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	<title>ArruotaLibera &#187; via Crucis</title>
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	<description>Critica delle verità ufficiali. Contro l&#039;ipocrisia e l&#039;uso di due pesi e due misure da parte del potere</description>
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		<title>1) &#8211; La follia dell’uscita dall’euro e della “svalutazione competitiva”; 2) &#8211; Le &#8220;sviste&#8221; di &#8220;Chi l&#8217;ha visto?&#8221; per mandare avanti l&#8217;Emanuela Orlandi Show</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Apr 2013 08:10:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pino Nicotri]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[1) &#8211; La follia dell’uscita dall’euro e della “svalutazione competitiva” Mario Lettieri* e Paolo Raimondi** Dopo i recenti exploit populisti in varie regioni europee, anche le elezioni tedesche di settembre potrebbero riservare qualche brutta sorpresa. Infatti in Germania è sorta una nuova formazione politica che mette al centro l’abbandono dell’euro. Noi riteniamo che si debba [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>1) &#8211; La follia dell’uscita dall’euro e della “svalutazione competitiva”</strong></p>
<p>Mario Lettieri* e Paolo Raimondi**</p>
<p>Dopo i recenti exploit populisti in varie regioni europee, anche le elezioni tedesche di settembre potrebbero riservare qualche brutta sorpresa. Infatti in Germania è sorta una nuova formazione politica che mette al centro l’abbandono dell’euro.</p>
<p>Noi riteniamo che si debba dire con chiarezza e documentare con dovizia che l’uscita dall’euro non rappresenta una soluzione ai problemi ma l’inizio di un incubo i cui effetti potrebbero esser ben peggiori di qualsiasi altro scenario.</p>
<p>Non siamo i cantori delle bellezze del Trattato di Maastricht né della “perfezione geometrica” dell’euro. Sappiamo che è stato fatto male, che c’è molto da migliorare. Ma sarebbe pura follia politica ed economica far saltare il processo di unità europea.</p>
<p>Solitamente l’uscita dall’euro viene giustificata con la riacquisizione della sovranità monetaria nazionale e quindi con la possibilità di battere moneta, di emissione di nuovo debito e di svalutazioni competitive.</p>
<p>Queste ultime sono il cavallo di battaglia degli euroscettici, il che rivela una sostanziale ignoranza dei principi basilari dell’economia.</p>
<p>Essi sostengono che il ritorno alla moneta nazionale potrebbe permettere appunto la sua svalutazione, rendendo i prodotti nazionali più competitivi sui mercati internazionali. L’aumento delle esportazioni diventerebbe così il volano della ripresa delle produzioni, dell’occupazione  e dell’intera economia.</p>
<p>La verità è un’altra. Il ritorno alla moneta nazionale, per qualsiasi paese Eu, Italia inclusa, lascerebbe l’intero ammontare del debito pubblico e privato, in larga parte in mani estere, denominato in euro oppure in dollari. Soltanto i cittadini risparmiatori potrebbero convertire i loro risparmi, a cominciare dai bot, in titoli denominati nella nuova moneta nazionale, ma gli altri titoli di debito resterebbero come prima. Comunque la riconversione completa equivarrebbe ad una dichiarazione di default nazionale.</p>
<p>Sarebbe possibile finanziare il debito esistente e aumentarlo, come si propone, soltanto a tassi di interesse molto più alti di quelli attuali. Si ricordi che, dopo la crisi del 1992 e la svalutazione della lira, gli interessi dei bot a breve arrivarono fino al 17%!.</p>
<p>Tutte le importazioni, a cominciare dal petrolio e dal gas, sono calcolate in dollari o in euro. Per l’Italia sarebbe perciò lo sconquasso finale delle sue finanze. Gli aumenti dei costi di importazione e del finanziamento del debito si tradurrebbero inevitabilmente in una inflazione galoppante con una drammatica perdita di potere d’acquisto.</p>
<p>E’ difficile immaginare come si possano così ampliare le fette di mercato per le proprie esportazioni. In questa logica per diventare competitivi occorrerebbe abbattere i costi che ancora una volta colpirebbe il lavoro. Ciò vorrà dire innescare nuovamente quel vortice recessivo fatto di meno reddito, meno consumo, meno produzione, meno entrate fiscali, meno disponibilità di bilancio.</p>
<p>L’economia italiana, sulla scia di quella tedesca, non può competere nei settori legati alle vecchie tecnologie mentre le economie emergenti operano con salari bassissimi. Invece bisognerebbe puntare sulle nuove tecnologie e determinare il prezzo e il mercato sulla base della loro qualità e della loro innovazione.</p>
<p>L’uscita dall’euro anche del più piccolo Paese innesterebbe una reazione a catena che porterebbe progressivamente al collasso dell’Ue. Si metterebbe in moto un’inevitabile guerra commerciale protezionista. Ci rimetterebbero tutti. Anche la Germania.</p>
<p>Sarebbe una destabilizzazione globale! Purtroppo non è impossibile. La storia europea del secolo scorso ha fatto conoscere “cose” che i popoli non avrebbero mai ritenuto possibili.</p>
<p>Certo la situazione attuale non è tollerabile. Non si può permettere che i cittadini siano portati ad una tale disperazione e povertà da voler preferire l’inferno.</p>
<p>A nostro modesto avviso serve più Europa. L’impegno prioritario del costituendo governo dovrebbe mostrare maggiore decisione nel consesso europeo per rendere più efficaci e solidali le scelte politiche ed economiche dell’Unione.</p>
<p>*Sottosegretario all’Economia del governo Prodi **Economista</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p>2) &#8211; Per chi vuole tenersi aggiornato sul modo col quale si continua a mentire sul caso di Emanuela Orlandi in modo da suggestionare il pubblico come fossero tutti beoti e favorire l&#8217;audience, ecco un altro bell&#8217;esempio:</p>
<p><a href="http://www.blitzquotidiano.it/opinioni/nicotri-opinioni/emanuela-orlandi-chi-lha-visto-flauto-mistero-1538698/">http://www.blitzquotidiano.it/opinioni/nicotri-opinioni/emanuela-orlandi-chi-lha-visto-flauto-mistero-1538698/</a></p>
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		<title>Le reazioni demenziali di Israele e degli Usa di fronte all&#8217;ovvio riconoscimento come patrimonio dell&#8217;umanità del luogo dove secondo i cristiani è nato Gesù</title>
		<link>http://www.pinonicotri.it/2012/07/le-reazioni-demenziali-di-israele-e-degli-usa-di-fronte-allovvio-riconoscimento-come-patrimonio-dellumanita-del-luogo-dove-secondo-i-cristiani-e-nato-gesu/</link>
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		<pubDate>Sun, 01 Jul 2012 13:45:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pino Nicotri]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dovrebbe esserci un limite all&#8217;imbecillità e alla protervia, invece stando alle ultime alzate di ingegno del capo del governo di Israele, Benjamin &#8220;Bibi&#8221; Netanyahu, pare che un tale limite non esista. L&#8217;Unesco ha infatti deciso &#8211; ovviamente e finalmente &#8211; che la Chiesa della Natività e la via dei Pellegrini di Betlemme sono due siti [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dovrebbe esserci un limite all&#8217;imbecillità e alla protervia, invece stando alle ultime alzate di ingegno del capo del governo di Israele, Benjamin &#8220;Bibi&#8221; Netanyahu, pare che un tale limite non esista. L&#8217;Unesco ha infatti deciso &#8211; ovviamente e finalmente &#8211; che la Chiesa della Natività e la via dei Pellegrini di Betlemme sono due siti &#8220;patrimonio dell&#8217;intera umanità&#8221;. Per chi non lo sapesse, la Chiesa della Natività sorge sopra la piccola stalla e mangiatoia dove secondo la tradizione cristiana è nato Gesù Cristo. Che Gesù Cristo sia davvero nato lì o che sia mai esistito è una questione dibattuta da secoli, ma nulla toglie al fatto evidente che la Chiesa della Natività è patrimonio dell&#8217;intera umanità. Né più e né meno come i luoghi di credenze simili da parte dei musulmani, dei buddisti, degli induisti, degli ebrei, ecc., per quanto attiene i luoghi fondamentali delle proprie tradizioni e credenze religiose Ed è anzi grave che non siano stati dichiarati patrimonio dell&#8217;intera umanità i vari luoghi della tradizione cristiana a Gerusalemme, dal monte Golgota al luogo ritenuto del sepolcro, dalla via crucis al luogo del fenomenale discorso della Montagna.</strong><span id="more-3669"></span><strong><br />
</strong></p>
<p><strong>Bene. L&#8217;apposito comitato, del quale facco parte 21 Paesi dell&#8217;Unesco, ha preso la sua decisione venerdì 29 giugno, con una maggioranza di 13 contro 8, ed ecco che quel malaccorto chiacchierone di Netanyahu si lancia in una dichiarazione di protesta più stolta del solito: &#8220;E&#8217; una decisione totalmente politica, che danneggia gravemente la convenzione Onu e la sua immagine&#8221;. Evito i commenti. Spero solo che anche in Israele sappiano cosa siano, e le sappiano fare bene, le pernacchie.</strong></p>
<p><strong>Alle parole di Netanyahu hanno fatto eco quelle altrettanto demenziali, oltre che profondamente ipocrite, dell&#8217;ambasciatore Usa presso l&#8217;Unesco, David Killion: &#8220;L&#8217;Unesco non dovrebbe essere politicizzato&#8221;. Più che altro, gli ambasciatori non dovrebbero essere cretini, ma tralasciamo. Il problema è che a chiedere il riconoscimento di quei luoghi come patrimonio dell&#8217;umanità è stata l&#8217;Autorità Nazionale Palestinese a nome della Palestina, non ancora riconosciuta come Stato da nessuno ma dall&#8217;ottobre del 2011 ammessa come membro dell&#8217;Unesco. E come per quella decisione si inferocirono Israele e gli Usa, che per vergognsa rappresaglia tagliarono i fondi all&#8217;Unesco e ne bloccarono altri all&#8217;Anp, così gli stessi Usa e Israele si sono inferociti per il riconoscimento della Chiesa della Natività e della Via dei Pellegrini come appartenenti al patrimonio dell&#8217;intera umanità. Il motivo di tanta malsana rabbia è che ora la Palestina, pur non essendo mai nata come Stato per inimicizia degli Usa e di Israele, ha il suo primo sito storico protetto: e che sito! Addirittura il luogo dove i cristiani credono sia nato Gesù.</strong></p>
<p><strong>Non so chi avrebbe dovuto eventualmante farlo, ma trovo alluncinante che quei due siti, ed altri ancora come quelli sopra nominati, non siano stati già dichiarati da tempo dall&#8217;Unesco patrimonio dell&#8217;umanità. Alla fine i nodi a volte vengono al pettine nel modo meno gradito per i prepotenti e gli stolti.</strong></p>
<p><strong>Un paio di anni fa ero a Betlemme e mentre camminavo ho visto una scritta, Shepherds Field, sopra l&#8217;ingresso di quello che mi è parso un campetto abbandonato, tra l&#8217;albergo dove alloggiavo e un bar ristorante ad esso vicino. Solo dopo un paio di giorni m&#8217;è venuto in mente che quello era il campo dove secondo la tradizione cristiana un angelo ha annunciato ai pastori la nascita di Gesù. Piuttosto emozionato, sono entrato e con meraviglia ho notato che il posto è abbandonato, non c&#8217;è niente e nessuno. Sono arrivato fino al limite opposto all&#8217;ingresso e ho visto che il &#8220;campo dei pastori&#8221; si affaccia su una valletta aldilà della quale sorge, sopra la collina, una colonia israeliana fatta di un nugolo di palazzine tutte eguali tra loro che non c&#8217;entrano assolutamente nulla con il resto del paesaggio, sia abitato che ancora terra e pietre brulle, e che pare una entome massa incombente, pronta a invadere velocemente il resto della valle.</strong></p>
<p><strong>Dopo un lungo attimo di sorpresa ho di colpo capito, come illuminato da un lampo: quella che vedevo davanti a me, la massa di case della colonia israeliana, era l&#8217;ondata pronta a sommergere come uno tsunami non solo la Betlemme palestinese, ma anche quella dei luoghi fondamentali del cristianesimo. L&#8217;ondata avrebbe travolto per primo il dirimpettaio il Campo dei Pastori, poi la Via dei Pellegrini, infine la Natività e poi altro ancora. Ho così capito di colpo anche il senso di quanto mi avevano detto a Gerusalemme alcuni frati cattolici: &#8220;Israele non solo non vuole la pace, per poter cacciare meglio pian piano tutti i palestinesi e gli arabi israeliani, ma rende difficile la vita ai vari luoghi santi del cristianesimo qui a Gerusalemme. Ma anche nell&#8217;intera Palestina e Israele. E&#8217; evidente che vogliono recidere le radici storiche del cristianesimo, impadronirsene loro come vogliono impadronirsi perfino della Spianata delle Moschee. E meno male che i titolari di vari luoghi sacri per noi cristiani  sono palestinesi e non israeliani, altrimenti qui a Gerusalemme il &#8220;taglio&#8221; sarebbe in stato più avanzato&#8221;.</strong></p>
<p><strong>Questi discorsi mi sono sempre parsi eccessivi, condizionati dal bimillenario detestarsi dei cristiani e degli ebrei, ma la valanga in arrivo davanti al Campo dei Pastori di Betlemme mi ha messo una prima pulce nell&#8217;orecchio. Poi m&#8217;è capitato di leggere i libri di Robert Eisenman, docente e archeologo statunitense famoso per gli studi dei testi biblici, dei rotoli del Mar Morto e delle origini del cristianesimo. Ho così scoperto che esiste un irredentismo sionista che non si accontenta della creazione ed espansione di Israele fino ai confini mitologici della Grande Israele, ma reclama per il cosiddetto &#8220;popolo ebraico&#8221; il ruolo che ha avuto nella Storia e nell&#8217;impero romano, fino all&#8217;Europa e all&#8217;Occidente di oggi quindi, ha avuto invece il cristianesimo. Il quale in effetti all&#8217;origine non era altro che una fetta dell&#8217;ebraismo, fetta che da Costantino in poi è stata preferita al resto dell&#8217;ebraismo e usata contro l&#8217;ebraismo. Il sionismo politico rappresentato dal pensiero e dagli scritti di Eisenman ha il debte avvelenato per la conquista romana della Giudea, per l&#8217;assedio e la conquista di Gerusalemme da parte di Vespasiano e Tito, per la distruzione del Tempio da parte dei legionari di Tito e per la cancellazione infine del nome stesso di Giudea da parte di Elio Adriano, che impose invece il nome di Palestina per l&#8217;intero Stato e il nome di Aelia Capitolina per quella che fino ad allora era chiamata Gerusalemme e che è infine tornata a essere indicata con tale nome.</strong></p>
<p><strong>Temo quindi che le guerre di religione non siano affatto finite. Purtroppo però, come è tristemente noto, tali guerre vengono combattute non tra cleri, pensatori e policiti demenziali avvelenati dall&#8217;odio, ma tra interi popoli spinti con entusiamo al massacro. Speriamo che i credenti delle religioni monoteiste riescano a liberarsi dalle tossine e dagli odi reciproci accumulati nei secoli e che il concetto di &#8220;guerra santa&#8221; venga semplicemente bandito, messo fuori legge e persegutio come e più dell&#8217;apologia del fascismo e dei crimini contro l&#8217;umanità.</strong></p>
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		<title>Il momento è grave. Un buon motivo per farci due risate alla faccia del Trota</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 22:20:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Facciamoci nonostante tutto due risate. Nel web non si contano più le battute sul figlio di Umberto Bossi, Di quel Renzo Bossi ribattezzato “il Trota” da quando il padre lo ha definito “più che un delfino una trota” si ride ovunque. In verità ci sarebbe da piangere, visto quanto si mette in tasca del danaro [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Facciamoci nonostante tutto due risate. Nel web non si  contano più le battute sul figlio di Umberto Bossi, Di quel Renzo Bossi ribattezzato “il Trota” da quando il padre lo ha definito “più che un  delfino una trota” si ride ovunque. In verità ci sarebbe da piangere, visto quanto si mette in tasca del danaro pubblico grazie alla sistemazione nella Regione Lombardia procuratagli dal paparino, l&#8217;arcitaliano senatùr Umberto Bossi. Per il quale evidentemente l&#8217;italianissimo &#8220;Tengo famiglia!&#8221; più che un modo di dire è una regola aurea. </strong></p>
<p><strong>- Il Trota ha detto che l’uva passa e manco saluta.</strong></p>
<p><strong>- Il Trota ha detto che ha provato a vendere accendini ai semafori, ma non ha trovato nessun semaforo che fumasse.</strong></p>
<p><strong>- Il Trota ha detto che una volta ha provato a sniffare coca  ma gli sono rimasti incastrati nel naso i cubetti di ghiaccio e il  limone</strong></p>
<p><strong>- Il Trota ha detto che lo spirito santo è quello che ti fa prendere delle sbronze della madonna!</strong></p>
<p><strong>- Il Trota riceve lezioni gratis dal Cepu. Paga per quello che capisce.</strong></p>
<p><strong>- Da quando il Trota si è iscritto al Cepu l’azienda può star tranquilla per i prossimi 15 anni.</strong></p>
<p><strong>- Il Trota ha chiesto al tutor del Cepu se agli esami deve presentarsi digiuno.</strong></p>
<p><strong>- Il Trota ha detto che nelle biblioteche dovrebbero esserci solo porte a libro.<span id="more-3417"></span><br />
</strong></p>
<p><strong>- Il Trota all’orale di Italiano: «Mi dica l’Infinito di Leopardi». E Renzo: «Facile prof, Leopardare».</strong></p>
<p><strong>- Il Trota ha detto che i film di Sordi che ha visto lui si sentono tutti benissimo.</strong></p>
<p><strong>- Il Trota ha detto che è nato con la camicia, ma gli dispiace che sua madre non l’abbia tenuta per ricordo.</strong></p>
<p><strong>- Il Trota ha detto che visto che non ci sono più le mezze stagioni, la pizza la prenderà margherita.</strong></p>
<p><strong>- Il Trota ha detto che il G8 è stato un grande pittore, più grande del suo maestro Cimabue.</strong></p>
<p><strong>- Il Trota ha detto che non vuole incontrare il Dalai Lama perché ha paura che gli sputi.</strong></p>
<p><strong>- Il trota ha detto che in Google Maps la Via Crucis non esiste.</strong></p>
<p><strong>- Il Trota ha detto che tra la Macedonia e il Montenegro c’é il caffé.</strong></p>
<p><strong>- Il Trota ha detto che il comune di Erba è in provincia di Prato.</strong></p>
<p><strong>- Il Trota ha detto che a Bergamo ci sono i bergamaschi e le bergafemmine.</strong></p>
<p><strong>- Il Trota ha detto che il suo conto in banca non è svizzero, è Novi!</strong></p>
<p><strong>- Il Trota ha detto che il nome di Darwin è Ciao.</strong></p>
<p><strong>- Il Trota ha detto che per fare la birra bionda ci vuole l’acqua ossigenata.</strong></p>
<p><strong>- Il Trota ha detto che il più grande eroe della resistenza veniva dall’Emilia Romagna, il Partigiano Reggiano.</strong></p>
<p><strong>- Il Trota sta ancora cercando di capire di chi è la Sorella di Carmen…</strong></p>
<p><strong>- Il Trota ha detto che la Cornucopia è un tradimento masterizzato.</strong></p>
<p><strong>- Il Trota va in giro con una pistola in testa perché sopra c’è scritto Beretta.</strong></p>
<p><strong>- Il Trota ha detto che lo stretto di Messina è un siciliano magro magro.</strong></p>
<p><strong>- Il Trota ha detto: «Ricordo come fosse adesso che quando  studiai l’Illuminismo rimasi affascinato. Tanto che il mio sogno divenne  quello di fare l’elettricista».</strong></p>
<p><strong>- Il Trota ha detto che “il dado è tratto” è uno slogan pubblicitario della Star…</strong></p>
<p><strong>- Il Trota ha detto che per girare i canali di Venezia gli basta il telecomando.</strong></p>
<p><strong>- Il Trota ha detto che ha fatto un corso accelerato di boxe contro i raggi ultraviolenti.</strong></p>
<p><strong>- Il Trota ha detto che l’ottone è quel numerone che si trova tra il settone e il novone.</strong></p>
<p><strong>- Il Trota ha detto che quando è in auto sta molto attento a quello che dice, perché sul cruscotto ci sono delle spie rosse.</strong></p>
<p><strong>- Il Trota ha detto che il movimento 5 stelle si trova nella costellazione del grillo.</strong></p>
<p><strong>- Il Trota ha detto che l’albero maestro è quello che si trova sulle navi scuola.</strong></p>
<p><strong>- Il Trota, quando la sua ragazza gli ha detto che non poteva  fare il bagno al mare perchè aveva le cose sue ha risposto “tranquilla,  te le guardo io”.</strong></p>
<p><strong>- Il Trota ha detto: La Signora Travaglio è sempre incinta…</strong></p>
<p><strong>- Il Trota ritiene che l’I Phon serve a connettersi con l’asciugacapelli.</strong></p>
<p><strong>- Il Trota ha detto che “il codice da Vinci” è il codice fiscale di Leonardo.</strong></p>
<p><strong>- Il Trota ha detto che da quando ha letto sul giornale che il fumo uccide, non compra più il giornale.</strong></p>
<p><strong>- Il Trota ha detto che il tonno si fa male se si taglia con il grissino.</strong></p>
<p><strong>- Il Trota ha detto “ma se nessuno sa fare la manovra, perché non la fanno fare a me che ho preso la patente?”</strong></p>
<p><strong>- Il Trota ha detto: “per recuperare capitali sommersi ci vuole un sottomarino enorme”.</strong></p>
<p><strong>- Il Trota ha chiesto di chi era la festa, al poliziotto che gli ha fatto gonfiare il palloncino.</strong></p>
<p><strong>- Il Trota ha detto che una volta si è dimenticato in casa le  chiavi della macchina e in macchina le chiavi di casa …… lo ha  contattato Silvan!</strong></p>
<p><strong>- Il Trota ha detto che quando il suo papi è caduto voleva chiamare il 118, ma non ricordava il numero</strong></p>
<p><strong>- Il Trota ha detto che per non far cadere il padre di notte dal letto lo farà dormire di giorno</strong></p>
<p><strong>- Il Trota ha detto che in un incidente si è rotto il braccio destro, ma non capisce perché la polizia indaga sul sinistro</strong></p>
<p><strong>- Il Trota ha detto che spiare le coppiette in macchina non è reato ma fecondazione assistita</strong></p>
<p><strong>- Il Trota ha detto che non capisce perché alcune tazzine da caffè hanno il manico a sinistra ed altre a destra</strong></p>
<p><strong>- Il Trota ha detto che ha chiamato il suo cane “Stop” perché è un incrocio</strong></p>
<p><strong>- Il Trota ha detto che non ha bisogno delle chiavi inglesi perché non ha mai avuto una casa a Londra</strong></p>
<p><strong>- Il Trota ha detto che non capisce come mai tutti come password scelgono sempre solo asterischi</strong></p>
<p><strong>- Il Trota ha detto che una gallina può fare un uovo duro se lavora sodo</strong></p>
<p><strong>- Il Trota ha detto che sta scrivendo un libro su se stesso, ma arrivato alla schiena proprio non ci riesce</strong></p>
<p><strong>- Il Trota ha detto che prima di uscire di casa accende tutte le luci per vedere se sono spente</strong></p>
<p><strong>- Il Trota ha detto che le rose senza spine vanno a batteria</strong></p>
<p><strong>- Il Trota ha detto che il Sahara è un deserto e su questo non ci piove…</strong></p>
<p><strong>…. e l’ultima ….</strong></p>
<p><strong>Il Papa non vuole incontrare il Trota perché ha paura di cambiare idea sull’uso del preservativo ……</strong></p>
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