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	<title>ArruotaLibera &#187; diritto medievale</title>
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	<description>Critica delle verità ufficiali. Contro l&#039;ipocrisia e l&#039;uso di due pesi e due misure da parte del potere</description>
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		<title>Il rapporto di dipendenza personale</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Oct 2013 15:20:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Galavotti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Politeia]]></category>
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		<description><![CDATA[Che cosa voleva dire nel Medioevo avere un rapporto di dipendenza di tipo &#8220;personale&#8221;? Un rapporto personale era quello che intercorreva fra colui che concedeva un feudo (simbolo principale della ricchezza medievale) e colui che lo riceveva, in virtù del quale quest&#8217;ultimo dichiarava la propria sottomissione (omaggio di tipo vassallatico), offrendo la propria fedeltà fino [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Che cosa voleva dire nel Medioevo avere un rapporto di dipendenza di  		tipo &#8220;personale&#8221;? Un rapporto personale era quello che intercorreva fra  		colui che concedeva un <em>feudo</em> (simbolo principale della ricchezza  		medievale) e colui che lo riceveva, in virtù del quale quest&#8217;ultimo  		dichiarava la propria sottomissione (omaggio di tipo vassallatico),  		offrendo la propria fedeltà fino a quando restava salda la concessione.  		(Se non era un feudo, era comunque un titolo o una funzione che dava  		diritto a un qualche privilegio o a una rendita).</p>
<p>Cioè chi disponeva di proprietà privata, che nell&#8217;alto Medioevo i barbari  avevano ottenuto eliminando o sottomettendo militarmente i latifondisti romani,  la metteva in parte a disposizione, a mo&#8217; d&#8217;usufrutto temporaneo o anche  vitalizio, a favore di chi era in grado di farla fruttare. I benefici ottenuti  da questa proprietà tornavano comodo, indirettamente, alla stessa persona che  l&#8217;aveva concessa (<em>senior</em>). La proprietà o la carica onorifica poteva  essere concessa anche come forma di riconoscimento di un valore militare o per  qualche opera compiuta di particolare significato: spesso il beneficiario era un  parente del signore che concedeva il feudo o il titolo, ma non necessariamente.</p>
<p>Una parte della proprietà privata veniva alienata, cioè concessa in comodato  d&#8217;uso, chiedendo in cambio determinati favori: p. es. tasse, rendite, uomini  armati, servizi giuridici o logistici&#8230; Era appunto il fatto di possedere una  proprietà privata (in genere quella della terra) che permetteva, nel Medioevo,  di realizzare dei rapporti di <em>dipendenza personale</em>. Non c&#8217;era un vero <em> contratto</em>, con diritti e doveri da parte di entrambi i contraenti, come  accade oggi a livello aziendale o sindacale, ma anche notarile, giuspolitico  ecc., dove è prevalente l&#8217;aspetto funzionale o strutturale su quello  psicologico-esistenziale.</p>
<p>Un contratto può sempre essere rescisso, senza che ciò comporti delle  limitazioni alla libertà giuridica, che ognuno formalmente gode. Nel Medioevo si  riteneva il giuramento o la parola data o la promessa fatta infinitamente  superiore a qualunque contratto: era una sorta di patto di fedeltà in cui veniva  messa in gioco la <em>coscienza</em> o comunque l&#8217;<em>etica</em>. Di qui la sua  sacralità. Cosa che invece non si poteva riscontrare negli statuti dei Comuni  borghesi, dove si aveva la pretesa di affermare una certa uguaglianza formale,  almeno nel momento della costituzione del Comune.</p>
<p>La persona libera si sottoponevano volontariamente a un rapporto di tipo  vassallatico. Non era costretta a farlo, ma gli serviva per ottenere un certo  potere o anche solo una certa protezione militare o politica. Era una forma di  umiliazione personale, in quanto si giurava d&#8217;essere fedele a una persona, a  prescindere da quello che in futuro essa avrebbe potuto fare o chiedere di fare.</p>
<p>Non succedeva mai che il vassallo restituisse il feudo dopo aver giudicato di  indegnità il sovrano o il signore che glielo aveva concesso. La tendenza semmai  era un&#8217;altra: fare in modo di poter trasformare il feudo da &#8220;concesso  temporaneamente&#8221; a &#8220;definitivamente acquisito&#8221;. La tendenza cioè era quella di  sottrarsi a un rapporto di dipendenza giudicato stressante, fagocitante,  oneroso.</p>
<p>Un rapporto personale basato sul potere della proprietà privata era quasi una  forma di schiavitù, nel senso che la persona libera, anche se diventava  relativamente potente o comunque temuta, stimata&#8230;, in virtù della concessione  ottenuta si trasformava in un <em>servo</em> di qualcuno, &#8220;un uomo di un altro  uomo&#8221;, come allora si diceva.</p>
<p>Un rapporto di dipendenza personale di questo genere avrebbe potuto trovare  un proprio senso etico soltanto a due condizioni: 1) che il concessionario non  disponesse di proprietà privata o comunque che il beneficiario non fosse un  nullatenente, 2) che il rapporto fosse finalizzato a uno scopo preciso  temporaneo.</p>
<p>P.es. se la terra appartiene a una collettività e questa decide di entrare in  guerra, si può accettare l&#8217;idea che qualcuno dichiari la propria dipendenza  personale nei confronti di un altro. Raggiunto tuttavia lo scopo, tutti tornano  ad essere liberi come prima. Là dove esiste proprietà <em>privata</em> della  terra, non può esistere alcuna vera reciprocità nel rapporto di dipendenza  personale, poiché chi fruisce del feudo in concessione è costantemente  ricattabile, almeno finché la concessione non si trasformi in proprietà privata.  Cosa che in Europa occidentale e avvenuta, nel Medioevo, due volte: col <em> Capitolare di Quierzy</em>, nell&#8217;877, per i feudi maggiori, e nel 1037 con la <em> Constitutio de feudis</em>, per i feudi minori. In entrambi i casi gli imperatori  si illusero che, facendolo, avrebbero potuto trarne un beneficio, ma non fu  così.</p>
<p>Infatti, ogniqualvolta gli imperatori ricevevano una scomunica, i feudatari,  che disponevano della proprietà dei loro feudi, si mettevano dalla parte del  papa, proprio allo scopo di poter svolgere il ruolo del &#8220;piccolo imperatore&#8221; nei  loro stessi feudi, senza dover rendere conto più a nessuno. Fu in questa maniera  che l&#8217;idea d&#8217;impero venne scardinata dall&#8217;anarchia feudale, la quale, a sua  volta, rese anche molto difficoltosa la realizzazione delle nazioni.</p>
<p>Oggi rapporti di questo genere, che implicano l&#8217;assenza dello Stato o  comunque della sua consapevolezza, in quanto lo si avverte come inutile o  addirittura come un nemico, sono presenti in Italia negli ambienti della  criminalità organizzata, dove si sono conservati persino certi rituali simbolici  medievali. Ed è difficile pensare che in assenza di uno Stato o in presenza di  uno Stato inefficiente, incapace di far valere la propria autorità, e in  presenza, contestualmente, di una forte proprietà privata dei fondamentali mezzi  produttivi e di sostentamento, non si arrivi a riproporre e a generalizzare la  prassi medievale della dipendenza personale.</p>
<p>Le alternative non sono molte: o si elimina la proprietà privata, e allora il  patto tra i proprietari comuni, collettivi, diventa per così dire <em>implicito</em>,  nel senso che tutti sono dipendenti da tutti; oppure si rende talmente forte il  potere dello Stato da impedire che la sfera politica sia determinata da vincoli  di tipo personalistico. Tuttavia, in questo secondo caso resta sempre da  chiedersi se un siffatto Stato sia davvero in grado di garantire libertà e  democrazia per tutti, in quanto è notorio che un ente esterno, avente pretese  del genere, finisce con l&#8217;imporre una sorta di dittatura.</p>
<p>Una collettività è davvero libera soltanto quando si <em>autogoverna</em>,  senza alcuno Stato. Non a caso anche gli Stati che arrivano a nazionalizzare la  proprietà dei fondamentali mezzi produttivi, riproducono, nei loro centri di  potere, gli stessi meccanismi feudali di dipendenza personale, nel senso che  l&#8217;unico vero merito che viene premiato è la capacità di assicurare la propria  assoluta fedeltà al potere dominante, alla ragione di Stato, all&#8217;ideologia del  partito di governo, e altre cose che abbiamo già visto nelle dittature  staliniste e maoiste.</p>
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