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	<title>ArruotaLibera &#187; società borghese</title>
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	<description>Critica delle verità ufficiali. Contro l&#039;ipocrisia e l&#039;uso di due pesi e due misure da parte del potere</description>
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		<title>L&#8217;etica della guerra e la guerra dell&#8217;etica</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Nov 2012 08:28:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Galavotti]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le guerre sono l&#8217;esigenza di un&#8217;etica che si sente forte e che si è indebolita: un&#8217;etica malsana, individualistica, abituata a usare non l&#8217;esempio ma la forza per imporsi, e che quando riesce a ottenere ciò che vuole, diventa molle, s&#8217;infiacchisce, e non sa più come affrontare le proprie insanabili contraddizioni, i propri limiti egoistici. L&#8217;esigenza [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Le guerre sono l&#8217;esigenza di un&#8217;etica che si sente forte e che si è  		indebolita: un&#8217;etica malsana, individualistica, abituata a usare non  		l&#8217;esempio ma la forza per imporsi, e che quando riesce a ottenere ciò  		che vuole, diventa molle, s&#8217;infiacchisce, e non sa più come affrontare  		le proprie insanabili contraddizioni, i propri limiti egoistici.</p>
<p>L&#8217;esigenza della guerra è connaturata a una sorta di vuoto esistenziale, così  tipico di quelle società (e financo di quelle civiltà) disposte anche a morire  pur di trionfare sui più deboli.</p>
<p>E&#8217; un&#8217;esigenza ciclica, che si ripete a ritmi alterni: a periodi di pace, in  cui l&#8217;etica si rilassa, subentrano periodi di guerra, in cui l&#8217;etica si  irrobustisce.</p>
<p>L&#8217;etica della guerra è un&#8217;etica di conquista, quella mediante cui il più  forte vuole dominare. E&#8217; l&#8217;etica del sacrificio, del coraggio, del disprezzo per  la morte o per il dolore. E&#8217; l&#8217;etica dell&#8217;obbedienza, del cameratismo,  dell&#8217;altruismo nei confronti dei propri compagni, e dell&#8217;odio spietato nei  confronti del proprio nemico. Si impara ad amare e a odiare nello stesso  momento, con la stessa intensità.</p>
<p>E&#8217; un&#8217;etica schizofrenica, lacerata, che illude i combattenti di poter  diventare migliori proprio mentre uccidono qualcuno. L&#8217;omicidio viene  giustificato in nome della guerra, cioè in nome del fatto che, siccome non si  riesce ad amare nella pace, si deve provare a farlo nella guerra. E chi non è un  &#8220;compagno&#8221; da amare e rispettare, è visto solo come un nemico da abbattere.</p>
<p>La paura di non-essere fa nascere le guerre, che infatti servono per  affermare un &#8220;proprio essere&#8221;, l&#8217;essere della cultura, della nazione, della  civiltà a cui si appartiene.</p>
<p>E sono guerre non di difesa ma di attacco. Non si sta difendendo  legittimamente il proprio territorio, ma si sta occupando quello altrui. E  mentre lo si occupa, si sviluppa l&#8217;etica, i cui valori sono finalizzati alla  conquista e alla distruzione di chi fa resistenza.</p>
<p>E il militare non può aver dubbi di sorta: sta combattendo una guerra giusta,  a favore della civiltà, della libertà, della giustizia, della scienza, del  progresso e soprattutto dei valori umani universali.</p>
<p>Il soldato mette a repentaglio la propria vita per il bene dell&#8217;umanità e  spera d&#8217;essere considerato un prode, un valoroso, addirittura un eroe. Viene  ingannato dai suoi superiori e finisce con l&#8217;ingannare se stesso.</p>
<p>Prima della guerra l&#8217;etica era così debole che non si riusciva più a  distinguere il bene dal male. E men che meno si può pensare di farlo durante la  guerra, dominata dal principio <em>mors tua, vita mea</em>. E&#8217; impossibile far  chiarezza mentre si combatte, proprio perché la guerra rende elementari tutti i  principi etici: o uccidi o vieni ucciso. Al massimo si può obiettare all&#8217;ordine  di uccidere, se questo viola la dignità umana. Ma è molto raro vederlo.</p>
<p>La vera etica, quella umana, non può essere decisa durante la guerra: va  decisa o prima o dopo. E quando non si riesce a farlo in tempo, la guerra  diventa inevitabile; e se non si riesce a farlo neppure dopo, la guerra è stata  inutile.</p>
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