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	<title>ArruotaLibera &#187; immigrati</title>
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	<description>Critica delle verità ufficiali. Contro l&#039;ipocrisia e l&#039;uso di due pesi e due misure da parte del potere</description>
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		<title>Se n&#8217;è accorto perfino il papa, anche se &#8220;un po&#039;&#8221; in ritardo: “Oggi le coppie non vogliono avere figli, ma hanno due cani e due gatti. Così la civiltà diventa più vecchia e senza umanità”</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Jan 2022 17:27:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pino Nicotri]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Papa: “Oggi le coppie non vogliono avere figli, ma hanno due cani e due gatti. Così la civiltà diventa più vecchia e senza umanità” https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/01/05/papa-oggi-le-coppie-non-vogliono-avere-figli-ma-hanno-due-cani-e-due-gatti-cosi-la-civilta-diventa-piu-vecchia-e-senza-umanita/6445922/ Io non sono il papa, ma da anni vado dicendo quello che è evidente anche a un cieco e che alla fine ha notato anche questo papa. Il BelPaese è [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><b>Papa: “Oggi le coppie non vogliono avere figli, ma hanno due cani e due gatti. Così la civiltà diventa più vecchia e senza umanità”</b></p>
<p><b><a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/01/05/papa-oggi-le-coppie-non-vogliono-avere-figli-ma-hanno-due-cani-e-due-gatti-cosi-la-civilta-diventa-piu-vecchia-e-senza-umanita/6445922/">https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/01/05/papa-oggi-le-coppie-non-vogliono-avere-figli-ma-hanno-due-cani-e-due-gatti-cosi-la-civilta-diventa-piu-vecchia-e-senza-umanita/6445922/</a></b></p>
<p>Io non sono il papa, ma da anni vado dicendo quello che è evidente anche a un cieco e che alla fine ha notato anche questo papa. Il BelPaese è malato di mancanza d&#8217;amore per eccesso di benessere,  e conseguente egoismo. Motivo per cui la nostra &#8220;superiore civiltà&#8221; verrà ridimensionata. Anche perché mentre noi portiamo a spasso i cani e spendiamo e spandiamo anche per i gatti, per giunta rimbecillendoci di tv, &#8220;social&#8221;, mania della moda, polemiche del cazzo e cose simili, gli immigrati extracomunitari scopano e fanno figli.<br />
Intendiamoci: ognuno è libero e ha il diritto di vivere la propria vita come meglio crede, compreso il preferire cani e gatti al fare figli. Però i cani e i gatti NON diventano ingegneri, fisici, chimici, architetti, artisti, industriali, politici, dottori, scienziati, progettisti, ecc. Perciò la società di queste figure di professionisti ne avrà carenza crescente. Con tutto il danno che ne consegue. Per la società. Oppure la carenza di quelle figure verrà mitigata o scongiurata dall&#8217;arrivo di extracomunitari qualificati. Che giustamente si inseriranno, si spera,  in quelle professioni. Facendo cambiare faccia e pelle all&#8217;attuale società malata di salvinismo, melonismo, leghismo e &#8220;nazionalismo&#8221; retorico ciarpame tossico ereditato dal (pessimo) passato.</p>
<p>Purtroppo il papa ha parlato di patria, dicendo pochi giorni fa che il calo demografico danneggia la patria. Termine e concetto pericoloso. Specie in bocca a chi ha vissuto in Argentina e ne è stato arcivescovo della sua capitale: quella Buenos Aires nella quale la dittatura militare faceva sparire migliaia di esseri umani ritenuti oppositori politici o comunque fastidiosi. Il tutto non solo nel silenzio della Chiesa locale, compreso l&#8217;allora arcivescovo cardinale Bergoglio, ma anche nella giustificazione fornita dal nunzio apostolico del Vaticano, non ricordo ora se dell&#8217;Argentina o del Cile, con la dichiarazione che i movimenti di opposizione avrebbero provocato la reazione &#8220;patriottica&#8221;. &#8220;Patriottismo&#8221; che ha torturato nei modi più bestiali migliaia di esseri umani facendone sparire decine di migliaia. Gettati ancora vivi nell&#8217;Atlantico dopo essere stati drogati con un&#8217;apposita iniezione su consiglio di un pio prelato locale che raccomandava alle belve in divisa di dare una morte &#8220;priva di sofferenze&#8221;, &#8220;più cristiana&#8221;</p>
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		<title>ITALIANI BRAVA GENTE. ANZI, BRAVISSIMA.</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Dec 2021 19:10:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pino Nicotri]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[https://video.repubblica.it/edizione/roma/picchiato-e-ucciso-per-i-video-shock-ecco-le-immagini-girate-da-wissem-ben-abdel-latif-non-so-cosa-mi-succedera/403529/404241?ref=vd-top-d-]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://video.repubblica.it/edizione/roma/picchiato-e-ucciso-per-i-video-shock-ecco-le-immagini-girate-da-wissem-ben-abdel-latif-non-so-cosa-mi-succedera/403529/404241?ref=vd-top-d-">https://video.repubblica.it/edizione/roma/picchiato-e-ucciso-per-i-video-shock-ecco-le-immagini-girate-da-wissem-ben-abdel-latif-non-so-cosa-mi-succedera/403529/404241?ref=vd-top-d-</a></p>
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		<title>Realizzare la GIORNATA DELL&#8217;ACCOGLIENZA E DELLA MEMORIA</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jun 2014 10:39:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pino Nicotri]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Comitato Tre Ottobre lancia la raccolta fondi per realizzare la prima Giornata dell’Accoglienza e della Memoria a Lampedusa. Vuoi esserci anche tu? Sostieni il nostro progetto quihttp://www.kapipal.com/comitato3ottobre]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il Comitato Tre Ottobre lancia la raccolta fondi per realizzare la prima Giornata dell’Accoglienza e della Memoria a Lampedusa.<br />
Vuoi esserci anche tu? Sostieni il nostro progetto qui<a rel="nofollow" href="http://www.kapipal.com/comitato3ottobre">http://www.kapipal.com/comitato3ottobre</a></strong></p>
<p><a href="http://www.pinonicotri.it/wp-content/uploads/2014/06/10306170_1413258038957087_4530780106339166567_n.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4701" title="10306170_1413258038957087_4530780106339166567_n" src="http://www.pinonicotri.it/wp-content/uploads/2014/06/10306170_1413258038957087_4530780106339166567_n.jpg" alt="" width="526" height="379" /></a></p>
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		<title>I trucchi e le manovre degli &#8220;esportatori di democrazia&#8221; Netanyahu e Al Thani per avere ai piedi l&#8217;intero Medio Oriente. Intanto però comincia ad attecchire anche tra israeliani e filo israeliani l&#8217;idea di Israele Stato anche dei palestinesi</title>
		<link>http://www.pinonicotri.it/2012/10/i-trucchi-e-le-manovre-degli-esportatori-di-democrazia-netanyahu-e-al-thani-per-avere-ai-piedi-lintero-medio-oriente-intanto-pero-comincia-ad-attecchire-anche-tra-israeliani-e-filo-israeliani-l/</link>
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		<pubDate>Mon, 01 Oct 2012 11:06:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La 66esima sessione dell&#8217;Onu ha visto Netanyahu fare una figura ridicola, da piazzista imbonitore. Dopo 20 anni che si suona l&#8217;allarme sulle &#8220;bombe atomiche iraniane&#8221;, instillando spesso il sospetto che ne abbiano già o le stiano producendo, il piazzista imbonitore Netanyahu, che oltretutto veste come un impiegato del catasto al dì di festa e indossa [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div><span style="font-size: small;"><strong>La 66esima sessione dell&#8217;Onu ha visto Netanyahu fare una figura ridicola, da piazzista imbonitore. Dopo 20 anni che si suona l&#8217;allarme sulle &#8220;bombe atomiche iraniane&#8221;, instillando spesso il sospetto che ne abbiano già o le stiano producendo, il piazzista imbonitore Netanyahu, che oltretutto veste come un impiegato del catasto al dì di festa e indossa cravatte di banale mancanza di gusto, il suo allarme lo ha lanciato dicendo che &#8220;l&#8217;Iran ha terminato la prima fase, entro l’estate 2013 concluderà la seconda e  da quel momento in poche settimane consentirà di arrivare all’uranio ad  alto potenziale necessario a realizzare un ordigno&#8221;. E&#8217; la ripetizione caricaturale della menzogna che Bush figlio ordinò al generale Colin Powell, suo Segretario di Stato,  di raccontare all&#8217;Onu per ingannare il mondo intero brandendo una bustina che disse piena dei terribili batteri antrace e cianciando di armi di distruzione di massa accumulate dall&#8217;Iraq. Powell però il suo show lo mise in piedi su ordine del suo superiore piazzato alla Casa Bianca, Netanyahu invece lo ha messo in scena di propria volontà, convinto forse che a ordinarglielo sia il suo superiore piazzato nell&#8217;alto dei cieli&#8230;</strong></span></div>
<div><span style="font-size: small;"><strong> Come si vede, nonostante l&#8217;ormai ventennale starnazzare &#8220;Al lupo! Al lupo!&#8221; siamo sempre solo nell&#8217;anticamera dell&#8217;anticamera del pericolo&#8230;. Il piazzista imbonitore di Tel Aviv ha in pratica rimandato all&#8217;anno prossimo il molto strombazzato attacco all&#8217;Iran, puntando &#8211; o sperando &#8211; che a scendere in campo affianco all&#8217;esercito di Tel Aviv siano soprattutto l&#8217;esercito Usa con il contorno della Nato. Come una caricatura del Grande Dittatore di Charlie Chaplin, Netanyahu&amp;C sognano un mondo al loro guinzaglio. Megalomania sorprendente. Oltre che molto pericolosa. </strong></span></div>
<div><span style="font-size: small;"><strong>Stessa speranza, o pretesa, pare ce l&#8217;abbia l&#8217;emiro del Qatar, Hamad bin Khalifa Al Thani, monarca assoluto del suo piccolo regno ma straricco di petrolio. Dopo avere avuto il ruolo principale nell'&#8221;esportazione della democrazia&#8221; in Libia, l&#8217;emiro ha tentato il bis in Siria fomentando da mesi, assieme agli Usa, l&#8217;Inghilterra e Israele, la rivolta in Siria. Rivolta che vede impegnati non tanto cittadini siriani quanto contingenti di militari e istruttori militari, soprattutto del Qatar, fatti affluire dall&#8217;estero, riforniti di armi Usa e affiancati da mercenari strapagati. Dopo mesi di massacri da ambo le parti e di notizie fasulle per spingere l&#8217;Occidente a indignarsi e intervenire quindi in armi, l&#8217;emiro ha dichiarato a un giornale del Kuwait che &#8220;è ora di prendere atto dell&#8217;impossibilità di rovesciare il regime siriano&#8221;. Motivo per cui Al Thani ritira le sue truppe  e i suoi mercenari dalla Siria e punta sull&#8217;intervento degli eserciti dei Paesi del Golfo in blocco più l&#8217;Arabia Saudita, sperando inoltre che si muova anche la Nato. E per &#8220;spingere&#8221; meglio usa la sua formidabile emittente televisiva Al Jazeera per veicolare versioni di comodo e verità pilotate.<span id="more-3754"></span><br />
</strong></span></div>
<div><span style="font-size: small;"><strong> </strong></span></div>
<div><span style="font-size: small;"><strong>Non si capisce bene come possa &#8220;esportare la democrazia&#8221; un monarca assoluto come Al Thani, padrone del 95% dell&#8217;intera ricchezza del suo Paese, Paese dove vige la famigerata legge islamica nota come Shariah, tratta gli immigrati quasi come schiavi privi di diritti e distribuisce i 245 miliardi di prodotto interno lordo tra i 224 membri della famiglia reale. Al resto del Paese, ovvero al 99,999992% della popolazione che ammonta a 1.432.867 abitanti, va il risicato 4,8% del PIL, cioè a dire 12 miliardi di euro. Ma il 90% di quel 4,8% va agli 8.000 “funzionari governativi con delega reale”, di fatto moderni vassalli. Al Thani spende inoltre il 25% delPIL in armamenti, con l&#8217;Italia terzo fornitore. Come si vede, l&#8217;emiro &#8211; che in Italia ha messo le mani su parte dell&#8217;Eni e ha firmato accordi a vasto raggio con l&#8217;Ansa, che è la principale agenzia di stampa italiana, è davvero un &#8220;esportatore di democrazia&#8221;, anzi è uno straordinario &#8220;esportatore di democrazia&#8221;&#8230;.</strong></span></div>
<div><span style="font-size: small;"><strong>L&#8217;ossessione della destra israeliana per l&#8217;immaginifica Bomba iraniana non riesce dunque a nascondere il fatto che da 20 anni si raccontano balle, una sorta di bis ipnotico e di lunga durata delle balle &#8220;atomiche&#8221; e di &#8220;distruzione di massa&#8221; usate da Tony Blair e Bush figlio per ingannare il mondo e invadere l&#8217;Iraq. E sorvoliamo sull&#8217;indecente e razzista seconda parte del delirio netanyahuano: l&#8217;ipotetica Bomba iraniana  &#8220;non minaccia  solo Israele ma anche l’Europa, gli Stati Uniti e il mondo intero perché  è come se fosse nella mani dei terroristi di Al Qaeda&#8221;. Meglio avrebbe fatto Netanyahu a dire qualcosa sull&#8217;arsenale nucleare iraniano e a spiegare perché mai è così ricco di ordigni nucleari &#8211; si stima circa 300 &#8211; da rendere evidente che il loro ruolo non può essere solo quello della deterrenza, per la quale bastano infatti anche solo un paio di atomiche. Meglio avrebbe fatto il primo ministro israeliano a spiegare perché mai i maligni, anche israeliani, fanno trapelare la notizia, si spera falsa, che esista &#8220;l&#8217;opzione Sansone&#8221;, a fronte della quale diventano noccioline e impallidiscono anche gli asseriti piani aggressivi atomici  iraniani. </strong></span></div>
<div><span style="font-size: small;"><strong>L&#8217;unica cosa certa, a parte le chiacchiere, è lo sforzo israeliano, degnamente supportato dagli Usa, di impedire a tutti i costi la nascita dello Stato palestinese. Del quale ormai si parla sempre più inutilmente da oltre 60 anni, al punto che ormai i governi israeliani si possono permettere l&#8217;offensiva magnanimità di offrire ai palestinesi l&#8217;elemosina di una riserva indiana, un miserabile bantustan per giunta disarmato e condizionato in mille modi da Israele. Che intanto prosegue a strangolare Gaza e ad asfissiare i palestinesi ridotti nelle enclave di quella che fu la Palestina e che è ridotta a brandelli di terra controllata in modo ossessivo dai militari israeliani e sempre più impoverita da continui furti di terra e fonti d&#8217;acqua per far sempre più spazio alla diffusione delle peste coloniale.</strong></span></div>
<div><span style="font-size: small;"><strong>a proprio questo pervicace muro contro i diritti dei palestinesi comincia a far circolare con insistenza la convinzione che l&#8217;idea dei due Stati, uno ebraico e l&#8217;altro palestinese, sia ormai totalmente irrealistica e che la soluzione può essere invece solo ed esclusivamente quella auspicata dal sionismo di Judah Leon Magnes, eminente rabbino sia negli Usa che in Palestina dell&#8217;ebraismo riformato,  morto nel &#8217;48: vale a dire, uno Stato unico per ebrei, musulmani, cristiani, atei, ecc., tutti con pari doveri e diritti a prescindere dall&#8217;appartenenza religiosa ed etnica.</strong></span></div>
<div><span style="font-size: small;"><strong>Le due voci oggi più sorprendenti di questo rilancio delle idee di Magnes sono probabilmente quelle di Carlo Strenger e dell&#8217;avvocato statunitense di origine israeliana  Josef Avesar. Il primo è psicanalista e filosofo, direttore del programma post laurea di psicologia all’Università di Tel Aviv nonché esperto e commentatore di questioni mediorientali per alcune testate internazionali. Il secondo è un avvocato di successo negli Usa, fondatore e presidente della Confederazione Israelo-Palestinese (  <a href="http://www.aboutipc.org/AboutUs.htm">http://www.aboutipc.org/AboutUs.htm</a> ), per ora solo aupiscata e sulla carta. Strenger ha scritto di recente un articolo per il quotidiano israeliano Haaretz che ha suscitato grande sorpresa e vasta eco, per sostenere appunto che la soluzione dei due Stati è ormai impossibile e che si deve andare verso lo Stato unico con l&#8217;annessione della Cisgiordania e la parità di diritti e doveri dei palestinesi. Dell&#8217;articolo esiste una sintesi in lingua italiana, con indicato il link dell&#8217;originale. La sintesi, a cura del blog Frammenti vocali in Medio Oriente, è la seguente e si trova in <a href="http://frammentivocalimo.blogspot.it/2012/09/israele-abbiamo-perso-e-tempo-di.html:">http://frammentivocalimo.blogspot.it/2012/09/israele-abbiamo-perso-e-tempo-di.html:</a></strong></span></div>
<div><span style="font-size: small;"><strong><br />
</strong></span></div>
<div><span style="font-size: small;"><strong>&#8220;Israele: abbiamo perso. E&#8217; tempo di pensare a uno Stato unico.</strong></span></div>
<div><span style="font-size: small;"><strong> di Carlo Strenger</strong></span></div>
<div><span style="font-size: small;"><strong><br />
</strong></span></div>
<div><strong><em>Migron [</em><span style="font-size: small;">una colonia ebraica in terra palestinese, ndr</span><em>] è stato evacuato, ma questo non salva la soluzione dei due stati. E&#8217; stato evacuato perché costruito su un terreno privato, non perché fa parte del futuro Stato di Palestina. Decine di altri insediamenti restano in piedi, ora ci sono più di 300.000 coloni ad est della Linea Verde, escludendo Gerusalemme est. Per decenni la sinistra di Israele si è impegnata per la soluzione dei due Stati, ma è il momento di guardare la realtà. Abbiamo perso. L&#8217;anno scorso Sari Nousseibeh, nel suo libro, ha invitato i compagni palestinesi a rendersi conto che gli ebrei sono troppo traumatizzati dalla loro storia per rinunciare alla sovranità della West Bank e che uno Stato palestinese non vale ulteriore caos e sangue .Non ero pronto a sentire questo, allora, ma è semplicemente inutile continuare a chiudere gli occhi. Mi arrendo . La soluzione di due Stati non accadrà.</em></strong></div>
<div><span style="font-size: small;"><em><strong>La maggior parte dei membri della coalizione di Netanyahu sono esplicitamente per la soluzione dello stato unico, Bibi stesso solo a parole si è dimostrato favorevole a uno stato palestinese. Le sue azioni hanno mostrato il contrario ,ma anche i leader dell&#8217;opposizione israeliana si sono resi conti che la soluzione di due Stati fa perdere loro voti .</strong></em></span></div>
<div><span style="font-size: small;"><em><strong>Inoltre, la situazione è abbastanza simile da parte palestinese. Élite palestinesi preferiscono l&#8217;Occidente , la posizione politica di Abbas è debole, non è chiaro se ci sarà un altro leader palestinese ompegnato nella soluzione dei due stati.</strong></em></span></div>
<div><span style="font-size: small;"><em><strong>Quindi, nonostante i cuori stanchi, abbiamo bisogno di cercare alternative. Alleati naturali della sinistra sono coloro che credono nei valori fondamentali della democrazia liberale come Moshe Arens e Reuven Rivlin. Entrambi ritengono che Israele dovrebbe annettere la Cisgiordania e dare ai palestinesi pieni diritti politici e quindi respingere uno stato di apartheid. Questa ipotesi incontra serie difficoltà: come   potrebbe   funzionare uno stato unico dopo quasi un secolo di tragiche e mortali lotte ? L&#8217;ethos nazionale sarà bloccato per il predominio etnico per decenni. L&#8217;arma centrale in questa lotta sarà, come il demografo Arnon Sofer ha dichiarato, il ventre femminile: ebrei e palestinesi si combatteranno tra di loro per avere il maggior numero di  bambini  al fine di ottenere la supremazia</strong></em></span></div>
<div><span style="font-size: small;"><em><strong>Ma forse il futuro Stato non sarà molto diverso dalla realtà in cui viviamo già. Israele è coinvolta in una guerra culturale per definire il suo futuro. Da decenni. ebrei nazional-religiosi e ultra-ortodossi hanno puntato a far nascere  bambini per superare gli ebrei laici. Molti di loro aspettano il momento in cui la democrazia di Israele si trasformerà in una vera e propria teocrazia.Lo Stato di israele non è unitario,ma costituito da un certo numero di tribù che non hanno valori comuni. Israele vive già con l&#8217;anomalia di quattro diversi sistemi di istruzione: uno secolare ebraico, uno nazional-religioso, uno ultra-ortodosso e uno sistema arabo.</strong></em></span></div>
<div><span style="font-size: small;"><strong><em>Il nuovo stato dovrà funzionare come una confederazione e dare autonomia ai suoi Stati costituenti o cantoni. Dovremo guardare in profondità i modelli esistenti come la Svizzera,il Canada e il Belgio. Dovremo guardare da vicino come l&#8217;UE punta a un governo centrale più forte per unire culture  diverse. Scrivo questo senza piacere e gioia. Penso che il nuovo stato emergerà attraverso doglie dolorose e un lungo conflitto. Ma questo è ciò che la maggior parte degli israeliani hanno deciso con le loro azioni e attraverso il loro voto. Questo è ciò che i palestinesi hanno determinato con una serie di errori storici. Dobbiamo trarre il meglio da una brutta situazione</em>&#8220;.</strong></span></div>
<div><span style="font-size: small;"><strong><br />
</strong></span></div>
<div><span style="font-size: small;"><strong>Interessante anche l&#8217;intervento di cui al link <a href="http://www.amiciziaitalo-palestinese.org/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=3849%3Aperche-e-il-momento-di-discutere-della-soluzione-dello-stato-unico&amp;catid=23%3Ainterventi&amp;Itemid=43&amp;fb_source=message">http://www.amiciziaitalo-palestinese.org/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=3849%3Aperche-e-il-momento-di-discutere-della-soluzione-dello-stato-unico&amp;catid=23%3Ainterventi&amp;Itemid=43&amp;fb_source=message</a> , che non riporto per non allungare troppo il testo di questa puntata del blog, ma che vi consiglio di leggere cliccando sul link. </strong></span></div>
<div><span style="font-size: small;"><strong>Il problema è che anche da parte palestinese si insiste pur se ormai irrealisticamente per avere un proprio Stato nazionale e che a insistere di più sono gli estremisti, la burocrazia che campa soprattutto con i sussidi dell&#8217;Europa e tutti quegli operatori che del turismo per così dire rivendicativo e solidale e dell&#8217;assistenzalismo internazionale sono riusciti a farne il proprio business. Poiché uno Stato palestinese che non sia solo un bantustan o un protettorato israeliano è ormai fuori dalla Storia, insistere su tale richiesta, ormai una pretesa, serve solo a tenere in vita il terrorismo e il suo uso strumentale da parte di vari Stati mediorientali.</strong></span></div>
<div><span style="font-size: small;"><strong><br />
</strong></span></div>
<div><span style="font-size: small;"><strong>L&#8217;avvocato Avesar, presidente del progetto di Confereazione Israelo-Palestinese, ha addirittura diffuso tramite Youtube il suo progetto di Stato unico, illustrandolo con una divertente animazione da cartoni animati e mettendolo in rete nelle tre lingue principali per un tale argomento, inglese, arabo ed ebraico:</strong></span></div>
<div><strong>- in inglese <a href="http://www.youtube.com/watch?v=POjypzcii_8">http://www.youtube.com/watch?v=POjypzcii_8</a></strong></div>
<div><strong>- in arabo: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=uYNZH-m2ngg">http://www.youtube.com/watch?v=uYNZH-m2ngg</a></strong></div>
<div><span style="font-size: small;"><strong>- in ebraico: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=IptrF2AqZys&amp;amp">http://www.youtube.com/watch?v=IptrF2AqZys&amp;amp</a></strong></span></div>
<div><span style="font-size: small;"><strong><br />
</strong></span></div>
<div><span style="font-size: small;"><strong>A quanto pare, quindi, il solito fare la voce grossa all&#8217;Onu contro l&#8217;ipotesi di Stato palestinese o il continuo tirarla per le lunghe con una Road Map affidata al sempre più inconcludente Quartetto, forse non riuscirà a nascondere l&#8217;inizio di mutamento di registro in parte degli intellettuali e dell&#8217;opinione pubblica di Israele e degli ebrei della diaspora.</strong></span></div>
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		<title>Siria, primo atto dell&#8217;assedio geopolitico all&#8217;Iran. I documenti Usa però parlano chiaro: NON si tratta di difendere la democrazia, ma solo &#8220;gli interessi americani in Medio Oriente&#8221;.</title>
		<link>http://www.pinonicotri.it/2012/08/siria-primo-atto-dellassedio-geopolitico-alliran-i-documenti-usa-pero-parlano-chiaro-non-si-tratta-di-difendere-la-democrazia-ma-solo-gli-interessi-americani-in-medio-oriente/</link>
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		<pubDate>Tue, 28 Aug 2012 07:01:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pino Nicotri]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il salto di qualità dell’appoggio dell’Occidente ai ribelli siriani è avvenuto non solo e non tanto con la recente decisione europea, Italia compresa, di un più deciso appoggio militare quanto con la decisione Usa di fornire loro missili terra aria, in grado cioè di colpire qualunque velivolo. Si tratta della stessa decisione che a suo tempo presero gli Usa di fornire i micidiali Stinger terra aria per mettere in grado i ribelli afgani di colpire gli aerei e gli elicotteri sovietici, segnando così il punto di svolta che permise la vittoria dei talebani appoggiati da tempo i tutti i modi da Washington. Per fare un paragone dei nostri tempi: se qualcuno  fornisse gli Stinger o i loro equivalenti non made in Usa ai palestinesi, Israele non potrebbe più bombardare Gaza con l’aeronautica.<span id="more-3709"></span><br />
</strong></p>
<p><strong>Ma il salto di qualità voluto dagli Usa segna anche l’inizio di una vera e propria guerra contro l’Iran, anche se combattuta per via indiretta e senza dispiegare grandi armamenti.  Per capirlo basta leggere le raccomandazioni intitolate Labirinto Iran fatte al presidente Obama dal Saban Center for Middle East Policy, emanazione della Brookings Institution, che ha sede a Washington. Nata nel 1916, la Brookings è uno dei primi think tank sorto negli Usa e nel 2009, cioè tre anni fa, è stata definita il miglior think tank dal Foreign Policy Think Tank Index.  I sei autori del report del Saban Center sono tutti nomi di alto livello,  che hanno ricoperto incarichi di responsabilità chi al Dipartimento di Stato e chi al Consiglio di Sicurezza Nazionale, chi nella Cia e nell’azione degli Usa in Iraq, Corea, Pakistan e Afganistan. Non manca neppure un ex ambasciatore in Israele e consigliere personale del presidente Clinton, come Martin Yndik, né un membro dello staff di governo del presidente Obama, come Suzanne Maloney.</strong></p>
<p><strong>Il dato interessante è che  loro raccomandazioni fanno parte in un modo o nell’altro della dottrina politico militare Usa, quale sia quella scelta dalla Casa Bianca,  per il semplice motivo che prendono in esame nove scenari, tutti quelli possibili e immaginabili nei confronti dell’Iran: dall’invasione militare massiccia a una lunga campagna di bombardamenti aerei, dall’accordo di pace globale al “contenimento” rivelatosi vincente contro l’Unione Sovietica, dalla sobillazione dell’opposizione a quella delle minoranze etniche e al colpo di Stato, dal disco verde a un attacco israeliano allo strangolamento economico tramite l’aggravio sempre più pesante delle sanzioni.</strong></p>
<p><strong>L’altro dato interessante è che nessuno degli autori in nessuno dei nove scenari si maschera con la missione di esportare la democrazia in Iran, ma vanno tutti direttamente al sodo senza ipocrisia parlando solo e unicamente della difesa degli “interessi americani in Medio Oriente”. I sei esperti mostrano anche di avere imparato dall’esperienza in Iraq e in Afganistan, che definiscono fallimentari, soprattutto la prima perché non dotata della quantità di uomini necessari. I sei avvertono che per invadere un Paese e riuscire in qualche modo a “pacificarlo”, cioè a tenerlo sotto controllo, ci vuole almeno un soldato o poliziotto ogni 20 abitanti. E calcolano quindi che una eventuale invasione dell’Iran avrebbe bisogno di almeno  3,5 milioni di uomini in divisa adeguatamente armati.</strong></p>
<p><strong>L’intervento in Siria, già in atto con consiglieri militari non solo inglesi e con massicce forniture di armi ai ribelli, ricalca non a caso lo scenario esaminato dal Saban Center per l’Iran di sobillazione, rivolta e armamento delle minoranze etniche. Ed è esplicitamente previsto dai sei esperti come utile a erodere l’influenza e le alleanze di Teheran in Medio Oriente, un grimaldello per cominciare a far franare il regime iraniano. Ecco perché si può dire che l’attuale “rivoluzione democratica” siriana è la prima tessera militare di una spallata al regime iraniano e che non si tratta di portare la democrazia in Siria, ma solo di badare agli “interessi americani in Medio Oriente”.</strong></p>
<p><strong>In Siria si approfitta del fatto che il clan al governo è composto in maggioranza da alawiti, una minoranza nel Paese così come erano una minoranza in Iran i sunniti del clan di Saddam Hussein al potere. I sunniti in Siria sono la maggioranza, ma eccetto pochi uomini sono tenuti accuratamente fuori dalle istituzioni di governo, che resta saldamente in mano ad alawiti, drusi e cristiani. Le  minoranze curda e araba sono in posizione defilata la prima,  interessata più che altro alla propria indipendenza e a uno Stato con i curdi turchi e quelli iracheni, e pressoché assente la seconda.  I drusi e i cristiani temono che la caduta dell’attuale regime abbia come conseguenza la fine dei propri diritti e anche della propria sicurezza.</strong></p>
<p><strong>Come che sia, le foto dei “patrioti rivoluzionari” siriani mostrano sempre e solo uomini dall’evidente aspetto e comportamento di militari di carriera, mai nessuna donna. Difficile quindi parlare di rivolta spontanea, tanto meno di anelito alla democratica. Non a caso l’Onu parla di stragi ed esecuzioni sommarie anche da parte dei rivoltosi. Tutto ciò ricorda quanto avvenuto in Libia l’anno scorso, quando la cosiddetta “rivoluzione libica” venne innescata da istruttori militari clandestini francesi, inglesi e del Qatar facendo leva sulle solite divisioni tribali. Insomma, un altro intervento occidentale strumentale, questa volta diretto contro l’Iran.</strong></p>
<p><strong>Ciò che rattrista è che si accampano anche stavolta ragioni umanitarie e di democrazia, quando in realtà ci teniamo stretti regimi indecenti come quello dell’Arabia Saudita, uno dei peggiori del mondo, dove vige la Sharia e che tratta le donne come oggetti privi di qualunque diritto, compreso l&#8217;andare in bicicletta, giustifichiamo la recente feroce repressione del Bahrain ignorandola completamente, giustifichiamo anche il Qatar, dove la marea di  immigrati non ha diritti, e corteggiamo tutti i vari emirati del Golfo gonfi di petrolio e quattrini. Pronti anche ad accogliere nei consigli d’amministrazione delle nostre aziende come comproprietari esponenti di Paesi dove la Sharia è legge!.Alla faccia dell&#8217;etica e dei “motivi umanitari”.</strong></p>
<p><strong>La Cina, la Russia e l’Iran sostengono Assad, ognuno per i propri concreti motivi e non certo per questioni etiche o umanitarie. Gli USA, Gran Bretagna, Francia, Arabia Saudita e Turchia sostengono, finanziano e armano i ribelli di certo non per ragioni umanitarie, ma come prima tappa per imbrigliare l&#8217;Iran. Nei cui confronti duole che in oltre mezzo secolo la politica occidentale non sia affatto cambiata. Nel 1953 gli Usa e l&#8217;Inghilterra organizzarono il colpo di Stato che abbatté in un colpo solo il governo del primo ministro Mossadeq e la neonata democrazia iraniana, spalancando così le porte alla feroce repressione dei militari dello scià e, di conseguenza, alla rivoluzione che ha portato al governo teocratico attuale. Allora come oggi &#8211; e come per l&#8217;invasione dell&#8217;Iraq &#8211; il movente è il petrolio. Gli enormi giacimenti di petrolio e gas del sottosuolo iraniano sono essenziali per l&#8217;economia occidentale. E nessuno vuole correre il rischio che vadano ad alimentare il colosso Cina, in definitiva il vero obiettivo e incubo degli Usa per la propria egemonia mondiale.</strong></p>
<p><strong>I confini di troppi Stati del Vicino, Medio ed Estremo Oriente, come anche dell&#8217;Africa, sono stati decisi da Londra e Parigi. Che ora con gli Usa vogliono disfarli per far tornare alcuni di questi Stati alla frantumazione tribale o etnica per poter continuare a praticare il classico, cinico e feroce &#8220;Divide et impera&#8221;. Qualcuno dovrebbe avvertire Londra, Parigi, Washington e Israele che il colonialismo è una vergogna ormai per fortuna sepolta dalla Storia.</strong></p>
<p><strong>Questi sono i fatti. Tutto il resto è fuffa.</strong></p>
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		<title>Per chi suona il minareto? Falsi allarmi e razzismi veri</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 00:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pino Nicotri]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ho l&#8217;impressione che la vittoria del no ai minareti in Svizzera abbia giocato un brutto scherzo un po&#8217; a tutti, fornendo così l&#8217;occasione a molti bei nomi di mettersi in ridicolo. La palma dell&#8217;imbecillità e dell&#8217;ignoranza va &#8211; sa usual &#8211; alla Lega Nord, con la sua proposta sanfedista di inserire il disegno della croce nella bandiera italiana e di far &#8220;votare al popolo&#8221; su minareti, croci e crocifissi. E infatti, dal momento che Bossi&amp;C hanno sempre detto che con il tricolore loro ci si puliscono il culo, i casi sono solo due: o si puliscono il culo anche con la croce oppure si occupano di una bandiera con la quale per loro stessa ammissione c&#8217;entrano meno del classico cavolo a merenda. Questi imbecilli inoltre non sanno che solo i barbari votano contro quelli che sono diritti civili universali, il &#8220;popolo&#8221; non può abolire o pretendere una mazza su certi argomenti, se per esempio il popolo vuole il cannibalismo non per questo lo si può concedere per legge<br />
</strong></p>
<p><strong>Mi sa che molti hanno scambiato il no ai minareti con il no alle moschee. Il minareto è solo la lunga e affusolata torre della moschea, l&#8217;equivalente del campanile delle nostre chiese. Solo che al posto della campana che chiama alla preghiera o degli altoparlanti che ne diffondono il suono registrato c&#8217;è il muezzin che chiama alla preghiera o gli altoparlanti che ne diffondono la voce registrata. Con buona pace dei leghisti e tromboni alla Vittorio Messori, il no ad altri minareti non significa né che verranno demoliti quelli già esistenti, demolizione che sarebbe di puro stampo nazista, né che non verranno costruite altre moschee.<br />
E a proposito di Messori, cattolico dall&#8217;ego smisurato, tanto da vantarsi di avere convinto lui papa Wojtyla a togliere dalla preghiera del &#8220;Padre nostro&#8221; la molto infelice frase &#8220;Non ci indurre in tentazione&#8221;, nonché accoltellatore alla schiena del già ferito (da Vittorio Feltri) Dino Boffo per farlo cacciare dalla direzione del quotidiano L&#8217;Avvenire d&#8217;Italia, a proposito dunque di Messori sono da giardino degli stralunati i suoi (s)ragionamenti sul Corriere della Sera inneggianti alla vittoria del &#8220;No ai minareti&#8221; in Svizzera.</strong><span id="more-1664"></span><strong>A parte la solita disonesta insistenza sulle &#8220;radici cristiane dell&#8217;Europa&#8221; e del &#8220;cattolicesimo come identità dell&#8217;essere italiani&#8221;, fa crepar dal ridere come Messori definisce la guerra di religione tra cattolici e protestanti di varia estrazione che ancora nell&#8217;800 insanguinò in lungo e in largo la Svizzera. Per il bucolico Messori si tratta di guerre sì, ma &#8220;in famiglia&#8221;. Forse che le vittime, i morti ammazzati, i mutilati e le distruzioni sono per questo accettabili? Forse che essendo state stragi &#8220;in famiglia&#8221; sono cose da nulla? Peccatucci veniali? I cattolici trinariciuti come Messori preferiscono i macelli &#8220;in famiglia&#8221; alle contese dialettiche ed egualitarie con quelli che della famiglia non fanno parte. Viene in mente la &#8220;famiglia&#8221; di don Vito Corleone, cioè la Mafia, o la &#8220;famigghia&#8221; di chi vende il sedere e la dignità ogni volta che si tratta di intascare qualcosa, ovviamente per la &#8220;famigghia&#8221;.</strong></p>
<p><strong>Meno male che Messori si salva in corner facendo notare che la mania di distinguere tra noi e gli &#8220;altri&#8221;, in questo caso i musulmani, conduce all&#8217;impossibilità di modificare in senso meno bellicoso e/o integralista i musulmani che sono emigrati in Paesi che come la Svizzera non vogliono sporcarsi con i minareti. Ma se i leader laici dell&#8217;orgoglio e della riscossa cattolica sono i Messori o i Marcello Pera, gli Umberto Bossi o le Binetti, i voltagabbana alla Rutelli o alla Ferrara, allora povera Chiesa cattolica. Già malmessa a causa di un papa come questo, che ha continuato l&#8217;opera di ritorno all&#8217;oscurantismo e al peggiore passato iniziata da Wojtyla, seppellendo definitivamente le aperture di papa Roncalli.</strong></p>
<p><strong>Imbecillità a parte, ho avuto occasione di ricordare più volte che a fottere i longobardi, cioè i nonni degli attuali lumbàrd, è stata proprio la Chiesa della croce. Fu infatti papa Stefano II a chiamare i Franchi &#8211; guidati prima da Pipino il Breve e poi da suo figlio Carlo Magno &#8211; perché invadessero l&#8217;Italia e stangassero a sangue i longobardi che s&#8217;erano messi in testa &#8211; ma guarda un po&#8217;! &#8211; di fare l&#8217;unità d&#8217;Italia, cosa che avrebbe relegato il vescovo di Roma a fare il vescovo di Roma, al pari dei vescovi delle altre sedi episcopali, anziché diventare quel papa re che tanto ha contribuito a insanguinare l&#8217;Europa intera. La Chiesa tradì in un sol colpo Costantinopoli, contrapponendo la sua Roma alla capitale dell&#8217;impero romano, i merovingi &#8211; che con il fondatore della dinastia, Meroveo, avevano convertito se stessi e i Franchi al cattolicesimo &#8211; benedicendo il golpe di Pipino il Breve che spodestò dal trono quella dinastia, e i longobardi, che erano stati così fessi, veri e propri &#8220;bauscia&#8221;, da regalare alla Chiesa di Roma con la Donazione di Sutri il primo nucleo territoriale di ciò in seguito diventerà l&#8217;infausto e oscurantista Stato della Chiesa. Il boccone territoriale regalato dai longobardi mise in moto nel clero di Roma appetiti territoriali crescenti. Ne fecero le spese i longobardi e man mano l&#8217;Europa intera e Costantinopoli, ma anche e soprattutto noi italiani costretti a rinviare di quasi mille anni l&#8217;unità del Belpaese.</strong></p>
<p><strong>Ma a parte l&#8217;idiozia e l&#8217;ignoranza dei legisti, lo stracciarsi le vesti di chi &#8211; come lo stesso papa Ratzinger &#8211; grida al pericolo di razzismo contro i musulmani, e a parte anche la felicità dei cattolicissimi alla Messori o alla Mussolini, altra grande scopatrice colta in flagranza di &#8220;trombage&#8221;, io non vedo grandi tragedie nel no svizzero.  In primo luogo perché non è un no alle moschee esistenti e future e non verranno demoliti i minareti già esistenti. In secondo luogo perché i minareti, al pari dei campanili, hanno perso la loro funzione di &#8220;faro&#8221; per far capire al volo ai fedeli dove si trovasse il loro luogo di culto, così come hanno perso anche la loro funzione di &#8220;sveglia&#8221; per le rituali varie preghiere quotidiane. Oggi un orologio lo possediamo tutti, così come possediamo almeno una radiolina per sintonizzarci col religioso che ci cantilena le lodi al Creatore, che si chiami Allah o Dio o El. Il massimo del ridicolo è, oltretutto, che El e Allah sono lo stesso nome. Allah è infatti una chiara derivazione del plurale di El, cioè di Elohim, o anche del singolare Eloha. Da notare che El era anche una divinità cananea, fenicia, ittita, siriaca, egizia, hurrita, eblaita, ecc. Insomma, niente di nuovo sotto il sole&#8230; Da notare anche che la stessa bibbia, libro sacro ai tre monoteismi, e in particolare per gli ebrei, inizialmente scritta in ebraico, dice che il mondo fu creato nei famosi &#8220;sette giorni&#8221; (?) non da El o da Eloha, al singolare come ci si aspetterebbe dal libro sacro che fonda il monoteismo, ma da Elohim, cioè dagli &#8220;Dei&#8221; al plurale, visto che anche gli ebrei inizialmente erano politeisti come del resto tutti i popoli del Vicino e Medio Oriente del quale facevano parte.</strong></p>
<p><strong>A parte i ridicoli odi tra seguaci di Allah e del suo omonimo El/Eloha/Elohim, che i cristiani chiamano Dio solo perché in plurisecolare spregio verso gli ebrei preferiscono usare un vocabolo romano, ma in realtà arrivato dall&#8217;India, il no ad altri minareti mi pare non sia molto diverso dal divieto a rompere le scatole suonando le campane imposto spesso dai magistrati grazie a denunce di gente che deve andare a lavorare in orari che non sono più quelli imposti da Santa Romana Chiesa, e quindi magari alle 5, alle 6 e alle 7 di mattina, e magari la domenica anche alle 10, non vuole rotture quanto meno di timpani perché preferisce stare ancora tra le braccia di un altro dio: Morfeo. L&#8217;avere vietato il suono di campane negli stessi orari in cui è vietato il baccano di altro genere, non ha certo portato a vietare le chiese o la religione cattolica e neppure l&#8217;ossessiva esibizione del crocifisso in ogni luogo, Compresi quelli dove solo delle persone incivili e prepotenti, spesso anche un po&#8217; trinariciute, vogliono a tutti i costi che continui a essere esibito.</strong></p>
<p><strong>Insomma, un po&#8217; meno di invadenza da parte del clero, quale che sia la religione di appartenenza, a mio avviso non guasta. E il fatto che Ratzinger, che detesta i musulmani quasi quanto gli ebrei, abbia pubblicamente affermato che il divieto di altri minareti equivale al no al crocifisso nelle scuole, mi porta a pensare che il no svizzero non sia così grave e razzista come si vuol far credere o si crede in buona fede. Se il no ad altri minareti equivalesse davvero al no al crocifisso nelle scuole e nei tribunale, e magari anche negli ospedali e negli uffici pubblici, beh, allora mi sa tanto che sarebbe meglio schierarsi per il no ad altri minareti. Purtroppo però quella di Ratzinger è solo la solita finta di facciata tanto cara nei secoli alla Chiesa di Roma, in specie al maleodorante Vaticano.</strong></p>
<p><strong>Tutto ciò non toglie che il razzismo insito nel dna della destra italiana, e di certo cattolicesimo, appare oggi ancor più chiaro a causa del fatto che mentre il cattolicume plaude al no svizzero, all&#8217;inaugurazione invece della nuova sinagoga ebraica mi pare di Viterbo un paio di mesi fa c&#8217;erano non poche autorità politiche laziali e non solo viterbesi, con tanto di felicitazioni e bei discorsi pubblici. Nulla da ridire sulla loro presenza, però se con la mano destra si applaude alla costruzione di nuove sinagoghe, oltre che ovviamente di nuove chiese cattoliche, mentre con l&#8217;altra mano si impedisce con cavilli vari la costruzione di moschee e si sfrattano i luoghi di culto islamico ricavati dove capita, come avviene vergognosamente in Lombardia e in Veneto, allora significa solo che siamo razzisti. E che vogliamo un&#8217;altra bella guerra di religione, con annessi maxi massacri.</strong></p>
<p><strong>E&#8217; sempre così quando ci si avvia verso il baratro. I fascisti se la pigliavano con gli ebrei. I veneziani con le monache. I romani con le vestali. Noi ce la pigliamo con i musulmani. In particolare con quelli di casa nostra, il che è il massimo dell&#8217;imbecillità controproducente perché ha come risultato il rinsaldarsi dei rapporti tra i poveri cristi islamici immigrati in Italia, e quindi acquisibili alla democrazia, e il fanatismo islamico di certi Paesi arabi o comunque islamici che predicano ossessivamente la guerra &#8220;santa&#8221; (?), cosa che ovviamente non ci piace neppure un po&#8217;. Paesi ai quali, si badi bene, spesso lecchiamo letteralmente il sedere come avviene con l&#8217;Arabia saudita dalla disgustosa monarchia reazionaria. Embé, a chiacchiere siamo sempre &#8220;ittagliani brava gente&#8221;, ma quando non si tratta di chiacchiere bensì di petrolio o di business commercio estero, magari vendendo a rotta di collo armi, mine antiuomo comprese, allora il discorso cambia.</strong></p>
<p>P. S. Credo valga la pena dare un&#8217;occhiata a ciò che ha scritto nel suo blog Walter Peruzzi, il mio professore di filosofia ai tempi &#8211; long time ago &#8211; del liceo: <a href="http://cattolicesimo-reale.blogspot.com/2009/12/minareti.html">http://cattolicesimo-reale.blogspot.com/2009/12/minareti.html</a></p>
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