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	<title>Commenti a: Che cos&#8217;è il diritto laico?</title>
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	<description>Critica delle verità ufficiali. Contro l&#039;ipocrisia e l&#039;uso di due pesi e due misure da parte del potere</description>
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		<title>Di: Enrico Galavotti</title>
		<link>http://www.pinonicotri.it/2014/02/che-cose-il-diritto-laico/comment-page-1/#comment-260705</link>
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Galavotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Feb 2014 15:58:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E&#039; che quando si parla di diritto – lo sai bene – si deve per forza intendere quello “borghese”, perché non ne abbiamo altri, e che – come sai altrettanto bene – è il più ipocrita che esista, in quanto dice cose del tutto astratte, la prima delle quali è il famoso motto “la legge è uguale per tutti”, quando Marx ha sempre detto che la legge, per essere davvero uguale, dovrebbe essere diversa per tutti, essendo diversi i bisogni.
Noi viviamo in una società dove il diritto predica bene e l&#039;economia razzola mai. Rebus sic stantibus non ci resta che la coscienza, cioè quel continuo dialogo socratico in cui la verità nessuno l&#039;ha in tasca ma tutti devono rassegnarsi a cercarla e non una ma cento volte.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; che quando si parla di diritto – lo sai bene – si deve per forza intendere quello “borghese”, perché non ne abbiamo altri, e che – come sai altrettanto bene – è il più ipocrita che esista, in quanto dice cose del tutto astratte, la prima delle quali è il famoso motto “la legge è uguale per tutti”, quando Marx ha sempre detto che la legge, per essere davvero uguale, dovrebbe essere diversa per tutti, essendo diversi i bisogni.<br />
Noi viviamo in una società dove il diritto predica bene e l&#8217;economia razzola mai. Rebus sic stantibus non ci resta che la coscienza, cioè quel continuo dialogo socratico in cui la verità nessuno l&#8217;ha in tasca ma tutti devono rassegnarsi a cercarla e non una ma cento volte.</p>
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		<title>Di: controcorrente</title>
		<link>http://www.pinonicotri.it/2014/02/che-cose-il-diritto-laico/comment-page-1/#comment-260693</link>
		<dc:creator><![CDATA[controcorrente]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Feb 2014 10:09:31 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.pinonicotri.it/?p=4523#comment-260693</guid>
		<description><![CDATA[Caro Enrico,

sul fatto che tu ti  affidi a quella che chiami coscienza personale,nessun dubbio, anzi la piena consapevolezza che per per fortuna il diritto di pensarla come uno vuole,è l&#039;unica cosa che nessuno ,ma proprio nessuno, può togliere ad altri.
Questo valeva pure  per lo schiavo !
Il problema del DIRITTO si sposta in vece sul piano pubblico,quando invece si vuole manifestare il pensiero della propria coscienza in pubblico , ovvero,
 anche &quot;professare&quot; una fede o altro.

Ovvero quando si è sul Piano pubblico,il problema della coscienza &quot;individuale&quot;,in una certa misura si sposta sul terreno di Una &quot;coscienza collettiva&quot;.
Su questo piano intervengono le Leggi che formano il diritto,qualunque diritto.

E&#039; solo in questa sede che a partire dal 1789 si apre la stagione dei diritti,intesi come Diritto Pubblico e delle sue regolamentazioni.

Il diritto all&#039;obiezione per motivi di coscienza personale,nessuno lo mette indubbio su questo piano,non vedo infatti la ragione di mettere in galera i Medici Obiettori e non capisco nemmeno la ragione per la quale, nel merito della tua risposta ,tu abbia paventato questa possibilità, in merito a quanto da me affermato precedentemente.
In sostanza ,io avevo solo sostenuto che quando si è sul piano Pubblico è bene sostenere le &quot;ragioni della propria &quot;coscienza&quot; non invocandola come fonte del diritto universale, ma giustificando con &quot;considerazioni oggettive ,accessibili agli altri .

controcorrente]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Enrico,</p>
<p>sul fatto che tu ti  affidi a quella che chiami coscienza personale,nessun dubbio, anzi la piena consapevolezza che per per fortuna il diritto di pensarla come uno vuole,è l&#8217;unica cosa che nessuno ,ma proprio nessuno, può togliere ad altri.<br />
Questo valeva pure  per lo schiavo !<br />
Il problema del DIRITTO si sposta in vece sul piano pubblico,quando invece si vuole manifestare il pensiero della propria coscienza in pubblico , ovvero,<br />
 anche &#8220;professare&#8221; una fede o altro.</p>
<p>Ovvero quando si è sul Piano pubblico,il problema della coscienza &#8220;individuale&#8221;,in una certa misura si sposta sul terreno di Una &#8220;coscienza collettiva&#8221;.<br />
Su questo piano intervengono le Leggi che formano il diritto,qualunque diritto.</p>
<p>E&#8217; solo in questa sede che a partire dal 1789 si apre la stagione dei diritti,intesi come Diritto Pubblico e delle sue regolamentazioni.</p>
<p>Il diritto all&#8217;obiezione per motivi di coscienza personale,nessuno lo mette indubbio su questo piano,non vedo infatti la ragione di mettere in galera i Medici Obiettori e non capisco nemmeno la ragione per la quale, nel merito della tua risposta ,tu abbia paventato questa possibilità, in merito a quanto da me affermato precedentemente.<br />
In sostanza ,io avevo solo sostenuto che quando si è sul piano Pubblico è bene sostenere le &#8220;ragioni della propria &#8220;coscienza&#8221; non invocandola come fonte del diritto universale, ma giustificando con &#8220;considerazioni oggettive ,accessibili agli altri .</p>
<p>controcorrente</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di: Enrico Galavotti</title>
		<link>http://www.pinonicotri.it/2014/02/che-cose-il-diritto-laico/comment-page-1/#comment-260672</link>
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Galavotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Feb 2014 14:21:04 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.pinonicotri.it/?p=4523#comment-260672</guid>
		<description><![CDATA[Io non riesco a dire neppure una parola senza fare riferimento alla coscienza. Proprio perché non c&#039;è neanche una parola che abbia un significato univoco, che possa andare al di là di una personale interpretazione. Tutto è terribilmente ambiguo e, senza l&#039;aiuto della coscienza, saremmo in balìa di qualunque imbonitore.
Se in merito alle armi, al servizio militare e alle guerre tutti si comportassero come i Quaccheri, staremmo sicuramente meglio. Certo è che se uno non riesce a capire la differenza tra violenza e legittima difesa, non dimostra una particolare intelligenza.
Io non riesco a essere contrario alla decisione dei medici cattolici di non praticare l&#039;aborto. Non me la sentirei di licenziarli solo per questo. Farei in modo, sul piano amministrativo, di sostituirli nel momento del bisogno. L&#039;importante è che loro non facciano nulla per impedire ad altri medici di praticarlo.
E in ogni caso penso che all&#039;aborto (che è soluzione estrema) vi possa sempre essere un&#039;alternativa: contraccezione, affido, disconoscimento della paternità o maternità, assistenza morale e materiale. Senza poi considerare che di ogni cosa negativa bisognerebbe trarre spunto per fare ragionamenti di più ampio respiro, p.es. sul modo come si vive la sessualità, sui rapporti tra uomo e donna, sull&#039;uso dei consultori, sull&#039;educazione sessuale che nelle scuole non si fa, sul ruolo della chiesa...]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io non riesco a dire neppure una parola senza fare riferimento alla coscienza. Proprio perché non c&#8217;è neanche una parola che abbia un significato univoco, che possa andare al di là di una personale interpretazione. Tutto è terribilmente ambiguo e, senza l&#8217;aiuto della coscienza, saremmo in balìa di qualunque imbonitore.<br />
Se in merito alle armi, al servizio militare e alle guerre tutti si comportassero come i Quaccheri, staremmo sicuramente meglio. Certo è che se uno non riesce a capire la differenza tra violenza e legittima difesa, non dimostra una particolare intelligenza.<br />
Io non riesco a essere contrario alla decisione dei medici cattolici di non praticare l&#8217;aborto. Non me la sentirei di licenziarli solo per questo. Farei in modo, sul piano amministrativo, di sostituirli nel momento del bisogno. L&#8217;importante è che loro non facciano nulla per impedire ad altri medici di praticarlo.<br />
E in ogni caso penso che all&#8217;aborto (che è soluzione estrema) vi possa sempre essere un&#8217;alternativa: contraccezione, affido, disconoscimento della paternità o maternità, assistenza morale e materiale. Senza poi considerare che di ogni cosa negativa bisognerebbe trarre spunto per fare ragionamenti di più ampio respiro, p.es. sul modo come si vive la sessualità, sui rapporti tra uomo e donna, sull&#8217;uso dei consultori, sull&#8217;educazione sessuale che nelle scuole non si fa, sul ruolo della chiesa&#8230;</p>
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		<title>Di: controcorrente</title>
		<link>http://www.pinonicotri.it/2014/02/che-cose-il-diritto-laico/comment-page-1/#comment-260648</link>
		<dc:creator><![CDATA[controcorrente]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Feb 2014 18:13:56 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.pinonicotri.it/?p=4523#comment-260648</guid>
		<description><![CDATA[Caro Enrico,

la prima componente che tu citi del diritto laico e cioè la libertà di coscienza , mi permette alcuni &quot;digressioni&quot; su cosa diavolo sia mai questa benedetta coscienza.
Digressione dovuta alla lettura di un libro recente di Carlo Augusto Viano :&quot;La scintilla di Caino&quot;.
Dice viano nella sua prefazione che il suo maestro Nicola Abbagnano avava un suo piccolo compiacimento che ripeteva sovente : &quot;rivendicava il merito di non aver mai scritto di filosofia ,invocando la coscienza &quot;.
Segue poi,nel testo,una lunga serie di storie della coscienza a partire da Paolo di Tarso  e pone due &quot;paletti agli estremi di queste storie :
Uno : il diritto invocato dai Quaccheri in nome delle coscienza di non imbracciare le armi e due : il diritto dei medici obiettori di coscienza a non praticare interruzioni di gravidanza.

nella prefazione C.A. Viano afferma poi una cosa che a molti non potrebbe apparire così ovvia.
E cioè  : &quot;Nei paesi liberali la libertà religiosa o di pensiero è intesa come libertà di scegliere le proprie credenze e i propri modi di vita ; se li si vuole giustificare,la proposta di considerazioni oggettive,che altri possano comprendere,è più apprezzabile dell&#039;appello all&#039;inviolabilità della coscienza.&quot;

Combinazione ,visto che la terribile voce di Kant nessuno l&#039;ha  mai ascoltata e visto che per combinazione ,proprio in questi giorni ho ripreso la lettura di &quot;Cosi parlò  Zarathustra&quot; posso affermare che non si possa proprio dar torto a Viano.

Controcorrente]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Enrico,</p>
<p>la prima componente che tu citi del diritto laico e cioè la libertà di coscienza , mi permette alcuni &#8220;digressioni&#8221; su cosa diavolo sia mai questa benedetta coscienza.<br />
Digressione dovuta alla lettura di un libro recente di Carlo Augusto Viano :&#8221;La scintilla di Caino&#8221;.<br />
Dice viano nella sua prefazione che il suo maestro Nicola Abbagnano avava un suo piccolo compiacimento che ripeteva sovente : &#8220;rivendicava il merito di non aver mai scritto di filosofia ,invocando la coscienza &#8220;.<br />
Segue poi,nel testo,una lunga serie di storie della coscienza a partire da Paolo di Tarso  e pone due &#8220;paletti agli estremi di queste storie :<br />
Uno : il diritto invocato dai Quaccheri in nome delle coscienza di non imbracciare le armi e due : il diritto dei medici obiettori di coscienza a non praticare interruzioni di gravidanza.</p>
<p>nella prefazione C.A. Viano afferma poi una cosa che a molti non potrebbe apparire così ovvia.<br />
E cioè  : &#8220;Nei paesi liberali la libertà religiosa o di pensiero è intesa come libertà di scegliere le proprie credenze e i propri modi di vita ; se li si vuole giustificare,la proposta di considerazioni oggettive,che altri possano comprendere,è più apprezzabile dell&#8217;appello all&#8217;inviolabilità della coscienza.&#8221;</p>
<p>Combinazione ,visto che la terribile voce di Kant nessuno l&#8217;ha  mai ascoltata e visto che per combinazione ,proprio in questi giorni ho ripreso la lettura di &#8220;Cosi parlò  Zarathustra&#8221; posso affermare che non si possa proprio dar torto a Viano.</p>
<p>Controcorrente</p>
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