Trump e le infrastrutture: chiacchiere o quale modello di investimento?

Trump e le infrastrutture: chiacchiere o quale modello di investimento?

Mario Lettieri* e Paolo Raimondi**

Ancora non si conosce il vero orientamento del presidente Trump per i settori dell’economia reale degli Usa.  

Cancellando le poche regole introdotte a suo tempo dal presidente Obama per contenere le spinte speculative, le sue decisioni riguardanti il mondo bancario e finanziario hanno deluso quanti si aspettavano i cambiamenti promessi in campagna elettorale.

Dubbi e perplessità sorgono anche per quanto riguarda il finanziamento del vasto programma infrastrutturale annunciato, che prevede ben 1.000 miliardi di dollari di investimento.    

Si farà ricorso ad obbligazioni e a fondi pubblici mirati a specifici progetti a beneficio degli utenti, oppure verranno messi in campo dei partenariati pubblico-privati (PPP) in cui si garantiscono maggiori privilegi alla parte privata?

Potrebbe sembrare una domanda secondaria ma non lo è per niente.

Se il governo si farà carico dell’intero investimento, lo Stato evidentemente si aspetterà di essere ripagato attraverso una maggiore efficienza dei settori produttivi e dai tributi fiscali derivanti dall’aumento dei redditi e dei consumi. Se si privilegiano i partenariati, gli investitori privati incasseranno le tariffe pagate dai consumatori e, forse, giovandosi anche di una rilevante garanzia pubblica.

In Italia si conosce bene la differenza in quanto negli anni, si è, purtroppo, in gran parte privatizzata la distribuzione dell’acqua, che da bene pubblico è sempre più diventato un servizio gestito da privati. Lo stesso avviene per la gestione delle autostrade che hanno portato ricchi introiti ai privati a fronte di scarsi investimenti e di insufficienti manutenzioni della rete.  

Lungi da noi l’intento di criminalizzare il modello dei partenariati. Al contrario, esso può essere uno strumento molto valido se ben utilizzato e ben controllato. Occorre però riconoscere che non è il toccasana alternativo per tutti gli investimenti pubblici.

Negli Stati Uniti si stima che la componente privata degli investimenti nei servizi di interesse pubblico produce su base decennale in media un profitto annuo tra l’8 e il 18%.

Sono soprattutto i fondi di “private equity”, controllati dalle banche, ad operare in questi settori. Molte città americane, come è noto, in passato hanno “delegato” ai privati la gestione di molti servizi pubblici.

In una situazione di tassi di interesse zero, le banche e i fondi finanziari scalpitano per investire nei progetti infrastrutturali e in certi servizi pubblici. Ecco perché il programma di Trump suscita grandi consensi da parte del sistema bancario.

Indubbiamente la materia è complessa e ha notevoli riverberi. E’ noto, per esempio, che ogni investimento pubblico nelle infrastrutture genera un aumento del valore di mercato dei terreni e degli immobili già esistenti nella zona, generando effetti perversi nell’aumento dei prezzi delle case e degli affitti.

Si ricordi che Trump è un immobiliarista che ha accumulato le sue ricchezze in questo settore. Perciò non vorremmo che in futuro gli Usa diventassero un gigantesco fondo di investimento immobiliare.

Comunque speriamo che il presidente americano ci sorprenda positivamente e fughi con le sue scelte le non poche perplessità circolanti sulla natura del suo governo.

*già sottosegretario all’Economia  **economista

 

7 commenti
  1. Uroburo
    Uroburo says:

    Emmenomale che il blog è tornato: mi mancavate …
    Un caro saluto a tutti. U.
    PS 1. E se ci ritrovassimo questa primavera?
    Mentre siete ovviamente tutti invitati alla mia festa di compleanno
    che si terrà l’ultima domenica (o sabato?) di giugno.
    Fatemi sapere cosa preferite e chi viene.
    PS 2. CC tu sei ovviamente mio ospite. u.

  2. Uroburo
    Uroburo says:

    Per CC
    Hai sentito del nuovo metodo di preparazione del terreno dell’orto?
    Non si vanga ma si scuote con una forca e poi si raccolgono le erbacce.
    Lo scopo è di NON portare in superficie gli esserini che stanno in profondità.
    Solo che concimasndo diventa praticamente impossibile metter sotto il concime
    (ed il mio è tanto vecchio da essere ormai terra).
    Un caro saluto U.

  3. sylvi
    sylvi says:

    Un grazie a Pino per aver riaperto questa finestra.
    In questi giorni sono riandata a rileggere i vecchissimi post!
    Mamma mia quanto tempo è passato e quante cose anche interessanti avevamo tutti scritto!
    Di politica, di economia, di gastronomia, di …molto altro, compresi sarcasmi, ironie, cattiverie e polemiche feroci.
    Mi hanno molto colpito i giudizi che alcuni di voi, anche AZ desaparecido ma che spero in ottima salute, davate sul PD in costruzione.
    Devo ammettere che, col senno di poi, eravate tanti Maghi Otelma. Previsto tutto o quasi!
    E non si può dare la colpa del suo disfacimento a Renzi che nessuno allora conosceva.
    Il verme voi lo avevate già allora individuato: la volontà di sopraffare il vicino che annullava la volontà di tollerare il compagno di strada e di camminargli accanto.
    Altro che ulivo con la xilella!
    Questo era un matrimonio che non si doveva fare, erano proprio gli sposi mal assortiti.
    Renzi l’ha solo detto chiaro e tondo, come il bambino del Re nudo.

    Ma oggi mi trascino senza meta da una stanza all’altra della casa , con un mattone sullo stomaco che non fa respirare.
    Ieri abbiamo sepolto la figlia di una cara amica; 39 anni e una giovane famiglia nella disperazione.
    Mi è venuto da dire: Signore presta un po’ più di attenzione a questa terra!

    Sylvi

  4. caino
    caino says:

    X Uroburo

    Ok ci sentiamo al momento opportuno

    X Sylvi
    Hai ragione ,è passato un sacco di tempo e a dire il vero abbiamo scritto molto .
    Pino potrebbe selezionare il meglio e trarne qualche cosa di utile , se ne avesse voglia e tempo !
    Speriamo di incontrarci presto !

    caino

  5. caino
    caino says:

    Dimenticavo..x Uro..no non ne so nulla .
    Di certo una “grattatina al terreno è però necessaria penso !

    caino

  6. Uroburo
    Uroburo says:

    Allora: si infila un forcone nel terreno e si scuote bene, poi si strappano le erbacce. Pare che il terreno si ossigeni comunque ma gli esserini che vivono sotto terra non vengono disturbati.
    Io l’ho fatto un anno con risultati non cattivi ma conosco gente che lo fa da anni. Non capisco però come si potrebbe concimare senza rivoltare le zolle ….
    Un saluto U.

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