In attesa di riprendermi dallo chock del nuovo viaggio in Palestina, dove i palestinesi sono trattati sempre più come “Untermenschen” (i “sub umani” del Terzo Reich), occupiamoci del caso di Elisa Claps a Potenza: i depistatori sono all’opera come per il caso di Emanuela Orlandi. Nella vicina Matera perfino la processione più importante testimonia la secolare prepotenza del clero

Alla faccia dei colpevolisti depistatori, le analisi del dna hanno dimostrato che Danilo Restivo sarà anche “strano”, ma non c’entra una mazza con le tracce di sperma lasciate nel tombale sottotetto. E così è ormai scandalosamente chiaro che nel caso di Elisa Claps, la ragazza di Potenza sparita 17 anni fa, uccisa per l’esattezza il 23 settembre 1993,  il cui cadavere è stato rinvenuto solo in tempi recenti nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità, si registrano comportamenti giornalistici simili a quelli che da 27 anni avvalorano le più grandi cazzate pur di tenere in piedi il “mistero” del “rapimento” – chiaramente mai avvenuto – della bella ragazzina del Vaticano Emanuela Orlandi. A Potenza, e non solo, anche i sassi sanno che alla buonanima del parroco di quella chiesa,  don Mimì Sabia, passato a miglior vita nel 2008, le belle giovani piacevano moltissimo. Tanto che quasi ogni sera andava nell’istituto femminile delle canossiane in via Ciccotti 28 per confessare le irrequiete  ragazze. Ma quella della confessione era più che altro una scusa, visto che più d’una volta don Mimì è stato preso a male parole e a volte anche a botte dai fidanzati delle ragazze, che più che confessate erano quindi importunate. Che oggi le monache di via Ciccotti siano in allarme lo si capisce subito non appena si vada da loro o anche solo si telefoni per chiedere una informazione qualunque senza essere già ben conosciuto: di cosa hanno paura?
Il sottotetto dove sono stati trovati i resti della povera Elisa è raggiungibile solo ed esclusivamente dalla canonica, cioè dall’abitazione del parroco, come ripete anche don Marcello Cozzi, coordinatore per la Basilicata dell’Associazione Libera, che si usa dire sia da anni vicino alla famiglia Claps: «Ma come è possibile che nessuno, in tutti questi anni, si sia accorto della presenza di un cadavere nel sottotetto raggiungibile solo attraverso i locali della canonica?”. Già, com’è possibile? L’ingenuo don Cozzi non si chiedere però per quale motivo il parroco attuale, il sacerdote brasiliano don Vagno,  abbia evitato accuratamente di avvertire la polizia quando è stato scoperto il cadavere, mesi prima che la scoperta diventasse di dominio pubblico, preferendo invece tentare di avvertire l’arcivescovo. Tentare, perché, dice l’attuale parroco, “non ci sono riuscito”. Ma guarda te che strano! E cosa temeva l’attuale parroco che lo ha spinto a non rivolgersi alla polizia e a preferire avvertire l’arcivescovo? E perché don Vagno è stato spedito di corsa via da Potenza per sottrarlo alla curiosità dei giornalisti con la motivazione ufficiale di un “ritiro spirituale”? Va bene che a quanto pare la cononica fosse anche la sede di un circolo – culturale? –  chiamato Newman, presieduto da tale Rocco Galasso, ma solo un fesso può credere che don Vagno si sia preoccupato di proteggere il buon nome del circolo e del suo presidente  Galasso.

Oggi si fa il tiro al piccione contro Danilo Restivo, che sarà anche un tipo strano e magari sospettabile dell’omicidio di una sua vicina di casa in Inghilterra, dove è emigrato, però non basta essere strani per accoppare qualcuno, in questo caso Elisa Claps. Vogliamo forse credere che il parroco Sabia lasciava la sua abitazione sempre aperta per permettere a chiunque di andare a scopare nel sottotetto del suo duomo? Che ci fosse un clima omertoso attorno alla scomparsa di Elisa Claps lo ammette oggi perfino l’arcivescovo di Potenza, Ennio Appignanesi: “Il clima omertoso lo percepii subito”, ha dichiarato alla stampa l’arcivescovo, per poi però subito aggiungere, a proposito del preteso via vai scopereccio in direzione del sottotetto: “Forse don Sabia confidava troppo nella responsabilità dei laici e dei giovani che frequentavano la canonica”.
Qui però va chiarito una particolare: ma l’arcivescovo di Potenza chi è? Ci sono giornali, come La Stampa, che indicano in Appignanesi l’arcivescovo, però Gildo Claps, fratello di Elisa, in un comunicato si è scagliato contro Galasso, don Vagno e contro “l’arivescovo di Potenza monsignor Agostino Superbo”.  Ma allora: Appignanesi o Superbo? Possibile che i giornali trattino anche un caso come questo con tanta superficialità?

Ma proseguiamo. Si usa dire che Elisa quel fatale 13 settembre abbia incontrato Restivo nella piazza davanti la chiesa, e magari ci si spinge a dire che avesse con lui un appuntamento. Bene. Cosa vogliamo credere: che la ragazza abbia seguito il ragazzo “strano” su fino alla canonica, poi su per le scale per andare anche nei locali sopra la canonica e che abbia infine saltato il muretto per addentrarsi nel fatale spazio buio e inaccessibile? Ma se fosse davvero così, per quale motivo poi avrebbe dovuto rifiutarsi al desiderio di Restivo? Forse Elisa era convinta che stava andando nella parte ineccessibile del sottoscala per leggere un giornale o per fare due chiacchiere? Non prendiamoci in giro: se ci è andata è perché sapeva che ci andava per fare sesso. Se ci è andata. Ma davvero qualcuno pensa che una ragazza sana di mente avrebbe seguito a quel modo e fino lassù un tipo “strano” come Restivo per poi, per giunta, dire “No!”? Se ci è andata, non è più sensato pensare ci sia andata seguendo una persona di cui si fidava ciecamente o con la quale era comunque consenziente nel fare ciò che stava facendo e ciò che andava a fare?
Proseguiamo. Facciamo finta che l’abbia accoppata Restivo. Va bene che è un tipo “strano”, ma dovrebbe essere anche scemo a lasciare lì il cadavere, perché se non si è il parroco o qualcosa di simile, cioè comunque uno che lì ci abita o quasi, si ha il timore e la certezza che il cadavere verrò scoperto, quindi lo si fa sparire, magari un pezzetto alla volta. Se invece l’avesse accoppata il parroco? Allora si spiegano meglio tutta una serie di cose, quali ad esempio:
– perché il cadavere è stato portato o lasciato lì;
– perché in seguito sono state tolte dalla parte del tetto sovrastante il cadavere varie tegole, in modo da far “evaporare” meglio il fetore delle decomposizione e quindi non suscitare sospetti in chi fosse passato vicino;
– perché don Vagno si è guardato bene, per mesi, dall’avvertire la polizia;
– perché lo stesso don Vagno ha cercato invece di avvertire l’arcivescovo di Potenza, quale che esso sia, Superbo o Appignanesi.

Non sto dicendo che Elisa sia stata uccisa dal parroco, ma che tra lui e Restivo è più probabile che non sia stato Restivo. E che i colleghi giornalisti dovrebbero usare più la testa e tenere la schiena più dritta anche quando c’è di mezzo la Chiesa o qualche membro del clero. Parole al vento…

Ma lasciamo la tristezza della cronaca e passiamo alla grandosità della tradizione. Che il clero se la sia sempre fatta da padrone in Basilicata, come del resto in gran parte del Sud, lo testimonia una bella processione, quella del 2 luglio a Matera, la città dei famosi “sassi”, che vale davvero la pena di andare a vedere. Nonostante il caldo feroce, il 2 luglio viene portato in lunga ed estenuante processione il pesante carro della Madonna della Bruna, protettrice della città.  Il corteo di solito parte dalla cattedrale, in centro, ma da quattro anni la cattedrale è chiusa per restauri e quindi il corteo parte dalla chiesa di S. Francesco d’Assisi, per arrivare alla chiesa del Piccianello e viceversa. La statua della Madonna sta su un grande carro, coloratissimo, elaboratissimo e addobbatissimo, che stranamente è fatto di cartapesta, e vedremo il perché. Anche gli angeli e le statue dei santi che arricchisono il carro sono di cartapesta, e vedremo il perché. L’itinerario è decisamente lungo, ma nonostante il caldo, che il 2 luglio è sempre feroce, la processione è seguita da una marea di gente, con tanto di squilli di tromba, cavalieri e adrenalina che man mano sale, e vedremo il perché.

Verso il tramonto finalmente la statua della Bruna viene riportata teatralmente in cattedrale, dopo i rituali tre giro del carro sul sagrato, sul punto più alto della città, mentre il carro viene ancor più teatralmente portato sulla piazza della “stracciata”. Sul luogo, cioè, dove a un certo punto i cavalieri vanno via dando così il segnale alla folla, che assale il carro e i suoi addobbi, angeli, santi e madonne, per ridurre tutto in pezzi e assicurarsene almeno un brandello da esibire nel proprio negozio o nella propria abitazione come portafortuna per i prossimi 12 mesi. La scena è sconvolgente, anche perché in nessun’altra parte del mondo cattolico e cristiano, se non qui, il 2 luglio nella piazza di Matera, può capitare di vedere immagini “sacre” fatte furiosamente a pezzi da una intera folla come fosse un branco di lupi affamati o impazziti.
Che c’entra questa strana processione con i soprusi del clero che per secoli ha angariato il nostro Meridione? C’entra, eccome: la processione è nata infatti secoli or sono come transfert della violenza dei contadini sfruttati come bestie dai vescovi. Non potendo i contadini assaltare le chiese e fare a pezzi il vescovo di turno, perché sarebbero poi stati falcidiati loro dal tribunale dell’Inquisione e delizie simili, ecco che la loro devozione popolare ha trovato un modo originale per sfogare comunque la propria rabbia e il proprio bisogno di violenza e giustizia contro la prepotenza sfruttatrice del clero: una affollata e suggestiva processione annuale che nel pieno dei riti contadini dei raccolti estivi permette al popolo di fare a pezzi almeno i simboli del potere del clero. Una cosa simile poteva succedere solo a Matera, perché solo a Matera la gente è stata ridotta ad abitare per secoli nei famosi “sassi”, cioè nella miriade di grotte dove avevano anche le chiese e che solo in tempi recenti sono diventate, quelle sopravvissute al cemento dei palazzi, luoghi di ammirazione per turisti in cerca di folklore.

Matera non è molto distante da Potenza. I cui abitanti però, meno contadini e molto più cittadini, tant’è che non hanno mai usato i “sassi” come abitazione, preferiscono tapparsi la bocca. Ecco perché a proposito dell’uccisione di sua sorella Gildo Claps accusa tutti, dall’arcivescovo in giù, di ipocrisia.

372 commenti
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  1. Pino Nicotri
    Pino Nicotri says:

    x Peter

    Avevo 16 anni. Lei ne aveva 15. Nati entrambi nello stesso giorno, 15 agosto. Nel mio romanzo “Vicolo Scandenberg” si chiama Bianca e c’è quell’episodio, marchio a fuoco dei sentimenti fondamentali a costituzione di un essere umano. Conservo in un armadio il giubbotto dell’aeronautica militare, era di mio padre ma lo usavo io, della “prima volta”: utilizzato come giaciglio di fortuna su quattro sedie appaiate. Nel romanzo c’è anche il buffo episodio della tentata prima volta.
    L’ho rivista nell’89. S’è fatta viva lei, dopo decenni di assenza totale, con l’usuale innocente incoscienza o incosciente innocenza. L’ho rivista a Verona. Caro Peter, il tempo e la vita non hanno pietà di nulla e di nessuno. Neppure dei sogni e dei ricordi, oltre che delle creature umane.
    A maggio nella scuola di mia figlia è stato invitato per non so quale argomento un signore con la kippah in testa, non so se fosse un rabbino, il quale a un certo punto ha detto che la condizione umana non è giusta. Lui ha argomentato la sua affermazione con la solita bibbia. Io lo avevo capito da un bel pezzo. Vivendo. E osservando.
    Quella frase del signore con la kippah in testa m’è tornata più volte in mente in Uzbekistan e mi ha ossessionato in Palestina. Credo sia il motivo principale a causa del quale faccio poi molta fatica a scrivere di certi viaggi.
    Ah, caro Peter.
    Un forte abbraccio.
    pino

  2. Pino Nicotri
    Pino Nicotri says:

    x Peter

    Non volendo mescolare il sacro con il profano nel post precedente non ho parlato della cancellazione che mi ha chiesto. Se ci tiene, provvedo. Ma se ci passasse sopra alla usuale miseria ra-ri-dolfina sarebbe meglio: dimostrerebbe ancora una volta che raglio d’asino non arriva in cielo.
    pino

  3. Rodolfo
    Rodolfo says:

    250
    L´arte vigliacca di cercare di salvarti ti fa´cadere tra i rifiuti dell´umanita´.

  4. Rodolfo
    Rodolfo says:

    xNicotri Post 252
    Se e´cosi ….e di consequenza, lascio definitivamento questo blog.
    Stare in un covo di serpenti si puo´…..ma fino ad un certo punto.
    Non me ne rammarico.
    Ciononostante auguro a tutti i partecipanti del blog un buon proseguimento. Rodolfo

  5. Peter
    Peter says:

    il rettilineo

    il Ridolfo segaligno
    non di panza ma cervello
    guarda il blog assai maligno
    per sfogare il suo fardello.
    Sempre acre ed invidioso
    e di umor del tutto privo
    che non sia quel velenoso
    di un serpente assai retrivo,
    non ha nulla nel suo scritto
    di cui serva dialogare
    lui si insinua vile e afflitto
    per disprezzo provocare

    Peter

  6. Pino Nicotri
    Pino Nicotri says:

    Riguardo il commento 253

    Non credo che l’autore del commento 250 faccia parte lui dei “rifiuti dell’umanità”. E non so se magari a causa del sole germanico sia semplicemente impazzito per spingersi ad affermazioni così gravi e indecenti. So però che se si permette di continuare a insultare in modo così grave i partecipanti al forum del blog i casi sono solo due: o abbandona il forum o trasmetto i suoi insulti alla polizia postale. Non è pensabile che io debba vigilare 24 ore su 24 per cancellare al volo lo sterco e il veleno altrui.
    Mi pare francamente strano e incredibile, oltre che manicomiale, che ci sia chi si ritiene autorizzato a sparare – da anni ormai – parole velenose contro chi non gli garba.
    pino nicotri
    P. S. Anche se inserisco i suoi post inviati al mio recapito privato perché non passano, mantengo la decisione, che ho già reso nota, di non rivolgermi più al tizio in questione da quando – su un blog de L’Espresso – ha falsato in modo gravissimo quanto da me scritto riguardo le vittime pacifiste dell’assalto in mare israeliano. Non ho mai ricevuto le scuse, solo una e-mail privata per dirsi convinto di non avere fatto nulla di illecito. Con individui simili dialogare non è possibile, e anzi è malsano. Ho fatto una eccezione, dovuta, con il mio commento n. 21, ma come tutte le eccezioni conferma la regola.

  7. Uroburo
    Uroburo says:

    Caro Rodolfo,.
    vedo che lei non ha né letto né capito il mio messaggio n.220. Peccato.
    Io penso che lei dovrebbe smetterla di fare il bambino che rompe il giocattolo quando non riesce a vincere e dovrebbe incominciare a fare l’adulto: esponga il suo punto di vista, limiti i giudizi sugli altri (nel suo caso sempre e solo soggettivi) e sia felice di aver trovato delle persone che comunque sono disposte a tenerla con loro. O almeno così è per me.
    In questo modo lei dà regolarmente ragione a coloro che vorrebbero sbatterla fuori e dà torto a me che invece perdo il mio tempo a difenderla. Lei è proprio un pistola.
    Quest’ultimo capoverso vale anche per il signor Popeye.
    Un saluto U.

  8. Uroburo
    Uroburo says:

    Caro Peter,
    può darsi che lei abbia ragione guardi però che l’inglese tecnico ormai lo sa parlare chiunque. E che il gergo useggetta (street wise) non è un buon inglese.
    Un cordiale saluto U.

  9. Uroburo
    Uroburo says:

    Caro Pino,
    ripeto: IO NON SONO IL BLOGMASTER e non tocca a me prendere decisioni. Tuttavia io ho il diritto di esporre punti di vista.
    Ed il mio punto di vista è che non ci dovrebbero essere espulsioni se non in quei casi di grave violazione delle regole della civile convivenza.
    Naturalmente poi ciascuno è libero di parlare o meno con chiunque altro.
    Quanto poi all’hvg, personalmente non avrei nulla in contrario al suo ritorno ma dovrebbe prima farmi le sue scuse per quel che ha detto di me e qui ed in altri luoghi. Un caro saluto U.
    PS. Comincia a cercare un buon ristorante per quando torna Faustus; e magari non vengo neanche da solo. u.

  10. Peter
    Peter says:

    x Uroburo

    scusi neh, l’HGV dovrebbe fare le sue scuse a Lei prima di un eventuale ritorno…
    E quando mai il Ridolfo ha fatto le sue scuse a Pino, ed a noi tutti, per quanto detto altrove ed anche qui? Lei a volte e’ faceto

    un saluto

    Peter

  11. Pino Nicotri
    Pino Nicotri says:

    x Uroburo

    Non mi pare di avere annunciato la cacciata di qualcuno. Ho solo invitato il diretto interessato a trarre le inevitabili conclusioni se dovesse insistere, alla sua età è certo in grado di comprendere che non si sta su un autobus per insultare a piacimento gli altri viaggiatori. Un conto sono le intollerznze di Popeye, rientrato nei ranghi dell’accettabile, un altro conto è dare del “rifiuto dell’umanità”.
    Mi spiace se qualcuno abbandona il blog, anche perché a furia di litigarci alla fine lo si sente come figura quasi familiare, ma certo non corro dietro a nessuno. Non siamo – ahimé – al balcone di Giulietta, non si tratta di “Bianca” e comunque ormai anche fosse…. “non ci resta che piangere”.
    Il buon marco tempesta dovrebbe ricordare più spesso il proverbio pugliese secondo il quale “Chi s’offende è fetende”, ove “fetende” sta per fetente.
    Comunque, come per Popeye, la porta è sempre aperta: basta pulirsi i piedi prima di entrare e non sputare in faccia a nessuno una volta entrati.
    Abbacchi.
    pino
    P. S. In che data? Spero dopo il 18 settembre, dal 18 agosto starò un po’ qua e là, compreso un po’ di mare e un altro giro da “quelle” parti, anche se un po’ più spostato.
    Che tu non venga da solo, come sai, è nei miei auspici.

  12. Anita
    Anita says:

    x Rodolfo

    Ma tu ti credi proprio che si possa leggere tutto?
    Oggi apro il forum e mi trovo davanti a circa 30 interventi…

    Ho letto qui e la’…cerco di evitare i battibecchi e sorvolo le lenzuolate.

    Ti sei lamentato che non veniamo in tuo aiuto, tu ti metti nei guai e di continuo…in un forum ci vuole moderazione, tu provochi.

    In inglese si dice:

    “If you can’t stand the heat get out of the kitchen”.

    Anita

  13. Anita
    Anita says:

    x Uroburo

    Caro Urburo,
    la sua continua critica dell’Italiano di Popeye e’ puerile, cosa ne sa lei della vita di Popeye?
    In quanto al suo inglese, non so come faccia a criticare, lei non capisce l’inglese e Popeye scrive in Italiano, eccetto qualche frase.

    Lasciando perdere Popeye, non occorre essere gegni letterari per fare fortuna, ci sono molti vecchi e nuovi arrivati che hanno fatto grandi fortune malgrado il loro scarso inglese.

    La mia amica russa e’ nel campo tecnico informatico, computer analyst, il suo inglese e’ pressapoco incapibile, sin dall’inizio aveva una posizione con Tyco International ad un salario invidiabile.

    Adesso lavora per una banca, non con il pubblico, ma su programmi nel suo ramo.

    Saluti, Anita

  14. Pasquino
    Pasquino says:

    AMANTI D’AGOSTO

    Per un’ora rubata noi paghiam
    giorni di dolore, notti d’angoscia,
    viviam in trepidante attesa,
    all’agognata estasi, di un’ora diletta.

    Anni amari, non dolci momenti,
    momenti rubati, lacrime e dolce amare.
    per quei sentimenti vogliosi, meravigliosi,
    ti vorrei sempre con me,
    continuamente duettare.

    Brezza serena, appagato e leggero cuore,
    ah, il mare, fruscio dell’onda,
    bianca sabbia, il nostro immenso amare.

    Pasquino

  15. Anita
    Anita says:

    x Peter

    Forse hai ragione, non ho studiato l’inglese e mi sono dimenticata l’Ialiano.

    Ma ti posso dire che sei il mio primo critico…sia per l’inglese parlato che per l’inglese scritto.

    Actually before the computer’s age, seldom I had the occasion of writing in English, I used to write business letters for my husband, his secretary would do the rest.

    Before the computer’s age I never typed either….I still type with one finger or two.

    I am quite proud of myself.

    Ciao, Anita

  16. Peter
    Peter says:

    x Anita

    scusa cara, ma non ti stavo criticando, e poi mi riferivo a 5 anni fa, quando eri, forse, un po’ distratta. In ogni caso, il tuo italiano e’ quasi perfetto, mi riferivo al confronto tra il tuo inglese (che trovo molto buono, se posso dirlo) e quello di Popeye, che, semplicemente, suona piu’ native American di te (bada che dico native American non nel senso di indiano d’America come fate voi, ma nel senso di madrelingua, come direi native British).
    Per esempio, lui avrebbe detto ‘seldom did I have the occasion…’
    invece di ‘seldom I had the occasion…’, se mi consenti.
    Per cui non ero d’accordo sul giudizio di Uroburo su Popeye, perche’ io ho visto il modo in cui Popeye scrive in inglese a volte, Uroburo forse no, altrimenti dovrebbe portare degli esempi. E poi non so a quali standards Uroburo si riferisce, se mi capisci.

    Io parlo con un accento ‘non standard’, come forse anche te, ma non ho nessuna difficolta’ coi nativi. Salvo in campi a me ignoti, come quello culinario, quando si tratta di mettermi ai fornelli o dare istruzioni precise. Ma avrei la stessa difficolta’ in italiano.
    Quelli di madrelingua si sorprendono, a volte irritano, quando indovino i loro accenti regionali (quindi anch’essi non standard…), come se uno straniero non avesse il diritto di notarlo. Non vedo come il Geordie, Scouse, Mancunian, e lo scozzese in genere potrebbero essere considerati ‘standard’ se non nelle loro regioni di appartenenza…

    ciao cara

    Peter

  17. Anna R. G. Rivelli
    Anna R. G. Rivelli says:

    x Pino Nicotri

    Don Lasalvia non è il solo. Di cicuta in giro ce n’è parecchia e più di qualcuno vorrebbe seppellire in fretta la cosa. In fretta!!! Dopo 17 anni!!!
    In ogni caso la famiglia Claps non è sola; la gente, checché se ne dica, è dalla sua parte.
    Saluti

  18. Peter
    Peter says:

    x Anita

    dico cio’ non per disprezzo verso gli accenti e parlate regionali (anche se Vox e’ ormai scomparsa), ma perche’ ogni lingua ha il suo ‘golden standard’, persino l’inglese americano, il cui standard e’ , credo, quello del New England, diciamo Boston?
    So di miei conoscenti europei che parlavano un inglese eccellente, fino a 10-20 anni fa venivano ridicolizzati nelle scuole o universita’ britanniche per il loro accento. E nella stessa classe vi erano sud-africani, scozzesi, irlandesi, inglesi del Nord…
    Se l’accento degli (altri) europei non era standard, non vedo come lo potessero essere legittimamente quelli degli altri, solo perche’ erano nati qui. Alla fine, e’ solo una questione politica, come al solito.
    Uno dei suddetti conoscenti era greco, parlava un inglese perfetto, con un vago accento greco. Ha di recente conseguito un phD in speech therapy, ed e’ un docente universitario. Anni fa, a scuola, lo ridicolizzavano per il suo accento, non i colleghi ma gli insegnanti, nella situazione mista che ho detto

    Peter

  19. Uroburo
    Uroburo says:

    Caro Urburo, la sua continua critica dell’Italiano di Popeye e’ puerile, Anita { 03.08.10 alle 15:00 }
    —————————————————–
    Cara signora, io non ho MAI criticato nessunoi per il suo modo di scrivere e nel caso specifico ho semplicemente ripreso una critica del signor Popeye a Peter.
    Mi sa che anche lei è un’altra che parla a vanvera. U.

  20. Anita
    Anita says:

    x Peter

    Mi ricordo di 5 anni fa, si parlava di religioni, non eri soddisfatto della mia risposta, cosi’ ti ho riscritto e tu mi hai detto che avevo chiamata la cavalleria.
    Non ho cavallerie a cui ricorrere, semmai ricorro a wikipedia per informazioni o copio pezzi di articoli sia in italiano che in inglese per non perdere tempo con le traduzioni.

    Spesso non rileggo quello che scrivo, dopo mi accorgo che il formato non era corretto.
    Da quando scrivo in Italiano mi confondo anche col formato in inglese.

    It’s OK, basta che ci capiamo.

    Ciao, Anita

  21. Anita
    Anita says:

    x Uroburo

    Mi sa che anche lei è un’altra che parla a vanvera. U.
    ———————————————————————-

    Ma certo, io parlo sempre a vanvera, non e’ una novita’.

    Lei ha giudicato l’inglese di Popeye, ma almeno capisce bene l’inglese ?

    Anita

  22. AZ Cecina Li
    AZ Cecina Li says:

    Se e´cosi …. e di consequenza, lascio definitivamento questo blog.

    Sarei portato ad intonare un triplo AAALLEEELUUUIIIAAAAA!!!! Ma purtroppo l’esperienza mi dice che come nelle altre numerose volte questo “quaquaraquà” non manterrà la parola, andrà per un po’ di tempo a rompere li cabasisi in qualche altro blog, dove, come è sempre successo, lo prenderanno, come si merita, a pesci in faccia. Ben presto però ritornerà, puntuale e gradito come le zanzare ai primi caldi, per riprendere ad offendere, a tediarci con le sue sbrodolate bibliche e le sue senili fantasie sessuali.

    Antonio antonio.zaimbri@tiscali.it

  23. marco tempesta
    marco tempesta says:

    Il buon marco tempesta dovrebbe ricordare più spesso il proverbio pugliese secondo il quale “Chi s’offende è fetende”, ove “fetende” sta per fetente.
    ——–
    Questa non l’ho capita. Perchè dovrei ricordarlo proprio io?
    Personalmente non mi offendo mai. Se l’interlocutore è in buonafede sto alla provocazione, mentre se è in malafede semplicemente lo banno in via definitiva, senza stare a perdere tempo.

  24. Pino Nicotri
    Pino Nicotri says:

    x marco tempesta

    Solo perché essendo pugliese conosci il proverbio come me. Ricordarlo ai rAdolfo ridolfini.
    Un saluto.
    pino

  25. Pino Nicotri
    Pino Nicotri says:

    Un esempio di leccaculeria filoisraeliana autocensoria.

    A proposito degli scontri di oggi al confine con il Libano, che hanno ucciso quattro persone compreso un giornalista, leggo sul sito di un giornale di cui non faccio il nome quanto segue:

    “E’ ancora da verificare la notizia, smentita dalla polizia israeliana, di due razzi lanciati dal Libano sul nord di Israele. In ogni caso, i soldati israeliani hanno risposto lanciando quattro razzi contro una postazione di soldati libanesi”.

    Ma a cosa “In ogni caso i soldari israeliani hanno risposto” se la stessa polizia israeliana ha negato che i libanesi hanno sparato razzi? Ha negato cioè che ci fosse qualcosa cui “rispondere”. E’ come dire che vado in strada, ammazzo il primo che passa e poi dico che gli ho risposto.
    E meno male che una delle vittime è un giornalista! Certi colleghi leccaculi e autocensori dovrebbero vergognarsi.
    pino nicotri

  26. Anita
    Anita says:

    x Peter -#273-

    PS:

    A quei tempi il mio PC era morente, non potevo neanche accedere alla maggioranza dei websites, non avevo nemmeno il traduttore.

    Devo anche dire che la mia pratica era limitata, come tutto il resto, I am selft taught……….

    Ogni tanto mandavo un S.O.S. a Philadelphia per consigli tecnici.

    Anita

  27. La  Striscia  rossa
    La Striscia rossa says:

    “Italia nell’illegalita’ per colpa Lega”
    Ancora una volta il governo, a causa delle sue divisioni e soprattutto dei diktat imposti dalla trota leghista, spinge l’Italia nell’illegalità comunitaria e ci espone al discredito internazionale.

    Ai produttori che hanno rispettato le regole e ai contribuenti italiani, cui spetterà di mettere i soldi per non toccare gli ingiusti privilegi di chi ha barato, non resta dunque che rassegnarsi.
    Il governo ha deciso che le loro ragioni non hanno alcun peso.

    La Lega è riuscita insomma a mungere a dovere la mucca del contribuente italiano

  28. Controcorrente
    Controcorrente says:

    Un dipendente della Hartford Distributors era accusato di furto. Ha aperto il fuoco appena arrivato sul posto di lavoro, poi si è tolto la vita all’arrivo della polizia.

    Questa è la moda dell’estate, ma è ancora da capire se per una volta tanto al posto di importarla l’abbiamo esportata.
    Adesso che farò L?IMPRENDITORE mi assicuro prima che gli alpaca non siano armati

    sic,sic

    cc

  29. sylvi
    sylvi says:

    x CC novello IMPRENDITORE.

    Ho provato a comunicarti le idee di mio marito sulla tua nuova avventura…non passa!

    Il nocciolo della questione: una impiegata bruttina, depassè, ma che sappia tutto di banche e burocrazia.
    E’ il suo augurio.

    Sylvi

  30. Uroburo
    Uroburo says:

    Ma certo, io parlo sempre a vanvera, non e’ una novita’.
    Anita { 03.08.10 alle 16:43 }
    ——————————————–
    Mia buona signora,
    in effetti lei o quaglieggia (tergiversa, parla d’altro) oppure parla a vanvera. In effetti non è una novità.
    Io non critico mai il modo di esprimersi dei partecipanti, è un dato di fatto. E nel caso specifico ho solo seguito un discorso iniziato dal signor Popeye.
    Lei parla a vanvera perchè mi attribuisce un comportamento che non è il mio. Tutto qui.
    Un saluto U.

  31. sylvi
    sylvi says:

    angolino delle “perle”!286 ultime due righe.

    x Anita
    …Lei parla a vanvera perchè mi attribuisce un comportamento che non è il mio. Tutto qui.U.

    Amen
    Sylvi

  32. Uroburo
    Uroburo says:

    Ohhhhhhhhhhhh mia pregevole signora,
    io non ho bisogno di criticare gli altri per la loro scrittura, basta quel che scrivono, come nel suo caso. Le perle sono le caxxate che lei scrive a ripetizione. Ma suvvia!…. U.

  33. Uroburo
    Uroburo says:

    PS. E a proposito di perle: quel che ho detto della Julia in Iugoslavia è cosa nota. A me comunque l’ha raccontata uno che c’era: un ex-tenente alpino poi finito in Russia e tornato miracolosamente a casa.
    Nonostante quel che lei ha scritto non si trattava di una Camicia Nera marziana. Vadi mia cara, vadi ….. U.

  34. sylvi
    sylvi says:

    x Uroburo

    …un ex-tenente alpino poi finito in Russia e tornato miracolosamente a casa.U.

    ex tenente in Yugoslavia? O in Russia? O tornato miracolosamente a casa pronto per “correre in montagna” a prendersi l’assicurazione per il futuro??????
    Di vigliacchi che sputavano secondo il vento…qui se sputi quando c’è bora …arriva giusto in faccia a lei…o al suo amico!!! ce ne sono sempre stati e prolificano…purtroppo!
    Probabilmente…il suo amico, non essendo della Julia, sputava peggio degli alpaca di CC.
    I criminali INDIVIDUALI ci sono ovunque …ma parlare di una Divisione che ha pagato durissimamente l’unico errore di ubbidire agli ordini…dati i tempi!!!… ( e non è stata la sola!!!)non glielo permetto più.
    Non glielo permetto!!!Chiaro?
    Piuttosto di scrivere in un blog di gente come lei…mi autobanno!

    Buonanotte a tutti.

    Sylvi

  35. Peter
    Peter says:

    x Anita

    scusa cara, ma cosa c’entra la cavalleria e il PC che non ti funzionava bene?
    Tu trascuri che ho una memoria discretamente buona.
    Orbene, la cavalleria la chiamasti, mi pare, a proposito di un certo Servetus o Servellus (poi scomparso), Uroburo ed io, che ci litigavamo, mi pare, sulla riforma protestante. Ti rispose un prof. universitario in pensione, o cosi’ dicesti.
    A suo tempo, osservai che l’inglese di Popeye era migliore del tuo (almeno quello scritto), ma che il tuo italiano era decisamente MOLTO migliore del suo. Opinione che ho conservato nel corso del tempo. Non mi sorprenderebbe se Popeye parlasse ormai con accento americano.
    Uroburo ha senz’altro i mezzi per giudicare il mio italiano o quello di Popeye o chicchessia (come del resto anch’io), ma non li ha per giudicare il suo inglese, a meno che non riportasse il parere di altri che usano indifferentemente le due lingue

    un saluto

    Peter

  36. Peter
    Peter says:

    x Anita

    dicevi che usi a volte il format italiano quando ti capita di scrivere in inglese. A me purtroppo succede sempre piu’ spesso l’opposto, meno male che non se ne accorge nessuno.
    A volte uso ‘fare’ come in inglese si usa il to do. Scrivo a volte ‘deficiente’ perche’ mi confondo con lo spagnolo che sto ancora imparando, in italiano si dice ‘deficente’. E tendo sempre piu’ ad usare ‘te’ come pronome soggetto (i polentoni ovviamente non se ne accorgono), cosa mai fatta da me ‘prima’.

    La difficolta’ che avevo anni fa quando dettavo lettere commerciali o professionali in inglese era che usavo periodi troppo lunghi, come si usa in italiano. Le mie segretarie di turno erano molto educate, ma a volte mi chiedevano dove volessi ‘spezzare’, if you please

    Peter

  37. Anita
    Anita says:

    x Peter

    Caro Peter,
    spero di non iniziare una storia come quella degli straccioni.

    Col mio vecchio PC non potevo saltare da una pagina all’altra, il nome o nick Servetus o Servellus non mi dice niente, allora non ero in comunicazione con nessuno.
    Non posso neanche dire che era una traduzione Google, Google non era nel mio ambito.

    L’unica comunicazione era con una giovane donna che si firmava “Italiana”, comunista, molto simpatica.
    Cambio’ il nick con Gemma.
    Lavorava per suo papa’ ed abitava con i genitori.
    Poi prese il volo e ando’ in Svizzera…credo che fini’ col sposarsi col suo amore.

    Forse e’ stata un’altra occasione, io ti mandai una lunga lista delle religioni prevalenti negli US.

    Bye, Anita

  38. Anita
    Anita says:

    x Uroburo -#221-

    Caro signor Popeye
    ………………….
    ………………….
    Lei scrive in un inglese veramente cattivo, credo di un livello non troppo diverso da quello del suo italiano. Peter invece scrive in un italiano perfetto ed anche in un ottimo inglese. Mi sa che in un ghetto ci è vissuto lei: nella Little Italy di Philadelphia. Ne ha tutte le caratteristiche linguistiche.
    ———————————————————————–

    Meno male che lei non critica nessuno.

    I rest my case.

    Anita

  39. Pasquino
    Pasquino says:

    Amore mio-

    Ti amo immensamente,
    se fiorisse la valle ogni volta che ti bramo,
    ogni borgo, ogni contrada ne sarebbe guarnita.
    Amore mio sei tutta la mia vita.
    Potrei non riposare, non mangiare,
    potrei non respirare, ma non potrei non possederti.
    L’immenso amore non si vede, non si tocca,
    solo il cuore lo può sentire.
    L’amore regala tutto, offre pure la vita,
    coglie tutto, regala tutto il cuore.
    L’amore immenso è beatitudine:
    l’amore intenso genera amore immenso.
    Ti amo immensamente amore mio.

    Pasquino

  40. Pasquino
    Pasquino says:

    Luna

    Oh mia amica luna,
    amica delle mie notti insonni,
    oh mia luna, tu che conosci mille segreti,
    imprimi in lei i miei struggenti sentimenti,
    oh luna tu conosci quanto l’amo,
    parlagli di me, incidi d’amore nella
    sua candida anima la mia folle passione.
    Oh luna resta con me, non fuggir via,
    canta con me i miei versi d’amore per lei,
    oh candida luna resta con me
    per intonar in coro la tua bianca luce per lei,
    t’amo, t’amo mia dolce luna, t’amo come amo lei.

    Pasquino

  41. AZ Cecina Li
    AZ Cecina Li says:

    …..
    ex tenente in Yugoslavia? O in Russia? O tornato miracolosamente a casa pronto per “correre in montagna” a prendersi l’assicurazione per il futuro??????

    Lei puoi anche arrabbiarti con U. se dice cose che non condividi sugli alpini della Julia, ma la sua rabbia non l’autorizza minimamente a fare illazioni offensive su chi “corse in montagana”. Forse le sfugge che molti di quelli che “corsero in montagna” non ritornarono mai più a valle, e molti altri vi furono trascinati per finire a Dachau, Buchenwald, o alla risiera di S. Saba. Quelli che “corsero in montagna” pensarono molto poco al assicurarsi per il LORO futuro ma rischiarono la pelle, e molti ce la lasciarono, per assicurare a NOI TUTTI un futuro migliore.
    Lei “non permette a U.” e pretende rispetto per quelli che anno “ .. pagato durissimamente l’unico errore di ubbidire agli ordini … “ io, noi, dovremmo invece permettere che lei faccia illazioni maligne e gratuite su chi a quegli ordini sbagliati, pagando di suo, disobbedì.
    La invito pertanto ad ammettere di essersi, come spero, fatata prendere la mano ed in un eccesso d’ira e, per usare una sua frase, aver “sputato controvento” in tal caso amici più di prima. Se invece quello espresso è il suo reale pensiero, sarebbe totalmente incompatibile con il mio sentire e con la mia storia personale e famigliare.
    Le voglio infine ricordare che lei non è la sola a cui la disumana guerra ha impedito di conoscere il proprio padre, sono vicende che in mille diversi modi ma con analoghi risultai hanno colpito milioni di individui ed il fatto che non ne parlino due volte al giorno non significa che non abbiano provato altrettanta sofferenza ed altrettanta irritazione quando si tende falsificando la storia ad infangarne la memoria di un padre che non ha potuto lasciarti neppure un nome.

    Antonio antonio.zaimbri@tiscali.it

  42. AZ Cecina Li
    AZ Cecina Li says:

    Per fare apprezzammenti sulla modo di esprimersi in una lingua non serve affatto essere ferrati in quella lingua. Io che di inglese conosco 100 vocaboli tecnici e niente di grammatica, potrei , se la cosa mi intererssasse, sottoporrei vostri testi ad un amico docente di inglese all’università di Pisa e chiedere a lui un giudizio.
    Vedi i vantaggi di noi comunisti con il nostro agire collettivo.

    Antonio antonio.zaimbri@tiscali.it

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