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	<title>ArruotaLibera &#187; Kgb</title>
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	<description>Critica delle verità ufficiali. Contro l&#039;ipocrisia e l&#039;uso di due pesi e due misure da parte del potere</description>
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		<title>Non c&#8217;è bisogno di Spatuzza. E neppure di aspettare Godot. In un Paese civile per cacciare Berlusconi basta e avanza il tentativo nel suo primo governo di far diventare ministro della Giustizia il suo avvocato personale usato per corrompere magistrati: Cesare Previti. Che la Cassazione ha condannato in via definitiva scrivendo chiaro e tondo che la sentenza scippa Mondadori l&#8217;ha comprata in combutta con Berlusconi. Caso Boffo: Feltri ammette che avevo ragione io. Il grande &#8220;No Berlusconi Day&#8221;: opera della e-generation e del popolo del web che già a novembre dell&#8217;anno scorso ho definito come inevitabili e sottovalutati scavatori della fossa per il Cavaliere e il suo impero mediatico</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Dec 2009 01:22:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pino Nicotri]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;L’enorme afflusso di gente alla manifestazione per la libertà di informazione dimostra che urge una manifestazione nazionale contro il governo Berlusconi e il suo capo. Che politicamente, oltre che moralmente, somiglia ormai a un cadavere&#8221;. E&#8217; il titolo della puntata del 3 ottobre (  <a href="http://www.pinonicotri.it/?p=1413">http://www.pinonicotri.it/?p=1413</a> ), scritta al ritorno dalla grande manifestazione di Roma contro i continui attacchi al giornalismo e quindi alla libertà di stampa e alla qualità della democrazia.  Siamo stati i primi a far notare che una manifestazione nazionale contro Berlusconi e il suo governo, andata finalmente in porto il 5 dicembre, era ormai inderogabile. Piano piano se ne sono resi conto anche tutti coloro che l&#8217;hanno miracolosamente messa in piedi, organizzata materialmente e portata a buon fine, vale a dire gli altri grilli parlanti &#8220;fuori gioco&#8221; come me, ossia l&#8217;anonimo popolo del web, dei blog, dei social network  e di Facebook, la e-generation che non ha accesso alla tv e alla grande stampa e non conta nulla nei partiti. Salvo essere da questi corteggiati come portaborracce, esattamente come a suo tempo sono stati corteggiati il movimento studentesco, gli extraparlamentari, il movimento femminista, ecc., prima di essere presi a bastonate perché irriducibili al mercato della vacche che dài oggi e dài domani ha portato il parlamento e l&#8217;Italia intera nella morta gora nella quale galleggiamo annaspando sempre di più. Il ruolo di questa e-generation come scavatori della fossa per Fininvest-Mediaset e Berlusconi lo avevo già previsto e scritto in una puntata del blog nel novembre dell&#8217;anno scorso, come ho voluto ricordare nel Post Scriptum numero 2 in fondo a questa puntata.<br />
</strong></p>
<p><strong>Come è noto, Berlusconi in 15 anni si è fatto confezionare 18 leggi su misura per proteggere i propri interessi, non sempre trasparenti, e proteggere se stesso dalla giustizia, e ora tenta disperatamente con la 19esima: sepolto il lodo Alfano ci riprova con il &#8220;processo breve&#8221; oppure con la non processabilità del capo del governo finché è in carica oppure con qualche altra trovata dei suoi servitori in livrea doppia, di ministro della Repubblica italiana, che in tale veste è tenuto a fare gli interessi dell&#8217;Italia intera, e di avvocato del Signore d&#8217;Arcore, veste nella quale  in cambio di grasse parcelle si acconciano alle invenzioni di leggi e ai tentativi di altre leggi sempre più indecorosi in nome degli interessi privati del loro straricco cliente spacciati impudicamente per interesse generale. Mi chiedo se il cosiddetto ministro della Giustizia Angelino Alfano si faccia la barba ogni mattina, e se quando si rade si guarda allo specchio.</strong><span id="more-1673"></span></p>
<p><strong>Alfano dovrebbe magari arrossire per essere stato voluto alla Giustizia dalla stessa persona che a suo tempo ci voleva Previti. Il siciliano Alfano è certo in grado ci capire che nelle persone oneste questo suo essere un successore di Previti può sucitare se non quale sospetto almeno qualche comprensibile disagio. Ad esempio, chiedendosi se per caso  Alfano abbia o abbia avuto un qualche lato o un qualche ruolo per così dire previtiano. Come che sia, il signor ministro dovrebbe vergognarsi per avere rivendicato &#8220;la logica aziendale&#8221; nella conduzione del proprio dicastero, rivendicazione con la quale ha voluto ribattere a chi lo accusava di logica aziendale intendendo la logica di difendere a tutti i costi</strong><strong> dal nornale corso della giustizia</strong><strong> le aziende di Berlusconi inventando altre leggi &#8220;ad Berlusconem&#8221;. Alfano infatti dovrebbe sapere che in Italia le aziende non campano senza succhiare soldi allo Stato, i &#8220;grandi&#8221; imprenditori sanno fare gli imprenditori solo facendosi regalare danaro, suolo pubblico e facilitazioni varie per le loro aziende, pronti a minacciare chiusura di impianti, come fa la Fiat e ventila la signora Emma Marcegaglia, se lo Stato, le Regioni, le Province, i Comuni e quant&#8217;altro &#8211; magari la Comunità Europea &#8211; non continuano le regalie e le sovvenzioni a fondo perduto. Non parliamo poi delle aziende bancarie, somiglianti spesso a grassatori. Che anche la Giustizia venga condotta con una tale &#8220;logica aziendale&#8221;, e che per giunta il suo ministro lo rivendichi, fa solo venire i brividi. Non vorremmo che anche l'&#8221;azienda&#8221; gestita dal ministro Alfano dovesse ritirare dal mercato &#8211; come deve fare ingloriosamente la Fiat &#8211; ben 500 mila auto perché l&#8217;asse del volante si può rompere&#8230;. Poiché la Giustizia non produce auto ma &#8211; come dice lo stesso nome &#8211; giustizia, penale e civile tramite le relative sentenze, 500 mila sentenze taroccate nel volante in malora sarebbero una tragedia nazionale. Caro Alfano, prenda appunti: e prima di parlare si accerti che il cervello sia inserito.</strong></p>
<p><strong>Dei ministri come Mara Carfagna preferisco invece non chiedermi niente, onde evitare di scendere a livelli da angiporto. Il governo Berlusconi ha inventato anche i ministri peto, di rarefatta inconsistenza a mo&#8217; di flatulenze. Talmente rarefatta che per tentare di uscire dal nulla si inventano le solite crociate contro la prostituzione, vecchio e sporco trucco per accattivarsi i benpensanti, o meglio le loro mogli visto che i clienti più redditizi delle escort e affini &#8211; in altre parole i puttanieri più incalliti &#8211; sono da che mondo e mondo proprio i benpensanti, i moralisti e gli untori di varia natura, da palazzo Grazioli in giù. Poi ci sono i ministri che pur di guadagnarsi un po&#8217; di mercato &#8220;politico&#8221; e di attenzione oltre il perimetro delle proprie mutande vendono al Vaticano il potere di nomina di decine di migliaia di insegnanti della scuola pubblica della Repubblica italiana.</strong></p>
<p><strong>Ma non divaghiamo. Dicevo di Berlusconi. E del cosiddetto ministro della Giustizia Diavolino, pardon, Angelino Alfano. Non seguo le cronache del processo che vede le narrazioni di Gaspare Spatuzza, condannato all&#8217;ergastolo per mafia e omicidi vari (mi pare siano una 40ina). Non le seguo per due motivi. Il primo è che si tratta di cose note da anni in ambienti neppure tanto ristretti se erano note anche a me. Mi risulta, peraltro, si dica da tempo che ci sia anche di peggio, vale a dire non solo racconti. Come si desume per esempio da quanto ha detto &#8220;fuori onda&#8221; Gianfranco Fini, che, scafato uomo di mondo e di palazzo com&#8217;è, non può certo avere detto ciò che ha detto spinto solo da quanto riferiscono i giornali dei racconti di Spatuzza.</strong></p>
<p><strong>Il secondo motivo è che _ volendo &#8211; per cacciare Berlusconi non c&#8217;è affatto bisogno di aspettare Godot, Spatuzza o altre scandalose storie documentate,  come per esempio la corruzione dell&#8217;avvocato Mills perché mestolasse nel torbido onde far risultare candori inesistenti. Se non avessimo una sinistra cialtrona e molto compromessa, per cacciare Berlusconi &#8211; volendo farlo &#8211; basterebbe una sola cosa, storicamente certa, documentata, confermata in modo ormai inappellabile e non affidata solo alle &#8220;chiacchiere&#8221; e alle &#8220;menzogne&#8221; di uno o mille Spatuzza. Una cosa, oltretutto, avvenuta ben 14-15 anni fa e assolutamente inconfutabile: il tentativo di Berlusconi di assegnare la poltrona di ministro della Giustizia al suo disonesto avvocato di fiducia, disonesto in quanto corruttore di magistrati per comprare sentenze disoneste ma utili ad allargare l&#8217;impero del suo unico datore di lavoro, vale a dire Sua Emittenza diventato addirittura capo del governo.</strong></p>
<p><strong>Corruttore, si badi bene, non per iniziativa propria e all&#8217;insaputa del suo datore di lavoro, Berlusconi Silvio, ma per mandato di questi e in concorso con lui. Come ha scritto a chiare lettere la sentenza della Corte di Cassazione del luglio 2007 di conferma della nota condanna di Previti per avere corrotto un magistrato al fine di dirottare disonestamente nelle mani di Berlusconi la casa editrice Mondadori. Sentenza di terzo grado e quindi inappellabile, passata in giudicato. Se i leccapiedi di Berlusconi sbraitano sempre (beninteso: solo quando tocca al loro capo e ai suoi sodali, certo non quando capita ai poveri disgraziati o a gente di sinistra, ché allora vale subito la presunzione anzi la certezze della colpevolezza) che fino alla sentenza di terzo grado deve valere, giustamente, la presunzione di innocenza, ebbene di fronte alla sentenza di terzo grado dovrebbero, per coerenza, concludere che se è di condanna, come in questo caso, allora non si può più parlare di presunzione di innocenza, ma di  certezza della colpevolezza.</strong></p>
<p><strong>Leggiamo cosa c&#8217;è scritto nella sentenza della Cassazione, datata, ripeto, luglio  2007: &#8220;A norma del 110, 319 ter e 321 del codice penale perché Berlusconi Silvio, Previti Cesare, Acampora Giovanni, Pacifico Attilio in concorso tra loro…. promettevano e versavano somme di denaro a Metta Vittorio, magistrato della Corte di Appello di Roma, affinché questi violasse i propri doveri di imparzialità…. allo scopo di favorire la famiglia Mondadori/Formenton &#8211; e in conseguenza Silvio Berlusconi &#8211; nel giudizio che la vedeva opposta dinanzi alla Corte di Appello civile di Roma alla Cir dell&#8217;ing. Carlo De Benedetti&#8221;. Da notare che Berlusconi non venne condannato, come invece capitò agli altri suoi coimputati &#8211; solo per intervenuta prescrizione, perché colpevole del reato di corruzione semplice e non del reato di quella aggravata, reato quest&#8217;ultimo entrato in vigore poco dopo il mercato delle vacche tra Previti e Metta. Mercato che permise a Sua Emiitenza di derubare De Benedetti, e quindi Carlo Caracciolo ed Eugenio Scalfari, della casa editrice Mondadori ed annesse testate giornalistiche quali Panorama e le varie altre.</strong></p>
<p><strong>Una delle conseguenze di quella porcheria è che a capo dell&#8217;impero editoriale Mondadori, con annessi e connessi, siede abusivamente una figlia di Berlusconi. Un altra conseguenza di quell&#8217;atto delinquenziale è che da allora ad oggi il Chiavaliere ha potuto disporre di vari giornali proni ai suoi piedi e perciò pronti a sostenerlo nelle sue magagne e campagne, anche attaccando furiosamente i magistrati &#8220;comunisti&#8221; e le &#8220;toghe rosse&#8221;. Non a caso la direzione del settimanale Panorama è andata a individui come Giuliano Ferrara, che di Berlusconi è stato anche un ministro più grasso che grande, e come Carlo Rossella, colui che ha avvalorato su Panorama la bufala del&#8221;uranio del Niger per le atomiche di Saddam&#8221; pur di permettere l&#8217;invasione dell&#8217;Iraq, cara a George Bush figlio e quindi necessariamente ingoiata da Berlusconi in quanto difficilmente inattaccabile da &#8220;pressioni&#8221; Usa e annessa Cia grazie quanto meno alle imprese corruttorie giudiziarie e stili di vita sessuale venute comunque a galla.</strong></p>
<p><strong>Anziché mitridatizzare l&#8217;opinione pubblica con la ormai ventennale narrazione infinita e la conta minuziosa dei reati consumati e/o addebitati a Berlusconi, con il risultato di stordirla e assuefarla, e magari anche di indispettirla, con quello che resta un oceano di chiacchiere prive di efficacia politica, la sinistra avrebbe dovuto limitarsi a puntare i piedi sul tentativo di Berlusconi di mettere la faina Previti nel pollaio della Giustizia. Furbata surrettizia e disonesta che in qualunque altro Paese civile, specie se Europeo o comunque occidentale, avrebbe stroncato sul nascere la carriera politica di chi l&#8217;avesse tentata. Con una aggravante: Berlusconi non riuscì a truffare gli italiani tutti con Previti alla Giustizia, ma riuscì comunque a farlo nominare addirittura ministro della Difesa. Dicastero di non secondaria importanza, che oltretutto ha le mani in pasta con i servizi segreti visto che vi fa capo il Sismi, che è per l&#8217;appunto il servizio segreto militare. La nomina di Previti è una delle varie onte che i nostri militari, e quindi la nostra dignità e il nostro onore nazionali, hanno dovuto subire.</strong></p>
<p><strong>E a proposito di servizi segreti: come forse ricorderete, dopo l&#8217;improvviso viaggio di Berlusconi dal suo amico Putin in Russia scrissi che m&#8217;era arrivata voce che il Chiavaliere fosse partito, accampando un torcicollo e lasciando in asso perfino il re e la regina di Giordania in visita di Stato a Roma, per farsi dare documenti del Kgb, come si chiamavano in sigla i servizi segreti di Mosca quando esisteva l&#8217;Unione Sovietica, utili a &#8220;dialogare&#8221; proficuamente con il nostro presidente della Repubblica. Giorgio Napolitano è stato infatti un dirigente di spicco del Partito comunista italiano, che con Mosca ha sempre avuto rapporti robusti e gagliardi, ed è stato indicato da un vecchio rapporto della questura di Napoli come un dirigente di &#8220;apparati clandestini dei comunisti&#8221;.</strong></p>
<p><strong>Dopo il recente viaggio di Berlusconi in un altro Paese dell&#8217;ex Unione sovietica, vale a dire nella Bielorussia del poco democratico Alexander Lukashenko, leggo su Il Giornale, proprietà formalmente del fratello di Silvio, ma sempre più chiaramente nella manica e al servizio di quest&#8217;ultimo, che Lukashenko ha regalato al nostro primo ministro &#8220;alcun dossier del Kgb&#8221;. Pare riguardino &#8211; pensa un po&#8217;! &#8211; dirigenti comunisti del tempo che fu. Se ho capito bene, riguardano il trattamento dei pochi sopravvissuti della massa di alpini &#8211; e gli altri militari? &#8211; mandati al massacro in Unione Sovietica con la demenziale invasione della seconda guerra mondiale. Articolo a firma di Renato Farina, portato in parlamento da Berlusconi dopo essere stato cacciato dalla professione dall&#8217;Ordine dei giornalisti per amicizie per così dire eccessive nel nostro servizio segreto militare.</strong></p>
<p><strong>Naturalmente Farina &#8211; che mi ha querelato (pretende la modica cifra di 100 mila euro) per non ho capito bene cosa riguardante una puntata del mio defunto blog a L&#8217;espresso, nonostante io abbia sempre difeso il suo diritto costituzionale a scrivere sui giornali anche dopo l&#8217;espulsione dalla professione &#8211; protesta la sua innocenza, come del resto fanno un po&#8217; tutti, da Previti a Dell&#8217;Utri, da Cosentino e famiglia Mastella allo stesso Berlusconi. Motivo per cui è però sorprendente, illogico e molto imbarazzante che chi definisce sempre innocenti tutti i condannati della propria parrocchia e inattendibili tutte le pronunce della magistratura e degli ordini professionali a loro carico poi invece definisca subito colpevoli, senza neppure l&#8217;ombra di uno straccio di processo, anzi senza neppure un decimo di avviso di garanzia, i &#8220;comunisti&#8221;. Dove sono la logica e l&#8217;attendibilità di un tale comportamento? Onestà o faziosità? Informazione o propaganda? Va bene che il nostro sport nazionale preferito è l&#8217;uso dei due pesi e due misure, ma un po&#8217; più di decenza non guasterebbe.</strong></p>
<p><strong>L&#8217;altra nota comica è che i vari gagliardi difensori a oltranza della legalità berlusconista irridono alle prove documentali, come le foto e le registrazioni di conversazioni esibite per esempio dalle D&#8217;Addario, però poi raccattano qualunque chiacchiera malevola contro &#8220;i comunisti&#8221;, o contro gli extracomunitari, e la spacciano come Verità. E con quale sussiego ammanniscono il proprio prodotto &#8220;giornalistico&#8221; con le annesse &#8220;verità&#8221; e spiegano le loro acrobazie i vari Feltri, Minzolini, Belpietro e compagnia cantante…<br />
Ah, povera Italia…. </strong></p>
<p>P. S. 1) &#8211; Vittorio Feltri ha dunque ammesso che avevo ragione io. Peccato lo ammetta solo ora, a danno fatto. O meglio: a messaggio ben recapitato ai reali destinatari e debitamente recepito&#8230; Dalla Perdonanza alla Mignottanza. Appunto.</p>
<p>2) &#8211; Ecco cosa ho scritto già nel novembre dell’anno scorso, nella puntata http://www.pinonicotri.it/?paged=22 , riguardo giovani di oggi, i giovani della e-generation, e il loro inevitabile scavare la fossa alla Fininvest e a Berlusconi. Era il periodo delle proteste studentesche contro la “riforma” Gelmini. Ho avuto fiuto: la grande manifestazione di oggi contro Berlsusconi capo del governo è stata infatti organizzata proprio dalla e-generation di cui parlavo. Aggiunto questo commenti come post scriptum nel testo della puntata attuale.<br />
————————————<br />
Ma questa “onda” lunga contro la “riforma” Gelmini annuncia un nuovo ’68? Premetto che questa cosiddetta riforma qualcosa di buono ce l’ha, o meglio l’avrebbe se non fosse di fatto solo una legge di taglio di spesa, per esempio trovo buona la reintroduzione della materia chiamata Educazione civica. Ma senza fondi per preparare, assumere e qualificare i relativi insegnanti, la nuova materia non sarà neppure da lontano una materia utile a insegnare ai giovani l’educazione civica, bene quanto mai prezioso e necessario, bensì un’altra ora di ricreazione. Come era già ai tempi in cui andavo al liceo io, ahimè long time ago. Ciò premesso, credo che questa nuova ondata di proteste giovanili abbia comunque un dato nuovo e interessante. Non credo affatto che siano “strumentalizzati” dalla sinistra, come ripete chi è uso strumentalizzare tutto e tutti – ministri e ministre comprese &#8211; e all’uopo farsi strumentalizzare se gli fa tornaconto. Magari la sinistra avesse la capacità di “strumentalizzare” così tanta gente e in particolare così tanti giovani…<br />
Credo invece che questo exploit di proteste, sbagliate o giuste che siano per quanto riguarda l’obiettivo dichiarato, vale a dire la miopia della occhialuta Gelmini, sia la dichiarazione pubblica, forte e chiara, delle nuove generazioni che si sono rotte i coglioni di fare da spettatori televisivi, da oggetti per le griffe e le mode più sceme e da acquirenti di beni di consumo.<br />
Questa generazione di giovani e giovanissimi NON ha la mentalità da TV, così come la generazione della tv NON ha la mentalità da cinema, con buona pace dei Uòlter che sono rimasti indietro, fermi all’era dei film, rispetto la realtà, che era diventata l’era della tv. Questa è la generazione del computer, o meglio: di Internet. Il computer senza Internet è infatti solo una macchina per scrivere più moderna e/o una calcolatrice. Con Internet il computer è invece tutt’altra cosa. Che cosa? La fuga dalla sedentarietà e dalla socialità formato televisivo o bar sotto casa, formato famiglia non numerosa e per giunta spesso in crisi, visto anche che la socialità fatta di persone in carne e ossa è scomparsa perché sono scomparsi i luoghi fisici della socializzazione. E’ la fuga dai quartieri dormitori, ma anche dalla gabbia d’oro dei quartieri alti.<br />
Insomma, a me sembra che questi giovani abbiano rotto le catene della socialità imposta dall’alto, scandita dalla tv o dalla scuola sempre meno qualificata, scandita dal provincialismo e dal localismo, “padano” o no, fatto del proprio metro quadro dove si vive. Rotte quelle catene, si sono inventati nuovi tipi di socialità incontrollabile. Alla faccia della miseria e dei fallimenti di noi genitori, ‘68ttini compresi, della scuola, della parrocchia, del quartiere, del tifo calcistico, ecc., la socialità di questi giovani è la socialità via Internet, via facebook, via e-mail, via sms, via Google, via Skype, via chat, via youtube, via webcam, via web tv. Noi adulti quando spegniamo il computer ci ritroviamo soli: senza l’altra metà del cielo, quale che esso sia, e cioè senza odori altrui, senza sguardi altrui, senza sospiri altrui, senza sorrisi altrui, senza l’emozione di calligrafie tanto attese… Insomma, diciamocela tutta: senza calore umano, cioè senza vita. Che non sia quella “virtuale”.<br />
Noi adulti con Internet al massimo ci ingozziamo di porno e di e-mail, se va bene anche di ricerche e approfondimenti di argomenti – i più disparati – tramite i motori di ricerca, che permettono di accumulare in una giornata quello che fino a pochi anni fa richiedeva mesi di ricerche, non di rado in biblioteche sparse nel vasto mondo. I giovani dell’”onda” contro la Gelmini invece con questi strumenti “post” moderni si stanno costruendo una socialità vera, la propria modernità, anzi la propria attualità. Ma il dato più importante, ai fini della politica e della “rottura” non solo generazionale, è che usare più Internet anziché farsi usare dalla TV e/o dalla play station significa essere fuori dalla propaganda, dalla pubblicità e dagli interessi che hanno creato l’era berluscona, vale a dire non solo la fortuna e il potere di Berlusconi, ma anche la subalternità della sinistra al mezzo televisivo e, di conseguenza, a Berlusconi, al suo sistema di potere e alla mentalità berluscona. La subcultura ormai NON è solo quella dei berluschini, ma anche quella dei uòlterini: sono infatti tutti espressione di un passato che sta passando, e anzi per molti versi è già passato e c’è il rischio che ce lo spazzino via del tutto da una parte la mega crisi finanziaria e dall’altra la mega concorrenza di un miliardo e mezzo di cinesi e un miliardo di indiani, più gli altri a seguire.<br />
Da notare che l’uscita in massa o almeno la forte riduzione della dipendenza dei giovani dal circuito televisivo significa anche picconare gli interessi economici e la base del potere politico di Berlusconi Silvio. Stare sulla web tv significa NON stare su Mediaset e neppure sulla Rai, satellite o non satellite, digitale terrestre o non digitale terrestre. Il che significa NON solo evitare di bere le loro porcherie e relativi modelli di vita, ma anche diminuirne l’audience, e quindi il budget, la capacità di dare “consigli per gli acquisti”. Alla lunga, Mediaset – cioè Sua Emittenza il pluri capo di governo Berlusconi – rischia di diventare una cosa come le altre, non più la pompa di benzina che ha alimentato il panzer berluscone.</p>
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		<title>Inopportuna e sbagliata la sortita di Napolitano. Bill Clinton, presidente degli Usa eletto dal popolo, ha dovuto non solo rispondere al magistrato, ma perfino far controllare le fattezze del suo &#8220;coso&#8221;, pena la cacciata dalla Casa Bianca. Perciò è una balla che Berlusconi &#8211; peraltro eletto sì, ma NON dal popolo &#8211; non è tenuto a rispondere ai magistrati e che questi sono &#8220;eversivi&#8221;. Ma il nostro ormai è lo Strapaese delle nullità politiche ipocrite in puro stile Carfagna/Marrazzo</title>
		<link>http://www.pinonicotri.it/2009/11/inopportuna-e-sbagliata-la-sortita-di-napolitano-infatti-se-bill-clinton-presidente-degli-usa-eletto-dal-popolo-ha-dovuto-non-solo-rispondere-al-magistrato-ma-perfino-far-controllare-le-fattezze/</link>
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		<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 00:36:12 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L&#8217;intervento del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per sollecitare nell&#8217;interesse nazionale una minore tensione tra la magistratura e il governo è quanto mai fuori luogo e ha dato la stura al solito balletto delle ipocrisie nazionali. Per prima cosa c&#8217;è da dire che non ci sono magistrati che ce l&#8217;hanno col governo o che indagano su di esso, ci sono solo magistrati che a norma di legge devono completare alcuni iter processuali riguardanti solo Silvio Berlusconi e i suoi più stretti sodali. La trovata di Napolitano equivale a dire che i giudici della Consulta, cioè della Corte Costituzionale!, ce l&#8217;hanno con il governo o con  Berlusconi solo perché hanno osato emettere una sentenza su una legge chiaramente illegale perché chiaramente incostituzionale, che Napolitano semmai non avrebbe neppure dovuto promulgare.</strong></p>
<p><strong>Sgomberiamo il campo dagli equivoci e dalle cazzate con un esempio che moooolto stranamente nessuno ricorda, in queste ore, neppure a sinistra. A suo tempo il presidente degli Stati Uniti Bill Clinton dovette sottomettersi non solo a interrogatori stringenti da parte di un giudice appositamente nominato per torchiarlo sulle fellatio e sveltine con la stagista Monica Lewinsky, ma anche a una visita medica nudo come un verme per permettere di verificare se avesse davvero il &#8220;coso&#8221; come lo aveva descritto un&#8217;altra sua ex amante, vale a dire non diritto come quasi tutti i maschietti, ma abbastanza piegato (si spera verso l&#8217;alto e non verso il basso…). Da notare che Clinton non era impegnato solo in orge e gag di pessimo gusto con gli altri capi di Stato e di governo, ma anche in una guerra e aveva tra l&#8217;altro la responsabilità, in quanto capo anche delle forze armate Usa, di varie migliaia di bombe atomiche. Eppure ha dovuto calare letteralmente le brache, e le mutande, e mostrare come mamma  lo aveva fatto, &#8220;attrezzo&#8221; compreso.</strong><span id="more-1654"></span><strong>Da notare anche che mentre Berlusconi NON è stato &#8220;eletto dal popolo&#8221;, cosa che peraltro non lo sottrarrebbe alle vigenti leggi stando quanto scritto nella Costituzione, Bill Clinton invece, come tutti i presidenti Usa, era stato sì eletto dal popolo. Che Berlusconi cianci e deliri, evidentemente terrorizzato all&#8217;idea che vengano finalmente fuori certe atroci magagne, è comprensibile, ma che anche il capo dello Stato gli dia in qualche modo retta è piuttosto imbarazzante. Molto imbarazzante.</strong></p>
<p><strong>Non vorrei che fosse vero quanto ho ventilato nel blog a proposito dell&#8217;improvviso viaggio non ufficiale di Berlusconi dall&#8217;amico Putin, e cioè che sia volato a Mosca per cercare di farsi dare dai russi qualche documento dell&#8217;ex Kbg, i famosi servizi segreti dell&#8217;Unione Sovietica, sul Napolitano dei tempi della &#8220;fratellanza&#8221; stretta del Partito Comunista Italiano con quello sovietico. Qualche documento utile  a rendere più malleabile il Colle, visto anche che altri documenti, per quanto di origine ignota e tutto sommato di nessuna importanza, avevano provocato la cacciata di Dino Boffo dalla direzione del giornale dei vescovi italiani L&#8217;Avvenire d&#8217;Italia. Del resto già l&#8217;11 maggio 2006 il quotidiano Libero è uscito con un servizio sul &#8220;compagno  Napolitano capo della Gladio Rossa&#8221;, &#8220;attenzionato&#8221; fin dal 1953 dalla questura di Napoli &#8220;come dirigente di strutture clandestine comuniste&#8221;. Berlusconi poteva quindi sperare che il suo blitz russo fosse produttivo. Per quanto, come già abbiamo scritto e letto,  Napolitano è indicato in almeno due libri, &#8220;L&#8217;inciucio&#8221; e &#8220;Il baratto&#8221;, come molto utile a Berlusconi in più circostanze.</strong></p>
<p><strong>Come che sia, l&#8217;infelice sortita di Napolitano &#8211; che avrebbe dovuto semmai bacchettare il Chiavaliere perché calunnia a più non posso la magistratura e parla ormai apertamente di guerra civile &#8211; ha dato fiato alle trombe dei molti sepolcri imbiancati, a destra come al centro e a sinistra: tutti a ripetere giulivi che sì, è meglio essere responsabili come auspicato dal capo dello Stato, meglio una tregua. Tradotto in italiano, tutti questi bei messeri vogliono solo che Berlusconi resti sopra le leggi e che la scampi anche alla sorte che lo aspetta e alla quale è sfuggito solo perché s&#8217;è fatto confezionare ben 18 leggi ad personam. In attesa della 19esima del &#8220;processo breve&#8221; o almeno della intoccabilità giudiziaria del capo del governo. Siamo cioè al golpe bianco. In attesa che l&#8217;avventurismo berlusconiano, l&#8217;irresponsabilità dei leghisti e l&#8217;ignavia venata di opportunismo della sinistra spinga a qualcosa di più drammatico e meno bianco.</strong></p>
<p><strong>Il panorama politico è da avanspettacolo, anzi da suburra, da postribolo. Abbiamo il ministro per le Pari Opportunità, la Mara Carfagna famosa più per il bel culo e le labbra tentatrici che per l&#8217;operato da ministro, che si erge a paladina della dignità della donna e si lancia in una filippica contro la moda, la pubblicità e quant&#8217;altro &#8220;offende, degrada e mercifica la donna&#8221;. Bene, brava, bis! Il problema però, egregio ministro delle Pari Opportunità, ma anche e soprattutto Culo Impari, è che lei la sua bella filippica dovrebbe indirizzarla contro chi l&#8217;ha portata in parlamento e fatta diventare &#8211; chissà perché, &#8220;disciamo&#8221; &#8211; anche ministro, vale a dire contro il Chiavaliere Berlusconi Silvio. Non è forse lui che da quando ha fatto dilagare le tv commerciali ha cavalcato sempre più le mode, gli spot, i programmi e i giornali a base di gossip, culi, tette, Veline, Meteorite, presentatrici varie, tutte sempre più scosciate ed esibite come quarti di bue in vetrina?</strong></p>
<p><strong>E abbiamo uno come Marrazzo, che pentito del suo far sesso con i trans &#8211; ovviamente pentito solo dopo che è stato sputtanato coram populo &#8211; non trova di meglio che chiedere perdono al papa! Mah. Di solito uno chiede perdono a Dio, magari tramite un confessore. E no! Marrazzo il perdono lo chiede al papa, a &#8220;Sua Santità&#8221;. Premesso che dovrebbe semmai essere Ratzinger, assieme al segretario di Stato Raffaele Bertone, a dover chiedere perdono per avere firmato entrambi nel giugno 2001 ai vescovi di tutto il mondo l&#8217;ordine di nascondere alle autorità civili dei loro Paesi tutti i casi di preti pedofili, la mossa buonista e sfacciatamente autopubblicitaria di Marrazzo fa veramente orrore. Molto più del suo andare a trans. Fa orrore, però ha il pregio di dirla lunga su di che pasta sono fatti  i nostri &#8220;leader di sinistra&#8221;. Marrazzo è, come Veltroni e qualche altro,  un prodotto della Roma pappa e ciccia partiti-Rai-partiti.</strong></p>
<p><strong>Strana sorte quella del Chiavaliere. Le D&#8217;Addario gli si sono ribellate contro perché dopo averle scopate illudendole con la promessa di portare anche loro, a mo&#8217; di Carfagne, Gelmini e via miracolando, non ha mantenuto le promesse. Anche perché s&#8217;è messa di mezzo la consorte, donna Veronica, incazzata nera per la Noemi che ha fatto traboccare il bicchiere. Ora pare che il copione si ripeta: se fosse vero ciò che gli Spatuzza e altri pentiti hanno dichiarato, allora si potrebbe dire che la mafia si sta comportando come le D&#8217;Addario, e cioè che si stia ribellando all&#8217;essere stata usata e poi messa da parte nonostante le belle promesse. Ma i pentiti dicono la verità? Per saperlo c&#8217;è un solo modo: fare i processi. Rispondere ai magistrati. Esattamente come Clinton che ha dovuto rispondere a tutte le domande e perfino mostrare l&#8217;intimo arnese, pena l&#8217;immediato impeachment, cioè l&#8217;ingloriosa cacciata dalla Casa Bianca.</strong></p>
<p><strong>Altro che le balle dei vari, avvocati, servi e uomini escort di Berlusconi! E altro che il predicozzo di Napolitano, rivolto all&#8217;indirizzo sbagliato. Il re ebbe almeno il coraggio di convocare Mussolini e farlo arrestare dai carabinieri, che lo portarono via nascondendolo in una autoambulanza. Forse l&#8217;autoambulanza oggi per Berlusconi sarebbe più adatta di un&#8217;auto blu. </strong></p>
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		<title>Berlusconi è andato da Putin per farsi dare documenti su Giorgio Napolitano dell&#8217;epoca in cui esistevano il Pcus, l&#8217;Urss e il Kgb?</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 18:45:34 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Uso il punto interrogativo SOLO perché sono una persona educata e prudente, ma non riesco a crederci. Mi è stato detto che il misterioso e improvviso viaggio di Silvio Berlsuconi in Russia dall&#8217;amico Putin aveva uno scopo ben preciso: prendere visione &#8211; e farne copia &#8211; dei documenti esistenti nei capaci archivi russi sul nostro attuale presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per il periodo in cui lui era comunista ed esistavano ancora l&#8217;Urss, cioè l&#8217;Unione Sovietica, il Pcus, cioè il Partito comunista sovietico, e il Kgb, cioè gli invasivi servizi segreti dell&#8217;Unione Sovietica.</strong></p>
<p><strong>In Italia c&#8217;è già stato il tentativo di travolgere molti dirigenti e giornalisti comunisti italiani per mezzo del famoso &#8220;rapporto Mitrokhin&#8221;, dal nome dell&#8217;agente del Kgb che per anni copiò pazientemente documenti segreti per poi venderli all&#8217;Inghilterra. Il contenuto del &#8220;rapporto Mitrokhin&#8221; provocò, tra l&#8217;altro, la creazione di una apposita commissione parlamentare che cercasse di capire cosa ci fosse di vero. Alla fine la montagna partorì il topolino, e tutto finì italianamente a tarallucci e vino.</strong></p>
<p><strong>Se è vero che Berlusconi è volato dall&#8217;amico Putin per procurarsi direttamente dagli archivi ex sovietici documenti, che si presume non si riferiscano ad attività da suffragette o di carità alla S. Vincenzo, riguardanti Giorgio Napolitano e magari anche qualche ancora attuale big ex comunista di ciò che sopravvive della sinistra, allora è possibile che stiamo per assistere a scossoni molto più violenti del caso Boffo e del caso Marrazzo messi assieme e moltiplicati per cento. Un caso Boffo e Marrazo al Quirinale, e per motivi ben diversi da quelli da quattro soldi che hanno travolto l&#8217;ex direttore de L&#8217;Avvenire d&#8217;Italia e l&#8217;ancora per poco governatore del Lazio? Da un ex direttore del quotidiano dei vescovi italiani e da un prossimo ex governatore del Lazio si sta per passare a un ex presidente della Repubblica italiana? O ci saranno &#8220;solo&#8221; manovre e pressioni silenziose, che qualche cinico irriverente forse  chiamerebbe ricatti inconfessabili? Magari per evitare altri &#8220;tradimenti&#8221; di Napolitano come quello denunciato in televisione, alla Rai, da Berlusconi in persona  riguardo le mancate pressioni sulla Corte costituzionale per farle approvare l&#8217;indecente Lodo Alfano?</strong></p>
<p><strong>Temo che la politica italiana stia per vivere una stagione ancor più fogniaria di quella che già sta vivendo da troppi anni. E che l&#8217;inverno in arrivo sarà molto ma molto freddo. Un inverno&#8230;.. russo. Scaldato dal gas graziosamente concesso dal caro Putin&#8230;</strong></p>
<p><strong>Termino perciò ponendo a Silvio Berlusconi un&#8217;altra domanda, una sola, rinunciando per ora alle altre due o tre che ho sulla punta della lingua:</strong></p>
<p><strong>&#8220;Egregio signor primo ministro, può dirci per cortesia se è vero quanto alcune malelingue mi hanno ventilato, e cioè che lei è volato improvvisamente in Russia, accampando un torcicolo e bidonando anche il re e la regina di Giordania, per farsi regalare dal caro amico Putin documenti dei servizi segreti dell&#8217;era sovietica sul nostro attuale presidente della Repubblica? Vale a dire, sull&#8217;ex dirigente del Partito comunista italiano Giorgio Napolitano&#8221;.</strong></p>
<p><strong>Certi che lei non risponderà, e in attesa di nuove imprese  di Vittorio Feltri, le ricordiamo un noto proverbio: &#8220;Chi tace acconsente&#8221;.</strong></p>
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