USA: vera ripresa economica o altre bolle?

Usa: vera ripresa o nuove bolle finanziarie?
Mario Lettieri* e Paolo Raimondi **

Negli Usa ritorna la paura di nuove bolle simili a quella legata ai mutui subprime che nel 2008 fu la causa principale dello scatenamento della crisi finanziaria globale. Molti mutui furono concessi senza tenere in considerazione la reale capacità di pagamento di molti sottoscrittori. In seguito i titoli suddetti furono utilizzati come base per altre operazioni ad alto rischio, i derivati finanziari. La montagna di titoli virtuali, così creata, crollò su se stessa quando la percentuale dei mancati pagamenti e dei fallimenti individuali divenne insostenibile. Ormai è storia nota.

Situazioni simili però si stanno ricreando anche oggi in vari settori economici, tra cui quello delle vendite di automobili e quello delle carte di credito. Anche in questo caso gli Usa precedono, indicano la strada che, anche se pericolosa, l’Europa non esita a percorrere.
Negli anni passati chi ha acquistato un’auto lo ha fatto a debito. Così negli Usa gli acquirenti sono diventati ‘parte’della tanto sbandierata ripresa economica americana. La domanda, si è detto, è ripartita: il cavallo è tornato a bere. Il totale dei prestiti per l’acquisto di automobili ha raggiunto il trilione (mille miliardi) di dollari.

Le banche e altri mediatori finanziari anche in questo caso hanno ‘impachettato’ tali debiti in apposite obbligazioni che sono state vendute sul mercato. Sulle stesse si sono moltiplicati i vari strumenti finanziari anche per darne copertura assicurativa.
Intanto i media statunitensi hanno cominciato ad evidenziare che un numero crescente di acquirenti non è in grado di pagare le rate. Alcuni istituti finanziari hanno registrato un ritardo di pagamento di oltre 30 giorni per almeno il 12% dei prestiti da loro concessi. Anzi, per il 2,6% degli stessi è già stata attivata la procedura di fallimento e di sequestro del veicolo.

Ancora una volta sono le agenzie di rating a valutare la sostenibilità delle obbligazioni e degli asset-backed security (derivati) emessi dalle banche sulla base dei mutui accesi per l’acquisto di auto. Fitch Ratings riporta che i titoli ‘impacchettati’ nei passati 5 anni con un ritardo di pagamento di 60 giorni hanno raggiunto complessivamente il livello del 5,16%. Il più alto degli ultimi 20 anni.
Alla luce dei dati succitati si può dire che le vendite record di auto non riflettono il vero andamento dell’economia americana. Tutto al più rappresentano il più facile accesso al credito per l’acquisto di automobili.

Altro settore delicato ci sembra quello delle carte di credito, il cui debito negli Usa sta raggiungendo il livello di 1 trilione di dollari. Nell’ultimo trimestre del 2015 vi è stata un’impennata che ha superato la crescita totale avvenuta nel triennio 2009-11. E’ il caso di sottolineare che nel solo ultimo trimestre dell’anno scorso l’incremento è stato di ben 52 miliardi.
Purtroppo il rischio di una bolla si profila anche per i crediti concessi agli studenti. Sono prestiti garantiti dallo Stato che devono essere ripagati durante la futura vita lavorativa da chi ne ha usufruito nel periodo universitario. Si stima che l’ammontare complessivo sia oggi ben oltre 1 trilione di dollari e che possa raggiungere i 3,3 trilioni entro il 2024.

Naturalmente il timore è dovuto al fatto che anche su questi prestiti le banche hanno emesso una serie di titoli abs il cui valore è strettamente legato al flusso di cassa dei rimborsi continui. Questa situazione si sta aggravando tanto che il tema è diventato oggetto della campagna presidenziale in corso. In verità la lista potrebbe essere più lunga perché vi sono tante altre ‘piccole’ bolle. Trattasi comunque di trilioni anche se non di centinaia di trilioni come per i derivati otc.

Sono dati che cominciano ad essere oggetto di valutazione e di discussione da parte degli addetti. Considerati i riverberi che oggettivamente la finanza globalizzata può determinare nei singoli Paesi, sarebbe opportuno che le autorità di governo e di vigilanza nazionali ed internazionali vi prestassero adeguata attenzione. A partire dal nostro Paese, dove, come è noto, il problema dei crediti deteriorati e delle sofferenze per 200 miliardi di euro è di prima grandezza.
*già sottosegretario all’Economia

**economista

48 commenti
  1. sylvi
    sylvi says:

    x Peter

    ma sì, l’UK esca dalla UE, togliamoci infine questa prima palla al piede, anzi sradichiamo quel piede che gli inglesi si sono tenuti tenacemente abbarbicato al Continente.
    Lei , se va per mare, sa che soltanto l’inesperto o il fanfarone sta con un piede sulla barca e uno sul molo. Finisce sempre in acqua!
    Quanto alle vostre problematiche interne? E chi se ne frega! Con Cameron o senza Cameron vi dedicherete alla soluzione “individuale ” dei vostri problemi politici, terroristici, scozzesi, gallesi ecc. ecc. Tanto…la UE non può che migliorare senza la vostra invadenza!

    Sylvi

  2. Peter
    Peter says:

    Invadenza a questo paese?! Invadenti sono semmai gli immigrati che da tutto il mondo, o quasi, fanno la coda per venire su queste isole.

    Per inciso, a nessuno frega niente dei suoi deliri, scusi tanto, di futuri connubi austro-carnici-veneti o chi cavolo.

    Si sentiva la sua mancanza per ravvivare questo blog.

    P.

  3. caino
    caino says:

    Ma che bravi !

    Oggi per festeggiare mi sono bevuto un Cameron-Zonin D.O.C.(Bianco secco)
    Così va il Mondo !Proprio piccolo, piccolo. Ormai ,vi pare ?
    Caino

  4. Pino Nicotri
    Pino Nicotri says:

    x Peter

    Guardi che per qualche secolo l’Inghilterra ha invaso Paesi e continenti, sfruttandoli anche a sangue. Ora se c’è una piccolo effetto di quella causa – cioè un po’ di immigrazione in Inghilterra di ex colonizzati – non c’è proprio nulla da meravigliarsi: una legge universale afferma che “A ogni azione corrisponde una reazione eguale e contraria”. Quersta legge non concede sconti neppure all’Inghilterra. E’ come meravigliarsi che se io abbatto un palazzo mi possono cascare in testa dei calcinacci, quando è solo il minimo che può capitarmi. Giustamente.
    Un saluto.
    pino

  5. Uroburo
    Uroburo says:

    Caro Peter,
    non voglio farne una polemica personale con lei ma mi ha sempre meravigliato l’abitudine degli occidentali, in genere quasi senza eccezioni, di vedere le azioni degli altri come del tutto slegate da un qualsivoglia contesto storico. Sembra che per gli occidentali la storia incominci sempre ieri, che già l’altro ieri sembrerebbe essere un tempo indefinito, quasi preistorico…
    L’attuale terrorismo islamico non c’entra nulla con le campagne franco-britanniche in Libia o in Siria, macchè. I milioni di immigrati che ci stanno cadendo sul collo – in grandissima, ma non esclusiva, parte provenienti dalla Siria dove è in atto una ferocissima guerra civile fomentata dagli europei (Obama si è dimostrato mooolto più intelligente dei nostri nanerottoli della strategia militar-politica) – sono il prodotto del caso.
    Anzi, questi fenomeni epocali e del tutto incontrollabili danno luogo e grandi manifestazioni di pelosissima solidarietà. Non c’è giornale, tranne i soliti fascio-legaioli, che non si sprechi in lodi sperticate sul dovere dell’integrazione e dell’accoglienza, anche quando questa si dimostra del tutto impraticabile perfino per un paese più che ben organizzato come la Germania (figuriamoci in paesi poveri e/o male organizzati come la Grecia, l’Ittaglia, la Spagna o i paesucoli dell’Est europeo).
    Tra i profughi entrano anche persone legate all’integralismo islamico, difficili quando non impossibili da gestire: perfino il paese più libertario d’Europa, il Belgio, ha dovuto modificate le sue regole di polizia per poter continuare le indagini.
    La realtà è che cotesti imbecilli hanno aperto il vaso di Pandora, senza neppur chiedersi cosa ci fosse dentro, ed ora, che ne sono uscito tempeste ed uragani, si lamentano pure!…. Come se tutto fosse il prodotto del caso e della cattiveria islamica. E la nostra, … chiamiamola come minimo imprudenza, dove sta?
    Secondo lei la questione israelo-palestinese non c’entra nulla con la radicalizzazione islamica. Sarà anche vero, però loro, nelle interviste, dicono esattamente il contrario.
    Caro Peter, la realtà banale è che chi semina vento raccoglie tempesta, com’è giusto che sia. Abbiamo voluto la bicicletta ed ora ci toccherà pedalare.
    La cosa fastidiosa è che in democrazia tutti pagano per le scelte della maggioranza, compreso coloro che non erano d’accordo perché avevano fiutato il pericolo. La democrazia è fortemente egualitaria: la maggioranza (chiamiamola così senza voler indagare oltre) decide ed a tutti, compreso le minoranza, tocca calare i calzoni e porsi a novanta gradi in fiduciosa attesa …
    E’ la democrazia, bellezza!….
    Però almeno cerchiamo di capire il giochino, poffare!
    Un saluto U.

  6. Uroburo
    Uroburo says:

    Io infatti ho deciso , non vado a votare, ma mica per fare un piacere a Renzi.
    Solo per fare un piacere a me stesso.
    ——————————————————
    Caro CC,
    anch’io ho deciso: vado a votare e voto SI’.
    Non perchè condivida le ragioni degli oppositori, sono del parere che in tempi di crisi si raccoglie il grano dove si può, ma solo ed esclusivamente per rifilare un calcio negli stinchi (di più non spero) al parolaio fiorentino.
    D’ora in poi il mio voto sarà sempre e comunque contro il primiaaa. Visto che lui vuole asfaltare tutti coloro che non la pensano come lui e visto che io la penso in modo assai diverso porterò il mio piccolo pezzettino di bitume per asfaltare lui.
    Chi la fa …. U.

  7. sylvi
    sylvi says:

    cari CC e Uro,
    io non credo di dover andare a votare o astenermi solo per piacere o dispiacere a Renzi.
    Mi si chiede di rispondere a un quesito, posto da 8 Regioni, mi astengo dal giudicare le ragioni politiche, ci sarebbe troppo da dire!
    Io trovo il quesito confuso, inconcludente, soprattutto irrazionale.
    Se noi dobbiamo, per pelosi motivi ecologici, chiudere le trivelle in acque italiane, perchè non protestiamo per le trivelle croate che ci distruggono il mare in maniera più sistematica?
    O noi italiani non smettiamo mai di fare polemiche fra noi, mentre gli altri ci ridono giustamente dietro?
    E’ la prima volta che non vado a votare, ma, non potendo chiudere le trivelle croate, anzi sospettando che loro aumentino le loro trivelle, non mi va di farmi ridere dietro, così sto a casa.
    Credo che per la legge dei vasi comunicanti, quello che non estraiamo noi, ce lo venderanno già estratto loro

    Delle polemiche italiane non ne posso più.

    Sylvi

  8. Peter
    Peter says:

    X Uroburo

    Almeno il suo commento ‘storico’ e’ attuale, mentre il sig. Nicotri, Pino, e’ ricorso alla storia trita e ritrita del colonialismo inglese, che non c’entra nulla con le ‘invasioni’ attuali di milioni di siriani e non, infatti vi sono molti che si spacciano per siriani.
    Colonizzatori siamo stati tutti, ma gli immigrati non vogliono stare in Italia, Spagna, e nemmeno Francia, noooo, vogliono andare tutti in Germania, Gb, e Nordeuropa. Un ‘investimento’ insomma, il che prova che non e’ gente ne’ stupida ne’ sprovveduta.
    Mi pare che Germania, Svezia, Danimarca, Norvegia, non abbiano mai colonizzato un tubo.

    A prescindere, come diceva Toto’, fare entrare a frotte anche gli integralisti islamici e’ una mossa suicida, come ammette anche lei.
    Mi permetto di notare che il Belgio non e’ mai stato il paese piu’ libertario d’Europa, chi lo ha mai detto?! La societa’ belga e’ tradizionalmente tra le piu’ xenofobe. Semmai, tra le societa’ ‘nordiche’ e’ forse la piu’ strafalciona e disorganizzata, tanto da essere soprannominata da tempo ‘l’ Italia del Nord’.

    Al referendum ho votato si, sono per la difesa ambientale senza se e senza ma. Altri 4 italo-britannici hanno seguito il mio consiglio. ‘Controllo’ ben 5 voti, hurrah!

    P.

  9. sylvi
    sylvi says:

    x Peter
    ——-Colonizzatori siamo stati tutti, ma gli immigrati non vogliono stare in Italia, Spagna, e nemmeno Francia, noooo, vogliono andare tutti in Germania, Gb, e Nordeuropa. Un ‘investimento’ insomma, il che prova che non e’ gente ne’ stupida ne’ sprovveduta.—Peter

    Che lei parli di “tutti colonizzatori” allo stesso modo , forse ha dimenticato il Belgio, infatti il Congo si chiamava Congo Belga ed occupava anche gli odierni Ruanda e Burundi, ma qui dovremmo misurare le varie colonizzazioni…e mi pare che l’Inghilterra abbia fatto la parte del leone in saecula saeculorum, nemmeno i romani arrivarono a tanto!
    Quindi la smetta di fare paragoni improponibili. Anzi, pretendo che , dal momento che il Nord sta già facendo la sua parte, l’UK si faccia carico di tutti i pachistani, indiani, siriani, più un bel po’ di sudafricani di lingua inglese.
    Senza tralasciare l’Australia, l’Oriente e…persino le Isole Falkland o Malvine.
    Noi italiani? Fra Libia e Corno d’Africa ce la possiamo ancora oggi cavare a buon mercato.
    Lei, mi pare, sia stato velocissimo a integrarsi nella sua Patria d’elezione, così veloce da dimenticare che lei è uno di quelli pervenuti da una Terra, l’Italia, che in fondo era stata colonizzata da altri!

    Ha ragione Pino: tutto si paga. Spero in moneta secondo misura!

    Sylvi

  10. Peter
    Peter says:

    x Sylvi

    Guardi che UK ha gia’ dato abbondantemente, da 60 anni milioni di persone da varie parti del mondo sono venute e si sono insediate da queste parti. Mi permetto anche di notare che quasi tutti i provenuti e provenienti dal Commonwealth, e soprattutto, ma non solo, i sudafricani , neozelandesi ed australiani da lei perorati, sono da sempre trattat meglio dei ‘pervenuti’ dal vecchio continente come me ed altri. Sono stato chiaro?
    Ma e’ un discorso falso, tendenzioso e fuorviante, scusate tanto, dato che oggi non sono affato gli ex colonizzati a rappresentare un peso o una minaccia.

    I romani, comunque, colonizzarono molto di piu’ e soprattutto molto peggio degli inglesi, facendo appunto le debite proporzioni e tenendo conto dei tempi.

    P.

  11. Peter
    Peter says:

    x Sylvi

    E la Siria, per sua informazione, non e’ MAI stata una colonia britannica.
    Ma francese si’.

    P.

  12. Pino Nicotri
    Pino Nicotri says:

    x Peter

    Se per lei la Storia è ” trita e ritrita” perché se ne parla anziché ignorarla quando fa comodo, è un problema suo. Gli inglesi sono i principali responsabili del disastro in Medio Oriente, oltre che della frattura indo-pachistan con tutto ciò che ne consegue. Così come sono con i francesi tra i principali organizzatori e istruttori della “rivoluzione democratica” libica, cioè dell’Isis che ha preso il posto di Gheddafi.
    Lei continui pure a tenere mezza testa sotto la sabbia, magari con il mito di Lawrence d’Arabia. E magari faccia finta che non parlassero inglese e non venissero in gran parte dall’Inghilterra i pii coloni che hanno eliminato decine di popoli e culture sia nel Nord America che in Australia. Continui a guardarsi i film hollywoodiani che hanno nascosto la merda sotto il tappeto e continui ad applaudire quando “arrivano i nostri!”.
    Complimenti.
    pino nicotri

  13. Peter
    Peter says:

    x Nicotri

    Lei continui pure a rivedersi la corazzata Potemkin; un film tanto attuale ed inspirato quanto i suoi commenti perenni sul colonialismo inglese.

    P.

  14. Pino Nicotri
    Pino Nicotri says:

    x Peter

    Non ho mai visto il film di cui lei parla. E buttarla in vacca serve a niente.
    nicotri

  15. Uroburo
    Uroburo says:

    Caro Peter,
    però è un dato di fatto che tra tutti i regimi coloniali quello inglese è quello che ha lasciato alcune tra le situazioni più ingestibili ed irrisolvibili. Ad esempio l’invenzione a tavolino del “focolare ebraico” di quel giocherellone di Balfour; tutte le frontiere del Medioriente; le frontiere sino-indiane; i problemi dei Sudafrica e della Rhodesia; le perenni tensioni intra-nigeriane; il Sudan (anglo-egiziano … ouuuhhhyeaaahhhh); il conflitto greco-turco; quello indo-pakistano …
    Direi che gli inglesi non hanno mai neppur tentato di stabilizzare le situazioni delle loro colonie.
    Da questo punto di vista i francesi sono stati un po’ meglio, quanto meno i loro confini interni rispecchiavano un po’ meglio le suddivisioni tribali, tant’è che sembrano un po’ più stabili.
    Tutto questo non è ovviamente una giustificazione del colonialismo degli altri.

    Quanto al Belgio, notizie di giornali riferivano che in Belgio non si poteva procedere a perquisizioni durante le ore notturne per non disturbare i bambini….. MI sembra un po’ troppo.

    Ed infine: sono i governi europei, quasi tutti con alcune rare eccezioni di estrema destra para-fascista, a non rendersi conto che il diritto di asilo si deve coniugare con le reali capacità ricettive dei paesi. Assai basse in tempi di crisi economica e di disoccupazione ormai stabilmente a due cifre in moltissimi paesi.
    Questa enfasi sui diritti, ahimè purtroppo di matrice socialista o comunque di sinistra, tende a privilegiare, come per altro la sinistra ha sempre fatto, gli ideali ed i principi rispetto alla dure realtà dei fatti con i loro condizionamenti e le loro impossibilità.
    Purtroppo la sinistra rimane la sinistra dei sogni invece che la sinistra dei progetti. E quando gli uomini di sinistra diventano realisti in realtà diventano cinici. Come se la sinistra potesse vivere solo di sogni.
    Un saluto U.

  16. Peter
    Peter says:

    x Uroburo

    Quello di accusare gli inglesi per il passato colonialismo e’ una sorta di mantra che piu’ o meno tutti usate sul blog, e non solo, per dare a qualcuno la colpa di ogni movimento internazionale sfavorevole a noi europei, se parte dai paesi del cosiddetto terzo mondo.
    Ed i suoi beneamati usaegetta per il resto del mondo (o entrambi).
    Se vi fa sentire meglio fatelo pure, tanto per quello che cambia….

    Da italiano naturalizzato, mi permetto di dire che nessuno degli ex colonizzati e’ ancora vivente oggi (salvo forse qualche nonagenario o centenario); paesi come India e Pakistan non hanno perso, a ben guardare, proprio nulla per la passata colonizzazione, o almeno bisognerebbe ammettere che NON esisterebbero oggi come tali se non fossero stati a suo tempo unificati dai britannici. Sarebbero ancora frantumati in una miriade di staterelli tribali senza alcun peso nel mondo. Del resto, vi ricordo che la Libia come tale non esisteva fino alla conquista italiana del 1911: i colonizzatori hanno sempre ‘formato’ nuovi paesi, un processo a suo tempo forzato, che ha portato poi a svantaggi e guerre dopo la decolonizzazione, in parte da lei ricordati, ma anche a vantaggi e nuovi orizzonti e dimensioni, regolarmente ignorati perche’ e’ politicamente scorretto.
    I colonizzatori di cui, mi pare, si hanno i peggiori ricordi nel mondo, mi spiace dirlo, sono francesi, belgi e italiani (nel nostro piccolo); nessuno ama gli inglesi, ma non ne parlano neppure troppo male, salvo la solita propaganda faziosa dei Mugabe di turno, di solito dittatori feudali a vita.

    Lei ha tutte le ragioni sulla impossibilita’ pratica, oltreche’ ‘culturale’ , di accomodare in Europa milioni di immigrati che arrivano en masse.
    Ma cosa si puo’ fare?! Erigere muri ? Blocco navale? Mah…

    Un saluto

    P.

    Ps

    Obama ha appena ammesso di avere ‘sbagliato tutto’ in Libia, precisando pero’ che il principale responsabile fu quello (…) di Sarkozy.

  17. caino
    caino says:

    Che lamentevoli lamentosi..

    Altro che cinici realisti !
    Di fronte a dei problemi reali ci si rifugia dietro a dei boh e dei mah ,in quanto a soluzioni non se ne parla nemmeno. Forse perché non v’è ne sono.?
    Paura di mischiarsi con i nazi fasci legaioli. ?
    No, i muri non vanno bene, che so facciamo muretti ,murettini..
    Paura dei campi di concentramento ?
    Facciamo dei Campi di raccolta.
    La solita ipocrisia di fondo anima da sempre le anime belle.
    Ma attenti, le anime belle si animano sempre nei momenti del danè..
    Di fronte all’orrore (da loro stessi denunciato),sempre, come fiumi carsici si inabissano, scompaiono alla vista, per riemergere in tempi migliori.
    Mai però ,prendere atto della Storia, orrore, orrore..
    Se non si crepa ,si riemerge sempre con la coscienza a posto e i danè intatti se possibile, e si ricomincia.
    Il teatrino.

    caino

  18. caino
    caino says:

    Cinicamente..

    Breve storia della Corazzata Potemkim.
    Caro Pino,
    Ti riassumo. Tolti i “valori “(sic) estetici e tecnici del film, la storia è breve.
    Su una nave dell’Imperial marina nel 1905,i marinai si incazzano, poiché da tempo costretti a mangiare poca carne con vermi e larve, andata a male.
    Di li ,il passo è breve, insubordinazione, tentativo di fucilare gli insubordinati, plotone di esecuzione, con tanto di preti (non mancano mai) per le assoluzioni premorte ecc,ect..
    Solo che la cosa va male, tutti i marinai si ribellano e un bel po’ di Ufficiali finisce per far pasto ai pesci, compreso il buon Ufficiale Medico di bordo che aveva giudicato mangiabile la carne.
    (Come dire, che in certi casi nemmeno I “tecnici” servizievoli se la sfangano.)
    Una storia comune, che ogni tanto si ripete.

    caino

  19. Peter
    Peter says:

    Che strano, io mi ricordo solo un passeggino che finisce male giu’ per le scale….
    Non dubitavo, comunque, che il sig. CinCinnatus del blog sapesse a menadito la pallosetta pellicola muta ed in bianco e nero del memorabile Eisenstein.

    P.

  20. Peter
    Peter says:

    visti i riferimenti ai fiumi carsici ed ai dane’ (che immagino voglia dire soldoni), deduco che il fiero CC attacchi la povera Sylvi.

    P.

  21. caino
    caino says:

    Mio caro e buon Peter,

    che tu ti ricordassi solo del passeggino e della scala, non mi stupisce.
    E’ tipico di chi parla di cose “maldigerite”, o superficialmente viste.
    Ma non ti crucciare fai parte di una moltitudine, senza per questo voler recare offesa alcuna per le moltitudini che godono sempre del mio rispetto.

    caino

  22. Peter
    Peter says:

    Bah, allora si attacchi pure al tram, come si diceva una volta.
    O ai passeggini in mancanza di tram?

    P.

  23. caino
    caino says:

    Certo, in mancanza di risposte valide, solo i tram possono soccorrere le moltitudini.

    caino

  24. sylvi
    sylvi says:

    Sono d’accordo con il post di Caino, 14.34.

    Non è molto che ho rivisto la Corazzata Potemkim. Ce l’ho in casa e ogni tanto esce fuori.
    A me è piaciuta sempre, ed Esenstein è stato un grandissimo regista.
    Certo se si bada solo alla storia ,e non alle immagini, alle facce soprattutto, al ritmo della narrazione, allora si può dire superficialmente quello che disse Paolo Villaggio per bocca di Fantozzi.
    Io, a costo di andare controcorrente, ho sempre pensato che Fantozzi fosse….una c… pazzesca!
    Questione di gusti.
    Ad Odessa siamo stati a salire e scendere la famosa scalinata, una faticata anche se la parte finale è stata brutalmente tagliata per far passare la strada. Certo che la famosa carrozzina è rimasta nell’immaginario, ci aspettavamo di vederne una scendere!
    Comunque non credo che sia stata l’espressione volgare di Villaggio a rendere famosa la scalinata, ma il genio di Esenstein.

    Sylvi.

  25. Peter
    Peter says:

    Ma certo signora, ma certo, ovvero, ‘va bine, va bine!’ come direbbero i piemontesi di Varese: ‘la corazzata Potemkin ‘ da me mentovata come fulgido esempio di cinema attuale, inspirato e soprattutto moderno si adatta benissimo anche alla sua forma mentis, il suo livello di freschezza intellettuale, il suo incomparabile magistero! Nello stile e nella tecnica avanzata di Eisenstein, anche se non esattamente nei fini e nei contenuti. Mi compiaccio.

    P.

    Ps
    Ma ad Odessa poreva sempre comprare una carriola di seconda mano e ricreare l’effetto, no?! Senza nessuno dentro, per carita’.

  26. sylvi
    sylvi says:

    …il suo livello di freschezza intellettuale…Peter

    x Peter

    guardi che per avere freschezza o avvizzimento intellettuale è necessario avere l’intelletto! Se non c’è, intendo l’intelletto, non c’è nemmeno il problema!!!
    E chi non ha intelletto intende il moderno per la bellezza, e l’arte per paesaggi, segni e figure senza messaggi!
    A ognuno le sue possibilità…intellettuali appunto!
    IO non mi compiaccio per la sua pochezza!!!

    Sylvi

  27. Uroburo
    Uroburo says:

    Caro Peter,
    francamente non credo proprio di avere una posizione aprioristicamente negativa verso la Gran Bretagna, al contrario. Il suo mi sembra, per quanto mi riguarda, un errore di valutazione.
    Un saluto U.

  28. caino
    caino says:

    Una storia come tante….

    Cara Sylvi,
    ho riletto attentamente il tuo post del 12 Aprile 18.15.
    Mi preme però, fare alcune considerazioni in merito.
    L’opera (qualsiasi ) ha valore per me ,oltre che per i suoi contenuti tecnici ed estetici che possono essere , anzi sovente lo sono, nient’altro che impressioni puramente individuali, se e solo se, si comprende anche il “momento storico” in cui essa è stata concepita .
    Solo così può essere assurta a momento collettivo, almeno in parte.
    In questo caso anzi le stesse storie comuni o come tante, a volte simili, nella realtà assumono “significati molto diversi, in qualche caso anche diametralmente opposti .
    E’, per esempio ,il caso di cui si è discusso.
    Sarei quasi per dire che solo l’arte astratta ,che sovente non ci dice quasi nulla, per i suoi colori e certe forme , può trasmettere sensazioni, né più o né meno però che un tramonto od un alba ,viste dal vivo od anche un ballatoio con gerani fioriti.
    Effimere però .

    caino

  29. Peter
    Peter says:

    x Sylvi e CC

    Signori, in un certo senso mi fate quasi tenerezza.

    L’avevo buttata giu’ quasi per caso con la corazzata Potenkin col ‘guru’ del blog che, piuttosto rudemente, mi aveva esortato a continuare a ‘drogarmi’ di films hollywoodiani, e voi due ne avete fatto un’apoteosi (della Potemkin, voglio dire….e di Eisenstein). Ho idea che se avessi ‘pregiato’ quel filmucolo del piffero avreste entrambi detto che era cacca di piccione, diciamo ‘accussi”
    Mi pare che ‘saressimo’, mooolto in piccolo, una versione odierna di Ghirelli e Palumbo, scuola calcistica napoletana di un tempo, e del tronfio pavone ‘lumbard’ che non nomino, il quale, tra l’altro, riusci’ quasi a fare linciare l’ottimo giornalista Ghirelli is in America Latina anni 60, reo, il Ghirelli, di avere denunciato la miseria nera del Cile invece di parlare solo, e ‘tecnicamente’, di calcio. Lo so per averlo letto, dato che, a differenza di voialtri, io non ero ancora neanche ‘nacido’ (in castigliano). In sostanza, se i napoletani scrivevano bianco, il lumbard scriveva nero, e viceversa (ma di solito lo ignoravano come si meritava).

    Mi sembrate a volte, e senza offesa, come galline ruspantiin un pollaio,
    sempre a fare coccode’, ma sempre pronte ad interrompersi per beccarsi golosamente una manciata d’orzo buttata li’ a caso da un passante distratto. O no?!

    Ma avete mai visto la foto di Eisenstein, occhi spiritati da maniaco ad appena 20 anni?! E la foto di lui, trentenne, che ne dimostrava almeno 60?! E cosa ci sarebbe tanto di artistico nelle sue pellicole vetuste e datatissime, che persino ‘Cabiria’ ne fa ancora una figura migliore?!
    E quel pallosissimo ‘realismo socialista’ cui Stalin lo richiamo’ ossessivamente?!
    Cinema di propaganda ‘rivoluzionaria’, che puo’ fare tenerezza senza nostalgia, e basta. Nulla di piu’.
    Il poveraccio penso’ di squargliarsela in Messico o in Usa, poi rientro’ ‘ in galera’ certo per payra di ritorsioni su amici e parenti.
    Provo’ persino a collaborare con Chaplin.

    P.

  30. caino
    caino says:

    Caro Peter,

    un po’ “squalliduccio” il suo “reportage”.
    Avulso dai fatti e pregno di impressioni buttate lì, tanto al kilo.
    Bella quella degli “occhi spiritati”,verrebbe da commentare persino che parimenti Einstein , fosse un citrullo scappato da un manicomio secondo il Suo brillante metro di giudizio.
    Vada a farsi un giro in barca , tempo permettendo, chissà che la Brezza , Le calmi gli inutili spiriti polemici di cui è pregno.
    In effetti poi, avendola conosciuta personalmente, se la rivedessi ,credo non La riconoscerei , tanto è normale la sua faccia,si perde nell’anonimato della moltitudine.

    caino

  31. Peter
    Peter says:

    Com’e’ poetico il CinCinnatus.
    Io invece lo risconoscerei da un miglio per i suoi ‘segnali di fumo';
    Piu’ da vicino per il suo intenso accento varesotto.

    P.

  32. Uroburo
    Uroburo says:

    Caro Peter,
    i gusti sono personali ma l’importanza di Ejzenstein nella storia del cinema è ben nota e non viene negata da nessuno. Io trovo i suoi film dei capolavori assoluti, tutti senza eccezione.
    Anche tenendo presente che i tempi sono assai lontani e la libertà di condurre dell’autore è stata fortemente limitata.
    Che poi lei debba ritenere Ejzestein responsabile delle scelte e decisioni di Stalin, proprio lui che ne fu una delle vittime, questo mi è veramente incomprensibile. MI sembrano argomentazioni da Marco Tempesta.
    Che poi il tono generale di questo blog sia sempre oltremodo polemico, anche per iniziativa sua, lo dico da tanto tempo. Che gusto ci si trovi non lo capisco ma si sa che la rete è il sito delle peggiori proiezioni.
    Un saluto a lei ed a tutti nella speranza che si posa evitare certi attacchi del tutto personali che lasciano proprio il tempo che trovano. U.

  33. Peter
    Peter says:

    x Nicotri

    Guru significa esegeta, capo spirituale, guida….almeno in senso metaforico.
    Chi mai potrebbe essere costui sul suo blog?

    P.

  34. Peter
    Peter says:

    X Uroburo

    A me non sono mai piaciute le opere propagandistiche e dai toni volutamente forzati, senza eccezione.
    Mi ero riferito alla corazzata P., comunque, solo come il primo esempio che mi era venuto in mente di cinema antiquato, se si vuole, dato che mi pare risalga al remoto 1925; Eisenstein aveva allora 27 anni; bisogna riconoscergli una certa precocita’, ma il cinema era all’epoca ancora agli albori e senza ‘pretese’. Stranamente, non ho mai avuto pero’ la sensazione di vedere qualcosa di ‘inutile’ coi films di Chaplin, che gli era praticamente contemporaneo. Dicono che Chaplin venne ‘rovinato’ dal sonoro, ma a me non pare proprio. Il grande dittatore, ad esempio, rimane un film tristemente ‘attuale’, forse per cio’ che segui’ ad un anno di distanza.

    Un saluto

    P.

  35. pino nicotri
    pino nicotri says:

    x Peter

    Certo non io. Sono il blogger. Poi, se vogliamo sfottere…. è un altro conto. Ma mi pare che lei lo faccia spesso, con aggettivazioni ed epiteti non sempre benevoli o solo ironici.
    Buona serata.

  36. Peter
    Peter says:

    x Nicotri

    Vuole dire, credo, blogmaster, dato che bloggers ‘saressimo’ tutti.

    Se vuole dire che sono a volte malevolo e sarcastico lo dica pure senza mezzi termini. Nessuno e’ pefetto.

    Posso tranquillamente lasciare di nuovo il suo blog, e magari ci risentiremo di nuovo tra un anno o due. Cosi’ starete piu’ larghi.
    Come diceva quello, tutti siamo utili ma nessuno e’ necessario.

    Buona serata anche a Lei.

    P.

  37. caino
    caino says:

    Caro peter,

    credo che un pizzico di polemica, non abbia mai fatto male a nessuno .
    Nemmeno ad Blog.
    Poi penso che il blog master ,abbia il pieno diritto di chiedere chiarimenti sul perché di certe affermazioni sul suo conto.
    Pertanto non vedo la ragione del suo 14 Aprile ore 20.43.

    caino

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