LA CINA SI FA AVANTI ANCHE NELLE ISTITUZIONI MONETARIE INTERNAZIONALI

La Cina vuole un ruolo maggiore nelle istituzioni monetarie

Mario Lettieri* Paolo Raimondi**

Dopo la creazione dell’Asian Infrastructure Investments Bank, in cui partecipano l’Italia ed altri importanti Paesi europei, la Cina e i suoi alleati nel Brics proseguono decisi verso la realizzazione di un nuovo sistema monetario internazionale multipolare.

Recentemente il governo di Pechino ha chiesto che lo yuan sia incorporato nei Diritti Speciali di Prelievo (dsp), che di fatto rappresentano la moneta del Fondo Monetario Internazionale.

Furono creati come “strumenti” di riserva del Fmi dagli Accordi di Bretton Woods nel 1944. I dsp sono definiti sulla base di un paniere di monete: per il 41,9% dal dollaro, per il 37,4% dall’euro, per l’11,3% dalla sterlina e per il 9,4% dallo yen. Finora tale composizione è rimasta inalterata. Ogni richiesta di partecipazione da parte cinese è stata rigettata da Washington perché lo yuan non era molto usato nelle transazioni commerciali internazionali e perché il governo cinese di fatto manteneva un controllo sul movimento dei capitali, rifiutando la rivalutazione dello yuan.

Intanto molte cose sono cambiate. Negli ultimi 5 anni lo yuan si è apprezzato del 10% rispetto al dollaro e senza cadere in balia della speculazione internazionale. Contrariamente a tutte le previsioni, dal 2007 l’import cinese dagli Usa è raddoppiato.

Nel frattempo Pechino sta realizzando una serie di importanti riforme finanziarie, in primis l’introduzione di un sistema di garanzie sui depositi, che potranno permettere al suo sistema bancario di operare internazionalmente senza comprometterne la stabilità. Già oggi i crediti commerciali denominati in yuan rappresentano quasi il 10% del totale mondiale.

Con la crescita delle sue esportazioni, l’internazionalizzazione dello yuan ha rimpiazzato sempre di più il dollaro negli scambi commerciali. La quota del commercio cinese denominata in yuan dovrebbe passare dal 25% attuale al 50% nei prossimi 5 anni. La valuta cinese è già la quinta nelle transazioni globali. Quattro anni fa soltanto 900 banche internazionali operavano in yuan, oggi sono più di 10.000. Si prevede che nel 2020 lo yuan, per una somma pari a 500 miliardi di dollari, farà parte delle riserve monetarie delle differenti banche centrali del mondo.

Entro la fine dell’anno lo “scontro” sulla riforma delle quote del Fmi e sulla partecipazione cinese nei dsp dovrebbe essere conclusa positivamente. Almeno lo speriamo.

Nel frattempo i Brics stanno ratificando l’accordo per la creazione di un fondo di riserva, per un valore di 100 miliardi di dollari, in valute internazionali. La Cina verserà 41 miliardi, il Sud Africa 5 ed il Brasile, la Russia e l’India 18 miliardi ciascuno. Il fondo dovrebbe servire a risolvere eventuali problemi relativi alle bilance dei pagamenti e a sostenere le valute in caso di attacchi speculativi. La Russia, che ha assunto la presidenza del Brics dall’inizio di aprile, è chiaramente molto interessata a questa iniziativa di cui è stata la principale promotrice.

E’ da segnalare che, in questo contesto in movimento, la Banca del Sud America, il Bancosur, è diventata operativa nel sostegno allo sviluppo e all’integrazione infrastrutturale del continente latinoamericano.

Anche sul fronte delle agenzie di rating è sempre più scontro aperto tra i Brics e le “tre sorelle”. L’ultimo assalto infatti è stato portato da Moody’s che ha abbassato il rating della compagnia petrolifera brasiliana Petrobas al livello Ba2, cioè “speculativo”. I brasiliani lo hanno giustamente definito un “furto premeditato”. “Sono più significativi i tre milioni di barili prodotti ogni giorno o le opinioni di anonimi analisti della Moody’s?”.

Perciò anche sul rating i Brics si muovono con determinazione per sottrarsi ad ulteriori ricatti. Sta, infatti, assumendo sempre più importanza l’attività dell’agenzia transnazionale Universal Credit Rating Group (UCRG), formata dall’agenzia di rating cinese Dagong, dalla russa RusRating e dall’agenzia americana indipendente Egan-Jones.

Adesso il pallino passa nel campo europeo. L’Unione europea è in ritardo su molte riforme, sia sul terreno interno che su quello internazionale. Però la recente decisione di alcuni Paesi europei di partecipare all’AIIB ci sembra un segnale importante di indipendenza e di iniziativa.

Settant’anni dopo Bretton Woods è arrivato il momento dell’emancipazione europea. Non si tratta di abbandonare i cugini americani “in mezzo all’Atlantico” ma di aiutarli ad uscire da una difficile situazione che mischia pericolosamente il suo debole unilateralismo, la sua nostalgia per la passata egemonia e la tentazione di un anacronistico rancoroso neoisolazionismo.

L’Europa deve affrontare questo nuovo quadro internazionale e svolgere il positivo ruolo di protagonismo e mediazione al fine di compiere concreti passi sul difficile cammino di un progresso globale, sostenibile e pacifico.

(*già sottosegretario all’Economia

**economista)

5 commenti
  1. caino
    caino says:

    UTOPIE……

    La sostanza di quello che Lettieei e Raimondi ci propongono,sostanzialmente e’una versione tipica di un mondo multipolare (anzi piu’multipolare),nel quale le decisioni di carattere economico mondiali (globali),vengano assunte da un “CONCERTO DI NAZIONI”,che ,piu’ o meno ,seduti pacificamente intorno ad un tavolo,si mettano d’accordo,assumendo decisioni che vadano pi’ o meno bane a tutti (sic!).
    Mi sembra una riproposizione,per esempio,del Congresso di Vienna del 1815.
    Un Concerto…che gia’ con profonde modificazioni degli “asset” concordati (vedasi nascita di nuovi stati italia e germania e morte ormai certa di un impero turco)resistette per circa 100 anni ,con qualche scossone intermedio (ved guerra franco prussiana).
    Concerto che sfocio’ nel ben piu’ rumoroso concerto del 1914,che spazzo’via il vecchio ordine,guidato dall’Inghilterra,che si assumeva il tribolaro e generoso ed alyruista compito,di regolare gli equilibrii ,per il bene di tutti.
    Questo “ordine” duro’ ancor meno del primo,per sfociare nella sublime “sinfonia del 39,che si chiuse con gli accordi di Yalta , o se preferite con gli accordi di Bretton Woods,ove a sostituire nell’ingrato e generoso ed altruista compito furono chiamati gli USA.
    Ora, nel 89,salto pure quell’equilibrio,che ormai si puo’ chiamare un tanticchio “instabile” .
    Si puo’ dire quindi che siamo alla ricerca di questi tempi di nuovi attori che si assumano l’ingrato compito generoso ed altruista,di ricercare nuovi equilibrii alla baraccone ,che sta navigando peggio di un gommone libico..direi..
    Si puo’affermare dunque che dal 1815,le cose per molti aspetti non mutino di granche’,nonostante il buon tecnico dell’economia Keynes..

    A mio modesto avviso per quel poco che mastico, mi sembra che

    A)I capitali continuano ad anadare la’ dove dagli investimenti si possano trarre i maggiori profitti,o se volete si puo’ estrarre la maggior quota di “plusvalore”(non si offendano i bravi tecnici dell’economia in circolazione)
    B)Che io sappia ,uno dei metodi per valorizzare il Capitale resta ancora quello del ciclo produttivo del LARORO,diperciocche’ risulta naturaleche a piu’ bassi salari corrisponda una maggiore “valorizzazione”sic,sic
    C) Che io sappia ancora,il sistema mondiale globalizzato di produzione e’ incentrato ormai sulla ineffabile e semprieterna logica capitalista, quindi NON PUO’,NON PUO’..per sua INTRINSECA NATURA,SFUGGIRE a banali CRISI DI SOVRAPPRODUZIONE.

    Dunque ,sempre che io sappia,nel passato la lotta e’sempre stata quella una lotta di nazioni su come piazzare queste eccedenze,con la variante moderna che ora saranno i continenti,lo scarico di queste eccedenze sic,sic ,che io sappia hanno permesso nel passato di ricavare buoni surplus con cui finanziare modelli di Welfare o sistemi di stato sociale..cosa diavolo poi significasse tutto questo per la pace sociale dei paesi piu’ progrediti ,non sta di certo a me specificarlo,vi ritengo abbastanza intelligenti per capirlo da soli…
    MI PARE EVIDENTE.
    Altri sistemi per ESTRARRE Piu’ profitti sono stati chiamati “speculazioni finanziarrie,ovvero metodi piu’rapidi per la valorizzazione dei capitali,senza dover passare per il ciclo produttivo,o chiamato ormai desuetamente LAVORO..poffarbacco..
    Metodi ancora oggi in Auge,eccome..senno’ non saprei proprio come chiamare l’ultima operazione di Exor (vd Agnelli,FCA)CHE HA ACQUISITO LA SESTA AGENZIA DI riassicura mondiale, mentre nel frattempo fa ANCHE automobili in Polonia,in Brasile ect,ect…opure come mai ,altro esempio,scartando il mio nuovo HP,DICO HP,APPRENDO che e’stato fabbricato in Cina..mentre ovviamente la mia stampante HP,DICO HP,e’stata fabbricata in Vietnam..

    Detto cio’, nel disperato tentativo di arrivare a qualche conclusione,io ,che economista non sono,vivendo in una di quelle che vengono chiamate DEMOCRAZIE AVANZATE liberale o liberista ormai..lascio decidere a voi…
    ove si da’per certo che le decisioni economiche ,vengano assute da POLITICI,che dovrebbero assumere decioni equilibrate o di riequilibrio,sapendo poi che mediamente questi POLITICI, vengono ampiamente finanziati da queste grandi “Corporation”,mi chiedo se questi debbano risponder3 a noi poveracci che siamo andati a votare o ad altri..an he in questo caso fate voi..sulla base anche solo della vostra banale vita quotidiana..senza scomodare la filosofia.
    A volte , Ho la strana impressione che la mia vita quotidiana sia DETERMINATA in tutto e per tutto da decisoni che vengono prese tra ‘pochi intimi’,in serrata lotta tra diloro (i buontemponi la chiamano concorrenza),che so, per accaparrarsi sui MERCATI MONDIALI, le maggiori quote di plusvalore e decidere di dove piazzare le eccedenze delle SOVRAPPRODUZIONI..

    IL futuro quindi e’ nel Grembo di Giove, come direbbero gli antichi,per cui direi che le strane convulsioni che abbiamo oggi in Donbass,IRAQ,IRAN ,YEMEN,LIBIA..siano DECISAMENTE FRUTTO DEL CASO e non gia’piuttosto ripercussioni di quello di cui sopra..mentre prendono sempre piu’ corpo ,interessanti disquisizioni, su materie complesse quali Civilta’Religioni,Nazioni, spiriti,idee ,tradizioni,dialetti,ecologie varie ed altro ancora nel vasto e variegato dibattere dai Bar ai Parlamenti.
    Perfino il buon Francesco,che predica la vocazione al martirio del “Cristianesimo, penso conosca a fondo in ultima analisi,la vocazione che io riscontro nei Bar delle masse europee..
    OLTRECHe’ a Giove quindi non ci resta che sperare in un NUOVO CONCERTO,mentre per esempio si si puo’tranquillamente accorgere che certe decisioni tra gli artisti delle nuove sinfonie, sono tragicamente simili a musiche scritte negli anni 30 sic,sic…
    Sinceramente io tra Abii tttip,fmi,eurogruppi ,eurozone e via discorrendo mi confondo assai..ma non faccio per fortuna l”economista,ma il pensionato inps.

    Caino

    Ps..Vorrei tranquillizzare Lettieri e Raimondi,sul pericolo di lasciare gli USA In mezzo all’atlantico…mi sembra che della cosa se nr stiano gia’brillantememte occupando loro..almeno per il momento..

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  2. Linosse
    Linosse says:

    La Cina è sempre più vicina ma il resto?
    Gia,gia lmportante è essere Charlie il resto on importa.
    Amici,cittadini,europei ,prestatemi orecchi .Non siamo qui per continuare a scazzarci tra di noi ma per ringraziare quelli che con molta pervicacia hanno proveduto a evoluzionare le nostre certezze.Avete tutti sotto gli occhi quanto avviene ,nel mare fatto nostrum,a tanti disperati che per non rischiare di morire nelle guerre sotto il segno della globalizzazione in Mali,Sudan,Nigeria,Burkina
    Faso,Etiopia ,Eritrea,Siria scelgono forzatamente le coste libiche per avere una possibiltà in più di morire tragicamente in mare. tutto i cambio a esportazione di democrazie forzose e caos inesauribile e incontrollabile
    Grazie in primo luogo agli ammeregani con il loro gran capo Obama nientepocodimeno che insignito ,per il suo constante impegno ,del premio Nobel della pace ..eterna di tanti ma davvero tanti uomini donne e bambini che ,trovando la pace non del Nobel ma dell’anima loro,non sono più tra noi.
    Grazie Hollande e Sarkosi per il vostro impegno ineguagliabile in Libia,in
    Mali,Nigeria Burkia Faso nella produzione senza soste del caos.
    Grazie s.ra Merkel per contracambiare il meritato austericidio con la fessaggie nostrana
    Grazie Berlusconi ,Monti Renzie per averci sbattuto in faccia la realtà per la quale i vili sono sempre governati dai malvagi, a che altro potrebbero aspirare i pecoroni
    Grazie,grazie ,grazie cari ittagliani connazionali e compagni di tutti i vizi capitali e della capitale
    Grazie per ricordarci che Il male che gli uomini fanno sopravvive loro; il bene è spesso sepolto con le loro ossa;
    Grazie per le “oculate scelte” nel nominare personaggi di una classe dirigente, o meglio,diggerente che pensa sempre a noi dotati di un inesauribile background terra tera ,certo non culturale per serviré meglio alle loro non caste intenzoni.
    Il maestro arriva quando gli alunni sono pronti
    “O senno, tu sei fuggito tra gli animali bruti e noi uomini abbiamo ,ahinoi perduto la ragione.
    Scusatemi; il mio cuore giace là nella bara con il giusto e l’etico e debbo tacere sinché non ritornino a me.”
    L. & W. Shakespeare

    Rispondi
  3. pino nicotr
    pino nicotr says:

    La strategia angloamericana è chiarissima: provocare tramite i finanziamenti sauditi e delle altre fanatiche monarchie del Golfo all’Isis un tale disastro da “autorizzare” la Nato a intervenire militarmente, così da piazzare basi e missili il più vicino possibile all’Iran. Né più e né meno come fatto in Polonia, Georgia e ora in via di realizzazione in Ucraina per minacciare la Russia, già minacciata da basi militare in Kazakhisfan con la scusa del terrorismo afgano. Terrorismo nato grazie agli Usa che hanno inventato e armato Bin Laden e i talebani da usare contro l’Urss. Ora gli Usa, e l’Inghilterra si servono dei sauditi e dei regni del Golfo, che finanziano l’Isis perché svolga la stessa strategia che gki Usa assegnarono a Bin Laden e ai suoi talebani.
    pino nicotri

    Rispondi

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