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	<title>ArruotaLibera &#187; stato democratico</title>
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	<description>Critica delle verità ufficiali. Contro l&#039;ipocrisia e l&#039;uso di due pesi e due misure da parte del potere</description>
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		<title>Che cos&#8217;è il diritto laico?</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Feb 2014 17:05:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Galavotti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Società e dintorni]]></category>
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		<description><![CDATA[Quando si parla di &#8220;diritto laico&#8221; s&#8217;intendono, generalmente, due cose: la libertà di coscienza e il regime di separazione tra chiesa e Stato. Là dove manca anche uno solo dei due elementi, è impossibile parlare di &#8220;diritto laico&#8221;, se non in maniera molto approssimativa. Una piena libertà di coscienza non è mai esistita in Europa [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Quando si parla di &#8220;diritto laico&#8221; s&#8217;intendono, generalmente, due cose: la <em>libertà di coscienza</em> e il <em>regime di separazione tra chiesa e Stato</em>. Là dove manca anche uno solo dei due elementi, è impossibile parlare di &#8220;diritto laico&#8221;, se non in maniera molto approssimativa.</p>
<p>Una <em>piena</em> libertà di coscienza non è mai esistita in Europa occidentale, almeno da quando esistono le civiltà basate sugli antagonismi sociali. Infatti quando una minoranza comanda una larga maggioranza, o quando il potere statuale domina la società civile, la concessione di una <em>piena</em> libertà di coscienza fa sempre paura. Non a caso essa è stata negata ai cristiani per i primi tre secoli della nostra era bimillenaria, e i cristiani l&#8217;hanno negata agli altri per i secoli rimanenti.</p>
<p>Per avere la libertà di credere in una confessione cristiana diversa da quella cattolico-romana s&#8217;è dovuta attendere la fine della Guerra dei Trent&#8217;anni (1648), e unicamente per dire, col principio <em>cuius regio eius religio</em>, che i sudditi dovevano conformarsi alla religione del loro principe (cattolico o protestante che fosse) oppure emigrare.</p>
<p>Quindi c&#8217;era poco di cui gloriarsi. Le rivoluzioni borghesi (olandese, inglese e francese) han sempre fatto molta fatica a concedere la libertà di coscienza. I protestanti olandesi e gli anglicani inglesi la negavano ai cattolici, impedendo loro di accedere alle cariche più prestigiose del potere politico, militare o giudiziario.</p>
<p>Spesso si sente dire che l&#8217;Olanda protestante concedeva la libertà di coscienza a qualunque perseguitato per motivi di religione. Eppure si dovette aspettare la rivoluzione liberale del 1848 prima di veder soppressa la religione di stato e trasformate le confessioni religiose in associazioni di diritto privato.</p>
<p>Quanto ai rivoluzionari francesi, il massimo che riuscirono a fare, con Robespierre, fu quello di sostituire tutti i culti religiosi col culto filosofico, organizzato dallo Stato, della dea Ragione. L&#8217;anticlericalismo dei giacobini fu esasperante, specie quando vollero imporre la scristianizzazione con la forza.</p>
<p>D&#8217;altra parte la rivoluzione americana non era stata migliore: il presidente doveva giurare sulla Bibbia e persino sulle banconote doveva essere scritto (e lo è ancora oggi) &#8220;In God we trust&#8221;. Il presidente americano è sempre stato considerato una sorta di &#8220;papa laico&#8221;, seguace di una delle tante fedi religiose di quel paese, generalmente di tipo protestantico.</p>
<p>Nessun paese cristiano o ebraico o islamico ha mai concesso la piena libertà di coscienza, e se l&#8217;ha fatto &#8211; spinto dalle pressioni popolari -, al massimo ha tutelato la libertà di credere in una qualche fede monoteistica, certamente non quella di non credere in alcuna religione.</p>
<p>Il primo Stato che ha equiparato giuridicamente la fede all&#8217;ateismo, cercando di legittimare entrambe le scelte, è stato quello russo l&#8217;indomani della rivoluzione d&#8217;ottobre. La quale, non a caso, aveva proclamato il regime di separazione dello Stato da tutte le chiese, dicendo ai credenti di opporsi, se del caso, alle leggi civili o alla loro applicazione in quanto &#8220;cittadini&#8221;, non in quanto &#8220;credenti&#8221;.</p>
<p>Ma già sotto Stalin s&#8217;iniziò a fare dell&#8217;ateismo una sorta di &#8220;religione laica di Stato&#8221;. Lo Stato sovietico, infatti, smettendo d&#8217;essere laico, era diventato <em>ideologico</em>, anche se, in maniera ufficiale, solo quello albanese diceva d&#8217;essere &#8220;ateo&#8221;.</p>
<p>La storia dell&#8217;Europa occidentale (ivi inclusa la sua parte russa) è passata dunque da un confessionalismo religioso a un confessionalismo ateistico. Di conseguenza non è mai esistito uno Stato davvero <em>laico</em>, cioè &#8220;separato&#8221; da tutte le chiese, intenzionato non solo a non permettere alcuna ingerenza clericale nei propri affari, ma anche a non esercitarla nei confronti di alcuna chiesa, se non appunto per tutelare la propria laicità.</p>
<p>&#8220;Diritto laico&#8221; vuol dire che uno deve essere lasciato libero di credere in ciò che vuole, se ciò non è lesivo del diritto altrui di fare altrettanto. Vuol dire rispettare tutte le fedi religiose e, nel contempo, l&#8217;assenza di qualunque fede.</p>
<p>Uno Stato è laico soltanto quando tutela la &#8220;forma&#8221; della libertà di coscienza, non il suo contenuto. Bisogna infatti fare attenzione che uno Stato resta confessionale anche quando, pur dichiarandosi aperto a tutte le religioni, tende a preferire quella maggioritaria o quella considerata nazionale per motivi storici.</p>
<p>I contenuti laici o religiosi devono essere tutelati dai diretti interessati, i quali forse un giorno smetteranno d&#8217;aver bisogno di un ente esterno che insegni loro a vivere pacificamente, senza fare delle diversità di opinione, di fede, di credenza un motivo per odiarsi reciprocamente.</p>
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