Ridicolini è in affollata compagnia: tutti a far finta che Ratzinger non c’entri nulla col vergognoso boom della pedofilia del clero cattolico, esplosa anche grazie al suo ordine di omertà del 2001

Quella del direttore del Tguno Augusto Minzolini che si presenta al telegiornale per annunciare al popolo che lui non si farà dimezzare è una delle battute più ridicole sentite negli ultimi tempi. Mi pare di sentire Netanyahu che pretende la cacciata dell’Iran dall’ONU con il solito trucco dello spacciare il “crollo del sionismo” auspicato non solo da Teheran per la “distruzione di Israele” che in Iran nessuno si sogna di volere, mentre semmai è da cacciare Israele visto che s’è messa sotto i piedi una ottantina di risoluzioni e raccomandazioni dell’Onu. Della quale Onu Israele continua a fregarsene come se ne frega della molto propagandata volotà di pace degli Usa versione Obama. Domanda: ma come si può dimezzare” un Minzolini che s’è già ridotto di suo ad essere la caricatura di quello che era una volta? Se ci si riduce a Scodinzolini significa essere un Minzolini ben più che dimezzato, ridotto a meno d’un francobollino.

Ma non possiamo prendercela troppo con il comico direttore del Tguno se da parte sua il papa in persona e tutto il suo entourage più la totalità della stampa italiana fa finta, a differenza di quella tedesca, di non sapere che l’infamia della pedofilia galoppante in Santa (?) Romana (!) Chiesa ha potuto prosperare grazie all’ordine scritto emanato dallo stesso Ratzinger nel giugno 2001 ai vescovi di tutto il mondo di tacere alle autorità civili qualunque caso di pedofilia e di adescamento di maggiorenni durante la confessione. Se l’intera stampa si riduce a complice omertoso dei protettori dei pedofili non ci si può meravigliare se un Minzolini si riduce come s’è ridotto.
“E’ l’Ittaglia, bellezza!”, esclamerebbero in Via col vento fin che dura.

Ecco il testo integrale tradotto dal latino dell’ordine impartito per iscritto da Ratzinger e Bertone:


«LETTERA inviata dalla Congregazione per la dottrina della fede ai vescovi di tutta la Chiesa cattolica e agli altri ordinari e prelati interessati, circa I DELITTI PIU’ GRAVI riservati alla medesima Congregazione per la dottrina della fede, 18 maggio 2001
Per l’applicazione della legge ecclesiastica, che all’art. 52 della Costituzione apostolica sulla curia romana dice: “[La Congregazione per la dottrina della fede] giudica i delitti contro la fede e i delitti più gravi commessi sia contro la morale sia nella celebrazione dei sacramenti, che vengano a essa segnalati e, all’occorrenza, procede a dichiarare o a infliggere le sanzioni canoniche a norma del diritto, sia comune che proprio”, era necessario prima di tutto definire il modo di procedere circa i delitti contro la fede: questo è stato fatto con le norme che vanno sotto il titolo di Regolamento per l’esame delle dottrine, ratificate e confermate dal sommo pontefice Giovanni Paolo II, con gli articoli 28-29 approvati insieme in forma specifica.
Quasi nel medesimo tempo la Congregazione per la dottrina della fede con una Commissione costituita a tale scopo si applicava a un diligente studio dei canoni sui delitti, sia del Codice di diritto canonico sia del Codice dei canoni delle Chiese orientali, per determinare “i delitti più gravi sia contro la morale sia nella celebrazione dei sacramenti”, per perfezionare anche le norme processuali speciali nel procedere “a dichiarare o a infliggere le sanzioni canoniche”, poiché l’istruzione Crimen sollicitationis finora in vigore, edita dalla Suprema sacra Congregazione del Sant’Offizio il 16 marzo 1962, doveva essere riveduta dopo la promulgazione dei nuovi codici canonici.
Dopo un attento esame dei pareri e svolte le opportune consultazioni, il lavoro della Commissione è finalmente giunto al termine; i padri della Congregazione per la dottrina della fede l’hanno esaminato più a fondo, sottoponendo al sommo pontefice le conclusioni circa la determinazione dei delitti più gravi e circa il modo di procedere nel dichiarare o nell’infliggere le sanzioni, ferma restando in ciò la competenza esclusiva della medesima Congregazione come Tribunale apostolico. Tutte queste cose sono state dal sommo pontefice approvate, confermate e promulgate con la lettera apostolica emanata come motu proprio Sacramentorum sanctitatis tutela.
I delitti più gravi sia nella celebrazione dei sacramenti sia contro la morale, riservati alla Congregazione per la dottrina della fede, sono:
– I delitti contro la santità dell’augustissimo sacramento e sacrificio dell’eucaristia, cioè:
1° l’asportazione o la conservazione a scopo sacrilego, o la profanazione delle specie consacrate:
2° l’attentata azione liturgica del sacrificio eucaristico o la simulazione della medesima;
3° la concelebrazione vietata del sacrificio eucaristico assieme a ministri di comunità ecclesiali, che non hanno la successione apostolica ne riconoscono la dignità sacramentale dell’ordinazione sacerdotale;
4° la consacrazione a scopo sacrilego di una materia senza l’altra nella celebrazione eucaristica, o anche di entrambe fuori della celebrazione eucaristica;
– Delitti contro la santità del sacramento della penitenza, cioè:
1° l’assoluzione del complice nel peccato contro il sesto comandamento del Decalogo;
2° la sollecitazione, nell’atto o in occasione o con il pretesto della confessione, al peccato contro il sesto comandamento del Decalogo, se è finalizzata a peccare con il confessore stesso;
3° la violazione diretta del sigillo sacramentale;
– Il delitto contro la morale, cioè: il delitto contro il sesto comandamento del Decalogo commesso da un chierico con un minore al di sotto dei 18 anni di età.
Al Tribunale apostolico della Congregazione per la dottrina della fede sono riservati soltanto questi delitti, che sono sopra elencati con la propria definizione.
Ogni volta che l’ordinario o il prelato avesse notizia almeno verosimile di un delitto riservato, dopo avere svolte un’indagine preliminare, la segnali alla Congregazione per la dottrina della fede, la quale, a meno che per le particolari circostanze non avocasse a sé la causa, comanda all’ordinario o al prelato, dettando opportune norme, di procedere a ulteriori accertamenti attraverso il proprio tribunale. Contro la sentenza di primo grado, sia da parte del reo o del suo patrono sia da parte del promotore di giustizia, resta validamente e unicamente soltanto il diritto di appello al supremo Tribunale della medesima Congregazione.
Si deve notare che l’azione criminale circa i delitti riservati alla Congregazione per la dottrina della fede si estingue per prescrizione in dieci anni. La prescrizione decorre a norma del diritto universale e comune: ma in un delitto con un minore commesso da un chierico comincia a decorrere dal giorno in cui il minore ha compiuto il 18° anno di età.
Nei tribunali costituiti presso gli ordinari o i prelati possono ricoprire validamente per tali cause l’ufficio di giudice, di promotore di giustizia, di notaio e di patrono soltanto dei sacerdoti. Quando l’istanza nel tribunale in qualunque modo è conclusa, tutti gli atti della causa siano trasmessi d’ufficio quanto prima alla Congregazione per la dottrina della fede.
Tutti i tribunali della Chiesa latina e delle Chiese orientali cattoliche sono tenuti a osservare i canoni sui delitti e le pene come pure sul processo penale rispettivamente dell’uno e dell’altro Codice, assieme alle norme speciali che saranno date caso per caso dalla Congregazione per la dottrina della fede e da applicare in tutto.
Le cause di questo genere sono soggette al segreto pontificio.
Con la presente lettera, inviata per mandato del sommo pontefice a tutti i vescovi della Chiesa cattolica, ai superiori generali degli istituti religiosi clericali di diritto pontificio e delle società di vita apostolica clericali di diritto pontificio e agli altri ordinari e prelati interessati, si auspica che non solo siano evitati del tutto i delitti più gravi, ma soprattutto che, per la santità dei chierici e dei fedeli da procurarsi anche mediante necessarie sanzioni, da parte degli ordinari e dei prelati prelci sia una sollecita cura pastorale.
Roma, dalla sede della Congregazione per la dottrina della fede, 18 maggio 2001.
Joseph card. Ratzinger, prefetto.
Tarcisio Bertone, SDB, arc. em. di Vercelli, segretario»

866 commenti
« Commenti più vecchi
  1. marco tempesta
    marco tempesta says:

    Mah, Pietro, qualche articolo carino l’ho trovato. Certo non può considerarsi un giornale politico nè credo abbia la pretesa di esserlo.
    Per quel che riguarda la pubblicazione sul mio giornale, ti scrivo privatamente su facebook.

  2. sylvi
    sylvi says:

    caro CC,

    non temere, dormi tranquillo.
    Noi qui ci facciamo i nostri scismini particolari, quel tanto che ci basta perchè Roma e il Vaticano non guadino il Po.
    Sai che poi viene il Piave, il Tagliamento e l’Isonzo…
    Se è per questo c’è anche il Natisone che a Cividale del Friuli ha il bellissimo Ponte del Diavolo che , da un po’ ,ogni volta che ci passo sopra temo che Faust, finora irreperibile, mi sbuchi fuori dal masso che lo sorregge!

    OHHH scusami…ma stavolta non avevo una Pieve a portata di mano.

    Buonanotte.
    Sylvi

  3. alex
    alex says:

    @ Faust (840), Azzèta (844), Ciggì (846)
    Smettetela, siete invidiosi di Emmettì soltanto perché lui, da bravo spiritista, è in contatto con gli spiriti…nelle bottiglie e voi no!

  4. marco tempesta
    marco tempesta says:

    x Alex:
    Devo dire che recentemente il mio bere ha fatto un buon salto di qualità. Per il resto, P. mi è simpatico: è un furbone di tre cotte e mi piace il suo modo di svicolare quando non sa cosa dire.
    Bisogna tener conto che, mentre io per abitudine rompo gli schemi, c’è invece chi ci si barrica dentro. Questione di indole. L’invidia è un’altra cosa ed appartiene ad uno solo dei tre, prova a immaginare a chi. Comunque non mi interessa fare polemiche di nessun genere, per cui non perdo tempo a ribattere. Ho risposto a te perchè sei, un po’ come me, quello che a Bisceglie chiamano u appicciafòuch, il chè ha la sua utilità.

  5. Anita
    Anita says:

    x Uroburo

    Lo sapevo che come al solito ha motivi ulteriori quando fa una domanda.
    Non sono nata fessa, la conosco da troppo tempo.

    I liberali, i progressivi, quelli di sinistra e di estrema sinistra sono gli abortisti con poche eccezioni, non i conservatori, ecco il maggior motivo per cui la riforma sanitaria e’ stata in bilico fino all’ultimo.

    Non mi parli dell’Italia, anche 60 anni fa’ usavano l’aborto come metodo di contraccezione in baffo alle vostre leggi.

    Il 24 del gennaio 2009, il nuovissimo Presidente Obama ha garantito piu’ finanziamenti per aborti da parte di gruppi che promuovono l’aborto come metodo di controllo della popolazione mondiale.

    Obama ha anche detto che intende lavorare con il Congresso per ripristinare il finanziamento per il Fondo Onu per la popolazione.
    L’amministrazione Bush aveva sbarrato il denaro degli Stati Uniti dal fondo……..

    L’ha fatto quieto, quieto, facendolo togliere dagli annunci.

    http://www.boston.com/news/nation/articles/2009/01/24/obama_quietly_lifts_ban_on_abortion_funding?mode=PF

    Bye my dear,
    Anita

  6. Anita
    Anita says:

    x Marco

    Scusa se mi intrometto:

    “Per il resto, P. mi è simpatico: è un furbone di tre cotte e mi piace il suo modo di svicolare quando non sa cosa dire.”

    ==========================

    Il Signor P. svincola per non perdere tempo, (come faccio io, mea culpa), in discussioni preparate per prenderlo in trappola.
    Specialita’ del Signor Uroburo……come ha dimostrato ancora una volta con me proprio oggi.

    Ciao,
    Anita

  7. Il signor P.
    Il signor P. says:

    Lo Spirito che si è furtivamente introdotto nel corpo di una donna non ne aveva il permesso.
    Con l’aborto la donna distrugge il veicolo materiale in cui lo spirito invasore si è collocato o vorrebbe collocarsi, costringendolo così a ritornare nel luogo di partenza, esercitando in tal modo il ‘Libero Arbitrio’, facoltà concessa dall’Eterno in persona.
    ————————
    Ma caro marco che cavolo scrivi? Un spirito invasore? Scusa, forse hai dimenticato la donna ha volontariamente fatto sesso per arrivare a questo punto o no? La donna ha invitato lo spirito.
    Usando la tua logica, per dire, ogni omicidio può essere scusato perché nessun danno e’ fatto perché il spirito ritorna do dove e’ venuto. E’ la stessa cosa o no. Anzi, hai giustificato la pene della morte per i criminali per e’ meglio ammazzarli e ritornarli al punto di partenza che falli continuare a perdere tempo e soldi in galera.
    No posso credere che mi hai convinto di andar a leggere quella cavolata.
    Ma mi piace la tua arte.
    PS – Cambia occhiali ti fa sembrare un Nerd. Manca solo il nastro che mantiene gli occhiali insieme (http://www.fotosearch.com/DSN017/1795127/). Scegli qualcosa ti fa parere più intelligente. Ho detto parere!

  8. Il signor P.
    Il signor P. says:

    Cara Anita,
    La ringrazio! Marco ha bisogno di un make over. Forse a paura che attirerà più donne.
    Quello che il signore uroburo non comprende e’ che l’aborto per qualunque ragione lo ha voluto pro-gres-sisti come lui.
    La legge italiana sull’aborto e’ più moderata grazie all’influenza Chiesa ma non a gente della sua pendenza politica.

  9. Anita
    Anita says:

    x Uroburo

    E gia’ in Italia questo non sucede……..

    http://www.troviamoibambini.it/wp-content/uploads/2007/12/aborti.jpg

    ROMA – “A Villa Gina si abortiva anche di notte. Si abortiva anche in casi in cui la gravidanza era molto avanzata, anche con pazienti al sesto mese, anche con pazienti che non volevano farlo“: le 55 pagine dell’ordinanza del gip Carmelita Russo partono da qui per raccontare un’incredibile serie di orrori, violenze e soprusi. Le 55 pagine dell’inchiesta hanno portato questa mattina all’arresto di altre sedici persone, tra medici, paramedici e altri membri della famiglia Spallone. Le accuse sono le stesse di due mesi fa, quando partì l’indagine sulla clinica privata, con l’aggiunta di altri capi d’imputazione: associazione per delinquere, concussione, estorsione, falso in atto pubblico e violazione della legge sull’aborto.

    Le accuse sono più o meno le stesse, quello che cambia è il tono delle testimonianze, il quadro, che racconto dopo racconto, inizia a prendere forma. Ed è un quadro agghiacciante. Racconta Alesse (la supertestimone nonchè indagata) che una giovane, chiamata Laura per proteggere la sua vera identità , “era contraria all’interruzione di gravidanza e arrivata in sala operatoria scoppiò a piangere gridando che non voleva abortire. Ilio Spallone urlava e colpiva la donna alle gambe, un altro la tratteneva finchè l’anestesista non riuscì ad addormentarla”.

    E ancora la vicenda di Federica, una donna in avanzato stato di gravidanza: “Occorreva particolare attenzione perchè il feto era grande – racconta l’anestesista – ma Ilio Spallone andò in palla e perforò l’utero. La paziente stava talmente male che venne intubata”.

    Oppure la storia di una minorenne che di interrompere la gravidanza non ne voleva sapere ma a decidere per l’aborto era la madre, che si era messa d’accordo con Ilio, e così fu fatto. Da brividi anche l’episodio che riguarda Simona, tormentata dai dubbi e che dopo un esame radiografico si congedò per riflettere. A quel punto Ilio Spallone le comunicò che “non poteva tornare indietro in quanto i raggi x avevano provocato danni irreparabili al feto. “L’intervento venne effettuato – ha raccontato la giovane – mi svegliai nella stanza molto agitata e intervennero degli infermieri per trattenermi. Io urlavo cercando il mio bambino“.

    Altri episodi sono stati riferiti al pm da dipendenti della clinica, come nel caso di Antonio Baldassarre: “Quando Ilio Spallone alzò la bacinella che aveva davanti vidi un feto formato, con braccia e gambe di circa 25 centimetri. Vidi Spallone girarsi e andare verso il lavandino tritatutto, ebbi un mezzo svenimento e fui invitato ad uscire”. Scrive il gip: “A Villa Gina operava una consorteria il cui nucleo di base è legato da stretti vincoli di parentela. In corrispondenza c’erano donne vessate, disprezzate e maltrattate, talvolta costrette all’aborto con minacce e violenza. Molte portano ancora il trauma psichico e lottano con i postumi di un intervento devastante, eseguito in condizioni igieniche disastrose (si operava spesso senza guanti e Ilio Spallone pure a torso nudo e con un grembiule da macellaio, ha raccontato l’anestesista), con imprudenza, imperizia di chi con l’occhio avido già guarda alla paziente successiva. Fino al lugubre rito degli interventi notturni che lascia sgomenti”.

    Fonte
    Ilio Spallone muore a maggio del 2007 all’età di 76 anni (per lo meno lui ci è arrivato)

  10. Centro Studi Teologici
    Centro Studi Teologici says:

    LETTERA INVIATA STAMANE AL CARDINALE DIONIGI TETTAMANZI
    MILANO

    CORRIERE della SERA
    Pedofilia: Tettamanzi, “Vicini a Papa”
    28 Marzo 2010 20:25 CRONACHE

    SEVESO (Monza) – ”Insieme vogliamo esprimere affetto, amore e solidarieta’ al Papa, ci sentiamo a lui vicini in questo momento particolare”: l’arcivescovo di Milano, cardinale Dionigi Tettamanzi, ha concluso cosi’ oggi a Seveso il suo intervento all’incontro diocesano con gli adolescenti, difendendo Ratzinger dalle critiche dei media internazionale per il dilagante scandalo dei preti pedofili. (RCD)

    NOTA di COMMENTO
    (qualche parola di solidarietà per le vittime degli Orchi … no?…. niente? )
    Mea culpa no? i bambini non contano proprio niente? (conta solo l’onore del Papa o dei preti…?)

    DOMANDA:
    la Curia di Milano ha aiutato a insabbiare il caso di DON LUCIANO PESAVENTO?…ex Parroco di Vizzolo Predabissi (e altri casi…) di cui non si è saputo più nulla?….
    semmai il Cardinale se ne fosse dimenticato chieda informazioni al predecessore cardinal Martini oppure a mons. Giovanni Giudici, Vicario Generale!
    SAREBBE INTERESSANTE APRIRE LE INDAGINI SUI CIRCA 1200 preti della Diocesi, per vedere cosa è successo negli ultimi 35 anni, dato che solo a INZAGO sono stati circa 5 i preti allontanati dal 1972 ad oggi per motivi simili!

    Anzichè attaccare Vescovi di altre Chiese, più o meno sorelle, ( “non canoniche” ) non sarebbe forse meglio e più evangelico: “guardare la trave del proprio occhio anzichè guardare sempre la pugliuzza in quello degli altri…”?!
    lo diciamo soprattutto ai monsignori BOTTONI e MANGANINI, sempre solerti nell’ attaccare e diffamare il Metropolita Evloghios e altri suoi confratelli?!

    La Segreteria del CST Milano

    ARTICOLO:

    il sacerdote e’ partito 3 domeniche fa da Vizzolo Predabissi: destinazione ignota, ma non e’ stato arrestato
    sono guai grossi per don Luciano
    atti di libidine: questa l’ accusa lanciata da un bambino a don Pesavento Luciano

    ————————- PUBBLICATO —————————— Il sacerdote e’ partito tre domeniche fa da Vizzolo Predabissi: destinazione ignota, ma non e’ stato arrestato

    Sono guai grossi per don Luciano “Atti di libidine”, deve difendersi dalle accuse di un bambino – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – VIZZOLO PREDABISSI . Quanti erano i corvi che volavano attorno al campanile della parrocchia di San Pietro, retta fino a meta’ gennaio da don Luciano Pesavento? Tanti sicuramente. Ma non sono comunque state le loro sanguinose beccate a convincere don Luciano ad andarsene la sera di tre domeniche fa, per raggiungere un lontano e segreto romitaggio indicatogli, d’ imperio, dal preoccupatissimo monsignor Giovanni Giudici, vicario generale della Curia milanese. A decidere la sorte del religioso, 45 anni, e’ stata una denuncia per atti di libidine presentata alla Procura dai genitori di un minorenne, che avrebbe raccontato di aver subito dal parroco attenzioni particolari all’ oratorio. Da quel poco che e’ trapelato (per gli inquirenti la vicenda e’ “top secret”) sembra che mesi fa il minorenne fosse stato affidato dai genitori a don Luciano perche’ si prendesse cura di lui durante la loro assenza da casa per lavoro. Il patto non sarebbe pero’ rimasto sempre sui binari della correttezza. Don Luciano, contro cui i corvi della parrocchia lanciavano da tempo esplicite accuse di violare troppo spesso il sesto comandamento, avrebbe ceduto invece a una tentazione molto grave, quella di insidiare un ragazzino. Le confessioni a mamma e papa’ , prima accennate poi esplicite, hanno avuto un effetto che don Luciano non avrebbe probabilmente mai immaginato. Una copia della denuncia e’ finita anche all’ Arcivescovado di Milano. E, dopo che il magistrato ha deciso di non firmare un provvedimento di custodia cautelare (non previsto quando sono esclusi i pericoli di fuga, di reiterazione del reato e di inquinamento delle prove), la Curia ha ordinato alla “pecorella smarrita” di fare la valigia, salire in macchina nottetempo e lasciare la parrocchia. Il suo nuovo recapito, inoltre deve restare segreto. Un diktat che don Luciano, da otto anni a Vizzolo, non ha contestato: “Io non sono a conoscenza di denunce nei confronti del parroco . spiega monsignor Gilberto Donnini, responsabile per la Curia delle relazioni esterne , so pero’ che il clima in paese era molto teso. Si erano formati due fronti contrapposti, i favorevoli e i contrari, che non davano piu’ segni di ravvedimento. Quando l’ incomunicabilita’ esce da limiti tollerabili, la Curia non ha che da prendere una decisione, convincere il parroco a lasciare il suo gregge. Se poi fosse veramente successo qualcosa di piu’ grave . conclude monsignor Donnini . lo sa solo don Luciano, e non potra’ certo sfuggire alle sue responsabilita’ con un semplice ritiro spirituale”.(?) I corvi sono appagati? Forse piu’ di quanto non sperassero, con quel loro gracchiare senza costrutto. Ora a Vizzolo una famiglia ha firmato una denuncia che avra’ il suo corso. Un macigno per quei parrocchiani che erano abituati a urlare ai corvacci: “Balle, le vostre son tutte balle!”.

    Marziali Siro

    il religioso avrebbe violato quasi tutti i Comandamenti, e in particolare il VI
    ” corvi ” sulla parrocchia
    una serie di accuse contro il parroco don Luciano ha obbligato la curia ad allontanarlo da Vizzolo Predabissi

    ————————- PUBBLICATO —————————— Il religioso avrebbe violato quasi tutti i Comandamenti, e in particolare il sesto TITOLO: “Corvi” sulla parrocchia Sfilza di accuse contro don Luciano, allontanato da Vizzolo Predabissi – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – VIZZOLO PREDABISSI . “Corvi” in parrocchia, alle porte di Milano, hanno costretto un prete a fare le valigie in fretta e furia. Sul suo conto circolavano da tempo veleni e lettere (anonime) con accuse di ogni tipo, comunque infamanti. Alla fine i “corvi” hanno avuto il sopravvento e il “padre Ralph” dell’ “Uccelli di rovo” della Bassa milanese ha dovuto soccombere, due settimane fa. Domenica 16 gennaio, alle 17,30, don Luciano doveva celebrare messa. Le tre navate dell’ antica chiesa monastica di Santa Maria di Calvenzano, gioiello dei monumenti protoromanici della Bassa e gia’ nel 1600 teatro di un singolare processo a un reverendo assatanato, erano piene di fedeli. Di solito don Luciano, parroco del paese, e’ puntuale. Quella volta pero’ si e’ fatto attendere. Quasi alle 18, e’ entrato in chiesa affannato don Giuseppe, il cappellano del vicino ospedale Predabissi:”Don Luciano non puo’ venire, scusatelo e pregate per lui. Ne ha tanto bisogno, e’ dovuto partire improvvisamente”. La messa e’ finita, in paese si scatenano le voci. Vizzolo viene subito a sapere che don Luciano Pesavento, 45 anni, di cui otto come parroco della prepositurale di San Pietro e di Santa Maria di Calvenzano, era stato convocato d’ urgenza, proprio il pomeriggio di quella domenica, in Curia a Milano da monsignor Giovanni Giudici, vicario generale del cardinale. Dopo, don Luciano non si e’ piu’ visto. Il giorno seguente la Curia ha mandato a Vizzolo un vicario, don Francesco, che cosi’ ha saziato la curiosita’ dei parrocchiani: “Il vostro don Luciano e’ partito, non chiedetemi per dove perche’ non lo so neppure io. Ha bisogno di stare lontano per un po’ di tempo, voi pregate per lui e non date retta a chi gli vuol fare del male. Dio lo aiuti”. Da quel momento a Vizzolo, 4 mila abitanti, si scatena il finimondo e i “corvi”, che da alcuni anni sono all’ attacco del parroco, esultano. Ma perche’ l’ improvvisa partenza ? Non si sa. E un giallo. Monsignor Giudici dice:” E una vicenda molto complessa e dolorosa che non e’ il caso di divulgare. Siamo intervenuti perche’ don Luciano non poteva piu’ restare a Vizzolo. Circolavano sul suo conto troppe voci cattive, ma vi assicuro che non e’ stato denunciato da nessuna donna e che non e’ scappato con i soldi della parrocchia. (la denuncia è della famiglia di un ragazzino si saprà più tardi… che riferisce di essere stato molestato pesantemente…) La Curia ha 1100 chiese con un numero almeno doppio di preti. Possono capitare trasferimenti urgenti senza che siano successi terremoti di particolare intensita’ “. Pura maldicenza e’ la storia che don Luciano si fosse appropriato dei 900 milioni che un istituto di credito ha concesso nei mesi scorsi, con mutuo decennale a tasso zero, per contribuire ai lavori di restauro della chiesa di Calvenzano. E allora perche’ la “fuga” verso un romitorio segreto, accompagnato solo dalla vecchia perpetua? I “corvi” sembrano informatissimi, ma non vogliono qualificarsi: “Don Luciano ne aveva sempre una. Non gli andavano bene le famiglie della comunita’ , voleva i bambini vestiti tutti in modo sobrio in occasione della Cresima e della Comunione. Chi si presentava con l’ abito da cerimonia veniva cacciato. Ma . continuano . la piu’ bella l’ ha combinata durante la settimana bianca trascorsa ai primi di dicembre a Limone Piemonte con una ventina di ragazzi e ragazze del paese. Quando ha sorpreso alcuni di loro in discoteca piu’ impegnati a baciarsi che a saltellare sulla pista da ballo, si e’ messo a menare botte”. I “corvi”, rifocillati, si sarebbero messi a volare ancora piu’ alti attorno al campanile di Santa Maria, rincarando la dose. Avrebbero anche scritto, a chi di dovere, che pure il loro “padre Ralph” aveva una lei, una giovanissima “Maggie”.

    Marziali Siro

    Pagina 46
    (28 gennaio 1994) – Corriere della Sera

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