessero pure le strade..semmai dopo, arrivava la mano d’opera ..loro favevano la guerra) e menavano!
Di certo le strade partivano da Roma, ed i centurioni al pari dei mercenari odierni o “contractors, menavano a dovere , con la promessa di avere a fine carriera,se vivi, terre ed un gruzzoletto di schiavi, con cui poter oziare con le nipoti di Mubarak che gli facevano aria nel basso ventre !
Quando finì il giochetto , per mancanza di terre, o impossibilità materiale di conquistarne altre. (gli altri menavano di più)finì l’impero…altro che Morale cristiana ..!

cc
Sembra che la Storia sotto altre diciture continui..!

49 controcorrente { 14.03.12 alle 17:37 }

Caro peter,
che vuoi che ti dica..è sempre lecito dubitare..solo che, pare che si possa dubitare a senso unico da un pò di tempo a questa parte..spero che tu conceda almeno questo , o noh?

cc
Diversamente c’è il rischio di diventare collaboratori di terroristi !

50 controcorrente { 14.03.12 alle 17:53 }

Cara Sylvi,
infatti le brave maestrine di un tempo(un modello a cui penso tu ti sei ispirata nella tua carriera ,presumo), ci insegnavano che i Romani ,portavano la Pax Romana, a quegli ignorantoni dei popoli conquistati… (talvolta era una Pax eterna e come si direbbe oggi “effetti collaterali o spiacevoli incidenti di percorso).

Io da cattivo storico dilettante , poi con il tempo mi sono fatto un’idea strana della Storia..c’è un eccesso di esportazione..tutti avevano qualche cosa da esportare , i Riformati nell’america del Nord, i contro- riformati nell’america del sud..gli Alpini dovevano ricristianizzare la Russia atea..e via dicendo..Oggi si esporta la Democrazia, sarà una musica nuova ?Un prodotto nuovo e tecnologicamente avanzato?..ai posteri l’ardua sentenza !
Devo dire però, che prima o poi, si sono fermati quasi tutti , nell’esportazione e qualcuno che tu conosci bene,ha pure dovuto subire qualche “importazione” non sempre gradita, ma come ben sai il Commercio deve essere equo e solidale..lamentarsi non serve ..chi esporta , prima o poi deve pure importare !

cc

51 sylvi { 14.03.12 alle 18:07 }

x cc

Scusa, e che vuoi che facesse SMC se non “tamponare” energicamente l’eresia luterana?
Mi pare che tu abbia elencato, un tanto al kilo, tutte manifestazioni religiose o sommamente laiche un po’ alla rinfusa ma che soprattutto sono state sempre ” cibo” all’ignoranza, all’analfabetismo d’andata e ritorno!
Nel ’500 e ’600 Roma era una fogna e mezza Europa una cloaca di ignoranza…la Chiesa Vaticana usava tanto bastone e poca carota …che si sarebbe inoltre mangiata solo nell’Aldilà.
Il Vangelo è stato troppo spesso non Messaggio e Viatico, ma mezzo di potere.
Oggi…fin che S.Gennaro ancora si scioglie …non è che abbiamo molto da ridere…o da sperare.
Però chi ha avuto il potere per contrastare quello clericale, non ha saputo e non sa ancora oggi servirsene.
Non aveva e non ha un Messaggio altrettanto forte e convincente.

Uroburo sa solo dire che questa Nazione è fottuta…può essere ma io non l’accetto, perchè ho passato la vita a cercare di porre rimedio a questa deriva.
DEVO credere che qualcosa sia rimasto!

Ti avevo chiesto seriamente che cosa ne pensi delle mani del fisarmonicista!!!
Ricordo quando faceva i primi esercizi a scuola scompariva dietro lo strumento. una tenerezza!!!
Sylvi

Ps Invece il tuo amico oltremanica non sa leggere e quindi non ha capito che io ho sottolineato S. Pietro.
Che il Colonnato sia arrivato a conclusione dell’opera cento anni dopo mi pare normale nelle costruzioni di Chiese.
Che pittima!

52 controcorrente { 14.03.12 alle 18:18 }

Cara Sylvi,
comprendo le tue preoccupazioni in merito a “quello che resta”..e vedere di ragionare magari con ottica diversa ?
Non necessariamente si deve buttare il bambino con l’acqua sporca,ma almeno ci si rende conto di quello che c’è da fare…
Prima di tutto che c’è veramente un’Oceano di Acqua sporca e che inquina tutto…
Non sarà facile per niente con i secchielli bucati !

cc

53 sylvi { 14.03.12 alle 18:21 }

x cc

Pio Paschini, nella sua accurata Storia del Friuli…( era un monsignore che studiò a lungo a Roma)…dice che furono circa un migliaio i soldati romani con le famiglie al seguito che giunsero in Friuli.
Combattevano per ricavarsi le strade, che ovviamente costruivano gli schiavi. La centuria l’ebbero quando arrivarono.

Sylvi

54 peter { 14.03.12 alle 18:26 }

X sylvi

lei ha scritto che il colonnago del bernini causo’ la riforma…evidentemente non sa scrivere o pensa a causalita’ retroattiva.
Che schiappa
peter

55 Shalom - Le fetida feccia che ogni shabbat sporca Hebron { 14.03.12 alle 19:08 }

A SPASSO PER LA “OLD CITY”- INCREDIBILE GITA TURISTICA

Ogni sabato di ogni settimana, di ogni mese, di ogni anno, ha luogo una incredibile, pazzesca gita turistica dei coloni all’interno della città vecchia, la parte araba di Hebron.
I coloni, circondati da decine di soldati armati fino ai denti, ascoltano le bugie di una guida che racconta una versione piuttosto fantasiosa della storia di Hebron: le case all’interno della città vecchia sarebbero state rubate agli ebrei dagli arabi, e per questo i coloni vogliono, un giorno, riprenderne possesso…

Ovviamente durante questo perverso tour agli arabi non è permesso circolare liberamente, devono aspettare che passi il corteo e per “motivi di sicurezza” vengono fermati anche i bambini evidentemente scambiati per nani terroristi travestiti da bambini!

Ma giudicate voi stessi dalle immagini che ho girato chi è il provocatore e il prepotente. Ho deciso di togliere l’audio al filmato (tranne in un paio di occasioni) così avrete modo di riflettere maggiormente su ciò che vedete senza farvi distrarre dai suoni. Inoltre, secondo me, senza audio il tutto risulta ancora più grottesco e irreale…(VIDEO: http://www.youtube.com/watch?v=Csy7ydyBomE&feature=youtu.be )

Avete visto? Vi è piaciuto l’applauso finale di autocompiacimento? Avete per caso contato quante volte viene violato il più elementare diritto umano di libera circolazione? Avete osservato bene come centinaia di persone sono costrette ad aspettare, senza discutere, i comodi di poche decine? In quale altro stato “occidentale”, visto che Israele si vanta spesso di questo titolo, sarebbe tollerata una stupidaggine del genere? E, almeno questa volta, non ci sono stati incidenti, ma ho raccolto molte testimonianze di come a volte i coloni per dispetto, e sotto la protezione dei militari, buttino a terra le merci esposte dei commercianti che hanno la sventura di trovarsi lungo il percorso. Non credo che mancherà occasione di mostrarvi anche questo, visto che questa pagliacciata organizzata al solo scopo di provocare gli arabi, si ripete ogni sabato di ogni settimana, di ogni mese, di ogni anno!

56 Shalom - Al peggio e all'ottusita' non c'e' mai fine { 14.03.12 alle 21:56 }

Riporto da Facebook

Gavriel Segre
Lo confesso.
Non sopporto più la retorica e la demagogia buonista a buon mercato dei pacifisti israeliani e degli intellettuali ebrei di sinistra sempre pronti a porgere l’altra guancia, anche a Hitler.
Shalom, shalom al senso critico ed all’intelligenza.

http://www.youtube.com/watch?v=9HqveQItJKU&feature=share

Gavriel Segre
I “nuovi storici israeliani” (Benny Morris, Avi Shlaim, Tom Segev, Zeev Sternhell, Ilan Pappe,…) vanno molto di moda nei circoli culturali filopalestinesi.
E’ oramai un vieto luogo comune parlare di “pulizia etnica della Palestina” citando il “piano Dalet” deciso nella Casa Rossa di Tel Aviv in Yarkon Street il 10 marzo 1948.
E fra gli intellettuali ebrei di sinistra, a furia di prendere per oro…

Lbro “Fabricating Israeli History: The ‘New Historians’ (Israeli History, Politics and Society)”
http://www.amazon.com

57 Uroburo { 14.03.12 alle 22:05 }

sylvi { 14.03.12 alle 15:02 } l’Università di Udine ha conferito la laurea magistrale honoris causa al sig. Collavino, friulano migrato in Canadà … Durante la sua lectio ha detto infine:
- ciò che sono diventato lo devo al Canada che mi ha dato le opportunità, ma lo devo prima di tutto alle basi educative e civiche apprese nella mia terra di origine.-
———————————————
Cara Silvy,
ma questo vale per ogni essere umano (e non solo umano): ognuno si porta dentro le basi educative che ha ricevuto, anche la mia gatta. Gli esseri viventi non piovono mica giù dal cielo.
E per di più mi sembra del tutto ovvio che chi riceve una laurea honoris causa faccia un bel panegirico di chi gliela dà, dicendo proprio quello che il donatore vuol sentirsi dire.
Ma noi stavamo parlando dell’essere fieri delle proprie origini. Ed io constatavo che trovo singolare esser fieri di una cosa che si ha senza alcun merito. E soprattutto mi chiedevo che ha mai fatto l’Ittaglia per i suoi emigranti perché costoro dovessero esserne fieri. Nulla ha dato, li ha usati per ripianare i suoi debiti in cambio di nulla.
Lei poi capovolge il problema: io non ho detto che ci si debba vergognare per le proprie origini (anche se faccio sempre moooolta fatica a capire come si possa esser fieri di essere cittadini di cotesto stato di cioccolatai), ho detto che non capisco perché si dovrebbe esserne fieri.
Un saluto U.

58 Peter { 14.03.12 alle 22:35 }

x Uroburo

sono d’accordo, anche se questo dovrebbe valere per tutti i popoli. Direi che l’unico orgoglio nazionale degli italiani risiede nel patrimonio artistico del paese, cui quasi tutte le regioni diedero contributi significativi, col primato di Roma, Firenze, Venezia, ma anche Napoli. Arte che comprende musica e letteratura.
Se l’Italia e’ un paese bollito la colpa non e’ tutta degli italiani. Bisogna vedere quale spazio gli altri europei ci hanno dato, la divisione politica millenaria del paese, la chiesa parassitaria che e’ un’entita’ sovranazionale, la dubbia ‘funzione’ italiana come nazione in ambito mediterraneo…direi che vi sono molte scusanti storico-geografiche.
Patetica e penosa e’ la Sylvi, che saltella dallo scannetto austro-ungarico a quello friulano-veneto per il suo smodato narcisismo, e si presenta come italiana (cioe’ da come e’) solo per fare la vittima di Roma, dei terroni, dei sindacati, dei titini, e chi piu’ ce n’ha…

Peter

59 sylvi { 14.03.12 alle 23:07 }

caro Uroburo,

molto schiettamente le dirò che non ho conosciuto molti emigrati che fossero fieri di essere italiani; friulani o veneti sì!!!
Il neo ingegnere Collavino, dopo 50anni ha ancora casa in Friuli, parla il friulano come me, e ha sempre frequentato i Fogolars Furlans canadesi.
I Fogolars non sono mai stati luoghi di riunione per emigranti frustrati o infelici; sono stati punti di aggregazione per informarsi, coordinarsi e soprattutto per essere da tramite con la cultura e la Scuola della Nazione accogliente.
Non si sono adagiati, hanno frequentato le scuole, si sono diplomati.
E tanto più progredivano nella vita sociale del Paese di adozione, in egual misura mantenevano i contatti con la Piccola Patria.
Almeno la stragrande maggioranza.
Ho visto Fogolars in Europa, mio marito ha visto quello di Toronto e di Vancouver.
In tutti la biblioteca bilingue è imponente e importante.
Hanno organizzato, e organizzano tutt’ora scambi economici e culturali soprattutto per i giovani.
La Regione finanzia , per la sua parte, le attività.
Poi possono esserci le Feste e la grappa…direbbe qualcuno!!!
E anche il S.Daniele e il frico con il Friulano e il Pinot grigio.

Sia come sia , e questo mi ha spesso colpito, sono fieri di essere ciò che sono, dove sono e da dove vengono!

buonanotte
Sylvi

60 peter { 14.03.12 alle 23:13 }

x Sylvi

allora fatevi un blog di ‘fogolars’ della minchia, parlatevi nella vostra ‘lingua’ orripilante, e non scassate le palle a coloro che, nel bene come nel male, si riconoscono come italiani ed affrontano la musica

Peter

61 Cerutti Gino { 14.03.12 alle 23:42 }

x Sylvi.
Quando ci fu da raccogliere fondi per consentire a una bambina siciliana, disabile con gravi disfunzioni cerebrali, di fargli fare una speciale terapia costosissima, il “Fogolar furlan” come del resto tante altre associazioni italiane, fu molto generoso.
Posso attestarlo perchè la lettera la scrissi io e il danaro ricevuto è passato per le mie mani.

C.G.

62 Anita { 15.03.12 alle 0:22 }

x CC -41-

“Cara Anita,
come al solito hai ragione ,infatti,”non ne sono sicuro”, ovvero comincio a farmi la strana idea che il “parlar d’altro” sia una strategia,che in genere ha due ragioni:…..”

———————————–

Caro CC,

non mi dare troppo credito, a parte il fatto che non ti capisco, non ho la minima idea di cosa discutete.
Come potrei inserirmi nei vostri post? Non sono alla vostra altezza intelletuale…

A) Se mi fai domanda direttamente, senza sarcasmo occulto o ovvio, ti rispondo secondo le mie capacita’.

B) Nessuna strategia, potresti fare la stessa domanda ai vari Shalom, o agli ignoti che postano solo un titolo di un articolo, lenzuolate in Italiano e in Inglese, cosi’, di palo in frasca….

C) Chi dovrei depistare , confondere, intrallazzare..ect,ect…????
Non credo di esserne capace e non varrebbe la pena di spremermi le meninge per un semplice forum di quattro gatti, semmai lo farei alla grande.

Mi prendi per una Mata Hari?

Ma va’….non far ridere i polli.

Anita

63 Shalom: l'Europa, ostacolata dalla merda olandese, condanna la politica coloniale di Israele, ma nessuno fara' nulla. { 15.03.12 alle 7:54 }

CISGIORDANIA: RAPPORTO UE CONDANNA VIOLENZA COLONI
Ma l’Olanda non lo sottoscrive e per un anno ha cercato di impedirne la pubblicazione. Si sono triplicati negli ultimi tre anni gli abusi e le aggressioni compiute dai settler
MICHELE GIORGIO
Gerusalemme, 15 marzo 2012, Nena News – L’Olanda starebbe cercando di impedire la pubblicazione di un rapporto sulle violenze dei coloni israeliani nei Territori occupati palestinesi, redatto dai capi missione dell’Unione europea con uffici a Gerusalemme o Ramallah. Abbiamo ottenuto la bozza del documento da una autorevole fonte europea. Gli olandesi, spiega la fonte, da un anno bloccano la presa di posizione dell’Ue nonostante gli ultimi mesi abbiano fatto registrare un’impennata degli atti di violenza e degli abusi compiuti dai coloni, che hanno preso di mira non solo i palestinesi e le moschee ma anche alcune chiese e persino una scuola arabo-ebraica a Gerusalemme.
Il rapporto era pronto già ad aprile di un anno fa ma le pressioni olandesi (e di altre parti) l’hanno tenuto chiuso nel cassetto per tutti questi mesi. Poi, ad inizio anno, i capi missione dell’Ue (in tutto 22 tra Gerusalemme e Ramallah) hanno deciso di aggiornarlo. L’ultima bozza risale alla fine del mese scorso e, stando alla fonte europea, sarebbe l’ultima e pronta per la diffusione. L’Olanda, uno dei paesi europei più vicini a Israele, però continua ad esprimere riserve sul testo che contiene una netta condanna delle frange più radicali del movimento dei coloni e sollecita il governo Netanyahu ad applicare la legge nei confronti dei cittadini israeliani residenti nei Territori occupati palestinesi.
Il rapporto, nella sua versione aggiornata, prende in esame il cosiddetto «price tag», il prezzo da pagare, ossia le azioni violente contro i palestinesi attuate da coloni in risposta a decisioni del governo israeliano ritenute «favorevoli agli arabi». In sostanza sono i palestinesi a pagare il costo di eventuali (e in verità piuttosto rare) iniziative dell’esecutivo non in linea perfetta con la colonizzazione. Il «price tag» è scattato, ad esempio, tutte le volte (ben poche) che è ordinato lo sgombero di un avamposto colonico costruito in Cisgiordania senza il permesso del governo.
I dati contenuti nel documento riferiscono che nel 2011 i coloni hanno compiuto 411attacchi contro i palestinesi, contro i 266 del 2010 e i 132 del 2009. Aggressioni costate la vita a tre palestinesi e il ferimento di altri 183 (nello stesso periodo sono stati uccisi otto coloni, cinque dei quali appartenenti alla stessa famiglia). Più di 10mila nel 2011 sono stati gli alberi palestinesi tagliati o distrutti perché vicini alle colonie. Infine, ma non per importanza, i capi missione europei sottolineano che il 90% delle denunce palestinesi contro le violenze dei coloni, sono state archiviate . L’Ue quindi scrive che continuerà a monitorare quanto accade nei Territori occupati e a sollecitare Israele a rispettare i suoi obblighi nei confronti delle leggi internazionali. Gli europei ribadiscono che tutti gli insediamenti israeliani in Cisgiordania (circa 130), e non solo gli oltre cento avamposti, rimangono illegali.
Dalle raccomandazioni finali tuttavia è sparita quella che prevedeva restrizioni ai viaggi in Europa per i principali esponenti dell’ala dura del movimento dei coloni, contenuta nel testo preparato un anno fa. Più determinati dei paesi europei, almeno in questa occasione, sono stati gli Usa che hanno negato il visto d’ingresso al deputato ultrazionalista Michael Ben Ari (Unione nazionale) in procinto di partire per Washington con una delegazione di parlamentari della Knesset. La decisione ha fatto infuriare lo speaker del parlamento israeliano, Rueven Rivlin, che ha annullato il viaggio negli Usa. Nena News

64 Pino Nicotri { 15.03.12 alle 8:34 }

ECCO IL VIDEO DEL FUNERALE DEL BAMBINO DELLA FOTO IN ALTO. PIU’ IL FUNERALE DI UN ALTRO BAMBINO PALESTINESE UCCISO DAGLI ISRAELIANI. PER LORO OBAMA NON VERSA LACRIME….

http://www.youtube.com/watch?v=ShD0HR0w_14&feature=related

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=BsPtYJsOog0

65 sylvi { 15.03.12 alle 8:42 }

cara Anita,

quel buontempone di CC parla di intrallazzare, depistare, confondere…e lo dice a noi due, perchè è ben bravo lui a fare tutte queste giravolte.
Inoltre lui è veramente maestro a saltare da palo in frasca e se ti può consolare, spesso nemmeno io, informata un po’ di più sulle vicende italiane, riesco a seguirlo nei suoi ghirigori letterari.
E’ sicuramente colto ma come tu ripulisci il computer di tanto in tanto ( a me lo fa mio figlio!) così lui avrebbe bisogno di un po’ di riorganizzazione dei dati che ha nel cervello!!!
Poi, per intrallazzare, depistare ecc. penso bisognerebbe tenere un archivio aggiornato su tutte le notizie che appaiono, predisporre dei file (suppongo) appositi e tutto un lavoro di copia e incolla…figurati!!!
Mi aiuta ancora una buona memoria che mi permette di cercare ciò che mi interessa…ma faticare per intrallazzare?
Hai ragione, o lo si fa alla grande…o ciccia!!!
Però…ora che ci penso…DEPISTARE alla buona, suvvia,… un paio di blogghisti sospettosi e saccenti…
ci penserò…

buon riposo a te

Sylvi

66 Pino Nicotri { 15.03.12 alle 12:22 }

x il falso Shalom

Finché usa nomi falsi qui per lei non c’è posto.

67 Uroburo { 15.03.12 alle 12:47 }

Caro Peter (e Silvy),
il discorso che lei fa, ovviamente giustissimo, è però molto vecchio e riguarda il rapporto tra la grandezza del passato ed il presente.
Un presente vissuto, questo è il tema, con orgoglio.
E’ chiarissimo che la cultura che ha fatto variamente capo alla penisola italiana è stata preclara in un lontano passato ed ha rappresentato un unicum nello sviluppo culturale dell’umanità, almeno in occidente, per diversi secoli.
La cultura scolastica, il massimo della cultura medievale, ha una grande impronta “ italiana” (Anselmo e Tommaso) anche se i suoi rappresentanti più significativi sono francesi, Abelardo, oppure angli, Bacone e Guglielmo da Occam.
Il Rinascimento è solo “italiano” e l’arte “italiana” rimane all’avanguardia fino a tutto il Settecento.
Italiana è stata per secoli e secoli la musica, che ancora ne usa la lingua. In filosofia Galileo è l’iniziatore del metodo scientifico moderno.
Tutto questo è verissimo è dimostra la straordinaria importanza storica di quell’area che è poi divenuta il nostro paese.
Ma tutto questo passato in qual modo si riverbera nel nostro attuale presente?
Lei cosa penserebbe se gli attuali cittadini di Sparta pensassero di essere gli eredi, sul piano psicologico e del coraggio, di Leonida? O se gli attuali egiziano si ponessero come gli eredi di Ramesse II? Che senso avrebbe esser fieri di essere discendenti di Gengiz Khan per un qualunque pastore mongolo? O per un pecoraio irlandese o scozzese essere discendente di un re?

Io penso che il merito e quindi l’orgoglio debba essere individuale, relativo a quel che ho fatto io, altrimenti hanno ragione i nobili ad esibire litri e litri di sangue blu, pur non avendone alcun merito.
Secondo me noi ci identifichiamo nelle glorie, inalienabili, del passato per non fare i conti con il nostro tragico presenta, proprio come il sottoproletario tifa per la grande squadra e gli sembra di essere un vincitore anche lui.
Ma è un errore, egli rimane comunque il pezzente che è sempre stato.
Un caro saluto U.

68 Uroburo { 15.03.12 alle 12:51 }

PS. E’ ovvio che non sto criticando l’attaccamento alla propria famiglia, alle proprie tradizioni,alla propria lingua. Critico il farne una ragione di fierezza invece che non un dato di fatto.
Io non sarei fiero di avere gli occhi verdi, tanto per fare un esempio, meli terrei come una mia caratteristica. Nè più nè meno della forma delle orecchie.
Un saluto U.

69 Shalom: la cloaca dei tempi nostri tracima fanatici, fanatismo, imbecilli, propagandisti un tanto al chilo, ecc. { 15.03.12 alle 13:59 }

Ariel Toaff

I fiancheggiatori indesiderati e maleodoranti.
Giulio Meotti, un reazionario non ebreo travestito da colono israeliano, il cui foraggiamento parte da lontano e non parla italiano, ha suscitato il netto dissenso anche di intellettuali israeliani dal mainstream come Sergio Della Pergola. Ora se la prende una volta di piu’ con altri noti ebrei “odiatori di se stessi”, infedeli e nemici, in base all”idea che Meotti stesso si e’ impegnato (con chi?) a dare del sionismo e dell’ebraismo. Il problema e’, come si evince dall’articolo, che l’illustre giornalista pronto ad affittare la sua modesta penna per un piatto di lenticchie, non si sa quanto kasher, e’ evidentemente daltonico e non vede differenza alcuna tra Tel Aviv e Karne’ Shomron, tra Haifa e Yizhar, tra Beer Sheva e Kiryat Arba, tra Israele e i territori occupati dai coloni in Cisgiordania. “E’ tutto mio. Anzi e’ tutto vostro”.Il Meotti e’ un altro che non si vergogna di preparare ogni giorno nuove e cervellotiche liste di epurazione, dettategli dagli estremisti clerico-fascisti della destra colonica israeliana con cui disinteressatamente ha fatto lega.

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http://www.informazionecorretta.it/main.php?sez=90

Quanti giornalisti occidentali avevano dichiarato, prima del massacro dei Fogel, che i palestinesi hanno il diritto di attaccare le città come Itamar?
Bruce Bawer, il giornalista americano che vive in Norvegia, è l’autore di un nuovo libro, appena pubblicato, dal titolo “I nuovi Quislings”, una vera e propria sferzata contro la caccia alle streghe e l’isterismo che hanno avvelenato l’Europa dopo la carneficina avvenuta l’anno scorso, nel campeggio di giovani vicino a Oslo.
Il termine “Quisling” è nato in Norvegia, dal nome del politico che ha incoraggiato l’invasione nazista del proprio paese. Nonostante lo splendido libro di Bawer sia incentrato sulla Norvegia, esso getta una nuova luce su un fenomeno che sta mettendo radici profonde: la notte dell’Europa e dei suoi intellettuali, collaborazionisti come lo furono a Vichy.
In tutta Europa scorre un fiume di denaro sporco e insanguinato, che foraggia chi incita al boicottaggio anti-ebraico, isieme alla diffusione di menzogne contro Israele sotto forma di “giornalismo obiettivo” e “ricerca accademica”.
Questo facilita la carriera di quegli intellettuali che tradiscono così la loro professione, demonizzando continuamente lo Stato di Israele.
Oggi a Oslo non ci sono quasi più Ebrei, tuttavia la capitale norvegese è diventata uno dei centri globali del nuovo anti-semitismo.
Gli ebrei sono poco più di un migliaio in città, e cercano di essere il meno visibili possibile.
E’ come durante la Shoah: anche se gli ebrei erano pochi, questo non impedì a poliziotti cresciuti in buone famiglie norvegesi di guidare gli invasori tedeschi fino ad un liceo per arrestare una ragazza ebrea e spedirla ai campi di sterminio.
In un famoso editoriale apparso su ‘Aftenposten’ nel 2006, titolato sarcasticamente “Il popolo eletto di Dio”, Jostein Gaarder, autore del best seller “Il mondo di Sofia”, scrisse che “non dobbiamo più riconoscere lo Stato di Israele, non dobbiamo credere all’idea che esista un ‘popolo eletto di Dio’, il presentarsi come popolo eletto di Dio non solo è stupido e arrogante, ma è un crimine contro l’umanità”.
Il libro di Bawer racconta la storia di Lars Gule, ex presidente dell’Associazione Umanista Norvegese e figura di alto profilo nei circoli culturali norvegesi. Nel 1977 Gule aderì al Fronte Democratico per la Liberazione della Palestina, il gruppo terroristico responsabile del massacro a Maalot nel 1974, in cui furono uccisi 22 studenti israeliani.
Gule fu incaricato di far esplodere una bomba in Israele nel 10°anniversario della Guerra dei Sei Giorni, ma all’aeroporto di Beirut venne fermato per aver nascosto tra i libri nel suo zaino 750 grammi di esplosivo.
Leggendo il coraggioso pamphlet di Bawer, ci tornano in mente nomi divenuti icone famose, come Gide, Claudel, Romains, Picasso, Malraux e Piaf, così come i nomi d’intellettuali comunisti francesi che nel 1953 organizzarono una manifestazione a Parigi a sostegno della politica sovietica, secondo cui i medici ebrei avevano assassinato dei leaders comunisti.
Sopra tutti spicca il nome di Jean-Paul Sartre, l’incarnazione dell’impegno culturale, il guru umanista che aveva rifiutato il Premio Nobel per la letteratura e fondato il giornale di sinistra Libération.
Durante l’occupazione nazista di Parigi, Sartre fu un cinico profittatore, esclusivamente interessato alla propria carriera letteraria e pronto al compromesso con le autorità naziste. Sartre collaborava alla rivista “Comoedia” finanziata dai nazisti; il suo testo, “Le mosche” ottenne l’approvazione della censura tedesca. La sua compagna, la dea della letteratura, Simone de Beauvoir, lavorò per “Radio Vichy”, la radio nazionale francese filo-tedesca. Dopo la guerra, Sartre ricostruì la sua immagine come “gran resistente”.
Ormai conosceva bene l’esistenza degli orrori nei gulag sovietici, ma non ne parlò mai per “non scoraggiare il morale degli operai di Billancourt”.
Molto meno noto è il suo consenso al terrorismo arabo: quando nel 1972 alle Olimpiadi di Monaco di Baviera 11 atleti israeliani furono massacrati, Sartre scrisse: ” Il terrorismo è un’arma terribile, ma i poveri oppressi non ne hanno altre”.
La lezione che si evince dalla storia di Sartre e dal libro di Bawer stimola a stare all’erta oggi: vale a dire che si deve riflettere sul fascino verso il totalitarismo della jiadh e il terrorismo palestinese da parte degli intellettuali occidentali e sul loro silenzio su questi temi.
Rivela inoltre quanto sia profondo l’odio anti-ebraico che divora le menti dell’élite intellettuale europea. Quando schiere di “martiri arabi”hanno cominciato a farsi esplodere nelle strade di Gerusalemme, Tel Aviv, Afula e Karnei Shomron, quanti intellettuali occidentali espressero questa sartriana, ignorante empatia per la furia omicida?
A quel tempo il Guardian pubblicò un editoriale intitolato “Israele non ha il diritto di esistere”. Oggi, gran parte degli intellettuali europei, accademici, scrittori e giornalisti, sono fra coloro che letteralmente riabilitano il male, giustificando il massacro di ebrei.
Quanti sono i giornalisti occidentali che hanno dichiarato prima del massacro dei Fogel, che i palestinesi hanno il diritto di attaccare città come Itamar?
Tom Paulin, il poeta irlandese, ha sostenuto che “si dovrebbe far fuori i coloni nati a Brooklyn”. Inoltre ha aggiunto: ” Io non ho mai creduto che Israele abbia il diritto di esistere”. (Sembra che si stia avverando una visione nazista, alcune note icone culturali hanno anche parlato di eliminare qualsiasi presenza israeliana dalle istituzioni accademiche e di interrompere qualsiasi cooperazione scientifica con Israele).
Zygmunt Bauman, uno dei sociologi più influenti al mondo, di recente, in un’intervista al settimanale polacco Politika, ha paragonato la barriera di difesa israeliana anti-terrorismo al ghetto di Varsavia, da cui 400.000 innocenti, pacifici ebrei furono eliminati nelle camere a gas di Treblinka.
Non dimentichiamo l’illustre sociologo francese, Edgar Morin, che ha definito Israele “un cancro”. Lo storico tedesco Ernst Nolte, ad un congresso in Italia disse : ”L’unica differenza tra Israele e il Terzo Reich è Auschwitz” e “La simpatia per i palestinesi è più diffusa di quella per le vittime della Shaoh”.
Ma anche l’autore svedese di best sellers, Henning Mankell, che partecipò alla Flotilla pro Hamas, e lo storico italiano Angelo D’Orsi, che si rammarica solo che “forse è troppo tardi” per annullare Israele perché “ lo scandalo è l’esistenza stessa di quello Stato ”.
A.N. Wilson, un importante scrittore inglese, ha “con disgusto” concluso che Israele non ha più alcun diritto di esistere.
Questa egemonia giudeofobica viene esercitata sui quotidiani, cinema, riviste, libri ed eventi culturali. Resta in circolazione come i rifiuti sintetici e come la plastica, non scompare per generazioni. E’ come l’inquinamento.

L’anti-semitismo non stupisce più la gente.
Le mani dei nostri intellettuali occidentali, collaborazionisti come a Vichy, grondano di sangue israeliano.

Giulio Meotti scrive sul Foglio, tiene una rubrica settimanale su Arutz Sheva, scrive per Wall Street Journal, Commentary, Ynet. Ha pubblicato il libro ” E continueranno a danzare ” (Lindau Ed.), tradotto in inglese con il titolo ” A New Shoah” (Encounter Pub.), la storia delle vittime israeliane del terrorismo palestinese.

70 sylvi { 15.03.12 alle 14:59 }

caro Uroburo,

scendo sul personale, come al solito, ma lei che è intelligente, saprà sicuramente trovare motivi che dal particolare ascendano al generale.

Ho un cugino di una decina d’anni più vecchio di me.
Uno dei tanti nati dalle politiche fasciste di incentivo alla moltiplicazione.
E’ migrato in Francia a 17anni, con una licenza di avviamento professionale e un corso di disegno tecnico.
Quali e quanti siano stati esattamente i sacrifici affrontati, non lo so; so solo che spesso mi diceva che la scuola più efficace erano le umiliazioni patite sul lavoro e la volontà di imparare e migliorare da esse.
Ha fatto una certa strada e vive moderatamente agiato.
E’ uno curioso, che ha girato quasi tutto il mondo, con un particolare interesse per i Paesi che hanno sperimentato e sperimentano Governi di sx.
Non so se è a causa di ciò che un convinto socialista come lui sia così lucido nel giudicarli.

In Italia, e intendo NON il Friuli, ci è è venuto parecchie volte.
Abbiamo organizzato insieme più di un viaggio lungo lo Stivale,
con visite a Città, Chiese, Musei e quant’altro.
Appassionato cinefilo, girava con la sua camera …filmava,filmava e io leggevo le didascalie delle Guide sullo sfondo.
Al rientro in Francia ne faceva , con vera abilità di taglia e cuci, prima delle cassette e poi dei CD che spediva a me, in Canada , in Sudafrica, in Australia.
Era il cocco dei Fogolars di mezzo mondo.

Non ha però dubbi su qual’è la Terra dove vive e dove sarà sepolto; entra in crisi nervosa soltanto quando la grandeur francese sminuisce la civiltà italiana…( italiana intesa come cultura e opere d’arte dell’intera Penisola….x il rompiballe oltremanica).
Ma anche per lui il Friuli è Aquileia romana, i Longobardi, la scuola e la burocrazia di Maria Teresa che ha abolito l’analfabetismo già nel ’700; e Venezia e la sua democrazia.
E l’alto senso di civismo che respiriamo con il primo vagito.
Ha letto e studiato e ha trovato un luogo e uno spazio comune fra le Nazioni che è ancora il futuro d’Europa.
E siamo perfettamente in sintonia.

Ecco chi sono, caro Uroburo, gli emigrati che possono tranquillqmente, senza ansia e affanno, ma con fierezza, sentirsi veramente cittadini del mondo.
Figli di una grande quercia che si è espansa, ma le radici restano dove sono sempre state.

Il nostro italico presente “pezzente” come lo chiama lei???
Mio cugino dice ridendo che:
- se Atene piange, nessuna Sparta ride!!!
me lo dici tu che hai studiato!-

cordialità
Sylvi

71 Uroburo { 15.03.12 alle 15:29 }

Cara Silvy,
lei mi ha spiegato molto bene perchè suo cugino è molto attaccato al suo paese di origine. Nessun commento da parte mia: prendo volentieri atto.
L’attaccamento alle proprie origini può durare tutta una vita, che ci sarebbe di male?
Questo sentimento però vale per i cittadini di tutti i paesi, com’è giusto.
Noi parlavamo della fierezza di essere italiani e/o friulani. Francamente non ne vedo. Dopo di che suo cugino avrebbe tutte le ragioni ad essere fiero di quel che ha fatto, ed a me sembrerebbe giusto.
Ma io non riesco ad essere fiero di D’annunzio e del Cadorna, del Truce e di Badoglio; di Ciancimino, del Grassi e del Banana, del Bassi e via degradando.

Una sola annotazione sul suo messaggio: faccio un po’ fatica a prendere per regime democratico la Serenissima Repubblica, che era un’oligarchia estremamente chiusa ed occhiuta e, dal Settecento in poi, totalmente parassitaria: Venezia era diventata nulla più che la patria dell’eterno carnevale. La sua indecorosa fine lo dimostra. U.
Un saluto U.

72 La striscia rossa { 15.03.12 alle 17:19 }

Massimo D’Alema riconosce «grandi meriti al governo Monti» e ricorda agli smemorati di questo Paese «oggi che lo spread è sceso sotto i 300 punti. Ma quando noi nel 2008 lasciammo il governo lo spread era a 34 punti. E Padoa Schioppa non aveva nulla da invidiare ai tecnici di oggi».
Quindi D’ Alema aggiunge: «Monti è stato una svolta straordinariamente positiva rispetto a Berlusconi, non rispetto alla politica. La politica è un concetto più vasto e diverso da Berlusconi».

73 peter { 15.03.12 alle 18:58 }

x Uroburo

siamo d’accordo che nessun popolo possa vivere ‘di rendita’, cioe’ sedersi su allori passati per non fare i conti col presente.
Oggi piu’ che mai l’Italia e’ arretrata e corrotta, ed ai margini della ‘grande’ politica internazionale. Io insisto solo che la colpa non puo’ essere SOLO degli italiani per il presente stato di cose, a costo di passare per fatalista.
In generale, non penso che orgoglio o fierezza nazionali siano buone cose, infatti ci danno molta irritazione quando le ravvisiamo nei tre popoli tradizionalmente ‘arroganti’ d’Europa a detta di tutti (anche asiatici ed africani), cioe’ francesi, tedeschi ed inglesi…loro pero’ possono andare fieri di un livello di corruzione molto inferiore, di una buona organizzazione dello stato e servizi pubblici, e soprattutto di minori differenze di standards e servizi, ovvero discriminazioni, tra aree diverse di ciascun paese al suo interno, a differenza di come accade in Italia tra penisola ed isole, e nella penisola tra nord e sud…

La mia (modesta) cultura classicheggiante non mi ha per nulla aiutato a trovare lavoro, lo ha fatto invece la mia conoscenza delle lingue, che iniziai a studiare seriamente a 16 anni, ebbi almeno il sale in zucca per capirlo a quell’eta’ ed in una zona ai margini di tutto. Ho dovuto forzarmi a dimenticare molte cose apprese in Italia dalle elementari all’universita’ perche’ addirittura nocive e controproducenti in qualunque paese moderno ben organizzato…

Peter

74 Shalom - NETANYAHU STA PREPARANDO L'OPINIONE PUBBLICA ISRAELIANA ALLA GUERRA CONTRO L'IRAN { 15.03.12 alle 19:40 }

http://www.haaretz.com/news/diplomacy-defense/netanyahu-is-preparing-israeli-public-opinion-for-a-war-on-iran-1.418869

Netanyahu is preparing Israeli public opinion for a war on Iran
http://www.haaretz.com
In reference to Netanyahu’s AIPAC speech, Haaretz’s editor-in-chief says that what looks like a preparation for war, acts like a preparation for war, and quacks like a preparation for war, is a preparation for war.

75 Shalom: il coraggioso Ariel Toaff lo spiega in italiano { 15.03.12 alle 20:16 }

Ariel Toaff
Aluf Ben, direttore di Haaretz: Netanyahu sta preparando l’opinione pubblica israeliana alla guerra con l’Iran “per evitare un secondo Olocausto”.
Sergio Della Pergola questa sera alla televisione israeliana: La societa’ iraniana e’ nella sua stragrande maggioranza una societa’ di tipo occidentale, sensibile ai valori della democrazia e mentamente lontana dalla leadership fondamentalista degli Ayatollah.

http://www.haaretz.com/news/diplomacy-defense/netanyahu-is-preparing-israeli-public-opinion-for-a-war-on-iran-1.418869

Netanyahu is preparing Israeli public opinion for a war on Iran
http://www.haaretz.com
In response to Netanyahu’s AIPAC speech, Haaretz’s editor-in-chief says that what looks like a preparation for war, acts like a preparation for war, and quacks like a preparation for war, is a preparation for war.

76 Anita { 15.03.12 alle 20:38 }

Ma la Sanita’ non era gratis e per tutti?

Sanità, i tagli pesano sugli italiani Spesa privata sempre più alta – Repubblica.it

http://www.repubblica.it/salute/2012/03/15/news/sanit_i_tagli_pesano_sugli_italiani_spesa_privata_sempre_pi_alta-31569815/?ref=HREC2-2

—————-

X CC

Non cambio discorso e non cerco di sidetrack-depistare nessuno, mi attengo a quello che leggo ed a quello che ascolto in Italiano ed in Inglese.

Il mio problema e’ che diversi su questo forum seguono solo un unico binario, ciecamente…..

Anita

77 Anita { 15.03.12 alle 21:24 }

x Uroburo

Mi sbaglio o abbiamo una cosa in comune?

Gli occhi verdi….???

E’ il colore dalla parte di mio papa’, mia mamma aveva gli occhi blu chiaro.
Mio figlio minore aveva gli occhi verdi come i miei.

Cordiali saluti,
Anita

78 Uroburo { 15.03.12 alle 21:39 }

Cara Anita,
il mio era solo un esempio, non ho gli occhi verdi. Che sono, nel complesso, piuttosto rari.
Conosco una persona che ha gli occhi blu, un blu piuttosto scuro, ma che a volte, secondo le condizioni della luce, appaiono verdi.
Due occhi molto belli.
Un caro saluto e complimenti a lei. U.

79 Uroburo { 15.03.12 alle 21:44 }

Caro Peter,
gli scandinavi farebbero bene ad esser fieri dello stato sociale che
hanno costruito e difeso. Gli inglesi della loro secolare oligarchia democratica. I tedeschi della loro tenacissima volontà di rinascita. Gli olandesi e gli svizzeri della loro capacità di comporre i conflitti sociali.
I greci ne avrebbero un po’ meno se volessero essere fieri di Sparta o Atene o gli egiziani delle piramidi. O noi del Colosseo.
UN saluto U.

80 Peter { 15.03.12 alle 22:57 }

x Uroburo

la fierezza implica sempre un giudizio negativo a discapito di qualcun altro. Gli stranieri ammirano la bellezza, varieta’ e ricchezza del patrimonio artistico italiano senza sentirsene offesi o sminuiti, magari ne sono invidiosi senza ammetterlo, e ne hanno spesso fatto man bassa quando hanno potuto, i francesi piu’ di chiunque altro, poi i tedeschi, seguiti a distanza dagli inglesi che almeno pagavano. Questo e’ per Sylvi.

In generale l’orgoglio nazionale e’ una caratteristica negativa, parente stretta del razzismo. Anche l’orgoglio regionale, ovvio, anzi e’ peggiore perche’ piu’ gretto e provinciale

Peter

81 sylvi { 16.03.12 alle 9:12 }

: faccio un po’ fatica a prendere per regime democratico la Serenissima Repubblica, che era un’oligarchia estremamente chiusa ed occhiuta e, dal Settecento in poi, totalmente parassitaria: Venezia era diventata nulla più che la patria dell’eterno carnevale. La sua indecorosa fine lo dimostra. U.

caro Uroburo,

contesto la sua affermazione sulla democrazia a Venezia.
Intanto ne ’700 Venezia era una potenza da oltre 700anni appunto ed è vero che si avviava al tramonto.
Ma, e qui dovrei rafforzare le mie affermazioni con documenti ma non ho tempo ora, il sistema di governo della Serenissima era democratico perchè le decisioni del Doge e dei Dieci erano sempre avvallate dal popolo.
Le guerre erano sempre finanziate dal popolo veneziano e le leggi valevano allo stesso modo per tutti, anche per i Dogi e i figli dei Dogi .
Mi meraviglia che uno studioso di storia come lei abbia fatto un’affermazione del genere.
Certo che il Friuli, ad esempio, fu sempre considerato “contado” o anche “terra ferma” da sfruttare per il benessere della Città.

Ma ci sarebbe parecchio da dire per contestare la sua affermazione sulla “oligarchia” veneziana…forse lo era verso la sua fine…infatti cadde!

Buonagiornata
Sylvi

82 sylvi { 16.03.12 alle 9:17 }

seguiti a distanza dagli inglesi che almeno pagavano. Questo e’ per Sylvi. Peter

BALLE!
Vada a guardarsi le pinacoteche inglesi, si legga bene i cartellini a lato sulla provenienza e la smetta di dire emerite sciocchezze.
Ps: il suo orgoglio di novello suddito di SMB fa veramente piangere i coccodrilli!

S.

83 Shalom - Il padre di Shalit: "Se fossi palestinese rapirei un soldato israeliano" { 16.03.12 alle 9:34 }

http://www.corriere.it/esteri/12_marzo_15/isreale-shalit-padre-dichiarazioni-cruccu_1437629c-6ec8-11e1-850b-8beb09a51954.shtml

Il padre di Shalit: «Se fossi palestinese,
rapirei un soldato israeliano»
Dichiarazioni choc alla televisione di Gerusalemme:
«Pronto a trattare con chi ha sequestrato mio figlio»

MILANO – Per cinque lunghi anni è diventato un volto familiare per gli israeliani e non solo. Noam Shalit, il padre di Gilad, il soldato rapito da Hamas, si è visto tante volte mentre perorava la causa della liberazione del figlio, una sorta di «papà coraggio».

«L’ABBIAMO FATTO ANCHE NOI» – Ora che Gilad è stato liberato, a ottobre nell’ambito di uno scambio con prigionieri palestinesi, Noam, come riporta il Guardian, ha rilasciato diverse dichiarazioni alla tv israeliana. Che hanno scatenato un vero terremoto a Gerusalemme: «Se io fossi palestinese, rapirei un soldato israeliano». Adducendo ragioni di natura storica: le tecniche dei paramilitari sionisti al tempo della guerriglia contro l’occupazione britannica, non erano molto dissimili da quelle dei militanti di Hamas, sostiene Noam: «Anche noi rapivamo i soldati inglesi quando stavamo combattendo per la nostra libertà».

CANDIDATO PER I LABURISTI – Noam, che si candiderà tra le file dell’opposizione laburista alle prossime politiche, ha dichiarato pure di «esser pronto a parlare con chiunque abbia intenzione di parlare con noi». Tradotto, anche con Hamas, cosa che Israele al momento si rifiuta di fare. E sarebbe pronto a stringere la mano del rapitore di suo figlio, qualora questi diventasse il capo del governo palestinese, se servisse:« Se [Hamas] cambia la sua visione ed è disposta a riconoscere l’esistenza di Israele, sì, gli stringerei la mano». Non c’è che dire, un vero terremoto.

Matteo Cruccu
Twitter: @ilcruccu

84 peter { 16.03.12 alle 9:34 }

x Sylvi

di sciocchezze emerite lei potrebbe scriverne un’antologia…delle sue, intendo…
I cartellini li leggo, ed anche se le opere erano fatte in Italia nom erano certo rubate, dato che gli inglesi non hanno mai invaso la penisola, e nella Seconda GM non svuotarono certo i musei italiani.
Invece Carlo VIII, i lanzichenecchi a Roma, Napoleone, gli spagnoli e gli austriaci per secoli…la sua memoria storica e’ pressoche’ inesistente.
Tuttavia e’ anche vero che artisti italiani lavoravano spesso presso le corti straniere, vedi Leonardo, Canova, e tanti altri

Che Venezia sia mai stata una democrazia e’ davvero una barzelletta di pessimo gusto…ma per lei era ‘democratico’ il Friul dei focolari del medio evo, il che e’ tutto dire. Immagino che fosse democratico anche il Fascismo per via del gran consiglio…

Peter

85 Shalom - Continua la criminale pratica delle demolizioni di case palestinesi { 16.03.12 alle 9:36 }

AIC – Alternative Information Center
15.03.2012
http://www.alternativenews.org/italiano/index.php/topics/11-aic-projects/3476-foto-nuove-demolizioni-ad-al-jiftlik-valle-giordano
FOTO: nuove demolizioni ad al-Jiftlik, Valle Giordano
di Marta Fortunato

“Ero a casa con alcuni ospiti, ho visto i bulldozer israeliani arrivare e ho fatto velocemente uscire tutti. Non ci hanno nemmeno dato il tempo di prendere i nostri averi, hanno distrutto tutto” ha raccontato disperato Ibrahim Mubarak Yousef Bsharat, seduto sulle rovine della sua casa.
Ieri pomeriggio l’esercito israeliano è entrato nel villaggio di al-Jiftlik (Valle del Giordano) con 12 jeep militari ed un bulldozer e ha demolito tre case sfrattando 22 persone.

La prima demolizione è avvenuta alle 16 nella comunità agricola di Abu al-Ajaj, nel villaggio di al-Jiftlik. I soldati hanno circondato la casa della famiglia dichiarato l’area ‘zona militare chiusa’.

Ayman Meteb Mahmoud Ideas, la moglie e i suoi cinque figli hanno avuto 30 minuti di tempo per svuotare la casa, ma come ha riferito il proprietario della struttura demolita, “molte cose sono rimaste all’interno. La mia cucina, e tutti gli utensili sono seppelliti sotto le macerie”.
Il resto è stato messo in salvo vicino ai resti della casa: cuscini, vestiti, giochi per bambini, tutto è accatastato in sacchetti, valigie aperte o semplicemente appoggiato per terra. Ayman aveva ricevuto un ordine di demolizione a fine dicembre.

Poco dopo le jeep dell’amministrazione civile e dell’esercito israeliano si sono dirette verso la casa di Ibrahim e l’hanno demolita senza permettere alla famiglia di salvare i propri averi.
“Avevo ricevuto un ordine di stop di costruzione e da quel momento avevo smesso di costruire” ha raccontato il proprietario all’Aic – che cos’ho fatto di male? Vivevo in questa casa da quattro anni, ora dove andrò a vivere?”. Tutto è stato distrutto dai bulldozer, il letto matrimoniale è seppellito sotto le macerie, i trucchi, la spazzola, gli effetti personali, sono tutti a terra, aperti, schiacciati.

L’ultima demolizione è avvenuta prima del tramonto nell’area di Makhroq nel villaggio di al-Jiftlik. Una casa di metallo, utilizzata d’estate dalla famiglia di Sulaiman Tawfiq Daraghmeh, è stata distrutta dai bulldozer israeliani. Dato che il proprietario non era presente, non è stato possibile salvare quanto si trovava all’interno.

Con le demolizioni di ieri, il numero di strutture abitative distrutte negli ultimi tre giorni nella Valle del Giordano è salito a 6. Il 13 marzo infatti le autorità israeliane erano entrate nel villaggio di Fasayil al-Wasta ed avevano raso al suolo 3 tende e 5 baracche per animali.

86 Uroburo { 16.03.12 alle 13:11 }

NON CI POSSO CRERDERE!
Arcore, Berlusconi non paga la luce
il sindaco presenta il conto: 120 euro

Il Comune si era fatto carico dei due lampioni lungo la strada che costeggia la dimora dell’ex premier. Il sindaco pd: “Per colpa dei miei predecessori non pagherà i 2mila euro di arretrati”

PER PETER
Sono d’accordo con il suo n. 80.
Il nazionalismo (regionalismo, campanilismo, localismo ecc.) ha sempre al suo fondo il disprezzo per gli altri. Spesso un disprezzo che nasconde la paura e l’insicurezza di sè e dei propri valori.
Se io sono convinto di me vivo e lascio vivere. Che mi importa di dire che sono superiore agli altri? E’ come per il tifo: ci si identifica nella grande squadra per dimenticare la propria miseria e povertà. Panem et circenses …. U.

87 Samuele { 16.03.12 alle 13:27 }

Shalom non ha niente altro da fare ma menare fango su Israele e pulire il cu*o a Hamas, Hezbolah, Siria, e Iran. Vergognati!

88 Uroburo { 16.03.12 alle 13:43 }

Caro Samuele,
ma le cose riportate sono vere o false?
E perchè non si mandato inviati internazionali a verificare?
Idem per le bombe ……
Nei Territori Occupati si sta come nel Governatorato Generale …. ma non si può dire che si sta commettendo un genocidio.

89 peter { 16.03.12 alle 13:46 }

X uroburo

a parte quello ma quanto costa l elettricita’ in italia? Mi viene quasi di simpatizzare per il banana….

Peter

90 peter { 16.03.12 alle 13:52 }

Retroscena privee: certi miei p
parentastri cercano da anni di farmi sborsare per ici, acqua, elettricita’…
Io ho suggerito che devolvero’ allora la mia proprieta’ a santa romana chiesa. da allora ogni richiesta e’ cessata…misteri della fede
peter

91 Pino Nicotri { 16.03.12 alle 14:21 }

x Samuele

Egregio caccaviggì più o meno nuragico camuffato da Samuele, premesso che la sua presenza qui non è gradita, se c’è un cinico e ripugnante leccaculo – per giunta nei fatti non solo di Hamas – è lei e non altri.
Shalom oltretutto non fa altro che riportare interventi di israeliani ed ebrei più che rispettabili. Non tutti infatti sono, per fortuna, come chi ci ha rotto i coglioni per anni. Corra ad arruolarsi per la probabile guerra all’Iran. E cerchi di restarci.
nicotri

92 Samuele { 16.03.12 alle 14:59 }

x uroburo
Ti credevo più intelligente!

x pino
Si, interventi di israeliani di suo gusto che rappresentano una piccolissima minorità.
Che ne pensi delle donne e bambini torturati e ammazzati ogni giorno da Assad con aiuti iraniani? Due pesi due misure?

93 Uroburo { 16.03.12 alle 16:07 }

Ohhhh mio caro Samuele,
cotesti argomenti sono esattamente quelli del buon Popeye, ed anche di altri.
Quella di Assad è una dittatura, quella israeliana è una, sedicente, democrazia … almeno per loro, gli altri non esistono, come diceva il povero Adolf (ed anche l’Useggetta).
Si pretenderebbe che “l’unica democrazia del Medioriente” si comporti in modo diverso da una qualunque dittatura ….
E invece no.
Ed inoltre un popolo, che sia retto da una dittatura o da un qualunque altro sistema di governo, ha comunque il diritto di esistere. Altrimenti aveva ragione sempre il povero Adolf a dire che gli slavi, uebermenschen e per di più retti da dittature, non avevano diritti.
Che è una concezione razzista,proprio come quelle dei sionisti che lei così mal rappresenta.

Io non ho preoccupazioni per la mia intelligenza, tanta o poca che sia mi ha aiutato a vivere ed a fare varie cose interessanti, ma voi canaglioni prima o poi pagherete il fio della vostra soperchieria.
Dovrete essere i più forti per tutto il tempo a venire …. impresa difficile perfino per gli Eletti da Dio.

Un saluto e, se posso darle un consiglio, eviti di comparire nel blog: la trovo sgradevole, chiunque lei sia. Lei sa solo scagliare il sasso e nascondere la mano come tutti gl’ittagliani da quattro soldi. Uroburo

94 Uroburo { 16.03.12 alle 16:09 }

Caro Peter,
le tariffe sono varie secondo il consumo.
Io pago circa 60 euro a bolletta e sono bollette bimestrali. U.

95 Cerutti Gino { 16.03.12 alle 16:36 }

x U.
Scusa una piccola correzione a braccio:

übermenschen= gli eletti (più o meno)
untermenschen= subumani (più o meno)

un caro saluto.
C.G.

96 Pino Nicotri { 16.03.12 alle 16:37 }

x Samuele

In effetti ha ragione Uroburo, credo proprio di avere sbagliato io. Lei mi pare sia Popeye, non Belbo né hvg. Ma allora perché non si firma Popeye? Non la caccia nessuno.
Cosa penso delle vittime siriane? Quello che penso di tutte le vittime delle prepotenze del potere di qualunque Paese e società: sono cose orribili che non dovrebbero accadere. Il dolore è doppio, anzi multiplo: a quello per le vittime palestinesi si somma quello per le vittime siriane, libiche, saudite, quatariote, barhainiane, ecc. I dolori si sommano, non si elidono l’un l’altro, purtroppo. Però riguardo la Siria a me risulta che la tragedia sia molto più piccola di quanto ci si vuol far credere. Il fatto che sia più piccola non significa che non sia una tragedia, o meglio un’altra tragedia. Diciamo che in questi casi ci vengono rifilate una serie di panzane, come per Timisoara e le “bombe A” irachene prima e iraniane oggi, perciò le notizie sulla Siria le prendo con beneficio d’inventario.
Ammetterà, caro Samuele-Popeye, che lei ragiona in modo curioso: quando si possono piangere le vittime palestinesi? Mai, si direbbe: prima vengono quelle israeliane, libiche, iraniane, siriane, saharawiane, nigeriane, tibetane… Poi, se avanzano lacrime, se ne può spremere una, o meglio mezza, per i palestinesi…. Mi scusi: ma…. e le vittime afgane della Nato e dei vostri marines da strage periodica, da My Lai in poi? Che facciamo? Tre pesi e tre misure?
Ciò detto, come non siamo intervenuti in Israele per far rispettare le decisioni dell’Onu così credo non si debba intervenire in Siria e non si doveva neppure intervenire in Libia. Purtroppo, i popoli usano prendersi a bastonate e a fucilate, non è che possiamo o dobbiamo fare i gendarmi del mondo. Pensi se i cinesi o gli iraniani volessero intervenire per aiutare i “padani sfruttati e oppressi da Rona ladrona”! O se dovessero intervenire per aiutare i “pellerossa” o i boscimani africani o gli aborigeni australiani a non scomparire dalla faccia della Terra o a riavere almeno parte del troppo che abbiamo rubato loro. Quattro pesi e quattro misure?
Mi stia bene. E firmi col suo nome.
Un saluto.
pino nicotri
P. S. Una parte minoritaria di Israele e degli ebrei? Bene: e allora? Dove sta scritto che si deve stare con la maggioranza? Non lo sa che i giusti sono sempre in minoranza? Forse che lei in Iran e Siria si schiera con la maggioranza, che è filo governativa? Per fortuna ai tempi di Mussolini e Hitler c’erano anche una parte “minoritaria”, che “faceva comodo” ai tipi come me, altrimenti oggi il mondo o almeno l’Europa sarebbe per intero un luogo infernale. Altro che chiacchiere-

97 Pino Nicotri { 16.03.12 alle 17:04 }

x Samuele

Caro Popeye,

dimenticavo, anche se è un concetto che ho esposto più volte: delle varie tragedie che affliggono il mondo, quella palestinese/israeliana, con annesse eventuali aggressioni all’Iran o a Israele, è l’unica che può sfociare in una guerra mondiale o comunque a base di bombe atomiche. Perciò è il pericolo maggiore contro il quale lottare.
Un saluto.
pino nicotri

98 Uroburo { 16.03.12 alle 17:29 }

Caro Gino,
chiedo venia: hai ragione. U.

99 sylvi { 16.03.12 alle 17:49 }

le tariffe sono varie secondo il consumo.
Io pago circa 60 euro a bolletta e sono bollette bimestrali. U.

caro Uroburo,

arrivo e leggo questo post strabiliante! 60 euro??
Ma ha letto bene? Oppure lei gira anche con le candele?
A questo punto non oso dire che cosa pago io all’Enel.
Diciamo quattro volte tanto!!!
Ed ho quasi ovunque lampade a basso consumo!
D’accordo, ho casa grande e giardino dispendioso con motorini elettrici…ma è comunque una sproporzione.
Poi, la metà va in accise e tasse sulle tasse, ma questo vale anche per lei!!!
Eppure penso di essere attenta allo spreco!
Lavatrice e lavastoviglie le faccio andare di notte!
Mah.Mah e poi mah!

Ps Stante le cose, non oso dire che cosa pago di metano nei mesi a cavallo fra Natale e la merla!

saluti
Sylvi

100 Samuele { 16.03.12 alle 18:25 }

x uroburo
Fatico a comprendere la tua logica. Sembra simile a quella che usava Adolf, un maledetto dittatore. Mi dispiace!

x pino
Credevo che se uno piange per i bambini (anche se quindicenni e capaci di sparare razzi) palestinesi potrebbe fare altrettanto o di più per quelli siriani che non hanno razzi da sparare!

Popeye? Ci volesse!

Sparisco!

101 Anita { 16.03.12 alle 19:10 }

x Sylvi

Le bollette elettriche e del gas naturale.

Quelle del Gas per riscaldamento sono diminuite, io pago una rata mensile di $240 per i 12 mesi, o $2880 l’anno, a settembre c’e’ un aggiustamento, se mi devono mi rimborsano o viceversa.

L’elettricita’ varia secondo i mesi, facendo un media direi che e’ circa $ 2600 per 12 mesi.

Vivo sola, cucino poco, lavo i pochi piatti a mano, lavo ed asciugo poco, pero’ ho un deep freezer ed un frigorifero nel garage, un frigorifero in cucina.
In estate l’aria condizionata centrale e la pompa per l’irrigazione sotterranea consumano molto.

Ho 4 zone percio’ 4 termostati, cosi’ posso regolare la temperatura invernale ed estiva secondo la necessita’.

Le flat TV consumano di piu’, il PC e’ sempre acceso….

Ma se guardo le bollette, oltre la meta’ se ne va in tasse.

Anch’io conosco persone che pagano pochissimo, come fanno non lo so.
Avevo una vicina che dopo aver mandato i figli a scuola, spegneva tutto, ed andava a casa di un vicino, di solito la mia, stava li’ per lunch ed anche i figli venivano dopo scuola……
Il marito era un pezzo grosso della GE.

Qui c’e’ una vera battaglia, abbiamo le risorse ma non si possono usare, il Presidente racconta balle, ci dice che la produzione e’ aumentata sotto di lui, non e’ vero, non su proprieta’ federale dove e’ diminuita.

La produzione e’ aumentata su proprieta’ privata, nel N.Dakota, Oregon, Colorado, etc….

Pensa che vendiamo carbone, gas, e petrolio alla Cina e compriamo dai paesi arabi.
Cose da matti.

Ciao, Anita

102 Uroburo { 16.03.12 alle 19:18 }

Per Samuele
Sì caro. Va bene così. Biebie U.

103 Peter { 16.03.12 alle 19:48 }

di elettricita’ ho sempre pagato parecchio di meno che in Italia, puo’ darsi che le centrali nucleari facciano la differenza. Gli italiani importano elettricita’ dai francesi, no?
Invece il consumo di gas e’ costoso per via del riscaldamento, ed io sono molto freddoloso e cagionevole…
Direi che cio’ che pago e’ ben al disotto di Anita e Sylvi, ma io non ho una villa…

Peter

104 Shalom: Israele, la lenta mattanza contro i palestinesi continua seza sosta { 16.03.12 alle 21:09 }

A Gaza è peggio che in Sira, ma nessuno fiata.
————
Gideon Levy: la nostra forza e la nostra sicurezza? Nel numero dei Palestinesi uccisi
SINTESI
Il criterio per definire il successo delle nostra azioni per la sicurezza: il numero di Palestinesi uccisi . Di questo si vantano i capi militari.Il loro lavoro è garantire la protezione ai residenti del “perimetro di Gaza ” e questo come sappiamo non sta avvenendo. Così Yuval Diskin dello Shin Bet ha riassunto “i successi” della sua organizzazione: 810 Palestinesi uccisi in due anni . Nell’ ultima settimana, il comandante di Gaza, il colonnello Ron Ashrov ha definito i combattimenti nella vicinanza di Zeitun positivamente Perchè? Poiché le sue truppe hanno ucciso 19 Palestinesi in un solo giorno . Come è deprimendo tutto questo eticamente e strategicamente L’uccisione quotidiana di Gaza ha migliorato la situazione di sicurezza? No. Ha ridotto il numero di Qassams? No li ha prolificati .Un’analisi evidenzia che quando Israele si è astenuta dall’uccidere ,in occasione della visita del Presidente americano, il numero dei Qassams è diminuito. Quando George Bush se ne è andato , abbiamo ripreso uccidere e, di conseguenza, Sderot ha affrontato i giorni più difficili. La domanda è questa: Per che cosa stiamo uccidendo e perchè ? Qualcuno deve rispondere a questo. Se 600 uomini armati sono stati uccisi (secondo Shin ) o soltanto 455 (secondo il calcolo del Haaretz), questo non giustifica la portata dell’uccisione o non serve a dimostrare l’ efficacia dell’azione militare.Tutte le uccisioni hanno condotto a un’escalation della violenza palestinese: ad ogni morte corrispondono lanci di Qassam L’IDF si vanta “dei successi” solo per soddisfare l’opinione pubblica.
Il Ministro Ehud Barak dovrebbe capire questo meglio di chiunque altro . Certamente avrà letto un libro o due di storia per sapere che è impossibile estinguere una lotta decisa e prolungata per la libertà, come quello dei Palestinesi. È inoltre lui stesso ha detto , in un’intervista televisiva, “se fossi un Palestinese, mi unirei ad un’organizzazione terrorista .”E ora è lui a portare la morte a Gaza. Le uccisione perpretate non conducono a nulla : non indebolirà la lotta dei palestinesi per la loro libertà, non garantirà sicurezza ad Israele Abbiamo ucciso 800 palestinesi e che cosa abbiamo risolto?

105 Shalom: x Samuele { 16.03.12 alle 21:12 }

Le ha già risposto Nicotri. Aggiungo solo che, come le ha fatto rilevare Uroburo, io in questo forum posto solo notizie autentiche. Per giunta di solito firmate da israeliani o da ebrei che pensano ancora con la loro testa e non con i cingoli dei carri armati.
Usi il suo nome ed eviti di usare il mio.
Shalom

106 Anita { 16.03.12 alle 21:13 }

x Peter

Non so cosa consideri una villa, la mia casa e’ un rambling ranch.
Nove stanze, piu’ i servizi.

Tutto e’ elettrico, dai garage openers, i purificatori d’aria, allarme, co2 detectors, smoke detectors, luci di sicurezza, ventilatori nel solaio, instant hot water faucet, garbage disposal, etc….
Sembrano cose piccole, ma tutte insieme contano.

Ultimamente ci hanno aggiunta una percentuale per i meno abbienti, cosa che secondo me dovrebbe essere volontaria.
Come fanno a stabilire chi e’ piu’ o meno abbiente?
Specialmente con l’enorme abuso esistente e con i sussidi in vigore?

Poi in ogni busta ci includono una bustina gialla per la Salvation Army per il “Good neighbor fund”.

Il Gas naturale non e’ male, non vorrei riscaldare la casa col petrolio, convertii al gas circa 40 anni fa e ne sono felicissima.

Potrei risparmiare un po’ di piu’?…Certamente….

Diversi dei miei vicini hanno tutto l’esterno illuminato fino a mattina, io mi accontento delle low voltage lights on a timer.

Quelle solari durano al massimo due anni, ne avevo comprate una quindicina e solo una si sveglia ogni tanto, peccato, sono belle, di colore pewter chiaro….

Ciao, Anita

107 Cerutti Gino { 16.03.12 alle 21:47 }

“Obama racconta balle”…
Che una volta abbia scritto delle balle che raccontava bushetto jr.
Una volta!
Quack, quack!

C.G.

108 Anita { 16.03.12 alle 22:05 }

x C.G.

Bastavano le bugie scritte da alcuni di voi….giornali compresi.

Anita

109 Linosse { 17.03.12 alle 3:04 }

x Anita
Tutto e’ elettrico, dai garage openers, i purificatori d’aria, allarme, co2 detectors, smoke detectors, luci di sicurezza, ventilatori nel solaio, instant hot water faucet, garbage disposal, etc….
Sembrano cose piccole, ma tutte insieme contano.(106)

Ah queste spese non volontarie non ci vorrebbero ,bisognerebbe che fossero volontarie come per i non abbienti.
Come si fa a stabilire che contano?
Chi lo dice?
Forse per voi la tecnologia ha un’anima, cosa che per gli umani,in particolare “i non abbienti”, è ancora lontana da ottenere,e si nota.
Una lampadina al giorno leva il prete dall’intorno….amen!
L.

110 Anita { 17.03.12 alle 3:43 }

x Linosse

I garage openers sono una necessita’ specialmente per me, le porte sono pesanti e considera il clima.
co2 detectors, smoke detectors, luci di sicurezza, ventilatori nel solaio, sono d’obbligo.
Allarme, non potrei addormentarmi se la casa non fosse sicura.

D’altro canto risparmio sulle assicurazioni, sia sulla casa che sulle auto. Mi danno uno sconto del 15%.

——-

Le posso anche dire che molti che vivono di sussidio se ne fregano di risparmiare elettricita’ e riscaldamento, tanto e’ pagato.
Lasciano le finestre aperte col calore a tutto vapore, non per sentito ma per esperienza, avevamo una casa a tre’ piani affittata, gli inquilini erano “section 8″, cioe’ ricevevamo l’affitto dallo Stato direttamente.
Ogni appartamento aveva i suoi contatori, i servizi pagati a noi dallo Stato…somme da matti.

Anita

111 Uroburo { 17.03.12 alle 9:37 }

Cara Anita,
il welfare richiede senso civico e controlli. Altrimenti ci sono abusi oppure c’è gente che vive in miseria, cosa che ha anch’essa gravi conseguenze sul funzionamento generale della società.
Basta vedere da voi: la vostra sanità è la più cara del mondo e non cura un certo numero di cittadini. Il che significa che è disfunzionale.
I controlli sono comunque indispensabili e gli abusi vanno sanzionati. L’abolizione del welfare per chi non ce la fa, come vorrebbero gli ultraliberisti della scuola di Chicago (i Chicago Boys), genera a sua volta una continua instabilità. Se non spendete in welfare spenderete in polizia e galere, che sono spese che a voi piacciono molto di più. Infatti non esiste paese in Occidente con un numero di galeotti (mi pare si dica: down by law) così alto come il vostro.
Un saluto U.
Un saluto U.

112 Uroburo { 17.03.12 alle 9:43 }

Cara Silvy,
io sono spesso fuori casa.
Di metano nei due mesi cruciali pago sui mille euro al bimestre: uno sproposito.
Il telefono cellulare mi costa sui seicento euro l’anno mentre il fisso mi costa sui 5o euro a bolletta bimestrale.

113 Peter { 17.03.12 alle 14:06 }

x Anita

hai certamente una villa per i miei standards…oddio, non sono un poveraccio, ma le dimensioni di case e parchi circostanti in US sono note…chi potrebbe ‘sneer at you’ sono i possidenti di manors in GB, chateaus in France, ville ‘come si deve’ in Italia, diciamo da Sylvi in su…lei poi del parco-giardino ne ha bisogno per via delle scimmmie allevate per il phD in Sud-Africa (…) della figghia…ogni famigghia ha le sue croci, bedda matre…

ciao, Peter

114 Peter { 17.03.12 alle 14:13 }

x Uroburo

qui non si usa metano, mi pare, ma nei mesi invernali scucio un cento sterline mensili, il che non e’ poi tanto male…sssshhhhh….
Il fatto e’ che i mesi invernali per me continuano fino a giugno…con una certa varianza.
600 euro all’anno di cellulare? mmmhhh. Ho un contratto per 35 sterline mensili, 5000 minuti mensili di chiamate, internet illimitato. Il fatto e’ che lo eccedo sempre, per cui mi fregano…chissa’ come calcolano i minuti…
Invece di telefono a casa pago quanto lei…ma mi sbaglio o quel suo post e’ sparito???

Peter

115 Peter { 17.03.12 alle 14:13 }

no non e’ sparito, sorry

peter

116 Anita { 17.03.12 alle 14:16 }

x Uroburo

Caro Uroburo,
vedo che ritorna alle stesse storie di anni fa’.
Non ho nessuna intenzione di ricominciare da capo, mi manca anche lo spirito combattivo, sono stanca di ripetere le stesse cose per poi essere assalita per contraddire quello che ormai e’ fisso nel pensiero della maggioranza di questo blog.

Cordiali saluti,
Anita

117 Anita { 17.03.12 alle 14:42 }

x Peter

Io ho un solo server, telefoni fissi, internet illimitato, super high speed, TVs digitale con High Definition, HBO, Encore….
Telephone ID sullo screen delle TV, una bonanza per filtrare le chiamate. Assicurazione per i fili esterni ed interni.
Assistenza tecnica via telefono. Considera che HBO, Encore, Starz, etc… sono canali a pagamento, che offrono una varieta’ di selezioni. $191,00 mensili.

Il cellulare e’ separato, ho un vecchio contratto, $26,00 al mese.
Non sono tanto per il telefono, uso il cellulare solo per emergenza, non prendo neanche vantaggio dei 500 minuti del sabato e domenica.

Ciao, Anita

118 Anita { 17.03.12 alle 14:53 }

x Peter

due dei miei posts sono spariti….
Non ho piu’ tempo.

119 Anita { 17.03.12 alle 15:41 }

x Uroburo

vediamo se questo passa….

Lei scrive:

“Se non spendete in welfare spenderete in polizia e galere, che sono spese che a voi piacciono molto di più.
————————————–

Questo mi dice che lei non sa niente degli US, il welfare copre o aiuta il 50% delle persone.
50 anni fa’ era quasi inesistente, la demografia e’ cambiata, cosi’ come le esigenze.

Anita

120 Pino Nicotri { 17.03.12 alle 15:51 }

x Anita

H trovato un suo messaggio bloccato dall’antispam e l’ho sbloccato. Era però uno, non due. Non capisco l’affermazione che sono spariti due suoi messaggi: eran comparsi e poi sono scomparsi? Io non li trovo da nessuna parte.
Un abbraccione.
pino

121 Anita { 17.03.12 alle 16:19 }

x Pino

Grazie Pino,
il commento piu’ lungo e’ quello che lei ha trovato.

Altri due erano solo per informare che i post sparivano.
Due brevi li ho visti ed un secondo dopo non c’erano piu’.

Il post di Peter -113- non c’era fino alle 14:53.

Qualche disguido temporaneo….??

Ricambio l’abbraccio,
Anita

122 Shalom: "Domani andra' peggio", della brava e coraggiosa Amira Hass { 17.03.12 alle 16:49 }

Formato 13,5 x 21 cm
Isbn 978-88-89674-01-7
Domani andrà peggio
Lettere da Palestina e Israele, 2001-2005

Un libro di Amira Hass. Fusi orari 2005, 240 pagine, 15,00 euro. Traduzione di Nazzareno Mataldi, Marina Astrologo, Claudia Rosenzweig

Dopo avere vissuto nella Striscia di Gaza, nel 1997 Amira Hass si è trasferita a Ramallah, dove ha assistito allo scoppio della seconda intifada. Le sue lucide corrispondenze per Internazionale, raccolte integralmente in questo volume, descrivono la militarizzazione della rivolta palestinese e l’inasprimento dell’occupazione israeliana. E non risparmiano nessuno: i reticenti portavoce dell’esercito, gli estremisti delle due parti, i dirigenti dell’Autorità Palestinese corrotti e inetti, i giovani kamikaze. Il volume è integrato da alcune cartine e da tre interventi analitici che offrono un’originale chiave di lettura del conflitto in Medio Oriente.

Amira Hass è una giornalista israeliana. Vive a Ramallah, in Cisgiordania, scrive per il quotidiano Ha’aretz e tiene una rubrica per il settimanale italiano Internazionale. È autrice di Drinking the sea at Gaza. Tra i molti riconoscimenti ricevuti, il World Press Freedom Award 1999, la Colomba d’Oro per la pace 2001, il Premio Unesco/Guillermo Cano per la libertà di stampa nel mondo 2003 e il premio dell’Anna Lindh Memorial Fund 2004.

123 Shalom: la migliore risposta a Samuele { 17.03.12 alle 17:02 }

http://www.peacelink.it/mediawatch/a/35560.html

Siria. Guerra mediatica, prima puntata
Come si usano i neonati di Homs
L’accusa di tagliare la spina alle incubatrici ha più di un precedente

di Marinella Correggia

La tempesta mediatica imperversa sulla Siria. I cosiddetti Comitati di coordinamento locale (Lcc), appartenenti all’opposizione, hanno detto alla tivù del Qatar Al Jazeera che almeno 18 neonati sarebbero morti nelle incubatrici dell’ospedale pediatrico al Walid perché i colpi di artiglieria pesante dell’esercito siriano contro il centro di Homs avrebbero causato un black-out elettrico, togliendo l’alimentazione agli apparecchi. Il governo nega e sostiene che gli ospedali funzionano correttamente; anzi insieme a molte altre denunce circa atti di violenza e sabotaggio compiuti da gruppi armati, riferisce che l’ospedale al Naimi in provincia è stato preso di mira da gruppi armati che l’hanno saccheggiato.

Ma la notizia dei neonati di Homs ha avuto grande risonanza soprattutto in Italia. E’ lecito sollevare più di un dubbio. E non solo perché nemmeno i regimi più brutali avrebbero interesse a colpire neonati e ospedali.

La fonte (gli Lcc) è di parte e non dà alcuna prova. Oltretutto, tutti gli ospedali hanno generatori; se c’è un black-out elettrico funzionano quelli. Succedeva perfino nell’Iraq e nella Libia sotto le bombe, dove l’elettricità andava a singhiozzo.

Poi l’accusa di tagliare la spina alle incubatrici ha più di un precedente e non solo in Siria. Sempre smentito. La scorsa estate i social network (twitter a partire dal 30 luglio) diffondono l’atroce notizia: tutti i bambini prematuri sono morti nelle incubatrici ad Hama perché gli shabiba (milizie di stato) hanno tagliato l’elettricità durante l’assalto alla città. Si parla di qaranta in un solo ospedale; senza precisare quanti sarebbero negli altri. Il 7 agosto la Cnn riferisce: l’Osservatorio siriano per i diritti umani di Londra (sempre quello) denuncia l’assassinio di otto bambini prematuri, “martiri” nell’ospedale al Hurani, sempre a causa dei black-out. Ovviamente nessuna notizia circa il lavoro dei generatori….Una foto corredava la denuncia: un gruppo di neonati, arrossati, tutti insieme in un unico lettuccio. Dopo qualche tempo viene fuori che la foto era stata pubblicata mesi prima sul giornale egiziano al Badil al Jadid e si riferiva a un problema meno grave, ed egiziano: un ospedale sovraffollato di Alessandria. I bambini erano rossi e vivi, anche se in spazi ristretti.

Del resto, chi non ricorda l’altro falso, datato 1990? Gli invasori iracheni avevano rubato le incubatrici negli ospedali pediatrici, causando la morte di diversi bambini prematuri. Venne poi fuori che il tutto era stato orchestrato dall’ambasciata kuwaitiana negli Usa, che agiva sotto le mentite spoglie del Comitato “Citizens for a Free Kuwait” e con l’assistenza da parte dell’agenzia di public relations Hill & Knowlton – per la modica cifra di 1 milione di dollari.
Del resto anche l’ultima denuncia dell’Unicef riguardo alla Siria (400 molti fra i minori – in inglese children) è molto vaga quanto alle fonti; si riferisce a “media presenti a Homs” e a “rapporti” (all’Unicef internazionale abbiamo chiesto più dettagli, finora invano).

124 sylvi { 17.03.12 alle 18:18 }

cara Anita,

vedo che le spese sono cr. uguali, ma se io avessi l’aria condizionata come te penso che di elettricità mi andrebbe il doppio e forse più.
Al tempo, abbiamo speso veramente tanto per fare una casa termicamente isolata e ne sentiamo i benefici.
Mio figlio, con casa metà della mia, ha bollette quasi come le mie.
Ma lui spera che gli resti in eredità!!!
Anche noi abbiamo quattro settori, più un ventilconvettore in lavanderia , per l’inverno, quando non si può stendere fuori.
e sono comodità che si pagano.
Non ho e non ho mai voluto l’asciugatrice, lascia la biancheria troppo stropicciata.
Io risparmierei di più, non soffro molto il freddo, ma mio marito è un gran freddoloso, è lui che alza sempre i termostati.

Comunque è vero che noi spendiamo di più perchè non abbiamo nucleare.
In Francia le bollette sono un terzo delle mie, su case simili.

Da settembre non piove; siamo costretti ad irrigare il giardino, incredibile a marzo, perchè i giardinieri hanno gettato l’antimuschio e il concime. Se non si bagna se lo porta via il vento.
Ma il prato davanti a casa è un tappeto di viole, crocus e pratoline…uno spettacolo!

un abbraccio
Sylvi

125 Shalom: leggete cosa scrive Amira Hass, coscienza critica di Israele. { 17.03.12 alle 18:26 }

amira hass: http://salamelik.blogspot.it/search?q=Amira+hass
Amira Hass : ma come fate a non vedere……
Lasciamo da parte quegli israeliani la cui ideologia sostiene che l’espulsione della popolazione palestinese dalle sue terre è giusta perché “Dio ci ha prescelto”. Lasciamo da parte i giudici che danno copertura ad ogni politica militare volta ad uccidere e a distruggere. Lasciamo da parte i comandanti militari che deliberatamente imprigionano un intera nazione in recinti circondati da mura, fortificati da torrette, pistole, filo spinato proiettori di luce accecanti. Lasciamo da parte i ministri. Tutti questi non vengono presi in considerazione come collaboratori. Coloro sono gli architetti, i pianificatori, i disegnatori, gli esecutori.

Ma ce ne sono altri. Storici e matematici, editori famosi, star dei media, psicologi e dottori di famiglia, avvocati, che non vogliono sostenere Gush Emunin e Kadima, insegnanti ed educatori, amanti delle escursioni e delle canzoni di gruppo, maghi dell’high tech. Dove siete? E che ne è di voi, studiosi del Nazismo, dell’Olocausto e dei Gulag sovietici? Potreste davvero essere favorevoli a leggi sistematicamente discriminanti? Leggi che dichiarano che gli Arabi della Galilea non saranno neanche compensati dai danni della guerra con la stessa cifra che compete ai loro vicini ebrei (Aryeh Dayan, Haaretz, 21 Agosto).continua
http://salamelik.blogspot.it/search?q=Amira+hass
salamelik.blogspot.it

126 sylvi { 17.03.12 alle 18:45 }

Peter 113

purtroppo mi tocca tirarla fuori dal sarcofago dove l’avevo relegata,ma non posso accettare imprecisioni geografico-animalesche!
Citta del Capo sta a Sud, sulla punta dell’Africa…ha presente???
Pinguini e foche in abbondanza.
Ecco nella mia vasca in giardino …di tanto in tanto mio marito indossa il tight e le pinne, io la pelliccetta di coniglio rasato.
E facciamo su e giù dalla vasca … quando torna mia figlia, per farla contenta!!!

E’ invidioso???

Sylvi

127 Anita { 17.03.12 alle 18:46 }

x Peter

No, la mia casa e’ modesta, abbastanza spaziosa, ben tenuta e comoda, ma non una villa o mansion.
Vicino a me ci sono case nuove che costano milioni, costruzioni piu’ sgargianti, giardini disegnati da architetti di nome, piscine interne, sale cinematografiche, etc…

La mia e’ solo una casa di 50 anni, con le mie comodita’, non manca niente, e’ ben ammobiliata…..troppo piena di roba accumulata duranti gli anni, che secondo me da carattere e warmth ad una abitazione.

Il giardino era bello, ormai i cespugli sono vecchi, il prato avrebbe bisogno di molto, ma e’ troppo grande e io sono troppo piccola…
La cosa che mi disturba e’ il tennis court, non so cosa fare, ripari e resurfacing sono molto impegnativi, e non finisce li’.

Io non lo volevo appunto per quello, pensavo al giorno in cui avrei abbandonato il mio sport preferito….cosa fare col tennis court.
Mio marito non pensava mai al domani…

Anita

128 Shalom: per fortuna c'e' chi si rifiuta anche solo di stare tra le belve { 17.03.12 alle 19:11 }

http://www.alternativenews.org/italiano/index.php/topics/societa-israeliana/3480-non-saro-parte-di-questi-crimini-parla-una-refusenik

“Non sarò parte di questi crimini”: parla una refusenik
SATURDAY, 17 MARCH 2012 08:32 JILLIAN KESTLER-D’AMOURS (THE ELECTRONIC INTIFADA)

Qualche giorno fa, la 18enne israeliana Noam Gur ha pubblicamente annunciato la sua intenzione di rifiutare l’obbligo al servizio militare.
Nella lettera aperta, Gur comincia dicendo: “Rifiuto di entrare nell’esercito israeliano perché non intendo far parte di un esercito che, fin dalla sua creazione, è stato impegnato nel dominio di un’altra nazione, nel saccheggio e il terrorismo contro una popolazione civile sotto il suo controllo”. (“I refuse to join an army that has, since it was established, been engaged in dominating another nation: An interview with Israeli refuser Noam Gur,” Mondoweiss, 12 March 2012).

La corrispondente di Electronic Intifada, Jillian Kestler-D’Amours, ha parlato con Gur sulle ragioni che l’hanno portata alla decisione di rifiutare il servizio militare, su quali reazioni abbia finora ricevuto e su quello che vuole che altri giovani israeliani sappiano in merito alla realtà dell’esercito israeliano.

JKD: Perché hai deciso di rifiutare il tuo servizio militare?
NG: Israele, dal giorno della sua creazione, sta commettendo crimini di guerra e crimini contro l’umanità, dalla Nabka (il trasferimento forzato di 750mila palestinesi tra il 1947 e il 1948) ad oggi. Lo vediamo nell’ultimo massacro a Gaza, lo vediamo nella vita quotidiana dei palestinesi sotto occupazione nella Striscia e in Cisgiordania, lo vediamo nella vita dei palestinesi in Israele, il modo in cui vengono trattati. Non credo di appartenere a questo posto. Non credo di poter personalmente prendere parte a tali crimini e penso che abbiamo il dovere di criticare l’istituzione militare e i crimini che compie e uscire allo scoperto per dire che non serviremo in un esercito che occupa un altro popolo.

JKD: Questo porta ad un’altra domanda: perché hai deciso di rendere pubblico il tuo rifiuto, invece di – come in genere fanno altri israeliani che non svolgono il servizio militare – usare una scusa?
NG: Dieci anni fa ci fu un imponente movimento di refusenik e negli ultimi due o tre anni è quasi scomparso. Sono la sola refusenik quest’anno, per me è un modo per far sapere alla gente che ancora esistiamo, prima di tutto. In secondo luogo, non voglio restare in silenzio. Sento che fin dalle scuole superiori, siamo sempre rimasti in silenzio. Lasciamo sempre che le nostre critiche escano fuori in piccoli circoli. Il mondo non lo sa, i palestinesi non lo sanno. Non so se cambierà qualcosa, ma io posso solo provare. Mi sento meglio con me stessa, sapere che ho provato a compiere anche solo il più piccolo cambiamento.

JKD: La tua famiglia ha avuto un’influenza nella tua decisione di rifiutare il servizio militare?
NG: I miei genitori non sono politicizzati. Entrambi hanno servito nell’esercito. Mio padre ha preso parte alla prima guerra in Libano ed è stato ferito. Mia madre, la stessa cosa. La mia sorella maggiore era nella polizia di frontiera. Il mio destino era terminare gli studi e entrare nell’esercito. Era il mio percorso naturale. Da quando ho 15 anni, ho iniziato ad interessarmi alla Nakba del 1948. Ho cominciato a leggere e a comprendere il quadro completo. Non so esattamente perché, ma è successo. Più tardi, ho letto le testimonianze e le storie di palestinesi della Cisgiordania e di ex soldati, ho conosciuto amici palestinesi e partecipato a manifestazioni di protesta in Cisgiordania, vedendo cosa sta avvenendo con i miei occhi. A 16 anni, ho deciso di non servire nell’esercito.

JKD: Quale reazione c’è stata dopo il tuo annuncio pubblico?
NG: I miei genitori non mi hanno sostenuto. Credo che mia madre e mio padre sappiano che non hanno possibilità di fermarmi perché è la mia decisione e ho 18 anni. Non sono più in contatto con la maggior parte dei miei compagni di scuola, molti di loro sono nell’esercito. Ho ricevuto tante positive risposte negli ultimi giorni, ma anche commenti poco amichevoli.

JKD: Come ti hanno fatto sentire simili commenti?
NG: Mi hanno fatto capire che devo andare avanti con quello che sto facendo. Molti commenti mi hanno fatto sentire…anche se erano crudeli, mi hanno fatto capire che sto facendo la cosa giusta perché sto seguendo i miei ideali. È quello che penso sia giusto e non mi importa di quello che la gente dice.

JKD: Cosa accadrà quando formalmente rifiuterai il servizio militare?
NG: Il 16 aprile devo presentarmi al centro di reclutamento di Ramat Gan. Andrò lì e dichiarerò che rifiuto. Starò lì qualche ora e poi sarò giudicata e condannata alla prigione, da una settimana ad un mese. passerò il mio tempo in un carcere femminile e poi sarò rilasciata. Quando sarò fuori, andrò di nuovo a Ramat Gan e di nuovo sarò condannata, da una settimana ad un mese. Continuerà così fino a quando l’esercito deciderà di smettere.

JKD: Cosa deve cambiare dentro la società israeliana perché sempre più giovani decidano di rifiutare il servizio militare?
NG: Non sono sicura ch questo possa accadere. Credo che siamo ad un punto di non ritorno. Se davvero vogliamo cambiare qualcosa nella società israeliana, la pressione deve essere davvero forte, da fuori. È per questo che sostengo la campagna Boicottaggio Disinvestimento & Sanzioni. È davvero difficile cambiare qualcosa dall’interno. Quasi impossibile.

JKD: Cosa vorresti dire agli altri diciottenni israeliani che stanno per cominciare il servizio militare?
NG: Credo sia importante che ognuno guardi a cosa sta facendo. Penso che molti diciottenni, per mia esperienza personale, non sappiano cosa stanno per fare. Non sanno quello che accade a Gaza e in Cisgiordania. Il solo modo in cui vedranno i palestinesi per la prima volta sarà da soldati. Sarebbe intelligente per cominciare, prima di entrare nell’esercito, capire qual è la realtà. Cercare di realizzare, parlare con la gente. Non è così spaventoso. Cercare di leggere quello che la gente dice. Penso sia veramente importante capire quello che sta avvenendo.

Jillian Kestler-D’Amours è una reporter e regista di documentari a Gerusalemme. Potete trovare il suo lavoro su http://jkdamours.com

Questo articolo è stato originariamente pubblicato su Electronic Intifada: http://electronicintifada.net/content/i-cant-take-part-these-crimes-israeli-refusenik-interviewed/11057

Tradotto in italiano da Emma Mancini (Alternative Information Center)

129 Pino Nicotri { 17.03.12 alle 19:16 }

A QUANTO PARE IL MASSACRO NEL VILLAGGIO AFGANO NON E’ STATO OPERA DI UN FOLLE, CI SONO STATI INFATTI ANCHE STUPRI
—————————

http://www.swissinfo.ch/ita/rubriche/notizie_d_agenzia/mondo_brevi/Afghanistan:_massacro_soldato_Usa,_due_donne_violentate.html?cid=32311934

Afghanistan: massacro soldato Usa, due donne violentate
Due donne vittime del massacro di 17 civili avvenuto domenica in un villaggio della provincia afghana di Kandahar, sarebbero state stuprate da soldati americani prima di essere uccise. È quanto emerge dai risultati di una indagine svolta da una commissione afghana di alto livello.

Nonostante la versione ufficiale attribuisca la sparatoria ad un solo sergente Robert, testimonianze diverse raccolte nel distretto di Panjwaik scrive l’agenzia Pajhwok, assicurano che nell’operazione sono intervenuti vari soldati americani.

Il risultato dell’inchiesta, svolta da una delegazione di deputati e da funzionari governativi è stato illustrato oggi in una sessione generale del Parlamento.

Dopo aver confermato il rogo di vari cadaveri, il deputato Hamidzai Lali ha riferito che secondo testimonianze prima di usare le armi alcuni militari americani hanno catturato due donne, le hanno violentate e poi uccise a colpi d’arma da fuoco.

Un altro membro della delegazione, Shakiba Hashami, ha sostenuto che fra 15 e 20 soldati statunitensi hanno partecipato alle uccisioni e che sul cielo del villaggio di Zangabad hanno a lungo volteggiato elicotteri militari.

La stessa Hashami ha detto, citando testimonianze di residenti, che prima della tragedia di domenica c’era stato un attentato contro le truppe straniere che avevano giurato di volersi vendicare.

Ieri lo stesso presidente Hamid Karzai ha fatto sua la tesi della possibilità che il sergente americano arrestato non abbia agito da solo ed ha incaricato il capo dell’esercito afghano, generale Sher Mohammed Karimi, di rappresentare alla controparte Usa la forte preoccupazione di Kabul per questa ipotesi.

130 Uroburo { 17.03.12 alle 20:20 }

sylvi { 17.03.12 alle 18:18 } … Da settembre non piove; siamo costretti ad irrigare il giardino, incredibile a marzo, perchè i giardinieri hanno gettato l’antimuschio e il concime. Se non si bagna se lo porta via il vento.
—————————————-
Cara Silvy,
io ho del muschio in una parte del giardino che riceve pochissimo sole. Non sapevo che ci fosse un antimuschio. Me ne dica qualcosa per favore.
Un saluto U.

131 Anita { 17.03.12 alle 20:32 }

x Pino

Sono andata direttamente sul giornale Afgano, non mi fido tanto di altri giornali e websites.
La notizia postata da lei sembra vera o almeno deriva dal giornale Afgano.

Peccato che sia successa quella tragedia, l’Afghanistan e’ in via di ricostruzione, come noi negli US sapevamo gia’….

Su questo link ci sono gallerie di foto della ricostruzione o costruzione nelle varie province:

Reconstruction | Pajhwok Afghan News

http://www.pajhwok.com/en/reconstruction

Anita

132 Anita { 17.03.12 alle 20:47 }

x Sylvi

Noi usiamo la calce in granula per giardino.
Si usa ad un intervallo di un mese prima dell’applicazione dei fertilizzanti.
Meglio se usata in autunno dopo l’ultima pulizia.

Per noi e’ ancora un po’ presto usare i fertilizzanti, fa ancora relativamente freddo, credo che vengano martedi’ venturo per fare la pulizia primaverile, il calcio l’abbiamo gia’ applicato oltre un mese fa, abbiamo approfittato della previsione di pioggia, l’irrigazione sotterranea e’ ancora chiusa.

Temo che avremo una stagione con molti insetti dato l’inverno mite.
Le puzzole scavavano un mese fa’.

Ciao, Anita

133 Pino Nicotri { 17.03.12 alle 20:48 }

x Anita

Mi ha impressionato il fatto che l’indagine è stata condotta da parlamentari, altrimenti non l’avrei postata.
I militari sono sempre militari…. specie quando sono di fatto in guerre prive di motivazioni reali, che sono assai più frustranti delle altre. Tra qualche giorno uscirà un libro che ho fatto scrivere io a due autori, uno dei quali è un generale con molta esperienza, sulle “guerre umanitarie”. C’è di che mettersi le mani nei capelli. Anche se si è calvi….
Un abbraccio.
pino
P. S. Saluti da viale Piave…. Ah, mio Dio!

134 Anita { 17.03.12 alle 21:28 }

x Sylvi

Cara Sylvi,

non avevo visto il tuo post -124-, mi basavo su quello che hai scritto a Uroburo.
L’aria condizionata usa parecchia elettricita’ benche’ abbia fatto installare un nuovo sistema circa 4 anni fa’.
Ma meno dei condizionatori portatili.

Qui e’ molto umido, l’aria condizionata e’ stata la mia salvezza, l’umidita’ rovina tutto in casa, i pavimenti erano bagnati, le tende e tappeti umidi, perfino la mobilia ne soffriva.

Mah…..io asciugo con l’asciugatrice, ma tutto riesce molto soffice, basta che non si lasci riposare troppo ed usare la temperatura media.
Non metto nell’asciugatrice cose di maglia.

Infatti invece di stirare metto vestiario nell’asciugatrice solo per touch up = ritocco, a calore minimo per pochi minuti.
Odio stirare…

Ciao, Anita

135 sylvi { 17.03.12 alle 21:49 }

caro Uroburo,

contro il muschio i giardinieri usano un solfato ferroso in grani.
Poi bisogna bagnare o sperare che piova perchè il solfato si sciolga.
Nelle parti più umide a nord si può ripetere la distribuzione; lo faccio da me con piccole quantità in secchielli che si trovano in commercio.
Però si affretti, perchè saremmo già in ritardo per evitare che il muschio distrugga tutta l’erba che dovrebbe rispuntare.

Sylvi

136 Anita { 17.03.12 alle 22:42 }

x Sylvi e Uroburo

Ho capito a cosa serve il solfato ferroso, ho letto articoli.
Non e’ da confondere con l’uso del calcio come usiamo noi, nel nord est….

Il calcio si sparge su tutto il terreno, addolcisce il PH, cosi’ previene il muschio e quello che c’e’ eventualmente sparisce perche’ ama il suolo acido ed il calcio lo addolcisce.
Non fa danno all’erba, basta innaffiare.

Gli articoli che ho letto descrivono prati grandi come un francobollo.

Come da noi per alleggerire e dissolvere la crosta dell’erba morta consigliano la birra, funziona, ma ci vorrebbe una cisterna di birra. ;-)

Anita

137 Shalom: e c'e' chi delira senza vergogna, sparando accuse infami alla cazzo di cane { 17.03.12 alle 23:38 }

Gavriel Segre
Restiamo umani.
Dov’era l’umanità di Vittorio Arrigoni nell’appoggiare un movimento terroristico strutturalmente antisemita come Hamas votato alla distruzione di Israele?
Dov’era l’umanità di Vittorio Arrigoni verso Gilad Shalit?
Quel lurido traditore di merda di Moni Ovadia pagherà carissima questa scandalosa comparsata!

chapter IX | Restiamo Umani | Stay Human – The Reading Movie
http://www.restiamoumani.com/chapter9
http://www.restiamoumani.com
Non lasceró il mio paese! I won’t leave my country! read by Moni Ovadia (Plovdiv, 1946) Attore teatrale,

138 Anita { 18.03.12 alle 0:08 }

x Shalom

Ho ascoltato il video, traduzione perfetta dei sotto titoli in Inglese.

Non capisco il suo post.

Cosa ha detto/letto Moni Ovadia per meritarsi: Moni Ovadia pagherà carissima questa scandalosa comparsata!….??

Premetto che non conosco le persone e nemmeno i nomi.

Anita

139 Shalom: x Anita { 18.03.12 alle 0:19 }

Signora, ma io ho solo riportato quanto scritto su Facebook da Gavriel Segre, un sionista oltranzista della comunita’ ebraica di Torino. Ho visto che Nicotri in questa puntata del blog ne ha riportato altre dichiarazioni francamente vergognose. Diametralmente opposte a quelle per esempio di Ariel Toaff, della comunita’ romana, che si e’ trasferito in Israele, e del quale Nicotri ha pure riportato alcuni post scriti su Facebbok.
Shalom

140 Anita { 18.03.12 alle 2:36 }

x Shalom

Io ho solo chiesto….premettendo di non conscere le persone o i nomi.

Comunque, grazie.

Anita

141 Anita { 18.03.12 alle 3:10 }

x Peter e x Tutti

This is amazing and heartwarming! Enjoy!

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Anita

142 peter { 18.03.12 alle 10:01 }

x Sylvi

scusi sa, pensavo che sua figlia facesse ricerche sulla psicologia dei cercopitechi, ma forse la confondo con la figlia di un’altra persona.
Vorrebbe dire che in Sud-Africa non esistono scimmie?
Non sono invidioso, si munisca pure di sarcofaghi elettrici, poi non si meravigli delle bollette…

Peter

143 Uroburo { 18.03.12 alle 10:36 }

DECISAMENTE NON CI POSSO PROPRIO CREDERE
da Repubblicaonline
Montezemolo: sinistra è radicale
puntate su noi liberal-democratici

Il “manifesto” di ItaliaFutura: «In vista delle elezioni
—————————————
Il PD (radicale!!) non è neppure più un partito socialdemocratico, è decisamente più a destra. Che sarebbe poi la ragione per la quale non voto da alcuni anni.
E per l’ala progressista della Confindustria sarebbe radicale!
Non gli basta che sostenga un governo liberista duro e puro alla Chicago boys come quello di Monti (che fa pagare ai poveri gli errori e le incapacità dei ricchi),vogliono ancora di più.
A dimostrazione del fatto che gli imprenditori ittagliani sono dei reazionari oltre che degli incompetenti e degli incapaci.
Un saluto U.

144 sylvi { 18.03.12 alle 10:43 }

x Peter

Se mia figlia facesse le ricerche che crede lei, non sarebbe in Sud Africa, ma nell’Inghilterra meridionale , soprattutto in cercopitechi italo-inglesi naturalizzati da poco!!!
Quelle africane sono scimmie normali!

Ps:giusto per umanizzarsi un po’ vada alla National Gallery a vedere la Mostra di Leonardo, compreso il ritrovato Salvator Mundi ( Il Cristo coi baffi per mimetizzarlo!) che è sì “proprietà”
americana ma, caso molto strano!!!, è uscito al solito dalle collezioni della avveduta Casa reale inglese…la quale …era sempre col pacco di sterline in mano a comprare i capolavori , in questo caso dipinto a Milano!!!!! O NO?

Sylvi

145 Uroburo { 18.03.12 alle 11:34 }

Cara Silvy,
faccio un po’ fatica a capire le reciproche polemiche tra lei e Peter (e viceversa).
Nel caso del quadro di Leonardo, se gl’ittagliani hanno venduto i loro capolavori il demerito è loro, direi. Un conto sono le opere rapinate in occasione di guerre e di invasioni o rubate illegalmente. Ma se sono state vendute ….
Gl’ittagliani si sono sempre venduto tutto, di che si lamentano?
Un saluto e grazie per il solfato di ferro. U.

146 Peter { 18.03.12 alle 11:48 }

x sylvi

eh no! qui la volevo, credo che sua figlia potrebbe fare tutto in famiglia…

La sua polemica sulle opere d’arte e’ invero strana…Non e’ un mistero per nessuno che gli inglesi apprezzino l’arte italiana e non, e per secoli abbiano cercato di accaparrarsi capolavori, esattamente come i nobili e reali di tutta Europa…che gli artisti venissero spesso sottopagati e’ possibilissimo, a cominciare dai ‘mecenati’ italiani stessi. Che i dipinti o statue venissero a volte trafugati e’ vero, e poi comprati da terzi…oggi non e’ facile farlo, vi sono leggi internazionali per la restituzione…ma dopo secoli non e’ piu’ possibile. Stia attenta che e’ meglio cosi’ anche per l’Italia, se si andasse troppo indietro nel tempo gli egiziani moderni potrebbero chiederci indietro qualche centinaio di obelischi, sarcofaghi (…) ed anticaglie varie, anche se ammetto che molta roba sta nel British Museum, compresa la stele di Rosetta. E poi i cavalli di S. Marco, e tante altre cosette…

La frammentazione politica dell’Italia medievale e dopo avra’ anche favorito le arti e le lettere, ogni corte voleva ‘farsi bella’ con le altre, quella papale in primis…tuttavia quella frammentazione era deleteria per la tutela e difesa di quel patrimonio in una terra molto soggetta ad occupazioni ed influenze straniere…lei dovrebbe saperlo, ma su quello tace…

Peter

147 Peter { 18.03.12 alle 11:51 }

x Uroburo

ma non e’ fantastico che nonostante tutto, i due terzi del patrimonio artistico mondiale giacciano ancora in Italia?

Peter

148 peter { 18.03.12 alle 11:53 }

le code per la mostra di Leonardo sono lunghissime…un mio amico ci ha provato e rinunciato.
Mi ricordano la coda che non feci a Milano per vedere il Cenacolo, poi ci ritornai l’anno dopo quando non c’erano giapponesi in giro…Oggi le code sono pero’ di cinesi

Peter

149 Uroburo { 18.03.12 alle 12:57 }

Sì è fantastico.
Effettivamente il senso artistico, il senso del gusto, l’amore per la bellezza erano una parte importantissima della cultura italiana.
La Grecia e Roma ci hanno lasciato un senso estetico (un senso dell’estetica classica) che non è più tramontato, almeno fino a poco fa. E la Chiesa ha dato un oggettivo grandissimo contributo allo sviluppo artistico; e poi il denaro dei banchieri e dei grandi commercianti ed infine le numerose corti delle numerose città.
Mi chiedo se la volgarità di questi ultimi decenni, una volgarità di origine neo-capitalistica (l’edonismo reaganiano, la Milano da bere del Grassi, il Basso, il Banana) sono solo una parentesi o se invece non hanno spazzato via tutto questo buon gusto di secoli.
Se guardo l’architettura di oggi – le case, i palazzi, le ville, i centri direzionali (ad esempio quello di Milano vicino alla Fiera) – mi sento male. Un così esibito cattivo gusto non si era mai visto.
D’altra parte anche la politica, come gli occhi, sono lo specchio dell’anima.
Un saluto U.

150 sylvi { 18.03.12 alle 13:36 }

x Peter

I cavalli si S. Marco, dopo una gita napoleonica a Parigi, sono tornati a Venezia ; li può ammirare nel Museo di S. Marco, mentre fuori c’è una copia.
Esattamente come le Cariatidi di Atene che la prima volta che ci andai erano ancora fuori nel Tempietto, e ora sono nel Museo e fuori ci sono le copie.
Non ho voglia di andare a spulciare la storia del British Museum e dei suoi capolavori che un tempo venivano bellamente rubati.
Uroburo, e anche lei, dice che greci e italiani hanno venduto tutto…
non è vero…molto hanno venduto, ma moltissimo gli è stato rubato.
E che gli inglesi che hanno depredato mezzo mondo ora passino per mammolette…è contro la Storia, contro il loro carattere rapace,…insomma contro il buon senso!!!

Ps: Sia al National che al British…e anche al Museo di Scienze coi suoi meravigliosi enormi dinosauri …ci sono ruberie stratosferiche…ricordo pareti intere di palazzi veneziani affrescati, trasportati di peso…così come stavano…accanto un cartellino con …”recuperati”, guarda caso, durante una delle tante guerre…non quando però Venezia era potente!!!
Studi un po’ di Storia dell’Arte!

Sylvi

151 HOMS, SIRIA: QUALCHE ATROCE DUBBIO { 18.03.12 alle 13:57 }
152 Shakespeare e Dante da bannare dalle scuole: erano antisemiti { 18.03.12 alle 13:59 }
153 Anita { 18.03.12 alle 14:08 }

x Sylvi

Negli US ci sono mostre viaggianti nei musei.

Nel lontano 1964 andammo a New York per vedere “La Pieta’” di Michelangelo, c’era una folla, ma non impossibile.

A Boston ho visto diverse opere d’arte, sempre in prestito, ed a Seattle era una gioia, il museo non era affollato, comprai il libro della mostra…ma lo diedi al dottore che era incaricato di mio figlio.

In Florida, a Palm Beach ci sono spesso mostre dai vari musei Europei.

Ciao, Anita

154 Moneta di stato e omicidio Moro { 18.03.12 alle 14:17 }
155 Peter { 18.03.12 alle 14:23 }

x Sylvi

intere pareti? mai viste. Ho visto arazzi e quadri molto grandi (Canaletto) alla NG.
L’Italia non e’ mai stata una colonia inglese (si potrebbe persino sostenere il contrario…), e gli inglesi compravano, non c’era bisogno di rubare o saccheggiare…
L’unica ‘invasione’ fu nella seconda GM, ma non mi pare che saccheggiarono i musei, anche perche’ pochi anni dopo i bottini di opere d’arte in guerra vennero dichiarati crimini contro l’umanita’…
E’ mai stata al Louvre? a parte i dipinti di Leonardo che lavorava per Francesco I (quindi poco da dire…), ha visto le pavilion Italien? mi ci ero praticamente perso anni fa…tutto legittimo? tutto acquistato?…che dire di Carlo VIII, Napoleone, e tutte le campagne d’Italia dei cugini ‘gallici’?
Gli unici barbari che distrussero invece di preservare opere d’arte furono i tedeschi, nelle varie occupazioni, ed a volte gli stessi italiani, che quasi demolirono il colosseo per farne mattoni…e poi, quel che non fecero i barbari, fecero i Barberini…

I lanzichenecchi a Roma distrussero e saccheggiarono a man bassa. Nel ’44 del secolo scorso, i tedeschi fecero lo stesso. Ho visto filmati di nazisti che bruciavano opere d’arte e cose antichissime a Roma prima di lasciarla per l’arrivo degli alleati…
Ringraziamo il Vaticano per cio’ che e’ rimasto

Peter

156 Anita { 18.03.12 alle 17:09 }

x Peter

I Lanzichenecchi…..non ho sentita questa parola da quando ero piccola, forse ne parlava mio papa’ perche’ ci fu una battaglia in Lombardia nei paraggi di Milano e Pavia.

Anita

157 Cerutti Gino { 18.03.12 alle 17:55 }

La democrazia dei repubblicani, conservatori, neocon o kome kazzo si fanno kiamare:

Nel Wisconsin, governatore Scott Walker, repubblicano, il padrone di un esercizio pubblico (uno strip-club) della cittadina di Abbotsford ha esposto un cartello…
“no negroes allowed”!
Rand Paul, il figlio di Ron Paul, il ginecologo in corso per le Primarie Repubblicane, commenta che non è “democratico” imporre ai singoli stati l’obbedienza alla legge sui diritti civili.
(Civil Rights Act, quello del 1964)!

Gli ipocriti perdono il pelo ma non il vizio..

C.G.

158 sylvi { 18.03.12 alle 18:07 }

x Peter

Ho già detto che i Musei più importanti europei li ho visitati; mi mancano un paio in Germania, Amsterdam e non molto altro.
Al Louvre è la sagra dei ladri. Infatti Napoleone durante le sue campagne si portava appresso studiosi di Storia dell’Arte per non sbagliare capolavoro!
E’ però anche facile stabilire quali sono i furti; hanno spudoratamente scritto nei cataloghi …” proveniente da…”
Qui da noi i tedeschi non distrussero, anche loro “asportavano”.
Venezia fu dilapidata prima dagli austriaci…ma poi…da Napoleone e via per li rami…

La parete di cui parlo nell’altro post apparteneva alla Ca’ Rezzonico.

Sylvi

159 peter { 18.03.12 alle 18:20 }

x Sylvi

bene bene, sono riuscito a farglielo ammettere…i francesi in Italia sono sempre stati delle canaglie, seguiti da austriaci, tedeschi, spagnoli…gli inglesi non sono dolci di sale, ma proprio non vedo quando e come potevano portarsi via pareti senza permesso…
Al BM vi sono manufatti in argilla, bronzo ed oro risalenti all’eta’ del bronzo…provenienti da Taranto ed il Salento. Avranno fatto scavi con permessi dati da autorita’ molto distratte e corrotte del regno delle Due Sicilie, o comprarono da ‘collezionisti’ privati

Peter

160 Anita { 18.03.12 alle 19:11 }

x C.G.

Mi trovi dove ha letto che il governatore del Wisconsin, Scott Walker, ha esposto il cartello razzista.

Se fosse vero ci sarebbe stata una rivoluzione, gli avrebbero bruciato l’edificio.
Qui non si puo’ nemmeno usare la parola “negroes”.

Non so nemmeno che sia proprietario di un “Strip Club, so che aveva una carica con la Croce Rossa.

Mi trovi l’articolo.

Anita

161 Cerutti Gino { 18.03.12 alle 20:55 }

Signora Anita Saputella,
per prima cosa chieda se PER FAVORE posso citarle la fonte, e questo anche per una questione di educazione.
Seconda, faccia ricerca dato che sta 480 ore al giorno davanti al PC a fare la maestrina dei miei ….oni.
Terzo, cosa crede che solo i suoi post rispondano al vero?
Buona seraaaata.
C.G.

162 Cerutti Gino { 18.03.12 alle 21:02 }

Siccome lei capisce sempre fischi per fiaschi (perchè deve fare sempre la solita figura barbina?) si rilegga, PER FAVORE, quello che ho postato almeno 25 volte.
Forse, e sottolineo il forse, alla 25esima capirà che non si tratta del governatore neocojone ma di un esercente di quello stato.
E il figlio (neocojone) del padre (neocojone) non ci trova niente di male se qualcuno espone cartelli razzisti, andando contro le leggi vigenti dal 1964.

C.G.

163 Anita { 18.03.12 alle 21:10 }

x C.G.

Metto sempre la fonte.

Lei mi ridicolizza per i miei WWWnonreggopiu’.

Nessuno chiede per favore, in ogni modo e’ regola dei forum di riportare la fonte.

Scott Walker e’ andato contro i sindacati….ed e’ stato eletto.

Stia attento con i suoi ….oni, prima di dirmi di chiedere “per favore”

Anita

164 Cerutti Gino { 18.03.12 alle 21:28 }

Sciùra, ‘nteregghecchiù.
Lei è davvero capace di far venire l’ orchite scrotalis anche alle libellule.
Troppo pesante.. da disintegrare anche la corazza del Cerutti.
Alzo bandiera bianca, mi arrendo.

C.G.

165 Anita { 18.03.12 alle 22:16 }

x C.G.

Tipico, quando non ha risposta…..offende.

Anita

166 Uroburo { 18.03.12 alle 22:23 }

Anita { 18.03.12 alle 17:09 } I Lanzichenecchi…..non ho sentita questa parola da quando ero piccola, forse ne parlava mio papa’ perche’ ci fu una battaglia in Lombardia nei paraggi di Milano e Pavia.
————————————
Era a Marignano, odierna Melegnano, tra Milano e Lodi.
Ma i Lanzichenecchi erano pochi, gli altri erano gli svizzeri che, sconfitti, si ritirarono verso nord mantenendo però l’occupazione militare sull’odierno Canton Ticino.
I Lanzi furono autori del sacco di Roma nel 1527 e della guerra di Mantova, quella descritta dai Promessi Sposi del Manzoni, nel 1628. U.

167 Anita { 18.03.12 alle 22:33 }

x C.G.

E’ lei che non sa spiegarsi.

Scott Walker e’ del Wisconsin, Governatore.

Rand Paul e’ del Kentucky, Senatore.

Se lei ha l’orchite si faccia curare.

Anita

168 Cerutti Gino { 18.03.12 alle 22:45 }

Mi dispiace per lei, signora, ne sono esente.
Ma corro il rischio, arrabattandomi con lei, di farmela venire.
In maniera prorompente, da camminare poi con un montacarichi appresso.

P.S.: non capisco perchè quando non memorizza di primo acchitto quello che uno scrive, se di suo interesse, non prova a rileggerla una volta in più?
Così tanto complicato per lei?
màh.

Buonanooootte.

C.G.

169 Anita { 18.03.12 alle 23:42 }

x C.G.

Ho letto e riletto.
Lei fa un insalata mista e pretende che gli altri capiscano.

Rand Paul essendo un politico non si puo’ intromettere con commenti su un altro stato, esiste la sovranita’ statale.

Ogni Stato ha i suoi codici indipendenti di diritto penale e civile, e ogni Stato gestisce il proprio governo interno.

Per quale motivo lei ha scritto quel post e’ un mistero.

Anita

170 Uroburo { 19.03.12 alle 6:58 }

Guarda, guarda ….. proprio coma la CompagniadellaZia con la pop art.

… nel 2005 Nissim Ben-Sheetrit, del Ministero degli Esteri israeliano, ha affermato:
“Vediamo la cultura come uno strumento di propaganda di primo ordine, e non facciamo differenza tra propaganda e cultura”.

Gli artisti israeliani che accettano fondi dal Ministero degli Esteri sono, infatti, tenuti a firmare un contratto nel quale si afferma che l´artista “è consapevole che lo scopo di
aver contrattato i suoi servizi è di promuovere le politiche dello Stato di Israele attraverso la cultura e l´arte, compreso contribuire a creare un´immagine positiva di Israele”.
(http://www.haaretz.com/putting-out-a-contract-on-art-1.250388)

171 sylvi { 19.03.12 alle 17:49 }

Curando le triglie…
considerando quel che le ho pagate …non sicuramente del tutto selvagge, di qualità extra!
Il Sindaco di Bari era uno dei pochi politici pugliesi che mi pareva persona integerrima e degna di tutta la stima…
poi arriva la storia dei pesci…e anche questa illusione è caduta.
Non mi scandalizzo per quattro pesci…come ha detto lui, anche se, da quel che ho letto, proprio solo quattro non erano.

Spiego ad Anita: Il Sindaco, per Natale, ha accettato in regalo da imprenditori che hanno bisogno dei suoi aiuti per lavorare nel Comune, …branzini, ostriche, pedoci pelosi, aragoste…insomma un mare di pesce che ha dovuto mettere in ghiaccio nella vasca da bagno…ovviamente il tutto non bagnato con Prosecco, ma con Champagne.

Quello che mi ha fatto arrabbiare è che i pedoci pelosi, che non sono volgarissime cozze di allevamento, sono protetti, come i datteri di mare, perchè crescono abbarbicati alla roccia e per raccoglierli bisogna scalfirla, cioè rovinare le coste.
Ora, che un mafioso se ne freghi delle coste e della loro tutela mi pare comprensibile,…ma un Sindaco? Ex magistrato e per di più di sx???
Sono contenta che gli siano andati di traverso!

Ps: Facendo un po’ di conti su quanto costa il pesce ricevuto in omaggio…tutta roba di primissima qualità, senza contare lo champagne …non è che sia stato un dono da poco!!! Alla faccia!!!

Mai che resti una illusione…mi restano Bersani e Fassino…fino a quando???

Sylvi

172 Uroburo { 19.03.12 alle 18:39 }

Cara Silvy,
questo è un paese marcio dentro. Da migliaia d’anni, ormai: basso Impero e Chiesa cattolica (che sono, secondo me, la stessa cosa) favorendo.
La differenza tra destra e sinistra e che la prima è organicamente collegata con il crimine organizzato e la seconda, infiltrazioni a parte, no. Almeno per ora.
Il fatto è che la sinistra, senza una forte tensione ideale, che una volta era la rivoluzione ed ora potrebbero essere la giustizia e l’uguaglianza, scade in un machiavellismo baffettiano.
Quanto di peggio anche se comunque meglio degli altri, almeno nelle nostre latitudini.
Un saluto U.

173 Anita { 20.03.12 alle 3:30 }

x Sylvi

Cara Sylvi,
si sa che la maggioranza dei politici si sentono speciali…predicano bene ma razzolano male.

Pochi giorni fa c’e’ stato un banchetto di gala in onore del Primo Ministro David Cameron alla Casa Bianca…questi banchetti costano un patrimonio solo per la sicurezza…

Si viene a sapere che 41 dei 364 partecipanti sono fardellatrici per la campagna di Obama, raccolgono fondi volontari che danno il massimo legale e poi raccogliere da amici e colleghi che fanno lo stesso.

Il gruppo che ha partecipato alla quella cena e’ responsabile della raccolta di almeno 10,7 milioni dollari, un bel gruzzoletto.

So che non ha niente a che vedere con i doni al Sindaco di Bari, ma e’ come ne approfittano sia ignorando la natura che pescando nelle tasche dei cittadini.
Questo si chiama: sfruttare ogni occasione per riempirsi le tasche anche a costo di un certo decoro, e rispetto per l’ospite d’onore.

Naturalmente i generosi invitati sono tutti con la mano tesa sperando in un secondo termine per Obama.

Quello che mi fa dispiacere e’ l’uso e la scusa di una cena di gala alla Casa Bianca per raccogliere fondi per la campagna elettorale.

Buon riposo,
Anita

PS:
Si puo’ leggere online e su alcuni giornali.

174 Uroburo { 20.03.12 alle 7:55 }

Cara Anita,
storicamente parlando i fondi a disposizione dei Repubblicani sono sempre stati il doppio o il triplo di quelli a disposizione dei Democratici.
Anche perchè la maggioranza dei versamenti ai Repubblicani sono sempre stati versati dalla grande industria, dalle banche ed in generale dal mondo finanziario e produttivo.
In cambio ne hanno avuto una scandalosa diminuzione delle tasse che fanno, ora come ora, degli Useggetta il paese al mondo dove più forti sono le diseguaglianze economiche e sociali. Naturalmente queste diseguaglianze diventano regolarmente anche diseguaglianze politiche: e per fortuna che la lotta di classe non esiste più. Infatti quando la fanno i ricchi non si chiama MAI lotta di classe ma piuttosto legittima difesa dei propri interessi.
Io trovo scandaloso non tanto raccogliere dei fondo ad un pranzo quanto permettere a delle imprese di stanziare fondi che faranno eleggere chi diminuirà loro le tasse: mi sembra uno scandaloso interesse privato in atto pubblico, perchè le elezioni (teoricamente libere ma in realtà legate alla disponibilità finanziaria) sono un fondamentale atto pubblico che riguarda la vita e l’avvenire di milioni di uomini, di una società intera presente e soprattutto futura.
Resta il fatto che tutta la politica useggetta consiste nel rendere difficile o impossibile ai poveri di poter esercitare il loro diritto di voto con scuse varie (come la revisione elettorale fatta in Florida qualche anno fa). Già perchè da voi, la sedicente patria della democrazia, il diritto di voto non è automatico per tutti i cittadini ma deve essere specificamente vantato iscrivendosi alle liste elettorali, cosa che in certi luoghi, ad esempio negli stati del Sud può porre non pochi problemi. Chissà mai qual’è la percentuale dei votanti della popolazione negra negli stati meridionali, rispetto, ad esempio, a Boston, New York o Chicago…
Come vede il concetto di democrazia ha tante facce e sicuramente quella dei Tea-party vale solo per loro.
Un saluto U.

175 peter { 20.03.12 alle 11:55 }

x Uroburo

del party di stato di Anita sapevo, ho preferito non parlarne. Ci ricollega alla passata polemica tra Sylvi e me, Cameron non e’ capo di stato, era una official visit trattata da Obama come state visit in omaggio ai suoi alleati…quindi pranzo sontuoso, parole di grande elogio, etc etc. Mi da’ molto sui nervi che Obama incensi tanto un liberista thatcheriano, che fa del suo meglio per demolire lo stato sociale, la sanita’ pubblica, l’assistenza, etc etc.
Hanno votato per lui per via della crisi, l’economia ‘doveva riprendersi’, ora oltre all’economia in crisi si trovano, o meglio ci troviamo, con tasse in aumento, servizi in calo, privatizzazioni a man bassa, e tra poco pedaggi sulle autostrade che ancora qui non c’erano…oltre a benzina e gasolio i piu’ cari in Europa, nonostante GB un po’ di petrolio di suo ce l’abbia…le ferrovie le avevano gia’ privatizzate negli anni Novanta, non che i laburisti mossero poi un dito per ristatalizzarle…
In sostanza, la democrazia e’ una grande presa per i fondelli, se chiede a me. Anche se qui si viene registrati sulle liste elettorali automaticamente

Peter

176 sylvi { 20.03.12 alle 14:00 }

…forte tensione ideale, che una volta era la rivoluzione ed ora potrebbero essere la giustizia e l’uguaglianza, …Uroburo

caro Uroburo

non è che forse abbiamo già provato le rivoluzioni…suppongo per ottenere giustizia ed uguaglianza …e non abbiamo ottenuto nemmeno la libertè che naturalmente è strettamente connaturata alle altre due?
La dx, come dice lei, vuole la disuguaglianza figlia dell’ingiustizia…
ma la sx mondiale si è arenata sulla LIBERTE’ e ha perso tutto.
Senza parlare dei massimi sistemi, tutti falliti, …senza abbarbicarsi tenacemente a ideologie ormai defunte…perchè la sx,( soprattutto italiana perchè ci riguarda,) ma anche mondiale
è incapace di PENSARE E PROGETTARE altro che non siano le solite lotte di classe, e la solita ormai stantia guerra sul merito e sul profitto che anzichè portare più uguaglianza e giustizia , ci ha condotti a una sterile guerra con i famosi Poteri Forti, che sono diventati ancora più forti!

Non dia la colpa al basso Impero e alla Chiesa…il primo ha qualche annnetto…la seconda ha aumentato il potere temporale …forse proprio perchè aveva gli alleati giusti e i competitor che non hanno saputo usare le SUE armi e capire che , in fondo., la Rivoluzione è un Attimo che fa molta confusione…ma poi si deve ricostruire sulle macerie…e lì si vede chi è più forte.
Quali progetti di ricostruzione ha la sx italiana?
Come raccoglie e ricicla le vecchie buone idee unendole e amalgamandole a
nuove strategie?
Togliere il crocifisso dalle scuole?
Il matrimonio ai gay? Con incorporata reversibilità della pensione?
Dare lavoro e salario a tutti senza sapere da dove si ricava e con quali regole il lavoro e il salario pèer tutti?

La sx ritengo abbia raggiunto un obbiettivo perseguito tenacemente…ha distrutto la classe media portandola ai livelli della classe operaia. Bravi!
Un’idea appena intelligente avrebbe fatto il contrario…portare la classe operaia un gradino più in su!
Invece …ma sì…le ha dato uno straccio di diploma di “non studio” che non vale una cicca…e il fosso che la separava dall’ ‘alta borghesia e diventato un abisso!

Lei legge i giornali come me…mi dica …
Dall’economia discendono. il lavoro, i diritti all’istruzione, alla salute, ai servizi sociali…
-Possiamo far a meno di pagare i debiti contratti da noi della nostra generazione…(anche se la sottoscritta non ha mai fatto il passo più lungo della gamba e così ha educato figli e allievi)…bene , saremo fuori d’Europa , anzi saremo fuori del mondo civile.
- Paghiamo i debiti sputando pallini, come ci fa fare Monti, e magari poi possiamo alzare la voce, forse, contro la Finanza che ci strozza.
Ma per alzare la voce dobbiamo prima di tutto essere AUTOREVOLI, avere voce ferma e giusta.
E qui…la dx è impresentabile…ma la sx non è da meno!

Io aspetto Bersani che dica forte e chiaro ai suoi: io ripulisco il partito… se perdo, se non vi va, me ne vado.
E lo dica: Chi mi ama mi segua!
Ma deve farcelo sapere a tutti, noi cittadini senza potere, che lui vuole provarci a usare la ramazza.
E soprattutto che ha chi l’aiuta perchè la pensa come lui.

Invece di ululare che questa nazione è persa…perchè non cerca un motivo per tornare a votare?

cordialità… con idee sparse
Sylvi

177 Uroburo { 20.03.12 alle 14:04 }

Caro Peter,
siamo d’accordo che quelle occidentali sono in realtà delle oligarchie plutocratiche votate (brogli a parte, piuttosto frequenti da noi ed in Useggetta) dal popppolo ma se ci si deve registrare per votare è anche peggio.
Su Obama lei ricorderà che ho sempre detto che era stato eletto come l’uomo delle banche; non ho cambiato parere.
Con tutto questo i Tea-party sono decisamente peggio: sono degli integralisti religiosi tal quale i Talebani.
Un saluto U.

178 sylvi { 20.03.12 alle 14:09 }

caro Pino,

lei che sa tutto…che fine ha fatto CC?
Sta mungendo le asine? Trapiantando petunie secondo le teorie di qualche vecchio marxista ?
O sta studiando con la Fiom una fregatura da dare alla Fornero?

Saluti
Sylvi

179 Pino Nicotri { 20.03.12 alle 14:20 }

x Sylvi

Premesso che non so nulla di alcunché, non so cosa stia facendo il buon CC. Forse ha l’influenza, forse è scappato con una giovane ballerina turca o con una nipote di Mubarak o Berlusconi. Tutto, fuorché la Fornero, spero per lui. A meno che la scambi per la bella… Fornerina.
Un saluto.
pino

180 Pino Nicotri { 20.03.12 alle 14:40 }

LIBIA, AMNESTY LANCIA ACCUSE DURISSIME ALLA NATO

Ieri l’anniversario dei primi “bombardamenti umanitari”. Il gruppo per la tutela dei diritti umani denuncia almeno tre raid su obiettivi civili, con donne e bambini uccisi, «senza spiegazioni». Debole e sprezzante la risposta dell’Alleanza.

http://nena-news.globalist.it/?p=17895

181 Anita { 20.03.12 alle 18:25 }

x Uroburo

Lei scrive:
“Con tutto questo i Tea-party sono decisamente peggio: sono degli integralisti religiosi tal quale i Talebani.”

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Ecco i fatti del ​​movimento “Tea Party”

Il Tea Party è un movimento di base americano che è considerato essere un movimento populista dei cittadini degli Stati Uniti che sostengono riduzioni di imposte e spesa pubblica.

Altre questioni principali della piattaforma Tea Party includono la riduzione del debito nazionale degli Stati Uniti e il disavanzo di bilancio del governo.
Sostenere per l’adesione alla Costituzione degli Stati Uniti e in particolare preferisco una interpretazione originalist di tale documento fondante.

Il Tea Party nome si riferisce al Boston Tea Party del 1773 in cui i coloni protestavano contro le tasse sul loro tè inglesi.

La protesta coinvolti lancio tè dalle navi nel porto di Boston nell’oceano. Grido di battaglia il colono era “No taxation without representation”.

Il moderno movimento del Tea Party non è un partito politico registrato il suo nome non è ancora apparso su tutte le schede elettorali.
Il movimento Tea Party non approva candidati per mandato elettivo.

Nel 2010 le elezioni di novembre di medio termine il movimento Tea Party ha dimostrato di avere un’influenza significativa per aiutare i candidati la supportato farsi eleggere.
In quelle elezioni tutti i candidati Tea Party supportati erano membri del partito repubblicano.

Perché il moderno movimento del Tea Party è un movimento popolare di locali e gruppi nazionali non c’è una leadership centrale del movimento Tea Party.

Ogni gruppo Tea Party determina le proprie priorità e definisce la propria agenda, anche se ci sono di carattere sciolti tra i gruppi e la comunicazione ai fini della organizzazione di particolari proteste e dimostrazioni Tea Party Tea Party.

Alcuni dei punti di raccolta per Partiers tè e problemi contro i quali si sono radunati per protestare contro i salvataggi bancari, le spese di stimolo e la riforma sanitaria.

Nella maggior parte dei tutti i casi i supporti delle proteste dei movimenti Tea Party e dimostrazioni comportano di advocacy per ridurre le spese federali, l’eliminazione del deficit spending, e la necessità per i politici ad ascoltare la volontà del popolo.

Grazie per la piattaforma Tea visita Partito per leggere il movimento Tea Party.

Content copyright 2011-2012. Parte della piattaforma Tea. Tutti i diritti riservati.

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Se questi sono Talebani, lei non sa niente degli US come al solito.

Saluti,
Anita

182 controcorrente { 20.03.12 alle 20:35 }

Cara Sylvi,

sono vivo, sto rimettendo in ordine la “casa” dei miei avi.
Alla sera sono stanco morto,ma ancora in tempo per fare letture brevi tipo l’ultimo”Limes” rivista italiana di geopolitica (che consiglio a te , per non restare sempre ancorata ai buon vecchio Carso !
Titola”Limes” ,questo bimestre : PROTOCOLLO IRAN Operazioni coperte e venti di guerra nel Golfo,Conto alla rovescia in Siria , l’Atomica persiana: minaccia o pretesto ?

Poi un libro che Pino ha sempre consigliato e che mi era sfuggito in passato : Dio non è grande di Christoper Hitcthens.

Vi faro sapere alla fine delle letture,ma non ci sono grandi novità,salvo che siamo già in guerra da parecchio tempo , senza saperlo…ma non è una novità..basta seguire i Post di Pino, che certe cose le ha già scritte per noi , con largo anticipo.
Anche su Dio non è grande..nulla di nuovo,salvo alcune “chicchette” che mi erano sfuggite in passato..!!

Domani devo mettere la rete anti cinghiali per evitare che mi mangino le patate….!!
Praticamente devo evitare gli” Strike” dei cinghiali,e visto la loro schiacciante superiorità,la tattica è di tipo difensivo..contro gli Imperialisti “cinghiali” è sempre molto dura..,ma si può sviarli..con successo..in fondo sono animali !

cc

183 Uroburo { 20.03.12 alle 21:23 }

Cara Anita,
i Tea Party sono per lo più esponenti dell’integralismo cristiano più rigido. E formano una delle lobby più agguerrite degli Useggetta avendo costituito una sorta di mafia. Si aiutano in ogni occasione anche sul piano economico. Hanno buttato fuori dal Partito Repubblicano chiunque non la pensasse come loro
Basta guardare la carriera di Santorum e di altri.
Spiacente ma resto del mio parere.

184 Anita { 21.03.12 alle 0:28 }

x Uroburo

Rick Santorum ha iniziata la sua carriera politica nel 1970, membro del Partito Repubblicano, Senatore per diversi mandati.
Mitt Romney, governatore del vicino Massachusetts per due mandati, Newt Gingrich da un secolo, Ron Paul certamente da prima dell’evento dei Tea Parties.

Santorum e’ ultra conservatore, Romney e’ moderato, Newt e’ brillante nei suoi discorsi ma ha un carattere tempestoso, Ron Paul…Dr. NO.

Il GOP non e’ innamorato di Mitt Romney, principalmente per la riforma sanitaria iniziata da lui quando era governatore.
Ma e’ considerato l’unico che si potra’ confrontare con Obama a novembre.

Oggi ci sono state le primarie in Illinois, stiamo aspettando i risultati, ma sembra che Romney abbia vantaggio su Santorum.

Santorum mi spaventa, troppo casa e chiesa, ha un bel sorriso, ma quando lo sento per radio intuisco una persona differente.

Ho appoggiato Romney nel 2008 e lo appoggio nel 2012.
Non e’ un buon oratore, e’ rigido, manca di carisma, ma per me sono cose irrilevanti.

Buonanotte,
Anita

185 Anita { 21.03.12 alle 1:46 }

x Uroburo

PS:

Per me l’ideale ticket sarebbe Romney-Rubio.

Marco Rubio e’ un tesoro, giovane, energetico, oratore indiscutibile anche senza il teleprompter, ottimo senso umoristico, di genitori cubani, una ventata di aria fresca.

Anche se ha detto di no, se scelto non credo che si tiri indietro.
Tutti dicono NO, fino a che sono scelti dal candidato vincente.

Ieri sera ho sentito un discorso di Marco Rubio di 25 minuti, a song to my ears.

Un piccolo problema potrebbe essere che i suoi genitori, migrati da Cuba, diventarono naturalizzati cittadini nel 1976 e Marco nacque nel 1971.

Del resto abbiamo un Presidente del quale la legittimità’ e’ ancora contestata.

Cosi’ sa’ come la penso io, e come lei resto del mio parere.

La melma si sta gia’ elevando contro Rubio, non avendo altro da incolparlo, e’ colposo di essere giovane…. (padre si 4 figli)

Anita
———

Romney ha vinto in Illinois, sto sentendo il discorso, the victory speech.

186 Shalom: Dopo "Piombo Fuso" le beffe legali { 21.03.12 alle 16:20 }

ONU-ISRAELE: UNA LUNGA «PIOMBO FUSO» LEGALE
Il Comitato Onu per la Eliminazione della Discriminazione Razziale (Cerd) rileva l’impossibilita’ per le vittime palestinesi dell’offensiva contro Gaza del 2008-2009 di ottenere un risarcimento danni e giustizia

DAVIDE TUNDO*

Roma, 21 marzo 2012, Nena News – Il 9 marzo si è conclusa a Ginevra l’80ma sessione del Comitato ONU per la Eliminazione della Discriminazione Razziale (CERD), organo di esperti indipendenti incaricato di valutare i rapporti che gli stati membri dell’omonima Convenzione sono periodicamente tenuti a presentare e in essi lo stato dell’applicazione delle norme convenzionali nell’ambito della giurisdizione statale.

Tra gli stati in esame, il Comitato ha analizzato Israele, il cui rapporto è stato valutato alla luce di una serie di rapporti alternativi di ONG israeliane e palestinesi[1], e altresì in base a un contradditorio tra i membri del Comitato e una delegazione ufficiale israeliana.

A conclusione dei lavori il Comitato ha pubblicato le proprie osservazioni finali[2] tra cui spiccano talune questioni su cui il medesimo ritiene che Israele debba intervenire al fine di rispettare gli obblighi derivanti dalla Convenzione. Il Comitato ha espresso perplessità su diverse politiche e pratiche messe in atto nell’ambito del territorio israeliano e altresì nei territori palestinesi e negli Alti siriani del Golan, sui quali Israele esercita la propria giurisdizione, con relativa assunzione di responsabilità giuridiche internazionali, in virtù dell’effettivo controllo derivante dall’occupazione militare.

In effetti, come potenza occupante, Israele é giuridicamente responsabile rispetto all’applicazione della Convenzione, e degli altri trattati di diritto internazionale dei diritti umani di cui è parte, nei territori anzidetti. Tale conclusione, pacificamente accettata dalla comunità internazionale, inclusi specifici organi e comitati ONU, è stata nuovamente ribadita dal Comitato a fronte dell’ennesimo tentativo di Israele di sottrarsi alle proprie responsabilità giuridiche nei confronti delle popolazioni che mantiene sotto occupazione. Difatti, il rapporto dello stato israeliano[3] ha omesso riferimento alcuno ai territori occupati nei quali Israele considera la Convenzione inapplicabile e ne declina ogni responsabilità. Si tratta di una posizione inaccettabile che non è, secondo il Comitato, “in accordance with the letter and spirit of the Convention, and international law, as also affirmed by the International Court of Justice and by other international bodies” (§ 10).

Tra le questioni relative ai territori palestinesi occupati con profili discriminatori di rilievo[4], il Comitato ha espresso “concern at the monetary and physical obstacles faced by Palestinians seeking compensation before Israeli tribunals for loss suffered, in particular as a consequence of the IDF Operation Cast Lead in the Gaza Strip (Articles 3, 5 and 6 of the Convention)”, (§ 27).

A tal riguardo occorre ricordare che, nell’ambito della devastante operazione militare israeliana “Piombo Fuso” di dicembre 2008/gennaio 2009 nella Striscia di Gaza, la missione ONU guidata dal giudice Goldstone[5] ha rinvenuto gravi violazioni da parte di Israele dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario, inclusi possibili crimini di guerra come l’attacco intenzionale a beni e persone civili[6].

In effetti, l’ingente numero di vittime tra la popolazione civile, e gli enormi danni materiali a beni civili[7], unitamente alle modalità di attuazione delle forze armate israeliane, hanno giustificato il sospetto che queste abbiano intenzionalmente scelto i civili palestinesi, “protected persons” in base all’artt. 4-33 della IV Convenzione di Ginevra del 1949, come specifico obiettivo militare in esecuzione di un “collective punishment”, anch’esso chiaramente proibito dalle medesima norme che, universalmente ratificate, sono considerate come diritto internazionale umanitario di carattere consuetudinario.

Il diritto alla riparazione del danno, una componente essenziale del diritto alla giustizia, spetta dunque alle centinaia di vittime di Gaza in base alle norme del diritto internazionale dei diritti umani, tra cui il Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici del 1966, ratificato da Israele e applicabile ai territori palestinesi occupati[8], anche in virtù della sua “extraterritorialità”.[9]

La sussistenza della responsabilità civile in capo a Israele deriva peraltro da una norma del diritto internazionale umanitario consuetudinario per cui “a State responsible for violations of international humanitarian law is required to make full reparation for the loss or injury caused”.[10]

Malgrado ciò, il diritto alla giustizia in sede civile è per le vittime palestinesi di “Piombo Fuso”, come peraltro in sede penale, irrealizzabile nel sistema legale israeliano. Sebbene astrattamente legittimate ad agire in giudizio contro il Ministero della Difesa per il risarcimento dei danni, qualora la medesima richiesta formulata “out-of-court” non abbia trovato accoglimento o risposta alcuna, come peraltro finora sempre accaduto, le vittime civili di Gaza si scontrano con due gravi elementi discriminatori.

Da un lato, le restrizioni ai movimenti di persone e beni in entrata e uscita dalla Striscia di Gaza, elemento portante della chiusura della medesima in atto ormai da più di 4 anni su decisione di Israele, hanno impedito ai palestinesi di Gaza, siano essi ricorrenti in giudizio, testimoni o avvocati, di comparire dinanzi alle corti israeliane come da queste prescritto per la rituale celebrazione delle diverse fasi processuali, tra cui il confronto dei testi. La conseguenza sui processi e le domande risarcitorie è devastante: constatata l’assenza degli interessati, la corte israeliana aggiorna il caso ad infinitum o ne dichiara la chiusura e con essa la perdita del diritto.

Né possono legali israeliani, qualora assumano la rappresentanza in Israele di palestinesi di Gaza, ivi recarsi per incontrare i propri clienti ed assicurarne una adeguata difesa e assistenza legale.

Inoltre, in aggiunta a “court fees”, o costi fissi di giustizia da pagarsi per ogni procedimento civile, le corti israeliane hanno sistematicamente iniziato ad esigere a ciascun ricorrente di Gaza il versamento di proibitive “guarantees”, il cui importo è solitamente in linea con il valore della proprietà reale di cui si lamenta il danno, mentre per i casi di lesione o morte tale somma oscilla ormai tendenzialmente sui NIS 10,000 (USD 2,600) e 20,000 (USD 5,200), rispettivamente. Occorre notare, e in ciò risiede la discriminazione ai danni dei ricorrenti palestinesi di Gaza, che l’imposizione (e l’ammontare) di tali garanzie al fine di rivalersi dei costi processuali contro l’eventuale soccombente, non è un obbligo bensì una facoltà in capo ai giudici. Se non pagate entro i successivi 120 giorni, il giudizio si estingue. Non è superfluo ricordare che tali somme non sono in assoluto nelle disponibilità dei palestinesi di Gaza, la cui situazione è notoriamente ai limiti della mera sussistenza a causa delle operazioni militari israeliane e del diffuso impoverimento arrecato dal blocco israeliano sulla Striscia. Anche su quest’ultimo aspetto, peraltro, il Comitato ha esplicitamente manifestato la propria contrarietà e chiesto ad Israele di “fully respect the norms of humanitarian law in the Occupied Palestinian Territory,and rescind its blockade policy” (§ 26).

Le conseguenze di tale sistema di “guarantees” sul diritto alla giustizia delle vittime civili di Gaza, specificamente sulla riparazione dei danni ad essi provocati da “Piombo Fuso”, sono ben documentate dal Palestinian Centre for Human Rights di Gaza City[11], che ha gratuitamente assunto la rappresentanza legale di molte vittime e si adopera per il reperimento dei fondi necessari.

Su 1,046 richieste di risarcimento per altrettante vittime civili, 400 sono state in seguito abbandonate a causa delle iniziali “court fees”, mentre per le restanti, di cui invece si sono pagati tali costi di giustizia, la sopravvenuta imposizione delle “guarantees” rischia di frustrare ogni aspettativa di giustizia.

In ultimo, va ricordato che la Suprema Corte israeliana ha rigettato una serie di petizioni in cui si chiedeva la cancellazione o almeno la diminuzione dell’ammontare di tali “guarantees”.[12]

È di tutta evidenza, come ha sottolineato il Comitato ONU, che il diritto alla giustizia per le vittime palestinesi di Gaza non può realizzarsi, per i motivi anzidetti, nel sistema legale israeliano.

Tale diniego di giustizia, unitamente alle altre violazioni dei diritti umani commesse nel contesto dell’illegale chiusura israeliana della Striscia di Gaza, può integrare la fattispecie penale internazionale della persecuzione, un crimine contro l’umanità, come affermato dalla Missione ONU sulla Guerra di Gaza.[13]

Le discriminazioni in tema di azioni risarcitorie dei danni delle vittime palestinesi sono funzionali alla perpetuazione dell’illegalità delle azioni israeliane su Gaza, che sull’impunità dei suoi responsabili, anche internazionale, si reggono e si moltiplicano.

*Dottorando in Diritti Umani dell’Universitá di Valencia (Spagna) e collaboratore del Centro Palestinese per i Diritti Umani di Gaza.
[1] Si veda tra gli altri PCHR, Submission to the UN Committee on the Elimination of Racial Discrimination, febbraio 2012, disponibile su http://www.pchrgaza.org/files/2012/PCHR%20CERD%20Submission.pdf.

[2] CERD/C/ISR/CO/14-16, 9 marzo 2012, disponibile su http://www2.ohchr.org/english/bodies/cerd/docs/CERD.C.ISR.CO.14-16.pdf.

[3] CERD/C/ISR/14-16, 17 gennaio 2011, disponibile su http://www2.ohchr.org/english/bodies/cerd/docs/CERD.C.ISR.14-16_en.pdf.

[4] Tra cui gli insediamenti di coloni in Cisgiordania, la gestione delle risorse naturali, le demolizioni di strutture civili palestinesi, il dislocamento forzoso delle comunità beduine e la pratica della “administrative detention”.

[5] Si veda il rapporto della Fact-Finding Mission on the Gaza War, A/HRC/12/48 del 25 settembre 2009, disponibile su http://www2.ohchr.org/english/bodies/hrcouncil/docs/12session/a-hrc-12-48.pdf.

[6] Art. 8 (b) (i) e (ii), Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale.

[7] Tra gli altri, PCHR, Targeting Civilians, Report on the Israeli military offensive against the Gaza Strip (27 December 2008-18 January 2009), 21 ottobre 2009, disponibile su http://www.pchrgaza.org.

[8] Como dichiarato dalla Corte Internazionale di Giustizia, Legal Consequences of the Construction of a Wall in the Occupied Palestinian Territory, Advisory Opinion, 9 luglio 2004, § 106-111.

[9] Human Rights Committee, “a State party must respect and ensure the rights laid down in the Covenant within the power or effective control of that State party, even if is not situated within the territory of the State party”,

General Comment n. 31 (2004), CCPR/C/21/Rev.1/Add.13, par.10, disponibile su http://www.unhchr.ch. Si veda anche

Lopez Burgos vs. Uruguay, Communication no. 052/1979, U.N. Doc. CCPR/C/OP/1 at 88 (1984), su http://www.un.org.

[10] Rule 150, International Committee of the Red Cross, Study on Customary International Humanitarian Law: Volume 1: Rules, 2005.

[11] Si veda al rispetto PCHR, Israeli Courts Insist on Decisions Depriving Palestinian Victims of Access to Justice and Judicial Remedy and Making It Impossible, Press-release section, 12 gennaio 2012, su http://www.pchrgaza.org.

[12] PCHR, Israeli Courts Insist on Decisions Depriving Palestinian Victims of Access to Justice and Judicial Remedy and Making It Impossible, op.cit.

[13] A/HRC/12/48, § 1936, op.cit.

187 Anita { 21.03.12 alle 16:43 }

x Uroburo

BLOGCULTURACURIOSITÀDIRITTO

CURIOSITA’ – USA: cosa sono i Tea Party
Negli Stati Uniti FreedomWorks è un’organizzazione che ha conquistato la ribalta nazionale lo scorso 12 settembre, quando è stata la principale organizzatrice di una manifestazione che ha visto mezzo milione di americani sfilare a Washington contro le politiche di spesa dell’amministrazione Obama. Segue

Negli Stati Uniti FreedomWorks è un’organizzazione, attiva da una ventina di anni, che ha conquistato la ribalta nazionale lo scorso 12 settembre, quando è stata la principale organizzatrice di una manifestazione che ha visto mezzo milione di americani sfilare a Washington contro le politiche di spesa dell’amministrazione Obama.

La “marcia su Washington” è stato il momento di maggiore visibilità di questo movimento che è diventato famoso nel mondo sotto il nome di “Tea Party”. Si tratta di raduni spontanei che si stanno sviluppando per protestare contro la politica sociale che ha caratterizzato la fine dell’era Bush e l’inizio di quella Obama.

“La stampa progressista vicina al Presidente tende a rappresentare i “Tea Party” utilizzando il cliché di una destra rabbiosa e ignorante.
Per alcuni opinionisti si tratterebbe perfino di un movimento para-razzista che, dietro la protesta politica, maschera soltanto la profonda ostilità per il fatto che un uomo di colore sia finalmente entrato alla Casa Bianca.”
—————————————————–

Noti bene….La stampa progressista vicina al Presidente tende a rappresentare i “Tea Party”…..

Lei si beve quello che scrive la stampa progressista, e ci aggiunge la sua interpretazione sballata.

Quando non ci sono altri argomenti fa comodo usare il razzismo…e’ di moda.

Ecco cosa dicono gli Afro-Americani dei Tea Parties:

The black members said the racism that has been attributed to the tea party movement came from outsiders who infiltrated the groups to discredit their work and it should be rejected.

“These people do not oppose Barack Obama because of his skin color. They oppose him because of his policies,” said Lloyd Marcus, a spokesman for the group.

Da AP

Anita

188 Pasquino { 21.03.12 alle 17:04 }

IL LAGO A PRIMAVERA

Verde, profumata e dolce Peschiera,
un fitto bosco di mandorli infiora,
cascata intensa di brillante rosa,
informi gradini bruciano incensi.

Cicaleccio d’acqua festante tra i rami,
amori, tutto il pendio è ombrato rosa,
stormiscono le foglie, occhi al cielo,
fiori di mandorlo nostri cuori fan festa.

Sdraiati sullo smeraldino dolce pendio,
moltitudine di fiori, mentre giocondi
esalano gli anèti, ci sfiora un molle sonno,
d’intorno tutto canta e le rondini ci fan festa.

Pasquino

189 Cerutti Gino { 21.03.12 alle 17:05 }

Invece lei beve ettolitri di panzane neocojons.
Ohhhhhhu yeah!
Figuriamoci.

190 Anita { 21.03.12 alle 18:54 }

x C.G.

Lei non merita risposta.

Anita

191 Uroburo { 21.03.12 alle 21:43 }

Cara Anita,
mi scuso tanto ma il razzismo ( o se preferisce il revanchismo bianco degli stati del Sud), naturalmente sempre in modo soft e non esplicito (sarebbe altrimenti ingestibile), è alla base del movimento conservatore attuale che si presenta come un movimento di estrema destra con caratteristiche fortemente autoritarie ed ultraliberiste.
Quel che i Tea-party vogliono è la fine di ogni intervento sociale da parte dello stato; la riduzione delle tasse e quindi uno stato leggero, anzi leggerissimo (bilancio militare e poliziesco a parte); la privatizzazione di tutto, avete parlato perfino di privatizzare la giustizia ed avete già privatizzato le carceri, anche a costo di mettere in crisi la democrazia con le disuguaglianze che sostenete.
Che ci possano essere anche dei negri repubblicani mi sembra del tutto plausibile: di imbecilli è pieno il mondo. Si figuri che 5 ittagliani su 10 votavano per il Banana!….
Un saluto U.

192 Cerutti Gino { 21.03.12 alle 21:52 }

A parte che delle sue risposte non me ne frega un bel niente, confermo quanto detto.
Se c’è qualcuno qui che trangugia propaganda, questa è proprio lei.

C.G.

193 Cerutti Gino { 21.03.12 alle 21:54 }

x Pasquino.

Oggi ricorre la Giornata Mondiale della Poesia.
Saluti.

C.G.

194 Anita { 21.03.12 alle 23:07 }

x -193-

Lei si immischia sempre senza sapere cosa ha spronata la conversazione.

Anita

195 Anita { 22.03.12 alle 2:23 }

il post -194- era x il -192-

A.

196 rodolfo { 22.03.12 alle 11:49 }

vedremo quali saranno le reazioni della rete dell´odio che non tardera´a farsi sentire con l´ipocrisia mimetizzata di perbenismo e di pieta´.
Rodolfo

197 sylvi { 22.03.12 alle 13:52 }

E’ Primavera! Il blog langue!
Meno male che c’è Pasquino, a cui faccio i miei complimenti perchè uno sprazzo di poesia rischiara la giornata!

Nei due grossi lecci, che si affacciano sul terrazzino in cucina, da alcuni giorni c’è un concerto di mille cinguettii; i merli, in particolare, sono persi nelle loro melodie amorose e, come tutti gli innamorati, diventano arditi …becchettano indisturbati a un metro da me…mi guardano con l’occhietto sbilenco e poi zampettano indifferenti un passo più in là!
Io sono in attesa trepidante di diventare bi-nonna…se è un pigrone sarà fra una settimana… e allora anch’io preparo le pulizie di Pasqua per il nuovo arrivo.
Poi c’è chi difende le patate dai cinghiali, e nel tempo libero si dà al ripasso delle soluzioni delle problematiche mondiali;
c’è chi se la prende con la povera Anita che ha il solo torto di conoscere a fondo le problematiche di casa sua e di sforzarsi di capirle!
C’è chi soprattutto guarda fuori dalle finestre di casa, mentre in casa si consuma un incendio!!!
Pare cosa che non lo riguardi!

E anch’io approffitto del sole per preparare i balconi fioriti a Grado e le vaschette di basilico riccio che dovrebbero tener lontano le future zanzare!
per oggi non mi sento di farmi carico …nemmeno dei problemi dei triestini…figurarsi quelli di Landini Camusso e dei loro scioperi…fuori tempo massimo.
Ma il tempo di un pensiero ai bambini di Tolosa, così come a quelli di Gaza o di Israele lo trovo…
l’assassino di Tolosa non è che il frutto di demenziali messaggi ai quali nessun adulto ha saputo opporsi, semplicemente in nome dell’umanità!

Sylvi

198 Anita { 22.03.12 alle 17:12 }

x Sylvi

Salto qui solo per mandarti un saluto ed un abbraccio.
Auguri e congratulazioni anticipati per il prossimo arrivo del tuo nuovo nipotino, per te e per tutta la tua famiglia.

Ciao,
Anita

199 Uroburo { 22.03.12 alle 18:26 }

I miei merli se ne infischiano di qualunque cosa io faccia e continuano a farsi i fatti loro. Addirittura vengono a mangiare ad un passo da me, ma non hanno per nulla l’occhio sbilenco.
Prima con le gatte si nascondevano ma adesso … fanno come se fossero i padroni.
Tanti auguri per il secondo nipotino. U.

200 Uroburo { 22.03.12 alle 18:28 }

PS. E magari l’assassino di Tolosa potrebbe anche esser il frutto di una emarginazione ancora più demenziale.
Sa, nessun violino suona senz’archetto… U.

201 rodolfo { 22.03.12 alle 18:58 }

Questo unico post esclusivamente per Sylvi.
Per un bambino i nonni sono molto importanti….Dio solo lo sa´quanto…
e non voglio dissertare piu´di tanto…
Io non ho conosciuto un nonno…. solo una nonna che pero´mi cacciava via…
Auguri dunque a te ma … sopratutto al nascituro per avere una nonna come te.
Un saluto
Rodolfo

202 controcorrente { 22.03.12 alle 22:44 }

LE PATATE E I CINGHIALI

Già,c’è chi difende le povere patate, dai Cinghiali…!!
A dire il vero se uno considera la benzina del motocoltivatore,il costo delle patate da semina, le patate conviene comperarle al supermercato o nei mercatini “tutto a 99 cent il KG.
Ma serve a mantenere i nervi distesi..e scaricare le tensioni..che diversamente si scaricherebbero sui Cinghiali,con pallettoni di grosso calibro.., ma anche in questo caso i costi di un permesso di caccia e di un fucile sarebbero eccessivi…per le mie tasche..!!
Quando è mancato il mio povero Papà , talmente ho in “ubbia” il fucile (tra l’altro un buon quattro colpi)che ho dovuto cederlo ad un collezionista che lo tiene in custodia protetta a norma di legge, pur di non dovere prendere Porti d’arma o Permessi di caccia a norma di legge.
Ho sempre pensato che per chi possiede armi armi,
prima o poi la tentazione di usarle diventa irresistibile..per cui meglio piantar patate…vicino al mio ciliegio che sta fiorendo…e che sembra promettere bene per Maggio…in tutti i casi si può sempre sparare a Qualche poeta che descrive le Primavere (uffa che retorica di merda–la vita che rifiorisce ect,ect gli ormoni che si scatenano..ect,ect)(sempre uguale tutti gli anni),senza nemmeno sapere cosa costi saper gestire un ciliegio, perchè Lui possa descrivere i Ciliegi in fiori…e naturalmente sempre tenere qualche colpo di scorta per spaventare i Cinghiali.
Sempre per restare in tempo e non andare fuori tempo massimo..eh!

cc

203 controcorrente { 23.03.12 alle 10:50 }

IL CETRIOLO

Quest’anno pianterò anche i Cetrioli,ho allargato l’orto e mi giovo di una buona concimazione (è incredibile tanto per essere poeti , quanto sia utile la merda animale di quella buona , quante cose faccia crescere tanto per parafrasare De Andrè)
Sinceramente anche gli “effluvii di merda animale, non mi sono ostili in questa stagione che vede la rinascita della natura..!!

Ahh, il cetriolo ..li pianto per sperimentazione e non certo per autosoddisfazione personale,sto sperimentando una qualità al cemento armato del cui uso ancora non so cosa fare,ma qualcuno che vede sempre lungo in questo Blog,con la sua fantasia ,potrà certamente immaginare..tanto per non ANDARE FUORI TEMPO MASSIMO ,NEH..!!

cc

204 sylvi { 23.03.12 alle 13:32 }

caro CC,

più tardi, ora non ho tempo, dirò la mia sul letame e sulla cui “maturazione” sono stata
erudita da fior di contadini.
Il letame, al pari dei brasati di Uroburo, necessita di preparazioni e cure incredibili per un inesperto!
Ne va di mezzo la qualità della terra a cui viene mescolato e sulla quale poi cresceranno i tuoi cetrioli!
E tu, che parli sempre del ritorno all’antico, dovresti cominciare un lungo corso di studio e aggiornamento, perchè è una questione di trasformazione chimica molto elaborata.

Non ho capito se i cetrioli che stai seminando, giunti a maturazione, sostituiranno “gli ombrelli” di Altan!!!

Sylvi

205 Anita { 23.03.12 alle 16:36 }

x Sylvi

La mia vicina di fronte ha montagne di letame, sai con il suo zoo tra cavalli, pecore, capre, galline, tacchini, etc….
Questo letame viene depositato in un gran pezzo di terreno di sua proprieta’ quasi adiacente al suo recinto.

Io non lo voglio….appunto perche’ il letame necessita preparazioni e deve essere ben stagionato.

Tra parentesi e’ contrario alla legge avere un deposito di letame perche’ inquina il sotto suolo e finisce nella nostra baia.

Se e’ fresco brucia le radici….

Ciao, Anita

206 Pino Nicotri { 23.03.12 alle 16:43 }

x Anita

Noi in Italia tra “lumbàrd” e berlusconiani di letame ne abbiamo a montagne… Con i letamai collaterali di veltroniani, “responsabili”, “cricche” varie, servi papalini, ecc. Anche loro, oltre ad ammorbare l’aria, bruciano le radici…
Un abbraccione.
pino

207 controcorrente { 23.03.12 alle 18:16 }

più tardi, ora non ho tempo, dirò la mia sul letame e sulla cui “maturazione” sono stata
erudita da fior di contadini.

Non ho mai nutrito alcun dubbio in materia ,la tua esperienza non si discute !

cc

208 controcorrente { 23.03.12 alle 18:22 }

X Anita

Tranquilla , voi AmeriKaners, continuate così , con la Chimica industriale…che non puzza ..mi dicono che in aratura siete già oltre i tre metri di profondità..tranquilli prima di arrivare al centro della terra avrete il tempo di eliminare il globo almeno tre volte..con solo le radiazioni e i neutroni che non puzzano e non inquinano.., ma fanno venire un buon cancro !

cc

209 Anita { 23.03.12 alle 19:15 }

x CC

Oltre un terzo dei terreni agricoli negli Stati Uniti produce raccolti destinati all’esportazione.

Cosi’ per evitare il cancro non mangiare niente di importato, campa col tuo orticello.

Anita

210 controcorrente { 23.03.12 alle 19:55 }

Ci puoi giurare Cara Anita,l’importante è accorgersi per tempo che il letame è Americans, non sempre sulle etichette dei mercatini è specificato, esattamente come per gli Agrumi di Israele..!!

cc

211 controcorrente { 23.03.12 alle 20:27 }

DAI RACCONTI DEL “CETRIOLO”…

Parte Prima

Nonna ESTERINA..!!

Mia Nonna Esterina, era una gran Nonna..!!Peccato avesse la testa Più dura del più duro dei cementi armati !!
Quando vivevo nella mia casetta , riscaldamento unico a legna,(le stanze nemmeno a parlarne..dicevano che faceva male alla salute , anzi dicevano che il Duce dormisse con la finestra della camera aperta…nonna Esterina in pensione (ancora non ho capito quale),si ostinava a portarmi un pastone incredibile di latte ,zucchero e pane…era già il dopoguerra avanzato per cui la nonna non lesinava in zucchero…!!
Mangiavo..e non mi lamentavo..prima della SQUOLA…avevo 10 anni e non potevo obiettare un gran ché…!!

Che mia Nonna avesse la testa dura..non c’è da dubitare..solo poco tempo fa sono venuto a scoprire che appena rimasta vedova, un ricco possidente terriero(non i Torlonia per carità) volesse sposarla , prendendosi a carico pure i tre figli.., ma Lei dura come il granito,rimase fedele al suo D….che ci rimase con una Pleurite fulminante..mal curata , come si usava ai tempi di una sanità efficiente e non in deficit..!
Per cui i tre figli (due sorelle e un fratello) per riscaldarsi facevano fascine sui Rivi, (rigidamente legna caduta a terra)..fin dalla età di 10 anni..
Ecco perché, in Primavera i Poeti possono poetare sulla bellezza delle colline pulite e.. (non guasta ) allora ..le colline ..non ci cadevano in testa come ora..non vi era nemmeno uno stecchetto nel Sottobosco..pieno di Elfi e Folletti (licenza poetica)..!

Concludendo si può affermare con sicurezza che Oggi , il futuro passi per l’art 18, ..licenziando..si cureranno i Rivi, e non bisognerà più spendere in opere pubbliche costose..(e con meno zucchero nel pastone del latte , farà meglio alla salute dei bambini..

Ecco perché , per rispondere poeticamente alla mia cara amica Sylvi, coltivo cetrioli al Cemento Armato..!
Diciamo ..,che queste mie “notarelle “, sono una premessa allo studio della logica Aristotelica per Licei Classici..senza capire una parola di Greco come alle Magistrali..di un tempo..

buona sera

cc

212 Peter { 23.03.12 alle 20:33 }

x CC

i tuoi posts sono talvolta peggio del greco…comunque, di pleurite non si muore, nunnata mori’ di polmonite. Amen. RIP.

Se tu nel dopoguerra avanzato avevi appena 10 anni, sarai nato nel 1940…o giu’ di li’…forse dopo. Mi spieghi come fece sirda (=tuo padre) a ficere la prima guerra de lu munnu?
Ingenue domande di Terronia (da non confondere con Torlonia)…

Ma i principi di Torlonia non erano quelli che avevano una villa a Roma, data come residenza privata a Mussolini per la cifra esorbitante di una lira all’anno?
Poi divenne la sede dell’ambasciata britannica, ora non so cos’e’

Peter

213 controcorrente { 23.03.12 alle 21:16 }

Caro Peter,
mi devi scusare, per la mia scarsa conoscenza della Disciplina di Esculapio o Ippocrate (che chissà perché, fa tanto rima con Ipocrita) e per il mio Itagliota imperfetto o poco perfetto (per non confondere il lettore poco attento con il noto verbo), ma credo che l’Avo fosse morto, per un embolo causato da Flebite, per una Polmonite mal curata negli Ospedali di Campagna , (al tempo ..di Spread non si teneva conto..la parità Lira Oro era l’avanguardia della finanza) e poi devi tenere conto che al destino non si può negare nulla..specie se passa sotto il nome di volontà divina.in sostanza l’Avo era già scampato alla I GM, per conquistare i sassi della Sylvi..!Cosa si pretende di più..Insomma , poffarbacco !
In quanto all’età , non ci far caso..licenza poetica ..questo Blog brulica di Poeti..e che cacchio vuoi ancora, il numero esatto di scarpe o il giro di mutande ?

cc

214 sylvi { 23.03.12 alle 21:21 }

caro Pino,

il letame a cui lei si riferisce io lo chiamerei “residuo vario” a decomposizione molto lenta e…non giovano eserciti di batteri, lombrichi, lumache e via elencando…sta lì,… diventa liquido maleodorante e fa danni ; non si trasforma in buon humus, ma diventa il percolato altamente inquinante.
Il buon letame matura se curato, arieggiato, ricomposto con nuovi strati di terriccio, nuove erbe e cortecce d’alberi…insomma un continuo ciclo vitale ….
invece il SUO “residuo ” non ha più niente di organico, nè di vitale!
Feccia!

saluti
Sylvi

215 Anita { 23.03.12 alle 21:29 }

x CC

Caro CC,

Il letame Americano e’ nel tuo cervello.

La combustione della legna e’ potenzialmente dannosa per la salute e per l’atmosfera.

Chi e’ morto di pleurite?
Tua nonna o tuo nonno?

Mio papa’ aveva la pleurite da molti anni, sin da quando ero piccola, secca e bagnata, (allora non c’erano antibiotici) ma e’ morto di cancro dei fumatori alla faringe a 68 anni.

Noi avevamo il riscaldamento centrale ad antracite….altro non so’.

Mi ricordo che a Milano molti non avevano il riscaldamento…e nemmeno dove mia mamma era sfollata, una villetta nuova e moderna, senza gabinetto, senza bagno o riscaldamento.
La mattina mi svegliavo con la brina sui capelli e l’acqua con velo di ghiaccio nel bicchiere.

Anita

216 sylvi { 23.03.12 alle 22:25 }

caro CC,

vedo che le storie umane delle tue colline, così dolci e armoniche, così verdi e arcadiche, hanno altre storie rispetto alle mie colline sassose, aspre e calcificate dal sole.
Qua proprio non c’era molto di andare lungo i rivi!

Soprattutto i nostri rivi erano percorsi molto velocemente dall’acqua che immmediatamente si inabissava, lasciando la terra inaridita.
Io, bambina, venivo dalla Venezia… dove abitavo l’acqua scorreva a risorgive, rigagnoli, ruscelli, fiumi che andavano dolcemente in laguna.
Arrivai in una terra dove ovunque c’era una Chiesa accanto c’era il pozzo…e le donnette con i cjaldìrs di ram ( secchi di rame) e il buinç
( arco con uncini ) che si poggiava sulle spalle per trasportare i secchi, facevano più viaggi in una giornata, e, nell’attesa del turno,curavano con molta disponibilità i rapporti sociali.
Mi pareva incredibile e insopportabile che si dovesse tanto faticare e risparmiare per avere l’acqua.
I più fortunati avevano la pompa nel cortile .
Mi pareva il massimo della civiltà!
Lungo il medio Friuli correva e corre il Ledra, canale ottocentesco di deviazione del Tagliamento.
E al Ledra le donne andavano a lavare i panni…d’inverno rompendo il ghiaccio…. e ,naturalmente , riducendo le mani, con l’artrosi, a moncherini sempre più rigidi.

La “miseria” d’acqua per me è stato un modo di vedere il mondo ribaltato, inconcepibile.
Ma è stato anche una rivoluzione di vita.
Nelle mie numerose scorribande per le isole dalmate ho riorganizzato la mia vita con poca preziosissima acqua!
Tot per cuocere la pasta, tot per sciacquarsi ( ci si lavava in mare!), tot per lavarsi i denti………
Là “i cetrioli” dell’orto si bagnavano con un barattolo di pelati colmo d’acqua…mezzo barattolo per la buganville …di tanto in tanto!

Ecco, se uno comincia a riorganizzare la sua vita con la penuria d’acqua ha già fatto metà della sua rivoluzione economica…e l’art.18 diventa ininfluente…perchè saremo tornati alle cose che contano veramente!
Filosofia compresa!
E hanno mandato il tuo avo a lustrare questi sassi???
Non ho mai capito perchè!

Sylvi

217 Anita { 23.03.12 alle 23:48 }

x Sylvi

Quando abitavo in Sicilia c’era penuria d’acqua.
Aprivano l’acqua solo dalle 8 alle 11AM, ma poco dopo le 8 veniva lentamente.
Non so come faceva mia mamma, io a casa ci stavo poco o non mi interessavo…c’era sempre guerra.
La mattina partivo per la marina col mio cane lupo…..dipingevo di notte.

Qui non c’e’ mai stata scarsita’ d’acqua, solo qualche anno hanno limitato l’irrigazione dei prati a giorni alternati, quest’anno potrebbe essere scarso, poca neve, primavera asciutta….piove ma solo per bagnare il lastrico.

Buon risveglio,
Anita

Ti ho mandato un messaggio.

218 Pino Nicotri { 23.03.12 alle 23:51 }

x Sylivi

Non ho ben capito quel “SUO”….
pino

219 peter { 24.03.12 alle 6:42 }

ma quante parole inglesi si usano ora in Italia…solo che le usano solo loro…
Per capire cosa intendete per spread ho dovuto cercarlo on line…
In inglese e’ gia’ una parola che si usa poco, significa spandere (non spendere…), spargimento…es., to spread the manure, spargere il letame, per restare in tema …
Si puo’ dire quite a spread in riferimento ad una grande abbondanza, es. visitando una casa ricca con una grande tavola imbandita al suo interno…
Invece qui intendente ‘economic spread’, mai sentito da me…e’ la differenza tra capitale investito e ritorno, meno perdite ed inflazione…ora capisco…complimenti!

Peter

220 sylvi { 24.03.12 alle 7:57 }

x Pino

Era riferito all’elenco di residui “politici” che lei aveva fatto nel suo post.

buonagiornata

Sylvi

221 Anita { 24.03.12 alle 13:27 }

x Peter

What do you spread on your toast?

La parola spread, verbo o nome, ha cosi’ tanti significati quasi difficili da elencare….

Anita

———————————————–

http://en.wikipedia.org/wiki/Spread

222 peter { 24.03.12 alle 18:18 }

X anita

a parte spread butter on toast-ma io dico smear-
Non e’ un verbo o sost molto usato

peter

223 Anita { 24.03.12 alle 18:38 }

x Peter

Io direi che e’ usatissimo, almeno negli US.

Spread the wealth, the joy, the news, your legs, your arms, your waist….the soil….the seed….

http://www.merriam-webster.com/dictionary/spread

Clicca su: verb and noun, 1-2.

Ciao,
Anita

224 peter { 24.03.12 alle 19:17 }

X anita

start spreading the news…qui spread si usa poco…

Peter

225 Anita { 24.03.12 alle 20:18 }

x Peter

Now, now, I’ll say…. Spreading a lot of BS right here.

Anita

226 peter { 24.03.12 alle 20:24 }

X anita

speak for someone else…
Gli italiani seguono l inglese usa io no…

Petet

227 peter { 24.03.12 alle 20:32 }

In gb spread si usa poco come verbo. pochissimo come aggett es widespread. mai come nome

peter

228 peter { 24.03.12 alle 20:33 }

Es e’ aggettivo in parole come spreadsheet

peter

229 peter { 24.03.12 alle 20:56 }

Beh quasi mai come nome…si usa the spread of an…illness

peter

230 Anita { 24.03.12 alle 22:50 }

x Peter

Peter, ho scritto: verb and noun, 1-2, perche’ cosi’ e’ scritto sul link del Merriam-Webster.

Certamente ci sono differenze dall’Inglese parlato nell’UK da quello Americano, ma eccetto per idiomi ci capiamo benissimo.

Anita

231 Cerutti Gino { 25.03.12 alle 11:20 }

x Peter:
Leggo una notiziola dall’Inghilterra:

Alf, 91, confuses disposal bin for nearby postbox.

“I’ve been posting my letters in the dog-poo-box for two years”…

Che dio lo benedica!

C.G.

232 peter { 25.03.12 alle 12:29 }

Una ragazza sarda in gb lo faceva anni fa…pensava che litter stesse per letter…

Peter

233 sylvi { 25.03.12 alle 12:57 }

…ma quante parole inglesi si usano ora in Italia…solo che le usano solo loro… Peter 219

x Peter ed Anita

Ho capito che in inglese e americano è importante usare una parola dai numerosi significati nel suo contesto.
Forse, se fossi stata meno prevenuta verso questa lingua, avrei potuto divertirmi a capirla a fondo come voi.
Ma ormai è tardi.

Invece quello che mi disturba molto è l’atteggiamento dei giornalisti italiani nel loro complesso…( Pino mi perdoni.)
Ho sempre misurato la bravura di un giornalista dalle pochissime, se non inesistenti, parole inglesi che inserisce nei suoi articoli.
Invece più sono incapaci più ritengono pedagogicamente di istruirci nelle lingue straniere; hanno una grande considerazione della loro missione!
Leggo parecchi giornali e so quel che dico!
Se i giornalisti imparassero, e quindi noi leggessimo, l’uso corretto della sintassi italiana, se ne gioverebbe anche l’apprendimento di un inglese corretto e non maccheronico come pare esibiscano quando sono all’estero.

Ci hanno ossessionato e ci ossessionano con lo spread…
per fare…
“fino”? per fare provincialmente “distinto”??? Come il ditino mignolo alzato con la tazzina del caffè?
Lo spread non è che il “differenziale” fra il valore dei nostri Bot e quelli tedeschi.
La sostanza è importante…lo spread è fumo negli occhi.

Richiedo scusa a Pino!
Odio i giornalisti ignoranti che, per darsi un tono, sparano ad ogni piè sospinto le quattro parole inglesi che hanno faticosamente imparato.

un saluto
Sylvi

234 Anita { 25.03.12 alle 14:34 }

Cara Sylvi,

negli US siamo buontemponi, we spread everything….
Non e’ cosi’ nell’UK.

Ho notato quanto inglesismo esiste in Italia, anche sulle vostre TV, vedo i video…
Eppoi hanno il coraggio di dirci che ci odiano….scherzo….

Ho un’amica lombarda che al telefono mi dice parole inglesi, ma le pronuncia come le legge, io non la capisco ma lascio perdere.

Oggi c’e’ la maratona di Milano, di solito ricevo le foto in giornata…spero che sia il tempo sia stato favorevole.

Buona domenica,
Anita

235 Cerutti Gino { 25.03.12 alle 15:14 }

Non vi odiano ma dai più semplicemente detestati .
Se invece rimarreste SEMPRE a casa vostra onde evitare di mettere le vostre manacce quando scoppia o sta per scoppiare un conflitto, diventereste addirittura un pò simpatici.

C.G.

236 Cerutti Gino { 25.03.12 alle 15:24 }

La mattanza di quel fottuto marines che ha ammazzato a sangue freddo una quindicina di persone innocenti verrà risarcita da parte dell’amministrazione US con 50mila dollari a famiglia.
Tanto vale per loro la vita di una persona. Che sia adulto oppure un bambino che aveva la vita davanti a se, chissenefrega.
Pecunia non olet e sposta le montagne, sempre secondo loro.
Dopo si meravigliano, gli “esportatori di mattanzo-democrazie” se vengono detestati.

C.G.

237 Cerutti Gino { 25.03.12 alle 16:08 }

California, donna irachena uccisa a botte,
accanto un biglietto: “Via, terrorista”

Appunto.

C.G.

238 Cerutti Gino { 25.03.12 alle 16:09 }

California, donna irachena uccisa a botte,
accanto un biglietto: “Via, terrorista”

Appunto.

P.S.: era madre di cinque figli.

C.G.

239 peter { 25.03.12 alle 16:23 }

x Sylvi

quella tendenza risale al dopoguerra, o almeno ai tempi del ‘boom’ degli anni -’50-’60, almeno pero’ boom era usato correttamente…
Ai miei tempi si diceva ‘footing’ per jogging…anziche’ dire correre a piedi…o podismo. Si diceva andare in tilt…per dire forse andare nel pallone. In inglese ‘at full tilt’ significa solo a briglia sciolta, o ‘a ruota libera’….
Forse nel clima attuale dite spread per sottolineare che l’economia e’ globalizzata, il locus di controllo e’ altrove…
In effetti qui la parola non si usa mai in quel senso, tranne forse tra economisti. Altrimenti bisognerebbe almeno precisare ‘economic spread’…

Peter

240 peter { 25.03.12 alle 16:26 }

oggi e ieri tempo bellissimo. Ieri passeggiata su di una spiaggia, oggi avrei voluto farlo ancora, ma l’aria primaverile stanca…cosi’ dormita sul divano…qui e’ cambiato l’orario, sul blog no…infatti ora sono quasi le cinque e mezzo da me…voi state addirittura un’ora prima sul blog, anziche’ un’ora dopo…

Peter

241 peter { 25.03.12 alle 16:38 }

x Anita

vi sono molte differenze di pronuncia…es in parole come missile, hostile, privacy, schedule, can’t, z, etc etc…
Ovviamente i films americani sono prevalenti, per cui anche qui la pronuncia americana si diffonde sempre di piu’…ormai sento inglesi dire ‘privacy’ e ‘schedule’ come lo dite voi…

Peter

242 Uroburo { 25.03.12 alle 16:44 }

Per la verità secondo la nostra ora l’orologio del Blog è finalmente a posto. Qui sono in effetti le 18.31.
Un saluto a tutti U.

Se penso alla politica mi viene da piangere. Monti sta mostrando i muscoli. Evidentemente una sinistra a pezzi gli sta bene, dopodichè Dell’Utri governerà il paese per l’eternità senza nessuna opposizione (che sarebbe l’unica differenza tra prima ed adesso).
Naturalmente la profondissima Silvy non capisce, per lei il nemico è il sindacato. Non l’Onorata Società, giustappunto. E neppure il persistere di culture e pratiche medievali (parlo sul piano economico non del costume) come il caporalato.
La pregevole Silvy ci devasta i Maroni (Roberto!) con il sistema tedesco. Ohhhhh se il lavoro in Ittaglia fosse regolato con il sistema tedesco….. Altro che l’art. 18 del kaiser. In Germania i ritmi di lavoro e gli straordinari vengono decisi ed approvati dal consiglio di fabbrica.
E se i licenziamenti per motivi economici son sempre possibili, un licenziamento per motivi ideologici (che da noi sono la norma anche se la pregevole Silvy ne accenna MAI. Quando mai la pregevole Silvy ci ha parlato delle Liste Nere?) bloccherebbe la fabbrica a tempo indefinito.
Ehhhh sì …. questi filotedeschi del Kaiser, che vorrebbero operai tedeschi e paghe cinesi …..
Un saluto U.

243 peter { 25.03.12 alle 16:49 }

x Uroburo

mah…sul mio computer l’orologio del blog (es il suo ultimo post) dice 16.44! mentre l’orario in UK e’ 17.44…

Peter

244 Uroburo { 25.03.12 alle 17:11 }

A Peter
Accidenti, ha ragione! Ho sbagliato io a guardare l’ora. Qui ora sono le 19.11,vediamo che ora segna il Blog. U.

Parliamo di cose leggere che la politica mi fa venire il mal di mare. Adesso gli astuti DS stanno facendo di tutto per salvare il Banana … Ho fatto un piatto persiano e mi hanno detto tutti che era moooolto buono.
Dunque, dunque ….
Prendere mezzo chilo di spezzatini tagliati piccoli di agnello (o altra carne), rosolarli in un poco di olio con una grossa cipolla, salare e pepare e poi cuocerli nel forno a 180° per un’ora. Curare che siano piuttosto asciutti, toglierli, lasciarli raffreddare e mescolarli con mezzo chilo di yoghurt bianco, curcuma ed acqua calda con zafferano. Controllare il sapore e regolare sale e pepe.
Mescolare bene e lasciarli marinare per una notte.
Cuocere al vapore per dieci minuti un chilo di spinaci, far uscire l’acqua residua e farli rosolare qualche minuto nel burro con uno spicchio d’aglio ed una cipolla piccola e mezzo chilo di prugne secche snocciolate. Regolare il sale e tenere da parte.
Lavare cinque volte mezzo chilo di riso basmati in acqua tiepida, farlo bollire sei minuti in acqua bollente salata, regolare il sale, scolare.
Prendere una grande tortiera (io ho usato una tortiera da 29 cm. ma la ricetta parla di una pentola), ungerla e metterci un foglio di carta da formo, o di alluminio. Mescolare metà del riso con la carne marinata e metterla sul fondo della tortiera; metterci sopra spinaci e prugne; coprire con il riso restante, comprimere bene con un cucchiaio di legno. Mettere sul riso un etto di burro a tocchetti e mezzo bicchiere di acqua calda e zafferano.
Mettere al forno a 180°per un quarto d’ora, coprire con un foglio di alluminio e rimettere al forno per un’ora e tre quarti.
I sapori si mescolano e ne esce un piatto unico molto saporito.
La cucina iraniana non conosce il peperoncino piccante, usa zafferano, curcuma, cardamomo e zenzero. Sono frequenti i timballi di riso come questo che sono dei veri piatti unici.
Un saluto a tutti U.

245 Uroburo { 25.03.12 alle 17:12 }

Porca vacca!!!
E’ in anticipo di due ore. U.

246 Pino Nicotri { 25.03.12 alle 17:27 }

x Uroburo e Peter

Scherzi dell’ora legale. Che è iniziata ‘stanotte.
Non ho mai capito su cosa regolano l’orario delle web pagine e quindi dei blog, che dovrebbero adeguarsi automaticamente all’ora ufficiale – “radio controlled” – esattamente come i telefonini. Mi pare ci sia inoltre la complicazione dei fusi orari e del fatto che non tutti i Paesi hanno l’ora legale e quelli che ce l’hanno non so se la fanno iniziare e finire contemporaneamente tra loro.
Un abbraccione.
pino

247 Anita { 25.03.12 alle 17:30 }

Negli US Eastern Time Zone, sono le 1:30 PM
L’orologio Italiano mi dice che sono le 7:30 PM

Ho l’ora Italiana a portata di mano.

Anita

248 Pino Nicotri { 25.03.12 alle 17:32 }

x Rodolfo e x TUTTI

Ho visto solo ieri che l’antispam aveva sequestrato due post di Rodolfo. Ignoro perché l’antispam lo abbia fatto, visto che Rodolfo non figura nella black list, e comunque li ho sbloccati. Però vanno in rete comparendo non nel giorno e nell’ora in cui li ho sbloccati io, ma in quelli in cui li ha spediti lui. Infatti figurano come post n. 196 e 201. Insomma, chi li vuole leggere dovrà cercarli abbastanza più in alto, non negli ultimi messaggi.
Un saluto.
pino nicotri

249 Uroburo { 25.03.12 alle 17:43 }

Caro Pino,
che io sappia tutta l’Europa occidentale ha l’ora dell’Europa Occidentale che credo sia l’ora di Roma. E tutti cambiano insieme l’ora alla fine di marzo ed alla fine di ottobre.
Un saluto U.

250 Anita { 25.03.12 alle 17:46 }

x Pino

Noi abbiamo cambiato l’orario due settimane fa’.

In primavera avanti, in autunno indietro.

Io mi confondo sempre.

E’ la prima volta che l’orologio del forum combacia con il mio orario.

E’ andato alla maratona di Milano?

La mia cara amica milanese mi ha gia’ mandato le foto, ma in un format che non posso aprire….di solito le mette in un Power Point format, credo che rimediera’, e’ una wizard con i computer, si potrebbe mettere in business, sistema tutti i PC degli amici e vicini.

La signora si fa la Stramilano ogni anno, si sta avvicinando all’ottantina ma non molla…..

Cari saluti,
Anita

251 Uroburo { 25.03.12 alle 17:47 }

Anita { 23.03.12 alle 19:15 } Oltre un terzo dei terreni agricoli negli Stati Uniti produce raccolti destinati all’esportazione.
Cosi’ per evitare il cancro non mangiare niente di importato, campa col tuo orticello.
——————————————
Cara Anita,
non voglio far polemiche ma mi pare che l’uso di fertilizzanti e pesticidi in Useggetta sia tra i più alti del mondo.
I pesticidi sono dei veleni ma i fertilizzanti alla lunga impoveriscono molto il terreno, soprattutto se era un terreno di prateria, di suo piuttosto povero. U.

252 sylvi { 25.03.12 alle 17:54 }

Io cambio l’ora agli orologi di casa, mai ai miei personali, perchè ritengo un esercizio utile al mio neurone ” pensare” l’ora esatta.
Perciò l’orologio della cucina segna le 19.35, ( 10′ avanti come segno di ottimismo), la pendola fa le 19.25 esatte, e l’orologio da polso fa le 18.25.
Spero di essere stata chiara!

caro Uroburo,

lei fa una grande confusione quando deve bastonarmi sulle affermazioni che faccio.
Monti dimostra di essere un ottimo politico, altro che tecnico!
Noi sappiamo quello che appare in superficie, certamente non il poker che si smazza fra Monti, la Fornero, la Camusso, ( strattonata fra la Fiom e l’opportunità di non rirompere col resto del Sindacato), la Confindustria, ( ritengo la Marcegaglia una portatrice d’acqua!)e il resto delle attività produttive.

Come vede ce ne sarebbero cose da discriminare.
Intanto le GI stanno scomparendo perchè nessuno, italiano o straniero, vuole più combattere contro una pletora di norme, commi, burocrazie, giudici del lavoro…e chi più ne ha più ne metta.
Le PMI strozzate dalle banche, dalla burocrazia e dalle imprese più forti che non pagano e quindi si sovvenzionano a spese delle piccole, sono alla canna del gas.
Rifletta su quel che scrivo, perchè le PMI che ce la faranno a uscire dal guado, che non licenzieranno, meriterebbero il rispetto delle persone per bene.
Qui nessuno parla di art. 18, nemmeno i dipendenti, hanno ben altro per la testa…aprire l’Azienda ogni mattina.

Mio marito e mio figlio strepitano perchè avrebbero bisogno di assumere…non lo fanno perchè temono di non poter pagare il salario ogni mese…pieni di lavoro…ma senza soldi che girano!
E a sentire i discorsi di ” diritti inalienabili” di “licenziamenti generalizzati” fa veramente …mi permetta,… non venire il latte alle ginocchia ma …proprio cadere le mutande!

Monti non fa niente? E che ne sappiamo noi a quali compromessi deve venire ogni giorno?
In Germania c’è il reintegro con decisione del giudice’ Bravo!
In Germania il giudice conferma il licenziamente per il furto di pochi euro.
In Italia i giudici danno ragione al lavoratore, a prescindere…se proprio non ammazza il datore di lavoro!
L’art. 18 è un budello che strozza in Italia, non in Germania!!!
In Italia tutto è ideologia,nella politica, nel Sindacato, e perciò sono i Sindacati che hanno da decenni guidato le danze del lavoro…

Io spero che Monti vada avanti con quella gran tosta della Fornero…se scontentano tutti signfica che sono nel giusto!

Saluti
Sylvi

253 peter { 25.03.12 alle 18:13 }

x Uroburo

quale ora di Roma? magari…darebbe un po’ di lustro al nostro povero paese…
Il Western European Time si abbrevia in WET…
E’ il GMT (Greenwich Mean Time) piu’ o meno i cambiamenti stagionali…due volte l’anno, a marzo ed ottobre.
Al momento attuale, l’ora in Italia, Germania, Francia, Austria, etc, e’ GMT+1. In Grecia e’ gia’ GMT+2…In Portogallo e’ come in UK ed Irlanda

un saluto

Peter

254 peter { 25.03.12 alle 18:28 }

Allora Io e Sylvi abbiamo qualcosa in comune…andavo intere stagioni senza cambiare l’ora al mio orologio da polso…ne’ la cambiavo quando mi trovavo all’estero.
Raramente la cambiavo agli orologi a muro, oggi pero’ l’ho fatto mosso dalla noia…
Ormai non uso piu’ orologio da polso dato che mi porto sempre il mobile phone appresso…fa tutto da solo. Cosi’ il computer a casa.
Oggi il computer mi ha detto cortesemente di cambiare la pila alla tastiera! ma si puo’? sono nato in un’epoca in cui l’unico computer parlante era hal 9000 in 2001, odissea nello spazio…beh scherzo, il mio PC non parla ancora, mi da’ solo messaggi scritti…
Sara’ una pe-na cambiare l’ora all’orologio della macchina

Peter

255 Anita { 25.03.12 alle 18:29 }

Shaima Alawadi

E ‘estremamente raro che uno straniero a venga ad uccidere qualcuno in casa loro per razzismo.

Non pensa che si dovrebbero aspettare le indagini della polizia prima di iniziare commenti?

E’ molto piu’ probabile che qualcuno la conoscesse bene dato che la signora Shaima Alawadi abitava negli US dal 1990 ed i figli sono cittadini Americani.

Anita

256 Anita { 25.03.12 alle 18:48 }

x Uroburo -251-

Non le saprei dire….il mio Stato non esisteva millenni fa’, era sommerso sotto il ghiaccio, la formazione delle rocce glaciali e’ ancora evidente.

Nei tempi piu’ moderni nel West non c’era acqua, i coloni perdevano il loro bestiame e raccolti a causa dell’estrema siccita’.

I prati verdi richiedono molta cura, ogni anno faccio controllare il PH del suolo e partiamo da li’.

Saluti,
Anita

257 Anita { 25.03.12 alle 20:17 }

x #236

U.S. Compensates Afghan Villagers for Soldier’s Attack – NYTimes.com

http://www.nytimes.com/2012/03/26/world/asia/us-compensates-afghan-villagers-for-soldiers-attack.html?_r=1&pagewanted=print

Per persona, non per famiglia.

Questi sono trattati fra i governi.

Anita

258 Pino Nicotri { 25.03.12 alle 20:58 }

x Anita

Giusto. Ma la stessa osservazione si doveva fare per la strage di Tolone, anziché saltare subito a conclusioni che fanno comodo ai Netanyahu e affini.
Un saluto.
pino

259 sylvi { 25.03.12 alle 21:40 }

X Rodolfo 201

caro Rodolfo
Leggo ora sul blog il post che mi avevi mandato, anche se ne conoscevo il contenuto e ti avevo già risposto tramite Anita.

Ripeto che spero tu scriva di nuovo regolarmente sul blog, perchè
è motivo di ricchezza sia ribattere quando non sono d’accordo con te, ma anche riconoscere le molte cose importanti che condivido.

Per quanto riguarda i nonni…ripeto…ho conosciuto quattro nonni e una bisnonna paterna…chiogiotta, tabaccona, allegra…amava la musica e il ballo.
Era pensionata di un figlio morto nella IGM …per sè spendeva solo per il tabacco…i soldi li dava ai nipoti…purchè li spendessero… per andare a ballare.
Mia madre mi raccontava che fu lei a sovvenzionare mio padre che voleva comprarsi il clarino…che fa ancora bella mostra di sè nel soggiorno di casa mia.
Io ero una bambina vivacissima, instancabile…solo lei mi trovava accettabilmente sopportabile e molto simpatica.
Infatti mi rifugiavo spesso letteralmente sotto le sue ampie gonne.
Era nata nella Venezia sotto l’Impero austrungarico, poi vennero i Piemontesi, ebbe una vita travagliata che non le fece mai perdere il sorriso, sdentato, negli ultimi anni, a forza di filare e tessere.
Morì a 96 anni…letteralmente per un raffreddore.
Riposa accanto ai miei nonni e ogni volta che vado in cimitero mi spunta un sorriso di saluto per lei.

Hai ragione: i nonni sono importantissimi… oggi quando muore traumaticamente un padre giovane si aiutano i figli a superare lo shock con gli psicologi…io ho avuto la fortuna di nonni amorevoli.

Spero di risentirci a presto.

Sylvi

260 Cerutti Gino { 25.03.12 alle 21:41 }

x la sora Anita.
Quindi conferma che per il governo US la vita di un’essere umano (ovviamente non cittadino statunitense) vale 50mila dollari!

Su cotanta generosità da parte della sua Amministrazione non c’è che da commuoversi.
Eppure non ci riesco, dalla pancia mi esce soltanto un mesto “andate affankulo” indirizzato al di là dell’oceano.
Spero che arrivi a destinazione.

C.G.

261 Anita { 25.03.12 alle 21:52 }

x C.G.

Grazie altrettanto.

Scriva al New York Times.

Si domandi anche quanto andra’ nelle tasche di Hamid Karzai e quanto nelle tasche dei superstiti delle vittime.

Anita

262 Cerutti Gino { 25.03.12 alle 22:05 }

Un pò come quelle famiglie del Cermis che aspettano ancora di essere risarciti definitivamente.
Che fine hanno fatto quei piloti fottuti e vigliacchi?
Sono in galera a scontare le proprie colpe per aver ammazzato una ventina di persone per una cassa di birra oppure circolano tra la gente per bene come se niente fosse?

Lei che è così saputella, non ne sa niente?
Mi dica, ci dica.

C.G.

263 Pino Nicotri { 25.03.12 alle 22:08 }

x TUTTI

E’ IN RETE IL NUOVO ARGOMENTO.
BUONA LETTURA.
pino nicotri