<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>ArruotaLibera &#187; Graziani</title>
	<atom:link href="http://www.pinonicotri.it/tag/graziani/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.pinonicotri.it</link>
	<description>Critica delle verità ufficiali. Contro l&#039;ipocrisia e l&#039;uso di due pesi e due misure da parte del potere</description>
	<lastBuildDate>Thu, 15 Oct 2026 20:45:45 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.0.38</generator>
	<item>
		<title>19 FEBBRAIO &#8211; IL GIORNO DELLA MEMORIA INFOIBATA DEL BELPAESE, QUELLO DEGLI &#8220;ITALIANI BRAVA GENTE&#8221; SEMPRE E COMUNQUE.</title>
		<link>http://www.pinonicotri.it/2022/02/19-febbraio-il-giorno-della-memoria-infoibata-del-belpaese-quello-degli-italiani-brava-gente-sempre-e-comunque/</link>
		<comments>http://www.pinonicotri.it/2022/02/19-febbraio-il-giorno-della-memoria-infoibata-del-belpaese-quello-degli-italiani-brava-gente-sempre-e-comunque/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 19 Feb 2022 09:31:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pino Nicotri]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Addis Abeba]]></category>
		<category><![CDATA[Debra Libanos]]></category>
		<category><![CDATA[Graziani]]></category>
		<category><![CDATA[Mussolini]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pinonicotri.it/?p=6630</guid>
		<description><![CDATA[POI C&#8217;E&#8217; ANCHE LA MEMORIA INFOIBATA DEI CRIMINI COMMESSI DA NOI ITALIANI &#8220;BRAVA GENTE&#8221; NELL&#8217;EX JUGOSLAVIA, ALBANIA E GRECIA. NELLE FOIBE DEL SILENZIO, DELL&#8217;IGNORANZA E DEL&#8217;IPOCRISIA &#8211; COMPLICI DI FATTO DEI NOSTRI CRIMINI- ABBIAMO GETTATO I CORPI E LA DIGNITÀ DI UN MARE DI ESSERI UMANI. VI ABBIAMO GETTATO ANCHE LA NOSTRA MEMORIA, LA NOSTRA [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>POI C&#8217;E&#8217; ANCHE LA MEMORIA INFOIBATA DEI CRIMINI COMMESSI DA NOI ITALIANI &#8220;BRAVA GENTE&#8221; NELL&#8217;EX JUGOSLAVIA, ALBANIA E GRECIA.</p>
<p>NELLE FOIBE DEL SILENZIO, DELL&#8217;IGNORANZA E DEL&#8217;IPOCRISIA &#8211; COMPLICI DI FATTO DEI NOSTRI CRIMINI- ABBIAMO GETTATO I CORPI E LA DIGNITÀ DI UN MARE DI ESSERI UMANI. VI ABBIAMO GETTATO ANCHE LA NOSTRA MEMORIA, LA NOSTRA CREDIBILITÀ E LA NOSTRA DIGNITÀ</p>
<p><a href="https://www.editorialedomani.it/fatti/debra-libanos-massacri-italia-africa-giornata-memoria-th9uu1l0">https://www.editorialedomani.it/fatti/debra-libanos-massacri-italia-africa-giornata-memoria-th9uu1l0</a></p>
<p>La giornata della memoria che manca per i massacri degli italiani in Africa</p>
<p><a href="https://editorialedomani.us10.list-manage.com/track/click?u=dc6df7df0e866f3485077ffd9&amp;id=7a153113a7&amp;e=3e51d3a534">Luigi Mastrodonato</a></p>
<p>19 febbraio</p>
<p>«Gli italiani stanno uccidendo la gente con vanghe e badili, chiunque sia, tutti quelli che incontrano. È meglio essere divorati da una iena che farsi uccidere dagli italiani».</p>
<p>A parlare è un cittadino etiope, la sua testimonianza è una delle tante raccolte in decenni di ricerca dallo storico Ian Campbell e presenti nella monografia Il massacro di Addis Abeba. Una vergogna italiana (Rizzoli).</p>
<p>19 febbraio 1937 (Yekatit 12 nel calendario locale), capitale dell’Etiopia. Da due anni sono arrivati i fascisti italiani per riscattare la disfatta tricolore di Adua del 1896 e mostrare i muscoli, colonizzando l’unico stato africano ancora libero dalla dominazione europea.</p>
<p>Un’operazione di propaganda, dai costi economici altissimi e per cui vengono mobilitati mezzo milione di soldati. Fallito il progetto di una guerra lampo per la strenua resistenza etiopica, nel maggio del 1936 i fascisti conquistano Addis Abeba.</p>
<p>Dal balcone di Piazza Venezia Benito Mussolini annuncia «la riapparizione dell’impero sui colli fatali di Roma», ma in realtà vaste lande d’Etiopia sono fuori dal controllo italiano. La guerra contro le forze locali prosegue finché gli italiani hanno la meglio.</p>
<p>Sembra la fine delle preoccupazioni fasciste nel Corno d’Africa, ma un evento cambia le carte in tavola e diviene il pretesto per mostrare nel modo più chiaro possibile quella brutalità italiana che tra fucilazioni di massa, campi di concentramento e bombardamenti chimici si stava in realtà palesando già da due anni.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>L&#8217;ATTENTATO</p>
<p>Durante una cerimonia nel palazzo del governo coloniale di Addis Abeba, il 19 febbraio appunto, due ragazzi eritrei lanciano delle bombe verso le autorità.</p>
<p>Il generale Rodolfo Graziani, viceré d&#8217;Etiopia, è ferito, qualcun altro muore e l’attentato dà il via a quello che il collettivo Wu Ming ha definito «uno dei peggiori crimini mai compiuti dal Regno d’Italia nelle sue colonie».</p>
<p>Una forma di vendetta collettiva per l’attentato fallito, ma soprattutto una cruenta prova di forza per ristabilire la supremazia bianca e fascista sul territorio.</p>
<p>I carabinieri sparano sulla folla, l’area intorno al palazzo viene chiusa e chiunque si trova al suo interno e non è bianco viene ucciso. Mussolini ordina un «radicale repulisti», funzionari locali diffondono un documento in cui si dice che «Graziani farà sentire a tutti che se la sua pietà è infinita, altrettanto è la sua forza».</p>
<p>Inizia una caccia all’etiope che nella capitale durerà tre giorni, condotta non solo dai militari ma anche dai civili italiani presenti sul territorio.</p>
<p>Tra le testimonianze raccolte da Campbell c’è quella del medico Ladislav Sava: «Revolver, manganelli, pistole e pugnali venivano usati per massacrare gli etiopi disarmati di tutti i sessi, di tutte le età. Qualsiasi uomo di colore visto è stato arrestato, caricato su un camion e ucciso. Case o capanne etiopi sono state perquisite e poi bruciate con i loro occupanti. La maggior parte delle uccisioni sono state eseguite con coltelli e stordendo le vittime con i manganelli. Intere strade venivano date alle fiamme e se gli occupanti delle case in fiamme uscivano nelle strade venivano mitragliati o pugnalati al grido di Duce! Duce! Duce! Le camicie nere si facevano fotografare tenendo in mano teste mozzate di etiopi».</p>
<p>Altri testimoni raccontano che camminando per Addis Abeba si doveva fare i conti con cataste di persone carbonizzate, corpi di bambini mutilati, donne incinte sventrate, figure impalate, superstiti che vagavano disperati alle ricerca di parenti dispersi, chiese saccheggiate.</p>
<p>NON LASCIARE TRACCIA</p>
<p>In loco c’era anche Ciro Poggiali, inviato del Corriere della Sera, che scrive: «Girano armati di manganelli e di sbarre di ferro, accoppando quanti indigeni si trovano ancora in strada. Lo scempio s’abbatte contro gente ignara e innocente».</p>
<p>Vengono uccisi molti intellettuali, così come chi prova a documentare i fatti, mentre agli italiani sono sequestrate le macchine fotografiche. Dell’eccidio i fascisti non vogliono lasciare tracce e nel momento stesso in cui inizia il massacro comincia anche un’opera di insabbiamento che si prolungherà fino a oggi.</p>
<p>La violenza nei giorni successivi si sposta nelle campagne, vengono date alle fiamme oltre 100mila case, spesso con le famiglie al loro interno.</p>
<p>Il capitolo finale avviene nel convento di Debra Libanos: i monaci cristiani copti sono accusati dai fascisti di aver dato ospitalità ai due attentatori eritrei. «Liquidazione completa», ordina il generale Pietro Maletti e sotto il fuoco italiano finiscono tutti, anche i civili che si trovano nel villaggio monastico.</p>
<p>Secondo le ricostruzioni a Debra Libanos muoiono in 2mila, ad Addis Abeba 19mila, il 20 per cento della popolazione della capitale. Con i morti delle campagne si arriva a 30mila persone brutalmente uccise dagli italiani in poche settimane.</p>
<p>Un massacro di cui il governo etiope nel 1946 ha chiesto conto durante la Conferenza di pace di Parigi, senza ottenere risposta.</p>
<p>Così come da 16 anni non ottiene risposta la proposta di legge presentata da alcuni parlamentari italiani di istituire per il 19 febbraio il Giorno della memoria in ricordo delle vittime africane durante l’occupazione coloniale italiana.</p>
<p>«In Etiopia le date civili hanno a che vedere essenzialmente con le infamie lì commesse dai governi italiani del passato. Da noi però non si è mai voluto riconoscere questi eccidi», spiega lo storico Alessandro Triulzi.</p>
<p>«Quelle come lo Yekatit 12 sono però questioni che si affacciano con sempre più urgenza nella società italiana. La presenza di migranti che vengono dai contesti del nostro passato coloniale e che si sentono addosso quei traumi, se li portano dietro, sta favorendo questo processo. Eppure si continua a non dare risposte sul perché stavamo lì e cosa abbiamo fatto realmente: politica e istituzioni voltano lo sguardo».</p>
<p>A tenere viva la memoria, visto che rimuovere il ricordo di un crimine significa commetterlo di nuovo, ci pensano le iniziative dal basso, come quella del collettivo Wu Ming e di Resistenze in Cirenaica, che per l’anniversario del 19 febbraio hanno organizzato un trekking urbano a Bologna alla scoperta di luoghi e simboli legati alle nefandezze coloniali; o della Federazione delle Resistenze, che in diverse città italiane ha organizzato azioni di guerriglia odonomastica, camminate e conferenze.</p>
<p>«Finché l’Italia non avrà fatto un lavoro di presa di consapevolezza su cos’è stata la sua presenza coloniale nel periodo liberale e fascista e finché non si riconoscerà che l’Italia ha condotto azioni di criminalità organizzata, non si risolveranno mai i problemi del passato che poi sono anche quelli del presente, come il razzismo», sottolinea Triulzi.</p>
<p>«La nostra eredità coloniale ce la siamo portata appresso per i decenni senza mai investigarla. È ora di cambiare il messaggio e la memoria».</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.pinonicotri.it/2022/02/19-febbraio-il-giorno-della-memoria-infoibata-del-belpaese-quello-degli-italiani-brava-gente-sempre-e-comunque/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>14</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Altro che &#8220;italiani brava gente&#8221; e la solita retorica merdosa auto assolutoria e auto laudativa!</title>
		<link>http://www.pinonicotri.it/2021/05/altro-che-italiani-brava-gente-e-la-solita-retorica-merdosa-auto-assolutoria-e-auto-laudativa/</link>
		<comments>http://www.pinonicotri.it/2021/05/altro-che-italiani-brava-gente-e-la-solita-retorica-merdosa-auto-assolutoria-e-auto-laudativa/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 31 May 2021 10:09:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pino Nicotri]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Debra Libano]]></category>
		<category><![CDATA[Debre Libano]]></category>
		<category><![CDATA[Etiopia]]></category>
		<category><![CDATA[Graziani]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pinonicotri.it/?p=6426</guid>
		<description><![CDATA[https://www.azionenonviolenta.it/debra-libanos-gli-italiani-facevano-nazisti-etiopia/?fbclid=IwAR0xGoNY5xDSC5K4QTY_kX6p3xPMaql3S7Jjx5a4tgRMmL7juRva-oJNoMA]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.azionenonviolenta.it/debra-libanos-gli-italiani-facevano-nazisti-etiopia/?fbclid=IwAR0xGoNY5xDSC5K4QTY_kX6p3xPMaql3S7Jjx5a4tgRMmL7juRva-oJNoMA">https://www.azionenonviolenta.it/debra-libanos-gli-italiani-facevano-nazisti-etiopia/?fbclid=IwAR0xGoNY5xDSC5K4QTY_kX6p3xPMaql3S7Jjx5a4tgRMmL7juRva-oJNoMA</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.pinonicotri.it/2021/05/altro-che-italiani-brava-gente-e-la-solita-retorica-merdosa-auto-assolutoria-e-auto-laudativa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>29</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Per la Chiesa ci sono copti e copti: protesta, giustamente, per la strage dei 21 ad Alessandria d&#8217;Egitto, ma continua a tacere sui 1.600 monaci copti etiopi massacrati dagli italiani. Le (inesistenti) &#8220;offese agli ebrei&#8221; dell&#8217;ex Nar romano Francesco Bianco, ultimo caso delle sempre più sbracate bufale sul &#8220;dilagare dell&#8217;antisemitismo&#8221;</title>
		<link>http://www.pinonicotri.it/2011/01/per-la-chiesa-ci-sono-copti-e-copti-protesta-giustamente-per-la-strage-dei-21-ad-alessandria-degitto-ma-continua-a-tacere-sui-1-600-monaci-copti-etiopi-massacrati-dagli-italiani-le-inesistenti/</link>
		<comments>http://www.pinonicotri.it/2011/01/per-la-chiesa-ci-sono-copti-e-copti-protesta-giustamente-per-la-strage-dei-21-ad-alessandria-degitto-ma-continua-a-tacere-sui-1-600-monaci-copti-etiopi-massacrati-dagli-italiani-le-inesistenti/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 07 Jan 2011 00:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pino Nicotri]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[abissini]]></category>
		<category><![CDATA[Abissinia]]></category>
		<category><![CDATA[Afganistan]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandria]]></category>
		<category><![CDATA[antisemiti]]></category>
		<category><![CDATA[antisemitismo]]></category>
		<category><![CDATA[Arcobaleno]]></category>
		<category><![CDATA[Atac]]></category>
		<category><![CDATA[Bagnasco]]></category>
		<category><![CDATA[Bianco]]></category>
		<category><![CDATA[Bush]]></category>
		<category><![CDATA[California]]></category>
		<category><![CDATA[Campbel]]></category>
		<category><![CDATA[Capo dello Stato]]></category>
		<category><![CDATA[Chatila]]></category>
		<category><![CDATA[Chomsky]]></category>
		<category><![CDATA[copti]]></category>
		<category><![CDATA[cristiani]]></category>
		<category><![CDATA[De Lorenzo]]></category>
		<category><![CDATA[Debre Libanos]]></category>
		<category><![CDATA[Del Boca]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto]]></category>
		<category><![CDATA[Eritrea]]></category>
		<category><![CDATA[eritrei]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[fanatici]]></category>
		<category><![CDATA[fascisti]]></category>
		<category><![CDATA[Fosse Ardeatine]]></category>
		<category><![CDATA[Gapso]]></category>
		<category><![CDATA[Graziani]]></category>
		<category><![CDATA[Hobsbawm]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Iraq]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
		<category><![CDATA[islamisti]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Jessica]]></category>
		<category><![CDATA[Josef]]></category>
		<category><![CDATA[Kosovo]]></category>
		<category><![CDATA[La Russa]]></category>
		<category><![CDATA[Masada]]></category>
		<category><![CDATA[Napolitano]]></category>
		<category><![CDATA[Nar]]></category>
		<category><![CDATA[Nato]]></category>
		<category><![CDATA[oltranzisti]]></category>
		<category><![CDATA[Ovadia]]></category>
		<category><![CDATA[Pacifici]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
		<category><![CDATA[Pansa]]></category>
		<category><![CDATA[Pappè]]></category>
		<category><![CDATA[Paserman]]></category>
		<category><![CDATA[Piano Solo]]></category>
		<category><![CDATA[Piombo Fuso]]></category>
		<category><![CDATA[Previti]]></category>
		<category><![CDATA[Ratzinger]]></category>
		<category><![CDATA[Sabra]]></category>
		<category><![CDATA[Sadik]]></category>
		<category><![CDATA[Sand]]></category>
		<category><![CDATA[Santuz]]></category>
		<category><![CDATA[Saviano]]></category>
		<category><![CDATA[Serbia]]></category>
		<category><![CDATA[Shas]]></category>
		<category><![CDATA[Silvia]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano]]></category>
		<category><![CDATA[terroristi]]></category>
		<category><![CDATA[Torino]]></category>
		<category><![CDATA[Turchia]]></category>
		<category><![CDATA[Ugo Volli]]></category>
		<category><![CDATA[Vaticano]]></category>
		<category><![CDATA[Wikileaks]]></category>
		<category><![CDATA[Wojtyla]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pinonicotri.it/?p=2880</guid>
		<description><![CDATA[1) &#8211; Il Vaticano e la Chiesa italiana continuano a mantenere viva l&#8217;attenzione e la condanna per la strage di 21 cristiani copti a Capodanno ad Alessandria d&#8217;Egitto. Il cardinale Bagnasco nelle ultime ore ha pubblicamente invocato l&#8217;intervento della Comunità Europea a protezione dei copti e dei cristiani in genere nei Paesi dove non sono [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>1) &#8211; Il Vaticano e la Chiesa italiana continuano a mantenere viva l&#8217;attenzione e la condanna per la strage di 21 cristiani copti a Capodanno ad Alessandria d&#8217;Egitto. Il cardinale Bagnasco nelle ultime ore ha pubblicamente invocato l&#8217;intervento della Comunità Europea a protezione dei copti e dei cristiani in genere nei Paesi dove non sono ben visti. Iniziativa condivisibile. Le stragi di fedeli, per giunta in una chiesa mentre pregano, sono infatti una cosa particolarmente orribile, quale che sia la fede delle vittime. Però in questo caso l&#8217;intervento della Chiesa italiana e del Vaticano sorprendono. Il problema non è solo il loro silenzio nei confronti delle vittime musulmane della guerra angloamericana in Iraq, silenzio denunciato nei giorni scorsi dalla maggiore autorità religiosa musulmana d&#8217;Egitto, o nei confronti dei bombardamenti &#8220;per errore&#8221; della Nato in Afganistan che fanno stragi di civili innocenti, bambini compresi, anche alle feste di matrimonio. A essere pignoli ci sarebbe da notare che papa Wojtyla dopo avere inutilmente scongiurato l&#8217;intervento in Iraq, patrocinando di fatto il movimento pacifista Arcobaleno, si è poi affrettato a invocare &#8220;Dio benedica l&#8217;America!&#8221; non appena il mentitore guerrafondaio George W. Bush andò a fargli visita in Vaticano. Ma tralasciamo.</strong></p>
<p><strong>Quello che non convince è invece il fatto che il Vaticano e la Chiesa italiana PRIMA di protestare, giustamente, per la strage dei copti d&#8217;Alessandria dovrebbero pubblicamente ammettere d&#8217;avere sbagliato e chiedere perdono per il silenzio tombale con il quale nascosero la strage di almeno 1.600 monaci copti per mano italiana nel 1937 in Abissinia, oggi Etiopia ed Eritrea. Pur di non dispiacere al Cavaliere di turno, l'&#8221;uomo della Provvidenza&#8221; Benito Mussolini e ai suoi fascisti, che avevano invaso l&#8217;Abissinia, il Vaticano fece spallucce per la rappresaglia al fallito attentato al maresciallo Graziani, rappresaglia che sterminò dai 4.000 ai 20.000 civili abissini, e tacque totalmente e vergognosamente per la strage di tutto il clero copto della capitale religiosa di Debre Libanos: almeno 1.600 tra monaci, giovani seminaristi e ragazzini chierici. In totale, l&#8217;equivalente di 20-50 volte la strage delle Fosse Ardeatine perpetrata a Roma dai nazisti tedeschi. <span id="more-2880"></span><br />
Della rappresaglia di Graziani, ordinata da Mussolini, si seppe abbastanza dopo la fine della seconda guerra mondiale, ma della strage di Debre Libanos e delle sue esatte dimensioni s&#8217;è saputo solo pochi anni fa e solo grazie alle ricerche del nostro storico Angelo Del Boca e dei suoi colleghi Ian Campbell, inglese, e Degife Kabré Sadik, etiope.  Però il Vaticano e la Chiesa italiana hanno continuato a tacere, facendo finta di niente. Forse che 1.600 cristiani copti massacrati dai fascisti italiani valgono meno di 21 cristiani copti egiziani massacrati non è ancora ben chiaro da chi anche se si dà per assodato che siano stati dei terroristi islamisti? E&#8217; inevitabile il sospetto che l&#8217;uso anche questa volta di due pesi e due misure nasconda un uso politico e strumentale degli avvenimenti, da parte vaticana ma non solo, con l&#8217;usuale obiettivo ormai maniacale di dare addosso all&#8217;islam presentandolo ad ogni piè sospinto come terrorista. Non dimentichiamo che grazie a WikiLeaks s&#8217;è scoperto che il Vaticano è il manggiore responsabile del mancato inserimento della Turchia nella Comunità Europea: un errore clamoroso, compiuto in nome dei più gretti interessi di potere del Vaticano e che all&#8217;Europa costerà carissimo. Senza la Turchia non avremo un interlocutore europeo autorevole con il mondo islamico, dopo che con la dissoluzione della Jugoslavia, foraggiata dalla Germania e ben tollerata dal Vaticano, abbiamo distrutto l&#8217;islam europeo, pacifico e cosmopolita, della Serbia (e del Kosovo).</strong></p>
<p><strong>2) &#8211; Prima ci siamo strappati i capelli e si è gridato allo scandalo perché l&#8217;azienda dei trasporti di Roma, l&#8217;ATAC, ha assunto una ragazza che per campare aveva fatto la cubista, come se fosse un delitto anziché un lavoro oggi come un altro. E certo più onesto dello stare in parlamento per vendersi al migliore offerente e non molto più sbracato dello sfilare come modella o posare per la pubblicità spesso indecente che dilaga ovunque, in tv come sui giornali e sui cartelloni stradali. Poi c&#8217;è stato un altro delirio al grido di &#8220;antisemita!&#8221; contro un altro dipendente dell&#8217;Atac accusato di avere offeso e attaccato gli ebrei nella sua pagina su Facebook. Che questo impiegato, Francesco Bianco,  sia stato un fascista dei Nar (Nuclei armati rivoluzionari) pare assodato, ed è un fatto certamente grave, ma se può diventare ministro della Difesa uno come Ignazio La Russa che ancora oggi si vanta pubblicamente di essere fascista, non si vede perché non possa essere assunto in un posto di lavoro, anche se di azienda pubblica, un cittadino della Repubblica italiana che ha pagato i suoi debiti con la giustizia. Forse che Bianco è stato condannato come l&#8217;ex ministro della Difesa Cesare Previti all&#8217;interdizione dai pubblici uffici e dai pubblici impieghi?<br />
Ma veniamo all&#8217;accusa che è costata, se non ho capito male, per ora la sospensione dal lavoro dell&#8217;ex militante dei Nar. Cosa ha scritto di così infame nella sua pagina Facebook? Niente! Assolutamente niente. Incredibile, ma vero, e del resto lo hanno scritto anche i giornali, compresi quelli che assieme al portavoce della comunità ebraica romana ne hanno preteso la pubblica lapidazione. Nel corso della manifestazione studentesca del 22 dicembre, manifestazione pacifica, Bianco alle ore 13,20 scrive su Facebook &#8220;ci ho i rossi sotto la rimessa&#8221;, che è la rimessa dei veicoli dell&#8217;Atac. Certo, visto che questa frase banale e per nulla minacciosa ha dato la stura a una serie di altri interventi e commenti sempre su Facebook dalle ore 13,20 alle ore 15,48, cioè anche durante l&#8217;orario di lavoro, può essere spiacevole o illecito che nel corso dell&#8217;orario di lavoro si smanetti su Facebook, come peraltro fanno ormai centinaia di migliaia di persone anche del pubblici impiego, ministeriali compresi. Alle ore 13,20 comunque dovrebbe esserci la pausa pranzo, perciò mi pare che Bianco, anche se ex Nar e forse tuttora fascista, non abbia commesso nessun illecito. Ma procediamo la caccia all&#8217;antisemitismo selvaggio di cui si sarebbe macchiato Bianco.</strong></p>
<p><strong>A un certo punto, tale Stefano scrive in romanesco &#8220;Che famo? Caricamo?&#8221;, chiedendo cioè se i &#8220;rossi&#8221; devono essere presi a botte, e una certa Silvia risponde &#8220;Napalm a pioggia, Frà&#8221;. Frasi idiote, ma certo non pericolose più dell&#8217;innocua idiozia parolaia visto che di napalm questi Silvia-Stefano-Francesco&amp;C non ne dispongono di sicuro e visto anche che nessuno ha caricato nessuno. Anzi, Francesco Bianco scrive: &#8220;Ero tentato di tirà qualche cosa dal terrazzo, ma <em>co&#8217; &#8216;sta panza rischiavo de cadè sotto</em>&#8220;. Dal che si deducono due cose, anzi tre: 1) l&#8217;impiegato Bianco deve essere obeso; 2) oltre a sparare cazzate a parole non se l&#8217;è sentita neppure di tirare in strada una lattina vuota; 3) non manca di ironia, alla luce della quale dunque andrebbero letti i dialoghi e i commenti di quelle ore sulla pagina Facebook. Di ironia invece hanno difettato gli indignati &#8220;filosemiti&#8221; di professione, che hanno scatenato una tempesta per meno di un bicchier d&#8217;acqua. A un certo punto infatti tale Jessica scrive la banalissima e veritiera frase &#8220;mi sembrano pacifici&#8221;, al che Silvia risponde &#8220;Giusto pacifici, praticamente giudei&#8221;.</strong></p>
<p><strong>Tutto qui. Come hanno fatto i grandi giornali e i vari mass media ad arrivare, se non con il sensazionalismo a tutti i costi e la disonestà programmata, a titolare a tutta pagina &#8220;L&#8217;ex Nar insulta gli ebrei&#8221;? Dove sono gli &#8220;insulti agli ebrei&#8221;? E si noti che NON è &#8220;l&#8217;ex Nar&#8221;, cioè l&#8217;impiegato Francesco Bianco, ad avere scritto la parola &#8220;giudei&#8221;, che di per sé NON significa nulla. NON ha scritto lui neppure l&#8217;intera frase incriminata, &#8220;Giusto pacifici, praticamente giudei&#8221;, comunque assolutamente priva di senso. Tale frase l&#8217;ha infatti scritta Lucia, NON Bianco. Se Lucia avesse scritto, che so, &#8220;Giusto pacifici, praticamente musulmani&#8221; oppure &#8220;praticamente cinesi&#8221; o &#8220;praticamente francesi&#8221;, non sarebbe successo assolutamete nulla, visto che la frase di per sé non contiene né insulti né minacce. Anzi, dire che si tratta di gente pacifica, giudei o eschimesi che fossero, a me &#8211; e alla logica &#8211; pare piuttosto un riconoscimento positivo, NON un&#8217;offesa. Si dà però il caso che il portavoce della comunità ebraica romana si chiami Riccardo di nome e Pacifici di cognome. Da notare che Pacifici cognome si scrive con la P maiuscola, e non minuscola come ha scritto Silvia usando la parola come un aggettivo. Forse Silvia scrivendo &#8220;pacifici&#8221; alludeva al signor Pacifici Riccardo? A me pare cretino pensarlo, cretino e anche un po&#8217; presuntuoso: quanta gente sa che il signor Pacifici è il portavoce della comunità ebraica, o giudea (l&#8217;ebraismo è nato infatti nello Stato della Giudea) che dir si voglia? Forse che tutti i frequentatori di Facebook, Lucia compresa, sono tenuti a sapere che esiste una comunità ebraica romana? E che ha un portavoce? E che il portavoce si chiama Pacifici di cognome? A me l&#8217;interpretazione che si è voluta dare per scatenare la pubblica lapidazione e chiedere il licenziamento di Bianco appare capziosa. Forzata. Una forzatura forsennata. Ma procediamo.</strong></p>
<p><strong>Ammesso e non necessariamente concesso che questa Lucia &#8211; ripeto: Lucia e NON Bianco &#8211; alludesse al signor Riccardo Pacifici, dove sono &#8220;l&#8217;offesa e la violenza antisemita&#8221;? Al massimo c&#8217;è dell&#8217;ironia, forse benevola, forse malevola, ma l&#8217;ironia in Italia NON è un reato, non ancora, e come si può fare dell&#8217;ironia sui cattolici, sul papa, sui musulmani e anessi imam, mufti e ayatollah, così è legittimo e lecito farla anche sugli ebrei come sugli ottentotti, i palestinesi, gli eschimesi, i turchi, i circassi, ecc. A me la tempesta scatenata contro &#8220;la violenza e le minacce antisemite&#8221; appare davvero montata ad arte. E anche disonestamente, ad opera dei soliti noti e col solito fine di passare per vittime in modo da poter lanciare sassi in faccia a chi critica Israele, che il partito degli oltranzisti, sempre più in difficoltà e quindi sempre più a caccia di pretesti, vuole assolutamente venga da tutti identificato con gli ebrei tout court. Pretesa ridicola e quanto mai immotivata, visto non solo che una non trascurabile fetta dell&#8217;ebraismo mondiale rifiuta questa equazione, ma visto anche che israeliani ebrei come il docente di storia Shlomo Sand, il suo collega Ilan Pappè e una miriade di altri studiosi &#8211; ripeto: spesso israeliani ed ebrei! &#8211; l&#8217;hanno smontata e fatta a pezzi dimostrandone l&#8217;assoluta falsità e faziosità. Argomento, questo, sul quale dovremo tornare in modo più approfondito, perché non se ne può più delle imposizioni mitologiche usate come una clava e un carro armato per imposizioni politiche che a loro volta hanno provocato, provocano e forse provocheranno ancora grandi danni.</strong></p>
<p><strong>Mi meraviglia che una persona intelligente come Riccardo Pacifici, grazie al quale ho potuto visitare l&#8217;interno della grande sinagoga di Roma,  si sia prestato, e con zelo, a quella che ha tutta l&#8217;aria di una montatura e che, anche a voler per forza ammettere sia una &#8220;attacco antisemita&#8221;, NON è opera del malcapitato Bianco. Che in quanto fascista più o meno ex non gode certo delle mie simpatie, ma che &#8211; come la ex cubista assunta all&#8217;Atac &#8211; ha comunque gli stessi diritti miei e di Pacifici. O no?<br />
Qualche anno fa una tempesta simile è stata scatenata contro Michele Santoro, pubblicamente accusato di antisemitismo da Leone Paserman, all&#8217;epoca portavoce o presidente della comunità ebraica romana. Santoro aveva osato nientepopòdimenoché fare il suo mestiere di giornalista, mostrando nella sua trasmissione televisiva su Raitre una piccola parte dei soprusi consumati quotidianamente da Israele nei confronti dei palestinesi. Paserman arrivò a chiedere per lettera al consiglio di amministrazione della Rai il licenziamento di Santoro, così come oggi viene chiesto ancor più ingiustificatamente il licenziamento di Bianco. Santoro reagì citando per danni Paserman e il magistrato gli dette ragione condannando Paserman a pagargli 50.000 euro di danni alla pubblica immagine. Vedremo come andrà a finire con l&#8217;impiegato dell&#8217;Atac Francesco Bianco.</strong></p>
<p><strong>3) &#8211; Purtroppo non è la prima volta che si scatena surrettiziamente una polemica nazionale sulle &#8220;aggressioni antisemite&#8221; che tiene banco sui mass media per giorni e giorni per poi finire nel ridicolo senza però che lo si dica. La più macabra, almeno in apparenza, è certo quella che nel 2002 per giorni e giorni fece parlare di violazione di ben 26 tra tombe e cappelle nella parte ebraica del cimitero del Verano a Roma. Dopo una fitta serie di lapidazioni a colpo sicuro contro &#8220;neonazisti o islamici&#8221;, in base a deduzioni che rivelano solo ignoranza e malefede da parte di chi le rifila e di chi le avvalora, si scoprì che si trattava del racket dei servizi abusivi di manutenzione delle tombe, tutti ovviamente più o meno pii cattolici e certo NON islamici, che colpiva chi non pagava il pizzo di 15-20 euro al mese. Nel 2008 la Fiera del Libro di Torino invitò come ospite d&#8217;onore lo Stato di Israele, nella persona dei suoi rappresentanti, in occasione del 60° della fondazione, sollevando le comprensibili proteste non solo dei palestinesi. Apriti cielo! Altra canea al grido lapidatorio contro &#8220;l&#8217;antisemitismo crescente&#8221;. Si arrivò a (stra)parlare di &#8220;roghi di libri&#8221; solo perché si trattava di una fiera del libro e nonostante non ci fosse non solo nessun rogo, ma neppure nessuna protesta sia pure vagamente violenta. Il lato comico, o meglio grottesco, è che se c&#8217;era qualcuno che aveva mandato al rogo un libro questo qualcuno era Israele! Che con i suoi fans oltranzisti aveva preteso &#8211; e ottenuto &#8211; che il professore di storia italiano Ariel Toaff, ebreo e figlio del rabbino capo di Roma, eliminasse dalle nuove edizioni  del suo libro &#8220;Pasque di sangue&#8221; tutte le pagine sgradite. La protesta contro il libro di Toaff era nata nel parlamento israeliano, senza che il nostro governo avesse nulla da ridire su una così clamorosa interferenza nella vita culturale ed editoriale italiana. Le code di paglia lunghe qualche chilometro e il solito servilismo verso i vincenti di turno evitarono ci fosse qualcuno che invitasse amichevolmente ed educatamente Israele a farsi gli affari suoi senza interferire nei nostri.<br />
Il conformismo e le code di paglia sono arrivate a far fare una brutta figura anche al nostro attuale capo dello Stato, Giorgio Napolitano, in occasione di un&#8217;altra montatura. Forse qualcuno ricorda che nel febbraio 2008 le sirene suonarono l&#8217;allarme per il solito &#8220;antisemitismo dilagante&#8221; a causa di una &#8220;lista di proscrizione di 162 professori universitari ebrei come quelle stilate a suo tempo dalle SS naziste&#8221;. Lista  che però si rivelò un&#8217;altra bufala: era la lista di chi aveva firmato contro una raccolta di firme di prestigiosi intellettuali ebrei inglesi, tra i quali lo storico Eric Hobsbawm, che condannavano le prepotenze israeliane verso i palestinesi! Nella solita foga di lapidare gli (inesistenti) &#8220;antisemiti&#8221; l&#8217;allarme e lo sdegno nazionalpopolare arrivarono a un tale livello che intervenne pubblicamente anche Napolitano. Due docenti torinesi, Ugo Volli e Daniela Santuz, si presentarono a lezione all&#8217;Università avvolti nella bandiera israeliana. Santuz proclamò indignata che &#8220;ormai s&#8217;è scatenata una vera e propria caccia all&#8217;israeliano&#8221;, caccia che la signora chissà dove aveva visto a Torino e in Italia.</strong></p>
<p><strong>4) &#8211; In realtà le liste di proscrizione  di ebrei esistono, ma sono quelle stilate da ebrei oltranzisti in California, Stati Uniti, a danno di ebrei pacifisti o comunque impegnati contro la mala politica israeliana. Le liste, suddivise coscienziosamente in ordine alfaberico e corredate spesso da foto, indirizzo e altre indicazioni utili per eventuali rappresaglie, si trovano sul sito dei fanatici di <a href="http://">http://masada2000.org/</a> . Ma tutti preferiscono eroicamente far finta di niente, nascondere la testa sotto la sabbia e blaterare periodicamente contro il &#8220;dilagare dell&#8217;antisemitismo&#8221;, che non dilaga da nessuna parte, ma che periodicamente tirato in ballo si presta egregiamente a zittire in malo modo chi critica Israele facendo finta che criticare Israele significhi volerla distruggere, per giunta assieme a tutti gli ebrei. Volere cioè una nuova e più grande Shoà. Ovviamente in combutta con lo &#8220;Stato canaglia&#8221; iraniano&#8230;</strong></p>
<p><strong>5) &#8211; La cosa buffa è che mentre si sono dedicate pagine e pagine al &#8220;dilagare dell&#8217;antisemitismo&#8221; e alle &#8220;offese agli ebrei&#8221; del malcapitato ex Nar Francesco Bianco, impiegato dell&#8217;Atac di Roma, si sono invece relegate in poche righe alcune notizie decisamente più allarmanti e molto meno campare per aria. Solo 7 righe in un riquadrino su due colonne a fondo pagina 21 di Repubblica per dire che &#8220;In una lettera-shock 27 mogli di rabbini della corrente nazionalista, vicina al movimento dei coloni, rivolgono un appello alle donne ebree perché non abbiano alcun rapporto &#8211; tanto meno sentimentale &#8211; con gli arabi, specie gli arabi israeliani. Tra le firmatarie, la figlia di Rabbi Ovadia Josef, il leader spirituale del partito ultraortodosso Shas, che è parte della coalizione di governo in Israele&#8221;. Da notare che Rabbi, cioè il rabbino, Ovadia un mesetto fa ha augurato la morte a tutti i palestinesi! Come si vede, il volgare e realissimo razzismo antiarabo merita solo 7 righe, come una notiziola di folclore, mentre le inesistenti &#8220;offese agli ebrei&#8221; di Bianco meritano pagine e pagine a partire dallo sbattere il mostro in prima pagina. A Nazareth finisce in galera per corruzione il sindaco israeliano Shimon Gapso, leader di una campagna per eliminare la celebrazione delle feste di Natale &#8211; nella città dove la tradizione vuole sia nato Gesù! &#8211; accusate di essere &#8220;dei baccanali&#8221;. Ma di questo ruolo di Gapso si viene a sapere solo nelle ultime righe dell&#8217;articolo, relegato a pagina 16, dedicato al suo arresto. Così come solo in quelle righe finali si viene a sapere che da diversi anni &#8220;i rabbini oltranzisti e gli attivisti nazional-radicali conducono una battaglia, a colpi di anatemi ed editti, contro i retaggi pagani e &#8220;gli stolti simboli cristiani&#8221;&#8221;. Ripeto: &#8220;Stolti simboli cristiani&#8221;!</strong></p>
<p><strong>Chissà cosa esploderebbe in Italia se qualcuno facesse non dico una campagna contro gli &#8220;stolti simboli ebraici&#8221;, per fortuna impossibile da organizzare perché si finirebbe sul lastrico o in galera prima, ma si permettese anche solo di scriverla una tale espressione beota: &#8220;Stolti simboli ebraici&#8221;: Eppure è equivalente a quella usata in Israele contro i simboli cristiani senza che nessuno, Vaticano e Saviano compresi, ci trovi nulla da ridire. E se poi la scritta comparisse i nqualche stato arabo o comunque islamico&#8230;. mamma li turchi! Chissà cosa tuonerebbe il buon Roberto Saviano&#8230; Magari anche gratis anziché in cambio di 50 mila euro per tuonarla in tv.<br />
</strong></p>
<p><strong>6) &#8211; Ormai si bolla come &#8220;antisemita&#8221; chiunque non applauda freneticamente qualunque scelta dei governi israeliani, dalla mattanza di Sabra e Chatila a quella di Piombo Fuso, dal Muro al divieto di matrimoni civili, dagli espropri di terre palestinesi agli &#8220;omicidi mirati&#8221;, dal dilagare delle colonie alla demolizione per rappresaglia di case e uliveti palestinesi sino dearabizzazione di Gerusalemme come se si trattasse di derattizzazione. E&#8217; un po&#8217; come per le vecchie femministe romane degli anni &#8217;80, che ti davano del maschilista fascista se non applaudivi qualunque loro sproloquio, pretesa e cazzata, e sì che ne hanno fatte talmente tante da finire come sono finite, cosa che dovrebbe far meditare non solo le femministe, ma anche i cosiddetti &#8220;amici di Israele&#8221;. Che in realtà, come scrivono gli storici israeliani Shlomo Sand e Ilan Pappè e l&#8217;intellettuale ebreo americano Noam Chomsky, nonché Ian Buruma di recente sul Corsera, sono i suoi peggiori nemici. E&#8217; un po&#8217; come per Giampaolo Pansa: ormai si bolla come &#8220;fascista&#8221; chiunque lo prenda a pernacchie anziché incensarlo come nuovo Eroe dei Due Mondi: il mondo di sinistra quando era vincente e gli faceva comodo per la carriera e lo stipendio, e il mondo della destra per addolcirsi il viale del tramonto salendo sul carro del vincitore di turno. E fors&#8217;anche per vendicarsi di non essere diventato il direttore di un qualche grande giornale.</strong></p>
<p><strong>Non ci rediamo conto che stiamo diventando talmente intolleranti da non ammettere più critiche in nessun campo, il che è il modo migliore per correre verso il burrone: se prendi a sassate chiunque ti avverte che sei sulla strada sbagliata, il burrone non puoi certo evitarlo…</strong></p>
<p><strong>7) &#8211; Il combinato disposto del sensazionalismo giornalistico demenziale e dell&#8217;ignoranza produce corbellerie anche esilaranti, ma non per questo innocue. Dell'&#8221;enorme carrarmato parcheggiato al bar&#8221; ho già parlato, con tanto di foto che dimostravano come si trattasse in realtà solo di un banale fuoristrada &#8211; con targa civile! &#8211; sia pure dipinto a mo&#8217; di mezzo militare mimetizzato. Ora una didascalia tra due foto dell&#8217;articolo &#8220;Il Grande Orecchio della politica&#8221;, a pagina 8 del  Corriere della Sera del 4 gennaio dell&#8217;anno nuovo,  ci informa che il famoso Piano Solo preparato dal generale dei carabinieri Giovanni De Lorenzo negli anni &#8217;60 era addirittura &#8220;un progetto di colpo di Stato militare che avrebbe assegnato all&#8217;Arma dei carabinieri il potere in Italia&#8221;. Boom! Mi chiedo quali siano le letture e le fonti informative di certi colleghi. Ma sono costretto a chiedermi anche cosa bevono o &#8220;fumano&#8221; per avere di queste visioni&#8230;</strong></p>
<p><strong>Strano: Saviano su tutto ciò tace. Non &#8220;viene via con me&#8221;&#8230;</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.pinonicotri.it/2011/01/per-la-chiesa-ci-sono-copti-e-copti-protesta-giustamente-per-la-strage-dei-21-ad-alessandria-degitto-ma-continua-a-tacere-sui-1-600-monaci-copti-etiopi-massacrati-dagli-italiani-le-inesistenti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>446</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
