Specie umana e animale

E’ ridicolo pensare che la coscienza sia un prodotto evolutivo della materia o della natura, poiché, se ciò fosse vero, non si capirebbe il motivo per cui essa non sia presente in alcun animale.

Noi possiamo soltanto fingere di poter parlare con gli animali o ci illudiamo di poterlo fare, ma non c’è assolutamente modo ch’essi apprendano qualcosa che vada al di là dell’istinto o dell’abitudine. Gli animali si adattano all’ambiente per abitudine e, se lo modificano, lo fanno sulla base di certi istinti, ma sono lontani dall’essere davvero creativi. A noi paiono versatili semplicemente perché le specie sono illimitate, ma ogni specie, in realtà, non ha fatto altro che specializzarsi in qualcosa di particolare.

Solo noi abbiamo la possibilità di riprodurre, in qualche modo, tutte queste particolarità. L’essere umano sembra essere la sommatoria di tutte le specie viventi, incluse quelle estinte. Quindi questa nostra prerogativa ci porta inevitabilmente a pensare che all’origine di ogni specie animale vi sia stata una sorta di essenza umana, da cui, per sottrazione, tutte le specie si sono formate.

Le specie animali non hanno fatto che specializzarsi in una delle infinite caratteristiche dell’essenza umana universale. Non siamo stati noi a ereditare il meglio degli animali, ma sono stati gli animali a trovarsi, per così dire, specializzati in una o più qualità già presenti in tale essenza. Tant’è che noi, volendo, possiamo riprodurre qualunque peculiarità del mondo animale, mentre gli animali non sono in grado d’imitare, se non in misura molto ridotta, le caratteristiche umane e, di queste, solo alcune.

Le specie animali sono così specializzate nelle loro particolarità che provano non poche difficoltà a imitarsi persino tra loro. Se lo facessero, sarebbe, per loro, come andare contro natura. Un carnivoro che non mangiasse un erbivoro, quanto tempo durerebbe? Formiche e api vivono solo in grandi collettivi, ma con regole del tutto diverse e non arriveranno mai a modificarle osservandosi a vicenda.

Noi in realtà non abbiamo nulla da imparare dagli animali. Ci diciamo il contrario soltanto perché noi stessi non ci comportiamo in maniera umana. È evidente, infatti, che la disumanità ci rende peggiori degli animali e quando ci accusiamo di comportarci come animali, in realtà stiamo dicendo una cosa senza senso, in quanto nessun animale fa per istinto ciò che noi facciamo in libertà. Dovremmo limitarci a dire che siamo peggio delle bestie, ma anche questa espressione è ingenerosa nei confronti degli animali. La realtà è che una libertà usata negativamente è infinitamente peggiore, proprio per le sue enormi possibilità, di qualunque istinto e, sotto questo aspetto, gli animalisti avranno tutte le ragioni di questo mondo a preferire gli animali agli esseri umani.

Anzi, questo forse spiega il motivo per cui tutte le specie animali, appena hanno modo di conoscerlo, hanno terrore dell’essere umano. È da almeno 6000 anni che gli animali sono abituati a vederci come il loro nemico n. 1. E non sarebbe strano se essi si fossero trasmessi questa paura anche per via genetica. Non è affatto vero, parlando per assurdo, che i dinosauri sono scomparsi per far posto all’uomo: se ci avessero dato fastidio, avremmo sicuramente trovato il modo di farli fuori. I dinosauri rappresentano soltanto l’infanzia dell’umanità, quando, da piccoli, ci piaceva giocare coi mostri, coi giganti dalla forza spaventosa. I dinosauri sono scomparsi perché noi siamo diventati adulti e abbiamo capito che più importante della forza è l’astuzia e più importante dell’astuzia è la capacità di voler bene, cosa che solo con una coscienza matura sappiamo esercitare.

2 commenti
  1. Linosse
    Linosse says:

    “E’ ridicolo pensare che la coscienza sia un prodotto evolutivo della materia o della natura, poiché, se ciò fosse vero, non si capirebbe il motivo per cui essa non sia presente in alcun animale.”
    Possiamo essere sicuri che gli animali non abbiano coscienza?
    Da cosa lo deduciamo?
    Se coscienza è quella che ci ha ridotti ,almeno negli ultimi 100 anni ,ad essere quelli che siamo ,possiamo parlare di cosciemza in senso pieno?
    A volte ci intestardiamo a concepire il libero arbitrio come pieno distacco dalla natura ,ci sentiamo esseri che non hanno bisogno della natura matrigna che ci ha creato come animali più deboli per cui usiamo quello che abbiamo di meno debole,il cervello, per sentirci superiori agli altri animali opponendoci alla stessa natura.
    I risultati non possiamo ignorarli,abbiamo toccato il fondo delle risorse naturali utilizzabili,almeno secondo la nostra limitazione della comprensione di dove siamo e viviamo,per cui ci siamo intrappolati in una stasi da cui non riusciamo ancora ad uscire e della quale vediamo come uscita quella di sempre :combattendo i nostri nemici che non solo solo gli animali ma quelli della stessa nostra specie.
    Gli animali arrivano in situazione estreme ad essere bestie,noi uomini in situazioni estreme passiamo ad essere mostri.
    L.

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  2. Enrico Galavotti
    Enrico Galavotti says:

    Sì gli animali non hanno coscienza, ne siamo sicuri, in quanto non hanno la facoltà di scelta, non hanno il libero arbitrio, vivono solo di istinti e di abitudini. Il fatto che la coscienza umana abbia prodotto immani disastri non cambia di una virgola questa convinzione. Anzi, negativamente, la conferma.
    Inoltre la natura per noi dovrebbe essere benigna come per gli animali: diventa matrigna solo quando ci odiamo a vicenda e quando, non spiegandocene la ragione, la attribuiamo a qualcosa che sta al di fuori di noi (non solo la natura, ma anche il demonio, il destino, il caso, il sistema, le istituzioni, i poteri forti…).
    Sì, quando arriveremo a capire che siamo esseri di natura e che della natura non possiamo fare assolutamente a meno, saremo finalmente anche umani, ma per capirlo gli uomini, da 6000 anni a questa parte, cioè da quando hanno introdotto lo schiavismo, hanno sempre bisogno di eventi catastrofici, sempre più catastrofici, perché, come puoi vedere, ad ogni catastrofe si riprendono, modificando solo le forme dello schiavismo, senza mai superarne la sostanza.

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