Una vita di musica, una musica di vita

Un evento storico e straordinario quello del 3 ottobre. La presentazione di queste opere in tre versioni diverse pubblicate da una casa editrice specializzata nella musica classica è un riconoscimento enorme per la mia attività di musicista e per la cultura e l’arte romanì. Da sempre e soprattutto nel periodo Romantico l’arte romanì è stata sfruttata dai grandi musicisti e compositori. Qui l’operazione che noi proponiamo va  in senso opposto: l’orchestra sinfonica o ensamble classico che accompagna e sostiene un gruppo musicale Rom. Un direttore d’orchestra che volesse fare un omaggio all’arte o alla cultura romanì in qualsiasi parte del mondo oggi con queste partiture può farlo. E’ un contributo all’umanità e al patrimonio artistico e culturale universale. Le opere nelle tre versioni di partiture per orchestra, partiture per ensamble e partiture per fisarmonica sola e voce sono presentate in sei lingue e anche i testi della linea vocale è tradotta in sei lingue: romanì, italiano, inglese, francese, spagnolo e tedesco per una diffusione mondiale.

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Bush lo smemorato, Gelmini la scardina scuola pubblica, Schifani “l’israeliano”

1) – Il lato comico o meglio tragicomico dell’attuale posizione politica del molto fallimentare George Walker Bush è che un annetto fa, in polemica con chi sosteneva che gli Usa consumano e inquinano troppo, ha declamato a petto in fuori “Lo stile di vita degli americani non si contratta!”. Lui ovviamente per americani intende solo gli statunitensi, perché poi dello stile di vita dei centro e sudamericani non gli interessa nulla, se non come sgabello del livello di vita degli statunitensi. Ora vediamo che l’imbelle inquilino della Casa Bianca lo stile di vita dei suoi americani lo contratta, eccome se lo contratta! Fino a chiedere la stratosferica elemosina di 700 miliardi di dollari da sottrarre ai forzieri pubblici per sovvenzionarlo a tutti i costi: i suoi americani devono iper consumare forse per diritto divino, alla faccia della realtà e delle sue leggi, comprese quelle dell’economia e di mercato.

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Chi Sono

Mario Cirrito

Volevamo i diritti e ci hanno dato i rovesci

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La miliardaria campagna elettorale statunitense non si gioca solamente sui temi della guerra o sulla discussa figura della Palin. Già nel 1992, Clinton vantava nel suo staff un campaign manager omosessuale, David Mixer. Democratici e Repubblicani, Obama e McCain, nella spietata caccia al voto si affidano entrambi alla «pink lobby» che vale quasi 10 milioni di voti.

Sta nella vittoria dell’uno o dell’altro, l’affermazione  di diritti acquisiti e la richiesta di nuovi, come il matrimonio, per la potente comunità gay.

Succede anche in Europa che governi di sinistra e di destra, vincano e governino nel segno del rispetto e dei diritti verso gli omosessuali. Zapatero docet!
Spesso è l’intelligenza e la lungimiranza a guidare l’idea che “gay è bello” per tutti. Dove esistono leggi di tutela verso i gay, cresce l’economia, si affermano nuove socialità, vanno fortissime imprese private rivolte al target omosex. Lo sanno la Spagna, il Belgio, La Gran Bretagna, la Svezia, la Danimarca, la Francia, la Germania, la Svizzera, l’Austria, la Repubblica Ceca, il Portogallo.
E questa nostra amata Italia? Perché nonostante il tanto stormir di fronde, non si riesce neppure a coniugare al plurale le famiglie di fatto; non si riesce a dare diritti alle coppie di fatto; non si dice che è reato offendere la dignità delle persone glbt?
Domanda ancora più insidiosa: da noi i diritti gay sono di destra o di sinistra?

Finora ne siamo usciti con le costole frantumate da entrambi gli schieramenti, stoppati, senza diritto di replica, dalle alte gerarchie ecclesiastiche, dai ciliciensi, da forti lobby integraliste presenti dentro e fuori il Parlamento.

Vi è dell’altro: le organizzazioni glbt presenti in Italia, da sole non ce la possono fare se non è presente e “militante” una opinione pubblica, un coacervo di cittadini gayfriendly e democratici che hanno a cuore la “cittadinanza” per ogni italiano e italiana che ha sentimenti di affetto e amore verso un’altra persona del suo stesso sesso.
Gli attacchi di queste ultime settimane verso locali e persone omosessuali raccontano una nuova società subculturale che si sente, in maniera assolutamente errata, protetta dalla nuova classe politica che governa la capitale e il Paese. Non ci sono esempi del genere in nessun altro stato civile.
Spesso sono ragazzi poco più che maggiorenni a delinquere verso le persone omosessuali prendendo ad esempio una storia che neppure conoscono (quella del ventennio nazifascista), infarcita di xenofobia, omofobia, razzismo e altri putridume esempi di una storia che è stata consegnata al ludibrio universale.
Spesso, cosa ancor più pericolosa e nefasta, è una pletora di navigati politici che istigano le persone all’odio e al disprezzo. Confondono ancora pederastia con omofilia; attaccano l’avversario con epiteti omofobi, trattano l’omosessualità come il fango che ha coperto il corpo martoriato di Pier Paolo Pasolini al lido di Ostia.

Recentemente, ad una trasmissione di Rai 2, un assessore della provincia varesotta, biasimando il fatto che due gay si possano baciare in pubblico ha concluso il suo intervento dicendo: “la tolleranza ci può essere ma se vengono messi dove sono sempre stati… anche nelle foibe”.
Quando un uomo pubblico si esprime così, in una trasmissione della televisione di Stato, abbiamo davvero ben poco da sperare non solamente per la democrazia universale dello Stato ma anche per l’ignoranza e l’odio che arma le mani e le teste di molti esagitati.

E allora, miei cari e nuovi amici, ecco il senso di una risposta positiva a questa rubrica che immagino e spero diventerà più vostra che mia. Per questo va il mio ringraziamento all’amico Pino Nicotri che mi ha dato con generosità questo spazio, lasciandomi completa libertà di parola e di pensiero.
Credo che le nostre libertà siano le stesse di quelle degli altri; la mia e altrui omosessualità è un fatto che riguarda me e i diretti interessati, ma sui diritti necessitiamo della vostra e altrui intelligenza e sostegno.
Quando due persone così diverse tra loro, come i ministri Brunetta e Rotondi, affermano una idea non solamente di laicità ma di non commistione con i dogmi della Chiesa e ci dicono che attraverso una legge a costo zero si possono condividere diritti e doveri delle coppie di fatto, danno un segnale che questa democrazia italiana non è moribonda e neppure messa così male.
Mi auguro che questo spazio serva a raccontarvi, a esorcizzare lo “scandalo gay” che non è altro che una diversa affettività che esiste da secoli ed esisterà nonostante il facile e futile biasimo da parte di tanti. Spesso dietro quel biasimo, dietro quella istigazione all’odio, non si nasconde altro che una propria omosessualità latente.

Diciamo allora a destra, a sinistra, ai nostri giovani, agli anziani, a noi stessi, che essere gay o lesbica o transessuale o bisessuale è arricchimento nelle diversità. Rispettare le diversità ed aiutarle è rispettare e aiutare le altre diversità maggioritarie.

Vicolo Scandenberg

(luglio 1999) Il primo e finora unico mio romanzo. In una Roma invasa dal Duemila e dal Grande Giubileo, il maturo giornalista Franco Serbelli reagisce all’imperversare della retorica rifugiandosi sempre di più in estenuanti vagabondaggi a piedi per le vie e le piazze romane. Innamorato delle parole e dei sogni, osservatore instancabile di volti, di strade e di scorci, auscultatore accanito di persone e di ricordi, Serbelli è spinto dalla sua natura a cercare sempre nuovi punti di passaggio, gli snodi significativi, le radici dimenticate dei luoghi e quelle delle parole. Nel corso di questa incessante caccia a colonne d’Ercole immaginarie, evidente tentativo di andare oltre, e soprattutto oltre il tempo, si rifanno vive all’improvviso, dopo decenni, una al giorno e per tre giorni consecutivi, le donne che sono state per lui il Primo Amore, il Grande Amore e, infine, l’amore. Nel corso di una settimana decisiva, scandita da crescenti intermittenze del cuore, il protagonista di Vicolo Scnadenberg scopre con sgomento che il tempo passa e che  anche i sogni possono morire. Da ultimo, che non si sopravvive alla loro fine.

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Il Silenzio di Stato

(febbraio 1973) Il libro racconta tutte le protezioni che i neonazisti veneti capeggiati da Giorgio Franco Freda hanno avuto nella Padova degli anni della strategia della tensione  per poter prima imparare a mettere le bombe nei treni e poi organizzare la strage di piazza Fontana del 19 dicembre 1969. Il libro racconta anche come il Ministero dell’Interno ha fatto sparire le testimonianze che avrebbero potuto portare agli autori della strage nel giro di 48 ore, e come i servizi segreti militari hanno prima allevato la cellula terrorista di Freda e poi fatto fuggire all’estero alcuni suoi imputati. E’ stato lavorando alla realizzazione di questo libro che ho incontrato sulla mia strada, per mia grande fortuna, il settimanale L’Espresso. Un incontro raccontato più dettagliatamente nel mio “Chi sono”, leggibile cliccando sulla mia fotina nella home page di Arruotalibera. A quell’epoca non mi preoccupavo certo di comparire, perciò il libro non l’ho firmato. Mi sono limitato a firmare la poesia di dedica a tre miei amici.

Mafioso per caso

(marzo 1996) Carmelo Mutoli: dalla “fuitina” nel cuore della mafia con la giovanissima figlia di un boss alla perdita del figlio, che lo rinnega accusandolo di “infamia” perché ha deciso di collaborare con la Giustizia. 

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Perché non sprangare i baristi, i gioiellieri e i tabacchini che ci derubano non solo di un pacchetto di biscotti, ma frodando pantagruelicamente il fisco? Il ministro Alfano calunnia Sabia Guzzanti, mentre i suoi colleghi Carfagna e La Russa vaneggiano

1) – “L’omicidio di Abdoul Salam Guiebre, il ragazzo italiano figlio di immigrati del Burkina Faso, fa riflettere per la futilità delle motivazioni: l’aggressione è avvenuta dopo che il giovane aveva rubato dei biscotti in un negozio di Milano. Voi che ne pensate?”. I giornali soprattutto on line pongono questa domanda e per realizzare un sondaggio su cosa ne pensi “la ggente” sollecitano una delle seguenti risposte:

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Chi Sono

Enrico Galavotti

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Nato a Milano nel 1954, laureato a Bologna in Filosofia nel 1977 e docente di materie umanistico-letterarie dalla fine degli anni Settanta nella provincia di Forlì-Cesena.

Sono partito, all’inizio degli anni Settanta, da posizioni vicine al cristianesimo per il socialismo, poi ho studiato, all’inizio degli anni Ottanta, la cultura bizantina, sia la teologia che l’iconografia, passando successivamente a esaminare l’ateismo-scientifico e il marxismo-leninismo, fino ad approfondire tematiche prevalentemente storiche. Ho condiviso la svolta di Gorbaciov. Ho scritto molti articoli per il “Calendario del popolo” sotto vari pseudonimi. Non sono iscritto a nessun partito o sindacato. Il sito in cui è racchiusa tutta la mia produzione è www.homolaicus.com il cui sottotitolo è “Materiali per l’Umanesimo Laico e il Socialismo Democratico”.

Mistero Vaticano – La scomparsa di Emanuela Orlandi

(giugno 2002) Il dramma di Emanuela Orlandi, la quindicenne cittadina vaticana scomparsa a Roma il 22 giugno 1983, è uno dei torbidi misteri che hanno segnato il pontificato di Giovanni Paolo II, assieme allo scandalo Ior-Banco Ambrosiano e conseguente “suicidio” del banchiere Roberto Calvi, all’attentato subìto il 13 maggio 1981 in piazza S. Pietro e alla strage delle guardie svizzere del 4 maggio 1998. Sulla scomparsa della ragazzina è stata montata la messinscena del sequestro per essere scambiata con la scarcerazione di Alì Agca, il terrorista turco attentatore del papa, ma la magistratura italiana ha appurato – nel sistematico disinteresse dei mass media – che le chiavi del mistero si trovano all’interno del Vaticano, che ha anche dato ordine di tacere e di mentire agli inquirenti su tutto ciò che la Segreteria di Stato aveva appurato sulla vicenda.

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Tangenti in confessionale

(agosto 1993) Nelle basiliche e nelle chiese delle principali città di Tangentopoli, come venne chiamato all’epoca il gigantesco sistema di pagamento delle tangenti ai partiti, mi sono confessato facendo finta di essere man mano un uomo politico, un segretario particolare di ministri o dirigenti di partito e un industriale coinvolto nell’Italia degli scandali e delle tangenti, registrando i consigli, le riflessioni e i giudizi dei confessori. Ne è uscito uno spaccato sorprendente e inatteso degli indirizzi morali, che meglio sarebbe definire immorali, ai quali dovrebbero attenersi i buoni cristiani, un panorama della moralità corrente che lascia increduli e stupefatti. Come se ci fosse un’altra Italia quasi capovolta rispetto a quella che vuole fare bella mostra di sé ogni giorno sulla stampa, alla televisione e nelle cerimonie ufficiali.

Lucciole nere

(febbraio 1999) Le prostitute nigeriane si raccontano. Donne nigeriane raccontano come e perché hanno lasciato il loro Paese per emigrare in Italia, dove esercitano il mestiere più antico del mondo, e descrivono quella che è la loro attuale condizione di professioniste del sesso, di “lucciole nere” inserite in una vera e propria tratta delle schiave contemporanea. Testimonianze dirette (raccolte sui marciapiedi di Torino, epicentro italiano della “tratta” delle nere), riguardanti un fenomeno sociale sempre più diffuso, da parte di donne africane che esprimono qui anche la loro cultura, le loro aspirazioni, i loro sogni. Ogni donna racconta anche una favola del suo Paese, perché molte di loro resteranno in Italia, diventeranno madri e racconteranno quelle fiabe ai propri figli, facendole diventare così le future nuove favole italiane.

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Fratelli d’Italie

(febbraio 1994) Dialoghi polemici – rivelatisi profetici – tra l’allora presidente della Lega Nord Franco Rocchetta, il sociologo Sabino Acquaviva, l’economista Renato Brunetta, futuro ministro, e me – anche come intervistatore – a proposito di Lega, Italie al plurale ed Europa.

FIAT – Fabbrica Italiana di Automobili e Tangenti

Milano-Roma-Torino: le tappe e il crescendo delle tangenti e dei fondi neri targati Fiat, nel più esteso – e allora inedito – capitolo di Tangentopoli. Milioni e miliardi agli esponenti politici; il dottor Montevecchi e l’emissario di Salvo Lima; il “tesoretto” e gli spalloni di Cesare Romiti; la “merce preziosa” dell’avvocato Chiusano; le riunioni segrete in Svizzera e la strana “gita” a Vaduz dei manager; i licenziamenti-rappresaglia; la rete di informatori e i “Gladiatori” nei reparti; la tecnica di accumulo dei fondi neri all’estero; le menzogne dell’Avvocato, che oltretutto avvocato non era….
La saga delle “Mani sporche” Fiat ricostruita attraverso testimonianze dirette, documenti riservati e atti della magistratura. L’unico libro che parla della Fiat e non è citato nella raccolta di libri intitolata “BibliograFiat” voluta e finanziata dalla grande azienda di Torino. Una ulteriore vergogna, quindi, per la casa automobilistica e per a famosa famiglia torinese.

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L’arcitaliano Ferrara Giuliano

(giugno 2004) La biografia di un Macchiavelli dei nostri giorni, campione di trasformismo e opportunismo all’italiana, pronto a passare dal Partito comunista al servizio di Bettino Craxi all’apice del suo potere nel Partito socialista e nel governo italiano, dal servizio al soldo della Cia alle televisioni e al partito di Silvio Berlusconi, dall’impegno per la causa palestinese all’encomio del potere israeliano, dal pacifismo di sinistra all’entusiasmo per le due guerre all’Iraq e al tifo per lo “scontro di civiltà”. L’abbondanza di grasso del corpaccione di Ferrara assurge a simbolo dell’abbondanza dei vizi caratteriali degli italiani.

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Agli ordini del generale Dalla Chiesa

(maggio 1994) Il “pentimento” del brigatista Patrizio Peci, il caso Moro e altri misteri degli anni ’80 nel racconto del maresciallo Angelo Incandela, prima capo delle guardie carcerarie di alcune supercarceri e poi anche agente segreto.