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	<title>ArruotaLibera &#187; Texas</title>
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	<description>Critica delle verità ufficiali. Contro l&#039;ipocrisia e l&#039;uso di due pesi e due misure da parte del potere</description>
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		<title>Usa: medaglie restituite per protesta. Italia: &#8220;Chi l&#8217;ha visto?&#8221; insiste con l&#8217;Emanuela Orlandi Show</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Apr 2013 10:57:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pino Nicotri]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa volta vi propongo alcuni link. Il primo, boicottato e mai trasmetto in Italia, mostra un raduno di militari o ex militari Usa che buttano via le medaglie al valore ricevute nelle varie azioni &#8220;di pace&#8221;. Un&#8217;iniziativa che fa piazza pulita di tanta, troppa retorica inganna popolo e soprattutto inganna giovani. Gli altri sono link [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Questa volta vi propongo alcuni link. Il primo, boicottato e mai trasmetto in Italia, mostra un raduno di militari o ex militari Usa che buttano via le medaglie al valore ricevute nelle varie azioni &#8220;di pace&#8221;. Un&#8217;iniziativa che fa piazza pulita di tanta, troppa retorica inganna popolo e soprattutto inganna giovani. Gli altri sono link di miei articoli per Blitz riguardanti il fino ad ora inutile e indecoroso clamore creato da &#8220;Chi l&#8217;ha visto?&#8221;, il programma di Raitre condotto da Federica Sciarelli, sul caso Orlandi con il ritrovamento del &#8220;flauto di Emanuela&#8221; (?!). Ritrovamento che va ad aggiungersi agli ormai 8 anni 8 di panzane e mitomanie veicolate da tale programma. Sono messi in ordine cronologico e sono interessanti anche i commenti decisamente velenosi di Pietro Orlandi, con annessi fan, contro di me e le mie risposte a tono. Traete voi le conclusioni, se credete.</p>
<p>Questo andazzo avvalorato da &#8220;Chi l&#8217;ha visto?&#8221; ha come unico risultato la diffusione di sfiducia nelle istituzioni e in particolare contro magistratura,  avvalorando le ipotesi più strampalate di complotti che qeasta volta non sono più demoplutosocialmassonici, come diceva il Cavaliere in camicia nera anziché azzurra, ma di altro tipo. Sempre comunque deliranti. Insomma, &#8220;Chi l&#8217;ha visto?&#8221; affianca di fatto Berlusconi nel delegittimare la magistratura e semina qualunquismo a piene mani: il risultato lo si vede anche alle elezioni. Per essere Raitre una rete &#8220;de sinistra&#8221;  chiarisce bene cos&#8217;è oggi la sinistra. Che s&#8217;è suicidata definitivamente scegliendo come suo candidato presidente della Repubblica l&#8217;ottantenne Franco Marini.</p>
<p>Nel frattempo le bombe alla maratona di Boston si stanno rivelando un prodotto forse locale, di qualche mente malata yankee intossicata dal mito, dalla retorica e dagli sporchi interesse di bottega delle armi o di qualche immigrato rancoroso perché malamente americanizzato. Si griderà ovviamente ad Al Qaeda, come se i suoi fanatici fossero tipi da bombe fatte in casa usando pentole a pressione&#8230; Purtroppo a questo mondo non c&#8217;è limite non solo all&#8217;umana ferocia, me neppure al ridicolo. Vedremo. Intanto s&#8217;è rivelata ancora una volta la prontezza degli untori a scatenarsi contro i &#8220;terroristi islamici&#8221; o simili, avvalorando anche un quantità di vittime assai più grande del reale. Fermo restando che le vittime sono comunque troppe e che purtroppo ce ne sono una dozzina in condizioni critiche. A molti sono stati amputate parte degli arti inferiori. Il demone Usa amante delle armi diffuse a gogò ha già silurato il tentativo di Obama di varare una legge più decente, cioè più restrittiva della vergognosa licenza di acquisto oggi vigente.   L&#8217;esplosione di una fabbrica di fertilizzanti chimici del Texas, con annessa strage e devastazione, pare voler sottolineare l&#8217;esistenza di tale rovinoso demone.</p>
<p><a href="https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&amp;v=RDcL4xtQwds#!">https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&amp;v=RDcL4xtQwds#!</a></p>
<p><a href="http://www.blitzquotidiano.it/opinioni/nicotri-opinioni/il-flauto-di-emanuela-orlandi-vero-1523501/">http://www.blitzquotidiano.it/opinioni/nicotri-opinioni/il-flauto-di-emanuela-orlandi-vero-1523501/</a></p>
<p><a href="http://www.blitzquotidiano.it/opinioni/nicotri-opinioni/emanuela-orlandi-il-flauto-si-compra-su-1524679/">http://www.blitzquotidiano.it/opinioni/nicotri-opinioni/emanuela-orlandi-il-flauto-si-compra-su-1524679/</a></p>
<p><a href="http://www.blitzquotidiano.it/opinioni/nicotri-opinioni/emanuela-orlandi-mistero-bidoni-gianluca-1527038/">http://www.blitzquotidiano.it/opinioni/nicotri-opinioni/emanuela-orlandi-mistero-bidoni-gianluca-1527038/</a></p>
<p><a href="http://www.blitzquotidiano.it/opinioni/nicotri-opinioni/emanuela-orlandi-il-flauto-mistero-sospetti-1529283/">http://www.blitzquotidiano.it/opinioni/nicotri-opinioni/emanuela-orlandi-il-flauto-mistero-sospetti-1529283/</a></p>
<p><a href="http://www.blitzquotidiano.it/opinioni/nicotri-opinioni/emanuela-orlandi-flauto-yamaha-ramponecazzani-1531113/">http://www.blitzquotidiano.it/opinioni/nicotri-opinioni/emanuela-orlandi-flauto-yamaha-ramponecazzani-1531113/</a></p>
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		<title>Sbaglia chi gioisce per l&#8217;intervento (ambiguo) della Chiesa contro Berlusconi</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Sep 2011 22:29:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pino Nicotri]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Non credo ci sia molto da gioire perché il cardinale Angelo Bagnasco, capo dei vescovi italiani, ha finalmente detto quello che ha detto a proposito del bisogno di “aria pulita”. Premesso che di aria pulita c’è bisogno anche nella Chiesa, e in particolare a Genova visto lo scandalo del prete pedofilo don Riccardo Seppia e visto l’ostracismo anche da parte dello stesso  Bagnasco verso il “prete da marciapiede” don Andrea Gallo, ci sono alcune considerazioni da fare.<br />
La prima considerazione è che il ritardo della Chiesa nel prendere posizione contro il degrado non solo morale che promana dal sistema Berlusconi e annesso stile di vita non è certo un ritardo casuale. E’ da oltre un anno che la Chiesa avrebbe dovuto parlare. Non agli italiani tutti, ma ai suoi credenti. Avrebbe dovuto farlo non appena venuto a galla lo scandalo dei rapporti con la minorenne Noemi di Napoli e avrebbe dovuto rifarlo non appena tracimato il liquame stappato da Patrizia D’Addario&amp;C. Invece la Chiesa era anzi perfino propensa al perdono e alla benedizione pubblica con il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato vaticano, accorso all’Aquila alla tradizionale Festa della Perdonanza per, appunto, perdonare e assolvere Berlusconi. Solo la puttanata di Vittorio Feltri su Il Giornale contro Dino Boffo fece saltare la progettata trasformazione della Perdonanza in Puttananza.<span id="more-3340"></span><br />
Un’altra considerazione da fare è che se un Berlusconi passa, la Chiesa resta. E resta con i suoi vizi, la sua propensione al compromesso pro domo sua e sulla pelle dei credenti. Gli esempi clamorosi non mancano.<br />
Un Berlusconi passa, ma la Chiesa resta. E se al posto di un Berlusconi si può scegliere un capo del governo, un governo e un parlamento più decenti, per quanto riguarda la Chiesa noi cittadini italiani non possiamo farci niente. Tant’è che le grandi aperture del Concilio di Papa Roncalli, che avrebbero dovuto essere epocali, sono state completamente smantellate da Papa Wojtyla prima e da Papa Ratzinger adesso.<br />
Tant’è che nel giugno 2001 proprio Ratzinger e Bertone, all’epoca rispettivamente capo e suo vice della Congregazione per la Dottrina della fede, hanno firmato l’ordine ai vescovi di tutto il mondo di nascondere alle autorità civili qualunque caso di prete pedofilo e qualunque caso di adescamento sessuale anche verso maggiorenni avvenuto nel corso della confessione. Si tratta dell’ordine scritto che ha facilitato il dilagare della pedofilia tra i sacerdoti e che ha provocato l’incriminazione di Ratzinger da parte di un tribunale del Texas per ostruzione alla Giustizia, incriminazione le cui conseguenze ha potuto evitare grazie all’elezione a papa e al conseguente ordine di George W. Bush al magistrato di archiviare l’accusa. E’ per quell’ordine che in Irlanda è scoppiato lo scandalo del primate John Magee, che ha dovuto dimettersi da capo della Chiesa irlandese quando una apposita inchiesta governativa ha appurato quello che ha appurato a carico di centinaia di sacerdoti.</strong></p>
<p><strong>Dato che ci siamo, non si capisce il coro di critiche e di accuse contro chi ha denunciato Ratzinger al Tribunale dell’Aja per crimini contro l’umanità, visto che nascondere e quindi proteggere la pedofilia è certo un crimine molto grave. Ancor meno si capisce lo sdegno di chi indica Ratzinger come strenuamente impegnato contro la pedofilia che sta minando l’immagine della Chiesa. Il problema è infatti molto semplice: l’ordine firmato nel 2001 è stato ritirato sì o no? Quando? Sostituito da cosa? Da un ordine scritto che smentisce quello precedente e, al contrario di quello, impone ai vescovi la collaborazione con le autorità civili dei rispettivi Paesi? Così si vuole far credere, stando a certe dichiarazioni un po’ troppo generiche e prive di valore se non si indicano gli estremi dei documenti che ne comprovino la veridicità. Se tale dietro front è stato davvero ordinato, quando e da chi è stato firmato? E’ stato diramato ai vescovi di tutto il mondo e se sì quando? Ha davvero imposto l’inversione a U rispetto l’ordine del 2001? E perché non ne viene diffuso il testo? Perché, a differenza di quello del 2001, non si riesce a trovarlo neppure nel sito ufficiale Internet del vaticano?</strong></p>
<p><strong>C’è poi da ricordare che il Vaticano NON è l’Italia, è solo uno Stato estero e come tale è tenuto, Costituzione italiana alla mano, a NON interferire con la vita politica italiana. “Libera Chiesa in libero Stato”. Invece interferisce eccome! Non parlo dei 3 miliardi di euro di regalie e facilitazioni e privilegi, compresa la nomina delle decine di migliaia di insegnanti di religione, che lo Stato italiano regala alla Chiesa per decisione di politici interessati a comprare così il voto dei cattolici più obbedienti. Parlo invece del fatto che i vescovi NON sono nominati dalle singole comunità di credenti, ma dallo Stato del Vaticano esattamente come qualunque Stato fa con gli ambasciatori e, compreso lo Stato italiano, con i prefetti. I vescovi sono in effetti dei prefetti, sia pure ufficialmente solo “prefetti della fede”, e come tali si comportano: nel senso che obbediscono al Vaticano, e non certo alle istanze delle comunità delle quali sono stati nominati vescovi.</p>
<p>La comunità cattolica milanese è spesso, e da secoli, all’avanguardia quanto meno in fatto di impegno sociale, ma non solo, tant’è che esiste il “rito ambrosiano”, diverso da quello romano. E il cardinale Dionigi Tettamanzi, così come il suo predecessore Carlo Maria Martini,  delle comunità milanese ne interpretava le pulsioni migliori. Ma ecco che Tettamanzi, con la scusa dell’età, è stato sostituito da Angelo Scola, un cardinale di tutt’altra pasta: più sensibile e gradito a Comunione e Liberazione e ai suoi interessi materiali e politici che attento ai bisogno delle comunità assetate di coesione, giustizia, eguaglianza e, quindi, comunione come la intendeva chi l’ha fondata. Un cardinale di pasta più adeguata alla restaurazione e al regresso pilotato da Ratzinger che all’evoluzione impostata da Roncalli.</p>
<p>Il ritardo con il quale la Chiesa è intervenuta contro la cloaca massima berlusconiana non è certo causale. Bagnasco – ma, si noti, NON Bertone – è intervenuto ora solo perché la Chiesa s’è decisa a fare uscire di scena Berlusconi per sostituirlo con Pierferdinando Casini. Non a caso anche lo stesso Bagnasco, oltre ad altri membri della gerarchia cattolica compreso perfino Bertone, parla di accelerazione nella creazione di un nuovo partito politico dei cattolici, una sorta di erede della defunta Democrazia Cristiana. Beh, ma tutto ciò questo significa NON rispettare la Costituzione italiana e calpestare la laicità della nostra repubblica. Cosa diremmo se la Francia o Israele o la Germania o la Cina o il Kenia si dessero pubblicamente da fare per fondare in Italia un proprio partito?</p>
<p>Nei giorni scorsi esponenti della Chiesa hanno giustificato il silenzio verso Berlusconi con il principio della “non ingerenza”. Lo stesso principio lo si accampa ora per giustificare il fatto che Bagnasco NON ha nominato Berlusconi, tant’è che molti lacchè di costui hanno buon gioco a sostenere che gli starli di Bagnasco sono erga omnes e non contro il Chiavaliere che s’è rivelato il Grande Puttaniere. Per sostenere che la Chiesa nei confronti della Repubblica italiana si attiene alla “non ingerenza” ci vuole una grande faccia di bronzo. Degna di Berlusconi! E ha poco da raccontar balle monsignor Sgreccia, che si sta sbracciando a dire che &#8220;la Chiesa non manda a casa i governi&#8221; e che &#8220;&#8221;Non abbiamo partiti da promuovere&#8221;.</p>
<p>Si dirà: meglio tardi che mai. Certo, siamo tutti contenti se la Chiesa e qualunque altra istituzione di peso contribuisce a far pulizia, preferibilmente evitando di nascondere la sporcizia, ormai davvero troppa, sotto il tappeto o a concordarne trasferimenti a pagamento. Ma se pensiamo sia un bene che la Chiesa riesca a fare quello che non riusciamo a fare noi cittadini italiani con l’azione politica, con i partiti e il parlamento, allora ci illudiamo. Ci illudiamo malamente. E passiamo dalla soggezione al Sultano o al Principotto a un&#8217;accresciuta soggezione al Pontefice. Soggezione, quest’ultima, che è poi molto più difficile scalfire. Liberarsene sarà impossibile.</p>
<p></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Il capo del governo ha tuonato contro le continue protezioni del Vaticano ai sacerdoti pedofili, minacciando sanzioni. Non vi eccitate: non si tratta del capo del nostro governo, ma di quello dell&#8217;Irlanda. Che sarà anche cattolicisima, ma non è serva papalina come lo Strapaese del bunga bunga</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Aug 2011 18:05:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Lo scandalo della pedofilia che mina il clero irlandese ha avuto una nuova fiammata, che in Italia è ovviamente passata inosservata e comunque spenta subito. Il primo ministro della cattolicissima Irlanda, Edna Kenny, dopo la pubblicazione del rapporto nazionale su decenni di abusi dei preti irlandesi sui minori non solo nella diocesi di Cloyne, che [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Lo scandalo della pedofilia che mina il clero irlandese ha avuto una nuova fiammata, che in Italia è ovviamente passata inosservata e comunque spenta subito. Il primo ministro della cattolicissima Irlanda, Edna Kenny, dopo la pubblicazione del rapporto nazionale su decenni di abusi dei preti irlandesi sui minori non solo nella diocesi di Cloyne, che un paio di anni fa ha dato origine a una inchiesta su scala nazionale, ha accusato ad alta voce il Vaticano oltre che di non aver “debellato” la pedofilia, ma di non averla neppure combattuta.<br />
E&#8217; stato infatti assodato che quella che viene anche chiamata la Santa Sede ha coperto in modo sistematico i suoi violentatori di minori irlandesi anche in tempi recenti. “Questa è una Repubblica, non il Vaticano!”, ha tuonato Kenny chiedendo spiegazioni Oltretevere. Affermazione elementare, ma sicuramente inaudita per i nostri politici, quando invece l’Italia avrebbe proprio bisogno di meno acquiescenza e servilismo clericale. Oltretutto, come è noto, e come molti sanno per conoscenza diretta, i bambini e le bambine vengono insidiate anche in Italia.<span id="more-3278"></span></strong></p>
<p><strong> Il governo di Dublino ha annunciato che il cancro della pedofilia del clero cattolico “sarà affrontato con una nuova legislazione che obbligherà i sacerdoti a denunciare anche i casi appurati in confessione”. Affermazione coraggiosa, ma fuori dalla realtà. Quale pedofilo e stupratore confesserà più di questi peccati sapendo bene che finirà sotto processo e magari pure in galera? Sapendo bene che in ogni caso si ritroverà pubblicamente sputtanato. </strong></p>
<p><strong>Immediata la reazione d’Oltretevere. Il portavoce vaticano monsignor Federico Lombardi ha ripetuto piuttosto imbarazzato una frase simile a quella che ormai ripete ogni volta che, dagli Usa all’Australia, scoppia uno scandalo di preti cattolici pedofili: “La Santa Sede risponderà opportunamente alla domanda posta dal governo irlandese a proposito del rapporto sulla diocesi di Cloyne. Ci auguriamo che il dibattito aiuti “la salvaguardia dei bambini e dei giovani, come auspicato dal Papa”. Dura invece la replica dell’arcivescovo Francesco Girotti, reggente della Penitenzeria Apostolica: “Il sacramento della confessione non si tocca!”.<br />
Strano però che don Girotti non sappia che quando faceva comodo alla Chiesa il sacramento della confessione è stato “toccato”, e non poco. Papa Paolo IV nel 1559 impose ai confessori di chiedere come prima cosa ai penitenti se possedessero o avessero letto “libri eretici” e cosa sapessero a questo riguardo dei loro parenti, amici e conoscenti, nonché – in caso di risposte affermative – di rimandarli al tribunale dell’Inquisitore perché abiurassero o denunciassero formalmente gli altri. L’assoluzione dai peccati poteva avvenire solo dopo questo passaggio. Di questo e di altri casi del genere ha parlato per esempio nel suo libro “Tribunali della coscienza”, edizioni Einaudi, il docente Adriano Prosperi. Il quale ha scritto anche altrove pagine interessanti sulle radici storiche dell’ossessione della copertura dei reati sessuali del clero. “Una ossessione che viene da lontano e che sbocca direttamente nelle linee di comportamento della Congregazione erede del Sant’Uffizio”, ci ha spiegato il docente: “Ne ho parlato anche nel Dizionario storico dell’Inquisizione da me curato”.<br />
Per l’Italia però il problema è anche e soprattutto un altro. A impartire l’ordine di tacere alle autorità civili qualunque caso di pedofilia del clero sono stati personalmente, con una circolare inviata nel 2001 ai vescovi di tutto il mondo, gli attuali papa Benedetto XVI Ratzinger e segretario di Stato Tarcisio Bertone, all’epoca rispettivamente capo e suo vice della Congregazione per la Dottrina della Fede, come si chiama oggi quella che una volta era l’Inquisizione prima e il Sant’Uffizio dopo.<br />
Tant’è che nel 2005 Ratzinger è stato incriminato da una corte del Texas in un processo per pedofilia contro alcuni sacerdoti e se non è stato rinviato a giudizio lo deve al fatto che essendo nel frattempo diventato papa ha potuto godere dell’immunità concessagli per ordine di George Bush al magistrato. Bertone, attuale segretario di Stato del Vaticano, cioè suo capo del governo, invece non ha avuto nessun fastidio.<br />
Da qualche tempo, come è noto, il sempre molto sorridente cardinal Bertone si dà molto da fare per far rinascere in Italia il partito dei cattolici, qualcosa che somigli molto alla defunta Democrazia Cristiana, travolta anch’essa come tutti gli altri partiti dal (l’inutile) ciclone di Mani Pulite.<br />
Si dà il caso che il Vaticano sia uno Stato estero, sovrano, diverso e distinto dall’Italia, anche se all’ombra del Cupolone non tutti ne sono convinti. In qualunque altro Paese civile le manovre del capo del governo di un Paese straniero per crearvi un partito susciterebbero scandalo e indignazione, specie se le manovre fossero fatte sfacciatamente alla luce del sole e con tanto di squilli di trombe, per giunta vantandosene a 32 denti.<br />
In Italia invece pare normale, al nostro ceto politico, che il Vaticano faccia e disfaccia a suo piacimento, come fosse la Casa Bianca ad Hanoi o a Panama o l’Eliseo nel Ciad e in Nigeria. Sì, lo so, certe cose accadevano già ai tempi di Roma e Cartagine, ognuna delle due finanziava un partito amico all’interno delle mura dell’altra.<br />
E poi, per essere sinceri, il ritorno della Democrazia Cristiana non sarebbe male, in definitiva era meno prona alla Chiesa dei politici laici di oggi. Però non dovrebbe essere ritenuto normale che a occuparsi di creare un partito in Italia, e un partito di governo, sia proprio il primo ministro di uno Stato estero che, come Bertone, ha pesanti responsabilità nella protezione internazionale della pedofilia e nella sottrazione dei colpevoli in abito talare alla giustizia dei singoli Paesi.</strong></p>
<p><strong>Per non parlare del fatto che Bertone è omaggiato non di rado anche in sedi istituzionali. E che l&#8217;attuale papa, coprotettore con Bertone dei religiosi pedofili e stupratori anche se ogni tanto concede un contentino &#8211; meglio però a Malta che in Italia&#8230;. &#8211; viene ricevuto anche al Quirinale.<br />
</strong></p>
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		<title>Wojtyla &#8220;santo subito!&#8221;. Per nasconderne le colpe</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Apr 2011 17:57:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pino Nicotri]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ma Wojtyla, il famoso papa polacco, predecessore dell&#8217;attuale papa Ratzinger, è davvero un beato? E può magari essere dichiarato in futuro anche santo? Si tratta francamente di domande oziose, inutili. La Chiesa può dichiarare santo e beato chi più le aggrada, esattamente come una tribù animista può dichiarare che in un baobab c&#8217;è uno spirito che fa miracoli o i buddisti e gli induisti possono dichiarare che il Tal dei Tali è &#8211; appunto &#8211; un santone e venerarlo come tale. Se c&#8217;è chi crede certe cose, affari suoi. L&#8217;importante è che non voglia costringere gli altri a credere anche loro in ciò che crede lui. Ecco perché è assurdo porsi certe domande su Wojtyla o sugli altri &#8220;santi&#8221; e &#8220;beati&#8221; dichiarati tali dalla Chiesa. Alcuni dei quali peraltro erano fior di mascalzoni, come per esempio S. Carlo Borromeo, il famoso vescovo e santo di Milano: grande cultore delle torture e dei roghi dell&#8217;Inquisizione, ha in comune con Wojtyla l&#8217;essere scampato a un attentato con una pistola dell&#8217;epoca e avere voluto interpretare l&#8217;essere rimasto illeso come un miracolo, un segno della benevolenza di Dio, quando si trattava invece solo di imperizia dello sparatore e inefficienza dell&#8217;arma usata.</strong></p>
<p><strong>Tutto ciò premesso, che Wojtyla non sia degno di essere considerato beato, e quindi tanto meno santo, perlomeno nel senso attribuito a tali termini dai laici, risulta chiaro da almeno due episodi. Il primo e senza dubbio il più grave è essere il responsabile dell&#8217;ordine imposto ai vescovi di tutto il mondo nel marzo 2003 di tacere alle autorità civili dei propri Paesi qualunque caso di pedofilia del clero. L&#8217;ordine, come ho scritto più volte, venne firmato dall&#8217;attuale papa, Ratzinger, e dall&#8217;attuale segretario di Stato vaticano, Raffaele Bertone, nella loro veste, all&#8217;epoca, rispettivamente di responsabile e suo vice della Congregazione per la dottrina della fede (ex tribunale dell&#8217;Inquisizione). Ma a volere quell&#8217;ordine, nell&#8217;ambito di un aggiornamento delle leggi vaticane relative a una serie di delitti, e a ratificarlo è stato Wojtyla. Le conseguenze sono tristemente note. Gli scandali per i casi di pedofilia del clero coperti dalle gerarchie locali sono esplosi un po&#8217; ovunque, in Italia, negli Usa, in Australia, in Austria, in Irlanda, ecc. Negli Usa la Chiesa in vari processi ha dovuto pagare alle vittime dei preti pedofili danni per cifre totali astronomiche, e per quell&#8217;ordine del 2003 una corte del Texas nel 2005 ha accusato Ratzinger di ostruzione della giustizia. Per evitare un devastante rinvio a giudizio è dovuto intervenire l&#8217;allora presidente George Bush junior, che ha imposto l&#8217;immunità dovuta ai capi di Stato perché nel frattempo l&#8217;imputato era stato eletto papa, diventando così anche capo dello Stato del Vaticano.<span id="more-3102"></span></strong></p>
<p><strong>Un&#8217;altra grave colpa di Wojtyla è avere voluto far credere che fosse un rapimento la scomparsa della giovanissima sua concittadina vaticana Emanuela Orlandi, svanita nel nulla nel tardo pomeriggio del 22 giugno 1983. Emanuela era una bella e vivace ragazzina di quasi 16 anni e non c&#8217;era assolutamente nessun motivo, nessun indizio che potesse legittimamente far credere che fosse stata rapita anziché essere scappata di casa per un po&#8217;, come fanno migliaia di minorenni ogni anno anche in Italia, o anziché essere rimasta vittima di qualcos&#8217;altro, come pure succede a centinaia di altri minorenni ogni anno, fino ai recenti casi di Sarah Scazzi e Yara Gambirasio. Eppure un paio di settimane dopo quel 22 giugno, per l&#8217;esattezza la prima domenica di luglio, Wojtyla alla fine della consueta preghiera dell&#8217;Angelus sorprese il mondo accreditando la pista del rapimento e lanciando un appello perché la ragazza fosse rilasciata. Il tutto senza neppure interpretare o almeno avvertire i genitori della ragazza, il padre della quale, Ercole Orlandi, era un fattorino di Wojtyla. Abitante in Vaticano con la famiglia, moglie, cinque figli e una sorella, Ercole portava di persona ai destinatari residenti a Roma le lettere, i messaggi, gli inviti, le convocazioni, i doni, gli incoraggiamenti e quant&#8217;altro del papa. L&#8217;appello di Wojtyla diede la stura alla bufala, durata un quarto di secolo, del rapimento &#8220;politico&#8221;: per anni e anni si è infatti favoleggiato &#8211; con enorme clamore, ma sempre senza mai lo straccio di una prova &#8211; che Emanuela era stata rapita per essere scambiata con Alì Agca, il terrorista turco condannato all&#8217;ergastolo per avere sparato in piazza S. Pietro a Wojtyla una domenica d&#8217;estate del 1981. Per anni e anni si è anche favoleggiato che ad armare Agca fossero stati i servizi segreti di Mosca, all&#8217;epoca capitate del colosso comunista URSS: la vulgata tenuta in scena per quasi 25 anni affermava che i &#8220;servizi&#8221; di Mosca erano desiderosi di togliere di mezzo il papa polacco perché alimentava le proteste anticomuniste della natia Polonia.</strong></p>
<p><strong>Sta di fatto che la ragazza non è tornata a casa neppure dopo che Agca è stato infine estradato in Turchia in occasione dell'&#8221;anno santo&#8221; del 2000. Un mancato ritorno che è la prova lampante del fatto che la pista del &#8220;sequestro politico&#8221; era solo una colossale montatura. Nei giorni scorsi è arrivato in libreria &#8220;Uccidete il papa&#8221;, libro nel quale il collega di Repubblica Marco Ansaldo dimostra, appunto, ciò che era chiaro fin dall&#8217;inizio: vale a dire, che la pista &#8220;comunista&#8221; dietro Agca era una balla. Nessuno però osa trarre le conclusioni: e cioè che Emanuela Orlandi non è stata dunque rapita. Meglio tenere in scena la nuova montatura, lanciata nel 2005, che vuole Emanuela comunque rapita: non più dagli amici di Agca, ma dalla banda della Magliana&#8230;<br />
Come ho scritto nel mio libro &#8220;Emanuela Orlandi, la verità. Dai Lupi Grigi alla banda della Magliana&#8221; e come ho ribadito nell&#8217;ultimo mio libro &#8220;Cronaca criminale. La Storia definitiva della banda della Magliana&#8221;, è ovvio che se davvero Emanuela fosse stata rapita ai sequestratori dopo l&#8217;appello lanciato in mondovisione dal papa in persona non sarebbero rimaste che due sole possibilità: liberare l&#8217;ostaggio o sopprimerlo. I rapitori si sarebbero ovviamente resi conto che dopo quel clamoroso appello sarebbero stati fatti segno a una caccia senza quartiere, non solo da parte della polizia e dei carabinieri e neppure da parte dei soli servizi segreti italiani. Insomma, gli eventuali rapitori non avrebbero avuto scampo: se non si fossero liberati in fretta della ragazza, viva o morta, sarebbero stati braccati e catturati. Per giunta di appelli Wojtyla ne fece ben otto: se per scrupolo o imperizia gli ipotetici rapitori non si fossero liberati di Emanuela dopo il primo appello, sicuramente lo avrebbero fatto senza aspettare l&#8217;ottavo. Teniamo presente che in Italia nel 1983, anno della scomparsa di Emanuela, di casi di rapimenti a scopo d&#8217;estorsione accumulati nel corso degli anni &#8217;70 e dei primi anni &#8217;80 se ne contavano a centinaia, non mancava quindi l&#8217;esperienza per sapere che se si voleva risolvere felicemente un caso, cioè arrivare al rilascio o alla liberazione armi alla mano dell&#8217;ostaggio vivo, era essenziale non fare troppo baccano.</strong></p>
<p><strong>Neppure un anticlericale incallito può pensare che un papa condanna a morte una ragazzina per quello che al massimo sarebbe stato solo un inutile gesto di buonismo. Chiaro come il sole quindi che Wojtyla &#8211; e la segreteria di Stato vaticana che lo consigliava &#8211; sapesse con certezza che Emanuela non era stata rapita, ma era morta per responsabilità, accidentale o meno, di qualcuno d&#8217;Oltretevere. Qualcuno che non si poteva abbandonare al suo destino, nelle mani cioè della giustizia. Che in Vaticano sapessero bene come stavano le cose, e cioè che per Emanuela non c&#8217;era più niente da fare, lo dimostra anche la testimonianza di monsignor Francesco Salerno ai magistrati italiani: &#8220;Poiché mi occupavo di finanza vaticana e avevo quindi molte conoscenze, nei giorni immediatamente successivi alla scomparsa della Orlandi proposi a monsignor Giovanbattista Re, dirigente di un settore della Segreteria di Stato, di darmi da fare per cercare di sapere cosa le fosse successo. Ma il monsignore mi disse che era meglio lasciare le cose come stavano&#8221;.  Qualcuno potrebbe pensare che Salerno fosse un mitomane o un bugiardo. Ma si tratta di ipotesi da escludere: il monsignore infatti, successivamente alla sua testimonianza, è stato nominato rettore della basilica di S. Giovanni in Laterano. E ovviamente non si mette un mitomane o un bugiardo a capo di quella che dopo la basilica di S. Pietro è la più importante chiesa dell&#8217;intero modo cristiano. Semmai, lo si promuove a un così prestigioso incarico per comprarne il silenzio.</strong> <strong><br />
I magistrati hanno anche intercettato una telefonata di monsignor Bertani, &#8220;cappellano di Sua Santità&#8221;, che ordina al vicecapo della Vigilanza vaticana, Raul Bonarelli, di mentire agli inquirenti che lo avevano convocato per interrogarlo come testimone: &#8220;Non dire che la Segreteria di Stato ha indagato. Dì che siccome la ragazza è scomparsa in territorio italiano la competenza delle indagini è della magistratura italiana e non del Vaticano&#8221;.</strong></p>
<p><strong>Tutte queste notizie le ho scritte e ribadite nei libri che ho citato, senza ricevere mai neppure una smentita. Si tratta infatti di cose certe, documentate, quindi NON smentibili. La conclusione è evidente, oltre che NON smentibile: Wojtyla ha scientemente avvalorato una falsa pista, prestandosi a coprire la responsabilità di qualcuno in un delitto o in una disgrazia che ha avuto come vittima Emanuela Orlandi. A essere precisi, e come pure dimostro nel mio libro sul caso Orlandi, Wojtyla si è prestato scientemente nel suo ottavo appello per il &#8220;rilascio&#8221; di Emanuela ad avvalorare come rapimento anche la scomparsa di Mirella Gregori, altra ragazza romana svanita nel nulla quasi un mese e mezzo prima di Emanuela. Senza annoiare il lettore, basti sapere &#8211; e l&#8217;ho dimostrato nel mio libro &#8211; che è fin troppo chiaro che Mirella Gregori non è mai stata rapita: nell&#8217;ultimo numero del luglio &#8217;83 il settimanale Panorama ne fece il nome come semplice esempio delle molte scomparse di minorenni in Italia. Ma chissà perché Wojtyla volle &#8220;miracolosamente&#8221; far diventare anche quella scomparsa in rapimento, in modo da indurre l&#8217;opinione pubblica a convincersi che i &#8220;rapimenti&#8221; erano due, e che quindi la scomparsa di Emanuela era sicuramente un &#8220;sequestro&#8221;. Anche un cretino, purché onesto, capisce &#8211; e poteva capirlo subito fin dal luglio &#8217;83 &#8211; che tanta fretta nel(lo stra)parlare di rapimenti è chiaramente dovuta al bisogno di depistare le indagini sulla Orlandi allontanando i sospetti dal Vaticano.</strong></p>
<p><strong>Per giunta il papa polacco &#8220;santo subito!&#8221; si è prestato a usare strumentalmente il tutto per dare addosso all&#8217;Unione Sovietica. Come beato o santo non c&#8217;è male&#8230;.<br />
Come si vede, anche tralasciando tutto il resto, compreso il non encomiabile viaggio in Cile dal golpista massacratore Pinochet, è piuttosto difficile credere che Wojtyla sia davvero degno degli onori degli altari. Semmai, è legittimo il sospetto che lo si voglia &#8220;santo subito!&#8221; per evitare che se ne indaghi troppo l&#8217;operato, compreso il losco comportamento attorno al caso Orlandi. Sì, losco: non c&#8217;è infatti un altro termine per definire un comportamento che ha tenuto banco con una balla per così tanti anni, per giunta ai danni &#8211; oltre che del giornalismo in generale &#8211; sia di privati che di interi Stati ingiustamente calunniati.<br />
La Chiesa a suo tempo è stata indecisa se mandare Francesco d&#8217;Assisi al rogo o no, tanto dava fastidio con le sue prediche all&#8217;andazzo vizioso, corrotto e  carnascialesco dei papi e del Vaticano, poi decise di renderlo inoffensivo facendolo santo: il modo migliore per evitare che la gente si mettesse in testa di capire bene cosa predicasse e perché. All&#8217;opposto, Carlo Borromeo fu fatto santo per evitare si indagasse troppo sulla sua vita reale, ricca di lussi, sopraffazioni e condanne al rogo con la scuse più ignobili.</strong></p>
<p><strong>In ogni caso: che tristezza e che stitichezza questi santi e beati. Fanno un miracolino, giusto per essere dichiarati beati, poi se tutto va bene ne fanno un altro per essere dichiarati santi, ma sempre col contagocce. Evitando di farne troppi e ben chiari, di miracoli, quasi fossero stitici. Poi, ottenuta la nomina e la gloria degli altari, i beati e i santi spariscono, si limitano a presenziare nei calendari e i loro miracoli si vedono col binocolo o restano un ricordo. E poi, diciamo la verità, che strano: nonostante le migliaia e migliaia di beati e santi, il cui numero aumenta inoltre in continuazione, il mondo continua poco miracolosamente ad andare come va: piuttosto male.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Sette giorni, una vita. Il Lingotto-Marchionne sancisce la fine delle conquiste civili e dello sviluppo dell&#8217;Italia iniziate col dopoguerra? E&#8217; ormai più che assodato che siamo governati nell&#8217;interesse di una banda di malfattori. Per giunta benedetti da un Vaticano protettore dei bunga bunga dei preti pedofili</title>
		<link>http://www.pinonicotri.it/2011/01/sette-giorni-una-vita-il-lingotto-marchione-sancisce-la-fine-delle-conquiste-civili-e-dello-sviluppo-dellitalia-iniziate-col-dopoguerra-e-ormai-piu-che-assodato-che-siamo-governati-nellintere/</link>
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		<pubDate>Sat, 15 Jan 2011 21:29:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pino Nicotri]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Qual è la notizia peggiore tra quelle dell&#8217;ultima settimana? Difficile dirlo, perché è stata una grandinata. Sono reduce dalla quattro giorni di congresso nazionale tenuto a Bergamo dalla Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi), cioè del sindacato nazionale federale dei giornalisti italiani, la cui prima giornata è stata occupata dai discorsi dei tre editori ospiti, Carlo De Benedetti del Gruppo L&#8217;Espresso, Fedele Confalonieri di Mediaset e Piergaetano Marchetti della RCS, cioè della Rizzoli-Corriere della Sera. Stendiamo un pietoso velo. Per ora. Armiamoci di coraggio e procediamo.</strong></p>
<p><strong>1) &#8211; Il caso Fiat-Marchionne. Che in realtà è il più importante di tutti dal punto di vista strutturale e dell&#8217;economia. Beh, sappiamo già di che si tratta, lo abbiamo detto alcune volte. In Italia sono in atto due cose: lo smantellamento di molti diritti conquistati con la lotta contro il fascismo e nel dopoguerra; la riduzione progressiva del cittadino in consumatore. In questo quadro c&#8217;è la tentazione di demolire anche la dignità professionale, riducendo il più possibile a forza lavoro un tanto al chilo, cioè all&#8217;ora o alla giornata, qualunque tipo di figura professionale subordinata. Quanto accade al Lingotto della Fiat non è che la conseguenza di tutto ciò, nonché la spallata definitiva. C&#8217;è la tendenza a rendere il lavoratore subordinato italiano sempre meno lavoratore professionale e cittadino e sempre più forza lavoro un tanto al chilo e consumatore. A pensarci bene non si tratta di ridurre i lavoratori italiani come fossero extracomunitari, ma come fossero palestinesi in Israele. L&#8217;extracomunitario infatti dopo alcuni gironi infernali può diventare cittadino italiano come gli altri, ma il palestinse d&#8217;Israele non potrà mai diventare un cittadino come gli altri alla stessa stregua dei lavoratori italiani che sempre meno potranno essere cittadini come quelli che campano del lavoro altrui anziché solo del proprio. Con l&#8217;aggravante che ai vari Elkan, che disgraziatamente hanno preso il posto degli Agnelli prematuramente scomparsi, Giovannino ed Edoardo, della Fiat &#8220;italiana&#8221; non gliene può fregare meno, se non per altri miliardi di euro regalati dallo Stato italiano ufficialmente &#8220;a favore dell&#8217;occupazione&#8221; (!), per il semplice motivo che hanno una mentalità quanto meno &#8220;internescional&#8221;, come dimostra l&#8217;incapacità di Lapo Elkan a parlare in italiano decente che è pari alla sua capacità di spendere &#8211; qualcuno forse direbbe scialacquare &#8211; quattrini in malo modo. Quattrini, non dimentichiamolo mai, che provengono in parte dalle nostre tasche, cioè dalle nostre tasse, e in massima parte dal sudore dei lavoratori.</strong> <strong><span id="more-2890"></span><br />
Al Lingotto ha vinto il sì. Tutti cantano vittoria e applaudono alla Modernità. Temo sbaglino di grosso. L&#8217;unica modernità l&#8217;Italia l&#8217;ha avuta dall&#8217;antifascismo prima e poi dalle lotte operaie di massa e pressocché continue dell'&#8221;autunno caldo&#8221; del &#8217;69, quando la grande stampa estera scrisse che l&#8217;Italia grazie a quelle lotte &#8220;è entrata scalciando rumorosamente nei tempo moderni&#8221;. La vittoria di Marchionne al Lingotto probabilmente significa che il tempo della crescita e dello sviluppo e delle conquiste civili iniziato con la gagliarda ricostruzione degli anni &#8217;50 ed esploso negli anni &#8217;60 è finito. Che la Fiom rappresenti il vecchio è ovvio, per il semplice motivo che il nuovo chiacchiere a parte NON lo rappresenta nessuno, neppure a livello sindacale, talmente è cambiata la struttura produttiva italiana e non solo quella italiana. Dire che il nuovo lo rappresenta un Marchionne è pure demagogia cortigiana: sono troppi anni ormai che la Fiat arranca e va indietro, dopo avere man mano distrutto marchi come OM, Autobianchi, Lancia, Alfa Romeo, ecc. Le chiacchiere di Gianni Agnelli che prevedeva &#8220;rimarranno sul mercato mondiale dell&#8217;auto pochi produttori e la Fiat sarà tra questi&#8221; si sono rivelate per quello che erano: chiacchiere. Buone per mungere ancora quattrini nostri regalati dallo Stato e ingrassare tra l&#8217;altro il giornalismo parassitario, cortigiano e laudatorio annidiato in via Solferino a Milano e a La Stampa a Torino. Marchionne o è arrivato tardi o s&#8217;è svegliato tardi. In ogni caso, neppure sotto la sua guida &#8220;eccezziunale veramente&#8221;, come direbbe Abatantuono, la Fiat ha imparato a fare auto competive e moderne come quelle giapponesi, coreane, tedesche, francesi e scandinave.  Si possono fare tutte le acrobazie finanziarie, azionarie e gli incroci industrali che si vuole, ma se la &#8220;robba&#8221; prodotta non è &#8220;bbuona&#8221; non si vende.  E+ una legge che vale anche in Italia e per la Fiat da quando il protezionismo ha dovuto sgomberare il campo anche dal Belpaese, cioè ben prima del tanto decantato o maledetto, spesso a vanvera in entrambi i casi, globalismo.<br />
</strong></p>
<p><strong>Ovviamente spero di sbagliare, ma d&#8217;ora in poi è probabile si torni indietro. Fino dove? Non lo sa nessuno. Però è bene prendere nota del fatto che dopo le barricate parigine delle banlieu di pochi anni fa ora ci sono le barricate tunisine e algerine, che hanno in comune i protagonisti: i giovani. Ridotti alla disperazione per la mancanza di presente e di futuro. I nostri giovani per ora hanno un presente, grazie ai genitori ancora vivi. Quando si accorgeranno di non avere futuro, allora saranno guai.</strong></p>
<p><strong>2) &#8211; E a proposito di Tunisia e Algeria, l&#8217;orrenda mediocrità della nostra politica si vede periodicamente dagli atti del nostro ministro degli Esteri, lo svettante Franco Frattini. Questa volta ci ha tenuto a far sapere, a fronte delle decine di morti ammazzati dalle &#8220;forze dell&#8217;ordine&#8221; di quei due Paesi, che &#8220;l&#8217;Italia e dalla parte dei governi&#8221;. Posizione forcaiola di per sé, diventata anche figura di merda col &#8220;governo&#8221; tunisino fuggito all&#8217;estero, e pare proprio nell&#8217;amica Italia. Frattini si schiera con i governi quando conviene per motivi di bottega, più berluscona che italiana, pronto però a schierarsi contro altri governi quando lo comanda la bottega, più berluscona che italiana. Va bene i due pesi e due misure, ma l&#8217;indecenza dovrebbe avere un limite. O no?</strong></p>
<p><strong>3) &#8211; Nel frattempo registriamo una grande ipocrisia e un grande inganno. La grande ipocrisia è quella di Marchionne che da una parte ammonisce operai e sindacalisti che &#8220;i risultati del voto si rispettano e basta&#8221;, ma dall&#8217;altra annuncia che lui NON intende affatto rispettarli: &#8220;Se vince il no, la Fiat esce dall&#8217;Italia&#8221;. Ovvero: o votate come dico io o per voi saranno guai. Più o meno lo stesso discorso degli israeliani (e statunitensi) a Gaza. Il grande inganno è invece il fatto che i protagonisti del dramma nazionale del Lingotto ci sono, e sono migliaia e migliaia, ma in tv, né Rai né Mediaset, non ne vedrete neppure l&#8217;ombra, se non a volte grazie alla Gabanelli e a Santoro. In tv, come nel plotone di riviste e giornali più o meno patinati di gossip facenti capo al Chiavaliere, vedrete solo cose splendide, a partire dal sedere della Carfagna e dal set del Grande Fratello e altre grandi cazzate simili. Bush ha ingannato i suoi cittadini per poter fare la guerra all&#8217;Iraq. Il Chiavaliere per fare la guerra ai magistrati e scampare alla galera inganna i suoi cittadini avvalorando da sempre una eraltà spledida, sempre e comunque splendida, che non è mai esistita e che sempre meno esisterà. Questo si chiama Alto Tradimento.</strong></p>
<p><strong>4) &#8211; La notizia peggiore dal punto di vista dell&#8217;attualità politica è la dimostrazione che il capo del governo della Repubblica italiana, Silvio Berlusconi, non è solo il Grande Chiavaliere Papino il Breve. A leggere le cronace, che danno conto di prove e non di chiacchiere, c&#8217;è di che restare letteralmente, scusate il termine, di merda. Provate a leggere queste inchieste, che fanno finalmente capire bene cosa intendeva la signora Veronica Lario quando diceva che suo marito era &#8220;bisognoso d&#8217;aiuto&#8221;, cioè malato:</strong></p>
<p><strong><a href="http://">http://www.repubblica.it/politica/2011/01/15/news/testimone_caso_ruby-11242604/?ref=HREA-1</a><br />
<a href="http://">http://www.repubblica.it/politica/2011/01/15/news/notte_questura-11247388/</a><br />
<a href="http://">http://www.corriere.it/cronache/11_gennaio_15/le-14-ragazze-a-milano-due-per-loro-case-e-regali-fiorenza-sarzanini_211286de-2079-11e0-bf27-00144f02aabc.shtml</a><br />
<a href="http://">http://www.corriere.it/cronache/11_gennaio_14/caso_ruby_Berlusconi_indagato_Ferrarella_03fab6a8-1fbf-11e0-aeb3-00144f02aabc.shtml?fr=correlati</a></strong></p>
<p><strong>Che un politico si comporti così, e non parlo dal punto di vista morale ma da quello della ricattabilità, è inimmaginabile. Certe cose le faceva anche Nerone, per giunta non da solo, ma lui NON era ricattabile. Il Chiavaliere invece, stando anche ai dispacci dell&#8217;ambasciata Usa a Roma, è ricattabilissimo, se non pesantemente ricattato. Il problema però non è solo questo. Il problema  che un tipo simile ha portato al governo, addirittura come ministro della Difesa!, un lestofante come Cesare Previti, condannato in via definitiva come corruttore di magistrati e compratore di sentenze, e un non del tutto gentiluomo come Marcello Dell&#8217;Utri, condannato anche in secondo grado come favoreggiatore della mafia. Sorvoliamo sui molti altri, e sulle troppe altre, portate in parlamento per motivi non del tutto decenti. E mi limito a questo aggettivo.</strong></p>
<p><strong>Insomma, c&#8217;è la prova provata &#8211; e anzi ormai più d&#8217;una &#8211; che siamo governati da una accolita di malfattori. Purtroppo benedetta, as usual, dal Vaticano, come sempre pronto a tutto pur di incassare.</strong></p>
<p><strong>5)  &#8211; Il re del bunga bunga, primo ministro di Berlusconia detta anche Bungabungaland, insiste a dire che i giudici devono lasciarlo in pace perché &#8220;il popolo sovrano mi ha eletto e devo perciò poter governare&#8221;. Evidentemente però ignora che in Italia la Giustizia &#8211; l&#8217;intera Giustizia, e non solo le sentenze che lui ha motivo di temere &#8211; è amministrata in nome proprio di quel popolo sovrano di cui si riempie la bocca e che calpesta con il proprio comportamento e politico e privato. La Giustizia viene cioè PRIMA del voto, PRIMA della scelta di chi ci deve governare, PRIMA che il popolo sovrano vada a votare per il Tale o per il Talatro, e pertanto alle regole della Giustizia deve obbedire anche tutto ciò che concerne le elezioni, gli eletti e quelli che tra gli eletti diventano i governanti. Strano che fra tanti azzeccagarbugli e pretesi leader di sinistra nessuno si ricordi di questo piccolo particolare, neppure i Uolterloo Veltroni e i Maxim D&#8217;Alema. Far rispettare le leggi NON è mai un &#8220;sovverire la democrazia&#8221;, come invece sostiene cialtronescamente il venditore di tappeti e fumo di Arcore. Semmai è vero il contrario: governare a tutti i costi, alla faccia delle leggi, è una sovversione della democrazia anche se si è vinto le elezioni. Vincere le elezioni NON significa avere sconfitto la Costituzione.<br />
Riguardo certe pretese del Chiavaliere, solo un demente o un mentitore di professione può sostenere che in Italia, su 70 milioni di italiani, ci sia soltanto lui in grado di fare il primo ministro!</strong></p>
<p><strong>6) &#8211; Da questo giro di puttanieri e prosseneti il Vaticano incassa infatti soprattutto più soldi alla scuola &#8220;privata&#8221;, cioè alle sue scuole &#8220;cattoliche&#8221;. E del resto questo papa è adeguato al degrado dell&#8217;ambiente. E&#8217; lui che ha firmato &#8211; assieme all&#8217;allora suo vice Raffaele Bertone &#8211; nel giugno 2011 l&#8217;ordine a tutti i vescovi del mondo di tacere alle autorità civili qualunque caso di pedofilia del clero. Le conseguenze sono tristemente note. L&#8217;ultima è lo scandalo dei preti di Malta denunciati invano dalle loro vittime, che hanno dovuto subire l&#8217;oltraggio del vedere ancora al loro posto gli stupratori amanti del bunga bunga con i ragazzini, e anzi uno di loro è stato trasferito nel nostro Lazio, dove potrà tranquillamente continuare a fare i bunga bunga dei suoi porci comodi. Dopo la denuncia pubblica delle vittime maltesi sull&#8217;intoccabilità dei loro stupratori è iniziato il solito gioco delle tre carte con i soliti &#8220;treccartisti&#8221;, per usare un termine caro al nostro Popeye: il papa ha ordinato alla curia maltese provevdiemnti severi, a buoi scappati dalle stalle, però nel contempo la curia maltese si è opposta al processo penale e civile contro i suoi preti stupratori accampando il fatto che sono… &#8220;sovraesposti sui mass media&#8221;. Meglio evitare di fare commenti. Mi limito solo a far notare che hanno quindi ragione coloro che si oppongono all&#8217;estradizione dal Brasile in Italia del pluricondannato per omicidio Cesare Battisti: se sono &#8220;sovraesposti sui mass media&#8221; i tre pretonzoli stuprerecci di Malta, che dire allora di Battisti?</strong></p>
<p><strong>6 bis) &#8211; &#8220;L&#8217;educazione sessuale ai bambini nelle scuola è contro la fede&#8221;, ha tuonato il papa. Che evidentemente preferisce e pretende si torno all&#8217;educazione sessuale, se così la si può chiamare, imparata nei cessi delle scuole o direttamente dalle mani e dal sesso dei preti pedofili. Di quella male genia cioè per la quale , guarda caso, lui ha ordinato a suo tempo la protezione. Come faccia questo papa a uscirsene con queste trovate è un mistero, per quanto sicuramente non glorioso. Ormai le gaffe e le affermazioni che solo per rispetto &#8211; peraltro non dovuto &#8211; evitiamo di definire deliri o cazzate, non si contano. A partire dall&#8217;infelice battuta contro l&#8217;islam citando a sproposito una frase di un imperatore bizantino e passando per qualche infelice considerazione sugli ebrei e giravolte poco dignitose sui preservativi.<br />
L&#8217;ultima, per ora, boutade del papa è stata applaudita da quel gigante del pensiero e dell&#8217;educazione sessuale che è Giuliano Ferrara, che sul suo bel Foglio ha bucolicamente ricordato la propria preferenza e nostalgia per i bei tempi in cui &#8220;l&#8217;educazione sessuale si imparava in strada, con la complicità tra coetanei&#8221;, cito con quale possibile imprecisione. Povero Ferrara… Che pena! Si vede che non ha figli e forse neppure nipoti e che comunque non capisce un tubo di certi argomenti e/o non ha contatti con il mondo dei bambini e dei ragazzini. Fosse meno pieno di nostalgie e di se stesso &#8211; e deve esserlo molto a giudicare dalla stazza &#8211; saprebbe che comunque anche oggi i bambini in quanto  confidenze e complicità si arrangiano mica male. Con il vantaggio che sanno meglio di noi ai nostri tempi cosa sia un preservativo, cosa siano le mestruazioni, cosa sia l&#8217;igiene sessuale e magari anche l&#8217;anatomia del proprio e dell&#8217;altro sesso, il che non guasta, e anche cosa siano i pedofili.<br />
Tutti sanno e dicono che la famiglia è in crisi, che nessuno educa più i proprio figli preferendo invece mollarli per ore davanti alla tv. Resta quindi molto poco chiaro chi e dove secondo il signor papa e i suoi stolidi laudatori alla Ferrara dovrebbe educare sessualmente i bambini. I preti di Malta? Quelli alla Decollado o alla don Cantini di Firenze? Quelli delle parrocchie texane o delle altre parrocchie Usa condannate a risarcire quasi un miliardo di euro agli ex bambini violentati dai &#8220;ministri di Dio in terra&#8221;?<br />
Francamente questo papa è sempre più indigesto e impresentabile. Qualcuno dovrebbe dirgli che il Medioevo è finito da un pezzo. Perché non glielo ricorda almeno il suo gaio e giovanile segretario personale don George, che gli è sempre così vicino?</strong></p>
<p><strong>7) &#8211; Senza dimenticare che a ordinare a Ratzinger di rimettere mano alle leggi vaticane, rimaneggiamento come sappiano in chiave protezionista della pedofilia nel clero, è stato il papa &#8220;santo subito!&#8221; Wojtyla. Strana fretta quella di voler far santo a tutti i costi una persona ad appena sei anni dalla sua morte, come se la si volesse mettere al riparo da possibili inchieste e accuse imbarazzanti. Berlusconi, poverino, non può essere fatto santo subito e deve perciò accontentarsi di rincorere lo &#8220;scudo&#8221; giudiziario ad personam, uno qualunque pur di non finire in galera. I papi invece possono essere protetti con una bella dichiarazione di santità ad personam oppure, come è capitato a  Ratzinger, da un ordine del presidente degli Usa George W. Bush alla magistratura texana di cestinare l&#8217;accusa di cospirazione contro la giustizia, accusanata dalla scoperta del famoso ordine del giugno 2011. E comunque che stitichezza questi santi! Fanno un miracolino, spesso dubbio e stentato, giusto giusto per diventare santi e poi, una volta diventati santi, se ne fottono e addio ai miracoli. Migliaia di santi, migliaia di miracoli, e l&#8217;Italia e il mondo vanno però comunque sempre a rotoli…. Ecco il vero miracolo!!!</strong></p>
<p><strong>8) &#8211; L&#8217;altro eroico e per ora non ancora &#8220;santo subito!&#8221; firmatario di quell&#8217;ordine abbastanza infame è stato l&#8217;attuale segretario di Stato vaticano Raffaele Bertone, all&#8217;epoca vice di Ratzinger alla guida della congregazione per la Dottrina della fede. Fa una certa impressione sentire oggi Bertone predicare all’inaugurazione dell’anno giudiziario del Vaticano &#8220;la centralità della giustizia in una società civile&#8221;. Il concetto è quanto mai giusto e quindi apprezzabile e condivisibile. Però allora non si spiega come mai Bertone non chiarisce perché è stato per una ventina d’anni Giudice Unico del Vaticano l’avvocato Gianluigi Marrone, che era contemporaneamente anche capo dell’Ufficio legale di Parlamento italiano. In questa sua duplice veste  Marrone dalla sua scrivania vaticana rispondeva “NO!” alle sue stesse rogatorie internazionali spedite in Vaticano dalla sua scrivania nel parlamento italiano. Marrone  dal parlamento italiano spediva cioè in Vaticano le richieste dei magistrati italiani di interrogare alcuni cardinali sia sulle eventuali complicità di Alì Agca nell&#8217;attentato del 1981 a papa Wojtyla sia sulla scomparsa di Emanuela Orlandi, la bella ragazzina vaticana scomparsa, come sappiamo, nell”83. Dopodiché lo stesso Marrone dalla sua scrivania vaticana si auto rispondeva &#8220;NO!&#8221; alle richiesta da lui stesso spedite. Incredibile, ma purtroppo vero.  Quando ho scritto i miei due libri sul caso Orlandi ho chiesto conto a Marrone, scomparso più o meno un anno fa,  di questo suo straordinario doppio ruolo, oltretutto in evidentissimo conflitto di interessi. &#8220;Quando il Vaticano mi ha offerto quell&#8217;incarico ho chiesto all&#8217;allora presidente della Camera, Nilde Jotti, se potevo accettare o no e la Jotti mi diede il permesso&#8221;, mi rispose Marrone. E come si legge nei miei libri aggiunse una chiosa non da poco: &#8220;Io in Vaticano non potevo fare altro che firmare ciò che mi veniva detto di firmare, senza poter fare mie indagini. Se poi lei, Nicotri, mi chiede se il Vaticano sul caso Orlandi ha detto tutto quello che sa, allora io le rispondo che no, non ha detto tutto quello che sa&#8221;.<br />
Stando così le cose, Bertone potrebbe chiarire forse anche qualche altro mistero: come mai la segretaria di Bertone nell’Ufficio legale del parlamento italiano era la cittadina vaticana Natalina Orlandi, vale a dire una sorella di Emanuela? E come mai Natalina non ci trovava  nulla di protestabile nel doppio ruolo e nei “NO!” di Marrone Giudice Unico del Vaticano alle richieste della magistratura per fare chiarezza sulla fine di sua sorella? Chissà, magari Bertone potrebbe anche spiegare come mai Natalina, nonostante tutto,  è spesso ospite di Federica Sciarelli a “Chi l’ha visto?” dove continua a sostenere cose insostenibili tant&#8217;è che non trovano mai conferma o vengono smentite dai fatti.</strong></p>
<p><strong>9) &#8211; Il giornalismo italiano è sempre più nel guano. Il metodo Minzolini soffoca la Rai, mentre nelle reti Mediaset impazza  già da tempo. Leggendo l&#8217;inchiesta di D&#8217;Avanzo, propostavi con il primo dei quattro link di cui sopra, si scopre che alla seratine allegre del Chiavaliere presenziava oltre all&#8217;inossidabile Emilio Fede, che anche se non pare è un giornalista, e in tale veste ha preceduto di molto gli Spazzolini minzoliniani, anche l&#8217;altrettanto abbronzato Carlo Rossella. Ingrassato nel portafoglio come direttore di Panorama, è ora ingrassato nel portafoglio come capo di Medusa, la società del Chiavaliere che si occupa di cinema. Rossella è tuttora giornalista è non è stato radiato dall&#8217;Ordine come Renato Farina né sospeso dalla professione per una manciatina di mesi come Vittorio Feltri nonostante abbia lanciato su Panorama, quando ne era direttore, la balla dell'&#8221;uranio del Niger per le atomiche di Saddam&#8221;, balla che è servita al disgraziato George W. Bush, e al suo complice leccapiedi Tony Blair,  per mentire al suo Paese e al mondo intero e peter invadere così l&#8217;Iraq. Provocando una marea di morti e di distruzioni di vario tipo, non ancora terminate.<br />
Lo sbraco sensazionalista del giornalismo è arrivato al punto che il paio di petardi lanciati un paio di settimane fa contro una sede leghista del paese dove abita Umberto Bossi sono ormai definiti &#8220;ordigni esplosivi&#8221; perfino sul Corriere della Sera. Beh, è comprensibile visto che pagano una come Federica Sciarelli per continuare a depistare e tacere sulla scomparsa di Emanuela Orlandi, un caso che colleziona ormai il poco invidiabile record di ben 28 anni consecutivi di balle una più assurda dell&#8217;altra.</strong></p>
<p><strong>10) &#8211; Gironzolando in Internet avevo scovato un sito neonazista che oltre a sciorinare i nomi di vari ebrei italiani accusandoli di primeggiare troppo si riprometteva anche una ambigua e comunque inaccettabile &#8220;cancellazione di loro volti&#8221;. Troppo preso dalla scadenza della Fnsi mi ero ripromesso di farne una puntata del blog alla fine delle giornate bergamasche e di segnalarlo via e-mail a Riccardo Pacifici, il portavoce della comunità ebraica romana, facendogli notare che questi sì erano da censurare e mettere in condizione di non nuocere, altro che prendersela con l&#8217;innocua pagina Facebook dell&#8217;impiegato dell&#8217;Atac. Nel frattempo però qualcun altro s&#8217;è accorto di quel bruttissimo sito e la denuncia è esplosa pubblicamente prima che io mi muovessi. In questo caso non conta di chi sia il merito, conta solo che certe voci siano costrette a obbedire anch&#8217;esse alle leggi anziché razzolare e magari radicarsi senza dare nell&#8217;occhio.<br />
</strong></p>
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		<title>Non è imbarazzante che i due lord protettori vaticani di Berlusconi siano la strana coppia che a suo tempo ha ordinato l&#8217;omertà mondiale su tutti i casi di pedofilia del clero cattolico?</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Dec 2010 23:01:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pino Nicotri]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>E dunque Berlusconi si dice sicuro che Ferdinando Casini finirà col correre in soccorso del suo governo mollando il cosiddetto terzo Polo, vale a dire Gianfranco Fini e Francesco Rutelli. La sicumera del Cavaliere deriva dall&#8217;insistenza del pressing del Vaticano su Casini, dato che questi è cattolico praticante e il Vaticano si sente sempre autorizzato a mettere i piedi nel piatto della politica italiana con la scusa del &#8220;dovere morale&#8221; di fare da guida ai credenti. Casini in effetti di recente a proposito delle &#8220;raccomandazioni&#8221; d&#8217;Oltretevere s&#8217;è lasciato sfuggire un ambiguo &#8220;ne terrò conto&#8221;. Il supporter principale della pressione pro Berlusconi, chiaramente in nome del papa, è il segretario di Stato vaticano cardinale Tarcisio Bertone, che negli ultimi tempi avrà anche cominciato a essere amato un po&#8217; meno di prima da Ratzinger, ma usa comunque da sempre interferire pesantemente con la vita politica della Repubblica italiana. Lo scorso luglio il cardinale si è incontrato a cena a casa di Bruno Vespa con lo stesso Berlusconi e altri membri di peso del governo e delle istituzioni italiane. Una presenza, anzi una invadenza quella di Bertone particolarmente inopportuna a causa di una sua ben precisa grave pecca. E&#8217; stato lui infatti a firmare nel giugno 2001, assieme all&#8217;allora cardinale Ratzinger, l&#8217;ordine scritto ai vescovi di tutto il mondo di nascondere alle autorità civili dei rispettivi Paesi qualunque caso di pedofilia nel clero e perfino qualunque caso di adescamento sessuale di maggiorenni avvenuto approfittando del sacramento della confessione. All&#8217;epoca l&#8217;attuale papa era il capo della Congregazione per la dottrina della fede, in precedenza chiamato Tribunale dell&#8217;Inquisizione, e Bertone era il suo vice. Il loro ordine parlava chiaro: intimava ai vescovi  il segreto sugli abusi sessuali di parte non trascurabile dell&#8217;intero clero del mondo cattolico e ordinava di segnalarli solo alla Congregazione dell&#8217;ex Inquisizione. Le conseguenze di quell&#8217;incredibile ordine scritto sono tristemente note, venute alla luce solo grazie a una lunga seri di scandali di pedofilia nel clero degli Usa, Austria, Irlanda, Australia, ecc.<span id="more-2847"></span></strong></p>
<p><strong>Suscita uno strano effetto vedere anche i nostri politici pendere spesso e volentieri da questra strana coppia, il papa e il suo segretario di Stato, sapendo che hanno delle ben precise responsabilità nel più grave scandalo della Chiesa dopo la seconda guerra mondiale. Ma suscita uno strano effetto anche il silenzio dell&#8217;informazione giornalistica, compresa quella di sinistra. Non è certo solo Vespa a tacere sia nel salotto di casa sua dopo cena sia nel salotto televisivo di Porta a Porta. Comprensibile quindi che dal silenzio si finisca poi per arrivare all&#8217;omertà complice, come nel caso del tanto decantato libro intervista a papa Ratzinger del giornalista Peter Seewald, libro edito di recente e dal titolo fin troppo privo di modestia: &#8220;Luce del mondo&#8221;. Una strana luce, visto che lascia al buio una faccenda di dimensioni mondiali e di peso niente affatto scarso. Che il libro sia agiografico passi, questo genere di libri intervista ai potenti, che per giunta già da vivi pretendono di essere chiamati Santità, possono infatti solo essere laudatori, ma il giornalista Seewald riesce a strafare. Ratzinger si dilunga a parlare di pedofilia nel clero cattolico e a un certo punto nomina Macial Maciel Degollado, il fondatore dei Legionari di Cristo, organizzazione blasfema fin dal nome visto che Cristo NON ha certo bisogno di legionari, cioè di militari pronti a sgozzare il prossimo. E quando parla di Decollado il papa lancia una strana accusa: &#8220;In qualche modo era molto ben coperto&#8221;. Degollado, defunto due anni fa, aveva una vita sessuale non dico da bunga bunga, ma certo piuttosto sfrenata: come ci spiega Ratzinger,  per decenni ha collezionato bambini e donne, &#8220;mettendo al mondo anche figli&#8221;.<br />
Che Degolado fosse &#8220;coperto&#8221; è evidente, però Ratzinger dimentica tre particolari .<br />
Il primo è che quando finalmente lo scandalo dell&#8217;accanimento pedofilo di Degollado è scoppiato Ratzinger si è guardato bene dal mandare il vizioso fondatore dei Legionari di Cristo in galera o almeno sotto processo nei tribunali civili, preferendo invece ordinargli una vita, per quel che ne restava, di penitenza e preghiere&#8230; Un po&#8217; poco. O no? Il secondo particolare dimenticato da &#8220;Sua Santità&#8221; è che è stato proprio lui a firmare, nel giugno 2001, l&#8217;ordine che permetteva anche a Decollado, ma non solo a lui, di continuare tranquillamente la propria vita di abusi sessuali. Infine, il terzo particolare: per quell&#8217;ordine Ratzinger è stato accusato in un tribunale del Texas di cospirazione contro la giustizia. E se l&#8217;è cavata solo grazie all&#8217;elezione a papa: poiché il papa è anche il capo di Stato del Vaticano, George W. Bush ha avuto il pretesto utile per ordinare al magistrato di concedergli l&#8217;immunità conseguente. A questa clamorosa notizia ha dedicato a suo tempo solo qualche riga frettolosa il Corriere della Sera e il partito radicale.<br />
Trovo francamente sbalorditivo, degno più di un venditore di tappeti che di un papa, il fatto che Ratzinger anche di recente abbia pubblicamente ammesso le pesanti colpe pedofile del clero cattolico, ma sempre tacendo quelle che sono le sue responsabilità personali. Un silenzio che è anche un pessimo esempio per i suoi credenti, i quali si sentono così autorizzati a tacere anche loro le proprie colpe in altri campi anziché fare un sincero mea culpa ogni qual volta fosse invece opportuno  e necessario.</strong></p>
<p><strong>L&#8217;eterno sorrisone a 32 denti di Bertone ha un&#8217;altra valida spiegazione. Le decine di fedeli fiorentini, maschi e femmine, che dopo anni e anni di stupri consumati su di loro dal parroco Lelio Cantini, e di menefreghismo della curia fiorentina riguardo le loro drammatiche segnalazioni, hanno denunciato tutto per iscritto nel 2007 al papa e al segretario di Stato vaticano, cioè a Ratzinger e a Bertone, del tutto ignari di rivolgersi proprio ai principali corresponsabili della &#8220;copertura&#8221; al prode parroco Cantini!</strong> <strong><br />
E sì, Bertone ha giustamente di che ridere a 32 denti. Non abbiamo invece nulla da ridere noi italiani: i nostri politici infatti continuano atenere in palmo di mano e spesso e volentieri a prendere ordini dai due firmatari dell&#8217;orrendo ordine del giugno 2001. Semmai avremmo da protestare, con in testa i cattolici. Come è avvenuto in Polonia e in Irlanda, quando i rispettivi governi, sconvolti da scandali di pedofilia del clero, hanno costretto il Vaticano a riprendersi i due porporati, pedofilo uno, protettore dei pedofili il secondo, inviati a guidare il clero dei rispettivi Paesi. Noi invece abbiamo Berlusconi che cena con Bertone per chiederne l&#8217;aiuto politico e Casini che su pressione dello stesso Bertone non è affatto escluso che &#8220;tenga presente&#8221; per mantenerlo in sella.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Iran: Berlusconi semina, Ahmadinejad raccoglie. Caro Ratzinger, ma lei l&#8217;ordine che ha inviato nel 2001 a tutti i vescovi del mondo di tacere alle autorità civili qualunque caso di pedofilia del clero lo ha ritirato sì o no? A giudicare dal nuovo scandalo e annesso silenzio della curia di Bologna, si direbbe proprio di no. Dalla Milano da bere alla Lombardia, e non solo, da spolpare: il nostro capo del governo spiega che i peggiori sono per lui &#8220;i migliori&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 23:25:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A Teheran stanno facendo il gioco di Silvio Berlusconi e dei suoi manovratori. Così è più facile ricominciare il tiro al piccione contro l&#8217;Iran, con l'&#8221;informazione&#8221; giornalistica che ci dà fulmineamente conto non solo di ciò che accade, ma anche di ciò che si vorrebbe accadesse ma non è ancora accaduto. Una domanda: come mai [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>A Teheran stanno facendo il gioco di Silvio Berlusconi e dei suoi manovratori. Così è più facile ricominciare il tiro al piccione contro l&#8217;Iran, con l'&#8221;informazione&#8221; giornalistica che ci dà fulmineamente conto non solo di ciò che accade, ma anche di ciò che si vorrebbe accadesse ma non è ancora accaduto. Una domanda: come mai invece della Palestina non si ha MAI una altrettanto fulminea informazione? Per l&#8217;Iran diamo retta anche a twitter e affini, senza uno straccio di verifica, in Palestina invece diamo retta solo al portavoce del governo israeliano. Vi accadono soprusi a volte degni dell&#8217;Iran, ma NON se ne parla. Ahmadinejad gioca chiaramente la carta dell&#8217;esasperazione della tensione politica internazionale, in modo da poter dare meglio un giro di vite interno, e arriva a dichiarazioni provocatorie anche demenziali, però ha dichiarato chiaro e tondo in piazza che l&#8217;arricchimento dell&#8217;uranio per la famosa bomba atomica non interessa l&#8217;Iran. Concetti del resto già detti più volte, ma in quei casi ha fatto cilecca non solo twitter&#8230;</strong></p>
<p><strong>La rinuncia alle atomiche da parte di Ahmadinejad  sa di volpe che non arriva all&#8217;uva e dice che è acerba, visto che a parte le chiacchiere soprattutto made in Usa e Israele &#8211; remake delle balle sulla &#8220;bomba&#8221; irachena &#8211; l&#8217;Iran non ha nessuna possibilità di arrivare a costruirla. Però il gioco al massacro, per ora a parole in attesa di poterlo trasformare in carne e sangue dei vinti, continuiamo a giocarlo. Il capo del governo o il capo dello Stato iraniano gridano che in Israele &#8220;collasserà&#8221; il sionismo &#8211; solo il sionismo, si badi bene, non Israele &#8211; ma i giornali traducono che ha gridato &#8220;Israele sarà &#8220;schiacciato&#8221;. Israele, non il sionismo. Che è chiaramente cosa diversa da Israele, così come un qualunque regime politico di uno Stato è cosa diversa dallo Stato con quel regime. Gli Usa e Israele e l&#8217;Europa vogliono far crollare il regime teocratico dell&#8217;Iran, ma questo NON significa che vogliano schiacciare l&#8217;Iran. O no? Di ritorno dal mio viaggio in Iran scrissi che il regime teocratico era condannato a crollare, perché la società civile è molto più avanti del regime, e nessuno s&#8217;è sognato di accusarmi di volere che l&#8217;Iran venisse &#8220;schiacciato&#8221;. O no? Sono molti i Paesi che sperano che in Italia crolli il &#8220;regime berlusconiano&#8221;, cosa sperata da un buon terzo degli stessi italiani, ma a nessun furfante verrebbe in mente di dire che tutti costoro vogliono che a crollare o ad essere &#8220;schiacciata&#8221; sia l&#8217;Italia. O no? <span id="more-1844"></span></strong><strong>Viceversa, stando ai fatti, quando si dichiara che si vuole &#8220;far crollare Hamas&#8221; pare proprio che si intenda &#8220;schiacciare&#8221; Gaza, con non pochi suoi abitanti. Però in questo caso nessun&#8217;anima bella si scandalizza, anzi… Arriva anche la benedizione di Papino il Breve!<br />
Più ipocrisia e disonestà politica di così si muore. Come nel giro di qualche mese forse accadrà di nuovo. L&#8217;Iran non ha pace, ci serve il suo petrolio e per averlo abbiamo prima messo sul trono un burattino inglese, poi una sanguinaria marionetta a stelle e a strisce, poi gli abbiamo scatenato contro l&#8217;Iraq, prendendo due piccioni con una fava, cioè indebolendo sia l&#8217;uno che l&#8217;altro, poi abbiamo fatto vincere le elezioni alla destra grazie alla demenziale trovata del'&#8221;asse del male&#8221; inventata dal malefico Bush. Ora siamo alla &#8220;soluzione finale&#8221;. Per colpire l&#8217;Iran serve il solito capovolgimento della realtà dei fatti, necessario per creare l&#8217;allarmismo isterico viscerale che sempre alimenta le guerre. Siamo noi che assediamo l&#8217;Iran, così come tutto il mondo arabo e islamico da almeno due secoli, per non parlare delle crociate e affini, però siamo talmente disonesti e feroci da far credere che sia l&#8217;Iran a minacciare se non assediare il mondo. Ci sarebbe da ridere se non fosse l&#8217;anticamera di una nuova (inutile) tragedia, perché anche un cretino capisce che l&#8217;Iran non può minacciare né assediare nessuno, se non è costretto a difendersi da un altro attacco altrui. Solo un demente può pensare che voglia attaccare Israele, perché attaccarlo significherebbe avere contro gli Usa e buona parte anche dell&#8217;Europa, significherebbe cioè tagliarsi i coglioni. L&#8217;Iran non è un Paese arabo, quindi neppure se attaccato può sperare di diventare il leader di tutto quel califfato che parte, minima, del mondo islamico pare stia sognando. Oddio, può anche essere che Ahmadinejad e gli ayatollah, come tutti i fanatici del proprio Dio, siano impazziti e sbaglino i conti, ma pare difficile: l&#8217;Iran non è la Padania di Bossi, che peraltro usa spesso un linguaggio minaccioso ed armigero senza che gli venga torto un baffo.</strong></p>
<p><strong>Daniel Pipes, testa d&#8217;uovo [qualcuno a onor del vero dice &#8220;testa di minchia&#8221;] dei famigerati e fallimentari neocon americani, quelli con le mani lorde di sangue per l&#8217;invasione dell&#8217;Iraq a base di balle sulle atomiche di Saddam e sul &#8220;nuovo Medio Oriente&#8221;, insiste perché l&#8217;Iran venga bombardato: &#8220;Per le sanzioni economiche è troppo tardi&#8221;. Peccato che come molti altri uomini dello staff guerrafondaio di George W(isky) Bush il buon Daniel abbia come punto di riferimenti più gli interessi del governo di Israele che quelli degli Usa.<br />
</strong></p>
<p><strong>Veniamo al papa. Ratzinger ha ripetuto solennemente che i casi di pedofilia, che affliggono come una piaga purulenta la Chiesa, ma soprattutto i bambini a contatto con il suo clero,  non saranno più tollerati, anzi saranno denunciati. Bene. Benissimo! Ma a chi saranno denunciati? A Dio alle autorità giudiziarie dei singoli Stati, Italia compresa? Questa volta il ritornello pare più forte rispetto quanto detto a New York e in Australia, dove suonava più che altro come una flebile giaculatoria recitata a uso dei mass media, un piccolo show per tentare di far dimenticare il dilagare di scandali pedofili nella Chiesa degli Usa e dell&#8217;Australia. Poi però nonostante le chiacchiere in scarpette rosse è arrivato l&#8217;uragano dello scandalo irlandese: pedofilia a gogò e solito silenzio complice da parte della gerarchia ecclesiastica locale.<br />
A questo punto rivolgiamo al signor papa una rispettosa preghiera: potrebbe dirci, e dimostrarci, se la direttiva da lui stesso emanata nel giugno 2001 per ordinare ai vescovi di tutto il mondo di nascondere alle autorità civli tutti i casi di pedofilia è stata ritirata o no? Di quella direttiva, a firma di Ratzinger e Raffaele Bertone, all&#8217;epoca Numero Uno e Numero Due  dell&#8217;ex Sant&#8217;Uffizio (ex tribunale dell&#8217;Inquisizione) e oggi rispettivamente papa e segretario di Stato del Vaticano, abbiamo già parlato e scritto più volte, il suo testo completo figura anche nell&#8217;appendice del mio libro &#8220;Emanuela Orlandi, la verità: dai lupi grigi alla banda della Magliana&#8221;.  Ne ha parlato di sfuggita il Corriere della Sera quando un magistrato del Texas, scoperto quel vergognoso ordine scritto, imputò Ratzinger del grave reato di &#8220;cospirazione contro la giustizia&#8221;. Ma tutti fanno sempre finta di niente. Ho scritto a colleghi vaticanisti di un paio di giornali, dei quali evito di fare il nome, per sapere se l&#8217;ordine del 2001 è stato ritirato o no, ma nessuno risponde….</strong></p>
<p><strong>La mia domanda al signor papa è motivata anche dal nuovo scandalo di pedofilia nel clero a Bologna e annesso silenzio menefreghista della curia locale, a partire dal vescovo Ernesto Vecchi. Scandalo che i giornali riportano, ma &#8211; almeno quelli che leggo io &#8211; senza mai fare il nome del prete stupratore. Embé, mica è un albanese o rumeno o zingaro o musulmano o palestinese o iraniano, cioè non è mica un mostro da sbattere in prima pagina: è solo un sacerdore stupratore&#8230;. Roba da poco.<br />
</strong></p>
<p><strong>Mi fa orrore parlarne ancora, ma come si fa a tacere su un capo di governo che dichiara pubblicamente &#8220;con questi magistrati non si può governare&#8221;? Frase che tradotta dal berlusconese in italiano significa di fatto &#8220;Senza commettere reati penali non possiamo andare al governo né governare&#8221;. Come si fa a tacere su un capo di governo che definisce i magistrati &#8220;impiegati pubblici&#8221;? Impiegati, si badi bene, che secondo tale capo di governo non dovrebbero quindi mai mettere sotto accusa i politici, come se fossero questi e non il pubblico, cioè il popolo italiano, i datori di lavoro di tali &#8220;impiegati&#8221;! Questa non è solo cafonaggine non solo istituzionale, ma anche protervia preoccupante perché comincia ad avere un troppo forte fetore di autoritarismo. E come si fa a non parlare di un capo di governo che prende le difese di un Bertolaso e di altra bella gente colta in pieno fallo porcaiolo e mazzettaro alla faccia anche dei terremotati? Anche il cinismo e lo schifo dovrebbero avere un limite, perfino se le iniziali PdL dovessero significare Porcaggine dei Ladroni come peraltro inducono a pensare il recente arresto dell&#8217;assessore lombardo Prosperini, legaiolo dei peggiori, e gli odierni arresti sia del presidente della Provincia di Vercelli, Renzo Masoero, che di un consigliere del Comune di Milano, Camillo Pennisi, colto con in mano una mazzettina da 10 mila euro, appendice di una da 5.000 già incassata e anticipo di chissà cosa. Dalla Milano da bere alla Lombardia e Padania da spolpare. Un bel progresso, non c&#8217;è che dire, molto post post moderno. Molto mutanda griffata.<br />
Essersi ridotti a un (per la terza volta!) capo di governo che davanti alla retata di Bertolaso&amp;C osa anche dire che &#8220;i magistrati colpiscono sempre i migliori&#8221; significa essersi ridotti a livello tribale. Che per il Chiavalier Papino il Breve i &#8220;migliori&#8221; siano quelli che per la gente normalmente onesta sono i peggiori lo avevamo capito da un bel pezzo. Almeno da quando ha voluto come ministro della Difesa il suo addetto personale alla corruzione di magistrati e allo scippo di beni altri, che ha perfino tentato di insediare come ministro della Giustizia. Oggi però abbiamo la conferma direttamente dalla bocca del Chiavaliere, che di &#8220;migliori&#8221;, cioè di peggiori, se ne intende. Così come abbiamo anche la conferma di cosa intendeva per giustizia quando ha tentato il colpo gobbo di Cesare Previti ministro della Giustizia.<br />
Speriamo che non sia troppo tardi quando queste cose la maggioranza degli italiani no si limiteranno solo a capirla, come l&#8217;hanno già capita da un pezzo anche quelli che proprio per questo votano Chiavaliere&amp;C, ma nella cabina elettorale la tradurranno finalmente in rifiuto politico. Tra i migliori di Berlusconi ci deve essere anche il suo medico personale, tale Alberto Zangrillo, visto che è stato promosso in silenzio a membro del Consiglio superiore della Sanità, dove ormai se la fanno da padroni i clericali dell&#8217;Università Cattolica o della milanese clinica privata, di don Verzè, S. Raffaele.<br />
&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<br />
P. S. La retorica buonista a volte rende ridicoli. Bill Clinton è stato operato al cuore e il suo portavoce ci ha tenuto a rassicurare il mondo: &#8220;Sta bene, pensa ad Haiti ed è di buon umore&#8221;. Come si faccia ade essere di buon umore pensando ad Haiti massacrata dal terremoto lo sa solo il Padreterno. Beh, in fin dei conti lo sanno anche nel giro Bertolaso&amp;C e del loro protettore Santo Silvio non Vergine in tutti i sensi.<br />
</strong></p>
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