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Il delirio di mons Viganò

La lettera aperta del 30 ottobre che mons Carlo Maria Viganò ha rivolto al presidente Donald Trump, contiene aspetti allucinanti, apprezzati però dal generale Jack Flynn, braccio destro di Trump.

Secondo lui esisterebbe “una cospirazione globale contro Dio e contro l’umanità”. Da parte di chi? In questione sarebbero le “forze del Male in una battaglia senza quartiere contro le forze del Bene; forze del Male che sembrano potenti e organizzate dinanzi ai figli della Luce, disorientati e disorganizzati, abbandonati dai loro capi temporali e spirituali”.

Sta delirando o si riferisce a qualcuno in particolare? Lui dice che è qualcuno che “vuole demolire le basi stesse della società: la famiglia naturale, il rispetto per la vita umana, l’amore per la Patria, la libertà di educazione e di impresa”.

Cioè in pratica qualcuno che vuole legittimare coppie gay, che è favorevole a leggi abortiste, che è contrario al nazionalismo (quindi non è razzista), che ostacola il liberismo economico e che non sopporta le scuole private.

Ma questo strano nemico, non ancora ben identificato, è solo uno o sono tanti? Ecco la risposta del prelato, famoso per altre sue lettere aperte: “Vediamo i capi delle Nazioni e i leader religiosi assecondare questo suicidio della cultura occidentale e della sua anima cristiana, mentre ai cittadini e ai credenti sono negati i diritti fondamentali, in nome di un’emergenza sanitaria che sempre più si rivela come strumentale all’instaurazione di una disumana tirannide senza volto”.

Di chi sta parlando? Sembrano affermazioni deliranti. Finalmente si apre uno spiraglio che fa capire qualcosa. “Un piano globale, denominato Great Reset, è in via di realizzazione. Ne è artefice un’élite che vuole sottomettere l’umanità intera, imponendo misure coercitive con cui limitare drasticamente le libertà delle persone e dei popoli. In alcune nazioni questo progetto è già stato approvato e finanziato; in altre è ancora in uno stadio iniziale. Dietro i leader mondiali, complici ed esecutori di questo progetto infernale, si celano personaggi senza scrupoli che finanziano il World Economic Forum e l’Event 201, promuovendone l’agenda”.

Il Grande Riassetto Mondiale? E chi lo dirige? Il Maestro di tutti gli Ordini, vissuto e cresciuto a pane e svastica, Klaus Schwab, 82 anni, impregnato fin da bambino di una certa cultura nazista. Schwab è il presidente esecutivo del World Economic Forum.

Ma che progetto avrebbe il Great Reset, gruppo paramassonico, fondato nel 1954 da un colonnello delle SS a riposo? Lo spiega l’arcivescovo: “è l’imposizione di una dittatura sanitaria finalizzata all’imposizione di misure liberticide, nascoste dietro allettanti promesse di assicurare un reddito universale e di cancellare il debito dei singoli. Prezzo di queste concessioni del Fondo Monetario Internazionale dovrebbe essere la rinuncia alla proprietà privata e l’adesione a un programma di vaccinazione Covid-19 e Covid-21 promosso da Bill Gates con la collaborazione dei principali gruppi farmaceutici. Al di là degli enormi interessi economici che muovono i promotori del Great Reset, l’imposizione della vaccinazione si accompagnerà all’obbligo di un passaporto sanitario e di un ID digitale, con il conseguente tracciamento dei contatti di tutta la popolazione mondiale. Chi non accetterà di sottoporsi a queste misure verrà confinato in campi di detenzione o agli arresti domiciliari, e gli verranno confiscati tutti i beni”.

In effetti il cinquantunesimo summit annuale del World Economic Forum si svolgerà a Davos a giugno 2021, con partecipazione delle star mondiali di politica, finanza, economia, e una rete di 400 città in collegamento internazionale.

Ma è possibile che un forum del genere riesca a stabilire regole così mostruose? Mons Viganò è preoccupatissimo: “in alcuni Paesi il Great Reset dovrebbe essere attivato tra la fine di quest’anno e il primo trimestre del 2021. A tal scopo, sono previsti ulteriori lockdown, ufficialmente giustificati da una presunta seconda e terza ondata della pandemia”.

Ma a che servirebbero tutti questi lockdown? In pratica il virus servirebbe per “seminare il panico e legittimare draconiane limitazioni delle libertà individuali, provocando ad arte una crisi economica mondiale. Questa crisi serve per rendere irreversibile, nelle intenzioni dei suoi artefici, il ricorso degli Stati al Great Reset, dando il colpo di grazia a un mondo di cui si vuole cancellare completamente l’esistenza e lo stesso ricordo”.

Terribile. Davvero esistono gruppi di persone in grado di avere poteri così forti? E se sì, ha senso rivolgersi a quello squilibrato di Trump per porre un argine a un pericolo del genere? Lui che proprio ieri ha accusato i medici di gonfiare i numeri dei morti per coronavirus solo per fare soldi!

Viganò sta forse parlando a nuora per rivolgersi a suocera? E chi sarebbe questa suocera? Da non crederci: è l’attuale governo Conte. Il Vaticano non vuole un secondo lockdown ed è pronto a mettersi con chi manifesta in piazza. Motivo? Eccolo: “Nessuno, fino allo scorso febbraio, avrebbe mai pensato che si sarebbe giunti, in tutte le nostre città, ad arrestare i cittadini per il solo fatto di voler camminare per strada, di respirare, di voler tenere aperto il proprio negozio, di andare a Messa la domenica. Eppure avviene in tutto il mondo, anche in quell’Italia da cartolina che molti Americani considerano come un piccolo paese incantato, coi suoi antichi monumenti, le sue chiese, le sue incantevoli città, i suoi caratteristici villaggi. E mentre i politici se ne stanno asserragliati nei loro palazzi a promulgare decreti come dei satrapi persiani, le attività falliscono, chiudono i negozi, si impedisce alla popolazione di vivere, di muoversi, di lavorare, di pregare. Le disastrose conseguenze psicologiche di questa operazione si stanno già vedendo, ad iniziare dai suicidi di imprenditori disperati, e dai nostri figli, segregati dagli amici e dai compagni per seguire le lezioni davanti a un computer”.

Ecco il vero obiettivo della lettera: colpire il governo Conte e condannare tutte le sue restrizioni, giudicate assurde, mostrando che Trump agisce molto diversamente nei confronti di questo virus. Lui è più libero, non ha paura di ammalarsi e difende strenuamente i valori religiosi ed economici dell’Occidente.

Ma Viganò non se la prende solo con Conte. Ha di mira persino l’attuale pontefice, come già fatto in altre occasioni pubbliche. Questo perché “colui che occupa la Sede di Pietro fin dall’inizio ha tradito il proprio ruolo, per difendere e promuovere l’ideologia globalista, assecondando l’agenda della deep church, che lo ha scelto dal suo grembo”.

Immagino che soprattutto il mons non abbia digerito il patto di collaborazione che Bergoglio ha fatto di recente col governo cinese. I cattolici integralisti infatti l’hanno interpretato come una forma di punizione dei martiri della Chiesa cattolica clandestina, e di sottomissione della libertà religiosa e dell’autonomia della Chiesa di Roma ai desiderata dell’ideologia del Partito Comunista Cinese.

Ecco quindi il nuovo messia che deve combattere i figli delle tenebre: “Lei ha chiaramente affermato di voler difendere la Nazione, One Nation under God, le libertà fondamentali, i valori non negoziabili oggi negati e combattuti. È Lei, caro Presidente, colui che si oppone al deep state, all’assalto finale dei figli delle tenebre”. Trump sarebbe

“l’ultimo presidio contro la dittatura mondiale”. Come se lui potesse essere la persona più indicata per difendere i valori della cristianità contro “il Nemico del genere umano”.

E di sicuro Biden non è “un personaggio manovrato dal deep state, gravemente compromesso in scandali e corruzione, che farà agli Stati Uniti ciò che Jorge Mario Bergoglio sta facendo alla Chiesa, il Primo Ministro Conte all’Italia, il Presidente Macron alla Francia, il Primo Ministro Sanchez alla Spagna, e via dicendo. La ricattabilità di Joe Biden – al pari di quella dei Prelati del “cerchio magico” vaticano – consentirà di usarlo spregiudicatamente, consentendo a poteri illegittimi di interferire nella politica interna e negli equilibri internazionali. È evidente che chi lo manovra ha già pronto uno peggiore di lui con cui sostituirlo non appena se ne presenterà l’occasione”.

Incredibile che un arcivescovo usi espressioni così farneticanti, che potrebbero trovarsi nel diario di uno psicopatico.