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	<title>ArruotaLibera &#187; Carlo Magno</title>
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	<description>Critica delle verità ufficiali. Contro l&#039;ipocrisia e l&#039;uso di due pesi e due misure da parte del potere</description>
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		<title>Berlusconi e Travaglio uniti: contro i palestinesi. Papino il Breve seppellisce Obama del Cairo e medita di comprarsi l&#8217;Eni spendendo però il meno possibile. Ecco perché gli serve danneggiarla con il demenziale ordine di abbandonare l&#8217;Iran, il nostro maggiore fornitore di petrolio: per far calare il prezzo dell&#8217;oro nero in Borsa. E se in Italia ci scappasse l&#8217;attentato sarebbe l&#8217;occasione buona per passare dalle leggi ad personam alle leggi speciali. E&#8217; il Partito dell&#8217;Amore, bellezza!</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 23:12:09 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>In Israele il nostro capo del governo Silvio Berlusconi ha dato il meglio di sé, cioè a dire il peggio in assoluto. Sulla spinta verso il cielo dei suoi fenomenali tacchi non ha saputo resistere alla tentazione di sentirsi più vicino al Dio della bibbia aggiungendo di getto al testo del discorso scritto l&#8217;infelice e indecente frase &#8220;La reazione di Israele a Gaza è stata giusta&#8221;. Oltre che l&#8217;ONU, una bella fetta della stessa popolazione israeliana, compreso un bel gruppo di militari che a Gaza c&#8217;erano, tutti sanno che la reazione contro Gaza non è stata affatto &#8220;giusta&#8221;. Ho dimostrato in una precedente puntata del blog che massacrare in due settimane 1.400 persone su un totale di 1.400.000 abitanti equivale a massacrare l&#8217;1 per mille dell&#8217;intera popolazione. In appena due settimane! E ho dimostrato che neppure l&#8217;intera campagna angloamericana di bombardamenti incendiari sulle città tedesche è arrivata a tanto, e in un periodo 50 volte più lungo. Con la sua bella improvvisata il Chiavalier Papino il Breve ha sotterrato Obama e il suo discorso de Il Cairo, peraltro cadavere già sotterrato da Netanyahu. Diciamo che Berlusconi ne ha sigillato la tomba.<br />
Non vorrei essere nei panni di Marco Travaglio, o del Paolo Guzzanti riciclato nè di altri maestrini &#8220;di sinistra&#8221;, antiberlusconisti a tutto volume, ma per quanto riguarda Gaza berlusconissimi e filo mattanza anche loro. Travaglio col suo solito tono professorin-ieratico ha subito messo in chiaro nel suo blog, non appena i carri armati e i bombardamenti si sono messi in moto, che quella di Israele non era una guerra offensiva, ma una giusta operazione difensiva. Capisco che oggi è ormai impossibile non dico fare carriera ma anche solo non essere soffocati se non ci si inchina verso chi ha in mano gli assi, però certi eccessi andrebbero evitati. Guzzanti nel suo blog modestamente intitolato &#8220;Rivoluzione italiana&#8221; ha addirittura augurato a Israele  &#8220;buona guerra&#8221; contro Gaza, festeggiandola o supportandola con pacifiste del calibro di Fiamma Nierenstein, la vera vincitrice di questa fase politica.</strong><span id="more-1833"></span><strong>Chi come noi crede nel diritto all&#8217;esistenza anche di Israele sa bene che le frasi da irresponsabile come quelle di Berlusconi, ripetizione imparaticcia di quanto incautamente risposto da Netanyahu a un giornalista nel corso della sua visita a Roma, legittimano di fatto anche la violenza di Hamas e affini. E infatti: se è giusto che Israele reagisca in quel modo per pochi morti in vari anni è simmetricamente ovvio che i suoi avversari o nemici ritengano altrettanto giusto reagire come reagiscono a causa dei molti più morti, espropri, demolizioni di case e sradicamento di ulivi e aranceti subiti in 60 anni. E&#8217; bene ricordare che mancano all&#8217;appello oltre 400 villaggi palestinesi, e che le stesse cittadine prese di mira dai missili artigianali di Hamas, Sderot e Askelon, prima che ne venisse cacciata la popolazione erano cittadine palestinesi e avevano nomi palestinesi.<br />
In altre parole, chi declama le corbellerie berluscon-netanyahuine vuole solo soffiare sul fuoco. Per alimentare ancora l&#8217;incendio che consuma quella parte del mondo e portare le fiamme di nuovo anche in Iran, mentendo ancora una volta con le balle &#8220;atomiche&#8221; come già fatto contro l&#8217;Iraq. Dico portare le fiamme &#8220;di nuovo&#8221; perché da Cesare e Crasso e altri ancora dell&#8217;antichità romana fino ai vari Napoleone e Lawrence di Arabia, è l&#8217;Europa che ha invaso il Vicino e il Medio Oriente. Il primo pezzo di seta che i romani hanno visto lo ha portato Giulio Cesare dopo una campagna militare in Anatolia oppure, più probabilmente, dai reduci della battaglia di Carre, in Mesopotamia occidentale, dopo la sonora sconfitta e l&#8217;uccisione di Crasso. Se una volta c&#8217;era da mettere le mani sulla Via delle Spezie e sulla Via della Seta, sulla Via dell&#8217;Incenso e sul Periplo del Mare Etiope, cioè sulle rotte commerciali del Mare Arabo e del Mare Indiano che alimentavano Roma prima e l&#8217;Europa dopo di ogni ben di Dio, dai sapori ai saperi fino all&#8217;oro, oggi c&#8217;è da mettere le mani sull&#8217;oro nero… Nulla di nuovo sotto il sole: business as usual… Si insiste a darci a bere che l&#8217;Iran vuole l&#8217;atomica o comunque lanciare missili su Israele. Non credo che il governo iraniano, pur composto da preti e pertanto capace del peggio, non sappia che non farebbe neppure in tempo a mettere un missile in linea di lancio per ritrovarsi senza non solo quel missile. Peggio ancora se riuscisse a lanciarlo: ne seguirebbero una terribile rappresaglia e l&#8217;invasione militare. Il governo di preti dell&#8217;Iran vuole forse giocare la carta della tensione internazionale per meglio rafforzarsi all&#8217;interno puntando sul nazionalismo, esattamente come hanno sempre fatto gli Stati Europei e a quanto pare vuole fare l&#8217;Italia berluscona di Papino il Breve. Ma che voglia anche farsi invadere equivale a pensare che il pretume al governo sia composto da aspiranti suicidi: se l&#8217;Iran fosse invaso il suo governo verrebbe travolto, perché questa volta non verrebbe più invaso solo dall&#8217;Iraq armato alla carlona e quindi costretto a una guerra di posizione capace di produrre solo morti.</strong></p>
<p><strong>La trovata &#8220;buonista&#8221; anzi &#8220;buonistissima&#8221; di fare entrare Israele nella Comunità Europea ha il pregio di dar ragione al mondo arabo e islamico che ci accusa di usare Israele come testa di ponte di una nuova versione del nostro plurisecolare vizio del colonialismo. E&#8217; ovvio che s&#8217;è l&#8217;Europa si allarga fino a territori che non sono europei si legittima chi parla di nuovo colonialismo. Scusate, ma in quale altro modo potremmo definire questo allargamento su terre altrui? Che diremmo se l&#8217;Unione Araba o l&#8217;Unione Africana o l&#8217;Unione Asiatica decidessero di fare entrare nel loro seno, che so, l&#8217;Austria o la Svizzera? Oppure: che diremmo se l&#8217;Onu assegnasse loro S. Marino o Montecarlo e loro ci ficcassero qualche centinaia di testate atomiche? Dubito che lo stesso Bossi si limitarebbe a farsi i gargarismi o una bevutina con acqua del dio Po.<br />
Strana idea anche quella che a una democrazia, quale è il sistema politico israeliano, debba essere concesso di tutto, carneficine come quella di Gaza comprese. Erano democrazie anche la Francia e l&#8217;Inghilterra, il che però non ha impedito loro di fare le cose orribili che hanno fatto nei loro imperi coloniali in tutto il mondo. Abbiamo sempre qualcosa da esportare a fil di spada e a cannonate in terre altrui, dalla &#8220;civiltà&#8221;, di Roma ovviamente, alla &#8220;vera religione&#8221;, dalla &#8220;moralità&#8221;, perché gli africani e gli indios osavano andare in giro nudi a casa loro, al &#8220;liberalismo economico&#8221; e a &#8220;un altro Dio e un altro Re!&#8221;, come cantava la canzone fascista &#8220;Faccetta nera&#8221;. Ora esportiamo la &#8220;democrazia&#8221;. Tutte esportazioni che sono sempre e solo scuse per importare a costo minimo materie prime e merci varie altrui. Cioè per sfruttare popoli e territori altrui. Dimenticando che la nostra &#8220;civiltà superiore&#8221; e democratica è l&#8217;unica al mondo che ha avuto per ben due volte, con Roma prima e con l&#8217;Euroamerica dopo, l&#8217;intero sistema produttivo e l&#8217;intero assetto sociale basato sullo schiavismo! Se anziché la nostra tratta dei neri a spese dell&#8217;Africa, con annesse devastazioni, ci fosse stata per quasi tre secoli una altrui tratta dei bianchi a spese nostre, oggi il Terzo Mondo sarebbe l&#8217;Europa. Di &#8220;superiore&#8221; abbiamo solo la capacità di uccidere gli &#8220;altri&#8221; in quantità industriale. Come del resto ben sanno gli ebrei europei.</strong></p>
<p><strong>Oggi ci si riempie la bocca con le facili ciance delle radici &#8220;cristiane&#8221; abbellite buonisticamente con la dizione &#8220;giudaico cristiane&#8221;. A parte il fatto che più che di radici sarebbe più realistico e aderente al vero parlare di provenienze, visto anche che da Virgilio in poi ci vantiamo che i romani sono arrivati da Troia, cioè dalla Turchia, il problema è che il termine &#8220;giudaico&#8221; per le asserite radici è corretto NON per motivi religiosi, come vuole farci intendere il Vaticano e i suoi baciapantofola, ma tutt&#8217;altro motivo. Vale a dire, solo perché gli ebrei hanno contribuito all&#8217;identità e alla cultura europea post medioevale elaborando in Spagna assieme agli arabi musulmani per ben 800 anni tutto ciò che poi a noi è servito per innescare il Rinascimento. Perfino Dante e S. Francesco, oltre che Leonardo da Vinci e S. Tommaso e Galilei, senza quel pensiero e quegli apporti ebraico-musulmani o musulmano-ebraici  non esisterebbero. Altro che le balle papaline diventante ora anche berluscone e legaiole. Se proprio vogliamo parlare di radici europee, dobbiamo allora parlare di radici &#8220;giudaico-musulmane-cristiane&#8221;. A meno che si voglia ridurre l&#8217;Europa alla creatura fatta nascere dal papato per il proprio interesse materiale quando chiamò i germani di stirpe franca guidati da Pipino il Breve e poi da suo figlio Carlo Magno, veri e propri talebani dell&#8217;epoca che hanno cristianizzato l&#8217;Europa col ferro e col fuoco, a invadere il Belpaese per sconfiggere i longobardi e impedire così l&#8217;unità d&#8217;Italia che questi stavano già realizzando con mille anni di anticipo sui Savoia.  Prima o poi mi soffermerò sulle interessanti analogie tra la &#8220;discesa in campo&#8221; del Vaticano, cioè del governo della Chiesa, e la &#8220;discesa in campo&#8221; di Papino il Breve, al secolo Berluscon de&#8217; Berlusconi: ognuno dei due ha agito solo ed esclusivamente per difendere la propria pagnotta. O meglio, la propria &#8220;roba&#8221;: parola che non a caso è parente del verbo rubare, inteso come bottino di guerra. Il Vaticano e Berlusconi sono &#8220;scesi in campo&#8221; per difendere il proprio bottino. Tutto il resto è abbellimento successivo degli avvenimenti. O, come direbbe il rabbino Hillel, &#8220;tutto il resto è commento&#8221;. Ma prezzolato.</strong></p>
<p><strong>Guarda caso &#8211; ma non è affatto un caso &#8211; sia il potere della Chiesa che quello di Berlusconi si basano entrambi sugli stessi tre pilastri: il potere delle immagini, quello dell&#8217;informazione e l&#8217;enorme disponibilità di soldi. Il potere delle immagini della  Chiesa era ed è quello delle immagini sacre, esibite ovunque e a più non posso. I mosaici, i dipinti e le vetrate delle cattedrali che raccontano storie bibliche, di santi, della Madonna, di Cristo, ecc., erano e sono l&#8217;equivalente di Mediaset per Berlusconi, e viceversa: per entrambi un modo per creare, diffondere e illustrare la realtà nella quale vogliono che la gente creda, in modo da condizionarne le idee. Il monopolio detenuto per secoli dalla Chiesa sulla circolazione dei libri equivale al monopolio che Berlusconi ha di fatto sulla televisione, rafforzato dai giornali suoi o di famiglia, per condizionare il più possibile la testa della gente. L&#8217;enorme massa delle proprietà che aveva la Chiesa e la conseguente enorme disponibilità di quattrini equivale alla gran massa di proprietà e quattrini di Berlusconi oggi, con gli stessi scopi e gli stessi effetti: creare ancor più consenso assoldando il maggior numero possibile di intellettuali perché trasformino in cultura, e in cultura dominante, ciò che serve per giustificare e stabilizzare il potere dei loro ricchissimi datori di lavoro. Se i poeti di Roma, compreso Virgilio, opportunamente pagati creavano i miti perfino della divinità dell&#8217;Urbe e delle discendenze eroiche, i Giuliano Ferrara, i Vittorio Sgarbi e i Ferdinando Adornato di oggi possono ben fare quello che fanno. Anche oggi &#8220;l&#8217;immagine&#8221; e il mito è tutto.</strong></p>
<p><strong>Ma se l&#8217;Europa e gli Stati Uniti amano così tanto l&#8217;esportazione della democrazia, perché mai l&#8217;abbiamo distrutta in Iran col golpe anti Mossadeq? Beninteso, oltre che in Congo con il golpe anti Lumumba, in Indonesia con il golpe anti Sukarno, in Cile con il golpe anti Allende, in Argentina…., ecc., ecc., ecc. E perché mai accettiamo regimi odiosi come quello arabo saudita? E se Papino il Breve ama così tanto la democrazia da esportazione perché non la esportiamo anche in Vaticano? E no! Al Vaticano per avere i voti elettorali del suo gregge gli lecchiamo la suola della pantofola pur essendo un pericoloso pezzo di Medioevo ancora cacciato in gola alle democrazie moderne. Beh, potremmo mandare i carri armati e la democrazia almeno a Montecarlo&#8230; Che oltretutto parlava italiano ed era sotto la protezione del regno di Sardegna fino al 1861.<br />
</strong></p>
<p><strong>Anziché blaterare dovremmo:<br />
&#8211; convincere i palestinesi ad accettare quel poco che ormai c&#8217;è da accettare, togliendosi dalla testa qualunque illusione di rivincita o peggio ancora di &#8220;distruzione&#8221; o &#8220;cacciata in mare&#8221; degli israeliani. Un conto è distruggere il &#8220;regime sionista&#8221;, che essendo un regime come gli altri si può anche cambiare come se ne sono cambiati altri, compreso il regime comunista in Urss o il &#8220;regime democristiano&#8221; in Italia, e un altro conto è distruggere un Paese, per giunta con la sua popolazione. I palestinesi dopo 60 anni dovrebbero capire che dai &#8220;fratelli&#8221; arabi possono aspettarsi solo di essere trattati come appestati o carne da macello.<br />
&#8211; Convincere Israele a farla finita con il colonialismo dei suoi coloni, a rendersi semmai conto che quando si ha in casa una minoranza di un&#8217;altra popolazione che supera il 20% del totale allora si deve ammettere che si è un Paese binazionale, senza pretendere di chiudersi in un ghetto e detenere l&#8217;intero potere. Visto che parliamo di democrazia, Israele dovrebbe finalmente dotarsi di una Costituzione e stabilire infine i suoi confini senza ambiguità e irredentismi &#8220;biblici&#8221;, motivo di legittimo allarme per i Paesi vicini. Vero è che neppure l&#8217;Inghilterra ha una Costituzione, ma è anche vero che pur essendo tuttora una monarchia ha inventato lei l&#8217;Habeas Corpus e non ha nessuna ambiguità territoriale in fatto di confini.<br />
&#8211; Trattare con i Paesi vicini di Israele e con Israele per trovare un accordo realistico e una pace vera, con disarmo nucleare israeliano e rinuncia alle armi nucleari dei vicini. Ovviamente con un trattato che garantisca a tutti loro la nostra alleanza anche militare in caso di guai dall&#8217;esterno.<br />
&#8211; Espandere la Comunità Europea? Sì, benissimo. Ma certo non solo a Israele. Credo si possa fare di più che fare entrare solo Israele e la Turchia, due facce militarmente poco rassicuranti e poco rassicuranti anche come politica verso le minoranze interne, vedi per esempio i curdi per quanto riguarda la Turchia. Se sono oltre 2.000 anni che da Roma all&#8217;Europa intera, e ora anche con gli Usa, tentiamo di impadronirci del territorio che va dall&#8217;Iran al Marocco, significa che comunque c&#8217;è un intreccio di rapporti. Forti. Perché non studiare allora una integrazione più completa, ma pacifica? Credo che l&#8217;ideale sarebbe una Comunità del Vicino e Medio Oriente, estesa magari al Nord Africa, collegata man mano sempre più strettamente alla Comunità Europea. Oltretutto, sarebbe l&#8217;unico modo per non finire tutti, Europa compresa, come vasi di coccio tra i vasi di ferro Usa e Cina. E a proposito di Cina continuiamo a far finta non solo di non sapere che da qualche tempo ha anche lei navi militari nell&#8217;ex Mare Nostrum, ma anche che si è offerta di finanziare la Grecia, cioè un intero Stato della Comunità Europea  per evitarne il tracollo economico e che sta cercando di comprarsi quanti più porti possibili anche nel Mediterraneo.</strong></p>
<p><strong>Ma l&#8217;Occidente non punta a nulla di tutto ciò, non punta cioè a risolvere i problemi ma a sfruttarne le tensioni. Prova ne sia che la Comunità Europea ha mandato a occuparsi del problema israelo-palestinese un mascalzone patentato come Blair, che infatti non se ne occupa, batte la fiacca e si gode le prebende in attesa di un&#8217;altra catastrofe che faccia il nostro (solito) gioco. A noi serve il petrolio! E il gas. Motivo per cui: &#8220;Divide et impera&#8221;, più il complementare &#8220;Mors tua vita mea&#8221;. As usual. Noi preferiamo che vengano finanziate le madrasse: cristiane, musulmane ed ebraiche. Che sfornano tutte un bel numero di fondamentalisti: vale a dire, rispettivamente, nuovi crociati, talebani o kamikaze ed irredentisti &#8220;biblici&#8221;. Un mix infernale. Incendiario e potenzialmente devastante.<br />
Politica gretta, cieca, cinica ed egoista, che potrebbe finire col costarci caro. E che come tutte le politiche grette, cieche, ciniche ed egoiste potrebbe  provocare rivolgimenti oggi impensabili negli assetti politico territoriali anche europei.</strong></p>
<p><strong>In fatto di petrolio Berlusconi punta a comprarsi l&#8217;Eni, magari in tandem con il suo caro amico molto democratico Putin e con il noto campione di democrazia Gheddafi, al quale ne ha già venduta una quota, mi pare del 5% con possibilità di arrivare al 20. Perché l&#8217;Eni? Per poter vendere Mediaset e magari anche i giornali a Murdoch e poter quindi dire che il conflitto d&#8217;interessi non c&#8217;è più, restando comunque padrone di un settore ancor più strategico e vitale. Ecco perché in Israele Berlusconi ha sparato a zero contro l&#8217;Iran mettendo nei guai Eni. Costringendola cioè a dare l&#8217;addio a un mercato come quello dell&#8217;Iran, vitale per il nostro rifornimento energetico, addio già imposto a tamburo battente, nero su bianco, con una lettera del governo all&#8217;amministratore delegato dell&#8217;Eni Paolo Scaroni. Indebolire oggi l&#8217;Eni significa potersela comprare spendendo molto meno domani. Altro che interesse nazionale! Sì, ha ragione il ministro berluscone degli Esteri, Franco Frattini, quando ha fatto eco alle sparate del suo datore di lavoro politico dichiarando a pettino in fuori: &#8220;Serviamo solo i nostri valori&#8221;. I valori economici, di Berlusconi&amp;C. Come dice Maurizio Costanzo, &#8220;Consigli per gli acquisti&#8221;.<br />
E a proposito di Iran ed Eni vale la pena ricordare che già una volta il cane a sei zampe è stato stoppato a Teheran: quando l&#8217;Eni stava aiutando l&#8217;Iran del democraticamente eletto Mossadeq a scrollarsi di dosso le Sette Sorelle sanguisughe angloamericane. Ed è stata quell&#8217;audacia di Enrico Mattei, il padre dell&#8217;Eni, a decretarne in seguito la morte con l&#8217;attentato al suo aero caduto vicino Pavia qualche anno dopo.<br />
Ora la storia si ripete, purtroppo temo però non come farsa. Berlusconi se punta all&#8217;Eni forse punta non solo all&#8217;Eni, ma anche ad altro. A cosa? Ripeto ciò che ho detto in altra puntata: se poco più di una sassata in faccia in piazza Duomo gli ha giovato politicamente come gli ha giovato, un eventuale attentato in Italia per ritorsione di qualche demente inviperito per i suoi discorsi in Israele gli gioverebbe ancora di più. Dalle leggi ad personam alle leggi speciali. Dal parlamento ridotto a stadio a uno ridotto a suburra corporativa. Dalle leggi razziali contro i semiti ebrei a quelle contro i semiti araboislamici, con il vantaggio di farci restare comunque razzisti e antisemiti, però facendoci sentire sempre &#8220;ittagliani brava gente&#8221;. Ma che dico? C&#8217;è da aggiungere i padani bravissima gente…. Pensate che grande filmone: BB, cioè Berlusconi e Bossi, alla guida della nostra guerra contro Osama! Altro che Bush! Altro che Obama! Altro che Viagra: con una tale scarica di adrenalina e con una tale aureola di mega eroi galattici i due vecchietti potrebbero trombare escort, veline, miss, statiste, giornaliste, ministre e candidate elettorali ancora per decenni. E con la benedizione del papa.</strong></p>
<p><strong>E&#8217; il Partito dell&#8217;Amore, bellezza! Solo che gronda odio, sempre di più e alla grande.<br />
</strong></p>
<p><strong>Per il resto: i vergognosi retroscena del caso Boffo, il vergognoso invio della portaerei Garibaldi ad Haiti NON per portare aiuti umanitari, che si inviano semmai più rapidamente con gli aerei e le navi da trasporto, ma inviata &#8211; con apposita sosta di tre giorni in Brasile &#8211; per mettere in vetrina la nostra industria di armamenti navali  approfittando del palcoscenico mondiale regalatoci dai 220 mila morti di Haiti.  Che in definitiva sono solo &#8220;negri&#8221; e mulatti, insomma roba esotica e retrograda, puzzolente e incivile, mica pura razza ariana o addirittura celto-padana. Tutte cose che preferisco non commentare. Anche perché, diciamo la verità, ma che vogliamo di più? Come sempre, &#8220;Dio è con noi&#8221;… Ora anche quello d&#8217;Israele. Meglio di così si muore!<br />
Appunto.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Per chi suona il minareto? Falsi allarmi e razzismi veri</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 00:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pino Nicotri]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ho l&#8217;impressione che la vittoria del no ai minareti in Svizzera abbia giocato un brutto scherzo un po&#8217; a tutti, fornendo così l&#8217;occasione a molti bei nomi di mettersi in ridicolo. La palma dell&#8217;imbecillità e dell&#8217;ignoranza va &#8211; sa usual &#8211; alla Lega Nord, con la sua proposta sanfedista di inserire il disegno della croce nella bandiera italiana e di far &#8220;votare al popolo&#8221; su minareti, croci e crocifissi. E infatti, dal momento che Bossi&amp;C hanno sempre detto che con il tricolore loro ci si puliscono il culo, i casi sono solo due: o si puliscono il culo anche con la croce oppure si occupano di una bandiera con la quale per loro stessa ammissione c&#8217;entrano meno del classico cavolo a merenda. Questi imbecilli inoltre non sanno che solo i barbari votano contro quelli che sono diritti civili universali, il &#8220;popolo&#8221; non può abolire o pretendere una mazza su certi argomenti, se per esempio il popolo vuole il cannibalismo non per questo lo si può concedere per legge<br />
</strong></p>
<p><strong>Mi sa che molti hanno scambiato il no ai minareti con il no alle moschee. Il minareto è solo la lunga e affusolata torre della moschea, l&#8217;equivalente del campanile delle nostre chiese. Solo che al posto della campana che chiama alla preghiera o degli altoparlanti che ne diffondono il suono registrato c&#8217;è il muezzin che chiama alla preghiera o gli altoparlanti che ne diffondono la voce registrata. Con buona pace dei leghisti e tromboni alla Vittorio Messori, il no ad altri minareti non significa né che verranno demoliti quelli già esistenti, demolizione che sarebbe di puro stampo nazista, né che non verranno costruite altre moschee.<br />
E a proposito di Messori, cattolico dall&#8217;ego smisurato, tanto da vantarsi di avere convinto lui papa Wojtyla a togliere dalla preghiera del &#8220;Padre nostro&#8221; la molto infelice frase &#8220;Non ci indurre in tentazione&#8221;, nonché accoltellatore alla schiena del già ferito (da Vittorio Feltri) Dino Boffo per farlo cacciare dalla direzione del quotidiano L&#8217;Avvenire d&#8217;Italia, a proposito dunque di Messori sono da giardino degli stralunati i suoi (s)ragionamenti sul Corriere della Sera inneggianti alla vittoria del &#8220;No ai minareti&#8221; in Svizzera.</strong><span id="more-1664"></span><strong>A parte la solita disonesta insistenza sulle &#8220;radici cristiane dell&#8217;Europa&#8221; e del &#8220;cattolicesimo come identità dell&#8217;essere italiani&#8221;, fa crepar dal ridere come Messori definisce la guerra di religione tra cattolici e protestanti di varia estrazione che ancora nell&#8217;800 insanguinò in lungo e in largo la Svizzera. Per il bucolico Messori si tratta di guerre sì, ma &#8220;in famiglia&#8221;. Forse che le vittime, i morti ammazzati, i mutilati e le distruzioni sono per questo accettabili? Forse che essendo state stragi &#8220;in famiglia&#8221; sono cose da nulla? Peccatucci veniali? I cattolici trinariciuti come Messori preferiscono i macelli &#8220;in famiglia&#8221; alle contese dialettiche ed egualitarie con quelli che della famiglia non fanno parte. Viene in mente la &#8220;famiglia&#8221; di don Vito Corleone, cioè la Mafia, o la &#8220;famigghia&#8221; di chi vende il sedere e la dignità ogni volta che si tratta di intascare qualcosa, ovviamente per la &#8220;famigghia&#8221;.</strong></p>
<p><strong>Meno male che Messori si salva in corner facendo notare che la mania di distinguere tra noi e gli &#8220;altri&#8221;, in questo caso i musulmani, conduce all&#8217;impossibilità di modificare in senso meno bellicoso e/o integralista i musulmani che sono emigrati in Paesi che come la Svizzera non vogliono sporcarsi con i minareti. Ma se i leader laici dell&#8217;orgoglio e della riscossa cattolica sono i Messori o i Marcello Pera, gli Umberto Bossi o le Binetti, i voltagabbana alla Rutelli o alla Ferrara, allora povera Chiesa cattolica. Già malmessa a causa di un papa come questo, che ha continuato l&#8217;opera di ritorno all&#8217;oscurantismo e al peggiore passato iniziata da Wojtyla, seppellendo definitivamente le aperture di papa Roncalli.</strong></p>
<p><strong>Imbecillità a parte, ho avuto occasione di ricordare più volte che a fottere i longobardi, cioè i nonni degli attuali lumbàrd, è stata proprio la Chiesa della croce. Fu infatti papa Stefano II a chiamare i Franchi &#8211; guidati prima da Pipino il Breve e poi da suo figlio Carlo Magno &#8211; perché invadessero l&#8217;Italia e stangassero a sangue i longobardi che s&#8217;erano messi in testa &#8211; ma guarda un po&#8217;! &#8211; di fare l&#8217;unità d&#8217;Italia, cosa che avrebbe relegato il vescovo di Roma a fare il vescovo di Roma, al pari dei vescovi delle altre sedi episcopali, anziché diventare quel papa re che tanto ha contribuito a insanguinare l&#8217;Europa intera. La Chiesa tradì in un sol colpo Costantinopoli, contrapponendo la sua Roma alla capitale dell&#8217;impero romano, i merovingi &#8211; che con il fondatore della dinastia, Meroveo, avevano convertito se stessi e i Franchi al cattolicesimo &#8211; benedicendo il golpe di Pipino il Breve che spodestò dal trono quella dinastia, e i longobardi, che erano stati così fessi, veri e propri &#8220;bauscia&#8221;, da regalare alla Chiesa di Roma con la Donazione di Sutri il primo nucleo territoriale di ciò in seguito diventerà l&#8217;infausto e oscurantista Stato della Chiesa. Il boccone territoriale regalato dai longobardi mise in moto nel clero di Roma appetiti territoriali crescenti. Ne fecero le spese i longobardi e man mano l&#8217;Europa intera e Costantinopoli, ma anche e soprattutto noi italiani costretti a rinviare di quasi mille anni l&#8217;unità del Belpaese.</strong></p>
<p><strong>Ma a parte l&#8217;idiozia e l&#8217;ignoranza dei legisti, lo stracciarsi le vesti di chi &#8211; come lo stesso papa Ratzinger &#8211; grida al pericolo di razzismo contro i musulmani, e a parte anche la felicità dei cattolicissimi alla Messori o alla Mussolini, altra grande scopatrice colta in flagranza di &#8220;trombage&#8221;, io non vedo grandi tragedie nel no svizzero.  In primo luogo perché non è un no alle moschee esistenti e future e non verranno demoliti i minareti già esistenti. In secondo luogo perché i minareti, al pari dei campanili, hanno perso la loro funzione di &#8220;faro&#8221; per far capire al volo ai fedeli dove si trovasse il loro luogo di culto, così come hanno perso anche la loro funzione di &#8220;sveglia&#8221; per le rituali varie preghiere quotidiane. Oggi un orologio lo possediamo tutti, così come possediamo almeno una radiolina per sintonizzarci col religioso che ci cantilena le lodi al Creatore, che si chiami Allah o Dio o El. Il massimo del ridicolo è, oltretutto, che El e Allah sono lo stesso nome. Allah è infatti una chiara derivazione del plurale di El, cioè di Elohim, o anche del singolare Eloha. Da notare che El era anche una divinità cananea, fenicia, ittita, siriaca, egizia, hurrita, eblaita, ecc. Insomma, niente di nuovo sotto il sole&#8230; Da notare anche che la stessa bibbia, libro sacro ai tre monoteismi, e in particolare per gli ebrei, inizialmente scritta in ebraico, dice che il mondo fu creato nei famosi &#8220;sette giorni&#8221; (?) non da El o da Eloha, al singolare come ci si aspetterebbe dal libro sacro che fonda il monoteismo, ma da Elohim, cioè dagli &#8220;Dei&#8221; al plurale, visto che anche gli ebrei inizialmente erano politeisti come del resto tutti i popoli del Vicino e Medio Oriente del quale facevano parte.</strong></p>
<p><strong>A parte i ridicoli odi tra seguaci di Allah e del suo omonimo El/Eloha/Elohim, che i cristiani chiamano Dio solo perché in plurisecolare spregio verso gli ebrei preferiscono usare un vocabolo romano, ma in realtà arrivato dall&#8217;India, il no ad altri minareti mi pare non sia molto diverso dal divieto a rompere le scatole suonando le campane imposto spesso dai magistrati grazie a denunce di gente che deve andare a lavorare in orari che non sono più quelli imposti da Santa Romana Chiesa, e quindi magari alle 5, alle 6 e alle 7 di mattina, e magari la domenica anche alle 10, non vuole rotture quanto meno di timpani perché preferisce stare ancora tra le braccia di un altro dio: Morfeo. L&#8217;avere vietato il suono di campane negli stessi orari in cui è vietato il baccano di altro genere, non ha certo portato a vietare le chiese o la religione cattolica e neppure l&#8217;ossessiva esibizione del crocifisso in ogni luogo, Compresi quelli dove solo delle persone incivili e prepotenti, spesso anche un po&#8217; trinariciute, vogliono a tutti i costi che continui a essere esibito.</strong></p>
<p><strong>Insomma, un po&#8217; meno di invadenza da parte del clero, quale che sia la religione di appartenenza, a mio avviso non guasta. E il fatto che Ratzinger, che detesta i musulmani quasi quanto gli ebrei, abbia pubblicamente affermato che il divieto di altri minareti equivale al no al crocifisso nelle scuole, mi porta a pensare che il no svizzero non sia così grave e razzista come si vuol far credere o si crede in buona fede. Se il no ad altri minareti equivalesse davvero al no al crocifisso nelle scuole e nei tribunale, e magari anche negli ospedali e negli uffici pubblici, beh, allora mi sa tanto che sarebbe meglio schierarsi per il no ad altri minareti. Purtroppo però quella di Ratzinger è solo la solita finta di facciata tanto cara nei secoli alla Chiesa di Roma, in specie al maleodorante Vaticano.</strong></p>
<p><strong>Tutto ciò non toglie che il razzismo insito nel dna della destra italiana, e di certo cattolicesimo, appare oggi ancor più chiaro a causa del fatto che mentre il cattolicume plaude al no svizzero, all&#8217;inaugurazione invece della nuova sinagoga ebraica mi pare di Viterbo un paio di mesi fa c&#8217;erano non poche autorità politiche laziali e non solo viterbesi, con tanto di felicitazioni e bei discorsi pubblici. Nulla da ridire sulla loro presenza, però se con la mano destra si applaude alla costruzione di nuove sinagoghe, oltre che ovviamente di nuove chiese cattoliche, mentre con l&#8217;altra mano si impedisce con cavilli vari la costruzione di moschee e si sfrattano i luoghi di culto islamico ricavati dove capita, come avviene vergognosamente in Lombardia e in Veneto, allora significa solo che siamo razzisti. E che vogliamo un&#8217;altra bella guerra di religione, con annessi maxi massacri.</strong></p>
<p><strong>E&#8217; sempre così quando ci si avvia verso il baratro. I fascisti se la pigliavano con gli ebrei. I veneziani con le monache. I romani con le vestali. Noi ce la pigliamo con i musulmani. In particolare con quelli di casa nostra, il che è il massimo dell&#8217;imbecillità controproducente perché ha come risultato il rinsaldarsi dei rapporti tra i poveri cristi islamici immigrati in Italia, e quindi acquisibili alla democrazia, e il fanatismo islamico di certi Paesi arabi o comunque islamici che predicano ossessivamente la guerra &#8220;santa&#8221; (?), cosa che ovviamente non ci piace neppure un po&#8217;. Paesi ai quali, si badi bene, spesso lecchiamo letteralmente il sedere come avviene con l&#8217;Arabia saudita dalla disgustosa monarchia reazionaria. Embé, a chiacchiere siamo sempre &#8220;ittagliani brava gente&#8221;, ma quando non si tratta di chiacchiere bensì di petrolio o di business commercio estero, magari vendendo a rotta di collo armi, mine antiuomo comprese, allora il discorso cambia.</strong></p>
<p>P. S. Credo valga la pena dare un&#8217;occhiata a ciò che ha scritto nel suo blog Walter Peruzzi, il mio professore di filosofia ai tempi &#8211; long time ago &#8211; del liceo: <a href="http://cattolicesimo-reale.blogspot.com/2009/12/minareti.html">http://cattolicesimo-reale.blogspot.com/2009/12/minareti.html</a></p>
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