Mina, la più celebrata icona gay festeggia le nozze d’oro con la musica

C’è da sperarci e scommetterci: domani i riflettori dei mass media saranno puntati su di lei. Del resto chi non ha provato emozioni e sentimenti; chi non ha scambiato un bacio passionale sulle note di una sua canzone? Lei, Anna Maria Mazzini, per tutti, Mina, ha cantato gli amori al plurale in tempi non sospetti, diventando la prima ed affermata icona omosessuale.

Ogni drag queen che si rispetti ha nel suo repertorio una canzone di Mina, che sia “Ma chi è quello lì” o “Sacumbì Sacumdà” e non importa se il pubblico ne ha perso la visibilità televisiva, lei da tempo eremita dorata in quel di Lugano, c’è sempre quella gestualità inconfondibile del pollice e indice uniti e svolazzanti e gli occhi di nero kajal. Un’altra Mina è impossibile!

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Volevamo i diritti e ci hanno dato i rovesci

La miliardaria campagna elettorale statunitense non si gioca solamente sui temi della guerra o sulla discussa figura della Palin. Già nel 1992, Clinton vantava nel suo staff un campaign manager omosessuale, David Mixer. Democratici e Repubblicani, Obama e McCain, nella spietata caccia al voto si affidano entrambi alla «pink lobby» che vale quasi 10 milioni di voti.
Sta nella vittoria dell’uno o dell’altro, l’affermazione  di diritti acquisiti e la richiesta di nuovi, come il matrimonio, per la potente comunità gay.
Succede anche in Europa che governi di sinistra e di destra, vincano e governino nel segno del rispetto e dei diritti verso gli omosessuali. Zapatero docet! Continua a leggere