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	<title>ArruotaLibera &#187; terrorismo</title>
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	<description>Critica delle verità ufficiali. Contro l&#039;ipocrisia e l&#039;uso di due pesi e due misure da parte del potere</description>
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		<title>Stiamo tirando troppo la corda</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Oct 2020 06:53:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Galavotti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Politeia]]></category>
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		<description><![CDATA[Ecco un elenco dei messaggi di cordoglio che avrebbero meritato delle precisazioni. Ci si riferisce alle tre persone uccise da un tunisino nella cattedrale di Notre Dame, nel centro di Nizza. Il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin ha riportato le parole del papa: &#8220;assicura la sua vicinanza alla Comunità cattolica di Francia e a [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: small">Ecco un elenco dei messaggi di cordoglio che avrebbero meritato delle precisazioni. Ci si riferisce alle tre persone uccise da un tunisino nella cattedrale di Notre Dame, nel centro di Nizza.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: small">Il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin ha riportato le parole del papa: &#8220;assicura la sua vicinanza alla Comunità cattolica di Francia e a tutto il popolo francese che chiama all&#8217;unità&#8221;.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: small">La vicinanza deve assicurarla anche alla comunità islamica di Francia, in quanto milioni di credenti non hanno nulla a che fare con questi atti terroristici, anzi loro stessi ne sono vittime, rischiando facilmente di diventare il bersaglio di chi compie indebite generalizzazioni. Come quella p.es. di chi parla di &#8220;terrorismo islamico&#8221;, come se chi appartiene a questa religione potesse più facilmente diventare un terrorista.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: small">I cattolici francesi devono in realtà sentirsi uniti agli islamici francesi nella lotta contro ogni forma di estremismo giustizialista in nome della religione.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: small">Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato al Presidente della Repubblica Francese, Emmanuel Macron: &#8220;Nel condannare quest&#8217;ulteriore, deplorevole gesto di violenza, manteniamo ferma la determinazione nel contrastare il fanatismo di qualsivoglia matrice, a difesa di quei principi di tolleranza che costituiscono il tessuto connettivo delle nostre società democratiche&#8221;.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: small">Ottimo. Avrei solo aggiunto, dopo le parole &#8220;qualsivoglia matrice&#8221;, laica o religiosa che sia. Questo perché non siamo così ingenui da pensare che solo un credente possa diventare un fanatico. Non ha senso credere che un laico o un ateo, solo perché tale, abbia la patente della persona tollerante. Il criterio della verità è la pratica.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: small">&#8220;Il vile attacco che si è consumato a Nizza non scalfisce il fronte comune a difesa dei valori di libertà e pace. Le nostre certezze sono più forti di fanatismo, odio e terrore. Ci stringiamo ai familiari delle vittime e ai nostri fratelli francesi. Nous Sommes Unis!&#8221;. Lo scrive il premier Giuseppe Conte.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: small">Non ho capito: siamo già uniti contro qualcuno? Dobbiamo considerare i nostri &#8220;fratelli francesi&#8221;, quelli laici o cattolici, migliori degli islamici presenti in Francia? Non sono forse anche quelli nostri &#8220;fratelli&#8221;? Sono cittadini francesi, anzi europei, pagano le tasse come noi, obbediscono alle leggi come noi. Con chi dobbiamo fare &#8220;fronte comune&#8221; per combattere &#8220;fanatismo, odio e terrore&#8221;? Con una parte della società contro l&#8217;altra? Rischiando così di far scoppiare dei pogrom razzistici? O delle guerre di religione?</span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: small">&#8220;L&#8217;Italia ripudia ogni estremismo e resta al fianco della Francia nella lotta contro il terrorismo e ogni radicalismo violento&#8221;. Lo scrive il ministro degli Esteri Luigi Di Maio.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: small">Giusto. E l&#8217;Italia soprattutto teme l&#8217;istigazione alla violenza, per cui raccomanda prudenza, tatto, diplomazia quando si difendono le ragioni di qualcuno senza considerare le ragioni di chi la pensa diversamente. Non si può dire infatti che le recenti dichiarazioni di Macron, che hanno fatto infuriare due miliardi di musulmani, sia andate in questa direzione.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: small">&#8220;Contro il terrorismo dobbiamo essere capaci di unirci come comunità, rispondendo con fermezza e affermando i nostri valori&#8221;. Lo scrive il presidente della Camera, Roberto Fico. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: small">Quali &#8220;nostri valori&#8221;? Quelli cattolici? La Francia è la patria del laicismo. Quelli laici? La Francia cade spesso nella tentazione di trasformare il laicismo in una nuova religione, da contrapporre in questo caso all&#8217;Islam. Forse i valori occidentali? Ma anche gli immigrati francesi, dopo un po&#8217; che vivono da noi, e soprattutto se decidono di non tornare ai loro paesi d&#8217;origine, dobbiamo considerarli occidentali come noi. Non possiamo ghettizzarli, anche perché nella UE sono decine di milioni di persone. Dunque non restano che i valori umani. E noi non possiamo certo dire che gli islamici ne siano privi. Li ha riconosciuti persino il papa nella sua ultima enciclica.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: small">La cancelliera tedesca Angela Merkel ha scritto in un messaggio pubblicato dal suo portavoce, Steffen Seibert: &#8220;La Germania è con la Francia in questo momento difficile&#8221;. Anche il primo ministro britannico Boris Johnson ha scritto: &#8220;Il Regno Unito è al fianco della Francia nella lotta al terrore e all&#8217;intolleranza&#8221;.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: small">Cioè si fa fronte comune tra due Stati contro chi? Anche gli immigrati islamici residenti in Francia sono cittadini francesi. Se dovesse scoppiare una guerra, quanti cittadini islamici francesi contribuirebbero a difendere la loro nazione? È naturale che sia così. Che senso ha che uno Stato dichiari la propria solidarietà a un altro Stato quando non è in corso alcuna guerra contro un terzo Stato? Queste espressioni nazionalistiche non fanno bene alla pace nel mondo.</span></span></p>
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		<title>L&#8217;ARABIA SAUDITA FINAZIA IL TERRORISMO? COMPRESO l&#8217;11 SETTEMBRE DELLE TWIN TOWERS di NEW YORK?</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Jan 2015 17:17:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pino Nicotri]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[11 settembre]]></category>
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		<description><![CDATA[USA: declassificare i documenti sui finanziatori dell’11 Settembre   Paolo Raimondi* Mario Lettieri**    Il 7 gennaio, mentre a Parigi i giornalisti di Charlie Hebdo venivano massacrati dai terroristi islamici, a Washington si teneva un’importante conferenza stampa sulla necessità di rendere pubbliche le 28 pagine della Relazione d’Inchiesta del Congresso americano del 2002 che rivelerebbero [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>USA: declassificare i documenti sui finanziatori dell’11 Settembre</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Paolo Raimondi* Mario Lettieri** </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Il 7 gennaio, mentre a Parigi i giornalisti di Charlie Hebdo venivano massacrati dai terroristi islamici, a Washington si teneva un’importante conferenza stampa sulla necessità di rendere pubbliche le 28 pagine della Relazione d’Inchiesta del Congresso americano del 2002 che rivelerebbero i finanziamenti dell’Arabia Saudita ai terroristi dell’11 Settembre. Queste pagine furono secretate dal presidente George Bush. Purtroppo lo sono ancora.</strong></p>
<p><strong>La citata conferenza stampa è stata tenuta dall’ex senatore democratico Bob Graham insieme a due deputati, il repubblicano Walter Jones e il democratico Stephen Lynch, e alla co-presidente dell’Associazione delle Famiglie e dei Sopravvissuti dell’11/9, la signora Terry Strada.</strong></p>
<p><strong>Secondo noi si tratta di un evento politico di grandissima rilevanza che può contribuire a rendere più efficace la lotta al terrorismo e al fondamentalismo. Purtroppo la grande stampa europea ed internazionale lo ha ignorato. E’ davvero singolare se si considera che si dice a gran voce di voler colpire alla radice i sostenitori ed i finanziatori del terrorismo.</strong></p>
<p><strong>Bob Graham, che è stato anche governatore della Florida e membro del Senato Federale per tre mandati, nel 2001-2 era presidente della Commissione d’Intelligence del Senato.</strong></p>
<p><strong>Dopo l’attentato alle Torri Gemelle fu copresidente della Commissione d’Indagine conoscitiva attivata dalle Commissioni di Intelligence del Senato e della Camera.</strong></p>
<p><strong>Nel dicembre del 2002 venne redatto un rapporto di oltre 800 pagine. Quando però sei mesi dopo tale documento fu declassificato, si scoprì che 28 pagine mancavano. Proprio quelle che spiegavano il ruolo dell’Arabia Saudita nel finanziamento dei terroristi e dell’attentato dell’11/9.  </strong></p>
<p><strong>Va sottolineato che allora una maggioranza bipartisan di senatori e deputati, tra cui anche Joe Biden, attuale vice presidente, John Kerry, oggi Segretario di Stato e Hillary Clinton, si appellarono a Bush affinché le rendesse pubbliche, in quanto non pregiudizievoli per la sicurezza nazionale. Non vi riuscirono.</strong></p>
<p><strong>Perciò in questi anni il senatore Graham non ha mai smesso di chiederne la pubblicazione. Egli ne conosce bene il contenuto avendolo redatto e sottoscritto. Più volte ha portato alla luce dettagli importanti del coinvolgimento saudita nell’11/9. Ma, fintanto che il Presidente americano non le rende pubbliche per decreto, egli è tenuto al segreto sul contenuto delle 28 pagine.</strong></p>
<p><strong>Sic stantibus rebus, reputiamo che il contributo migliore alla verità sia citare parti dell’intervento svolto a Washington dal senatore Graham. “I Sauditi, ha detto, sanno quello che hanno fatto. Non sono persone che non conoscono le conseguenze delle azioni del loro governo. I Sauditi sanno che noi sappiamo quello che hanno fatto. Persone del Governo americano hanno letto le 28 pagine e hanno letto anche tutti gli altri documenti che sono stati fino ad oggi secretati. E i Sauditi lo sanno.”</strong></p>
<p><strong>“Quale potrebbe essere la reazione dei Sauditi che osservano come gli USA abbiano assunto una posizione di passività o di vera ostilità a che questi fatti siano resi pubblici? ”, ha chiesto il senatore.</strong></p>
<p><strong>“Bene, ha aggiunto Graham, per prima cosa essi hanno continuato e forse accresciuto il loro sostegno allo wahabismo, una delle forme più estremiste dell’Islam, a livello mondale ed in particolare nel Medio Oriente. In secondo luogo hanno sostenuto il fervore religioso delle organizzazioni che portavano avanti queste forme estreme di Islam con appoggi finanziari e di altro tipo. Queste comprendono moschee, madras e strutture militari. Al Qaeda era una creatura dell’Arabia Saudita e gruppi regionali come quello di Shabaab, (la cellula somala di Al Qaeda) sono stati in gran parte creature dell’Arabia Saudita; e adesso l’ISIS è l’ultima creatura… l’ISIS è una conseguenza non una causa, è una conseguenza dell’espandersi dell’estremismo in gran parte sostenuto dall’Arabia Saudita:.” Il senatore americano ha poi detto: ”La conseguenza della nostra passività nei confronti dell’Arabia Saudita ha fatto anche tollerare una moltiplicazione di organizzazioni violente, estreme e fortemente dannose per la regione mediorientale e una minaccia a tutto il mondo, come abbiamo visto questa mattina a Parigi.”</strong></p>
<p><strong>Trattasi di accuse molto gravi che, data l’autorevolezza della fonte, richiedono il massimo di chiarezza.</strong></p>
<p><strong>Alla conferenza i deputati Jones e Lynch hanno annunciato di aver presentato alla Camera una risoluzione, la H Res. 14, per richiedere al Presidente Obama di togliere il segreto alle suddette 28 pagine.</strong></p>
<p><strong>Sia il testo della legge che il video della conferenza stampa sono disponibili sui siti dei due parlamentari, <a href="http://www.jones.gov/">www.jones.gov</a> e <a href="http://www.lynch.gov/">www.lynch.gov</a> .</strong></p>
<p><strong>La signora Terry Strada, da parte sua, ha ribadito che “tutti sanno che Al Qaeda e Osama bin Laden ci hanno attaccato l&#8217;11/9, ma questa è solo metà della verità. Crediamo che l&#8217;altra metà stia nelle 28 pagine redatte dalla Commissione d&#8217;Inchiesta”. “Dobbiamo declassificarle e denunciare i finanziatori dell&#8217;attacco terroristico e intraprendere azioni contro di loro”, perché, ha aggiunto, “le famiglie delle vittime e dei sopravvissuti dell’11/9 hanno il diritto di conoscere la verità”.</strong></p>
<p><strong>A questo punto sarebbe opportuno che non solo i singoli Stati ma anche l’Unione Europea sollecitassero l’Amministrazione Obama per ottenere il massimo di trasparenza su una vicenda tanto dolorosa quanto inquietante.</strong></p>
<p>*Economista</p>
<p>**già Deputato e Sottosegretario all’Economia</p>
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		<title>Ogni morte, palestinese o israeliana che sia, pesa sulle nostre coscienze come un macigno. La Comunità Internazionale ne porta le responsabilità</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jul 2014 22:46:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pino Nicotri]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ogni morte, palestinese o israeliana che sia, pesa sulle nostre coscienze come un macigno La Comunità Internazionale ne porta le responsabilità Ogni morte ci diminuisce! AssoPacePalestina ritiene che l&#8217;assassinio dei tre giovani coloni israeliani sia un crimine che non può essere giustificato e che coloro che  lo hanno commesso non siano certamente &#8220;eroi&#8221;. Hanno  tolto [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div dir="ltr">
<div><a href="http://www.pinonicotri.it/wp-content/uploads/2014/07/ASSOPACE-PALESTINA-Logo-Facebook.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4710" title="TESSERA ASSOPACE 2011-TESSERA" src="http://www.pinonicotri.it/wp-content/uploads/2014/07/ASSOPACE-PALESTINA-Logo-Facebook.jpg" alt="" width="500" height="500" /></a></div>
<div><strong>Ogni morte, palestinese o israeliana che sia, pesa sulle nostre coscienze come un macigno</strong></div>
<p><strong>La Comunità Internazionale ne porta le responsabilità</strong></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: small;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: small;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: small;"><strong>Ogni morte ci diminuisce!</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: small;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><strong>AssoPacePalestina ritiene che l&#8217;assassinio dei tre giovani coloni israeliani sia un crimine che non può essere giustificato e che coloro che  lo hanno commesso non siano certamente &#8220;eroi&#8221;.</strong></span></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: small;"><strong>Hanno  tolto la vita a tre persone disarmate e minato  fortemente la causa palestinese, oltretutto nel momento in cui si era formato un governo di  unità nazionale.</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: small;"><strong>Tutto ciò però non giustifica minimamente le rappresaglie messe in atto dal governo israeliano, che per ricercare i tre giovani e trovare i responsabili ha messo a ferro e fuoco un’intera popolazione punendola collettivamente per un crimine commesso da precisi responsabili.</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: small;"><strong>Ogni morte, palestinese o israeliana che sia, pesa sulle nostre coscienze come un macigno.</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: small;"><strong>Pesa sulle responsabilità della Comunità Internazionale che, pur essendo consapevole delle persistenti violazioni delle risoluzione delle Nazioni Unite e dei diritti umani da parte del governo Israeliano, non ne fa pagare il prezzo a Israele, limitandosi a semplici rimbrotti.</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: small;"><strong>Nel leggere le dichiarazioni di Ministri israeliani e dello stesso primo ministro si resta annichiliti per la volontà distruttiva che esprimono.</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: small;"><strong>Demolire le case delle famiglie dei  due presunti colpevoli fa parte di una cultura della vendetta che dovrebbe appartenere al passato tribale, ma di cui Israele è talmente intrisa da applicarla continuamente nella totale impunità.</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: small;"><strong>Fa parte della lucida operazione di distruzione della società e della cultura palestinese l&#8217;aver attaccato e distrutto in queste settimane di rappresaglia centri culturali, luoghi di comunicazione, case editrici, archivi. </strong></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: small;"><strong>Quattordicimila soldati sono stati mandati nelle case, nei villaggi e nelle città, distruggendo vite, beni, risorse:  ben dieci persone sono morte, tra cui bambini uccisi durante le incursioni. Erano tutti disarmati. Più di 500 persone sono state sequestrate ed incarcerate.</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: small;"><strong>Nessuno dei nostri uomini o donne di Stato ha rivolto loro un pensiero o ha chiesto ad Israele di fermare la punizione collettiva di un intero popolo.</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: small;"><strong>AssoPacePalestina chiede all&#8217;Unione Europea, al nostro governo e a tutte le Istituzioni Internazionali, di non considerare più Israele al di sopra della legge; di  ascoltare e dare forza alle voci che arrivano anche da Israele, come quella dell&#8217;ex Presidente del suo Parlamento, Avraham Burg, o quella dei parenti delle vittime israeliane, che si mischia alla voce dei parenti delle vittime palestinesi e chiede di porre fine alla violenza e all&#8217;ingiustizia. </strong></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: small;"><strong>E&#8217; l&#8217;appello lanciato da palestinesi e israeliani che ritengono che la pace sia possibile e necessaria ai due popoli, ma che la pace non potrà esserci  se la Comunità Internazionale non opererà per la fine dell&#8217;occupazione e della colonizzazione della terra di Palestina.</strong></span></p>
<div><span style="font-size: small;"><strong>Ed è l&#8217; appello che AssoPacePalestina fa proprio.</strong></span></div>
<p><span style="font-size: small;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><strong>AssopacePalestina</strong></span></p>
<p><a href="http://www.assopacepalestina.org/" target="_blank"><span style="font-size: small;"><strong>www.assopacepalestina.org</strong></span></a></p>
<p><span style="font-size: small;"><strong>info Luisa Morgantini – <a href="mailto:lmorgantiniassopace@gmail.com" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">lmorgantiniassopace@gmail.com</span></a> </strong></span></p>
</div>
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		<title>Egitto, fine delle illusioni occidentali sulla bontà dei colpi di Stato in casa altrui quando ci fa comodo.</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Aug 2013 14:19:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pino Nicotri]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[La tragedia egiziana ha posto la parola fine a un’altra illusione dell’Occidente, e dell’Europa in particolare: all’illusione, vale a dire, che i colpi di Stato militari possano arginare man mano e una volta per tutte le spinte popolari extra occidentali che per un motivo o per l’altro non ci piacciono. Quest’illusione si fonda sul fatto [&#8230;]]]></description>
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<p><strong>La tragedia egiziana ha posto la parola fine a un’altra illusione dell’Occidente, e dell’Europa in particolare: all’illusione, vale a dire, che i colpi di Stato militari possano arginare man mano e una volta per tutte le spinte popolari extra occidentali che per un motivo o per l’altro non ci piacciono. Quest’illusione si fonda sul fatto che di norma gli ufficiali militari che costituiscono l&#8217;ossatura delle forze armate altrui sono stati formati quasi tutti nelle più prestigiose accademie e scuole militari degli Usa e dell’Europa. Quelle italiane, per esempio,  hanno contribuito a formare il colonnello Gheddafi e il generale Siad Barre, ex sottotenente dei carabinieri italiani, diventati a suo tempo con i rispettivi colpi di Stato i padroni di lungo corso della Libia il primo e della Somalia il secondo. Finiti entrambi come sono finiti: ucciso dai ribelli il primo, cacciato a furor di popolo il secondo.</strong></p>
<p><strong>In Tunisia il generale Ben Ali, che nel 1987 abbatté con un colpo di Stato morbido il presidente Bourguiba prima di essere cacciato a sua volta con la cosiddetta “primavera araba” nel gennaio 2011, si guadagnò i gradi nella prestigiosa Ecole spéciale militaire de Saint-Cye e nell’Ecole d’application de l’artillerie de Chalons-sur-Marne, per poi perfezionarsi nella Senior Intelligence School e infine nella School for Anti-Aircraft Field Artillery negli Usa. E a metterlo in sella a Tunisi furono i nostri segreti militari, che seppero agire con discrezione: Bourguiba fu deposto per senilità a 84 anni e fatto accudire da una equipe di medici nel suo dorato palazzo di Monastir.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>E&#8217; francamente incomprensibile, se non con l&#8217;odio verso gli islamici in generale, la simpatia con la quale soprattutto in Italia è stato accolto il colpo di Stato che in Egitto ha portato in galera il presidente Mohamed Morsi. Candidato dei Fratelli Musulmani, Morsi nel giugno dell&#8217;anno scorso ha vinto le prime elezioni libere e democratiche egiziane, che hanno posto fine ai quasi 30 anni di potere di Hosmi Mubarak, generale dell&#8217;aeronautica diventato presidente. I generali che hanno deposto e arrestato Morsi, primo non militare diventato presidente,li abbiamo applauditi come “salvatori della democrazia”, nonostante siano stati le colonne portanti del potere man mano sempre più duro di Mubarak. Il precedente algerino avrebbe dovuto invece farci riflettere di più, ma si è preferito ignorarlo. Purtroppo i fatti però sono testardi, e continuano a esistere anche se non se ne parla. Com’era prevedibile, in Egitto si sta ripetendo infatti quanto successo in Algeria nel 1992, quando alla vittoria schiacciante del Fronte Islamico di Salvezza Nazionale, che nel primo turno delle libere elezioni aveva riportato nel dicembre 1991 il 60% dei voti, l&#8217;esercito applaudito dall’intero Occidente rispose con un golpe. Golpe che se ha rassicurato in particolare la Francia, ha però aperto la strada a una guerra civile particolarmente feroce, che ha mietuto centinaia di migliaia di morti. E che tuttora lascia aperta la porta ad altre possibili convulsioni dagli sbocchi potenzialmente ancora più gravi.<span id="more-4284"></span><br />
</strong></p>
<p><span style="font-weight: bold;">Un tentativo di derubare della vittoria elettorale gli islamici è stato fatto anche in Tunisia dopo la cacciata nel 2011 di Ben Alì, padrone di fatto del Paese per 23 anni di fila. Nonostante la chiara, indiscutibile vittoria del partito islamico Ennahda, l’appoggio soprattutto italiano è andato alle proteste di un partitello dal nome francese di “&#8221;Petition populaire&#8221;, fondato da un miliardario inglese di origine tunisina diventato famoso per le sue promesse mirabolanti, tra le quali un ponte da Tunisi alla Sicilia. I seguaci del miliardario per un po’ hanno messo a soqquadro la cittadina di Sidi Bouzid, incendiando il tribunale e saccheggiando negozi e uffici. In quasto caso però i militari hanno preferito rimanere al loro posto.</span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Come è noto, la strategia dei colpi di Stato militari, sempre sanguinosi e sfociati in dittature feroci, a tutto vantaggio dell’Occidente, in particolare della Nato, ha funzionato per decenni in Centro e Sud America, in Indonesia, Congo, Iran, Pakistan, ecc. Ce n’è stata una intera serie perfino nell’europea Grecia e nella vicina Turchia, entrambi Paesi membri della Nato, ed erano golpe foraggiati soprattutto dagli Usa per &#8220;difendere il mondo libero&#8221;, cioè non comunista. Alla Casa Bianca erano preoccupati per la tenuta del fianco orientale della Nato in zone del pianeta confinanti con l’allora esistente Unione Sovietica, il gigante comunista dal formidabile armamento anche atomico, ma dai piedi d’argilla per mancanza di industria leggera, benessere e libertà politiche. Crollata l&#8217;Urss e scomparso &#8220;il pericolo comunista&#8221;, sono stati velocemente sostituiti con l&#8217;Islam e &#8220;il pericolo islamico&#8221;, così come la &#8220;guerra fredda&#8221; è stata sostituita con la &#8220;guerra mondiale al terrorismo&#8221;. Invenzione quest&#8217;ultima che ha permesso all&#8217;enorme apparato industriale bellico di continuare a prosperare. Il tutto ha permesso anche il riciclaggio del golpismo in chiave &#8220;democratica&#8221;, ma l&#8217;illusione non è durata molto.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Il caso vuole che &#8220;i bei tempi&#8221; del golpismo filo occidentale facile e vincente sono finiti proprio nella Turchia dove erano iniziati con il golpe di Kemal Ataturk, il padre della moderna Turchia:  nata laica nel 1923 e rimasta tale mentre nel resto del mondo musulmano soffiavano il vento islamico prima e quello islamista dopo.</strong></p>
<p><strong>Iniziato il nuovo millennio, in Turchia sono diventati rispettivamente capo dello Stato e primo ministro Abdullah Gül e Tayyip Erdogan, entrambi leader del Partito per la Giustizia e lo Sviluppo (AKP), formazione islamica e conservatrice nata nel 2001. Man mano che i voti dell&#8217;AKP crescevano i governi provvedevano a limare il potere dei militari, considerati sin dal varo della  costituzione kemalista i guardiani, i custodi e i garanti non solo dell’integrità territoriale, ma anche della laicità dello Stato. I conti con i militari sono stati infine regolati di recente con il processo noto come Ergenekon, concluso con una quindicina di  ergastoli comminati ad alti papaveri con le stellette accusati di progettare un golpe. Fra i nomi eccellenti, Ilker Basbug, ex capo di stato maggiore, e Veli Kacuk, ex capo dell’esercito.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Come le atomiche, l&#8217;industria automobilistica, quella areonautica, degli armamenti, cinematografica, giornalistico televisiva, ecc., e lo sviluppo economico impetuoso non sono più esclusivo appannaggio europeo e statunitense, così non lo sono più le accademie e le buone scuole militari. La loro influenza nel resto del mondo è molto ridimensionata, se non finita. Lo dimostra clamorosamente la pioggia di ergastoli turchi: nell&#8217;ex Terzo Mondo, nei Paesi in via di sviluppo diventati in gran parte anche loro Paesi sviluppati, è finita sia l&#8217;epoca dei golpe &#8220;anticomunisti&#8221; che di quelli &#8220;filodemocratici&#8221;. Pare sia arrivata l&#8217;epoca nella quale fare i conti senza filtri e barriere protettive con le scelte elettorali delle popolazioni, e governi conseguenti, ci piacciano o no.</strong></p>
<p><strong>Triste ironia della sorte, questa nuova tragedia epocale avviene nella stessa città, Il Cairo, dove l&#8217;allora neo eletto Obama promise &#8220;nuovi rapporti col mondo slamico&#8221;: s&#8217;è visto&#8230; In quanto a chiacchiere anche Obama sta bene. Molto bene. La democrazia in casa altrui ci va bene solo se non intacca i notri privilegi e il nostro predominio.</strong></p>
<p><strong>I militari egiziani &#8211; e varie cancellerie europee &#8211; pare però non abbiano ancora capito il senso e la prtata del nuovo trauma egiziano. Avanti di questo passo, al Cairo rischiano &#8211; e noi rischiamo in Europa &#8211; di capirlo in modo ben più traumatico dei loro colleghi di Ankara.</strong></p>
<div><strong><br />
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		<title>Romanzo &#8211; e verità &#8211; di una strage: quella di piazza Fontana del 12 dicembre 1969. E della perdita della nostra innocenza.</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Apr 2012 19:50:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pino Nicotri]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pinonicotri.it/wp-content/uploads/2012/04/nicotri-RCF-030412.mp3"><strong>nicotri RCF 030412</strong></a></p>
<p><strong>Questo qui sopra è il link del file dell&#8217;intervista che mi ha fatto Radio Città Futura il 3 aprile riguardo le polemiche feroci nate dal film di Marco Tullio Giordana &#8220;Romanzo di una strage&#8221;. Il film è stato tratto dal libro &#8220;Il segreto di piazza Fontana&#8221;, scritto dal mio amico e collega Paolo Cucchiarelli, il quale sostiene che a piazza Fontana le bombe erano in realtà due. Una di scarsa potenza messa molto probabilmente dall&#8217;anarchico Pietro Valpreda, incolpato subito della strage a mo&#8217; di capro espiatorio e uscito indenne di scena dopo qualche anno di galera grazie al sottoscritto e a Mario Scialoja de L&#8217;Espresso. L&#8217;altra, di potenza devastante, messa da un provocatore prezzolato somigliante a Valpreda per poterlo incastrare, come in effetti avvenne. Per reazione a quella strage e al disegno autoritario che le stava dietro nacque il terrorismo di sinistra, dagli anni delle bombe fasciste e di Stato agli anni di piombo. Qualcuno &#8211; mi pare il sindaco di Milano Giuliano Pisapia &#8211; ha detto che il 12 dicembre 1969 noi italiani, e non solo quelli della nostra generazione, abbiamo perso la nostra innocenza. E&#8217; vero.</strong></p>
<p><strong>Prima che Cucchiarelli scrivesse il libro ho parlato con lui un paio di volte, raccontandogli le cose che mi sono tenuto dentro per decenni e alle quali ho accennato a volte nel nostro blog. </strong></p>
<p><strong>Quando mi hanno intervistato non avevo ancora visto il film e non volevo vederlo: meglio guardare avanti che indietro. Per giunta, così in profondità&#8230;. Poi su consiglio di Scialoja tre giorni fa sono  andato a vederlo. E oggi a Cucchiarelli ho scritto questa lettera:</strong></p>
<p><strong>&#8220;Caro Paolo, il film non lo avevo ancora visto e non volevo vederlo. Poi Mario Scialoja m&#8217;ha chiesto un commento al suo blog dedicato proprio al film e alla strage, e m&#8217;ha detto che  valeva la pena lo vedessi. Molto potenti, e per me emotivamente insostenibili, le scene delle manifestazioni di massa. Di forte impatto la scena dell&#8217;esplosione che si riversa sulla piazza. M&#8217;è venuta in mente la scena del film Vajont di Martinelli nella quale l&#8217;arrivo dell&#8217;onda che spazzerà via mille vite umane e qualche paese è preceduta dal vento spinto avanti in crescendo dall&#8217;acqua che avanza tutto travolgendo. Una scena che ferma il tempo. Ti inchioda al dolore. Ti inchioda al riviverlo&#8230;. Il vento in arrivo ti succhia via il fiato, ti svuota i polmoni, l&#8217;irrompere della massa d&#8217;acqua ti annega nei ricordi&#8230;<span id="more-3576"></span><br />
</strong></p>
<p><strong>Su Padova si poteva dire molto di più, e su argomenti robusti. Mi ha fatto ridere sentire Pietro Calogero parlare in italiano privo del suo lugubre e involuto accento calabrese. Ho rivissuto tutto, anche perché ricordo tutto e tutti perfettamente, e mi ha meravigliato quante cose mancavano.  Il film poteva colpire più a fondo e più duramente. Sono stato male, davvero male, solo per alcune scene, poche per fortuna.</strong></p>
<p><strong>Del film NON mi è piaciuta la figura di Calabresi, ho trovato molto strana la completa assenza di Andreotti e non credibili le scene degli interrogatori nella questura di Milano così a-storicamente prive di violenza. Suggestiva, ma assolutamente impossibile, la scena in cui  Calabresi sente il tonfo del corpo di Pinelli sul cortile: una forzatura per palati grossolani.</strong></p>
<p><strong>Sofri? Non capisco perché gli rispondi, elevandolo a interlocutore. Prima si decida ad ammettere le sue responsabilità riguardo l&#8217;uccisione di Calabresi, piantandola con la barzelletta del &#8220;complotti&#8221; contro di lui e contro Lotta Continua. I complotti si fanno mirando a un obiettivo. Che cavolo di obiettivo ci poteva essere a &#8220;complottare&#8221; contro Sofri e altri rimasugli negli anni in cui è stato accusato di quell&#8217;omicidio? In ogni caso le sentenze andrebbero rispettate, e non solo quando condannano &#8220;gli altri&#8221;. E se vogliamo davvero voltar pagina, chi è in grado di riempirne gli spazi vuoti dovrebbe farlo.</strong></p>
<p><strong>Vuoi ridere? Davanti a me, nel mio studio a casa mia, è appese alla libreria sulla mia destra un quadretto sobriamente incorniciato. Contiene la foto della famosa borsa che diedi a Scialoja perché la consegnasse il giorno dopo a Milano al magistrato Gerardo  D&#8217;Ambrosio. Consegna che innescò il noto terremoto, che ha portato Valpreda fuori dal carcere e ha catapultato me nel giornalismo, nella vita che ho condotto e che conduco, a Milano da 32 anni e ogni tanto a passeggio in centro passando da piazza Fontana&#8230; </strong></p>
<p><strong>Un abbraccio.</strong></p>
<p><strong>pino</strong></p>
<p><strong>P. S. Usciti dal cinema, ho voluto tornare a casa col tram. Numero 15. Dal capolinea di piazza Fontana. Ogni volta che passo per quella piazza guardo verso la banca e penso a come è strana la vita. Loro dalla bomba sono stati massacrati.  Io invece sono stato scaraventato nel giornalismo, ho girato il mondo, ho vissuto amori, amicizie, ho avuto fortuna,  ho avuto più di quanto meritassi e sono qui.  Come posso sentirmi innocente?</strong></p>
<p><strong>Someone was hurt long time ago&#8230;</strong></p>
<div><span style="font-family: Helvetica; font-size: large;"> </span></div>
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		<title>Il collega Enzo Magosso ha scritto una verità scomoda, e cioè che i carabinieri di Milano sapevano con sei mesi di anticipo che Walter Tobagi, ucciso il 28 maggio 1980, era nel mirino dei terroristi. E per averla scritta lo hanno condannato. Una sentenza che il processo d&#8217;appello deve cancellare, se la libertà di stampa non è diventata un&#8217;auto priva di benzina e con i freni in azione</title>
		<link>http://www.pinonicotri.it/2009/10/ha-scritto-una-verita-scomoda-e-cioe-che-i-carabinieri-di-milano-sapevano-con-sei-mesi-di-anticipo-che-walter-tobagi-era-nel-mirino-dei-terroristi-ma-non-mossero-un-dito-eppure-lo-hanno-condannato/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 16:02:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pino Nicotri]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[terrorismo]]></category>
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		<category><![CDATA[Walter Tobagi]]></category>

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		<description><![CDATA[In vista del processo di appello che inizia domani, 13 ottobre, a Milano, questa mattina ho assistito alla conferenza stampa del collega Enzo Magosso, condannato in primo grado dal tribunale di Monza a pagare 240 mila euro di risarcimento per &#8220;danni morali e all&#8217;immagine&#8221; al generale dei carabinieri Alessandro Ruffino e alla sorella del defunto [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>In vista del processo di appello che inizia domani, 13 ottobre, a Milano, questa mattina ho assistito alla conferenza stampa del collega Enzo Magosso, condannato in primo grado dal tribunale di Monza a pagare 240 mila euro di risarcimento per &#8220;danni morali e all&#8217;immagine&#8221; al generale dei carabinieri Alessandro Ruffino e alla sorella del defunto generale Umberto Bonaventura a causa di una intervista a un sottufficiale dei carabinieri in pensione, Dario Covolo, pubblicata sul settimanale Gente del 17 giugno 2004. Covolo aveva raccontato come i carabinieri dell&#8217;antiterrorismo di Milano non avessero mosso un dito pur avendo saputo con sei mesi di anticipo da un loro confidente militante della sinistra armata &#8211; il postino Rocco Ricciardi, di Varese &#8211; che il giornalista Walter Tobagi era nel mirino dei terroristi della Brigata XXVIII Marzo che in seguito, il 28 maggio 1980, lo uccisero davvero.<br />
Al processo a Monza non solo Covolo ha ribadito tutto, ma il generale dei carabinieri in pensione Nicolò Bozzo ha consegnato vari elementi che smentivano la tranquillizzante versione ufficiale dei suoi ex colleghi milanesi.<br />
Nei giorni scorsi ho avuto modo di vedere un altro documento, che per fortuna Magosso è riuscito a procurarsi, che inchioda alle loro responsabilità alcuni carabinieri ex responsabili dell&#8217;antiterrorismo di quell&#8217;epoca. Non solo è incomprensibile, contro la logica, se non vergognoso che Magosso sia stato condannato, ma sarebbe ancor più grave se in appello la condanna venisse confermata, pur se magari ridimensionata. Sarebbe  grave perché si tratterebbe di un altro colpo alla libertà di stampa.<br />
E&#8217; certamente non vero che in Italia non esiste la libertà di stampa o che sia minacciata da un &#8220;regime&#8221;. E&#8217; però certamente vero che la libertà di stampa somiglia sempre di più a un&#8217;auto che c&#8217;è, sì, ma alla quale si centellina la benzina e si preme sul freno per ridurne drasticamente la velocità e i movimenti. Da qualche tempo si aziona anche il freno a mano…<br />
Non è solo un problema di Magosso o dei giornalisti in blocco. E&#8217; anche un problema dei cittadini tutti, perché la libertà se priva di una informazione non condizionata e non intimidita, è una libertà manovrabile e manovrata, perciò tendenzialmente in pericolo.</strong></p>
<p>POST SCRIPTUM</p>
<p>Ho assistito all&#8217;intera udienza tenuta nella mattinata di oggi, 14 ottobre. La prossima udienza, conclusiva e forse seguita dalla sentenza, è stata fissata per le ore 9 del 3 novembre. La prima cosa che mi ha colpito è stata la mancanza di qualunque giornalista del Corriere della Sera, che pure è il giornale per il quale Tobagi lavorava e per il quale ci ha rimesso lavita. Non mi par poco. Come giornalisti, c&#8217;eravamo solo Franco Abruzzo, ex presidente dell&#8217;Ordine dei Giornalisti di Milano, Davide Moro, della Fininvest, Ilaria Cavo e io. Pochi, direi. Troppo pochi. Grave anche la mancanza di qualsiasi dirigente della Federazione nazionale della Stampa.</p>
<p>L&#8217;altra cosa che mi ha molto colpito è stato il divieto, chiesto dal rappresentante della pubblica accusa e dai querelanti, di riprese televisive e di registrazione del sonoro per Radio Radicale. Si tratta di un divieto molto grave. E&#8217; stato infatti detto no a Giovanni Minoli intenzionato a inviare una troupe per il suo programma &#8220;La storia siamo noi&#8221;, ed è fuori dubbio che la vicenda Tobagi sia ormai un pezzo di storia. e al programma Matrix di Canale 5, che aveva inviato una troupe e la giornalista, Ilaria Cavo. E&#8217; la prima volta che Radio Radicale si vede chiudere le porte in faccia in quello che è un pubblico servizio, che come tale avrebbe dovuto essere coperto dalla Rai, che non s&#8217;è neppure fatta vedere da lontano. Mi viene in mente inoltre una ben precisa considerazione: solo persone che hanno la coda di paglia di solito impediscono che benga fatta circolare l&#8217;informazione al pubblico di fatti che le riguardano, ma che sicuramente non riguardano solo loro.</p>
<p>Ritengo quindi molto strano, e non commendevole, che si sia opposto alle riprese video e audio anche il generale dei carabinieri Alessandro Ruffino, presente in aula. Un carabiniere, per giunta di grado così elevato, dovrebbe invece avere a cuore l&#8217;informazione al pubblico, perché il giornalismo è un bene prezioso per l&#8217;intera collettività. Il mio sgomento diventa indignazione quando a parlare è uno degli avvocati dei querelanti, che era presente ieri mattina alla conferenza stampa di Magosso e che letto in aula stralci, a mio avviso non del tutto esatti, di quanto detto ieri da Magosso ed altri. Ma come? Si oppone alla presenza dei giornalisti radiofonici e televisivi proprio chi ieri ha usufruito a mani basse di una conferenza stampa convocata in particolare per loro?</p>
<p>Mi hanno detto che in aula era presente anche il responsabile dei servizi segreti a Milano, non ho capito se dei servizi civili o militari. Trovo strana una tale presenza. Se dovessi parlarne come giornalista investigativo, quale in effetti sono, mi verrebbe da dire che una tale presenza denota un desiderio più di controllo della situazione che di semplice informazione, desiderio più consono a chi ha qualcosa da temere che a chi ha la coscienza a posto e quindi gli può bastare la lettura dei giornali o un giro di telefonate ad avvocati e querelanti.</p>
<p>Non capisco il tono duro e accusatorio contro Magosso da parte del rappresentante della Procura generale. In una querela privata cosa c&#8217;entra un pubblico ministero sbilanciato solo verso l&#8217;accusa? La sua presenza credo sia legata al reato di omesso controllo contestata all&#8217;allora direttore di Gente, ma il tono e le argomentazioni a senso unico mal si addicono, a mio parere, a un processo di questo tipo. In ogni caso il tono dell&#8217;accusa e degli avvocati dei querelanti questa volta non è stato offensivo e aggressivo come invece al processo di primo grado a Monza.</p>
<p>Le considerazioni svolte dai due avvocati della difesa e la nuova documentazione da loro prodotta dimostrano che Magosso ha solo fatto il suo dovere di giornalista, anche verificando le notizie presso le fonti a lui accessibili. Motivo per cui anche ammesso, ma non concesso, che abbia davvero in qualche modo danneggiato i generale  Ruffino e Bonaventura, tra persone civili non rancorose dovrebbe bastare una lettera in cui, appunto, ci si scusa di eventuali e involontari danni morali e all&#8217;immagine. Ruffino è senza dubbio un gentiluomo, così come l&#8217;erede di Bonaventura è una signora perbene.</p>
<p>Stando anche il tono non troppo aggressivo dei loro avvocati, così diverso da quello di Monza, propongo di chiedere noi giornalisti al generale Ruffino e alla Bonaventura di chiudere la vicenda ritirando la querela in cambio di una  lettera del nostro collega Enzo Magosso in cui, appunto, potrebbe scusarsi per eventuali offese perché, se ci sono state, sono state fatte sicuramente senza volerlo e in assoluta buona fede.<br />
<strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<item>
		<title>Ognuno ha quel che si merita. Negli Usa Obama dà lustro al suo Paese ricevendo la lode del premio Nobel per la Pace. In Italia invece Berlusconi riceve colpi di Lodo in faccia e trascina sempre di più il Paese nel fango e verso il peronismo. E&#8217; così che le 24 domande al Cavaliere &#8211; più ricco che intelligente e bello &#8211; salgono a 35. Anzi, a 40. No, a 43. Pardòn, a 44. Per ora&#8230;.</title>
		<link>http://www.pinonicotri.it/2009/10/le-domande-a-berlusconi-salgono-a-35-per-ora/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 23:39:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Mentre Obama riceve il premio Nobel per la pace a causa quanto meno delle sue buone intenzioni e dà così lustro a tutti gli americani di buona volontà, il nostro capo del governo riceve ben altro. E reagendo come un energumeno ci mostra di che pasta è fatto, vale a dire di pasta da padrone [&#8230;]]]></description>
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E reagendo come un energumeno ci mostra di che pasta è fatto, vale a dire di pasta da padrone del vapore, ben diversa dalla pasta di Obama. L&#8217;accavallarsi di accuse e condanne giudiziarie a  suo carico più il capitombolo del lodo Alfano e le continue sue  reazioni tra il ridicolo, l&#8217;isterico e il cafonesco ci inducono ad aumentare le domande a Silvio Berlusconi su fatti che non sono per nulla  acqua fresca. A tutto il resto, che non è certo poco, pare si stia  aggiungendo la magistratura della Svizzera, dove già 20-30 anni fa non era raro che  direttori di banca sussurrassero  cose poco carine nei confronti dell&#8217;attivismo finanziario del Cavaliere.  Ed ecco le domande:</span><a href="http://www.pinonicotri.it/wp-content/uploads/2009/10/ghedini.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1453" title="ghedini" src="http://www.pinonicotri.it/wp-content/uploads/2009/10/ghedini-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt; line-height: normal;"><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times-Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;">1) &#8211; Signor primo ministro, non ritiene di doversi dimettere da capo del governo specie dopo la bocciatura del cosiddetto lodo Alfano?</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt; line-height: normal;"><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times-Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;">2) &#8211; Ma ritiene davvero serio non dimettersi e abbarbicarsi a palazzo Chigi dando l&#8217;impressione, se non la certezza, che lo fa per evitare guai giudiziari ben più pesanti? La poltrona di capo del governo le permette se non altro di nominare il ministro della Giustizia, dominare meglio il suo partito e intimidire chi conduce inchieste su di lei.</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt; line-height: normal;"><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times-Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;">3) &#8211; Quale altro capo di governo del mondo occidentale nei suoi panni non si dimetterebbe? Lei sa bene che per molto ma molto meno si sono dimessi ministri in vari Paesi occidentali, compresa di recente l&#8217;Inghilterra per una storia di rimborsi spese che a fronte delle sue varie scorrettezze sono roba da nulla.</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt; line-height: normal;"><strong>4) &#8211; Fallito il lodo Alfano, I suoi scudieri, con in testa il solito Ghedini, stanno già lavorando alacremente per una leggina che accorci la scadenza termini del caso Mills onde evitare a tutti i costi che le si faccia il dovuto processo con annessa dovuta sentenza. Non si rende conto che questa appare come la miglior prova che lei non ha le mani pulite riguardo i soldi dati sottobanco a Mills per condurre in porto una faccenda in seguito condannata dalla magistratura?</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt; line-height: normal;"><strong>5) Non si rende conto che ormai il suo è un governo contro lo Stato? Non si rende conto che con il suo comportamento sta ormai degradando anche la qualità e il livello del suo elettorato pur se eventualmente in aumento numerico? Non si rende conto che siamo passati dalla politica alle tifoserie e dalla realtà al reality? Oppure se ne rende conto, ma se ne frega?</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt; line-height: normal;"><strong>6) Lei ha dichiarato di essere &#8220;l&#8217;uomo politico più perseguitato di tutta la Storia, di tutte le epoche del mondo, con 2500 udienze&#8221;. Non le pare strano che in presenza di una così  gigantesca e longeva asserita congiura contro di lei i servizi segreti non se ne siano mai accorti? Non ne esiste infatti nemmeno lo straccio di una prova, non ci sono prove di riunioni e progetti dei congiurati, non se ne conoscono i nomi né i capi. Lei lo afferma su basi puramente deduttive. Ma con il suo modo di (s)ragionare deduttivo si può simmetricamente dedurre  che lei è colpevole di tanti misfatti.  E se le udienze sono 2.500, ammesso che il numero sia esatto, è solo perché i suoi avvocati, cioè lei, la tirate per le lunghe in tutti i modi e con tutti gli artifici possibili. Comprese le leggi che si è fatto confezionare su misura per bloccare processi, evitarne altri e le annesse possibili condanne.</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt; line-height: normal;"><strong>7) &#8211; Lei ha anche dichiarato di  essere &#8220;il miglior premier di sempre&#8221;. Non le pare di esagerare?</strong><span id="more-1452"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt; line-height: normal;"><strong>8) Ha anche dichiarato di avere speso in questi anni per difendersi in tribunale &#8220;200 milioni di euro per i giudici&#8230;&#8221;, il che in italiano fa pensare siano stati spesi per corromperli a suo favore, poi però s&#8217;è corretto aggiungendo &#8220;scusate, per gli avvocati&#8221;. La correzione è arrivata solo dopo  che  i ministri al suo fianco le hanno fatto notare la stranezza auto accusatoria della frase. Un lapsus? E sia. Ma come mai un tale lapsus?</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt; line-height: normal;"><strong>9) &#8211; Non le pare da Paese incivile e da ceto politico cialtrone che si reclami la certezza della pena mentre poi però si assiste a manovre sguscianti come le sue e come quelle di chiunque abbia potere e quattrini quando si trova a fare i conti con la giustizia? La certezza della pena deve esserci quindi solo per i poveracci?<br />
</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt; line-height: normal;"><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times-Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;">10) &#8211; Cesare Previti, tra l&#8217;altro,  comprava per lei le sentenze, Ghedini invece pare che la stia portando a fondo come una pietra al collo. In ogni caso, le pare serio portare in parlamento e perfino nominare ministro i suoi avvocati personali?</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt; line-height: normal;"><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times-Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;">11) Le pare serio agitare il &#8220;pericolo della sinistra&#8221; e il &#8220;pericolo comunista&#8221; come fossero tutti barbari anziché avere la stessa legittimità del centro e della destra? A parte il fatto che il &#8220;pericolo comunista&#8221; non esiste più da un bel pezzo. Anzi, lei è al governo anche grazie agli errori imperdonabili dei &#8220;comunisti&#8221; in fatto di alleanze elettorali e di comportamento verso il governo Prodi.</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt; line-height: normal;"><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times-Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;">12) &#8211; Lei ha detto &#8220;Io eletto dal popolo vado rispettato&#8221;. Mi consenta, ma verificare se una legge è costituzionale o no non ha nulla a che vedere con il rispetto o il non rispetto verso qualcuno, fosse pure il capo dello Stato o il papa. Non le pare?</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt; line-height: normal;"><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times-Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;">13) &#8211; In ogni caso, nessuno le  manca di rispetto almeno fintanto che le sue azioni non raggiungono un livello intollerabile di scorrettezza e abusi vari. Pensa forse che poiché è stato eletto allora se si scopre che ha scassinato una banca o ucciso qualcuno o stuprato una minorenne debba restare intoccabile? Guardi che in Italia i magistrati possono condannare anche all&#8217;interdizione dei pubblici uffici, non c&#8217;è quindi nessun motivo perché lei gridi che &#8220;i giudici sovvertono il risultato del voto&#8221;: i giudici non sovvertono nulla, si limitano ad applicare le leggi esistenti, almeno quando l&#8217;imputato non si sottrare in tutti i modi come lei. Il popolo che lo ha eletto può anche non volerla più al governo se risulta che lei ha commesso atti penalmente gravi come quelli che sono venuti a galla e gli altri su cui si sta indagando. </span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt; line-height: normal;"><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times-Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;">14) -Lei forse ignora che in Italia la Costituzione ha stabilito tre poteri tra loro autonomi, pilastri del nsotro Stato repubblicano: il legislativo, l&#8217;esecutivo, il giudiziario. Ognuno dei quali deve pari rispetto agli altri due, oltre che a se stesso. Lei giustamente vuole essere rispettato, ma ha &#8211; simmetricamente &#8211; l&#8217;obbligo di rispettare gli altri, cosa che però non fa. Il potere giudiziario lei lo attacca infatti sempre più violentemente, anche con calunnie ormai, e non rispetta neppure il legislativo perché ne offende in continuazione una sua parte consistente, la sinistra e  i &#8220;comunisti&#8221;. E non rispetta neppure l&#8217;esecutivo, visto che pur essendone il capo, cioè il primo ministro, si permette comportamenti lesivi della sua setssa immagine. Non le pare quindi che la sua pretesa di essere rispettato non sia altro in realtà che la pretesa di sottomissione? Guardi però che la sottomissione di uno dei tre poteri a un altro è illegale, perché è lapalissianamente incostituzionale.<br />
</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt; line-height: normal;"><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times-Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;">15) -Stando così le cose, non dovrebbe essere lei a rispettare il popolo &#8211; dimettendosi &#8211; esattamente  come pretende che il popolo la rispetti?</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt; line-height: normal;"><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times-Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;">16) &#8211; Come può pensare di restare al governo e accusare, diffamare e calunniare in continuazione la magistratura? Il suo comportamento è una novità assoluta nel panorama delle democrazie occidentali. E devo ricordarle che quando non era al governo aveva affidato un programma televisivo a Vittorio Sgarbi che accusava a ogni piè sospinto i magistrati arrivando a dare dell&#8217;assassino ad alcuni di loro.</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt; line-height: normal;"><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times-Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;">17) Il ministro della Difesa La Russa ha gridato in televisione, a Porta a porta su Raiuno, cioè davanti a vari milioni di italiani, che il professor Piergiorgio Odifreddi, ospite anche lui della trasmissione, &#8220;fa schifo!&#8221;. Ingiuria ripetuta più volte. Lei forse non sa che un cittadino italiano è stato condannato, con sentenza  confermata dalla Cassazione, per avere solo detto &#8220;mi fai schifo&#8221; a un&#8217;altra persona, per avere cioè detto che quella persona faceva sì schifo, ma solo a lui e non in assoluto a tutti.   La Russa ha invece gridato  che Odifreddi &#8220;fa schifo!&#8221; non soltanto a lui, ma in assoluto. Ingiuria quindi assai più grave. Le faccio tre domande:</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt; line-height: normal;"><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times-Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;">-  La magistratura dovrebbe far finta di nulla perché La Russa è un ministro?</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt; line-height: normal;"><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times-Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;">- Un ministro è libero quindi di offendere pubblicamente chi gli pare senza subirne le conseguenze?</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt; line-height: normal;"><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times-Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;">- Infine: non pensa che La Russa dovrebbe dimettersi anche nel caso chiedesse scusa sia a Odifreddi che ai telespettatori e agli italiani tutti che il giorno dopo hanno letto sui giornali del grave comportamento del suo ministro?</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt; line-height: normal;"><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times-Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;">18) – Non crede che avanti di questo passo lei, con Bossi, spinga l&#8217;Italia verso qualcosa di molto pericoloso che può finire col somigliare se non a una sorta di guerra civile almeno al disgregarsi della coesione e della  pacifica convivenza civile ee/o portare alla rottura dell&#8217;unità nazionale?</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt; line-height: normal;"><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times-Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;">19) &#8211; Sono morti sei soldati italiani in Afganistan per una nostra partecipazione all’intervento militare in quel Paese che perfino una persona misurata come Sergio Romano ha definito deciso da lei solo per ingraziarsi George W. Bush e rilucere cosi anche della luce riflessa della Casa Bianca. Dopo le rivelazioni sulle sue molto disinvolte frequentazioni e stili di vita, in atto da tempo, è però ovvio temere che più d’un servizio segreto possa avere raccolto su di lei dossier piuttosto imbarazzanti e che quindi certe sue decisioni di politica estera possano essere frutto di pressioni indebite. Non ritiene che sarebbe molto grave se anche la morte di quei sei militari potesse  essere considerata frutto di sue scelte prese sotto schiaffo?</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt; line-height: normal;"><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times-Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;">20) Dato che siamo in argomento. Come mai lei si è accorto in anticipo che le procure della Repubblica di Palermo e Milano cospirano contro di lei &#8211; anche se a Palermo in realtà &#8216;hanno smentita &#8211; mentre invece per mesi e mesi non si è mai accorto che un imprenditore barese le portava in casa delle professioniste del sesso?</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt; line-height: normal;"><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times-Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;">21) &#8211; Le pare serio comunicare pubblicamente, come ha fatto lo scorso 17 dicembre, di dover restare a casa per via di uno strappo muscolare alla schiena mentre invece riceveva un amico imprenditore di Bari e due sue disinibite fanciulle?</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt; line-height: normal;"><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times-Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;">22) &#8211;  E le pare serio comunicare pubblicamente che segue costantemente, in compagnia dei suoi familiari, una grave crisi russa mentre invece si dà alla pazza gioia con tanta bella gente nella sua villa Certosa in Sardegna?</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt; line-height: normal;"><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times-Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;">23) &#8211; Come fa il suo avvocato Ghedini a essere così certo che lei non ha problemi di erezione? Ha toccato con mano l’argomento?</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt; line-height: normal;"><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times-Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;">24) &#8211; Lei ha querelato il giornale L’Unità per affermazioni e insinuazioni sulle sue capacità sessuali; perché non ha querelato anche il senatore Paolo Guzzanti dato che è stato il primo a dire di lei le cose in seguito raccolte anche da L’Unità?</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt; line-height: normal;"><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times-Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;">25) &#8211; E’ almeno da quando lei si è presentato di notte a una festa privata in una discoteca di corso Como a Milano che insiste sulle sue straordinarie capacità sessuali, affermando che le basta dormire due ore a notte per far sesso per più ore. Beato lei, la invidiamo sinceramente. Ma davvero ritiene che un capo di governo debba vantarsi pubblicamente di certe cose?</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt; line-height: normal;"><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times-Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;">26) &#8211; E se di tali cose lei si vanta pubblicamente, come mai poi accusa </span></strong><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times-Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;">di violazione della sua privacy </span></strong><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times-Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;">chi le raccoglie?</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt; line-height: normal;"><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times-Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;">27) &#8211;  Non vorremmo proprio neppure accennare alla faccenda Noemi Letizia, però è strano che la stessa ragazza abbia dato più versioni dell’inizio e del contenuto del vostro rapporto, sicuramente innocentissimo. Poiché però sappiamo che i book delle fotomodelle sono di norma molto espliciti anatomicamente parlando, non capiamo cosa significhi telefonare a una di loro per dirle di conservarsi pura come appare nelle foto del book. Ce lo può spiegare lei? Ovviamente solo se è vera almeno la versione secondo la quale lei, dopo avere visto il book della signorina Noemi, inviato dall’interessata a Emilio Fede perché aspirava a fare da “meteorina” del suo telegiornale, le avrebbe telefonato per incoraggiarla, appunto, a restare pura come apparirebbe in quelle foto. Come vede, non le chiediamo nulla sui suoi rapporti col padre e soprattutto con la madre di Noemi.</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt; line-height: normal;"><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times-Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;">28) &#8211; Lei in qualità di primo ministro ha rappresentato l’Italia a Danzica in occasione della commemorazione del 60esimo anno dall’inizio della seconda guerra mondiale. Il cancelliere tedesco, signora Angela Merkel, ha addossato al proprio Paese la responsabilità dei 60 milioni di morti di quella guerra. Come mai lei invece, signor primo ministro, non ha fatto cenno alle responsabilità dell’Italia, che della Germania era alleata in quello stesso conflitto?</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt; line-height: normal;"><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times-Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;">29) &#8211; E a proposito della cerimonia di Danzica, non le è parso quanto meno imbarazzante che mentre gli altri capi di governo parlavano della Storia e di quella terribile guerra lei invece parlava delle molto poco edificanti vicende italiane che, a torto o a ragione, comunque la riguardano?</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt; line-height: normal;"><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times-Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;">30) &#8211; Come mai, egregio Cavaliere, lei era completamente d’accordo con la politica di Bush e ora è completamente d’accordo con la politica di Obama, nonostante  siano completamente opposte e incompatibili tra loro? Obama è stato proposto addirittura per il premio Nobel per la pace, mentre Bush ha ingannato gli americani e il mondo per poter invadere militarmente l&#8217;Iraq, dove l&#8217;esercito americano è tutt&#8217;ora impantanato. Per non parlare del&#8217;invasione dell&#8217;Afganistan, giustificata con l&#8217;attentato alle Twin Tower della cui preparazione il minimo che si possa dire è che i servizi segreti Usa, cioè di Bush, hanno voluto ignorare stranamente tutti i sintomi e gli indizi. Come se stessero aspettando  la scusa buona per attaccare l&#8217;Afganistan, territorio strategico per le vie del petrolio e del gas.<br />
</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt; line-height: normal;"><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times-Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;">31) &#8211; Il neo direttore de Il Giornale Vittorio Feltri su Dino Boffo ha sentenziato, con l’autorevole conferma di Fedele Confalonieri, che non si possono fare prediche sulla moralità altrui se si hanno scheletri nel’armadio. Però quello di Boffo, ormai ex direttore responsabile de L’Avvenire d’Italia, è uno scheletrino, anzi solo un ossicino di appena 512 euro, sicuramente privo di reati gravi perché altrimenti il magistrato li avrebbe perseguiti d’ufficio. Lo stesso Feltri ha invece nel proprio armadio scheletri ben più grandi: un paio di condanne per diffamazione e almeno un paio di risarcimenti per cifre molto superiori ai 512 euro di Boffo. L’editore ufficiale de Il Giornale, vale a dire suo fratello Paolo Berlusconi, è stato processato per tre reati non leggeri, compreso quello di truffa, e ha patteggiato per una cifra quasi CENTOMILA VOLTE superiore a quella di Boffo. Così stando le cose, se Boffo a causa di una macchiolina non può pubblicare critiche, sia pure molto moderate, alla sua condotta, come mai Feltri invece, pur con macchie ben più serie, può pubblicare accuse &#8211; neppure dimostrate &#8211; contro Boffo e prediche non solo alla sinistra? Per giunta su un giornale di un editore processato anche per truffa e patteggiatore per ben 49 milioni di euro.</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt; line-height: normal;"><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times-Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;">32) &#8211; Più in generale, se ha ragione Feltri &#8211; e Confalonieri &#8211; nel dire che chi non è senza peccato deve solo tacere, si può dire che ha ragione anche Antonio Di Pietro nel sostenere  che in parlamento non può esserci posto per chi ha condanne? Neppure per lei, quindi, se la memoria non mi inganna.</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt; line-height: normal;"><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times-Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;">33) &#8211; Non trova poco rassicurante per un osservatore esterno e per gli italiani governati da un governo Berlusconi  che lei non si sia mai accorto non solo delle escort, ma neppure dei gravi maneggi del suo avvocato e ministro Cesare Previti e dei quattrini comunque fatti avere all’avvocato Mills da una sua azienda?</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt; line-height: normal;"><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times-Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;">34) &#8211; Il recente libro di Maria Latella afferma che sua moglie, signora Veronica Lario, e alcuni vostri amici intimi le proposero un ricovero in un centro specializzato nella cura degli appetiti sessuali eccessivi. Latella riporta ciò come confidenza fattale dalla signora Veronica. Può dirci se su questo sua moglie dice il vero o mente?</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt; line-height: normal;"><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times-Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;">35) &#8211; Non le pare indecoroso e comunque allarmante per gli italiani che lei per “ricucire” con il Vaticano sia disposto &#8211; </span></strong><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times-Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;"> stando a quanto riportato dai  mass media </span></strong><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times-Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;">- a cedere su varie cose che la Chiesa ritiene “non negoziabili”, ma che in realtà attengono alle libertà civili degli italiani e alla laicità della Repubblica italiana?</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt; line-height: normal;"><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times-Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;">36) &#8211; Davvero ritiene giornalisticamente corretto e politicamente dignitoso che tutti i direttori a lei vicini, o come Augusto Minzolini nominati di fatto dal suo governo,  tacciano spudoratamente tutto ciò che di lei si scrive anche sulla stampa estera &#8211; ormai da lungo tempo &#8211; in tema di condotta personale con le donne, compresa sua moglie?</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt; line-height: normal;"><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times-Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;">37) &#8211; E a proposito di sua moglie e di Feltri, come ha potuto essere assunto a Il Giornale, pagato con 3 milioni di euro l’anno più una decina di milioni di euro di ingaggio, proprio Feltri che di sua moglie aveva sparlato volgarmente, accusandola di avere come amante un suo autista e pubblicando foto sicuramente non adatte alla moglie di un primo ministro?</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt; line-height: normal;"><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times-Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;">38) &#8211; Feltri a suo tempo ha difeso a spada tratta don Gelmini, indifendibile perché sommerso da denunce di abusi sessuali a danno di suoi giovani accolti nella comunità di Terni e per questo ridotto allo stato laicale dal Vaticano. Non trova quanto meno strano che lo stesso Feltri abbia per molto meno attaccato violentemente Boffo? Si può essere dunque moralisti come Feltri, cioè a corrente alternata e solo contro chi le dà fastidio?</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt; line-height: normal;"><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times-Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;">39) &#8211; E a proposito di moralismo a corrente alternata: Ratzinger negli Stati Uniti è stato accusato di cospirazione contro la giustizia, reato molto grave, a causa dell’ordine a tutti i vescovi del mondo &#8211; da lui impartito assieme a Tarcisio Bertone nel 2001 &#8211; di nascondere alle autorità civili qualunque caso di pedofilia e adescamento sessuale anche di maggiorenni durante la confessione. Come mai secondo lei non ne parla neppure Feltri?</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt; line-height: normal;"><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times-Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;">40) &#8211; Non le pare che ora più che mai sia lei ad apparire come il vero padrone de Il Giornale, con suo fratello Paolo nella veste di paravento e, per usare parole sue, di “mero proprietario”? Il che parrebbe confermare una lesione  della legalità o aggiramento delle leggi </span></strong><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times-Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;">da parte di Silvio Berlusconi. </span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt; line-height: normal;"><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times-Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;">41) &#8211; Se fosse vero che  Feltri è stato ingaggiato con uno stipendio di 3 milioni di euro l’anno e 10 milioni di euro di ingaggio,  ne seguirebbe una domanda:  visti i  bilanci de Il Giornale, che pare risenta anch’esso dell’attuale crisi, da dove arrivano tutti quei soldi?</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt; line-height: normal;"><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times-Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;">42) &#8211; Dati i suoi vari coinvolgimenti in situazioni quanto meno spiacevoli, è ragionevole aspettarsi pressioni e moral suasion da parte del Capo dello Stato perché si dimetta, specie dopo le sue infondate accuse contro due procure della Repubblica  di cospirare ai suoi danni e dopo le sue accuse alla Corte Costituzionale e allo stesso Napolitano.  Pressioni che però non ci sono state. Lei o la Fininvest siete stati finanziatori della rivista della corrente “migliorista” del Partito comunista italiano, guidata all’epoca proprio da Napolitano, il cui nome figura nell’agenda sequestrata al manager campano della Fininvest Maurizio Japicca?  Costui è stato arrestato e liberato perché reo confesso del reato di finanziamenti politici illegittimi, l‘accusa è stata fatta stranamente cadere in prescrizione e lei ancor più sorprendentemente lo ha fatto eleggere in parlamento. E’ legittimo porsi una domanda: queste due cose, il finanziamento della rivista migliorista e la presenza di Napolitano nell’agenda di Japicca, hanno  qualcosa a che vedere con la debolezza dell’azione di Napolitano verso di lei perché lei si dimetta?</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt; line-height: normal;"><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times-Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;">43) Riguardo Napolitano, lei in televisione si è lamentato che non ha esercitato pressioni  sui giudici dell corte costituzione a favore del lodo Alfano. Tale sua accusa porta a credere che per lei sia normale fare o far fare pressioni sui magistrati, cosa molto grave. Se ne deve inoltre  dedurre che per lei è normale fare pressione anche sui giornali,sulle tv, ecc. </span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt; line-height: normal;"><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times-Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;">44) &#8211; Per chiudere in rosa e, è il caso di dirlo, in bellezza: in quanto divorziato, lei è libero di fuggire con il ministro Mara Carfagna e di sposarsela come ha dichiarato che avrebbe fatto se non fosse stato già accasato. Lo farà? In definitiva, essendo la Carfagna  ministro delle Pari opportunità, non si tratterebbe altro che di concedere anche a lei una opportunità pari a quella a suo tempo concessa alla signora Veronica.</span></strong></p>
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		<title>L&#8217;enorme afflusso di gente alla manifestazione per la libertà di informazione dimostra che urge una manifestazione nazionale contro il governo Berlusconi e il suo capo. Che politicamente, oltre che moralmente, somiglia ormai a un cadavere. Tant&#8217;è che impazzano gli scherzi da prete&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Oct 2009 00:45:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pino Nicotri]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pinonicotri.it/wp-content/uploads/2009/10/repub.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1414" title="repub" src="http://www.pinonicotri.it/wp-content/uploads/2009/10/repub-293x300.jpg" alt="" width="293" height="300" /></a></p>
<p><strong>(<em>Se cliccate sulla foto diventa grande come una vera home page</em>)</strong></p>
<p><strong>Ho partecipato alla manifestazione di Roma per la libertà d&#8217;informazione e quindi del giornalismo. Davvero grande. La partecipazione deve avere sorpreso gli stessi organizzatori, tant&#8217;è che a me è parsa un po&#8217; arraffazzonata per quanto riguarda gli oratori, più il solito intermezzo canterino. Che il segretario nazionale del sindacato dei giornalisti, by the way Franco Siddi, parli a 2-300 mila persone è impressionante, ed è il sintomo di un ulteriore scollamento tra Paese reale e Paese strutturato. Interessante il discorso del costituzionalista Onida, che si può così riassumere: 1) senza informazione o con informazione insufficiente i cittadini sono meno liberi, e quindi di fatto l&#8217;informazione e il giornalismo reticente o azzoppato sono un attentato alla Costituzione; 2) Il giornalismo è il cane da guardia della democrazia, e quindi non può esercitare un ruolo compiacente; se la democrazia resta senza cani da guardia è ovvio che i ladri ne possano approfittare, e anche i suoi  assassini. Io aggiungerei che il cane da guardia non solo deve sapere abbaiare forte e ringhiare minacciosamente, ma anche azzannare quando è il caso&#8230;. Ma chi lo fa oggi in Italia?<br />
</strong></p>
<p><strong>Accolti come eroi Michele Santoro e Marco Travaglio, altra cosa che a mio avviso è troppo sovradimensionata: se diventano eroi dei giornalisti che fanno bene il proprio mestiere, e che sono privilegiati rispetto la gran massa, allora butta male, e per due motivi. Il primo è che è roba da repubblica delle banane cercare di zittire dei giornalisti. Il secondo è che forzare a un ruolo politico dei giornalisti è sempre una cosa sbagliata, i due ruoli sono e devono restare distinti, sovrapporli o mescolarli è un po&#8217; come  mescolare il diavolo con l&#8217;acqua santa. Le delusioni, politicamente parlando,  sono inevitabili. Il ruolo della figura salvifica, alla quale affidare la delega delle nostre responsabilità civili, è sempre e solo una faccenda fideistica, da uomo della Provvidenza sia pure in sedicesimo, e la Storia insegna che &#8220;no bbuono&#8221;.<br />
</strong></p>
<p><strong>Applausi ai vari nomi delle varie adesioni alla manifestazione, compresi i Comitati di redazione (cioè gli organismi sindacali dei giornalisti nelle redazioni) di molte testate e quando ho sentito nominare anche Federica Sciarelli &#8211; che dovrebbe essere fischiata per come mena il torrone e il fumo con il &#8220;mistero&#8221; della scomparsa di Emanuela Orlandi, nascondendo in realtà perfino quanto appurato dai magistrati riguardo le responsabilità del Vaticano &#8211;  ho capito che la manifestazione si stava sprecando come supporto ai soliti noti. Compresi i Comitati di redazione che troppo spesso sono i corresponsabili del degrado della professione nella Rai e nei giornali: troppo facile regalare adesioni per far dimenticare l&#8217;ormai longevo andazzo da schiene prone, inciuciste e cooptate.</strong></p>
<p><strong>La enorme folla romana ha dimostrato che c&#8217;è urgente bisogno di una manifestazione nazionale contro il governo Berlusconi e contro il suo capo di governo, cioè contro il Chiavaliere a Dondolo. Se non si muove la piazza, forzando l&#8217;opportunismo compiacente dei partiti, questo governo durerà tutto il tempo necessario per scassare e affondare definitivamente l&#8217;Italia e la sua unità.</strong><span id="more-1413"></span></p>
<p><strong>Impressionante vedere non solo piazza del Popolo stracolma, ma anche tutto il suo circondario pieno zeppo di gente, con cortei delle più svariate categorie di lavoratori che continuavano ad arrivare ed  erano costretti a fermarsi ovunque nei pressi, in via Margutta come su al Pincio. Piazza del Popolo ha due lati opposti &#8211; quello del bar Rosati e quello del bar Canova &#8211; che la dominano dall&#8217;alto. Dalla parte del bar Canova c&#8217;è la collina del Pincio e dalla parte opposta, quella del bar Rosati,  strade e piccoli spiazzi meno alti del Pincio ma più alti della piazza. Vedere il tutto gremito di folla e bandiere, distribuite su più piani dalla parte del Pincio, dava una forte impressione di coralità. Come se una folla affacciata alle finestre di molti palazzi partecipasse a quanto avveniva giù in piazza, un enorme teatro all&#8217;aperto. L&#8217;impressione di una gigantesca assemblea: un anfiteatro con al centro la piazza, sormontata e circondata su due lati da spalti,  gradinate e loggione, e pressata dagli altri due lati da una marea di partecipanti comunque presenti anche se costretti a stare fermi nelle vie circostanti. </strong></p>
<p><strong>A fronte di tanta ricchezza di popolo fa purtroppo da contraltare la tanta miseria politica, e morale, di quasi tutto il parlamento, messa significativamente in luce dai 29 parlamentari del PD che NON si sono presentati alla votazione sulla sanatoria nota come &#8220;scudo fiscale&#8221; permettendo così a questo di diventare legge, approvata con una maggioranza di appena 20 voti. Il che significa che se di quei 29 ce ne fossero stati anche solo 21 la legge sarebbe stata bocciata e il governo di conseguenza avrebbe dovuto rassegnare le dimissioni, anche se Berlusconi piuttosto che dimettersi e sloggiare da palazzo Chigi preferirebbe certamente tagliarsi i coglioni. Forse qualcuno di quei 29 è stato davvero impossibilitato a presentarsi, ma statisticamente è molto difficile che lo fossero davvero tutti e 29. L&#8217;odore di corruzione è forte. Come è forte l&#8217;odore di una furbata, magari dalemiana o rutelliana, per fare comunque un ALTRO grande piacere a Berlusconi. Ora però o il PD sollecita e accetta le dimissioni di quei 29 in blocco, oppure si sputtana definitivamente, ben oltre lo sputtanamento che già si stanno facendo tra loro i vari Franceschini, espressione facciale triste da stitico che &#8220;spinge&#8221; invano, Bersani e Marino in vista delle primarie, questo rito copiato dagli Stati Uniti così cari a Uòlter Veltroni nonostante abbia fatto carriera nel partito che era legato non agli Usa bensì al suo nemico, vale a dire all&#8217;Unione Sovietica. E&#8217; la famosa disinvoltura di noi &#8220;ittagliani brava gente&#8221;.</strong></p>
<p><strong>Berlusconi nei giorni scorsi a un incontro con la Confindustria ha distribuito la prima pagina di un falso numero di Repubblica pieno zeppo di articoli elogiativi per lui, il suo governo e la sua azione politica, spiegando che lui preferisce &#8220;un giornale fatto così, che parla bene di me&#8221;. Temo però che giri di più e abbia più successo e auguri di realizzazione un&#8217;altra prima falsa pagina di Repubblica. Un&#8217;altra pagina e di ben differente contenuto: quella che ho messo in alto prima del testo dell&#8217;articolo. Noi però in caso di decesso reale o anche solo politico il Chiavaliere a Dondolo lo ricorderemo così:</strong></p>
<p><a href="http://www.pinonicotri.it/wp-content/uploads/2009/10/berlusconi_corna1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1416" title="berlusconi_corna1" src="http://www.pinonicotri.it/wp-content/uploads/2009/10/berlusconi_corna1-300x228.jpg" alt="" width="300" height="228" /></a></p>
<p><strong>E in ogni caso gli ricorderemmo le 24 domande che riproporremo per un bel pezzo pur sapendo che ovviamente non risponderà mai. Peggio per lui. Riecco le domande:</strong></p>
<p><strong> <a href="http://www.pinonicotri.it/?p=1404#comments">http://www.pinonicotri.it/?p=1404#comments</a><br />
</strong></p>
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		<title>Una domanda a Silvio Berlusconi per ognuna delle 24 ore del giorno. Così levano anche le tentazioni di torno&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 12:50:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ci consenta il cavalier Silvio Berlusconi, primo ministro della Repubblica italiana, di porle noi farabutti un po’ più delle ormai note 10 domande. Sono per l’esattezza 24. Non sono brevissime perché preferiamo essere il più possibile esplicativi. Una domanda per ogni ora del giorno e, ci consenta, anche della notte. Evitandole così certe tentazioni. Non [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ci consenta il cavalier Silvio Berlusconi, primo ministro della Repubblica italiana, di porle noi farabutti un po’ più delle ormai note 10 domande. Sono per l’esattezza 24. Non sono brevissime perché preferiamo essere il più possibile esplicativi. Una domanda per ogni ora del giorno e, ci consenta, anche della notte. Evitandole così certe tentazioni. Non so se mi spiego…</strong><a href="http://www.pinonicotri.it/wp-content/uploads/2009/10/berlusca-repub.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1405" title="berlusca-repub" src="http://www.pinonicotri.it/wp-content/uploads/2009/10/berlusca-repub.jpg" alt="" width="163" height="168" /></a><br />
<strong>Siamo certi che vorrà risponderci. Non sono infatti domande retoriche né fatte ad arte per metterla in cattiva luce né, tanto meno, poste da Repubblica e neppure da L’Unità. E poiché lei stesso ha detto che avrebbe risposto alle 10 domande di Repubblica se gliele avesse rivolte un altro giornale, siamo fiduciosi anche se sono più di 10: farabutti sì, ma sfigati no.</strong><span id="more-1404"></span><strong>1) – Sono morti sei soldati italiani in Afganistan per una nostra partecipazione all’intervento militare in quel Paese che perfino una persona misurata come Sergio Romano ha definito deciso da lei solo per ingraziarsi George W. Bush e rilucere cosi anche della luce riflessa della Casa Bianca. Dopo le rivelazioni sulle sue molto disinvolte frequentazioni e stile di vita, in atto anche da prima, è però ovvio temere che più d’un servizio segreto possa avere raccolto su di lei dossier piuttosto imbarazzanti e che quindi certe sue decisioni di politica estera possano essere frutto di pressioni indebite. Non ritiene che sarebbe molto grave se anche la morte di quei sei militari possa essere frutto di scelte prese sotto schiaffo?<br />
2) Dato che siamo in argomento. Come mai lei si è accorto in anticipo che le procure della Repubblica di Palermo e Milano cospirano contro di lei &#8211; anche se a Palermo in realtà hanno smentito sia vero &#8211; mentre invece per mesi e mesi non si è mai accorto che un imprenditore barese le portava in casa delle professioniste del sesso?.<br />
3) &#8211; Le pare serio comunicare pubblicamente, come ha fatto lo scorso 17 dicembre, di dover restare a casa per via di uno strappo muscolare alla schiena mentre invece riceveva un amico imprenditore di Bari e due sue disinibite fanciulle?<br />
4) &#8211; E le pare serio comunicare pubblicamente che segue costantemente, in compagnia dei suoi familiari, una grave crisi russa mentre invece si dà alla pazza gioia con tanta bella gente nella sua villa Certosa in Sardegna?<br />
5) &#8211; Come fa il suo avvocato Ghedini a essere così certo che lei non ha problemi di erezione, quasi che avesse toccato con mano l’argomento?<br />
6) &#8211; Lei ha querelato il giornale L’Unità per affermazioni e insinuazioni sulle sue capacità sessuali; perché non ha querelato anche il senatore Paolo Guzzanti che è stato il primo a dire di lei le cose in seguito raccolte anche da L’Unità?<br />
7) &#8211; E’ almeno da quando lei si è presentato di notte a una festa privata in una discoteca di corso Como a Milano che insiste sulle sue straordinarie capacità sessuali, affermando che le basta dormire due ore a notte per far sesso per più ore. Beato lei, la invidiamo sinceramente. Ma davvero ritiene che un capo di governo debba vantarsi pubblicamente di certe cose?<br />
8) &#8211; E se di tali cose lei si vanta pubblicamente, come mai poi accusa chi le raccoglie di violazione della sua privacy?<br />
9) &#8211; Non vorremmo proprio neppure accennare alla faccenda Noemi Letizia, però è strano che la stessa ragazza abbia dato più versioni dell’inizio e del contenuto del vostro rapporto, che siamo certi sia stato innocentissimo. Poiché però sappiamo che i book delle fotomodelle sono di norma molto espliciti anatomicamente parlando, non capiamo cosa significhi telefonare a una di loro per dirle di conservarsi pura come appare nelle foto del book. Ce lo può spiegare lei? Ovviamente solo se è vera almeno la versione secondo la quale lei, dopo avere visto il book della signorina Noemi, inviato dall’interessata a Emilio Fede perché aspirava a fare da “meteorina” del suo telegiornale, le avrebbe telefonato per incoraggiarla, appunto, a restare pura come apparirebbe in quelle foto. Come vede, non le chiediamo nulla sui suoi rapporti col padre e soprattutto con la madre di Noemi.<br />
10) &#8211; Lei in qualità di primo ministro ha rappresentato l’Italia a Danzica in occasione della commemorazione del 60esimo dell’inizio della seconda guerra mondiale. Il cancelliere tedesco, signora Angela Merkel, ha addossato al suo Paese la responsabilità dei 60 milioni di morti di quella guerra. Come mai lei invece, signor primo ministro, non ha fatto cenno alle responsabilità dell’Italia, che della Germania era alleata in quello stesso conflitto?<br />
11) &#8211; E a proposito della cerimonia di Danzica, non le è parso quanto meno imbarazzante che mentre gli altri capi di governo parlavano della Storia e di quella terribile guerra lei invece parlava delle molto poco edificanti vicende italiane che, a torto o a ragione, comunque la riguardano?<br />
12) &#8211; Il neo direttore de Il Giornale Vittorio Feltri su Dino Boffo ha sentenziato, con l’autorevole conferma di Fedele Confalonieri, che non si possono fare prediche sulla moralità altrui se si hanno scheletri nel’armadio. Però quello di Boffo, ormai ex direttore responsabile de L’Avvenire d’Italia, è uno scheletrino di appena 512 euro, sicuramente privo di reati gravi perché altrimenti il magistrato li avrebbe perseguiti d’ufficio.. Lo stesso Feltri ha invece nel proprio armadio scheletri ben più grandi, un paio di condanne per diffamazione e almeno un paio di risarcimenti per cifre molto superiori ai 512 euro di Boffo. L’editore ufficiale de Il Giornale, vale a dire suo fratello Paolo Berlusconi, è stato processato per tre reati non leggeri, compreso quello di truffa, è ha patteggiato per una cifra quasi CENTOMILA VOLTE superiore a quella di Boffo. Così stando le cose, se Boffo a causa di una macchiolina non può pubblicare critiche, sia pure molto moderate, alla sua condotta, come mai Feltri invece, pur con macchie ben più serie, può pubblicare accuse &#8211; neppure dimostrate &#8211; contro Boffo? Per giunta su un giornale di un editore processato anche per truffa e patteggiatore per ben 49 milioni di euro.<br />
13) &#8211; Più in generale, se ha ragione Feltri &#8211; e Confalonieri &#8211; nel dire che chi non è senza peccato deve solo tacere, si può dire che ha ragione anche Antonio Di Pietro nel dire che in parlamento non può esserci posto per chi ha condanne? Neppure per lei, quindi, se la memoria non mi inganna<br />
14) &#8211; Non trova poco rassicurante per un osservatore esterno e per gli italiani governati da un governo Berlusconi  che lei non si sia mai accorto non solo delle escort, ma neppure dei gravi maneggi del suo avvocato e ministro Cesare Previti e dei quattrini comunque fatti avere all’avvocato Mills da una sua azienda?<br />
15) &#8211; Il recente libro di Maria Latella afferma che sua moglie, signora Veronica Lario, e alcuni vostri amici intimi le proposero un ricovero in un centro specializzato nella cura degli appetiti sessuali eccessivi. Latella riporta ciò come confidenza fattale dalla signora Veronica. Può dirci se su questo sua moglie dice il vero o mente?<br />
16) &#8211; Non le pare indecoroso e comunque allarmante per gli italiani che lei, per “ricucire” con il Vaticano,  stando a quanto riportano i mass media sia disposto a cedere su varie cose che la Chiesa ritiene “non negoziabili”, ma che in realtà attengono alle libertà civili degli italiani e alla laicità della Repubblica italiana?<br />
17) &#8211; Davvero ritiene giornalisticamente corretto e politicamente dignitoso che tutti i direttori a lei vicini, o come Augusto Minzolini nominati di fatto dal suo governo,  tacciano spudoratamente tutto ciò che di lei si scrive anche sulla stampa estera da qualche tempo in tema di condotta personale con le donne, compresa sua moglie?<br />
18) &#8211; E a proposito di sua moglie e di Feltri, come ha potuto essere assunto a Il Giornale, pagato con 3 milioni di euro l’anno più qualche milione di euro di ingaggio, proprio Feltri che di sua moglie aveva sparlato volgarmente, accusandola di avere come amante un suo autista e pubblicando foto sicuramente non adatte alla moglie di un primo ministro?<br />
19) &#8211; Feltri ha difeso a spada tratta don Gelmini, indifendibile perché sommerso da denunce di abusi sessuali di suoi giovani accolti nella comunità di Terni e per questo ridotto allo stato laicale dal Vaticano. Non trova quanto meno strano che lo stesso Feltri abbia per molto meno attaccato violentemente Boffo? Si può essere dunque moralisti come Feltri, cioè a corrente alternata e solo contro chi le dà fastidio<br />
20) &#8211; E a proposito di moralismo a corrente alternata: Ratzinger negli Stati Uniti è stato accusato di cospirazione contro la giustizia, reato molto grave, a causa dell’ordine a tutti i vescovi del mondo da lui firmato assieme a Tarcisio Bertone nel 2001 di nascondere alle autorità civili qualunque caso di pedofilia e adescamento sessuale anche di maggiorenni durante la confessione. Come mai secondo lei non ne parla neppure Feltri?<br />
21) &#8211; Non le pare che ora più che mai sia lei ad apparire come il vero padrone de Il Giornale, con suo fratello Paolo nella veste di paravento e, per usare parole sue, “mero proprietario”? Il che parrebbe confermare una lesione da parte sua della legalità o aggiramento delle leggi.<br />
22) &#8211; E’ vero che Feltri è stato ingaggiato con uno stipendio di 3 milioni di euro l’anno e 10 milioni di euro di ingaggio? Se fosse vero, seguirebbe la domanda conseguente: dati i bilanci de Il Giornale, che pare risenta anch’esso dell’attuale crisi, da dove arrivano tutti quei soldi?<br />
23) &#8211; Dati i suoi vari coinvolgimenti in situazioni quanto meno spiacevoli è ragionevole aspettarsi pressioni e moral suasion da parte del Capo dello Stato perché si dimetta, specie dopo le sue infondate accuse contro due procure della Repubblica addirittura di cospirarle contro. Pressioni che però non ci sono state. Lei o la Finivest siete stati finanziatori della rivista della corrente “migliorista” del Partito comunista italiano, guidata all’epoca proprio da Napolitano, il cui nome figura nell’agenda sequestrata al manager campano della Fininvest Maurizio Japicca? Costui è stato arrestato e liberato perché reo confesso in una indagine di finanziamenti politici illegittimi, l‘accusa è stata fatta stranamente cadere in prescrizione e lei ancor più sorprendentemente lo ha fatto eleggere in parlamento. E’ legittimo porsi la domanda se queste due cose, il finanziamento della rivista migliorista e la presenza di Napolitano nell’agenda di Japicca, abbiano qualcosa a che vedere con la debolezza dell’azione di Napolitano perché lei si dimetta?<br />
24) A proposito di divorzi e per chiudere in rosa: dato che divorzia, lei ora è libero di fuggire con il ministro Mara Carfagna e di sposarsela come ha dichiarato che avrebbe fatto se non fosse stato già accasato. Lo farà? In definitiva, essendo la Carfagna anche  ministro delle Pari opportunità, non si tratterebbe altro che di concedere anche a lei una opportunità pari a quella concessa alla signora Veronica.<br />
Pino Nicotri.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
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