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	<title>ArruotaLibera &#187; Enrico De pedis</title>
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	<description>Critica delle verità ufficiali. Contro l&#039;ipocrisia e l&#039;uso di due pesi e due misure da parte del potere</description>
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		<title>LE DOMANDE INVIATE VIA PEC PER L&#8217;INTERVISTA CHE LO SCORSO 22 DICEMBRE HO CHIESTO INUTILMENTE ALL&#8217;EX MAGISTRATO E NEO ROMANZIERE GIANCARLO CAPALDO</title>
		<link>http://www.pinonicotri.it/2022/01/le-domande-inviate-via-pec-per-lintervista-che-lo-scorso-22-dicembre-ho-chiesto-inutilmente-allex-magistrato-e-neo-romanziere-giancarlo-capaldo/</link>
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		<pubDate>Fri, 14 Jan 2022 22:05:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pino Nicotri]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Emanuela Orlandi]]></category>
		<category><![CDATA[Enrico De pedis]]></category>
		<category><![CDATA[Giancarlo Capaldo]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Pignatone]]></category>

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		<description><![CDATA[- Ammettiamo che esistano davvero i nastri di cui parlano alcuni giornali, i nastri cioè con le registrazioni di suoi colloqui con emissari del Vaticano riguardo la possibilità di far trovare i resti di Emanuela Orlandi. Ammessa la loro esistenza, le pongo delle domande che mi pare siano dovute. + Come mai non ne ha [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="kvgmc6g5 cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q">
<div dir="auto"><strong>- Ammettiamo che esistano davvero i nastri di cui parlano alcuni giornali, i nastri cioè con le registrazioni di suoi colloqui con emissari del Vaticano riguardo la possibilità di far trovare i resti di Emanuela Orlandi. Ammessa la loro esistenza, le pongo delle domande che mi pare siano dovute.</strong></div>
</div>
<div class="cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql o9v6fnle ii04i59q">
<div dir="auto"><strong>+ Come mai non ne ha parlato né al suo superiore procuratore della Repubblica né alla collega che conduceva con lei la stessa indagine giudiziaria sulla scomparsa della ragazza?</strong></div>
<div dir="auto"><strong>+ Non le pare che il suo silenzio in merito costituisca una omissione d’atti d’ufficio?</strong></div>
<div dir="auto"><strong>+ Ed essersi teuto lei i nastri non le pare che costituisca sottrazione ed appropriazione indebita d’atti d’ufficio?</strong></div>
<div dir="auto"><strong>+ La pare professionalmente, moralmente e umanamente accettabile che lei si sia tenuto questi nastri per anni e li tiri fuori solo ora, quando cioè di fatto servono come pubblicità per il suo romanzo?</strong></div>
<div dir="auto"><strong>+ Secondo lei perché i giornalisti che finora l’hanno intervistata non hanno rilevato nessuno di questo quattro aspetti?</strong></div>
<div dir="auto"><strong>- Ci sono giornalisti, come Andrea Purgatori, che riguardo la sua asserita trattativa coi messi vaticani parla di “probabilmente due alti prelati”, e ci sono giornalisti, come Gianluigi Nuzzi, che invece scrivono che lei “, ha stilato la lista di monsignori, ufficiali e militari dei carabinieri, cancellieri che a vario titolo, chi come protagonista, chi come testimone, avrebbero partecipato alla trattativa”. Ma insomma, lei con quante persone avrebbe trattato? Due o molte di più?</strong></div>
<div dir="auto"><strong>- Immagino lei ricordi di avere chiesto a me di trovarle un canale di comunicazione con la Segretria di Stato vaticana, e che me lo ha chiesto dopo la rimozione della salma di De Pedis dallo scantinato sconsacrato della basilica di S. Apollinare. Ciò non fa pensare che lei quindi in realtà almeno con la Segreteria di Stato non avesse avuto nessun contatto, neppure per la “trattativa”, prima della rimozione della salma?</strong></div>
<div dir="auto"><strong>- Secondo un articolo de Il Fatto Quotidiano, gli asseriti prelati le hanno chiesto di far spostare la salma di De Pedis perché l’allora papa Ratzinger aveva diritto a visitare l’Università della Santa Croce, dell’Opus Dei, senza l’imbarazzo della campagna di stampa per la presenza della sepoltura di De Pedis nella continua basilica. E lei avrebbe risposto che “anche la famiglia della ragazza sparita nel 1983 aveva diritto a ritrovare la pace con la verità su Emanuela”. Ma questa sua risposta è una netta e chiara accusa al Vaticano se non di colpevolezza almeno di sapere e tacere. Su che base lei ha lanciato quella sua accusa? E non temeva che i suoi asseriti interlocutori reagissero accusandola quanto meno di insinuazioni e oltraggio?</strong></div>
<div dir="auto"><strong>- Lei in un suo libro del 2013 &#8211; Roma mafiosa Cronaca dell’assalto criminale allo Stato &#8211; ha puntato il dito sull’usanza di vari magistrati di passare sottobanco notizie ai giornalisti amici in modo da creare una sorta di verità di comodo utile agli stessi magistrati in questione. Non ritiene che le clamorose affermazioni di alcuni giornalisti riguardo la sua asserita trattativa somigli a quella sua descrizione? In definitiva nessuno sa nulla della sua trattativa, quindi che ne scrive fornendo anche dei particolari da chi può avere avuto notizia di tali particolari?</strong></div>
<div dir="auto"><strong>- Riguardo lo spostare la salma di De Pedis non aveva nessun potere né lei né il Vaticano, perché era un argomento sul quale potevano decidere solo ed esclusivamente i due fratelli e la vedova di De Pedis, signora Carla Di Giovanni. Quindi tra lei e il Vaticano non era possibile tnessuna trattativa su tale argomento. Cosa c’era quindi da trattare?</strong></div>
<div dir="auto"><strong>- Sulla presenza della sepoltura di De Pedis nello scantinato sconsacrato della basilica di S. Apollinare aveva già condotto un’inchiesta il magistrato Andrea De Gasperis. L’inchiesta era durata due anni, dal 1995 al 1997 , e aveva concluso che non c’era nulla di illegale, indebito o anche solo sospettabile. Eppure sulla base di una telefonata anonima arrivata nel luglio 2005 a “Chi l’ha visto?”, telefonata a quanto pare partita dall’interno della Rai, e trasmessa nel settembre del 2005, cioè 8 anni dopo la conclusione dell’inchiesta di De Gasperis, è stato scatenato il tormentone di sospetti, polemiche e accuse di fatto ancora in corso. Tormentone arrivato al punto che lei ha ordinato di aprire la bara per controllare se ci fosse davvero dentro anche Emanuela Orlandi (e pure Mirella Gregori!). Ma se De Gasperis già vari anni prima aveva appurato che non c’era nulla da segnalare perché non tenerne conto? Perchè si è voluto ignorare il lavoro di De Gasperis? Trattandolo di fatto come un incapace o peggio, magari un colluso.</strong></div>
<div dir="auto"><strong>- Quando il suo superiore Giuseppe Pignatone le ha restituito la requisitoria che lei aveva scritto a conclusione dell’inchiesta sulla scomparsa della Orlandi, lei non l’ha firmata. Per quale motivo? Ovvero: cosa avrebbe voluto che ci fosse o non ci fosse nel testo restituitole dal procuratore Pignatone?</strong></div>
<div dir="auto"><strong>- Il fatto che invece l’abbia firmato la collega Simona Maisto impegnata nell’inchiesta con lei fa pensare che in ogni caso non si trattava di cose gravi. O crede che la sua collega Maisto fosse rinunciataria e/o incapace?</strong></div>
<div dir="auto"><strong>- Nella sua requisitoria, quella che poi non ha firmato quando le è stata restituita dal suo superiore Giuseppe Pignatone, lei ha definito Enrico De Pedis un boss o un capo della famosa banda della Magliana, la quale peraltro le sentenze giudiziarie non attribuscono la stessa importanza attribuita dalle narrazioni giornalistiche, romanziere, filmiche e seriali. Su quali basi lei ha fatto una tale affermazione, atteso che De Pedis è sempre stato assolto e quando è stato ucciso non aveva carichi pendenti? Ma le leggi italiane non vietano di definire colpevole di uno o più reati chi è stato invece assolto da tutti i reati in questione?</strong></div>
<div dir="auto"><strong>- E perché quando a suo tempo le ho fatto questa banale e dovuta domanda lei ha reagito malamente, chiedendomi di non farmi più vivo con lei dopo anni di rapporti amichevoli?</strong></div>
<div dir="auto"><strong>- Stando le leggi in vigore sulla presunzione di innocenza fino a condanna definitiva e stando le leggi che vietano di definire colpevole chi è stato invece assolti, non le pare che il suo avere definito De Pedis come lo ha definito costituisca sia il reato di falso in atti pubblici sia il reato di diffamazione o calunnia nei confronti dello stesso De Pedis?</strong></div>
<div dir="auto"><strong>- &#8211; Si è mai chiesto perché i pentiti che hanno accusato di reati De Pedis lo hanno fatto solo dopo che lui era morto e non poteva quindi più difendersi?</strong></div>
<div dir="auto"><strong>- Non ha notato che tra quei pentiti c’è chi è stato per questo condannato per calunnia e chi, sbugiardato dalle infagini, s’è scusato in aula per avere accusato dei morti perchè temeva la vendetta dei veri colpevoli ancora vivi?</strong></div>
<div dir="auto"><strong>- Non ha notato neppure che prima della sua uccisione De Pedis nelle inchieste giornalistiche sulla banda della Magliana o non era mai nominato o era un nominato di scarsa importanza?</strong></div>
<div dir="auto"><strong>- Non si rende conto che lei definendo De Pedis come lo ha definito di fatto accusa di incapacità o collusione tutti i magistrati dei vari gradi di processo che lo hanno assolto? Tutti i magistrati cioè dei processi di primo grado, dei processi d’appello e infine anche i magistrati della Cassazione.</strong></div>
<div dir="auto"><strong>- Lei ed io ci siamo visti la prima volta il 20 gennaio 2010, quando lei nella libreria Mondadori vicina alla fontana di Trevi prese parte alla presentazione del libro “Mai ci fu pietà”, della giornalista Angela Camuso, che parlava della banda della Magliana. Il libro citava peraltro solo ed esclusivamene i documenti accusatori, mai quelli della difesa. Non le venne il dubbio che non fosse corretto parlare pubblicamente di un argomento, la banda della Magliana, del quale lei si stava occupando con un’inchiesta giudiziaria ancora in corso?</strong></div>
<div dir="auto"><strong>- Era il periodo in cui la credibilità di Sabrina Minardi, la cosiddetta “supertestimone” che del sequestro Orlandi accusava De Pedis, stava letteralmente crollando. A un certo punto lei disse: “Non abbiamo più bisogno della testimonianza della Minardi per sostenere che a rapire Emanuela Orlandi è stato De Pedis in persona”. Io chiesi la parola per far notare che quella sua affermazione era una grave scorrettezza perché si riferiva a una sua inchiesta giudiziaria ancora in corso. In altre democrazie le avrebbero probabilmente tolto l’inchiesta. Le è mai venuto il dubbio che quella sua perentoria affermazione decisamente accusatoria fosse una grave scorrettezza professionale?</strong></div>
</div>
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		<title>FINALMENTE GETTATA NEL CESTINO DELLA CARTA STRACCIA LA MONTAGNA DI BALLE SUL MISTERO DELLA SCOMPARSA DI EMANUELA ORLANDI.</title>
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		<pubDate>Tue, 05 May 2015 21:22:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pino Nicotri]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[E’ confermato quanto ho scritto su Blitz il 22 aprile ( http://www.blitzquotidiano.it/opinioni/nicotri-opinioni/emanuela-orlandi-inchiesta-presto-archiviata-perche-dopo-32-an-2165264/ ): dopo ben 32 anni, cala il sipario sul mistero Orlandi: che, come avevamo anticipato più volte, resta senza soluzione assieme al mistero ruota di scorta della scomparsa della giovanissima Mirella Gregori. Il procuratore della Repubblica di Roma, Giuseppe Pignatone, ha infatti dovuto [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>E’ confermato quanto ho scritto su Blitz il 22 aprile ( <a href="http://www.blitzquotidiano.it/opinioni/nicotri-opinioni/emanuela-orlandi-inchiesta-presto-archiviata-perche-dopo-32-an-2165264/%20">http://www.blitzquotidiano.it/opinioni/nicotri-opinioni/emanuela-orlandi-inchiesta-presto-archiviata-perche-dopo-32-an-2165264/ </a>): dopo ben 32 anni, cala il sipario sul mistero Orlandi: che, come avevamo anticipato più volte, resta senza soluzione assieme al mistero ruota di scorta della scomparsa della giovanissima Mirella Gregori. Il procuratore della Repubblica di Roma, Giuseppe Pignatone, ha infatti dovuto prendere atto che ha racimolato solo un pugno di mosche e tante chiacchiere anche l’inchiesta giudiziaria nata nel 2008 con le “rivelazioni” della ex tossicomane ed escort Sabrina Minardi ( <a href="http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/cronaca/emanuela-orlandi/emanuela-orlandi/emanuela-orlandi.html%20">http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/cronaca/emanuela-orlandi/emanuela-orlandi/emanuela-orlandi.html </a>) e accompagnata negli ultimi due anni dalle “rivelazioni” del fotografo romano Marco Fassoni Accetti ( <a href="http://www.blitzquotidiano.it/opinioni/nicotri-opinioni/emanuela-orlandi-flauto-di-marco-fassoni-accetti-dai-resti-di-studio-cine-roma-1888707/">http://www.blitzquotidiano.it/opinioni/nicotri-opinioni/emanuela-orlandi-flauto-di-marco-fassoni-accetti-dai-resti-di-studio-cine-roma-1888707/</a> ). Che ora per il fiume delle sue narrazioni auto accusatorie si avvia a essere spedito davanti ai giudici per il reato di calunnia quanto meno contro se stesso. A ore o al massimo domani il comunicato della Procura.<br />
Nel 1997 c’era già stata un’altra archiviazione decisa dall’allora giudice istruttore Adele Rando ( <a href="http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/emanuela-orlandi-risponde-nicotri-giovacchino-non-ha-letto-mio-1771.htm">http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/emanuela-orlandi-risponde-nicotri-giovacchino-non-ha-letto-mio-1771.htm</a> ), che pure dovette prendere atto che l’inchiesta dopo 14 anni di indagini aveva accumulato molto fumo, ma neanche un po’ di arrosto.<br />
Pignatone in persona ha chiesto l’archiviazione. E siccome il capo della Procura è lui la sua richiesta equivale a una decisione. Decisione concorde con le richieste e le convinzioni del sostituto procuratore Simona Maisto e della sua collega dell’antimafia Roberta Calò. Ma parzialmente in contrasto con quanto avrebbe invece preferito il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo. Questi avrebbe infatti preferito poter approfondire meglio la figura di Marco Fassoni Accetti ( <a href="http://www.blitzquotidiano.it/opinioni/nicotri-opinioni/emanuela-orlandi-fassoni-accetti-il-flauto-1542471/">http://www.blitzquotidiano.it/opinioni/nicotri-opinioni/emanuela-orlandi-fassoni-accetti-il-flauto-1542471/</a> ), che auto accusatosi del “rapimento concordato” con le due ragazze e realizzato per conto di una “fazione vaticana in lotta contro un’altra fazione” non ha mai fornito nessun nome di suoi complici, ma che si sarebbe dimostrato a conoscenza di particolari, a dir vero di poco conto, noti solo ai magistrati. Ma a Roma è difficile che un segreto possa davvero restare tale: un magistrato può essere muto quanto vuole, ma come è noto c’è sempre qualcuno tra i vari preposti alle investigazioni che per i più disparati motivi non sa tenere la bocca totalmente chiusa, specie con i giornalisti. Come è successo tra l’altro con Sabrina Minardi, arrivata a spacciarsi per “amante decennale del boss Enrico De Pedis” ( <a href="http://www.affaritaliani.it/cronache/segreti_banda_magliana_sabrina_minardi240910.html">http://www.affaritaliani.it/cronache/segreti_banda_magliana_sabrina_minardi240910.html</a> )<br />
Escono così definitivamente di scena sia don Piero Vergari ( <a href="http://www.blitzquotidiano.it/opinioni/nicotri-opinioni/emanuela-orlandi-nuzzi-tv-la7-scioglie-1485198/">http://www.blitzquotidiano.it/opinioni/nicotri-opinioni/emanuela-orlandi-nuzzi-tv-la7-scioglie-1485198/</a> ), il rettore della basilica di S. Apollinare trattato a pedate da vari mass media &#8211; ma NON dai magistrati &#8211; per avere permesso nella basilica la sepoltura di Enrico De Pedis, preteso boss della cosiddetta banda della Magliana per quanto sempre assolto anche dalla semplice accusa di averne anche solo fatto parte come gregario. E con don Vergari escono di scena tutti i vari nomi che “supertestimoni” e sicofanti vari hanno voluto inchiodare come membri o come altri boss della stessa banda maglianese dai soprannomi e nomignoli quali i vari “Cilletto”, “Giggetto”, al secolo Angelo Cassani, Libero Angelico, Gianfranco Cerboni, ecc. Uscito di scena anche Sergio Virtù, che la Minardi nelle sua “rivelazioni” aveva promosso ad “autista di De Pedis”, pur non avendo mai De Pedis &#8211; che ora può finalmente riposare in pace &#8211; avuto un autista nell’intera sua vita. Ovvio che il Procuratore riservi qualche sospettino a carico della Magliana e dintorni, se non altro per evitare di sentirsi appioppare l’accusa di “avvocato difensore di De Pedis e della banda della Magliana”.<br />
E può finalmente non essere più soggetta a insulti e sospetti indebiti la sua vedova Carla De Pedis, la cui salute non è stata certo fortificata dalle ondate di accuse di certi mass media a partire da quando nel settembre 2005 il programma televisivo “Chi l’ha visto?” sulla base &#8211; incredibile ma vero &#8211; di una telefonata anonima, per giunta abborracciata, ha iniziato la sua lunga campagna contro la tomba di De Pedis in S. Apollinare e a favore delle accuse, le più fantasiose e inattendibili, che volevano “il boss della Magliana” autore del “rapimento” della Orlandi ( <a href="http://www.blitzquotidiano.it/opinioni/nicotri-opinioni/emanuela-orlandi-rapita-da-banda-della-magliana-depistaggio-2033089/">http://www.blitzquotidiano.it/opinioni/nicotri-opinioni/emanuela-orlandi-rapita-da-banda-della-magliana-depistaggio-2033089/</a> ). E’ stata l’insistenza mediatica di “Chi l’ha visto?” a innescare l’entrata in scena della “supertestimone” Minardi.<br />
Sotto questo profilo, non è escluso che debba rispondere di calunnia anche Antonio Mancini, pluriassassino scarcerato innanzitempo e diventato anche lui un “supertestimone” di “Chi l’ha visto?”, ma non certo per i magistrati. Mancini infatti era già stato bollato come inattendibile da più di una sentenza.<br />
Soddisfatti gli avvocati Maurilio Prioreschi e Lorenzo Radogna, legali delle vedova Carla De Pedis e poi anche di don Vergari:<br />
“Per rispetto verso i magistrati, preferiamo aspettare le motivazioni della Procura prima di dire la nostra. Per ora possiamo solo dire che è’ stata dura, a volte molto dura assistere a tanto scempio da parte di “supertestimoni” uno più falso dell’altro e di mass media troppo disinvolti, ma finalmente le ondate di fango sono state arrestate e respinte. Ora speriamo che certi personaggi fissati tornino alla realtà. In particolare, speriamo di non sentir più parlare delle “rivelazioni” di Alì Agca ( <a href="http://www.blitzquotidiano.it/opinioni/nicotri-opinioni/emanuela-orlandi-papa-francesco-ali-agca-pietro-orlandi-peronaci-snobbati-2075373/">http://www.blitzquotidiano.it/opinioni/nicotri-opinioni/emanuela-orlandi-papa-francesco-ali-agca-pietro-orlandi-peronaci-snobbati-2075373/</a> ), delle quali abbiamo perso il conto”.<br />
Contento anche don Vergari:<br />
&#8220;Come lei sa bene, perché è l’unico giornalista con cui parlo ( <a href="http://www.blitzquotidiano.it/opinioni/nicotri-opinioni/emanuela-orlandi-don-vergari-ossa-vecchie-1421229/">http://www.blitzquotidiano.it/opinioni/nicotri-opinioni/emanuela-orlandi-don-vergari-ossa-vecchie-1421229/</a> ), non mi sono mai preoccupato per queste accuse balzane e certo non cristiane contro di me e non solo. L’inchiesta non poteva che concludersi così, a meno di un impazzimento generale. Ora spero che i bugiardi si ravvedano. Avranno anche loro una coscienza. Dovrebbero capire quanta dolore e quanta sofferenza hanno seminato… Per cosa poi? Io li ho già perdonati. Da tempo”.<br />
Chi non ci fa una bella figura, oltre a Fassoni Accetti, è l’ex onorevole, ex sindaco di Roma, ex vice primo ministro ed ex ministro della Cultura Walter Veltroni, che aveva dato sostegno politico alla battaglia contro De Pedis e annessa sepoltura ( <a href="http://www.blitzquotidiano.it/opinioni/nicotri-opinioni/nicotri-veltroni-sbagliato-parlare-di-de-586927/">http://www.blitzquotidiano.it/opinioni/nicotri-opinioni/nicotri-veltroni-sbagliato-parlare-di-de-586927/</a> ). Sostegno per correre in soccorso di “Chi l’ha visto?”, programma di Raitre e quindi “in quota” al partito di Veltroni quale che esso fosse man mano che cambiava nome e natura.</p>
<p>Per chi volesse approfondire l’argomento segnaliamo i seguenti link. Con una avvertenza: i link che non sono preceduti dalla scritta http://www. vanno copincollati in Google cliccando poi per la ricerca:</p>
<p><a href="http://www.blitzquotidiano.it/opinioni/nicotri-opinioni/manuela-orlandi-egidio-avvocato-rapimento-1125014/">http://www.blitzquotidiano.it/opinioni/nicotri-opinioni/manuela-orlandi-egidio-avvocato-rapimento-1125014/</a><br />
<a href="http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/pino-nicotri-sul-caso-orlandi-nel-mio-libro-ce-tutto-manuela-non-fu-rapita-depistaggi-per-coprire-qualcuno-molto-alto-in-vaticano-456204/%20">http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/pino-nicotri-sul-caso-orlandi-nel-mio-libro-ce-tutto-manuela-non-fu-rapita-depistaggi-per-coprire-qualcuno-molto-alto-in-vaticano-456204/ </a><br />
<a href="Emanuela%20Orlandi. Marco Fassoni Accetti: 5 perché i magistrati non gli credono">Emanuela Orlandi. Marco Fassoni Accetti: 5 perché i magistrati non gli credono</a><br />
<a href="Emanuela%20Orlandi. Flauto di Marco Fassoni Accetti dai resti di studio cine Roma?">Emanuela Orlandi. Flauto di Marco Fassoni Accetti dai resti di studio cine Roma?</a><br />
<a href="Emanuela%20Orlandi. Marco Fassoni Accetti, morte di José Garramon: sentenza, ombre">Emanuela Orlandi. Marco Fassoni Accetti, morte di José Garramon: sentenza, ombre</a><br />
<a href="Marco%20Fassoni Accetti. La sentenza Garramon smentisce le sue parole">Marco Fassoni Accetti. La sentenza Garramon smentisce le sue parole</a><br />
<a href="http://www.blitzquotidiano.it/opinioni/nicotri-opinioni/mistero-orlandi-silvana-fassoni-madre-di-1855069/">http://www.blitzquotidiano.it/opinioni/nicotri-opinioni/mistero-orlandi-silvana-fassoni-madre-di-1855069/</a><br />
<a href="http://www.blitzquotidiano.it/opinioni/nicotri-opinioni/emanuela-orlandi-mistero-del-flauto-del-1546277/">http://www.blitzquotidiano.it/opinioni/nicotri-opinioni/emanuela-orlandi-mistero-del-flauto-del-1546277/</a><br />
<a href="Emanuela%20Orlandi. Fassoni Accetti vs Corriere: falso Boston. E Chi l'ha visto.">Emanuela Orlandi. Fassoni Accetti vs Corriere: falso Boston. E Chi l&#8217;ha visto.</a>.<br />
<a href="Emanuela%20Orlandi. Fassoni Accetti: &quot;Peronaci (Corriere) non ha capito, travisa&quot;">Emanuela Orlandi. Fassoni Accetti: &#8220;Peronaci (Corriere) non ha capito, travisa&#8221;</a><br />
<a href="Emanuela%20Orlandi: mistero sui rapporti fra Pietro e &quot;superteste&quot;">Emanuela Orlandi: mistero sui rapporti fra Pietro e &#8220;superteste&#8221;</a><br />
<a href="Emanuela%20Orlandi: 30 anni dopo, copione misterioso">Emanuela Orlandi: 30 anni dopo, copione misterioso</a><br />
<a href="Emanuela%20Orlandi e il mistero della 127 nel Tevere">Emanuela Orlandi e il mistero della 127 nel Tevere</a><br />
<a href="http://www.blitzquotidiano.it/page/7/?s=emanuela+orlandi%20">http://www.blitzquotidiano.it/page/7/?s=emanuela+orlandi </a><br />
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		<title>La scomparsa di Emanuela Orlandi: dopo il ventennio nero di balle sulla pista &#8220;turco-sovietica&#8221; ecco in scena la versione riveduta e corretta di Sabrina Minardi. Le cui parole, a differenza di quelle delle D&#8217;Addario sui vizi di Berlusconi, sono immediatamente assurte al rango di verità rivelata. Proprio quando in Vaticano accelerano la volontà di beatificare papa Wojtyla</title>
		<link>http://www.pinonicotri.it/2009/11/la-scomparsa-di-emanuela-orlandi-dopo-il-ventennio-nero-di-balle-sulla-pista-turco-sovietica-ecco-in-scena-la-versione-riveduta-e-corretta-di-sabrina-minardi-le-cui-parole-a-differenza-di-quell/</link>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 14:58:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pino Nicotri]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Non c&#8217;è che dire: il titolo del mio libro sul caso Orlandi è quanto mai azzeccato: &#8220;Dai Lupi Grigi alla banda della Magliana&#8221;. Ma ieri, nel corso di otto interviste per radio e agenzie e due per Raitre, sono rimasto sgomento per la generale mancanza di memoria. Comprensibile, visto che si tratta di una piece, una tragedia camuffata da farsa che però si vuole spacciare come dramma mondiale, &#8220;rapimento mediatico&#8221; &#8211; come l&#8217;ha ironicamente bollato il magistrato romano Severino Santiapichi &#8211; che si trascina da oltre 26 anni… Soprattutto i giovani, che ne sanno? Non sempre c&#8217;è tempo per documentarsi, e in ogni caso come orientarsi nell&#8217;oceano di chiacchiere, balle, depistaggi, deliri e inganni vari rifilati ai mass media, e da questi supinamente avvalorati, per oltre un quarto di secolo? Ma la disinvoltura di queste ore lascia sgomenti. Se non peggio. Anche perché è una spia di come in Italia si sia sfarinato e si vada sfarinando un po&#8217; tutto, in particolare ciò che dovrebbe essere robusto e non sfarinabile, a partire dalla politica e dalle istituzioni, assi portanti della democrazia e della pacifica convivenza civile. Se si arriva a privatizzare perfino l&#8217;acqua, in attesa forse di privatizzare anche l&#8217;aria, si può ben privatizzare e appaltare anche la verità di turno…. Ma veniamo al sodo.</strong><a href="http://www.pinonicotri.it/wp-content/uploads/2009/11/orlandi-big.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1626" title="orlandi-big" src="http://www.pinonicotri.it/wp-content/uploads/2009/11/orlandi-big.jpg" alt="" width="170" height="257" /></a><br />
<strong><br />
</strong><span id="more-1625"></span><strong>Per  oltre 20 anni si sono sbracciati a giurare e rigiurare in continuazione che erano stati i terroristi turchi, i Lupi Grigi musulmani manovrati come burattini dai comunisti atei di Mosca, e che l&#8217;avevano rapita per scambiarla con il loro sodale Alì Mehmet Agca in galera a vita in Italia per avere sparato al papa. Poi di colpo, un anno e mezzo fa, salta fuori l&#8217;ennesima &#8220;supertestimone&#8221; di turno, Sabrina Minardi, da anni dentro e fuori le case di cura per drogati, e  pretendono ci si dimentichi di questi oltre 20 anni di balle &#8220;turche&#8221; e &#8220;comuniste&#8221; e che si accetti a occhi chiusi il nuovo vangelo: a rapirla e a ucciderla è stata la banda della Magliana per mano del boss Enrico &#8220;Renatino&#8221; De Pedis. Il racconto della Minardi &#8211; che riporto per intero qui in basso &#8211; era un po&#8217; troppo confuso per essere credibile, tant&#8217;è che non se ne è saputo più nulla. E&#8217; riesploso di colpo ieri, giovedì 19 novembre 2009, con la pretesa di avere risolto il caso, cioè a dire un giallo che dura da ormai 26 anni e mezzo.  La novità è che la Minardi &#8220;ha riconosciuto la voce&#8221; di un tizio che una volta ha telefonato a casa degli Orlandi dicendo di chiamarsi &#8220;Mario&#8221; per raccontare balle su Emanuela scomparsa da casa da qualche giorno. L&#8217;altra novità è che nel nuovo racconto la Minardi ha eliminato le parti chiaramente impossibili. Mah. Questa nuova versione ripulita mi ricorda gli esami da rimandato a ottobre, quando si passa l&#8217;estate a studiare meglio una materia per poter superare l&#8217;esame di riparazione a ottobre. Solo che nel caso della Minardi l&#8217;esame i riparazione è stato rimandato a novembre, e di un anno e mezzo dopo: tempo per prepararsi meglio ce n&#8217;è stato quindi a iosa…. Qualche lezione privata, qualche lezione imparata meglio, magari a memoria, e il nuovo esame magari si supera. Forse.</strong></p>
<p><strong>E sì, forse, perché non tutte le ciambelle riescono col buco. Per esempio: E&#8217; IMPOSSIBILE credere che la Minardi non abbia mai ascoltato prima di mercoledì la telefonata di &#8220;Mario&#8221;, per il semplice motivo che in parte era già stata diffusa da tempo da &#8220;Chi l&#8217;ha visto?&#8221; ed era ascoltabile dal link</strong></p>
<p><!--[endif]--> <!--StartFragment--><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"><a href="http://www.chilhavisto.rai.it/Clv/img/o/OrlandiEmanuela/mario1.wma">http://www.chilhavisto.rai.it/Clv/img/o/OrlandiEmanuela/mario1.wma</a> , grazie al quale ho ascoltato e riascoltato la telefonata decine di volte anch&#8217;io. Non voglio pensare abbiano fatto sparire da Internet nelle ultime ore il file, ma di sicuro c&#8217;era ed è dimostrabile perché come me lo hanno sentito vari colleghi, compreso chi me lo ha inviato per e-mail. </span></strong><!--EndFragment--></p>
<p><strong>Sono comunque curioso di vedere se dai &#8220;ricordi&#8221; la Minardi ha tolto anche le sue cene a braccetto del boss criminale De Pedis, per giunta all&#8217;epoca latitante, a casa di Giulio Andreotti e consorte. E se ha tolto anche il nome di monsignor Paul Marcinkus, all&#8217;epoca governatore del Vaticano e della sua banca &#8211; il famoso e famigerato istituto bancario ipocritamente chiamato Istituto per le Opere di Religione (IOR) &#8211; nonché responsabile della sicurezza del papa, quale mandante dell&#8217;asserito rapimento e annessa uccisione della Orlandi. A seguito dello scandalo del Banco Ambrosiano, con annesso &#8220;suicidio&#8221; del suo amministratore Roberto Calvi, Marcinkus si vide spiccare dalla magistratura italiana un mandato di cattura, rimasto purtroppo lettera morta.</strong></p>
<p><strong>Intanto c&#8217;è da fare una osservazione fondamentale, che sgombera il tavolo da troppa fuffa, come ieri mi sono sgolato a spiegare anche a Rai News e a Linea Notte di Raitre. Si usa dire fin dall&#8217;inizio che Emanuela poche ore prima della sua scomparsa è stata vista &#8211; dal vigile urbano Alfredo Sambuco e dal poliziotto Bruno Bosco &#8211; parlare con un tizio davanti a palazzo Madama, sede del senato, affianco alla Bmw color &#8220;verde tundra&#8221; dello stesso tizio. Bene. O meglio: male. Malissimo. A leggere infatti il resoconto fatto al Sisde, cioè ai servizi segreti civili di cui all&#8217;epoca faceva parte, di Giulio Gangi, che in quanto amico di una cugina (Monica Meneguzzi) di Emanuele si è dato da fare fin dai primi giorni, la ragazza di cui gli hanno parlato a botta calda sia Sambuco che Bosco NON può essere Emanuela. Ripeto: NON può essere Emanuela. Perché? Perché Bosco parla di una ragazza &#8220;con uno zainetto a spalla&#8221;, mentre nel comunicati diffuso dagli Orlandi già il giorno dopo, 24 giugno, c&#8217;è scritto a chiare lettere che Emanuela è uscita di casa con una borsa di cuoio e un astuccio rettangolare nero che contiene il suo flauto. Come si legge a pagina 45 e 46 del mio libro:</strong></p>
<p><em><strong>&#8220;Mentre l’aereo di Wojtyla vola verso Roma, gli Orlandi decidono di stilare un breve testo che zio Meneguzzi porta ai giornali, pubblicato già il giorno dopo – 24 giugno – da «Il Tempo» e il 25 anche da «Il Messaggero» e «Paese Sera» nelle pagine delle cronache romane. Sotto il titolo Chi ha visto Emanuela? si legge: «Dalle ore 19:15 del 22 giugno si sono perse le tracce di Emanuela Orlandi, 15 anni, vista per l’ultima volta da due compagne di scuola in corso Rinascimento, di fronte al Senato. Emanuela è alta un metro e 65, corporatura snella, occhi marrone, capelli castano-scuri lunghi. Indossa pantaloni jeans con bretelle, camicetta bianca, e ha una borsa di cuoio e un astuccio nero rettangolare dove tiene un flauto. Chi l’avesse vista o ne avesse notizie, può telefonare al numero 69.84.982», vale a dire a casa Orlandi. Come si vede, non si parla affatto dello zaino visto da Bruno Bosco addosso alla «ragazzetta», mentre invece si parla di «una borsa di cuoio» e di un «astuccio nero rettangolare» per il flauto di cui però il poliziotto con Gangi non ha fatto nessuna menzione&#8221;.</strong></em></p>
<p><strong>Il flauto è dovuto al fatto che Emanuela, studentessa di liceo scientifico, era anche una studentessa di flauto, pianoforte e canto corale al conservatorio di S. Apollinare. Se Emanuela è uscita di casa con una borsa a mano NON può essere la ragazza che ha invece uno zainetto a spalla e NON una borsa di cuoio a mano. Per non parlare della mancanza del lungo e vistoso astuccio nero con dentro il flauto.<br />
Tutta la storia della Bmw si può quindi buttare via, assieme alle testimonianze &#8211; se così vogliamo chiamarle… &#8211; del vigile e del poliziotto di servizio quel giorno e in quelle ore davanti al senato. E se la Bmw si può buttare, allora puzza molto l&#8217;insistere anche della Minardi su &#8211; guarda caso &#8211; una Bmw, ovviamente di De Pedis e/o del suo giro. Ma proseguiamo.</strong></p>
<p><strong>Come pure ho scritto nel mio libro, a leggere il rapporto di Gangi al Sisde si scopre anche che né Bosco né Sambuco hanno mai detto che l&#8217;uomo della Bmw aveva con sé, da mostrare alla ragazza, prodotti di bellezza Avon. Bosco ha detto a  Gangi solo di avere visto da una ventina di metri &#8220;un tascapane di tipo militare&#8221; che, una volta aperto, mostrava al suo interno la lettera A maiuscola. E Sambuco mi ha addirittura giurato che lui di Avon NON ha mai parlato! Mai a verbale con i carabinieri (della sede di via In Selci). Se si è prestato a parlare di Avon in qualche intervista &#8211; nelle quali peraltro si contraddice clamorosamente perfino su più cose &#8211; lo ha fatto solo per supportare quanto detto da Federica Orlandi a proposito dell&#8217;ultima telefonata di sua sorella Emanuela. &#8220;Per dare qualche speranza a quei poveracci&#8221;, mi ha spiegato Sambuco, come ho riportato nel libro. Ma proseguiamo.<br />
</strong></p>
<p><strong>Strano. I giornali dicono che il &#8220;riconoscimento&#8221; della voce è avvenuto solo mercoledì 18 c. m. Com&#8217;è possibile quindi che senza uno straccio di verifica si spari nel giro di poche ore la certezza che ormai il caso è risolto? Tanta fretta mi ricorda la sceneggiata di Alì Agca fatto trovare &#8220;per caso&#8221; ai vari giornalisti &#8211; appositamente convocati &#8211; subito dopo l&#8217;interrogatorio fatto dal magistrato Margherita Gerunda su segnalazione del Sisde che &#8211; chissà perché e su base zero &#8211; indicava in Agca il possibile movente del &#8220;rapimento&#8221;. In ogni caso, quando si parla di &#8220;riconoscimento della voce&#8221; di una telefonata bisogna andarci cauti. Molto cauti. Nel 1979 io e il professore Toni Negri venimmo arrestati con l&#8217;accusa &#8211; tra le altre &#8211; di avere rapito il leader democristiano Aldo Moro. Alla base delle fantasmagoriche e demenziali accuse c&#8217;era &#8220;il riconoscimento delle voci&#8221; mie e di Negri da parte di un paio di persone che avevano sentito alla radio e alla televisione le telefonate di alcuni brigasti del sequestro Moro, telefonate intercettate dalla polizia e fatte diffondere dal ministero dell&#8217;Interno. Come è noto, quei due &#8220;riconoscimenti&#8221; si sono rivelati due colossali &#8220;sole&#8221;, vocabolo che nel gergo romano significa &#8220;bidoni&#8221;. Per quale motivo invece il &#8220;riconoscimento&#8221; della Minardi si vuole sia credibile? Già un paio di anni fa un pentito del banda della Magliana, Antonio Mancini, raccontò in una puntata del programma televisivo &#8220;Chi l&#8217;ha visto?&#8221; che la voce di Mario era quella di un certo &#8220;Ruffetto&#8221;, forse di nome Libero ma di cognome non reso noto, killer della Magliana molto apprezzato da De Pedis. Qualche giornale scrive che una perizia ha dimostrato che Mancini s&#8217;è sbagliato, ecco perché ora si cambia cavallo e si punta sul &#8220;Mario&#8221; della Minardi. Bene. Ma scusate: se si è sbagliato Mancini, che in quanto membro di un certo peso della banda della Magliana doveva conoscere &#8220;Ruffetto&#8221; piuttosto bene ed è quindi strano ne abbia confuso la voce, è ancor più probabile che si sbagli anche la Minardi. O no? O qualcuno ha regalato alla Minardi la patente di infallibilità, manco fosse il papa e nonostante le enormi cazzate sparate un anno e mezzo fa?</strong></p>
<p><strong>La &#8220;rivelazione&#8221; di Mancini ha fatto la fine che meritava, ma NON ha insegnato nulla a certi inquirenti: sembra di rivedere le informative del Sisde alla Gerunda, suggestive, pilotate, ma campate sul nulla. O meglio: campate sulla malafede e volontà di depistaggio, come gli anni hanno implacabilmente dimostrato. La Minardi l&#8217;altro ieri ha detto la stessa cosa, ha cioè detto che si tratta di &#8220;Ruffetto&#8221;? C&#8217;è chi dice di sì, e c&#8217;è chi dice di no. Come che sia, riconoscere una voce a 26 anni e passa di distanza è possibile? E&#8217; credibile? Mah. La perizia fonica fatta comparando la voce di una persona con quella registrata telefono è impresa ardua: i telefoni infatti, specie quelli di un quarto di secolo fa, &#8220;tagliano&#8221; le frequenze estreme della voce umana, cioè le frequenze più alte e quelle più basse, ma in questo modo la comparazione delle due voci avviene con una delle due, quella al telefono, in parte mutilata. Raggiungere la certezza in queste condizioni è impossibile, come dimostrano vari casi giudiziari anche clamorosi. La perizia diventa ancor più difficile &#8211; o impossibile? &#8211; perché il quarto di secolo passato nel frattempo ha alterato &#8211; se non altro per motivi ormonali ai quali si possono aggiungere il fumo, eventuali malattie, l&#8217;alcol, ecc. &#8211; la voce da comparare con quella di tanto tempo fa: la mia voce di oggi è eguale a quella che avevo 26 anni fa? Ne sarei sorpreso, visto che molte altre cose del mio corpo, eccetto forse il colore degli occhi e la forma delle orecchie, sono cambiate… E la perizia diventa ancor più difficile &#8211; o impossibile? &#8211; se ci si basa sul ricordo di come era una voce di qualcuno di più di un quarto di secolo fa.  O no?<br />
Ecco perché tutta questa &#8220;notizia bomba&#8221; mi puzza. &#8220;Bomba&#8221; sì, ma del tipo bombetta puzzolente. E mica poco.</strong></p>
<p><strong>Stranissimo. Se una D&#8217;Addario più altre donne dicono di essere state a letto con Silvio Berlusconi, e documentano la cosa con foto scattate a casa sua e registrazioni dei suoi consigli erotici, viene subito alzato un fuoco di sbarramento per definire i loro racconti e le loro prove come robaccia adulterata. La merce di una Minardi viene invece di colpo avvalorata come oro colato. Mah.  Altro che due pesi e due misure. Quando si tratta di Berlusconi, Dell&#8217;Utri, Previti, Mills, ecc., si grida al complotto delle &#8220;toghe rosse&#8221; e che non sono credibili neppure le condanne confermate in terzo grado. Se invece parla una Minardi ecco che diventa di colpo una &#8220;supertestimone&#8221; e i suoi vaneggiamenti diventano di colpo vangelo, &#8220;rivelazioni&#8221;. Mah. Vedremo. Sì, vedremo se e quali verifiche hanno fatto i magistrati e quali prove hanno trovato a conferma. Per carità: tutto è possibile…. O quasi.</strong></p>
<p><strong>Torniamo ora alla Bmw, che pare ormai da anni un incrocio tra l&#8217;Olonese Volante, Moby Dick e un disco volante. Già ad agosto dell&#8217;anno scorso era stata data una notizia clamorosa. Buttato a mare come se niente fosse il ventennio nero di balle e depistaggi &#8220;islamicico-turco-comunisti&#8221; e sostituito da un paio di mesi Agca con la Minardi, ecco che il giorno prima di ferragosto sul sito di «Repubblica» e dell’agenzia Agi a partire dalle ore 15:54 compare il seguente capolavoro, dove tra un mare di se e di verbi al condizionale l’unica cosa data per certa è che è stata finalmente trovata la famosa Bmw e che su tale auto Emanuela ci venne «caricata». Particolare quest&#8217;ultimo intrigante, ma inventato di sana pianta perché non è mai esistito nessun testimone che l&#8217;abbia vista salire o venire &#8220;caricata&#8221; su quell&#8217;auto:</strong></p>
<p><strong><br />
<em>&#8220;È da tempo oggetto di analisi di laboratorio la Bmw, parcheggiata dal ’95 a Villa Borghese e rimasta inutilizzata in tutti questi anni, che potrebbe essere collegata al sequestro di Emanuela Orlandi. Chi segue la pista della Banda della Magliana, come ha suggerito mesi fa la supertestimone Sabrina Minardi, ex amante del boss Renato De Pedis, è convinto che dall’esame di questa vettura possano emergere elementi preziosi all’inchiesta. Quella Bmw potrebbe essere l’auto su cui fu caricata la 15enne il 22 giugno del 1983, giorno del rapimento, e potrebbe essere stata utilizzata successivamente dalla stessa Minardi per raggiungere il benzinaio del Vaticano e consegnare la ragazzina a un uomo con l’aspetto di un monsignore. La procura ha affidato agli esperti della polizia scientifica l’esame del dna su quanto repertato a bordo dell’auto nella speranza che si possa fare chiarezza sulla scomparsa della ragazza. “La pista che stiamo seguendo è quella giusta – è la sensazione di un inquirente –, servirebbe un pizzico di fortuna perché è trascorso tanto tempo ed è difficile trovare le prove”. Sulla vicenda, comunque, è intervenuto l’avvocato Renato Borzone, difensore di Flavio Carboni che, stando ai primi accertamenti, sembrerebbe essere il proprietario di quella Bmw poi passata di mano ad altri: “In mancanza del tradizionale giallo estivo o dell’omicidio dell’estate, si è preferito ripiegare su questa boutade ferragostana”, ha detto il penalista. “Ora non ci resta che attendere la prossima puntata” </em>&#8220;.</strong></p>
<p><strong>E&#8217; questa, esplosa in queste ore, la nuova puntata? Staremo a vedere. Anche a voler credere alla Minardi, le cose comunque chiare come la luce del sole ed assodate sono comunque intanto almeno due, e mica da ridere:<br />
&#8211; la pista &#8220;turco-sovietica&#8221; era una bufala, che ci hanno voluto imporre per due decenni abbondanti;<br />
&#8211; il Vaticano non solo ha mentito in lungo e in largo, e non si mente per 26 anni solo per proteggere &#8211; che so &#8211; un barista o una guardia svizzera, ma è anche il mandante, nella persona di Marcinkus, del rapimento e assassinio di Emanuela. A pagina 182 del mio libro c&#8217;è l&#8217;elenco impietoso, lungo una intera pagina, di tutte le balle e le cose poco credibili raccontate dal Vaticano o da esso comunque avvalorate.</strong></p>
<p><strong>Ed eccovi ora quanto ho già scritto nel mio libro, che, si badi bene, è uscito esattamente un anno fa:</strong></p>
<p><strong>&#8220;<em>Il 22 giugno 2008 è il 25esimo anniversario del «rapimento». Come per incanto a Roma ricompaiono i manifesti di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori di un quarto di secolo prima, per opera delle sorelle delle due ragazze scomparse, e il giorno dopo le agenzie di stampa sparano indiscrezioni di una precedente deposizione davanti ai magistrati dell’ex amante di Renatino. Ecco per esempio come ne parla il lancio dell’agenzia Agi:</em></strong></p>
<p><strong><em>&#8220;ORLANDI: TESTIMONE, LA CONSEGNAI A UN SACERDOTE; ERA INTONTITA = (AGI) – Roma, 23 giu. – «Io arrivai lì al bar Gianicolo con una macchina – racconta. Poi Renato, il signor De Pedis, con cui in quel tempo avevo una relazione, mi disse di prendere un’altra macchina, che era una Bmw e di accompagnare&#8230; Cioè arrivò questa ragazza, una ragazzina, arrivò questa ragazza e se l’accompagnavo fino a sotto, dove sta il benzinaio del Vaticano, che ci sarebbe stata una macchina targata Città del Vaticano che stava aspettando questa ragazza. Io l’accompagnai: così feci. Durante il tragitto&#8230; non so quanto tempo era passato dal sequestro di Emanuela Orlandi&#8230; la identificai come Emanuela Orlandi&#8230; Era frastornata, era confusa ’sta ragazza. Si sentiva che non stava bene: piangeva, rideva. Anche se il tragitto è stato breve, mi sembra che parlava di un certo Paolo, non so se fosse il fratello. Va be’, comunque, io quando l’accompagnai c’era un signore con tutte le sembianze di essere un sacerdote, c’aveva il vestito lungo e il cappello con le falde larghe. Scese dalla Mercedes nera, io feci scendere la ragazza: “Buonasera, lei aspettava me?”. “Sì. Sì, credo proprio di sì”. Guardò la ragazza, prese la ragazza e salì in macchina sua. Poi, io, dopo che avevo realizzato chi era, dissi, quando tornai su, a Renato: “A’ Rena’, ma quella non era&#8230;” Ha detto: “Tu, se l’hai riconosciuta è meglio che non la riconosci, fatti gli affari tuoi” &#8220;.</em><br />
<em><br />
Come si vede, se Emanuela «non stava bene», a giudicare dall’eloquio non è che Sabrina Minardi durante il racconto stesse meglio. Tralasciamo il far comparire con nonchalance la Bmw, il problema è che l’amante di De Pedis dice «la identificai come Emanuela Orlandi». E come ha fatto a identificarla? Le ha chiesto il nome e cognome? Le ha chiesto i documenti? S’era impressa nella mente le vecchie foto sui giornali, lei che era sempre strafatta di cocaina?</em></strong></p>
<p><strong><em>Lo stesso giorno del lancio dell’Agi le edizioni on line dei quotidiani sono più generose, danno più particolari. La confusissima Minardi è promossa a tamburo battente «supertestimone» e viene portata sugli scudi. Nell’Italia berluscona e veltrona «se po’ fa’» ormai anche questo. Vediamo l’articolo di www.repubblica.it che riassume il tutto punto per punto e ha il pregio di dire una castroneria madornale, imperdonabile, e una forse veniale. Quella madornale è che ipotizza la consegna di Emanuela al sacerdote da parte della Minardi come avvenuta «forse durante il rapimento», cioè come suo fine! Quella forse perdonabile è che fa parlare «la sorella» di Emanuela, ma non dice quale delle tre: in ogni caso, è bene tenere a mente cosa dice «la sorella», perché in un’altra intervista dirà l’esatto contrario. Miracoli vaticani? Come che sia, ecco i passi salienti dell’articolo di Marino Bisso e Giovanni Gagliardi:</em></strong></p>
<p><strong><em>&#8220;Emanuela Orlandi sarebbe stata prelevata da Renatino De Pedis su ordine di monsignor Marcinkus, all’epoca presidente dello IOR. Lo rivela Sabrina Minardi, la supertestimone che per anni fu l’amante del boss della banda della Magliana Enrico De Pedis, detto Renatino. La ragazza, dice Minardi, sarebbe poi stata uccisa e gettata in una betoniera a Torvajanica. E le sue dichiarazioni portano a nuove indagini.<br />
«Nel sacco anche un bambino». «Successe tutto a Torvajanica», ha ricordato Sabrina Minardi, durante un colloquio con i dirigenti della Squadra Mobile, avvenuto il 14 marzo scorso. «Con Renatino, a pranzo da Pippo l’Abruzzese, arrivò Sergio, l’autista, con due sacchi. Andammo in un cantiere, io restai in auto: buttarono tutto dentro una betoniera. Così facciamo scomparire tutte le prove, dissero». In uno di quei sacchi c’era il corpo di Emanuela Orlandi e nell’altro, sostiene la donna, un bambino di 11 anni ucciso per vendetta, Domenico Nicitra, figlio di uno storico esponente della banda.</em></strong></p>
<p><strong><em>Date contrastanti. La testimone sostiene di essere stata la compagna del boss della Magliana tra la primavera dell’82 e il novembre dell’84. Emanuela Orlandi scomparve il 22 giugno dell’83, ma Domenico Nicitra, il bambino ucciso, morì dieci anni dopo, il 21 giugno 1993, quando De Pedis era già morto (fu ucciso all’inizio del 1990). Forse la confusione sulle date è colpa degli psicofarmaci e della droga di cui la testimone ammette di aver fatto uso per anni. Ma le dichiarazioni rese ai magistrati restano sufficientemente circostanziate e tali da giustificare un supplemento di indagini.</em></strong></p>
<p><strong><em>«Consegnai Emanuela a un sacerdote». La donna racconta di aver accompagnato con la sua macchina Emanuela Orlandi [forse durante il rapimento, ndr] e di averla consegnata a un sacerdote. Accadde sei, sette mesi prima – dice – della tragica esecuzione della figlia del commesso della Casa Pontificia. «Arrivai al bar del Gianicolo in macchina (&#8230;) Renatino mi aveva detto che avrei incontrato una ragazza che dovevo accompagnare al benzinaio del Vaticano. Arriva ‘sta ragazzina: era confusa, non stava bene, piangeva e rideva. All’appuntamento c’era uno che sembrava un sacerdote: scese da una Mercedes targata Città del Vaticano e prese la ragazza. A casa domandai: A Renà, ma quella non era&#8230; Se l’hai conosciuta, mi rispose, è meglio che te la scordi. Fatti gli affari tuoi».<br />
La testimone specifica, inoltre, che lei e De Pedis arrivarono al bar Gianicolo a bordo di una A112 bianca, di proprietà della donna. «Renato e Sergio me la misero [la ragazza, ndr] in macchina, più che Renato, Sergio prese la ragazza dalle mani di questa signora e la accompagnò nella mia macchina. Poi, io salii in macchina e andai. Mi dissero che alla fine di quella via c’era questo signore che l’aspettava».</em></strong></p>
<p><strong><em>La prigione. Emanuela Orlandi sarebbe stata tenuta [durante il rapimento, ndr] in un’abitazione, vicino a piazza San Giovanni di Dio, che aveva «un sotterraneo immenso che arrivava quasi fino all’ospedale San Camillo», ha aggiunto la Minardi. Di lei si sarebbe occupata la governante della signora, Daniela Mobili. Secondo la testimone, la Mobili, sposata con Vittorio Sciattella, era vicina a Danilo Abbruciati, il killer della Banda della Magliana freddato nell’82 durante il fallito agguato a Roberto Rosone, vicepresidente del Banco ambrosiano. Monsignor Marcinkus. Emanuela Orlandi sarebbe stata prelevata da Renatino De Pedis su ordine di monsignor Marcinkus, che fu presidente dello IOR, la banca del Vaticano, dal 1971 al 1989. Marcinkus è morto il 20 febbraio 2006 a Sun City, in Arizona. Alla specifica domanda dei magistrati, tramite chi Renato fosse stato delegato a prendere Emanuela, la donna risponde: «Tramite lo IOR&#8230; Quel monsignor Marcinkus&#8230; Renato ogni tanto si confidava». Sulle motivazioni del sequestro: «Stavano arrivando secondo me sulle tracce di chi&#8230; perché secondo me non è stato un sequestro a scopo di soldi, è stato fatto un sequestro indicato. Io ti dico monsignor Marcinkus perché io non so chi c’è dietro&#8230; ma io l’ho conosciuto a cena con Renato&#8230; hanno rapito Emanuela per dare un messaggio a qualcuno».<br />
La testimone sottolinea di non sapere chi materialmente prese Emanuela: «Quello che so è che [la decisione, ndr] era partita da alte vette&#8230; tipo monsignor Marcinkus&#8230; È come se avessero voluto dare un messaggio a qualcuno sopra di loro. Era lo sconvolgimento che avrebbe creato la notizia». La donna fa un paragone con la morte di Roberto Calvi: «Gli hanno trovato le mani legate dietro, perché tu mi vuoi dare un messaggio». In un colloquio successivo, il 19 marzo, la donna aggiunge: «Renato, da quello che mi diceva, aveva interesse a cosare con Marcinkus perché questi gli metteva sul mercato estero i soldi provenienti dai sequestri».</em></strong></p>
<p><strong><em>Le ragioni del rapimento. La teste, sentita successivamente dal procuratore aggiunto Italo Ormanni e dai pm Andrea De Gasperis e Simona Maisto, ipotizza come ragione della scomparsa della giovane una «guerra di potere»: «Io la motivazione esatta non la so – dice ai magistrati – però posso dire che con De Pedis conobbi monsignor Marcinkus. Lui era molto ammanicato con il Vaticano, però i motivi posso immaginare che fossero quelli di riciclare il denaro. Mi sembra che Marcinkus allora era il presidente dello IOR&#8230; però sono ricordi così. Gli rimetteva questi soldi&#8230; Io a monsignor Marcinkus a volte portavo anche le ragazze lì, in un appartamento di fronte, a via Porta Angelica&#8230; Sarà successo in totale quattro o cinque volte, tre-quattro volte&#8230; Lui era vestito come una persona normale».</em></strong></p>
<p><strong><em>Sabrina Minardi, rispondendo ai magistrati, precisa che le modalità con cui avvenivano questi incontri erano diverse da quelle riferite sull’episodio del Gianicolo. «Mi ricordo che una volta Renato portava sempre delle grosse borse di soldi a casa. Sa, le borse di Vuitton, quelle con la cerniera sopra. Mi dava tanta di quella cocaina, per contare i soldi dovevo fare tutti i mazzetti e mi ricordo che contò un miliardo e il giorno dopo lo portammo su a Marcinkus».</em></strong></p>
<p><strong><em>A cena da Andreotti. Sabrina Minardi ha riferito di essere andata anche a casa di Giulio Andreotti. «Io andai anche a cena a casa di Andreotti, con Renato [De Pedis, ndr] – racconta – ovviamente davanti a me non parlavano&#8230; due volte ci sono andata&#8230; Renato ricercato&#8230; La macchina della scorta sotto casa di Andreotti della polizia&#8230; Renato ricercato, siamo andati su&#8230; eh&#8230; accoglienza al massimo&#8230; c’era pure la signora&#8230; la moglie&#8230; una donnetta caruccia &#8230; ovviamente davanti non parlavano di niente». La teste precisa che Andreotti «non c’entra direttamente con Emanuela Orlandi, ma con monsignor Marcinkus sì».</em></strong></p>
<p><strong><em>La sorella: «Chi sa, si liberi la coscienza». Domani, riunione degli investigatori negli uffici giudiziari per fare il punto dell’indagine. La sorella di Emanuela vuole le prove: «Senza quelle, non credo alla presunta testimone. Emanuela non è andata via spontaneamente, siamo sicuri di questo e quindi qualcuno è davvero a conoscenza di ciò che è accaduto. Mi chiedo se non sia arrivato, e già da tempo, il momento che questo qualcuno venga fuori e si liberi la coscienza». Inquirenti in cerca di riscontri. Gli inquirenti, prima di pronunciarsi sulla fondatezza o meno delle dichiarazioni, vogliono riscontrare ogni più piccolo particolare.</em></strong></p>
<p><strong><em>«Nel verbale della testimone ci sono indubbie incongruenze temporali che ci lasciano un po’ perplessi – ammettono a piazzale Clodio – ma alcuni dettagli sono così precisi e circostanziati che meritano di essere approfonditi con attenzione»&#8221;.<br />
</em><br />
Sono stati fatti nel frattempo gli approfondimenti? E&#8217; quello che vedremo. Anche se questo strano modo di procedere, che dura ormai da 26 anni, e questo ancor più strano modo di voler comunque accreditare il racconto della Minardi, sia pure opportunamente ripensato e ripulito con ben 18 mesi a disposizione per ripresentarsi all&#8217;esame e sperare di superarlo, induce a pensare che in realtà ciò che si vuole è solo chiudere alla bell&#8217;e meglio il caso. Perché? Perché c&#8217;è fretta di dichiarare santo papa Wojtyla &#8211; e già la fretta è cosa sempre sospetta &#8211; e NON lo si può fare finché è in giro la mina vagante del &#8220;mistero Orlandi&#8221;, uno degli scandali del suo pontificato (gli altri sono l&#8217;uccisione del banchiere Calvi, la strage delle guardie svizzere, il crack dell&#8217;Ambrosiano, la finanza troppo allegra, e riciclatoria, della banca vaticana IOR. Mina vagante che non si sa mai dove può andare a scoppiare e chi può far saltare per aria. Quale epoca migliore, per chiudere più o meno decentemente questa storiaccia vaticana, dell&#8217;attuale epoca della Perdonanza/Mignottanza? Vale a dire, con un governo che per i vizi e stravizi e processi del suo capo ha pubblicamente mostrato lo scandaloso bisogno di perdono, assoluzione, benevolenza e benedizione da parte del Vaticano. Io do un  pubblico perdono a te e tu mi dai una bella chiusura del caso Orlandi a me. Giochino al quale difficile si prestino dei magistrati. Più facile ci si presti un qualche &#8220;ufficio&#8221; come quello che imbeccava la Gerunda sulla (inesistente) connessione Orlandi/Agca e convocava d&#8217;urgenza i giornalisti per scodellare loro &#8220;per caso&#8221; il turco che usciva dall&#8217;interrogatorio in modo da lanciare a livello planetario la bufala del secolo. Allora la scusa era la &#8220;guerra fredda&#8221; contro l&#8217;Unione Sovietica. Ma oggi l&#8217;Unione Sovietica non esiste più da un bel pezzo.<br />
Amen.</strong></p>
<p>Post Scriptum</p>
<p>A proposito di Marcinkus: NON può essere vero che la Minardi gli portava &#8220;le ragazze&#8221;, tanto meno in &#8220;un appartamento&#8221; vicino porta S. Anna. Marcinkus abitava di fronte all&#8217;hotel Thea, nella palazzina annessa alla chiesa, mi pare in via Boncompagni, comunque a ridosso di via Veneto, e io dall&#8217;87 a tutto l&#8217;89 ho abitato in via Marche, a due passi da quella chiesa. Ho conosciuto molto bene chi gli portava le professioniste di via Veneto. E so bene che &#8220;Marcinkus andava solo con professioniste anziane e molto esperte&#8221;, come mi è stato spiegato anche da più di una che aveva fatto sesso con lui quando nello scrivere il libro su questo orripilante &#8220;mistero&#8221; vaticano &#8211; con il cadavere di Emanuela sballottolato con cinismo infame dai Lupi Grigi alla Banda della Magliana &#8211; ho chiesto se Marcinkus poteva essere uno che con Emanuela Orlandi ci scopava. Nel qual caso sarebbe stato sospettabile come responsabile della sua fine.<br />
<strong></strong></p>
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