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	<title>ArruotaLibera &#187; Potenza</title>
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	<description>Critica delle verità ufficiali. Contro l&#039;ipocrisia e l&#039;uso di due pesi e due misure da parte del potere</description>
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		<title>Giustizia è fatta! O no? Cerchiamo di capire.</title>
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		<pubDate>Mon, 10 May 2021 11:36:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pino Nicotri]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Beppe Lopez]]></category>
		<category><![CDATA[La Nuova Basilicata]]></category>
		<category><![CDATA[La Nuova del Sud.]]></category>
		<category><![CDATA[Potenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo oltre 20 anni di attesa il giornalista e scrittore di lungo corso Beppe Lopez, cronista di politica interna dell’esordio di Repubblica e man mano detentore di un curriculum di tutto rispetto  (  http://infodem.it/iniziative.asp?id=2977  ), s’è visto negare dal tribunale di Potenza tutti i suoi diritti economico professionali nonostante risultassero nero su bianco da regolari [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dopo oltre 20 anni di attesa il giornalista e scrittore di lungo corso Beppe Lopez, cronista di politica interna dell’esordio di Repubblica e man mano detentore di un curriculum di tutto rispetto  (  <a href="http://infodem.it/iniziative.asp?id=2977">http://infodem.it/iniziative.asp?id=2977</a>  ), s’è visto negare dal tribunale di Potenza tutti i suoi diritti economico professionali nonostante risultassero nero su bianco da regolari contratti di lavoro. Come se non bastasse, di recente è stato condannato non solo a pagare 30 mila euro di spese processuali e parcelle alla controparte, ma anche a cominciare a pagarle subito senza aspettare l’esito dei  sui ricorsi in appello. Insomma, come si suol dire, cornuto e mazziato.</strong></p>
<p><strong>Il tutto in un tribunale il cui bar, dal 2017 ufficialmente gestito dalla società “Bar del Tribunale Srl”, secondo la Direzione Distrettuale Antimafia sarebbe in realtà gestito da prestanomi e affiliati di un’organizzazione mafiosa colpita il 27 aprile da 17 mandati di cattura. Ma torniamo a Beppe Lopez.</strong></p>
<p><strong>Dal 1989 al 1997 il collega è ancora a Roma a dirigere la Quotidiani Associati, la più importante agenzia italiana di servizi giornalistici,<span class="Apple-converted-space">  </span>forniti a una 30ina di testate locali. Poi nel 1998 Lopez cede alle sirene dell’editore lucano, cioè della Basilicata, Donato Macchia, titolare della tv privata Teleregione, desideroso di varare con la sua società Alice Idea Multimediale anche un quotidiano che vada in edicola, visto che la sua è l’unica regione che ne è ancora sprovvista. Contratto da direttore garantito dall’azienda editrice per dieci anni e per tre anni dall’editore in persona.</strong></p>
<p><strong>E così Lopez lascia Roma per andare a progettare e realizzare a Potenza il quotidiano regionale La Nuova Basilicata, rifornita di pubblicità dalla Manzoni e di articoli e inchieste nazionali dell&#8217;Agenzia dei Giornali Locali (AGL), entrambe del Gruppo L’Espresso. Successo oltre le previsioni. Ed entusiasmo del manipolo di pionieri raccolti da Lopez. Due cose che però non piacciono a tutti, specie a chi era abituato a condurre affari e politica senza avere ficcanaso tra i piedi, specie in un periodo in cui vengono scoperti il settore eolico e i ricchi contributi pubblici. Sta di fatto che Macchia, in seguito imprenditore anche del settore eolico, dopo meno di un anno dal varo del giornale licenzia quattro redattori. E poiché Lopez si oppone e protesta Macchia licenzia anche lui</strong></p>
<p><strong>E i dieci anni di contratto garantito dall’azienda? E i tre anni garantiti dall’editore in persona? Svaporati. Alice Idea Multimediale dichiara fallimento, la Nuova Basilicata chiude i battenti e il suo posto viene preso da La Nuova del Sud. Il magistrato nega a Lopez anche la possibilità di inserirsi nel fallimento nonostante fosse un “creditore privilegiato” in quanto ex dipendente della società fallita.</strong></p>
<p><strong>Dopo un palleggio tra Federazione Nazionale della Stampa Italiana (FNSI, sindacato nazionale dei giornalisti)<span class="Apple-converted-space">  </span>e l’Associazione Regionale della Stampa (ARS, sindacato regionale dei giornalisti) su chi dovesse prendere l’iniziativa, nel 2019, cioè a 20 anni dai fatti e dopo una decina di rinvii delle udienze, la FNSI s’è decisa a<span class="Apple-converted-space">  </span>denunciare entrambe le vicende al<span class="Apple-converted-space">  </span>Consiglio Superiore della Magistratura (CSM). Che ha chiesto chiarimenti al Tribunale di Potenza.</strong></p>
<p><strong>Risultati? Nel giugno 2020 i magistrati di Potenza hanno rigettato come inammissibili ambedue le vertenze intentate da Lopez. E lo hanno condannato al pagamento delle spese processuali, per un totale di 30 mila euro. Da cominciare a prelevare subito a rate dalla sua pensione: Lopez ha infatti sì chiesto i processi d’appello, ma i magistrati hanno respinto anche la sua domanda di sospensione della riscossione in attesa delle nuove sentenze. E sì, cornuto e mazziato.</strong></p>
<p><strong>Nelle loro sentenze<span class="Apple-converted-space">  </span>vengono negati a Lopez in particolare i seguenti diritti:</strong></p>
<p><strong>- la partecipazione al fallimento,<span class="Apple-converted-space"> </span></strong></p>
<p><strong>- il riconoscimento del contratto garantito per dieci anni,<span class="Apple-converted-space"> </span></strong></p>
<p><strong>- il riconoscimento dei contratto garantito di persona dall’editore,</strong></p>
<p><strong>- il pagamento delle mensilità dei nove anni “saltati”,</strong></p>
<p><strong>- il pagamento della liquidazione (detta anche TFR, Trattamento di Fine Rapporto),</strong></p>
<p><strong>- i risarcimenti per demansionamento,<span class="Apple-converted-space"> </span></strong></p>
<p><strong>- il risarcimento da mancato preavviso del licenziamento,<span class="Apple-converted-space"> </span></strong></p>
<p><strong>- il credito per spese connesse ai procedimenti penali.</strong></p>
<p><strong>Sarebbe utile pubblicare la sentenza per renderla di pubblico dominio, e poter così leggere le motivazioni addotte dai magistrati.</strong></p>
<p><strong>Il botto del bar del tribunale a quanto pare gestito per interposta persona da malavitosi, sfacciato trofeo del loro asserito avere le mani in pasta ovunque, ha dato la stura a una serie di voci che è meglio non raccogliere.<span class="Apple-converted-space"> </span></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Perché alla Fiat non licenziare anche i manager e gli azionisti incapaci che l&#8217;hanno portata a questo punto di inadeguatezza ormai fuori mercato?</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 20:48:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pino Nicotri]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti&Rovesci]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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		<description><![CDATA[Come è noto, tre operai del reparto montaggio dello stabilimento di Melfi (Potenza) della Fiat &#8211; dove si produce la Punto Evo &#8211; sono stati prima sospesi e poi licenziati con l&#8217;accusa di aver ostacolato il percorso di un carrello robotizzato durante un corteo interno. Secondo l&#8217;azienda il blocco del carrello robotizzato impediva di lavorare [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="font-size: medium;"><strong>Come è noto, t<span style="color: #262626;">re operai del reparto montaggio dello stabilimento di Melfi (Potenza) della Fiat &#8211; dove si produce la Punto Evo &#8211; sono stati prima sospesi e poi licenziati con l&#8217;accusa di aver ostacolato il percorso di un carrello robotizzato durante un corteo interno. Secondo l&#8217;azienda il blocco del carrello robotizzato impediva di lavorare agli operai che non partecipavano allo sciopero e al corteo interno. Ed è di oggi la notizia di un quarto licenziamento, sempre per motivi dello steso tipo, piuttosto speciosi. Ma tralasciamo.</span></strong></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="font-size: medium;"><strong><span style="color: #262626;">Bene. Ma allora perché non licenziare i manager e gli azionisti di riferimento incapaci che con le loro incapacità e strategie perdenti impediscono di lavorare a centinaia di migliaia di dipendenti compromettendo anche il futuro di molti di loro?<img src="../wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif" border="0" alt="" width="1" height="1" align="BOTTOM" /> Altro che blocco del carrello robotizzato: nei primi sei mesi del 2010 la quota di mercato della Fiat nell&#8217;Europa composta da 27 Paesi è calata del 20, 8%. Si è cioè ridotta nel giro di sei mesi addirittura di un quinto! A fronte di un mercato dell&#8217;auto di fatto stazionario anche se registra un incrementino dello 0,2%. Detto in parole povere, </span>la Fiat è fuori gioco, va peggio di tutti i suoi principali e con la sua fettina del 7,4% di quota di mercato è solo la sesta casa automobilistica del Vecchio Continente. Che fine hanno fatto le profezie dell&#8217;Avvocato, cioè dello scomparso Gianni Agnelli che in realtà non era neppure avvocato, di quando &#8211; pochi anni fa &#8211; si diceva sicuro che la Fiat sarebbe cresciuta fino a diventare uno dei pochi giganti automobilistici mondiali? Evidentemente sono state seppellite con lui. Purtroppo.</strong></span></span><span id="more-2093"></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.42cm;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="font-size: medium;"><strong>Sono anni che a Torino non sono competitivi in fatto di capacità progettuali e commerciali. E&#8217; da decenni che le auto le fanno meglio in Francia, Germania, Giappone e Svezia, da qualche tempo anche le auto Ford sono migliori di quelle della Fiat. Sono anni che le auto progettate e vendute da Fiat non sono fra le più appetibili, anzi è evidente che non sono neppure in linea con la media del mercato. Altro che il blocco di un carrello robotizzato: qui c&#8217;è il blocco delle più grande industria italiana provocato dai vari Marchionne che ostentano il maglione &#8220;del fare&#8221; esattamente come Guido Bertolaso, il pallone sgonfiato della Protezione civile. Pomigliano, la camorra, i terroni, Epifani, la Cgil, i comunisti, il blocco di uno o mille carrelli robotizzati, ecc., non c&#8217;entrano niente. C&#8217;entrano solo i Marchionne e gli Elkan. cervelli torinesi e non solo di Mr Marpionne dal pullover ostentato. L&#8217;ipocrisia e gli interessi della politica, a destra, al centro e a sinistra, e della grande stampa nascondono la realtà, non solo questa come è noto, ma non è tenendo la testa sotto la sabbia che il re non è più nudo. Il dramma principale della Fiat è di essere finita in mano a una famiglia, gli Elkan, piovuta dall&#8217;estero, priva di cultura economica e ancor più aziendale, per giunta con scarso interesse per l&#8217;Italia e miracolata dall&#8217;avere sposato una Agnelli. Le risse giudiziarie torinesi tra figlia Margherita e madre Marella per spartirsi i tesori di famiglia e la parabola di Lapo Elkan non sono faccende causiali, ma emblematiche. </strong></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.42cm;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="font-size: medium;"><strong>Le cose però non è che andassero benone già da prima. Quando era ministro del Lavoro Roberto Maroni rivelò che la Fiat dal dopoguerra aveva avuto in regalo dallo Stato italiano &#8220;oltre un milione di miliardi di lire&#8221;, pari a 500 miliardi di euro e a quasi metà del debito pubblico italiano. Di quella montagna di quattrini, della quale Maroni disse che &#8220;con quei soldi la Fiat poteva comprarsi l&#8217;intera Ford&#8221;, a quanto pare non è stato fatto un buon uso. Da quando Maroni era al Lavoro sono passati anni e le regalie, o &#8220;incentivi&#8221; che dir si voglia, sono nel frattempo aumentate. Però nel frattempo alla Fiat è calata l&#8217;occupazione, i terroni sono stati rispediti al Sud, è calata la quota di mercato e anche la capacità di fare buone auto. Quando Berlusconi e il suo circo Barnum ragliano di &#8220;complotto dei poteri forti per sabotare il voto popolare, delegittimarci e non lasciarci governare&#8221; la Fiat non è più certo faccia parte dei conclamati poteri forti.</strong></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.42cm;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="font-size: medium;"><strong>Non è il caso di discuterne anziché dare la colpa a Melfi o a Pomigliano d&#8217;Arco, alla Cgil o ai &#8220;comunisti&#8221;? Non è il caso magari anche cercare delle soluzioni anzichè continuare a incensare Marchionne e gli imberbi rampolli Elkan oppure cercare di continuare a raccogliere voti alle elezioni e tessere sindacali?</strong></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
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		</item>
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		<title>Il MinzoloFeltrismo, malattia servile del giornalismo già affetto da doppiopesismo. I 7 senatori del Pdl autori dell&#8217;incredibile &#8220;emendamento 1707&#8243; protettore dei pedofili. L&#8217;ipocrisia di Netanyahu anche con Obama, la disponibilità servile di Frattini e il significato della grave ammissione sul massacro dei pacifisti turchi diretti a Gaza. Dal Belgio a Potenza problemi pesanti per la Chiesa.</title>
		<link>http://www.pinonicotri.it/2010/07/il-minzolofeltrismo-malattia-servile-del-giornalismo-gia-malato-di-doppiopesismo-lincredibile-ipocrisia-di-netanyahu-ache-con-obama-la-disponibilita-servile-di-frattini-e-la-grave-ammissione-sul/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 22:38:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pino Nicotri]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[La cosa strana è che nessuno sappia ribattere a tono. E così il solito Vittorio Feltri anche questa volta ha potuto gettare palate di merda addirittura sul presidente della Repubblica senza che nessuno facesse notare l&#8217;ipocrisia e il doppiogiochismo del suo (s)ragionamento. E infatti: se il baldo Feltri, un tanto al chilo, sospetta che Giorgio [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La cosa strana è che nessuno sappia ribattere a tono. E così il solito Vittorio Feltri anche questa volta ha potuto gettare palate di merda addirittura sul presidente della Repubblica senza che nessuno facesse notare l&#8217;ipocrisia e il doppiogiochismo del suo (s)ragionamento. E infatti: se il baldo Feltri, un tanto al chilo, sospetta che Giorgio Napolitano abbia &#8220;chissà quale segreto da nascondere&#8221; perché un parlamentare del PD ha inseito in un progetto di legge una clausola per &#8220;l&#8217;immunità penale totale&#8221; del cpo dello Stato, come mai non chiede altrettanto ad altta voce e a caratteri cubitali &#8220;quali segreti ha da nascondere&#8221; Berlusconi visto che da anni fugge ai magistrati con ormai quasi 20 leggi ad personam, cioè a suo esclusivo uso e consumo? Come mai il baldo Feltri, un tanto al chilo, non chiede al alta voce e a caratteri cubitali &#8220;quali segreti ha da nascondere&#8221; il Nano Supremo e Gran Chiavaliere Papino il Breve visto che vuole, vuole, fortissimamente vuole la legge bavaglio alla stampa e anti intercettazioni? C&#8217;è stato l&#8217;indecoroso e indecente caso Brancher, il ridicolo ministro all&#8217;Immunità della Cricca&amp;C, però Vittorio Feltri, un tanto al chilo, s&#8217;è ben guardato dal chiedere ad alta voce e a caratteri cubitali &#8220;quali segreti ha da nascondere&#8221; anche questo ex dipendente Fininvest rimasto dipendente del padrone della Fininvest.<span id="more-2078"></span></strong><strong><br />
</strong> <strong><br />
Si potrebbe continuare a lungo, tali e tanti sono i casi di ipocrisia e doppiopesismo di questa stampa da basso impero che difende sempre e solo i cialtroni, accoltella alle spalle i Boffo e ora è passata a gettare palate di merda anche sul Quirinale. La strategia è chiara: gettando merda ovunque l&#8217;ambiente si degrada, si immerdisce, e quindi può più facilmente affermarsi il modo di fare cialtrone dei cialtroni che sempre più danno spettacolo, dei coltroni che sempre più occupano la politica e dei cialtroni della Cricca che sempre più arraffano tutto l&#8217;arraffabile all&#8217;ombra della Casta, della quale in fin dei conto anche la Cricca fa parte. L&#8217;ultimo caso è quello di Vittorio Carboni, in scena nel malaffare di alto bordo fin dai tempi dell&#8217;uccisione del banchiare Roberto Calvi, vale a dire da una trentina d&#8217;anni. Le indagini giudiziare per le quali è stato arrestato dismostrano che assieme a Marcello Dell&#8217;Utri, altro gentiluomo al servizio del Nano Supremo e Gran Chiavaliere, condannato per appoggio alla mafia a 7 anni di galera in appello, ha cercato di addomesticare il responso della Corte Costituzionale a favore del &#8220;lodo Alfano&#8221;. Cesare Previti i magistrati li corrompeva per comprare sentenze nell&#8217;interesse del Nano Supremo e Gran Chiavaliere, ma ora è fuori gioco a causa di una disonorevole condanna giudiziaria diventata definitiva. Ecco quindi che si fanno sotto personaggi del calibro di Carboni e Dell&#8217;Utri: date le loro frequantazioni e le loro vicende giudiziarie parrebbe siano tipi più adatti alle minecce che agli acquisti corruttori. Le trame e i complotti sono dunque arrivate fin dentro la Corte Costituzionale, hanno cercato di corrompere o indimidire e comunque condizionare perfino i suoi magistrati. Se vero, allora siamo alla frutta, anzi alle bucce e ai torsoli della frutta. E con tempismo perfetto ecco che Vittorio Feltri, un tanto al chilo, aggiunge le sue cucchiaiate di merda. Tutti assieme appassionatamente contro la legalità e le basi della Repubblica pur di salvare dalla giustizia il Nano Supremo e Gran Chiavaliere d&#8217;Italia.</strong></p>
<p><strong>La miserabile merdosità di certo &#8220;giornalismo&#8221; spazzatura risalta ancor più al confronto di come in Francia nessuno si inventa leggi berluscone contro la magistratura che ha incastrato per bustarelle politici di alto livello vicini al capo dello Stato Sarkozy e che a quanto pare sta per incastrare lo stesso Sarkozy. Al pubblico italiano viene invece infilato in gola il &#8220;giornalismo&#8221; alla Minzolini. Pardòn: alla Spazzolini. O Servolini. Oppure, ormai, Ridolini. E così il MinzoloFeltrismo è diventato la malattia servile del &#8220;giornalismo&#8221;.</strong> &lt;!&#8211; 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 	&#8211;&gt;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Ecco un altro argomento sul quale Feltri, un tanto al chilo, ha evitato accuratamente di chiedere cosa avessero da nascondere gli inventori di un emendamento proprio carino infilato di soppiatto  nel disegno di legge sulle intercettazioni: l&#8217;emendamento 1.707, che introduceva il termine di &#8220;Violenza sessuale di lieve entità&#8221; nei confronti di minori. Firmatari, alcuni senatori di Pdl e Lega che proponevano<br />
l&#8217;abolizione dell&#8217;obbligo di arresto in flagranza nei casi di violenza sessuale nei confronti di minori, se &#8211; appunto &#8211; di &#8220;minore entità&#8221;. Senza peraltro specificare come si svolgesse, in pratica, una violenza<br />
sessuale &#8220;di lieve entità&#8221; nei confronti di un bambino. Dopo la denuncia del Partito Democratico, nel centrodestra c&#8217;è stato il fuggi-fuggi, il &#8220;ma non lo sapevo&#8221;, il &#8220;non avevo capito&#8221;, il &#8220;non pensavo che fosse proprio così&#8221; uniti all&#8217;inevitabile berlusconiano &#8220;ci avete frainteso&#8221;. Poi, finalmente, un deputato del Pd ha scoperto i firmatari del lurido emendamento 1707. Annotiamoli bene, tutti senatori:<br />
Maurizio Gasparri (Pdl),<br />
Federico Bricolo (Lega Nord Padania),<br />
Gaetano Quagliariello (Pdl),<br />
Roberto Centaro (Pdl),<br />
Filippo Berselli (Pdl),<br />
Sandro Mazzatorta (Lega Nord Padania) e il<br />
Sergio Divina (Lega Nord Padania).<br />
</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Per la cronaca:</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>- il sen. Bricolo era colui che proponeva il &#8220;carcere per chi rimuove un crocifisso da un edificio pubblico&#8221; (ma non per chi palpeggia o mette un dito dentro ad una bambina);<br />
&#8211; il sen. Berselli è colui che ha dichiarato &#8220;di essere stato iniziato al sesso da una prostituta&#8221; (e da qui si capisce molto&#8230;);<br />
&#8211; il sen Mazzatorta ha cercato di introdurre nel nostro ordinamento vari &#8220;emendamenti per impedire i matrimoni misti&#8221;;<br />
&#8211; il sen Divina è divenuto celebre per aver pubblicamente detto che &#8220;i trentini sono come cani ringhiosi e che capiscono solo la logica del bastone&#8221; (citazione di una frase di Mussolini).<br />
Complimenti. A questa bella gente e ai loro degni elettori. </strong></p>
<p><strong>Il doppiopesismo e l&#8217;ipocrisia sono di scena però anche a livello mondiale, e su tempi cruciali. I giornali non esitano a spiegare che il più recente motivo di malumore del governo di Israele contro Obana è il suo avere osato appoggiare l&#8217;adesione degli Stati Uniti alla ovvia richiesta di alcuni Paesi del Medio Oriente a firmare tutti, Israele compresa, il trattato di non proliferazione nucleare, unico modo per fermare la spirale verso la guerra innescata dai governi di destra israeliani con la scusa delle &#8220;bombe atomiche iraniane&#8221; che sono il bis delle panzane guerrafondaie sulle &#8220;bombe atomiche irachene&#8221;. Come si fa ad avere la pretesa di essere l&#8217;unico Paese con armamenti atomici di quella larga e surriscaldata fetta del mondo? E come si fa a pretendere di avere ragione nascondendosi ipocritamente dietro l&#8217;ipocrita e subdolo non avere mai ammesso di possedere le atomiche? E c&#8217;è chi ha la faccia di bronzo come Netanyahu che si offende perché Obama ha cominciato, forse, a capire che Israele fa da troppo tempo un gioco pericoloso. Di recente David Grossman su Repubblica ha fatto notare con un suo articolo come Israele da troppo tempo dica sempre &#8220;No!&#8221; a tutto, infilandosi così in un vicolo cieco e autoghettizzandosi. La faccia di bronzo armata solo di &#8220;No!&#8221; arriva al punto da rispondere &#8220;non siamo stati noi i primi a usare la violenza&#8221; alla Turchia che chiede le scuse uffciali di Israele per i nove cittadini turchi uccisi seulle navi dei pacifisti dirette a Gaza. Questo modo di (s)ragionare alla Netanyahu è pericoloso per due motivi, uno dei quali riguarda tutti e non solo perché riguarda la logoca.</strong></p>
<p><strong>Il primo motivo è che (s)ragionando alla Netanyahu il ministro dell&#8217;Interno Roberto Maroni avrebbe dovuto ordinare di sparare &#8211; e ad altezza d&#8217;uomo &#8211; contro i terremotati de L&#8217;Aquila andati a protestare a Roma con la manifestazione finita &#8220;solo&#8221; a bastonate da parte della polizia. E a Genova a suo tempo avrebbero dovuto usare i bombardieri! Il secondo motivo è che c&#8217;è sempre il rischio che ad eventuali gesti inconsulti commessi in ipotesi da un Paese europeo Israele risponderebbe in modo assurdamente violento e devastante. Del resto non è la prima volta che l&#8217;Onu condanna Israele per eccessivo uso della forza militare e la frase rivolta alla Turchia è la più plateale pubblica ammissione che sì, Israele risponde con massacri a chi usa la fionda. Per un Paese che ha il culto del mito di Davide e Golia vantarsi di essere oggo il Golia della situazione suona piuttosto male, suona come un tragico auspicio, una auto maledizione. Del resto un capovolgimento delle posizioni si è già avuto con Gaza: lo Stato che ha il culto delle disperata e suicida resistenza di Masada ai romani ha trasfromato Gaza in una enorme Masada dei nostri tempi e se stesso nella riedizione dei romani assedianti gli ebrei di Masada.</strong></p>
<p><strong>A proposito di Gaza, altra palata di ipocrisia, che ha ovviamente visto aderire con entusiasmo il nostro ciclopico ministrello degli Esteri Franco Frattini. L&#8217;impresentabile suo omologo israeliano, quell&#8217;Avigdor Lieberman teorico del &#8220;trafseriemnto&#8221; all&#8217;estero di qualche milione di palestinesi e cittadini israeliani arabi, ha invitato Frattini a formare una delegazione di ministri degli Esteri europei per andare a vedere di persona come &#8220;è stato alleggerito l&#8217;embargo a Gaza&#8221;. A quando una visita per andare ad ammirare la persona la generosità di chi nello strangolare una persona ha momentaneamnete allentato di poco la stretta al collo? I Frattini, usi servir tacendo il Nano Supremo e Gran Chiavaliere, sono felicissimi di far finta sia oro quello che i vari inviati dell&#8217;Onu, ebrei quanto e più di un Netanyahu e Lieberman sommati assieme, Richard Falk per la verifica dei Diritti umani e il giudice sudafricano Richard Goldstone hanno documentato essere orrore. Che secondo Falk ha anche un fetore che ricorda quello nazista. Israele ha cacciato Falk e sommerso di insulti Goldstone, giusto quindi che inviati col tappetino rosso un volenteroso Frattini molto bene allenato al servile obbedir tacendo di rito berlusconiano.</strong></p>
<p><strong>Il Vaticano ha fatto la voce grossa contro la magistratura belga che ha &#8220;osato&#8221; perquisire anche le abitazioni e gli uffici di alti prelati del Belgio, accusandola addirittura di &#8220;comportamenti peggiori di quelli dell&#8217;Urss&#8221;. Si vede che anche il papa e i suoi uomini quando scoppia il caldo parlano a ruota libera, senza accertarsi che il cervello sia inserito prima di aprire la bocca. Ora dal computer del cardinale Gotfried Danneels salta fuori una imbarazzante foto di bambina di meno di 10 anni di età ritratta nuda. Vedremo. Intanto però è stato appurato che a Potenza nel sottotetto del duomo dove anni fa è stata violentata e uccisa la giovanissima Elisa Claps  più di un uomo ha continuato a far sesso su un materasso ai piedi del muro di fronte a quello dove il cadavere della povera ragazza andava mummificandosi. Domanda: come è possibile che tutto ciò sia avvenuto senza &#8211; quanto meno &#8211; la complicità del parroco di quell&#8217;epoca se &#8211; stando a ciò che hanno scritto tutti i giornali &#8211; davvero a quel dannato sottotetto si poteva accedere solo ed esclusivamente dal suo appartamento? Ho già detto a suo tempo che quel parroco, ormai defunto, usava andare a &#8220;confessare&#8221; quasi ogni sera le studentesse del convitto di suore di via Ciccotti, tanto che più di una volta è stato preso a botte da fidanzati gelosi. Che facciamo? Ci inventiamo un&#8217;altra telenovela pluridecennale modello &#8220;rapimento di Emanuela Orlandi&#8221; pur di nascondere che due più due fa quattro?</strong></p>
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